Hyundai i30 cambia dentro: il 5G sale a bordo senza aumenti
Hyundai presenta in Italia la i30 Model Year 2027. Non cambiano prezzi e powertrain, mentre si aggiorna la tecnologia di bordo. I clienti possono continuare a scegliere la i30 a partire da 28.350 euro, con carrozzeria 5 porte o Station Wagon e motori benzina 1.0 T-GDI da 115 CV e 1.6 T-GDI da 150 CV, abbinati al cambio manuale oppure all'automatico doppia frizione. Rimangono invariati anche gli allestimenti Business e N Line. Connettività avanzata con il Next Generation eCall 5G La principale novità della gamma 2027 riguarda la connettività di bordo: debutta il Next Generation eCall 5G, di serie su tutta la gamma. La maggiore velocità di trasmissione dati riduce i tempi degli aggiornamenti over-the-air e migliora l'utilizzo delle applicazioni integrate, comprese quelle dedicate alle situazioni di emergenza. Con il nuovo Model Year entra inoltre tra le tinte senza sovrapprezzo la colorazione Cypress Green. Dotazioni di serie per Business e N Line La versione Business include il pacchetto di ADAS Hyundai SmartSense, i gruppi ottici LED, i cerchi in lega da 16 pollici, il climatizzatore bi-zona, il doppio schermo da 10,25 pollici, la retrocamera, i sensori di parcheggio e la ricarica wireless per smartphone.La N Line aggiunge un'impronta più sportiva grazie al kit aerodinamico dedicato, al terminale di scarico specifico, ai cerchi in lega da 17 oppure 18 pollici, alle finiture interne con cuciture rosse, al volante sportivo, alla pedaliera in metallo e al supporto lombare elettrico per il sedile guida. Hyundai i30 Model Year 2027: prezzi Hyundai i30 5 porteHyundai i30 5 porte 1.0 T-GDI Business: 28.350 euroHyundai i30 5 porte 1.0 T-GDI N-Line: 29.850 euroHyundai i30 5 porte 1.6 T-GDI DCT Business: 31.850 euroHyundai i30 5 porte 1.6 T-GDI DCT N-Line: 33.350 euroHyundai i30 WagonHyundai i30 Wagon 1.0 T-GDI Business: 29.850 euroHyundai i30 Wagon 1.0 T-GDI N-Line: 31.350 euroHyundai i30 Wagon 1.6 T-GDI DCT Business: 33.350 euroHyundai i30 Wagon 1.6 T-GDI DCT N-Line: 34.850 euro
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Genesis arriva in Italia: primo showroom a Padova
Il rilancio del marchio Genesis passa dall'apertura della prima concessionaria italiana. stato infatti inaugurato a Padova lo showroom ufficiale di Ferri Auto, che espone su oltre 200 metri quadrati la gamma elettriche della Casa coreana. Entro la fine dell'anno sarà aperto un secondo centro a Roma, dove saranno proposte ai clienti le Genesis GV60, GV70 e G80. La sportiva GV60 Magma e i servizi dedicati ai clienti In occasione dell'inaugurazione a Padova è stata esposta anche la GV60 Magma, che apre la strada alla futura gamma sportiva Magma. Inoltre, è stato presentato il Genesis Brand Cube: si tratta di uno spazio esclusivo dedicato all'accoglienza e al dialogo con il cliente, dove le vetture vengono configurate in ogni dettaglio.Genesis ha annunciato anche la garanzia 5-Year Care Plan a chilometraggio illimitato, con soccorso stradale europeo e manutenzione programmata inclusi. Sono inoltre previste formule personalizzate di noleggio.
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Renault e Marocco: come nasce l'ecosistema ultra-competitivo alle porte dell'Europa
Negli ultimi mesi la parola d'ordine nel settore automobilistico è ecosistema. Spesso la si associa all'industria cinese, ma in realtà non è solo la Cina a garantire quei fattori favorevoli che tutti i costruttori europei stanno cercando da tempo per risollevare le proprie sorti.A pochissima distanza dall'Europa ci sono Paesi che offrono ecosistemi altamente competitivi, quantomeno rispetto a un Vecchio Continente che, tranne alcuni casi - come Spagna e determinate aree dell'ex blocco sovietico - sconta diversi ostacoli, dagli oneri burocratici al costo dell'energia fino al fisco. Parliamo di due nazioni agli antipodi del Mediterraneo: Marocco e Turchia.Non è un caso se di recente il numero uno di Toyota Europe, Yoshihiro Nakata, abbia chiesto di non escludere alcuni partner commerciali della Ue - come Giappone, Regno Unito e Turchia - dai requisiti del Made in Europe. Si tratta di Paesi perfettamente integrati nelle catene del valore industriali del nostro continente. Vale lo stesso per il Marocco, dove abbiamo avuto la possibilità di visitare la fabbrica del gruppo Renault a Tangeri e toccare con mano cosa significhi creare un ecosistema e disporre di condizioni favorevoli allo sviluppo di un'industria automobilistica competitiva. I numeri dell'ascesa marocchina I dati, come sempre, dicono tutto. Il Marocco conta oggi su tre impianti - Tangeri e Casablanca per Renault e Kenitra per Stellantis - e su una capacità produttiva annua di 1 milione di veicoli. Le tre fabbriche, insieme a oltre 250 fornitori, hanno contribuito a generare 15 miliardi di esportazioni, pari al 35% dell'export totale marocchino, per l'80% destinate alla Ue.Fondamentale il peso di Renault, capace di costruire nel tempo una presenza che spazia dalle attività commerciali - avviate nel 1928 - a quelle produttive, passando per centri di engineering e R&S, servizi finanziari e un polo digitale. In questo quadro, le cifre dei due impianti sono di tutto rispetto. Casablanca ha aperto i battenti nel 1959 e oggi conta su una capacità di 120 mila veicoli l'anno, producendo Dacia Sandero, Dacia Logan e Renault Kardian. Tuttavia, la punta di diamante è Tangeri: inaugurato nel 2012, l'anno scorso ha sfornato 394.465 esemplari di Dacia Sandero, Dacia Jogger e Renault Express, a fronte di una capacità installata di 380 mila veicoli. Per fare un confronto, nel 2025 Tangeri ha prodotto più vetture di tutti gli impianti italiani messi insieme (238 mila unità). E per l'82% la produzione è stata destinata ai mercati Ue.Nel complesso, Renault può produrre in Marocco oltre mezzo milione di vetture, esportandole in 63 Paesi - Italia, Francia e Germania su tutte. Basti pensare che un sesto delle vendite globali del gruppo ha origine proprio nel Paese nordafricano. Non solo: la Losanga è oggi la prima società privata del Marocco, dà lavoro a circa 10 mila dipendenti (6 mila solo a Tangeri) e contribuisce al 3% del Pil annuale, al 72% delle esportazioni veicolistiche e al 38% dell'intero export automotive. Tuttavia, la punta di diamante è Tangeri: inaugurato nel 2012, l'anno scorso ha sfornato 394.465 esemplari di Dacia Sandero, Dacia Jogger e Renault Express, a fronte di una capacità installata di 380 mila veicoli. Per fare un confronto, nel 2025 Tangeri ha prodotto più vetture di tutti gli impianti italiani messi insieme (238 mila unità). E per l'82% la produzione è stata destinata ai mercati Ue.Nel complesso, Renault può produrre in Marocco oltre mezzo milione di vetture, esportandole in 63 Paesi - Italia, Francia e Germania su tutte. Basti pensare che un sesto delle vendite globali del gruppo ha origine proprio nel Paese nordafricano. Non solo: la Losanga è oggi la prima società privata del Marocco, dà lavoro a circa 10 mila dipendenti (6 mila solo a Tangeri) e contribuisce al 3% del Pil annuale, al 72% delle esportazioni veicolistiche e al 38% dell'intero export automotive. La spinta del re Una presenza del genere è stata ovviamente costruita nel tempo, ma c'è un anno che ha fatto da spartiacque per i legami tra Renault e il Marocco, e