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Pick-up - I modelli in vendita in Italia - FOTO GALLERY

4 Ruote - 6 ore 38 min fa

Grandi, spaziosi, spesso adatti al fuoristrada ma anche ai lunghi viaggi grazie a dotazioni di bordo sempre più simili a quelle delle autovetture. I pick-up rappresentano una grandissima fetta delle immatricolazioni a livello globale, ma in Europa sono solo una piccola parte del parco circolante: le dimensioni importanti e la mancanza di un tradizionale bagagliaio li rende poco adatti ai bisogni di molti automobilisti, specie nei contesti urbani. Fuori città, tuttavia, il discorso cambia: per molti professionisti che operano nelle zone montuose o più remote del nostro Paese, i pick-up sono gli unici veicoli che combinano la capacità di carico di un furgone con vere e proprie doti fuoristradistiche.

Anche nel weekend. Veicoli, quindi, prima di tutto dedicati al mondo del lavoro, che trovano, però, anche una folta schiera di appassionati che scelgono questo tipo di carrozzeria non per esigenze professionali, ma come complemento delle loro attività nel tempo libero. Che si tratti di caricare mountain bike, moto da cross o attrezzature sportive, un ampio cassone può far comodo. E, nonostante la notevole confusione in materia di immatricolazioni, oggi in Italia non esiste alcuna limitazione alla compravendita di pick-up da parte di privati cittadini e al loro utilizzo nei diversi giorni della settimana. Per sapere di più su cosa dice la legge riguardo questa tipologia di mezzi e, più in generale, sull'utilizzo di veicoli immatricolati come autocarri, vi rimandiamo a un nostro precedente approfondimento. Nella rassegna che vi proponiamo, invece, trovate tutti i modelli attualmente in vendita in Italia, in ordine crescente di prezzo (Iva esclusa, ovviamente).

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Best of 2022 - ID.Buzz, dopo più di mezzo secolo torna il Bulli

4 Ruote - 6 ore 43 min fa

Per decenni se lo sono chiesti un po' tutti, appassionati e addetti ai lavori: perché non rifanno un Bulli? Icona pop degli anni 50 e 60, adorato dai figli dei fiori, il pullmino per eccellenza della Volkswagen è rimasto chiuso in una capsula del tempo fino al giugno di quest'anno, mese in cui è tornato sulla scena con il nome di ID.Buzz. Che può essere definito il suo erede naturale, per le forme ma soprattutto per lo spirito: nasce sia per trasportare merci di ogni genere, sia per una mobilità personale che oggi, figlia dei nostri tempi, punta sulla sostenibilità.

Quel precedente del 2001... Eppure, la Volkswagen ce l'ha fatto sudare un bel po', l'erede del Bulli. Ci aveva illuso nel 2001, con il Microbus Concept presentato a Detroit: sembrava in rampa di lancio, ma poi il volo è stato cancellato. Dieci anni dopo, a Ginevra, arriva il prototipo del Bulli elettrico, giusto per tastare nuovamente il terreno; ma anche quello, niente.

Alla prova in questi giorni. Nel 2016 i tempi iniziano ad essere maturi: dopo il dieselgate, la Volkswagen accelera sull'auto a batteria e annuncia lo sviluppo di una nuova piattaforma, la Meb, e il primo concept è un altro pullmino che strizza l'occhio al Bulli: si chiama Budd-e. Ma è l'anno successivo, il 2017, che la faccenda si concretizza: sempre a Detroit, c'è l'ID. Buzz, un prototipo pressoché identico alla versione di produzione. Oggi, la reincarnazione è finalmente qui: e la stiamo provando proprio in questi giorni.  

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Crisi energetica - Dal limite dei 100 all'ora all'uso limitato: la Svizzera pensa a una stretta sulle EV

4 Ruote - 7 ore 50 min fa

Velocità limitata a 100 km/h in autostrada e restrizioni alla circolazione per le auto elettriche, ma anche contingentamento del riscaldamento negli uffici pubblici, negli hotel e nelle abitazioni, dell'illuminazione dei negozi e nell'uso di elettrodomestici. La Svizzera è pronta a tutto per evitare il blackout e, qualora le misure per l'approvvigionamento e il risparmio energetico già varate non dovessero bastare, si prepara a una stretta sui consumi che chiama in causa anche la mobilità alla spina. Il Consiglio federale ha infatti stilato una lista di provvedimenti, proposti come extrema ratio di fronte a una possibile crisi energetica invernale, che sono stati sottoposti a consultazione abbreviata (entro il 12 dicembre) dei vari Cantoni. Secondo una strategia declinata in più fasi, le ordinanze entreranno in vigore in caso di grave penuria di energia elettrica e, si legge sul sito della Confederazione, dovranno essere adeguate alla gravità della penuria e alla situazione contingente.

Le motivazioni. Occhi puntati anche sulle auto elettriche, dunque, che in territorio elvetico sono già al centro di discussioni sulla tassazione. Ecco, nello specifico, come la Svizzera intenderebbe muoversi. Lo stop alle EV, riporta un documento del governo, sarebbe disposto in caso di penuria persistente (fase 3), si può limitare l'uso privato delle auto elettriche al minimo indispensabile. Rimarrà lecito continua il documento - l'utilizzo per spostamenti assolutamente necessari come la spesa, le visite mediche e l'esercizio della propria professione. Oltre a ciò, occhio al tachimetro: al vaglio, infatti, c'è anche la possibilità di limitare a 100 km/h la velocità massima delle elettriche sulle strade nazionali. Il perché si può facilmente immaginare: Chi viaggia sotto i 100 km/h risponde l'esecutivo nelle FAQ sull'argomento - dovrà ricaricare di meno le batterie, riducendo così il consumo di elettricità. Quanto ai controlli su divieti e limitazioni, la Svizzera specifica che la competenza è dei Cantoni, e le limitazioni e i divieti si applicheranno sia negli spazi pubblici che privati, con misure su ampia scala. Non è quindi previsto puntualizza il governo un controllo sistematico, soprattutto nella sfera privata, nella consapevolezza che la stragrande maggioranza della popolazione rispetterà i divieti e le limitazioni.

