Stellantis oltre Leapmotor: in arrivo nuovi partner, nessun taglio ai marchi
Nel futuro di Stellantis potrebbero esserci ulteriori partnership industriali, oltre a quella in rapida espansione con Leapmotor. L'amministratore delegato Antonio Filosa, intervenuto al Future of the Car Summit del Financial Times, ha chiarito che le collaborazioni avranno un ruolo centrale nel piano industriale atteso la prossima settimana.Stellantis ne ha compreso il valore e saranno integrate nella nostra strategia futura, ha spiegato il manager. Collaborare con più partner per definire una roadmap di sviluppo tecnologico, ottimizzare la catena di fornitura ed eventualmente valorizzare la capacità produttiva rappresenta un'opportunità per creare vantaggi reciproci.Non è la prima volta che Filosa sottolinea il peso delle alleanze. Poche settimane fa aveva già indicato come possibile modello l'accordo con Leapmotor, aprendo allo stesso approccio con altre Case cinesi. Oggi ha ribadito il concetto: intese come quella sulla produzione di una novità Opel (anticipata dall'immagine qui sotto) e la condivisione dell'impianto di Madrid potrebbero essere estese. L'elevata capacità produttiva, la presenza globale e l'ampio portafoglio di marchi rendono Stellantis particolarmente attrattiva per partnership di lungo periodo. Ci sono molte cose che si possono fare in questo ambito, ha aggiunto. Troppi marchi? Nessuno sarà abbandonatoIl 21 maggio, ad Auburn Hills, il gruppo il nuovo piano industriale. L'attenzione di analisti e investitori è concentrata su più fronti. Oltre alle collaborazioni (nelle ultime settimane sono emersi i nomi di possibili partner come Dongfeng, Hongqi, Xpeng e Xiaomi), sarà sotto osservazione la gestione dei marchi.Da tempo Stellantis viene criticata per l'ampiezza del portafoglio, con frequenti speculazioni su possibili cessioni o chiusure, anche per brand storici come Alfa Romeo o Maserati. Filosa però ha escluso questa ipotesi, definendo tutti i marchi un punto di forza e sottolineandone il valore strategico: una riduzione drastica comporterebbe la perdita di clienti a favore della concorrenza.L'orientamento sembra piuttosto quello indicato da indiscrezioni recenti: concentrare la maggior parte degli investimenti sui brand principali (Jeep, Ram, Peugeot e Fiat) e assegnare agli altri un ruolo mirato su specifici segmenti e mercati. La questione fondamentale è combinare un'efficiente allocazione del capitale con strategie dedicate a ciascun marchio, ha concluso Filosa.
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Volkswagen Touran, cala il sipario: addio a una delle ultime vere auto per famiglie
Cala il sipario anche per la Volkswagen Touran, la monovolume realizzata sulla base della Golf che ha debuttato nel 2003, ed è stata venduta in oltre 2,3 milioni di unità. Gli ultimi esemplari sono stati prodotti a Wolfsburg lo scorso aprile: dalle sue linee di montaggio usciranno i modelli destinati a prenderne il posto, ossia la Tiguan e la Tayron. Rispetto alle multispazio più convenzionali come Caddy, la Touran si è sempre distinta per un'impostazione meno spartana e più automobilistica: interni curati, sospensioni multilink posteriori, sedili della seconda e terza fila completamente removibili, portiere posteriori tradizionali e non scorrevoli. Spazio a non finireLa prima serie, arrivata nel 2003, è stata aggiornata con due restyling, nel 2006 e nel 2010. Lunga 4,4 metri, larga 1,79 e alta 1,65, aveva un passo di 2,68 metri e un bagagliaio particolarmente generoso, favorito dalle forme squadrate della carrozzeria: circa 130 litri in configurazione a sette posti, 700 litri a cinque posti e quasi 2 metri cubi con soli due sedili.La gamma motori comprendeva unità a benzina, diesel - con il 2.0 TDI che ha debuttato proprio su questo modello - e, per alcuni anni, anche una versione a metano monovalente EcoFuel. Nel 2015 è arrivata la seconda generazione, più aerodinamica, ancora più spaziosa e dotata di propulsori meno inquinanti. C'è solo a stockOggi Touran è disponibile unicamente con esemplari a stock. L'offerta prevede il 1.5 TSI da 150 CV e i 2.0 TDI da 122 e 150 CV, abbinabili al cambio manuale a sei rapporti o all'automatico DSG a sette marce. I prezzi partono da 44.750 euro per la benzina e da 46.400 euro per la diesel.
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Polestar 3 a 800 Volt, Polestar 4 cambia nome: prezzi e ordini in Italia
Polestar ha annunciato l'apertura degli ordini per le versioni rinnovate delle sue due SUV elettriche, Polestar 3 e Polestar 4, che con questo aggiornamento cambia denominazione e diventa Polestar 4 coupé. Prezzi a partire da 83.600 euro per la 3 e da 65.100 euro per la 4 coupé. Polestar 3Le novità principali riguardano la Polestar 3, con l'introduzione della nuova architettura elettrica a 800 Volt, che permette potenze di ricarica fino a 350 kW, per passare dal 10 all'80% della batteria in 22 minuti, con un miglioramento del 35% rispetto al modello precedente. Ad aumentare l'efficienza alle colonnine contribuisce anche il sistema Breathe Charge, software che analizza e gestisce in tempo reale la potenza di ricarica in base allo stato delle batterie. Più potenza alle ruoteCon l'aggiornamento aumentano anche le potenze complessive di tutta la gamma: Rear Motor 92 kWh: da 238 kW (324 CV) a 245 kW (333 CV)Dual Motor 106 kWh: da 360kW (489 CV) a 400 kW (544 CV)Performance 106 kWh: da 380kW (517 CV) a 500 kW (680 CV)Nelle versioni a trazione integrale il motore anteriore si disconnette automaticamente quando non è richiesta tutta la potenza (tipicamente nell'uso quotidiano), e sono state aggiornate sospensioni, barre antirollio e software di gestione dello sterzo. All'interno arriva il nuovo processore Nvidia Orin, con una potenza di calcolo fino a otto volte superiore del precedente, mentre per la carrozzeria debuttano due nuove colorazioni, Storm e Krypton. Polestar 4 coupéNessuna novità visibile per la SUV-coupé della Casa svedese, che aggiunge però la dicitura "coupé" alla denominazione modello, a sottolineare l'originale design con il lunotto chiuso e lo specchietto digitale all'interno dell'abitacolo. La nuova gamma porta in dote una nuova messa a punto del telaio, ammortizzzatori e barre antirollio rivisti, per risposte più controllate in tutte le condizioni di guida. La Polestar 4 coupé è disponibile nella versione Rear Motor da 200 kW (272 CV), oppure Dual Motor da 400 kW (544 CV); per entrambe le varianti, la batteria ha una capacità di 100 kWh. Il listino di Polestar 3Polestar 3 Rear motor: 83.600 euroPolestar 3 Dual motor: 93.600 euroPolestar 3 Performance: 107.900 euro Il listino di Polestar 4 coupéPolestar 4 coupé Rear motor: 65.100Polestar 4 coupé Dual motor: 72.100 euro
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Sassi dai cavalcavia, la follia si ripete. Cosa fare subito se succede
