Test - Hyundai Ioniq 6 N, lelettrica da 650 CV con la vocazione di Gran Turismo
Tempo al tempo, alla fine anche le concept come la RN22e diventano un'auto targata: la Hyundai Ioniq 6 N, versione sportiva che arriva in concomitanza con il restyling della 4 porte elettrica coreana. In quella N ci sono Namyang, sede del centro di ricerca e sviluppo del gruppo, e il Nürburgring, prova del fuoco per tutte le sportive. La domanda è: può una berlina lunga quasi 5 metri, da 2,2 tonnellate ed elettrica, ricevere i crismi di una sportiva vera? Il precedente a ruote alteLa risposta l'ha già data la Ioniq 5 N, basata sulla stessa piattaforma EGMP e con la stessa potenza: 478 kW o 650 CV. Qui però le aspettative sono ancora più alte, perché abbiamo un'ottantina di kg di massa e 35 mm di passo in meno, senza contare l'altezza inferiore di 90 mm, con tutto quello che ne consegue per baricentro e aerodinamica. Quest'ultima, sulla N, sacrifica parte della propria scorrevolezza (Cx 0,27 invece dello 0,21 da record delle versioni normali) in nome delle necessità di raffreddamento e deportanza, segnalate rispettivamente da prese d'aria più generose e da una vistosa accoppiata alettonespoiler in coda. Spazio per gambe e fantasiaNessuna rinuncia invece per l'eccellente abitabilità, condita di sedili sportivi (con la N illuminata), rivestiti in pelle e Alcantara, e insaporita da un sapiente mix tra plancia digitale, tunnel pieno di pulsanti e volante sportivo che mette nelle mani del pilota l'hardware e il software di questo bolide elettrico. I pulsanti più interessanti sono quello rosso, che scatena 10 secondi di N Grin Boost (avanti tutta) da sfruttare per i sorpassi e il launch control, e i due tasti N che richiamano altrettanti setup componibili mescolando elementi fisici (erogazione, sterzo, sospensioni, freni) e immateriali, come cambio e sound. Tra materiale e immaterialeMiracoli del software, la Ioniq 6 N è un autentico videogioco su quattro ruote: le cambiate del DCT8 virtuale sembrano assolutamente vere e anche il motore che, complice un generatore di suono dotato di due processori e sei canali, fa sentire i singulti da fuorigiri e gli scoppiettii in rilascio come se arrivassero da pistoni e terminali di scarico reali. Quella che c'è in ogni caso è la spinta warp fornita dai due motori a sei fasi, capaci di scaricare all'istante 770 Nm e portarci a velocità da decollo (257 km/h autolimitati) in pochi istanti. E volete cambiare la ripartizione della coppia sui due assali? Più facile che regolare il volume della radio.C'è anche il programma specifico per il drifting, che permette di impostare il grado di frenatina davanti, di pattinamento delle ruote e l'angolo d'imbardata. Ludicamente vostraGiocattolo sì - e rendere tale un animale di questa mole non è facile - ma la Ioniq 6 N ha anche solidi fondamentali hardware, primi fra tutti i freni, che recuperano energia fino a 0,6 G di decelerazione, e uno sterzo di ottimo livello. L'assetto poi, grazie anche a un baricentro nettamente più basso e a pneumatici meno aggressivi rispetto alla 5 N (275/40 R20 contro 275/35 R21), montati su cerchi che fanno risparmiare 6 kg di masse non sospese, permette a questa N di essere più precisa, veloce e progressiva al limite, ma anche sorprendentemente confortevole. Merito delle sospensioni e di un eccellente isolamento acustico.E considerando che la batteria a 800 volt da 84 kWh permette un'autonomia dichiarata di 487 km e una ricarica fino a 350 kW (1080% in 18 minuti), questa Ioniq 6 N è in definitiva una Gran Turismo che, oltre alle soddisfazioni nella guida, toglie anche le ansie e le attese da rifornimento. Prezzi: costa più o meno come la 5 NIl prezzo della nuova gamma Ioniq 6 non è ancora definito e dunque neppure quello della N, ma ci dicono che sarà nei dintorni della 5 N, quindi 77.000 euro. Troppi? Provate a fare una ricerca con i dati di potenza e accelerazione, mettendo nel conto tutta la sostanza e la tecnologia contenute in questa coreana, e vedete cosa riuscite a comprare con gli stessi soldi.