per l'ascesa di quest'ultimo nelle classifiche globali dell'industria automobilistica. Il re Mohammed VI sostiene la creazione di un partenariato pubblico-privato per promuovere e rafforzare le produzioni automobilistiche e, nel 2016, sottoscrive un primo accordo con la Losanga, che prevede di raggiungere nel 2023 un tasso di localizzazione delle forniture del 65% e un obiettivo di approvvigionamenti per 1,5 miliardi di euro.Una seconda intesa viene firmata nel 2021 e fissa per il 2030 i due target al 75% e a 2,5 miliardi. Obiettivi già raggiunti, se non superati: se nel 2016 Renault contava su 26 fornitori locali, oggi arriva a 87. Nell'autunno scorso è stato avviato un ulteriore rafforzamento della cooperazione, con un focus specifico su innovazione e formazione.Dunque, il Marocco ha posto in essere tutte le condizioni per creare un ecosistema industriale pienamente integrato e favorire le produzioni di Renault, così come quelle di Stellantis e dei rispettivi fornitori. A tal proposito, spicca una decisione su tutte: la creazione di un unico interlocutore pubblico, in grado di rispondere alle molteplici esigenze delle imprese.Si tratta di Tanger Med, un'agenzia speciale voluta dall'attuale monarca sin dall'inizio del suo regno: gestisce porti, piattaforme logistiche e aree industriali, garantendo un ampio spettro di servizi. Conta su oltre 8 mila ettari di terreni disponibili, di cui 3 mila già sviluppati per attività economiche, e ospita più di 1.500 aziende, per lo più nell'automotive, nell'aeronautica, nel tessile, nell'agroindustria e nella logistica, generando un volume d'affari di 20,6 miliardi di dollari e circa 145 mila posti di lavoro.Ma soprattutto gestisce lo scalo omonimo, un porto dalla posizione strategica: all'imbocco dello Stretto di Gibilterra, dove transita il 20% del commercio globale. Oggi è il primo porto in Africa e il 17esimo al mondo, grazie a quattro terminal che nel 2025 hanno movimentato oltre 11,1 milioni di TEU. Un'ecosistema "cinese" alle porte della Ue Nel solo settore automobilistico, l'area dedicata è in grado di stoccare fino a 1 milione di veicoli e nel 2025 ne ha gestiti 526.862, spediti in 26 Paesi, tra cui anche l'Italia. A ciò si aggiungono 200 ettari di retroporto logistico e una vera e propria piattaforma industriale integrata nel nord del Paese. La fabbrica Renault è collegata al porto da una rete ferroviaria dedicata ed è connessa ad altre aree industriali: un'autostrada la lega direttamente a una zona franca dove operano numerosi fornitori.La Tanger Free Zone garantisce le agevolazioni tipiche di un porto franco - azzeramento dei dazi e dell'Iva - ma offre anche facilitazioni sul fronte dell'energia e dei servizi. E tutto è gestito da Tanger Med. Condizioni che hanno attirato grandi gruppi della componentistica: tra oltre 200 aziende figurano Lear, Magna, ZF, Aptiv, Marelli, Valeo e Continental, oltre a operatori cinesi, coreani e spagnoli.A questo si aggiungono servizi avanzati, dalla progettazione alla cybersicurezza fino alla gestione delle risorse idriche e dei rifiuti. In altre parole, il Marocco si interfaccia con le aziende tramite un solo ente pubblico in grado di rispondere a tutte le esigenze. Le imprese beneficiano così non solo di un costo del lavoro competitivo, ma anche di condizioni che riducono gli oneri produttivi, migliorando competitività e redditività. Parallelamente, la monarchia - grazie a infrastrutture moderne, politiche fiscali favorevoli ed energia a basso costo - attrae capitali esteri, crea occupazione e rafforza l'economia del Paese, diventato il primo polo industriale africano, davanti al Sud Africa.A due passi dall'Europa c'è dunque un ecosistema, per molti versi simile a quello cinese, che funziona e attrae investimenti. Come quelli di Renault e Stellantis. E che, allo stesso tempo, evidenzia i limiti strutturali europei nel sostenere le produzioni automobilistiche.
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Paghi e vai al concerto, ma il parcheggio non esiste: la truffa fuori dallo Stadio Olimpico
Se in Totòtruffa 62, pellicola del 1961 di Camillo Mastrocinque, il furbo Totò vendeva la Fontana di Trevi a uno sprovveduto turista italo-americano, qualche sera fa, sempre a Roma, altri hanno pensato di fare lo stesso con inesistenti parcheggi autorizzati su strada. Il parcheggio fantasma: cortesia e telecamere La truffa - smascherata dalla Polizia Locale di Roma Capitale nel corso dei controlli svolti in occasione del recente concerto di Max Pezzali allo Stadio Olimpico - ha dell'incredibile e lascia allibiti per l'ingegno dimostrato da due parcheggiatori abusivi.I nuovi Totò - consapevoli delle difficoltà degli automobilisti a trovare parcheggio nella zona dello Stadio, a causa dell'enorme afflusso di spettatori - avevano organizzato un articolato sistema illecito per la gestione della sosta a pagamento.Da un lato, con suadente cortesia, intercettavano gli automobilisti in cerca di parcheggio nella zona di piazza Antonio Mancini e li indirizzavano verso un'area delimitata da una transenna, antistante l'ingresso di un parcheggio privato in via Luigi Poletti. Dall'altro, spiegano i Vigili di Roma Capitale, per rendere più credibile l'attività, i due evidenziavano la presenza di un presunto sistema di videosorveglianza.Le telecamere - utilizzate impropriamente come elemento di rassicurazione nei confronti degli ignari automobilisti - c'erano davvero ma, in realtà, erano destinate alla tutela del parcheggio privato.Una volta fatte sistemare le autovetture nell'area del parcheggio farlocco, i due richiedevano quindi il corrispettivo per la sosta, che i proprietari pagavano senza sospetti, ritenendo l'area regolare e la vettura controllata. Sanzioni per oltre 7.600 euro La scoperta del parcheggio fantasma è andata di pari passo con gli altri interventi svolti dagli operatori del GPIT - Gruppo Pronto Intervento Traffico, che hanno consentito di individuare e fermare complessivamente sette parcheggiatori abusivi. Per tutti è stato disposto l'ordine di allontanamento dall'area per 48 ore.Nei confronti di due di loro è scattata la denuncia all'Autorità Giudiziaria per l'attività reiterata di parcheggiatore abusivo, mentre altri quattro sono stati sanzionati amministrativamente, come previsto dalla normativa: complessivamente sono state elevate sanzioni per oltre 7.600 euro. Nel 2026 controllate oltre 1.600 aree Il tema dei parcheggiatori abusivi resta tra i più delicati a Roma e, per questo, oggetto di interventi mirati da parte dei caschi bianchi. Dall'inizio dell'anno sono state controllate più di 1.600 aree e individuati oltre 60 parcheggiatori abusivi, fermati e perseguiti per l'attività illecita.I reati contestati sono talvolta di notevole gravità, arrivando a comprendere estorsione, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.Gli interventi della Polizia Locale mirano a garantire legalità, sicurezza e libero accesso agli spazi pubblici, contrastando l'abusivismo e prevenendo truffe, intimidazioni e richieste indebite di denaro ai danni degli automobilisti.L'attività di prevenzione e controllo non riguarda solo le zone interessate da eventi ad alta affluenza, ma prosegue in modo sistematico anche nelle aree vicine agli ospedali, nel centro storico e nei quartieri della movida capitolina.
