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Auto usate, il mercato accelera: meno diesel e più ibride nei passaggi

4 Ruote - 6 ore 29 min fa
Dopo il ritorno alla crescita registrato a febbraio, il mercato dell'auto usata accelera anche a marzo. Secondo l'ultima analisi Unrae, i trasferimenti di proprietà raggiungono quota 535.547, in aumento del 5,6% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel dettaglio, le minivolture (244.078) salgono dell'8,5%, mentre i passaggi netti (291.469) crescono del 3,2%.Il primo trimestre si chiude così a 1.479.367 trasferimenti complessivi, con un incremento contenuto ma positivo pari allo 0,7%.Alimentazioni: benzina al vertice, cresce l'elettrificazioneTra le alimentazioni, la benzina si conferma al primo posto nei trasferimenti netti mensili, con una quota del 38,9% (38,5% un anno fa). Il diesel perde ulteriormente terreno, cedendo 4,9 punti e scivolando in seconda posizione.Prosegue invece la crescita delle motorizzazioni elettrificate: le ibride passano dal 9,5% al 12,5%, mentre il GPL sale dal 5% al 5,6% e il metano resta stabile al 2%. In aumento anche le ibride plug-in (dall'1,2% all'1,7%) e le elettriche, che salgono dall'1% all'1,4%, pur mantenendo una quota ancora limitata. Anzianità: aumenta il peso delle auto più recenti Sul fronte dell'anzianità, i trasferimenti netti di vetture con oltre 10 anni guadagnano 0,1 punti, arrivando al 47,9%. In calo invece la fascia tra 6 e 10 anni, che scende al 17,2% (-0,4 punti), e quella tra 4 e 6 anni, al 9,7% (-1,7 punti).Segnali positivi arrivano dai veicoli più recenti: la quota delle auto tra 2 e 4 anni sale al 12,5% (+0,3 punti), mentre quella tra 1 e 2 anni cala leggermente al 4,4% (-0,2). Cresce invece in modo più marcato la fascia fino a 1 anno, che raggiunge l'8,3% (+1,8 punti).Nel complesso, le vetture fino a 4 anni di anzianità coprono il 25,2% degli scambi netti, in aumento di 1,9 punti rispetto allo stesso mese del 2025. Minivolture: diesel in testa ma in calo, flotta più giovane Nel canale delle minivolture, il diesel mantiene la leadership, ma arretra di 3,5 punti, fermandosi al 40,8%. La benzina guadagna terreno, salendo al 32,6% (+0,7 punti).Tra le altre alimentazioni, il Gpl scende al 5,2%, il metano all'1,7%. Le ibride salgono al 15,2%, seguite dalle ibride plug-in al 2,3% e dalle elettriche al 2,1%.Dal punto di vista dell'anzianità, cresce la quota di vetture con oltre 10 anni (36%) e quella tra 6 e 10 anni (19,5%). In aumento anche la fascia tra 2 e 4 anni, che arriva al 18,1%. In calo invece le auto tra 4 e 6 anni (11,3%) e quelle tra 1 e 2 anni (5,7%), mentre la fascia fino a 1 anno sale al 9,2%.Nel complesso, le minivolture di vetture fino a 4 anni di anzianità rappresentano il 33% del totale, 0,9 punti in più rispetto allo stesso mese del 2025.
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Omoda 9: in Cina è già tempo di restyling

4 Ruote - 8 ore 41 min fa
Chery ha presentato in Cina il restyling della Exeed C9, venduta in Europa come Omoda 9. La SUV è stata aggiornata sotto il profilo stilistico e tecnico ed è già ordinabile sul mercato interno, mentre il suo debutto nel Vecchio Continente non è ancora stato confermato. D'altronde, la versione oggi disponibile in Europa è arrivata da meno di un anno.Gli interventi sulla carrozzeria sono mirati ma efficaci e contribuiscono a migliorare l'efficienza aerodinamica: il Cx scende a 0,30. L'impostazione dell'abitacolo resta invece sostanzialmente invariata, ma debutta un sistema di climatizzazione evoluto, progettato per aumentare la protezione da allergeni e odori provenienti dall'esterno. Struttura più rigida e sicurezza migliorata Le novità più rilevanti si concentrano sulla struttura. Il telaio è ora realizzato per l'85% con acciaio ad alta resistenza, con rinforzi specifici nella zona del tetto che migliorano la protezione in caso di incidente. Nella stessa logica è stato rivisto anche l'alloggiamento della batteria. Al contrario, almeno per il momento, spariscono le opzioni della trazione integrale e delle sospensioni a controllo elettronico. Motori - la plug-in perde la 4WD (per ora) In Cina la gamma prevede due powertrain. Il primo è un 2.0 turbo benzina da 261 CV abbinato a un cambio doppia frizione a sette marce. Il secondo è una plug-in hybrid con motore 1.5 turbo da 156 CV affiancato da un'unità elettrica da 204 CV, per una potenza complessiva di 360 CV.La batteria è una nuova unità LFP da 19,5 kWh, accreditata di 120 km di autonomia nel ciclo CLTC, con ricarica dal 30 all'80% in 17 minuti.In Italia, invece, resta a listino la versione plug-in 4WD da 537 CV con batteria da 34,46 kWh, capace di garantire fino a 145 km in elettrico, valore che arriva a 181 km in ambito urbano.
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Batterie allo stato solido, BYD accelera coi brevetti ma i test inizieranno nel 2027

4 Ruote - 9 ore 24 min fa
Il costruttore cinese BYD ha depositato un brevetto relativo alla membrana dell'elettrolita per le batterie a stato solido, una tecnologia che, secondo la Casa, potrebbe contribuire a migliorare la conducibilità ionica e la resistenza meccanica del componente. Nel documento, tuttavia, non si fa riferimento a parametri chiave come la densità energetica, i tempi di ricarica, i cicli di vita o i costi di produzione di queste batterie. Uno scenario ancora complessoLo scorso aprile il responsabile tecnologico di BYD, Lian Yubo, ha dichiarato che lo sviluppo delle batterie a stato solido dell'azienda è entrato in una fase di svolta cruciale. Restano però diversi colli di bottiglia: tra questi, la stabilità dell'interfaccia tra anodo e catodo solidi, le dispersioni durante le fasi di ricarica e la complessità ingegneristica dell'intero sistema. BYD prevede comunque l'avvio dei primi programmi pilota entro il 2027. Nello stesso periodo dovrebbero partire anche le sperimentazioni degli altri principali player impegnati su questa tecnologia, tra cui Calb, Chery, Catl e Gac.
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Il governo sblocca il Fondo Automotive: 1,34 miliardi alla filiera e incentivi per i veicoli commerciali

