Milano Cortina 2026 - Il tricolore sui caselli autostradali: il benvenuto dell'Italia ai Giochi invernali
I caselli autostradali di Aspi come primo passo verso il sogno olimpico: la rete di Autostrade per l'Italia si tinge di tricolore in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 (6-22 febbraio). Da oggi, la stazione di pedaggio di Venezia Nord sarà dotata di installazioni luminose permanenti ispirate al tricolore italiano. L'iniziativa interesserà nei prossimi giorni anche le stazioni di Belluno sulla A27, Arcoveggio sulla A13 e i principali ingressi autostradali di Milano (Sud, Est e Nord), con l'illuminazione che resterà attiva per l'intera durata della manifestazione.
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AsConAuto - Un automobilista su due non sa la differenza fra ricambio originale e alternativa
Automobilisti italiani poco informati sui ricambi per la manutenzione e la riparazione delle vetture: solo il 50% conosce le differenze tra gli originali e le alternative. Mentre il 75% dei clienti delle officine indipendenti non viene interpellato in merito alla tipologia dei pezzi utilizzati. Lo rivela un sondaggio commissionato da AsConAuto (Associazione consorzi concessionari autoveicoli), a GiPA (società presente in oltre 30 Paesi specializzata in ricerche di mercato relative al settore automotive), condotto su un campione di 1.000 italiani a dicembre 2025.Preventivi, andiamo maleA riflettere la stessa dinamica è la gestione dei preventivi: solo il 10,3% degli automobilisti ha ricevuto proposte scritte e differenziate in base ai ricambi impiegati. Nella maggior parte dei casi, il confronto avviene esclusivamente a voce, limitando la possibilità per il cliente di valutare le alternative disponibili. Pertanto, il rapporto con l'officina indipendente è basato sulla fiducia, ma non sempre accompagnato da un adeguato livello di informazione. La percezione del ricambio originale è spesso semplificata o confusa, segno di una comunicazione poco efficace sul suo valore in termini di prestazioni, sicurezza del veicolo, e di coerenza col progetto originario del mezzo.
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Mercedes-Benz - La nuova Classe S è solo ibrida ed è già pronta per il Livello 4
La Mercedes-Benz ha fornito alcune anticipazioni sull'imminente restyling della Classe S, che sarà presentato il prossimo 29 gennaio. L'ammiraglia, che debutta in occasione delle celebrazioni per il 140 anni della Casa tedesca, va incontro a un aggiornamento di grandissime proporzioni con oltre il 50% dei componenti modificati o ridisegnati totalmente, rendendo persino riduttiva la parola restyling. Sospensioni intelligenti e predisposizione per il Livello 4Le immagini pubblicate dalla Mercedes permettono di notare subito i nuovi gruppi ottici con la stella a tre punte incorporata nel disegno, un piccolo dettaglio rispetto alle tante novità tecniche previste: la Classe S integra infatti il sistema operativo MB.OS con una versione evoluta dell'intelligenza artificiale che dialoga con le sospensioni Airmatic, inviando sul cloud i dati in tempo reale verso altri veicoli per adattare il loro comportamento alla medesima strada. Il ceo della Mercedes, Ola Källenius, ha confermato anche che l'auto è già predisposta per il Livello 4 della scala Sae, teoricamente il primo riconducibile a una guida "autonoma" o comunque altamente automatizzata: quest'ultima sarà quindi introdotta in un secondo tempo come aggiornamento, in base alle omologazioni disponibili. Infine, una curiosità: tornerà anche l'iconica stella sul cofano in un'inedita versione illuminata, non ancora visibile sul prototipo camuffato. Solo ibridaPer il momento non sono stati forniti dati relativi ai powertrain, ma è logico immaginare che la Classe S tornerà a proporre varianti ibride e plug-in hybrid con i classici motori benzina e diesel, ulteriormente affinati per offrire una maggiore efficienza. Ancora tutto da scoprire, invece, il destino delle sportive AMG e delle sontuose Maybach.
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Unione Europea - Cosè lETS2 e quanto ci costerà: rincari fino a 280 euro per i carburanti
Incrementi di spesa annui fino a 280 euro di carburante (diesel, benzina, Gpl e metano) per auto e 600 euro per il riscaldamento: questo l'effetto delle nuove norme europee sull'Emission Trade System (ETS2), in vigore dal 2027 nell'Unione europea, con impatti dal 2028. Ne dà conto uno studio della BIP, multinazionale di consulenza strategica (che analizza anche le conseguenze economiche, industriali e regolatorie delle politiche di transizione energetica).Infatti, stando al report commissionato da Assogasliquidi-Federchimica, l'ETS2 comporterà a carico delle aziende costi che potrebbero incidere tra 2 e 15 miliardi di euro per la mobilità leggera e il trasporto stradale, e tra 0,7 e 5 miliardi per il residenziale al 2030. Una forchetta che dipende dal range del prezzo delle quote CO.L'ETS2 non è una tassa che l'automobilista paga direttamente a Stato (accise) e Regioni (bollo), ma un costo che le compagnie petrolifere caricheranno sul prezzo alla pompa. Estensione del Sistema in vigoreIl Sistema europeo di scambio delle quote di emissione, operativo dal 1 gennaio 2005, è nella sua quarta fase (2021-2030). Dal 2024 il settore marittimo è già incluso nel meccanismo. L'ETS2, in fase di implementazione, estenderà il meccanismo, a partire dal 2027/2028, anche ai settori del trasporto stradale e del riscaldamento, ampliando la portata dell'impatto della normativa. Gpl penalizzatoLo studio BIP ha calcolato l'impatto dell'ETS2 sul costo totale di un bene lungo tutto il suo ciclo di vita, che, per le alimentazioni a Gpl, è inferiore del 10-40% rispetto alle alternative.Il Gpl si conferma tra le alimentazioni preferite dai consumatori sottolinea Dario Stefano, presidente del Gruppo Gpl Autotrazione di Assogasliquidi-Federchimica , ma il comparto continua a essere penalizzato dalle incertezze che permangono a livello europeo in ordine a una necessaria nuova fase. Il documento della Commissione europea sulla revisione del regolamento sulle emissioni di CO, infatti, non garantisce ancora il pieno rispetto del principio di neutralità tecnologica, riservando ai biocarburanti un ruolo marginale e, peraltro, solo a partire dal 2035.Sul piano nazionale, Assogasliquidi-Federchimica ritiene non più rinviabile l'adozione, da parte del governo, del rinnovo della misura di sostegno al retrofit a gas dei veicoli già in circolazione.