Verdi all'attacco. Di fronte agli scenari paventati, non sono mancate polemiche. Da una parte c'è chi, come l'associazione locale degli importatori, critica la possibilità di un divieto temporaneo di circolazione delle auto elettriche, perché condiziona la libertà di movimento individuale. Dall'altra, sull'esempio della California, i Verdi svizzeri vorrebbero introdurre limitazioni nella ricarica delle auto elettriche, magari introducendo divieti specifici per determinate fasce orarie. Un risvolto che sa di mondo alla rovescia, visto che proprio questa fazione politica ha sostenuto a lungo il passaggio alla mobilità alla spina. Ma che, in fondo, non sorprende più di tanto, alla luce delle infinite complessità che la transizione energetica comporta. Non sempre calcolate a dovere

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Germania - Nel 2024 potrebbe crollare il mercato delle auto elettriche

4 Ruote - 10 ore 38 min fa

Le vendite di auto elettriche e plug-in potrebbero crollare in Germania entro il 2024: sono le previsioni formulate da uno studio del Center for automotive resarch, in base alle quali in quell'anno le immatricolazioni dovrebbero attestarsi intorno alle 362 mila unità, contro le 720 mila previste per il 2022. Dunque, la quota dovrebbe dimezzarsi dall'attuale 27,8% al 14%.

Le cause. I motivi di questo declino sono facilmente intuibili e vanno ricercati nella fine degli incentivi statali, già prevista in altri Paesi, e negli alti costi dell'energia, entrambe situazioni che rendono decisamente meno allettante la scelta della mobilità elettrica. Già il prossimo anno, sempre secondo lo studio, si dovrebbe registrare una contrazione delle immatricolazioni, con un volume stimato di 484 mila vetture (e una quota del 21,3%), a causa della fine delle facilitazioni previste per le ibride plug-in, mentre quelle per le EV saranno ridotte da una fascia compresa tra 7.500 e 9.000 euro a quella 4.500-6.750 euro. Lo studio ritiene che il governo, se intende sostenere la transizione energetica, dovrebbe prolungare la validità dei contributi statali fino al 2025 compreso, quando la capacità produttiva  europea delle batterie sarà incrementata, le economie di scala consentiranno di ridurre i listini delle auto elettriche e i prezzi dell'energia torneranno a una accettabile normalità.

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Audi - Ecco le nuove strutture per la Formula 1

4 Ruote - Dic 02,2022

Il programma Formula 1 di Audi continua a evolversi a pieno ritmo, in vista del debutto nel Mondiale a partire dal 2026. Oltre che sugli studi preliminari della nuova power unit, il marchio degli anelli sta lavorando anche sulle infrastrutture e sul coinvolgimento di nuovi talenti.

Nuovo impianto. Le power unit per la Formula 1 nasceranno proprio nel Competence Center Audi Motorsport di Neuburg an der Donau dove, proprio questa settimana, sono iniziati i lavori di ampliamento. Il centro d'eccellenza dei quattro anelli, dove vengono coordinate le attività sportive del brand, verrà arricchito con un nuovo edificio di circa 3000 metri quadrati che ospiterà i banchi prova per lo sviluppo dei motori che scenderanno in pista grazie alla partnership con la Sauber. Il nuovo edificio, il cui codice identificativo è F7.2, sarà realizzato nell'estremità sud-occidentale del complesso, in un'area precedentemente inutilizzata. Oltre ai banchi di prova delle power unit, ospiterà anche dei locali di confronto per i tecnici, un'officina meccanica e postazioni di lavoro per circa 60 persone. Anche se parte della struttura sarà operativa da marzo 2023, il completamento dei lavori è previsto per il primo trimestre del 2024.

Un gruppo coeso. La notizia dei lavori del nuovo impianto riempie d'orgoglio Adam Baker, ceo di Audi Formula Racing, che ha detto: "A Neuburg stiamo plasmando un team di eccellenza, ogni giorno più solido e coeso". Gli ha fatto eco Oliver Hoffman, membro del board per lo sviluppo tecnico di Audi AG, che ha aggiunto: "La sede di Neuburg è stata progettata fin dall'inizio per affrontare sfide tecniche e sportive assai complesse. Tanta lungimiranza si rivela oggi più che mai preziosa, dato che grazie alle strutture esistenti siamo stati in grado di iniziare il lavoro in vista del debutto in Formula 1 nel 2026. L'espansione in corso garantirà gli spazi necessari per ottimizzare lo sviluppo a lungo termine della power unit destinata alla F.1, in special modo l'installazione di banchi prova all'avanguardia".

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Hyundai Ioniq 5 N - Il prototipo spunta nel video del reparto sportivo

4 Ruote - Dic 02,2022

In un video che celebra il brand N ed il suo sviluppo nel tempo, fino alle recenti Rolling Lab RN22e e N Vision 74, la Hyundai ha mostrato per la prima volta la futura Ioniq 5 N, confermandone così l'imminente debutto.

Più cattiva davanti. Si tratta della prima sportiva elettrica di serie della Casa coreana, che porterà così il marchio N verso un nuovo capitolo. Per il momento, la vettura è nascosta da una livrea che unisce i colori mimetici con il motivo della bandiera a scacchi e si fa vedere solo negli ultimi fotogrammi: l'impressione è che la parte inferiore del paraurti adotti nuove e più grandi prese d'aria, ma non c'è modo di raccogliere altri indizi.

Già pronto un powertrain da 585 CV. La Hyundai non ha ancora fornito indicazioni sulle prestazioni della Ioniq 5 N: tuttavia, sappiamo che la piattaforma e-gmp è capace di offrire molto di più rispetto all'attuale modello di punta da 325 CV della Ioniq 5. La RN22e Concept, basata sulla Ioniq 6, adotta per esempio una variante a doppio motore da 585 CV e 740 Nm (derivata da quella della Kia EV6 GT di serie) e propone in anteprima dispositivi pensati per le sportive a batteria come l'N Sound+ che riproduce un suono aggressivo fuori e dentro l'abitacolo e l'N e-Shift che simula la presenza della trasmissione.

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Formula 1 - Il Gran Premio di Cina è stato cancellato

4 Ruote - Dic 02,2022

La Formula 1 ha ufficializzato oggi quanto vi avevamo anticipato già la scorsa settimana: il GP di Cina 2023 non si correrà a causa delle restrizioni imposte dal governo locale in merito alla linea "Covid Zero".