4 Ruote - 9 ore 32 min fa
Il governo ha sbloccato il tanto atteso decreto dedicato all'industria automobilistica. Via libera al DPCM Automotive, ha annunciato sabato mattina il ministero delle Imprese, precisando che le risorse sono destinate al sostegno delle imprese della filiera per investimenti produttivi, ricerca, sviluppo e innovazione.In particolare, il plafond ammonta a 1,343 miliardi di euro, circa 250 milioni in più rispetto agli stanziamenti inizialmente previsti a inizio anno. Tuttavia, il ministro Adolfo Urso ha garantito una rapida ricostituzione dei fondi: Al CdM di ieri (venerdì 22, ndr) abbiamo inoltre raggiunto l'intesa di ripristinare, già nel prossimo mese di luglio, le risorse pari a 251 milioni di euro che sono state destinate, per esigenze di bilancio, alla copertura del decreto-legge per contrastare il caro carburanti e a sostegno delle imprese dell'autotrasporto. Le nuove risorse, già individuate, si aggiungeranno quindi a quanto destinato al comparto con questo provvedimento, aumentandone l'importo complessivo, ha aggiunto Urso. Alla filiera oltre il 70% delle risorse Oltre il 70% alla filiera industriale stata confermata la ripartizione dei fondi con un focus marcato sull'industria: oltre il 70% delle risorse è destinato ad Accordi per l'innovazione, Contratti di sviluppo e al nuovo strumento dei Mini Contratti di sviluppo. La restante parte finanzierà incentivi mirati per la mobilità sostenibile - tra cui bonus per colonnine, leasing sociale, retrofit a gas, ciclomotori, motocicli e quadricicli - e il rinnovo del parco circolante dei veicoli commerciali.Per Urso, il decreto, insieme al relativo finanziamento del Fondo Automotive, fornirà una grande spinta alla ricerca e all'innovazione nelle nuove tecnologie della mobilità e quindi agli investimenti produttivi, contribuendo ad affrontare la transizione industriale ed energetica in una fase in cui le case automobilistiche stanno rivedendo i propri piani per rispondere alla concorrenza asiatica. Il ministro ha inoltre ricordato che le risorse si aggiungono a quelle già destinate al Piano Transizione 5.0, che dispone di una dotazione triennale di 9,8 miliardi di euro per l'innovazione digitale e l'efficientamento energetico del sistema industriale.
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Diesel sopra i due euro: il taglio dello sconto pesa subito al distributore

4 Ruote - 9 ore 40 min fa
La decisione del governo di rimodulare ancora una volta il taglio delle accise produce un effetto immediato sui prezzi medi del diesel. Palazzo Chigi ha ridotto lo sconto da 20 a 10 centesimi (12,2 considerando l'IVA) e il gasolio è tornato sopra i 2 euro al litro. La benzina, invece, rimane sostanzialmente stabile.In particolare, stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, tra sabato e domenica i quattro principali operatori della distribuzione hanno applicato ai prezzi consigliati l'aumento delle accise in vigore da sabato 23: +10,2 centesimi al litro per Eni, +10 centesimi per IP, +12 centesimi per Q8 e Tamoil, che ha anche ridotto di un centesimo al litro il prezzo della benzina.In questo quadro, la testata specializzata evidenzia anche una serie di sviluppi sul mercato petrolifero internazionale. Le quotazioni dei prodotti raffinati continuano a scendere, mentre i principali indici del greggio risultano in forte ribasso, sostenuti dalle rinnovate speranze su un accordo tra Stati Uniti e Iran: il Brent scambia sotto i 100 dollari al barile e il WTI si avvicina ai 90. Le rilevazioni Tornando alle rilevazioni di Staffetta Quotidiana, questa mattina 25 maggio la benzina self service sulla rete stradale è a 1,968 euro/litro (+2 millesimi rispetto a venerdì), mentre il gasolio sale a 2,046 euro/litro (+72). Il GPL si attesta a 0,803 euro/litro (-2), il metano a 1,565 euro/kg (-1). In autostrada, la benzina al self è a 2,057 euro/litro (+6), il diesel a 2,127 euro/litro (+63), il GPL a 0,910 euro/litro (-1) e il metano a 1,588 euro/kg (invariato).Analizzando le modalità di vendita, sulla base dei dati comunicati dai gestori all'Osservatorio del Mimit, la media dei prezzi praticati tra rete stradale e autostradale vede la benzina self service a 1,970 euro/litro (compagnie 1,976, pompe bianche 1,959) e il gasolio a 2,040 euro/litro (compagnie 2,052, pompe bianche 2,016). Al servito, la benzina arriva a 2,107 euro/litro (compagnie 2,150, pompe bianche 2,026), mentre il diesel è a 2,170 euro/litro (compagnie 2,216, pompe bianche 2,084). Il GPL si posiziona a 0,810 euro/litro (compagnie 0,819, pompe bianche 0,800), il metano a 1,565 euro/kg (compagnie 1,566, pompe bianche 1,565) e il GNL a 1,453 euro/kg (compagnie 1,461, pompe bianche 1,446).Lo spaccato per marchi evidenzia Eni a 1,992 euro/litro sulla benzina self service (2,197 al servito) e 2,037 euro/litro sul gasolio (2,240 al servito); IP a 1,980 (2,146) e 2,057 (2,219); Q8 a 1,966 (2,129) e 2,062 (2,198); Tamoil a 1,955 (2,033) e 2,057 (2,119).
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Nuova Panda, mini Multipla e lelettrica low cost: i piani Fiat per la città

4 Ruote - 9 ore 56 min fa
La gamma Fiat è destinata ad ampliarsi in modo significativo, bon soltanto per l'arrivo delle nuove SUV della famiglia Grizzly, ma anche per una serie di modelli pronti a ridefinire la mobilità urbana. Tra questi, la nuova E-Car che sarà prodotta in Italia, nello stabilimento di Pomigliano, e l'inedita Quattrolino.Dopo gli annunci del piano industriale FaSTLAne 2030, è il momento di fare chiarezza sui modelli in arrivo, a cominciare dalla nuova Panda, o Pandina. L'attuale generazione, come indicato lo scorso anno da Stellantis, resterà in produzione almeno fino al 2030. Jean-Philippe Imparato aveva infatti collocato proprio all'inizio del prossimo decennio il debutto di una nuova Panda. Oggi, però, lo scenario è cambiato e alcune certezze sembrano meno solide. Pomigliano sarà la "casa" delle E-CarLo stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano d'Arco attualmente produce la Fiat Panda (dal 2012) e l'Alfa Romeo Tonale (dal 2022). La prima dovrebbe rimanere sulle linee ancora per diversi anni, sfruttando la sua motorizzazione ibrida per rimanere saldamente l'auto più venduta d'Italia. Sulla seconda, invece, non vi sono particolari certezze.Nel piano industriale FaSTLAne 2030 è stata annunciata una nuova SUV di segmento C, che per taglia potrebbe andare a sovrapporsi alla Tonale, ma che dalla prima immagine mostrata ha un'impostazione più da crossover, quasi da hatchback. Un'eventuale uscita di scena della Tonale libererebbe aree produttive utili a ospitare le linee della nuova piattaforma elettrica nata per le E-Car, anche se per i volumi attesi a questa nuova famiglia di modelli potrebbe servire molto più spazio.Pomigliano, infatti, è stata indicata dal gruppo Stellantis come nuova casa del progetto E-Car, l'automobile "europea" - da qui la lettera "E" nel nome - pensata per risollevare, almeno in parte, le sorti dell'industria automobilistica continentale. L'obiettivo è lanciare vetture di vari marchi, anche extra Stellantis, con prezzi contenuti.Per il momento i modelli che verranno prodotti qui sono due, la Citroën 2CV e la sua sorella a marchio Fiat. Della quale non si conosce ancora il nome, anche se alcuni hanno già iniziato a chiamarla - forse erroneamente, è ancora presto per dirlo - Pandina. Ma lei non sarà una vera e propria erede della Panda, pur avvicinandosi a lei per dimensioni: il modello attuale, come detto, dovrebbe sopravvivere nella sua versione ibrida all'avvento di questa nuova piccola elettrica, che potrebbe affiancarla in attesa del lancio di una nuova generazione della Panda vera e propria. La E-Car si ispirerà alla Ippo? La E-Car Fiat sarà svelata al Salone di Parigi in programma a metà ottobre - Olivier Franois, parlando di lei, ha detto che vorrebbe presentarla lì - per poi entrare in produzione nel 2028. Per il momento il gruppo Stellantis l'ha raffigurata con il prototipo Ippo, presentato dalla Fiat alla Milano Design Week e creato dall'ISIA Roma Design.Le forme sono molto particolari, ma non è detto che non prefigurino dettagli del modello di serie. Il gruppo Stellantis ci ha ormai abituato a presentare concept dalle forme ardite che poi vengono riprese in maniera abbastanza fedele, seppur con addolcimenti vari, dai modelli di serie, vedi la Citroën Oli e la nuova C3. La Ippo ha forme squadrate e dettagli tondeggianti, che ricordano lo "squircle" - crasi di square e circle - tanto caro alla Fiat Panda, ma con un'impostazione molto più basica rispetto a quella della segmento A. D'altronde, la E-Car avrà un prezzo attorno ai 15 mila euro e pensare a qualcosa di lussuoso sarebbe paradossale.Di questo concept sicuramente non sopravviveranno le ruote, che non potranno essere così sporgenti, mentre altri dettagli, come il tetto, il frontale e i fari potrebbero trovare un'evoluzione di serie. La sorella francese, infatti, avrà fanali che sporgono dalla carrozzeria per richiamare la 2CV originale e quei due quadrati quadripartiti che sbucano dal frontale della Ippo potrebbero non essere poi così impossibili da vedere nella versione di produzione.Così come quel corpo vettura, semplice e con forme levigate, o quel tetto che quasi non sembra quello di un'automobile vera. Ma la E-Car non sarà una microcar, a differenza di un altro modello in arrivo nei prossimi anni, la Quattrolino. La Fiat QuattrolinoUn nome estremamente particolare pensato per indicare due concetti: lo spazio per quattro persone a bordo e l'appartenenza alla famiglia Topolino. Annunciata da Olivier Franois e accompagnata da una prima immagine mostrata nelle slide del nuovo piano industriale, la vettura è una sorta di Fiat 600 Multipla dei giorni nostri.Un modello, quest'ultimo, di cui il manager francese ha parlato più volte, descrivendolo come un suo sogno nel cassetto da riportare in gamma. E con la prima Multipla, la Quattrolino avrà in comune anche l'elevata spaziosità interna in relazione alle dimensioni: non sono da escludere future evoluzioni pensate per il trasporto commerciale in ambito cittadino, né varianti particolari, come già visto con la Topolino.
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F1, GP Canada: Antonelli fa poker, secondo Hamilton. Si ritira Russell