Non sono bravate e possono uccidere. Il lancio di sassi dai cavalcavia è una pratica criminale che in Italia ha già provocato morti, feriti gravi e condanne pesantissime. L'ultimo episodio è avvenuto la sera del 7 maggio a Vezzano, sulla Gardesana, dove tre auto sono state colpite mentre viaggiavano di notte. Un rischio che ogni automobilista dovrebbe conoscere: cosa è successo, i precedenti più gravi e come tutelarsi dopo l'impatto. L'episodio più recente All'altezza di un cavalcavia nei pressi di un ristorantepizzeria è scattato l'agguato: due vetture viaggiavano verso Vigolo Baselga, la terza in direzione delle Sarche. Il bilancio è di danni ai veicoli e schegge di vetro sul volto di un automobilista, che non ha riportato ferite gravi. Uno dei conducenti è riuscito a intravedere sul cavalcavia alcuni giovani: immediata la chiamata ai Carabinieri che, arrivati poco dopo, hanno perlustrato la zona e avviato le ricerche dei responsabili. In quel punto non sono presenti telecamere, ma nei pressi del cavalcavia sono state rinvenute alcune pietre. 40 anni di folliaTutti gli episodi che riguardano il lancio di sassi dal cavalcavia sono gravissimi. Alcuni, però, hanno suscitato più indignazione e clamore di altri.22 aprile 1986: vittima la piccola Maria Jlenia Landriani, di due mesi e mezzo. Dormiva in braccio alla madre quando venne colpita da un masso lasciato cadere dal cavalcavia della provinciale MilanoLentate.13 febbraio 1991: persero la vita sull'autostrada del Brennero i coniugi Domenico Fornale, 70 anni, e Rosa Perena, 69.29 dicembre 1993: Monica Zanzotti, 25 anni, fu uccisa da un macigno di 12 kg che colpì la sua vettura sulla A22. I responsabili, tre ventenni, furono identificati e condannati.27 dicembre 1996: alle 23.30 Maria Letizia Berdini perse la vita sulla TorinoPiacenza. Era in auto con il marito, in viaggio di nozze verso Parigi.1 giugno 2002: in Campania morì Rosa Miscioscia, 48 anni, dopo essere stata colpita da un oggetto metallico.13 agosto 2005: vicino Cassino, in provincia di Frosinone, un masso di 40 kg lanciato da un cavalcavia sull'autostrada RomaNapoli uccise un uomo e ferì sei persone.I precedenti del 20268 marzo - Bolzano: una pietra ha colpito una vettura lungo la Mebo, all'altezza di Terlano, frantumando il parabrezza e causando due feriti lievi.10 marzo - Autostrada A4 (Novara): alcuni mezzi pesanti diretti verso Milano sono stati bersagliati da pietre all'altezza del km 85. Le indagini hanno chiarito che i lanci provenivano lateralmente dalla carreggiata e non da un cavalcavia.14 marzo - Usmate Velate (MB): tre ragazzi di 13 anni sono stati fermati dai Carabinieri dopo essere stati sorpresi a lanciare sassi da un ponte ferroviario verso binari e strade adiacenti. Almeno un automobilista ha riportato la rottura del parabrezza.14 aprile 2026 - Foggia: fa storia a sé l'episodio avvenuto durante alcune proteste degli autotrasportatori, con lanci di sassi e oggetti contundenti dai cavalcavia che hanno danneggiato decine di bus e autocarri. In questo caso si è trattato di un contesto di guerriglia urbana o protesta sindacale. Se ti succede mentre guidi: cosa fare subito dopo l'impatto1) Se sei ferito, chiama immediatamente i soccorsi. Anche lesioni apparentemente lievi, come tagli da schegge di vetro o contusioni, devono essere valutate da un medico. Fermati in un luogo sicuro ed evita di ripartire senza assistenza sanitaria. Referti del pronto soccorso, certificazioni mediche e fotografie sono fondamentali per dimostrare il nesso tra l'evento e il danno fisico, e per ottenere il risarcimento.2) Non fermarti mai sotto il cavalcavia. Dopo l'impatto la priorità è allontanarsi dalla zona di pericolo e raggiungere una piazzola, un'area di servizio o comunque un punto sicuro. Fermarsi subito sotto il ponte espone al rischio di ulteriori lanci.3) Chiama le Forze dell'ordine. Se intervengono e constatano il danno, gli accertamenti aiutano a provare l'evento. Gli autori restano spesso sconosciuti; se identificati, nella maggior parte dei casi si tratta di minori, con possibilità di rivalersi civilmente sulle famiglie. Il gestore della strada non è di norma responsabile, salvo mancate misure di sicurezza in aree già note per episodi simili.4) Se puoi, documenta subito l'accaduto. Fotografa i danni all'auto, i vetri infranti, eventuali sassi sull'asfalto e il cavalcavia. Utili anche le testimonianze di altri automobilisti coinvolti o presenti sul posto.5) Avvisa tempestivamente la compagnia assicurativa. Una polizza facoltativa Atti vandalici consente di ottenere il rimborso dei danni nei limiti di massimali, franchigie e scoperti. indispensabile denunciare il sinistro nei termini contrattuali, allegando verbale delle Forze dell'ordine, fotografie e preventivi di riparazione.6) In assenza di copertura Atti vandalici, la sola RCA non dà diritto al risarcimento. Conviene comunque raccogliere ogni elemento utile, nella speranza di risalire ai responsabili e attivare un'azione civile.7) Se l'auto è inutilizzabile, conserva tutte le ricevute. Spese per carro attrezzi, auto sostitutiva o trasporti alternativi possono essere richieste a rimborso.8) Le immagini di una dashcam possono fare la differenza. I filmati aiutano a ricostruire la dinamica dell'evento e possono risultare preziosi sia per le indagini sia per la compagnia assicurativa.9) In presenza di tratti già noti per episodi simili, valuta un supporto legale. Un avvocato può esaminare eventuali profili di responsabilità del gestore della strada, soprattutto se mancano protezioni o sistemi di sorveglianza.10) Nei casi più gravi, è possibile chiedere il risarcimento dei danni psicologici. Stati d'ansia persistenti o paura alla guida possono essere riconosciuti come danno non patrimoniale, purché supportati da certificazioni mediche specialistiche che attestino il nesso di causalità. Cosa rischiano i colpevoli?Nel caso di maggiorenni, la giurisprudenza italiana ha consolidato l'orientamento secondo cui il lancio di sassi da un cavalcavia può configurare il reato di omicidio volontario con dolo eventuale: chi compie il gesto è consapevole che l'impatto con un veicolo in velocità può provocare la morte degli occupanti.
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Renault 4 JP4x4, off-road e un surf sul tetto: la spiaggina elettrica debutta al Roland-Garros
In occasione degli Open di tennis del Roland-Garros 2026, Renault presenta la 4 JP4x4 Concept. Il prototipo richiama apertamente due versioni speciali della Renault 4 originale, ovvero la Plein Air e la JP4, reinterpretandole in chiave giovane e fresca sulla base della 4 elettrica. Accanto alla Concept, Renault svela anche la 4 Roland-Garros E-Tech, definita show-car ma verosimilmente vicina a una futura serie speciale. Verde e arancio, solo due posti: il design della spiagginaIl contrasto tra la carrozzeria Emerald Green e l'arancio degli interni è uno degli elementi distintivi della JP4x4, insieme alla profonda trasformazione della carrozzeria. Da cinque porte, la Renault si trasforma infatti in una spiaggina con cassone aperto e portiere semplificate, per un'esperienza di guida completamente all'aria aperta. I rinforzi strutturali mantengono la rigidità del corpo vettura, mentre una pratica ribaltina consente di caricare i bagagli. L'abitacolo è caratterizzato da due sedili a guscio con poggiatesta integrato, rivestiti in tessuto. Una spiaggina a trazione integrale e assetto rialzatoPer ottenere la trazione integrale, Renault ha installato un secondo motore elettrico sull'asse posteriore, del quale non sono state comunicate le specifiche tecniche. Il guidatore può attivare la modalità 4x4 tramite un comando dedicato. In ottica off-road, l'assetto è stato rialzato di 15 mm. I cerchi da 18" montano pneumatici 225/55 adatti anche alla guida fuori dall'asfalto, soluzione che ha comportato l'allargamento di 10 mm delle carreggiate. La 4 Roland-Garros E-Tech show-carSulla 4 Roland-Garros E-Tech, Renault ha fornito pochi dettagli. La show-car è dotata del tetto in tela Plein Sud e potrebbe anticipare una serie limitata con personalizzazione dedicata, seguendo una strategia già vista con la 5 Roland-Garros E-Tech.
