F1, Hamilton incanta Silverstone: è sua la pole Sprint
Davanti al suo pubblico in delirio, Lewis Hamilton firma a sorpresa la pole per la Sprint del Gran Premio di Gran Bretagna. Il sette volte campione del mondo della Ferrari precede Andrea Kimi Antonelli per appena 11 millesimi, con Verstappen, Leclerc, Russell e le due McLaren racchiuse in un fazzoletto alle loro spalle.Una pole che ribalta i pronosticiNelle interviste della vigilia, Hamilton non aveva nascosto i suoi timori: la preoccupazione era il gap della SF-26 sui rettilinei, con il rischio che potesse addirittura raddoppiare rispetto alle previsioni. Sui tratti in cui a fare la differenza resta soprattutto il motore termico, la Rossa parte ancora in svantaggio rispetto a Red Bull e Mercedes.Le paure si sono però dissolte in pista, almeno in questo venerdì. Sugli allunghi di Silverstone la Ferrari si è difesa bene e ha anzi mostrato i muscoli, cogliendo una pole tanto bella quanto inattesa proprio sul circuito di casa del suo pilota britannico. Hamilton ha centrato il miglior tempo battendo Antonelli per un soffio, nonostante nel finale la Mercedes abbia tirato fuori qualcosa in più sul fronte della potenza.A fine sessione, l'emozione di Hamilton era palpabile: "Adoro questo posto, adoro questo pubblico e non riesco a esprimere quanto sia grande il sogno che sto vivendo ancora oggi, la costruzione verso questa gara e il flusso che trovi quando azzecchi il set-up. Parlando della prestazione, ha sottolineato: La macchina è andata davvero bene oggi, quindi grazie ai ragazzi in factory. Sono davvero grato di aver conquistato la pole, ero veloce ma è stata questione di dieci millesimi o giù di lì, sono davvero al settimo cielo. Verstappen già oltre tre decimiTerza posizione per Max Verstappen con la Red Bull, ma qui il divario inizia già ad allargarsi oltre i tre decimi: l'olandese ha faticato con l'anteriore, soprattutto nel settore ricco di curve veloci, con gomme che non gli garantivano il grip e la fiducia sperati.Più staccata l'altra Ferrari, quella di Charles Leclerc, a ridosso di Verstappen ma a circa tre decimi dal compagno di squadra. Qualifica in salita anche per l'altro portacolori Mercedes, George Russell, solo quinto a tre decimi e mezzo. Seguono le due McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, separate da pochissimi millesimi: dal terzo al settimo posto, nello spazio di un decimo si sono concentrate cinque vetture, a conferma di quanto sia stata tirata questa Sprint Qualifying.A completare la top ten le due Racing Bulls che si confermano ancora una volta stabilmente nei primi dieci, come nei GP precedenti. Norris rischia, Gasly primo degli esclusiIl primo degli eliminati in SQ2 è stato Pierre Gasly con l'Alpine, rimasto fuori per circa un decimo da Norris, che a sua volta ha rischiato di non accedere all'ultima manche. L'inglese non aveva una vettura del tutto a posto in quella fase: appena rientrato ai box, i meccanici sono intervenuti immediatamente per gli ultimi aggiustamenti del caso.Seguono le due Audi di Gabriel Bortoleto e Nico Hulkenberg che, nonostante il deficit di potenza rispetto a Mercedes e Red Bull, hanno provato a giocarsi la top ten, mancata di pochi decimi. Franco Colapinto ha chiuso con il quattordicesimo tempo davanti alle due Williams, ancora appesantite oltre il limite FIA e attese a una versione B ricca di novità a Baku, nel tentativo di rendere più competitiva la seconda parte di stagione. Fino ad allora arriveranno solo piccoli affinamenti e interventi per alleggerire la vettura, nulla che possa incidere in modo drastico sulle debolezze, soprattutto nei curvoni veloci dove manca carico aerodinamico. Haas in difficoltà, Aston Martin nel baratroMomento nero per la Haas, fuori con entrambe le vetture già al termine della SQ1. La monoposto sembra aver smarrito il tocco magico di inizio stagione, quando era il riferimento del centro gruppo: gli aggiornamenti non hanno portato il passo sperato e la squadra americana paga anche sul piano della qualità dei componenti, con fondo e ali che hanno evidenziato differenze tra le varie unità.Oliver Bearman ha chiuso diciassettesimo, a soli 10 millesimi da Carlos Sainz. Più attardato il compagno Esteban Ocon, diciottesimo e staccato di circa sei decimi. Seguono le due Cadillac di Sergio Perez e Valtteri Bottas, con il finlandese ancora una volta sconfitto nel confronto interno. Chiudono il gruppo le due Aston Martin di Fernando Alonso e Lance Stroll, lontanissime, a quasi due secondi dal tempo utile per superare la SQ1.
Categorie: 4 Ruote
Escalade, Tahoe, Silverado: i giganti USA di Cadillac e Chevrolet sbarcano in Italia
General Motors si prepara a tornare in Europa, Italia compresa, con una gamma di pick-up e SUV a marchio Chevrolet e Cadillac importati direttamente dagli Stati Uniti. L'operazione sarà gestita da GM Specialty Vehicles (GMSV), la divisione creata nel 2020 per raccogliere l'eredità di Holden dopo l'uscita di scena dello storico marchio in Australia e Nuova Zelanda. I modelli in arrivo Per la commercializzazione nel Vecchio Continente, GMSV si appoggerà a distributori locali, ai quali saranno affidate la vendita e l'assistenza post-vendita. L'obiettivo dichiarato è garantire ai clienti europei lo stesso livello di servizio offerto da General Motors sul mercato statunitense.I modelli attesi in EuropaIl piano di lancio previsto per il 2026 comprende alcuni dei modelli più rappresentativi dei marchi Cadillac e Chevrolet:Cadillac Escalade Premium Luxury PlatinumCadillac Escalade Sport PlatinumCadillac Escalade ESV Premium Luxury PlatinumCadillac Escalade ESV Sport PlatinumCadillac Escalade-VChevrolet Silverado 1500 LT Trail BossChevrolet Silverado 1500 ZR2Chevrolet Silverado 1500 High CountryChevrolet Suburban High CountryChevrolet Tahoe RSTChevrolet Tahoe High CountrySi tratta di una gamma composta quasi esclusivamente da grandi SUV e pick-up, un tipo di offerta finora poco presente sui mercati europei. Un piano di espansione più ampio Il ritorno di General Motors in Europa si inserisce all'interno di una strategia di espansione internazionale più articolata. Il gruppo è già presente in alcuni Paesi europei con la Chevrolet Corvette e negli ultimi anni ha avviato la commercializzazione di diverse elettriche Cadillac, tra cui Optiq e Lyriq, in mercati come Francia, Germania, Irlanda, Svezia e Svizzera.Le attività di GMSV prenderanno il via dal Regno Unito per poi estendersi progressivamente ad altri Paesi europei, tra cui Italia, Germania, Spagna, Olanda, Repubblica Ceca, Svizzera e Svezia. L'obiettivo è disporre di almeno un punto vendita ufficiale in ciascun mercato interessato.
