Mercato europeo - A giugno il peggior calo di vendite per elettriche e ibride da aprile 2020

4 Ruote - Lug 28,2022

A giugno, le auto elettriche e le ibride plug-in hanno registrato il peggior calo di vendite da aprile 2020 sul mercato europeo. A rivelarlo è l'ultima elaborazione della società di ricerche Jato Dynamics, secondo cui lo scorso mese sono stati 215 mila i veicoli elettrificati immatricolati (62% EV e 38% Phev), l'8% in meno rispetto a un anno fa. Il calo è comunque più contenuto del -17% subito dalle registrazioni totali. In questo caso, si tratta della peggior flessione per il mese di giugno dal lontano 1993.

Il Cinquino sempre sul podio. Il motivo è da ricercarsi, soprattutto, negli stop produttivi che hanno coinvolto diversi marchi a causa delle difficoltà di approvvigionamento, nonostante le Case diano la precedenza proprio alle elettriche nella suddivisione delle forniture. Il calo della domanda, infatti, ha penalizzato, in particolar modo, Tesla, Volkswagen, Renault, Audi, Skoda e Ford. Se gli americani di Austin, con un -11%, hanno pagato i fermi delle attività a Shanghai, i brand del gruppo di Wolfsburg hanno risentito dei problemi di approvvigionamento legati al conflitto in Ucraina. Al contrario, BMW, Mercedes, Peugeot, Kia, Fiat e Cupra hanno assistito a crescite record. Lo dimostrano le classifiche di vendita, con le relative variazioni percentuali: tra le elettriche, la Fiat 500, con 7.269 unità e un +43%, si conferma sul podio dietro alla sola Tesla Model Y (nuova) e davanti alla Model 3 (-76%). Al quarto si piazza la Peugeot 208 (+43%), seguita da Skoda Enyaq (-9%), Volkswagen ID.4 (-25%), Renault Zoe (-47%), Volkswagen ID.3 (-47%), Hyundai Kona (-20%) e Renault Twingo (+10%). Tra le ibride plug-in al primo posto si piazza la Ford Kuga (-38%), davanti a Kia Sportage (nuova), Cupra Formentor (-16%), Hyundai Tucson (-8%), BMW Serie 3 (+11%), Jeep Compass (+6%), BMW X1 (+12%), BMW X5 (-23%) e Peugeot 3008 (-45%).

Suv in calo, bene Renault e cinesi. In calo sono risultate anche le Suv. Le immatricolazioni sono scese del 7%, anche se la loro quota si mantiene elevata, al 49,5%, a dimostrazione di come il segmento abbia ormai raggiunto una posizione dominante non dissimile da quanto già avvenuto da tempo negli Stati Uniti. L'ambiente operativo sta diventando sempre più difficile ed è ancor più preoccupante che i pochi porti sicuri (elettriche e Suv, ndr) stanno ora iniziando a mostrare segnali di declino, ha commentato l'analista Felipe Munoz. In ogni caso, le condizioni di contesto non stanno influenzando allo stesso modo i vari costruttori. Mentre il gruppo Volkswagen ha perso il 26% e 3 punti percentuali di quote di mercato, Renault e i suoi vari marchi, grazie a volumi stabili, hanno visto la loro penetrazione complessiva passare dal 10% di giugno 2021 al 12,1%. Jato evidenzia anche le performance brillanti delle Case cinesi, che, escludendo la Geely, hanno riscontrato una crescita di ben il 93% e 13.800 immatricolazioni. Il 75% fa riferimento alla MG: grazie a +72%, ha ormai superato Suzuki, Jaguar Land Rover, Mazda e Honda. In termini di singoli modelli, la classifica generale è guidata dalla Peugeot 208, seguita da Dacia Sandero, Opel Corsa, Fiat 500, Dacia Duster, Volkswagen T-Roc, Volkswagen Golf, Renault Captur, Tesla Model Y e Toyota Yaris.

 

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Stellantis - Tavares: Nel 2023 due nuove Fiat e la B-Suv Jeep, approvato il design della futura Ypsilon

4 Ruote - Lug 28,2022

Il 2023 potrebbe essere l'anno del rilancio per la Fiat grazie soprattutto ad alcune novità di prodotto. "Il marchio Fiat - ha affermato l'amministratore delegato del gruppo Stellantis, Carlos Tavares, durante la conference call sui risultati semestrali - ha un grande potenziale e vogliamo lavorare per esprimerlo appieno. Il suo livello di prezzi è buono e il prossimo anno avremo due prodotti da presentare. Con le giuste risorse Fiat sarà l'offerta giusta su molti mercati, a partire dall'Europa". Non solo. Tavares ha rivelato l'intenzione di portare la 500 elettrica, prodotta a Mirafiori, negli Stati Uniti, perché crediamo ci sia un alto potenziale in quel mercato, per vendere bene e guadagnarci.

Jeep e Lancia. Dunque, il marchio torinese è prossimo a un'espansione della gamma, in particolare in Europa, con l'arrivo non solo dell'attesa B-Suv ma anche di un modello per ora non meglio precisato (potrebbe anche essere una versione della Citroën Ami, sempre che non venga anticipato qualcosa sulla Centoventi). La Suv piccola della Fiat sarà prodotta a Tychy, in Polonia, e per il suo lancio non si dovrebbero aspettare molti mesi visto quanto affermato dallo stesso Tavares sulla sua gemella Jeep. Infatti, la B-Suv del brand americano, che sarà offerta solo in versione elettrica, sarà presentata a inizio 2023. Il manager lusitano ha anche parlato di altri marchi italiani. La Lancia si prepara per un grande futuro. Per il suo prossimo modello è stato già approvato il design e credo che sarà un grande successo", ha affermato Tavares, riferendosi alla nuova Ypsilon.

Alfa e Maserati. Quanto all'Alfa, l'ad ha voluto sottolineare come oggi sia un marchio molto redditizio. Abbiamo completato il turnaround anche prima del lancio della Tonale, che ora arriva per un'ulteriore crescita. Stellantis ha proseguito - ha un potenziale molto grande di aumentare la redditività con l'incremento del peso dei marchi premium. Nell'alto di gamma, invece, si punta sulla Maserati, per la quale Tavares si è detto fiducioso che, con il lancio della Grecale, possa accrescere la sua redditività e arrivare a fine anno alla doppia cifra (nel primo semestre il margine operativo è raddoppiato al 6,6%. Crediamo che la Maserati abbia le potenzialità per portare la marginalità al 15%-20%, ha aggiunto.

L'elettrificazione e la Cina. Il manager ha concentrato il suo intervento anche sulle strategie di elettrificazione. Stanno funzionando e lo dimostra il fatto che Stellantis si è posizionata al secondo posto nel mercato UE-30 per vendite di Bev e Lev e terza nel mercato statunitense per vendite di Lev". Nei primi sei mesi dell'anno, le vendite globali di auto a batteria sono aumentate di quasi il 50%, raggiungendo le 136 mila unità. Altro argomento di particolare importanza riguarda la Cina e la recente decisione di uscire dalla joint venture con Gac. "Il nostro partner cinese non rispettava gli impegni, abbiamo dovuto cambiare strategia.  mancata la fiducia e abbiamo preferito ritirarci", ha sottolineato Tavares, riconoscendo un aumento dell'influenza politica sulle decisioni aziendali: "Negli ultimi 5 anni in Cina dialogando con i nostri partner ho riscontrato un aumento dell'influenza della politica sul business, con una pressione in crescita". "Noi siamo una compagnia occidentale" e operare in sistemi politici poco democratici presenta dei rischi. "Lo abbiamo imparato nel caso dell'Iran e della Russia. E credo che ci siano alcuni nostri concorrenti vulnerabili alle tensioni in Cina. In ogni caso, Stellantis si può permettere di rivedere la sua presenza nell'importante mercato asiatico anche grazie alla solidità delle sue performance finanziarie e all'elevata redditività. Tavares ha parlato di risultati record e di un gruppo che ha dimostrato di essere resiliente e di essere attore della nuova mobilità in un mercato mondiale dell'automotive caotico, frammentato e complicato. Abbiamo un modello di business solido e con una forte redditività e siamo in anticipo sulla tabella di marcia del piano Dare Forward 2030.

