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V12, cambio manuale, 8 esemplari: Kode89, la sportiva di Ken Okuyama

4 Ruote - 3 ore 55 min fa
Il designer Ken Okuyama ha presentato al Concept Lawn del Pebble Beach Concours d'Elegance la Kode89. Si tratta di una sportiva a motore centrale che sarà costruita in appena otto esemplari, con un powertrain V12 aspirato, cambio manuale e una particolare attenzione a leggerezza e artigianalità. la prima volta, in 20 anni di attività, che Ken Okuyama Cars sviluppa una vettura completamente nuova senza partire da una base esistente. Fino a 750 CV senza filtri Il designer della Ferrari Enzo dichiara di essersi ispirato alla Pininfarina Mythos e al suo debutto al Salone di Tokyo del 1989 per creare una coupé con tetto asportabile nata da un foglio bianco. La vettura misura 4,61 metri di lunghezza e pesa circa 1.300 kg. Il telaio è uno spaceframe in alluminio, mentre i pannelli della carrozzeria sono realizzati in fibra di carbonio, lavorata sia a mano sia attraverso la stampa 3D.Per il motore sono previste due soluzioni V12: un 5.4 litri da 540 CV e un 5.9 litri da 750 CV, entrambe abbinate esclusivamente al cambio manuale a sei marce. Non sono previste forme di elettrificazione: tutto è stato progettato per offrire al guidatore un'esperienza di guida il più possibile diretta e pura. La griglia del cambio manuale Lo stile esterno è caratterizzato da linee tese e da un numero limitato di elementi. L'ala posteriore fissa, molto sottile, le luci triangolari, il frontale geometrico e le proporzioni richiamano la tradizione delle sportive a motore centrale longitudinale. Gli interni seguono invece una filosofia diversa, con numerosi elementi in acciaio lucidato e la celebre griglia del cambio manuale, insieme ad altri comandi secondari di chiara ispirazione Ferrari.
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Esenti dal bollo, pagheranno il superbollo: ecco le auto stangate dal 2027

4 Ruote - 4 ore 18 min fa
Dal 1 gennaio 2027 dovranno pagare il superbollo anche le auto che beneficiano di eventuali esenzioni regionali del bollo auto. Lo prevede il decreto legislativo di riforma dei tributi locali entrato in vigore il 12 agosto scorso: Le eventuali norme di esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche, previste dalle leggi delle regioni e delle province autonome a decorrere dal 1 gennaio 2027, non esonerano dal pagamento dell'addizionale erariale della tassa automobilistica, per la quale trovano applicazione le sole esenzioni della tassa automobilistica stabilite con legge statale. Bollo e superbollo: basta interpretazioni Una norma che mette finalmente ordine nel rapporto tra bollo e superbollo, oggetto di un notevole contenzioso in passato senza peraltro mai arrivare a un chiarimento definitivo. Un importante punto fermo era però stato stabilito nel 2022 dalla giurisprudenza tributaria. Con la sentenza 14704/5/2022, infatti, la Corte di giustizia tributaria di Roma aveva stabilito che l'esenzione dal tributo principale, nella fattispecie relativa a un'auto ibrida immatricolata nel Lazio quando nella regione era in vigore un'esenzione specifica dalla tassa automobilistica per questo tipo di vetture, comportasse anche quella dell'addizionale.Con la nuova legge, invece, il rapporto tra le due tasse si ribalta: le eventuali esenzioni regionali non avranno più effetti sul superbollo, che sarà trainato, diciamo così, solo dalle esenzioni nazionali, come quella che attualmente riguarda le auto elettriche. Abolizione del superbollo: nessuna nuova Come noto, il cosiddetto superbollo, anch'esso peraltro oggetto di una riforma al momento solo annunciata, è un tributo erariale a cui sono soggette le auto di potenza superiore a 185 kW con meno di vent'anni di anzianità. L'importo della tassa è pari a 20 euro/kW per tutti i kW sopra la soglia di 185, ma si riduce con l'anzianità della vettura sulla base del seguente schema: 12 euro/kW dopo cinque anni, 6 euro/kW dopo dieci anni, 3 euro/kW dopo 15 anni e non è più dovuta, appunto, dopo vent'anni.Più volte annunciata in passato da esponenti dell'attuale maggioranza, la sua "abolizione" è stata recentemente derubricata a "revisione". Essendo prossima alla scadenza la delega fiscale, che tra il 2023 e il 2026 ha concesso al governo il potere di intervenire in materia tributaria senza passare dal Parlamento (com'è accaduto con la recente riforma del bollo), la revisione-abolizione potrebbe arrivare con la prossima legge di Bilancio, l'ultima di questa legislatura.
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Incidente auto-monopattino: chi paga i danni e quando interviene il Fondo

4 Ruote - 5 ore 39 min fa
Mentre decolla il numero di incidenti con morti e feriti fra chi guida i monopattini elettrici, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini cerca di arginare il fenomeno introducendo l'obbligo di assicurazione per questi dispositivi (oltre a quello del targhino). Dal 16 luglio, i proprietari delle tavolette a rotelle devono infatti coprire il mezzo tramite una polizza di Responsabilità Civile (RC), che presenta caratteristiche diverse da quelle della RC Auto. Il principio è però lo stesso: se il conducente del monopattino provoca un sinistro, la compagnia assicurativa risarcisce i danneggiati. Assicurazione monopattino: con un massimo risarcito Ricordiamo anzitutto la regola: chi viaggia senza polizza per il monopattino rischia una multa di 100 euro, che scende a 70 euro se pagata entro cinque giorni dalla notifica del verbale.La RC monopattino garantisce, per ogni sinistro, il massimale minimo previsto dalla legge: 6,45 milioni di euro per le lesioni alle persone e 1,3 milioni di euro per i danni alle cose. Oltre questi importi, è il responsabile dell'incidente a dover provvedere all'indennizzo della parte eccedente. Se la compagnia lo prevede, è comunque possibile stipulare una polizza con massimali superiori pagando un sovrapprezzo. Vediamo quindi che cosa può accadere sulle nostre strade con alcuni esempi pratici. 1) Monopattino assicurato: incidente con danni all'auto Se il monopattino è assicurato, l'automobilista danneggiato deve rivolgere la richiesta di risarcimento al conducente o proprietario del dispositivo e all'assicuratore del soggetto responsabile. Non può invece chiedere il rimborso al proprio assicuratore. 2) Auto assicurata: incidente con danni al monopattino Il conducente del monopattino deve indirizzare la richiesta al proprietario o conducente della vettura responsabile e alla compagnia che assicura il veicolo. 3) Monopattino senza assicurazione: incidente con danni all'auto In caso di sinistro causato da un monopattino non assicurato, l'automobilista danneggiato ha una sola soluzione: chiedere il risarcimento al Fondo di garanzia per le vittime della strada presso Consap, Concessionaria servizi assicurativi pubblici, società interamente partecipata dal ministero dell'Economia. A questa pagina, cliccando sul pulsante "Ipotesi B". Lo stesso principio vale quando è un'auto priva di assicurazione a causare un incidente con danni a un monopattino. 4) Pirateria stradale: quale procedura seguire Se il veicolo responsabile si dà alla fuga dopo l'incidente e non è possibile identificarlo tramite la targa, occorre selezionare sul sito Consap la voce "Ipotesi A". La legge prevede il risarcimento delle lesioni fisiche. In presenza di danni gravi alla persona, è previsto anche il rimborso dei danni alle cose, ma con una franchigia di 500 euro che resta a carico della vittima. Occhio agli equivoci più frequenti La RC monopattino, così come la RC Auto, non copre le lesioni fisiche subite dal conducente quando è responsabile del sinistro. Per ottenere un risarcimento in questi casi è necessario sottoscrivere una polizza Infortuni del conducente, copertura facoltativa che prevede franchigie e massimali specifici.
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Le auto full hybrid che consumano meno: la top 10 da oltre 20 km/l - VIDEO

