Ignition, la passione dei club conquista la pista di Vairano
Il Talk dell'ANAI, l'Associazione Nazionale degli Autieri d'Italia, ha raccontato ai partecipanti dell'evento Ignition per i 70 anni di Quattroruote come nel secondo dopoguerra i militari impegnati nella logistica hanno creato i primi gruppi di appassionati di auto. Oggi da questa prima scintilla si è sviluppato un intero universo fatto di club, associazioni e gruppi virtuali. I club a Ignition Quattroruote Proprio a questo grande mondo di appassionati Quattroruote ha rivolto un invito speciale: a Vairano sono arrivate centinaia di auto da tutta Italia in rappresentazione di epoche e marche molto diverse tra di loro: indipendentemente dal valore economico i "Quattroruote lover" hanno dimostrato quanto sia forte il legame con le loro auto da collezione, che per l'occasione hanno calcato un luogo "sacro" come la pista di Quattroruote di Vairano. La lista dei club presenti Lunghissima la lista dei club presenti: i Registri italiani Porsche 356 e 911, il Fiat 500 Club Italia, La Scuderia Sant Abroeus, il Club Italia, la Scuderia del Portello, il Cmae, il Registro Italiano Mazda MX-5, il Japanese Car Meeting, il Registro Mini Italia, il BMW Youngtimer Club Italia, il Milano Historic Car Club, il club BMW Z3mendi e il gruppo degli appassionati di Piazza Affari di Milano.Ognuno di loro ha riunito le auto più importanti per creare una esposizione statica e dinamica di valore assoluto: passeggiando tra le aree della struttura di Vairano è stato possibile ripercorrere la storia dell'auto dai primi del 900 fino ai giorni nostri, con un elemento aggiuntivo che non ha prezzo: il proprietario innamorato della sua auto pronto a raccontare storie, ricordi e curiosità.
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Dalla Miura alla 500, a Vairano i club riuniscono un secolo di grandi classiche
All'evento Ignition per i 70 anni di Quattroruote, i club hanno contribuito a creare una vera e propria esposizione dinamica della storia dell'automobile. Il mondo delle classiche è stato rappresentato da numerose vetture di tutte le marche, con esemplari che spaziano dai primi del '900 fino agli anni '70. Tra i modelli più anziani presenti sull'Aia di Vairano spicca una Lacoste & Battmann del 1902, Casa francese attiva fino al 1913, affiancata da molte protagoniste del dopoguerra. Accanto alle classiche Alfa Romeo Giulietta Sprint, Spider, Giulia GT e GTA, Duetto e Montreal, insieme alle Lancia Aurelia B20, B24 e Flavia, i collezionisti hanno portato anche icone come Porsche 356, 911 e 928, oltre alla Citroën DS. Per quanto riguarda le italiane, oltre a una rara Dino 2400 Spider, a una 130 Coupé e a una Fiat 2300 familiare con al traino una 124 Spider, il Fiat 500 Club Italia ha esposto numerosissimi esemplari dell'utilitaria in diverse versioni e colorazioni, incluse le rare elaborazioni Abarth e Giannini. Analoga partecipazione per il Club 127, con le difficili da trovare Sport e Top. Non potevano mancare il Tridente Maserati, rappresentato da una Indy e una Quattroporte terza serie, così come una preziosa Lamborghini Miura SV.
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Dalle supercar anni 80 alle icone moderne: le auto protagoniste a Vairano
Accanto alle classiche, l'evento Ignition per i 70 anni di Quattroruote ha visto una partecipazione massiccia delle Youngtimer portate a Vairano dai club degli appassionati. Dalle protagoniste degli anni Ottanta alle supercar di oggi, il pubblico ha potuto ammirare alcune delle più importanti e rare auto che hanno fatto la storia dell'automobile anche sulle pagine di Quattroruote. Ferrari, Alfa Romeo e Maserati In rappresentanza dell'Italia sono state esposte le Alfa Romeo 75 e 164 oltre alla Giulia Quadrifoglio, le Fiat Panda e 500 delle generazioni più recenti e le Ferrari 355, 456, 550 Maranello, 575 e 612 Scaglietti. Presente anche la Maserati MC20 nella rrarissima versione realizzata appositamente dal Club Italia, affiancata da alcune 4200 GT e Spider, dalle Biturbo due porte e spider Zagato e dalla rara Granturismo MC Stradale del 2010. Esemplari rari Alcune chicche hanno stupito il pubblico e messo alla prova le conoscenze degli appassionati: parliamo della Gumpert Apollo, della Zagato FZ93, della TVR Cerbera 4.5 litri e della Amphicar. La anfibia non è una vettura qualunque, ma uno dei due esemplari apparso su Quattroruote e Ruoteclassiche che ha replicato nel 2025 la traversata da Piombino all'Isola d'Elba effettuata nel 1965. La compagine tedesca La Germania la fa da padrona con Porsche e BMW: la Casa di Stoccarda è ben rappresentata dalle 911 delle generazioni 964, 993, 996 e 997, mentre per la Casa di Monaco i club di marca hanno riempito la pista con le Z3 e con una selezione di modelli M che spazia dalla M3 E30 2.3 litri fino alla Z4M e alle M3 delle ultime generazioni, incluse le rarissime varianti GTS e CSL. Le protagoniste del Giappone Impossibile non stupirsi anche per le numerosissime Mazda MX-5, presenti in tutte e quattro le generazioni e in tutte le varianti commercializzate in Europa, incluse alcune serie limitate ed esemplari personalizzati, come buona norma nel mondo della spider più venduta della storia. In rappresentanza del Giappone non sono mancate infine le Honda Civic e S2000 e le Toyota Celica e Supra degli specialisti del Japan Cars Meeting.