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Corea del Sud - Kia Niro 2026: ecco il nuovo look (e lelettrica potrebbe sparire)
La Kia ha diffuso in Corea del Sud le prime immagini del restyling della Niro. La piccola crossover è stata aggiornata allineandosi allo stile dei più recenti modelli del marchio: il lancio sul mercato interno è previsto per il prossimo marzo. Prevedibile che il debutto in Europa avvenga nel corso dell'anno. Design rivisto, interni aggiornatiLa principale novità della Niro, che ha debuttato con la seconda generazione nel 2022, è il nuovo design di frontale e coda. Lo stile Opposites United è stato infatti ripreso dai modelli elettrici della gamma EV, con i nuovi elementi led verticali che cambiano la fisionomia del frontale. Anche gli interni sono stati rivisti con l'introduzione del doppio schermo da 12,3", mentre il comando della trasmissione è rimasto nella console centrale. L'elettrica potrebbe uscire di scenaLa Kia non ha fornito per il momento dati tecnici sulla Niro, ma la stampa coreana ha lanciato l'ipotesi di un cambio netto di strategia: ibride e plug-in sarebbero confermate, mentre l'elettrica potrebbe non essere più proposta vista la presenza sul mercato della EV3.
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Unione europea - Bruxelles: Nessun dazio sulle ibride cinesi. Ma il dibattito resta aperto
L'Unione europea nega l'intenzione di imporre dazi sulle auto ibride cinesi: non sono in corso indagini, ha dichiarato il portavoce del Commercio Ue, Olof Gill, smentendo le recenti voci di corridoio.Nel mirino di Bruxelles restano solo le elettriche made in China ed esportate nel Vecchio Continente. tuttavia vero che il Commissario Ue francese, uno dei sei vicepresidenti della Commissione, ha più volte sollevato preoccupazioni riguardo ai veicoli ibridi cinesi venduti in Europa: modelli che, nel frattempo, stanno registrando un successo crescente.
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Skoda - Kushaq 2026: la Suv per lIndia si rinnova nel look e nella tecnica
La Skoda ha presentato il primo facelift della Kushaq, la Suv compatta sviluppata per l'India e altri mercati, tra cui il Vietnam, il Medio Oriente e l'Africa. Questo modello ha debuttato nel 2021, e da allora è stato venduto in quasi centomila esemplari. Accanto alla Kushaq, la Casa boema è presente in Oriente anche con la berlina Slavia e la piccola Suv cittadina Kylaq, entrambe costruite sulla stessa piattaforma Mqb A0-IN. Look moderno e AI a bordoLe novità della Kushaq riguardano principalmente il design, che introduce elementi del linguaggio stilistico Modern Solid: all'anteriore troviamo una nuova griglia con listelli cromati verticali e una sottile striscia a led a tutta larghezza che collega i gruppi ottici. Al posteriore, i fari sono uniti da un unico elemento di plastica, con la scritta Skoda illuminata in rosso.I cerchi di lega sono di serie su tutta la gamma, che prevede fin dal lancio l'allestimento sportivo Monte Carlo. All'interno debutta il nuovo infotainment da 10,1", con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, assistente vocale con Gemini AI di Google e climatizzatore automatico. Su richiesta sono disponibili il tetto elettrico, le luci ambientali e i sedili anteriori ventilati con regolazioni elettriche a sei vie. Due motori, tre cambiLe motorizzazioni sono le stesse del modello precedente: il 1.0 TSI da 115 CV e 178 Nm di coppia e il 1.5 TSI da 150 CV e 250 Nm. Per il primo è disponibile il cambio manuale a sei rapporti o una nuova trasmissione automatica a otto rapporti con convertitore di coppia, mentre per il secondo c'è solo il DSG a doppia frizione a sette rapporti.La Kushaq mantiene l'altezza da terra di 188 mm e il bagagliaio da 491/1.405 litri.
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Zfe - Francia, addio alle Zone a basse emissioni: a giorni il voto decisivo
Il Parlamento francese compie un altro passo avanti sulla controversa abolizione delle zones à faibles émissions (Zfe), le aree a basse emissioni introdotte nel 2019 in quindici città e l'anno scorso estese a tutte le aree urbane con oltre 150 mila abitanti. Deputati e senatori hanno infatti annunciato un accordo sulla loro abrogazione all'interno del disegno di legge sulla Semplificazione. Ora manca solo il voto finale di entrambi i rami del Parlamento, ma l'esito dell'intero processo è ancora avvolto nell'incertezza. Voto finale a fine gennaioDel resto, il testo della proposta è in gestazione da quasi due anni ed è stato sottoposto a continue modifiche per introdurre misure anche lontane da quelle originarie (inizialmente, il disegno di legge includeva solo provvedimenti per semplificare la vita amministrativa delle aziende e agevolare la realizzazione di progetti industriali): è il caso proprio dell'abolizione delle Zfe, una disposizione introdotta lo scorso giugno su iniziativa del partito Les Républicains e del Rassemblement National.L'accordo, annunciato ieri, è stato approvato in una Commissione bicamerale dalla coalizione di governo e dai due partiti conservatori: i voti favorevoli sono stati 10, mentre i contrari quattro. Le due votazioni finali sono previste per il 27 gennaio all'Assemblée Nationale e per il 29 gennaio al Senato.
