La prossima Tesla si potrà comprare? Non è detto: tutte le incognite del Cybercab
Il robotaxi con cui Tesla vuole cambiare il trasporto urbano si avvicina al debutto, ma sul Cybercab continuano a esserci più domande che risposte. Tra test ad Austin, ipotesi sul modello di business e un video che fa discutere, il progetto di Elon Musk resta avvolto nel mistero.Tesla Cybercab: cosa sappiamoDi certo, si tratterà di un veicolo elettrico a due posti con porte ad ali di gabbiano, il primo di Tesla costruito senza volante né pedali. La vettura utilizzerà un sistema di guida autonoma che la Casa non ha ancora distribuito su larga scala senza supervisione a bordo. Da remoto, gli operatori possono monitorare i veicoli e fornire assistenza in caso di necessità. Cybercab ad Austin: gli indizi Per il resto, ci si muove nel campo delle indiscrezioni. Tesla avrebbe comunicato ai dipendenti di prepararsi al debutto del Cybercab ad Austin già questo mese. La prima fase prevederebbe corse riservate al personale sulle strade pubbliche, seguite dall'inserimento della vettura nel servizio Robotaxi della città. Nelle scorse settimane sarebbero stati inoltre organizzati test su percorsi privati e attività di formazione con i soccorritori locali. Tesla non ha confermato ufficialmente questi dettagli.Un altro indizio arriva dalla Casa. Tesla sta promuovendo un evento di lancio del Cybercab ad Austin: chi effettua una corsa Robotaxi tra il 17 e il 23 agosto può partecipare all'estrazione degli inviti. L'iniziativa conferma l'organizzazione dell'evento, ma non chiarisce quando la vettura entrerà stabilmente nel servizio commerciale. Robotaxi Tesla: i numeri del servizio Nel rapporto sugli utili di luglio, Tesla ha dichiarato 380.000 miglia percorse dal servizio Robotaxi, oggi basato sulle Model Y. Un dato ancora molto distante dagli oltre 220 milioni di miglia interamente autonome accumulate da Waymo fino alla fine di marzo 2026.L'estensione reale della flotta priva di supervisore a bordo rimane però poco trasparente e può cambiare rapidamente. Inoltre, l'assenza di un addetto nell'abitacolo non esclude il monitoraggio o l'assistenza da remoto. Il Cybercab si potrà comprare? Musk ha presentato il Cybercab nell'ottobre 2024 come un'auto dal prezzo inferiore ai 30.000 dollari. Al momento, però, Tesla non ha aperto gli ordini né comunicato le condizioni di vendita per i privati.Resta da chiarire anche dove un veicolo senza volante né pedali potrà circolare. Negli Stati Uniti, i mezzi che non rispettano tutti gli standard previsti per le auto tradizionali possono richiedere specifiche esenzioni. Il costruttore deve comunque dimostrare un livello di sicurezza equivalente e l'interesse pubblico dell'operazione.Il quadro normativo sui veicoli progettati esclusivamente per la guida automatizzata si sta evolvendo, ma questo non equivale a un'autorizzazione generale per il Cybercab. Il modello dei ricavi resta un'incognita Il Cybercab potrebbe essere acquistato per un utilizzo particolare: una sorta di car sharing remunerato, scenario rilanciato nelle scorse ore sui social.La rete dei robotaxi Tesla potrebbe basarsi su un sistema di condivisione dei ricavi. Il proprietario metterebbe la vettura a disposizione del servizio di trasporto nelle ore in cui non la utilizza, mentre Tesla tratterrebbe una commissione per la piattaforma.Si tratta però di uno scenario ancora privo di condizioni pubbliche. Non sono note la tariffa applicata ai passeggeri, la quota destinata al titolare del veicolo e le regole relative a elettricità, manutenzione, assicurazioni, responsabilità e risarcimenti. Il robotaxi contro un paletto Sui social è intanto comparso un video registrato da un passeggero di un robotaxi Tesla Model Y, seduto sul lato anteriore destro.Il filmato mostra l'auto mentre percorre una corsia chiusa al traffico ad Austin e urta un "bollard", un paletto flessibile che delimita un'area vietata ai veicoli. Non è possibile stabilire dal video se la vettura fosse assistita da remoto.La Model Y rileva gli ostacoli, effettua alcune manovre e infine attraversa la fila dei paletti con un tonfo udibile. Nessuno è rimasto ferito. Non è inoltre possibile ricostruire come il veicolo sia finito in quella zona né stabilire come si sarebbe comportato in presenza di barriere rigide.Il filmato è emerso a poche settimane dalle rassicurazioni di Tesla su un livello di sicurezza definito "impeccabile", con zero incidenti dichiarati. Il singolo episodio non consente di formulare valutazioni generali sull'affidabilità del servizio, ma mostra quanto la gestione degli imprevisti urbani resti uno dei passaggi più delicati per i sistemi senza conducente. Il fattore Musk resta decisivo Musk potrebbe ancora una volta sorprendere il mercato, come già accaduto con prodotti che hanno lasciato il segno nell'industria automobilistica.Non sono mancati risultati commerciali inferiori alle aspettative, come nel caso del Cybertruck. Resta la capacità dell'imprenditore di alimentare un'enorme attenzione attorno alle proprie promesse tecnologiche prima ancora che i prodotti siano pienamente maturi.
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Lo sconto sta per finire: quanto costerà il gasolio senza il taglio delle accise?
Le tensioni in Medio Oriente continuano a far lievitare i prezzi dei carburanti. Oggi, in self-service sulla viabilità ordinaria, un litro di benzina costa 1,997 euro, contro i 2,107 euro del gasolio, in aumento rispettivamente di 0,003 e 0,008 euro. Solo il diesel beneficia fino al 25 agosto del taglio delle accise di 17 centesimi IVA inclusa: senza un nuovo intervento e a parità delle altre componenti del prezzo, dal 26 agosto il listino potrebbe teoricamente salire a 2,277 euro. Le strategie del governo e i vincoli europei Quale strategia adotterà l'esecutivo? Per ora non è trapelato nulla. Di certo, il governo non può sfruttare la flessibilità sui conti concessa dall'Unione Europea per ridurre le accise sul gasolio: la misura europea è destinata a investimenti capaci di rafforzare la sicurezza energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, non a sovvenzionarne il consumo. Tra gli interventi ammissibili rientrano anche nuove colonnine di ricarica per le auto elettriche. Il nodo delle risorse e i vincoli di bilancio La coperta finanziaria, però, resta corta. Il nodo risiede nella sostenibilità economica della misura: sterilizzare i rincari energetici azzerando o riducendo temporaneamente le accise richiede ingenti risorse pubbliche, che devono essere reperite senza compromettere i conti pubblici e nel rispetto dei vincoli di bilancio europei.
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Negli USA la Fiat Topolino ha clienti insospettabili. Ma non si usa in città
Una soluzione per la mobilità urbana a corto raggio, ma anche un'alternativa chic alle golf cart: ecco cosa può rappresentare la Fiat Topolino negli USA. La microcar elettrica italiana lunga 2,5 metri (13.995 dollari) sta suscitando l'interesse di clienti facoltosi in Florida, Minnesota e Michigan, alla ricerca di un mezzo distintivo per brevi spostamenti quotidiani sui green americani o all'interno di comunità chiuse, resort e campus universitari. Fiat Topolino da resort negli States Parliamo di un mercato che vale un miliardo di dollari, con almeno 2,3 milioni di utilizzatori di golf cart, riferisce Bloomberg. La Topolino può inoltre contare sul richiamo di un design sfizioso, ispirato alle linee della storica 500 degli anni Cinquanta.Disponibile anche in versioni personalizzate, come la Gran Premio, il veicolo è limitato a una velocità di 19 miglia orarie negli esemplari già consegnati, ma sarà dotato di un kit di conversione che consentirà di raggiungere le 25 miglia orarie, ottenendo così l'omologazione per la circolazione su strade pubbliche. Per molti clienti si tratta di un secondo o terzo veicolo, scelto soprattutto per il piacere di guidare qualcosa di diverso dal solito. Resta da vedere quale sarà l'accoglienza del pubblico americano quando il quadriciclo elettrico leggero entrerà nel pieno della sua commercializzazione su larga scala.