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Una famiglia in tre metri e mezzo: Fiat Quattrolino riprende unidea che ha fatto storia
Stai a vedere che alla fine una nuova 600 Multipla la fanno davvero. L'idea di riproporre in chiave moderna la storica monovolume, nata nel 1956 dalla matita di Dante Giacosa, è da qualche tempo un pallino di Olivier Franois, CEO di Fiat, che ne ha parlato in diverse occasioni. Un modello all'epoca rivoluzionario, capace di offrire sei posti, magari non comodissimi ma reali, in tre metri e mezzo di lunghezza. La cui eredità potrebbe essere raccolta dalla nuova Fiat Quattrolino. Il nome svela quasi tutto Il nome non è forse tra i più orecchiabili - e non è neanche detto che sia quello definitivo - ma racchiude in sé la filosofia del progetto: da un lato il richiamo alla nuova Topolino, microcar elettrica realizzata sulla base della Citroën Ami, dall'altro l'idea di un abitacolo per quattro persone. Un modello nato per ampliare la gamma di veicoli destinati alla città, pratici e accessibili, perfettamente coerente con la filosofia della Casa torinese. Dove si inserisce nella strategia Stellantis La Quattrolino ha debuttato quasi in sordina durante la presentazione dell'ambizioso piano strategico FaSTLAne 2030 del gruppo Stellantis, all'interno di una slide dedicata ai progetti di mobilità urbana di Fiat, tra la Topolino, la nuova Tris a tre ruote (erede dell'Apecar), la 500 e la prossima elettrica da città, strettamente imparentata con la Citroën 2CV. Un posizionamento, anche grafico, che suggerisce un ruolo ben preciso: diventare il trait d'union tra i quadricicli leggeri a due posti e le automobili tradizionali, piccola ma più pratica. Compatta, ma spaziosa dentro L'immagine pubblicata da Fiat racconta molto di come potrebbe essere la Quattrolino: carrozzeria alta, abitacolo avanzato e cofano praticamente assente, come nella Multipla del 1956, con proporzioni studiate per offrire il massimo dello spazio all'interno. Non sono da escludere, come già visto per la Topolino, future evoluzioni pensate per il trasporto commerciale in ambito urbano o varianti particolari come la Dolcevita. Dimensioni: cresce rispetto alla Topolino Come suggerisce il rendering ufficiale, l'auto sarà leggermente più lunga della Topolino (che misura 2,53 metri), mantenendo però le due portiere: per accedere alla seconda fila si ribaltano gli schienali della prima. Aria di famiglia anche nella forma del muso e dei fari, sia davanti sia dietro. Spartane le finiture, a partire dagli specchietti regolabili manualmente, mentre la maniglia incassata nel vetro rappresenta una soluzione originale che potrebbe evolvere nella versione definitiva. Quadriciclo o autoveicolo? Resta ancora da definire il contenuto tecnico, ma è plausibile che l'erede della Multipla sia soltanto elettrica: una scelta coerente con la mobilità urbana a zero emissioni e utile per gestire al meglio ingombri e spazi a bordo. Potrebbe trattarsi di un quadriciclo pesante L7e, così da mantenere una stretta parentela con la Topolino, che invece è un quadriciclo leggero. Una soluzione che comporterebbe però alcuni limiti, come la potenza massima di 15 kW (20 CV) e la velocità massima di 90 km/h.Resta aperta la possibilità di uno sviluppo su basi tecniche più evolute, come una eventuale piattaforma E-Car, con carrozzeria da monovolume e quattro posti reali. In ogni caso, per contenere i costi saranno scelti motori poco potenti e batterie con capacità adeguata a un utilizzo prevalentemente urbano. Quando la vedremo? difficile immaginare un debutto a breve: appare improbabile che la Quattrolino venga presentata al Salone di Parigi, dove Fiat ha già abbastanza carne al fuoco con le nuove Grizzly e Grizzly Fastback, oltre alla prima elettrica su progetto E-Car. Per l'erede della 600 Multipla dovremo aspettare almeno il 2027.