4 Ruote - 5 ore 52 min fa
Con il petrolio alle stelle, i pensieri degli automobilisti sono rivolti alle soste al distributore e alla spesa sempre più insostenibile per il pieno di carburante.Ma quali sono, numeri alla mano, le auto che oggi permettono davvero di spendere meno? Questa volta ci concentriamo sulle motorizzazioni full hybrid, una delle soluzioni più interessanti per ridurre la spesa senza cambiare abitudini: offrono consumi particolarmente contenuti senza obbligare alla ricarica. Per dire, tutti i modelli di questa classifica fanno registrare percorrenze medie superiori ai 20 km/l.Ecco, quindi, le 10 auto full hybrid che consumano meno, sulla base dei dati del Centro Prove raccolti negli ultimi cinque anni (dal 2021 in poi) e organizzati in tabelle complete con i consumi reali medi, in città, in statale e in autostrada. Le altre classificheAuto a benzinaAuto a gasolioAuto mild hybridAuto elettriche Mazda Mazda2 Hybrid 1.5 Homura Plus La piccola della Casa di Hiroshima è la versione rimarchiata della Toyota Yaris, e monta lo stesso motore da 115 CV. Notevoli i consumi medi (4,35 l/100 km, pari a 23 km/l); come tutte le ibride full, questo tipo di powertrain dà il meglio di sé in città, dove si superano i 27 km/l. Listino da 24.990 euro. Toyota Aygo X 1.5 Hybrid 115 CV Premium La citycar giapponese è stata oggetto di un importante restyling nei mesi scorsi, che l'ha resa più moderna ma soprattutto più efficiente: abbandonato il motore a benzina, adesso monta il powertrain full hybrid della Yaris, con risultati notevoli: 4,61 litri di benzina ogni 100 chilometri, pari a 21,69 km/l. In città si arriva a sfiorare i 26 km/l. Disponibile anche nell'allestimento sportiveggiante GR Sport, la nuova Aygo X parte da 20.850 euro. Dacia Bigster Hybrid 155 CV Journey La grande SUV della Casa di Mioveni (sorella maggiore della Duster ) monta un powertrain full hybrid di derivazione Renault da 155 CV, che realizza i secondi migliori consumi secondo le rilevazioni del Centro Prove: 4,67 l/100 km, che corrispondono a 21,41 km/l. In città si superano i 30 km/l (e anche l'autonomia è tra le migliori: 1.513 km). Per l'ibrida full i prezzi partono da 29.700 euro. Honda Civic 2.0 eCVT Sport Oggetto di un leggero restyling alla fine dello scorso anno, la Honda Civic monta un 2.0 da 184 CV che consuma mediamente 4,70 l/100 km, per una percorrenza media di 21,27 km/l. Ottima la resa in città, dove si arriva a 28 km/l. Renault Clio E-Tech 160 CV Esprit Alpine La sesta generazione della compatta francese, da poco sul mercato, spicca per gli ottimi consumi rilevati con la motorizzazione full hybrid da 160 CV: 4,72 l/100 km, pari a 21,18 km/l. L'efficienza del powertrain emerge soprattutto in città, dove i chilometri percorsi con un litro di benzina sono 28,9. Il listino della Clio ibrida parte da 24.900 euro. La vecchia generazione, col full hybrid da 145 CV, poteva contare su una media rilevata di 4,85 l/100 km, pari a 20,62 km/l. Hyundai Kona HEV 1.6 DCT XClass Rinnovata lo scorso anno nella gamma e nelle motorizzazioni, la SUV coreana con il powertrain full hybrid da 138 CV riesce a percorrere mediamente 21,14 km/l, pari a un consumo di 4,73 l/100 km. In città si rivela molto efficiente: sono 28,82 i chilometri percorsi con un litro di carburante. Disponibile anche con motori benzina e full electric, la Kona ibrida parte da 32.950 euro. Opel Corsa Hybrid 100 CV GS I powertrain ibridi del gruppo Stellantis vengono omologati come mild, ma lavorano come full, perché sono in grado di muovere l'auto in elettrico per qualche centinaio di metri e nelle manovre: la più "risparmiosa" del lotto è la Opel Corsa, che consuma mediamente 4,85 l/100 km, pari a 20,62 km/l. Disponibile anche a benzina ed elettrica, l'ibrida parte da 24.150 euro. Renault Symbioz E-Tech 160 CV Iconic La B-SUV francese, costruita sulla base della precedente Clio, monta lo stesso motore e ha consumi di poco superiori (penalizzati dall'aerodinamica meno favorevole): 4,88 l/100 km, pari a 20,49 km/l. Prezzi (per l'ibrida) da 28.550 euro. Honda Prelude 2.0 eCVT Advance La gran turismo giapponese monta lo stesso propulsore da 184 CV della Civic e fa registrare consumi analoghi, pari a 4,89 l/100 km, per una percorrenza media di 20,45 km/l. Un solo modello a listino, che parte da 50.900 euro. Nissan Qashqai e-Power Tekna+ Il powertrain ibrido della Casa giapponese, montato sulla SUV media Qashqai, lavora bene in generale (4,92 l/100 km, 20,33 km/l), ma fa ancora meglio in città: sono 3,53 i litri di benzina consumati ogni 100 km, pari a 28,33 km/l. Nel traffico, l'autonomia complessiva è di 1.558 km. Per questa motorizzazione si parte da 38.100 euro.
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Geely premium nelle fabbriche Volvo: il piano cinese per l'Europa

4 Ruote - 6 ore 45 min fa
La strategia internazionale di Geely punta sempre più sulla produzione locale: entro il 2028 il gruppo cinese prevede di avviare la produzione di vetture di alta gamma negli stabilimenti europei di Volvo, marchio controllato dal gruppo dal 2010, rafforzando la propria presenza industriale nel Vecchio Continente. Geely produrrà nelle fabbriche Volvo: ecco quali La Casa svedese dispone di impianti per l'assemblaggio in Svezia e Belgio, mentre una nuova fabbrica è in costruzione in Slovacchia. Non sono ancora stati indicati i modelli destinati alla produzione europea, ma è plausibile che si tratti di vetture dei marchi Zeekr e Lynk & Co, entrambi parte dell'ecosistema del colosso cinese. La prima è specializzata nel segmento premium, mentre la seconda si rivolge a una fascia di mercato più ampia. Tra le principali indiziate figurano le Lynk & Co 900, Zeekr 9X e Zeekr 8X, tutte crossover plug-in hybrid. La strategia anti-dazi: meno export e più produzione locale La mossa consentirà a Geely di ridurre la dipendenza dall'esportazione di vetture finite dalla Cina all'Europa, un mercato sempre più importante per i costruttori orientali. L'estero, Italia inclusa, si conferma infatti una valvola di sfogo essenziale per le Case del Dragone, alle prese con un mercato domestico estremamente affollato e con una concorrenza sempre più aggressiva basata su forti sconti, con inevitabili ripercussioni sui margini.Hangzhou segue una strategia analoga anche in Spagna, dove ha raggiunto un accordo con Ford per produrre due modelli del gruppo cinese nello stabilimento di Valencia a partire dal 2028. Cambio al vertice di Geely Auto: Li Shufu lascia la presidenza Intanto, Li Shufu ha annunciato l'addio alla presidenza di Geely Auto, la divisione dedicata alla produzione di veicoli, pur mantenendo la guida della holding. Il fondatore, che ha guidato l'azienda dal 1986 accompagnandone l'espansione globale, sarà sostituito da An Conghui, 56 anni.Li ha definito il passaggio di consegne una tappa importante per sostenere la crescita futura del secondo costruttore automobilistico cinese dopo BYD. La decisione rientra in un piano di riassetto organizzativo volto a semplificare i processi decisionali in una fase di rapida evoluzione tecnologica. Ricavi record e boom delle esportazioni: i numeri della crescita Geely ha registrato ricavi record per 173,6 miliardi di yuan (22,21 miliardi di euro) nel primo semestre del 2026, con una crescita del 15% su base annua. Grazie a consegne pari a 1,42 milioni di veicoli (+1%), le esportazioni sono aumentate del 158% raggiungendo quota 474.228 unità.Nel mirino c'è il traguardo di 920.000 vendite all'estero nel 2026, oltre il doppio rispetto ai volumi registrati lo scorso anno.
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Da 566 a oltre 1.000 CV: il futuro di Karma è in tre sportive