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Code e cantieri in autostrada? Ecco come chiedere il rimborso del pedaggio
Da quest'anno, gli automobilisti hanno il diritto di essere risarciti in caso di cantieri autostradali o di traffico bloccato: il rimborso del pedaggio è proporzionato al disagio subìto. Ma quali sono i passi da compiere per ottenere il bonifico rapportato al tempo perso? E quanto spetta al consumatore? Ecco una guida pratica per ottenere quanto dovuto, in base alla delibera 211/2025 dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti, che modifica e integra la disciplina precedente. Rimborso pedaggi: quando scatta il diritto all'indennizzo Lo diciamo in premessa: fra soglie minime, eccezioni e vincoli sui percorsi, ottenere il rimborso non è una passeggiata. Anche perché bisogna verificare tratta, durata del ritardo e modalità di pagamento prima di fare richiesta.Per iniziare, il diritto al rimborso, totale o parziale, del pedaggio scatta in due situazioni. La prima è quella più frequente, legata ai cantieri. La seconda riguarda il traffico bloccato, cioè una circolazione paralizzata per almeno 60 minuti. Rimborso per cantieri autostradali: requisiti e soglie di ritardo L'automobilista ha diritto al rimborso se il percorso insiste interamente su tratte gestite dallo stesso concessionario. Sotto i 30 km, il ristoro è automatico; tra 30 e 50 km occorre un ritardo superiore a 10 minuti, mentre oltre i 50 km la soglia sale a 15 minuti. Traffico bloccato in autostrada: quanto spetta di rimborsoCon la circolazione paralizzata per almeno un'ora, l'indennizzo è proporzionale alla durata del fermo: 50% del pedaggio con stop tra 60 e 119 minuti, 75% tra 120 e 179 minuti e 100% da tre ore in su. Quando il rimborso del pedaggio non spetta Sono numerosi i casi che non danno diritto al rimborso. L'esclusione riguarda soprattutto i cantieri emergenziali, per esempio quelli conseguenti a incidenti, eventi meteo o idrogeologici straordinari e imprevedibili oppure attività di soccorso. Nessun rimborso neppure per i cantieri mobili nella fase iniziale di applicazione della misura.Sotto 0,10 euro non spetta alcun importo. Le somme pari o superiori a 0,10 euro vengono invece accumulate fino al raggiungimento di almeno 1 euro, soglia oltre la quale scatta l'erogazione. Come viene calcolato il ritardo effettivoIl parametro è il tempo di riferimento, cioè il tempo teorico di percorrenza calcolato su distanza e velocità media. Su questo valore viene misurato il ritardo effettivo. Rimborso pedaggi: come funziona con i singoli concessionariIn attesa dell'app unica che armonizzi i sistemi, ogni concessionario ha predisposto proprie modalità di gestione. Analizziamo il caso del primo gestore, Autostrade per l'Italia.Il rimborso da cantiere vale per tratte interamente gestite da società dello stesso gruppo, mentre quello per traffico bloccato si applica anche su percorsi che coinvolgono più concessionari. Il sistema copre i cantieri programmati e i blocchi della circolazione. Sono invece esclusi i disagi legati al traffico intenso, quelli dovuti alle condizioni atmosferiche, salvo i casi disciplinati come traffico bloccato, e le altre cause non riconducibili a queste categorie. Come richiedere il rimborso del pedaggioLa richiesta può essere effettuata tramite il sito di Autostrade per l'Italia o con l'app Muovy Cashback.Con registrazione, è possibile associare il dispositivo di telepedaggio o la targa e ricevere i rimborsi automaticamente, indicando un IBAN per l'accredito. I tempi del bonifico dipendono dai cicli di fatturazione. Il servizio consente di ottenere in automatico il rimborso per i transiti rilevati dal sistema.Senza registrazione, la ricevuta va conservata; bisogna attendere almeno quattro ore dopo il ritiro al casello e inserirla nella procedura online. A quel punto si riceve via email un codice per monitorare la richiesta. L'esito arriva entro sette giorni e si ha tempo fino a 12 mesi dal viaggio per presentare la domanda. Come si calcola l'importo del rimborso Per il ritardo da cantieri, l'importo si compone di una quota base legata ai lavori in corso e di un'eventuale quota aggiuntiva per il ritardo.Se lungo il percorso sono presenti più cantieri, i rimborsi si sommano ma non possono superare il valore del pedaggio. Per il traffico bloccato viene invece applicata una percentuale sul pedaggio della tratta interessata, fino a un massimo del 100%.In presenza di più eventi, gli importi si accumulano. E se nello stesso viaggio si verificano sia cantieri sia blocchi della circolazione? Viene riconosciuto l'importo più favorevole per l'automobilista. Rimborsi autostradali: criticità e possibili sviluppi Il nuovo meccanismo di rimborso dei pedaggi autostradali rappresenta una novità importante per gli automobilisti, ma non è privo di criticità. La procedura prevede infatti soglie, condizioni e modalità di calcolo che possono rendere non immediato l'accesso al rimborso, soprattutto nei casi in cui il viaggio coinvolga più concessionari o più eventi.Anche l'entità dei rimborsi è stata oggetto di discussione, perché l'impatto economico per gli automobilisti potrebbe risultare contenuto.La disciplina, inoltre, è destinata a essere accompagnata da un processo di armonizzazione dei sistemi dei diversi concessionari. L'obiettivo è arrivare a modalità di gestione più uniformi, anche attraverso l'app unica prevista dalla regolazione, così da rendere più semplice verificare gli eventi e ottenere quanto dovuto.
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Quattro posti in 3 metri: come sarà la Dacia elettrica da 15.000 euro
Lunga appena 3 metri, omologata per quattro persone e attesa con un prezzo di circa 15.000 euro: la Dacia Hipster prende forma nelle nostre ricostruzioni grafiche, che anticipano l'aspetto del modello destinato alla produzione. La sfida della prima elettrica low cost europea, altresì nota come E-Car, non ha colto di sorpresa la Casa del Gruppo Renault, che ha già posto le basi per un prodotto economico e anticonformista destinato a debuttare entro breve tempo. Molto dipenderà però anche dall'evoluzione della normativa europea sulle omologazioni. Dacia Hipster: tutto in 3 metri I render partono dal prototipo della Hipster, mostrato a sorpresa nell'ottobre del 2025: con pochi ritocchi ai paraurti e ai gruppi ottici, necessari per l'omologazione, la Hipster sembra già pronta per la strada. Le proporzioni sono inedite, con il frontale cortissimo, gli sbalzi quasi azzerati e un abitacolo dalla forma rettangolare, ma tutto è stato progettato in funzione dello spazio interno. In appena 3 metri di lunghezza e 1,55 metri di larghezza trovano posto quattro adulti e un bagagliaio da 70 litri, espandibile fino a 500. Plancia destrutturata Gli interni della concept, qui sopra, sono un concentrato di idee innovative: poggiatesta posteriori che si piegano lateralmente per facilitare il carico dei bagagli, portellone diviso in due elementi che funge anche da copertura dei fari, sedili a panchetta, plancia con 11 YouClip per gli accessori e sistema di infotainment sostituito dallo smartphone del guidatore. Secondo Dacia, lo spazio a disposizione dei passeggeri anteriori è paragonabile a quello della Sandero. Con 800 kg l'autonomia ci guadagna L'omologazione specifica e una serie di soluzioni studiate per contenere i costi dovrebbero consentire, nonostante l'alimentazione, di restare entro gli 800 kg di peso. Un valore fondamentale per ridurre i consumi, anche se al momento non si conoscono né la potenza del motore né la capacità della batteria. Essendo la Hipster una citycar elettrica pensata soprattutto per l'ambito urbano, è probabile che gli accumulatori siano di dimensioni contenute e relativamente economici, con un'autonomia adeguata all'impiego cittadino.