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Autostrade e partenze - Esodi estivi, ecco i weekend critici

4 Ruote - Lug 28,2022

Il primo, vero weekend da bollino rosso è alle porte: secondo le previsioni di Autostrade per l'Italia, che gestisce metà della rete nazionale a pagamento, il pomeriggio di venerdì 29, la mattina e il pomeriggio di sabato 30 e la mattina di domenica 31 luglio saranno critici per i flussi di traffico diretti alle località turistiche. La situazione si ripresenterà nell'intera giornata di venerdì 5 agosto, con un bollino nero di criticità per la mattina di sabato 6, considerata il momento potenzialmente più critico per l'esodo. Più diluiti saranno i rientri verso le grandi città, anche se il weekend del 26-28 agosto, con una coda nella mattina di lunedì 29, potrà creare problemi di traffico.

Il piano di Aspi. Autostrade per l'Italia ha messo a punto un piano di gestione della viabilità in base al quale vengono rimossi dalla rete tutti i cantieri più critici, facendo in modo che siano disponibili tutte le corsie di marcia nei momenti di maggiore traffico e almeno due corsie per la direzione prevalente del traffico nelle altre situazioni. Il personale della società sarà sempre presente per garantire assistenza agli utenti. Quest'anno, i guidatori di auto elettriche potranno contare su 26 stazioni di ricarica ultra-fast HPC della rete Free To X installate nelle aree di servizio lungo le principali direttrici di marcia. Tra le raccomandazioni in tema di sicurezza, vale la pena ricordare come ci si debba fermare sulla corsia di emergenza e nelle piazzole di sosta soltanto in caso di reale e assoluta necessità, così da evitare da mettersi in una situazione di potenziale pericolo.

Le informazioni. Autostrade per l'Italia affida le informazioni sulla viabilità a diversi canali Sky (compreso Sky TG24), a La7, alle emittenti radiofoniche RTL 102.5 e Isoradio 103.3, al sito autostrade.it, al network TV Infomoving visibile nelle aree di servizio e al proprio call center raggiungibile al numero gratuito 803.111.

La rete gratuita. Nei giorni scorsi anche l'Anas ha divulgato il proprio piano estivo, che prevede la rimozione di oltre 500 cantieri dalla propria rete e l'impiego di 2.500 addetti e 2 mila automezzi per la sorveglianza e l'assistenza agli utenti. Sulle infrastrutture dell'azienda strade, ora del gruppo Ferrovie dello Stato, sono presenti anche oltre 6 mila telecamere, 21 sale operative e una control room nazionale.

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Con 4R di agosto - A richiesta CliQ, lo speciale con i segreti dei fotografi automotive

4 Ruote - Lug 28,2022

Vi siete mai chiesti chi sono, come lavorano e dove vanno a scattare le loro immagini i fotografi di Quattroruote? Dove ritraggono, pista di Vairano a parte, le auto protagoniste delle prove su strada e di quelle speciali? E quali siano i segreti del loro mestiere? Se avete queste (e altre) curiosità, non perdete CliQ, il fascicolo speciale disponibile a richiesta (con supplemento di 5,90 euro) con Quattroruote di agosto. Abbiamo chiesto a cinque dei professionisti che abitualmente lavorano con noi di scegliere dieci location in varie parti d'Italia, da ritrarre, insieme con i veicoli messi a disposizione dal partner BMW (due versioni della i4 e lo scooter elettrico CO 04), svelando trucchi, attrezzature e tecniche utilizzati per ogni immagine.

Esperti al lavoro. Il volumetto, di 96 pagine, contiene gli scatti realizzati in una giornata in ognuna delle zone prescelte (dal Ponente Ligure al Delta del Po, dal Lago Maggiore alle Crete Senesi, dalla Milano che cambia alle cave di marmo carrarine), con le stesse modalità di lavoro che contraddistinguono l'attività dei nostri fotografi, chiamati ogni mattina o quasi a partire dalla nostra redazione di Rozzano per raggiungere la destinazione prescelta, a seconda della tipologia di vettura, dell'ambiente ritenuto più adatto e, spesso, anche delle condizioni meteo. Al progetto hanno contribuito anche cinque giovani fotografi, scelti tra i partecipanti all'ultimo master Automotive photo experience dell'Accademia Quattroruote, con i loro scatti di backstage realizzati durante l'effettuazione dei servizi. Chiunque può però prendere parte all'iniziativa: basta scattare una foto a tema automotive e pubblicarla sul proprio profilo Instagram con l'hashtag #CLIQ4R: le più belle saranno condivise sulla pagina di questo sito dedicata al volume. CliQ è proposto anche in Digital Edition all'interno dello sfogliatore di Quattroruote, a titolo gratuito solo per gli abbonati.

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Sebastian Vettel - Gli highlights della sua carriera in F.1 - FOTO

4 Ruote - Lug 28,2022

Sebastian Vettel lascia la Formula 1 al termine della stagione. Il quattro volte campione del mondo tedesco ha corso per BMW Sauber, Toro Rosso, Red Bull, Ferrari e Aston Martin. In questa galleria fotografica, riviviamo i momenti salienti della sua carriera.

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Carburanti ed energia - Tutti i numeri dell'impennata

4 Ruote - Lug 28,2022

Gli ultimi mesi sono stati contraddistinti da un forte rincaro dei carburanti, solo parzialmente compensato dal taglio delle accise deciso dal governo e prorogato più volte come misura per alleviare le conseguenze per le tasche non solo degli automobilisti. Di certo l'andamento dei listini alla pompa ha anche delle implicazioni sulle scelte dei consumatori e sulla loro propensione all'acquisto. Basti pensare a quanto abbia influito, negli anni passati, il boom del common rail sulle vendite di auto: la maggior parte dei consumatori si è lanciata sui diesel di nuova generazione, anche di piccola cilindrata, per approfittare dei risparmi garantiti dai minori consumi e dal prezzo più basso del gasolio. Oggi, il quadro è reso decisamente più complicato dalle conseguenze di molteplici fattori (inflazione galoppante, effetti della guerra in Ucraina, difficoltà logistiche, rincari delle materie prime e via discorrendo), nonché dalle tariffe dell'elettricità, un'incognita da considerare con grande attenzione visto quanto le Case siano al momento sempre più concentrate sul lancio di auto a batteria.

Il quadro semestrale. Immaginiamo, allora, di essere un potenziale acquirente di un'auto nuova e focalizziamo la nostra attenzione sull'andamento dei carburanti per valutare quale sia la miglior alimentazione da scegliere. Partiamo dai combustibili tradizionali e limitiamo il nostro sguardo al primo semestre per avere un quadro il più possibile omogeneo visto che negli ultimi giorni i listini hanno imboccato un trend discendente. Facendo riferimento ai dati dell'Osservatorio prezzi del Ministero dello Sviluppo Economico, elaborati da Staffetta Quotidiana, la benzina è passata, in media, dagli 1,725 euro al litro del 31 dicembre 2021 ai 2,070 euro del 30 giugno 2022, per una variazione del +20% (senza il taglio delle accise sarebbe stata ovviamente più elevata). Il diesel, invece, ha subito un incremento del 28,3% a 2,035 euro, mentre sono risultati più stabili gli altri carburanti tradizionali: +2% per il Gpl (0,823 euro/litro), +3,2% per il metano (1,853 euro/kg) e -18% per il Gnl (1,898 euro/kg). In teoria un automobilista sarebbe propenso a scegliere il Gpl visti i prezzi bassi, ma la sua scelta, in questo caso, sarebbe legata anche alla disponibilità delle stazioni di rifornimento e lo stesso vale per il metano e il Gnl. Bisogna, però, considerare anche come i carburanti gassosi scontino degli svantaggi rispetto a benzina e diesel: il Gpl, per esempio, rende meno della verde e pertanto il consumo è superiore del 10% circa. Il metano, poi, non garantisce più i risparmi del passato visto che i prezzi sono doppi rispetto allo scorso anno. Se poi limitiamo il confronto a benzina e gasolio è quest'ultimo carburante a continuare a vincere la partita. Peccato che le auto diesel paghino da anni la demonizzazione post-dieselgate e oggi siano oggetto di continue e spesso controproducenti limitazioni alla circolazione.

