Germania, crisi automotive: due terzi dei fornitori spostano gli investimenti all'estero
Sorpasso dal sapore amaro nell'automotive tedesco: stando a un sondaggio condotto a maggio dalla VDA, l'associazione tedesca dell'industria automobilistica, e che ha coinvolto 116 aziende, i fornitori che prevedono per il 2027 un peggioramento della situazione economica superano quelli più ottimisti. Un terzo degli intervistati attende un aggravamento della crisi, contro il 25% che spera in un miglioramento, mentre a inizio 2026 le proporzioni erano invertite. Le aziende dell'indotto indicano tra le principali criticità l'aumento dei costi energetici, aggravato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, ma anche l'eccesso di burocrazia e l'irrigidimento delle norme sul lavoro. Meno investimenti e più tagli Due terzi dei fornitori hanno quindi rinviato, cancellato o trasferito all'estero investimenti inizialmente destinati alla Germania: a beneficiarne sono soprattutto i Paesi asiatici, seguiti dal Nord America e, in misura minore, da altre aree dell'Unione Europea. Di conseguenza, metà delle imprese prevede tagli di personale sul territorio nazionale (la stima più recente parla di 225.000 posti di lavoro persi in tutto il settore auto entro il 2035), mentre solo il 3% prevede nuove assunzioni. Tra le realtà che riducono il numero di addetti in patria, il 44% assume contestualmente all'estero. La locomotiva d'Europa che viaggia col freno a mano tirato.
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Xpeng P7+, aperti gli ordini per la nuova fastback elettrica da 503 CV
Xpeng ha aperto gli ordini della fastback elettrica P7+, che in gamma si affianca alle SUV G6 e G9, già disponibili da qualche mese sul mercato italiano. Come gli altri due modelli a ruote alte, anche la berlina viene assemblata in Austria, negli stabilimenti di Magna Steyr a Graz. Tre le motorizzazioni a listino, con potenze da 245 a 503 CV e batterie da 61,7 a 74,9 kWh, per autonomie che arrivano fino a 530 km: prezzi da 46.170 a 57.170 euro. I dati tecnici della Xpeng P7+ Lunga 5.071 mm, larga 1.937 e alta 1.512, la Xpeng P7+ è una filante fastback con un passo di tre metri esatti e un bagagliaio da 573 litri, che diventano 1.931 abbassando gli schienali della seconda fila di sedili. la versione Standard Range a trazione posteriore ha un motore da 180 kW (245 CV) e 450 Nm di coppia, per uno 0-100 coperto in 6,9 secondi. La Long Range ha un motore da 230 kW (313 CV), mentre la AWD Performance a trazione integrale monta due motori, per una potenza combinata di 370 kW (503 CV) e 670 Nm di coppia: "zerocento" in 4,3 secondi. La velocità massima è limitata a 200 km/h su tutte le versioni. Batterie e autonomia Per tutte, le batterie sono al litio-ferro-fosfato: la Standard Range monta accumulatori da 61,7 kWh, per un'autonomia dichiarata di 455 km (550 in città); le Long Range e AWD montano batterie da 74,9 kWh per percorrenze rispettivamente di 530 (660 in città) e 500 (600 in città) chilometri. L'architettura a 800 Volt consente ricariche in corrente continua fino a 446 kW (350 per la Standard Range). La dotazione di serie Ricca la dotazione di serie della Xpeng P7+, che fin dalla versione d'attacco prevede le maniglie elettriche a scomparsa nella carrozzeria, gruppi ottici a LED davanti e dietro, sensori luce e pioggia, specchietti retrovisori richiudibili elettricamente, vetri posteriori oscurati, tetto panoramico in vetro, portellone ad apertura elettrica e cerchi di lega da 19". In abitacolo, accanto al quadro strumenti digitale da 8,8" c'è l'infotainment da 15,6" con Apple CarPlay e Android Auto, climatizzatore bizona, pompa di calore, luci ambientali in 32 colori, impianto audio da 20 altoparlanti con cancellazione attiva del rumore, doppia piastra di ricarica wireless per gli smartphone, sedili della prima fila con regolazioni elettriche, riscaldabili e ventilati. Tutti gli Adas sono inclusi Le versioni Long Range e Performance arricchiscono la dotazione con cerchi da 20", rivestimenti dei sedili in pelle Nappa, display da 8" per i sedili posteriori (riscaldati e ventilati, con funzione di massaggio). Di serie per tutta la gamma la guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco, avviso apertura portiere, frenata d'emergenza anche agli incroci e funzioni avanzate di parcheggio autonomo. Oltre alle dotazioni previste per i singoli allestimenti, su richiesta solo il gancio di traino estraibile elettronicamente (1.500 euro) e il colore: l'Arctic White pastello è di serie, i metallizzati Graphite Gray, Midnight Black e Silver Frost si pagano 1.190 euro. Il listino della Xpeng P7+ Xpeng P7+ RWD Standard Range: 46.170 euroXpeng P7+ RWD Long Range: 52.170 euroXpeng P7+ AWD Performance: 57.170 euroGrazie a un accordo di ATFlow (che importa e distribuisce Xpeng in Italia) con l'aggregatore di ricarica Electrip, con i modelli Xpeng immatricolati nel 2026 sono compresi 3.020 kWh di ricarica gratuiti e tariffe scontate del 15% per cinque anni. Per tutta la gamma Xpeng la garanzia è di 5 anni / 120.000 km sul veicolo (compresa l'assistenza stradale) e di 8 anni / 160.000 km sulla batteria.