Categorie: 4 Ruote
Stellantis, la ripresa accelera: Melfi e Mirafiori spingono, Cassino resta il nodo critico
Arrivano nuovi segnali di ripresa dalla rete produttiva italiana di Stellantis. Nel complesso, secondo l'ormai tradizionale report trimestrale della Fim-Cisl, gli impianti del gruppo hanno chiuso i primi sei mesi dell'anno con 252.223 auto e veicoli commerciali, registrando un aumento del 13,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.Il rilancio, accompagnato da un calo del 30% del ricorso agli ammortizzatori sociali, non solo prosegue, ma sembra anche accelerare: il primo trimestre si era infatti chiuso con un +9,5%. Va comunque ricordato che il 2025 è stato un anno particolarmente difficile per Stellantis in Italia e che l'attuale tasso di crescita beneficia anche di una base di confronto molto bassa.In ogni caso, gli attuali ritmi di recupero, insieme all'arrivo sulle linee produttive di alcune novità come la Lancia Gamma, spingono il sindacato a prevedere una chiusura d'anno poco sopra quota 500 mila veicoli. Un risultato nettamente migliore rispetto ai circa 380 mila dell'intero 2025, ma ancora lontano dall'obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere un milione di veicoli l'anno. Bene Melfi e Mirafiori, Cassino in crisi A sostenere la crescita del primo semestre è soprattutto il comparto delle vetture, che mette a segno un +27,7% con 158.193 unità prodotte. Restano invece in difficoltà i veicoli commerciali: ad Atessa sono usciti dagli impianti 94.030 mezzi da lavoro, in calo del 4%.Tra i modelli che stanno contribuendo maggiormente alla risalita, la Fim-Cisl segnala la Jeep Compass a Melfi e la Fiat 500 ibrida a Mirafiori. Il loro ingresso nelle linee di assemblaggio ha favorito una crescita significativa dei volumi, pur senza compensare completamente le perdite accumulate negli ultimi anni.Lo stabilimento lucano registra così un balzo dell'88,4%, con 35.920 veicoli assemblati. Il polo torinese, invece, segna una crescita ancora più marcata, pari al 135,4%. Tuttavia, le 36.048 unità prodotte alimentano ancora i timori sul mancato raggiungimento, entro fine anno, dell'obiettivo dei 100 mila veicoli complessivi.Pomigliano d'Arco si conferma ancora una volta il cuore della produzione italiana grazie all'inossidabile Fiat Pandina. Lo stabilimento campano, con 79.050 unità realizzate, mantiene sostanzialmente gli stessi volumi di un anno fa grazie al +6% della citycar, nonostante il calo del 18,6% dell'Alfa Romeo Tonale. Un discorso a parte riguarda Maserati a Modena: il trasferimento da Torino delle GranTurismo e GranCabrio ha determinato un'impennata produttiva, con 475 esemplari assemblati contro i 45 dello scorso anno.Resta invece critica la situazione dello stabilimento di Cassino, dove la produzione è crollata del 36,2% fermandosi a 6.700 unità. Di queste, 4.125 sono rappresentate dalle Alfa Romeo Giulia e Stelvio, mentre le restanti 2.575 sono Maserati Grecale." un dato che evidenzia la drammaticità della situazione produttiva dello stabilimento", ha affermato il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano. "La condizione del sito produttivo e dell'intero indotto, con questi numeri, è diventata insostenibile", ha aggiunto il sindacalista, ricordando che il 2025 si è chiuso con meno di 20 mila vetture prodotte e che le stime per il 2026 indicano un'ulteriore flessione, fino a circa 13 mila unità.
Categorie: 4 Ruote
Xpeng L03, prima foto della SUV-coupé attesa anche in Italia
Il prossimo 16 luglio, a Monaco di Baviera, Xpeng presenterà la nuova L03, di cui è stata svelata la prima foto (qui sopra). Questo modello, che segna l'ingresso del costruttore cinese nel segmento delle SUV-coupé, potrebbe essere prodotto negli stabilimenti austriaci di Magna Steyr e sarà commercializzato in 64 paesi. Tra questi anche l'Italia, con la distribuzione curata da ATFlow. In Cina, dove è venduto con il nome di Mona L03, sono già aperti i preordini con prezzi che partono da 143.800 yuan (poco più di 18.500 euro) fino a 165.800 yuan (circa 21.300 euro). Il design della L03 è europeo La L03 sarà lunga 4.650 mm, larga 1.920 e alta 1.600, con un passo di 2.850 mm. Le sue linee, filanti e muscolose, sono state disegnate dal team globale di Xpeng, capitanato da Juanma Lopez. Cinque le colorazioni previste per il nostro mercato: Phantom Purple, Arctic White, Midnight Black, Rock Gray e Silver Frost. Gli interni sono minimal, con una plancia lineare, dominata al centro dal grande schermo dell'infotainment da 15,6" e caratterizzata dall'assenza di comandi fisici. Nel mobiletto centrale sono presenti due piastre di ricarica wireless per gli smartphone. Di serie il tetto panoramico e il frunk anteriore da 102 litri. I motori per il mercato cinese In attesa di conoscere le motorizzazioni con cui arriverà in Italia, sul mercato cinese la Mona L03 è disponibile con powertrain full electric e range extender. La BEV monta un propulsore da 183 kW (249 CV) e 280 Nm di coppia, abbinato a batterie da 56 o 69 kWh, per un'autonomia rispettivamente di 525 e 625 km nel ciclo di omologazione cinese. La range extender, con un 1.5 da 95 CV che carica le batterie da 37,2 kWh, può percorrere fino a 315 km col motore spento e 1.330 senza mai fermarsi per un pieno o una ricarica.