Effetto elettrico. L'eventuale acquirente, tra l'altro, si trova alle prese con un processo di scelta reso ancor più complesso dall'incognita dell'elettrico. Al di là degli attuali freni all'adozione della mobilità alla spina, ormai noti anche al grande pubblico (autonomia e disponibilità di un'adeguata rete di ricarica), quanto potrebbe influire l'andamento delle tariffe sulla scelta d'acquisto? Cerchiamo, innanzitutto, di semplificare il più possibile il discorso partendo dalle tariffe domestiche. Stando ai dati dell'autorità di riferimento, l'Arera, i prezzi per un consumatore domestico tipo servito in maggior tutela (una famiglia non legata a contratti da mercato libero, con 3 kW di potenza impegnata e 2.700 kWh di consumo annuo) sono passati da 29,7 centesimi al kWh a 41,34, con un aumento di quasi il 40%. Ovviamente ed è bene rimarcarlo - , per chi può affidarsi a un proprio impianto fotovoltaico il discorso cambia totalmente con costi di ricarica che possono anche essere pari a zero. I 3 kW di potenza impegnata, però, sono un fattore decisamente limitante.  probabile, dunque, che il nostro ipotetico consumatore voglia affidarsi a una ricarica più veloce. Vediamo, allora, quanto sono aumentate le tariffe di Enel X, l'operatore di riferimento in Italia grazie al maggior numero di colonnine installate: lo scorso febbraio, le sue tariffe sono passate da 0,45 a 0,58 euro/kWh per le ricariche fino a 22 kW e da 0,50 a 0,68 per quelle fino a 100 kW (evitiamo opportunamente di prendere in considerazione le quasi introvabili colonnine ultra-fast da 150 kW e oltre), con un incremento, rispettivamente, del 29% e del 36%. Gli aumenti sono stati inferiori a quelli dei prezzi dell'energia elettrica domestica ma superiori a quelli di diesel e benzina.

Scelta difficile. C'è da dire, però, che il ricorso a formule di abbonamento può consentire consistenti risparmi: con Ionity il prezzo del kilowattora arriva a più che dimezzarsi (da 0,79 euro a 0,35 euro) con la sottoscrizione di un abbonamento da circa 18 euro al mese. Di certo, quantomeno per ora, le tariffe per le ricariche sembrano godere di una maggior stabilità rispetto a carburanti tradizionali fortemente legati alla volatilità del mercato petrolifero. comunque evidente come il quadro sia molto incerto e non lasci presagire una scelta facile al nostro consumatore tra il nuovo che avanza e il vecchio che arretra, ma solo in apparenza visti i numeri ancora limitati della mobilità elettrica. Quantomeno in Italia.

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Suzuki S-Cross - A listino la versione 1.5 140V

4 Ruote - Lug 28,2022

La Suzuki completa la gamma della S-Cross introducendo la seconda variante ibrida annunciata fin dal 2021. La nuova Hybrid 1.5 140V automatica affianca l'attuale 1.4 Boosterjet 48V con cambio manuale ed è subito ordinabile online nella versione di lancio 1.5 Starview 4WD AllGrip Web Edition, con prezzi a partire da 33.090 euro. Questa versione include cinque anni di garanzia, il tetto apribile di vetro, i sedili riscaldabili rivestiti di pelle, i sensori di parcheggio, i cerchi da 17" e l'infotainment con schermo da 7".

Si comporta come una Full Hybrid. Il powertrain è lo stesso già introdotto sulla Vitara e sfrutta il motore Dualjet K15C 1.5 aspirato a ciclo Atkinson da 102 CV e 138 Nm, con cambio robotizzato Ags e un modulo ibrido da 33 CV e 153 Nm, che ha la batteria al litio alloggiata nel fondo del bagagliaio. La potenza totale di sistema è pari a 116 CV e il motore elettrico fornisce sia trazione alla vettura sia i newtonmetro necessari per non far percepire il calo di coppia durante le cambiate. La vettura, omologata come mild hybrid, si comporta quindi come una full hybrid, muovendosi da fermo in elettrico fino a 80 km/h con circa 4,5 km di percorrenza massima a batteria carica. Quando viene richiesta la massima potenza, l'elettrico e il termico lavorano insieme, mentre la trazione integrale opera in maniera tradizionale con il collegamento fisico tra gli assi.

La modalità Eco. La Suzuki ha specificato che, per la S-Cross, è prevista una modalità Eco per ottenere la massima efficienza nella guida, pur a scapito delle prestazioni pure. Questo settaggio interviene sia sulla risposta del powertrain sia sulla logica di funzionamento della trasmissione integrale e del climatizzatore. La Casa non ha ancora fornito i dati ufficiali di consumo secondo il ciclo Wltp: la più piccola Vitara, con il medesimo powertrain, emette 132 g/km di CO2. 

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Formula 1 - Sebastian Vettel si ritirerà a fine stagione

4 Ruote - Lug 28,2022

Sebastian Vettel dice basta: alla vigilia del GP d'Ungheria il campione tedesco ha annunciato che lascerà la Formula 1 alla fine della stagione in corso. Stanco di combattere con un'Aston Martin che non trova la via definitiva per la competitività, desideroso di dedicarsi alla sua famiglia, per la quale ha sempre scelto la via della privacy più rigorosa, aperto a interessi sociali e ambientali per i quali si è speso negli ultimi anni, Sebastian lascia la Formula 1 con un palmarès di altissimo profilo e un unico rimpianto. A oggi, infatti, Vettel ha vinto 53 Gran Premi, risultando in questo secondo solo a Lewis Hamilton (103 successi) e Michael Schumacher (91) e quattro titoli mondiali, tra il 2010 e il 2013, tutti conquistati alla guida di una Red Bull: ed è probabilmente questo il motivo del suo più grande rammarico, non essere riuscito a conquistare un ulteriore alloro con la Ferrari, per la quale ha corso dal 2015 al 2020.

Grazie, è stato bello. Nel comunicato di addio divulgato dall'Aston Martin, Vettel ringrazia il team per il quale ha corso nelle ultime stagioni, elogiandone le doti, le ambizioni e l'amicizia, augurandosi di poter contribuire alla sua crescita nelle dieci gare che ancora disputerà quest'anno (ad Abu Dhabi arriverà a quota 300 GP); aggiunge che la decisione di ritirarsi non è stata facile da prendere, ma che ha prevalso il desiderio di passare più tempo con la propria famiglia (Sebastian ha due figlie, ndr). Parole di ringraziamento per Vettel sono state espresse da Lawrence Stroll, executive chairman del team.

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Incentivi - Il flop dell'ecobonus continua, il ministro Giorgetti pensa a correttivi

4 Ruote - Lug 28,2022

Niente da fare, il cruscotto dell'ecobonus, sul sito del ministero dello Sviluppo economico, resta inchiodato sul verde fisso: tranne, naturalmente, che per i fondi (pari a 170 milioni) destinati alle auto con emissioni di CO2 comprese fra 61 e 135 g/km, dove il rosso campeggiava già venti giorni dopo l'avvio della campagna d'incentivi. Arrivati ormai quasi alla fine di luglio, dei 220 milioni destinati a sostenere l'acquisto delle auto elettriche (fascia di emissioni 0-20 g/km) ne sono ancora disponibili 175,7 (oltre l'85%); dei 225 riservati alle ibride plug-in (fascia 21-60 g/km), ne restano, invece, 197,4 (più del 91%). Flop annunciato, perché la domanda di questi tipi di auto è tuttora flebile; ma anche perché il provvedimento è nato male. A contestarlo sono, in primis, le aziende, escluse dalla possibilità di beneficiare del contributo: proprio i soggetti che, al contrario, nonostante la discriminazione risultano essere ancora quelli più propensi (se non quasi gli unici) a buttarsi sul full electric. Non solo: dal contributo è esclusa anche la formula di acquisizione del noleggio (se ne può fruire soltanto in caso di acquisto e leasing finanziario), cosa che ha indotto l'Aniasa (l'associazione che rappresenta in Confindustria il settore dei servizi di mobilità) a presentare al proposito un esposto all'Autorità garante della concorrenza e del mercato.  