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Le SUV Dongfeng puntano sull'autonomia: Mage e Huge diventano plug-in
Dongfeng ha scelto di entrare nel mercato europeo dalla porta principale con un centro stile a Monaco di Baviera e otto modelli diversi in gamma. Dopo il debutto nel nostro paese al Salone di Torino 2025 e la partnership con Stellantis per i modelli premium Voyah, arrivano aggiornamenti per due modelli già in vendita: si tratta delle Suv Mage e Huge con powertrain plug-in hybrid, che saranno disponibili a partire da ottobre in Italia. La Mage PHEV è già ordinabile La Dongfeng Mage misura 4,65 metri ed è già disponibile in versione benzina e full hybrid. La novità riguarda l'arrivo del modello plug-in hybrid che affianca un 1.5 quattro cilindri all'elettrico per una potenza totale di sistema di 360 CV. L'autonomia totale raggiunge quota 1.200 km, di cui 89 in modalità elettrica grazie alla batteria da 17 kWh e la promozione per l'avvio delle vendite prevede uno sconto da 39.900 a 33.900 euro.Quando arriva: ottobre 2026Quanto costa: da 33.900 euro La Huge PHEV da 185 km in elettrico Anche la sorella maggiore Huge da 4,72 metri sarà aggiornata: oltre a un leggero restyling, la SUV dopo il debutto della Full Hybrid sarà affiancata da una versione plug-in hybrid. Il powertrain potrebbe essere lo stesso della Mage con una batteria più capiente, ma i dati tecnici e i prezzi non sono stati ancora resi noti.Quando arriva: entro fine 2026Quanto costa: da definire
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Targhe polacche al capolinea: l'Rc auto italiana diventerà obbligatoria
Anche le macchine con targa estera che circolano stabilmente in Italia dovranno essere assicurate con una compagnia italiana o autorizzata a operare in Italia. E, quindi, soggette alle tariffe e alle imposte italiane. La clamorosa novità anti-elusione è contenuta nel testo-base del nuovo Codice della strada, sul quale le associazioni di settore sono chiamate a esprimere proposte entro il 13 settembre. L'elusione di tasse, imposte e multe L'obiettivo dei ministeri dell'Interno e dei Trasporti è chiaro: mettere la parola fine al fenomeno dell'esterovestizione di vetture immatricolate in Italia - le cosiddette targhe polacche (ma in passato erano state le targhe bulgare e ancor prima quelle tedesche) - finalizzato non solo a eludere i costi, le imposte e le tasse a cui sono soggetti i veicoli immatricolati in Italia, ma anche a sfruttare l'inerzia di molti comandi di polizia locale nella notifica delle multe all'estero.Una prassi, quella dell'esterovestizione fittizia di auto italiane, che secondo alcune stime riguarderebbe alcune decine di migliaia di veicoli che circolano stabilmente in Italia - in particolare in provincia di Napoli, un territorio dove il costo delle assicurazioni è particolarmente alto - grazie alla presunta possibilità di risparmiare "oltre il 70% dei costi", come recita un sito internet specializzato. Dopo l'Ipt tocca all'Rc auto Dopo l'introduzione, il 25 maggio scorso, dell'obbligo di pagamento dell'Ipt al momento dell'iscrizione al Reve, il Registro dei veicoli esteri gestito dall'Aci sul quale dal 2022 devono essere obbligatoriamente annotati i mezzi immatricolati all'estero nella disponibilità di persone fisiche residenti in Italia o di persone giuridiche con sede legale in Italia, tra qualche mese toccherà all'assicurazione: "dopo l'iscrizione nel registro", si legge nel testo-base del nuovo Codice della strada, "l'obbligo di copertura assicurativa è assolto mediante la stipula di un contratto con un'impresa di assicurazione autorizzata in Italia ovvero un'impresa di assicurazione italiana". Aperti i collegamenti con le banche dati polacche E a proposito di targhe polacche, il fatto che il fenomeno sia diventato un'emergenza è testimoniato da una circolare che il 13 agosto scorso il ministero dell'Interno ha inviato, tra gli altri, ai ministeri dei Trasporti e della Giustizia, alle prefetture, alle questure, ai comandi generali dei Carabinieri e della Guardia di finanza per informare tutti i soggetti direttamente o indirettamente coinvolti nella circolazione stradale che "la Direzione centrale per la polizia criminale ha condiviso i collegamenti telematici ai portali governativi della Repubblica di Polonia che consentono l'acquisizione in tempo reale delle informazioni relative alle carte di circolazione dei veicoli, alla copertura assicurativa Rca e alle patenti di guida rilasciate nel medesimo Paese".In pratica, da qualche giorno le forze di polizia italiane possono accedere alle banche dati polacche per controllare in tempo reale se un veicolo con targa polacca è assicurato e immatricolato e se i dati tecnici e amministrativi riportati sulla carta di circolazione corrispondono a quelli presenti nella banca dati della motorizzazione polacca. Un passo in avanti, ma la vera svolta arriverà tra qualche mese, quando anche le auto con targa polacca iscritte al Reve dovranno essere assicurate in Italia.
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Hyundai rivoluziona la Tucson: la nuova generazione rompe con il passato
Hyundai pubblica le prime immagini della quinta generazione della Tucson e conferma un deciso cambio di passo stilistico rispetto al passato. La SUV coreana, che già si distingueva dalla concorrenza per un design fuori dagli schemi, cambia completamente direzione fuori e dentro, seguendo il linguaggio stilistico Art of Steel introdotto dalla Ioniq 3. Crescono anche le dimensioni, mentre per il momento non sono state diffuse informazioni tecniche. Il debutto è previsto nel 2027. Nuova Tucson: 4,7 metri scolpiti La carrozzeria della Tucson diventa più squadrata e massiccia e cambia completamente a livello dei gruppi ottici. All'anteriore e al posteriore troviamo una firma luminosa con un elemento LED orizzontale e due elementi verticali, mentre i passaruota allargati, estesi posteriormente fino oltre la maniglia della portiera come sull'attuale modello, dominano la fiancata. Il montante posteriore propone un inserto argentato a contrasto e una superficie vetrata ascendente che modificano profondamente le proporzioni rispetto alla generazione attuale.Con 60 mm in più di lunghezza (di cui 30 mm nel passo), la Tucson raggiunge i 4,7 metri, ma aumentano anche le altre quote: 40 mm in larghezza, fino a 1,9 metri, e 20 mm in altezza, fino a 1,68 metri. Nelle foto ufficiali si intravede però una seconda variante che potrebbe avere dimensioni differenti: si tratta della probabile XRT, maggiormente votata all'off-road. Gli interni della nuova Tucson L'abitacolo è forse ancora più innovativo della carrozzeria. Hyundai riprende i concetti delle ultime elettriche della gamma e abbandona la disposizione tradizionale per adottare un grande schermo centrale, affiancato da un piccolo display dedicato al guidatore. Il volante è ora compatto e squadrato, i comandi fisici sono stati ridotti al minimo e la plancia è stata semplificata al massimo. Nuovi ibridi, ma il diesel è in bilico Secondo le informazioni in nostro possesso, la gamma della Tucson dovrebbe continuare a prevedere motorizzazioni elettrificate a benzina, mentre resta in bilico il diesel. Hyundai dovrebbe infatti introdurre un inedito full hybrid di nuova generazione da affiancare alla plug-in hybrid, con le relative versioni a trazione integrale che potrebbero differenziarsi a livello tecnologico sfruttando, su alcuni modelli, un motore elettrico al posteriore senza collegamento fisico con l'unità endotermica.
