Orologi - TAG Heuer Connected Calibre E5: lo smartwatch ufficiale della Formula 1 2026
L'avvio della stagione 2026 di Formula 1 inaugurata lo scorso weekend con il primo appuntamento del mondiale ha portato con sé anche una novità tecnologica per il polso degli appassionati. TAG Heuer ha infatti presentato il nuovo Connected Calibre E5 Formula 1, edizione speciale del suo smartwatch pensata per seguire il Circus gara dopo gara, trasformando il calendario iridato in un'esperienza digitale.Come sappiamo, il legame tra la Maison svizzera e il motorsport affonda le radici nella storia stessa del marchio. Nel corso dei decenni i cronometri TAG Heuer hanno accompagnato alcune delle epoche più iconiche delle corse, dalle collaborazioni con team come Ferrari e McLaren fino alla partnership oggi in essere con Red Bull. Sul piano sportivo, il marchio è stato associato a campioni leggendari, da Ayrton Senna fino a protagonisti attuali come Max Verstappen.Oggi questo patrimonio si traduce anche in un ruolo nuovamente centrale nel campionato: TAG Heuer è tornata infatti Official Timekeeper della Formula 1, incarico già ricoperto tra il 1992 e il 2003. L'edizione speciale del Connected Calibre E5 nasce proprio per celebrare questa rinnovata presenza e per portare sul polso degli utenti l'atmosfera del weekend di gara. Caratteristiche tecniche e design racingLa cassa da 45 mm è realizzata in titanio grado 2 sabbiato e spazzolato con rivestimento DLC nero e accenti rossi che richiamano il mondo delle corse. Il cuore dell'esperienza è rappresentato da una serie di interfacce digitali dedicate: tra queste spicca il quadrante Race Track, che riproduce il tracciato dei 24 Gran Premi della stagione. Il display si aggiorna automaticamente a ogni gara, mostrando la sagoma del circuito insieme al nome del GP e alla bandiera del Paese ospitante. Un piccolo punto animato percorre la pista per indicare lo scorrere dei secondi, trasformando il quadrante in una mini pista in movimento.Accanto a questo, gli altri quadranti digitali sono stati ridisegnati riprendendo lo stile della nuova serie TAG Heuer Formula 1, creando un legame estetico diretto tra la collezione di orologi tradizionali del marchio e la sua interpretazione connessa. App Formula 1 e monitoraggio in tempo realeLo smartwatch integra inoltre la nuova app Formula 1, pensata per offrire una linea diretta con il campionato. Attraverso il menu dell'orologio è possibile consultare il calendario della stagione, gli orari delle sessioni, i risultati in tempo reale e le classifiche di piloti e costruttori, oltre a informazioni sui team e sui protagonisti del mondiale fornite direttamente dalla FIA.Sul piano tecnico, il Connected Calibre E5 mantiene l'architettura della generazione più recente dello smartwatch TAG Heuer: sistema operativo proprietario, notifiche intelligenti, funzioni di monitoraggio della salute attività fisica, sonno e frequenza cardiaca e localizzazione GNSS dual-band per le attività outdoor.Completano il quadro due cinturini intercambiabili: uno in pelle nera con motivo carbonio e cuciture rosse, l'altro in tessuto elastico con chiusura a strappo, più adatto alle attività sportive e al monitoraggio notturno. Anche la confezione strizza l'occhio al paddock, con superfici nere opache e motivi a scacchi che richiamano la bandiera del traguardo.Il risultato è un oggetto che prova a unire orologeria e tecnologia digitale con un filo diretto verso il campionato. Un modo, per i tifosi, di seguire ogni curva della stagione di Formula 1 non soltanto davanti alla televisione, ma anche direttamente al polso.
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PNRR - Enel completa 3.730 punti di ricarica veloce in Italia: ora punta a quota 4.930
Enel ha completato l'installazione di 3.730 punti pubblici di ricarica veloce previsti dal primo bando PNRR, consolidando la propria leadership nella mobilità elettrica in Italia. Con potenza fino a 90 kW, le nuove stazioni sono dislocate in cinque regioni (Campania, Lazio, Lombardia, Puglia e Sicilia) e 21 province. Seconda tranche futuraE sono in arrivo ulteriori 1.200 connettori (per un totale di 4.930) grazie ad altre due gare del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il programma di investimenti del nostro Paese per gestire i fondi del Next Generation EU (strumento introdotto dall'Unione Europea per rilanciare l'economia in era post Covid). In questo modo, Enel raggiungerà il 50% delle assegnazioni a oggi aggiudicate nei tre bandi PNRR per le infrastrutture di ricarica in contesto urbano. Il pieno facile anche con carte di debito e di creditoPer accedere al servizio delle 2.465 colonnine, ognuna con due punti di ricarica, sono disponibili l'app e la card Enel On Your Way, oltre a quelle degli oltre 160 Mobility Service Providers nazionali ed esteri interoperabili. inoltre possibile pagare direttamente alla stazione con carte di debito e di credito, tramite POS, così da rendere il rifornimento di elettroni un'esperienza più semplice.
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Patente - In Italia si può guidare unauto a 17 anni, ma quasi nessuno lo fa: ecco perché
Uno dei miti sulla sicurezza stradale in Italia riguarda l'età: spesso si pensa erroneamente che, per guidare l'auto, sia necessario avere almeno 18 anni. In realtà, grazie alla Guida Accompagnata, ci si può mettere al volante già a 17 anni. Occorre tuttavia rispettare determinati requisiti e seguire alcuni corsi. Andiamo a scoprire i vantaggi di questa formula e i costi che i genitori dovranno sobbarcarsi. Cos'è la Guida Accompagnata e chi può guidare a 17 anniLa Guida Accompagnata autorizza i 17enni a guidare un'auto, solo in Italia (articolo 115 del Codice della strada): il minore farà esperienza con un esperto accanto fino al compimento dei 18 anni. Per ottenere il via libera, il minorenne deve avere la patente A1 per motocicli leggeri o la patente B1 per quadricicli non leggeri, e frequentare un corso di 10 ore. Ha diritto a tre accompagnatori, da segnalare alla Motorizzazione, in possesso di patente B o superiore da almeno 10 anni e con un'età massima di 60 anni. Dalla Guida Accompagnata alla patente B: cosa succede a 18 anniUna volta raggiunta la maggiore età, il giovane sarà davanti a un bivio. Entro 6 mesi, può iscriversi in autoscuola e superare solo l'esame pratico per conseguire la patente B: nessun obbligo di affrontare il test a quiz teorico né di fare le ore di guida certificate.In alternativa, passati i 6 mesi dal compimento dei 18 anni, può iscriversi in un'autoscuola: saranno necessarie le ore di guida certificate e, quindi, l'esame pratico. Quanto costa la Guida Accompagnata in autoscuolaLa formula, che riscuote scarso successo in Italia, prevede il pagamento in autoscuola. In un regime libero, ogni scuola guida può fissare una propria tariffa, che in genere è fra 400 e 900 euro, ma la cifra può variare sensibilmente. Le voci di spesa principali includono il corso pratico obbligatorio, l'iscrizione, la presentazione della domanda alla Motorizzazione e il rilascio dell'autorizzazione per il minore e per i tre accompagnatori designati. A queste si aggiungono il certificato anamnestico del medico di base e la visita medica legale (con relativa marca da bollo). Tutti i vantaggi della Guida AccompagnataChi completa il percorso di Guida Accompagnata ottiene la patente B superando solo l'esame pratico (se lo affronta entro 6 mesi dalla maggiore età), perché sono riconosciute le ore di teoria e le guide certificate già effettuate.Inoltre, a 17 anni, il giovane fa esperienza preziosa per un anno, monitorato costantemente da un esperto: un modo per interiorizzare i meccanismi di guida e la percezione del pericolo in un ambiente controllato. Perché la Guida Accompagnata non ha avuto successo?Introdotta nel 2012, la formula non ha avuto successo per vari motivi. Al di là dei costi, pesa il fatto che chi consegue la patente B a 18 anni deve comunque rispettare i tre anni di limiti di potenza.Tant'è vero che Confarca ha proposto una modifica alla normativa "per far scendere da tre a due anni il vincolo per le auto potenti ai maggiorenni che hanno usato la Guida Accompagnata: una seconda miglioria", spiega il presidente Paolo Colangelo, "sarebbe di natura assicurativa, con sconti sulla RCA per chi ha già guidato a 17 anni. Patente auto a 17 anni in Europa: cosa cambierà nei prossimi anniSe in Italia abbiamo la Guida Accompagnata, l'Unione Europea fa un passo in più. In futuro (presumibilmente entro fine 2029), la patente B sarà conseguibile a 17 anni, superando l'esame di teoria e quello pratico: chi si mette al volante dovrà essere accompagnato da chi abbia la patente da oltre 5 anni e un'età minima di 24 anni. Appena la patente UE per 17enni sarà operativa, scomparirà la Guida Accompagnata italiana.
