Lamborghini Urus SE Performante: con i suoi 812 CV è la più potente di sempre
Dopo i teaser dei giorni scorsi, Lamborghini ha svelato oggi la Urus SE Performante, la versione più potente (e veloce) della SUV di Sant'Agata Bolognese. Mossa dal powertrain ibrido plug-in con il V8 biturbo da 4.0 litri, dispone di una potenza combinata di 812 CV e ben 1.000 Nm di coppia massima: un aumento di 146 CV e 150 Nm rispetto alla Performante da 666 CV. La SUV impiega 3,3 secondi per scattare da ferma a 100 km/h, e solo 10,8 per toccare i 200 km/h, fino a raggiungere la velocità massima di 312 km/h. Design più aggressivo All'esterno la SE Performante mostra subito tutto il suo carattere, con il cofano che integra il power dome centrale, a cui fanno da contraltare le prese d'aria più ampie all'anteriore (che servono anche a raffreddare il motore). Nuovi anche i cerchi da 23" con il disegno a Y intersecate, mentre i passaruota integrano dettagli in fibra di carbonio. Lo stesso materiale è utilizzato anche per il nuovo spoiler posteriore, disposto più in alto, che lavora con l'ala posteriore per ridurre del 3% il coefficiente di resistenza aerodinamica. Il diffusore, infine, è il più grande mai visto su una Urus. Dentro si guida come un aereo Tutto è estremo anche nell'abitacolo, con plancia e tunnel centrale in fibra di carbonio (usato anche per la terza razza del volante) e rivestimenti in CorsaTex di Dinamica. Completamente nuova la pulsantiera meccanica ispirata agli aerei, posta sotto il display del climatizzatore e che permette di selezionare la marcia, la modalità di guida - tra cui l'inedita Rally, dedicata all'off-road - e la gestione della batteria. A centro plancia c'è lo schermo da 12,3" che riprende la grafica vista sulla Revuelto, con schermate dedicate alla telemetria. Meccanica da sportiva pura Nello sviluppo di questo modello, grazie all'uso intensivo della fibra di carbonio (usata per cofano, tetto, passaruota, minigonne e diffusore), il peso a vuoto è sceso a 2.473 kg, 32 in meno della Urus SE, per un rapporto peso/potenza di 3 kg/CV. La trazione integrale ha una frizione centrale a controllo elettronico, che lavora con il differenziale posteriore autobloccante, consentendo così di ripartire la coppia in base alle richieste del pilota, anche con una preponderanza di potenza al posteriore. Nuove le sospensioni Aura a doppia camera d'aria, per ridurre il rollio e le vibrazioni, così come il sensore 6D (preso dalla few-off Fenomeno) per il controllo dinamico, abbinato al sistema frenante Integrated Power Brake. La batteria agli ioni di litio da 25,9 kWh permette alla Urus SE Performante di percorrere oltre 60 km in modalità elettrica. Lo scarico in titanio è realizzato con la collaborazione dello specialista Akrapovic, per esaltare al massimo il sound del V8 biturbo.
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Al via gli ordini della Subaru Uncharted, SUV da 600 km di autonomia: tutti i prezzi e le offerte
La gamma di modelli elettrici di Subaru comprende attualmente tre modelli: la Solterra, arrivata nel 2022 e oggetto di restyling lo scorso anno; la e-Outback, modello inedito per l'Europa (negli Stati Uniti è venduta con il nome di Trailseeker) e la nuova Uncharted, che invece è realizzata sulla base della Toyota C-HR+. Già ordinabile da qualche settimana, questo modello è disponibile in quattro versioni, con prezzi che partono da 39.900 euro. C'è a due e quattro ruote motrici La nuova SUV elettrica di Subaru è lunga 452 cm, e rispetto alla giapponese firmata Toyota si distingue soprattutto per il design, per lo stile dei gruppi ottici anteriori (che adotta l'ormai familiare firma luminosa con sei trattini a LED) e le protezioni in plastica della carrozzeria, separata da terra da una generosa luce di 21 cm. Quattro le varianti disponibili, a due o quattro ruote motrici: le FWD hanno potenze di 123 kW (167 CV) e 165 kW (224 CV) e batterie di 57,7 kWh e 77 kWh, per autonomie rispettivamente di 450 e 600 km. La versione AWD monta invece due motori elettrici - uno per asse - e dispone di una potenza combinata di 252 kW (343 CV); con la batteria da 77 kWh, questo modello arriva a percorrere fino a 525 km. La dotazione di serie della Uncharted Il listino apre con la versione 2E-xcite, con il motore meno potente e la batteria di minore capacità, ma una dotazione di serie già molto ricca: cerchi di lega da 18", fari a LED autolivellanti con lavafari anteriori, connettore di ricarica in corrente alternata da 22 kW, climatizzatore automatico bizona, doppia piastra di ricarica per gli smartphone, sedili anteriori riscaldabili, pompa di calore, display da 14" connesso con Apple CarPlay (anche wireless) e Android Auto, accesso e avviamento senza chiave, suite di Adas Subaru Safety Sense con guida assistita di livello 2. Le altre versioni della Subaru Uncharted L'allestimento 2E-xcite+, con motore e batteria più potenti, aggiunge i rivestimenti in pelle sintetica, le regolazioni elettriche dei sedili anteriori (con memoria per quello del conducente), quelli posteriori riscaldabili, i mancorrenti sul tetto, la telecamera a 360, il portellone ad apertura elettrica, l'impianto audio Harman Kardon da 10 altoparlanti, lo specchietto retrovisore digitale e il volante riscaldabile. La versione a quattro ruote motrici 4E-xperience aggiunge i cerchi da 20", la modalità di guida per l'off-road X-Mode e l'Hill Descent Control, mentre la 4E-xperience+ completa la dotazione con il tetto panoramico e la presa elettrica da 220V/1.5 kW nel bagagliaio. Il listino della Subaru Uncharted Uncharted FWD 167 CV 57,7 kWh 2E-xcite: 39.900 euroUncharted FWD 224 CV 77 kWh 2E-xcite+: 44.900 euroUncharted AWD 343 CV 77 kWh 4E-xperience: 47.900 euroUncharted AWD 343 CV 77 kWh 4E-xperience+: 48.900 euroA pagamento solo il colore della carrozzeria: quello monocromatico costa 1.000 euro, mentre con il tetto a contrasto 1.350 euro. In questa fase di lancio, e fino al 31 agosto, la Subaru Uncharted parte da 34.900 euro, con 8 anni di garanzia e chilometraggio illimitato. In caso di finanziamento SubaruFin, si ottiene anche un buono di ricarica da 1.060 euro, sufficienti (secondo la Casa) a percorrere10.000 km.
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Mini prepara una sorpresa a Goodwood: è in arrivo una nuova serie speciale
Mini prepara una sorpresa per l'edizione 2026 del Goodwood Festival of Speed. Il marchio del Gruppo BMW ha confermato che una nuova serie speciale sarà svelata in anteprima all'evento inglese, senza per il momento fornire ulteriori informazioni in merito. Le attrazioni della Mini Street e i prototipi in pista Accanto a questa novità assoluta il marchio ha in serbo un'accoglienza speciale per i visitatori nella Mini Street, che proporrà gli spazi denominati Paul Smith Shop, Countryman Farm Shop, Aceman Arms e Deus x JCW Workshop e il Mini Owners Lounge. Allo stesso tempo i prototipi one-off Mini x Vagabund Countryman e tutti gli altri modelli sportivi di serie saranno impegnati sulla salita di Goodwood.