Difficoltà insormontabili. Le stringenti politiche sulla gestione della pandemia hanno portato Pechino a proteste e polemiche di cui si è ampiamente parlato nella cronaca internazionale. Le durissime restrizioni e le norme sull'isolamento non sono compatibili né con i tempi della logistica, né di quelli del personale della Formula 1 e così non c'è stata altra soluzione di cancellare l'evento dal Mondiale. In una breve nota inviata alla stampa, si legge: "F.1 può confermare che, a seguito del dialogo con il promotore e le autorità competenti, il Gran Premio di Cina 2023 non si svolgerà a causa delle continue difficoltà legate al Covid-2019".

Possibile sostituzione con il Portogallo. Rispetto a una settimana fa c'è però una novità: la gara di Shanghai potrebbe essere rimpiazzata da quella a Portimao. Dopo aver provato senza successo ad anticipare di una settimana la gara dell'Azerbaijan, infatti, il Circus sta ora tastando il terreno per provare a mantenere invariato il numero di gare in programma. Anche se aprile sembra lontano, non lo è affatto: non c'è molto tempo per decidere e nelle prossime settimane sapremo se gli appuntamenti saranno 23 o se assisteremo al campionato più lungo di sempre, con 24 gare.

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Mercato italiano - Cardinali (Unrae): "Il governo sposti al 2023 gli incentivi inutilizzati"

4 Ruote - Dic 02,2022

A novembre il mercato è aumentato per il quarto mese consecutivo dopo 13 cali consecutivi. In valori assoluti, l'incremento di immatricolazioni è stato di oltre 14.700 esemplari rispetto a novembre 2021, ma non è il caso di cantare vittoria: Quattro rialzi consecutivi non indicano una guarigione, dice infatti a Quattroruote Andrea Cardinali, direttore generale dell'Unrae, il quale approfitta dell'ultimo commento sul mercato prima della fine del 2022 per lanciare un allarme sui 290 milioni destinati agli incentivi e ancora nelle casse dello Stato: Se nonsi vuole semplicemente trasferire alla dotazione già prevista per il 2023 i fondi 2022 che avanzeranno, sarebbe opportuno destinare questo tesoretto alle infrastrutture per la ricarica elettrica. E poi, alla prima occasione utile, rimodulare l'architettura degli incentivi 2023 per non fare il bis del 2022.

A novembre il mercato dell'auto ha messo a segno il quarto rialzo consecutivo, il secondo a doppia cifra, dopo 13 cali consecutivi. la conferma di una tendenza?
Avevamo visto giusto il mese scorso nell'intravedere un segnale di ripresa. Quattro mesi consecutivi di incremento sono un'indicazione abbastanza solida. Tuttavia, rispetto ai primi undici mesi del 2021 c'è un deficit di circa 158 mila immatricolazioni e di oltre 44 mila rispetto al 2020, anno in cui vi erano stati due mesi di lockdown totale. Se poi ci si rapporta al 2019, ultimo anno normale, il buco è di quasi 560 mila esemplari. Quattro rialzi consecutivi non indicano una guarigione. E, comunque, non mi stancherò mai di ricordare che il dato mensile è fortemente condizionato dalla disponibilità del prodotto e non dalla domanda.

Vuol dire che la tendenza degli ultimi mesi potrebbe essere l'indice di un miglioramento della crisi della logistica e della componentistica, soprattutto sul fronte dei semiconduttori?
Quello a cui stiamo assistendo potrebbe effettivamente indicare un inizio di risoluzione del problema delle catene di fornitura, ma non voglio sbilanciarmi. In realtà, su questo fronte i problemi continuano a essere ancora molto seri.

confermata la previsione di 1,3 milioni di targhe a fine anno?
A novembreil mercato harecuperato circa 15 mila targhe rispettoal 2021. Sene recuperassealtre10-15 mila a dicembre chiuderebbecon unbucodi circa 145 mila pezzi rispetto agli 1,458milioni del 2021.Dunque,èragionevole ipotizzareunachiusurad'anno a circa 1,31 milioni di immatricolazioni, comunque sottogli 1,38 milioni del 2020.Al netto, ovviamente,di sorprese non prevedibiliin questo momento.

Dal mercato emergono, sul fronte dei canali, due indicazioni: In primo luogo, l'ennesimo record del noleggio a lungo termine, che sfiora ormai il 27% e che in un anno ha guadagnato otto punti di quota di mercato. Dall'altro il crollo delle autoimmatricolazioni, precipitate al 7,7%...
A novembre c'è stata un'impennata di immatricolazioni negli ultimi tre giorni, il che è abbastanza normale, ma in misura maggiore dello scorso anno, e al tempo stesso nel mese leautoimmatricolazioni sonocrollate del 7,3%.Potrebbe esservi stataconqualche operazione particolare sul noleggio a lungo o anche a breve termine, che crescono rispettivamente del 63% e del 165%. 

Gli incentivi possono avere contribuito?
Direi di no. vero che l'apertura al noleggio è avvenuta il 2 novembre, ma il prodottoin pronta consegnaè poco e,comunque, il contributostatale sulle auto a noleggioèla metà. E infatti i dati sulle prenotazioni non si sono mossi moltoa novembre. No, direi di no.

A proposito di incentivi, è ormai chiaro che a fine anno avanzerà un sacco di soldi. Attualmente sono ancora disponibili, nelle due fasce 0-20 e 21-60, oltre 290 milioni di euro
Il nuovo governo deve rimetterci le mani. Abbiamo denunciato subito che c'erano storturenell'architettura del provvedimento.A fronte di fondi con un orizzonte lungo, l'impianto degli incentivi andava e va tuttora corretto sulla base dell'esperienza fornita da dati chiari.Le persone giuridiche,in generale, restano escluse. Certo,adessoc'è il noleggio, che peròha ibonus dimezzati. evidente che se si tagliano fuori dal contributo 2/3 della domanda i fondi avanzeranno.Per non parlare del pricecap

Però nella legge di bilancio appena incardinata alla Camera dei deputati non v'è traccia né di una revisione dell'architettura degli incentivi né di una decisione sulla destinazione dei fondi avanzati
Per l'automotive esiste già un piano che sicuramente va corretto e ampliato, ma c'è. Le congiunture e i costi dell'energia hanno obbligato il governo a utilizzare tutti i fondi su settori deboli e senza provvedimenti protettivi già in atto.In questa fase il governo è concentrato sui dossier più complessi,obiettivamentevi sonopriorità molto urgenti e trasversali per tutti i settori, come il tema energia. Il tavoloautomotivedel Mise convocato per il 5 dicembre sembrerebbe, in questo momento,più orientato al lato della filiera produttiva ma parleremo senz'altro della domanda di mercato e della dotazione infrastrutturale.