Categorie: 4 Ruote
Crisi Volkswagen, di chi è la colpa? Ce lo siamo chiesti al bar e l'Europa non è l'unica risposta - VIDEO
C'è una frase che circola in questi giorni tra i vertici della Volkswagen, e non l'abbiamo scritta noi: "Ci sono aziende che vanno in crisi e aziende che vanno in crisi esistenziale". A dirlo è stato lo stesso management del gruppo, in un sondaggio interno che avrebbe dovuto restare riservato. Non è il solito allarme per un trimestre andato male. la fotografia di un colosso che si guarda allo specchio e non si riconosce più.Nella nuova puntata di Quattroruote al Bar, Alessandro Lago, Gian Luca Pellegrini, Davide Comunello e Rosario Murgida si siedono per provare a rispondere a una domanda che sembra semplice e non lo è: di chi è la colpa della crisi Volkswagen? Nessuna scorciatoia verso la prima risposta comoda, quella che va per la maggiore nei bar veri e in quelli virtuali dei social: colpa dell'Europa, colpa della Cina, colpa di questo o quel manager. Noi mettiamo in fila i pezzi, uno dopo l'altro, e alla fine il quadro che emerge è più scomodo - e più interessante - di quello riconducibile a un singolo colpevole.C'è la Cina, certo: Volkswagen vendeva 4,3 milioni di auto nel Paese nel 2019, oggi non arriva a 2 milioni. Ma dietro quel numero c'è una previsione sbagliata di dieci volte: un milione di elettriche promesse in Cina per il 2025, contro le 115.000 vendute sul serio.C'è la governance tedesca, un sistema che per decenni ha garantito stabilità sociale e che ora, di fronte a un'emergenza che richiederebbe decisioni nel giro di settimane, si muove con i tempi della mediazione permanente. Un meccanismo nel quale un singolo Land può bloccare tutto grazie a un potere di veto previsto dalla legge. C'è una generalizzata perdita di competitività del tessuto industriale tedesco, a causa di diversi errori politici del passato: dalle politiche di austerity del governo Merkel, in particolare in campo infrastrutturale, agli errori in campo energetico fino all'eccessiva dipendenza dalla Cina.C'è Porsche, il marchio che per anni ha fatto da bancomat al resto del gruppo e che adesso pesa da sola per due punti di margine in negativo. E c'è un amministratore delegato che, per una parte della propria carriera, ha guidato contemporaneamente due aziende con obiettivi opposti.Infine - e per forza - c'è l'Europa, il bersaglio preferito di molte critiche. Ma la sua responsabilità va misurata, non gridata: un continente disunito che chiede decarbonizzazione con la voce di ventisette Paesi diversi, ciascuno con i propri interessi industriali, e che si ritrova stretto tra un'America che si è blindata e una Cina che ha smesso di comprare le auto che un tempo acquistava. Quello che emerge alla fine dei 35 minuti è che chi cerca un solo colpevole sta semplificando un problema fatto di livelli che si sommano: scelte industriali sbagliate, una struttura di comando che rallenta le correzioni e un mercato cambiato più in fretta di quanto la più grande azienda automobilistica d'Europa fosse pronta ad ammettere.La puntata non vi consegna una risposta facile, ma vi aiuta a porvi la domanda giusta: guardate il video qui sopra e diteci cosa ne pensate.
Categorie: 4 Ruote
Toyota e Venezia rinnovano il car sharing KINTO fino al 2030
Toyota rinnova l'accordo con il Comune di Venezia per il servizio di car sharing. KINTO sarà infatti il partner ufficiale della città fino al 2030 e fornirà una flotta di 50 vetture full hybrid, plug-in hybrid, elettriche e a celle a combustibile alimentate a idrogeno. I numeri e la nuova flotta elettrificata Dal 2018 a oggi sono stati registrati 7.500 utenti e 75.000 viaggi, per un totale di circa 3,5 milioni di chilometri percorsi. Il rinnovo dell'accordo coincide con l'aggiornamento della flotta, che può contare ora su 40 Toyota Aygo X full hybrid, 5 Toyota C-HR plug-in hybrid, 3 Toyota Mirai a idrogeno e 2 Toyota Proace Verso elettriche.Il Comune di Venezia ha inoltre previsto nuovi parcheggi per ottimizzare l'utilizzo dei veicoli e ha rivisto l'offerta commerciale. I clienti possono usufruire del servizio con una tariffa oraria a partire da 3,5 euro più 0,7 euro al chilometro, oppure scegliere formule giornaliere da 49 euro con 50 km inclusi e settimanali da 250 euro con 350 km inclusi. In tutti i casi, il costo del carburante è compreso.
Categorie: 4 Ruote
Evitano gli incidenti in auto ma finiscono nei missili: perché la difesa vuole i chip degli ADAS
L'elettronica di una SUV progettata per prevenire incidenti mortali fa gola all'industria della difesa americana. Le startup statunitensi legate al settore militare, infatti, stanno attingendo a piene mani da comparti civili come l'automotive, il settore farmaceutico e il fracking (tecnica per estrarre gas naturale e petrolio da rocce profonde): una strategia per produrre armi più rapidamente e a costi inferiori. Auto come ossigeno per i razzi La necessità di ripensare i flussi logistici nasce da una pressione senza precedenti sui depositi militari. Dal 2022, tra il supporto fornito all'Ucraina nella guerra contro la Russia e i recenti attacchi statunitensi in Iran, Washington ha consumato circa 50.000 munizioni tra razzi e missili.Di fronte a questo boom della domanda, colossi come Lockheed Martin, Boeing e RTX devono fare i conti con la scarsità di motori a razzo a propellente solido. Tanto che il governo degli Stati Uniti ha stanziato 53 miliardi di dollari per sbloccare la produzione missilistica nazionale, semplificando le regole degli appalti. Per le aziende che collaborano con il Pentagono si aprono opportunità enormi, grazie a contratti con un'agenzia governativa che dispone di un budget annuale di circa mille miliardi di dollari. La Silicon Valley delle armi ipersoniche in questa nicchia di mercato che si inseriscono aziende come la startup californiana Castelion, specializzata in armi ipersoniche (superiori a Mach 5, oltre cinque volte la velocità del suono): ha sostituito i rari componenti elettronici di livello aerospaziale con processori ADAS e con quelli ad alte prestazioni utilizzati dalle auto elettriche.I chip vengono ottenuti in tempi sei volte più rapidi e a un decimo del costo rispetto alle alternative tradizionali della difesa, secondo Reuters. Aziende come Anduril cercano una scalabilità di stampo fordista per produrre armamenti con la stessa velocità con cui una catena di montaggio realizza SUV.I processori delle auto, impiegati per gestire la frenata automatica d'emergenza o il mantenimento della corsia, si rivelano adatti anche ai sistemi di guida dei missili ipersonici, dimostrando quanto l'elettronica di bordo delle vetture moderne abbia raggiunto livelli di calcolo e affidabilità un tempo riservati al settore aerospaziale. Dall'auto al drone militare: che succede in Europa Il legame tra industria automobilistica e difesa è presente anche nel Vecchio Continente. Secondo alcune indiscrezioni, il gruppo Volkswagen sarebbe in trattative con l'israeliana Rafael Advanced Defense Systems per riconvertire parzialmente lo stabilimento tedesco di Osnabrück. In Francia, invece, Renault ha confermato un piano per produrre fino a 600 droni militari al mese nello stabilimento di Le Mans.Il confine tra industria civile e militare si assottiglia, aprendo un dibattito che va oltre l'efficienza produttiva. La crescente interdipendenza tra i due settori solleva interrogativi di natura industriale, geopolitica ed etica ed è destinata a far discutere.