Così non va. Al meccanismo degli incentivi servono, dunque, correttivi urgenti. Una parte del mondo politico ne è consapevole, tanto da avanzare delle proposte. La più recente arriva dal ministero dello Sviluppo economico e dal suo titolare Giancarlo Giorgetti, che vorrebbe utilizzare allo scopo lo strumento del decreto Aiuti bis, in fase di approvazione parlamentare. Giorgetti suggerisce di aumentare del 50% il bonus previsto agli acquirenti con reddito inferiore ai 30 mila euro. Significa che, per un'auto elettrica, il contributo salirebbe da 3 mila a 4.500 euro senza rottamazione e da 5 mila a 7.500 euro in caso di rottamazione di un'auto con omologazione fino a Euro 4. Per le ibride plug-in, le cifre passerebbero rispettivamente da 2 e 4 mila a 3 e 6 mila. Basterebbe? Difficile dirlo, anche se è probabile che chi ha un reddito annuo inferiore a 30 mila euro ben difficilmente è disposto ad affrontare l'impegno economico che oggi comporta l'acquisto di un'elettrica pura; senza considerare i limiti di utilizzo tuttora esistenti, tra autonomia limitata e difficoltà di ricarica. A proposito della quale, tra l'altro, il ministero ha formulato anche l'ipotesi d'introdurre un ulteriore contributo per l'installazione di colonnine nei box privati e nei condomini, pari all'80% della spesa, con un limite di 1.500 euro per richiedente e di 8 mila per i condomini.

Proroga per lo sconto accise. Più concreta, per il momento, sembra invece la possibilità che venga ulteriormente estesa la riduzione delle accise sui carburanti (benzina, gasolio, Gpl e metano), già portata dal 2 al 21 agosto. Una scadenza troppo vicina, dettata dalla contingenza politica del momento (stava per cadere il governo Draghi), che richiede un ulteriore intervento: lo sconto fiscale di 30 centesimi al litro potrebbe pertanto essere esteso fino alla fine del mese di ottobre.

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F.1, GP Ungheria - Tappa a Budapest prima della pausa estiva

4 Ruote - Lug 28,2022

L'ultimo back-to-back della Formula 1 prima della pausa estiva porta team e piloti a Budapest per la tredicesima prova del Mondiale 2022: il Gran Premio d'Ungheria sulla tortuosa pista dell'Hungaroring.

Il circuito. Entrato nel calendario della F.1 nel 1986 è diventato da quel momento appuntamento fisso del campionato e quella di questo fine settimana si disputerà la 37 edizione della gara che si è sempre tenuta in piena estate. Il circuito dell'Hungaroring non ha bisogno di presentazioni, è una pista sulla quale correre può essere divertente per le sue curve in successione, senza un attimo di respiro, che ricordano un po' le piste di go-kart. Ma può anche essere frustrante in gara, perché finire dietro un trenino di vetture e restare bloccati per molti giri è una condizione vista più volte nel corso degli anni, perché i sorpassi sono difficili. Probabilmente su questa ultima affermazione Nigel Mansell avrebbe da ridire, lui che nel 1989 riuscì a vincere il GP partendo dalla dodicesima posizione.

Un po' di numeri. Lewis Hamilton detiene un bel po' di record in Ungheria: finora il sette volte campione del mondo inglese ha ottenuto otto pole position e altrettante vittorie, è andato più di tutti a podio - per ben dieci volte - ha percorso più chilometri in testa alla gara e ha ottenuto il maggior numero di punti. E a quanto pare proverà a ritoccare ancora questi numeri, sfruttando una Mercedes W13 in grande spolvero. Allo scorso GP di Francia, Lewis e il suo compagno di squadra George Russell hanno conquistato un doppio podio che fa morale: vedremo se riusciranno a ripotersi questo fine settimana.

Maranello cerca il riscatto. Per la Ferrari la lotta al titolo è davvero tutta in salita. Dopo l'errore di Leclerc in Francia, il monegasco arriva in Ungheria con un ritardo di 63 punti rispetto a Max Verstappen. Charles però è carico, sa che la F1-75 è cresciuta bene e può battere i rivali della Red Bull. Già nelle interviste post-gara a Le Castellet, lo stesso Mattia Binotto ha detto che il team punta alla doppietta in Ungheria per invertire la tendenza e dare il via a una rimonta. Le dichiarazioni del team principal di Maranello non sono spavalde, perché la F1-75 sembra al momento davvero la miglior macchina in griglia, tanto da conquistare 8 pole su 12 gare. Ma tra errori strategici e problemi di affidabilità, la classifica fotografa tutt'altra situazione. Nell'ultima gara che precede la pausa estiva, la Scuderia Ferrari deve giocarsi ogni possibilità per mantenere viva la speranza della lotta al titolo.

Incognita meteo. Se per il venerdì di prove libere si attendono punte di 34 gradi di temperature ambiente e oltre 50 sull'asfalto, sabato e domenica le cose potrebbero cambiare. Alcuni modelli di previsione parlano infatti di 80% di probabilità di pioggia il sabato e il 60% alla domenica. Come ha fatto notare Mario Isola, responsabile motorsport della Pirelli: "L'Ungheria è nota per essere una tappa molto calda, ma nelle ultime due stagioni è arrivata anche la pioggia... morale della favola, mai saltare alle conclusioni! L'Hungaroring ci ha riservato diverse sorprese in passato, ed è possibile che quest'anno ci sorprenda ancora di più".

Il GP d'Ungheria in Tv. Come di consueto, l'evento sarà trasmesso in diretta esclusiva dalla pay-tv Sky e in streaming su Now, mentre qualifiche e gara troveranno spazio - in differita di qualche ora - su TV8, sul digitale terrestre. Si andrà in pista già domani alle 14 per le prime prove libere, mentre le qualifiche si disputeranno alle 16 e la gara scatterà alle 15. Per non perdere neppure un minuto di questo intenso weekend di gara, date un'occhiata al nostro Speciale F.1.

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Honda - Svelati nuovi dettagli sul design della Prologue - VIDEO

4 Ruote - Lug 28,2022

La Honda ha diffuso alcune nuove informazioni sulla Prologue, la Suv elettrica che debutterà sul mercato americano nel 2024. La Casa giapponese ha voluto raccontare il percorso che ha portato alla definizione dello stile della vettura, senza per il momento affrontare nel dettaglio l'argomento tecnico.

Essenziale e neo-rugged. Nel centro design di Los Angeles, la Prologue è già passata dai fogli di carta alla realtà virtuale ed al modello in scala 1:1 con estrema rapidità. Osservando la Suv, l'influenza stilistica dell'altra elettrica giapponese, la Honda e, è evidente nel frontale: la mascherina è in realtà un pannello nero lucido chiuso, vista l'assenza del motore termico. I fianchi larghi e le classiche finiture grezze dei paraurti e passaruota legano invece la Prologue agli altri prodotti del marchio, mentre il passo lungo e gli sbalzi molto contenuti sono il segno tangibile della presenza di una piattaforma progettata per l'elettrico. La Prologue, in realtà, nel look fa di tutto per non sembrare una elettrica, pur avendo il compito di proporre nuovi stilemi da applicare alla futura generazione di modelli a batteria. La Honda ha definito lo stile della vettura "neo-rugged", indicando così implicitamente l'arrivo di nuovi modelli elettrici a ruote alte.

Piattaforma Ultium condivisa con GM. La Prologue ha un ruolo fondamentale: è infatti il frutto di un accordo di collaborazione tra Honda e GM che permetterà ai giapponesi di sfruttare la piattaforma americana Ultium, offrendo così una soluzione "chiavi in mano" per il mercato statunitense. Non è quindi escluso che la Prologue possa condividere elementi del powertrain e dell'elettronica di gestione con la Chevrolet Blazer EV appena presentata.