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Alfa Romeo GTAm 1970, la leggenda delle piste che dominava lEuropa
All'evento Ignition per i 70 anni di Quattroruote la Scuderia del Portello ha esposto, nell'Aia di Vairano, l'Alfa Romeo GTAm del 1970. Si tratta di un esemplare ufficiale con una importante storia agonistica, capace di raccontare il vero spirito del motorsport anni 70. 210 CV per meno di 1.000 kg Basata sulla Giulia 1750 GT, la GTAm è stata sviluppata da Autodelta sfruttando ogni opportunità concessa dal regolamento dell'epoca. Dopo l'esperienza vincente della GTA con il motore a doppia accensione, Alfa Romeo ha omologato per le corse la variante destinata al mercato americano della GT con iniezione Spica, abbandonando così i carburatori.Gli alleggerimenti estremi, i vistosi parafanghi allargati e le soluzioni tecniche studiate nei minimi dettagli hanno permesso di proseguire la striscia vincente in tutta Europa. Con circa 210 CV su meno di 1.000 kg, offriva prestazioni elevatissime per l'epoca ed è stata costruita in circa 40 esemplari. Restaurata nel 2018 L'esemplare esposto a Vairano è una GTAm ufficiale Autodelta, utilizzata tra il 1970 e il 1973 sulle principali piste europee da piloti come De Adamich, Hezemans, Facetti, Zeccoli e Van Lennep.Questo telaio fu coinvolto anche nel tragico incidente di Spa-Francorchamps del 1973 in cui perse la vita Larini ed è entrato a far parte della collezione della Scuderia del Portello nella seconda metà degli anni 90. Il restauro è stato completato nel 2018 dal reparto Heritage di Stellantis, in collaborazione con Officine Classiche Alfa Romeo.
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Dal passato al presente: il boom dei restomod spiegato da chi li crea
Scomodando Virginia Woolf, potremmo definirle un'auto tutta per sé. Che siano restomod o retromod, la rinascita del passato sta vivendo un momento d'oro. A spiegarne le ragioni, sul palco di Ignition, cinque protagonisti moderati dal vicedirettore di Quattroruote Marco Pascali: Riccardo Quaggio, Carlo Borromeo, Davide Baldini, Emanuel Colombini ed Emanuele Bomboi. Quaggio: "Le Case devono mettersi in gioco" Il nostro scopo è creare una vettura dal design iconico che resista al tempo e dimostri alle nuove generazioni che lo stile non ha età, spiega Riccardo Quaggio, fondatore di Totem Automobili. Nasco con una grande fame: non provengo da una famiglia ricca e ho intrapreso questo percorso per costruirmi un futuro, ma anche per mostrare cosa significa progettare un motore e un'auto da zero, realizzandoli in Italia con una tenacia che spesso oggi non vedo. I marchi cinesi stanno vendendo moltissimo perché, 15-20 anni fa, avevano ancora quella fame e hanno fatto di tutto per affermarsi. Oggi le Case venderebbero più auto se avessero il coraggio di mettersi in gioco: dovrebbero dimostrare il valore dell'artigianato italiano e offrire un'esperienza completa al cliente. Borromeo: Il restomod è uno specchio dei tempiIl redstomod è uno specchio dei tempi e copre un mercato che le case automobilistiche non stanno assolvendo per diversi motivi, spiega Carlo Borromeo, fondatore della BorromeoDeSilva, Io in queste auto vedo tanta nostalgia, un'àncora culturale a un mondo passato che ci piaceva di più, che ricordiamo come bello. Venendo all'oggi, secondo il designer le Case tradizionali dovrebbero rischiare di più, avere uno spirito più avventuroso, fare auto per persone specifiche non progetti generici: certo, il profilo di rischio così è più alto, ma ciò potrebbe portare anche a maggior successo. Colombini: I restomod sono emozionaliPer Emanuel Colombini, restomod e retromod rispondono a esigenze che i marchi tradizionali faticano a interpretare. Le cause sono soprattutto le normative europee e gli obiettivi finanziari, spiega il fondatore di Eccentrica Cars. Per rispettarli, le Case sviluppano supercar e hypercar dominate dall'elettronica, spesso pesanti a causa dell'elettrificazione e meno coinvolgenti alla guida. Le auto moderne sono perfette e proprio per questo meno emozionali: i difetti dei restomod diventano invece la loro forza. Bomboi: Attenzione alle proporzioniAccanto all'emozione c'è la questione delle proporzioni, come evidenzia Emanuele Bomboi. Realizzare un restomod richiede un approccio meticoloso: bisogna conoscere a fondo gli elementi che hanno reso iconica quell'auto, spiega il design director del Centro Stile Maggiora. Un modello diventa icona quando rispetta principi fondamentali, a partire dalla proporzione. Nel caso dell'Alfa-Romeo 155, l'effetto monolitico deriva dall'equilibrio tra carrozzeria, assetto e pneumatici. Baldini: Una tendenza partita nella modaIl trend della personalizzazione nasce in altri ambiiti, come il fashion, e successivamente arriva nel mondo dell'auto, racconta Davide Baldini, responsabile di Maserati Fuoriserie, il programma che trasforma ogni vettura del marchio in un pezzo unico. Rappresenta l'espressione più alta del brand, dove il cliente trova il massimo livello di esclusività. Funziona però solo se resta coerente con valori e storia.