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Costa 220.000 dollari ed è sold-out, ma non basta: la GR GT sarà solo per clienti scelti da Toyota
In Europa stiamo ancora aspettando prezzi e disponibilità, ma gli Stati Uniti hanno già decretato il successo della GR GT. Secondo le informazioni provenienti dalla California, la sportiva della Toyota è già sold-out dopo che ai potenziali clienti è stata offerta la possibilità di prenotare un esemplare a circa 220.000 dollari: è stata la Casa stessa a scegliere chi potrà ricevere uno dei circa 250 esemplari previsti, selezionando appassionati intenzionati a godersi l'auto e non collezionisti pronti a rivenderla al miglior offerente. Per preservarne il valore, la Toyota ha inoltre confermato che non aumenterà la produzione programmata e che le prime consegne sono previste per il 2027. Nata per omologare la versione GT3 La GR GT, insieme alla sorella da corsa GR GT3 con cui condivide buona parte dei componenti, è stata la protagonista annunciata di Laguna Seca, dove, nell'ambito della Monterey Car Week, è stata svelata al pubblico. Le caratteristiche tecniche rappresentano il punto chiave della GT, nata da un foglio bianco per vincere in pista e dare vita anche a una variante stradale. Che si tratti di una homologation special è evidente da moltissimi particolari, a partire dal design di numerosi componenti esterni e dalla scelta di prevedere alcune "scorciatoie" utili al regolamento. Una su tutte è il portatarga posteriore con due protuberanze laterali, che ha permesso di spostare più indietro l'attacco dell'ala posteriore della GT3 grazie alla nuova misura della lunghezza totale del veicolo. Un V8 4.0 biturbo esclusivo La GR GT è costruita su una piattaforma spaceframe in alluminio progettata appositamente. Altrettanto unico è il powertrain: si tratta di un V8 4 litri con due turbine poste al centro della V con cambio automatico transaxle ed una componente ibrida ottimizzata per azzerare il turbolag e velocizzare le cambiate. La potenza è di circa 650 CV, ma i dati tecnici definitivi non sono stati ancora resi noti.
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L'elettrica da 20 mila euro, le nuove Leaf e X-Trail: i piani Nissan per i prossimi mesi
Nissan ha in serbo tre novità di prodotto per la seconda parte del 2026. Oltre al debutto nei listini italiani della terza generazione della Leaf e del restyling della X-Trail, la Casa giapponese si prepara a lanciare l'elettrica entry-level Wave. La sorella della Twingo si chiama Wave La Nissan Wave arriverà sul mercato entro la fine dell'anno come elettrica d'accesso della gamma giapponese, con un prezzo di circa 20.000 euro. Come già avvenuto per la Micra, sfrutterà le sinergie con Renault: di fatto si tratta di una Twingo reinterpretata in chiave nipponica, che in meno di quattro metri offrirà un design personale ispirato alla sorella maggiore. La meccanica dovrebbe invece rimanere quella della francese, con il motore elettrico da 82 CV e la batteria da 27,5 kWh. La Leaf diventa una crossover elettrica La terza generazione della Nissan Leaf cambia strategia. Sviluppata sulla piattaforma CMF-EV della sorella maggiore Ariya, abbandona le forme del passato e si trasforma in una crossover elettrica lunga 4,35 metri, caratterizzata da uno stile più sportivo. Sul mercato giapponese questa impostazione sarà ulteriormente enfatizzata dall'inedita variante Nismo. Già presente nei listini italiani a partire da 36.950 euro e in consegna da settembre, la Leaf è disponibile con motorizzazioni da 178 e 218 CV, abbinate a batterie da 52 e 75 kWh, e offre fino a 622 km di autonomia con una singola carica. Nel nostro primo contatto abbiamo apprezzato lo spazio, il confort e l'efficienza del powertrain. X-Trail restyling: solo full hybrid Il restyling della Nissan X-Trail porta in dote un look più aggressivo. Il frontale completamente ridisegnato elimina le somiglianze con altri modelli della gamma e conferisce alla SUV un'immagine personale e muscolosa. Le novità non si fermano all'esterno e coinvolgono anche gli interni, ora più curati e ricercati, oltre alla dotazione tecnologica, che guadagna l'infotainment con piattaforma Google. Per gli appassionati dell'off-road debutta inoltre la versione N-Trek, caratterizzata da uno stile più grintoso e da dotazioni dedicate. Sul fronte dei powertrain, la gamma dice addio alla mild hybrid e punta esclusivamente sulla tecnologia e-Power Full Hybrid di terza generazione, proposta nelle configurazioni a due e quattro ruote motrici. La rinnovata X-Trail è già ordinabile a partire da 41.600 euro.
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V12, cambio manuale, 8 esemplari: Kode89, la sportiva di Ken Okuyama
Il designer Ken Okuyama ha presentato al Concept Lawn del Pebble Beach Concours d'Elegance la Kode89. Si tratta di una sportiva a motore centrale che sarà costruita in appena otto esemplari, con un powertrain V12 aspirato, cambio manuale e una particolare attenzione a leggerezza e artigianalità. la prima volta, in 20 anni di attività, che Ken Okuyama Cars sviluppa una vettura completamente nuova senza partire da una base esistente. Fino a 750 CV senza filtri Il designer della Ferrari Enzo dichiara di essersi ispirato alla Pininfarina Mythos e al suo debutto al Salone di Tokyo del 1989 per creare una coupé con tetto asportabile nata da un foglio bianco. La vettura misura 4,61 metri di lunghezza e pesa circa 1.300 kg. Il telaio è uno spaceframe in alluminio, mentre i pannelli della carrozzeria sono realizzati in fibra di carbonio, lavorata sia a mano sia attraverso la stampa 3D.Per il motore sono previste due soluzioni V12: un 5.4 litri da 540 CV e un 5.9 litri da 750 CV, entrambe abbinate esclusivamente al cambio manuale a sei marce. Non sono previste forme di elettrificazione: tutto è stato progettato per offrire al guidatore un'esperienza di guida il più possibile diretta e pura. La griglia del cambio manuale Lo stile esterno è caratterizzato da linee tese e da un numero limitato di elementi. L'ala posteriore fissa, molto sottile, le luci triangolari, il frontale geometrico e le proporzioni richiamano la tradizione delle sportive a motore centrale longitudinale. Gli interni seguono invece una filosofia diversa, con numerosi elementi in acciaio lucidato e la celebre griglia del cambio manuale, insieme ad altri comandi secondari di chiara ispirazione Ferrari.