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BMW, 40 anni di M3 a Goodwood: tra storia e F1 debutta la M Concept Neue Klasse
BMW celebra al Goodwood Festival of Speed 2026 i 40 anni della M3. Sarà questo il tema centrale dell'esposizione in Inghilterra, dove accanto alla M3 E30 del 1986 e alla M3 GTS del 2011 sarà mostrata anche la M Concept Neue Klasse appena svelata alla 24 Ore di Le Mans. Goodwood sarà anche l'occasione per mostrare al pubblico le novità di prodotto più recenti: la M2 con M Performance Track Kit, la iX5, le iX3 e i3 e il restyling della Serie 7 nella variante i7 M70 xDrive. Le auto da competizione storiche in pista Sul fronte delle auto da competizione le sorprese non mancheranno: accanto alla M3 Touring 24H reduce dal quarto posto assoluto alla 24 Ore di Spa troveremo infatti la Benetton B186 di BMW Group Classic, ultima vettura a portare alla vittoria il 4 cilindri turbo della Casa tedesca nel 1986, la M3 GTR E46, la M3 DTM E92 e la McLaren F1 GTR con motore V12 BMW. La Formula 1 si esibirà sulla salita di Goodwood con Christian Danner.
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Unauto su dieci ha pneumatici lisci: lallarme di Vacanze Sicure
Record di pneumatici lisci: quasi l'11% in media dei veicoli controllati, con percentuali vicine al 20% in due regioni. Le cifre, in aumento rispetto allo scorso anno, sono tra i principali dati emersi dalla campagna Vacanze Sicure di Assogomma e Polizia Stradale. Controllate oltre 10.000 autovetture L'iniziativa di controllo e sensibilizzazione dedicata allo stato dei pneumatici e alla manutenzione dei veicoli, giunta alla sua 24esima edizione, si è svolta da aprile a giugno 2026. Sono stati oltre 10.000 i controlli effettuati dalla Polizia Stradale in Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Sicilia, Trentino-Alto Adige e nella provincia di Belluno, territori che rappresentano circa il 29% del parco circolante nazionale. I controlli sono stati preceduti da una specifica attività formativa, svolta a cura dei tecnici di Assogomma, dedicata ai circa 250 operatori della Polizia Stradale che hanno poi eseguito i rilevamenti sulle strade. Pneumatici lisci e revisioni saltate I risultati della campagna 2026 - illustrati oggi a Roma da Santo Puccia, direttore del Servizio Polizia Stradale, e da Fabio Bertolotti di Assogomma - hanno evidenziato che il 24,3% delle autovetture controllate, cioè quasi una su quattro, aveva circa 20 anni di vita e presentava non conformità relative agli pneumatici. Se a questa si aggiungono le irregolarità legate alla revisione del veicolo, la quota di irregolari sale al 29,7%, in pratica un'auto su tre.L'età media del campione controllato è stata di 11 anni e 7 mesi, di poco inferiore alla media nazionale del parco vetture attestata sui 13 anni. Il progressivo invecchiamento del circolante è un problema e i controlli hanno posto in evidenza quanto le irregolarità siano direttamente proporzionali all'età del veicolo. Nel dettaglio, i controlli della Polizia Stradale hanno evidenziato che il 10,63% delle vetture circolava con pneumatici usurati con profondità residua inferiore al limite di legge di 1,6 mm; il 10,38% montava pneumatici non omogenei; il 5,61% aveva pneumatici danneggiati visibilmente; l'1,94% risultava equipaggiato con pneumatici non omologati. Di rilievo anche il dato relativo agli equipaggiamenti stagionali: dopo la scadenza di legge, il 42,73% delle vetture controllate montava ancora pneumatici invernali M+S. Bertolotti: no al fai da te Nel complesso, i dati della campagna 2026 hanno confermato la tendenza al peggioramento, per distrazione o superficialità dei conducenti, già rilevata nelle edizioni precedenti. La sicurezza del veicolo dipende dai pneumatici e dal loro stato di manutenzione", ha concluso Bortolotti. I controlli vanno effettuati periodicamente da gommisti specializzati e il fai da te, che è vietato, può essere pericoloso. I pneumatici sono l'unico punto di contatto "tra veicolo e strada e da essi dipendono aderenza, frenata, stabilità e direzionalità", Puccia: fate controlli accurati La sicurezza stradale passa anche attraverso l'attenzione alla corretta manutenzione dei veicoli. Pneumatici usurati, danneggiati o non conformi aumentano i rischi alla guida, soprattutto nei lunghi spostamenti estivi. Il messaggio agli automobilisti è chiaro: prima di mettersi in viaggio è bene verificare lo stato dei pneumatici con attenzione, senza limitarsi a un controllo sommario.
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Auto, i costruttori avvertono lUE: Made in Europe rischioso, servono modifiche
L'Associazione europea dei costruttori di auto (ACEA) ha delineato la sua posizione sull'Industrial Accelerator Act (IAA) e sul Made in EU. Mentre i negoziati entrano nel vivo, ribadisce il sostegno a politiche per salvaguardare la produzione manifatturiera e ridurre la dipendenza estera per tecnologie pulite, ma lancia anche un allarme.Secondo l'ACEA, l'Industrial Accelerator Act, nella sua attuale formulazione, rischia di sconvolgere catene del valore consolidate e compromettere investimenti in corso. inoltre reale il rischio di indebolire la base industriale dell'UE. Le iniziative a sostegno delle produzioni nazionali sono giustificate, ma devono essere intelligenti e mirate e applicate con pragmatismo, così da rafforzare l'industria senza penalizzare investimenti e occupazione. Solo così l'IAA potrà diventare uno strumento efficace, osserva l'associazione, presentando diverse proposte di modifica. Applicazione graduale e incentivi Il passaggio alla preferenza UE27 è ritenuto legittimo, ma dovrebbe essere graduale e includere esenzioni mirate e giustificate. Escludere gli stabilimenti esistenti dei membri ACEA rischierebbe infatti di bloccare gli investimenti e indebolire la competitività.Centrale anche il tema degli incentivi: i requisiti di localizzazione di assemblaggio e componenti rischiano di aumentare i costi, rendendo necessarie misure che compensino il costo aggiuntivo, come super-crediti per auto e furgoni a batteria o aiuti diretti. Requisiti da calcolare sul veicolo finito, non sulle componenti Per l'associazione va rivisto anche il metodo di calcolo del Made in EU: il riferimento dovrebbe essere il veicolo finito, non singole componenti. Il calcolo dovrebbe partire dal prezzo totale e sottrarre il valore extraeuropeo, includendo così contributi come ricerca, ingegneria e lavoro qualificato. Includere Regno Unito, Marocco e Turchia L'ACEA chiede che il Regno Unito sia riconosciuto come partner alla pari, alla luce dell'integrazione delle catene del valore automotive e dell'accordo post-Brexit, con pieno accesso agli strumenti politici.Attenzione anche a Turchia e Marocco, già destinatari di investimenti rilevanti. L'associazione propone però una clausola di salvaguardia: il riconoscimento varrebbe solo per capacità produttiva esistente prima di una data limite e decadrebbe in caso di vendita degli asset. Attenzione a flotte e batterie Due i temi più delicati. Sulle flotte, l'ACEA propone che se il 70% è conforme ai requisiti Made in Europe in un anno, i benefici valgano per il 100% l'anno successivo.L'ambito geografico dovrebbe essere limitato allo Spazio economico europeo e al Regno Unito, con esenzioni per attività esistenti in Marocco e Turchia. Il sistema dovrebbe anche valorizzare i veicoli prodotti in Europa per l'export.Quanto alle batterie, si chiedono tempistiche realistiche per la localizzazione e l'eliminazione dei requisiti sui materiali a basse emissioni, perché le definizioni non sono ancora disponibili. Restano incerti anche criteri e ambiti per i componenti dei propulsori elettrici made in EU. L'Industrial Accelerator Act non basta Infine, l'associazione sollecita una semplificazione della rendicontazione del Made in EU presso i fornitori, con responsabilità legale in capo ai costruttori, e un approccio più attento alle differenze tra segmenti, oggi trattati in modo uniforme nonostante catene del valore e tempi di sviluppo diversi.Per l'ACEA, in ogni caso, l'Industrial Accelerator Act non basterà da solo a invertire il calo di competitività europea. Servono interventi su costi energetici, burocrazia, autorizzazioni, competenze e batterie, oltre alla revisione del regolamento UE sull'omologazione per snellire i processi.