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Test - Toyota CHR+, lelettrico che convince: spazio, equilibrio e oltre 600 km di autonomia
Un nome che non ha bisogno di presentazioni per espandere l'offerta elettrica: la gamma 100% a batteria della Toyota evolve proprio con la CHR+, posizionata a fianco della cugina ibrida ma, come suggerisce anche la nomenclatura, anche contraddistinta da una lunghezza maggiore, a quota 4,52 metri. L'offerta si articola su due tagli di batteria: 57,7 e 77 kWh. Nel primo caso la trazione è anteriore, con 167 CV e fino a 458 km di autonomia nel ciclo WLTP. Salendo di livello, la versione con batteria da 77 kWh arriva a 224 CV e, soprattutto, a 607 km dichiarati, valore che rappresenta il riferimento tra i modelli elettrici Toyota.Al vertice si colloca la variante a trazione integrale AWD, capace di 343 CV e uno 0100 km/h in 5,2 secondi, con una percorrenza fino a 507 km. Tecnologia ed efficienza termicaSul fronte tecnico, la Toyota CHR+ introduce nuovi eAxle con semiconduttori in carburo di silicio, soluzione che migliora efficienza e densità di potenza. La ricarica può arrivare a 22 kW in corrente alternata o fino a 150 kW in corrente continua, con tempi dichiarati di circa 30 minuti per passare dal 10 all'80%.Non manca un lavoro approfondito sull'efficienza complessiva: dalla gestione termica della batteria al sistema di climatizzazione con pompa di calore, fino a un'aerodinamica curata che porta il coefficiente di resistenza a 0,262. Interni e sistema WeToyotaDentro, il salto rispetto alla CHR standard è evidente: abitabilità più generosa grazie al passo allungato (2,75 metri) e dotazione tecnologica centrata su un display da 14 pollici, con servizi connessi dedicati alla mobilità elettrica. Fra questi spicca WeToyota, diretta evoluzione del già noto WeHybrid, adattato all'elettrico puro. Come va la C-HR+ IconLa C-HR+ Icon, protagonista della prova, è la variante intermedia con batteria da 77 kWh e trazione anteriore, abbinata di serie ai cerchi da 18 (contro i 20 della Premium AWD).L'assetto generale si dimostra assai equilibrato: sufficientemente morbido nell'assorbire le asperità stradali, ma senza indulgere in movimenti eccessivi della scocca. La spinta del motore da 224 CV è progressiva e consistente, mai esuberante, perfettamente in linea con la vocazione del segmento.Il volante ha un carico ben calibrato: il diametro contenuto lo rende piacevole da impugnare e manovrare, anche se le razze risultano piuttosto affollate di comandi fisici, comunque facilmente utilizzabili senza distogliere lo sguardo dalla strada.Il pedale del freno è solido e offre una buona sensazione di resistenza, rendendolo facile da modulare. La frenata rigenerativa, invece, si articola su tre livelli selezionabili tramite paddle al volante, anche se manca una vera modalità onepedal. I prezzi della Toyota C-HR+Toyota CHR+ (57,7 kWh): 40.800 euroToyota CHR+ Icon (77 kWh): 43.800 euroToyota CHR+ Premium AWD (77 kWh): 49.800 euro
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Il decreto - Carburanti, il governo taglia le accise: fino a 30 centesimi in meno al litro, diesel a 1,8 euro