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Corolla compie 60 anni: Toyota lancia una versione speciale celebrativa
In attesa di scoprire come sarà la prossima generazione della Corolla, Toyota ha presentato - per il solo mercato giapponese - un aggiornamento della gamma attuale, per festeggiare i sessant'anni del suo modello di maggior successo: la prima serie ha debuttato nel 1966, e da allora è stata venduta in oltre 57 milioni di esemplari. La dodicesima generazione della Corolla è stata presentata nel 2018 (in Europa è arrivata l'anno successivo) e aggiornata nel 2022. Una serie speciale per tutta la gammaIl rinnovamento della Corolla venduta in Giappone inizia con le versioni berlina a tre volumi (Active Sport) e station wagon (Touring Active Sport): nel corso dell'anno coinvolgerà anche la hatchback (Sport) e la SUV (Cross). Per l'occasione, la Casa giapponese ha anche presentato un nuovo veicolo realizzato sulla base della Corolla per le scuole guida, disponibile con motori a benzina (cambio manuale) e full hybrid (automatico). Le novità della Corolla per i suoi 60 anniLe nuove Corolla si distingueranno per il logo del 60esimo anniversario sul paraurti anteriore e sul rivestimento in pelle sintetica della plancia, dalla parte del passeggero; tutte monteranno cerchi di lega da 17" dal disegno esclusivo e finiture nere, mentre le versioni a trazione anteriore avranno una taratura specifica delle sospensioni. Sulla berlina cambia anche il disegno del paraurti anteriore, mentre i sedili anteriori saranno sportivi, in grigio chiaro e nero. Paraurti specifico anche per la station wagon, dal taglio più "avventuroso", sedili sportivi in nero e grigio scuro, e una tinta nera esclusiva per la carrozzeria. Di serie per tutta la gamma (dall'allestimento base X) l'ingresso senza chiave e il navigatore connesso. I prezzi per il GiapponeLa Toyota Active Sport 60th Anniversary Edition 2WD parte da 3.231.800 yen (circa 17.500 euro), la 4WD da 3.446.300 yen (circa 18.600 euro). Per la station wagon, la 2WD costa 3.282.400 yen (circa 17.700 euro), mentre quella con la trazione integrale costa 3.496.900 (circa 18.900 euro).
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Hongqi sbarca in Italia grazie a EMC Auto: il lusso cinese all'attacco dei marchi europei
Hongqi, il marchio di lusso del gruppo cinese FAW, è pronta a debuttare sul mercato italiano. Il suo ingresso non avverrà attraverso una struttura commerciale diretta, ma grazie a un accordo di distribuzione esclusiva con EMC Auto, realtà già attiva nell'importazione di marchi dell'industria automobilistica cinese.L'azienda bresciana ha sottoscritto l'intesa per la vendita di due modelli, che verranno presentati ufficialmente tra pochi giorni. In altri mercati europei, come i Paesi Bassi, l'offerta Hongqi comprende la berlina elettrica EH7 e una gamma di SUV elettriche di diverse dimensioni, tra cui E-HS9, EHS7 ed EHS5.Maggiori dettagli su gamma, posizionamento e obiettivi commerciali per l'Italia saranno comunicati in occasione dell'Automotive Dealer Day, in programma dal 19 al 21 maggio a Verona, dove le vetture saranno mostrate per la prima volta al pubblico. Le strategie di Hongqi in EuropaLa partnership con EMC segna il debutto ufficiale in Italia di un marchio sempre più attivo nel processo di localizzazione produttiva in Europa. Per Hongqi si è parlato infatti di una possibile collaborazione industriale con Stellantis, ipotesi favorita dai rapporti con Leapmotor, a sua volta partecipata da FAW. Tra le sedi potenziali figurerebbe la Spagna, in particolare lo stabilimento di Saragozza, ma non sarebbe esclusa l'opzione dell'impianto di Cassino, nel Lazio.Al di là degli eventuali sviluppi industriali, Hongqi sta ampliando con decisione la propria presenza commerciale nel Vecchio Continente. I piani prevedono il lancio di 15 modelli ibridi ed elettrici entro il 2028 e una presenza diretta in 25 Paesi dell'Unione europea. L'espansione è iniziata dalla Norvegia, per poi coinvolgere Paesi Bassi e Polonia, con attività avviate di recente anche in Cechia e Slovacchia.In Cina, Hongqi è sinonimo di alta gamma, con standard qualitativi elevati e tecnologie avanzate. Non a caso, sin dalla fondazione nel 1958, il marchio fornisce le auto ufficiali per i vertici istituzionali di Pechino, ruolo che inizialmente limitava la produzione ai soli funzionari governativi. Il posizionamento europeo, chiarito fin dal debutto nel 2021, punta invece a sfidare i costruttori premium tedeschi con prodotti sviluppati specificamente per la clientela europea. In questa direzione va anche la scelta di affidare il design a Giles Taylor, già responsabile dello stile di Rolls-Royce.L'internazionalizzazione di Hongqi non si ferma però all'Europa: nei prossimi cinque anni l'obiettivo è superare i 100 Paesi e regioni nel mondo. Una strategia funzionale a sostenere una crescita ambiziosa dei volumi: il 2025, ottavo anno consecutivo di aumento delle vendite, si è chiuso con 460.063 vetture consegnate, pari a un incremento di quasi il 12%. A trainare la crescita sono state soprattutto le elettriche e le ibride plug-in, con 149 mila unità e un balzo del 29,8%. Per il 2026 l'obiettivo è raggiungere 550 mila vendite, mentre nel medio termine il target è fissato a un milione di veicoli, per metà elettrici o ibridi. I piani di Emc AutoPer EMC Auto, l'ingresso di Hongqi nel portafoglio marchi rappresenta una mossa strategica di rilievo, che rafforza il ruolo dell'azienda bresciana nel panorama della distribuzione automotive.Questa intesa - spiega il presidente e CEO Federico Daffi - rappresenta un passo significativo nel percorso di crescita di EMC Auto e introduce in Italia un marchio automotive di fascia alta, riconosciuto a livello globale per qualità, innovazione e identità distintiva.Hongqi ha individuato in EMC Auto il partner ideale per lo sviluppo del marchio in Italia, anche grazie alla nostra esperienza nella gestione di brand internazionali. Guardiamo a questa collaborazione con grande ambizione: Hongqi è un marchio luxury, con un posizionamento distintivo per contenuti e design. Siamo convinti che il suo ingresso in Italia avrà un impatto significativo e arricchirà il panorama automotive con una proposta nuova e fortemente caratterizzata, conclude Daffi.