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Bruxelles - La Commissione Ue in stallo: rinviato il "made in Europe" per i sussidi pubblici
Negli ultimi anni, la Commissione europea ha fatto tante promesse ai principali settori economici del blocco comunitario. Spesso, però, non è passata dalle parole ai fatti, quantomeno in modo rapido e tempestivo. Uno degli ultimi casi, emblematico di un'istituzione troppo lenta nel dare risposte alle istanze di imprese e associazioni di settore, riguarda il regolamento che dovrebbe definire il trattamento preferenziale da accordare al cosiddetto made in Europe in molteplici dossier industriali.La proposta della Commissione, inclusa tra l'altro nel recente "pacchetto Automotive", dovrebbe definire il concetto di preferenza europea, un meccanismo per condizionare la concessione di finanziamenti pubblici europei all'utilizzo di componenti prodotti in Europa, come nel caso degli incentivi per le auto. Tuttavia, è stata ancora una volta rinviata nonostante le crescenti attese. Basta un esempio: Berlino ha varato nuovi incentivi per le auto elettrificate, ma ha dovuto posticipare le eventuali disposizioni a favore delle produzioni europee proprio per la mancanza di indicazioni da parte di Bruxelles. Rinvio a data da destinarsiLa proposta, destinata esplicitamente a promuovere la produzione made in Europe nel settore automobilistico e in altri comparti industriali e a tutelarla dall'invasione di prodotti low-cost dall'estero, doveva arrivare prima alla fine dello scorso gennaio e poi il 29 gennaio. Tuttavia, l'ufficio del vicepresidente della Commissione Ue, Stéphane Séjourné (che ha le deleghe per industria, imprenditoria, piccole e medie imprese e mercato unico) ha comunicato di aver rinviato il tutto a data da destinarsi.Eppure, era stata promessa a più riprese nell'ultimo anno e la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha spesso garantito rapidità nella definizione e presentazione di provvedimenti sostenuti e richiesti con forza da importanti cancellerie. La Francia, per esempio, è la più favorevole a misure di protezione del made in Europe, ma diversi altri governi stanno chiedendo iniziative a difesa dell'industria, mentre anche quelli più ostili, come la Germania, non stanno certo ponendo grandi ostacoli.Ipotesi fine febbraioPer l'entourage di Séjourné, il rinvio è stato deciso per mantenere un altissimo livello di ambizione nei lavori interni sul testo definitivo della proposta. Il vicepresidente non abbandonerà il mandato politico conferito dagli Stati membri in occasione dell'ultimo Consiglio Competitività, né le aziende che sostengono massicciamente questa iniziativa, hanno assicurato gli assistenti del commissario.Peccato che non sia stato comunicato un nuovo calendario. Secondo un documento della stessa Commissione, la presentazione della proposta dovrebbe avvenire il 25 febbraio, ma si tratta solo di una data indicativa senza alcuna conferma ufficiale. E intanto l'industria europea aspetta.
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Stellantis - Arriva la Jeep Compass plugin: prezzi da 45.900 euro, ecco versioni e allestimenti
La Jeep amplia la gamma di motorizzazioni per la nuova Compass, introducendo a listino il powertrain ibrido plug-in, per ora solo a trazione anteriore. Già ordinabile, questa motorizzazione è disponibile negli allestimenti Altitude e First Edition, con prezzi che partono da 45.900 euro. 225 CV e 90 km di autonomiaIl powertrain è lo stesso già utilizzato per altri modelli plug-in del gruppo Stellantis, ed è l'1.6 a benzina da 180 CV abbinato a un'unità elettrica da 80 kW (110 CV), per una potenza combinata di 225 CV e 350 Nm di coppia. La batteria ha una capacità di 17,9 kWh, per un'autonomia dichiarata nel ciclo Wltp di 90-92 chilometri. Con il pieno di benzina e di corrente, secondo la Casa si percorrono fino a 983 km. Gli allestimentiPer la versione Altitude sono di serie i cerchi di lega da 18, i fari a Led, gli specchietti ripiegabili elettricamente, il climatizzatore bizona, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, la chiave digitale controllata tramite smartphone, la strumentazione digitale da 10,25 e l'infotainment da 16 con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto. Di serie la selezione della modalità di guida (Auto, Sport, Snow e Sand/Mud) e un pacchetto di Adas che comprende la guida assistita di Livello 2. La versione First Edition (2.000 euro in più) aggiunge cerchi di disegno specifico, calotte nere per gli specchietti retrovisori e i fari a matrice di Led. Arriverà anche l'integraleNei prossimi mesi apriranno gli ordini della Jeep Compass 4xe, versione top di gamma con powertrain full electric e trazione integrale, data da un secondo motore elettrico sull'asse posteriore da 132 kW (179 CV), capace di scaricare a terra fino a 3.100 Nm. L'assetto è rialzato di 10 mm e i paraurti sono specifici per offrire migliori angoli di attacco e uscita. Di serie su questo modello anche i pneumatici con spalla alta e gli interni in materiali resistenti e lavabili. Il listino completo della Jeep CompassCompass e-Hybrid 1.2 Altitude: 40.900 euroCompass e-Hybrid 1.2 First Edition: 42.900 euroCompass e-Hybrid Plug-in 1.6 Altitude: 45.900 euroCompass e-Hybrid Plug-in 1.6 First Edition: 47.900 euroCompass Electric Altitude: 47.900 euroCompass Electric First Edition: 49.900 euro
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Emilia-Romagna - Zone 30, il Tar boccia Bologna: cosa cambia dopo la sentenza