4 Ruote - 7 ore 10 min fa
Karma Automotive ha partecipato alla Monterey Car Week con un'anteprima della gamma al completo: la Gyesera Grand Coupé, la Amaris GT e la Kaveya Super Coupé. I tre modelli raggiungeranno progressivamente il mercato entro il 2029 e la prima a debuttare è la Gyesera, che è stata appena aggiornata con la tecnologia Hybrid EREV, ovvero dotata di range extender. Hybrid EREV da 566 CV e una one-off per la Gyesera La Karma Gyesera Grand Coupé Model Year 2027 sarà disponibile a dicembre a 139.995 dollari. Se il design è solo stato aggiornato rispetto al modello precedente e alla sua antesignana firmata Fisker, il powertrain è totalmente nuovo: il sistema offre 566 CV nella sua veste definitiva e permette di toccare le 60 miglia da fermo in 3,7 secondi. Per rendere omaggio ai 75 anni del Pebble Beach Concours d'Elegance è stato creato anche un esemplare unico nella livrea denominata PB75 e caratterizzata dall'abbinamento tra la tinta esterna Electrum Gold, i cerchi da 22" Champagne Galaxy Black, le pinze freno rosse e gli interni in pelle bicolore Reserve Red e Black. La Amaris e la Kaveya debutteranno entro il 2029 Le future Amaris GT e Kaveya Super Coupé sono ancora in fase di sviluppo: la prima debutterà entro la fine del 2027 con meccanica Hybrid EREV potenziata, mentre la Kaveya sarà lanciata nel corso del 2028 con un powertrain elettrico da oltre 1.000 CV a un prezzo di circa 400.000 dollari: avrà batterie allo stato solido sviluppate in collaborazione con Factorial Energy.
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1.070 CV elettrici e sette posti: la nuova Lucid Gravity punta al vertice della categoria

4 Ruote - 7 ore 18 min fa
Alla Monterey Car Week Lucid ha presentato la Gravity GT-S, versione più sportiva della gamma della SUV elettrica. Già ordinabile negli Stati Uniti a partire da 125.900 dollari, questa variante mette sul piatto un look più aggressivo e ben 1.070 CV, dato che fa del modello la sette posti più potente del mercato. Non è ancora noto se la GT-S sarà importata anche in Europa. Il blu è il colore della GT-S La sigla GT-S rappresenta una novità per Lucid, visto che per la berlina Air più cattiva da 1.234 CV è stato scelto il nome Sapphire. Nel caso della Gravity, l'approccio è forse meno radicale, ma comunque differente rispetto alle altre versioni della gamma. Le appendici aerodinamiche sono specifiche, così come i cerchi di lega da 21 o 23 pollici e le finiture blu dedicate a diversi particolari esterni e alle pinze freno. Anche l'abitacolo si distingue per le finiture Mojave PurLuxe Premium, abbinate a cuciture e cinture di sicurezza blu. 1.070 CV per la 7 posti più potente del mercato Il powertrain elettrico bimotore raggiunge quota 1.070 CV e consente alla SUV a sette posti di accelerare da 0 a 60 miglia orarie in 3,1 secondi grazie alla modalità Launch Mode dedicata. La velocità massima è autolimitata a 250 km/h, mentre l'autonomia stimata è pari a 597 km. Per recuperare circa 320 km di percorrenza sono sufficienti 14 minuti di ricarica. Di serie è previsto anche il Dynamic Handling Package con sospensioni pneumatiche a tre camere e asse posteriore sterzante, soluzioni pensate per garantire il massimo controllo della vettura anche nella guida più sportiva.
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Auto da 100 mila euro con gli incentivi per chi guadagna meno: bufera in Germania

4 Ruote - 7 ore 53 min fa
Pasticcio burocratico in Germania: gli incentivi per auto elettriche, plug-in hybrid, range extender e veicoli a celle a combustibile, introdotti nel 2026 per favorire la mobilità a basse emissioni tra le famiglie con redditi medio-bassi, sono finiti al centro delle polemiche. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico tedesco Handelsblatt, tra i veicoli che hanno beneficiato del programma figurerebbero anche modelli appartenenti al segmento premium e del lusso, con prezzi che possono superare i 100 mila euro.Il caso riguarda il sistema di contributi gestito dal BAFA, l'Ufficio federale per gli affari economici e il controllo delle esportazioni, che prevede aiuti economici per l'acquisto di vetture elettrificate da parte dei nuclei familiari che rispettano determinati requisiti reddituali. Il buco nella norma tedesca sugli incentivi Gli incentivi prevedono contributi da 3.000 a 6.000 euro per le elettriche e da 1.500 a 4.500 euro per le plug-in hybrid e le range extender, con importi che variano in base al reddito familiare e alla composizione del nucleo. L'accesso al programma è riservato alle famiglie con un reddito imponibile annuo fino a 80 mila euro.Secondo Handelsblatt, una delle criticità del sistema risiederebbe nella possibilità che l'intestatario del veicolo e chi ne sostiene concretamente l'acquisto siano persone diverse. In questo modo, una persona con un reddito superiore alla soglia prevista potrebbe accedere indirettamente all'incentivo intestando l'auto a un familiare che soddisfa i requisiti richiesti. Sempre secondo il quotidiano economico, l'assenza di un limite al prezzo di listino delle vetture consentirebbe di ottenere il contributo anche per modelli appartenenti alle fasce più alte del mercato. Pioggia di critiche, ma Berlino difende il piano La vicenda ha alimentato le richieste di modifica delle regole da parte di alcuni osservatori. Handelsblatt ha invitato il governo federale a intervenire sul meccanismo per evitare possibili distorsioni nell'utilizzo delle risorse pubbliche.Dal canto suo, Berlino continua però a difendere il programma, considerato uno strumento importante per sostenere la diffusione della mobilità elettrificata. Il piano può contare su uno stanziamento complessivo di 3 miliardi di euro fino al 2029 ed è stato progettato per sostenere l'acquisto di veicoli a basse emissioni da parte delle famiglie con redditi medio-bassi.La campagna di incentivi aveva suscitato discussioni fin dalla sua presentazione. Tra le critiche emerse nei mesi scorsi vi era infatti anche il timore che i contributi potessero favorire in misura significativa costruttori extraeuropei, comprese alcune Case cinesi.
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Dopo il caldo arrivano i temporali: come difendere l'auto con la polizza Grandine