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Servizi di finanziamento - Partnership a tutto tondo tra FCA Bank e DR

4 Ruote - Lug 28,2022

Dopo l'allargamento dell'accordo con Tesla, FCA Bank amplia anche la recente partnership con il costruttore molisano DR Automobiles, includendo anche i modelli dei nuovi brand Sportequipe e Ickx, lanciati sul mercato in occasione della recente kermesse MiMo - Milano Monza Motor Show. Grazie a questa partnership la Banca fornirà un'ampia gamma di servizi finanziari al Gruppo di Macchia d'Isernia, dal classico finanziamento rateale al più innovativo PCP, ovvero il Personal Contract Purchase, la formula con valore futuro garantito.

I nuovi brand. Oltre a DR ed Evo, la realtà creata da Massimo Di Risio ha lanciato i brand Sportequipe, improntato alla sportività e all'ecosostenibilità, con un'offerta di quattro Suv (Sportequipe 5, 6, 7 e 8, quest'ultima ancora da svelare), un pick-up (Sportequipe K) e una city car elettrica (Sportequipe 1), con un forte focus sul design e con una ricca dotazione di serie, e ICKX, che propone il fuoristrada dal look aggressivo K2. Ricordiamo che il gruppo DR nei primi sei mesi del 2022 ha registrato circa 10.000 veicoli venduti, segnando un aumento del 168,62% rispetto allo scorso semestre.

 

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Formule di acquisizione - Offerta flessibile

4 Ruote - Lug 28,2022

Acquistare un'auto, magari in contanti, non è più di moda. Per ragioni puramente economiche, visto che i prezzi continuano ad aumentare, ma anche e forse soprattutto perché, in questo momento di transizione tecnologica, scegliere il veicolo giusto per le proprie esigenze di mobilità diventa sempre più difficile. Tra le soluzioni che evitano di dover prendere decisioni troppo impegnative su entrambi i fronti, ci sono il noleggio a medio o lungo termine e l'abbonamento mensile.

Noleggio al 62% nel 2030. Le due formule stanno registrando un vero e proprio boom. Un trend che pare destinato a continuare nei prossimi anni. Lo conferma Clotilde Delbos, ceo di Mobilize, il brand del gruppo Renault dedicato alla nuova mobilità: Oggi, in Europa, soltanto il 17% delle auto è acquistato in contanti. Il 46% dei contratti prevede un finanziamento o formule di leasing, il 36% il noleggio. Secondo diversi studi, nel 2030 quest'ultimo sarà salito al 62%, mentre i primi due scenderanno rispettivamente al 6 e al 31%. Previsioni del genere spiegano, tra le altre cose, la nascita di tanti brand emanazioni delle Case o del mondo bancario che allargano l'offerta flessibile di auto a tempo.

Alternanza placa-ansia. Flessibilità che può arrivare fino all'alternanza tra modelli a emissioni zero e termici. Così, la finanziaria del gruppo Stellantis, FCA Bank, con il lancio della Nuova 500 full electric ha inaugurato My Dream Garage, che permette a chi acquista la citycar con la spina di ottenere per un massimo di 60 giorni un altro modello del gruppo. Questo consente, per esempio, di utilizzare l'elettrica in città e di poter contare, in occasione di trasferimenti più lunghi, su un veicolo che non dev'essere ricaricato a una colonnina, eliminando la conseguente ansia da autonomia.

Abbonarsi a una famiglia. In alternativa, sempre FCA Bank, con la controllata Leasys Rent, propone la soluzione CarCloud, un abbonamento a "famiglie" di auto (al momento quelle operative sono sei): si va dalla Xev YoYo (che può essere guidata a partire dai 16 anni) ai veicoli commerciali leggeri. Nell'ambito della stessa famiglia, il cliente ha la possibilità di cambiare modello tutte le volte che vuole. Non solo. Può anche passare a un raggruppamento diverso, di categoria superiore o inferiore. La formula dell'abbonamento è stata adottata anche da portali multibrand come Popmove o Bipi, così come da classici autonoleggi come Sixt+.

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Stellantis - Crescita a doppia cifra per ricavi e utili, margini a livelli record

4 Ruote - Lug 28,2022

Stellantis mette a segno ancora una volta performance finanziarie brillanti malgrado un contesto operativo contraddistinto da numerose difficoltà. Nel primo semestre, il gruppo guidato da Carlos Tavares ha registrato una crescita a doppia cifra per i ricavi e ancor di più per le principali voci reddituali, a partire da un margine operativo ancora una volta su livelli da segmento premium.

Ricavi e utili. Il fatturato, infatti, è cresciuto del 17%, arrivando a 88 miliardi di euro, con il miglioramento dei mix dei prezzi e di prodotto e il favorevole contesto valutario che hanno più che compensato la continua flessione delle performance commerciali. Le consegne sono scese del 7,35% a 3,03 milioni di veicoli. Di rilievo l'andamento dell'utile operativo rettificato (al netto delle componenti straordinarie): è salito del 44% a 12,4 miliardi, spingendo il margine fino al livello record del 14,1%, quasi 300 punti base in più rispetto all'11,4% di un anno fa. Positivi anche l'utile netto, cresciuto del 34% a quasi 8 miliardi di euro, e i flussi di cassa industriali, arrivati a 5,3 miliardi (in aumento di 6,5 miliardi sul primo semestre dell'anno scorso). In un contesto globale complesso proseguiamo sulla strada del piano Dare Forward', ottenendo prestazioni fuori dal comune e attuando la nostra ambiziosa strategia di elettrificazione, ha commentato Tavares.

Le performance regionali. A livello regionale, a trainare le performance del gruppo è sempre il Nord America, dove le consegne sono aumentate del 10% grazie, in particolare, alle nuove Jeep Wagoneer, Grand Wagoneer, Compass e Cherokee, mentre i ricavi sono migliorati del 10% a 42,4 miliardi, l'utile operativo, con un +47% e 7,68 miliardi, ha rappresentato il grosso del dato consolidato e il margine operativo ha superato il 18%, passando dal 16,1% al 18,1%. In Europa, invece, sono risultate in calo sia le consegne (-18%) sia i ricavi (-2%), ma l'utile operativo è salito del 15% a 3,3 miliardi e il margine dall'8,8% al 10,4%. La redditività ha raggiunto la doppia cifra anche in Medio Oriente e Africa, in Sud America e perfino nell'area Cina, India e Asia/Pacifico.

Migliora anche la Maserati. Dati positivi sono stati messi a segno anche dalla Maserati. Per quanto le consegne siano scese da 10.800 a 10.600 unità, i ricavi sono cresciuti da 885 a 941 milioni e l'utile operativo da 29 a 62 milioni. Di conseguenza, il margine è raddoppiato al 6,6%. Il gruppo ha attribuito il miglioramento al positivo andamento del mix di prezzi e prodotto determinato, principalmente, dalla nuova MC20.

Prospettive. Infine, il management ha confermato gli obiettivi finanziari per l'intero 2022: margine operativo a doppia cifra e flussi di cassa positivi. Tuttavia, sono state tagliate le prospettive per i principali mercati di riferimento. Il Nord America passa da stabile a un calo dell'8%, l'Europa da un -2% a un -12% e il Sud America da +3% a invariato. Confermate, invece, la previsione su una crescita del 5% per India e Asia/Pacifico e su una domanda stabile in Cina, Medio Oriente e Africa.

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Formula 1 - Più vicina la partnership tra Porsche e Red Bull

4 Ruote - Lug 28,2022

attesa tra pochi giorni l'ufficializzazione della partnership tra la Red Bull Racing e la Porsche per un nuovo capitolo storico della Formula 1. Dal Marocco arriva l'anticipazione che la casa automobilistica tedesca parteciperà al 50% alle attività del team di Formula 1. Dopo mesi di rumors, qualcosa di più concreto sembra muoversi.

Cosa sappiamo a oggi. Per poter procedere all'accordo, le due parti hanno dovuto presentare una domanda di analisi sulla concorrenza per avere il nulla osta da parte di più di 20 paesi per poter agire in totale trasparenza. Tra questi paesi c'è anche il Marocco, dove la legislazione prevede che le domande anti-cartello siano rese pubbliche dopo un periodo di tempo. La richiesta delle parti in causa al Conseil de la Concurrence ha come oggetto una collaborazione decennale che vedrà Porsche impegnarsi al 50% nel team di Formula 1.