Il governo ha approvato il DL Carburanti, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali. Il testo include diversi provvedimenti, tra cui il tanto atteso taglio delle accise, mentre non prevede altre misure auspicate, per esempio, dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, come il tetto ai prezzi o un contributo straordinario dei concessionari autostradali sui profitti generati dal maggior differenziale dei listini nelle stazioni di servizio lungo le tratte sotto la loro gestione. Non è incluso neppure il prelievo sugli extraprofitti chiesto da diversi esponenti dell'opposizione.In ogni caso, il decreto introduce diverse misure contro il caro-carburanti, a partire proprio da una riduzione delle accise quantificata in 25 centesimi di euro al litro. L'intervento sulle acciseLa riduzione delle imposte che gravano su benzina e diesel (dopo l'allineamento deciso dallo stesso Governo ammontano a 0,67290 euro al litro per entrambi i carburanti) avrà una durata di 20 giorni e dovrebbe consentire un'immediata discesa dei prezzi. In particolare, il gasolio dovrebbe scendere sotto la soglia psicologica dei 2 euro al litro, superata proprio in questi giorni per le conseguenze della guerra in Iran sui mercati petroliferi internazionali.A tal proposito, Codacons ha calcolato che il taglio, considerata anche l'IVA che pesa sulle stesse accise, si traduce in un calo dei prezzi alla pompa di 0,305 euro al litro e in un risparmio di 15,2 euro su un pieno da 50 litri. Inoltre, il diesel, visto che è arrivato in media a 2,103 euro al litro, dovrebbe scendere a 1,798 euro/litro, non lontano quindi dai livelli precedenti il conflitto in Medio Oriente. La lotta alla speculazioneIl decreto istituisce poi uno speciale regime di controllo dei fenomeni distorsivi lungo la filiera. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi, nel caso rilevi un anomalo e repentino incremento dei prezzi, è tenuto a comunicare alla Guardia di Finanza il dettaglio degli operatori della distribuzione e delle relative compagnie petrolifere eventualmente coinvolte. I risultati delle verifiche dovranno essere trasmessi al Garante per le eventuali sanzioni e, in caso, alle autorità giudiziarie per verificare eventuali reati di natura penale. Bonus per autostrasporto e pescatoriInfine, viene introdotto un bonus straordinario per sostenere gli autotrasportatori e mitigare gli effetti economici derivanti, soprattutto, dal rincaro del gasolio. Il provvedimento prevede un contributo straordinario, sotto forma di credito d'imposta, nella misura del 28% della spesa sostenuta nel trimestre per l'acquisto del gasolio impiegato in veicoli di categoria Euro 5 o superiore, utilizzati per l'esercizio delle stesse attività, al netto dell'imposta sul valore aggiunto, comprovato mediante le relative fatture d'acquisto.Il decreto comprende anche misure a favore delle imprese della pesca: un credito d'imposta destinato a coprire le spese per l'acquisto del carburante, da marzo a maggio, nella misura del 20%.
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Partnership - Dalle bici del 1895 alle gare di oggi: Skoda al fianco della Federazione Ciclistica Italiana
Skoda Italia diventa Main Partner della Federazione Ciclistica Italiana (FCI) per il 2026. La Casa boema, che nel 1895 ha iniziato la propria attività proprio con le biciclette, è già sostenitrice dei più importanti eventi internazionali di ciclismo come il Tour de France, La Vuelta e i Mondiali UCI di mountain bike. Una flotta di Karoq, Octavia e KodiaqPer la FCI, Skoda metterà a disposizione di tecnici e dirigenti una flotta di la Karoq e l'Octavia Wagon; inoltre il marchio sarà presente sulle divise degli atleti.Un esemplare di la Kodiaq Sportline Be More sarà invece a disposizione del Presidente Cordiano Dagnoni per gli eventi istituzionali.