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Lepas L8, tutti i prezzi per l'Italia della nuova SUV plug-in da 279 CV
Lepas ha annunciato i prezzi della Suv L8, il primo modello del brand del gruppo Chery ad arrivare in Italia. Questa sport utility con powertrain ibrido plug-in, presentata lo scorso anno al Salone di Torino, sarà disponibile da luglio negli allestimenti Essence ed Elegance, con un listino che parte da 41.700 euro. Nel corso del 2026 la gamma Lepas si amplierà con i modelli a ruote alte L6 e L4. La Lepas L8 è lunga 4.688 mm, larga 1.871 e alta 1.686, con un passo di 2.800 mm. Il bagagliaio mette a disposizione 507 litri dichiarati (1.314 con gli schienali della seconda fila abbassati). Il powertrain Super Hybrid abbina il 1.5 benzina a ciclo Miller da 143 CV a due motori elettrici, per una potenza combinata di 205 kW (279 CV) e 365 Nm di coppia. La L8 scatta da ferma a 100 km/h in 7,9 secondi e raggiunge la velocità massima di 180 km/h. Trazione anteriore, schema MacPherson all'anteriore e multilink al posteriore: la batteria da 18,4 kWh permette di percorrere 90 km in modalità solo elettrica (123 nel ciclo Wltp urbano), mentre l'autonomia complessiva è di 1.040 chilometri. La dotazione di serie di Lepas L8 L'allestimento d'attacco Essence si presenta già con una dotazione molto completa che comprende cerchi di lega da 19", fari full LED anteriori e posteriori, mancorrenti sul tetto, vetri posteriori oscurati, specchietti ripiegabili elettricamente e maniglie a filo carrozzeria. All'interno, quadro strumenti digitale da 10,2" e infotainment da 13,2" (con Apple CarPlay e Android Auto wireless), telecamera a 540 e climatizzatore automatico bizona. Di serie per tutta la gamma la guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco. La versione top di gamma La versione Elegance arricchisce la dotazione con cerchi da 20", tetto panoramico apribile, luce ambientale, portellone ad apertura elettrica, assistenza al parcheggio da remoto, impianto audio Sony a 8 altoparlanti, sedili in ecopelle riscaldati, ventilati e con funzione massaggio (con memoria per il conducente). La gamma di colori offre il bianco Himalayan di serie, le tinte metallizzate (Provence Purple, Mariana Black e Norwegian Forest Green) costano 700 euro e l'opaca Iceland Lava Matte Gray (solo per Elegance) costa 1.200 euro. Il listino di Lepas L8 Lepas L8 Essence: 41.700 euroLepas L8 Elegance: 44.700 euroPer tutta la gamma la garanzia è di 7 anni o 150.000 chilometri, mentre per le componenti elettriche (come la batteria) è di 8 anni / 160.000 km. I dati tecnici della Lepas L8
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Bovensiepen 05 GT: una BMW M5 Touring da 800 cavalli firmata Frank Stephenson
Alpina, uno dei uno dei grandi nomi del tuning tedesco, è finita da alcuni anni nell'orbita della BMW. Tuttavia, la Casa bavarese ha solo acquistato i diritti del marchio, non l'intera azienda: che oggi si chiama Bovensiepen Automobile, continua a reinterpretare modelli dell'Elica ed è più viva che mai. Lo dimostra, per esempio, la Bovensiepen Zagato, presentata al Concorso d'Eleganza di Villa d'Este del 2025, ma ancor di più quest'ultima creazione: la Bovensiepen 05 GT.La base è, anche in questo caso, una vettura del brand di Monaco, nella fattispecie la BMW M5 Touring. Nel cofano romba sempre un V8 biturbo da 4.4 litri elettrificato, ma i cavalli, qui, sono stati portati da 727 a 800 CV. Inoltre, sulla carrozzeria spicca la firma di un grande designer, Frank Stephenson. Che ha iniziato la carriera alla Ford, dove ha contribuito alla progettazione della Ford Escort RS Cosworth del 1992 (è suo, per dire, il famoso alettone al posteriore), poi è passato alla BMW e ha posto la sua firma sulla prima X5 e, quindi, sulla rinascita della Mini. Nella sua carriera spiccano poi esperienze in Ferrari (ha lavorato su icone come la 612 Scaglietti) e Maserati (è sua la Quattroporte), la direzione del Centro Stile Fiat e del design dell'Alfa Romeo e la collaborazione con McLaren per la MP4-12C e la P1. Un design all'insegna della sportività LaBovensiepen 05 GT viene prodotta sempre a Buchloe (alle porte di Monaco di Baviera), con i metodi artigianali che hanno contraddistinto la storia di Alpina e con la stessa cura per i dettagli, ma Stephenson ha ovviamente fornito un contributo decisivo per dare ancora più carattere alla vettura. il caso di un elemento che percorre tutta la parte bassa della carrozzeria: una linea che avvolge il corpo della vettura, sulla falsariga dellaBovensiepen Zagato, e collegail paraurti anteriore, le minigonne laterali e la sezione posteriore. Un altro elemento stilistico fondamentale è rappresentato dal frontale: imponente, caratterizzato da una griglia in acciaio inox e da ampie prese d'aria. Anche in questo caso, è chiara la somiglianza con la coupé basata sulla BMW M4. Infine, al posteriore spicca l'impianto di scarico Akrapovi in titanio con quattro terminali ovali. Il tutto, unito alle ampie sezioni anteriori e posteriori, conferisce alla vettura un aspetto ancor più sportivo e grintoso rispetto alla M5 Touring di serie. Tale esclusività è accentuata da altre scelte distintive, tra cui i cerchi da 21 pollici in lega leggera e gli pneumatici appositamente sviluppati dalla Pirelli. La stessa filosofia progettuale, accompagnata dalla cura artigianale e dalla scelta di materiali lussuosi, si riscontra all'interno della vettura, dove spiccano il volante Lavalina realizzato a mano con paddle del cambio in alluminio fresato o l'ampio ricorso a pellami pregiati forniti da aziende agricole selezionate in Germania, Austria, Svizzera e Italia. Gli eventuali clienti possono comunque chiedere qualsiasi tipologia di personalizzazione: si può perfino scegliere un rivestimento in Alcantara per il bagagliaio, timbri esclusivi sui poggiatesta o speciali tappezzerie. Un propulsore ad alte prestazioni Ovviamente, il carattere sportivo della Bovensiepen 05 GT si concretizza nelle specifiche del propulsore ibrido plug-in. L'intero sistema garantisce una potenza di di 589 kW (800 CV, per l'appunto) e una coppia di ben 1.100 Nm. Il sistema consente di raggiungere una velocità massima di 305 km/h e di chiudere lo 0-100 km/h in meno di 3,6 secondi. Per fare un confronto, la M5 Touring ha già di suo specifiche prestazionali di tutto rispetto, con i suoi 727 CV e una coppia di 1.000 Nm, ma qui si va oltre.La Bovensiepen 05 GT, che è stata testata sulle piste di Papenburg e Nardò, ha dimensioni quasi identiche a quelle della creatura di Monaco di Baviera (5.092 mm di lunghezza, 1.970 mm di larghezza, 1.516 mm di altezza, ma il peso di 2.555 kg è superiore di 80 kg), ma il suo prezzo è decisamente più elevato: in Germania può essere acquistata a partire da 198.900 euro (Iva inclusa), mentre la M5 Touring parte da 147.200 euro. Le prime consegne sono previste per il quarto trimestre del 2026.