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Lotus, il futuro è ibrido: nel 2028 arriva la Type 135 con il V8 da oltre 1.000 CV
Con la presentazione del piano strategico Focus 2030, il marchio Lotus rivede le proprie priorità e torna a parlare di passione di guida e motori ibridi. Dopo lo slancio iniziale verso l'elettrico, la Casa inglese controllata da Geely annuncia un rilancio basato su quattro pilastri: rafforzamento del brand, offerta multi-powertrain, maggiore controllo finanziario e collaborazioni più strette con i partner strategici. L'obiettivo non è solo la crescita, ma anche un ritorno più marcato al DNA dello storico marchio britannico. Plug-in hybrid al centro: il 60% delle vendite con la X-HybridIl primo punto fermo è la tecnologia X-Hybrid, introdotta sulla Lotus Eletre. La versione plug-in hybrid ha contribuito a rilanciare le vendite del modello e diventerà quindi centrale nell'offerta futura. Nel breve termine, le PHEV rappresenteranno circa il 60% delle vendite, affiancando modelli elettrici ed endotermici nei listini.Sul fronte BEV restano confermate Eletre, Emeya ed Evija, mentre Emira continuerà a rappresentare l'offerta a motore termico puro. Nel 2028 la Type 135 V8 ibrida da oltre 1.000 CVL'annuncio più rilevante per gli appassionati riguarda però una nuova sportiva posizionata sopra la Emira. Lotus ha confermato l'arrivo della Type 135, una V8 ibrida da oltre 1.000 CV, che sarà prodotta in Europa e presentata nel 2028.Nei prossimi mesi arriveranno teaser e informazioni aggiuntive, utili anche a capire se la Type 135 potrà essere considerata l'erede spirituale della Esprit. Nel frattempo è attesa a breve una Emira aggiornata, con più potenza e peso ridotto. Obiettivo 30.000 auto all'anno e riorganizzazione aziendaleSul piano strategico e finanziario è prevista l'integrazione tra Lotus UK e Lotus Technology in un'unica entità, con l'obiettivo di ridurre i costi e semplificare la gestione entro la fine del 2026. Guardando al 2030, il target dichiarato è ambizioso: 30.000 vetture vendute all'anno.
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Giro dItalia 2026, la Polizia Stradale in strada con sei Alfa Romeo Stelvio
Dopo le prime tre tappe in Bulgaria, il Giro d'Italia 2026 è pronto a percorrere le strade italiane. Come da tradizione, a garantire la sicurezza dell'intera carovana penserà la Polizia Stradale, con un dispiegamento imponente di uomini e mezzi lungo tutto il percorso nazionale. Scorta al Giro d'Italia: 12 operatori e 30 motociclistiCon i 138 km della Catanzaro-Cosenza, la 109 edizione della corsa rosa entra nel vivo sul territorio italiano. Per la sicurezza della gara saranno impegnati 12 operatori della Polizia Stradale, a bordo di sei autovetture, affiancati da 30 motociclisti.Il percorso complessivo del Giro d'Italia 2026 misura 3.468 km, articolati in 18 tappe italiane che attraverseranno 16 regioni, con un breve sconfinamento in Svizzera previsto per martedì 26 maggio. Sei Alfa Romeo Stelvio Q4 per la sicurezza della corsaAlla guida della scorta ci sarà il commissario capo Alessandro Rossi, dirigente della Sezione Polizia Stradale di Lecco, che ricoprirà il ruolo di comandante della scorta. Rossi sarà a bordo dell'auto 1, una Alfa Romeo Stelvio 2.2 turbodiesel da 210 CV con cambio automatico AT8 e trazione Q4, allestimento Sprint.La squadra sarà completata da altre cinque Stelvio con la stessa motorizzazione, confermando il SUV come mezzo di riferimento per le esigenze operative della Polizia Stradale durante il Giro. Alfa Romeo Stelvio e moto della Polizia Stradale al fianco della carovanaOltre alle vetture, la scorta potrà contare su 30 moto della Polizia Stradale, fondamentali per gestire viabilità, sicurezza degli atleti e fluidità della gara lungo tutto il tracciato. Educazione stradale: Biciscuola e Pullman AzzurroDurante la corsa, la Polizia Stradale dedicherà particolare attenzione anche all'educazione stradale dei più giovani, coinvolgendo i bambini delle scuole primarie nel progetto Biciscuola, realizzato in collaborazione con RCS, organizzatrice del Giro d'Italia.Poiché la bicicletta rappresenta spesso il primo mezzo con cui i bambini fanno esperienza sulla strada, il Giro diventa un'occasione preziosa per sensibilizzare i più piccoli a una guida corretta e responsabile. Gli incontri si svolgeranno nel Pullman Azzurro, storico punto di riferimento per la formazione alla sicurezza stradale.Eroi della Sicurezza con Autostrade per l'ItaliaInfine, nel corso di otto tappe del Giro, verranno premiati gli operatori della Polizia Stradale nell'ambito della 15 edizione di Eroi della Sicurezza, iniziativa realizzata in collaborazione con Autostrade per l'Italia S.p.A.Il riconoscimento è dedicato a chi si è distinto per dedizione e professionalità nelle attività di soccorso e nei compiti istituzionali. Dal 2012 sono stati assegnati circa 340 riconoscimenti. Il primo appuntamento dell'edizione 2026 è fissato per venerdì 15 maggio, nella tappa con partenza da Formia.
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Diesel sotto i 2 euro: carburanti tornano a scendere, giù anche la benzina
Arrivano segnali positivi dai prezzi medi dei carburanti alla pompa. Secondo la consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, il diesel è sceso sotto la soglia dei due euro al litro per la prima volta dal 23 marzo, pochi giorni dopo il primo taglio delle accise varato dal governo. In calo anche la benzina, nonostante il secondo deciso aumento consecutivo delle quotazioni internazionali e i nuovi rialzi dei prezzi consigliati.A tal proposito, la testata specializzata segnala la decisione di Eni di ridurre di un centesimo il prezzo del gasolio, mentre Q8 ha aumentato di un centesimo la benzina e ridotto di due centesimi il diesel. Le rilevazioniNello specifico, la mattina del 12 maggio la benzina self service sulla rete stradale quota 1,929 euro/litro (-1 millesimo rispetto a ieri), mentre il diesel è a 1,997 euro/litro (-10). Il GPL è a 0,812 euro/litro (-3) e il metano a 1,567 euro/kg (-1).In autostrada, la benzina self è a 1,999 euro/litro (-1), il gasolio a 2,073 euro/litro (-5), il GPL a 0,919 euro/litro (-2) e il metano a 1,596 euro/kg (-2).Prezzi medi per modalità di venditaSecondo i dati elaborati da Staffetta Quotidiana sulla base delle comunicazioni fornite dai gestori all'Osservatorio del MIMIT, le medie sulla rete stradale e autostradale vedono:Benzina self service: 1,932 euro/litro (compagnie 1,934, pompe bianche 1,927)Diesel self service: 2,009 euro/litro (compagnie 2,011, pompe bianche 2,005)Al servito:Benzina: 2,069 euro/litro (compagnie 2,108, pompe bianche 1,995)Gasolio: 2,150 euro/litro (compagnie 2,190, pompe bianche 2,075)GPL: 0,821 euro/litro (compagnie 0,833, pompe bianche 0,808)Metano: 1,568 euro/kgGNL: 1,468 euro/kg (compagnie 1,483, pompe bianche 1,457)Lo spaccato dei marchiNel dettaglio dei principali operatori:Eni: benzina self 1,944 euro/litro (2,149 al servito), diesel 1,995 (2,214)IP: benzina 1,935 (2,102), diesel 2,025 (2,192)Q8: benzina 1,928 (2,096), diesel 2,014 (2,188)Tamoil: benzina 1,922 (2,000), diesel 2,004 (2,090)
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Fleet&Business Day 2026: le iscrizioni sono aperte
operativa la pagina dedicata alle iscrizioni al Fleet&Business Day 2026, organizzato dalla nostra testata il 22 settembre al Labirinto della Masone di Fontanellato (PR) e dedicato ai fleet manager. Registrandosi qui i professionisti della mobilità aziendale potranno partecipare a un pomeriggio per discutere i temi del settore con la redazione e con esperti di diverse discipline, provare su strada le auto più recenti pensate per le car list delle imprese e scoprire le novità dell'industria dei servizi dedicati alla mobilità corporate. Insieme ai nomi dei partner che partecipano al Fleet&Business Day, nelle prossime settimane sveleremo uno dopo l'altro gli esperti che animeranno le tavole rotonde del talk, intitolato Remix, e il programma dettagliato della seconda metà del pomeriggio, che porterà i fleet manager partecipanti a potersi misurare con il labirinto di bambù più grande del mondo, visitare la collezione di opere d'arte del suo fondatore, Pier Maria Ricci, e concludere la giornata con una cena firmata da Carlo Cracco.