Le Zone 30 di Bologna non sono in regola e vanno eliminate: lo dispone il Tar EmiliaRomagna, che accoglie il ricorso dei tassisti e annulla il provvedimento con cui il Comune ha istituito la Città 30. Il Tribunale invalida il Piano particolareggiato del traffico urbano e le ordinanze relative all'abbassamento del limite da 50 a 30 km/h, fermi restando gli ulteriori provvedimenti che l'amministrazione intenderà adottare.La misura era stata introdotta a luglio 2023 sul territorio comunale (eccetto le strade ad alto scorrimento) in via sperimentale e poi ufficialmente dal 16 gennaio 2024, con controlli della velocità tramite Telelaser su strade a rotazione. Dipende dalla stradaIl principio alla base del ricorso inizialmente presentato da due tassisti, poi rimasto uno è che il limite di 30 km/h non possa essere generalizzato, ma debba essere disposto strada per strada, in base alle caratteristiche specifiche del tratto. Il Comune può imporre limiti più bassi solo dove la sicurezza stradale è realmente in pericolo, come vicino a asili, scuole, ospedali, parchi gioco e aree con utenza vulnerabile.Secondo il Tar, l'amministrazione ha invece esteso le zone 30 al 70% del territorio metropolitano, escludendo in radice che si tratti di limiti motivati da esigenze specifiche. Si configura quindi la violazione della competenza regolatoria, che in materia di circolazione spetta allo Stato. I tassisti segnalavano anche un possibile calo delle chiamate e quindi dei guadagni. Battaglia legaleIl primo ricorso era stato respinto dal Tar. Ma nel luglio 2025 il Consiglio di Stato ha annullato quella sentenza, chiedendo un nuovo esame nel merito: cosa che è appena avvenuta.Peso specifico notevoleIl tema delle zone 30 generalizzate è da anni terreno di scontro istituzionale. Con la direttiva 2024, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha detto no ai 30 km/h ovunque, ammettendoli solo in aree sensibili e su tratti delimitati, con obbligo per i Comuni di motivare ogni scelta e di indicare gli obiettivi di miglioramento da conseguire entro un periodo prestabilito. Gli uffici territoriali del ministero possono effettuare controlli di merito sui provvedimenti relativi alla Città 30.Il sindaco Matteo Lepore ha difeso la misura, citando 20 mila firme e il programma elettorale. Secondo lui, la risposta del governo è burocratica e applicherebbe un carico amministrativo eccessivo, soprattutto ai piccoli Comuni. Bologna rivendica una riduzione di incidenti, feriti e morti; va precisato, però, che il calo dei sinistri è un trend in corso da anni, anche con il limite a 50 km/h, e che la mobilità cittadina è stata condizionata dai lavori del tram. Milano e Roma: e ora?Le conseguenze della sentenza non sono immediate da definire.A Milano, dove le zone 30 sono diffuse, i rapporti col ministero sono tesi: il verdetto potrebbe alimentare nuovi attriti.A Roma, il Comune ha portato i 30 km/h in tutta la vasta Ztl centrale, prevedendo controlli con autovelox mobili. Resta però il nodo della mancata omologazione degli apparecchi, prevista dall'articolo 142 del Codice della strada, che mette in dubbio la validità delle multe.Nel complesso, alcune norme cruciali per la sicurezza stradale restano in un limbo giuridico, in attesa di una definizione chiara tra competenze statali e locali.
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Veicoli elettrici - Batterie allo stato solido: è troppo presto anche per chi le sta sviluppando
Una truffa. Così Yang Hongxin, amministratore delegato della cinese Svolt, liquida le dichiarazioni dei vertici della startup finlandese Donut Lab, secondo cui le batterie allo stato solido sarebbero pronte per la produzione di massa. Impossibile, è troppo presto per parlare di industrializzazione: chiunque abbia una conoscenza basilare della tecnologia capirebbe che si tratta di una frode, sostiene Yang, come riporta il sito Mydrivers. L'incredibile moto al CES 2026Il primo atto di questa storia è andato in scena al CES 2026 di Las Vegas (6-9 gennaio), dove è stata presentata la Verge TS Pro dotata di una particolare batteria allo stato solido sviluppata proprio dalla Donut Lab. La versione con l'accumulatore più capiente (33,3 kWh, come una piccola utilitaria) dichiarerebbe un'autonomia di 600 km.La moto resta però una concept, in linea con il carattere prototipale della kermesse del Nevada. E non solo: la startup avrebbe perfino sviluppato una piattaforma per auto basata sulla stessa tecnologia, un salto quantico almeno sulla carta. Cosa non tornaLa Donut Lab non rivela nulla sui materiali utilizzati per le sue batterie allo stato solido. Restano segreti anche i processi produttivi, mentre i dettagli tecnici non saranno pubblicati perché considerati proprietari.L'accumulatore della Donut Lab dichiara numeri pazzeschi: densità energetica attorno ai 400 Wh/kg, contro i 200-300 degli ioni di litio, ricariche ultrarapide (200 kW e superiori in corrente continua) e una vita utile di 100.000 cicli, con prestazioni garantite tra i -30 e i 100 gradi centigradi. Possibile nel 2026?Il punto più critico, però, riguarda i tempi di sviluppo: raccolti i capitali nel luglio 2025, la startup non ha attribuito alcun valore specifico a questa tecnologia. Ciò implicherebbe che la batteria sia stata sviluppata, testata e industrializzata in appena cinque mesi, un traguardo difficilmente credibile.E la Svolt a che punto è?La società con sede nel Jiangsu nasce dalla divisione batterie di Great Wall Motor ed è attiva nella ricerca dal 2012. specializzata nello sviluppo di materiali, celle, moduli e sistemi di accumulo.A novembre 2025 ha completato le celle liquido-solide di prima generazione, con densità energetica di 270 Wh/kg, pronte per la produzione di massa nel 2026.Parallelamente, lavora alle celle semi-solide di seconda generazione, che puntano a raggiungere una densità di 400 Wh/kg. Quella dichiarata dalla Donut per il suo prodotto, ma che è ancora lontana dall'industrializzazione. Serve tempoAd esercitare cautela e precisione sulle celle allo stato solido non è solo la Svolt. Per esempio, la Ducati V21L, presentata dal gruppo Volkswagen all'IAA 2025, rientra in un piano in cui VW prevede che almeno l'80% dei suoi futuri modelli elettrici utilizzerà batterie allo stato solido, senza però fornire una data.La Toyota punta al debutto non prima del 2027-2028, mentre la cinese BYD, dopo un primo passo nel 2027, prevede una produzione su larga scala solo dal 2030. Tanto per essere chiari.