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Esenti dal bollo, pagheranno il superbollo: ecco le auto stangate dal 2027
Dal 1 gennaio 2027 dovranno pagare il superbollo anche le auto che beneficiano di eventuali esenzioni regionali del bollo auto. Lo prevede il decreto legislativo di riforma dei tributi locali entrato in vigore il 12 agosto scorso: Le eventuali norme di esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche, previste dalle leggi delle regioni e delle province autonome a decorrere dal 1 gennaio 2027, non esonerano dal pagamento dell'addizionale erariale della tassa automobilistica, per la quale trovano applicazione le sole esenzioni della tassa automobilistica stabilite con legge statale. Bollo e superbollo: basta interpretazioni Una norma che mette finalmente ordine nel rapporto tra bollo e superbollo, oggetto di un notevole contenzioso in passato senza peraltro mai arrivare a un chiarimento definitivo. Un importante punto fermo era però stato stabilito nel 2022 dalla giurisprudenza tributaria. Con la sentenza 14704/5/2022, infatti, la Corte di giustizia tributaria di Roma aveva stabilito che l'esenzione dal tributo principale, nella fattispecie relativa a un'auto ibrida immatricolata nel Lazio quando nella regione era in vigore un'esenzione specifica dalla tassa automobilistica per questo tipo di vetture, comportasse anche quella dell'addizionale.Con la nuova legge, invece, il rapporto tra le due tasse si ribalta: le eventuali esenzioni regionali non avranno più effetti sul superbollo, che sarà trainato, diciamo così, solo dalle esenzioni nazionali, come quella che attualmente riguarda le auto elettriche. Abolizione del superbollo: nessuna nuova Come noto, il cosiddetto superbollo, anch'esso peraltro oggetto di una riforma al momento solo annunciata, è un tributo erariale a cui sono soggette le auto di potenza superiore a 185 kW con meno di vent'anni di anzianità. L'importo della tassa è pari a 20 euro/kW per tutti i kW sopra la soglia di 185, ma si riduce con l'anzianità della vettura sulla base del seguente schema: 12 euro/kW dopo cinque anni, 6 euro/kW dopo dieci anni, 3 euro/kW dopo 15 anni e non è più dovuta, appunto, dopo vent'anni.Più volte annunciata in passato da esponenti dell'attuale maggioranza, la sua "abolizione" è stata recentemente derubricata a "revisione". Essendo prossima alla scadenza la delega fiscale, che tra il 2023 e il 2026 ha concesso al governo il potere di intervenire in materia tributaria senza passare dal Parlamento (com'è accaduto con la recente riforma del bollo), la revisione-abolizione potrebbe arrivare con la prossima legge di Bilancio, l'ultima di questa legislatura.
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Incidente auto-monopattino: chi paga i danni e quando interviene il Fondo
Mentre decolla il numero di incidenti con morti e feriti fra chi guida i monopattini elettrici, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini cerca di arginare il fenomeno introducendo l'obbligo di assicurazione per questi dispositivi (oltre a quello del targhino). Dal 16 luglio, i proprietari delle tavolette a rotelle devono infatti coprire il mezzo tramite una polizza di Responsabilità Civile (RC), che presenta caratteristiche diverse da quelle della RC Auto. Il principio è però lo stesso: se il conducente del monopattino provoca un sinistro, la compagnia assicurativa risarcisce i danneggiati. Assicurazione monopattino: con un massimo risarcito Ricordiamo anzitutto la regola: chi viaggia senza polizza per il monopattino rischia una multa di 100 euro, che scende a 70 euro se pagata entro cinque giorni dalla notifica del verbale.La RC monopattino garantisce, per ogni sinistro, il massimale minimo previsto dalla legge: 6,45 milioni di euro per le lesioni alle persone e 1,3 milioni di euro per i danni alle cose. Oltre questi importi, è il responsabile dell'incidente a dover provvedere all'indennizzo della parte eccedente. Se la compagnia lo prevede, è comunque possibile stipulare una polizza con massimali superiori pagando un sovrapprezzo. Vediamo quindi che cosa può accadere sulle nostre strade con alcuni esempi pratici. 1) Monopattino assicurato: incidente con danni all'auto Se il monopattino è assicurato, l'automobilista danneggiato deve rivolgere la richiesta di risarcimento al conducente o proprietario del dispositivo e all'assicuratore del soggetto responsabile. Non può invece chiedere il rimborso al proprio assicuratore. 2) Auto assicurata: incidente con danni al monopattino Il conducente del monopattino deve indirizzare la richiesta al proprietario o conducente della vettura responsabile e alla compagnia che assicura il veicolo. 3) Monopattino senza assicurazione: incidente con danni all'auto In caso di sinistro causato da un monopattino non assicurato, l'automobilista danneggiato ha una sola soluzione: chiedere il risarcimento al Fondo di garanzia per le vittime della strada presso Consap, Concessionaria servizi assicurativi pubblici, società interamente partecipata dal ministero dell'Economia. A questa pagina, cliccando sul pulsante "Ipotesi B". Lo stesso principio vale quando è un'auto priva di assicurazione a causare un incidente con danni a un monopattino. 4) Pirateria stradale: quale procedura seguire Se il veicolo responsabile si dà alla fuga dopo l'incidente e non è possibile identificarlo tramite la targa, occorre selezionare sul sito Consap la voce "Ipotesi A". La legge prevede il risarcimento delle lesioni fisiche. In presenza di danni gravi alla persona, è previsto anche il rimborso dei danni alle cose, ma con una franchigia di 500 euro che resta a carico della vittima. Occhio agli equivoci più frequenti La RC monopattino, così come la RC Auto, non copre le lesioni fisiche subite dal conducente quando è responsabile del sinistro. Per ottenere un risarcimento in questi casi è necessario sottoscrivere una polizza Infortuni del conducente, copertura facoltativa che prevede franchigie e massimali specifici.