Le riserve. Da quanto è possibile apprendere dal documento, la partnership tra Red Bull e Porsche dovrebbe essere annunciata il prossimo 4 agosto. Anche questa data però potrebbe non essere rispettata, poiché la Porsche vuole comunicare il suo ingresso in Formula 1 solo dopo l'approvazione da parte della FIA dei nuovi regolamenti sui motori 2026. Non a caso, se ci fossero state le condizioni, le parti avrebbero fatto l'annuncio nel fine settimana del GP d'Austria, gara di casa della Red Bull.

Audi ancora indietro. Mentre dalle fonti sembra tutto suggerire che potremo attenderci un accordo ufficiale tra Red Bull e Porsche, ancora nulla si muove in casa Audi, altro marchio del Gruppo Volkswagen in procinto di fare il proprio ingresso nella categoria. Secondo le ultime indiscrezioni, pare ci sia una trattativa in corso tra la casa automobilistica e la Sauber per l'acquisizione del 75% del team di Hinwil.

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Formula 1 - La Mercedes-AMG di Hamilton a 35.000 euro. Ma è solo un modellino

4 Ruote - Lug 28,2022

Appassionati della Stella di Stoccarda? A voi la scelta: con 35mila euro potete comprarvi una Classe A 200 Sport, oppure la W11 Eq Performance del 2020 con cui Lewis Hamilton ha conquistato il settimo titolo mondiale  - oltre al settimo costruttori per il team di Brackley - della massima formula. Ovviamente non la vera monoposto, quella cifra non basterebbe per uno specchio retrovisore in carbonio, ma una fedelissima replica in scala 1:4. Si tratta della proposta più costosa del catalogo F1 Authentics, il merchandise ufficiale della Formula Uno, che annovera altre monoposto ma anche caschi e volanti accuratamente riprodotti, con relativo cartellino del prezzo assai salato.

Cura maniacale. Realizzata in soli sette esemplari, lunga circa 120 centimetri, la monoposto di Hamilton viene proposta anche, per chi volesse risparmiare un po', in scala 1:8 (circa 8.500 euro) e 1:18 (un migliaio di euro). Perché così tanto? Per l'esclusività della tiratura limitata, certo, ma in particolare per l'accuratezza. I modelli vengono realizzati infatti dalla Amalgam Collection, un'azienda di Bristol, UK, specializzata in modelli di vetture da corsa praticamente identici a quelli reali, soltanto un po' più piccoli. la Richard Mille del modellismo, se siete appassionati di alta orologeria avrete colto, e per realizzare i modelli con una cura così elevata, i designer e gli artigiani lavorano a stretto contatto con i team, per avere accesso ai progetti originali e dunque replicare con una precisione straordinaria quelle che possono essere definite delle opere d'arte.

Le altre chicche. Fra le altre proposte degne di nota del catalogo, il volante della Mercedes-AMG sopracitata (circa 6.000 euro), la Red Bull RB16B di Max Verstappen del 2021 (8.500 euro) e le più abbordabili (850 euro, perché realizzate da un'altra azienda meno bespoke) Ferrari SF21 di Charles Leclerc e la McLaren MCL35M di Lando Norris del GP di Monaco 2021 con la livrea Gulf.

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Manutenzione - In quattro anni si risparmia fino al 75%

4 Ruote - Lug 28,2022

Tra le molte domande che possono nascere quando si parla di auto elettriche, spicca una certezza: il costo dei tagliandi periodici è molto inferiore a quello di una vettura con motore a combustione interna. Inferiore, però, può significare molte cose. D'altro canto, quando ci si trova davanti al venditore che decanta le qualità di un modello a batteria, è molto probabile che questo vantaggio sia sottolineato assieme agli altri, ma non quantificato con precisione.

Il costo calcolato su quattro anni. Sui siti dei costruttori le indicazioni in merito spesso non ci sono o, se ci sono, sono ben nascoste. E comunque non spiccano per precisione. Non che vada meglio nelle officine di assistenza, dove nella migliore delle ipotesi si riesce a capire a quanto ammonta il costo orario della manodopera. Grazie alla Banca dati di Quattroruote, siamo invece in grado di quantificare con precisione i costi di manutenzione nei primi quattro anni di possesso dei modelli elettrici più venduti nel nostro mercato.

Termine di paragone. Non solo: li abbiamo messi a confronto con quelli del corrispondente modello termico. In alcuni casi, individuarlo è stata questione di un attimo. stato così, tanto per fare un esempio, con le protagoniste del segmento: 500 con 500, Mini Cooper con Mini Cooper, Twingo con Twingo. In altri, la parentela con il modello preso come termine di paragone è meno immediata. Ma la Volkswagen ID.3 è pur sempre l'equivalente elettrico della Golf e la ID.4 ha molto in comune (piattaforma esclusa, a va sans dire) con la Tiguan. D'altro canto, abbiamo forzato un po' la mano per trovare l'equivalente termica della Renault Mégane E-Tech. La Kadjar è più lunga di una trentina di centimetri (ed è per questo motivo che le due francesi non sono state considerate per nessuna delle considerazioni che seguono). Infine, non abbiamo cercato parentele dove palesemente non ce ne sono.

Sono le Tesla le meno care. I dati che corredano la gallery che segue ci sembrano sufficientemente eloquenti da non richiedere ulteriori approfondimenti. Lasciamo allora spazio a qualche curiosità. Il costo del tagliando "elettrico", per esempio, non è proporzionale alla taglia della vettura. Con appena 301 euro nei quattro anni, sono infatti le due Tesla al momento in listino, la Model 3 e la Model Y, a conquistare il titolo di regine della convenienza. Non solo: per trovare nella classifica della manutenzione meno costosa la più piccola tra le Bev, la Smart EQ fortwo, bisogna scendere fino alla posizione numero 32. Per l'assistenza della super utilitaria bisogna infatti mettere nel budget quadriennale 607 euro. Più dei 586 della Skoda Enyaq iV,  che è una Suv del segmento D.

Costo medio attorno ai 500 euro (in quattro anni). Le ancelle dei modelli di Fremont sono la Jaguar I-Pace (con 344 euro) e la Ford Mustang Mach-E (349), a dimostrazione del fatto che nemmeno il rango della vettura è un fattore discriminante. Tesi che trova conferma attorno al 20 posto, occupato con l'identico importo di 457 euro dalla piccola Dacia Spring e dalla C-Suv Mazda MX-30. La più costosa, sempre in termini di manutenzione, tra le elettriche considerate è la Mercedes EQS, con oltre 1.000 euro. La cosa non deve stupire più di tanto: con 3.089 euro, ottiene lo stesso posizionamento la corrispondente S 350 d. Un ultimo dato, il costo medio per i tagliandi nei primi quattro anni di vita di un'elettrica è di 515 euro; quello per una termica di 1.452. Poco meno di tre volte tanto.

Come leggere i dati. Per confrontare i costi di manutenzione di Case diverse e di modelli diversissimi (visto che abbiamo messo a confronto le elettriche con la versione con motore endotermico dalle caratteristiche più simili) è stato necessario adottare alcune semplificazioni.

Il calcolo del costo di manutenzione si basa sul piano ufficiale predisposto da ciascun costruttore.

Se l'esecuzione del tagliando è prevista al momento dell'accensione della spia, per i modelli termici si è comunque ipotizzato un tagliando annuale con relativo cambio dell'olio; in questo caso, i costi reali possono essere inferiori in funzione dello stile di guida e del livello di usura
dei componenti, come stimato dai calcoli effettuati dalla centralina del veicolo.

Il costo dei ricambi si basa sul prezzo di listino del componente originale della Casa, esclusi
eventuali sconti ottenibili sul mercato.

Quattroruote Professional ha ipotizzato i seguenti costi della manodopera (Iva compresa): 61 /ora per Aiways, Citroën, Dacia, Fiat, Ford, Nissan, Opel, Renault e Suzuki; 73,20 /ora per Cupra, DS, Jeep, Honda, Hyundai, Kia, Mazda, Mini, Peugeot, Skoda, Smart, Seat, Toyota e Volkswagen; 85,40 /ora per Audi, BMW, Jaguar, Lexus, Mercedes, Porsche, Tesla e Volvo.