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Skoda - La Kamiq ha due nuovi allestimenti, Your Way e Be More: prezzi e dotazioni
La Skoda ha presentato i nuovi allestimenti Your Way e Be More per la Suv compatta Kamiq. Sviluppati esclusivamente per il mercato italiano, sono disponibili per tutte le motorizzazioni a listino e si caratterizzano per il ricco allestimento di serie: queste versioni possono già essere ordinate, con prezzi che partono da 26.950 euro per il 1.0 TSI da 95 CV. Skoda Kamiq Your WayQuesto allestimento si posiziona sopra quello d'attacco Selection, arricchendone la dotazione con i cerchi di lega da 17" (argento o bruniti, senza sovrapprezzo), la vernice metallizzata, il lettering nero sul portellone, il climatizzatore automatico bizona e la connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto. Non mancano infine quattro porte USB-C da 45 W. Skoda Kamiq Be MoreSopra la versione Your Way si trova la seconda novità a listino, che aggiunge la finitura nero lucido per calandra e calotte dei retrovisori, il tetto nero a contrasto e i vetri posteriori oscurati. La dotazione prevede cerchi di lega da 17" di disegno specifico, la telecamera posteriore, i sensori di parcheggio davanti e dietro e i servizi connessi per l'accesso remoto alla vettura tramite app. L'offerta di lancioPer il mese di gennaio la Skoda Kamiq può essere acquistata con finanziamenti a tasso 0 (Tan 0%, Taeg 0,96%), anticopo zero e rate mensili da 199 euro al mese, con la possibilità di restituire, sostituire l'auto o pagare la maxirata finale. Il listino della Skoda KamiqKamiq 1.0 TSI Selection 95 CV: 25.500 euroKamiq 1.0 TSI Your Way 95 CV: 26.950 euroKamiq 1.0 TSI Be More 95 CV: 28.250 euroKamiq 1.0 TSI Selection 115 CV: 26.800 euroKamiq 1.0 TSI Your Way 115 CV: 28.250 euroKamiq 1.0 TSI Be More 115 CV: 29.550 euroKamiq 1.0 TSI Monte Carlo 115 CV: 31.300 euroKamiq 1.0 TSI Selection DSG 115 CV: 28.350 euroKamiq 1.0 TSI Your Way 115 CV: 29.800 euroKamiq 1.0 TSI Be More DSG 115 CV: 31.100 euroKamiq 1.0 TSI Monte Carlo DSG 115 CV: 32.850 euroKamiq 1.5 TSI ACT Selection 150 CV: 28.350 euroKamiq 1.5 TSI ACT Your Way 150 CV: 29.800 euroKamiq 1.5 TSI ACT Be More 150 CV: 31.100 euroKamiq 1.5 TSI ACT Monte Carlo 150 CV: 32.850 euroKamiq 1.5 TSI ACT Selection DSG 150 CV: 29.950 euroKamiq 1.5 TSI ACT Your Way DSG 150 CV: 31.400 euroKamiq 1.5 TSI ACT Be More DSG 150 CV: 32.700 euroKamiq 1.5 TSI ACT Monte Carlo DSG 150 CV: 34.450 euro
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Smart - Wolfgang Ufer è il nuovo capo europeo: dovrà lanciare l'erede della Fortwo
Dal prossimo 1 marzo Smart sarà guidata in Europa da Wolfgang Ufer, che sostituirà Dirk Adelmann dopo 7 anni di lavoro. Il nuovo Ceo, in precedenza responsabile Smart in Germania, avrà il compito di sviluppare ulteriormente il mercato dopo il rilancio del marchio con una gamma completamente rivista nei contenuti e nei segmenti di appartenenza. Il 2026 è l'anno della Smart #2La Smart ha dato vita a una gamma totalmente elettrica con i modelli #1, #3 e #5, sviluppati grazie alla collaborazione tra Mercedes-Benz e Geely e prodotti in Cina. All'orizzonte ci sono però altre novità che potrebbero essere cruciali per le vendite in Europa, come la variante EHD plug-in della #5 e, soprattutto, il ritorno già confermato della Smart #2, erede della storica Fortwo che ancora oggi rappresenta nell'immaginario collettivo il marchio stesso.
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Audi - Inizia l'era della Formula 1: ecco la monoposto R26. "Corriamo per vincere"
In ogni epoca, Audi ha lasciato il segno nel mondo delle competizioni: dagli anni 80 a oggi, la Casa tedesca ha marcato la tecnica del panorama automotive con la trazione quattro e ha creato vere e proprie leggende del motorsport. Gruppo B, IMSA, Le Mans, DTM, campionato Turismo e persino Dakar: in queste competizioni, il marchio di Ingolstadt ha conquistato la vittoria in pista e i cuori degli appassionati. Ora è arrivato il momento dell'ingresso nell'olimpo delle gare: per Audi, infatti, inizia l'era della Formula 1. Minimalismo tecnico per la Audi R26L'ambizione di Audi è quella di avere la monoposto più elegante e accattivante sulla griglia di partenza. Per farlo, il team tedesco ha scelto un linguaggio pulito per la livrea, volto a comunicare la precisione della tecnica: sono infatti molte le appendici aerodinamiche lasciate grezze con carbonio a vista, alternate da una grafica minimalista con due tagli geometrici di colore nero e Lava Red, lo stesso rosso utilizzato per far risaltare i quattro anelli posizionati sul cofano motore. Una scelta che può celare anche motivazioni tecniche, perché un minor utilizzo di vernice può limare grammi di peso importanti: in F1 si guarda anche a questo aspetto. Nella parte anteriore del corpo vettura, invece, la tinta scelta è un color titanio spazzolato. Primi indizi su aerodinamica e sospensioniDopo aver sentito in anteprima il sound del V6 ibrido tedesco che ricordiamo viene prodotto in-house presso la sede di Audi Motorsport a Neuburg è ora giunto il momento di osservare più da vicino alcuni elementi aerodinamici. Nei video "rubati" sui social si può intravedere la configurazione delle pance laterali poco spioventi, lontane dalla "configurazione a cucchiaio" tipica delle vetture 2025. Un aspetto dovuto al regolamento F1 2026, che elimina la Beam Wing sopra l'estrattore per "sporcare" il meno possibile l'aria della monoposto che insegue. Audi sfrutterà un sistema push-rod sulle sospensioni anteriori per un maggior livello di rigidezza a terra e più escursione, garantendo maggiore progressività nella taratura. Il vantaggio del sistema pull-rod era l'ingresso pulito dell'aria per i canali Venturi nel fondo vettura (che generavano effetto suolo), soluzioni ora limitate dalle nuove regole. Obiettivo Mondiale 2030Audi è chiara: l'obiettivo è la vittoria di un titolo mondiale entro il 2030. I primi GP saranno funzionali a rodare i processi per raggiungere i primi punti in classifica, per poi lottare per il podio. Il Team Principal di Audi F1, Jonathan Wheatley, la mette così: Siamo qui per sfidare, evolvere e in definitiva vincere. I piloti in griglia saranno il talento brasiliano Gabriel Bortoleto, campione del mondo F2 nel 2024, e l'esperto Nico Hülkenberg, con oltre 250 GP alle spalle. Binotto: "Corriamo per vincere"Per conoscere i dettagli di questa nuova avventura, abbiamo chiesto a Mattia Binotto Head of Audi F1 Project quali sono i primi traguardi: La cosa più importante per il 2026 è diventare un serio competitor. Vogliamo farci percepire come un concorrente per una vittoria in futuro. Binotto ha confermato che il team è in espansione: Abbiamo ordinato un simulatore nuovo di zecca e vogliamo ampliare la sede per incrementare la capacità produttiva degli ingegneri. Per il manager, l'avventura in Audi è un nuovo inizio: con il cambio regolamentare, tutte le squadre partono alla pari da un foglio bianco. L'appuntamento è per il weekend dell'8 marzo, per il primo GP d'Australia a Melbourne.