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Auto depoca, perché gli eventi vivono un nuovo successo
Marco Makaus è da anni organizzatore di grandi eventi legati al mondo dell'automobile, dalla 1000 Miglia al The I.C.E. St. Moritz, dove le auto d'epoca sono le principali protagoniste. "Le vetture d'epoca rappresentano la sublimazione della passione per l'automobile", spiega Makaus, intervenuto sul palco di Ignition, l'evento che celebra i 70 anni di Quattroruote. "Vuoi perché sono più accessibili rispetto alle hypercar milionarie, vuoi perché c'è una componente di manualità che permette di creare un rapporto con la tua automobile. La macchina trascende dal suo scopo originale, che era quello di spostarsi da A a B, e ti fa vivere emozioni, anche solo facendoci un giro". L'importanza degli eventi dal vivo Gli eventi aperti al pubblico, come quelli organizzati da Makaus (ma non solo) stanno conoscendo un nuovo successo, una sorta di "rinascita". Sono "occasioni che creiamo per dare agli appassionati l'opportunità di 'giocare' con le loro automobili, farle vedere e farle apprezzare a tutti. Perché noi qui siamo venuti con la nostra macchina, ma ci piace poi vedere anche le altre". E non solo, perché la passione per l'automobile si vive anche e soprattutto dal vivo: "I miei eventi hanno sempre parti statiche, con le macchine esposte, ma anche dinamiche, per vedere un'auto girare, vederla 'viva', come si comporta, come accelera e frena, sentirne l'odore, è tutta un'altra cosa". Non ultimo, questi eventi permettono di creare sinergie con gli enti locali, le amministrazioni ecc. Faccio solo un esempio: durante la settimana della 1000 Miglia, a Brescia e provincia, il comparto di bar, ristoranti e alberghi fa il 30% del suo fatturato annuo". "Le auto di oggi non coinvolgono più" I nostri eventi, spiega Makaus, "hanno sempre più successo perché le auto di oggi, quelle di cui abbiamo bisogno tutti i giorni, sono sempre meno divertenti e coinvolgenti, e quindi finisci per investire su un'auto più vecchia". Senza il rischio di correre a rifugiarsi nella nostalgia. "Fino a trenta, quarant'anni fa potevi comprarti un'auto di tutti i giorni divertente, come poteva essere la Mini. Oggi questo oggetto è sempre più lontano". Quella di oggi, conclude Makaus, è "un'industria sempre più lontana dal mondo del collezionismo e delle auto d'epoca. Fino a 10/15 anni fa parlavamo sempre col marketing delle Case per gli eventi. Oggi questo non succede più, perché nel marketing non c'è più né l'interesse né la conoscenza di quelle macchine, anche per questioni di età".
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Tra 5 anni guideremo solo auto cinesi? L'avvertimento dei Giugiaro: "Svegliamoci o spariremo"
Bisogna guardare in faccia la realtà. In Europa ci consideriamo ancora detentori di un'intelligenza automotive che non abbiamo più. Prima i giapponesi, poi i coreani, ora i cinesi hanno mostrato una velocità impressionante nell'imparare da noi e poi nel superarci. In Cina non interessa il valore dei brand: non hanno questo patrimonio, ma neppure questo vincolo. Spostano il focus sul prodotto e realizzano auto ben fatte. Il baricentro della storia si è ormai spostato altrove. O ci svegliamo o siamo destinati a sparire. Il sorpasso asiatico e il cambio di equilibrio Non usa mezze misure Giorgetto Giugiaro, intervenuto sul palco di Quattroruote Ignition a Vairano il 20 giugno, insieme al figlio Fabrizio. Entrambi sono stati intervistati da Gianluca Gazzoli durante la serata per il settantesimo anniversario di Quattroruote, che ha chiesto loro una ricetta per salvare l'industria europea.Siamo designer, non abbiamo ricette, risponde Fabrizio. Ma faccio una scommessa: tra cinque anni la maggior parte di voi si muoverà con un'auto cinese. Non perché costeranno meno, ma perché saranno oggettivamente migliori. In Europa abbiamo due strade: o erigere un muro, come negli Stati Uniti, dove i marchi cinesi non entrano, oppure avviare joint venture con loro. Strategie, scelte politiche e nodo industriale Fabrizio entra poi nel merito: Le scelte recenti del sistema politico europeo non hanno aiutato. Si pensi al divieto - ripeto, divieto - di sviluppare i motori termici. Il punto non è elettrico sì o no: è che il processo è stato innaturale. In Cina hanno iniziato vent'anni fa sull'elettrico costruendo un ecosistema industriale completo. Oggi sono già alla fase successiva, come il range extender. Hanno anche affinato l'educazione estetica, avvicinandola al gusto europeo. Infatti lavoriamo bene con loro. Nonostante abbiano centri stile con centinaia di persone, continuano a richiedere consulenza stilistica. In Europa questo accade ormai raramente. L'anno prossimo arriverà la rinata Bizzarrini, disegnata dal nostro studio GFG: un'eccezione, non la regola.Gli fa eco Giorgetto Giugiaro: La nostra società occidentale e i governi sono ciechi e sordi: non hanno gli strumenti per leggere la realtà e capire cosa sta accadendo. Tradizionalmente manca il sostegno all'attività imprenditoriale, tutto è lasciato all'iniziativa dei singoli. Guardando all'Italia, c'è poco ricambio di ingegneri, progettisti e designer. Le scuole formano nuove generazioni che poi, per lavorare, sono costrette a trasferirsi all'estero. Dove è finita l'idea di automobile, il pensiero progettuale?.Un atto d'accusa netto, ma anche uno spunto di riflessione. Su cui varrebbe la pena interrogarsi prima che sia troppo tardi.