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Le strategie del Toro - Lamborghini: lelettrico non emoziona, ma è un arrivederci. La nuova ibrida plugin arriva nel 2030
La Lamborghini elettrica non arriverà più nel 2028, ma il progetto non è stato cancellato. La Casa emiliana, come ha spiegato il presidente e amministratore delegato Stephan Winkelmann (foto sotto) durante una tavola rotonda con la stampa italiana, ha rivisto le strategie in considerazione dello scarso interesse dei clienti per un modello a batteria.In altre parole, un Toro elettrico arriverà, ma non subito. Oggi, per ampliare la gamma, è preferibile proseguire lungo la strada dell'ibrido intrapresa anni fa con l'avvio del piano industriale Direzione Cor Tauri. I clienti non hanno accettato l'elettricoWinkelmann ha spiegato che la decisione di continuare con un quarto modello ibrido è maturata già durante il 2025, anche se la scelta finale è stata presa all'inizio del 2026, dopo aver riscontrato un peggioramento del sentiment della clientela. Quando abbiamo lanciato Direzione Cor Tauri, abbiamo scommesso sull'ibrido, che si è rivelata la scelta più adeguata per Lamborghini. Poi abbiamo visto che potevamo compiere un altro passo avanti prima con la Urus ibrida e quindi con il quarto modello completamente elettrico. Le analisi di mercato che abbiamo fatto all'epoca ci dicevano che l'accettazione dell'elettrico, anche nel nostro segmento, sembrava andare in una direzione positiva, ha argomentato il manager.Tuttavia, con l'andare del tempo, parlando con sempre più clienti (negli ultimi anni molti hanno testato l'elettrico), abbiamo riscontrato una loro esperienza non all'altezza delle aspettative. Abbiamo ripetuto la nostra analisi tra il 2024 e il 2025 e abbiamo visto che la curva dell'accettabilità nel nostro segmento non solo si è appiattita, ma si è abbassata. Per cui abbiamo detto: siamo ancora in una fase dove c'è una via di ritorno. E per questo motivo abbiamo deciso di fare una vettura ibrida. Questo non toglie il fatto che in futuro non si possa avere una vettura interamente elettrica a batteria. Il problema dell'elettrico? Il motoreDiversi sono i motivi alla base del basso interesse. Rispetto a qualche anno fa il rifiuto per l'elettrico è aumentato in maniera sostanziosa in tutto il mondo. Il rifiuto principale deriva dal fatto che non c'è più un motore termico, ha sottolineato Winkelmann, ricordando che nel mondo del lusso sportivo gli acquisti sono motivati dal marchio, dal design, dalle performance, ma ancor di più "dall'emozione che danno queste vetture. E poi c'è il suono dello stesso motore, che per la stragrande maggioranza dei clienti Lamborghini è una conditio sine qua non', almeno attualmente. Non è comunque un addio, bensì un arrivederci: Stiamo comunque lavorando per avere un'elettrica più in là nel tempo. L'innovazione deve andare a beneficio del cliente, perché quando si acquista una Lamborghini, si acquista un sogno. importante che la tecnologia sia sì innovativa, ma anche necessaria e che il cliente la accetti.E la Ferrari? Winkelmann preferisce non entrare nel tritacarne delle polemiche e fa eco alle dichiarazioni dell'omologo di Maranello, Benedetto Vigna: Le aziende decidono in maniera autonoma. Ognuno fa la sua strategia. Continuiamo a investire nell'elettrico come idea per il futuro, anche per non perdere la capacità reattiva del nostro prodotto e della nostra marca qualora l'elettrico potesse arrivare dopo il 2030, ma noi oggi non vediamo un mercato. Io non vedo un trend oggi e non lo vedo neanche domani. La nuova ibrida plug-inDetto questo, il dietrofront, per quanto parziale, ha determinato un ritocco dei programmi. Il quarto modello, che sarà sempre una gran turismo 2+2 come da idea originaria, arriverà nel 2030, due anni dopo il lancio previsto per la Lanzador. Del resto, l'elettrica doveva essere sviluppata su una piattaforma dedicata, mentre ora i tecnici stanno lavorando su un concetto completamente nuovo. Una cosa è certa: sarà un'ibrida plug-in, non un'elettrica con range-extender.Insomma, Lamborghini non si discosterà ancora per diversi anni dal percorso tecnologico imboccato con Direzione Cor