4 Ruote - 20 ore 17 min fa
Andrea Kimi Antonelli centra la quarta vittoria consecutiva e lo fa sul circuito Gilles Villeneuve di Montreal, dove dodici mesi fa aveva conquistato il suo primo podio in Formula 1. Dopo Cina, Giappone e Miami, l'italiano della Mercedes mette in fila un altro successo e, complice il ritiro di George Russell, porta il vantaggio in classifica oltre i quaranta punti sul compagno di squadra.Duello Mercedes interrotto dalla power unitAllo spegnimento dei semafori Russell ha perso subito la prima posizione, superato sia da Antonelli sia da Lando Norris, partito con un azzardo tattico su pneumatici intermedi su una pista in realtà già asciutta. Una scelta che ha costretto la McLaren a un pit-stop anticipato, compromettendo la gara del campione in carco, poi ritiratosi per un problema di affidabilità.Tra Antonelli e Russell il duello è stato acceso fin dai primi giri, con sorpassi e contro-sorpassi e qualche episodio al limite. Su tutti, una staccata in curva 13 in cui Antonelli ha superato il compagno dopo essere finito lungo nella via di fuga: il muretto Mercedes ha chiesto al pilota italiano di restituire la posizione. La battaglia si è interrotta al trentesimo giro, quando un guasto alla power unit ha costretto Russell al ritiro. George, comprensibilmente furioso, ha lanciato il poggiatesta in pista durante il rientro ai box: gesto che gli è valso un'indagine che porterà probabilmente a una multa - da parte della Direzione Gara. Da quel momento, Antonelli ha gestito senza patemi fino alla bandiera a scacchi. Hamilton torna a sorridereAlle spalle dell'italiano, il secondo posto è andato a Lewis Hamilton, autore del weekend più convincente da quando veste i colori Ferrari. Dopo una qualifica di buon livello, proprio sulla pista dove ci si aspettava la SF-26 più in difficoltà, il sette volte iridato è riuscito a capitalizzare in gara, nonostante un lungo a metà corsa che lo aveva fatto scivolare a circa quattro secondi da Verstappen.Il sorpasso decisivo sull'olandese è arrivato a pochi giri dal termine, alla staccata di curva 1, sfruttando la crisi di gomme della Red Bull. Verstappen aveva accusato graining sulle anteriori già nel primo stint e nel secondo, giro dopo giro, ha visto il distacco da Hamilton ridursi inesorabilmente. Per la Ferrari è il secondo podio stagionale di Hamilton dopo la Cina; un risultato che il sette volte iridato ha costruito con un passo gara superiore a quello del rivale.Più complicato il weekend di Charles Leclerc, quarto ma a quasi mezzo minuto dal compagno di squadra e protagonista di un quasi testacoda all'uscita dell'ultima curva. Il monegasco non ha mai trovato la fiducia necessaria con la SF-26 per spingersi al limite, confermando l'impressione di una Ferrari ancora a due velocità tra i suoi due piloti. Per Verstappen arriva il primo podio stagionalePer Max Verstappen il terzo posto rappresenta il primo podio del 2026, in una stagione che la Red Bull ha iniziato sotto le proprie aspettative a causa di un progetto aerodinamicamente nato male. Lo stesso pilota olandese aveva ammesso, già nella giornata di sabato, di non aver trovato un setup ideale. Eppure, la RB22 ha mostrato a Montreal piccoli ma concreti segnali di crescita. Bene anche il suo compagno di squadra Hadjar che, nonostante abbia raccolto più di una penalità, è riuscito a portare la sua vettura al traguardo al quinto posto.Il resto della Top 10Sesta posizione per un coriaceo Franco Colapinto con l'Alpine: per l'argentino, dopo Miami, un altro fine settimana davvero interessante. Chiudono la zona punti Liam Lawson (Racing Bulls), che non aveva nemmeno girato nelle libere per un problema tecnico, Pierre Gasly (Alpine), Carlos Sainz (Williams) e Oliver Bearman (Haas). Ritirato Lando Norris per un problema di affidabilità, dopo che la scelta della McLaren di partire su intermedie lo aveva già relegato nelle retrovie.I risultati completi del GP del Canada >>
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F1, la Mercedes monopolizza la prima fila del GP del Canada: Russell in pole