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Audi Q9, portiere automatiche e plancia hi-tech: le prime foto della maxi SUV
Audi mostra le prime immagini della SUV Q9. L'auto viene svelata per ora con pellicole applicate alla carrozzeria, ma è già possibile scoprire gli interni senza veli. La Q9 è un modello inedito per il marchio dei Quattro Anelli, con debutto previsto il prossimo 29 luglio.Con i suoi 5,3 metri di lunghezza è pensata soprattutto per il mercato americano, dove sfiderà BMW X7 e Mercedes-Benz GLS. La gamma dovrebbe includere powertrain mild hybrid e plug-in hybrid, mentre non emergono nuovi dettagli sulla possibile variante off-road, al centro di numerose indiscrezioni. Portiere automatiche e abitacolo hi-techAudi definisce la Q9 una SUV full size: offre configurazioni a 6 e 7 posti e non sostituisce alcun modello attuale. Il focus è su qualità e design, con soluzioni inedite come le portiere elettriche automatiche e l'impianto audio 4D Bang & Olufsen. I progettisti hanno inoltre puntato sulla luminosità dell'abitacolo, grazie a un tetto panoramico da 1,5 metri quadrati con cristallo elettrocromatico e illuminazione LED integrata. Il teaser consente anche di osservare la coda: il design è squadrato per massimizzare lo spazio della terza fila, mentre gruppi ottici e logo con LED rossi seguono lo stile degli ultimi modelli del marchio. Plancia digitale e materiali ineditiIl design della plancia riprende quello degli ultimi modelli Audi: presenti gli schermi dell'MMI Panoramic Display e un numero limitato di comandi fisici sulla console centrale. Qui è integrata la doppia piastra di ricarica wireless da 100 watt con standard Qi2.2. Ampia la possibilità di personalizzazione, con un'offerta più ricca di colori e materiali: accanto a tessuti e legni inediti, sono previsti lana, fibra di alpaca, microfibra, pelle Nappa e inserti in carbonio.
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Renault 4 elettrica, con la Plein Sud arriva il tetto in tela: prezzo e autonomia
Con l'avvicinarsi della bella stagione, Renault ha aperto gli ordini della versione Plein Sud della Renault 4 E-Tech Electric, con tetto in tessuto ad apertura elettrica. Questo modello è disponibile negli allestimenti techno e iconic (non per il "base" evolution), con motore da 110 kW (150 CV) e batteria da 52 kWh, per un'autonomia dichiarata di 395 chilometri. Il listino di questa variante parte da 36.790 euro. Per viaggiare en plein airIl tetto in tessuto nero della R4 Plein Sud è lungo 92 cm e largo 80, e si apre premendo il pulsante sulla chiave o accanto allo specchietto retrovisore: la copertura può essere aperta del tutto o in posizioni intermedie, in base alle proprie esigenze. Completamente foderato all'interno per ridurre i rumori, il tetto ha elementi strutturali in plastica per ridurre il peso complessivo. Di contro, la R4 Plein Sud deve rinunciare alle barre sul tetto. Le altre novità per la gammaCon l'introduzione di questo modello, la dotazione di Renault 4 E-Tech Electric si integra con una nuova telecamera (nel montante sinistro del parabrezza) per il controllo avanzato del conducente, che rileva i segni di stanchezza e di distrazione. Sfruttando questa soluzione, l'auto è in grado di fermarsi da sola se non viene rilevata attività da parte di chi guida. Arrivano poi una nuova offerta dati con 2 Gb al mese per tre anni (o fino alla scadenza del contratto di finanziamento) e una migliore gestione del preriscaldamento della batteria per ridurre i tempi di ricarica alle temperature più basse. Il listino della Renault 4 E-Tech ElectricR4 evolution 120 CV 40 kWh: 29.950 euroR4 evolution 150 CV 52 kWh: 32.990 euroR4 techno 150 CV 52 kWh: 34.990 euroR4 techno plein sud 150 CV 52 kWh: 36.790 euroR4 iconic 150 CV 52 kWh: 36.990 euroR4 iconic plein sud 150 CV 52 kWh: 38.790 euro
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Mercedes Classe C elettrica: 762 km di autonomia e prezzi da 70 mila euro
Mercedes ha aperto gli ordini della nuova Mercedes Classe C elettrica, presentata lo scorso aprile a un mese esatto di distanza dalla BMW i3. Disponibile inizialmente con la motorizzazione 400 4Matic da 490 CV e batteria da 94 kWh, la nuova berlina elettrica tedesca offre un'autonomia dichiarata fino a 762 km. Quattro gli allestimenti a listino, con prezzi a partire da 70.269 euro. La dotazione di serieLa gamma della nuova Classe C elettrica si apre con l'allestimento Advanced, che include cerchi di lega da 18", abbaglianti adattivi, tetto panoramico, vernice nero pastello, specchietti ripiegabili elettricamente, sedili anteriori regolabili elettricamente e riscaldabili, climatizzatore automatico, sei prese USB-C, ricarica wireless per smartphone e display centrale da 14".La dotazione di sicurezza comprende la guida assistita di livello 2, il monitoraggio dell'angolo cieco, la frenata d'emergenza agli incroci, la telecamera posteriore e l'assistente al parcheggio. Allestimenti e tecnologiaL'allestimento Advanced Plus aggiunge, tra le altre dotazioni, la funzione memoria per i sedili anteriori (compreso il piantone dello sterzo), il tetto panoramico con stelle luminose, la mascherina con stella anteriore illuminata, luci ambientali e un terzo display per il passeggero.La versione Premium integra il pacchetto Keyless, i fari a matrice di LED, l'impianto audio Burmester e i battitacco illuminati. La variante top di gamma Premium Plus aggiunge il pacchetto estetico AMG Line, le maniglie a filo carrozzeria, i sedili anteriori sportivi, climatizzati e con massaggio e il sistema MBux Hyperscreen da 39,1".A richiesta, su tutta la gamma, sono disponibili le sospensioni pneumatiche Airmatic e l'asse posteriore sterzante (2.916 euro). Prezzi e listinoMercedes-Benz C 400 4Matic Advanced: 70.269 euroMercedes-Benz C 400 4Matic Advanced Plus: 73.929 euroMercedes-Benz C 400 4Matic Premium: 77.955 euroMercedes-Benz C 400 4Matic Premium Plus: 86.800 euro
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Killer o salvatori? I veri piani dei cinesi per lauto europea
La ridda di indiscrezioni sulle mire cinesi in Europa ha scatenato timori tra appassionati e addetti ai lavori: i costruttori del Dragone sono da tempo visti come una minaccia per l'industria dell'auto occidentale, ma ora le loro mire espansionistiche e le prime aperture europee stanno alimentando nuovi interrogativi, tra chi paventa un triste destino per l'industria continentale e chi, invece, li vede perfino come un'àncora di salvezza.Sarà proprio così? In realtà la situazione è molto più complessa e variegata di quanto si possa immaginare e non è per nulla facile inquadrare il fenomeno cinese nei canoni tradizionali di lettura dei trend industriali: agli allarmi dei politici, frutto spesso di ignoranza e di una spasmodica ricerca del consenso elettorale, fa da contraltare la disponibilità di numerosi costruttori ad aprire canali di comunicazione con chi è stato capace di conquistare la leadership nel giro di pochissimi anni.Emblematico l'annuncio dell'ampliamento della collaborazione tra Stellantis e Leapmotor. Il gruppo guidato da Antonio Filosa, affermando che l'obiettivo è rafforzare la competitività dei prezzi sfruttando l'ecosistema cinese dei veicoli a nuova energia, esprime chiaramente un fine ormai comune a tutti gli europei e ammette, seppur in via implicita, la superiorità del Dragone nelle tecnologie per l'elettrificazione. Le radici del primato cineseAttenzione. Attribuire i primati del Dragone solo ai bassi costi del lavoro o alle imposizioni e le volontà di Pechino è troppo semplicistico. I cinesi, da buoni allievi, hanno prima appreso dai maestri europei come produrre auto e poi hanno colto l'opportunità di mettere la quinta e imboccare la corsia di sorpasso, facendo leva sui primati accumulati in oltre 50 anni in settori come