Tauri. Per ora è prioritario concentrare l'attenzione sui modelli in gamma (la Urus, la Revuelto e la Temerario) e sulle relative derivate. Nei prossimi mesi ce ne saranno diverse. Winkelmann ha preferito non fornire dettagli, limitandosi a ricordare quattro eventi: a maggio, la seconda edizione di Lamborghini Arena a Imola; il Goodwood Festival of Speed a luglio; la Monterrey Car Week ad agosto e Art Basel di Miami a dicembre. Che anno sarà il 2026?Winkelmann non si è sbilanciato nel fornire stime sulle performance finanziarie attese per quest'anno. Il contesto operativo è denso di incertezze, tanto più con una guerra in Medio Oriente dall'esito imprevedibile. Il numero uno di Sant'Agata Bolognese ha ricordato come l'azienda abbia affrontato molte sfide dopo la pandemia del Covid: problemi logistici, crisi dei chip, guerra in Ucraina, crollo del mercato del lusso in Cina, i dazi statunitensi e ora la nuova tegola mediorientale: Vedremo come va. Oggi è molto presto per dare un giudizio su quello che può succedere. Per quanto riguarda l'effetto che il prezzo del petrolio e del gas può avere a lungo andare sui mercati globali, è tutto da vedere perché bisognerà capire quanto dura questa guerra. Dunque è prematuro fornire stime anche se il 2026 andasse a gonfie vele, con tutti i mercati che tirano.E lo stesso vale per eventuali ricadute su un mercato locale che, per quanto di nicchia, ha comunque un peso sulle performance di Lamborghini: il Medio Oriente pesa circa il 5% sul fatturato totale e oltre 500 consegne. In ogni caso, l'azienda ha sempre un portafoglio ordini consistente: Winkelmann ha parlato di tempi di attesa intorno a un anno per tutti e tre i modelli in gamma. Come è andato il 2025?D'altro canto, il 2025 ha già fatto capire quanto sia difficile il contesto operativo, anche per un'azienda del lusso. Lamborghini ha chiuso l'anno con nuovi record storici sul fronte delle consegne (10.747 vetture, +0,6%) e del fatturato (3,2 miliardi, +3,3%), ma il risultato operativo è sceso dell'8% a 758 milioni, per un margine in discesa dal 27% al 24%. A pesare sono stati diversi fattori esogeni, tra cui il contesto valutario sfavorevole (dollaro statunitense e yen giapponese su tutti) e i dazi statunitensi, nonché l'impatto del dietrofront sull'elettrico. Nel complesso, però, l'azienda è riuscita a compensare i riflessi negativi grazie a un attento controllo dei costi e a un miglioramento del mix di prodotto.A tal proposito, sono interessanti alcune considerazioni sull'importanza delle personalizzazioni, ormai diventate una delle colonne portanti del costruttore emiliano perché portano margini aggiuntivi e la domanda rimane molto elevata. Winkelmann ha fatto l'esempio della Revuelto: a listino costa oltre 500 mila euro, ma il prezzo medio di vendita si aggira sui 600 mila grazie ai tanti optional richiesti. Nessun dettaglio, invece, sull'impatto della revisione strategica e ancor di più sui dazi statunitensi, saliti dal 2,5% al 15%. Una cosa è certa: il neo-protezionismo americano un impatto l'ha prodotto. In un mercato che per noi pesa circa il 30%, non ci sono vie di fuga come potevano esserci quando abbiamo chiuso il mercato russo, che pesava il 3-4% dei volumi, oppure la Cina, che è andata dal 10% a circa il 5%. Non siamo riusciti ad avere un'altra possibilità in altri mercati, ha spiegato Winkelmann, parlando di una riduzione delle vendite e di una contestuale contrazione dei margini, solo in parte compensata dalla decisione di aumentare i prezzi della Revuelto del 10% e di Urus e Temerario del 7%. In ogni caso, il manager, che ha escluso un nuovo rincaro dei listini (Non aiuta la domanda in questo momento), si aspetta una normalizzazione del mercato Usa già quest'anno, probabilmente nel secondo semestre.Infine un passaggio sulle normative comunitarie sulle emissioni. Winkelmann ha ribadito l'interesse per la benzina sintetica, ma ha anche parlato della necessità di ottenere un prolungamento delle esenzioni per i piccoli costruttori, valide per ora fino ad almeno il 2030. A tal proposito, ha indicato come siano già in corso colloqui con l'Unione Europea per capire quali possano essere i prossimi passi.