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Ferrari Luce, cosa dice chi la difende: a Ignition si infiamma il confronto
Su una cosa tutti sono d'accordo. Nessun'altra Ferrari, forse nessun'altra auto, ha fatto discutere - e continua a farlo - quanto la Luce. E non perché sia la prima elettrica del marchio. Anzi, tutta la polemica sul design ha messo in ombra proprio questo aspetto, che in teoria ci si aspettava fosse il più controverso.Invece no: mezza Italia si è accapigliata per più di un mese non sull'assenza degli identitari cilindri, ma sull'aspetto esteriore. Se ne è parlato anche il 20 giugno a Ignition, la grande festa per il 70esimo di Quattroruote a Vairano. Come gli orologi Primo a intervenire, Beppe Ambrosetti, già direttore generale di IWC e delegato italiano della Fondation de la Haute Horlogerie, che, su imbeccata del conduttore Gazzoli, ha inevitabilmente fatto un parallelismo - un po' provocatorio - tra il mondo automotive e quello dell'industria orologiera: Quando Patek Philippe, famosa per i suoi orologi di lusso e per le sue complicazioni, ha deciso di fare qualcosa che non aveva mai fatto, cioè un orologio più accessibile, in acciaio - qualcosa di assimilabile, quanto a disruption, a un modello elettrico per Ferrari - a chi si è rivolta per disegnarlo? Non a gente che faceva i ferri da stiro, ma a Gerald Genta, che allora era già il numero uno nel design di orologi. Così è nato il Nautilus, oggi tra i modelli più iconici della Casa. In Italia abbiamo nomi pazzeschi nella storia del design. Ci si poteva rivolgere a loro.Non toccatemi Jony Ive, ha replicato l'influencer tech Jakidale, che ha difeso la scelta del Cavallino, sottolineando come il designer americano abbia fatto qualcosa che nessun altro avrebbe potuto fare, ripensando l'auto dall'interno, in termini di praticità e funzionalità. Non so se poi si possa sposare con un marchio del genere, questo non lo giudico io. Però è lo stesso approccio che ha avuto Tesla. Vi faccio una provocazione: in questo piazzale, qui alla festa di Quattroruote, ci sono pezzi pazzeschi della storia dell'auto. Ma una delle cose che più colpisce è il Cybertruck. Tra visioni e rischi Ambrosetti non ci sta: Immaginiamoci, però, questo piazzale fra trent'anni. Oggi qui c'è una varietà tecnica e di stile incredibile: sei cilindri, otto cilindri, carburatori, iniezione Possiamo parlarne, c'è passione. Domani che cosa avremo? Un'infilata di Tesla tutte uguali?.Così è il direttore di Quattroruote, Alessandro Lago, a fare sintesi: Per essere disruptive devi sparigliare le carte senza compromessi. molto rischioso quando si tocca Ferrari, che è un po' come la mamma degli italiani. A Maranello ne erano consapevoli e hanno preso un rischio calcolato, ma all'interno ci sono state divisioni e la scelta non è stata accettata da tutti. L'idea di spostare l'angolo di visuale è eccezionale; affidare il progetto interamente a un team con poca esperienza di auto, però, può essere un problema sul piano tecnico, perché l'automobile è un prodotto estremamente complesso. Gli interni, disegnati da Ive, a me sono piaciuti; gli esterni, in capo a Mark Newson, non mi hanno convinto. Ora vedremo che cosa dirà il mercato.
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Unica al mondo: la Zagato FZ93 accende Vairano
Nell'ambito dell'evento Ignition per i 70 anni di Quattroruote, la Scuderia Sant'Ambroeus ha esposto una vettura unica nel suo genere. Nonostante la concomitanza con la Vernasca Silver Flag, il club milanese è riuscito a partecipare con la one-off Zagato FZ93. Vedere dal vivo la FZ93 è tutt'altro che semplice: Zagato ha realizzato un solo esemplare omologato, prima che la prevista serie limitata arrivasse mai alla produzione. Partendo dalla base della Ferrari 512 TR, evoluzione della Testarossa con motore 12 cilindri da 4,9 litri, Ercole Spada ha disegnato per Zagato linee futuristiche e lontane dalla tradizione Ferrari, sia all'esterno sia nell'abitacolo. L'ispirazione arriva dall'aeronautica e dalla Formula 1, senza rinunciare alla doppia gobba sul tetto tipica delle Zagato. La vettura, denominata FZ93 (Formula Zagato 1993), rappresenta una delle interpretazioni più radicali mai realizzate sulla base della sportiva di Maranello. La FZ93 è stata svelata al Salone di Ginevra 1993 ed è oggi nelle mani di uno dei soci del club, che la conserva con grande cura e con meno di 2.000 km all'attivo. Presentata in origine con una livrea bicolore nera e rossa ispirata al mondo delle corse, la biposto è stata poi modificata in alcuni elementi della carrozzeria e ridipinta completamente di rosso.