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Nuova gamma - Cirelli 3punto3, 5punto5 e 7punto7: la Linea Silver debutta con due SUV e una berlina
Continua l'espansione della Cirelli Motor Company: dopo la presentazione della linea Gold, lo scorso novembre, l'importatore italiano (che assembla gli autoveicoli provenienti dalla Cina nelle sue sedi di Bergamo, Verona e Alessandria) lancerà il prossimo aprile anche la nuova Linea Silver, che sarà inizialmente costituita da tre modelli: le SUV 3punto3 e 5punto5 e la berlina di segmento D 7punto7. Tre linee di modelliLa linea Silver, caratterizzata dallo scudetto in color argento, si affianca a quelle già disponibili a listino, ossia Black e Gold, con l'obiettivo di "rafforzare la proposta complessiva attraverso contenuti mirati su stile, tecnologie e innovazione, aumentando la riconoscibilità dei prodotti e la chiarezza dell'offerta per il cliente finale", spiega la CMC in una nota stampa. La linea Black, con lo Scudetto nero, è composta da otto veicoli, disponibili anche nelle versioni Cross con assetto rialzato e protezioni per il fuoristrada leggero. Su alcuni modelli di questa linea (1, 3 e 6) è possibile la conversione per il biometano, in alternativa a quella a Gpl.La linea Gold, che si distingue per lo scudetto dorato, prevede tre modelli: le SUV 3zero3 e 5zero5, oltre alla grande berlina 7zero7. Questi ultimi sono offerti anche con powertrain Range Extender (REEV). I modelli della linea SilverIn attesa di vederli da vicino e scoprirli il prossimo aprile, i tre modelli della linea Silver saranno:Cirelli 3punto3: una SUV compatta con motore benzina 1.5 Turbo da 160 CV (118 kW) e 258 Nm, cambio automatico e trazione anteriore, disponibile anche con powertrain mild hybrid.Cirelli 5punto5: SUV dal carattere più sportivo con motorizzazioni turbo fino a 260 CV (182 kW) e 340 Nm, cambio automatico e trazione anteriore. Anche in questo caso è prevista una variante mild hybrid.Cirelli 7punto7: berlina di segmento D con motore ibrido 2.0 turbo da 218 CV (160 kW) e 340 Nm, con cambio automatico e trazione anteriore. Le prossime tappeNel corso del 2026 la Cirelli Motor Company proseguirà nell'ampliamento della propria struttura, oltre che di quello dell'offerta commerciale: sono previste nuove aperture di showroom e concessionari in diverse città italiane, l'aumento delle officine autorizzate e campagne di test drive per i nuovi clienti. In parallelo verrà migliorato il servizio di logistica sul territorio, con l'obiettivo di "contenere i tempi di fermo e valorizzare l'esperienza post-vendita".
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Mezzi fantasma - Auto con fermo amministrativo: chi decide la demolizione? Il nodo del Comune dopo la nuova legge
La telenovela burocratica della radiazione per demolizione delle auto con fermo amministrativo promette di essere lunghissima: una delle prossime puntate riguarda il Comune competente. Per spiegare meglio di che parliamo, iniziamo dalla novità di legge, per poi arrivare al dunque. La nuova legge sulla radiazione delle auto con fermo amministrativoLa legge 14 del 26 gennaio 2026, in vigore dal 20 febbraio, riguarda il destino delle auto fantasma e dei mezzi abbandonati. La chiave della nuova norma è che, ai fini della radiazione per demolizione di un veicolo fuori uso, non può essere opposta l'iscrizione del fermo amministrativo.L'attestazione di inutilizzabilità: cosa è certoAffinché scatti la radiazione per demolizione dei mezzi sui quali risulta iscritto un fermo amministrativo, serve l'attestazione di inutilizzabilità. altrettanto sicuro che questo documento va allegato al fascicolo della richiesta di cancellazione per demolizione del veicolo dal PRA (Pubblico registro automobilistico) e dall'ANV (Archivio nazionale veicoli). Il problema del Comune competenteEd eccoci al cuore della questione. I Comuni competenti al rilascio dell'attestazione di inutilizzabilità stabiliscono le modalità organizzative del servizio a domanda individuale, sottoposto a tariffe (il cittadino deve pagare). previsto un sopralluogo delle autorità competenti per accertare lo stato di inutilizzabilità del mezzo. Ma qual è il Comune competente?Due ipotesi in attesa delle istruzioni ministerialiLa legge non dice nulla: si attendono le istruzioni del ministero delle Infrastrutture.La prima ipotesi è che sia competente al rilascio dell'attestazione di inutilizzabilità il Comune di residenza del proprietario dell'auto, in base a un criterio soggettivo: si collega la vettura al suo titolare.La seconda ipotesi è che sia competente il Comune nel cui territorio si trova l'auto. Questa soluzione è in linea con la necessità del sopralluogo delle autorità sul posto, per accertare che in quel determinato luogo si trovi la vettura. Cosa può fare oggi il cittadinoIn attesa di istruzioni ufficiali a livello nazionale, chi desidera far demolire un'auto con fermo amministrativo per radiazione deve chiedere informazioni, per iniziare, al Comune di residenza, che potrebbe indirizzare al Comune in cui si trova la vettura. Sarà l'amministrazione competente a stabilire le procedure e il costo dell'operazione, interamente a carico del consumatore.Quando un'auto è davvero inutilizzabilePotrebbero sorgere controversie anche sulla inutilizzabilità dell'auto: quando una vettura è davvero inutilizzabile? Anche in questo caso, si attendono linee guida che stabiliscano criteri certi.
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Auto elettriche - Cina, arriva lanti Tesla Model 3: la nuova BYD Seal 07 ricarica 600 km in meno di 9 minuti
Dopo aver svelato nei giorni scorsi le batterie Blade di seconda generazione e la tecnologia Flash Charging da 1.500 kW (pari a 1,5 MW), la BYD ha presentato la versione aggiornata della berlina elettrica Seal 07, primo modello di serie a montare i nuovi accumulatori e a supportare la ricarica ultra-veloce. Al momento questo modello è disponibile solo sul mercato cinese, con un prezzo di partenza di 169.900 yuan (poco più di 21 mila euro). Per fare un paragone, la versione d'attacco della Tesla Model 3 parte da 235.500 yuan (circa 29.500 euro). Ricarica 600 km in 9 minutiLa Seal 07 è lunga 4.995 mm, larga 1.910, alta 1.495 e ha un passo di 2.900 mm. Rispetto al modello precedente, che montava il powertrain ibrido plug-in DM-i, questa tre volumi elettrica cambia soprattutto nel frontale, con paraurti e gruppi ottici di nuovo disegno. Sotto il pianale trova posto una batteria da 69 kWh, per un'autonomia dichiarata, nel ciclo di omologazione cinese, di 705 chilometri. Il dato più impressionante, però, riguarda la ricarica: come si vede nel video qui sotto, l'auto arriva a una colonnina Flash Charging con il 10% di autonomia, e una volta collegata raggiunge il 70% in 4 minuti e 51 secondi, per fermarsi al 97% in otto minuti e 44 secondi. Più di 600 km aggiunti in meno di nove minuti. Berlina high-techLa BYD Seal 07 prevede anche la suite di Adas che la Casa cinese chiama "God's Eye" (l'occhio di dio), con un sensore Lidar sopra il parabrezza e guida assistita di livello 2 avanzato. Ricca come sempre la dotazione tecnologica, che prevede la chiave digitale sullo smartphone, la modalità "pet", funzione di massaggio per i sedili anteriori e un comparto refrigerato. Le telecamere leggono anche le asperità della strada e regolano di conseguenza gli ammortizzatori a controllo elettronico.