elettronica di consumo, chimica di base e terre rare: in questi ambiti i cinesi hanno costruito intere filiere a partire dagli anni 70 del secolo scorso, quando le aperture politiche successive alla morte di Mao Zedong hanno spinto gli Stati Uniti a investire in Cina nella convinzione (fallimentare) di poter iniettare tra i cinesi il virus del liberismo che li avrebbe liberati dal giogo comunista. allora che la Cina inizia a trasformarsi nella fabbrica del mondo e ad acquisire competenze e vantaggi competitivi che le imprese hanno poi applicato al mondo dell'auto. In tale quadro Pechino non ha fatto altro che creare le condizioni di contesto per favorire i costruttori locali e acquisire una posizione di vantaggio laddove gli europei o i giapponesi non hanno puntato nonostante siano stati dei pionieri: l'elettrificazione. I cinesi hanno sostenuto sia la domanda, tramite incentivi e altre agevolazioni, che l'offerta, attraverso sussidi pubblici e ancor di più programmi di lungo termine per lo sviluppo di conoscenze e il trasferimento tecnologico: il dominio cinese nelle batterie è, per dire, figlio dei primati nella produzione di pc portatili o cellulari. In tale contesto, sono stati anche introdotti strumenti normativi per avviare un percorso di standardizzazione ad ampio spettro, che, a sua volta, è stato ulteriormente alimentato da enormi economie di scala: spalmare su milioni, se non miliardi di dispositivi, costi già bassi non ha fatto altro ridurre oneri produttivi, creando un vantaggio competitivo senza pari. Il ritorno delle joint ventureDetto questo, c'è un altro aspetto da tenere in debita considerazione. Se si guarda alla storia dell'automotive non c'è nulla di inedito in quanto sta avvenendo in Europa. Per capire basta la vera, grande novità del comunicato di venerdì scorso. La joint venture Leapmotor International, controllata da Stellantis con il 51% del capitale, è destinata ad ampliare il suo perimetro operativo: da società commerciale (è responsabile della distribuzione dei modelli della startup cinese al di fuori della Cina) ad azienda con attività produttive dirette. Infatti, è previsto che acquisti la fabbrica di Villaverde (Madrid) per produrre un modello Leapmotor dalla prima metà del 2028, ossia alla fine del ciclo di vita delle attuali Citroën C4 e C4X., nella sostanza, la prima replica in Europa di quanto già avvenuto in Cina tra gli anni '80 e '90 del secolo scorso, quando i cinesi impongono la condivisione di tecnologie e fabbriche, secondo la logica operativa per l'appunto delle joint venture, in cambio della progressiva apertura del mercato a quelli che al momento erano i leader mondiali. Oggi, gli europei aprono il loro mercato di riferimento ai cinesi in cambio di tecnologie e competenze. , in un certo senso, una prova della teoria dei costi e ricorsi storici del filosofo Giambattista Vico. Con una fondamentale differenza. Allora si apriva un mercato vergine e con grandi speranze di crescita. Oggi, si apre un mercato maturo e in fase di declino. Perché la Spagna attira i costruttori cinesiLa strada per i cinesi non sarà priva di ostacoli anche se hanno già dato prova della loro sorprendente velocità di adattamento con la questione dei dazi. Del resto, l'Europa è per loro fondamentale. Oltre che un grande mercato, è uno sbocco vitale per la loro espansione, ancor di più considerando come gli sia del tutto precluso il mercato Usa: hanno la necessità di individuare una valvola di sfogo alla loro sovracapacità produttiva, sono obbligati ad aggirare i dazi sulle elettriche, devono adeguarsi alle normative comunitarie (la conferma è arrivata con il comunicato Stellantis in cui si parla produzioni in linea con i requisiti del Made in Europe), si devono dotare di una base produttiva per non rimanere ostaggio della forte volatilità dei noli marittimi in un momento in cui, tra l'altro, si va rafforzando il trend della regionalizzazione delle produzioni. E poi la localizzazione in Europa è anche un ottimo strumento di "marketing reputazionale" per ridurre la fama negativa tra consumatori estremamente esigenti.A tal fine, serve un Paese con un ecosistema funzionante. Oggi, sembra esserlo la Spagna con le sue condizioni di contesto favorevoli alle produzioni automobilistiche. La strategia cinese in EuropaNon devono quindi stupire le tante indiscrezioni delle ultime settimane sulle attività di scounting dei cinesi (difficile non dare credito a rumor sempre più dettagliati e approfonditi) o i vari progetti avviati negli ultimi anni. Stellantis, per esempio, ha deciso di realizzare a Saragozza la gigafactory per le batterie con Catl, il gruppo Volkswagen ha assegnato alla Seat la responsabilità della famiglia di city-car a batteria, composta da Cupra Raval, VW ID.Polo e Skoda Epiq, e ha scelto Sagunto per una delle sue maggiori fabbriche di accumulatori. E poi Geely sta guardando alla Ford di Almussafes, Chery sta per iniziare le sue produzioni a Barcellona, Saic ha individuato in Galizia l'area dove realizzare la sua prima fabbrica europea. In altre parole, la Spagna potrebbe far man bassa di investimenti, superando Paesi che finora erano riusciti a intercettare i favori cinesi, come l'Ungheria o la Turchia. Tuttavia, i cinesi non si fermano alla Spagna se è vero che BYD ha messo gli occhi sulla fabbrica della Volkswagen di Dresda, Chery su quella inglese della Nissan a Sunderland e Dongfeng guarda anche all'Italia. E poi ci sono tante altre iniziative: dalle numerose aperture di centri stile in giro per l'Europa (Xiaomi a Monaco, Changan a Torino solo per citarne alcune) all'avvio delle produzioni di Xpeng e Gac alla Magna Steyr di Graz, in Austria. E su tutto spicca la disponibilità dei grandi costruttori a aprire tavoli negoziali per mettere a disposizione capacità sottoutilizzata, come ha fatto Stellantis con Leapmotor e come auspica il gruppo Volkswagen. Il vero nodo: la domanda europeaI cinesi sono dunque un'alternativa praticabile per risolvere il problema della sovraccapacità produttiva europea? Non è detto perché potrebbe anche rivelarsi solo un palliativo. Oggi il mercato europeo è sottodimensionato rispetto ai potenziali volumi delle fabbriche continentali e non di poco: gli impianti viaggiano a tassi di utilizzo del 55% circa, almeno venti punti percentuali in meno rispetto ai livelli minimi accettabili per la sostenibilità economica. Inoltre, le immatricolazioni sono inferiori di almeno 3 milioni di unità rispetto ai livelli pre-Covid. Se non si risolve il problema della domanda, la questione dell'offerta non sarà risolta con i cinesi, ma chiudendo impianti o convertendoli ad altre attività. Stellantis ha già deciso in tal senso per la fabbrica di Poissy, mentre Volkswagen pare stia per cedere Osnabrück all'azienda della Difesa israeliana, Rafael Advanced Defence Systems. L'equilibrio possibile (tra Europa e Cina)Una cosa è certa. I cinesi sono in una posizione di vantaggio, ma non è detto che siano anche in una posizione di forza. Di recente, la società di consulenza AlixPartners ha messo in luce i livelli di ipercompetitività del mercato cinese, con una guerra di prezzi e contenuti a livelli tali da rendere insostenibile l'attuale modello di business. E su tutto pende la Spada di Damocle di un processo di consolidamento che Pechino vuole a tutti i costi.Dunque, non mancano segnali di debolezza. I cinesi potrebbero non avere le armi né per salvare l'auto europea, né tantomeno per ucciderla. E difatti si può trovare un equilibrio: l'industria evolve, ma non sarà spazzata via.La strada maestra è, anzi deve essere quella della collaborazione industriale. il caso delle batterie, dove per gli europei non c'è alcun spazio per recuperare il terreno perso. In altre parole, vale più che mai la frase attribuita a Giulio Cesare: Se non puoi battere il nemico, fattelo amico.