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Oltre le città darte - dieci itinerari nellItalia meno raccontata
Le città d'arte italiane sono attrazioni globali di bellezza e fama così sfolgoranti che tendiamo a dimenticare quel che gira loro intorno. Un tessuto di borghi, paesi, località infinitamente meno celebrato, ma che rappresenta la nostra spina dorsale. E che da solo farebbe la fortuna - in termini turistici - di qualsiasi altro Paese al mondo. Anche perché offre una varietà di architetture, tradizioni, culture quasi incredibile, per un territorio relativamente ristretto. Abbiamo quindi pensato di dedicare questa edizione del QTour ai cosiddetti centri minori, in gran parte membri dell'associazione I borghi più belli d'Italia. Nulla di inedito, direte voi, e non potrebbe essere altrimenti. Però speriamo di aver tracciato dieci itinerari - a misura di weekend e ognuno corredato di una selezione di posti interessanti dove fermarsi a pranzo o a cena - di una certa originalità, capaci di proporre mete poco conosciute oppure, quando invece sono note o persino molto note, presentate in modo alternativo. Così, ecco un Trentino lontano dalle stazioni sciistiche, che si snoda tra la Valsugana e il Primiero, passando su strade poco battute. Un angolo delizioso di Friuli che non è né mare né montagna né colline del vino.Un percorso marchigiano che corre quasi in vista delle affollate spiagge adriatiche, insinuandosi tra una serie di silenziosi borghi avvolti da mura. Ma ecco anche un itinerario che attraversa il celebre Levante ligure, deviando però a un certo punto verso l'entroterra. O, addirittura, un tragitto all'interno di Milano, alla scoperta di quel che resta dei borghi agricoli che un tempo la circondavano. In questo caso fatto con una Topolino, perché i vari itinerari sono stati tracciati anche in funzione dei modelli Fiat - partner dell'iniziativa - che avevamo a disposizione per effettuarli. Così per la nuova 500 Hybrid Cabrio Dolcevita abbiamo disegnato, tra l'altro, un percorso che inizia nel cuore di Roma sulle tracce delle location della pellicola felliniana La dolce vita, per poi uscire dalla città e concludersi in un altro antico borgo dove pure è stato girato il film. QTour è disponibile con Quattroruote di luglio 2026 a 5 euro più il prezzo della rivista ed è proposto anche in Digital Edition all'interno dello sfogliatore di Quattroruote, nella sezione Speciali, al prezzo di 4,99 euro per gli acquirenti della singola copia e a titolo gratuito per gli abbonati alla Digital Edition. Gli itinerari, realizzati con Fiat 500 Cabrio, 600, Topolino e Grande Panda, sono anche riassunti e visualizzati su mappa in questa pagina.
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Citroën ë-C3 diventa Tonic: aperti gli ordini per la serie speciale da 21.290 euro
Citroën presenta la ë-C3 Tonic, serie speciale per la sua compatta elettrica, dedicata a chi cerca un veicolo a zero emissioni a prezzi accessibili, ma con la "giusta" dotazione per affrontare il traffico di tutti i giorni. La ë-C3 Tonic è disponibile con il motore da 83 kW (113 CV) e due tagli di batteria, da 30 e 44 kWh, per autonomie di 204 e 320 km (che in ambito urbano diventano, rispettivamente, di 300 e 440 km). Il listino di questa versione, già ordinabile nelle concessionarie, parte da 21.290 euro per la Urban Range da 30 kWh. La dotazione della Citroën ë-C3 Tonic Costruita sull'allestimento base You, la Tonic si distingue per il tetto in tonalità bicolore, Aden Red od Onyx Black, barre al tetto e spoiler sul lunotto, dettagli in color Lemon Yellow sul paraurti anteriore e adesivi sotto gli specchietti e sul montante anteriore. Due le tinte per la carrozzeria, Polar White e Night Black. A bordo troviamo lo schermo centrale dell'infotainment da 10,25" con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, e la plancia con inserti in tessuto (come nell'allestimento Plus).
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La telematica LoJack per le assicurazioni Mag Mobility
Aumenta l'offerta di servizi a disposizione dei concessionari che distribiscono i prodotti assicurativi Mag Mobility, che adesso si possono avvalere delle soluzioni telematiche di monitoraggio dei veicoli e recupero in caso di furto fornite da LoJack. Controllo 24 ore su 24 LoJack annuncia un accordo con Mag Mobility per l'integrazione dei propri servizi telematici di tutela dei veicoli alla società che fornisce soluzioni assicurative pensate per essere distribuite attraverso i concessionari auto. I servizi protezione di Mag Mobility possono così essere rafforzati dalle tecnologie di tracciamento e recupero di LoJack, che si avvale fra l'altro di una centrale operativa attiva 24 ore su 24 e di un team che collabora con le forze dell'ordine nelle attività di localizzazione e ritrovamento dei veicoli rubati. Per i dealer il vantaggio è di poter integrare l'offerta nei loro processi di vendita, ampliando il ventaglio di servizi e migliorando le possiblità di fidelizzazione dei clienti.
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Viaggio sullA4, dove fermarsi e dove tirare dritto: cinque soste da evitare
Troppo forte titolare Cinque soste da evitare per l'inchiesta sul numero di luglio di Quattroruote, che mette sotto la lente condizioni, manutenzione e gestione delle 42 aree di servizio lungo l'autostrada A4, da Torino a Trieste e viceversa.Ciascuno farà le sue considerazioni, ma toilette sporche, in alcuni casi in uno stato pietoso, assenza di servizi di ristorazione che possano definirsi tali e strutture fatiscenti non invitano a fermarsi in almeno cinque aree che, nella valutazione del nostro inviato, non raggiungono standard accettabili e quindi la sufficienza. Le emergenze restano emergenze, ma potendo scegliere fermatevi altrove. Quali siano lo potete scoprire sul numero di luglio, in una doppia pagina di mappe con schede riassuntive di ogni area. Per il resto, com'è andata? Molto bene, con otto stazioni di servizio promosse a pieni voti. Una - spoiler: Monte Baldo Est - addirittura da cinque stelle. In mezzo, una mediocrità senza grossi scandali ma anche senza grandi exploit, con alcuni problemi che emergono con una certa costanza: carenza di personale, trascuratezza nei dettagli delle strutture come nella qualità della ristorazione, pochi parcheggi ombreggiati - e lo stesso vale per molti tavolini all'aperto - aree cani spesso minuscole e scarsa cura degli spazi dedicati ai più piccoli.Resta un tratto comune poco confortante la scarsa considerazione dei bisogni dei viaggiatori con disabilità: come già emerso lo scorso anno con l'indagine sui tratti nord-sud - A1 e A14 - sono frequenti rampe scomode, strette, accessi bloccati o ostruiti, bagni riservati chiusi a chiave. Capiamo che la ratio possa essere quella di impedire usi impropri, ma trovarsi davanti a una porta sbarrata, dover tornare alla cassa a chiedere la chiave attirando su di sé gli sguardi può risultare particolarmente frustrante.Sul fronte dei bagni, però, ci sono anche buone notizie. Autostrade per l'Italia ha concluso la prima fase del piano nazionale sui servizi igienici in oltre 40 aree di servizio, con un investimento di 12 milioni di euro. Qui si trovano ambienti luminosi e curati, con lavabi a incasso e sistemi integrati per sapone, acqua e asciugatura, oltre a soluzioni d'arredo orientate alla sostenibilità. Peccato che la competenza di Aspi riguardi solo un tratto limitato della A4 e quindi le aree con i bagni più aggiornati siano alla fine solo tre: Brianza Sud, Brianza Nord e Valtrompia Nord.Ora non resta che armarvi di Quattroruote e partire per le meritate vacanze.