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Volkswagen, 100 mila esuberi e 4 fabbriche a rischio: le indiscrezioni scuotono Wolfsburg
Il gruppo Volkswagen torna sotto i riflettori a pochi giorni dalle voci su un presunto rischio di fallimento. A rilanciare nuove ipotesi su una ristrutturazione ben più pesante di quanto finora attuato dai vertici aziendali è ancora Manager Magazin. Questa volta, però, vengono forniti numeri particolarmente rilevanti sulle possibili iniziative di riorganizzazione del colosso tedesco.Secondo la testata, l'amministratore delegato Oliver Blume starebbe definendo la ristrutturazione più radicale nella storia del gruppo, con 100 mila posti di lavoro a rischio e la chiusura di altri quattro impianti finora esclusi, almeno ufficialmente, dai programmi di efficientamento già in corso. I piani di Blume Attualmente, il gruppo impiega 602.659 persone nel mondo, di cui 284.032 nella sola Germania. Tuttavia, Blume e il direttore finanziario Arno Antlitz hanno già chiarito che le misure di ristrutturazione avviate non sono sufficienti a migliorare la redditività e a rilanciare la sostenibilità economica complessiva. Per questo, ci sarebbe l'obiettivo di tagliare 100 mila posti di lavoro, il doppio rispetto ai 50 mila concordati negli ultimi anni con i sindacati tedeschi e riferiti alla sola Germania.Inoltre, emergerebbe l'intenzione di chiudere gli stabilimenti Volkswagen di Hannover, Zwickau ed Emden, impianti più volte finiti al centro di indiscrezioni sulla possibile dismissione, nonché la fabbrica Audi di Neckarsulm. I cancelli verrebbero chiusi non nel breve termine, ma solo quando gli attuali modelli in produzione arriveranno alla fine del loro ciclo di vita.Infine, Blume vorrebbe ridurre gli investimenti di circa il 15%, portandoli a poco più di 130 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, tagliare i costi generali di 11 miliardi entro la fine del decennio e avviare una revisione profonda della struttura operativa, con una trasformazione dei vari marchi, tra cui quello Volkswagen, in entità più autonome, pronte a essere valorizzate anche tramite una possibile quotazione. La reazione di Wolfsburg Blume avrebbe già presentato al consiglio di gestione il nuovo piano di ristrutturazione, ma la relativa documentazione non conterrebbe cifre specifiche, perché l'amministratore delegato vorrebbe lasciare spazio alle trattative con le parti sociali per definire i dettagli.Non a caso, la reazione da Wolfsburg è improntata alla cautela. Un portavoce Volkswagen non ha commentato le indiscrezioni, ma ha comunque sottolineato il peso delle negoziazioni interne: I fatti rilevanti saranno discussi e approvati dagli organi competenti. Non anticiperemo questo processo. Il rappresentante ha inoltre aggiunto che l'intero gruppo, compresi marchi e filiali, deve affrontare cambiamenti di ampia portata.Di certo, non sarà facile per Blume e l'attuale management far accettare ai sindacati e alla politica tedesca un piano così radicale. Il consiglio di fabbrica e il sindacato IG Metall hanno già alzato le barricate, parlando di progetti che mettono a rischio lavoratori e territori, e avvertendo che, qualora venissero portati avanti, si opporranno con tutte le loro forze. Del resto, i rappresentanti dei lavoratori occupano metà dei seggi nel consiglio di sorveglianza, mentre il Land della Bassa Sassonia, che nomina altri due consiglieri e dispone anche di poteri di veto su numerose questioni, tra cui eventuali riorganizzazioni della forza lavoro, sostiene tradizionalmente le posizioni sindacali.
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Quattro Defender di una volta per un solo cliente: le opere uniche di Land Rover Classic
Land Rover Classic ha ricevuto un ordine unico nel suo genere, realizzando per un singolo cliente una flotta di quattro esemplari del Classic Defender V8 da 405 CV, ciascuno con caratteristiche esclusive grazie al programma Works Bespoke. Si tratta di quattro interpretazioni della carrozzeria: 110 Double Cab Pick-up, 110 Station Wagon, 90 Soft Top e 90 Station Wagon. Verniciatura artigianale e interni esclusivi su misura Per tutte le Defender è prevista una speciale verniciatura Spectral Green cangiante, abbinata a tetto e rollbar in Icy White e cerchi diamantati da 18". Il processo richiede circa 400 ore e comprende diverse fasi artigianali, incluse le coachlines realizzate a mano lungo le fiancate. Gli interni sono rifiniti in pelle semi-anilina Bridge of Weir Vanilla, con cuciture verdi a contrasto, e valorizzati dal sistema infotainment da 9" con Apple CarPlay e Android Auto wireless e dai tappetini in Superwool.
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Polestar lascia gli USA e punta sullEuropa: ecco perché
Polestar esce dal mercato americano. Il marchio dedicato alle elettriche di Geely non ha ottenuto l'autorizzazione legata alla Connected Vehicle Rule, la normativa statunitense che impone criteri stringenti su sicurezza digitale e gestione dei dati, con particolare attenzione alle tecnologie e alle filiere legate alla Cina.La stessa omologazione è invece arrivata per Volvo, marchio strettamente legato all'interno del gruppo. Le Polestar 3 e 4 già prodotte saranno commercializzate fino a esaurimento scorte attraverso la rete vendita Volvo. Europa mercato numero uno Negli USA, Polestar ha deciso di interrompere le vendite a partire dal Model Year 2027 e l'Europa diventerà quindi il mercato di riferimento per il costruttore, con una quota prevista pari all'80% delle consegne. Restano comunque attivi anche Canada, Asia e America Latina.Sul fronte prodotto le novità non mancano: le consegne della Polestar 5 partiranno in estate, una seconda versione della Polestar 4 debutterà entro fine anno, la Polestar 7 sarà prodotta in Europa e la nuova generazione della Polestar 2 arriverà nel 2027.
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Dal V8 ibrido allelettrico: Toyota e Lexus mostrano le nuove sportive a Goodwood
Toyota e Lexus hanno scelto il Goodwood Festival of Speed (9-12 luglio) per presentare in anteprima europea i modelli sportivi più recenti. In Inghilterra sarà possibile ammirare dal vivo la GR GT stradale, la sua derivata da corsa GR GT3 e la più recente evoluzione della Lexus LFA Concept. Le supercar firmate Gazoo Racing Le due biposto sviluppate da Gazoo Racing rappresentano la risposta di Toyota alle supercar più esclusive. Telaio e motore V8 biturbo ibrido sono completamente inediti e progettati specificamente per questo progetto, fin dall'inizio orientato anche all'omologazione per le competizioni.Negli anni scorsi qualcuno aveva ipotizzato che questa famiglia di modelli potesse diventare l'erede della Lexus LFA, ma il brand premium seguirà una strada autonoma. La sua interpretazione si distinguerà infatti per caratteristiche specifiche, sia sul piano stilistico sia su quello tecnico: il prototipo adotta infatti una motorizzazione completamente elettrica. Gli altri modelli sportivi e le auto da corsa in esposizione Il Gruppo Toyota non si limiterà a queste tre protagoniste. A Goodwood saranno presenti anche la GR Yaris Rally, il DKR GR Hilux e la GR010 Hybrid, fresca vincitrice alla 24 Ore di Le Mans. Completano l'esposizione i piloti ufficiali e l'intera gamma dei modelli sportivi GR di serie.