4 Ruote - Mag 23,2026
Sessantotto millesimi. Esattamente gli stessi che, ventiquattro ore prima, avevano separato George Russell da Andrea Kimi Antonelli nella Sprint Qualifying. La Q3 del Gran Premio del Canada ha riproposto fotogramma per fotogramma il duello tutto Mercedes che sta caratterizzando questo weekend di Montréal e, ancora una volta, è l'inglese a uscirne davanti. Pole position per Russell che ha fermato il corno sull'1'12"578: dopo l'introduzione del nuovo pacchetto aerodinamico, le Frecce d'Argento sono tornate a essere il riferimento prestazionale in pista. comunque il diciannovenne bolognese a raccontare la storia più interessante. Antonelli arriva in Canada da leader del Mondiale piloti, reduce da tre vittorie consecutive, con la Mercedes saldamente in testa anche fra i costruttori. In gara Sprint era stato l'italiano ad avere il passo migliore - Russell lo aveva ammesso a denti stretti - ma sul giro secco è il compagno di squadra a fare la differenza. Antonelli ha provato a strappare il tempo nei minuti finali, ha cercato di ricucire decimi nel terzo settore, non ci è riuscito. Per la seconda volta in due giorni, stesso scarto, stesso risultato.Russell, dopo la prova, ha lasciato intendere di aver lavorato sull'assetto pensando soprattutto alla possibile pioggia di domenica. Una scelta che, in caso di gara asciutta, potrebbe spostare gli equilibri verso il compagno di squadra. La sensazione è che il duello fra i due non sia ancora entrato nel vivo, nonostante le sportellate del pomeriggio odierno. La seconda fila è papayaLando Norris e Oscar Piastri occupano rispettivamente la terza e quarta casella, divisi da appena 52 millesimi. La McLaren cresce con costanza dopo le novità portate fra Miami e Montréal e si conferma il terzo incomodo nel duello fra Mercedes e Ferrari per il vertice del campionato.E proprio sulla Ferrari arriva la nota più amara del sabato canadese. Lewis Hamilton, che con Montréal ha sempre avuto un feeling speciale, riesce a contenere i danni piazzando la SF-26 al quinto posto, a 290 millesimi da Russell. Va peggio a Charles Leclerc, ottavo, alle spalle delle due Red Bull di Max Verstappen e di un sorprendente Isack Hadjar. Il monegasco ha faticato per tutto il weekend a trovare il bilanciamento giusto e la qualifica non è stata da meno: nessun giro davvero pulito, sensazioni contrastanti via radio, una distanza dal compagno di squadra che non passa inosservata. Per la Scuderia di Maranello è un bilancio negativo.Chiudono la top ten Arvid Lindblad - autentica sorpresa del weekend con la Racing Bulls, nono - e Franco Colapinto, decimo con la prima Alpine. L'argentino conferma il momento di forma che lo sta facendo crescere agli occhi del paddock. A centro gruppoFuori dalla Q3 per soli 29 millesimi Nico Hulkenberg, undicesimo con l'Audi. La R26 ha una base solida ma paga ancora un deficit di potenza che diventa pesante sui rettilinei di Montréal. Tredicesimo Gabriel Bortoleto, anche questo weekend meno incisivo del compagno tedesco sul giro secco. Fra le due Audi si è inserito Liam Lawson con la Racing Bulls, che continua a non avere il ritmo dell'esordiente Lindblad. Weekend complicato anche per Pierre Gasly: quattro decimi presi da Colapinto sono un margine importante, e raccontano di un'Alpine ancora da decifrare nelle mani del francese.Carlos Sainz si ferma in quindicesima posizione, ma può consolarsi battendo il compagno Alexander Albon, eliminato già in Q1. Il madrileno paga il sovrappeso noto della Williams ma resta più a suo agio del thailandese, la cui monoposto sembra non aver mai trovato la quadra dopo l'incidente nelle Libere 1. Oliver Bearman, sedicesimo, ha vissuto un Q2 sfortunato: la Haas ha perso i deviatori di flusso sul lato sinistro della VF-26, compromettendo l'aerodinamica nei giri buoni.In Q1 le due eliminazioni inattese sono state proprio quelle di Albon e di Esteban Ocon. Il francese della Haas ha pagato la decisione di montare il pacchetto aggiornamenti direttamente in qualifica, senza un riferimento dalle libere, una scelta che il team dovrà rivedere. Diciottesimo Fernando Alonso, davanti alle due Cadillac di Sergio Perez e Lance Stroll, e a Valtteri Bottas che chiude il gruppo.I risultati completi delle Qualifiche di Montreal >
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Russell vince la Sprint di Montreal dopo un duro scontro con Antonelli

4 Ruote - Mag 23,2026
La fotografia della Sprint del GP del Canada dice Mercedes-McLaren-Mercedes, con George Russell che taglia per primo il traguardo e Lando Norris a chiudere il sandwich tra le due Frecce d'Argento. Ma la storia vera della Sprint canadese non è nei distacchi finali - tutti racchiusi in poco più di un secondo sui primi tre - bensì nei team radio incandescenti che Toto Wolff si è ritrovato a gestire.Andiamo con ordine. Russell scatta dalla pole con la migliore partenza delle prime due file e, nelle tornate iniziali, sembra che la Mercedes abbia trovato la combinazione giusta: lui e Antonelli costruiscono in pochi giri un margine di oltre due secondi su Norris, lasciando intuire una Sprint a senso unico. L'impressione, però, dura solo sei giri.Curva 2, curva 8 e il nervo scopertoAl sesto passaggio Antonelli decide di rompere gli indugi. Il diciannovenne italiano prova l'affondo all'esterno di curva 2, ma Russell non concede un centimetro e accompagna il compagno sull'erba. Via radio Antonelli chiede a gran voce l'intervento dei commissari: la direzione gara non apre nemmeno l'inchiesta, l'episodio resta fra le mura di Brackley.Pochi istanti dopo, ancora animato dalla bagarre, l'italiano ci riprova in staccata di curva 8. Stavolta arriva lungo da solo, finisce di nuovo nella via di fuga e questa volta paga doppio: rischia di compromettere il fondo della W17 e soprattutto regala a Norris la seconda posizione. Da quel momento la gara di Antonelli diventa un inseguimento amaro che non avrà nessun risvolto.  L'italiano chiude terzo ma il podio è l'ultimo dei suoi pensieri: nel debrief davanti a Wolff la discussione si annuncia lunga.Così nei primi ottoQuattro monoposto motorizzate Mercedes nelle prime quattro posizioni: Piastri raccoglie il quarto posto sfruttando l'errore decisivo di Leclerc. Il monegasco chiude così con il quinto posto, davanti a un Hamilton che ha vissuto due sprint in una.Il sette volte iridato ha tenuto il quarto posto per quasi tutta la mini-gara, dimostrando un passo superiore a quello del compagno di squadra, finché a poche tornate dal termine non ha trovato il celebre muro dei campioni, quello stesso che in passato ha tradito Schumacher, Hill e Villeneuve. Il contatto gli costa prima la posizione su Piastri, poi quella su Leclerc. Ed è stato già tanto riuscire a portare la vettura al traguardo.Verstappen settimo, mai realmente competitivo con i top team in questa fase del weekend, mentre Arvid Lindblad porta a casa il punticino dell'ottavo posto con la Racing Bulls.I risultati completi della Sprint di Montreal >
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Prima fila Mercedes nella Sprint del Canada, Russell davanti