Dunque questi 290 milioni si perderanno?
Se non si vuole semplicemente trasferire alla dotazione già prevista per il 2022 i fondi 2022 che avanzeranno, bisogna destinare questo tesoretto alle infrastruttureper la ricarica elettrica. E poi, alla prima occasione utile, rimodulare l'architettura degli incentivi 2023 per non fare il bis del 2022.Al ministro dello Sviluppo economico, che incontreremo la prossima settimana, chiederemo esattamente questo.

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Volkswagen ID.3 - Primo sguardo al restyling

4 Ruote - Dic 02,2022

La Volkswagen ha svelato i primi dettagli del restyling della ID.3. La versione aggiornata dell'elettrica sarà disponibile nella primavera del 2023 con numerose modifiche e un'attenzione ancora maggiore alla qualità e al rispetto dell'ambiente. I pre-ordini sono già aperti in Germania per le versioni Life, Business, Style, Max e Tour con prezzi a partire da 43.995 euro, incentivi esclusi, e non sono state annunciate novità relative a powertrain e batterie. Per supportare al meglio la domanda del mercato, la produzione della ID.3 sarà ulteriormente incrementata: oltre alle fabbriche di Zwickau e Dresda, la cinque porte sarà assemblata in futuro anche a Wolfsburg.

Design più aggressivo senza rivoluzioni. Quelli che possiamo osservare per ora sono solo dei bozzetti, ma ci consentono di capire dove si concentreranno le modifiche estetiche. La ID.3 riceve un nuovo frontale con delle aggressive prese d'aria laterali e un cofano con un incavo centrale, mentre mascherina e gruppi ottici restano invariati. In coda le modifiche sono meno evidenti e i fari mantengono l'andamento attuale all'interno dell'elemento scuro del portellone.

Nuovo display, nuovo software e nuovi materiali. Gli interni si fanno subito notare per i nuovi abbinamenti cromatici e la plancia presenta un design ulteriormente semplificato: le bocchette di aerazione e i pannelli delle portiere sono nuovi, mentre i comandi touch alla base del nuovo display dell'infotainment da 12,3" sono stati eliminati. Il software di gestione del veicolo è stato a sua volta evoluto e includerà nuove funzionalità come il sistema Plug&Charge e l'Intelligent Electric Vehicle Route Planner. Inoltre faranno il loro debutto nel pacchetto di Adas il Travel Assist con Swarm Data e il Park Assist Plus con funzione Memory. La Volkswagen ha confermato di aver selezionato nuovi materiali ecosostenibili e sintetici, senza alcun prodotto di derivazione animale.

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Fiat - I prototipi del nuovo pick-up per il mercato sudamericano

4 Ruote - Dic 02,2022

La Fiat sta ultimando i collaudi di un nuovo pick-up destinato al mercato sudamericano. Il modello, anticipato dalle immagini dei prototipi ancora parzialmente camuffati, non sostituirà gli attuali Strada e Toro ma si inserirà nella gamma come prodotto inedito nel segmento D. Il debutto è previsto per la seconda metà del 2023.

Imparentato col Peugeot Landtrek. La Fiat ha già conquistato oltre il 50% del mercato sudamericano grazie ai modelli attuali e vuole rafforzare ulteriormente la sua posizione con il terzo prodotto che si inserisce in uno dei segmenti più combattuti. Secondo diverse indiscrezioni, il nuovo pick-up condividerà meccanica e gran parte degli elementi esterni e interni con il Peugeot Landtrek.

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Best of 2022 - Alfa Romeo, finalmente fu Tonale - VIDEO

4 Ruote - Dic 02,2022

C'era grande attesa, per l'arrivo della Tonale. E non poteva essere diversamente. Primo, perché ogni nuova Alfa Romeo è, di per sé, un evento, tali sono l'affezione e la popolarità del marchio, mai appannati neanche negli anni più difficili. Poi, perché la magnifica concept ostentata al Salone di Ginevra del 2019, del quale era stata indiscussa regina, aveva suscitato enormi aspettative. Il conto alla rovescia, scandito da una miriade di annunci, promesse e teaser, era stato in verità un po' troppo prolungato, ma questo è uno dei mali cronici del brand e il popolo degli alfisti ha imparato, come quello dei ferraristi in tema di sport, a pazientare. Piuttosto, la domanda che tutti si facevano era: sarà questa una vera Alfa, nonostante la rinuncia al pianale Giorgio di Giulia e Stelvio, in favore di quello, più economicamente compatibile, della Jeep Compass?

Alla prova. Per rispondere, è stato necessario attendere i primi test su strada e le nostre prove strumentali. E il responso è positivo, almeno per la più brillante delle versioni disponibili al debutto, l'ibrida benzina da 160 CV (l'entry level ne ha, invece, 130, come la 1.6 diesel). Intendiamoci: i tempi sono cambiati, non solo da quando il bialbero Alfa si presentava con il suo inconfondibile borbottio, ma anche solo rispetto a pochi anni fa, quando Giulia e Stelvio si offrivano al mondo scevre di qualsiasi aiutino elettrico e orgogliose della loro generosa cavalleria. La Tonale nasce con un powertrain ibrido già adottato su alcuni modelli del gruppo Stellantis (Jeep e Fiat), assimilabile a quelli mild a 48 volt per certi aspetti, ma ascrivibile anche alla famiglia dei full hybrid in parallelo, grazie alla presenza di un motore elettrico da 15 kW all'interno del cambio a doppia frizione: la soluzione consente di muovere la vettura per brevi tratti in modalità full electric.