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BMW Vision ALPINA: in arrivo una coupé inedita, il marchio cambia strategia - VIDEO
BMW ha diffuso i primi video e immagini della Vision BMW ALPINA, che sarà svelata nel weekend del Concorso d'Eleganza di Villa d'Este. Dopo la recente acquisizione del marchio, BMW sta infatti ridefinendo la strategia di ALPINA, scegliendo il prestigioso appuntamento sul Lago di Como per presentare un'anteprima mondiale. Un profilo da granturismo e i primi indiziLe immagini mostrano la sagoma di una coupé sportiva dalle forme sinuose, con un elemento distintivo nel taglio dei gruppi ottici LED. Non emergono indicazioni sulla meccanica, ma le proporzioni richiamano l'attuale Serie 8. Trattandosi di una concept car, le ipotesi restano aperte: considerando che la Serie 8 è a fine carriera commerciale, non è escluso che ALPINA possa ereditarne la piattaforma per una serie speciale esclusiva con motore endotermico. Oltre il tuning: un cambio di approccioRispetto alla tradizione emerge una chiara rottura. ALPINA ha sempre reinterpretato modelli esistenti, mantenendone riconoscibile l'identità. In questo caso, invece, l'obiettivo sembra essere la creazione di un modello inedito, con design identitario e una proposta ancora più esclusiva.
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Grandine, si può attivare una polizza last minute? Ecco le clausole che riducono il rimborso
La grandinata del 6 maggio nel Bergamasco ha rimesso sotto i riflettori un tema molto concreto: le polizze che proteggono le auto dagli eventi estremi.Dopo episodi così violenti, è facile pensare che basti attivare una copertura per essere al sicuro. In realtà non è sempre così: tra franchigie, scoperti, massimali e clausole, il rimborso può essere molto diverso da quello che ci si aspetta.Ecco allora cosa sapere davvero prima di sottoscrivere una polizza grandine, passo per passo. Polizza grandine: si può fare anche fuori dalla RCASolo la RC Auto annuale è obbligatoria per chi possiede una vettura. Tutte le altre coperture - dalla polizza grandine alla furto e incendio, fino alla Kasko - sono facoltative.L'automobilista può chiedere un preventivo in qualsiasi momento e a qualunque compagnia, sia insieme alla RCA sia in un secondo momento. Da sola o in pacchettoLa garanzia grandine può essere proposta come copertura singola oppure all'interno di pacchetti con Eventi meteo, Atti vandalici o Kasko.Secondo ANIA, in Italia circa 7,6 milioni di veicoli sono coperti da queste formule, che nel 2024 hanno generato 792 milioni di euro di danni risarciti. Grandine: le clausole che possono limitare il rimborso qui che si gioca davvero la partita. Le compagnie sono libere di stabilire prezzi e condizioni, e alcune clausole possono incidere molto sul risultato finale.Franchigia, scoperto e massimale: la franchigia è la parte fissa a carico del cliente, lo scoperto è una percentuale sul danno, il massimale è il tetto massimo rimborsabile.Clausola del maggiore tra i due: ad esempio, scoperto del 10% con minimo di 500 euro. Su un danno da 6.000 euro, il cliente paga 600 euro, non 500.Numero di eventi coperti: alcune polizze rimborsano un solo sinistro all'anno.Rischio territoriale: in zone più esposte aumentano prezzo e penali, mentre il massimale può ridursi.Degrado dei ricambi: su auto non nuove il rimborso può essere inferiore al costo del pezzo nuovo.Limiti geografici: alcune polizze coprono solo i danni avvenuti nella Provincia di residenza.Verifica preventiva: prima dell'attivazione, soprattutto sull'usato, possono essere richieste foto del veicolo. Clausole: i punti chiave 1) Le compagnie sono libere di determinare i prezzi della polizza Grandine, nonché le clausole contrattuali. Parliamo di franchigia in euro (l'importo che resta a carico del cliente in caso di danno), scoperto in percentuale (idem), massimale: l'importo massimo risarcito dalla compagnia, che può essere una somma in euro o una percentuale sul valore dell'auto al momento del sinistro. Può esserci anche un numero massimale di eventi risarcibili nel corso dell'annualità assicurativa: se è uno solo, il secondo non viene indennizzato. 2) Le compagnie applicano la clausola del maggiore fra i due: per esempio, uno scoperto del 10% con un minimo di 500 euro di franchigia. Se il danno è di 6.000 euro, il cliente paga 600 euro (il 10%), non 500 euro. 3) In generale, maggiore il rischio che l'evento si verifichi, superiore saranno il prezzo della polizza e le penali, e inferiore il massimale. 4) Per auto non nuove, alcune compagnie applicano il concetto di degrado sui pezzi di ricambio: a mo' di esempio, se un fanale del 2020 viene rotto dalla grandine, l'assicurazione potrebbe rimborsare solo una parte del valore del pezzo nuovo. Mentre altre compagnie prevedono un massimale assicurato (somma massima indennizzabile) che varia in misura percentuale in relazione al valore dell'auto. 5) Le polizze possono anche prevedere la copertura solo per sinistri verificatisi nella Provincia di residenza: se il danno avviene in una Provincia diversa, niente rimborso. 6) Molte compagnie, prima di attivare la garanzia Grandine su un'auto usata, richiedono foto del veicolo per evitare che vengano assicurati danni preesistenti. Due casi concreti: quanto paga davvero l'assicurazioneCaso 1: auto da 30 mila euroAuto da 30.000 euro. Polizza da 100 euro annui, franchigia di 500 euro e massimale di 2.500 euro.Danno da 2.000 euro il rimborso è di 1.500 euro, con 500 euro a carico del cliente.Caso 2: auto da 20 mila euroAuto da 20.000 euro. Polizza da 100 euro, franchigia di 200 euro, massimale 2.500 euro e un solo evento coperto.Primo danno da 1.000 euro rimborso di 800 euro.Secondo evento nello stesso anno nessun rimborso. Riparazione e rimborsi: perché non sempre è indifferenteUn altro punto delicato riguarda le modalità di intervento.Alcune compagnie riconoscono rimborsi pieni o quasi se ci si affida a centri specializzati che operano con tecnica levabolli (a freddo), mentre applicano penali nel caso di riparazioni tradizionali in carrozzeria.Su questo aspetto il dibattito è aperto: per evitare sorprese, è fondamentale verificare le condizioni prima di firmare.Quando conviene davvero la polizza grandineLa polizza grandine può avere senso soprattutto per chi possiede auto recenti o di valore medioalto e vive in aree sempre più esposte a eventi estremi.Ma non va considerata una protezione automatica: prima di sottoscriverla è essenziale capire quanto resta davvero scoperto in caso di danno e quali sono i limiti della copertura.