4 Ruote - 8 ore 30 min fa
Dopo settimane di caldo torrido, il tempo cambia. L'arrivo di correnti più instabili sta riportando temporali su diverse aree d'Italia, con un conseguente aumento del rischio di fenomeni intensi, comprese le grandinate che ogni estate possono provocare danni anche importanti alle auto. Quando i chicchi di ghiaccio colpiscono la carrozzeria, infatti, il conto può diventare molto salato: ammaccature, vetri danneggiati, fari rotti e interventi di riparazione spesso costosi. Per questo torna d'attualità una delle garanzie facoltative più richieste dagli automobilisti, la polizza Grandine. Ecco cosa copre, come funziona e quali clausole controllare prima di sottoscriverla. Polizza Grandine: come funziona e cosa controllare prima della firma 1) Se ho già la polizza obbligatoria RC Auto, perché la compagnia non mi risarcisce i danni da grandine?Perché la RCA copre solo i danni causati agli altri in incidenti stradali. Per qualsiasi altra eventualità, serve una delle tante polizze facoltative, proprio come quella sulla grandine.2) La RCA scade a novembre 2026, ma voglio stipulare una polizza Grandine in questi giorni: è possibile?Sì. L'attivazione della RCA obbligatoria e di una polizza facoltativa può avvenire in momenti diversi.3) Ho stipulato la RCA con una certa compagnia, posso stipulare la polizza Grandine con un'altra impresa assicuratrice?Sì. L'automobilista è libero di stipulare la RCA con una società e le polizze facoltative con qualsiasi altra azienda. Occorre però verificare le condizioni del prodotto: alcune garanzie sono offerte esclusivamente insieme alla polizza principale o all'interno di specifici pacchetti assicurativi.4) In base a cosa varia il prezzo della polizza Grandine?Maggiore il rischio assicurato, più alto il prezzo della polizza. Tra gli elementi in gioco ci sono il valore dell'auto, il modello e la sua anzianità, il tipo e l'ampiezza della copertura, il luogo di residenza, le modalità di ricovero del veicolo, il massimale, la franchigia, lo scoperto e le eventuali limitazioni sul numero dei sinistri. A parità delle altre condizioni, il premio può variare anche in funzione dell'area geografica di residenza e delle modalità di ricovero del veicolo, secondo i criteri adottati dalla compagnia.5) Cos'è la franchigia della polizza Grandine?L'importo in euro che resta a carico del proprietario dell'auto in caso di sinistro: una penale. Se il danno è di 3.000 euro con franchigia di 200 euro, il rimborso sarà di 2.800 euro. 6) Cos'è lo scoperto?La percentuale del danno che resta a carico del proprietario dell'auto in caso di sinistro. Se il danno è di 3.000 euro con scoperto del 5%, il rimborso sarà di 2.850 euro. Spesso le polizze prevedono contemporaneamente franchigia e scoperto.7) Cos'è il massimale?L'importo massimo risarcibile per un sinistro: per esempio, 10.000 euro di danni da grandine.8) Cos'è il numero massimo di eventi?La compagnia risarcisce i danni da grandine entro il numero massimo di eventi eventualmente previsto dal contratto. Una volta raggiunto tale limite, gli eventuali sinistri successivi potrebbero non essere coperti.9) Franchigia, scoperto, massimale, numero massimo di eventi si possono eliminare?Se la compagnia lo permette, sì. Da tenere presente che, se la compagnia permette di eliminare o ridurre questi limiti, il costo della polizza aumenta.10) Diverse compagnie prevedono penali inferiori se il danneggiato si rivolge al riparatore convenzionato con le stesse imprese?Sì. Spesso si tratta di penali dimezzate o eliminate, che restano intatte per chi si rivolge al carrozziere indipendente. 11) Allora conviene optare per una polizza Grandine senza penali con riparazione nell'officina convenzionata?Dipende. Se la grandinata è forte e i centri di riparazione sono subissati da richieste, la riparazione in quelle officine potrebbe richiedere molto più tempo del previsto. Specie qualora non sia disponibile un'auto di cortesia gratuita, l'opzione del carrozziere indipendente va presa in considerazione. Alcune compagnie riconoscono rimborsi pieni o quasi se ci si affida a centri specializzati che operano con tecnica levabolli (a freddo), mentre applicano penali nel caso di riparazioni tradizionali in carrozzeria.12) Il prezzo della polizza Grandine è tutto?No. Occorre leggere con la massima attenzione tutte le clausole del contratto: franchigia, scoperto, massimale, numero di eventi, penali per chi si rivolge a un carrozziere indipendente. Un prodotto apparentemente più economico può prevedere una franchigia elevata o uno scoperto importante. Un'altra polizza può costare di più ma garantire un massimale maggiore, un numero superiore di eventi o condizioni più favorevoli per la riparazione.13) facile confrontare il prezzo delle polizze Grandine?No. quasi impossibile, perché il numero di elementi da paragonare è altissimo, a partire dalle penali e dall'entità delle stesse.14) Esiste una compagnia più conveniente di altre in senso assoluto per le polizze Grandine?No. Ammesso e non concesso che sia possibile un paragone fra prezzi e penali, occorre anche giudicare le tempistiche e la qualità della riparazione, nonché la disponibilità di un'auto di cortesia gratuita.15) Degrado d'uso dei ricambi: cos'è?Il degrado d'uso (o deprezzamento) è la clausola in base alla quale la compagnia, in caso di sostituzione di parti danneggiate su un'auto usata, non riconosce il 100% del prezzo del ricambio nuovo. L'assicurazione applica una percentuale di svalutazione in base all'età dell'auto o dei chilometri percorsi. La differenza tra il costo del ricambio nuovo e il valore deprezzato resta a carico del proprietario, a meno che non sia stata inclusa una specifica copertura senza applicazione di degrado d'uso.16) Cosa sono i limiti geografici?Alcune polizze possono prevedere limitazioni territoriali o condizioni specifiche legate all'area geografica in cui si verifica il danno. quindi necessario verificare quanto previsto dalle condizioni di assicurazione.17) Perché la compagnia mi chiede foto dell'auto prima della stipula della polizza Grandine? una verifica preventiva anti truffa: la compagnia esclude la presenza di danni pregressi (ammaccature, bolli o vetri scheggiati) già esistenti al momento della stipula, evitando così che vengano richiesti rimborsi per eventi verificatisi prima della copertura assicurativa.18) Quando conviene davvero la polizza Grandine?La polizza Grandine può avere senso soprattutto per chi possiede un'auto recente o di valore medio-alto e vive, circola o viaggia frequentemente in aree esposte a eventi atmosferici intensi.19) La polizza Grandine copre solo i danni alla carrozzeria?Spesso anche i danni ai vetri. La garanzia deve essere verificata nelle condizioni di assicurazione. Alcuni prodotti includono i danni ai cristalli provocati dalla grandine, mentre altri prevedono una garanzia vetri separata o specifiche modalità di liquidazione. quindi importante controllare cosa accade in caso di rottura o danneggiamento di parabrezza, lunotto e finestrini.20) Posso assicurare contro la grandine un'auto che è già ammaccata?Dipende. I danni preesistenti alla stipula non sono normalmente assicurabili come se fossero stati provocati da un evento successivo. La compagnia può richiedere una verifica preventiva e, in funzione delle proprie condizioni, rifiutare la copertura, escludere determinate parti già danneggiate o prevedere specifiche limitazioni. La regola fondamentale è una: la garanzia copre gli eventi che si verificano dopo la sua effettiva decorrenza, non quelli già avvenuti.21) La polizza Eventi atmosferici cos'è?Ogni compagnia è libera di proporre le garanzie facoltative che ritiene più opportune. Alcune prevedono la polizza Eventi atmosferici: occorre verificare esattamente quali fenomeni sono compresi nel contratto. Grandine, vento, trombe d'aria, tempeste, alluvioni, inondazioni, frane e altri eventi possono infatti essere disciplinati da garanzie differenti.22) Cosa succede se il danno supera il valore dell'auto?La compagnia applica le regole previste dal contratto e dal valore assicurato del veicolo. Bisogna verificare se la polizza prevede un valore assicurato massimo, come viene determinato il valore dell'auto al momento del sinistro e quali criteri vengono utilizzati per stabilire se sia economicamente conveniente riparare il veicolo.  In sintesi: la checklist prima di firmare Prima di acquistare una polizza Grandine è quindi consigliabile controllare almeno questi punti:quali eventi atmosferici sono coperti;se sono compresi carrozzeria, vetri, fari e altre parti;franchigia applicata;eventuale scoperto e relativo minimo;massimale per sinistro;numero massimo di eventi assicurabili;degrado d'uso dei ricambi;limiti territoriali;modalità di denuncia del sinistro;penali per chi si rivolge a una carrozzeria indipendente;disponibilità e durata dell'eventuale auto sostitutiva;modalità di determinazione del valore del veicolo;esclusioni e danni preesistenti;decorrenza effettiva della copertura.
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Fiat Pandina, c'è una novità negli interni: la svelano le ultime foto della Tributo Autobianchi

4 Ruote - 8 ore 49 min fa
Emergono nuovi dettagli sulla Fiat Pandina Tributo Autobianchi: l'attesa serie speciale è tornata protagonista di ulteriori foto spia che consentono di osservare particolari finora inediti. Dalla fine di giugno i prototipi circolano su strada e, dopo i loghi dedicati e il tetto apribile, emerge ora un elemento chiave dell'abitacolo. Infotainment al passo con i tempi Al centro della plancia compare per la prima volta nella storia della terza serie della Panda un display centrale di dimensioni maggiori e non integrato nel cruscotto. Lo schermo, affiancato da due pomelli fisici e da una presa USB, è diverso da quello oggi disponibile e potrebbe anticipare una dotazione destinata, dopo il debutto sulla serie speciale, ad arrivare anche sulle versioni di normale produzione.L'introduzione del nuovo touchscreen potrebbe inoltre suggerire un'evoluzione del software di bordo e, di conseguenza, l'arrivo di nuove funzioni e applicazioni, contribuendo a mantenere la Pandina competitiva nei confronti delle rivali più recenti.
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Il mondo dei rally piange Alex Fiorio: addio a uno dei piloti più amati