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Auto in prova - Quattroruote cè: a marzo i test drive Honda full hybrid con Jazz MY2026, HRV e Z
Torna anche per il mese di marzo l'iniziativa "Quattroruote c'è", che nelle precedenti edizioni ha riscosso grande successo tra i lettori di Quattroruote. Il prossimo appuntamento è per il primo giorno di primavera, sabato 21 marzo, per conoscere più da vicino i modelli full hybrid della Honda, la piccola Jazz MY2026 e le SUV HR-V e ZR-V. Insieme ai nostri Expert Driver avrete modo di scoprire le auto, capire meglio come funzionano i powertrain ibridi della Casa giapponese, scoprire il diverso carattere di ciascun modello e avere l'opportunità di provarle di persona con un test drive su strada. Appuntamento in concessionariaSegnatevi la data sul calendario: l'appuntamento per scoprire (e provare) la gamma della Honda è fissato per sabato 21 marzo, in concomitanza con l'inizio della primavera. Per scoprire dove si svolgono i test drive organizzati da Quattroruote potete consultare la nostra pagina dedicata all'iniziativa. Le prove su strada possono essere prenotate anche tramite il sito ufficiale Honda; in questa iniziativa sono coinvolte le principali concessionarie della Casa giapponese, dislocate in tutto il territorio nazionale.PRENOTA IL TUO TEST DRIVE Quali auto si possono provarePresso tutte le concessionarie Honda coinvolte nell'iniziativa Quattroruote c'è sarà possibile conoscere più da vicino e provare alcuni modelli full hybrid della Casa giapponese: la Jazz MY2026, la HR-V e la ZR-V. Honda JazzLa quarta generazione della compatta giapponese è una crossover di segmento B con forme quasi da monovolume, che la rendono particolarmente spaziosa, ed esaltano spazio e luminosità dell'abitacolo. C'è anche in versione Crosstar, con assetto rialzato di 3 cm, protezioni in plastica su paraurti, passaruota e parti basse della fiancata. In abitacolo prevalgono razionalità e robustezza, con assemblaggi inappuntabili ma plastiche rigide (e, nel caso della Crosstar, sedili rivestiti di tessuto impermeabile), e un infotainment da 9" semplice da utilizzare. Comoda per i viaggi, offre i pratici Sedili Magici: la seduta del divano posteriore si può sollevare separatamente, liberando una buona quantità di centimetri. Il bagagliaio mette a disposizione 261 litri, misurati dal Centro prove. Il powertrain full hybrid da 122 CV della Honda Jazz fa lavorare quasi sempre l'unità elettrica, lasciando al quattro cilindri a benzina di svolgere il lavoro di generatore d'energia. Alle andature costanti più sostenute è il motore a benzina a incaricarsi della propulsione: una frizione si chiude e lo collega alle ruote. A guadagnarne è soprattutto l'efficienza: la media generale rilevata dal Centro prove è di 20 km/l, che in città diventano addirittura 25,8 km/l, per un'autonomia di oltre 1.000 km con un pieno. Honda HR-VLa B-SUV giapponese, lunga 4,34 metri, è stata aggiornata a inizio 2025 con diverse novità soprattutto per quanto riguarda la tecnologia di bordo. L'abitacolo è ben fatto e spazioso, e pur con dimensioni compatte offre centimetri da segmento superiore. La plancia è minimalista, ma con un numero adeguato di tasti fisici, tutti ben disposti. Il sistema multimediale non ha un maxi-schermo ma è semplice e intuitivo da utilizzare, con connettività per Apple CarPlay e Android Auto. Nel bagagliaio c'è spazio per 305 litri, misurati dal Centro prove. Anche qui ci sono i Sedili Magici, che all'occorrenza possono essere sollevati e bloccati in posizione verticale, così da far spazio a oggetti ingombranti (come una bicicletta). La Honda HR-V offre un powertrain full hybrid da 131 CV, fluido nell'erogazione e con consumi decisamente interessanti: nei rilevamenti del Centro prove, la media è di 16,8 km/l, che diventano 20,8 se ci si muove in città, terreno d'elezione per questo veicolo. Piacevole da guidare e ben piantata fra le curve, la Honda HR-V mette a disposizione la guida assistita di livello 2 nella suite Honda Sensing, di serie su tutta la gamma. Honda ZR-VCostruita sullo stesso pianale della Civic, questa SUV media accoglie i passeggeri in un abitacolo ben curato e con materiali di buona fattura. La posizione di guida è alta, e le ampie regolazioni della poltrona permettono a tutti di trovare la corretta posizione al volante. Lineare e pulita la plancia, con una originale console centrale a ponte dove è alloggiato anche il selettore delle marce, un infotainment da 9" e tanti comandi fisici. Più che discreto lo spazio per chi siede dietro, mentre il bagagliaio ha una capacità, rilevata dal Centro prove, di 363 litri complessivi (con uno spazio da 15 litri sotto il piano di carico per piccoli oggetti). Nella Honda ZR-V trova posto un powertrain ibrido da 184 CV che, come per la Jazz e la HR-V, privilegia il funzionamento in modalità elettrica, lasciando che il motore lavori come generatore di corrente, e che contribuisca alla marcia solo alle alte velocità e quando serve un maggiore spunto. Il risultato è una grande efficienza complessiva, che si misura nei consumi rilevati dal Centro prove: 18,4 km/l di media, con una punta di 27,5 km/l in città. La ZR-V è una SUV sempre piacevole da guidare, con prestazioni di tutto rispetto e una notevole sensazione di dinamismo. Di serie anche qui la suite Honda Sensing con la guida assistita di livello 2.
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Modellini - Koenigsegg Jesko Absolut: il mostro da 530 km/h diventa un capolavoro in scala 1:18
Fronti-Art ha riprodotto in scala 1:18 l'ossessione tecnica di potenza estrema creata da Christian von Koenigsegg: la Jesko Absolut, un mostro da 1600 CV capace in teoria di percorrere un ipotetico rettilineo Milano-Roma in un'ora grazie alla sua velocità di punta fissata a 530 km/h. La livrea Carbon Purple è frutto di un lavoro maniacale sull'intero modello; l'effetto che simula la fibra di carbonio lasciata a vista sotto un trasparente viola è un esercizio modellistico che pochi sono in grado di replicare. Design e dettagli esterniRealizzata in resina non apribile, scelta che consente proporzioni affilate, spigoli netti e dettagli sottili, si presenta con un frontale rasoterra; i gruppi ottici sembrano diamanti incastonati in un diadema. Il profilo laterale è un unico arco che culmina nella coda allungata, elemento distintivo della versione Absolut. Le pinne verticali posteriori sono sottili, ben integrate e credibili nella loro funzione aerodinamica. Il retrotreno è forse la parte più complessa del modello: l'estrattore domina la scena, mentre lo scarico centrale è rifinito con un effetto metallico realistico. Le ruote con il particolare disegno dei cerchi "lenticolari" montano pneumatici dalle dimensioni realistiche e scolpiti con cura. Interni e abitacolo aerospazialeAll'interno si notano soluzioni più aerospaziali che automobilistiche: la plancia in carbonio, il volante dettagliato e i sedili dal design futuristico, in un abitacolo necessariamente claustrofobico. Edizione limitata e collezionismo di fascia altaViene consegnata su una base in carbonio con la numerazione della tiratura incisa e il certificato di originalità, tutto protetto da una teca di eccellente trasparenza. Sono 100 gli esemplari realizzati; i fortunati collezionisti che ne entreranno in possesso noteranno subito la presenza scultorea di volumi esagerati, capaci di imporsi anche nelle esposizioni più prestigiose. Sul sito del produttore si trova un'intera scuderia di modelli assemblati a mano con rigore ingegneristico, composti da numerose parti curate singolarmente, elementi che giustificano il costo richiesto (sopra i 500,00 ) e garantiscono una lenta e costante rivalutazione come la maggior parte delle edizioni limitate nel collezionismo di fascia alta.
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Guerra in Iran - Crisi in Medio Oriente, economia globale in ginocchio: chi pagherà di più tra Europa, Stati Uniti e Asia?
La crisi in Medio Oriente, con i suoi riflessi sui mercati energetici, non potrà non avere un impatto sull'economia globale. Ma tra le varie aree geografiche ci sono differenze sostanziali. Chi ne pagherà di più le conseguenze? L'Europa, gli Stati Uniti o l'Asia?"Se l'aumento del costo dell'energia fosse limitato nel breve termine - spiega Marco Vailati, responsabile Ricerca e Investimenti della società di private banking Cassa Lombarda -, il suo impatto sull'economia sarebbe trascurabile. Viceversa, se i prezzi di petrolio e gas restassero a valori più elevati per un periodo esteso, avremo una riduzione della crescita, pur senza parlare di recessione, e un aumento dell'inflazione. L'incidenza di questi impatti sarebbe maggiore in Europa che negli Stati Uniti perché più vicina geograficamente e più dipendente per l'energia dalle aree coinvolte dal conflitto". L'impatto su petrolio e gasRimane comunque centrale il tema dell'energia anche per il ruolo dell'area sul mercato petrolifero. Secondo l'analista, il conflitto "impatta il mercato dell'energia sia perché l'Iran è un importante produttore con una quota di circa il 4% del petrolio mondiale, sia perché gli scontri limitano la fruibilità dello stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% del petrolio e il 15% del gas consumati al mondo"."Al momento non ci sono state importanti distruzioni degli impianti petroliferi dei paesi dell'area, ma il traffico attraverso lo stretto si è già quasi azzerato a fronte delle minacce iraniane di bloccarlo. In tempo di guerra, abbiamo molto da temere, compresa la paura stessa. Questo rischio aumenta il costo di assicurare le spedizioni, che viene ribaltato sul prezzo del prodotto trasportato e venduto", avverte Vailati, sottolineando che "il prezzo del petrolio aumenta anche per la riduzione della disponibilità in una logica di equilibrio domanda-offerta. Sebbene in prospettiva l'offerta resti superiore alla domanda, nel breve periodo può valere l'opposto qualora il blocco dei transiti superi le tre settimane che le scorte attuali possono coprire, dato che distribuzioni alternative via oleodotti sono possibili solo in minima parte".Quanto al gas, il prezzo è destinato ad aumentare "in maniera analoga al petrolio". Su questo fronte, l'esperto ricorda la vulnerabilità del Vecchio Continente: "Per il gas la dipendenza europea dalla zona in questione è anche maggiore e, anche se la stagionalità non è quella dei maggiori consumi, attualmente le scorte sono a livelli inferiori alle medie stagionali e ci avviciniamo al periodo in cui vengono riaccumulate. Attualmente l'Europa importa già il 60% del suo gas dagli Stati Uniti. Un aumento della percentuale è prevedibile, ma non può essere immediato e neanche economico, data la concomitante richiesta di altri compratori penalizzati dal blocco delle forniture provenienti dallo stretto di Hormuz". Le conseguenze per l'automotiveLe conseguenze per l'automotiveDetto questo, non si può non affrontare la questione dell'impatto della crisi sul mondo delle quattroruote. Il quadro delineato da Vailati non è certo positivo: "Il conflitto rende più difficile l'arena competitiva perché l'incertezza e l'aumento dei costi trattengono i compratori e le distruzioni fisiche, reali o anche solo temute, fanno aumentare i prezzi e riducono le disponibilità delle materie prime necessarie alla produzione: energia per il funzionamento degli impianti ma anche, per esempio, alluminio, che passa in grandi percentuali da Hormuz ed è rilevante nella costruzione di auto".La conseguenza è un mercato che si stringe. E per il responsabile Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda, "a soffrirne maggiormente sono i produttori con minor appeal e minor forza contrattuale, che non possono o non riescono a scaricare su clienti e fornitori gli aumenti dei costi e ne patiscono in redditività". "Viceversa, potrebbero beneficiarne, almeno in parte, i produttori con catene di approvvigionamento più flessibili e meno dipendenti dalla zona del conflitto. Europa ed Asia sono più esposte degli Stati Uniti a un aumento del costo dell'energia", aggiunge Vailati, escludendo infine un ultimo aspetto: "Dato che l'aumento del costo dei carburanti e dell'energia elettrica viaggiano in parallelo, non vedo diversi impatti per auto termiche e auto elettriche".