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Le auto full hybrid che consumano meno: la top 10 da oltre 20 km/l - VIDEO
Con il petrolio alle stelle, i pensieri degli automobilisti sono rivolti alle soste al distributore e alla spesa sempre più insostenibile per il pieno di carburante.Ma quali sono, numeri alla mano, le auto che oggi permettono davvero di spendere meno? Questa volta ci concentriamo sulle motorizzazioni full hybrid, una delle soluzioni più interessanti per ridurre la spesa senza cambiare abitudini: offrono consumi particolarmente contenuti senza obbligare alla ricarica. Per dire, tutti i modelli di questa classifica fanno registrare percorrenze medie superiori ai 20 km/l.Ecco, quindi, le 10 auto full hybrid che consumano meno, sulla base dei dati del Centro Prove raccolti negli ultimi cinque anni (dal 2021 in poi) e organizzati in tabelle complete con i consumi reali medi, in città, in statale e in autostrada. Le altre classificheAuto a benzinaAuto a gasolioAuto mild hybridAuto elettriche Mazda Mazda2 Hybrid 1.5 Homura Plus La piccola della Casa di Hiroshima è la versione rimarchiata della Toyota Yaris, e monta lo stesso motore da 115 CV. Notevoli i consumi medi (4,35 l/100 km, pari a 23 km/l); come tutte le ibride full, questo tipo di powertrain dà il meglio di sé in città, dove si superano i 27 km/l. Listino da 24.990 euro. Toyota Aygo X 1.5 Hybrid 115 CV Premium La citycar giapponese è stata oggetto di un importante restyling nei mesi scorsi, che l'ha resa più moderna ma soprattutto più efficiente: abbandonato il motore a benzina, adesso monta il powertrain full hybrid della Yaris, con risultati notevoli: 4,61 litri di benzina ogni 100 chilometri, pari a 21,69 km/l. In città si arriva a sfiorare i 26 km/l. Disponibile anche nell'allestimento sportiveggiante GR Sport, la nuova Aygo X parte da 20.850 euro. Dacia Bigster Hybrid 155 CV Journey La grande SUV della Casa di Mioveni (sorella maggiore della Duster ) monta un powertrain full hybrid di derivazione Renault da 155 CV, che realizza i secondi migliori consumi secondo le rilevazioni del Centro Prove: 4,67 l/100 km, che corrispondono a 21,41 km/l. In città si superano i 30 km/l (e anche l'autonomia è tra le migliori: 1.513 km). Per l'ibrida full i prezzi partono da 29.700 euro. Honda Civic 2.0 eCVT Sport Oggetto di un leggero restyling alla fine dello scorso anno, la Honda Civic monta un 2.0 da 184 CV che consuma mediamente 4,70 l/100 km, per una percorrenza media di 21,27 km/l. Ottima la resa in città, dove si arriva a 28 km/l. Renault Clio E-Tech 160 CV Esprit Alpine La sesta generazione della compatta francese, da poco sul mercato, spicca per gli ottimi consumi rilevati con la motorizzazione full hybrid da 160 CV: 4,72 l/100 km, pari a 21,18 km/l. L'efficienza del powertrain emerge soprattutto in città, dove i chilometri percorsi con un litro di benzina sono 28,9. Il listino della Clio ibrida parte da 24.900 euro. La vecchia generazione, col full hybrid da 145 CV, poteva contare su una media rilevata di 4,85 l/100 km, pari a 20,62 km/l. Hyundai Kona HEV 1.6 DCT XClass Rinnovata lo scorso anno nella gamma e nelle motorizzazioni, la SUV coreana con il powertrain full hybrid da 138 CV riesce a percorrere mediamente 21,14 km/l, pari a un consumo di 4,73 l/100 km. In città si rivela molto efficiente: sono 28,82 i chilometri percorsi con un litro di carburante. Disponibile anche con motori benzina e full electric, la Kona ibrida parte da 32.950 euro. Opel Corsa Hybrid 100 CV GS I powertrain ibridi del gruppo Stellantis vengono omologati come mild, ma lavorano come full, perché sono in grado di muovere l'auto in elettrico per qualche centinaio di metri e nelle manovre: la più "risparmiosa" del lotto è la Opel Corsa, che consuma mediamente 4,85 l/100 km, pari a 20,62 km/l. Disponibile anche a benzina ed elettrica, l'ibrida parte da 24.150 euro. Renault Symbioz E-Tech 160 CV Iconic La B-SUV francese, costruita sulla base della precedente Clio, monta lo stesso motore e ha consumi di poco superiori (penalizzati dall'aerodinamica meno favorevole): 4,88 l/100 km, pari a 20,49 km/l. Prezzi (per l'ibrida) da 28.550 euro. Honda Prelude 2.0 eCVT Advance La gran turismo giapponese monta lo stesso propulsore da 184 CV della Civic e fa registrare consumi analoghi, pari a 4,89 l/100 km, per una percorrenza media di 20,45 km/l. Un solo modello a listino, che parte da 50.900 euro. Nissan Qashqai e-Power Tekna+ Il powertrain ibrido della Casa giapponese, montato sulla SUV media Qashqai, lavora bene in generale (4,92 l/100 km, 20,33 km/l), ma fa ancora meglio in città: sono 3,53 i litri di benzina consumati ogni 100 km, pari a 28,33 km/l. Nel traffico, l'autonomia complessiva è di 1.558 km. Per questa motorizzazione si parte da 38.100 euro.
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Geely premium nelle fabbriche Volvo: il piano cinese per l'Europa
La strategia internazionale di Geely punta sempre più sulla produzione locale: entro il 2028 il gruppo cinese prevede di avviare la produzione di vetture di alta gamma negli stabilimenti europei di Volvo, marchio controllato dal gruppo dal 2010, rafforzando la propria presenza industriale nel Vecchio Continente. Geely produrrà nelle fabbriche Volvo: ecco quali La Casa svedese dispone di impianti per l'assemblaggio in Svezia e Belgio, mentre una nuova fabbrica è in costruzione in Slovacchia. Non sono ancora stati indicati i modelli destinati alla produzione europea, ma è plausibile che si tratti di vetture dei marchi Zeekr e Lynk & Co, entrambi parte dell'ecosistema del colosso cinese. La prima è specializzata nel segmento premium, mentre la seconda si rivolge a una fascia di mercato più ampia. Tra le principali indiziate figurano le Lynk & Co 900, Zeekr 9X e Zeekr 8X, tutte crossover plug-in hybrid. La strategia anti-dazi: meno export e più produzione locale La mossa consentirà a Geely di ridurre la dipendenza dall'esportazione di vetture finite dalla Cina all'Europa, un mercato sempre più importante per i costruttori orientali. L'estero, Italia inclusa, si conferma infatti una valvola di sfogo essenziale per le Case del Dragone, alle prese con un mercato domestico estremamente affollato e con una concorrenza sempre più aggressiva basata su forti sconti, con inevitabili ripercussioni sui margini.Hangzhou segue una strategia analoga anche in Spagna, dove ha raggiunto un accordo con Ford per produrre due modelli del gruppo cinese nello stabilimento di Valencia a partire dal 2028. Cambio al vertice di Geely Auto: Li Shufu lascia la presidenza Intanto, Li Shufu ha annunciato l'addio alla presidenza di Geely Auto, la divisione dedicata alla produzione di veicoli, pur mantenendo la guida della holding. Il fondatore, che ha guidato l'azienda dal 1986 accompagnandone l'espansione globale, sarà sostituito da An Conghui, 56 anni.Li ha definito il passaggio di consegne una tappa importante per sostenere la crescita futura del secondo costruttore automobilistico cinese dopo BYD. La decisione rientra in un piano di riassetto organizzativo volto a semplificare i processi decisionali in una fase di rapida evoluzione tecnologica. Ricavi record e boom delle esportazioni: i numeri della crescita Geely ha registrato ricavi record per 173,6 miliardi di yuan (22,21 miliardi di euro) nel primo semestre del 2026, con una crescita del 15% su base annua. Grazie a consegne pari a 1,42 milioni di veicoli (+1%), le esportazioni sono aumentate del 158% raggiungendo quota 474.228 unità.Nel mirino c'è il traguardo di 920.000 vendite all'estero nel 2026, oltre il doppio rispetto ai volumi registrati lo scorso anno.
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Da 566 a oltre 1.000 CV: il futuro di Karma è in tre sportive
Karma Automotive ha partecipato alla Monterey Car Week con un'anteprima della gamma al completo: la Gyesera Grand Coupé, la Amaris GT e la Kaveya Super Coupé. I tre modelli raggiungeranno progressivamente il mercato entro il 2029 e la prima a debuttare è la Gyesera, che è stata appena aggiornata con la tecnologia Hybrid EREV, ovvero dotata di range extender. Hybrid EREV da 566 CV e una one-off per la Gyesera La Karma Gyesera Grand Coupé Model Year 2027 sarà disponibile a dicembre a 139.995 dollari. Se il design è solo stato aggiornato rispetto al modello precedente e alla sua antesignana firmata Fisker, il powertrain è totalmente nuovo: il sistema offre 566 CV nella sua veste definitiva e permette di toccare le 60 miglia da fermo in 3,7 secondi. Per rendere omaggio ai 75 anni del Pebble Beach Concours d'Elegance è stato creato anche un esemplare unico nella livrea denominata PB75 e caratterizzata dall'abbinamento tra la tinta esterna Electrum Gold, i cerchi da 22" Champagne Galaxy Black, le pinze freno rosse e gli interni in pelle bicolore Reserve Red e Black. La Amaris e la Kaveya debutteranno entro il 2029 Le future Amaris GT e Kaveya Super Coupé sono ancora in fase di sviluppo: la prima debutterà entro la fine del 2027 con meccanica Hybrid EREV potenziata, mentre la Kaveya sarà lanciata nel corso del 2028 con un powertrain elettrico da oltre 1.000 CV a un prezzo di circa 400.000 dollari: avrà batterie allo stato solido sviluppate in collaborazione con Factorial Energy.