4 Ruote - 9 ore 15 min fa
Il mondo del motorsport piange la scomparsa di Alex Fiorio, figura iconica dei rally internazionali, spentosi ieri a soli 61 anni nella sua residenza pugliese di Ceglie Messapica (Brindisi).Colpito da un tumore, la cui diagnosi aveva reso nota nei mesi scorsi, l'ex pilota torinese ha scritto pagine memorabili della disciplina, conquistando nel 1987 il titolo mondiale Gruppo N e ottenendo il miglior risultato nel Mondiale Rally nel 1989, quando chiuse da vicecampione del mondo al volante della Lancia Delta Gruppo A.  Ciao Alex Figlio d'arte del celebre Cesare, Alex lascia un vuoto profondo tra gli appassionati: dagli esordi sugli sci al passaggio alle quattro ruote, reso inevitabile da un infortunio, Fiorio ha infatti costruito una carriera di altissimo livello nel motorsport durante l'epoca d'oro degli anni Ottanta, arricchendola di un talento cristallino e di un carattere diretto.L'Automobile Club d'Italia, attraverso il presidente Geronimo La Russa, ha diffuso una nota ufficiale definendolo uno dei personaggi più amati e una figura di riferimento per un'intera generazione di appassionati."Sono profondamente addolorato dalla scomparsa del mio caro amico Alex", ha aggiunto Mohammed Ben Sulayem, presidente della FIA e a sua volta ex pilota di rally che con Fiorio aveva condiviso gli anni delle competizioni internazionali. Anche Lancia Corse ha reso omaggio al pilota sui propri canali, definendolo una persona straordinaria e salutandolo con affetto, gratitudine e un commosso "Ciao Alex".Quattroruote si unisce al cordoglio della famiglia, degli amici e di tutti gli appassionati che ne hanno seguito e ammirato la carriera.
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Niente elettrico: Hongqi debutta in Italia con due SUV a benzina

4 Ruote - 10 ore 31 min fa
Da settembre, tramite l'importatore EMC Auto, debutterà in Italia lo storico marchio cinese Hongqi (fondato nel 1958), nome che in mandarino significa "bandiera rossa". Il brand di lusso del gruppo FAW arriva con due SUV a benzina, optando quindi per una strategia completamente diversa, rispetto alla scelta di altri costruttori di proporre modelli elettrici o comunque elettrificati.Ecco le novità che Hongqi proporrà per il mercato italiano da qui alla fine del 2026. Hongqi HS3 Il primo modello ad arrivare in Italia è la Hongqi HS3, una SUV lunga 4,65 metri, con una scocca costituita al 64% da acciaio ad alta resistenza e al 17% da acciaio formato a caldo. Caratteristico lo stile del frontale (ripreso anche dalla più grande HS5), con una calandra di dimensioni a dir poco generose e un listello verticale di colore rosso che prosegue lungo il cofano. Sul nostro mercato la HS3 si propone con un motore a benzina 1.5 TGDI da 169 CV, accoppiato a una trasmissione a doppia frizione a sette rapporti. Una scelta in controtendenza rispetto alle diverse rivali, che spesso prediligono una gamma elettrificata a più livelli. La dotazione di bordo include sedili anteriori sportivi, un grande schermo per l'infotainment disposto in verticale e assistenza alla guida di livello 2.Quando arriva: autunno 2026Quanto costa: prezzi non annunciati Hongqi HS5 Assieme alla HS3 debutterà la più grande HS5, dallo stile firmato Italdesign, tanto negli esterni quanto negli interni, dove troviamo un grande display che integra quadro strumenti e infotainment, un impianto stereo Bose e sedili foderati di pelle Nappa. Questa SUV è lunga 4,78 metri, e sul fronte dei motori propone un 2.0 TGDI da 252 CV, con cambio automatico a otto marce e la trazione integrale.Quando arriva: autunno 2026Quanto costa: prezzi non annunciati
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Con Garage Italia Customs il mito della 500 Spiaggina arriva negli USA

4 Ruote - Ago 17,2026
One-off, hypercar da cardiopalma, restomod e aste milionarie che hanno battuto ogni record (vedi il caso Ferrari Luce) hanno infiammato una Monterey Car Week più fredda del solito, parlando di temperature ovviamente. Ma insieme a tutto questo paradiso motoristico, c'è una piccolina completamente realizzata in Italia che ha conquistato un facoltoso collezionista americano a Pebble Beach. Stiamo parlando dell'ultima 500 Spiaggina by Garage Italia Customs, modello che abbiamo toccato con mano sull'asfalto della nostra pista di Vairano in esclusiva , prima che prendesse il volo per le dorate coste californiane. Un po' di storia  Esteticamente ispirato alla 500 Ghia Jolly, questo modello di Garage Italia si aggiunge alla lista di Spiaggine che, dal boom economico di fine anni 50 a oggi, hanno raccolto un lungo elenco di facoltosi estimatori. Da Giovanni Agnelli ad Aristotele Onassis, sono diversi infatti i personaggi famosi che nelle loro vacanze al mare si sono mossi con una spiaggina, come mezzo di utilità (molto chic) per percorrere l'ultimo miglio dalla barca ormeggiata in porto al centro paese. Un nome, quello della Spiaggina, non solo collegato alle località di mare: solitamente per questo tipo di vetture sono tanti i dettagli legati al mondo della nautica (interni di teak o corde che sostituiscono le portiere) così come si deve il nome al primo modello di questo tipo, la Fiat 500 Boano Spiaggia del 1958. E come se non bastasse i sedili in vimini e i rivestimenti di tessuto colorato ricordano le sedie a sdraio pieghevoli da lungomare: le spiaggine, appunto.  Made in Italy ultra personalizzato Basata su una carrozzeria a scocca portante, questa 500 Spiaggina di Garage Italia vanta una livrea ad hoc realizzata su specifica richiesta del cliente: tinta base color panna con un set di strisce bicolore (rosso e blu) che corrono dall'avantreno fino alla coda. Interni invece firmati Bonacina storico brand di arredamento di design italiano con rivestimenti specifici per l'outdoor. L'architettura del Cinquino originale è stata leggermente modificata per migliorarne il confort: plancia ridisegnata e nuovi vani portaoggetti. La corda al posto del portiere e il pavimento, invece, sono un chiaro riferimento al mondo della nautica. E ovviamente ogni particolare è costruito e assemblato in Italia. E un po' di meccanica Niente bicilindrico nel vano posteriore: questa Spiagginia è più moderna di quella dell'Avvocato, con un motore brushless asincrono trifase da circa 14 CV che prende posto del Tipo 110 di Giacosa. Autonomia di 140 km secondo ciclo Wltp, grazie a un pacco da batterie da 11 kWh a cui si aggiunge un sistema di rigenerazione in frenata. Grande differenze rispetto al Cinquino del secolo scorso anche per quanto riguarda il feeling col volante: troviamo infatti un servosterzo elettrico che rende di gran lunga più confortevole la marcia alle base velocità. Ed è pure omologata Con queste caratteristiche, la Spiaggina è un quadriciclo pesante elettrico della categoria L7e  quindi se targato può circolare normalmente per le nostre strade  con quattro posti e persino le cinture di sicurezza. La plancia ridisegnata prevede una serie di leve e comandi come l'azionamento dei tergicristalli, il selettore di marcia oppure il tasto per le due differenti modalità di guida (normale o Eco), riconoscibili sul quadro strumenti ora totalmente digitale grazie al disegno di una lepre o di una tartaruga. 
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Mercedes Classe C, il restyling porta l'intelligenza artificiale a bordo