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Formula 1 - Leclerc e Hamilton con caschi LEGO Ferrari: lidea che ha conquistato Melbourne
Nel paddock del Gran Premio d'Australia, a Melbourne, tra hospitality scintillanti e monoposto pronte per il debutto stagionale, due dettagli hanno catalizzato l'attenzione di fotografi e tifosi. Charles Leclerc e Lewis Hamilton si sono presentati davanti alle telecamere indossando caschi decisamente insoliti: non in carbonio e kevlar come quelli da gara, ma costruiti interamente con mattoncini Lego. Una trovata scenografica per i nuovi setUna trovata scenografica per presentare i nuovi set dedicati ai caschi dei piloti della Scuderia Ferrari, sviluppati dal gruppo Lego in occasione dell'avvio della stagione 2026 di Formula 1. Per l'evento i due caschi indossati dai piloti, dal peso di quasi tre chili, erano composti da oltre 3.500 elementi ciascuno e costruiti dal Lego Certified Professional Ryan The Brickman McNaught con il suo team. Il set dedicato a Charles LeclercDa quell'idea spettacolare nascono i set destinati agli appassionati. Il modello dedicato a Charles Leclerc riproduce la livrea utilizzata dal pilota monegasco nella stagione 2025 ed è composto da 886 pezzi. Non mancano elementi distintivi come il numero di gara 16, il cavallino rampante Ferrari e alcuni riferimenti personali alla famiglia e a Jules Bianchi. Il set include anche una minifigure Lego del pilota. Il set dedicato a Lewis HamiltonIl casco dedicato a Lewis Hamilton segue la stessa impostazione: 884 pezzi, il numero 44 ben visibile e una targhetta con la firma del sette volte campione del mondo. Anche in questo caso è presente una minifigure che raffigura il pilota con la tuta rossa Ferrari, dettaglio che segna simbolicamente l'inizio della sua nuova avventura con la Scuderia. Il valore del casco in Formula 1In Formula 1 il casco ha sempre avuto un valore particolare. uno degli elementi più personali dell'equipaggiamento di un pilota e nel tempo è diventato un vero e proprio segno distintivo. Prima ancora dei numeri di gara o delle livree delle monoposto, spesso sono proprio i colori del casco a permettere agli appassionati di riconoscere immediatamente chi è al volante. Collezionismo e identità visivaNon sorprende quindi che le repliche dei caschi siano da anni tra gli oggetti più ricercati nel mondo del collezionismo legato alla Formula 1. Modelli in scala, versioni firmate o pezzi utilizzati in gara fanno parte di un mercato molto vivo, alimentato dalla forte identità visiva che ogni pilota costruisce nel corso della propria carriera. Oggetti da esposizione per il motorsportI nuovi caschi Lego si inseriscono proprio in questa tradizione. Non sono pensati come giocattoli, ma come oggetti da esposizione capaci di raccontare, in forma diversa, uno dei simboli più riconoscibili del motorsport moderno.Perché in fondo il casco è il volto di un pilota quando il volto non si vede. Ed è forse per questo che, anche trasformato in mattoncini, continua a raccontare la stessa storia di velocità e passione.
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Guerra in Iran - Accise mobili, benzina e diesel ai massimi: cosa può cambiare già da domani
La crisi in Medio Oriente continua a produrre pesanti effetti sulle quotazioni del petrolio e quindi sui prezzi di benzina e diesel. A tal proposito, Staffetta Quotidiana segnala come gli ultimi attacchi israeliani ai depositi di carburanti in Iran abbiano ulteriormente fomentato il panico sui mercati petroliferi internazionali.In particolare, all'apertura dei mercati asiatici, il Brent è schizzato sopra i 100 dollari al barile, sfiorando i 119, per poi assestarsi intorno ai 108 dollari in scia alle indiscrezioni del Financial Times su una riunione d'emergenza dei ministri delle finanze dei Paesi del G7 (sotto una foto della loro riunione all'ultimo vertice in Italia) per procedere con un rilascio comune e coordinato delle riserve strategiche per un ammontare tra 300 e 400 milioni di barili.Intanto, le quotazioni dei prodotti raffinati hanno raggiunto nuovi picchi venerdì scorso anche per effetto dell'indebolimento dell'euro sul dollaro: il gasolio è al massimo dal 16 novembre 2022 e la benzina dal 12 luglio 2024.In tale quadro, Staffetta evidenzia anche la continua corsa dei prezzi dei carburanti alla pompa, con la benzina al massimo da quasi un anno (dal 16 marzo 2025) e il gasolio da oltre tre anni e mezzo, dal 10 luglio 2022, quando era ancora in vigore lo sconto sull'accisa introdotto dal governo Draghi il 22 marzo 2022 e mantenuto fino a fine anno. Rilevazioni e medieStando alla consueta rilevazione giornaliera di Staffetta Quotidiana, Q8 ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di dieci centesimi quelli del gasolio, e Tamoil di sei centesimi sulla verde e di quattordici sul diesel. Salgono anche i prezzi del Gpl, con aumenti tra uno e due centesimi di euro al litro.Quanto alle medie, elaborate sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori di circa 20 mila impianti all'Osservatorio prezzi del Mimit, al self service la benzina quota 1,782 euro/litro (+38 millesimi sulla precedente rilevazione di venerdì scorso) e il diesel 1,965 euro/litro (+98).Al servito, verde a 1,917 euro/litro (+38), gasolio a 2,091 euro/litro (+95), Gpl a 0,702 euro/litro (+5), metano a 1,475 euro/kg (+30) e Gnl a 1,232 euro/kg (+3).Lungo le autostrade, benzina a 1,867 euro/litro (2,124 al servito), gasolio a 2,017 euro/litro (2,276), Gpl a 0,835 euro/litro, metano a 1,524 euro/kg e Gnl a 1,291 euro/kg.Una settimana di rialziDetto questo, è interessante notare il rimbalzo dei prezzi in poco più di una settimana. L'1 marzo scorso, il giorno dopo il primo attacco all'Iran da parte di Israele e Stati Uniti, la benzina self service quotava, in media, 1,673 euro al litro. Rispetto agli 1,782 odierni, l'incremento è di ben 6,5%.Per il diesel, il rialzo da 1,728 a 1,965 euro/litro implica un aumento del 13,7%. Al servito, la verde ha subito un incremento del 5,74% e il gasolio del 12,12%.Tuttavia, c'è anche da dire che i due carburanti sono da mesi entrati in una fase di costante rialzo. Se si allarga l'analisi a inizio anno, la crescita dei listini è ben più consistente, in particolare per il diesel.L'1 gennaio, quando è scattato l'allineamento delle accise, la benzina quotava al faidate 1,671 euro/litro, mentre il gasolio, pur in rimbalzo, si fermava a 1,645 euro/litro, un valore inferiore di oltre il 16% rispetto ai livelli attuali. Arrivano le accise mobili?Detto della situazione, Staffetta Quotidiana dà conto anche del dibattito politico scatenato dalla corsa dei listini. Nel fine settimana sia la segretaria del PD, Elly Schlein, sia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (sopra durante un intervento video) si sono dette favorevoli all'applicazione dell'accisa mobile.A tal proposito, il ministero dell'Economia sta studiando la misura da qualche giorno e non è da escludere un intervento già domani, 9 marzo: il Consiglio dei ministri potrebbe infatti varare uno specifico decreto.Per ora non si conosce il possibile contenuto della misura. Staffetta Quotidiana ricorda che lo sconto applicato dal governo Draghi nel 2022 era un'attuazione della norma sull'accisa mobile (introdotta con la legge finanziaria per il 2008), rinforzata però dai fondi provenienti dalla tassa sugli extraprofitti applicata alle società del settore energetico.Le accise furono così tagliate di 25 centesimi al litro (30 con l'Iva). Ancor prima, tra aprile e maggio 2008, l'allora governo Prodi decise per un'applicazione di appena un mese e per un importo di due centesimi al litro.La norma, ricorda ancora la testata specializzata, è stata comunque modificata nel 2023 dal governo Meloni per renderla di più immediata attuazione: il ministero dell'Economia può intervenire con decreto per ridurre le accise e compensare le maggiori entrate Iva derivanti dall'aumento del prezzo del petrolio.Il decreto può essere adottato se il prezzo del Brent aumenta, sulla media del mese precedente, rispetto al valore di riferimento, espresso in euro, indicato nell'ultimo Documento di economia e finanza. Il documento indica per il 2026 un prezzo del Brent di 66,1 dollari al barile, con un cambio euro/dollaro a 1,2, quindi un valore di 55,1 euro/barile.A gennaio in media il Brent si è attestato proprio a 55,1 euro/barile. A febbraio si è saliti a 58,7 euro/barile. Nei primi due giorni di marzo siamo a 72. Volendo, dunque, le condizioni ci sono, conclude Staffetta Quotidiana.