4 Ruote - Mag 23,2026
A Montreal le previsioni si avverano fin dal sabato mattina. La Mercedes era considerata la favorita per il fine settimana canadese e la Sprint Qualifying ha confermato i pronostici nel modo più netto possibile: prima fila tutta in nero-grigio, con George Russell davanti ad Andrea Kimi Antonelli.Russell ha fermato il cronometro sull'1'12"965, unico pilota a scendere sotto il muro dell'1'13". Una prestazione che gli vale la Sprint Pole e che rappresenta la risposta più diretta possibile alle tre vittorie consecutive ottenute di recente proprio dal compagno di box. Gli serviva, se non altro per dare una risposta in primis a sé stesso, più che al resto del paddock. Nonostante non sia stata una sessione facile per Antonelli, l'italiano ha chiuso la sua qualifica ad appena 77 millesimi dal compagno di squadra. Una prestazione costruita quasi interamente nel terzo settore, dove la W17 nelle sue mani ha fatto la differenza.L'introduzione dei nuovi aggiornamenti portati in Canada ha riconsegnato alla Mercedes quella che sembrava la vettura di riferimento di inizio anno. E lo ha fatto con un margine che, sul giro secco, è imbarazzante per chi sta dietro.McLaren a tre decimi, Ferrari subito dietroSeconda fila per la McLaren, con Lando Norris davanti a Oscar Piastri per appena 19 millesimi. Le due MCL40 hanno però accusato oltre tre decimi di ritardo dalle Mercedes: un divario consistente, che ridimensiona le ambizioni di Woking per la Sprint di domani.La terza fila è interamente Ferrari, ma con un asterisco importante. Le SF-26 hanno faticato più del previsto con le gomme Soft nel turno decisivo, eppure il distacco dalle McLaren è minimo: Lewis Hamilton, oggi davvero in palla, ha chiuso a 27 millesimi da Piastri. Più indietro Charles Leclerc, sesto e staccato di 84 millesimi dal compagno di squadra. Il sette volte campione del mondo, in Canada, sembra aver ritrovato un feeling che gli mancava da settimane.Verstappen giù, Red Bull lontanaMax Verstappen non è andato oltre il settimo tempo, a oltre mezzo secondo da Russell. L'olandese ha lamentato un posteriore troppo nervoso, incapace di offrirgli il supporto necessario per spingere sui cordoli del tracciato canadese. Il fatto che il compagno Isack Hadjar sia immediatamente alle sue spalle, a un solo decimo, racconta che il problema è più della macchina che del pilota. Va ricordato che Verstappen arriva a Montreal dopo aver corso la 24 Ore del Nürburgring nel weekend precedente: un impegno che, per quanto svolto per passione e in un contesto completamente diverso, qualche scoria fisica potrebbe averla lasciata.I sorprendenti, gli sfortunati e gli assentiIn quinta fila brillano due nomi inattesi. Arvid Lindblad ha portato la Racing Bulls al nono posto, mentre accanto a lui scatterà Carlos Sainz, unico Williams a essersi qualificato per la SQ3. Lo spagnolo ha estromesso per 48 millesimi un ottimo Nico Hulkenberg, a conferma che l'Audi - pur con i noti limiti sulla power unit - ha costruito una R26 con un telaio interessante. Anche Gabriel Bortoleto, l'altro pilota della casa di Ingolstadt, è rimasto a un soffio dalla top ten.Più indietro la prima Alpine di Franco Colapinto (tredicesimo), seguita dalle due Haas di Esteban Ocon e Oliver Bearman, in difficoltà rispetto agli standard recenti. Da segnalare invece il sorprendente passo avanti della Cadillac: Sergio Perez è rimasto fuori dalla SQ2 per appena 130 millesimi, mentre il compagno Valtteri Bottas è ventesimo a otto decimi. Un segnale che le novità tecniche introdotte stanno funzionando, almeno nelle mani del messicano.Capitolo a parte per gli incidenti. Fernando Alonso ha chiuso anzitempo la sua qualifica con un contatto contro le barriere a 1'46" dal termine della SQ1: l'AMR26 era riuscita a passare il taglio, ma lo spagnolo non ha potuto prendere parte alla SQ2 e domani partirà sedicesimo. La bandiera rossa innescata dal suo incidente ha fatto un'altra vittima eccellente, Pierre Gasly: l'Alpine lo ha mandato in pista nel momento peggiore e il francese è rimasto fuori, diciannovesimo.Infine, due assenti. Alexander Albon non ha disputato la sessione: la Williams non è riuscita a riparare in tempo i danni dell'incidente delle Libere 1, quando il thailandese aveva colpito una marmotta all'uscita di curva 7. E Liam Lawson, fermato la mattina da un problema tecnico sulla sua Racing Bulls, chiuderà la griglia in ultima posizione.La fotografia per doman è chiara: Mercedes avrà un margine importante, McLaren e Ferrari raggruppate a contendersi il podio. Ma una gara sprint su un tracciato come Montreal può sempre riscrivere tutto. 
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Caro carburanti, il governo conferma il taglio delle accise fino a inizio giugno

4 Ruote - Mag 22,2026
Nel Consiglio dei ministri che si è svolto oggi, il governo ha prorogato per la quarta volta il taglio delle accise su benzina e gasolio. La misura a tutela degli automobilisti è contenuta nel nuovo decreto legge recante "disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi e di sostegno alle attività economiche per il protrarsi della crisi dei mercati internazionali". Le misure del decreto leggeIl provvedimento estende per altri 15 giorni, quindi fino al prossimo 8 giugno, il taglio delle accise, mantenendo lo sconto differenziato tra benzina e gasolio: rispettivamente, 6,1 e 24,4 centesimi al litro (IVA inclusa). Il taglio costa alle casse dello stato circa 1 miliardo di euro al mese, ed è finanziato con l'extragettito IVA, con le sanzioni dell'Antitrust e altri tagli. Secondo il ministro Giorgetti, se la situazione in Iran non dovesse migliorare e lo stretto di Hormuz riaprire, la misura "potrebbe essere prorogata". Annullato lo sciopero degli autotrasportatoriNell'incontro con gli autotrasportatori svoltosi nel pomeriggio, il Governo ha anticipato alcune misure per il settore, inserite nel decreto legge approvato in serata, tra cui un credito d'imposta per un circa 300 milioni di euro, la compensazione del rimborso accise trimestrale a 30 giorni e la possibilità di dilazionare il pagamento delle imposte. Le associazioni di categoria si sono dette soddisfatte dell'accordo raggiunto e hanno deciso di "sospendere il fermo nazionale dell'autotrasporto" che era in programma dal 25 al 29 maggio.
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Altro che stop: Giulia e Stelvio vanno avanti, Alfa Romeo prepara anche hatchback e C-SUV

4 Ruote - Mag 22,2026
A poche ore dalla pubblicazione del nostro articolo che smentiva le indiscrezioni circolate online sulla cancellazione dei progetti delle nuove Giulia e Stelvio, Alfa Romeo è intervenuta con una nota ufficiale per fare chiarezza. Come anticipato da Quattroruote, nei prossimi anni sono previste nuove evoluzioni dell'attuale gamma, oggi composta proprio da Giulia e Stelvio. Alfa Romeo si legge nel comunicato sta studiando soluzioni per continuare a competere nel segmento D con nuove interpretazioni della propria gamma, restando fedele al DNA orientato alle prestazioni e adattandosi all'evoluzione del mercato. Il marchio farà leva su piattaforme flessibili per introdurre progressivamente soluzioni multi-energia, incluse motorizzazioni ibride ed elettriche. Maggiori dettagli saranno comunicati in una fase successiva. Ma le "future evoluzioni" delle due segmento D (cruciali per un mercato come quello statunitense che il marchio vuole continuare a presidiare), non sono l'unico annuncio di Alfa Romeo. Nella nota sono infatti indicate ben due vetture di segmento C: una basata su piattaforma STLA One, una sorta di erede della Giulietta (la Casa parla di "continuità con Giulietta e 147") che abbiamo ricostruito nei rendering qui sopra, e una C-Suv di cui finora nessuno aveva mai parlato. Questa sport utility verrà prodotta in Italia con motorizzazioni multienergia su piattaforma STLA Medium. Non avrà dunque nulla a che fare con la nuova cinque porte a ruote basse ed è un fulmine a ciel sereno per il marchio di Arese: nulla ripetiamolo era stato detto sul suo conto durante la presentazione del piano FaSTLAne 2030.
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Bugatti EB110 e Campogalliano, la storia diventa film: cosa racconta Rasòun dèser