Categorie: 4 Ruote
In Italia circolano 9 milioni di veicoli senza assicurazione: il governo si attiva
Su 47 milioni di veicoli in Italia, 9 milioni non hanno la copertura obbligatoria RC Auto: a rilanciare l'allarme rosso di un fenomeno noto da anni è il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, citando dati del Centro elaborazione della Motorizzazione.Si schizza addirittura al 40% di macchine che viaggiano senza la polizza in determinate Province (il vicepremier non le nomina, ma è probabile che si tratti di alcune zone del Sud, dove le tariffe raggiungono picchi astronomici). In quanto al milione di mezzi pesanti, ben 300 mila risultano privi della garanzia necessaria per legge. Evasione RCA, numeri in crescita Difficile fare un paragone coi numeri del passato, elaborati dall'ANIA, l'Associazione delle imprese assicuratrici. Comunque, già nel 2024 le auto senza RCA erano volate a 2,9 milioni, ossia il 6,1% di 47,8 milioni di veicoli, contro il 6% del 2023. Niente polizza auto? Quanti pericoli Si tenga presente che il proprietario della vettura, se causa un incidente, deve pagare di tasca propria i danni (per le lesioni fisiche gravi, si può arrivare a centinaia di migliaia di euro). Ecco perché spesso quel guidatore è indotto alla fuga dopo l'impatto, trasformandosi in un pirata della strada.Da parte sua, chi viene coinvolto senza colpa in un sinistro causato da una di queste mine vaganti deve rivolgersi al Fondo vittime per ottenere il rimborso dei danni, con una procedura lunga e complessa. Salvini promette novità Il vicepremier annuncia che il governo provvederà a limitare la piaga dell'evasione assicurativa. In che modo? Lo scorso marzo, Salvini aveva annunciato che era allo studio un sistema di telecamere per snidare automaticamente le auto senza RCA. Tuttavia, autovelox, Tutor e varchi elettronici delle ZTL andrebbero omologati per essere operativi, mentre oggi possono solo rilevare le infrazioni per cui sono stati installati. In passato, già altri esecutivi avevano promesso un meccanismo analogo: intenzioni rimaste tali dal 2014.
Categorie: 4 Ruote
RC Auto, il solito salasso per gli automobilisti: spesi 15 miliardi nel 2025
Cresce l'esborso degli italiani per l'assicurazione obbligatoria RC Auto: nel 2025,in base a un recente report dell'Ania, la Confindustria delle compagnie, è arrivato a14,9 miliardi di euro, coprendo 45 milioni di mezzi in circolazione. Una spesa superiore di 0,3 miliardirispetto a quella del 2024, quando però viaggiava un milione di veicoli in meno. Dove finisce la montagna di soldi per l'RCA Le imprese assicuratrici utilizzano 4,9 miliardi per riparare i veicoli danneggiati, e altri 4,5 miliardi per risarcire le persone ferite. Quindi, 2,5 miliardi per indennizzare le famiglie delle vittime di incidenti mortali, mentre 3 miliardi vengono impiegati per la gestione delle compagnie. Campania da incubo: che differenza rispetto al resto d'Italia Il rischio di incidenti non è uguale in tutta Italia: cambia da zona a zona sia per frequenza sia per costo dei danni, e questo spiega perché i premi assicurativi possono variare tra i diversi territori.Facendo una media, nel 2025 la RCA ammonta a 423 euro con 5.795 euro di risarcimento, rispettivamente in rialzo del 4% e del 4,4%, con 4,8 incidenti ogni 100 vetture assicurate. Ma, come detto, la tariffa varia in base a mille fattori, fra cui il rischio di incidente nella Provincia di residenza e il costo dei danni. In Campania, il record con la RCA di 527 euro e 5.282 euro di rimborso (circa +3% in entrambi i casi), mentre il numero di sinistri ogni 100 macchine è di 6,3. All'estremo opposto la Basilicata, con la polizza a 326 euro. Assicurazioni accessorie: milioni di garanzie Spulciando fra le coperture facoltative in più rispetto alla RCA obbligatoria, i dati parlano di 10,2 milioni di auto con la polizza Furto e incendio, con un indennizzo di 456 milioni. Anche in questo caso, notevole la differenza a livello territoriale, con circa 3 veicoli colpiti su 1.000 assicurati al Nord Est, contro 12 nell'area Sud e Isole. In più, 10,2 milioni di vetture hanno la garanzia Cristalli, mentre sono 7,3 milioni con gli Eventi atmosferici e gli Atti vandalici, oltre a 3,7 milioni di Kasko di varia natura. I danni pagati dalle compagnie per le polizze accessorie? Circa 1,9 miliardi. Una mappa del rischio e dei costi che evidenzia come la protezione di auto e persone (fra RCA e facoltative) rappresenti una voce di spesa sempre più gravosa per le famiglie. Un problema sempre pesante Resta da capire se l'incremento delle tariffe, trainato dall'inflazione, possa trovare in futuro un punto di equilibrio in grado di alleggerire la pressione sui bilanci degli automobilisti italiani. Il tutto monitorando gli effetti collaterali di varia natura, come gli automobilisti non assicurati con la RCA che scappano dopo un incidente, trasformandosi in pirati, e come le truffe delle garanzie temporanee. l'eterna questione assicurativa italiana.
Categorie: 4 Ruote
Tesla ha una nuova elettrica per le famiglie: negli USA arriva la Model Y L a sei posti
Chiusa la produzione della Model X, Tesla ha presentato il suo nuovo modello per famiglie numerose: si tratta della Model Y L, versione a passo lungo della popolare SUV elettrica. Misura 498 cm, 19 in più della Model Y standard e arriverà a ottobre, per ora solo negli Stati Uniti, dove viene venduta a 61.990 dollari (pari a poco più di 54 mila euro). Al momento non sappiamo ancora se - e quando - questo modello arriverà anche in Europa. Fa più di 500 km con un pieno Come sempre, Tesla non comunica i dati tecnici dei suoi modelli, limitandosi alle prestazioni. La nuova Tesla Model Y L ha un powertrain dual motor con trazione integrale: accelera da ferma a 100 km/h in 4,4 secondi, e con la batteria da 88 kWh ha un'autonomia di 523 chilometri (con i cerchi da 19", con quelli da 20" scende a 515). La potenza di ricarica massima in corrente continua è di 250 kW. Di serie la funzionalità Vehicle-to-Load. La dotazione della Model Y L La configurazione dell'abitacolo è su tre file, per sei posti complessivi: i sedili della prima e della seconda fila (singoli) sono riscaldati e ventilati, quelli della terza possono contare su portabicchieri, bocchette dell'aria dedicate sui montanti posteriori e due luci LED sul soffitto. Le sedute della seconda e della terza fila sono ripiegabili elettricamente. Di serie lo schermo centrale da 16" e quello da 8" per chi siede dietro, così come la doppia piastra di ricarica wireless per gli smartphone, lo stereo da 18 altoparlanti, le luci ambientali e i vetri insonorizzati. Arriva con la serie speciale Launch La Model Y L è disponibile al momento nella serie speciale Launch Edition, che comprende badge dedicati, tappetini, luci di cortesia, inserti in Alcantara su plancia e battitacco. Inclusi anche un anno di Full-Self Driving (Supervised), un anno di cariche ai Supercharger e di Premium Connectivity. A scelta del cliente anche la tinta carrozzeria (Stealth Gray, Diamond Black, Pearl White, Marine Blue, Ultra Red e il nuovo Cosmic Silver), degli interni (Black e Zen Gray) e dei cerchi.