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Un attimo e cambia tutto: la nostra sicurezza non può dipendere solo dai riflessi
Quante volte vi capita di ringraziare i vostri riflessi? Negli ultimi mesi, guidando fra Milano e Roma, io l'ho fatto almeno quattro volte. Per un'auto che non rispettava la precedenza. Per una persona che attraversava guardando da un'altra parte. Per dei monopattini elettrici che si sono infilati nella mia traiettoria.In una frazione di secondo qualcosa ci fa percepire il pericolo e ci fa reagire. Sono attimi che potrebbero cambiare la vita, eppure li rimuoviamo in fretta, perché, se ripensiamo a quello che sarebbe potuto succedere, ci si gela il sangue.La morte di Eros Gagliardi, diciotto anni, a Milano nella notte tra l'11 e il 12 giugno, penso abbia colpito per questo: perché in tanti ci siamo immedesimati nella scena. Una strada di città, tranquilla perché è tarda sera. Il rientro a casa in auto. L'incrocio in cui si avrebbe la precedenza. L'arrivo di un monopattino che non ti aspetti, con due ragazzi a bordo, purtroppo senza casco. In quell'attimo i riflessi di tre persone non sono bastati a evitare una tragedia. Il 16 di questo mese entra in vigore l'obbligo di assicurare i monopattini, dopo quello del targhino dello scorso maggio. E questa è una buona notizia. Quella cattiva è che una legge non basta a impedire gli incidenti, perché le auto, le moto o i monopattini saremo sempre noi a guidarli.Eppure la tentazione è la stessa: aspettare che a tenerci al sicuro sia qualcun altro o qualcos'altro: una norma, un divieto, un controllo, un'infrastruttura o una tecnologia. Con il rischio che un'aspettativa legittima si trasformi in delega della nostra sicurezza.E allora, da questa brutta storia, come automobilista mi porto a casa un proposito semplice che condivido su questa pagina. Non quello di avere riflessi migliori, ma quello di averne bisogno il meno possibile.Perché il riflesso che siamo soliti ringraziare più o meno spesso per uno scampato pericolo non è un merito: è l'ultima linea di difesa, quella che scatta quando qualcosa, da qualche parte, è già andato storto.Prima del riflesso, infatti, viene la nostra attenzione, che mai come oggi è costantemente minata da uno schermo o una notifica di troppo, qualunque sia il mezzo che guidiamo.Ricordarcelo è il modo migliore per proteggerci su strada, anche quando a sbagliare sono gli altri. Oppure noi stessi.
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Volvo EX60, il piano Stellantis e le soste sullA4 da evitare: cosa racconta Quattroruote di luglio
Quattroruote di luglio 2026, già disponibile in Digital Edition e in edicola dal 2 luglio, dedica la copertina alla Volvo EX60: un'elettrica che raccoglie eredità e ambizioni della XC60, il modello più venduto del brand svedese, e che rappresenta un passo avanti pure dal punto di vista industriale.L'editoriale riflette su quanto sia illusorio affidare la sicurezza ai riflessi: sono l'ultima difesa, non la soluzione. A fare davvero la differenza è ciò che viene prima, tra attenzione, scelte e comportamenti quotidiani, perché nessuna norma o tecnologia può sostituire la responsabilità di chi guida.Infine, questo mese c'è QTour, un volume speciale alla scoperta dell'Italia: dieci itinerari per riscoprire il Bel Paese attraverso borghi e luoghi di grande fascino, lontani dai circuiti turistici più battuti. Volvo EX60 La Volvo EX60 non è soltanto un modello inedito: per certi versi rappresenta il manifesto programmatico, industriale e tecnologico della casa svedese. Prima di tutto perché è l'equivalente elettrico della XC60, il modello più venduto del marchio. Non si è trattato semplicemente di elettrificare una SUV di successo, ma di ridefinire l'intero approccio alla progettazione.Al centro della trasformazione c'è la nuova piattaforma modulare SPA3, l'architettura tecnica a 800 volt su cui nasceranno le future elettriche di fascia medio-alta del brand. In questo schema la batteria non è più un elemento separato, ma diventa parte integrante e strutturale della scocca: una soluzione che ottimizza gli spazi e migliora in maniera significativa la rigidità torsionale.All'interno, oltre a spazio, qualità e materiali di pregio, spicca la nuova architettura software. Si tratta di un ecosistema digitale profondamente integrato con il mondo Google, caratterizzato da elevata potenza di calcolo, aggiornamenti OTA e un ampio utilizzo dell'intelligenza artificiale, con la piattaforma Gemini.Alla base della gamma c'è la P6, con motore e trazione posteriori, per 374 CV e un'autonomia di 611 km grazie alla batteria da 80 kWh netti. Secondo Volvo, la versione più richiesta sarà la P10 AWD da 510 CV: configurazione bimotore, trazione integrale e batteria da 91 kWh netti, per un'autonomia di 660 km.Su strada, la Volvo EX60 propone un equilibrio riuscito tra agilità e spinta, soprattutto nella variante bimotore. Quest'ultima, oltre alla trazione integrale, adotta ammortizzatori a regolazione elettronica con tre livelli di risposta, capaci di contenere efficacemente il rollio. Prove su strada Mitsubishi Outlander La Mitsubishi Outlander è stata fra le prime SUV a puntare sull'ibrido plug-in. Con la precedente generazione è stata per anni l'auto più venduta in Europa con questo tipo di alimentazione.Oggi la concorrenza è aumentata, ma conserva diversi assi nella manica per distinguersi. Anzitutto è fra le poche sport utility a suo agio anche in off-road, grazie alla trazione integrale elettrica 4x4 e alle modalità di guida specifiche.Su strada, invece, è il comfort a fare la differenza, abbinando sospensioni morbide e rumorosità contenuta a un abitacolo molto spazioso, come confermano le misure del nostro Centro Prove. Nella prova trovate anche i rilevamenti di prestazioni e consumi reali, ottenuti con cicli standardizzati e certificati.Quanto a brio, la Mitsubishi Outlander, con i suoi 306 CV combinati, si difende bene. Sul fronte delle percorrenze, questa plug-in hybrid dà il meglio nell'uso urbano: in città ha percorso fino a 104 km in modalità elettrica, mentre con batteria scarica fa registrare 14,6 km/l.Peccato solo per le ricariche lente in corrente alternata dalle colonnine. Nessun problema, però, se ci si rifornisce a casa: al mattino è pronta all'uso. In corrente continua resta il limite della tecnologia CHAdeMO, ancora poco diffusa in Italia. KGM Actyon Nella vita precedente, con il marchio SsangYong, è stata una delle prime SUV con linea da coupé. Oggi la KGM Actyon - il marchio KG Mobility nasce proprio dalle ceneri di SsangYong - è una SUV di segmento D lunga 4,74 metri, che punta ancora sullo stile. Basta osservarla da dietro per cogliere più di una somiglianza con il mondo Range Rover, ma offre anche uno spazio interno di riferimento. Proviamo la full hybrid da 204 CV, disponibile esclusivamente con trazione anteriore.Il rapporto prezzo-contenuti convince: il listino parte da 43.750 euro e la dotazione - prevista in un unico allestimento - appare molto completa. In sostanza, l'unico optional è la vernice metallizzata. Interessante