4 Ruote - Ago 17,2026
No, nonostante l'arrivo della nuova Classe C elettrica, la W206 non è affatto morta. Dopo sei anni di carriera, la berlina della Stella si concede un restyling nella sua versione con cilindri e pistoni, che continuerà la propria carriera affiancando la sorella a batteria. Niente rivoluzioni nello stile o nella tecnologia: la "C" si è aggiornata con nuovi contenuti, mantenendo un'ampia offerta di motori tutti ibridi mild o plug-in che continua a comprendere delle versioni a gasolio. La Classe C restyling sarà ordinabile in Germania dal 18 agosto 2026, con prezzi che partono da 48.844 euro per la C 200 berlina .Per il mercato italiano, al momento, i listini non sono stati ancora comunicati. La Storia La Classe C non è semplicemente un modello della gamma Mercedes, è uno dei pilastri più importanti della sua storia recente.  Era dicembre del 1982 quando venne presentata la 190, la mamma della Classe C, soprannominata affettuosamente baby benz. L'obiettivo dichiarato era semplice: offrire la tecnologia delle sorellone (all'epoca W123 ed S W126) su un segmento medio, più accessibile. Questo nuovo inizio fu evidenziato anche dalla sigla stessa: W201, la prima Mercedes a ricevere un codice progetto con cifra iniziale 2. Fu un successo: un cliente su due della 190 non aveva mai acquistato Mercedes prima di allora. Nel 1993, con la W202, sarebbe arrivata ufficialmente la denominazione Classe C, mentre nel 1996 debuttò anche la prima station wagon. Oggi Mercedes parla di circa 12 milioni di esemplari venduti dal 1982. Insomma, la classe C non è proprio una di quelle macchine che possono permettersi di sbagliare. La generazione attuale è arrivata nel 2021 e ora, a metà del suo ciclo di vita, si aggiorna. Pochi ritocchi ma buoni Chiaramente, trattandosi di un restyling, a prima vista la nuova Classe C non è stata rivoluzionata. La silhouette rimane quella che conosciamo, ma è stata rivista in alcuni dettagli. Uno su tutti la calandra anteriore, cresciuta soprattutto in senso verticale, e con la possibilità di essere illuminata. I nuovi proiettori anteriori riprendono la firma luminosa a stella e sono forse la novità più grande: la nuova generazione dei fari Digital Light (opzionali), con tecnologia Micro-LED, aumenta di circa il 40% l'area illuminata, a fronte di un consumo di energia dimezzato. Il fascio luminoso può inoltre essere orientato dinamicamente e adattato alla strada, migliorando la visibilità senza abbagliare i veicoli provenienti dal senso opposto. Cambia anche la firma luminosa al posteriore, che addotta il disegno a stella delle sorelle maggiori. Aggiornati anche i paraurti, e arrivano nuovi cerchi da 17 a 19 pollici assieme a due nuovi colori per la carrozzeria: Lavender Silver Metallic e Moody Sky Grey Metallic. Termico sì, ma  Tutti i propulsori sono elettrificati: il vertice della gamma è un'ibrida plug-in, mentre tutti gli altre unità adottano il sistema mild hybrid a 48 volt con ISG di seconda generazione, capace di fornire fino a 23 CV e 205 Nm di supporto, e sono Euro 7 ready. La novità più importante è il quattro cilindri benzina M254 EVO da 2.0 litri, con compressore elettrico ausiliario. alimentato dall'impianto a 48 volt, ed elimina il ritardo nella risposta. Tre i livelli di potenza per l'alimentazione benzina MHEV, da 177 a 258 cavalli. Per chi invece non ha intenzione di salutare il gasolio, c'è l'OM 654 EVO, un quattro cilindri MHEV con due livelli di potenza: 163 o 200 cavalli. La parte più alta della gamma è affidata all'ibrida plug-in. La C 400e 4Matic abbina il quattro cilindri benzina a un motore elettrico per una potenza totale di 395 CV e 650 Nm. La batteria ha una capacità utilizzabile di 19,53 kWh e promette di percorrere fino a 100 km in elettrico secondo ciclo Wltp, con ricarica fino a 11 kW in corrente alternata e 55 kW in corrente continua. Più agile e silenziosa Il restyling non si è fermato a motori e software. Mercedes ha rivisto anche la taratura delle sospensioni per ridurre i movimenti del corpo vettura e, secondo la Casa, rendere la Classe C più precisa quando la strada comincia a farsi tortuosa, senza sacrificare il comfort nei viaggi lunghi. Resta anche il retrotreno sterzante (2,5 gradi): il risultato è un diametro di sterzata di 10,64 m, un valore quasi da utilitaria, oltre al vantaggio della maggiore stabilità alle velocità elevate. Migliorata anche l'insonorizzazione e l'aerodinamica. Il Cx è di 0,24 per la berlina e 0,26 per la carrozzeria giardinetta, che assieme agli interventi su specchietti, guarnizioni, isolamento e scarico riducono ulteriormente i disturbi acustici in abitacolo. Fa da sola  L'altro grande capitolo di questo restyling riguarda i sistemi di assistenza alla guida. La nuova classe C può utilizzare fino a 10 telecamere, 5 radar e 12 sensori a ultrasuoni, tutti gestiti attraverso l'architettura MB.OS. A seconda della configurazione, il sistema MB.Drive può intervenire su sterzo, freni e acceleratore. Tra le funzioni c'è anche il Lane Change Assist, che può effettuare automaticamente il cambio di corsia dopo l'azionamento dell'indicatore di direzione. Arriva inoltre sulla Classe C la navigazione in realtà aumentata, già proposta su modelli più grandi come Classe S ed EQS. Non manca la Reverse Function: in determinate condizioni l'auto può ripercorrere automaticamente in retromarcia una parte del tragitto effettuato, utile per divincolarsi dalle strettoie più impegnative. Arriva l'assistente virtuale evoluto Grande salto sui sistemi di bordo. Restano il quadro strumenti da 12,3 pollici e lo schermo centrale verticale da 11,9, ma arriva il nuovo sistema operativo MB.OS per gestire le principali funzioni della vettura. Praticamente assenti i comandi fisici, si fa tutto dallo schermo centrale. La novità più importante è il MBUX Virtual Assistant, che combina ChatGPT, Microsoft Bing e Google Gemini. Può sostenere conversazioni più articolate, ricordare il contesto delle richieste e fornire informazioni su navigazione, punti d'interesse, meteo e molto altro. Il navigatore sfrutta invece Google Maps e l'AI Agent di Google Cloud: parlando con l'assistente si possono cercare destinazioni, parcheggi e stazioni di ricarica, con informazioni sulla loro disponibilità.
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Pebble Beach incorona Hollywood: vince la Duesenberg di Clark Gable