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Pick-up - Cybertruck, ascesa e caduta della migliore Tesla mai prodotta
Quando è stato annunciato, nel 2019, il Cybertruck doveva rappresentare il modello di svolta della Tesla, la "pietra angolare" (in tutti i sensi) della Casa americana, fortemente voluto da Elon Musk. Lo stesso ceo, qualche settimana fa, ha definito il suo pick-up elettrico come "un veicolo incredibile", anzi "il migliore che la Tesla abbia mai prodotto". Un veicolo che in Europa, almeno per ora, non può essere commercializzato in via ufficiale per questioni di omologazione. Vendite in caduta liberaPurtroppo, i numeri dicono un'altra cosa. Stando ai dati del 2025, il Cybertruck ha venduto 20.237 esemplari, contro i 38.965 dell'anno precedente. Quasi ventimila immatricolazioni in meno. Altro che produrne 200 mila all'anno: qui si parla di un crollo del 48.1%. I risultati dell'ultimo trimestre sono ancora più difficili da mandare giù, almeno per "la migliore Tesla di sempre": 4.140 esemplari venduti, contro i 12.991 del Q4 2024, per un calo del 68.1%.Non è il risultato peggiore tra le auto elettriche vendute negli Stati Uniti: le stesse Model S e Model X fanno numeri più modesti, ma gli ultimi dati indicano una situazione in rapida evoluzione. La berlina, per dire, perde il 15% nel trimestre (da 1.623 a 1.380 unità) e il 52,6% su base annua (5.889 contro le 12.426 del 2024), mentre la grande Suv con le Falcon Doors perde il 36,4% nel trimestre (2.760 contro le 4.340 del 2024) e il 34,2% nell'anno (da 19.855 scende a 13.066 unità). In ogni caso, è bene ricordare che si tratta di modelli dalle lunghe carriere: la Model S, in particolare, ha debuttato nel 2012.Di contro, i numeri del Cybertruck si fanno notare per la rapida inversione di tendenza e "pesano" di più, anche in considerazione dell'hype e dell'entusiasmo dello stesso Musk, e di chi per primo ne ha acquistato uno. I motivi del crolloDifficile, se non impossibile, individuare una singola causa che spieghi i deludenti risultati del Cybertruck, almeno quelli più recenti. Quello che possiamo fare, però, è cercare di analizzare i fattori che, in misura diversa, possono aver contribuito ad arrivare alla situazione attuale. Tralasciando lo stile, che rimane unico nel panorama mondiale, originale e divisivo al tempo stesso.Il rapido esaurimento dell'effetto-novità: il Cybertruck è un veicolo dal fortissimo impatto iniziale, con una proposta estetica e contenutistica sicuramente molto apprezzata dai cosiddetti "early adopter", appassionati ed entusiasti pronti a prenotare veicoli quasi a scatola chiusa, ma che resta comunque di nicchia. Le promesse non mantenute: sono tante, a cominciare dalla data di arrivo sul mercato, slittata continuamente fino alla fine del 2023. Alcuni clienti, inoltre, sono rimasti delusi dalle specifiche, inferiori a quelle annunciate al momento della presentazione. E poi ci sono i prezzi: il Cybertruck doveva essere un modello - relativamente - popolare, con un listino base a quota 40 mila dollari; invece, è diventato subito un prodotto di categoria superiore, proposto a oltre 70 mila dollari (senza contare la più potente versione Cyberbeast, che ne costa 115 mila). I richiami e i difetti: nel giro di due anni, il Cybertruck è stato sottoposto ad almeno otto richiami. Un record, per un veicolo così "giovane". Gravi o no, i difetti (poi corretti) non hanno migliorato l'immagine del mezzo. Diversi sono stati anche i video e le testimonianze di utenti alle prese con problematiche costruttive, imperfezioni o soluzioni "economiche", o comunque non reputate all'altezza della spesa. Gamma confusa: la variante quad motor non si è mai vista, la più economica single motor è rimasta sul mercato solo per pochi mesi. Alcuni accessori, come il range extender (in questo caso, una batteria extra) da montare sul cassone non sono mai stati prodotti. Scelte che potrebbero far pensare alla mancanza di una visione chiara sul modello e sulla sua roadmap.L'allineamento politico di Musk: la "discesa in campo" del miliardiario accanto a Donald Trump ha creato un clima ostile nei suoi confronti e di quelli delle sue industrie, facendo esplodere polemiche e boicottaggi. Un danno di immagine che alcuni esperti hanno bollato come "incalcolabile" e "irrecuperabile", e che comunque riguarda anche le altre Tesla meno "divisive". Difficile da quantificare, ma anche da ignorare. Sarà un caso, o forse no, ma lo scorso anno la BYD ha superato la Tesla come primo produttore mondiale di auto elettriche. La fine degli incentivi statali: è stato proprio il presidente americano a porre fine al credito d'imposta di 7.500 dollari per chi acquista un'auto elettrica negli Stati Uniti. Una mossa che ha devastato il mercato dell'elettrico negli Usa, e indirettamente colpito anche la Tesla.Insomma, il cammino della Tesla "migliore di sempre" è irto di ostacoli. Per sapere se si tratta di un inciampo, o di una crisi strutturale, dovremo aspettare i dati del primo trimestre 2026.