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Mercedes-AMG - Svelati gli interni della Mercedes-AMG GT Coupé 4 porte, la nuova sportiva da 8.000 giri
La Mercedes-Benz ha pubblicato le immagini ufficiali degli interni della nuova Mercedes-AMG GT Coupé 4 porte. Si tratta di un'importante anteprima dopo quella fornita alla fine del 2025 sulla carrozzeria della nuova sportiva quattro porte. Stile dedicato e plancia disegnata intorno al pilotaIl design dell'abitacolo della GT, che vanta quattro sedute singole ad alto contenimento o la scelta del divano posteriore, unisce l'impostazione di ultima generazione con il triplo schermo per strumentazione (10,2"), infotainment (14") e passeggero (14") a soluzioni tipiche dei modelli più sportivi: la plancia parzialmente rivolta verso il guidatore, i comandi sulla console centrale e le bocchette di aerazione circolari in metallo con illuminazione integrata.Il tetto panoramico SKY CONTROL consente infine di gestire individualmente quattro zone, modificando elettricamente la trasparenza, oppure può proiettare loghi e disegni a tema motorsport. Il controllo della dinamica e l'infotainmentL'AMG RACE ENGINEER nella console centrale consente di controllare hardware e software del veicolo per modificare la dinamica di guida. Nella console centrale sono presenti tre controlli rotanti che gestiscono il Response Control per la risposta del powertrain, l'Agility Control per l'assetto e il Traction Control.Altri comandi si trovano invece sui controlli con display sul volante AMG. L'infotainment MBUX, basato sul nuovo MB.OS, offre una completa integrazione con il veicolo e una gestione su cloud dei dati. AMG ha ulteriormente personalizzato il sistema lavorando su grafiche e funzioni specifiche, come le quattro modalità AMG Style per la grafica delle schermate e l'AMG TRACK PACE per la telemetria. ancora endotermicaLa GT Coupé 4 porte richiama a livello stilistico la Concept XX elettrica svelata nel 2025, ma le immagini degli interni mostrano un classico contagiri scalato fino a 8.000: questo significa che la vettura adotterà un powertrain endotermico, magari ibrido e condiviso con la GT due porte, mentre la XX elettrica avrà una variante specifica.
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Stellantis - Maserati Grecale MY2027, le prime foto spia del restyling: cosa cambia e cosa no
La Maserati sta avviando i test del MY2027 della Grecale, che verrà presentato nei prossimi mesi: come si vede dalle prime foto spia, che ritraggono una Grecale Trofeo parcheggiata negli stabilimenti Stellantis, l'aggiornamento riguarderà tutte le motorizzazioni e non solo - come si ipotizzava inizialmente - l'elettrica Folgore. Ritocco in punta di matitaLe (poche) camuffature del prototipo pizzicato dai nostri fotografi coinvolgono solo il paraurti anteriore, segno che le novità del MY2027 dovrebbero concentrarsi solo su alcuni interventi estetici in quella zona. Possibile anche l'arrivo di nuove geometrie per le firme luminose a LED davanti e dietro (senza intaccare la forma dei fari). I cerchi di lega che si vedono in queste immagini sono gli stessi del modello attuale, ma è probabile che con l'aggiornamento arrivino nuovi design. Nessun intervento nel cofanoNon sono attese novità sul fronte delle motorizzazioni, che rimarranno quindi quelle attualmente in gamma: il 4 cilindri in linea da 2.0 litri e 325 CV per la Grecale Modena, la V6 da 3.0 litri da 385 CV e 523 CV per la Modena V6 e la Trofeo, rispettivamente, e la elettrica Folgore da 542 CV e batteria da 105 kWh.
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Pneumatici - Falken Tyre Europe entra in Dunlop, ma il marchio resta e si rilancia
La notizia è di pochi giorni fa, ma affonda le sue radici all'inizio del 2025, quando Sumitomo Rubber Industries (SRI) ha acquisito il marchio Dunlop per Europa, Nord America e Oceania.L'intento era chiaro: valorizzare il brand rilevato da Goodyear, aumentandone visibilità e diffusione nei vari mercati. Nel nostro continente a questo passo è seguito - e veniamo ai nostri giorni - il cambio di ragione sociale di Falken Tyre Europe (altro costruttore nell'orbita di SRI) in Dunlop Tyre Europe, nell'ottica di rafforzare la presenza di questo brand.Negli altri continenti sono state condotte operazioni analoghe, appoggiandosi alle aziende più affermate del Gruppo giapponese. Subito in pistaLa variazione è appena stata ufficialmente registrata in Germania presso il Registro delle Imprese del Tribunale di Offenbach (sede storica di Falken) ed è stata accompagnata dall'annuncio del nuovo logo Dunlop, oltre che dalla comunicazione dei programmi sportivi del brand, inclusa la partecipazione all'edizione 2026 della 24 ore del Nürburgring.Ovviamente questo non comporta la scomparsa del marchio Falken, che negli anni si è affermato per i suoi prodotti destinati alle vetture stradali e al motorsport, né del brand Sumitomo, quest'ultimo meno diffuso alle nostre longitudini.La nuova denominazione rappresenta una tappa importante di cui possiamo andare orgogliosi. Rafforza la nostra identità e sottolinea che siamo pronti ad affrontare le prossime sfide. La solida eredità costruita con Falken rimane parte integrante del nostro successo e costituisce la base per il futuro di Dunlop in Europa, ha dichiarato Markus Bögner, presidente e amministratore delegato di Dunlop Tyre Europe GmbH.