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Pagani e l'elettrica mai nata: Mi piaceva, ma non interessava a nessuno
Quando sono iniziati i lavori della Utopia, in Pagani sono partiti anche quelli per una hypercar elettrica. "Ci abbiamo lavorato fino al 2022", ha raccontato Horacio Pagani, fondatore della Casa di San Cesario sul Panaro, sul palco di Ignition, la festa di Quattroruote per i suoi 70 anni. "Per me è stato un progetto molto più difficile e abbiamo finito per dedicare molto più tempo alla macchina elettrica che a quella con il motore a combustione".Però, alla fine, la Pagani elettrica non è stata fatta, e per un motivo molto semplice: "Non c'è stato nessuno che ha dimostrato interesse all'idea", spiega Pagani. "A me sarebbe anche interessato che prendesse piede, perché almeno avremmo recuperato i soldi spesi per la ricerca: siamo una realtà troppo piccola per lavorare su progetti che poi non si concretizzano". Mai dire mai, però: "Quello non era ancora il momento, ma non è che io sia contrario in assoluto. Anzi, ci sono tanti progetti da premiare, vedi la Pininfarina elettrica: è bella e va fortissimo". "Giugiaro non mi ha preso a lavorare per lui" Horacio Pagani, racconta Gianluca Gazzoli che lo ha intervistato, ha sempre gli occhi che luccicano quando si trova davanti alle belle auto, come quelle radunate nel piazzale del circuito di Vairano di Quattroruote. "Amo le automobili, amo questo lavoro e considero le persone che lavorano in questo settore esempi da cui imparare. Giorgetto Giugiaro, presente tra il pubblico in sala, è una di quelle persone. Non mi ha preso a lavorare per lui quando ero giovane e cercavo lavoro", scherza Pagani. "Incontrare persone, imparare dalle loro storie è un dovere". "Faccio macchine costose e inutili" Quando gli viene chiesto di definire il concetto di lusso, Pagani risponde che "è un concetto legato al tempo e all'esperienza, e non necessariamente al denaro. Il lusso può anche essere svegliarsi la mattina e andare in bicicletta, perché prima non avevi tempo di farlo". E, parlando delle sue auto, spiega che "le Pagani sono costose e sostanzialmente inutili, l'ho detto tante volte: non sono ambulanze che servono a qualcosa. Ma se ci guardiamo intorno in casa nostra scopriamo di avere un sacco di cose inutili, senza per questo rinunciarvi". E poi, aggiunge, "dietro ogni auto c'è tanto lavoro, tanta ricerca, che poi magari viene impiegata in altri settori dove invece si rivela molto più utile". "Troppa ideologia sull'elettrico" Incalzato per un giudizio sulla Ferrari Luce, su cui si è giustamente astenuto, Pagani ha però ritenuto doveroso fare un passo indietro e ragionare su quello che è stato fatto nel mondo dell'elettrico, con una responsabilità anche dei media: " diventata una questione ideologica, che ha distrutto o quasi distrutto tutta la filiera automobilistica tradizionale, con la fretta di arrivare al tutto elettrico nel 2035, pensando che le auto elettriche potessero salvare il pianeta, quando produciamo ancora energia con fonti fossili". "Fateci fare le one-off" Pagani chiude il suo intervento sul palco di Ignition con una piccola, indiretta richiesta all'Italia. "In tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Regno Unito, è possibile modificare facilmente le macchine. L'Italia è l'unico posto in cui è difficile realizzare le one-off come si faceva in passato, quando portavi un telaio in carrozzeria e ci costruivi attorno un'altra macchina. Oggi non si riesce per i troppi vincoli legali, e questo non va bene: non aiuta ad alimentare la passione, non alimenta il tessuto industriale. Sono cose che porterebbero lavoro e investimenti".
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Pontremoli a Ignition: volumi o eccellenza, l'auto italiana è a un bivio
Fare innovazione significa accettare l'errore: la Motor Valley deve diventare un ecosistema e l'Italia deve decidere con chiarezza che tipo di auto produrre, inseguendo i grandi volumi o l'eccellenza.Parola di Andrea Pontremoli. L'ad di Dallara e presidente di Motor Valley Development è stato tra gli ospiti di Ignition, la festa per i settant'anni di Quattroruote che ha riunito collezionisti, driver, manager, esperti e un parterre eccezionale di vetture."Se vuoi vendere innovazione, ovvero ciò che non esiste ancora, devi sbagliare, non c'è alternativa", spiega Pontremoli. "Il punto è sbagliare molto, velocemente e per poco tempo, magari aiutandosi con strumenti come la galleria del vento, che permettono di accumulare errori in tempi rapidi e quindi di imparare più in fretta". L'innovazione è come un bimboLa metafora di Pontremoli richiama la genitorialità. "Un'azienda innovativa è un po' come un bambino. Per imparare a camminare deve cadere e il nostro ruolo è farlo cadere in sicurezza", osserva l'ad di Dallara. "Allo stesso modo, come imprenditore devo fare in modo che l'errore rientri nel processo di sviluppo, mentre in produzione non deve più esserci".E come si arriva a questo risultato? "Facile: noi cerchiamo l'errore, non il colpevole. In azienda incoraggiamo chi sbaglia a dirlo: non perché interessi individuare una responsabilità, ma per far emergere il problema. Una volta riconosciuto, le competenze si aggregano per risolverlo ed evitare che si ripresenti".L'auto di oggi è il cavallo di ieri"Il mondo dell'auto si sta muovendo lungo due direttrici che si allontanano", sottolinea poi Pontremoli. "Da una parte ci sono le vetture che permettono di spostarsi dal punto A al punto B - ed è il mondo delle elettriche e autonome. In città la maggior parte delle auto resta ferma, quindi la condivisione sarebbe più efficiente".Dall'altra parte, però, resta la dimensione della passione: adrenalina, conoscenze, identità. "Qui il possesso conta, perché l'auto rappresenta qualcosa di personale. Magari quella vettura voglio provarla in pista, perché su strada ci sono troppe limitazioni - giustamente. Sta accadendo ciò che è successo ai cavalli: un tempo erano mezzi di trasporto, oggi appartengono agli appassionati, spesso benestanti, e vengono utilizzati in contesti dedicati". L'Italia deve decidere dove andareIl nodo è capire la direzione del Paese. "Nel 2024 in Italia sono state immatricolate 1,6 milioni di auto, per un fatturato di 45 miliardi di euro. I sei brand della Motor Valley hanno venduto circa 34 mila vetture, poche, ma hanno generato 15 miliardi di fatturato con una redditività incomparabile", evidenzia Pontremoli."Per questo dobbiamo scegliere: vogliamo puntare sui volumi, nonostante il costo dell'energia tra i più alti in Europa, oppure orientarci verso produzioni di nicchia ad alto valore? Nell'auto deve accadere ciò che è già successo nella moda: poche unità, ma di eccellenza".La Motor Valley non è solo Emilia-RomagnaInfine, da presidente della Motor Valley, Pontremoli amplia il perimetro dell'analisi. "Abbiamo sei capifiliera molto noti, ma in realtà il sistema conta oltre 15 mila aziende. Il 38% non è in Emilia-Romagna, il 16% è in Piemonte e solo il 18% si trova in Emilia-Romagna", spiega. "La Motor Valley non è quindi una realtà regionale, ma un sistema più ampio: dobbiamo passare da un egosistema territoriale a un vero ecosistema che superi i confini geografici. Così arriviamo a un comparto che vale oltre 300 miliardi di euro e coinvolge più di un milione di persone".