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Hyundai MY2026: torna il Gpl su Kona, i20 e Bayon
Nonostante il calo degli ultimi mesi (legato anche a una minore offerta di modelli), il Gpl rimane uno dei "carburanti rifugio" per eccellenza, per i costi chilometrici sensibilmente più bassi e l'elevata autonomia complessiva, grazie alla presenza di due serbatoi. Con la presentazione degli aggiornamenti per il Model Year 2026, Hyundai ha deciso di rilanciare le motorizzazioni bifuel a Gpl per i20, Bayon e Kona, vendute allo stesso prezzo delle equivalenti a benzina. Hyundai i20 a Gpl La hatchback coreana è disponibile con la motorizzazione a Gpl nel più venduto allestimento Connectline, con un 1.0 T-GDi da 84 CV e un listino che parte da 22.250 euro. Di serie per questo modello i cerchi da 16", quadro strumenti digitale e infotainment da 10,25" con Apple CarPlay e Android Auto. Hyundai Bayon a Gpl Per questa B-SUV coreana (è lunga 418 cm), la motorizzazione a Gpl è disponibile negli allestimenti XTech e Business, a partire da 23.200 euro. Di serie l'infotainment da 10,25" con Apple CarPlay e Android Auto wireless, quadro strumenti ibrido con display centrale da 4,2". La variante Business (24.600 euro) completa la dotazione con cerchi di lega da 16", fari full LED, quadro strumenti da 10,25", illuminazione ambientale e calandra anteriore in nero lucido. Hyundai Kona a Gpl Anche per la SUV media coreana gli allestimenti delle versioni a Gpl sono XTech e Business, con prezzi rispettivamente di 27.350 e 28.750 euro. Di serie per la XTech i cerchi da 16", luci full LED, telecamera e sensori anteriori e posteriori, avviamento senza chiave, strumentazione digitale da 12". La Business aggiunge i cerchi da 17", il supporto lombare elettrico per il conducente, la piastra di ricarica wireless per smartphone, i retrovisori ripiegabili elettricamente e il sensore pioggia. Su questo modello il 1.0 T-GDi ha 110 CV. Le offerte di lancio Con i finanziamenti di Hyundai, le nuove motorizzazioni sono disponibili in promozione con forti riduzioni sul prezzo di listino: i20 Gpl Connectline con anticipo di 5.772 euro, 35 canoni mensili da 75 euro e maxirata finale di 10.903 euroBayon Gpl XTech con anticipo di 7.168 euro, 35 canoni mensili da 86 euro e maxirata finale di 9.976 euroKona Gpl XTech con anticipo di 7.300 euro, 35 canoni mensili da 139 euro e maxirata finale di 13.128 euro
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Nuova Fiat Grizzly Fastback: sorpresa su strada senza camuffature prima del debutto
La Fiat Grizzly Fastback è stata appena svelata e, prima ancora di raggiungere le concessionarie si concede una passerella sulle strade italiane, praticamente senza veli, per una serie di foto spia. La nuova C-SUV della Casa torinese sarà protagonista al Salone di Parigi che si terrà il prossimo ottobre. Cambia solo la coda La Grizzly Fastback è la sorella con carrozzeria filante della Grizzly: insieme andranno ad insediare l'affollatissimo segmento C con varianti ibride benzina ed elettriche. I dati tecnici non sono stati ancora resi noti e non sappiamo quindi neanche se la Fastback proporrà le medesime motorizzazioni della sorella Grizzly. Le differenze tra le due SUV sono piuttosto evidenti: la Fastback gioca sullo stile offrendo una coda più bassa e sfuggente e il montante spezzato dal contrasto di colori fra carrozzeria e tetto nero. I due modelli sono identici nel frontale e nelle fiancate, fino alle portiere, così come nella fascia dei gruppi ottici posteriori. Più sportiva nello stile L'assenza dei mancorrenti sul tetto è piuttosto logica, visto che la Fastback dovrebbe attrarre clienti in cerca di maggior sportività e dinamismo. Lo stesso discorso vale per la diversa finitura dei cerchi di lega, mentre non possiamo per il momento sapere se siano previste differenze tecniche relative all'assetto o ai powertrain per donare a questa variante un carattere più pepato. Per ora vediamo l'ibrida Il muletto che vedete in queste immagini, a cui manca il lettering Fastback alla base del portellone, è certamente quello ibrido, come confermano sia la scritta sul retro che la presenza di un silenziatore sotto al paraurti posteriore. Non è da escludere che anche le prese d'aria anteriori presentino una disposizione specifica per le varianti termiche: l'elettrica potrebbe dunque presentare un frontale più chiuso, come già accaduto su altri modelli del Gruppo Stellantis.
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Prezzi carburanti ancora in calo: benzina e diesel giù con il petrolio sotto gli 80 dollari al barile
Arrivano nuovi segnali positivi per le tasche degli automobilisti. "Le prospettive di pace tra Iran e Usa nonostante l'incognita Israele e la necessità di ricostituire le scorte distendono i mercati petroliferi, con il Brent sotto gli 80 dollari per la prima volta dal 2 marzo", scrive Staffetta Quotidiana nella sua consueta rilevazione giornaliera, sottolineando come stia proseguendo "il calo delle quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo e, conseguentemente, dei prezzi dei carburanti alla pompa".Infatti, sia la benzina, che il diesel risultano in deciso calo rispetto a ieri 16 giugno, mentre le principali compagnie continuano a rivedere al ribasso i listini consigliati. Le rilevazioni odierne In dettaglio, questamattina 17 giugno il prezzo medio della benzina venduta in modalità self-service lungo la rete autostradale è pari a1,872 euo al litro (-9 millesimi rispetto a ieri), mentre per il gasolio è a 1,974 euro, 11 millesimi in meno. Per il Gpl la media è di0,777 euro (-1), mentre per il metano è di 1,561 euro/kg (-2). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 1,964 euro per la verde (-9), 2,060 euro per il diesel (-9), 0,886 euro per il Gpl e 1,584 euro per il metano.Infine, Staffetta Quotidiana segnala la decisione dell'Eni di ridurre i prezzi consigliati della benzina di un centesimo al litro e quelli del gasolio di due. Q8 ha optato per un ribasso di tre centesimi sulla verde e di due sul diesel e Tamoil di due centesimi su entrambi i carburanti.
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Renault Boreal, la C-SUV brasiliana sbarca in Europa (ma non in Italia) con il full hybrid da 160 CV
Come anticipato lo scorso anno, la Renault Boreal esce dai confini dell'America Latina per sbarcare in Europa: prodotta inizialmente nello stabilimento di Curitiba, in Brasile, la C-SUV francese uscirà anche dagli impianti di Bursa, in Turchia, il secondo mercato mondiale di Renault per volumi. La Boreal verrà esportata nei paesi dell'Europa dell'Est, del Medio Oriente e dell'Africa settentrionale. Qualità premium Progettata fin dall'inizio come auto globale, la Renault Boreal è una SUV premium di segmento C, lunga 4,56 metri, con un passo di 2,70 e un bagagliaio da 680 litri (1.868 ribaltando i sedili posteriori). Lo stile riprende quello degli ultimi modelli della Casa francese, con una carrozzeria imponente, linee decise e muscolose. Curati anche gli interni, realizzati con materiali curati, superfici morbide e dettagli incisi al laser. Tanta tecnologia a bordo Il quadro strumenti digitale da 10" si affianca al display dell'infotainment openR Link con ecosistema software di Google e app di terze parti; in base agli allestimenti sarà possibile avere la luce ambientale in 48 colori, sedili anteriori regolabili elettricamente (con memoria per il conducente) e il tetto apribile elettrico. Su richiesta anche l'impianto audio Harman Kardon da 10 altoparlanti e 435 Watt di potenza, sviluppato in collaborazione con il musicista francese Jean-Michel Jarre. Arriva il full hybrid All'attuale motore benzina 1.3 TCe turbo da 145 CV con trasmissione EDC a sei rapporti verrà affiancato il powertrain E-Tech Full Hybrid da 160 CV, sviluppato da Horse e prodotto negli stabilimenti di Valladolid e Bursa: questo sistema consente di guidare fino all'80% in modalità solo elettrica in città, con un consumo dichiarato di 4,8 l/100 km (pari a 20,8 km/l). Entro la fine del 2026 la gamma motori verrà ampliata con l'aggiunta della versione mild hybrid E-Tech 4x4 150 CV.