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F1, GP Australia - Doppietta Mercedes, Ferrari terza con Leclerc
A Melbourne è iniziata la nuova era della Formula 1: la Mercedes ha aperto il 2026 con una doppietta pesante non solo per il risultato, ma per il messaggio che manda al resto del paddock. George Russell ha vinto davanti ad Andrea Kimi Antonelli e la W17 ha subito messo sul tavolo una superiorità che si era già intravista ieri. Solo che oggi, per un bel pezzo, non è stata quella passeggiata che in molti avevano immaginato. La Ferrari ha fatto in modo che non lo diventasse.Buona la primaIl Gran Premio d'Australia è stato meno lineare di quanto dica la classifica. Russell ha messo le mani sul primo successo stagionale, Antonelli ha completato una doppietta pesantissima per Mercedes recuperando dopo una brutta partenza e Charles Leclerc ha limitato i danni con un podio che racconta una Ferrari reattiva. Lewis Hamilton, quarto e vicino al compagno, ha dato segnali incoraggianti.Il punto è che la gara si è spaccata in un momento preciso. Fino ad allora, la Ferrari aveva risposto colpo su colpo. Leclerc era scattato benissimo, si era preso la testa già alla prima curva e aveva costretto Russell a giocare di rimessa. Nelle prime tornate si è vista una SF-26 capace di attaccare, difendersi e soprattutto usare bene l'energia, dettaglio non secondario su un tracciato come l'Albert Park, dove il lungo allungo verso curva 12 mette a nudo chi non riesce a gestire al meglio l'ibrido. La Mercedes, invece, al via ha anche mostrato una piccola crepa. Antonelli è stato risucchiato dal gruppo, mentre Russell ha dovuto sgomitare con Leclerc per riprendersi il comando della corsa. Per una dozzina di giri il GP è stato proprio questo: un corpo a corpo Mercedes-Ferrari, con Leclerc e Russell a scambiarsi posizione e pressione, senza che uno dei due riuscisse davvero a scappare.Poi è arrivata la prima Virtual Safety Car, causata dal ritiro di Isack Hadjar al giro 11. Ed è lì che la gara ha cambiato faccia. La Mercedes ha richiamato entrambe le macchine, sfruttando la finestra e il minor tempo perso ai box. La Ferrari ha invece tenuto fede al piano iniziale, quello della sosta unica più avanti, e da lì in poi il copione si è inclinato verso Brackley. A posteriori è facile dire che quello sia stato il bivio vero.Il punto di vista di VasseurFrédéric Vasseur, da parte sua, non ha cercato alibi esotici. Ha detto una cosa semplice: La Mercedes era più forte per tutto il weekend e la Ferrari, anche con una strategia diversa, probabilmente non avrebbe avuto in mano la vittoria. una lettura sobria quella del team principal del Cavallino, ma interessante proprio per questo. Perché sposta il discorso dal singolo episodio al quadro generale. La Ferrari ha perso la gara nella gestione della VSC, certo, ma non solo lì. Secondo Vasseur, il ritardo visto da Mercedes vale all'incirca mezzo secondo. Il numero uno di Maranello ha anche aggiunto che la SF-26 porterà presto un aggiornamento importante sul telaio e che servirà lavorare sia sulla power unit sia sulla gestione dell'energia. E la parte più onesta del ragionamento forse sta proprio qui. La Ferrari a Melbourne non è sembrata allo sbando, che già sarebbe una notizia dopo tante false partenze del passato recente. sembrata una macchina discreta, per usare il termine di Vasseur, ma ancora non abbastanza completa per mettere davvero sotto pressione una Mercedes.Il podio di Leclerc non ha il sapore della consolazione. Ha dentro qualcosa di più utile: il sospetto concreto che, a parità di condizioni, il distacco non sia invalicabile. Wolff stesso ha riconosciuto di essere sorpreso dalla vicinanza della Ferrari in termini di passo, soprattutto quando si trovava in aria pulita o con gomme leggermente più fresche. Una gara complicataDietro ai primi quattro, il resto del gruppo ha raccontato altro. La McLaren ha vissuto una domenica amara. Oscar Piastri, nel suo GP di casa, è finito a muro già nel giro di schieramento in griglia: errore in curva 4, danni alla sospensione anteriore destra, gara chiusa prima ancora che cominciasse davvero. Un colpo pesante per lui e per una squadra che arrivava a Melbourne con aspettative ben diverse. Lando Norris ha salvato la giornata con un quinto posto, ma il distacco dalla Mercedes e il vantaggio minimo conservato su Verstappen non sono esattamente il materiale con cui si costruiscono discorsi rassicuranti.Anche la Red Bull esce da Melbourne con più domande che conferme. Hadjar, fino al ritiro, stava disputando una gara più che incoraggiante, saldamente nelle posizioni alte prima che la power unit lo tradisse. Verstappen ha recuperato, sì, ma partiva molto indietro dopo l'incidente in qualifica, e il quadro complessivo resta opaco. Non c'è ancora il senso di una struttura in grado di attaccare con continuità i primi. C'è piuttosto la sensazione di dover ancora rimettere insieme i pezzi.Tra le storie più interessanti del weekend c'è quella di Arvid Lindblad, a punti al suo debutto in Formula 1, grazie al settimo posto e una personalità già ben riconoscibile. La Racing Bulls aveva mostrato solidità nei test e a Melbourne l'ha confermata, tenendosi dietro Haas, Alpine e persino l'Audi di Bortoleto, nona al traguardo e subito a punti. Non male per essere il primo capitolo di una nuova storia.La Haas ha raccolto con Bearman un ottavo posto prezioso, Alpine ha limitato i danni con Gasly decimo, Williams è rimasta fuori dalla zona punti con due macchine rallentate da un evidente sovrappeso, mentre Aston Martin ha trasformato la gara in una specie di test mascherato, richiamando Alonso e Stroll per modifiche tecniche nel corso della corsa. Serve tempo per capire le novitàMelbourne ha detto anche altro sulla nuova era tecnica. Wolff ha sottolineato come i timori per una Formula 1 poco spettacolare siano stati almeno in parte smentiti. Su una pista che richiede molto dal punto di vista energetico, la gara ha comunque prodotto duelli, scarti strategici e sorpassi. un buon segnale: servirà capire cosa succederà a Shanghai, dove il contesto sarà molto diverso.E infatti la Cina diventa già un passaggio interessante. Lo stesso Vasseur lo ha spiegato: pista diversa, temperature diverse, quadro potenzialmente diverso. Non si aspetta una Mercedes improvvisamente dispersa, ci mancherebbe, ma intravede margini per un equilibrio differente. il classico discorso che a marzo fanno tutti, solo che stavolta ha una base concreta: Ferrari a Melbourne è stata abbastanza vicina da poter pensare di presentarsi a Shanghai meno rassegnata di quanto direbbe la doppietta Mercedes di oggi.I risultati completi del GP d'Australia 2026 >>
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Anteprima - BMW iX5, la nuova SUV elettrica Neue Klasse prende forma: debutterà nel 2027 e sarà anche a idrogeno
Mentre fervono i preparativi per il debutto della nuova i3, la prima berlina elettrica su base Neue Klasse, la BMW prosegue i lavori sulla iX5, la seconda SUV che nasce sulla nuova piattaforma per veicoli elettrici, dopo la iX3 già in commercio. Il suo arrivo sul mercato è previsto per il 2027. Aria (ormai) familiareNella nostra ricostruzione, la nuova iX5 riprenderà alcuni degli stilemi che abbiamo già visto sulla iX3, e che ritroveremo anche sulla nuova i3 (anche in versione M, da oltre 1.000 CV): a caratterizzare il frontale sarà soprattutto il doppio rene molto sottile, omaggio alle BMW del passato, e i due elementi orizzontali - più sottili di quelli visti sulla iX3, e collocati più in alto - che attraversano il cofano e integrano i proiettori, con una cornice illuminata e due elementi diagonali che creano la nuova firma luminosa a LED. Non sarà una iX3 più grandeNonostante l'approccio stilistico richiami il modello più piccolo, la nuova iX5 non sarà una semplice iX3 "gonfiata": le proporzioni richiameranno maggiormente il modello che va a sostituire, con il cofano lungo e la linea di cintura alta. Il paraurti anteriore avrà un taglio più sportivo, con feritoie laterali maggiormente in vista e una presa d'aria nella parte bassa che si apre quando serve un maggior flusso per il raffreddamento delle componenti elettriche. Al posteriore, secondo le nostre indiscrezioni, i fari non saranno a sviluppo orizzontale come sulla iX3 ma saranno composti da due elementi a LED distinti tra loro. Il dilemma delle maniglieLe "maniglie" alla sommità delle portiere che vedete nella nostra ricostruzione riprendono quelle viste sul muletto a idrogeno che abbiamo sorpreso a circolare alla fine di settembre dello scorso anno. Difficile dire se troveranno posto nel modello definitivo, se verranno sostituite da quelle a scomparsa (come sulla iX3) oppure, visto che ultimamente non godono di grandi consensi, al loro posto verranno utilizzate soluzioni più tradizionali. Interni high-techNon ci sono ancora informazioni specifiche relative agli interni della iX5, ma la BMW ha già comunicato l'intenzione di adottare, su tutti i suoi prossimi modelli, la soluzione del Panoramic iDrive al posto del quadro strumenti dietro il volante: un display lungo e sottile, che corre alla base del parabrezza, e che riporta le principali informazioni di guida. Il volante avrà forme futuribili, così come lo schermo centrale dell'infotainment, di forma esagonale. BMW X5: ci saranno anche la termica e l'idrogenoLa motorizzazione più importante della nuova iX5 sarà naturalmente quella elettrica, di cui ancora al momento non abbiamo informazioni circa powertrain, batterie, potenze e autonomia. Sappiamo però che la prossima SUV dell'Elica avrà una gamma di motori particolarmente ricca: accanto all'elettrica arriverà infatti la X5 termica con motori elettrificati a benzina, diesel e ibridi plug-in. Da ultima, ma non meno importante, nel 2028 dovrebbe entrare a listino anche la versione a idrogeno, chiamata iX5 Hydrogen, costruita sulla piattaforma dell'elettrica, con un powertrain sviluppato dalla BMW in collaborazione con la Toyota. Parallelamente, verranno avviati anche progetti pilota per il (necessario) ampliamento dell'infrastruttura di rifornimento.