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In pista a Vairano tra talk, supercar e test: Ignition accende i 70 anni di Quattroruote
Oggi, sulla pista di Vairano, prende il via Ignition, l'evento con cui Quattroruote celebra i suoi primi 70 anniassieme a collezionisti, driver e "Quattroruote lover": un traguardo che racconta la storia dell'automobile attraverso lo sguardo della più autorevole rivista italiana del settore. Una giornata pensata per immergersi completamente nell'universo della nostra rivista, tra talk, giri in pista ed esposizioni di supercar, con l'opportunità esclusiva di scoprire da vicino come prendono forma le nostre Prove su strada. Il programma di Ignition L'evento permette di attraversare un'esposizione che mette in dialogo le più recenti novità del mercato con i modelli che hanno segnato questi 70 anni di storia, affiancati da una selezione ricercata di supercar, one-off e restomod. A completare il quadro, i raduni dei club, le sfide ai simulatori di guida e gli incontri con figure iconiche del panorama automobilistico internazionale, da Horacio Pagani a Giorgetto Giugiaro. Le esperienze in pista A dominare la scena è il tracciato di Vairano, autentico epicentro dell'esperienza Ignition. Qui, sotto la guida degli Expert Driver di Quattroruote, si alternano sessioni di hot lap su sportive e supercar, percorsi in off-road tra guadi e twist, prove di regolarità e test drive delle novità più attese. Alla scoperta delle prove di Quattroruote Ma è nei punti nevralgici della pista che l'esperienza si fa ancora più esclusiva: accanto ai giornalisti di Quattroruote, è possibile entrare nel cuore del Centro prove, seguendo da vicino ogni fase dei test, dalle misurazioni statiche alle verifiche tecniche.Un percorso che prosegue con le prove dinamiche, tra valutazioni su strada, test di frenata e accelerazione e analisi dedicate agli ADAS. L'occasione per comprendere da vicino il metodo, la precisione e il rigore tecnico che danno valore a ogni dato pubblicato da Quattroruote.
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Kia EV2 Black-Line: dettagli esclusivi e dotazioni da top di gamma
Kia presenta la EV2 Black-Line, che affianca le varianti Light, Air, Earth e GT-Line già disponibili a listino. L'allestimento Black-Line della EV2 deriva dalla GT-Line e offre in esclusiva i cerchi da 19 scuri, il tetto nero a contrasto con la carrozzeria, le finiture esterne nero lucido estese anche ai loghi e rivestimenti interni giocati sulle tonalità grigio scuro e nero. Fino a 453 km di autonomia La dotazione di serie include il sistema di infotainment con impianto audio Harman Kardon e il pacchetto di assistenza alla guida ADAS Highway Assistant 2.0.Il powertrain è quello con batteria Long Range da 61 kWh, che garantisce fino a 453 km di autonomia, abbinata a un motore singolo da 135 CV. La ricarica rapida dal 10% all'80% richiede circa 30 minuti, mentre in corrente alternata è possibile ricaricare tramite wallbox a 11 e 22 kW.
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Honda Super-N, piccola belva: 95 CV con Boost e 320 km in città, è già nel Regno Unito
Arriva nel Regno Unito la Honda Super-N e ha un asso nella manica: il tasto Boost che porta la potenza da 64 a 95 CV. Ispirata alla City Turbo II degli anni 80 e proposta da meno di 22.000 euro, la piccola elettrica giapponese punta su carattere, prestazioni e un'anima tutta particolare. La Super-N, versione pepata (e adattata al mercato occidentale) della kei car N One, apre il listino UK da 18.995 sterline, pari a poco meno di 22 mila euro: al momento non abbiamo informazioni in merito a una sua possibile commercializzazione anche nell'Europa continentale, che però non è da escludere. proprio minuscola Rispetto alla versione giapponese, la Honda Super-N guadagna una ventina di centimetri in lunghezza, arrivando a 3.599 mm da un paraurti all'altro, per una larghezza di 1.573 mm. Secondo Honda, tanto basta per far viaggiare comodamente quattro persone. Particolarmente versatile l'abitacolo, con i celebri sedili magici e un bagagliaio da 162 litri con i quattro posti in uso, che diventano 967 abbassando gli schienali della seconda fila. Look sbarazzino A parte le linee simpatiche, la Honda Super-N è un'auto ricca di carattere e personalità, con passaruota bombati, numerose prese d'aria, appendici aerodinamiche, griglia anteriore nera e un grande spoiler sulla sommità del lunotto. All'interno l'abitacolo è semplice e funzionale, con predominanza di plastiche rigide e numerosi vani portaoggetti; non mancano dettagli blu su plancia e sedili, richiamo alla City Turbo II originale. Le luci ambientali e la grafica dell'infotainment virano al viola quando si attiva la modalità Boost, che include anche un sound generator con simulazione del cambio a sette rapporti. Di serie la connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, oltre a un impianto Bose a otto altoparlanti. Il segreto è il tasto Boost Il motore elettrico anteriore e-Axle eroga 47 kW (64 CV), che possono salire temporaneamente a 70 kW (95 CV) con la modalità Boost, permettendo alla piccola giapponese di accelerare da 0 a 100 km/h in 10 secondi (contro i 14,5 a potenza standard). La batteria ha una capacità di 29,6 kWh: considerato il peso di 1.097 kg, l'autonomia dichiarata nel ciclo WLTP è di 206 chilometri, che diventano 320 nell'uso cittadino. La ricarica in corrente continua arriva fino a 50 kW, consentendo di passare dal 10% all'80% in circa mezz'ora. Perché non nel resto d'Europa? Portare la Honda Super-N anche nel continente potrebbe essere una mossa azzeccata, visto il fermento attorno al segmento delle citycar elettriche. Un modello sfizioso come questo darebbe filo da torcere a quelli già usciti in questi mesi, Renault Twingo in primis (e la sua gemella Dacia Spring), e a quelli che verranno: al Salone di Parigi Stellantis presenterà le novità su base E-Car (a cominciare dalla Citroën 2CV), ma a rubare la scena ci sarà anche l'attesissima smart #2.