4 Ruote - Mag 22,2026
Per Matteo Esposito e Leonardo Gatto, oggi studenti universitari, tutto è iniziato con il modellino della Bugatti EB110 nella loro cameretta. Negli anni la passione e la curiosità nei confronti di una delle più straordinarie e amate supercar italiane sono cresciute, fino a concretizzarsi in Rasòun d'èser, film che racconta una delle storie più affascinanti della Motor Valley italiana. Il racconto di un'impresa Realizzato con la collaborazione dell'Associazione Storico Culturale Bugatti Automobili Campogalliano, il film unisce immagini di repertorio, video provenienti dalle VHS di quegli anni e filmati dietro le quinte, a testimonianze dirette di chi ha vissuto in prima persona quegli anni, quell'esperienza e quel progetto. Una vera e propria "ragion d'essere" che, come sottolinea Gatto, "restituisce il valore più profondo di quella stagione: il fattore umano". A testimoniare ancora una volta che la vera "eccellenza della Motor Valley, prima ancora che nelle super sportive, sta nella passione instancabile di chi, con le proprie mani, contribuisce per renderle realtà".Nel film sono stati intervistati: Romano Artioli, Giampaolo Benedini, Loris Bicocchi, Dieter Gass, Maurizio Reggiani, Pavel Rajmis, Oliviero Pedrazzi, Tiziano Benedetti, Achille Bevini, Wanni Albertini, Lorena Dondi, Daniele Golinelli, Ezio Pavesi, Claudio Carretti, Stefano Bruni, Paolo Risi, Andrea Stenico, Enrico Pavesi, Tim Bravo e Mate Rimac.Come vedere il film Il film verrà proiettato il prossimo 29 maggio, durante il Motor Valley Fest 2026, al cinema Raffaello di Modena. La proiezione inizierà alle 20:30. L'ingresso è gratuito, ma occorre prenotarsi scrivendo a bugattiautomobilicampogalliano@gmail.com e indicando il numero di persone che verranno. Disponibilità fino a esaurimento posti. 
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Hypercar, parate e robotaxi: perché il Motor Valley Fest 2026 è da non perdere

4 Ruote - Mag 22,2026
Anche per il 2026 Modena torna a essere la capitale della Motor Valley per l'ottava edizione del Motor Valley Fest, che si svolgerà dal 28 al 31 maggio prossimi. Quattro giorni di eventi diffusi nel centro storico della città emiliana, con oltre 50 appuntamenti e 200 speaker internazionali. Supercar (e robotaxi) in mostra Come sempre, il Motor Valley Fest è un'ottima occasione per ammirare tante super e hypercar: quest'anno saranno presenti, tra le tante, la Ferrari Amalfi Spider, la Lamborghini Urus SE "Tettonero" Capsule, la Pagani Utopia Roadster, la Maserati MC Pura Cielo e - per gli amanti delle due ruote - le Ducati Superleggera. In Piazza Torre sarà possibile vedere in azione il robotaxi Zoox, del gruppo Amazon. Per tutti i giorni della manifestazione si svolgeranno anche le gare di Formula SAE in Piazza Grande, competizione tecnico-sportiva che coinvolge gli studenti di ingegneria provenienti da undici università italiane, organizzati in 16 team. Il programma principale 28 maggio: apertura dei lavori al Teatro Storchi, Motor Valley Top Table con i ceo di Dallara, Ducati, Ferrari, Lamborghini, Pagani e Maserati, parata auto storiche ASI e del Circolo della Biella28 - 29 maggio: Talent Talk al Teatro del Collegio San Carlo con Dallara, Ducati, Ferrari, Lamborghini, Pagani, Maserati e partner, convegni su Industry & Technology, Innovation & Finance, Talent & Society, Experience & Lifestyle29 maggio: Driving Innovation Hackathon Grand Finale, Motorsport Club al Laboratorio Aperto, Cinema in Atelier al Museo Pagani (Rush)30 maggio: Raduno De Tomaso Reloaded, sfilata Club Motori di Modena; parata "Rosse e non solo" (17.00-18.00), Moto&Supercars Parade con 100 supercar e 150 moto (19.00-22.30), Cinema in Atelier (Le Mans 24 Ore) e apertura straordinaria del Museo Enzo Ferrari fino a mezzanotte31 maggio: Motors & Coffee Modena, raduno Mini e Abarth, proclamazione "Best of Show" del Concours d'légance Trofeo Salvarola Terme
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La BMW M3 E30 diventa Lego: così rinasce un mito degli anni 80

4 Ruote - Mag 22,2026
Il gruppo BMW e Lego festeggiano i primi quarant'anni della M3 E30 con un set della serie Speed Champions dedicato proprio alla sportiva bavarese. Per questo progetto i team di design delle due aziende hanno lavorato assieme per disegnare l'inedita livrea dell'auto, applicata tanto al modello di mattoncini quanto a una vera M3 E30, che accompagnerà il lancio del set, previsto per il prossimo 1 agosto. La Lego Speed Champions BMW M3 E30 è già disponibile in pre-ordine sul sito lego.com e i principali retailer online a 27,99 euro.358 pezzi (e c'è anche la maglietta) Il set è composto da 358 pezzi, per un modello lungo 17 cm e largo 7 che riprende tutti i dettagli caratteristici della prima generazione di M3, dai fari rotondi al doppio rene anteriore, i passaruota maggiorati e il grande alettone posteriore. La minifigure abbinata all'auto indossa una t-shirt firmata BMW M, che sarà disponibile anche come capo d'abbigliamento, in cotone organico, nelle concessionarie della Casa bavarese.Nata per vincere Nata per vincereLa BMW M3 E30 è stata prodotta dal 1986 al 1991, con l'obiettivo di omologare la berlina per le competizioni turismo. La prima M3 ha conquistato titoli nel Deutsche Tourenwagen Meisterschaft e nel Campionato del Mondo Turismo, affermandosi come uno dei modelli più vincenti nella storia del marchio, con oltre 1.500 vittorie e più di 50 titoli internazionali. Nel corso della sua carriera ha ottenuto anche numerosi successi nelle grandi classiche dell'endurance, tra cui la 24 Ore del Nürburgring e la 24 Ore di Spa.Costruita nello stabilimento di Garching anche nella variante cabrio, la versione stradale della M3 E30 monta un quattro cilindri da 2.3 litri e 200 CV, portati a oltre 300 nelle varianti da gara. Il cambio era un Getrag manuale a cinque rapporti.
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Poca nostalgia, prezzi bassi: il ritorno della Citroën 2CV è elettrico ed essenziale

4 Ruote - Mag 22,2026
Dopo tanti rumor e indiscrezioni, ora è ufficiale: torna la Citroën 2CV. Verrà probabilmente presentata in veste prototipale al Salone di Parigi, in programma a metà ottobre, per poi arrivare sul mercato nel 2028. Sarà elettrica, ma incarnerà appieno lo spirito della 2CV originale: avrà un prezzo accessibile e farà della semplicità il suo mantra.Il ritorno della Citroën 2CVDalla nuova 2CV dobbiamo aspettarci soluzioni ingegneristiche molto particolari, proprio come quelle che hanno caratterizzato la prima serie della francese, e una versatilità fuori dal comune. Le forme dovrebbero evolvere quelle del modello degli anni Quaranta e quasi certamente verrà riproposta quella particolarissima capote di tela arrotolabile sul retro.Annunciata durante la presentazione del piano FaSTLAne 2030, la nuova deux chevaux sarà la versione francese della E-Car di Stellantis. Il gruppo, infatti, lancerà una nuova famiglia di elettriche compatte dal costo molto contenuto - si parla di prezzi in linea con le omologhe termiche, attorno ai 15 mila euro - che dovrebbe nascere proprio con questa francesina.La sorella italiana sarà prodotta nello stabilimento campano di Pomigliano d'Arco e, a quanto pare, pure la transalpina nascerà qui: i primi modelli usciranno dalle linee di produzione nel 2028. Il progetto verterà su una piattaforma semplificata, ma con tutto quello che serve per la mobilità urbana: non ci si attendono autonomie particolarmente elevate, né motori potenti, ma la leggerezza costruttiva dovrebbe consentire di avere comunque prestazioni adatte a un utilizzo quotidiano.Per il momento sono stati svelati pochissimi dettagli sul progetto, ma Citroën ha già comunicato che non si tratterà di un progetto nostalgia. La nuova 2CV si ispirerà allo spirito del modello originale, incarnando quei valori che hanno fatto scegliere la due cavalli da più di 5 milioni di clienti - è rimasta in produzione per più di 40 anni, dal 1948 al 1990 -: accessibilità, leggerezza, praticità, versatilità e un carattere tutto suo.Quella che, a tutti gli effetti, diventerà la nuova porta d'accesso alla gamma Citroën, non dovrebbe arrivare alle dimensioni della C1 (347 cm), ma si porrà comunque al di sotto dell'attuale C3 (399 cm), forse attorno ai 370 cm, nonostante i limiti previsti per le E-Car prevedano una lunghezza massima di 420 cm.La prima immagine della vettura, in penombra, mostra forme tondeggianti come quelle del modello originale, ma senza quei passaruota anteriori così marcati e quelle luci totalmente separate dalla carrozzeria, due dettagli che verranno comunque ripresi, ma aggiornati in chiave moderna. Il nuovo modello avrà fari a LED integrati parzialmente nel paraurti ma comunque sporgenti nella parte superiore, proprio come le luci tonde del modello del '48 e abbinati a un logo del Double Chevron molto grande, che ammicca a quello della serie originale. Le altre novità Citroën La nuova 2CV fa parte di un piano che entro il 2030 vedrà il lancio di sette nuovi modelli con marchio Citroën, di cui quattro SUV e una sorta di crossover con coda da coupé, sulla scia delle C4 X e C5 X. L'ultima vettura, invece, sarà una supercompatta a quattro posti imparentata con la Ami e con la stessa meccanica che farà da base anche alla nuova Fiat Quattrolino.
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Itala, non cè solo la SUV 35: il piano completo con tutti i nuovi modelli