4 Ruote - Ago 17,2026
Sono da poco passate le cinque quando Pebble Beach comincia a svegliarsi. ancora buio, l'aria arriva fredda dall'oceano e sul celebre 18 fairway del Golf Links inizia la celebrazione del Dawn Patrol, con qualche centinaio di appassionati pronti ad applaudire le auto che entrano sul green, sorseggiando caffè caldo e andando alla ricerca dei preziosi cappellini che Hagerty distribuisce a caso tra pochi fortunati. La prima a posare le ruote sul green è una Moon 30 Raceabout del 1912. Ha 114 anni e sembra quasi voler ricordare quale sia il senso di Pebble Beach: non soltanto automobili perfette dopo lifting milionari, ma anche testimoni autentici della storia. Questa Moon, mai restaurata, porta addosso il tempo invece di nasconderlo.Una dietro l'altra si presentano sull'erba tutte le aspiranti reginette, mentre il buio lascia spazio alla luce della California. probabilmente il momento più romantico e affascinante di tutta la settimana: prima della folla, prima dei giudici, prima dei premi. L'edizione 2026 ha poi un significato particolare: Pebble Beach celebra i suoi 75 anni e, per festeggiarli, il finale sembra scritto da Hollywood. Il Best of Show va infatti alla Duesenberg SSJ Special Speedster del 1935 legata a Clark Gable. Una delle auto americane più straordinarie mai costruite e una delle sole due SSJ realizzate: l'altra fu commissionata da Gary Cooper. Passo corto, carrozzeria biposto e motore otto cilindri sovralimentato: negli anni Trenta era qualcosa di molto vicino a una supercar ante litteram. Due Duesenberg protagoniste Oggi l'esemplare di Gable appartiene al collezionista americano Harry Yeaggy, di Cincinnati, che racconta di averla inseguita per quarant'anni prima di riuscire ad acquistarla tre anni fa. Per lui non è neppure il primo trionfo a Pebble Beach: nel 2007 aveva già conquistato il Best of Show con un'altra Duesy, la SJ Speedster Mormon Meteor. Con il successo di quest'anno salgono così a otto le vittorie assolute della Casa americana al Concours.E c'è una coincidenza che rende il finale della Monterey Car Week ancora più cinematografico. Soltanto pochi giorni prima, all'asta di RM Sotheby's, un'altra Duesenberg di Clark Gable questa volta una Model JN Convertible Coupé del 1935 aveva cambiato proprietario per 9,08 milioni di dollari, ben oltre la stima di 8 milioni. Carrozzata originariamente da Rollston e successivamente modificata da Bohman & Schwartz secondo i desideri dell'attore: cofano allungato, parabrezza più inclinato e numerosi dettagli specifici. Un'automobile legata anche agli anni vissuti da Gable con Carole Lombard. Due vetture della stessa Casa, dunque, protagoniste della stessa Monterey ma con destini diversi. Prima il martello del banditore trasforma la Model JN in un oggetto da oltre nove milioni di dollari. Poi, la domenica, la SSJ viene incoronata Best of Show di Pebble Beach.  Il trofeo Pininfarina e le altre vincitrici Ma sul green c'è spazio anche per un pezzo importante della storia italiana. Il Pininfarina Trophy 2026 è stato assegnato alla Ferrari 250 GT Serie I Pinin Farina Cabriolet del 1958 di Julio Grosso. Il riconoscimento, nato nel 2025 per celebrare i 95 anni della Pininfarina e diventato parte permanente del Concours, premia la vettura che meglio interpreta i valori di eleganza, innovazione e purezza delle forme della carrozzeria torinese. La Ferrari premiata è una delle circa trenta Serie I Cabriolet costruite, modello che alla fine degli anni 50 segnò l'ingresso di Maranello nel mondo delle spider prodotte in piccola serie. Anche qui, dietro alla perfezione mostrata sul prato, c'è una storia: l'auto aveva trascorso decenni smontata, con i componenti conservati in luoghi differenti, prima di essere riportata alle condizioni originali attraverso un lungo restauro.Quando il sole comincia a scendere verso l'Oceano, la Duesy raccoglie l'ultimo applauso. Non c'è un set, non ci sono cineprese e nemmeno Clark Gable. Ma sul green di Pebble Beach Hollywood torna, per qualche minuto, protagonista. Del resto, the show must go on. BEST OF SHOW1935 Duesenberg SSJ Special SpeedsterHarry Yeaggy, Cincinnati, OhioFINALISTE BEST OF SHOW1938 Delahaye 165 Figoni et Falaschi CabrioletThe Pearl Collection, Baar, Svizzera1955 Ferrari 375 MM Pinin Farina BerlinettaHeinecke Family Collection, Bangkok, Thailandia1954 Ferrari 375 America Vignale CabrioletRQ Collections, The Woodlands, TexasELEGANCE AWARDSGwenn Graham Most Elegant Convertible1935 Duesenberg J Rollston Convertible CoupeB. & Dorothy Nethercutt Most Elegant Closed Car1937 Talbot-Lago T150 C-SS Figoni et Falaschi Teardrop CoupéJules Heumann Most Elegant Open Car1937 Bentley 4 Litre Vanden Plas Sports TourerStrother MacMinn Most Elegant Sports Car1953 Fiat 8V Ghia SupersonicSPECIAL AWARDSArtCenter College of Design Award1974 Lancia Stratos HF Stradale CoupéBriggs Cunningham Trophy1938 Alfa Romeo 8C 2900B Lungo Touring SpiderChairman's Trophy1949 Ferrari 166 MM Touring BarchettaElegance in Motion Trophy1938 Alfa Romeo 8C 2900B Touring BerlinettaEnzo Ferrari Trophy1956 Ferrari 500 Testa Rossa Scaglietti SpyderThe French Cup1937 Dubonnet Xenia Saoutchik Aerodynamic CoupéGran Turismo Trophy1961 Ferrari 250 GT Sperimentale Pininfarina CoupeThe LAP of Luxury Award1955 Lancia Nardi Blue Ray I Vignale CoupeMercedes-Benz Star of Excellence Award1956 Mercedes-Benz 300 SC Pinin Farina CoupeThe Phil Hill Cup1950 Jaguar XK120 Don Parkinson SpecialTony Hulman Trophy1962 Ferrari 250 GTO Scaglietti BerlinettaPininfarina Trophy1958 Ferrari 250 GT Series I Pinin Farina Cabriolet
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Ecco chi ha comprato la Ferrari Luce a 40 milioni di dollari

4 Ruote - Ago 17,2026
"Se la sarà ricomprata la Ferrari per far vedere che qualcuno la vuole", "Ognuno è libero di buttare i soldi come vuole, ma mi piacerebbe sapere che faccia ha questo" e tanti, tantissimi altri commenti di questo genere hanno popolato i social sotto i post dedicati alla vendita della prima Ferrari Luce a 40 milioni di dollari. Ma chi l'ha comprata? Si chiama Herbert Wertheim e in america è conosciuto come Dr. Herbie: è un miliardario che si mostra sempre in pubblico con un cappello rosso e che deve parte della sua fortuna alle sue invenzioni, come quella che ha brevettato alla fine degli anni Sessanta per una finitura anti raggi ultravioletti per le lenti di plastica degli occhiali. E non è nuovo a questo tipo di aste: è un filantropo a cui piace sposare cause benefiche e già lo scorso anno si era accaparrato l'ultima Ferrari Daytona SP3 per 26 milioni di dollari. Dal riformatorio (rischiato) alla Nasa Nato a Philadelphia durante la Grande Depressione, Herbert Wertheim da adolescente fuggì di casa lavorando come bracciante e vivendo con gli indiani Seminole nelle Everglades. A 16 anni, un giudice lo pose davanti a un bivio: il riformatorio o la Marina. Scelse il servizio militare, dove iniziò a investire il suo stipendio in borsa con titoli come Lear Jet, arrivando a conoscere personalmente Bill Lear. Mentre era in Marina, si mise a studiare fisica e chimica, ottenendo una borsa di studio in optometria prima di diventare ingegnere della Nasa a Cape Canaveral. La sua intuizione del 1969 rivoluzionò il settore ottico con una tinta per lenti capace di prevenire la cataratta, portando alla fondazione della Brain Power Inc. (BPI), oggi titolare di oltre 100 brevetti.La sua incredibile ricchezza non nasce da speculazioni rapide, ma da una pazienza leggendaria: ha acquistato quote di Apple, Microsoft, Google, GE e Bank of America decenni prima che diventassero colossi globali. Il suo capolavoro finanziario resta Heico: un investimento di 5 milioni di dollari nel 1992 che oggi supera gli 800 milioni, rendendolo il maggior azionista individuale della società. Filantropo convinto, ha donato oltre 100 milioni di dollari alle università della Florida e ha firmato il "Giving Pledge", impegnandosi a devolvere almeno metà del suo patrimonio per sostenere l'istruzione e la ricerca scientifica.
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Touring Superleggera Veloce12 Aperta, una "weekender" da 290 all'ora