Ora anche ibrida plug-in con trazione Q4. Il rendimento del sistema è, però, penalizzato da logiche di funzionamento non impeccabili: così, la Tonale è sì una vera Alfa, ma lo è soprattutto quando si opta per la posizione Dynamic del selettore Dna che ne muta il carattere. In quella modalità, l'1.5 turbobenzina risulta brillante e piacevole e il cambio a doppia frizione puntuale e sufficientemente rapido, anche grazie all'utilizzo manuale reso possibile dai bei paddle di alluminio. Le cose vanno un po' meno bene nelle altre modalità di utilizzo, Normal e Advanced efficency, che privilegiano il risparmio, a scapito dell'armonia di funzionamento tra propulsione elettrica e termica. Ma tant'è: oggi si devono fare i conti con queste soluzioni, studiate per garantire risparmi su consumi ed emissioni, senza comunque penalizzare troppo le soddisfazioni. La quali, nel caso di questo quattro cilindri 1.5, non mancano. In ogni caso, la gamma della Tonale offre altre opzioni: in autunno si è aggiunta l'ibrida plug-in, la più potente di tutte con i suoi 280 CV di sistema. Con tanto di motore elettrico posteriore che fa di questa Tonale Phev una Q4: sigla che, agli alfisti, dice più di qualcosa.

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Toyota Hilux Fuel Cell - Al via lo sviluppo del pick-up a idrogeno

4 Ruote - Dic 02,2022

La Toyota sta sviluppando un prototipo alimentato a idrogeno basato sull'Hilux. Il progetto è firmato da un consorzio che include la inglese Toyota Motor Manufacturing, Toyota Motor Europe, Ricardo, ETL, D2H e Thatcham Research e sarà finanziato attraverso il programma governativo inglese Advanced Propulsion Centre (APC).

Il powertrain della Mirai sull'Hilux. Il powertrain scelto per la trasformazione è quello di tipo fuel cell (di seconda generazione) utilizzato dalla berlina Toyota Mirai. Il programma prevede l'assemblaggio di un lotto di prototipi nella fabbrica di Burnaston nel corso del 2023: questi saranno utilizzati per i test e per lo sviluppo, con lo scopo finale di dare vita ad una produzione in serie limitata da proporre ai clienti nel settore dei veicoli commerciali.

Idrogeno sia per le batterie che per i motori a scoppio. La Toyota sta esplorando il mondo dell'idrogeno da diversi punti di vista: non solo con questo progetto pilota, ma anche con un modello di serie come la stessa Mirai e con prototipi che al posto delle batterie e dei motori elettrici usano l'idrogeno per alimentare motori endotermici tradizionali: recentemente sono stati presentati il prototipo della GR Yaris H2 ed un motore sperimentale V8 Lexus con questa tecnologia, mentre una Corolla sperimentale ha partecipato a una serie di competizioni in pista per mettere alla prova il sistema in condizioni estreme.   

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Jeep Avenger - Aperti gli ordini della baby Suv

4 Ruote - Dic 02,2022

Quello della Jeep Avenger era un successo annunciato: la nuova piccola del marchio americano è stata già prenotata da oltre 10 mila clienti. E ora, dopo il pre-booking, è arrivata l'apertura ufficiale degli ordini in dieci mercati europei: Italia, France, Germania, Spagna, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Austria, Portogallo e Polonia. Per il momento i clienti di questi Paesi possono ordinare la Jeep Avenger solo nell'allestimento di punta 1ST Edition e unicamente in versione elettrica: la 1.2 turbobenzina da 100 cavalli è infatti proposto solo su alcuni mercati, come quello italiano e quello spagnolo. La Avenger EV 1ST Edition è proposta con un prezzo di listino di 39.500 euro e la Jeep ha già studiato soluzioni di finanziamento a livello europeo con rata mensile a partire da 249 euro.

Arriva in primavera. Le prime consegne sono previste per il secondo trimestre del prossimo anno e la configurazione della vettura può essere fatta in concessionaria oppure direttamente online. Gli acquirenti possono selezionare tre tinte senza sovrapprezzo: la monocromatica Volcano pastello e le bicolore Sun e Granite, entrambe con tetto Volcano a contrasto. Al momento dell'acquisto si può anche scegliere se avere incluso nel prezzo una Wallbox per la ricarica domestica o una tessera con 400 euro di credito per fare il pieno di corrente alle colonnine pubbliche.

I numeri dell'elettrica. La Avenger Ev è spinta da un motore elettrico anteriore da 156 cavalli e 260 Nm che le consente di scattare da 0 a 100 km/h in 9 secondi e di arrivare a una velocità massima limitata elettronicamente a 150 km/h. Ad alimentare il sistema è presente una batteria agli ioni di litio da 54 kWh, di cui 51 realmente utilizzabili: l'autonomia dichiarata è di 392 chilometri nel ciclo Wltp, che salgono a 567 nell'impiego urbano. Per la ricarica è prevista la possibilità di sfruttare colonnine in corrente continua fino a 100 kW, potendo così ripristinare dal 20 all'80% dell'autonomia in 24 minuti. Con il caricabatterie interno da 11 kW in corrente alternata si fa il pieno (da 0 a 100%) in poco più di 5 ore e mezza, che salgono a 26 ore e 41 minuti utilizzando una presa domestica.

I numeri della termica. La Jeep Avenger a benzina è invece spinta da un tre cilindri 1.2 turbo da 100 cavalli e 205 Nm. Abbinato a un cambio manuale a sei rapporti con trazione anteriore, consente alla piccola Suv di completare lo 0-100 km/h in 10,6 secondi e di toccare una velocità massima di 184 km/h, a fronte di un consumo dichiarato di 5,6 litri per 100 chilometri. Termica ed elettrica condividono le dimensioni esterne, con una lunghezza di 4.084 millimetri e una larghezza di 1.176 mm, ma la differente architettura propulsiva porta a una variazione del passo e dell'altezza da terra: l'interasse della EV è di 2.562 mm, mentre quello della benzina è di 2.557 mm e l'altezza da terra è, rispettivamente, di 1.528 e 1.534 mm. Differente anche la capacità del bagagliaio: 380 litri dichiarati per la turbobenzina e 355 per la sorella a corrente.