Il tempo necessario all'esecuzione del tagliando si basa sui tempi ufficiali di ciascuna Casa.

Per i modelli termici, il costo dell'olio motore e quello dell'olio freni sono stati calcolati

in 24,40 /litro (ed è sempre stato considerato l'utilizzo di un litro di lubrificante).

Non si è tenuto conto dei costi di smaltimento, di eventuali forfait relativi a materiali di consumo impiegati dall'officina né di operazioni aggiuntive non previste dal libretto di manutenzione
(per esempio, la sostituzione delle spazzole dei tergicristalli).

Non sono stati considerati nemmeno eventuali costi di sanificazione della vettura, prima e dopo l'intervento, che alcune officine addebitano al cliente.

Tuti i costi in euro indicati si riferiscono alla manutenzione nei primi quattro anni di possesso, sono arrotondati e comprendono l'Iva. Il risparmio rispetto al modello con motore endotermico più simile è indicato in percentuale.

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Land Rover Defender - La prima generazione ritorna con una serie speciale per collezionisti

4 Ruote - Lug 28,2022

Il reparto Land Rover Classic realizzerà 25 esemplari della serie limitata Defender Works V8 Trophy II, replicando un'operazione compiuta con successo nel 2021. Non si tratta, ovviamente, del modello attualmente in commercio, ma della prima e iconica generazione della Defender, uscita di produzione ufficialmente nel 2016. La Casa inglese utilizza veicoli prodotti dal 2012 al 2016 e totalmente ricondizionati per dare vita alla serie speciale: i clienti potranno farsi costruire un esemplare totalmente personalizzato, scegliendo tra le varianti 90 (10 unità) e 110 (10 unità), oltre alla inedita 110 Double Cab pick-up (5 esemplari) e avranno diritto a partecipare all'evento Land Rover Trophy. I veicoli saranno proposti in Inghilterra a partire da 225.000 sterline, pari a 268.500 euro al cambio attuale.

V8 da 405 CV per 25 esemplari. La versione Trophy II è caratterizzata da una speciale livrea realizzata con una grafica che celebra 23 luoghi che, nell'arco di 70 anni, hanno caratterizzato le spedizioni più famose inelle quali sono state impiegate i modelli Land Rover. La carrozzeria della fuoristrada è inoltre personalizzata con elementi Fuji White e Narvil Black, il cofano è Satin Black e l'allestimento prevede accessori dedicati all'offroad. Il motore è il V8 5.0 benzina da 405 CV e 515 Nm abbinato a un cambio automatico otto marce ZF. La Land Rover ha sviluppato un apposito kit per la Defender che include sospensioni e freni aggiornati, assetto rialzato per superare guadi di 500 mm, il verricello anteriore, il rollbar esterno di protezione, il portapacchi sul tetto e le luci led aggiuntive sul tetto, mentre gli interni sono caratterizzati dai sedili Recaro rivestiti di pelle Windsor bicolore, dall'infotainment aggiornato e dallo speciale orologio firmato Ellion Brown. 

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Gruppo Volkswagen - Diess lascia con conti in chiaroscuro

4 Ruote - Lug 28,2022

Il gruppo Volkswagen non ha spiegato i motivi alla base della decisione di defenestrare l'amministratore delegato Herbert Diess e di sostituirlo con il numero uno della Porsche, Oliver Blume. La stampa tedesca ha attribuito l'avvicendamento a diverse cause, ma non è da escludere che l'uscita di Diess sia legata anche all'insoddisfazione degli azionisti per performance finanziarie solo a prima vista brillanti: infatti, il primo semestre mostra indicatori tutti in crescita, anche a doppia cifra, ma dai dati del secondo trimestre emergono diversi segnali negativi.

La semestrale. Vediamo, innanzitutto, le principali voci dei primi sei mesi dell'anno. Le consegne hanno subito una contrazione del 22,2% a 3,87 milioni di unità, ma il miglioramento del mix di prezzo e prodotto, legato sostanzialmente alle forti performance dei brand Premium (Audi) e Sport (Porsche) e alla crescita delle vendite di elettriche (+27% a 217 mila unità, con un +40% di ordini in Europa Occidentale) e in Cina, ha compensato le numerose difficoltà del contesto operativo, spingendo i ricavi a crescere del 2% a 132,3 miliardi, l'utile operativo rettificato (al netto delle componenti straordinarie) a salire del 16,1% a 13,2 miliardi, per un margine passato dall'8,8% al 10%, e i profitti a migliorare del 25,8% a 10,64 miliardi.

La trimestrale. "Nonostante sfide senza precedenti a livello globale, Volkswagen ha dimostrato una notevole solidità finanziaria, ha affermato il direttore finanziario Arno Antlitz. Tuttavia, il rendiconto finanziario e i dati trimestrali dimostrano come il gruppo abbia pagato le conseguenze di un contesto fortemente penalizzante. Nel trimestre, i ricavi sono cresciuti del 3,3% a 69,5 miliardi, nonostante consegne in calo del 22,4%, ma il miglioramento dei mix non sembra aver prodotto effetti positivi sulla redditività: l'utile operativo rettificato è sceso del 27,7% a 4,7 miliardi e il margine dal 9,7% al 6,8%, mentre l'utile netto è peggiorato del 22,3% a 3,9 miliardi. A pesare sul conto economico è stato anche il forte aumento di alcuni indicatori che, d'altra parte, suggeriscono un'accelerazione delle strategie di investimento, in particolare sul fronte della mobilità elettrica. Nel trimestre, i costi per Ricerca & Sviluppo sono cresciuti del 30,6% a 4,93 miliardi (+20,1% a 9,3 miliardi nel semestre), mentre le spese in conto capitale, ossia gli investimenti in immobilizzazioni, sono balzate del 28,7% a 2,38 miliardi (+8,3% a 4,09 miliardi nei primi sei mesi). Di conseguenza i flussi di cassa sono scesi da 5,48 miliardi a 801 milioni tra aprile e giugno e da 10,2 miliardi a 2,3 miliardi nella prima metà dell'anno.

Le prospettive. A ogni  modo, il gruppo fa leva sui dati del semestre e sulle attese di un allentamento dei vincoli di fornitura per confermare i suoi obiettivi finanziari, tra cui ricavi e utile operativo in crescita. A Wolfsburg prevedono inoltre che il mix di prodotto si normalizzi nel secondo semestre grazie al miglioramento della crisi dei semiconduttori e contano su un notevole recupero delle vendite mensili verso la fine del secondo trimestre. Tuttavia, non è ancora possibile valutare in modo esaustivo gli effetti specifici della guerra in Ucraina o della pandemia sull'attività del Gruppo Volkswagen, sull'economia globale e sulla crescita del settore. In Europa in particolare, ci sono incertezze sull'approvvigionamento energetico, conclude il costruttore tedesco.

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In arrivo nel 2023 - Tensione innovativa

4 Ruote - Lug 28,2022

Il treno delle novità a batteria è ormai lanciato e nulla può fermarlo. Certo, l'anno prossimo potrebbero pesare ancora le incognite legate alla guerra in Ucraina e alla crisi dei microchip. Qualche ritardo nei piani delle Case, dunque, potrebbe essere messo in conto. In ogni caso, come vi raccontiamo in queste pagine, nel corso del 2023 verranno presentate o arriveranno nelle concessionarie numerose, inedite vetture elettriche. Si va dalle attese sport utility compatte italiane di segmento B, Alfa Romeo e Fiat (più l'americana Jeep), alla coreana Hyundai Kona II, dalle ruote alte premium, come l'Audi Q6 e-tron, la Lotus Eletre (una prima assoluta, per la Casa inglese) e la Porsche Macan, alle berline sportive Audi A6 e-tron e Hyundai Ioniq 6. Non mancano le piccole di pregio, come la nuova generazione della Mini hatchback e le sportive, a partire dalla Maserati GranTurismo Folgore. Insomma, nonostante il momento delicato, i costruttori non si fermano, anzi, spingono forte sull'acceleratore. L'infornata dei modelli a corrente è dietro l'angolo. Sostanziosa e varia come non mai.