4 Ruote - Mag 22,2026
Non c'è solo la Suv Itala 35. Passa anche da altri cinque modelli, per un totale di sei, il rilancio dello storico marchio torinese Itala, attraverso il progetto Historic Italian Brands (HIB), nato da un'iniziativa di Massimo Di Risio, già fondatore del gruppo DR Automobiles. L'azienda si appoggerà principalmente allo storico partner GAC per la fornitura delle basi tecniche (telaio e powertrain), ma anche a un altro costruttore cinese, JAC, da cui deriva una delle prossime Itala, la compatta elettrica. Vediamo nel dettaglio quali vetture ci attendono e come si differenziano esteticamente dalle corrispettive cinesi: le Itala, lo ricordiamo, hanno uno stile ad hoc firmato Italdesign e ha spiegato la Casa ricevono trattamenti specifici per quanto riguarda gli interni, l'elettronica, l'infotainment, le sospensioni e l'impianto frenante, con il coinvolgimento di altre realtà italiane dell'automotive, coordinate da Roberto Fedeli (ex Ferrari, Maserati e Aston Martin). Itala 56, Suv media a benzina Dopo la 35 arriveranno altre due sport utility a marchio Itala, i cui ordini verranno aperti nei prossimi mesi, con il lancio previsto a settembre. Una di queste è la Itala 56, una Suv media (è lunga 4 metri e 68 centimetri) mossa da un motore a benzina da 1.5 litri e 170 cavalli. Dai primi rendering emerge subito come questa Itala, pur mantenendo l'ossatura e il profilo della sua progenitrice, si differenzi molto nel design; a partire dal frontale, più aggressivo, configurato da una mascherina trapezoidale e gruppi ottici molto affilati. La Itala 56 nasce sulla base tecnica della Trumpchi GS4 Max del gruppo GAC (foto sopra), lanciata nel 2024 con un cuore turbobenzina abbinato a un cambio doppia frizione a 7 rapporti. Itala 61: taglia XL Sempre a benzina, ma più grande (4,98 metri) e più potente per l'Italia è confermata una versione da 231 cavalli che dovrebbe adottare un 2.0 litri benzina è la Itala 61, caratterizzata da una carrozzeria più squadrata e possente, gruppi ottici verticali e una griglia cromata con design a matrice. La personalizzazione stilistica ha toccato diversi punti, tra cui i paraurti, dal design specifico. Nella foto qui sopra potete confrontarla con il modello da cui trae origine, la Trumpchi GS8 (venduta come GAC GS8 al di fuori del mercato cinese). 4 metri, elettrica: c'è anche una hatchback Nella gamma del marchio Itala c'è spazio anche per un'elettrica: una compatta lunga circa 4 metri, dai fari tondi e il frontale sorridente, nel quale si legge un certo family feeling con le altre Itala nel dettaglio della mascherina cromata con trama a matrice. Ancora senza nome, questa utilitaria deriva dalla JAC Yiwei 3, che in Svizzera e in altri mercati è chiamata E30X e venduta in due versioni: con batteria da 41 kWh, 293 km di autonomia e 136 CV, oppure nella più capace variante da 51,5 kWh e 374 km (di pari potenza). Powertrain Erev per la futura Suv media Entro la fine dell'anno, il portfolio di Itala il cui rilancio, insieme a quello del marchio O.S.C.A, ha portato a un ampliamento del sito produttivo molisano del Gruppo DR, a Macchia d'Isernia, e a nuove assunzioni si amplierà con altre due SUV.Anche in questo caso, i modelli non hanno ancora un nome, ma una fisionomia ben precisa visibile in queste prime immagini. Delle due, una (foto sopra) è una SUV media (è lunga 4,68 metri) mossa da un powertrain range extender e sfoggia uno stile più europeo rispetto al modello che le fornisce la piattaforma. Quest'ultimo è la Aion i60, che in Cina è proposta sia come elettrica pura, sia come EREV, in questo caso con un 1.5 turbo a ricaricare la batteria che alimenta il motore elettrico di trazione, da 241 CV: specifiche che, sulla versione italiana, potrebbero non combaciare. Una ibrida per famiglie Nei piani del rinato marchio Itala c'è anche una SUV da 4,9 metri di lunghezza, stavolta equipaggiata con un propulsore di tipo ibrido plug-in. Nella fattispecie, lo schema dovrebbe prevedere il solito 1.5 turbobenzina abbinato a una o due unità elettriche: la Trumpchi Xiangwang S7, da cui deriva, è infatti proposta sia a due sia a quattro ruote motrici, con l'assale posteriore elettrificato da un'unità da 80 kW.
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Giulia e Stelvio sono state cancellate? Cosa dice davvero il piano Alfa Romeo

4 Ruote - Mag 22,2026
Giulia e Stelvio sono state cancellate, addio Giulia e Stelvio e così via. Nelle scorse ore si è detto e scritto di tutto sulle due segmento D di Alfa Romeo, ma è utile fare un po' di chiarezza, senza proclami né letture di pancia.Il video e le slide del piano FaSTLAne 2030 Nelle slide mostrate durante la presentazione del piano industriale FaSTLAne 2030 le Alfa Romeo Giulia e Stelvio compaiono solo nella loro forma attuale (e, curiosamente, in un video erano presenti addirittura nelle versioni pre restyling, con i fari non aggiornati). vero, non c'è traccia di nuove generazioni o evoluzioni future, ma basare ipotesi di cancellazione dei progetti su una semplice immagine appare quantomeno forzato. Sappiamo che il prossimo anno il Biscione presenterà una nuova media, una C-SUV sulla piattaforma STLA One (batterie LFP, architettura a 800 volt e costi di produzione contenuti) con proporzioni che richiamano quelle di una hatchback come la Giulietta. A seguire dovrebbe arrivare una few-off in stile 33 Stradale, o comunque un modello a bassi volumi: potrebbe essere una berlina oppure la coupé tanto attesa dagli appassionati. Di più, dalla slide, non emerge.Da dove nasce l'ipotesi di cancellazione E proprio da qui nasce l'equivoco: da queste informazioni si è arrivati a ipotizzare l'annullamento delle nuove Giulia e Stelvio, inizialmente attese già quest'anno e poi rinviate, forse per criticità produttive o, più probabilmente, per una revisione dei progetti all'interno delle logiche del nuovo piano industriale Stellantis.Se però si osserva quella slide con maggiore distacco, il quadro cambia. Nella parte bassa sono rappresentate le nuove aggiunte alla gamma, mentre in quella alta compaiono i modelli attualmente in vendita. evidente che questi ultimi non resteranno invariati fino al 2030.Il futuro possibile di Giulia e Stelvio Per la Junior è lecito attendersi un restyling, per la Tonale potrebbe arrivare un ulteriore aggiornamento, oppure una sostituzione proprio con la nuova C-SUV. Quanto a Giulia e Stelvio, è ragionevole pensare che resteranno in produzione ancora per un periodo, senza escludere che possano essere rimpiazzate da nuove generazioni più avanti, magari intorno al 2028. In tal caso, però, non sarebbero comunque comparse nella sezione dedicata ai nuovi modelli, in quanto eredi dirette di vetture già esistenti.Ci sono poi i segnali meno espliciti, come il titolo della slide - Il futuro di Alfa Romeo ne arriveranno altre - o quel pianificate evidenziato con puntini di sospensione. Indizi che lasciano intendere come il piano mostrato non esaurisca necessariamente tutte le novità in arrivo.Nessuna conferma sulla cancellazione In sintesi, affermare che le nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio siano state cancellate non trova riscontri concreti. Non sono state citate nel piano industriale, ma lo stesso vale per molti aggiornamenti previsti su altri modelli dei vari marchi.Per capire quale sarà il destino della SUV avvistata nei mesi scorsi nei collaudi su strada, ormai vicina alla configurazione definitiva, servirà ancora tempo. L'unico dato certo è che le attuali Giulia e Stelvio resteranno in produzione fino al prossimo anno. Dal 2027 in poi, il loro futuro resta aperto.
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La ricarica più veloce del mondo arriva in Italia: a Bologna i primi 1.500 kW firmati Denza