Categorie: 4 Ruote
L'Alpine A110 elettrica esce allo scoperto: le prime foto e cosa nasconde sotto la carrozzeria
Si chiama A110 Future ed è il muletto di Alpine che correrà tutti i giorni al Goodwood Festival of Speed, in programma dal 9 al 12 luglio: dopo le immagini dello chassis, la Casa di Dieppe ne ha svelato per la prima volta le sue forme, pubblicando due foto. Questo prototipo, coperto da un adeguato numero di camuffature, anticipa il modello di serie della terza generazione della Alpine A110, che per la prima volta sarà completamente elettrica. La prima "vera sportiva elettrica" Costruita sulla nuova architettura Alpine Performance Platform (APP), la prossima Alpine A110 sarà la "prima vera sportiva elettrica", spiega la Casa in una nota, progettata per "rimanere fedele al DNA Alpine" e, al tempo stesso, "battere tutte le sportive con motore a combustione di oggi". Il telaio sarà in alluminio, così come le nuove sospensioni, mentre i pacchi batteria saranno due e disposti in modo da rispettare il bilanciamento dei pesi del modello attuale: 40% sull'avantreno e 60% sul retrotreno. Gli accumulatori adotteranno una tecnologia a 800 V con struttura cell-to-pack. Il powertrain, del quale non sono ancora stati comunicati i dati di potenza e coppia, prevede due motori elettrici sull'asse posteriore, uno per ciascuna ruota. Le altre Alpine a Goodwood Accanto alla A110 Future, della quale sarà possibile scoprire ulteriori dettagli direttamente a Goodwood, sulla celebre collina inglese correranno anche gli altri due modelli attualmente presenti in gamma: l'A290, "gemella" della Renault 5, e l'A390, la fastback equipaggiata con un powertrain a tre motori da 470 CV.Il 9 luglio si svolgerà inoltre la brand parade di Alpine, con tutte le vetture del marchio e una monoposto di Formula 1 guidata da Pierre Gasly e Franco Colapinto, attualmente impegnati nel campionato 2026. Insieme a loro saranno presenti anche Nina Gademan, membro dell'Alpine Academy, oltre a Paul Aron e Alex Dunne.
Categorie: 4 Ruote
Abbiamo provato il volante della prossima Peugeot 208: ecco come cambia la guida - VIDEO
Il percorso di evoluzione dell'interfaccia di guida intrapreso da Peugeot i-Cockpit nel 2012 si appresta a compiere un salto generazionale nel 2027. L'obiettivo del costruttore rimane la ridefinizione dell'ergonomia del volante, ma con il nuovo dispositivo Hypersquare l'attenzione si sposta dall'impostazione della plancia alla tecnologia che governa la guida. Al centro di questa trasformazione c'è lo steer-by-wire, una soluzione che elimina il collegamento meccanico tra volante e ruote, finora confinata ai segmenti premium e che il marchio punta ora a democratizzare su larga scala. Manifesto programmatico di questa strategia per il segmento B è la Peugeot Polygon Concept. Presentata alla fine del 2025 e attualmente impegnata nella tappa italiana del suo tour europeo, anticipa le soluzioni tecniche e stilistiche della futura generazione della 208. Abbiamo avuto l'opportunità di valutare efficacia e caratteristiche di questo sistema di sterzo digitale nel corso di una prima sessione dimostrativa. Come funziona il sistema steer-by-wire di Peugeot Dal punto di vista dinamico, l'assenza di un rinvio meccanico modifica radicalmente il feedback percepito rispetto a un piantone tradizionale. Il vantaggio principale risiede nella variazione continua del rapporto di sterzo. Alle basse andature, il sistema riduce la demoltiplicazione al minimo: sono sufficienti appena 90 gradi di rotazione della cloche per completare un'inversione a U, rendendo la guida nel misto stretto e nelle manovre estremamente agile.Con l'aumentare della velocità, la risposta diventa più progressiva e il carico sul volante cresce per garantire la necessaria precisione nei curvoni autostradali. Chi guida deve abituarsi a un feedback artificiale, generato da attuatori elettronici che simulano la resistenza degli pneumatici e i limiti di aderenza, oltre che alla rapidità della risposta iniziale. Tra i benefici strutturali spicca il filtraggio totale delle imperfezioni stradali, poiché contraccolpi e vibrazioni non vengono più trasmessi alle mani. L'abitacolo cambia con Hypersquare L'integrazione di Hypersquare con l'architettura interna prefigura una profonda riorganizzazione dell'abitacolo. L'eliminazione dei vincoli fisici ha consentito di ridurre i volumi della plancia sulla Polygon Concept, sfruttando un parabrezza esteso come principale superficie di proiezione delle informazioni di marcia.Sul prototipo oggetto del nostro contatto, l'abbinamento tra il comando quadrangolare e la strumentazione in posizione rialzata tipica dell'i-Cockpit risulta visivamente naturale, sebbene per un giudizio definitivo sull'ergonomia dei comandi secondari occorrerà attendere la configurazione di serie della 208, attesa per il prossimo anno. Sicurezza e affidabilità della tecnologia elettronica La transizione verso una tecnologia interamente elettronica su modelli destinati a grandi volumi commerciali impone la massima attenzione sul fronte della sicurezza per conquistare la fiducia del mercato generalista. L'approccio tecnico segue i rigorosi standard dell'ingegneria aerospaziale, dove i sistemi fly-by-wire rappresentano da decenni il riferimento.La sicurezza dell'impianto è garantita da un'architettura a tolleranza d'avaria dotata di moduli ridondanti, pronti a subentrare istantaneamente in caso di anomalie del circuito principale. I primi riscontri evidenziano che i vantaggi in termini di agilità urbana e flessibilità d'uso superano le riserve legate al necessario periodo di adattamento, anche se un verdetto completo sulla precisione dinamica richiederà una prova approfondita su strada. Per la clientela non ancora pronta a rinunciare alle sensazioni classiche, Peugeot manterrà comunque in gamma una variante di sterzo tradizionale con collegamento meccanico.