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177 CV e solo 125 esemplari: ecco la Fabia più sportiva di sempre
Per festeggiare i 125 anni di impegno nel motorsport, Skoda ha annunciato la Fabia Motorsport Edition, serie limitata che verrà prodotta in 125 esemplari, ciascuno dei quali caratterizzato da una placca metallica in abitacolo con la numerazione progressiva della serie. Al momento non sappiamo ancora quando la Fabia Motorsport Edition potrà essere ordinata, in che modalità e a quale prezzo. Si fa notareRispetto alle versioni normali, la Fabia Motorsport Edition si distingue per i paraurti sportivi e per i tanti dettagli in color nero lucido, dal labbro del paraurti anteriore alle calotte degli specchietti, per la griglia d'aria con motivo a nido d'ape e per le minigonne laterali in color carrozzeria. Numerosi i rimandi al mondo delle corse, dalla fascia nera che collega i gruppi ottici posteriori ai tanti adesivi su portiere, cofano, lunotto e montante posteriore, con la grande scritta "125". Di serie le ruote con cerchi da 18" e pinze dei freni rosse. All'interno, oltre alla targhetta identificativa, le differenze con la 130 si limitano al logo Skoda 125 sul volante e ai tappetini esclusivi per questo modello. La Fabia più "cattiva"Il "cuore" della Fabia Motorsport Edition è la versione 130, con il 1.5 TSI evo2 da 130 kW (177 CV) e 250 Nm di coppia, abbinato al cambio DSG a doppia frizione a sette rapporti con taratura specifica (e doppietta in scalata nella modalità Sport). Assetto ribassato di 15 mm, cerchi da 18", tarature specifiche per sterzo e sospensioni: la Fabia più sportiva scatta da ferma a 100 km/h in 7,4 secondi e arriva a toccare i 228 km/h di velocità di punta.
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Skoda Epiq, primi dettagli senza veli: ecco come saranno i fari LED dell'elettrica - VIDEO
In attesa del debutto, previsto il 19 maggio, Skoda continua a mostrare teaser della Epiq. Dopo aver visto l'auto camuffata alla Milano Design Week e aver scoperto i bozzetti degli interni, emergono ora i primi dettagli senza veli. Le luci diurne LED della nuova EpiqSkoda ha rilasciato un video in anteprima che permette di osservare per la prima volta il nuovo design delle luci diurne a LED. Il tema a T degli elementi frontali evolve il linguaggio stilistico già visto sulla Octavia, mentre al posteriore troviamo gruppi ottici con LED verticali sui lati e una firma orizzontale che si estende sul portellone. Dimensioni, autonomia e prezzi della SUV elettricaLa Epiq, che abbiamo già provato su strada, amplierà verso il basso l'offerta elettrica del marchio. La SUV, lunga 4,17 metri, avrà prezzi di partenza attorno ai 25.000 euro. La piattaforma è la MEB+ del Gruppo Volkswagen, con due opzioni di batteria da 37 kWh e 51,7 kWh netti, per percorrenze dichiarate di 310 e 430 km di autonomia.
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Benzina, con le app si può risparmiare fino al 4%: ma conta quanto ti sposti
Fino al 4% di differenza sul prezzo della benzina, restando nella stessa area urbana.Con i listini tornati a salire dall'inizio della guerra in Iran, anche pochi centesimi al litro fanno la differenza. Ma quanto incidono davvero in pratica?Per capirlo, domenica 10 maggio abbiamo simulato la ricerca del distributore più conveniente in tre città italiane, utilizzando un'app tra le più diffuse. Il risultato è chiaro: lo scarto può arrivare fino al 4,2% a pochi chilometri di distanza, con effetti più concreti sulla spesa di chi fa rifornimento con regolarità. Il test: stessa auto, due raggi di ricercaL'indagine è stata condotta impostando la ricerca in modalità self service entro un raggio di 1 km e 2 km.Per rendere i dati confrontabili, abbiamo utilizzato sempre la stessa auto, la Fiat Pandina Hybrid, accreditata nei nostri test di un consumo reale di 5,95 l/100 km (16,81 km/l), e una percorrenza di riferimento di 10.000 km annui.Milano: bisogna allargare il raggioNel quadrante nord-ovest della città, in zona via Cenisio, la differenza tra i distributori nel raggio di un chilometro si ferma a circa 5 centesimi al litro, pari a un risparmio del 2,6%. In termini concreti, si tratta di circa 30 euro l'anno, una cifra ancora contenuta.La situazione cambia sensibilmente allargando la ricerca a due chilometri. In questo caso lo scarto sale a 8,2 centesimi al litro, cioè fino al 4,2%, con un vantaggio che arriva a circa 49 euro l'anno. In altre parole, basta poco per trasformare una differenza marginale in un risparmio un po' più tangibile.Roma: differenze anche a breve distanzaNel quadrante nord-est della Capitale, in zona via Nomentana, il quadro appare più stabile. Già entro un chilometro si registrano differenze nell'ordine dei 6 centesimi al litro, pari a circa il 3,1%, con un risparmio annuo di circa 36 euro.Allargando il raggio a due chilometri, la forbice si apre ulteriormente fino a circa 8 centesimi al litro, cioè il 4,1%, con un vantaggio che sfiora i 48 euro l'anno. La maggiore densità di distributori migliora la scelta e le possibilità di risparmio.Napoli: sotto casa cambia pocoSituazione diversa a Napoli, nella zona di Mergellina. Nel raggio di un chilometro i prezzi risultano sostanzialmente allineati: la differenza si ferma a meno di un centesimo al litro, cioè appena lo 0,5%, con un risparmio annuo, decisamente trascurabile, di circa 5 euro. solo ampliando la ricerca a due chilometri che tornano scarti più rilevanti: fino a 5,9 centesimi al litro, pari a circa il 3%, che si traducono in un vantaggio di circa 35 euro l'anno. Anche qui emerge lo stesso schema: nelle aree più costose serve uscire leggermente dal quartiere per trovare tariffe più competitive. Quanto si risparmia davveroNel complesso, il test mostra che la scelta del distributore può incidere fino al 4% sul prezzo finale del carburante. Tradotto su base annua, significa arrivare a 40-50 euro di risparmio per chi percorre circa 10.000 km.Parliamo di cifre che possono sembrare trascurabili, ma che si ripetono a ogni pieno e che possono diventare interessanti per chi fa più km.Detto questo, bisogna considerare le distanze per raggiungere i distributori: abbiamo visto che entro 2 chilometri il risparmio può crescere in modo significativo grazie a una maggiore possibilità di scelta. Tuttavia, con differenze nell'ordine del 4%, oltre questa soglia, soprattutto in ambito urbano, tra traffico e consumo aggiuntivo, il vantaggio tende rapidamente a ridursi e può anche annullarsi. Senza considerare il tempo che, come tutti sanno, è particolarmente prezioso.
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