4 Ruote - Mag 22,2026
Denza, brand premium di BYD, apre ufficialmente le proprie attività commerciali in Italia con l'inaugurazione del suo primo showroom, realizzato in collaborazione con il gruppo Barchetti. La sede si trova a Bologna, in via Agucchi 74/6, su una superficie di oltre 500 metri quadrati, dove sono esposti i primi due modelli del costruttore cinese: la shooting brake Z9GT e la grande monovolume D9. "Bologna è una piazza centrale per il mercato automotive italiano, e la collaborazione con un partner di grande solidità come Barchetti ci permette una presenza coerente con il posizionamento premium e tecnologico di Denza", spiega Alessandro Grosso, country manager di BYD. Arriva la ricarica più veloce del mondo Nello spazio dello showroom Denza di Bologna verrà presto anche installata la prima stazione Flash Charging in Italia, con una potenza massima di ricarica di 1.500 kW. Nei prossimi mesi la rete proprietaria di BYD si estenderà su altri punti del territorio nazionale. Entrambi i modelli di Denza attualmente sul mercato supportano questa tecnologia, che permette di caricare dal 10% al 70% di batteria in cinque minuti, e di arrivare al 97% in meno di dieci. Denza Z9GT La shooting brake elettrica, con linee filanti e ricca di tecnologia, è disponibile sia in versione full electric che Super Hybrid DM-i, ed è il primo modello della Casa cinese a supportare la tecnologia Flash Charging (che abbiamo già visto in azione). Lunga 5,18 metri e con un passo di 3,12, offre spazio in abbondanza per passeggeri e bagagli (e c'è anche un piccolo vano refrigerato). Più di tutto, però, offre prestazioni mozzafiato: la full electric monta un powertrain con tre unità elettriche, una davanti e due dietro, per una potenza totale di 1.156 CV e 1.210 Nm. Lo 0-100 viene coperto in 2,7 secondi, e la velocità massima arriva a 270 km/h. La batteria, da 122,5 kWh, assicura un'autonomia di oltre 600 km. Il listino parte da 116.450 euro. Denza D9 Super Hybrid DM-i Questa grande monovolume (è lunga 5,25 metri) mette a disposizione un abitacolo particolarmente ricco, anche per chi siede dietro, che può contare su sedili riscaldati, ventilati e con funzione di massaggio, schienali reclinabili e ricarica a induzione. Il powertrain è composto da un 1.5 turbo benzina da 120 CV abbinato a due motori elettrici da 353 CV totali: la trazione è integrale, lo 0-100 coperto in 8,6 secondi e la velocità massima è autolimitata a 180 km/h. La batteria ha una capacità di 58,9 kWh, superiore a quella di una full electric media, che permette di muoversi a zero emissioni per oltre 200 km. Prezzi da 79.950 euro.
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Maserati e Cassino, i nodi irrisolti: che futuro ha in mente Stellantis?

4 Ruote - Mag 22,2026
Maserati e l'impianto di Cassino sono i due grandi problemi di Stellantis in Italia. Tuttavia, l'amministratore delegato Antonio Filosa non poteva essere più chiaro durante la presentazione di FaSTLAne 2030: il Tridente e l'impianto laziale hanno un futuro. Tuttavia, per maggiori dettagli, quantomeno rispetto alle indicazioni del piano strategico, bisognerà aspettare ancora diversi mesi.Parleremo a Modena a dicembre della strategia complessiva del marchio, della creazione di valore, dei clienti che Maserati vuole servire e di cosa faremo sullo stabilimento. Stiamo lavorando duramente per essere pronti a dicembre su Maserati e, di conseguenza, su Cassino, ha spiegato il manager. Cassino ha un futuro e si vedrà con il piano Maserati. Il piano Maserati coinvolge Alfa Romeo e Bottegafuoriserie Tra l'altro, il piano del Tridente avrà conseguenze anche sull'Alfa Romeo. Del resto, una delle slide di presentazione di FaSTLAne 2030 è dedicata al futuro del Biscione e a due novità di prodotto: oltre alla C-SUV da produrre in Italia, viene menzionato un nuovo progetto di Bottegafuoriserie, l'hub creativo e ingegneristico ospitato nella sede modenese della Maserati e dedicato a entrambi i brand. E per Filosa Cassino è un elemento di successo industriale per i due marchi.Dunque, bisogna avere ancora pazienza per avere ulteriori rassicurazioni, magari sulla possibilità che la strategia delle partnership venga estesa anche al marchio emiliano e alla fabbrica laziale.Una cosa è certa. Per il Tridente il piano indica non solo un rafforzamento delle attività e un ampliamento della gamma con due nuovi modelli di segmento E (probabilmente le eredi di Quattroporte e Levante), ma anche un chiaro riposizionamento nella fascia di mercato del puro lusso. In altre parole, Maserati assume un ruolo distinto e separato all'interno della nuova gestione del portafoglio di Stellantis. D'altro canto, l'alto di gamma richiede una netta differenziazione rispetto al mass-market e quindi una netta distinzione e un cambio di passo rispetto al passato.Il gruppo, infatti, ha deciso di affidare un ruolo prioritario a quattro marchi globali, Fiat, Jeep, Peugeot e Ram: saranno questi, insieme alla divisione per i commerciali Pro One, a ricevere i maggiori investimenti (il 70% dei 36 miliardi di euro stanziati su prodotti e brand) e a guidare il lancio dei nuovi asset globali. Poi ci sono cinque marchi regionali (Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo), che andranno a beneficiare degli stessi asset globali, ma con una loro distintività.Saranno dunque limitati nel loro perimetro geografico? Dipende. Infatti, nel caso del Biscione, Filosa ha escluso una limitazione alla sola Europa. A chi gli chiedeva della presenza dell'Alfa Romeo negli Usa, il manager ha ricordato l'importante rete di concessionari per poi svelare nuovi sviluppi: Siamo riusciti a confermare una gamma e ora lanceremo, a partire dall'Europa, un nuovo modello. Stiamo lavorando per aggiungerlo anche negli Stati Uniti.In altre parole, il termine regionale non deve essere interpretato in senso letterale, quantomeno per il Biscione.
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