Categorie: 4 Ruote
Scatta l'esodo estivo e luglio è già in rosso: previste 12 giornate critiche
Ancora poche ore e scatterà il grande esodo estivo su strade e autostrade. Viabilità Italia, il centro di coordinamento nazionale presieduto dal direttore della Polizia Stradale, ha diffuso le proprie previsioni con la consueta bollinatura del traffico. Quattro weekend con possibili criticità Quattro weekend con possibili criticitàI primi quattro fine settimana di luglio saranno caratterizzati da ben 12 bollini rossi per "traffico intenso con possibile criticità". In pratica, le stime prevedono condizioni identiche nei weekend:da venerdì 3 a domenica 5 luglio;da venerdì 10 a domenica 12 luglio;da venerdì 17 a domenica 19 luglio;da venerdì 24 a domenica 26 luglio.In ciascuno dei quattro venerdì si attendono mattinate da bollino giallo per "traffico intenso", con flussi in uscita dalle grandi città e diretti verso le località di villeggiatura. Gli stessi flussi si intensificheranno nel pomeriggio, con il bollino che passerà al rosso e resterà tale anche nella mattinata di ciascuno dei quattro sabati.Il traffico sarà in lieve attenuazione, con ritorno al bollino giallo, nel pomeriggio dei sabati e nelle mattinate delle domeniche. Infine, è previsto un consistente aumento della circolazione nel pomeriggio delle quattro domeniche, quando tornerà il bollino rosso in direzione delle grandi città per i flussi di rientro. Fine luglio da bollino rosso tra esodo e controesodo Più complesso il quadro per l'ultimo fine settimana di luglio, quando è previsto il tradizionale intreccio tra esodo e controesodo. Sono già stati indicati bollini rossi per "traffico intenso con possibile criticità" nel pomeriggio di giovedì 30 e per l'intera giornata di venerdì 31 luglio.Più avanti, nel corso del mese, Viabilità Italia comunicherà anche le previsioni relative ad agosto con le rispettive bollinature. Attenzione ai cantieri inamovibili Particolare attenzione sarà riservata ai lavori in corso. Gli enti proprietari e i concessionari provvederanno alla rimozione dei cantieri temporanei e adotteranno tutte le misure necessarie per ridurre l'impatto di quelli non rimovibili, con l'obiettivo di massimizzare la sicurezza e garantire la fluidità della circolazione. Numerosi stop ai mezzi pesanti Il calendario diffuso da Viabilità Italia comprende anche le tradizionali limitazioni alla circolazione fuori dai centri abitati per i veicoli con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate.Le limitazioni prevedono il divieto di circolazione ogni sabato, dal 4 al 25 luglio, dalle 8 alle 16. Lo stop sarà replicato ogni domenica, dal 5 al 26 luglio, dalle 7 alle 22.In considerazione dell'aumento di traffico previsto per venerdì 24 e venerdì 31 luglio, nelle due giornate sarà inoltre in vigore un divieto supplementare per i mezzi pesanti dalle 16 alle 22.
Categorie: 4 Ruote
Consumi reali auto: tutti i rilevamenti del Centro prove di Quattroruote
Quando si sceglie un'auto, i consumi sono tra gli aspetti più importanti da valutare. L'aumento dei prezzi dei carburanti e il costo dell'energia rendono ancora più utile conoscere quanto consuma davvero ogni modello nell'utilizzo reale.In questa pagina trovate i consumi reali delle auto più richieste sul mercato, rilevati con la metodologia e gli strumenti del Centro prove di Quattroruote. Benzina, diesel, mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid ed elettriche: per ogni modello sono disponibili dati misurati per aiutare a confrontare le diverse soluzioni e scegliere l'auto più adatta alle proprie esigenze. Consumi reali: tutti i modelli testati dal Centro Prove di Quattroruote Dacia Duster Hybrid 155 Una delle SUV di maggior successo in Italia, spaziosa e pratica, con la motorizzazione più efficiente in gamma: nelle nostre prove, la percorrenza media rilevata è di 17,4 km/l. Toyota Aygo X Hybrid 115 La piccola citycar giapponese si è aggiornata, prendendo il powertrain full hybrid della sorella maggiore Yaris: rispetto al "vecchio" tre cilindri benzina, i consumi sono migliorati di quasi il 30%. La media rilevata dal Centro prove è di 21,7 km/l.
Categorie: 4 Ruote
Tutte le Yaris Cross del mondo nascono qui: viaggio nella fabbrica francese della Toyota
Parla francese la Yaris Cross, una Toyota un po' atipica, giapponese di passaporto ma nata per l'Europa, dove viene anche prodotta, a Valenciennes, nel nord della Francia, sede dello stabilimento Toyota Motor Manufacturing France (TMMF). Ora che il restyling è in rampa di lancio - i primi esemplari usciranno dal sito transalpino il 20 luglio per arrivare nelle concessionarie italiane a settembre - abbiamo visitato i luoghi d'origine di questa SUV compatta full hybrid. Prima di essere ritoccata nello stile, in punta di matita, ha chiuso il 2025 come bestseller del segmento delle B-SUV, con oltre 200 mila consegne nel mercato europeo, apprezzata soprattutto dai clienti italiani (18%) e francesi (16%). Nasce a Valenciennes con la Yaris berlina Toyota Motor Manufacturing France ha aperto nel 2001 come casa della Toyota Yaris, che qui viene ancora prodotta, ma soltanto in alcune varianti. E, soprattutto, in volumi ridotti rispetto a quanto oggi avviene a Kolín, nella Repubblica Ceca, dove Toyota assembla anche la piccola Aygo X. Da qualche anno, il sito di Valenciennes si identifica soprattutto con la sorella a ruote alte: da qui provengono tutte le Toyota Yaris Cross vendute nel mondo, comprese le poche unità esportate oltre i confini europei.Qualche numero? Solo lo scorso anno ne sono uscite dalle linee 212.539, su un totale di 283.465 vetture prodotte complessivamente dalla fabbrica. Circa un milione, invece, sono le Yaris Cross assemblate fino a oggi, contribuendo in modo significativo all'output complessivo dello stabilimento, che punta ormai verso quota sei milioni di veicoli prodotti. Il 55% delle componenti made in France TMMF è un complesso relativamente compatto (18 ettari), che impiega circa 5.000 dipendenti su tre turni e produce oltre 1.250 veicoli al giorno. Dalla bobina d'acciaio al prodotto finito, occorrono 14 ore per realizzare una Toyota Yaris Cross.Abbiamo seguito il processo dal vivo attraversando diversi reparti della fabbrica, dall'officina di stampa, dove l'acciaio grezzo prende forma nei pannelli della carrozzeria, fino alle aree dedicate a saldatura, verniciatura e lavorazione delle plastiche. Proprio l'internalizzazione della produzione dei componenti stampati e delle plastiche permette a Toyota di mantenere un controllo più diretto su qualità e costi.La produzione conserva inoltre uno stretto legame con il tessuto industriale francese: oltre la metà dei materiali che compongono la Yaris Cross (55%) ha origine locale, mentre elementi strategici come batteria e motori arrivano rispettivamente dal Giappone e dalla