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Addio a Dick Barbour, icona Porsche tra Le Mans e Sebring: aveva 85 anni
Porsche ha annunciato la scomparsa di Dick Barbour, figura centrale nel motorsport negli Stati Uniti e nel mondo per i colori della Casa tedesca. Barbour aveva 85 anni e si è distinto prima come pilota e poi come proprietario del team Dick Barbour Racing, che ha ottenuto successi indimenticabili a livello nazionale e internazionale con le vetture Porsche, tra cui vittorie di classe e assolute sia alla 12 Ore di Sebring sia alla 24 Ore di Le Mans. Per i colori di Barbour hanno corso piloti del calibro di Paul Newman, Bobby Rahal e Brian Redman. La livrea Apple ripresa nel 2026 Nel 1979 ha ottenuto un secondo posto a Le Mans con una Porsche 935, ma soprattutto è rimasta famosa la partecipazione nel 1980 a Le Mans con una 935 K3 nei colori Apple: la livrea è stata ripresa proprio nell'edizione 2026 sulle 963 ufficiali.
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Tesla FSD verso il via libera in Spagna, ma la Svezia chiede lo stop
In Spagna, Tesla potrebbe ricevere il via libera per la guida assistita supervisionata già a partire dal prossimo 30 giugno. A darne conferma sarebbero alcuni dipendenti impiegati nei programmi di test. La Spagna diventerebbe così il prossimo Paese, dopo Olanda, Danimarca, Belgio, Lituania ed Estonia, a consentire l'utilizzo libero della tecnologia FSD (Supervised) su strade aperte al pubblico. 80 mila km senza problemi Tesla ha avviato la fase di sperimentazione in Spagna lo scorso novembre, nella zona di Malaga, impegnando una flotta di circa 30 veicoli che, in questi mesi, avrebbero percorso oltre 80 mila chilometri - tra strade ad alto scorrimento, ambito urbano e tratti costieri - senza alcun incidente. Al momento, però, non c'è ancora una conferma ufficiale da parte della Casa americana né del ministero dei Trasporti spagnolo. Problemi in Svezia Se la Spagna si prepara al debutto della guida assistita evoluta di Tesla, la Svezia lavora invece per limitarne l'utilizzo in tutta Europa. La Swedish Transport Administration (TRV) ha infatti chiesto di bloccare il lancio dell'FSD (Supervised) fino a quando il costruttore non disabiliterà la possibilità di utilizzo oltre i limiti di velocità consentiti. Prima di essere messa ai voti, la questione sarà discussa in una commissione tecnica dell'Unione Europea proprio il 30 giugno. Altri Paesi UE avrebbero espresso perplessità, anche se l'orientamento prevalente resta quello di lasciare al conducente la piena responsabilità del corretto utilizzo del sistema.
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Volvo: Valori condivisi, partnership con Sport e Salute
Volvo e Sport e Salute, l'azienda pubblica dedicata allo sviluppo dello sport in Italia, hanno siglato una partnership con cui condividono valori come sicurezza, inclusività e centralità della vita, da portare in giro per il Paese, ha detto Michele Crisci, presidente di Volvo Italia. L'intesa prevede anche l'utilizzo di 30 auto elettriche e plug-in del marchio svedese da parte dell'ente nazionale sportivo. Nella suggestiva cornice dello Stadio dei Marmi intitolato a Pietro Mennea a Roma, Volvo ha colto l'occasione per presentare in anteprima italiana anche la nuova EX60 Cross Country, SUV elettrica a vocazione fuoristradistica, a fianco della EX60, SUV sempre a batteria di 4,81 metri di lunghezza, entrambe nate sulla nuova piattaforma dedicata, la SPA3, con architettura a 800 Volt. Volvo EX60: prezzi, versioni e autonomia La Volvo EX60 è già in vendita, con prime consegne ai clienti a settembre. La EX60 Cross Country sarà disponibile a metà 2027. Sono modelli destinati a riscrivere i concetti di mobilità, ha detto Crisci, ricordando contenuti come l'intelligenza artificiale, capace sulle EX60 di elaborare 260 trilioni di operazioni al secondo. L'obiettivo di Volvo Italia è di vendere complessivamente entro il 31 dicembre il 25% di elettriche e il 16% di ibride plug-in, cioè quasi la metà elettrificata con la spina della nostra gamma, a conferma della direzione che come marchio abbiamo preso con grande determinazione.Volvo EX60 ha tre motorizzazioni: la P6 a singolo motore da 374 CV e a trazione posteriore, entry level della gamma, batteria da 83 kWh e autonomia dichiarata fino a 611 chilometri con prezzi a partire da 63.350 euro; la P10 da 510 CV, batteria da 95 kWh e autonomia fino a 660 chilometri da 68.400 euro; la P12 da 680 CV, batteria da 117 kWh e autonomia dichiarata fino a 810 chilometri per una ricarica a corrente continua in una fast charge da 400 kW in 19 minuti dal 10 all'80%, prezzi da 74.500 euro. P10 e P12 dispongono di serie di trazione integrale. Volvo EX60 Cross Country: caratteristiche EX60 Cross Country ha un assetto rialzato e sospensioni pneumatiche adattive. Due gli allestimenti previsti al lancio, Plus First Edition e Ultra First Edition. La Cross Country, denominazione creata da Volvo nel 1997 per caratterizzare in senso più fuoristradistico i suoi modelli, è 20 millimetri più alta da terra. Con l'aiuto delle sospensioni pneumatiche, se necessario, è possibile aggiungere ulteriori 20 millimetri di altezza di marcia. Due opzioni di motorizzazione a trazione integrale: P10 con un'autonomia fino a 640 chilometri, la prima a essere disponibile l'anno prossimo, seguita poco dopo dalla P12 con un'autonomia maggiore. Prezzi da comunicare, entro la fine dell'anno.