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Mimit - Incentivi bruciati in poche ore: i bonus per microcar e quadricicli elettrici sono già finiti
Sono bastate due ore o poco più per esaurire il fondo destinato all'acquisto di ciclomotori, motocicli e quadricicli elettrici (categorie L1e-L7e). Le prenotazioni sulla piattaforma dell'Ecobonus, gestita da Invitalia per conto del Ministero delle Imprese, si sono aperte oggi alle 12, ma con la corsa al contributo le risorse sono state prosciugate in tempi record: il classico click day, come spesso accade con queste agevolazioni. Dei 30 milioni di euro stanziati sono rimaste solo briciole, di fatto inutilizzabili. E ora, nessun bonusRicapitolando: in Italia il governo non ha più stanziato incentivi per le auto elettriche, mentre quelli per microcar e quadricicli elettrici sono stati divorati in poche ore. Sullo sfondo resta soltanto l'eco di presunti possibili incentivi europei per auto Made in UE, ma al momento siamo ancora in alto mare.
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Auto sportive - Hyundai, tornano le N a benzina
Nel corso di un incontro con la stampa, Hyundai ha confermato un'inversione di rotta nella strategia dei modelli N ad alte prestazioni: le sportive coreane non saranno più solamente elettriche, come annunciato all'inizio del 2024, ma torneranno ad avere nel cofano anche motori a benzina. Il motivo di questo cambio di strategia è abbastanza evidente: come molti altri costruttori, anche Hyundai deve fare i conti con un mercato che non sta passando all'elettrico con la velocità che ci si aspettava, e con il mutato scenario internazionale degli ultimi mesi.Lo scorso mese di settembre la Casa coreana aveva illustrato i suoi piani per il futuro, che prevedono diciotto nuovi modelli ibridi entro il 2030 e sette modelli ad alte prestazioni della linea N. Due novità per la NIn questo nuovo contesto, la gamma N potrà contare su più di 7 modelli entro il 2030, a testmoniare un rinnovato impegno della Casa nel segmento ad alte prestazioni della Casa coreana. Inoltre, come detto, le Hyundai sportive assisteranno al ritorno alle motorizzazioni termiche, andando oltre la gamma elettrica al momento rappresentata solo da Ioniq 5 N e Ioniq 6 N. Torna la i20 N?Hyundai ha parlato di un ampliamento della gamma N anche ai modelli best seller con motori termici puri (ICE) e full hybrid (HEV), senza scendere in ulteriori dettagli. La prima ipotesi è quella del ritorno della i20 N, presentata nel 2020 e uscita dai mercati europei due anni fa: la hatchback coreana montava un 1.6 GDi turbo da 204 CV e 275 Nm di coppia, abbinato a un cambio manuale a sei rapporti, scattava da ferma a 100 km/h in 6,2 secondi e toccava i 230 km/h di velocità massima.Pensando ai motori ibridi, non è da escludere un altro ritorno, quello della Kona N, che nella sua versione full hybrid monta un 1.6 da 138 CV. E chissà che non sia la volta anche di una Tucson N.