fabbrica polacca di Wabrzych. Produzione sostenibile e obiettivo zero emissioni Lo stabilimento di Valenciennes ha implementato un sistema di riciclo dei materiali e delle risorse produttive finalizzato a ridurre l'impatto ambientale. L'obiettivo dichiarato è raggiungere le zero emissioni di CO entro il 2030.Fra le iniziative adottate figurano sistemi avanzati per il trattamento delle acque reflue - riutilizzate o reimmesse nell'ambiente dopo la depurazione - l'ottimizzazione dei processi energetici e di riscaldamento e un recupero estremamente accurato dei materiali di scarto, inclusi i rifiuti ordinari. In un contesto simile, per produrre un'automobile occorre circa un metro cubo d'acqua, il 30% della quale viene recuperato e riutilizzato. Il restyling alza il tiro (e il prezzo) Curiosità: anche la Toyota Yaris Cross restyling contribuirà a migliorare ulteriormente i processi produttivi e a ridurre la carbon footprint. Uno degli effetti dell'aggiornamento, concentrato sul nuovo frontale con motivo a nido d'ape e mascherina in tinta carrozzeria, è infatti la semplificazione della parte anteriore. Le componenti del fascione passano da 10 a 7, con benefici sia per la catena produttiva sia per la logistica.L'aggiornamento della B-SUV non introduce invece modifiche sostanziali agli interni, al sistema infotainment o al powertrain full hybrid. In Italia, Toyota ha deciso di proporre esclusivamente la versione 1.5 full hybrid da 131 CV, disponibile con trazione anteriore o integrale, eliminando la precedente variante da 115 CV.Questa scelta, insieme a un aumento delle dotazioni di serie negli allestimenti Base, Icon, Premium e GR Sport, porta il listino della Toyota Yaris Cross restyling da 29.600 a 36.750 euro.
Categorie: 4 Ruote
Rally di Roma Capitale: dove vederlo senza lasciare la città
Prende il via oggi il Rally di Roma Capitale. La manifestazione inizia nel pomeriggio, alle 17.30, con la parata per le vie della capitale, seguita dalla prova speciale inaugurale delle 20.00 nella zona del Colosseo. Un'occasione perfetta per chi vuole assistere al primo tratto cronometrato della gara rimanendo nel centro della città. Più di 200 km di "crono" Il grosso della corsa si svolgerà invece fuori dai confini della capitale nelle due giornate successive. Per sabato sono in programma sei prove speciali, per un totale di 123 chilometri cronometrati, mentre domenica si svolgeranno altre quattro prove, per complessivi 71 chilometri. Al termine dell'evento, domenica pomeriggio, è previsto un secondo appuntamento cittadino: il podio finale sarà infatti allestito in via della Conciliazione, nei pressi della Basilica di San Pietro. 37 Lancia in corsa Lancia schiera alla partenza ben 37 Ypsilon (su 113 equipaggi iscritti): per l'esattezza, 7 Ypsilon Rally2 HF Integrale, 28 Ypsilon Rally4 HF e 2 Ypsilon Rally6. Tra i piloti presenti figurano anche i protagonisti del WRC2 Yohan Rossel e Nikolay Gryazin, oltre ad Andrea Crugnola, attuale leader del Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco. La gara è valida per il FIA European Rally Championship, il Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco e il Trofeo Lancia.
Categorie: 4 Ruote
Tesla torna a crescere: cosa c'è dietro il balzo delle consegne
Tesla ha chiuso il secondo trimestre con una forte crescita delle sue attività commerciali. I tre mesi tra aprile e giugno hanno visto la Casa texana consegnare 480.126 veicoli, il 25% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (384 mila unità) e il 34% in più rispetto al primo trimestre (358.023).Il dato è superiore anche alle attese, e non di poco. Gli analisti finanziari si aspettavano infatti, circa 406 mila consegne. Perché Tesla è tornata a crescere? Come al solito, non sono disponibili dati sull'andamento delle singole regioni o dei singoli modelli. A ogni modo, il grosso delle consegne continua a essere rappresentato dalle Model 3 e Model Y: con 467.762 unità, pesano per il 97% del totale.Tesla, che ha chiuso il periodo con 451.758 veicoli prodotti, non ha fornito indicazioni sui perché di una crescita trimestrale così marcata. Un elemento rilevante è comunque la bassa base di confronto con l'anno scorso. L'azienda sta cercando di rilanciare le vendite dopo due anni consecutivi di difficoltà, causati fra le altre cose dalla reazione negativa di una parte dei consumatori all'eccessiva esposizione politica e mediatica del patron Elon Musk e dalla perdita dei crediti d'imposta federali negli Stati Uniti.Per sostenere la ripresa, la Casa ha inoltre introdotto aggiornamenti per le sue best seller, tra cui l'importante restyling della Model Y, che potrebbe aver contribuito all'aumento delle consegne registrato nel secondo trimestre.
Categorie: 4 Ruote
Guida autonoma, l'Europa deve scegliere: innovare o regolare tecnologie straniere
Pierfrancesco Maran, presidente della Commissione per l'Ambiente, la Sanità Pubblica e la Sicurezza Alimentare del Parlamento europeo, ha organizzato un evento dal titolo "Autonomous Driving: From City Innovation to European Leadership". L'incontro ha riunito decisori politici locali, nazionali ed europei, insieme agli stakeholder del settore, per fare il punto sulla diffusione dei veicoli autonomi nell'UE e definire le azioni necessarie per affermare la leadership europea nella guida autonoma."Con gli Stati Uniti e la Cina che stanno già schierando migliaia di veicoli autonomi sulle loro strade, l'Europa deve scegliere se intende essere leader nella corsa alla guida autonoma, sostenendo le imprese e la competitività industriale europee, o se vuole limitarsi a regolare tecnologie straniere", ha dichiarato Maran. "Si può e si deve fare di più" "Negli ultimi mesi sono stati fatti passi importanti, tra cui l'approvazione di un quadro normativo a livello ONU, la dichiarazione di 18 Paesi UE a supporto della sperimentazione transfrontaliera e il lancio di iniziative come l'Autonomous Drive Ambition Cities (ADA Cities). Ma si può e si deve fare di più per andare oltre la fase dei progetti pilota", ha aggiunto l'eurodeputato, ricordando di aver presentato "emendamenti all'Automotive Omnibus per promuovere il 2026 come l'anno in cui l'UE si impegna a diventare leader nella guida autonoma"."Gli emendamenti propongono finanziamenti pubblici mirati, un processo di omologazione più snello per favorire le tecnologie innovative, il mutuo riconoscimento delle attività di test e di dispiegamento pre-commerciale tra i Paesi UE e la designazione di un organismo dell'Unione per la raccolta e la trasmissione dei dati", ha spiegato Maran. Secondo l'eurodeputato, l'evento ha messo a confronto "decisori politici locali, nazionali ed europei con gli attori industriali per un dibattito aperto su ciò che serve per mettere l'Europa alla guida di questa nuova rivoluzione della tecnologia e della mobilità".