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1.070 CV elettrici e sette posti: la nuova Lucid Gravity punta al vertice della categoria
Alla Monterey Car Week Lucid ha presentato la Gravity GT-S, versione più sportiva della gamma della SUV elettrica. Già ordinabile negli Stati Uniti a partire da 125.900 dollari, questa variante mette sul piatto un look più aggressivo e ben 1.070 CV, dato che fa del modello la sette posti più potente del mercato. Non è ancora noto se la GT-S sarà importata anche in Europa. Il blu è il colore della GT-S La sigla GT-S rappresenta una novità per Lucid, visto che per la berlina Air più cattiva da 1.234 CV è stato scelto il nome Sapphire. Nel caso della Gravity, l'approccio è forse meno radicale, ma comunque differente rispetto alle altre versioni della gamma. Le appendici aerodinamiche sono specifiche, così come i cerchi di lega da 21 o 23 pollici e le finiture blu dedicate a diversi particolari esterni e alle pinze freno. Anche l'abitacolo si distingue per le finiture Mojave PurLuxe Premium, abbinate a cuciture e cinture di sicurezza blu. 1.070 CV per la 7 posti più potente del mercato Il powertrain elettrico bimotore raggiunge quota 1.070 CV e consente alla SUV a sette posti di accelerare da 0 a 60 miglia orarie in 3,1 secondi grazie alla modalità Launch Mode dedicata. La velocità massima è autolimitata a 250 km/h, mentre l'autonomia stimata è pari a 597 km. Per recuperare circa 320 km di percorrenza sono sufficienti 14 minuti di ricarica. Di serie è previsto anche il Dynamic Handling Package con sospensioni pneumatiche a tre camere e asse posteriore sterzante, soluzioni pensate per garantire il massimo controllo della vettura anche nella guida più sportiva.
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Auto da 100 mila euro con gli incentivi per chi guadagna meno: bufera in Germania
Pasticcio burocratico in Germania: gli incentivi per auto elettriche, plug-in hybrid, range extender e veicoli a celle a combustibile, introdotti nel 2026 per favorire la mobilità a basse emissioni tra le famiglie con redditi medio-bassi, sono finiti al centro delle polemiche. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico tedesco Handelsblatt, tra i veicoli che hanno beneficiato del programma figurerebbero anche modelli appartenenti al segmento premium e del lusso, con prezzi che possono superare i 100 mila euro.Il caso riguarda il sistema di contributi gestito dal BAFA, l'Ufficio federale per gli affari economici e il controllo delle esportazioni, che prevede aiuti economici per l'acquisto di vetture elettrificate da parte dei nuclei familiari che rispettano determinati requisiti reddituali. Il buco nella norma tedesca sugli incentivi Gli incentivi prevedono contributi da 3.000 a 6.000 euro per le elettriche e da 1.500 a 4.500 euro per le plug-in hybrid e le range extender, con importi che variano in base al reddito familiare e alla composizione del nucleo. L'accesso al programma è riservato alle famiglie con un reddito imponibile annuo fino a 80 mila euro.Secondo Handelsblatt, una delle criticità del sistema risiederebbe nella possibilità che l'intestatario del veicolo e chi ne sostiene concretamente l'acquisto siano persone diverse. In questo modo, una persona con un reddito superiore alla soglia prevista potrebbe accedere indirettamente all'incentivo intestando l'auto a un familiare che soddisfa i requisiti richiesti. Sempre secondo il quotidiano economico, l'assenza di un limite al prezzo di listino delle vetture consentirebbe di ottenere il contributo anche per modelli appartenenti alle fasce più alte del mercato. Pioggia di critiche, ma Berlino difende il piano La vicenda ha alimentato le richieste di modifica delle regole da parte di alcuni osservatori. Handelsblatt ha invitato il governo federale a intervenire sul meccanismo per evitare possibili distorsioni nell'utilizzo delle risorse pubbliche.Dal canto suo, Berlino continua però a difendere il programma, considerato uno strumento importante per sostenere la diffusione della mobilità elettrificata. Il piano può contare su uno stanziamento complessivo di 3 miliardi di euro fino al 2029 ed è stato progettato per sostenere l'acquisto di veicoli a basse emissioni da parte delle famiglie con redditi medio-bassi.La campagna di incentivi aveva suscitato discussioni fin dalla sua presentazione. Tra le critiche emerse nei mesi scorsi vi era infatti anche il timore che i contributi potessero favorire in misura significativa costruttori extraeuropei, comprese alcune Case cinesi.
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Dopo il caldo arrivano i temporali: come difendere l'auto con la polizza Grandine
Dopo settimane di caldo torrido, il tempo cambia. L'arrivo di correnti più instabili sta riportando temporali su diverse aree d'Italia, con un conseguente aumento del rischio di fenomeni intensi, comprese le grandinate che ogni estate possono provocare danni anche importanti alle auto. Quando i chicchi di ghiaccio colpiscono la carrozzeria, infatti, il conto può diventare molto salato: ammaccature, vetri danneggiati, fari rotti e interventi di riparazione spesso costosi. Per questo torna d'attualità una delle garanzie facoltative più richieste dagli automobilisti, la polizza Grandine. Ecco cosa copre, come funziona e quali clausole controllare prima di sottoscriverla. Polizza Grandine: come funziona e cosa controllare prima della firma 1) Se ho già la polizza obbligatoria RC Auto, perché la compagnia non mi risarcisce i danni da grandine?Perché la RCA copre solo i danni causati agli altri in incidenti stradali. Per qualsiasi altra eventualità, serve una delle tante polizze facoltative, proprio come quella sulla grandine.2) La RCA scade a novembre 2026, ma voglio stipulare una polizza Grandine in questi giorni: è possibile?Sì. L'attivazione della RCA obbligatoria e di una polizza facoltativa può avvenire in momenti diversi.3) Ho stipulato la RCA con una certa compagnia, posso stipulare la polizza Grandine con un'altra impresa assicuratrice?Sì. L'automobilista è libero di stipulare la RCA con una società e le polizze facoltative con qualsiasi altra azienda. Occorre però verificare le condizioni del prodotto: alcune garanzie sono offerte esclusivamente insieme alla polizza principale o all'interno di specifici pacchetti assicurativi.4) In base a cosa varia il prezzo della polizza Grandine?Maggiore il rischio assicurato, più alto il prezzo della polizza. Tra gli elementi in gioco ci sono il valore dell'auto, il modello e la sua anzianità, il tipo e l'ampiezza della copertura, il luogo di residenza, le modalità di ricovero del veicolo, il massimale, la franchigia, lo scoperto e le eventuali limitazioni sul numero dei sinistri. A parità delle altre condizioni, il premio può variare anche in funzione dell'area geografica di residenza e delle modalità di ricovero del veicolo, secondo i criteri adottati dalla compagnia.5) Cos'è la franchigia della polizza Grandine?L'importo in euro che resta a carico del proprietario dell'auto in caso di sinistro: una penale. Se il danno è di 3.000 euro con franchigia di 200 euro, il rimborso sarà di 2.800 euro. 6) Cos'è lo scoperto?La percentuale del danno che resta a carico del proprietario dell'auto in caso di sinistro. Se il danno è di 3.000 euro con scoperto del 5%, il rimborso sarà di 2.850 euro. Spesso le polizze prevedono contemporaneamente franchigia e scoperto.7) Cos'è il massimale?L'importo massimo risarcibile per un sinistro: per esempio, 10.000 euro di danni da grandine.8) Cos'è il numero massimo di eventi?La compagnia risarcisce i danni da grandine entro il numero massimo di eventi eventualmente previsto dal contratto. Una volta raggiunto tale limite, gli eventuali sinistri successivi potrebbero non essere coperti.9) Franchigia, scoperto, massimale, numero massimo di eventi si possono eliminare?Se la compagnia lo permette, sì. Da tenere presente che, se la compagnia permette di eliminare o ridurre questi limiti, il costo della polizza aumenta.10) Diverse compagnie prevedono penali inferiori se il danneggiato si rivolge al riparatore convenzionato con le stesse imprese?Sì. Spesso si tratta di penali dimezzate o eliminate, che restano intatte per chi si rivolge al carrozziere indipendente. 