anche la garanzia: 5 anni o 100.000 km sulla vettura e 8 anni o 160.000 km sulle componenti ibride.I 204 CV del sistema full hybrid non incollano al sedile, ma permettono di affrontare con disinvoltura un'ampia varietà di situazioni. In città, dove abbiamo rilevato 18,8 km/l, la componente elettrica consente di viaggiare a lungo con il quattro cilindri spento, mentre nei trasferimenti più lunghi emerge una buona versatilità.L'autostrada resta lo scenario meno favorevole sul fronte consumi, con 11,9 km/l, ma si può comunque contare su un livello di confort più che discreto. Se l'impianto frenante risulta apprezzabile, nel complesso il comportamento dinamico appare meno incisivo. Isuzu D-Max Ai pick-up, si sa, piacciono i lavori duri. Il rinnovato Isuzu D-Max incarna alla perfezione questa missione.Il nuovo 2.2 turbodiesel si distingue per la notevole spinta ai bassi regimi: rispetto al precedente 1.9, la coppia a 1.000 giri cresce del 56%, mentre quella massima passa da 360 a 400 Nm. Così si affrontano con maggiore sicurezza le pendenze impegnative, incluse quelle in off-road, dove restano disponibili trazione integrale inseribile, marce ridotte e blocco del differenziale posteriore.Il surplus di coppia ai bassi regimi risulta utile anche nel traino, con una capacità fino a 3.500 kg. Quando si parla di lavoro vero, il cassone permette di caricare fino a 907 kg, con una lunghezza utile di 147 cm - rilevata dal nostro Centro Prove - anche nella versione Crew a cinque posti, penalizzata da un vano posteriore più compatto.Per quest'ultima, tra gli optional, è disponibile anche una pratica serranda scorrevole di copertura, non economica, come emerge dalla prova.Protagonista del test è la versione Nitro Sport, la più completa, che include dotazioni come le telecamere a 360 gradi con visione 3D, attivabili automaticamente nelle svolte: un aiuto concreto nei passaggi stretti con un veicolo lungo quasi 5,3 metri.Sul fronte degli ADAS, oltre al cruise control adattivo basato su doppia telecamera frontale, debutta il monitoraggio del guidatore con sistema a infrarossi.Tornando alla meccanica, il nuovo cambio automatico a otto marce convince per la spaziatura dei rapporti: la prima corta facilita le partenze in salita, mentre l'ottava lunga abbassa rumorosità e consumi alle velocità sostenute. BMW X3 vs Jaecoo 8 Se l'avessimo fatto una decina di anni fa, ci avreste presi per pazzi: paragonare una vettura cinese a una premium tedesca non avrebbe avuto alcun senso. Oggi, invece, quel confronto è diventato pienamente legittimo, alla luce dei progressi rapidissimi compiuti dall'industria automotive del Dragone.Nasce così una sfida tra BMW e Jaecoo, che rappresenta in senso più ampio il confronto tra produzione europea e orientale. Da una parte la X3 plugin hybrid, dall'altra la Jaecoo 8 plugin hybrid: due modelli messi faccia a faccia in ogni ambito, dalle prestazioni ai consumi, dalla dinamica di marcia alla qualità degli interni, fino allo spazio a bordo.Finale scontato? Tutt'altro. La BMW continua a distinguersi su diversi fronti, a partire dalla qualità costruttiva e dalla solidità dell'interfaccia uomomacchina, ancora molto raffinata. Anche sul piano dell'efficienza emerge un vantaggio, sia nei consumi di benzina sia in quelli di elettricità.La distanza però si è ridotta. La Jaecoo 8 punta su dotazioni molto ricche, offre maggiore abitabilità e propone materiali che si avvicinano in modo concreto agli standard della migliore produzione europea. E nelle prove dinamiche, non mancano sorprese che rendono il confronto meno prevedibile di quanto ci si potrebbe aspettare. Audi A5 Avant L'ultima volta è stata con un'elettrica, per sondare l'affidabilità sul lungo termine di una tecnologia che sta tentando di imporsi. Oggi, invece, i 100.000 km del nostro test di durata spettano a una ibrida plug-in, soluzione ponte fra vecchio e nuovo mondo sempre più diffusa. Le ricaricabili alla spina sono ormai mature, più efficienti e con autonomie EV impensabili fino a pochi anni fa.Così, per tastare il polso a questa tecnologia, nei prossimi mesi metteremo sotto torchio una delle proposte più recenti, l'Audi A5 Avant e-hybrid.Già passata sotto i ferri del nostro Centro Prove circa un anno fa, la cavia della nostra prova di durata differisce per due aspetti: il powertrain nella variante più potente (270 kW totali, contro i 220 dell'esemplare testato in precedenza) e il fatto di essere un model year 2026, con una lunga serie di aggiornamenti che hanno interessato soprattutto le funzionalità e la componente software.Molto semplici le regole d'ingaggio: non saremo ossessionati dalla ricarica costante della batteria, per avvicinarci a un utilizzo realistico di una PHEV, e non seguiremo percorsi prestabiliti. L'impiego sarà senza vincoli, in ogni scenario possibile. Così, vedremo se questa tecnologia è davvero pronta alla sfida. Mazda MX-5 vs Skoda Fabia In pista è meglio la trazione posteriore o l'anteriore? La risposta non è affatto scontata. Per scoprirlo abbiamo messo a confronto, a Vairano - nel tempo sul giro - la Mazda MX-5 1.5 Homura e la Skoda Fabia 130, versione celebrativa per i 130 anni della Casa boema.Prima del cronometro, un rapido giro di formazione per conoscere le due sfidanti: la Mazda MX-5 dispone di 132 CV aspirati, cambio manuale a 6 marce e, naturalmente, trazione posteriore. La Skoda Fabia 130 risponde con il 1.5 turbobenzina da 177 CV, trasmessi alle ruote anteriori attraverso un cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti.Senza anticipare troppo, le sorprese non mancano: se la Skoda sfrutta la maggiore potenza (+45 CV) e una più generosa coppia (250 Nm contro 152 Nm), la Mazda MX-5 punta su agilità e bilanciamento, grazie anche a una distribuzione dei pesi particolarmente efficace (53-47 contro 63-37 della Fabia).Nessuna delle due è un rasoio tra i cordoli, ma entrambe sanno regalare soddisfazioni: con la Mazda ci si può divertire anche di traverso, mentre la Skoda predilige una guida più pulita ed efficace. Primo contatto Questo mese vi proponiamo un'offerta decisamente variegata di primi contatti: abbiamo guidato la BYD Dolphin G (ibrida plug-in), due turbodiesel mild hybrid (il pick-up Toyota Hilux e la Mazda CX-60) e l'Alpine A390, elettrica prestazionale mossa da tre motori. Anteprime e Autonotizie una sezione spezzata quella di Autonotizie sul numero di luglio. La prima parte, dedicata a un approfondimento sul nuovo piano industriale Stellantis (con tanti rendering inediti dei nuovi modelli in arrivo per i vari marchi europei) e a un focus sul perché l'Europa sta finendo nelle fauci del Dragone (con un'intervista esclusiva a Massimo di Risio), è in testa al giornale, prima delle prove.La seconda, invece, si trova nella sua posizione tradizionale: qui trovate servizi sulla rinascita del marchio Osca, sulla nuova Audi Nuvolari e sulla futura BMW M3 elettrica, anticipata dalla BMW M Concept Neue Klasse. In più, un reportage su Ignition, l'evento che abbiamo organizzato sulla nostra pista di Vairano, con raduni di club, talk con ospiti d'elevata caratura