Categorie: 4 Ruote
Nuova BMW X5: quanto costano le prime versioni diesel e benzina - VIDEO
BMW ha pubblicato il listino della nuova X5, presentata qualche giorno fa. La grande SUV tedesca è disponibile al momento con due powertrain mild hybrid, la 40d xDrive a gasolio e la 40 xDrive a benzina. Nei prossimi mesi la gamma si amplierà con le motorizzazioni full electric, plug-in e idrogeno (dal 2028). Tre gli allestimenti, con prezzi che partono da 93.700 euro per la turbodiesel e da 97.300 euro per la benzina. Per ora ci sono due mild hybrid Entrambi i motori hanno una componente ibrida che prevede un'unità elettrica da 13 kW (17 CV). La X5 40d xDrive monta un 6 cilindri di 3.0 litri da 313 CV e 670 Nm di coppia, abbinato al cambio Steptronic a otto rapporti e alla trazione integrale: 0-100 in 6,1 secondi e velocità massima di 230 km/h. Questa motorizzazione supporta anche l'HVO100, che dovrebbe permettere una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 90%. Anche la X5 40 xDrive ha un 6 cilindri di 3.0 litri, con potenza però di 400 CV e 580 Nm di coppia massima: questa versione accelera da ferma a 100 km/h in 5,3 secondi e tocca i 250 km/h. La dotazione di serie della BMW X5 Il primo allestimento del listino è quello con denominazione modello, che di serie prevede la calandra anteriore con il doppio rene illuminato (BMW Iconic Glow), i mancorrenti sul tetto, i freni a disco autoventilanti e i cerchi di lega da 21". All'interno sedili sportivi in pelle sintetica Veganza, a regolazione elettrica e riscaldati (come il volante), tettuccio panoramico apribile, climatizzatore automatico a tre zone, luce ambientale, ricarica wireless per lo smartphone, Panoramic Vision e head-up display. Di serie anche la guida assistita di livello 2. BMW X5 MSport e MSport Pro La versione intermedia MSport aggiunge interni grigi e pacchetti estetici M per la carrozzeria, cerchi da 21" dal disegno esclusivo, sospensioni adattive, volante sportivo e impianto frenante MSport con pinze blu. La top di gamma MSport Pro completa la dotazione con cerchi da 22", pinze freno rosse, cinture di sicurezza M e ulteriori dettagli specifici MSport Pro per la carrozzeria. Optional e pacchetti Come sempre, il listino di accessori e optional a cui attingere è molto lungo e prevede, tra le tante possibilità: telaio adattivo (3.700 euro), cerchi fino a 23", assistente di parcheggio (1.050 euro), Adas evoluti per la guida in autostrada (1.250 euro, abbonamento per 4 anni), vetri posteriori oscurati (500 euro), impianto stereo Bowers & Wilkins (1.600 euro) e terzo display per il passeggero (1.500 euro). Il Seat Comfort Package (2.000 euro) comprende i sedili anteriori ventilati e con funzione di massaggio. Di serie la carrozzeria in Alpine White pastello: su richiesta (1.100 euro) le tinte metallizzate Mineral White, Black Sapphire, Space Silver, Grey Pine, Vancouver Green e Carbon Black. Le vernici speciali Tanzanite Blue e Dravit Grey costano 2.200 euro. Il listino di BMW X5 X5 40d xDrive: 93.700 euroX5 40d xDrive MSport: 98.300 euroX5 40d xDrive MSport Pro: 100.200 euroX5 40 xDrive: 97.300 euroX5 40 xDrive MSport: 101.900 euroX5 40 xDrive MSport Pro: 103.800 euro
Categorie: 4 Ruote
Pirelli investe in Ridesense: così il Cyber Tyre punta a diventare ancora più intelligente
Pirelli ha siglato un accordo di collaborazione con Ridesense, uno spin-off del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università Federico II di Napoli e del gruppo MegaRide specializzato nello sviluppo di tecnologie avanzate per la mobilità.L'intesa è incentrata su attività di cooperazione nello sviluppo di nuovi software da integrare nell'ecosistema Pirelli Cyber Tyre, ma include anche altri ambiti. Infatti, l'accordo contiene anche la concessione di una licenza alla multinazionale della Bicocca sui sensori virtuali di Ridesense e specifiche tutele sulla concessione di diritti a terzi. Inoltre, è previsto che la stessa Pirelli acquisti una partecipazione del 24,99% nella startup, con un'opzione per salire fino al 100% del capitale. I benefici della collaborazione Secondo la società milanese, l'integrazione fra i sensori fisici del Cyber Tyre e quelli virtuali di Ridesense (algoritmi che elaborano informazioni fornite dalla sensoristica già presente nei veicoli) amplierà ulteriormente il contributo dato dal sistema tecnologico sviluppato da Pirelli alle soluzioni elettroniche di sicurezza dell'auto.Consentirà, inoltre, di consolidare alcune funzionalità, come il rilevamento dell'aquaplaning, e di svilupparne nuove, legate alla diagnostica del pneumatico e, più in generale, del veicolo. In altre parole, l'ecosistema Cyber Tyre integra un ulteriore tassello per accrescere il suo ruolo negli ADAS e nelle tecnologie per la guida autonoma. "Oltre 20 anni fa abbiamo imboccato la strada che ha permesso di integrare nei pneumatici la capacità di raccogliere e trasmettere dati ed è nata la tecnologia Cyber Tyre. L'accordo con Ridesense contribuisce ad ampliare le possibilità dell'ecosistema, sviluppando ulteriormente la componente software che è il cuore di Cyber Tyre", spiega Piero Misani, Chief Technical Officer di Pirelli." un accordo significativo per il nostro Paese - aggiungono gli AD di Ridesense, Flavio Farroni e Aleksandr Sakhnevych - che mette insieme ricerca e industria italiane per portare sulle linee di produzione di Pirelli un percorso iniziato oltre dieci anni fa, a Napoli, nel gruppo di Dinamica del Veicolo dell'Università Federico II e valorizzato dalle strutture di trasferimento tecnologico dell'Ateneo. In una mobilità sempre più connessa servono tecnologie che portino su strada maggiore sicurezza, efficienza e qualità della guida. questo l'obiettivo che condividiamo con Pirelli".
Categorie: 4 Ruote