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Vertice Biden-Macron - Segnali di distensione anche per le auto elettriche

4 Ruote - Dic 02,2022

Segnali di distensione tra Usa ed Europa, dopo una fase in cui sono prevalsi i malumori: il vertice tra il presidente americano Joe Biden e quello francese Emmanuel Macron ha portato a una dichiarazione congiunta, nella quale si ribadisce come la transizione verso l'utilizzo più ecocompatibile dell'energia sia un obbiettivo comune. Questo, però, secondo le parole di Biden non significa che il piano americano, che stanzia ingenti risorse per le aziende nazionali nei settori delle rinnovabili e dell'alta tecnologia e che è stato accusato da Bruxelles di offrire notevoli vantaggi competitivi alle imprese americane, non sia esente da imperfezioni correggibili. Ci sono, insomma, margini per una revisione dei meccanismi, per esempio ampliando agli alleati più fedeli le esenzioni già previste con i Paesi per i quali valgono accordi di libero scambio, come Canada e Messico. Anche secondo Macron è necessario ritrovare sintonia tra le due sponde dell'Atlantico, superando i paletti che limitano i sostegni a prodotti con contenuto nordamericano previsti da provvedimenti come l'Inflation reduction act all'insegna della filosofia buy American che valgono circa 200 miliardi di dollari.

Protezionismo. Il tema riguarda da vicino, ovviamente, le auto elettriche, per le quali negli Usa è previsto un incentivo massimo di 7.500 dollari, sotto forma di credito d'imposta per i produttori che non superino la soglia delle 200 mila EV vendute. La nuova norma rinnova per dieci anni, fino al termine del 2033, il beneficio, ma elimina il vincolo dei volumi di produzione (già superati da GM, Tesla e Toyota) e, soprattutto, lo riserva solo alle auto assemblate in Nord America e con materiali e i minerali critici delle batterie aventi origine negli Stati Uniti o in un Paese con cui vige un accordo di libero scambio con Washington. Una forma di protezionismo che ha suscitato subito reazioni vivaci in Europa.  

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BMW M2 - Ancora più cattiva con gli accessori M Performance

4 Ruote - Dic 02,2022

All'Essen Motor Show 2022, la BMW ha presentato alcune soluzioni di personalizzazione sviluppate appositamente per la nuova BMW M2. La gamma comprende componenti aggiuntivi per il frontale, per il posteriore e per le fiancate: tutti realizzati in plastica rinforzata con fibra di carbonio (Cfrp), sigillata con un rivestimento trasparente.

Non solo apparenza. La due porte sportiva offre la visione più plastica della resa di questi accessori, che non solo rendono la vettura ancora più cattiva ma contribuiscono anche a migliorare l'aerodinamica. Tra i principali segnaliamo l'inserto anteriore, il diffusore posteriore e lo spoiler posteriore M Performance Carbon. Ma anche il lo scarico M Performance Titanium, più leggero di otto chili rispetto all'omologo di serie e capace di esaltare maggiormente il sound del sei cilindri in linea da 460 cavalli.

Le altre. In mostra a Essen ci sono anche soluzioni dedicate all'abitacolo, come i rivestimenti interni M Performance Carbon/Alcantara, il bracciolo foderato di Alcantara e molte altre opzioni. Ovviamente, il catalogo non interessa solo la M2 ma anche altri modelli; la Casa, in particolare, ha diffuso alcune immagini relative alla M3 Touring, alla M240i Coupé, alla i4 M50 e alla M135 i.

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Borgward - Si chiude con la bancarotta il tentativo di rilancio in Cina

4 Ruote - Dic 02,2022

Si è chiuso con la bancarotta il tentativo di riportare sul mercato il marchio tedesco Borgward. La cinese Beiqi Foton Motor Co, che fa parte della BAIC, aveva acquisito il brand nel 2014 e aveva presentato nel 2015 i primi modelli della nuova generazione, riservati inizialmente al solo mercato locale. Con i modelli BX3, BX5, BX6 e BX7 è stata raggiunta nel 2019 la produzione di 55.000 unità, scese ad appena 3.600 nel 2021, senza possibilità di recuperare le perdite finanziarie accumulate (oltre 600 milioni di euro solo nell'ultimo anno).

42 anni di carriera tra successi e crisi. Prima di passare in mani cinesi, la Borgward era rimasta in attività in Germania dal 1919 al 1961. Partendo da un veicolo commerciale a tre ruote chiamato Blitzkarren e da un'autovettura a tre ruote chiamata Goliath Pionier, il marchio era riuscito ad affermarsi, per poi dover ripartire da zero alla fine della seconda guerra mondiale. Il rilancio avvenne creando tre brand separati (Borgward, Goliath e Lloyd) e un modello popolare come la Isabella, ma una crisi finanziaria portò al brusco stop di tutte le attività nel 1961.

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BMW iX5 Hydrogen - A Monaco inizia la produzione in (piccola) serie

4 Ruote - Dic 02,2022

Un passo verso la mobilità privata a idrogeno è compiuto. La BMW ha avviato la produzione in piccola serie della iX5 Hydrogen, la sport utility a fuel cell nata dalla concept i Hydrogen NEXT e presentata nella sua configurazione finale lo scorso anno. I primi esemplari saranno assemblati su una linea pilota nello stabilimento di Monaco di Baviera, nel centro di ricerca e innovazione FIZ della Casa, un sito da circa 900 addetti. Le prime mini flotte saranno operative a partire dalla primavera del 2023, arruolate in svariati progetti sperimentali sparsi in tutto il mondo.

Un impegno a lungo termine. L'idrogeno è una fonte di energia versatile, che ha un ruolo chiave da svolgere nel progresso verso la neutralità climatica", ha detto Frank Weber, responsabile ricerca e sviluppo e membro del cda della BMW. Siamo certi ha aggiunto il manager - che sia destinato ad acquisire un'importanza significativa per la mobilità individuale. Di qui la scelta di mettersi in gioco con queste X5 speciali, la cui ossatura arriva direttamente dallo stabilimento di Spartanburg, negli Usa, per essere modificata ad hoc in Germania. Ciò, anzitutto, comporta l'adozione di un pavimento dedicato, capace di accogliere due serbatoi di idrogeno: uno piazzato nel tunnel centrale, l'altro sotto i sedili posteriori, per una capienza complessiva di sei chili. La fuel cell, che produce 125 kW di potenza, è invece collocata sotto il cofano e prodotta a Garching (a nord di Monaco) in una apposita struttura.

Un powertrain da 374 CV. Nonostante possa contare su una lunga serie di componenti dedicati, la iX5 Hydrogen è realizzata sulla base della X5 endotermica ed equipaggiata con un powertrain sviluppato in collaborazione con la Toyota. Nelle bombole, l'idrogeno viene stoccato a una pressione di 700 bar. L'unità elettrica che muove la Suv, infine, deriva da quella della iX e sfrutta la tecnologia BMW eDrive di quinta generazione. Per una potenza di 374 cavalli.