del mondo dell'auto (Giorgetto e Fabrizio Giugiaro, Horacio Pagani e Andrea Pontremoli, giusto per citarne alcuni) ed esperienze esclusive tra off-road, hot lap e test drive dei modelli più caldi del momento. Attualità e Inchieste Quattroruote torna sul tema dei finanziamenti capestro, venduti negli ultimi anni in diversi autosaloni tra Piemonte, Liguria e Lombardia, con una notizia clamorosa destinata a ridare speranza a chi si trova intrappolato in un meccanismo finanziario dal quale è difficile uscire se non a caro prezzo. Ebbene, il Tribunale di Torino ha stabilito in otto sentenze - sette di primo grado e una della Corte d'Appello - che i tassi applicati in altrettanti finanziamenti, a dispetto del TAEG comunicato, erano superiori alla soglia di usura.Conseguenza: la finanziaria è stata condannata a restituire ai clienti l'intero ammontare degli interessi. Parliamo di somme rilevanti, migliaia di euro, fino a oltre 18 mila euro nel caso più eclatante. Come è possibile tutto ciò? Semplicemente perché il tasso annuo effettivo globale (TAEG) comunicato al cliente non teneva conto delle polizze assicurative incluse nel contratto e concorrenti alla determinazione dell'importo totale finanziato.Per le banche - questa la loro linea difensiva - quelle polizze erano facoltative e quindi separate dal finanziamento dell'auto. Ma i giudici torinesi la pensano diversamente, richiamandosi ad alcune pronunce della Cassazione in settori non automotive. Raccontiamo questa incredibile storia nel servizio Era usura.Ma attenzione a non cadere preda di facili entusiasmi: come mette in guardia la stessa avvocata che ha patrocinato tutte le cause in questione, ogni caso fa storia a sé. Né si sa se l'orientamento dei magistrati del capoluogo piemontese possa essere replicato altrove. Il consiglio, se vi trovate in situazioni simili, è di sottoporre il vostro caso a un consulente finanziario.Tra gli altri approfondimenti, lo stato degli autogrill - con la a minuscola nel senso generico di aree di servizio - lungo l'autostrada A4, quella che unisce Torino a Trieste, frequentata tutto l'anno da pendolari e turisti diretti verso laghi, montagne e Alto Adriatico. Se volete sapere dove fermarvi (e dove evitarlo), non perdete Cinque soste da evitare.Se il CEO di Stellantis, Antonio Filosa, ha presentato il suo piano industriale, noi vi mostriamo, nel servizio Rivoluzione Filosa, tutte le novità in arrivo, corredate di foto, laddove disponibili, o di nostri rendering esclusivi in assenza di immagini ufficiali. Dietro la rotta strategica del nuovo timoniere si delinea però uno scenario molto interessante che coinvolge diverse Case europee, la cui parola chiave è alleanze.Nulla di nuovo, si potrebbe pensare, visto che le predicava già Sergio Marchionne. Ma qui la novità è che i partner più gettonati sono i costruttori cinesi, in un ironico capovolgimento della storia fin qui conosciuta. La ripercorriamo in Nelle fauci del Dragone: dalle joint venture euro-cinesi di ieri per conquistare un mercato vergine, agli accordi di oggi per sopravvivere. Speciale QTour QTour è uno speciale di 96 pagine con dieci itinerari nell'Italia meno turistica, tra borghi, paesi e territori lontani dalle rotte più battute. Un viaggio che riscopre un patrimonio diffuso, fatto di tradizioni, architetture e paesaggi autentici. I percorsi, pensati per il weekend e arricchiti da soste selezionate, offrono una lettura alternativa anche di mete più note. Gli itinerari, condensati e visualizzati su mappa anche in questa pagina, sono stati realizzati con Fiat 500 Cabrio, 600, Topolino e Grande Panda.QTour è disponibile a 5 euro più il prezzo della rivista ed è proposto anche in Digital Edition all'interno dello sfogliatore di Quattroruote, nella sezione Speciali, al prezzo di 4,99 euro per gli acquirenti della singola copia e a titolo gratuito per gli abbonati alla Digital Edition. Come richiedere allegati e dossierChi è abbonato a Quattroruote può richiedere gli allegati e i dossier inviando un'email a uf.vendite@edidomus.it, oppure telefonando al numero 02.56568800 (da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 18).
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Honda a Goodwood 2026: debutto dinamico per la piccola Super-N da 95 CV
Honda partecipa al Goodwood Festival of Speed 2026 con novità che spaziano dalle auto elettriche ai modelli sportivi, confermando il suo impegno verso il mercato globale. Non mancheranno inoltre le sorprese con alcuni esemplari che hanno fatto la storia del motorsport di ieri e di oggi. Il debutto della Super-N di serie e della Prelude HRC Concept Sul fronte del prodotto di serie, la kermesse inglese sarà l'occasione per presentare la versione di serie della compatta elettrica Super-N da 95 CV che sarà commercializzata (almeno inizialmente) in Inghilterra. Al suo fianco sarà mostrata al pubblico in anteprima europea anche la Prelude HRC Concept, guidata sulla salita di Goodwood dai piloti Tiago Monteiro e Jessica Hawkins. Le leggende del motorsport: in pista la Williams Honda FW11 Il pubblico potrà inoltre ammirare e ascoltare dal vivo il sound della Williams Honda FW11 vincitrice del Mondiale di Formula 1 1986: sarà guidata dal Campione del mondo 1996 Damon Hill e dal pilota giapponese Ryo Michigami, vincitore nel 2000 del JGTC con la NSX.
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Ferrari, il muletto misterioso: Luce camuffata o Purosangue restyling?
Lungo un tratto autostradale nei pressi di Modena, il nostro lettore Andrea Cortese ha sorpreso il muletto di una nuova Ferrari impegnata nei test su strada. Tantissime le camuffature che coprono l'auto: potrebbe trattarsi del restyling della Purosangue, oppure di un prototipo della Luce, la discussa elettrica del Cavallino. Gli indizi del frontale Capire con certezza di che modello si tratti è piuttosto complicato: il frontale, ripreso solo dallo specchietto retrovisore e dal lunotto posteriore, mostra gruppi ottici su due livelli e una sottile presa d'aria che li collega, soluzione che rimanda alla prima vettura a ruote alte di Maranello. In questo caso si tratterebbe di un restyling piuttosto deciso, dal momento che sul modello attuale, che ha debuttato nel 2022, quella stessa presa d'aria è posizionata molto più in basso. Il resto della carrozzeria, però, proviene dalla Maserati Levante, come si nota dal taglio della coda e dai gruppi ottici posteriori. L'ipotesi del plug-in L'uso di un altro vestito potrebbe nascondere un muletto utilizzato per test tecnici legati alla meccanica o al powertrain. I quattro scarichi in coda sono chiaramente posticci, inseriti per sviare l'attenzione. La presenza degli adesivi gialli di pericolo con il fulmine, visibili sul montante posteriore, sul parafango anteriore e sulla calandra, suggerisce che si tratti di un'auto elettrica - come la Luce - o comunque dotata di un powertrain elettrificato. In questo caso si potrebbe anche ipotizzare il debutto di una nuova motorizzazione per la Purosangue: un sistema ibrido plug-in, come quello della 296, da affiancare al 6.5 V12 da 725 CV.