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BMW, tagliate le stime su consegne, ricavi e utili del 2026: Cina e Medio Oriente presentano il conto
Il gruppo BMW, da poche settimane guidato da Milan Nedeljkovi, ha rivisto al ribasso le stime su consegne, ricavi e redditività per il 2026. La decisione è legata, innanzitutto, all'evoluzione del contesto economico e a "un effetto una tantum derivante dall'intensificazione e dall'accelerazione delle misure strutturali e di efficientamento".Ci sono, però, ulteriori fattori negativi di particolare rilievo. Il costruttore bavarese parla di un peggioramento dell'andamento "negativo del mercato automobilistico cinese", dove le vendite sono entrate in un fase di forte calo per tutto il settore anche in seguito alla revisione dei meccanismi di incentivazione annunciata dalle autorità di Pechino. "Questa situazione ha portato a un'intensificazione della concorrenza in Cina e in tutta la regione Asia-Pacifico. Il Gruppo BMW non può operare al di fuori di questo contesto di mercato", hanno spiegato da Monaco di Baviera, sottolineando che "l'andamento positivo dei volumi di vendita in Europa e negli Stati Uniti non può compensare il calo delle vendite in Cina e nella regione Asia-Pacifico".Il quadro è ulteriormente esacerbato dall'impatto della crisi in Medio Oriente. Gli effetti negativi hanno una magnitudo superiore alle "ipotesi iniziali" per due problematiche: la prima è rappresentata dai prezzi dell'energia, che "rimangono elevati e pesano sulla struttura dei costi aziendali"; la seconda è "l'instabilità dovuta al conflitto", che "sta influenzando negativamente la fiducia dei consumatori nei mercati di tutto il mondo". Le contromisure Tutti gli effetti contribuiranno a un calo significativo degli utili e del flusso di cassa nel secondo trimestre" e, pertanto, il gruppo ha deciso di "intensificare e accelerare" le misure per la riduzione dei costi: sono previste non meglio precisate iniziative "strutturali e di efficientamento", che produrranno benefici tangibili nei prossimi anni, ma dovranno essere sostenute, dal punto di vista contabile, da componenti una-tantum nella seconda metà del 2026. Nedeljkovi si è limitato a parlare della necessità di "adattare strutture e processi al drastico peggioramento delle condizioni di mercato". " nostra responsabilità imprenditoriale, quindi, intensificare e accelerare significativamente le misure in corso. Tutto ruota intorno alla velocità e all'efficienza", ha aggiunto il successore di Oliver Zipse. La revisione delle stime Tutti gli sviluppi descritti dal gruppo hanno quindi spinto i vertici aziendali a rivedere diverse previsioni commerciali e finanziarie per il 2026. Il ramo Automotive, tra le altre cose, dovrebbe concludere l'anno con consegne in "lieve calo" rispetto al 2025 e non più "allo stesso livello", mentre l'intervallo delle proiezioni sul margine operativo è stato tagliato dal 4-6% all'1-3%. Inoltre, i flussi di cassa sono attesi superiori a 2,5 miliardi, in deciso calo rispetto ai 3,24 del 2025. A livello di gruppo è previsto un utile pre-tasse in contrazione "significativa" a fronte della precedente indicazione su una "diminuzione moderata".
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Debutta in Cina la MG 07, berlina sportiva da 650 km di autonomia
MG ha presentato per il mercato cinese la berlina sportiva 07 che, seguendo le attuali tendenze di mercato, sarà disponibile con motorizzazioni full electric e plug-in hybrid: powertrain, quest'ultimo, che la rende potenzialmente interessante anche per i mercati di esportazione. Il listino per la Cina parte da 150.000 yuan (circa 19 mila euro) e arriva fino a sfiorare i 200.000 yuan (poco meno di 25 mila euro, al cambio attuale). Padiglione fluido Lo stile della MG 07 si ispira a quello della Porsche Taycan (e c'è anche chi "copia" la Ferrari Purosangue) ed è dominato dalla curvatura del tetto, che con un unico arco slanciato racchiude parabrezza, abitacolo e lunotto. La finitura scura annulla lo stacco tra il tetto panoramico e il portellone, mentre il sensore LiDAR per gli Adas più evoluti è integrato nella zona anteriore del padiglione. Alla 07 spetta tra l'altro il compito di portare al debutto i sistemi di assistenza alla guida basati sul framework Moment R7 di nuova generazione. Gli interni per il momento non sono stati ancora svelati. Fino a 650 km di autonomia La MG 07 in versione full electric dovrebbe assicurare fino a 650 km di autonomia grazie alla batteria da 67 kWh e il motore singolo sull'asse posteriore da 239 CV. La variante plug-in adotta invece un 1.5 litri aspirato da 112 CV, abbinato a uno elettrico da 207 CV; con la batteria da 30 kWh dovrebbe percorrere 185 km di percorrenza ad emissioni zero (nel generoso ciclo di omologazione cinese).
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Auto elettriche, Motus-E: lItalia può risparmiare fino a 41,5 milioni di barili di petrolio all'anno al 2035
La mobilità elettrica come strumento per risparmiare sul petrolio, oltre che per un maggiore rispetto dell'ambiente. il messaggio del nuovo Libro Bianco sulla mobilità elettrica di Motus-E, presentato a Roma in occasione della conferenza L'automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità, nato all'ombra della nuova crisi mediorientale. Messaggio destinato in primis ai decisori politici: tra gli invitati i ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin, e il consigliere sulle politiche energetiche e il Green Deal Philippe Lamberts per la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Due scenari, numeri incoraggianti Partendo dai numeri dell'attuale circolante elettrico e plug-in italiano 830.000 veicoli tra auto, furgoni e camion e dagli oltre 78.000 punti di ricarica a uso pubblico già installati nel Paese, Motus-E analizza e stima l'evoluzione della mobilità elettrica rilasciando una previsione: l'Italia può risparmiare fino a 41,5 milioni di barili di petrolio all'anno al 2035.Come? Due gli scenari presi in considerazione. In quello chiamato Conservativo, scrivono gli analisti di Motus-E, al 2035 il parco circolante italiano conterà 4,6 milioni di veicoli elettrici e 3,2 milioni di plug-in; in quello definito Accelerato diventeranno rispettivamente 6,8 milioni e 2,4 milioni di veicoli. Numeri variabili, naturalmente, in base sia all'andamento del mercato sia alle misure regolatorie dei governi. Risparmi fino a tre miliardi di euro sull'import di petrolio Contestualmente, l'infrastruttura di ricarica a uso pubblico sarà composta al 2035 da oltre 130.000 punti di ricarica nello scenario Conservativo e oltre 160.000 nello scenario Accelerato, a cui si aggiungono fra i 3,3 e i 3,5 milioni di punti privati. Il risultato di questa crescita della mobilità ambientalmente virtuosa, dicono a Motus-E, si rifletterà in una diminuzione delle importazioni di petrolio stimata tra i 34,6 e i 41,5 milioni di barili all'anno.Facendo due calcoli, pur valendo poco meno della metà del consumo globale di un giorno, a un prezzo di 90 dollari al barile (oggi però in caduta) si potrebbero risparmiare fino a circa 3 miliardi di euro. Un aumento della domanda "compatibile col sistema elettrico nazionale" Nel Libro Bianco si calcola che, in base sempre ai due scenari, l'incremento della domanda di elettricità per la ricarica dei veicoli si aggirerebbe tra i 15,2 e i 17,6 TWh, un livello considerato pienamente compatibile con il sistema elettrico nazionale, con riflessi positivi particolarmente rilevanti in termini di stimolo alla produzione di elettricità da fonti rinnovabili e alla riduzione della dipendenza dalle importazioni petrolifere.Il punto è politico. essenziale sottolinea Fabio Pressi, presidente di Motus-E che la flessibilità concessa da Bruxelles all'Italia per accelerare sulla transizione energetica, del valore di 14 miliardi di euro, sia sfruttata in modo realmente utile per i cittadini e per il Paese, ponendo la dovuta attenzione al ruolo della mobilità elettrica per perseguire il triplice obiettivo per il quale le risorse sono state stanziate: rafforzamento della sicurezza energetica, elettrificazione dei consumi e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Urso: "Servono neutralità tecnologica e scelte precise sul 'made in Europe'" Sul fronte istituzionale, Adolfo Urso rivendica l'impegno del governo verso il settore: "Abbiamo sbloccato investimenti industriali per l'automotive: oltre il 60% andranno a innovazione e sviluppo", ha detto il ministro delle Imprese e del made in Italy, intervenuto in videoconferenza. "I punti di ricarica per le auto elettriche sono quasi 80 mila", ha sottolineato il senatore di Fratelli d'Italia, "e abbiamo previsto incentivi dedicati e continuativi fino al 2030". Urso ha poi auspicato "la ripresa produttiva di Stellantis attraverso il piano Italia, dopo gli errori strategici della precedente gestione". E allargando lo sguardo sull'Europa, ha invocato apertura tecnologia e maggiore tutela della filiera continentale. "Abbiamo capito prima di altri che la crisi era europea", ha detto il ministro: "Il 2026 dovrà essere l'anno della svolta per il rilancio della produzione. Servono neutralità tecnologica e, con l'Industrial Accelerator Act, scelte precise sui criteri del Made in Europe, oggi eccessivamente allargati".