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Roma, elettriche a pagamento in ZTL: 200 mila euro in 48 ore
In attesa che, con i pass per le auto elettriche nelle ZTL di Roma, traffico e qualità dell'aria migliorino - questo è l'obiettivo del Comune - il Campidoglio fa i conti: 200 mila euro incassati in due giorni. Secondo indiscrezioni, sarebbero infatti circa 200 i proprietari di vetture a batteria che, in 48 ore, hanno già pagato il permesso da 1.000 euro l'anno per circolare nelle Zone a traffico limitato. Saranno in regola dal 1 luglio, quando le elettriche non potranno più accedere gratuitamente a queste aree. Ora sono troppe, dice il Comune Nei primi anni Roma aveva previsto l'esenzione per le elettriche, facendo pagare soltanto le auto termiche. Ma con l'aumento del parco circolante a emissioni zero, arrivato a 75.000 unità, l'amministrazione ha deciso di intervenire introducendo un nuovo contributo. Dopo il picco iniziale di incassi, è plausibile che il gettito tenda progressivamente a ridursi fino a stabilizzarsi.
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I robotaxi entrano nei cantieri chiusi: Waymo richiama 3.900 auto
Ancora guai per la guida autonoma negli USA: Waymo sta richiamando 3.900 robotaxi per un problema software che potrebbe spingere i veicoli a immettersi in zone chiuse di cantieri autostradali e a continuare la marcia. Da aprile 2026, in California e Arizona, le vetture senza conducente hanno già invaso una dozzina di volte queste aree, mettendo in pericolo la sicurezza stradale. Il problema è che gli occhi elettronici delle macchine non hanno riconosciuto i segnali delle rampe di accesso, riferisce la Reuters. Tanti problemi A maggio, Waymo aveva già richiamato 3.800 robotaxi: il rischio era che si immettessero, a velocità elevata, in strade allagate. Infatti, il 20 aprile a San Antonio un veicolo era finito in una corsia invasa dall'acqua durante un nubifragio, per poi restare bloccato nella grande pozza. Ancora prima, l'azienda aveva risolto criticità legate a potenziali errori di calcolo nella traiettoria dei veicoli rimorchiati e alla risposta del sistema nel rilevare pali.La società è infine oggetto di un'indagine della NHTSA dopo che, a gennaio, a Santa Monica (California), uno dei suoi mezzi ha investito un bambino nei pressi di una scuola elementare, causando ferite lievi. Altri veicoli senza conducente hanno inoltre sorpassato uno scuolabus fermo con i segnalatori luminosi attivi, manovra vietata. Insomma, per la divisione di veicoli autonomi di Alphabet (Google) e per altri colossi attivi nel settore, come Tesla, il percorso è appena iniziato ed è ancora ricco di ostacoli.
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Dazi UE sulle plug-in cinesi: ora Bruxelles stanga anche le ibride?
La Commissione Europea prepara dazi compensativi sulle auto ibride plug-in prodotte in Cina, misure pensate per riequilibrare la concorrenza e destinate a incidere su prezzi e vendite nel mercato europeo. Secondo il quotidano tedesco Handelsblatt, il quadro regolamentare sarebbe già definito e in attesa del via libera degli Stati membri. Le Case potenzialmente più colpite I nuovi dazi, dunque, rientrerebbero nelle misure più stringenti chieste dalla UE per contrastare il deficit commerciale nei confronti della Cina. Tra i costruttori maggiormente coinvolti figurano quelli che negli ultimi mesi hanno investito di più nelle plug-in hybrid, da BYD a Chery, passando per SAIC (che in Europa commercializza i modelli MG) e Geely.Proprio BYD ha recentemente introdotto in Italia la Dolphin G DM-i, una compatta ibrida plug-in sviluppata con un'attenzione specifica alle esigenze del mercato europeo: in futuro, la plug-in dovrebbe essere prodotta nel nuovo impianto di Szeged, in Ungheria, evitando così gli eventuali dazi. Come cambierà il mercato? Negli ultimi mesi, in Europa e in Italia, le ibride plug-in hanno registrato una crescita significativa: a maggio le immatricolazioni sono salite del 71%. Una dinamica sostenuta anche dalle nuove norme sulle auto aziendali. Resta ora da capire quale sarà l'entità dei dazi che l'Unione Europea applicherà ai modelli prodotti in Cina e quale impatto avranno sui prezzi di listino e, di conseguenza, sulle vendite.I dazi compensativi vengono applicati a prodotti che hanno beneficiato di sussidi statali nel Paese di origine, con l'obiettivo di riequilibrare il vantaggio competitivo ottenuto.
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