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Mercato italiano - Il rimbalzo "statistico" prosegue anche a novembre: +14,7%

4 Ruote - Dic 01,2022

Il mercato italiano dell'auto prosegue lungo il recente percorso di crescita, con un incremento a doppia cifra delle immatricolazioni anche a novembre. Secondo i dati del ministero dei Trasporti, infatti, nel mese scorso le immatricolazioni sono state 119.853, il 14,67% in più rispetto al corrispondente periodo del 2021. Tuttavia, il miglioramento è dovuto sostanzialmente all'effetto statistico legato alla bassa base di confronto con lo scorso autunno, periodo particolarmente penalizzato dalla scarsità di prodotto indotta dalla crisi dei semiconduttori. Il reale termometro del mercato lo fornisce il confronto con il 2020 e il 2019 elaborato dall'Unrae: le registrazioni risultano in flessione, rispettivamente, del 13,5% e del 20,3%. Inoltre, il consuntivo dei primi undici mesi dell'anno rimane in territorio ampiamente negativo, con immatricolazioni per 1.211.769 unità e un calo dell'11,63% sul 2021 e di oltre il 31% rispetto ai livelli pre-pandemia.

 

Stellantis. A novembre, il gruppo Stellantis conta 37.289 auto immatricolate, il 2,19% in più rispetto a un anno fa. Si registra il segno più per quasi tutti i marchi: +66,25% per l'Alfa Romeo (1.586 targhe), +62,7% per la DS (615), +10% per la Jeep (4.599), +12,19% per la Lancia (3.598), +241,32% per la Maserati (413), +30,7% per la Peugeot (6.092). Male la Fiat, con un calo del 7,76% (14.071 immatricolazioni), la Citroën, con un -13,21% (3.799), e la Opel, in flessione del 25,03% (2.516).

Gruppo Volkswagen. Per il gruppo di Wolfsburg, le targhe totali sono 19.880, per un incremento delle immatricolazioni del 27,75%. L'Audi cresce dell'83,86% (6.049 registrazioni), la Cupra del 6,09% (749), la Lamborghini del 73,33% (26), la Skoda del 69,96% (12.291) e la Volkswagen dell'11,34% (9.717). In calo la Seat: -29% con 1.048 auto targate.

Renault e Ford. Il gruppo francese guidato da Luca De Meo chiude il mese di novembre con un miglioramento dell'1,9% e 12.414 immatricolazioni. Di queste, 5.201 sono del marchio della Losanga (-10,82%) e 7.213 della Dacia (+13,57%). Bene anche la Ford: le 5.587 targhe implicano una crescita del 15,53%.

BMW e Daimler. Per il costruttore di Monaco le registrazioni totali sono 6.848, con un incremento del 32,66% rispetto a un anno fa, per effetto delle 4.409 immatricolazioni del marchio BMW (+25,29%) e delle 2.439 di Mini (+48,45%). Cresce a doppia cifra pure la Mercedes-Benz, con un +18,55% e 4.582 vetture registrate. Il brand della Stella a tre punte sale del 26,85% (4.110 immatricolazioni), mentre la Smart flette del 24,48% (472).

Le asiatiche. Tra i costruttori orientali, il gruppo Toyota immatricola 9.432 veicoli e guadagna il 36,95%: il marchio delle tre ellissi, con 9.131 targhe, sale del 41,85%, mentre la Lexus, con 301 auto, perde il 33,11%. Giù la Suzuki (-12,73%, 2.180 unità registrate), la Mazda (-0,8%, 866), la Nissan (-20,89%, 1.859), la Mitsubishi (-68,54%, 67) e la Subaru (-10,36%, 199). Sostanzialmente stabile la Honda, con 540 iscrizioni e un +0,19%. Andamento positivo per i costruttori coreani: con 4.123 immatricolazioni, la Hyundai sale del 7,31%, mentre la consociata Kia cresce del 16,94% (4.529).

Premium e sportive. Tra gli altri marchi del segmento premium, la Volvo immatricola 1.526 vetture, guadagnando il 7,46%. Il gruppo Jaguar Land Rover, invece, perde il 5,22%: le immatricolazioni sono 762, di cui 112 per il marchio del Giaguaro (-48,86%) e 650 per il brand delle fuoristrada +11,11%). In crescita la Tesla, con un +152,39% (1.108 elettriche immatricolate), la Ferrari, con un +74,42% (75), e la Porsche, con un 21,08% (810).

Gli altri brand. Anche a novembre prosegue la cavalcata della DR (3.194 vetture, +184,92%) e, tra i marchi di origine cinese, della Lynk & Co (677 auto, +206,33%). Ancor più netta la crescita della MG (1.078 immatricolazioni, +321,09%).

La top ten delle auto più gettonate. Nella classifica dei modelli più popolari svetta sempre la Fiat Panda, con 8.892 unità, mentre la seconda posizione è occupata dalla Dacia Sandero (4.084) e la terza dalla Lancia Ypsilon (3.602). Seguono, nell'ordine, la Toyota Yaris (3.135), la Volkswagen T-Cross (2.940), la Fiat 500 (2.873), la Jeep Renegade (2.776), la Ford Puma (2.415), la Citroën C3 (2.231) e la Volkswagen T-Roc (2.184).  

L'andamento dei canali commerciali. Per quanto riguarda i canali di vendita, è il canale del noleggio a sostenere la domanda, a dimostrazione dell'efficacia dell'ampliamento della platea dei beneficiari degli incentivi proprio alle persone giuridiche. I privati, infatti, calano dello 0,2%, mentre il noleggio a lungo termine vola a +62,8% e quello a breve a +164,7%. Bene anche le società, con un +14,1%. Le autoimmatricolazioni, invece, scendono del 7,3%.