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Hyundai i20, ecco com'è la nuova crossover (da 17.000 euro) per il Brasile
Hyundai ha presentato la nuova i20 per il mercato brasiliano: una crossover compatta a due volumi, che si inserisce tra la hatchback HB20 e la piccola SUV Creta, prodotta nello stesso stabilimento di Piracicaba, a San Paolo. Disponibile in quattro allestimenti e con motori a benzina ed etanolo da 80 e 115 CV, ha un listino che parte da 99.990 real brasiliani, al cambio pari a circa 17 mila euro.Come conferma anche Hyundai Italia, la Hyundai i20 presentata oggi è un modello destinato per ora al solo mercato brasiliano: l'erede dell'attuale i20 arriverà in Europa solo alla fine del 2027. E sarà un'auto profondamente diversa da questa, tanto nell'estetica quanto nei powertrain. Un nuovo linguaggio stilistico Lunga 4.130 mm, larga 1.780 e alta 1.495, la Hyundai i20 ha un passo di 2.580 mm e un bagagliaio che mette a disposizione 346 litri con tutti i sedili in uso (1.152 abbassando gli schienali delle sedute posteriori). Questo modello inaugura, almeno sul mercato locale, il linguaggio stilistico Art of Steel ispirato alle linee nette delle opere realizzate in acciaio. Inedita la firma luminosa a forma di H allungata, che comprende i gruppi ottici anteriori e la striscia a LED che li collega. Lo stesso elemento, ma in colore rosso, è ripreso anche al posteriore. Originale il taglio della fiancata, con la linea dei finestrini che risale in maniera netta all'altezza del terzo montante, per intersecarsi con quella del tetto, dall'andamento pressoché piatto. La nuova i20 sarà disponibile nelle colorazioni Atlas White, Onix Black, Brisk Silver, Sand Silver, Sapphire Blue, Shadow Gray, Silk Gray e la nuova Lumina Gray. Interni minimal e moderni L'abitacolo è stato sviluppato con la filosofia "Dynamic Premium Tech", con l'idea di uno spazio dinamico, materiali ricercati e tecnologia solitamente riservata a modelli di segmento superiore. A dominare la plancia c'è il grande schermo che integra la strumentazione digitale e il display dell'infotainment (entrambi da 12,3"), numerosi tasti fisici sotto il display e nel mobiletto centrale, tra le originali bocchette a sviluppo verticale, presenti anche alle estremità della plancia. Pratici i "tasconi" davanti al passeggero e dietro il volante. Ricca dotazione di serie La nuova Hyundai i20 si presenta con una dotazione di serie di tutto rispetto, dalla connettività Bluelink di Hyundai (con Apple CarPlay e Android Auto) agli aggiornamenti over-the-air del software di bordo, specchietti ripiegabili elettricamente e ricarica a induzione per gli smartphone, freno di stazionamento elettronico, bocchette del clima per i passeggeri posteriori, avviamento senza chiave, sensori di parcheggio e telecamera posteriore. Tra gli aiuti alla guida sono disponibili - di serie o a richiesta, in base all'allestimento - il mantenimento della corsia di marcia, la frenata automatica d'emergenza (anche per pedoni e ciclisti) e il monitoraggio dell'angolo cieco. La serie speciale X Line In occasione del lancio della nuova Hyundai i20 sarà disponibile la serie limitata X Line con cerchi di lega da 17" in colore nero lucido, ripreso anche dalle calotte degli specchietti retrovisori, dai loghi dell'auto e dalla calandra anteriore. All'interno, una placca con il numero progressivo della produzione, tappetini in gomma e dettagli esclusivi per questa versione. Due motorizzazioni a benzina ed etanolo Per la nuova Hyundai i20 arriveranno i motori 1.0 a tre cilindri della serie Kappa, aspirati e turbo a iniezione diretta, con potenze rispettivamente di 80 (75 a etanolo) e 115 CV, coppia di 100 e 172 Nm. Due gli allestimenti per la versione aspirata, Comfort e Limited, mentre la turbo è disponibile nelle varianti Limited, X Line, Platinum e Ultimate. Il listino parte da 99.990 real (circa 17.000 euro) per la i20 1.0 MPI Comfort e arriva ai 139.990 real (poco più di 23.500 euro) per la i20 1.0 TGDI Ultimate.
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Luxeed RX: 594 CV, 251 km/h e uno stile che ha scatenato la polemica con Ferrari
Il nuovo modello della joint venture tra Huawei e Chery è la crossover sportiva Luxeed RX, come emerge dalle informazioni pubblicate sul sito del ministero cinese dei trasporti (Miit). Un modello che ha scatenato un vespaio di polemiche per il suo design. Stile poco originale La Luxeed RX si presenta con linee che ricordano in maniera abbastanza esplicita la Ferrari Purosangue, e questo di per sé non sarebbe né una novità né questione di cui scandalizzarsi: molte auto cinesi si "ispirano" a importanti modelli occidentali, tra cui la prima crossover di Maranello (per esempio, la Xiaomi YU7). La RX riprende molti degli elementi caratterizzanti della Purosangue, dalla forma del muso ai passaruota bombati, dai volumi della fiancata al diffusore posteriore. Chi l'ha disegnata? La polemica è nata quando il direttore generale di Luxeed, Zhao Changjiang, ha dichiarato che il brand ha assunto tra le sue fila un "ex responsabile del design di Ferrari", insieme a ingegneri di BMW e Aston Martin per la messa a punto del telaio. Alla provocazione ha immediatamente risposto Ingrid Sun, responsabile delle pubbliche relazioni di Maranello per la Cina, chiedendo a Changjiang di fare il nome di questo presunto ex capo designer della Ferrari. Qualche giorno dopo, il post di Sun è stato cancellato. Una SUV da oltre 250 km/h Al di là delle controversie legate al suo design, o a chi l'abbia effettivamente firmato, la Luxeed RX è una crossover elettrica che dovrebbe debuttare sul mercato cinese il prossimo autunno. L'auto è lunga 5.020 mm, larga 2.007, alta 1.600 e ha un passo di tre metri esatti. Due i powertrain previsti: single motor da 277 kW (377 CV) e dual motor da 437 kW (594 CV), con trazione integrale e velocità massima di 251 km/h. La batteria, la cui capacità non è stata comunicata, è del tipo Ncm, prodotta dalla Catl. La Luxeed RX monta cerchi da 20 a 22" e un Lidar (opzionale) per i sistemi di assistenza alla guida più evoluti.