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F1, GP d'Austria: l'atmosfera a Spielberg si fa incandescente
La Formula 1 torna sulle verdi colline della Stiria ed è pronta a raccontarci di una Ferrari rigenerata e una corsa al titolo che, all'improvviso, sembra un pizzico meno scontata. Il trionfo di Lewis Hamilton a Barcellona ha interrotto la serie di affermazioni Mercedes e alzato il morale a Maranello. Ora il Red Bull Ring dirà se quella domenica spagnola è stata l'inizio di un nuovo scenario o soltanto una parentesi.Ferrari: debutta il motore con l'ADUOLa novità più attesa del weekend è il nuovo motore termico, reso possibile dal meccanismo ADUO e già anticipato nelle scorse settimane. Un upgrade importante, perché sul fronte della potenza pura la Power Unit di Maranello paga ancora un gap nei confronti di Mercedes e Red Bull, distanza che oggi supera il 4% e che consentirà alla Rossa di disporre di una seconda omologazione più avanti nella stagione.Enrico Gualtieri ha però invitato alla prudenza, descrivendo l'aggiornamento come un primo passo relativamente contenuto. Si tratta di un aggiornamento limitato e, da solo, non sarà sufficiente a cambiare i valori in campo, ha spiegato il responsabile dello sviluppo della Power Unit. L'evoluzione nasce da un lavoro portato avanti in parallelo rispetto al filone principale di sviluppo, una dinamica normale considerando i tempi lunghi che il lato motore richiede. Insieme alla nuova unità debutterà anche una formulazione aggiornata dei carburanti Shell.Il messaggio del team, riassunto da Gualtieri, è che il campionato si deciderà sul ritmo di sviluppo più che sul singolo guadagno assoluto. Sulla stessa linea il team principal Frederic Vasseur, che predica umiltà e continuità di metodo, una gara alla volta. Mercedes: PU nuova per AntonelliAnche in casa Mercedes si lavora sull'affidabilità. Kimi Antonelli, fermato a tre giri dalla fine a Barcellona dal cedimento della batteria, utilizzerà a Spielberg una power unit nuova abbinata a un pacco batterie aggiornato. Il problema, ha spiegato il pilota, si trascinava da tempo: Ho avuto delle noie in FP1 a Miami, poi c'è stato il ritiro di George a Montreal. Abbiamo lasciato per strada un bel po' di punti. Antonelli ha precisato che il guasto non è strettamente legato alle temperature e che gli interventi rientrano nella normale gestione dell'affidabilità, senza alcun legame con l'ADUO.Capitolo strategia e team order: dopo il tempo perso nel duello interno con Russell, Toto Wolff è stato chiaro. In caso di pressione da parte degli avversari scatterà l'ordine di squadra, soprattutto se una delle due monoposto mostrerà un passo migliore; senza quella pressione, invece, i due piloti resteranno liberi di lottare, come a Montreal. Red Bull e l'incognita pesoDa non sottovalutare la Red Bull, attesa al suo appuntamento di casa con un pacchetto importante di aggiornamenti orientato anche alla riduzione del peso. La RB22 ha iniziato l'anno con qualche chilo di troppo rispetto al limite FIA, eredità dello sviluppo spinto sulla RB21 fino a fine 2025. A Barcellona la vettura ha sofferto nelle curve a media e alta velocità, che a Spielberg corrispondono al terzo settore: l'Austria sarà un banco di prova per misurare i progressi.Allerta caldo: scatta il protocollo FIAA condizionare l'intero weekend sarà però il meteo. L'ondata di calore che sta investendo l'Europa ha spinto la FIA a dichiarare, per la prima volta in stagione, una Heat Hazard: secondo le previsioni del provider ufficiale, l'indice di calore supererà la soglia dei 31C sia sabato sia domenica, con picchi ambientali attorno ai 33C, che porteranno a temperature ben più alte nell'abitacolo.Ai piloti sarà data la possibilità di scegliere se indossare il gilet refrigerante oppure imbarcare 0,5 kg di zavorra in alternativa. L'utilizzo resta facoltativo: dopo le proteste di alcuni piloti sul comfort (i tubi integrati nella maglia ignifuga possono creare punti di pressione contro il sedile), la FIA ha rinunciato all'obbligo inizialmente previsto. I fondamentali: trazione, rigidità e gomme Il Red Bull Ring è un tracciato ingannevole: dieci curve, pochi chilometri, ma una sequenza continua di staccate violente e accelerazioni brutali. La natura stop-and-go premia il setup orientato alla trazione, con vetture tendenzialmente rigide per aggredire i cordoli ribassati. L'aria è un po' più rarefatta per via dei 700 metri di quota che riduce l'ossigeno disponibile e complica il raffreddamento di power unit e impianto frenante, imponendo carichi aerodinamici su valori più medi che bassi.Lo stress longitudinale prevale su quello laterale, con un degrado soprattutto termico concentrato sul posteriore; attenzione comunque alle curve 4, 7 e 8, dove la componente laterale torna a pesare. La Pirelli conferma la scelta delle tre mescole più morbide della gamma (C3, C4 e C5). Sul fronte strategia, nonostante un'usura contenuta, il forte degrado termico e le gomme soft rendono concreta l'ipotesi delle due soste. Occhio, infine, alla safety car: su un tracciato così corto e compatto, una neutralizzazione può ribaltare la gara, come si è visto proprio in Spagna.Dove vedere il GP d'Austria in TVIl Gran Premio d'Austria sarà trasmesso in diretta integrale su Sky Sport F1 e in streaming su Now, con tutte le sessioni del weekend visibili anche in differita in chiaro su TV8.Venerdì 26 giugnoProve Libere 1: dalle 13:30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Prove Libere 2: dalle 17:00 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Sabato 27 giugnoProve Libere 3: dalle 12:30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Qualifiche: dalle 16:00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18:00Domenica 28 giugnoGara: partenza alle 15:00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18.30
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L'auto va piano: vendite in calo (-4%) nel 2026 e ripresa lenta verso il 2030
Vendite globali in contrazione del 4%, una ripresa lenta nei quattro anni successivi e un'Europa sempre più sotto pressione per la concorrenza cinese: è un quadro a tinte fosche quello che emerge dall'ultimo Global Automotive Outlook di AlixPartners. Con l'industria dell'auto che si conferma il comparto più disrupted, cioè maggiormente soggetto a trasformazioni, davanti a retail, aerospazio e difesa, media e servizi finanziari. Vendite in calo nel breve periodo, ripresa lenta al 2030 Secondo la società di consulenza, dopo anni di moderata crescita il 2026 segnerà una battuta d'arresto, con le vendite globali auto che scenderanno del 4%, da 91,5 a 88,1 milioni di veicoli. Inciderà soprattutto il tracollo della Cina (-10% anno su anno), alle prese con il consolidamento e con la riduzione degli incentivi sui NEV (New Energy Vehicle, cioè auto elettriche, ibride plug-in o a idrogeno).Pesa anche, sebbene in misura minore, la situazione del Nord America (-3%), mentre l'Europa resterà sostanzialmente ferma (+1%). Nel medio periodo, poi, si prevede una stabilizzazione attorno ai 94,8 milioni di unità entro il 2030, ma