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F1, GP Australia - La Mercedes monopolizza la prima fila: Russell in pole
A Melbourne la Mercedes ha scoperto le carte e ha monopolizzato la prima fila dello schieramento del Gran Premio d'Australia 2026. George Russell in pole, Andrea Kimi Antonelli a ruota, staccato di meno di tre decimi, con la sensazione netta che la W17 abbia cominciato la stagione da riferimento tecnico come in molti temevano.Il ritorno della StellaRussell ha fermato il cronometro sull'1'18518, grazie a un giro pulito, costruito senza sbavature nel momento che contava davvero. Antonelli gli è rimasto addosso fino all'ultimo assalto, tanto da prendersi per qualche istante il vertice della classifica prima della replica del compagno. stato un duello interno, secco, senza interferenze esterne.Il dato più interessante, oltre al distacco rifilato agli altri, è il contesto in cui è maturato il risultato di Antonelli. La sua macchina era messa molto male dopo il brutto incidente nelle Libere 3. I meccanici di Brackley l'hanno rimessa insieme in poche ore e gli hanno consegnato una monoposto capace non solo di entrare in Q3, ma di giocarsi la pole fino all'ultimo metro. Seconda fila ineditaAlle spalle della Mercedes, la faccia nuova del sabato australiano è stata Isack Hadjar. Il francese ha tirato fuori una qualifica di peso, restando comunque a quasi otto decimi da Russell: un'enormità, se letta in ottica pole, ma un risultato pesante sul piano simbolico. Perché mentre lui metteva insieme il giro migliore della sua giovane carriera in Formula 1, dall'altra parte del box Max Verstappen aveva già tolto il casco.Il colpo di scena vero, infatti, è arrivato in Q1. Verstappen ha aspettato parecchio per lanciarsi, scelta probabilmente legata alla gestione delle gomme, ma il primo tentativo si è trasformato subito in un disastro. In curva 1 la RB22 si è girata dopo un bloccaggio del posteriore in frenata, poi l'impatto contro il muro e la corsa finita nella sabbia. Ala anteriore distrutta, sessione finita anzitempo. Una scena rara per uno come lui, e proprio per questo ancora più rumorosa. Ed è stata proprio la bandiera rossa provocata dall'incidente dell'olandese che ha avuto un effetto collaterale decisivo, dando alla Mercedes il tempo necessario per completare il lavoro sulla vettura di Antonelli in tempo per mandarlo in pista e salvare la sua qualifica.La Ferrari riparte dalla seconda fila, ma con una lettura meno semplice di quanto suggerisca il quarto posto di Charles Leclerc. Il monegasco ha messo insieme un giro molto solido e ha mancato il terzo tempo per appena 24 millesimi, segno che la SF-26, almeno sul giro secco, resta in scia al gruppo dei migliori. Il problema è che il riferimento, oggi, non era lì: era molto più avanti, color nero-argento. Il resto della Top 10Lewis Hamilton ha chiuso settimo, a meno di due decimi dal compagno. Il risultato non incendia l'ordine del giorno, però evita letture troppo sbrigative. Il distacco da Leclerc c'è, resta visibile, ma non è quello di un pilota perso o in ritardo strutturale. Anzi, dentro una Ferrari che non aveva il passo per impensierire davvero le Mercedes, il sette volte campione del mondo è sembrato più presente rispetto a quanto qualcuno fosse pronto a scommettere.La McLaren esce dal sabato con un'espressione meno convinta del previsto. Oscar Piastri, davanti al suo pubblico, sembrava avere in mano il potenziale per inserirsi nella lotta al vertice; invece, si è fermato al quinto posto. Norris è andato anche peggio, sesto, frenato pure dalla rottura di una parte dell'ala anteriore dopo aver urtato un pezzo perso in pista dalla Mercedes di Antonelli. Nessun dramma, ma neppure il sabato che il team di Woking si immaginava dopo le indicazioni emerse alla vigilia.Tra le squadre di centro gruppo, la nota più interessante l'ha suonata la Racing Bulls. Liam Lawson e Arvid Lindblad hanno artigliato l'ottava e la nona posizione, confermando una competitività che nel paddock si intuiva già dalle libere, ma che in qualifica ha assunto un peso diverso. Nella top ten si è infilata anche l'Audi di Gabriel Bortoleto, autore di una Q2 eccellente prima del problema che lo ha lasciato fermo al termine del turno, impedendogli di prendere parte alla Q3 nonostante il passaggio già conquistato. Una beffa, ma pure un segnale incoraggiante per la squadra di Ingolstadt. Nelle retrovieNico Hülkenberg, con l'altra Audi, si è fermato appena fuori dai dieci, undicesimo, davanti alle Haas di Bearman e Ocon. Alpine ha dato qualche segnale di risveglio con Gasly quattordicesimo, molto più vicino alle vetture che gli stanno attorno rispetto a quanto si era visto ieri. Alexander Albon ha portato la Williams al quindicesimo posto, mentre Franco Colapinto ha pagato ancora un ritardo consistente dal compagno. Sono numeri che, da soli, non raccontano tutto. Ma dicono che nelle retrovie le gerarchie sono ancora mobili, e in certi casi persino fragili.Più amaro il sabato di Aston Martin e Cadillac. Fernando Alonso è stato il primo escluso in Q1, con un distacco pesante dalla zona utile, dentro un fine settimana che continua a mostrare una AMR26 poco decifrabile. Dietro di lui hanno chiuso Sergio Perez e Valtteri Bottas con le Cadillac, in una posizione che non sorprende, almeno per il momento. Ancora peggio è andata a Carlos Sainz e Lance Stroll, rimasti ai box dopo i guasti accusati nelle Libere 3.La classifica completa delle qualifiche del GP d'Australia 2026 >>
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Truffe web - Polizze RC Auto false, prezzi stracciati e trappole online: ecco come difendersi
Uno dei siti web truffa più recenti nel settore dell'assicurazione RC Auto obbligatoria si chiama rc.astra-fcagroup.it: diabolico il tentativo di ingannare gli automobilisti che, nel web, cercano intermediari per stipulare polizze low cost. In questo caso, per mettere in trappola i consumatori, il portale sfrutta l'assonanza con l'ex FCA Group, cinque anni fa confluito in Stellantis, essi stessi vittime inconsapevoli del raggiro. Il secondo amo sono il prezzo e la formula della polizza temporanea, 80-150 euro a settimana per un periodo molto ristretto.Tariffe stracciate se ci si mette nei panni di chi è in classi di merito care come il fuoco, avendo causato vari incidenti, con RCA che schizzano a migliaia di euro l'anno: peggio ancora se la residenza è in una Provincia italiana ad altissima sinistrosità (in primis Napoli e Caserta). Escalation senza fineSi viaggia ormai al ritmo di un portale fake ogni due giorni oscurato dall'Ivass: l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni ha già spento 349 siti da novembre 2023, ossia da quando la legge gliene dà facoltà. Senza contare le migliaia di broker falsi scovati in passato. Un'escalation che rischia di peggiorare con l'aumento dell'inflazione, che fa schizzare insù i prezzi RCA, legati al costo dei risarcimenti: in un regime di libero mercato, è diritto delle compagnie fissare le tariffe senza vincoli. E, con le attuali tensioni in Medio Oriente, il pericolo è che la situazione si faccia ancora più pesante. Da mani nei capelliL'ignaro automobilista che cade nella trappola della RCA temporanea falsa, e che viaggia senza copertura assicurativa obbligatoria, va nei guai soprattutto se causa un incidente: dovrà rimborsare di tasca propria chi è stato coinvolto nel sinistro. Con scenari di ogni genere, che vanno dal tamponamento con indennizzo di 1.000 euro all'impatto con lesioni fisiche gravi, cui seguono esborsi da centinaia di migliaia di euro. Più la multa prevista dal Codice della strada.Da parte sua, il danneggiato sarà costretto a chiedere il risarcimento al Fondo di garanzia per le vittime della strada, con una procedura complessa e articolata, del tutto diversa da quella semplificata del normale indennizzo assicurativo. Anche perché lo stesso Fondo subisce a sua volta tentativi di truffa per incidenti mai avvenuti. Alla larga dai pasticciPer prevenire la truffa nella giungla del web, l'Ivass raccomanda di diffidare da proposte di acquisto di polizze che prevedono contatti tramite messaggistica veloce, come WhatsApp, e da richieste di pagamento con carte di credito prepagate. Lontano anche dai siti non inclusi nelle liste ufficiali degli intermediari assicurativi e delle imprese di assicurazione vigilati dall'Istituto, in costante aggiornamento. In caso di dubbi, è a disposizione il numero verde 800486661, da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 14.30.Inserendo la targa sul sito ufficiale del Ministero delle Infrastrutture (il Portale dell'Automobilista), si può verificare se la RCA risulta attiva nei database della Motorizzazione. In alternativa, esiste l'app iPatente. La buona fede non contaVa detto che questi portali fake sono costruiti con sapienza: grafica accattivante, loghi fasulli che richiamano quelli di associazioni esistenti, nomi già sentiti. E prezzi tali da calamitare gli automobilisti più in difficoltà economica.A ingarbugliare ulteriormente la matassa, c'è la demoniaca capacità di questi siti di rinascere come l'araba fenice, tornando alla luce con nomi e indirizzi lievemente diversi: una cyber battaglia da monitorare, in un'epoca caratterizzata da incertezze e dall'elevato costo della vita.Se si provoca un incidente, a nulla varrà la giustificazione di essere caduti nella tagliola della frode in perfetta buona fede: si è obbligati a pagare.