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Milano Monza Motor Show 2026: il programma completo dal 26 al 28 giugno all'Autodromo
Si scaldano i motori in vista dell'edizione 2026 del MIMO Milano Monza Motor Show, che torna dal 26 al 28 giugno prossimi all'Autodromo Nazionale di Monza, in un evento aperto al pubblico, gratuito, dedicato alla passione per le automobili. Una tre giorni in cui ci saranno attività dinamiche, test drive, parate di supercar ed esposizioni dei marchi più importanti e amati, tra cui Ferrari, Lamborghini, Porsche, Aston Martin, McLaren, Lotus e Dallara. Il programma dell'evento Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 20, il MIMO 2026 aprirà il 26 giugno con la parata inaugurale sul circuito di Formula 1. In calendario gli spettacoli di drift organizzati da CID (Campionato Italiano Drifting) sul rettilineo del tracciato, la Supercar Parade con protagoniste le supercar e le hypercar, i trackday per le auto da corsa GT, le competizioni ufficiali GT3isti Challenge e Speed Cup, rispettivamente con le Porsche impegnate nel GTC e con le Lotus Elise ed Exige. Non mancheranno sfide tra le Lamborghini Huracan ST e le Ferrari 296 Challenge, ma anche con le Porsche Taycan Turbo GT racing impegnate nel Taycan Rush. Tutti i protagonisti Tante le Case automobilistiche e le aziende impegnate nei tre giorni dell'evento con i loro modelli in esposizione e da provare:BMW porterà il primo esemplare della Skytop, la concept a cielo aperto di cui verranno prodotti solo 50 esemplariChangan porta i modelli Deepal S05 BEV, Deepal S07 BEV e la Deepal S05 Ultra HybridIl gruppo Chery porterà le Chery Tiggo 8, Chery Tiggo 9, Icaur V27, Lepas L8 e Lepas L6, e aprirà sessioni di test drive di Omoda 5, 7 e 9, Jaecoo 5, 7 e 8Mercedes-Benz porterà diversi modelli da provare, tra cui GLC EQ 400, GLB EQ 250+, CLA EQ 250+ e Classe A 180dTesla porterà Model 3 e Model Y da provare, con Cybertruck e il robot umanoide Optimus in esposizione Ares sarà presente all'Autodromo con la supercar S1 in livrea rossa, una moto Bullet, accanto alle Ares Defender, Wami e PantherBRS, preparatore specializzato in supercar, porterà modelli unici di Lamborghini Revuelto, McLaren 720S, Ferrari SF90 XX e Porsche 992 GT3 RSNei paddock sarà esposta la hypercar Giamaro Krafla, con un V12 quadriturbo da 7.0 litri e 2.157 CVRecaro Automotive sarà presente con i suoi sedili per motorsport, automotive e gaming, con la presentazione del primo simulatore racing RecaroSGT Automobili presenterà invece il tributo all'Alfa Romeo 155 2.5 V6 TI con un restomod basato sulla piattaforma Giorgio
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La Lancia Gamma senza veli: sorpresa sulle strade italiane la Suv made in Melfi
A pochi giorni dalle foto ufficiali, un prototipo della Lancia Gammapraticamente senza veli è stato fotografato in Italia. La SUV di segmento D ha un ruolo chiave nel rilancio del marchio, affiancando la Ypsilon in un percorso di rinnovamento totale. Le armi a sua disposizione sono moltissime: lo stile unico nel suo genere e la tecnologia di ultima generazione del gruppo Stellantis. In pubblico senza veli Dalle foto ufficiali il passo è breve: la Gamma appare su strada con qualche particolare mancante, come lo sportello del serbatoio, ma già pronta per il debutto che avverrà al Salone di Parigi. Gli elementi di design degni di nota sono tanti, e differenziano il modello italiano dalle concorrenti: il frontale riprende quello della Ypsilon, mentre la fiancata slanciata termina con un montante molto inclinato e con un doppio alettone molto pronunciato. I Led posteriori orizzontali e il paraurti sagomato conferiscono un certo dinamismo al posteriore. Anche il disegno dei cerchi in lega svolge un ruolo importante nella definizione del carattere di questa Suv, che verrà prodotta nello stabilimento di Melfi. Tanto nero lucido I dettagli nero lucido che contrastano con la carrozzeria blu sono determinanti, così come accaduto sulla sorella minore Ypsilon: si tratta infatti di elementi stilistici chiave per "alleggerire" il montante posteriore, dove spicca il logo Lancia. Tuttavia, tratti in nero lucido si ritrovano anche nel frontale e sulla fiancata, in corrispondenza dei passaruota e delle protezioni delle portiere. Ibrida o elettrica Gli interni, già svelati in una prima immagine, non sono visibili in queste immagini, inoltre non sappiamo quale sia la motorizzazione di questo esemplare: per la Gamma è già stata annunciata una gamma che include ibrido ed elettrico, ma in futuro vedremo anche una sportiva HF a batteria, mossa da due motori e con una potenza di 375 CV. Sulla versione elettrica più efficiente, la piattaforma STLA Medium permette di toccare i 740 km di autonomia.