con una crescita irregolare tra le diverse aree geografiche.La vera sfida non è solo il calo dei volumi, commenta Dario Duse, EMEA Leader Automotive & Industrial di AlixPartners, ma la competizione globale e la rapidità con cui mercati e dinamiche competitive si stanno trasformando e regionalizzando.Oltretutto, aggiunge Duse, tutto questo avviene in un contesto in cui l'impalcatura normativa si stratifica anziché semplificarsi, e dove alcune buone idee stentano a tradursi in decisioni, azioni e supporto finanziario. Cina, il mercato interno frena ma l'export aumenta Il più grande mercato dell'auto, quello cinese, registra per la prima volta una contrazione significativa, che fa scendere i volumi a 24,6 milioni di unità. La situazione è aggravata da una forte guerra dei prezzi (-19% in tre anni), resa ancora più gravosa per i costruttori - spiegano da AlixPartners - da un parallelo aumento delle dotazioni a parità di prezzo.A maggior ragione, le Case del Dragone cercheranno sbocchi all'estero, con esportazioni previste a circa 10 milioni di veicoli (+41%) nel 2026. Parallelamente, i costruttori asiatici cercheranno sempre più di produrre fuori dai confini nazionali, insediando nuovi impianti o sfruttando alleanze con partner occidentali.Le localizzazioni produttive all'estero triplicheranno nei prossimi cinque anni arrivando a 3,4 milioni di unità, spiega Duse. Ci aspettiamo anche una serie di partnership tecnologiche e produttive con player occidentali. Questo modello, basato su una competitività di costo difficilmente raggiungibile dagli occidentali, è però complesso da replicare negli altri fattori chiave: oltre a trasformarsi internamente, gli occidentali dovranno costruire un nuovo ecosistema di partner e fornitori, il tutto in un contesto normativo ancora in ritardo. Europa sotto pressione, Italia laboratorio della disruption In Europa i brand cinesi conquistano rapidamente quote: già nel 2026 dovrebbero infatti raggiungere il 12% del mercato. L'Italia, in questo senso, registra una penetrazione ancora più marcata: dopo il raddoppio anno su anno conseguito nel 2025 (da 3% a 6%), il blocco cinese ha raggiunto il 13% nel periodo aprile-maggio 2026.Marchi come BYD, Leapmotor e Omoda & Jaecoo crescono a ritmi sostenuti, trainati da un'offerta competitiva su prezzo e contenuti.Il tasso di crescita trimestre su trimestre, spiega Duse, è impetuoso. Sono quote che di solito si registrano su anni. E la base su cui crescono non è più piccola: si parla ormai di volumi significativi.Per gli analisti, il mercato italiano rappresenta un banco di prova della trasformazione in corso: i produttori tradizionali dovranno accelerare su efficienza, alleanze e nuovi modelli industriali per restare competitivi. Transizione elettrica più lenta e revisione dei piani AlixPartners evidenzia poi come l'adozione delle elettriche proceda a ritmi molto inferiori alle attese. Clamoroso il caso degli Stati Uniti, dove il reset delle politiche ha ridimensionato i sostegni e fatto arretrare la domanda.In Europa l'elettrico cresce (16% nel 2025, +4% rispetto al 2024), ma resta lontano dagli obiettivi dei regolatori. Questo andamento ha portato a una profonda revisione dei piani di sviluppo e lancio.Il numero di modelli plug-in (elettriche e ibride plug-in) per il periodo 2026-2030 è diminuito del 6% (-16 veicoli) rispetto ai piani del 2024. Contemporaneamente, i modelli ibridi sono in aumento del 21% (+26 modelli), di fatto più che rimpiazzando la riduzione delle elettriche e consentendo anche un maggiore assorbimento della capacità produttiva dei motori a combustione, spiegano da AlixPartners. Sovracapacità e necessità di riconversione La stagnazione del mercato domestico, l'accelerazione della penetrazione cinese e le incertezze sull'evoluzione delle motorizzazioni pongono l'industria europea di fronte a sfide rilevanti.Secondo la Confederazione europea dei fornitori (CLEPA), fino a 350.000 posti di lavoro sono a rischio entro il 2030, di cui 100.000 negli ultimi due anni. Si attende una risposta politica, che dovrebbe prendere forma con l'Industrial Accelerator Act della Commissione UE.Al di là delle iniziative proposte, resta da capire se l'Ue riuscirà a fornire incentivi e finanziamenti adeguati per contrastare la Cina, sovvenzionata negli ultimi 15 anni per circa 230 miliardi di euro.Con circa 12 milioni di unità di capacità inutilizzata ogni anno, l'industria europea è inoltre chiamata a un profondo riallineamento. Tra le opzioni sul tavolo ci sono cessioni, riconversioni industriali e diversificazione in settori adiacenti ad alto potenziale, come stoccaggio energetico, robotica e droni per la difesa.Facile a dirsi, ma estremamente complesso da realizzare, ammonisce Duse. Alcune applicazioni - anche in settori con elevate barriere all'ingresso - sono potenzialmente accessibili, come i droni, oggi economici, basati su tecnologie già presenti nell'industria dell'auto e prodotti in centinaia di migliaia di unità. Software-defined vehicle: entra in gioco l'intelligenza artificiale Sul fronte tecnologico, la transizione verso veicoli software-defined vede un impiego sempre più diffuso dell'intelligenza artificiale e sta concentrando potere nelle mani di grandi player come NVIDIA, Qualcomm e Google."Gli OEM tradizionali stanno perdendo il controllo della loro architettura tecnologica", osserva Fabrizio Mercurio, Director Automotive & Industrial. "Chi ha accesso alle piattaforme per l'addestramento dei modelli AI e chi controlla i sistemi operativi detiene il potere di innovazione. Gli OEM tradizionali rischiano di rimanere integratori finali ma di perdere il core.A complicare il quadro, l'aumento della domanda di semiconduttori (per i quali l'automotive rappresenta un mercato secondario) e la forte volatilità dei prezzi: alcuni chip hanno registrato rincari tra il 70% e il 120% nell'ultimo anno, con impatti miliardari sui costruttori.
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Spunta il teaser di una nuova Lamborghini Urus: è la SE Performante plug-in?
Il 1 luglio Lamborghini presenterà un nuovo modello, anticipato da un primo teaser. A giudicare dall'unica immagine disponibile, si tratta di una variante ancora più estrema della Urus, destinata a raccogliere il testimone della Performante. Aerodinamica estrema e l'eredità del V8 biturbo Gli elementi aerodinamici aggiuntivi nella zona posteriore rappresentano l'indizio più evidente dell'evoluzione della super SUV italiana, ma le novità più rilevanti dovrebbero trovarsi sotto al cofano. La precedente Performante poteva contare sul V8 biturbo da 666 CV, mentre l'arrivo della versione plug-in hybrid SE da 800 CV ha ridefinito gli equilibri della gamma. L'ipotesi di una Urus SE Performante plug-in hybrid L'ipotesi più plausibile è quindi lo sviluppo di una Urus SE Performante plug-in hybrid, capace di combinare assetto sportivo, aerodinamica evoluta, interventi di alleggerimento e powertrain elettrificato. Un insieme che potrebbe persino aumentare la potenza complessiva, con l'obiettivo di riportare questa variante al vertice del listino.