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La Hyundai Ioniq 3 per tutti i giorni: quasi 500 km e prezzo sotto i 30 mila euro
Hyundai ha pubblicato nuove immagini della Ioniq 3, la hatchback elettrica che abbiamo visto per la prima volta dal vivo alla Milano Design Week nell'allestimento sportivo N Line.Le nuove foto mostrano invece un allestimento standard, con linee più pulite, privo dei dettagli sportivi visti al Fuorisalone. Prodotta a Izmit, in Turchia, la Ioniq 3 dovrebbe arrivare nelle concessionarie il prossimo autunno, con un listino che parte da meno di 30.000 euro. Linee meno esasperate ed eleganti Rispetto alla N Line, la prima cosa che balza agli occhi è la semplicità del frontale, dove al posto del paraurti sportivo nero ne troviamo uno completamente chiuso, in colore carrozzeria (come le calotte degli specchietti), con due paratie per l'aerodinamica attiva. Meno evidenti anche i passaruota laterali, sempre di colore nero lucido; assente anche il grande spoiler posteriore, che lascia spazio a una piccola appendice aerodinamica. Il grande diffusore è sostituito da un normale paraurti, con sottili protezioni sottoscocca in color alluminio. I cerchi di lega avranno dimensioni da 16" a 18" in base all'allestimento. Anche gli interni sono più raffinati Mentre la versione N Line punta l'accento sulla sportività, con le sedute avvolgenti, le cuciture rosse a contrasto e la pedaliera in alluminio, la Ioniq 3 normale presenta interni con rivestimenti di colore chiaro, con le sedute dei sedili trapuntate e il nome del modello cucito sullo schienale. Invariato il volante, ma al posto del logo N al centro troviamo le quattro luci a LED, elemento ripreso anche nella firma luminosa davanti e dietro. La gamma completa offrirà comunque diverse combinazioni di colori per gli interni. L'infotainment, con display centrale da 12,9" o 14,6" (in base alla versione) introduce in Europa il nuovo sistema operativo Pleos Connect sviluppato da Hyundai, arricchito dall'assistente vocale Gleo AI. Autonomia fino a 490 chilometri Costruita sulla piattaforma E-Gmp a 400 Volt, la Hyundai Ioniq 3 prevede powertrain single motor da 135 e 147 CV e 250 Nm, abbinati a batterie da 42,2 e 61 kWh di capacità: l'autonomia dichiarata è, rispettivamente, di 335 e 490 chilometri. La ricarica in corrente continua richiede circa trenta minuti per passare dal 10% all'80%.
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Zeekr Italia, Jameel Motors affida il timone a Lucio Tropea
Jameel Motors Italia ha annunciato l'ingresso di Lucio Tropea che, a partire da oggi 1 luglio, assume la responsabilità dello sviluppo del brand Zeekr sul mercato italiano.Tropea, al quale è stato assegnato il ruolo di direttore generale di Zeekr Italia, approda in Jameel per rafforzare la struttura manageriale in un momento chiave per la crescita del marchio cinese nel nostro Paese. Chi è Tropea Tropea vanta oltre vent'anni di esperienza nel settore automotive: dal 2004 al 2025 ha lavorato per Mercedes-Benz Italia, dove si è occupato soprattutto di vendite di auto usate. Successivamente è stato direttore vendite di Smart Italia e poi è approdato in Enel X con il ruolo di Head of Global Product Marketing e-Mobility. In questo incarico ha contribuito alla strategia internazionale del gruppo su soluzioni di ricarica e servizi digitali per la transizione energetica.Dal 2021 a giugno 2026 è stato CEO di Smart Italia. Per Marco Santucci, Managing Director Jameel Motors per Geely e Zeekr, Tropea è un manager che conosce a fondo la mobilità elettrica e il mercato italiano. Lavoreremo a stretto contatto per accelerare il percorso di crescita di Zeekr, il nostro brand premium, in un momento in cui la profondità dell'ecosistema Geely-Zeekr comincia a essere percepita dal mercato, aggiunge Santucci.Sono onorato - commenta Tropea - di entrare a far parte di un gruppo che in pochi mesi ha dimostrato di sapersi affermare in Italia con una visione chiara sull'elettrico - e di farlo nel modo giusto. Il mio percorso in questo settore è stato mosso più da convinzioni che da occasioni: la passione per i motori e per l'innovazione mi ha portato, passo dopo passo, fin qui. Jameel Motors ha la struttura e la visione industriale per fare la differenza in questo mercato. Zeekr ha tutte le carte per diventare un punto di riferimento nel segmento premium dell'elettrico e non vedo l'ora di contribuire a questo percorso.
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Pirelli torna sotto controllo italiano: pronto 1 miliardo per la sfida negli Usa
Dopo oltre un decennio, Pirelli torna sotto il controllo di azionisti italiani: si chiude così la lunga parentesi iniziata nel 2015 con l'acquisizione del pacchetto di maggioranza da parte della società cinese ChemChina (oggi Sinochem) e culminata nelle forti frizioni degli ultimi mesi tra le varie anime dell'azionariato a causa del nodo statunitense. E proprio gli Usa saranno presto al centro di un importante piano di investimenti da almeno 1 miliardo di dollari.In particolare, il consiglio di amministrazione ha preso atto, pur riservandosi le opportune valutazioni, di quanto avvenuto in occasione dell'ultima assemblea generale: la lista presentata dalla società Marco Tronchetti Provera & C. Spa, insieme alle controllate Camfin, Camfin Alternative Assets e Longmarch Holding, ha espresso la maggioranza dei consiglieri e tutte le cariche esecutive. Pertanto, il Cda ha constatato la sussistenza del controllo di Pirelli in capo a Marco Tronchetti Provera. Nomine e comitati Il consiglio ha anche provveduto a ratificare le altre proposte approvate durante l'assise. Lo stesso Tronchetti Provera è stato nominato presidente esecutivo, mentre a Giovanni Tronchetti Provera è stato affidato l'incarico di vice presidente. Andrea Casaluci è stato confermato all'unanimità amministratore delegato.Sono stati poi definiti i comitati endoconsiliari previsti dalle normative ed è stato istituito l'International Advisory Board: l'organo ha lo scopo di fornire analisi, orientamenti e attività di monitoraggio sulle evoluzioni geopolitiche, economiche, tecnologiche, dei mercati, delle catene di approvvigionamento e regolamentari, oltre che sugli aspetti sociali suscettibili di influenzare la strategia, la competitività, la resilienza e la creazione di valore sostenibile del gruppo nel medio-lungo periodo. Il Board è composto da Marco Tronchetti Provera, Andrea Casaluci, Giovanni Tronchetti Provera, Luca Cordero di Montezemolo, Domenico De Sole, Charles Gordon-Lennox, Horacio Pagani e Mariangela Zappia. Il piano per gli Usa Infine, il consiglio è stato informato di un piano di investimenti pluriennale per gli Stati Uniti dal valore compreso tra 1 e 1,2 miliardi di dollari (tra 880 milioni e 1,05 miliardi di euro al cambio attuale). Il progetto, già preso in esame in passato, sarà approvato in una prossima riunione e rappresenterà una parte integrante del futuro piano industriale. Consentirà a Pirelli di aumentare la capacità produttiva negli Usa e, soprattutto, di sviluppare la tecnologia Cyber Tyre, una delle principali fonti di frizione con l'azionista cinese.Pirelli, grazie alle modifiche della governance stabilite dal Dpcm Golden Power, ha avuto la possibilità di concordare con il Bis (US Department of Commerce Bureau of Industry and Security) i termini di massima che consentono l'introduzione del Cyber Tyre nel mercato statunitense. Inoltre, il piano sosterrà la crescita del segmento High Value in Nord America e rafforzerà la strategia local-for-local anche in questo mercato, come già avviene in Cina e in Europa.