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Iran e USA firmano la pace: Hormuz riaperto, il petrolio scende e cala il prezzo di benzina e diesel
Nuovi sviluppi nella crisi in Medio Oriente. L'Iran e gli Stati Uniti hanno infatti firmato, tramite un meccanismo di sottoscrizione digitale, l'accordo di pace per chiudere il conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio. Tuttavia, la firma, che sarà celebrata venerdì prossimo in una cerimonia a Ginevra, è solo il primo passo di un complesso processo negoziale che dovrà risolvere non pochi nodi sui quali l'incertezza è ancora massima. Uno riguarda lo Stretto di Hormuz. Teheran ha già tolto il blocco, riaprendo completamente il canale, ma il transito gratuito durerà solo per i 60 giorni dei negoziati (comunque prorogabili in caso di progressi concreti al tavolo delle trattative), dopo di che scatterà un sistema di pedaggi. Intanto, la riapertura del canale e i segnali di distensione hanno già prodotto i primi benefici sui mercati petroliferi, con un calo degli indici di riferimento per il greggio di oltre il 5%. Tuttavia, il ritmo della discesa è rallentato rispetto a ieri e i ribassi sono di poco superiori al 2%: il Brent tratta intorno agli 81 dollari e il Wti ai 79. Non è da escludere che sugli scambi stiano influendo i timori su una progressiva e forte ripresa della domanda asiatica e sui bassi livelli delle scorte a livello globale, in particolare per alcune tipologie di combustibili come il cherosene per gli aerei. In tale quadro, i prezzi medi dei carburanti alla pompa in Italia, grazie ai ribassi dei prodotti raffinati nell'area del Mediterraneo (tornati ai livelli di marzo grazie proprio alla firma dell'accordo), continuano a scendere anche oggi 16 giugno. In particolare, come segnala Staffetta Quotidiana, la benzina self service lungo la rete stradale nazionale è a 1,881 euro al litro (-9 millesimi rispetto a ieri) e il gasolio a 1,985 euro (-11). Sulla rete autostradale la verde al fai-da-te è a 1,973 euro (-21) e il diesel a 2,069 euro. Le rilevazioni di Staffetta La testata specializzata mette in luce anche la decisione di Eni di ridurre di altri 2 centesimi i prezzi consigliati di benzina e diesel. IP ha optato per un ribasso di un centesimo su entrambi i carburanti, mentre Tamoil ha tagliato di 3 centesimi la verde e di 2 il gasolio. Q8 si è limitata ad abbassare di un centesimo il diesel. Quanto ai prezzi praticati, le medie elaborate da Staffetta sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, vedono la benzina self service a 1,892 euro/litro (compagnie 1,891; pompe bianche 1,895) e il diesel a 1,999 euro (2,002; 1,993). Al servito, verde a 2,031 euro (2,067; 1,965), gasolio a 2,139 euro/litro (2,180; 2,062), Gpl a 0,788 euro (0,794; 0,780), metano a 1,563 euro/kg (1,562; 1,564), Gnl a 1,463 euro/kg (1,466 euro/kg; 1,461 euro/kg).Lo spaccato di marchi mostra Eni a 1,881 euro sulla benzina self (2,092 al servito) e 2,001 sul gasolio (2,215); IP a 1,902 (2,071) e 2,008 (2,177); Q8 a 1,885 (2,062) e 1,993 (2,169); Tamoil a 1,889 (1,970) e 1,991 (2,077). Le ipotesi sulle accise I prezzi comprendono ovviamente l'ultimo provvedimento di riduzione delle accise. Sul taglio delle imposte è tornato a parlare il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che non ha escluso la possibilità di non prorogare l'attuale misura alla scadenza. "Sulle accise siamo intervenuti perchè c'era una condizione di emergenza. Per il 3 luglio valuteremo se è venuta meno questa condizione", ha affermato il ministro durante un evento sul nucleare a Torino. Pichetto ha sottolineato anche che "il venir meno dell'emergenza deve far venire meno l'intervento: già ieri i prezzi sono scesi sotto i due euro"."Sulla riapertura dello Stretto di Hormuz dovremo valutare nel merito quelle che sono le condizioni dell'accordo. Pertanto, la prospettiva è quella di rimettere in condizione il Golfo Persico di esportare petrolio, prodotti petroliferi e gas. Questo significa riaumentare di quel 20 per cento che era venuto meno, con la chiusura dello Stretto e con la guerra, e pertanto far calare quella che è la pressione sui prezzi a livello mondiale. Poi però dobbiamo fare due conti sui tempi. Non sappiamo qual è lo stato delle infrastrutture nel Golfo Persico a causa dei bombardamenti. Si tratta di capire quanto tempo impiegheranno a riparare i danni per poter ristabilire un equilibrio", ha aggiunto il ministro non senza ricordare la necessità per il governo di far quadrare i conti anche sul fronte del bilancio pubblico visto quanto è finora costato il taglio delle accise.
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Prezzi dell'asfalto alle stelle, l'allarme della Siteb: la sicurezza stradale è sotto scacco
Sicurezza stradale a rischio quest'estate nelle nostre città, per i prezzi dell'asfalto che volano alle stelle: a lanciare il nuovo allarme è la Siteb, l'Associazione strade italiane. Nei primi quattro mesi del 2026, le tensioni internazionali legate al conflitto in Iran hanno infatti generato aumenti fino all'80% dei costi dell'energia e del gas metano, indispensabili per la produzione del conglomerato bituminoso. L'effetto domino si manifesta sul prezzo di una tonnellata di bitume, schizzata insù del 60%, da 420 euro a 680 euro. Il rischio è che, nelle prossime settimane, i Comuni non riescano a sostenere economicamente gli interventi programmati già da anni. Per giunta, molti lavori - finanziati dal PNRR - si concentreranno nello stesso periodo, facendo impennare la domanda di materiali, e quindi i prezzi. Sistema inadeguato La Siteb denuncia come l'attuale meccanismo di revisione prezzi per il bitume risulti inadeguato: con questi criteri, si registrano scostamenti del 10%, a fronte di rincari reali quattro volte superiori. Molte imprese si trovano oggi a eseguire vecchi appalti, assegnati mesi fa, quando i costi erano notevolmente inferiori. Neppure il riutilizzo del fresato d'asfalto come sottoprodotto - previsto dal recente decreto Infrastrutture - è una soluzione: quel materiale non può sostituire integralmente le nuove materie prime necessarie alla produzione del conglomerato bituminoso, spiega l'Associazione. Che rinnova l'appello a governo e stazioni appaltanti affinché vengano introdotte misure di compensazione dei rincari.
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Peugeot, nel 2027 arriverà una serie speciale dedicata alla 24 Ore di Le Mans
Peugeot ha raggiunto il traguardo dei 100 anni a Le Mans. Risale infatti al 1926 la prima partecipazione della Casa francese alla 24 Ore, dove è tornata quest'anno con la 9X8. Per celebrare questa occasione è stata annunciata la serie limitata Peugeot 24 Ore di Le Mans dedicata ai modelli 208, 308, 408, 3008 e 5008. La scopriremo l'anno prossimo Le specifiche di allestimenti e motorizzazioni saranno rese note in concomitanza con il lancio commerciale, previsto per i prossimi mesi: i modelli saranno infatti effettivamente disponibili nel 2027 a ridosso della prossima edizione della 24 Ore. Per il momento sappiamo solo che l'allestimento Le Mans sarà basato sulle varianti GT e che i colori dominanti saranno il nero lucido e il blu della gara.