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Ibrida o elettrica, fatta a Melfi: DS N 7 debutta con prezzi, allestimenti e offerte
DS ha aperto gli ordini della nuova N 7, la SUV che prende il posto della DS 7 e che verrà prodotta nello stabilimento di Melfi. Lunga 466 cm e con un passo di 279 cm, la DS N 7 è realizzata sulla piattaforma Stla Medium di Stellantis, condivisa con altri modelli del gruppo, tra cui la nuova Lancia Gamma. A listino la versione ibrida da 145 CV (da 42.400 euro) e full electric (da 50.900 euro), con potenze da 230 a 350 CV e autonomie fino a 740 km. In questa prima fase di lancio, con finanziamento dedicato, i prezzi partono rispettivamente da 35.665 e 41.600 euro. Consegne a partire dall'ultimo trimestre 2026. La dotazione di serie di DS N 7 L'allestimento di attacco del listino, con la sola denominazione modello, prevede di serie cerchi di lega da 19", accesso e avviamento senza chiave, sensori di parcheggio posteriori e telecamera di retromarcia e infotainment centrale da 16". Ai colori Grigio Palladio, Blu Topazio, Bianco Alabastro, Grigio Cristallo e Nero Perla si aggiunge la nuova tinta Verde Seta. Gli allestimenti intermedi L'allestimento Pallas aggiunge l'infotainment connesso con Apple CarPlay e Android Auto wireless, la piastra di ricarica a induzione per gli smartphone, sensori di parcheggio anteriori, portellone posteriore ad apertura elettrica, vetri della prima fila insonorizzati e sedili anteriori riscaldabili. La versione toile si caratterizza per la dotazione tecnologica: accanto ai cerchi da 19" o 20" prevede la griglia anteriore luminosa, l'antifurto, i fari a matrice di LED, la telecamera a 360, il sistema di pulizia dell'aria in abitacolo, i sedili confort con funzione di riscaldamento per il collo e la guida assistita di livello 2. La top di gamma A chiudere il listino c'è la versione La Première, con cerchi da 20 e 21" (per l'elettrica), completa la dotazione con l'impianto stereo Electra 3D di Focal, i sedili Lounge con rivestimenti in pelle Nappa, il sistema DS Night Vision per la guida notturna, volante e parabrezza riscaldati.
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Pirelli, nuovo Cda: i soci cinesi votano contro, la lista italiana fa il pieno
L'assemblea degli azionisti di Pirelli, riunitasi a Milano con l'intervento dell'81,44% del capitale, ha approvato il bilancio 2025 e nominato il nuovo consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028. Si conferma la spaccatura tra la componente italiana e quella cinese: l'azionista Marco Polo International Italy (controllato da Sinochem), titolare del 34,1% delle quote, ha infatti espresso voto contrario sul bilancio d'esercizio. Una presa di posizione che riporta al centro le tensioni sugli assetti di controllo del gruppo. I conti L'esercizio 2025 si è chiuso con un utile netto della capogruppo di 285,2 milioni di euro (530,7 milioni a livello consolidato). Via libera alla distribuzione di un dividendo di 0,34 euro per azione ordinaria, per un totale di 369 milioni di euro, in pagamento dal 22 luglio 2026. Il nuovo Cda Il nuovo Cdsa scende a 15 componenti, di cui 11 indipendenti. La lista di maggioranza, presentata congiuntamente da Camfin, Camfin Alternative Assets, Longmarch Holding e Marco Tronchetti Provera & C., ha ottenuto il 58,07% dei voti del capitale rappresentato, assicurandosi 12 seggi.Tra gli eletti figurano Marco Tronchetti Provera e Andrea Casaluci, i cui nomi saranno proposti rispettivamente come presidente e amministratore delegato nella prima riunione consiliare, fissata per il 30 giugno 2026.I rappresentanti di Marco Polo International Italy restano in minoranza: la loro lista ha raccolto il 41,9% dei voti del capitale rappresentato, ottenendo i tre consiglieri previsti.
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Multivan e California si rinnovano: tutte le novità del restyling Volkswagen
Volkswagen aggiorna la gamma italiana di Multivan e California con un restyling che include sia elementi estetici sia tecnici. A listino saranno offerte le varianti standard e lunga del Multivan, mentre il California sarà disponibile solo con passo lungo. Esterno e gruppi ottici rinnovati Il design dei veicoli commerciali tedeschi è stato aggiornato intervenendo sul frontale: i fari LED e il paraurti sono stati ridisegnati e i gruppi ottici, in particolare, sono più grandi e collegati da una fascia luminosa orizzontale. I clienti potranno inoltre scegliere tra nuovi cerchi in lega e inedite combinazioni di verniciatura, anche bicolore. Interni tecnologici e nuovo sistema di climatizzazione Gli interni sono stati ridisegnati seguendo la filosofia introdotta dai modelli elettrici del marchio. Troviamo quindi uno schermo centrale da 12,9" e il Digital Cockpit per il guidatore, oltre al freno di stazionamento elettrico e alla ricarica wireless per smartphone di serie. stato inoltre progettato un sistema di climatizzazione elettrica a vettura ferma, in grado di funzionare fino a otto ore, mentre per il Multivan è stata studiata una disposizione vis-à-vis per i sedili della versione a otto posti. Sistemi ADAS avanzati e motorizzazioni disponibili Sul fronte ADAS, la novità principale è l'introduzione del Travel Assist evoluto, che gestisce anche i semafori e il cambio di corsia assistito, oltre all'Emergency Assist, che in caso di emergenza medica può fermare autonomamente il veicolo al lato della strada.I clienti potranno scegliere tra il 2.0 TDI da 150 CV a trazione anteriore e la e-Hybrid 4MOTION plug-in hybrid da 245 CV con batteria da 19,7 kWh. L'unica trasmissione disponibile è quella automatica doppia frizione DSG.
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Tagli e sviluppo più rapido: Renault cambia per tenere il passo dei cinesi
Renault taglia per accelerare la rincorsa ai costruttori cinesi: la Losanga ha in programma di eliminare 800 posti di lavoro nell'ingegneria in Francia entro fine 2027, come preannunciato, di riqualificare numerosi altri dipendenti e assumerne altri altamente specializzati.I gruppi del Dragone, spiega Philippe Brunet, Chief Technology Officer del marchio transalpino, hanno più che triplicato la quota di mercato in Europa negli ultimi due anni grazie a prodotti tecnologicamente avanzati e prezzi molto competitivi: Tutti gli altri stanno soffrendo. Dobbiamo essere in grado di competere. Rapidità cercasi I player cinesi, ha aggiunto il manager, sviluppano modelli in circa due anni contro i cinque tradizionali del settore: uno degli obiettivi del gruppo è ridurre la complessità e il numero di passaggi nello sviluppo di un'auto, tagliando fino al 20% il tempo trascorso in riunione. I numeri su cui ragionare Con una forza lavoro di 5.500 persone, la Francia rappresenta circa la metà del personale ingegneristico globale di Renault. L'azienda punta a far approvare il piano di trasformazione ai sindacati a luglio, con avvio da settembre: il progetto comprende la riqualificazione di 2.500 lavoratori e tra 150 e 200 nuove assunzioni destinate ad elettrificazione, software e intelligenza artificiale.