Alfa Romeo Brennero. Non sappiamo ancora se si chiamerà Brennero, la B-Suv dell'Alfa (qui nella ricostruzione del nostro Marcelo Poblete), dopo il sentiero tracciato da Stelvio e Tonale. Ma di certo sarà la prima a essere concepita sotto la direzione del nuovo capo del Centro stile della Casa, Alejandro Mesonero. La piattaforma sarà la Stla small, evoluzione dell'attuale Cmp (ex PSA), che la B-Suv milanese condividerà con le pari grado Fiat e Jeep, tutte prodotte nel sito polacco di Tychy. La futura Alfa, che segnerà l'esordio del marchio nell'alimentazione elettrica e che andrà a presidiare un'importante fascia di volumi, dovrebbe comunque essere offerta anche in versione termico-ibrida. L'unveiling potrebbe cadere verso la fine del 2023, con il possibile arrivo della variante Bev nel corso del 2024.

Audi A6 e-tron. Come la Q6 (vedere foto seguente), l'A6 e-tron verrà realizzata a Ingolstadt, nello stabilimento "cuore" dell'Audi. Dove, in futuro, saranno concentrate anche attività chiave in campo elettrico, come l'assemblaggio delle batterie. Il modello che abbiamo ricostruito, la cui taglia dovrebbe aggirarsi sui 4,95 metri, vivrà una fase di affiancamento con l'A6 normale. Nelle concessionarie entro il 2023.

Audi Q6 e-tron. Assieme alla A6 e-tron, rappresentala prima realizzazione a batteria dell'Audi basata sulla architettura Ppe (Premium platform electric), che verrà utilizzata dalla Casa per i modelli da medio-grandi in su. Avanzate le caratteristiche: impianto di bordo a 800 volt, batteria da circa 100 kWh, autonomia di 700 chilometri e ricarica alle colonnine superfast. Dovrebbe arrivare sul mercato prima la Q6 (verso l'inizio del 2023), con una taglia simile a quella dell'attuale Q5 (4,70 metri).

Fiat B-Suv. La crossover di fascia compatta della galassia Stellantis nasce nell'ambito del progetto che include le omologhe cugine dei marchi Alfa Romeo e Jeep. La ruote alte della Fiat, che sarà basata a sua volta sull'architettura Stla small (destinata ad auto fino a 4,20-4,25 metri), potrebbe prendere il posto della 500X e si dovrebbe vedere sul mercato nel corso del 2023: sarà la seconda delle tre B-Suv del gruppo.

Hyundai Ioniq 6. Filante e rétro, la berlina Ioniq 6 va ad arricchire la gamma premium a batteria coreana. Basato, come la Ioniq 5, sull'architettura nativa E-Gmp, il nuovo modello, prenotabile nell'ultimo trimestre 2022 e in lancio a gennaio 2023, riprende i temi della concept Prophecy del 2020. Risultato: una sedan super aerodinamica, grazie anche al frontale con deflettori aria attivi, al sottoscocca carenato e ai retrovisori digitali opzionali. Importante la taglia: la 6, infatti, è lunga 4,86 metri e vanta un passo di 2,95. Tagli batteria da 53 o 77,4 kWh, con autonomia stimata superiore ai 610 km (Wltp). Versioni a un motore e trazione posteriore, oppure integrale con due propulsori.

Hyundai Kona II. La Kona II potrebbe arrivare sul mercato nella prima parte del 2023. Con un design ancora più audace di quello attuale (come si nota nel rendering  a lato), una taglia in lieve crescita e un'offerta di varianti ancora molto ampia: termica, full hybrid e a batteria.

Jeep B-Suv. Sarà la prima delle tre sport utility di fascia compatta del gruppo Stellantis ad arrivare sul mercato, nei primi mesi dell'anno prossimo. Ed è anche l'unica del gruppo di cui, per ora, è stata rilasciata un'immagine ufficiale (qui sopra, ne vedete una nostra ulteriore "evoluzione"). Dalla quale si evince che la nuova B-Suv, che avrebbe alimentazione prevalentemente (o esclusivamente) elettrica, presenta caratteristiche piuttosto stradali, sulla scia di quelle della sorella maggiore Compass. Ulteriori e più recenti indizi, però, porterebbero a ritenere che l'erede della Renegade possa sdoppiarsi, includendo anche una variante dall'impronta e dal look più fuoristradistici. E questa "jeeppina", tra l'altro, verrebbe realizzata a Vigo, in Spagna, e non in Polonia, come accadrà invece per l'Alfa Romeo, la Fiat e l'altra Jeep. In previsione, la gamma motori dovrebbe prevedere unità termiche/elettrificate e, ovviamente, powertrain a batteria.

Lexus RZ 450e. La prima nativa elettrica Lexus si distingue per due particolarità tecniche: lo sterzo opzionale by-wire con volante a cloche e il nuovo sistema di trazione integrale Direct4. Listino prezzi e inizio ordini a ottobre, con primi esemplari in concessionaria a fine anno.

Lotus Eletre. Per la Lotus è la prima crossover Bev: tanta roba. La Eletre rappresenta una tappa storica verso il futuro green del brand inglese. Il modello, che nascerà sulla piattaforma Epp e sarà lungo 5,10 metri, avrà un motore per asse, un pacco batterie da oltre 100 kWh e una potenza totale di circa 600 cavalli nella versione base.

Maserati Folgore. Il lancio della nuova GT del Tridente dovrebbe cadere verso aprile prossimo, quello della versione Bev Folgore sarebbe invece in agenda a maggio-giugno. Realizzata a Mirafiori su una piattaforma dedicata, la prima Maserati elettrica sarà equipaggiata con un powertrain che, nella versione top, disporrà di tre motori, per oltre 1.200 cavalli complessivi. Prestazioni monstre: 0-100 in due secondi e spiccioli, velocità sopra i 300 km/h.  

MG4 Electric. Due volumi, 4,29 metri, soltanto Bev: la MG4, in vendita verso fine anno, segna uno step importante perché farà esordire la piattaforma modulare Msp della Saic Motor, sulla quale nasceranno molti altri modelli. Batterie slim da 51 e 64 kWh, con autonomia rispettivamente di 350 e 450 km (Wltp). Trazione posteriore e integrale.

Mini hatchback. Anche l'icona inglese si aggiorna e, con la quarta generazione (della gestione BMW), che esordirà l'anno prossimo, guadagnerà un design più incentrato sugli stilemi base del modello. La hatchback, che sarà affiancata dalla Countryman e da un'inedita crossover, avrà powertrain elettrici e motori a benzina. 

Polestar 3. Primo modello a ruote alte del marchio elettrico del gruppo Volvo, la Polestar 3 avrà la sua première in ottobre. In un secondo tempo, la vettura offrirà la guida autonoma in autostrada grazie al sensore lidar e alla potenza di calcolo di Nvidia. Al lancio, doppio motore e batteria di grandi dimensioni, con l'obiettivo di superare i 600 km di autonomia nel ciclo Wltp. Sarà prodotta negli States e in Cina.

Porsche Macan. Sì, ormai è una certezza: anche la Suv medio-grande di Stoccarda a benzina (all'inizio era anche diesel), prestazionale ed efficacissima in curva, sta per convertirsi all'elettrico (sopra, una nostra ricostruzione). La svolta arriverà nel 2023, forse già in primavera, quando potrebbero vedersi nei Centri Porsche i primi esemplari della nuova generazione, che segnerà un vero spartiacque. Perché, la Macan non è una sportiva di nicchia, bensì la bestseller della Casa tedesca. Per accompagnare al meglio la conversione a batteria, ci sarà un periodo di affiancamento tra la Bev e la gamma a combustione del modello attuale, la cui vita è stata prolungata. La seconda generazione della Macan nascerà sulla piattaforma Ppe, quella delle future Q6 e A6 e-tron, e potrà beneficiare di tutto il meglio della tecnica Audi-VW, con un sistema di bordo da 800 volt in grado di supportare le ricariche ultra-rapide. Possibili almeno un paio di tagli di batteria, con l'entry level sui 60-70 kWh e la top attorno ai 100.

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