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Audi A6 Allroad, muscoli e 367 CV ibridi per la wagon rialzata che non si arrende alle Suv
In un mercato ormai dominato da modelli a ruote alte finiamo spesso per dimenticarci delle station wagon. Avant se parliamo di Audi, ma anche Touring, Variant: le denominazioni sono tante. Negli anni ci sono anche stati tentativi di unire il meglio dei due mondi (persino in Italia, come dimostra l'Alfa Romeo 156 Crosswagon), ossia la versatilità e l'efficienza di una station wagon e la guida rialzata di una Suv. Oggi le "familiari" sono sempre più rare, con le quote di mercato rosicchiate dalle Suv di ogni segmento. Una specie a rischio di estinzione, in cui qualche esemplare sopravvive ancora. Come la Audi A6 Allroad, giunta alla sua quinta iterazione: si è fatta attendere, ma è tornata più forte di prima. Ed è sufficiente un rapido colpo d'occhio per capire che a Ingolstadt non si sono limitati al classico trattamento riservato alle Avant più avventurose. Presenza imponente Per la prima volta dal debutto di questa versione, avvenuto nel 1999, la Audi Allroad sfoggia carreggiate allargate specifiche (+7,4 cm all'anteriore e +7 cm al posteriore), che le danno un'impronta molto più muscolosa rispetto al passato. Nel complesso, la nuova serie aumenta in lunghezza (5,02 metri totali) e guadagna 11,1 cm in larghezza rispetto alla A6 Avant normale. Pronta a tutto L'impostazione tecnica resta fedele alla tradizione Allroad: l'altezza da terra aumenta di 37 mm rispetto alla sorella stradale, le sospensioni pneumatiche adattive sono di serie e permettono un'escursione fino a 55 mm. In modalità Dynamic l'assetto si abbassa di 20 mm per privilegiare efficienza e precisione di guida, mentre nelle configurazioni Offroad e Offroad+ l'altezza da terra cresce sensibilmente, fino ad arrivare a +35 mm in modalità Lift, per affrontare fondi sconnessi e strade non asfaltate. La modalità Offroad+ interviene anche su differenziale, cambio e controllo di trazione, per esempio ritardando il cambio marcia o lasciando slittare le ruote più a lungo. Per la prima volta sulla Allroad sarà disponibile anche l'asse posteriore sterzante. Il diesel resta protagonista Il motore destinato a rappresentare il cuore della gamma sarà con ogni probabilità il V6 3.0 TDI Mhev+ da 299 CV e 580 Nm, con sovralimentazione a doppio stadio. Un propulsore che abbiamo già avuto modo di approfondire qualche settimana fa sulla Avant normale. La soluzione della sovralimentazione a doppio stadio permette di ridurre quasi del tutto il turbo lag, grazie alla presenza di un compressore elettrico nel primo stadio. Sarà affiancato, come da tradizione, dalla trazione integrale quattro nella declinazione Ultra: non un'integrale permanente, ma un sistema capace di ripartire la coppia al posteriore in maniera intelligente, e solamente quando necessario. Arriva la prima plug-in La vera novità della quinta generazione è però rappresentata dalla versione e-hybrid: la Allroad potrà essere ordinata con una motorizzazione plug-in, con un sistema che abbina il quattro cilindri 2.0 TFSI a ciclo Miller da 252 CV a un motore elettrico da 143 CV, per una potenza combinata di 367 CV e 500 Nm. L'abitacolo riprende l'impostazione della nuova A6 Avant: quadro strumenti da 11,9 pollici e display centrale da 14,5 pollici, ai quali può aggiungersi lo schermo dedicato al passeggero. Prezzi e arrivo nelle concessionarie La Allroad arriverà nelle concessionarie italiane nell'ultimo trimestre del 2026. Tre gli allestimenti previsti: Business, Business Advanced e S line. Listino: si parte da 82.350 euro per il V6 TDI Mhev da 299 CV e da 88.650 euro per la plug-in da 367 CV.
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Accordo Iran-Usa, il prezzo di benzina e gasolio scenderà? Ecco perché non si tornerà indietro
Iran e Stati Uniti hanno annunciato un accordo di pace per chiudere il conflitto che sta interessando il Medio Oriente dal 28 febbraio scorso. Le conseguenze sul mercato petrolifero internazionale sono state immediate: Brent e Wti sono lontani dai picchi raggiunti al culmine della tensione, trattando tra 79 e 81 dollari al barile. A prima vista, sembra una situazione favorevole per l'andamento futuro dei prezzi dei carburanti. Tuttavia, non è ancora il caso di festeggiare, perché l'accordo ha sì consentito di superare la peggior crisi petrolifera della storia, ma non risolve numerosi elementi di incertezza nei rapporti di diplomatici tra Teheran, Washington e i Paesi della regione mediorientale.Abbiamo quindi chiesto a Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia e tra le voci italiane più autorevoli in campo energetico, di delineare un quadro della situazione e, soprattutto, di fornirci delle proiezioni su petrolio, benzina e diesel. Professore, la prima domanda è scontata: cosa ne pensa dell'intesa tra Iran e Usa?La valuto in modo positivo perché consente di superare una delle crisi più difficili. Una crisi di cui avevamo il terrore perché non avevamo mai sperimentato una chiusura dello Stretto di Hormuz per oltre 100 giorni. Ciononostante, i prezzi del petrolio sono sì aumentati, ma non sono esplosi. Tuttavia, rimane un problema: l'Iran ha rafforzato il suo regime e il suo ruolo di potenza in contrapposizione con i Paesi arabi filo-occidentali. Adesso Teheran ha più potere sullo Stretto. Pertanto, nel complesso la situazione è migliore perché abbiamo scongiurato una guerra prolungata e i prezzi scenderanno, ma solo di poco: le tensioni non sono finite. Ci spiega meglio? C'è stato il tentativo di Trump di risolvere una volta per tutte la questione iraniana scoppiata ben 47 anni fa con la rivoluzione del '79, che ha aperto una grande frattura con gli Stati Uniti. Tuttavia, la questione è tutt'altro che risolta. L'instabilità del Medio Oriente è destinata a durare. Vero è che la politica conta meno rispetto al passato, ma noi dobbiamo fare il conto con due aspetti. Il primo è che il futuro del petrolio è tutt'altro che finito: la mobilità del mondo è destinata a crescere e questa mobilità si affida oggi per il 97% sui derivati del petrolio. Il secondo è che non ci sono molte alternative al greggio nonostante i proclami e le grandi ambizioni della politica. Tornando alla questione dello Stretto di Hormuz, Le chiedo delle previsioni: qualcuno si spinge a parlare di un ritorno alla normalità nel giro di 2 o 3 mesi. Forse esagero un po', ma di normale nell'attuale situazione c'è ben poco. Non torneremo più al passato, è cambiata la storia. L'Iran è più influente sul passaggio dello stretto. Prima del 28 febbraio Teheran ha tentato diverse volte di influenzare il transito del petrolio, ma ha capito che era impossibile. Oggi ha, invece, compreso come ottenere un maggior controllo. La situazione è del tutto cambiata rispetto al passato. Mi pare che questa sia una delle grandi sconfitte di Trump.Sì, è una sconfitta, ancor di più alla luce delle sue grandi ambizioni. Voleva liberare l'Iran e rovesciare il regime degli ayatollah: non ci è riuscito. Pertanto, siamo sempre punto e a capo. Anzi, il regime ne esce rafforzato. Questa è una vittoria dell'Iran. In ogni caso, il mercato petrolifero ha saputo reagire alla crisi: in fine dei conti il prezzo del petrolio non è esploso grazie all'ampia disponibilità di greggio sul mercato o alla diversificazione delle forniture. In altre parole, si è riscontrato un riequilibrio della domanda e dell'offerta. Esatto. Il mercato ha sofferto, ma non in maniera drammatica. Ci sono varie ragioni, tra cui l'abbondanza di scorte. Questo è un tema importante, perché le scorte sono scese troppo e ora bisogna ricostruirle. Non è un problema di poco conto per i prossimi mesi. Inoltre, la Cina ha rallentato di molto gli acquisti, ma quanto durerà questo rallentamento? Non ancora per molto: prima o poi gli acquisti cinesi riprenderanno. E poi le scorte di cherosene per le vacanze della prossima estate sono bassissime e andranno ricostituite. Non escludo che chi ha prenotato i biglietti per andare in giro per il mondo debba cancellare il viaggio e rimanere a casa. Dunque, la ricostituzione delle scorte e il ruolo di grandi Paesi consumatori come la Cina avranno un peso su petrolio e carburanti nei prossimi mesi. Avete delle proiezioni sull'andamento dei prezzi?Fino a ottobre rimarremo comunque tra gli 80 e i 90 dollari al barile perché ci saranno delle tensioni sul mercato petrolifero internazionale. Quanto al gasolio e alla benzina, dopo l'aggiustamento delle accise, ritorneranno intorno a 1,90-1,95 euro al litro. Non ci sarà una caduta.
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