4 Ruote - Ago 16,2026
In una villa affacciata sull'oceano, proprio all'inizio della strada che da Monterey scende verso Big Sur, Touring Superleggera ha stabilito il suo quartier generale durante la Monterey Car Week. qui, lontano dalla confusione dei grandi eventi della settimana, che clienti e giornalisti hanno potuto vedere in anteprima la Veloce12 Aperta, prima del debutto ufficiale al The Quail. il terzo capitolo di un progetto che racconta bene cosa significhi, per Touring, costruire automobili fuori dal tempo. Dopo la Veloce12 Coupé e la Barchetta, arriva infatti l'Aperta: non semplicemente una scoperta, ma una sorta di sintesi delle due precedenti interpretazioni. E non poteva esserci scenario più adatto di Monterey, dove passato e futuro dell'automobile convivono per una settimana, tanto più nell'anno in cui Touring Superleggera celebra il proprio centenario, dal 1926 al 2026. Nata per essere una "weekender" L'Aperta conserva la presenza muscolare della Coupé, ma sopra l'abitacolo il tetto lascia spazio a due pannelli removibili, leggeri e riponibili a bordo. Dietro resta quell'arco di alluminio che Andreas Van Speybroeck, responsabile del design Touring, definisce la corona della Veloce12 Aperta. Una soluzione che consente di passare dalla protezione di un abitacolo chiuso al cielo aperto senza trasformare l'auto in un semplice esercizio di stile. Perché Touring ha voluto darle anche un'altra identità: quella della weekender, l'automobile con cui partire per qualche giorno senza sapere necessariamente dove si finirà. Ci sono 327 litri complessivi di spazio per i bagagli, valigie Rimowa e custodie di pelle realizzate da Giosa Milano. Dettagli che raccontano un lusso legato più al viaggio che all'apparire. V12 aspirato per toccare i 290 all'ora Ma sotto tutta questa eleganza italiana sopravvive qualcosa di meravigliosamente anacronistico: un V12 aspirato di 5.5 litri, 530 cavalli a 7.000 giri, trazione posteriore e soprattutto un cambio manuale a sei marce, con una leva cromata che emerge dalla console centrale. La Veloce12 Aperta supera i 290 km/h e passa da 0 a 100 km/h in 4,4 secondi, ma qui i numeri sembrano quasi secondari. Il punto è un altro: ascoltare il V12 attraverso lo scarico Supersprint, scegliere personalmente ogni rapporto e viaggiare con il cielo sopra la testa.  Sartoriale, anche dentro La carrozzeria Alba White guarda alla tradizione delle Touring degli anni Sessanta e in particolare alla Maserati 3500 GT. Dentro dominano pelle e tonalità bordeaux. Persino la firma Aperta diventa un piccolo dettaglio da gioielleria, realizzato in oro massiccio 24 carati. Dalla villa sull'oceano l'Aperta si è poi spostata sul prato del The Quail per il debutto ufficiale davanti al pubblico della Monterey Car Week. In mezzo a hypercar sempre più potenti, sofisticate e digitali, Touring ha scelto una strada differente: non dimostrare quanto possa essere veloce un'automobile, ma ricordare quanto possa essere bello guidarla. Cent'anni dopo la nascita della Carrozzeria Touring, forse è proprio questo il messaggio più interessante della Veloce12 Aperta: guardare avanti senza essere costretti a dimenticare ciò che dell'automobile ci ha fatto innamorare.
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Gunther Werks Gxr Evo, 993 all'ennesima potenza

4 Ruote - Ago 16,2026
Con la GXR Evo svelata alla Moterey Car Week, la Gunther Werks ha voluto portare all'estremo la piattaforma della Porsche 993. Totalmente spogliata di tutti i confort e le finiture, questa vettura da pista è spinta da un sei cilindri boxer aspirato di 4.0 litri, sviluppato insieme alla Rothsport Racing: eroga 455 CV, 423 Nm e tocca i 9.000 giri/min. Tra le varie peculiarità tecniche, anche nell'aspirazione con ghigliottine al posto delle tradizionali farfalle, una soluzione pensata per eliminare ogni ostacolo fisico nel condotto da cui proviene l'aria che alimenta il motore, così da garantire una risposta all'acceleratore ancor più pronta. La trazione è posteriore e il cambio è un manuale Getrag G50 a sei rapporti, interamente riprogettato per offrire innesti più precisi.   Tutta (o quasi) di carbonio, per 1.082 kg L'ossessione per la riduzione delle masse ha portato la Gunther Werks a ridurre di 95 kg il peso rispetto alla GXR "normale", con la Evo che ferma l'ago della bilancia a 1.082 kg, anche grazie a una carrozzeria totalmente di fibra di carbonio. L'aerodinamica garantisce un incremento della deportanza che il costruttore ha quantificato nel 38,4% grazie a uno splitter anteriore con tunnel integrati e parafanghi ventilati. Al posteriore, la rimozione del lunotto ha permesso l'integrazione di una "pinna di squalo" centrale, che funge da stabilizzatore e convoglia i flussi verso un'ala regolabile. Le finestrature laterali di carbonio sono state trasformate in prese d'aria dinamiche per alimentare l'airbox, garantendo la necessaria portata di ossigeno al flat six. Solo 15 esemplari Le sospensioni sono a doppio quadrilatero con ammortizzatori JRZ a tre vie con serbatoio remoto, i freni sono firmati Brembo e i cerchi monodado sono di magnesio. All'interno sono presenti una roll-cage a otto punti, sedili Racetech di carbon-kevlar con cinture Schroth e sistema antincendio Omp. La strumentazione è affidata a un display Motec configurabile, mentre un sistema di raffreddamento per il casco del pilota permette sessioni prolungate in pista. La GXR Evo sarà prodotta in soli 15 esemplari, ognuno dei quali sarà consegnato assieme a un simulatore personalizzato pensato.
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Spyker C8 Preliator XXV, la coupé (da 800 CV) con tutte le viti allineate

4 Ruote - Ago 16,2026
La Spyker C8 Preliator XXV Coupé presentata al The Quail, durante la Monterey Car Week non è un'evoluzione di un'auto già esistente, ma un progetto ex novo che celebra 146 anni di storia. Sotto la carrozzeria di alluminio battuta a mano si nasconde un V8 biturbo di 4.0 litri capace di erogare 800 CV e una coppia di 1.000 Nm. La velocità massima supera i 350 km/h e il cambio è un manuale a sei rapporti. Tutte le viti sono allineate Occorrono circa 2.100 ore per assemblare ogni esemplare di questa coupé. La cura del dettaglio, infatti, rasenta l'ossessione: le teste di ogni singola vite nell'abitacolo sono allineate manualmente per "guardare" nella stessa direzione, un particolare quasi invisibile che certifica l'esclusività dei soli 25 esemplari previsti. Il volante, per dire, richiede quattro ore di lavoro da parte di un singolo artigiano che cuce con due aghi simultaneamente la preziosa pelle che riveste la corona. Ispirazione aeronautica Il richiamo all'aviazione, Dna del marchio dal 1914, qui si evolve. Se la C8 Aileron guardava alle turbine, la Preliator XXV adotta condotti Naca e una struttura "isogrid" a triangoli intrecciati (una tecnica aerospaziale pensata per coniugare leggerezza e rigidità) che ritroviamo nelle griglie, nei pedali e persino nei sedili. Al posteriore, i gruppi ottici sono ispirati ai postbruciatori di un jet, mentre la pinna stabilizzatrice omaggia la C1 Aerocoque del 1919. 
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Ruf, monoscocca di carbonio e flat six biturbo per la nuova Ehra

4 Ruote - Ago 16,2026
C'è un nastro di asfalto nel cuore della Bassa Sassonia che, nel 1987, ha sancito la nascita di un mito: il circuito di Ehra-Lessien. Fu lì che la CTR "Yellowbird" di Alois Ruf infranse la barriera dei 340 chilometri orari, riscrivendo le gerarchie delle supercar dell'epoca con un record di velocità assoluto. Oggi, quel nome torna a firmare un progetto che non è un semplice tributo nostalgico, ma un manifesto di ingegneria contemporanea: la RUF Ehra. Presentata alla Monterey Car Week, non è una "semplice" Porsche 911 pesantemente elaborata: sotto una silhouette che ricalca le proporzioni iconiche della elfer si nasconde una monoscocca di fibra di carbonio, materiale utilizzato anche per l'intera carrozzeria per massimizzare la rigidità strutturale e contenere il peso. Rispetto alla CTR Anniversary, la Ehra sceglie ha passaruota  allargati di oltre 5 centimetri per conferire all'auto un'impronta a terra imponente, necessaria per gestire il nuovo pacchetto tecnico.  Flat six biturbo integrale Il cuore meccanico è un flat six biturbo di 3.6 litri, capace di erogare 650 CV e una coppia di 900 Nm, messi a terra da un cambio manuale a sette rapporti abbinato a un sistema di trazione integrale, per bruciare lo 0-100 in di 3,3 secondi. L'assetto prevede sospensioni a doppio quadrilatero su entrambi gli assi con ammortizzatori in configurazione pushrod, una soluzione derivata dalle corse che promette una precisione di guida millimetrica senza sacrificare troppo il confort sulle lunghe distanze. Il comparto frenante non è da meno, con pinze a sei pistoncini all'anteriore e quattro al posteriore, abbinati a dischi forati autoventilanti celati dietro a cerchi monodado di magnesio. All'interno, l'abitacolo è un dialogo tra titanio e pelle, dove spicca il pattern "Pasha" a scacchi, omaggio alla tradizione Porsche degli anni '70, mentre gli strumenti analogici hanno il classico fondo verde RUF. 
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