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Ecobonus - Fiat Topolino, la microcar più venduta: con gli incentivi 2026 il prezzo può scendere fino a 5.934 euro
Da quando è arrivata sul mercato, la Fiat Topolino ha conosciuto un successo sempre maggiore: secondo quadriciclo elettrico nel 2024, nel 2025 ha superato la "gemella" Citroën Ami conquistando il primo posto nella categoria L6e, quella guidabile dai 14 anni. Con i nuovi incentivi 2026 per microcar e quadricicli elettrici, partiti nella giornata del 18 marzo, la più piccola delle Fiat attualmente a listino può arrivare a costare, in caso di rottamazione, 5.934 euro. Fa parte della categoria L6eCome la Ami e altre microcar, anche la Topolino rientra nella categoria L6e, quella dei quadricicli leggeri: secondo le norme devono pesare meno di 350 kg e non superare i 45 km/h di velocità di punta, mentre la potenza massima non può andare oltre i 6 kW (pari a 8,2 CV). Possono essere guidati dai 14 anni con la patente AM (16 anni se si vuole portare un passeggero a bordo). Non possono però andare in tangenziale o in autostrada, ma limitarsi a strade urbane e secondarie. Com'è fattaCome l'omologa francese, la Fiat Topolino è lunga 254 cm, larga 140 e alta 153. Rispetto alla Ami cambiano però i gruppi ottici anteriori, che si differenziano da quelli posteriori: entrambi ricordano quelli dello storico Cinquino. Gli interni sono semplici ed essenziali, con due posti a sedere leggermente disassati: in questo modo, le spalle e le braccia degli occupanti non si danno fastidio a vicenda. Dietro il volante c'è un piccolo display per la strumentazione, a cui si aggiunge un supporto per lo smartphone al centro della plancia, rivestita in un originale tessuto a righe. Motore e autonomiaIl motore da 6 kW (8,2 CV) montato all'anteriore permette di raggiungere la velocità massima - imposta per legge - di 45 km/h. La batteria agli ioni di litio da 5,4 kWh assicura un'autonomia di 53 km reali, rilevati dal Centro prove, contro i 75 dichiarati dalla Fiat. Per la ricarica basta qualche ora alla presa domestica, con il cavo integrato nella portiera e la presa Schuko da 2,3 kW. Quanto costa (con e senza incentivi)Accanto alla versione Verde Vita, da qualche mese c'è anche la nuova Corallo, caratterizzata da un colore rosso intenso della carrozzeria e un display più grande dietro il volante. Per chi pensa di utilizzare quest'auto principalmente nelle località di villeggiatura, esiste anche la versione Dolcevita, senza portiere (sostituite da corde come quelle delle navi) e con il tetto apribile in tela. Tra gli optional c'è un elegante (e pratico) portapacchi posteriore cromato, calotte vintage dei retrovisori, tappetini e tendina parasole. Di serie il tetto panoramico in vetro.
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Codice della Strada - Dal 16 maggio scatta il targhino obbligatorio per i monopattini: almeno 38 euro di spesa
Scatterà il 16 maggio 2025 l'obbligo di targhino e di assicurazione per i monopattini elettrici. La data è stata fissata con la pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, del decreto ministeriale che ha istituito, presso la Direzione generale della Motorizzazione civile a Roma, la piattaforma informatica per il rilascio dei contrassegni identificativi introdotti con l'ultima riforma del Codice della strada e le cui caratteristiche tecniche erano state disciplinate dal ministero dei Trasporti nel giugno dell'anno scorso. Per fare da soli serve lo SPIDSemplificando al massimo, con l'attivazione della piattaforma i cittadini maggiorenni possono finalmente presentare la richiesta per il rilascio del targhino, per sé o per conto di un minore che abbia compiuto 14 anni. Alla piattaforma si può accedere mediante SPID di secondo livello o carta d'identità elettronica attraverso il Portale dell'automobilista.Una volta all'interno, è possibile fare le seguenti operazioni:presentare l'istanza per il rilascio del contrassegno;prenotare il ritiro del contrassegno presso gli uffici della Motorizzazione civile oppure (ma questa funzione non è ancora stata