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SUV ibride - Suzuki rifinisce di nero Vitara e S-Cross: prezzi e dotazioni del nuovo allestimento Kuro
La Suzuki presenta il nuovo allestimento Kuro ("nero", in giapponese) per la Vitara Hybrid e la S-Cross Hybrid: disponibile per tutte le motorizzazioni attualmente in gamma, comprese quelle con trazione integrale 4x4 AllGrip, si caratterizza prevedibilmente per i tanti dettagli neri all'esterno e all'interno dell'abitacolo. Le dotazioni delle versioni per cui è disponibile questo allestimento (Starview e Top) rimangono invariate. La Vitara Kuro parte da 30.350 euro, la S-Cross Kuro da 31.850 euro. Suzuki Vitara Hybrid KuroLa fuoristrada giapponese si caratterizza, in questo nuovo allestimento, per i cerchi da 17" in finitura Black, la verniciatura con il tetto a contrasto nero, colore usato anche per i mancorrenti, le calotte degli specchietti retrovisori, le maniglie delle portiere, la modanatura del paraurti e l'inserto tra i gruppi ottici posteriori. All'interno spiccano inedite impunture a contrasto arancione su volante, leva del cambio (manuale o automatico), sedili e pannelli porta, oltre che inserti in Piano Black per pannelli porta, console e plancia. Le combinazioni colore per la carrozzeria insieme al tetto nero sono: Blu Capri, Avorio Africa e Grigio Glasgow. I prezzi della Vitara Hybrid KuroVitara 1.4 Hybrid 48V 2WD MT Top Kuro: 30.350 euroVitara 1.4 Hybrid 48V 4WD MT Top Kuro: 33.350 euroVitara 1.4 Hybrid 48V 2WD AT Starview Kuro: 33.350 euroVitara 1.4 Hybrid 48V 4WD AT Starview Kuro: 36.350 euro Suzuki S-Cross Hybrid KuroPer la crossover familiare S-Cross l'allestimento Kuro si distingue per i cerchi di lega da 17" in finitura Black, i fendinebbia a LED, le barre sul tetto, le calotte degli specchietti e le maniglie esterne in colore nero. Anche in questo caso, a bordo arrivano impunture in arancione per volante, cambio e sedili, e inserti in Piano black per pannelli porta e console centrale. Le tinte per la carrozzeria sono le stesse della Vitara: Avorio Africa (nuova per S-Cross), Blu Capri e Grigio Glasgow. I prezzi della S-Cross Hybrid KuroS-Cross 1.4 Hybrid 48V 2WD MT Top Kuro: 31.850 euroS-Cross 1.4 Hybrid 48V 4WD MT Top Kuro: 34.850 euroS-Cross 1.4 Hybrid 48V 2WD AT Starview Kuro: 34.850 euroS-Cross 1.4 Hybrid 48V 4WD AT Starview Kuro: 37.850 euro
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Guerra in Iran - Crisi in Medio Oriente e industria dellauto: chi vince e chi perde secondo EnergRed Renewables
L'escalation militare in Medio Oriente ha delle ripercussioni ormai evidenti sul mondo dell'auto. I costruttori, però, hanno caratteristiche specifiche e quindi capacità di risposta differenti agli scenari di crisi. La domanda è quindi d'obbligo: chi uscirà vincitore e chi sconfitto dall'attuale situazione?All'interrogativo risponde Giorgio Mottironi, responsabile Sostenibilità e Innovazione di EnergRed Renewables:"Il mondo dell'auto è in una profonda crisi che è legata a tre fattori: perdita del fascino per gli investitori finita la 'favola Tesla', incapacità di affrontare le sfide della trasformazione industriale e della gamma verso un futuro con meno veicoli, e competizione diretta da parte della Cina proprio sui nuovi segmenti su cui il 'blocco occidentale' è più in ritardo. Con questa nuova crisi si aggiunge il colpo dei rincari delle commodity energetiche, sempre una pessima notizia per industrie altamente energivore. Nel breve termine si può dire che a vincere saranno i marchi americani, ma nel lungo termine saranno i produttori asiatici a continuare ad avere un vantaggio competitivo legato a prezzo, tecnologie e filiere". Gli altri temi caldi per l'autoIl manager affronta, però, diversi altri temi caldi per il settore. Il primo riguarda l'impatto sui flussi delle esportazioni cinesi in Europa. Mottironi concorda con chi sottolinea le grandi capacità di reazione e adattamento dei costruttori del Dragone."A oggi non sappiamo quanto durerà il conflitto e che tipo di instabilità si creerà in Iran, ma è ragionevole pensare che la Cina saprà in qualche modo riprendere le redini della situazione passato un certo limite".Un discorso analogo coinvolge i possibili riflessi sui tempi di consegna delle auto. Per Mottironi:"La Cina è in una dimensione economica che è in grado di assorbire ritardi mentre persegue obiettivi strategici più grandi e significativi in chiave geopolitica. Il problema, se ci sarà, rimarrà nostro anche se per componenti più piccoli si potranno sfruttare altre strade, come quella che passa per la Turchia".Sulla questione dei listini, invece, il manager esprime un parere svincolato dalla crisi mediorientale. A suo avviso, infatti:"Le dinamiche di rincaro possono essere legate ad una generale inflazione energetica che si trasferisce su tutte le materie prime e i costi operativi delle case produttrici, ma l'aumento dei listini a cui abbiamo assistito nel più recente periodo è legato alla preventiva preparazione delle Case ad un futuro del mercato che sarà completamente diverso da quello attuale".Lo scenario è quello di una mobilità condivisa, prevalentemente elettrica (almeno nel contesto urbano), e di un parco circolante sempre più esiguo. I costruttori avranno, tra l'altro, la necessità di"aumentare in modo consistente il margine unitario, aumentando i listini, in previsione della riduzione dei volumi".Dunque, sono altri i fattori che determineranno un rincaro dei listini. Petrolio, gas, elettricità, economiaOvviamente, il settore paga soprattutto conseguenze che, in prima battuta, si manifestano in altri ambiti. Dai carburanti, con un impatto "immediato" sui prezzi alla pompa come già avvenuto in passato, al gas, pesantemente influenzato soprattutto dal blocco dello Stretto di Hormuz, fino all'elettricità.Su questo fronte, il manager fornisce stime preoccupanti per le tasche dei consumatori:"Nel caso dello scoppio della guerra in Ucraina abbiamo assistito ad una sestuplicazione dei costi che non si sono mai riassorbiti ai livelli pre-evento. Oggi potremmo tranquillamente assistere ad una variazione dal +50% al +100%".Insomma, si rischia comunque un salasso.Di sicuro, è da escludere, almeno per ora, una replica di quanto avvenuto negli anni '70 con le famose Domeniche a piedi."Al momento attuale, ovvero senza aver ancora capito quanto pervasiva voglia essere l'azione Usa-Israele e senza aver ancora misurato le capacità di risposta dell'Iran e l'efficacia della sua strategia di destabilizzazione dell'area, non è possibile e nemmeno corretto pensare a scenari catastrofici".Anche perché oggi esistono tecnologie alternative alle fonti fossili, come fotovoltaico ed eolico.In tale quadro, Mottironi evidenzia l'estrema vulnerabilità del nostro Paese negli approvvigionamenti energetici. Non è tanto un tema di diversificazione geografica delle fonti, quanto di sicurezza energetica, che"è basata sull'azzeramento del rischio volumi per le attività essenziali o necessarie",ma non tutela dalle fluttuazioni del mercato e quindi dal rischio prezzi."Nonostante i nostri accordi commerciali si inquadrino nel tentativo di garantire un certo grado di 'sicurezza energetica', vale la pena ricordare che è proprio questa configurazione di sicurezza energetica ad esporci ad un aumento dei prezzi su cui non abbiamo alcuna leva. Trattiamo sul breve-medio termine quantità irrisorie di materia prima fossile e competiamo con soggetti le cui attuali esigenze e quelle future la fanno da padrone (è il caso del blocco asiatico, Cina in testa)", spiega il manager. Il fattore geopoliticoInfine, non manca un'interessante lettura della crisi in corso di natura geopolitica."In Iran - spiega Mottironi - si sta delineando un conflitto teso a ridurre le capacità di influenza dell'Est Globale sul Medio Oriente e sull'Africa, un passo consequenziale quasi logico a quanto già verificatosi con il caso Venezuela e al messaggio lanciato al 'resto del mondo' per le mire su quella parte di Sud Globale"."Geopoliticamente potrebbe trattarsi quindi di un ulteriore passo verso un totale decoupling militare, politico ed economico tra Ovest ed Est, che competono per espandersi commercialmente verso nuovi mercati e società"."La guerra di per sé avrà impatti a diverse velocità e profondità sui Paesi europei in funzione del loro mix energetico. Noi siamo sicuramente più esposti per il nostro ritardo nelle rinnovabili (ad oggi è già noto che non riusciremo nemmeno a raggiungere gli obiettivi del PNIEC al 2030): si potrebbe ridurre la crescita del Pil oppure quella traguardata potrebbe essere solo un'inflazione mascherata"."Siamo comunque in una fase di sola 'distruzione' oltre la quale non sembrano esserci chiari piani di 'ricostruzione' o, più in generale, di evoluzione controllata della situazione", conclude il manager di EnergRed Renewables.
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