11) Allora conviene optare per una polizza Grandine senza penali con riparazione nell'officina convenzionata?Dipende. Se la grandinata è forte e i centri di riparazione sono subissati da richieste, la riparazione in quelle officine potrebbe richiedere molto più tempo del previsto. Specie qualora non sia disponibile un'auto di cortesia gratuita, l'opzione del carrozziere indipendente va presa in considerazione. Alcune compagnie riconoscono rimborsi pieni o quasi se ci si affida a centri specializzati che operano con tecnica levabolli (a freddo), mentre applicano penali nel caso di riparazioni tradizionali in carrozzeria.12) Il prezzo della polizza Grandine è tutto?No. Occorre leggere con la massima attenzione tutte le clausole del contratto: franchigia, scoperto, massimale, numero di eventi, penali per chi si rivolge a un carrozziere indipendente. Un prodotto apparentemente più economico può prevedere una franchigia elevata o uno scoperto importante. Un'altra polizza può costare di più ma garantire un massimale maggiore, un numero superiore di eventi o condizioni più favorevoli per la riparazione.13) facile confrontare il prezzo delle polizze Grandine?No. quasi impossibile, perché il numero di elementi da paragonare è altissimo, a partire dalle penali e dall'entità delle stesse.14) Esiste una compagnia più conveniente di altre in senso assoluto per le polizze Grandine?No. Ammesso e non concesso che sia possibile un paragone fra prezzi e penali, occorre anche giudicare le tempistiche e la qualità della riparazione, nonché la disponibilità di un'auto di cortesia gratuita.15) Degrado d'uso dei ricambi: cos'è?Il degrado d'uso (o deprezzamento) è la clausola in base alla quale la compagnia, in caso di sostituzione di parti danneggiate su un'auto usata, non riconosce il 100% del prezzo del ricambio nuovo. L'assicurazione applica una percentuale di svalutazione in base all'età dell'auto o dei chilometri percorsi. La differenza tra il costo del ricambio nuovo e il valore deprezzato resta a carico del proprietario, a meno che non sia stata inclusa una specifica copertura senza applicazione di degrado d'uso.16) Cosa sono i limiti geografici?Alcune polizze possono prevedere limitazioni territoriali o condizioni specifiche legate all'area geografica in cui si verifica il danno. quindi necessario verificare quanto previsto dalle condizioni di assicurazione.17) Perché la compagnia mi chiede foto dell'auto prima della stipula della polizza Grandine? una verifica preventiva anti truffa: la compagnia esclude la presenza di danni pregressi (ammaccature, bolli o vetri scheggiati) già esistenti al momento della stipula, evitando così che vengano richiesti rimborsi per eventi verificatisi prima della copertura assicurativa.18) Quando conviene davvero la polizza Grandine?La polizza Grandine può avere senso soprattutto per chi possiede un'auto recente o di valore medio-alto e vive, circola o viaggia frequentemente in aree esposte a eventi atmosferici intensi.19) La polizza Grandine copre solo i danni alla carrozzeria?Spesso anche i danni ai vetri. La garanzia deve essere verificata nelle condizioni di assicurazione. Alcuni prodotti includono i danni ai cristalli provocati dalla grandine, mentre altri prevedono una garanzia vetri separata o specifiche modalità di liquidazione. quindi importante controllare cosa accade in caso di rottura o danneggiamento di parabrezza, lunotto e finestrini.20) Posso assicurare contro la grandine un'auto che è già ammaccata?Dipende. I danni preesistenti alla stipula non sono normalmente assicurabili come se fossero stati provocati da un evento successivo. La compagnia può richiedere una verifica preventiva e, in funzione delle proprie condizioni, rifiutare la copertura, escludere determinate parti già danneggiate o prevedere specifiche limitazioni. La regola fondamentale è una: la garanzia copre gli eventi che si verificano dopo la sua effettiva decorrenza, non quelli già avvenuti.21) La polizza Eventi atmosferici cos'è?Ogni compagnia è libera di proporre le garanzie facoltative che ritiene più opportune. Alcune prevedono la polizza Eventi atmosferici: occorre verificare esattamente quali fenomeni sono compresi nel contratto. Grandine, vento, trombe d'aria, tempeste, alluvioni, inondazioni, frane e altri eventi possono infatti essere disciplinati da garanzie differenti.22) Cosa succede se il danno supera il valore dell'auto?La compagnia applica le regole previste dal contratto e dal valore assicurato del veicolo. Bisogna verificare se la polizza prevede un valore assicurato massimo, come viene determinato il valore dell'auto al momento del sinistro e quali criteri vengono utilizzati per stabilire se sia economicamente conveniente riparare il veicolo. In sintesi: la checklist prima di firmare Prima di acquistare una polizza Grandine è quindi consigliabile controllare almeno questi punti:quali eventi atmosferici sono coperti;se sono compresi carrozzeria, vetri, fari e altre parti;franchigia applicata;eventuale scoperto e relativo minimo;massimale per sinistro;numero massimo di eventi assicurabili;degrado d'uso dei ricambi;limiti territoriali;modalità di denuncia del sinistro;penali per chi si rivolge a una carrozzeria indipendente;disponibilità e durata dell'eventuale auto sostitutiva;modalità di determinazione del valore del veicolo;esclusioni e danni preesistenti;decorrenza effettiva della copertura.
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Fiat Pandina, c'è una novità negli interni: la svelano le ultime foto della Tributo Autobianchi
Emergono nuovi dettagli sulla Fiat Pandina Tributo Autobianchi: l'attesa serie speciale è tornata protagonista di ulteriori foto spia che consentono di osservare particolari finora inediti. Dalla fine di giugno i prototipi circolano su strada e, dopo i loghi dedicati e il tetto apribile, emerge ora un elemento chiave dell'abitacolo. Infotainment al passo con i tempi Al centro della plancia compare per la prima volta nella storia della terza serie della Panda un display centrale di dimensioni maggiori e non integrato nel cruscotto. Lo schermo, affiancato da due pomelli fisici e da una presa USB, è diverso da quello oggi disponibile e potrebbe anticipare una dotazione destinata, dopo il debutto sulla serie speciale, ad arrivare anche sulle versioni di normale produzione.L'introduzione del nuovo touchscreen potrebbe inoltre suggerire un'evoluzione del software di bordo e, di conseguenza, l'arrivo di nuove funzioni e applicazioni, contribuendo a mantenere la Pandina competitiva nei confronti delle rivali più recenti.
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