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Dakar 2026 - Debutto vincente per la Defender
La prima volta non si scorda mai, soprattutto quando finisce con una doppietta da manuale nell'evento più duro del pianeta. Alla Dakar 2026, la Defender Rally ha scritto una pagina importante: prima e seconda nella classe Stock, al debutto assoluto come squadra ufficiale.La copertina è tutta per Rokas Baciuka e Oriol Vidal, campioni della classe Stock con un tempo complessivo di 58h 09' 45''. Dietro di loro, a sigillare una doppietta dal sapore epico, ci sono Sara Price e Sean Berriman, mentre Stéphane Peterhansel - Mr. Dakar - chiude in quarta posizione dopo due settimane simili alle montagne russe.Buona la primaLa Dakar è un giudice spietato. Svela limiti, mette alla prova materiali e persone, costringe i team a reinventarsi ogni notte. Eppure, quello che traspare dal campo tendato di Yanbu è l'immagine di una squadra che ci ha creduto davvero, con una coesione da far invidia.Baciuka è il volto della gioia pura: I sogni si avverano e il mio era vincere la Dakar. I meccanici hanno fatto un lavoro incredibile, senza di loro non saremmo qui. Gli fa eco Sara Price, che ha centrato il secondo posto: Nell'ultima fase volevamo arrivare insieme al traguardo. Vedere tutto il Team Defender lì, in festa, ti dice tutto: è questo il significato di Dakar. Peterhansel, alla sua ennesima avventura, non si nasconde: Una Dakar piena di emozioni. Non è il risultato che volevo, ma che squadra è stata un'avventura bellissima. D7X-R promossaLa protagonista tecnica è la Defender Dakar D7X-R, derivata direttamente dalla Defender OCTA. Una scelta netta: correre nella classe Stock, quella che mette alla prova mezzi realmente vicini alla produzione. Stessa linea di assemblaggio, stessa architettura D7x monoscocca in alluminio, stessa trasmissione, stesso V8 biturbo 4.4 litri. Poi, i ritocchi necessari per resistere all'inferno della Dakar: carreggiata più ampia, altezza da terra maggiorata, sospensioni riviste e raffreddamento potenziato. Modifiche essenziali per affrontare la corsa ma che non snaturano l'auto di serie, anzi la rendono capace di digerire dune, pietraie e piste veloci senza battere ciglio.Mark Cameron, Managing Director di Defender, sintetizza bene il momento: Sono euforico, incredulo. Vincere al debutto è storia. Il Team Principal Ian James chiude il cerchio: Non potrei essere più orgoglioso. Tutti hanno lavorato oltre ogni limite. solo l'inizio.I prossimi passiLa gara inaugurale del World Rally-Raid Championship 2026 (W2RC) non poteva essere un banco di prova migliore. Defender cercava un palcoscenico per mostrare capacità, resistenza e ambizione: ha trovato molto di più. La Dakar, con la sua cultura dell'estremo, ha certificato che il progetto Defender Rally è solido, veloce e già pronto a un ruolo da protagonista.Il prossimo capitolo arriverà presto: BP Ultimate Rally-Raid Portugal, dal 17 al 22 marzo. Terreni completamente diversi, clima e ritmo differenti. Ma le aspettative, ora, sono cambiate: da sorpresa del debutto a punto di riferimento della categoria. Staremo a vedere!
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Viabilità - Ora le Ztl tagliano fuori le ibride (e spesso anche le elettriche): ecco dove
A lanciare la nuova moda del 2026 sulle Ztl è stata Bologna, con un annuncio del 18 dicembre 2025: il 1 gennaio sono entrate in vigore regole diverse per le auto ibride che intendono entrare nella Zona a traffico limitato del centro storico. Da quella data, il permesso virtuale per le vetture a doppio motore può essere rilasciato solo a persone residenti o aziende con sede nel Comune, consentendo l'accesso (con sosta a pagamento in base all'area). La novità è stata comunicata dall'amministrazione locale sul sito Internet ed è indicata dalla segnaletica.Un privato che dovesse sbagliare verrebbe immortalato dalle telecamere ai varchi elettronici e riceverebbe a casa una multa di circa 95 euro (spese di spedizione incluse), che si riduce del 30% se pagata entro cinque giorni dalla notifica. Entrano in troppiIl Comune felsineo esclude i non residenti dalla Ztl centrale a causa dell'aumento esponenziale dei veicoli ibridi in circolazione a Bologna, come previsto dal Piano generale del traffico urbano del 2019: si è passati da 18 mila permessi di sette anni fa a 30 mila nel 2023 (e 10 mila vengono ora tagliati fuori). Stop alle ibride (e pure alle elettriche) In parallelo, a Ravenna è scattato il divieto per elettriche e ibride di entrare nella Ztl: le prime inizieranno a pagare la sosta negli stalli blu.Spostandoci dall'Emilia-Romagna alla Sicilia, Acireale ha manifestato l'intenzione di cambiare le regole della Ztl del centro storico: divieto di transito per elettriche e ibride in modo continuativo su piazza Duomo, e durante gli orari di vigenza della Ztl su corso Umberto e corso Savoia, con l'obiettivo dichiarato di migliorare la sicurezza di pedoni e ciclisti nel Comune del Catanese. Il caso Napoli Facciamo un salto in Campania: a Napoli, per circolare nelle Ztl, i proprietari di auto elettriche e ibride devono ora pagare un tagliando annuale di circa 30 euro. La sosta negli stalli blu non è più gratuita, ma legata all'Isee: i residenti pagano 20 euro l'anno di tagliando, più una quota annuale che per le Bev arriva a 150 euro e per le ibride a 300 euro, mentre solo 1.500 non residenti godranno di un'agevolazione (esauriti quei posti, versano la tariffa piena). A ogni utilizzazione degli stalli di sosta a pagamento, i beneficiari delle agevolazioni dovranno utilizzare l'app Tap&Park dell'Azienda