Elettriche ancora giù. La suddivisione delle immatricolazioni per tipologia di alimentazione conferma il momento decisamente negativo per le elettriche. Al contrario, ancora una volta spicca il forte ritorno delle motorizzazioni tradizionali: le auto a benzina segnano un +14% e salgono dal 26,8% al 26,9% del mercato, mentre le diesel registrano un +9,2%, ma vedono la penetrazione contrarsi dal 19% al 18,2%. Positivo anche l'andamento delle Gpl, con un +38%, mentre prosegue il crollo del metano (-78,5%). Sul fronte delle elettrificate, le ibride guadagnano il 22,2% e rafforzano il loro peso, salendo dal 31,3% al 33,6%, e le ibride plug-in guadagnano il 17,8%, per una quota in rialzo dal 5,3% al 5,5%. Male le elettriche pure, con un -25,9% e una penetrazione in discesa dal 6,5% al 4,2%.

La classifica delle Ev. All'interno dell'aggregato delle sole elettriche, è la Tesla Model Y a riconquistare la vetta con 1.008 immatricolazioni. Seguono la Smart fortwo (471 targhe), la Fiat Nuova 500 (396), la Renault Twingo (393), la Dacia Spring (351), la Peugeot e-208 (237), la Mini Cooper SE (224), la Volkswagen ID.3 (160), l'Audi Q4 e-tron (158) e la Peugeot e-2008 (131).

Emissioni. A differenza degli scorsi mesi, il calo delle elettriche non si riflette in un aumento delle emissioni. La CO2 media è pari a 118,8 g/km, in calo dell'1,1% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. A novembre sono state immatricolate 5.162 auto (4,2% del mercato) con emissioni inferiori ai 20 g/km e 6.162 vetture (5,1% del totale) nella fascia 21-60 g/km. Sono state invece 79.118 le registrazioni di modelli con CO2 compresa tra i 61 e i 135 g/km, pari al 65,1% del totale. Oltre a queste tre fasce, sono state registrate anche 26.326 auto (21,7% del mercato) con emissioni di anidride carbonica tra i 136 e i 190 g/km, mentre i modelli con valori superiori ai 190 g/km sono 2.701 (2,2% del mercato).

Il commento dell'Unrae. Nell'analizzare l'andamento del mercato, il presidente dell'Unrae, Michele Crisci, sottolinea che "i grandi ed epocali cambiamenti che stanno interessando il mondo della mobilità, con l'evoluzione dell'industria dell'auto e la transizione verso una mobilità sostenibile, richiedono una urgente riflessione su come affrontare la riconversione industriale nel nostro Paese". Di questo e di tanto altro si parlerà il 13 dicembre prossimo durante un incontro con giornalisti e operatori del settore a Roma. Oltre a fornire un quadro del mercato e delle sue prospettive, l'associazione illustrerà nel dettaglio le proposte al governo. "Al nuovo esecutivo afferma Crisci - chiederemo interventi urgenti su tre punti cardine: uno stimolo robusto ed efficace al rinnovamento di un parco circolante molto anziano e alla diffusione della mobilità a zero e bassissime emissioni; infrastrutturazione accelerata in tutto il territorio nazionale di punti di ricarica pubblici e privati, con indicazione chiara di tempi, luoghi, tipologie di colonnine da installare e soggetti incaricati agli investimenti; infine, revisione strutturale della fiscalità privata e aziendale sull'auto".

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Scenario internazionale - Bruxelles approva l'acquisizione di LeasePlan a parte di ALD

4 Ruote - Dic 01,2022

La Commissione Europa ha approvato l'acquisizione da parte di ALD Automotive di LeasePlan, un'operazione da 4,9 miliardi di euro. In questo modo si viene a creare uno dei maggiori gruppo mondiali del noleggio, con una flotta stimata in circa 3,5 milioni di veicoli. Le autorità alla concorrenza hanno dato il loro assenso alla fusione dei due colossi del settore all'interno dell'European economica area, che comprende i 27 Paesi della UE, più l'Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia, ponendo però condizioni specifiche locali in Repubblica Ceca, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia e Portogallo, dove si sarebbero create posizioni di predominio eccessivo. ALD, pertanto, ha accettato di vendere alcune aree di business in questi Paesi, concedendo agli acquirenti un periodo di transizione di tre anni durante i quali i compratori potranno utilizzare i suoi servizi telematici e le piattaforme di auto usate. In questo modo, secondo la Commissione, verranno meno alcune sovrapposizioni esistenti tra le attività delle due aziende che avevano sollevato preoccupazioni in tema di concorrenza. L'acquisizione aveva già incassato in precedenza l'approvazione dell'autorità sulla concorrenza e il mercato della Gran Bretagna. A livello internazionale, ALD Automotive è presente in 43 Paesi e LeasePlan in 29; gli azionisti esistenti potranno acquisire nuove azioni di ALD entro la fine del 2022, mentre l'intera operazione sarà conclusa nel primo trimestre del prossimo anno.

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Cupra Terramar - Visita a sorpresa alla fabbrica di Gyr: nascerà qui dal 2024

4 Ruote - Dic 01,2022

un'anteprima decisamente diversa dai canoni consueti, quella che la Cupra ha organizzato per la Terramar. La futura crossover del marchio catalano, che insieme alla UrbanRebel e alla Tavascan completerà la gamma entro il 2025, è stata presentata ai dipendenti della fabbrica dell'Audi di Gyr, Ungheria, dove sarà prodotta a partire dal 2024.

Più Spagna in Ungheria. Il modello, svelato in una prima immagine lo scorso giugno, rafforzerà l'impronta spagnola sulle linee magiare: a Gyr, la Cupra ha già una piccola presenza: è qui che viene assemblato il motore cinque cilindri 2.5 TFSI della Formentor VZ5, la cui costruzione viene poi completata a Martorell.

La prima Suv ibrida plug-in della Cupra. La Terramar, nella gamma del brand sportivo iberico, si posizionerà un gradino più in alto rispetto alla Formentor in virtù dei suoi 4,5 metri di lunghezza, e sarà proposta con powertrain tradizionali e ibridi plug-in. ancora molto presto, tuttavia, per conoscerne tutte le caratteristiche tecniche, eccezion fatta per l'autonomia elettrica della variante ricaricabile, che secondo i progettisti della Casa sarà di circa 100 chilometri. Un valore che la pone all'altezza delle plug-in più recenti sul mercato e che rende giustizia al suo ruolo di rompighiaccio: eccezion fatta per la Formentor, che va considerata una crossover, la Terramar sarà la prima sport utility vera e propria con alimentazione elettrificata a fare il suo ingresso nell'offerta del giovane brand spagnolo. 

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