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Lombra di Carlos Ghosn: tra gli azionisti Nissan cè chi lo rivorrebbe al comando
La riunione annuale degli azionisti Nissan si è trasformata in un acceso confronto tra dirigenza e investitori. Il CEO Ivan Espinosa si è trovato a difendere pubblicamente la strategia di rilancio della Casa giapponese, in un'assemblea segnata da diverse mozioni critiche nei confronti della gestione del gruppo, compresa una richiesta di sfiducia verso l'attuale management. Alcuni azionisti hanno persino proposto il ritorno di Carlos Ghosn nel consiglio di amministrazione. L'ipotesi è stata respinta, ma il solo fatto che il suo nome sia tornato al centro del dibattito dimostra quanto la sua eredità continui a dividere gli investitori. In arrivo un nuovo piano strategico Espinosa ha difeso il piano Re:Nissan, ma la tensione emersa durante la riunione nasce anche dai risultati degli ultimi tempi. Il titolo Nissan ha perso il 43% in cinque anni e circa il 66% rispetto ai livelli precedenti all'arresto di Ghosn. Nonostante ciò, la Casa ha previsto per l'esercizio in corso un aumento delle consegne globali del 4,7%, fino a 3,3 milioni di veicoli, e un utile operativo atteso a 200 miliardi di yen. Entro la fine dell'anno fiscale è attesa la presentazione di un nuovo piano strategico di medio termine, chiamato a consolidare il rilancio. L'ingombrante fantasma di Ghosn Carlos Ghosn è stato per anni una delle figure più influenti dell'industria automobilistica mondiale. Arrivato alla guida Nissan dopo l'accordo con Renault nel 1999, ha guidato il risanamento del costruttore giapponese e contribuito alla nascita di una delle più grandi alleanze globali dell'auto. Nel 2018 è stato arrestato in Giappone con accuse di irregolarità finanziarie, che ha sempre respinto.Dopo il rilascio su cauzione, nel dicembre 2019 Ghosn ha lasciato il Giappone in circostanze rocambolesche: secondo diverse ricostruzioni, sarebbe fuggito nascosto in una cassa per strumenti musicali a bordo di un jet privato, raggiungendo il Libano, Paese privo di accordi di estradizione con Tokyo. Da Beirut, Ghosn ha continuato a proclamare la propria innocenza, parlando di un complotto interno per fermare il progetto di fusione con Renault.Il calo del titolo Nissan negli anni successivi ha contribuito a rafforzare, in parte degli investitori, l'immagine di Ghosn come artefice del rilancio passato, alimentando una frattura interna mai del tutto ricomposta, come dimostrato dall'assemblea del 23 giugno. Bocciato anche Nagai Gli azionisti hanno respinto anche la nomina di Motoo Nagai come consigliere indipendente esterno. Una decisione insolita, soprattutto per un candidato sostenuto dal management, motivata dai dubbi sulla sua effettiva indipendenza. Nagai era infatti uno dei revisori durante lo scandalo Ghosn e i suoi critici lo accusano da tempo di aver avuto un ruolo nella caduta dell'ex manager.
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Porsche 911 GT4 R, la nuova arma da pista per i clienti privati
La Porsche 911 GT4 R è una nuova variante da competizione dedicata ai clienti sportivi privati. Lavorando a fondo sullo studio dei regolamenti FIA, i tecnici Porsche hanno sviluppato un allestimento specifico derivato dalla 911 GT3 stradale, pronto ad affrontare la stagione agonistica 2027. Per il momento il prezzo non è stato reso noto. Caratteristiche tecniche, motore e aerodinamica La GT4 R sostituisce la variante Clubsport della Cayman, prodotta in oltre 1.500 esemplari, e offre ai clienti una vettura con caratteristiche derivate dalle categorie superiori. Il motore è il 4 litri aspirato della 911 GT3 Cup, con una potenza di 520 CV, limitata a 430 CV tramite restrittori regolamentari, con possibilità di variazione del BoP (Balance of Performance).Il cambio sequenziale a sei marce è dotato di paddles al volante e frizione a quattro dischi. L'assetto prevede cerchi con foratura a cinque bulloni, ammortizzatori regolabili su due vie e tre differenti configurazioni di molle.L'aerodinamica include un'ala posteriore regolabile in 11 posizioni, mentre per ridurre il peso portiere, cofano motore e alettoni sono realizzati con fibre riciclate. L'esperienza maturata con la 911 GT3 Cup ha permesso di ottimizzare anche l'ergonomia interna: il pilota può contare su uno schermo da 10,3 e su un sistema di data logging con GPS per la telemetria. I comandi secondari sono raccolti in una console centrale personalizzata.
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Robot in fabbrica, operai Hyundai in sciopero contro Atlas
Il sindacato dei lavoratori Hyundai Motor in Corea del Sud ha approvato lo sciopero dopo lo stallo nei negoziati per il rinnovo del contratto collettivo. La vertenza nasce dal blocco sulle richieste di aumenti salariali e sull'erogazione dei bonus annuali, ma si estende alla definizione di tutele per proteggere l'occupazione dall'arrivo dei robot umanoidi sulle linee di montaggio. I dipendenti chiedono garanzie per evitare che l'automazione avanzata si traduca in licenziamenti o nel progressivo deprezzamento della manodopera umana. Atlas, il nodo della robotica L'annunciata introduzione di Atlas, robot umanoide alimentato da intelligenza artificiale, è uno dei punti più critici. Hyundai pianifica di schierarlo gradualmente sugli impianti produttivi a partire dal 2028. Non sarà consentito l'ingresso di un singolo automa nei siti nazionali senza un accordo preventivo tra azienda e sindacato, hanno avvertito i rappresentanti dei lavoratori. L'organizzazione ha anche avviato una campagna pubblica, installando 255 striscioni tra ponti e lampioni a Ulsan, sede dei principali stabilimenti del costruttore, con messaggi contro l'abuso dell'IA. Un precedente per l'industria La dirigenza Hyundai considera la modernizzazione degli impianti un passaggio chiave per mantenere competitività nei settori delle elettriche e della guida assistita evoluta. Il sindacato, invece, intende vincolare il rinnovo contrattuale a precise clausole sull'uso della robotica. L'esito della trattativa può rappresentare un precedente rilevante per l'intero comparto manifatturiero.
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La Jaguar elettrica è quasi pronta: la Type 01 debutta in ottobre, ecco le nuove foto
La Jaguar Type 01 debutterà a New York nel mese di ottobre. La data è stata annunciata in occasione dell'Investor Day del gruppo Jaguar Land Rover e pone fine a un'attesa lunghissima, che ha visto il prototipo Type 00 al centro dell'attenzione non solo per i contenuti tecnici e stilistici, ma anche per la discussa campagna di rinnovamento dell'immagine del brand. Caratteristiche tecniche, design e motori della GT elettrica La Type 01 elettrica di serie sarà presentata in un modo molto speciale, secondo le dichiarazioni ufficiali, ma per ora non sono emersi ulteriori dettagli. Le informazioni sono accompagnate da nuove immagini della vettura camuffata, che sfoggia pellicole colorate di rosso, nero e beige - con buona pace del rosa iniziale.Le forme sono ormai note, con una linea di cintura molto alta, il cofano lunghissimo e proporzioni assolutamente distintive. Dal punto di vista tecnico, sappiamo che la piattaforma dedicata ospita tre motori per oltre 1.000 CV e 1.300 Nm complessivi.Durante il nostro primo test, il prototipo della Type 01 ha messo in luce un'agilità insospettabile e uno spirito da GT in linea con la tradizione del marchio.
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