napoletana mobilità, pena un verbale per mancato rispetto dell'obbligo di porre in funzione il dispositivo di controllo della durata del parcheggio. Cosa succede a Firenze, Milano e RomaDal 1 gennaio 2025, a Firenze le ibride hanno perso il diritto alla sosta gratuita nelle Zone di controllo sosta: ora pagano la tariffa intera, come benzina e diesel.Dal 1 ottobre 2022, Milano ha introdotto il limite dei 100 g/km di CO come discriminante per la gratuità delle ibride nella Ztl Area C: i modelli che superano quel valore pagano il ticket, oggi pari a 7,50 euro. Dal 1 ottobre 2030, tutte le ibride saranno soggette al pedaggio.Caso particolare quello della Ztl centrale di Roma: dal 1 gennaio 2026, il limite di velocità nelle vie interne è sceso da 50 a 30 km/h. A breve, la Polizia Locale utilizzerà autovelox mobili per sanzionare chi eccede la velocità. Previsti anche autovelox fissi più numerosi in altre zone con limiti da 50 km/h in su.Nel frattempo, nella gigantesca Ztl Fascia Verde, le diesel Euro 4 ed Euro 5 continuano a circolare liberamente. Come evitare le multeIn questo ginepraio, come fa chi ha un'ibrida (o un'elettrica) a sapere se può circolare (o sostare) in una Zona a traffico limitato di qualche Comune? Non esiste una cabina di regia centrale, né un sito istituzionale che indichi tutti i divieti aggiornati in tempo reale lungo lo Stivale. Con misure a macchia di leopardo e in costante evoluzione, è quindi opportuno informarsi consultando il portale della singola amministrazione o chiedendo alla Polizia Locale.E la segnaletica? C'è. Altrimenti le multe sarebbero nulle. Indica tutto con cartelli, pannelli rettangolari bianchi, e specifica le eccezioni con numeri e icone. Le indicazioni sono tante e spesso l'automobilista non ha il tempo materiale per interpretarle, specie se, alle proprie spalle, altri veicoli pressano per entrare nella Ztl.Si ricordi anche che la multa di circa 95 euro arriva entro 90 giorni dall'infrazione e che, in quel periodo, si rischia di ripetere l'errore ricevendo multe seriali.
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Ferrari - 12Cilindri Tailor Made, il pezzo unico che unisce tre continenti
La Ferrari presenta un esemplare unico della 12Cilindri, realizzato attraverso il programma Tailor Made. La più recente sportiva del Cavallino con motore V12 anteriore è stata creata per un facoltoso cliente rimasto anonimo e mostra, ancora una volta, le potenzialità del reparto dedicato alle personalizzazioni, sempre più richieste dai collezionisti di tutto il mondo. Tre continenti coinvolti nello sviluppoLa Ferrari 12Cilindri è stata sviluppata negli ultimi due anni grazie a un'inedita collaborazione tra il Centro Stile Ferrari, la pubblicazione americana COOL HUNTING e cinque artisti sudcoreani: Dahye Jeong, Hyunhee Kim, il duo GRAYCODE, jiiiiin e TaeHyun Lee. Per Ferrari si tratta di una prima assoluta: sulla vettura sono stati inseriti elementi realizzati da nuovi fornitori esteri selezionati attraverso i partner del progetto. Colore cangiante e interni in tessutoLa tinta esterna cangiante, denominata Yoonseul, è stata creata appositamente per questo esemplare e richiama la tradizione delle ceramiche Celadon. Gli interni, sviluppati da Dahye Jeong, sono rivestiti in tessuti con motivi tridimensionali prodotti da un'azienda coreana; le grafiche sono state poi riprese anche nelle serigrafie del tetto in vetro. Sulla plancia trova spazio un'opera d'arte realizzata con crine di cavallo della Mongolia. Bianco laccato, effetto traslucido, grafiche sonoreGli scudetti, i coprimozzi, i loghi e le scritte adottano la caratteristica finitura traslucida di Hyunhee Kim; lo stesso trattamento è stato applicato alla console centrale e alla targhetta identificativa. Altri dettagli esterni e interni sono rifiniti in bianco laccato, incluse le palette del cambio, con la tecnica sviluppata da TaeHyun Lee. Infine, la livrea sulla carrozzeria è la trasposizione grafica della melodia del motore V12, creata da GRAYCODE, jiiiiin.
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Giappone - Mazda rinvia la "sua" elettrica al 2029: priorità alle ibride
La Mazda potrebbe rinviare al 2029 il lancio della sua prima elettrica su piattaforma dedicata, che nei piani iniziali sarebbe dovuta uscire il prossimo anno, nel 2027. La decisione, secondo quanto riportano alcuni quotidiani giapponesi, sarebbe legata alle mutate condizioni di mercato e al rallentamento della domanda globale di auto elettriche. Priorità alle ibrideStanto a quanto si legge sul Nikkei, nei prossimi mesi la Mazda si concentrerà principalmente su modelli con motorizzazioni ibride: questo segmento è in forte ascesa un po' ovunque, in particolare negli Stati Uniti, che per la Casa giapponese rappresenta il mercato estero più grande e importante. "Continuiamo a sviluppare la nuova piattaforma elettrica basandoci sulla nostra strategia multi-soluzione, e decideremo di conseguenza i tempi del suo ingresso nel mercato, valutando con attenzione le regolamentazioni di ogni paese e i cambiamenti nelle richieste dei clienti", ha commentato un portavoce della Mazda. La gamma attualeAl momento, la Casa di Hiroshima offre tre modelli con powertrain full electric: la Suv compatta MX-30, costruita sulla piattaforma della CX-30, e le due auto costruite in Cina, nate dalla collaborazione con il gruppo Changan, la berlina sportiva 6e e la grande Suv CX-6e, presentata proprio qualche giorno fa al Salone di Bruxelles. Entrambi i modelli sono destinati ai mercati globali, Europa inclusa.
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