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Arrivano due nuove Topolino: una punta sullo stile, laltra è limitata a 200 pezzi
Insieme alla Multiplina, microcar elettrica a 4 posti per la città, Fiat ha presentato due serie speciali per la più piccola Topolino, la Sport Special Edition e la Vilebrequin Collector's Edition, disponibili rispettivamente da luglio e da settembre, con prezzi (in promozione) da 10.550 e 12.550 euro. Fiat Topolino Sport Special Edition Pensata soprattutto per un pubblico più giovane, che non si accontenta delle due tinte attualmente disponibili (verde e corallo), la Topolino Sport è disponibile con quattro nuove colorazioni, che possono essere abbinate a tre varianti di strisce adesive: bianca con striscia rossa, blu con strisce bianche, gialla con strisce nere e nera con strisce rosse. A distinguerla dalle altre versioni ci sono tanti dettagli neri: la fascia bassa del paraurti, le cornici dei fari, i copricerchi e le calotte dei retrovisori. Neri anche i rivestimenti dei sedili, mentre il portaoggetti Dolcevita Box è rivestito in vinile con effetto fibra di carbonio. Di serie anche il kit di altoparlanti Bluetooth Monsterlino. Fiat Topolino Vilebrequin Dalla rinnovata collaborazione con il brand francese di beachwear nasce la seconda serie della Topolino con il tetto apribile in tela, questa volta con le portiere normali e non nella versione "spiaggina". Come il modello precedente, la nuova Fiat Topolino Vilebrequin sarà prodotta in tiratura limitata a 200 esemplari, disponibili solo in Italia e in Francia. Questa serie speciale si caratterizza per la colorazione bicolore blu e bianca, il logo della tartaruga Vilebrequin sulla portiera del conducente e il portapacchi posteriore cromato. All'interno ci sono sedili bianchi con i loghi della maison francese, il vano portaoggetti rivestito e tappetini specifici. Le offerte per le nuove Topolino La Topolino Sport ha un prezzo di listino di 11.490 euro: in caso di rottamazione e immatricolazione entro fine luglio è previsto uno sconto di 940 euro, che porta il prezzo a 10.550 euro. La proposta di finanziamento Stellantis prevede un anticipo di 4.920 euro, 35 rate da 59 euro e una maxirata finale di 5.129,19 euro (TAN 6,99%, TAEG 10,34%). Per la Topolino Vilebrequin Collector's Edition il prezzo di listino è di 13.490 euro: con lo sconto di 940 euro per rottamazione e immatricolazione entro fine luglio, si scende a 12.550 euro. Anche in questo caso, anticipo di 4.920 euro, 35 canoni mensili da 99 euro e maxirata finale di 6.049,19 euro (TAN 6,99%, TAEG 9,68%).
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Idrogeno liquido: la sfida di Dallara per Le Mans 2030
stato avviato uno studio sulle auto a idrogeno liquido grazie a una collaborazione tra Dallara e Conflux Technology. L'iniziativa punta ad applicare questa tecnologia a una nuova classe endurance e parte da un elemento cruciale del powertrain: uno scambiatore di calore tra idrogeno liquido e fluido refrigerante, in grado di fornire al motore endotermico il carburante necessario. Il componente è realizzato tramite manifattura additiva da Conflux. La partnership mira a sviluppare simulazioni, condurre test hardware e arrivare alla costruzione di un prototipo competitivo, in linea con i regolamenti previsti per il 2030. L'obiettivo Le Mans 2030 e la nuova classe Endurance L'orizzonte temporale è quello indicato da ACO e FIA per la 24 Ore di Le Mans: il 2030. Entro quella data è prevista la presenza in gara di vetture alimentate a idrogeno e Dallara si propone come partner per i costruttori interessati a entrare nella nuova categoria, offrendo una piattaforma tecnica standardizzata e costi definiti. Il ruolo cruciale dello scambiatore di calore criogenico L'idrogeno è stoccato nei serbatoi allo stato liquido criogenico e viene trasformato in gas per essere inviato agli iniettori. In questo processo lo scambiatore di calore criogenico è un elemento chiave: da esso dipende la configurazione dell'intera architettura di bordo e, di conseguenza, il progetto del veicolo. Un errore nel dimensionamento può causare il congelamento del carburante, mentre una delle sfide principali riguarda la riduzione di ingombri e masse, senza compromettere la capacità dei serbatoi.
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Magic Engineering amplia le attività: a Partinico apre il polo dell'idrogeno
Anche nel nostro Mezzogiorno si può fare impresa e, soprattutto, operare sulla frontiera dell'alta tecnologia. Basta avere volontà e, soprattutto, una visione chiara, come nel caso della Magicmotorsport, realtà specializzata nello sviluppo di soluzioni ingegneristiche avanzate per il settore automotive, e del suo fondatore, il polacco Bogdan Skutkiewicz. Lo scorso autunno Quattroruote ne ha raccontato la storia, anticipando un progetto che ha fatto ora un primo passo concreto. L'azienda, ridenominata Magic Engineering, ha completato nei tempi previsti i lavori per la realizzazione, nei pressi della sua sede a Partinico (Palermo), di un laboratorio industriale dell'idrogeno. Il progetto è uno dei quattro finanziati in Sicilia tramite il Pnrr e uno specifico strumento (Hydrogen Valley) volto a favorire lo sviluppo di una filiera dell'idrogeno verde in aree industriali dismesse. In particolare, l'iniziativa di Magic Engineering è finalizzata allo studio di soluzioni per lo stoccaggio e la distribuzione dell'idrogeno al servizio di realtà industriali, tra cui anche operatori del settore automobilistico. I cardini del progetto di Partinico Il progetto, che ha portato alla riqualificazione di un edificio nell'ex area artigianale di Partinico in contrada Margi Soprano, si è concretizzato nella realizzazione di un elettrolizzatore e, su un vicino terreno agricolo, di un parco fotovoltaico da 2,4 MW con sistema di accumulo. Il polo di produzione dell'idrogeno avrà una potenza nominale di 1 MW e sarà dotato di sistemi di stoccaggio per l'idrogeno e per l'energia elettrica. L'investimento inizialmente previsto era di 5,38 milioni di euro (di cui 4,8 milioni tramite finanziamento pubblico), ma le risorse effettivamente impegnate dall'azienda sono arrivate a circa 7 milioni di euro.Con la conclusione dei lavori e l'inaugurazione dell'elettrolizzatore parte la fase concreta delle attività di ricerca e sviluppo, ma nei piani dell'azienda siciliana c'è anche un secondo progetto: si chiama H2 P-JUMP ed è stato presentato nell'ambito di un bando per tecnologie pulite ed efficienti del programma regionale FESR Sicilia 2021-2027. Il finanziamento, superiore a 10 milioni di euro, consentirà di lavorare sulla ricerca di sistemi sicuri e meno costosi per lo stoccaggio dell'idrogeno prodotto dall'impianto a pressioni diverse. A Partinico stiamo costruendo un ecosistema sostenibile che nasce da Magic Engineering e guarda al futuro attraverso l'idrogeno, commenta Skutkiewicz. Non parliamo solo di un impianto, ma di una visione industriale: produrre energia pulita, sperimentare nuove soluzioni di stoccaggio e distribuzione, creare competenze e mettere il nostro know-how al servizio della transizione energetica. Vogliamo creare un vero e proprio Campus di innovazione energetica con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento per lo sviluppo e l'integrazione di tecnologie sostenibili. Attraverso attività di ricerca, produzione e sperimentazione nel campo delle energie rinnovabili, ci proponiamo come polo energetico strategico per il Sud Italia, contribuendo concretamente alla transizione ecologica e alla crescita industriale del territorio. A riprova del valore strategico di questo progetto abbiamo investito nostre risorse aggiuntive rispetto a quelle previste dal bando.
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