attivata) presso gli studi di consulenza automobilistica, le cosiddette agenzie di pratiche auto;comunicare la data e il numero di protocollo della denuncia nei casi di furto e smarrimento del contrassegno o del monopattino elettrico;comunicare i casi di deterioramento del contrassegno;richiedere la cancellazione del contrassegno. Almeno 38 euro di spesaUna volta presentata la domanda di rilascio, la Motorizzazione civile abbinerà il codice fiscale del proprietario del mezzo con il codice alfanumerico del contrassegno. Il contrassegno costerà 8,66 euro, a cui si aggiungeranno 10,20 euro di diritti Motorizzazione, 16 euro di imposta di bollo più il costo del servizio PagoPA, pari, in genere, a 1-2 euro per ogni pagamento. Insomma, in tutto circa 38 euro.A quel punto il targhino - prodotto dal Poligrafico dello Stato - potrà essere ritirato direttamente nella sede della Motorizzazione civile indicata al momento della presentazione della domanda. In alternativa si potrà incaricare dell'operazione un'agenzia di pratiche auto e, quindi, ritirare il contrassegno nello studio di consulenza. Ovviamente, in questa seconda situazione bisognerà aggiungere alle spese amministrative il costo del relativo servizio (la tariffa è libera e, per il momento, non è possibile dare alcuna indicazione). Con il targhino la polizza RC diventa obbligatoriaCon il numero del targhino bisognerà poi stipulare una polizza RC specifica per monopattino che le compagnie assicuratrici si apprestano a mettere sul mercato. ANIA, l'associazione delle compagnie assicuratrici, a sua volta abbinerà - sulla stessa piattaforma informatica ministeriale - la polizza RC sottoscritta al targhino e, quindi, alla persona a cui è stato rilasciato. In questo modo le forze di polizia potranno verificare in tempo reale e da remoto la presenza della copertura assicurativa sul mezzo identificato con il contrassegno.
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Regno Unito - Bentley riduce il personale e resta cauta sullelettrico: Difficile convincere i clienti
Bentley ha avviato un programma di riduzione degli organici con l'obiettivo di migliorare le efficienze operative. La Casa britannica taglierà fino a 275 lavoratori, pari a circa il 6% dei 4.600 dipendenti. La misura riguarderà soprattutto gli impiegati, non gli operai, e si concretizzerà nella cancellazione di circa 150 posizioni nelle attività amministrative, oltre ad altre iniziative: non saranno coperti posti già vacanti e non verranno sostituiti i lavoratori in uscita.I tagli sono motivati dalla necessità di rendere più efficiente l'azienda in vista della prossima fase di crescita, ma c'è un aspetto da non sottovalutare: le strategie di elettrificazione e le difficoltà nel convincere la clientela della bontà della tecnologia elettrica a batteria. Prima elettrica confermata, per oraL'amministratore delegato d Bentley, Frank-Steffen Walliser, ha parlato di decisioni difficili per assicurare la competitività di lungo termine. Secondo il manager, la riduzione del personale e il taglio agli investimenti garantiranno che Bentley rimanga finanziariamente solida e ben posizionata per la prossima generazione di veicoli di lusso. Non è casuale, però, che l'annuncio arrivi in una fase cruciale per l'elettrificazione della B alata.Nel quadro della strategia Beyond100+, Bentley puntava a diventare un costruttore di sole elettriche entro il 2030, ma ha poi rivisto il percorso, concentrandosi sull'ibrido plug-in, che resterà in gamma anche dopo il 2035. stato comunque confermato il lancio nel 2027 della prima elettrica, quarto modello della gamma, una SUV urbana. Il progetto va avanti, ma Walliser ha ammesso che c'è molto lavoro da fare per convincere i clienti ad abbracciare il tutto elettrico. Un segnale di cautela condiviso anche da altri marchi dell'alto di gamma. Conti in sofferenzaI tagli sono legati anche a un contesto di mercato complesso, che ha già inciso sui conti del 2025. I ricavi sono scesi dell'1,2% a 2,615 miliardi di euro, mentre le consegne sono calate del 4,8% a 10.131 unità. Bentley resta profittevole per il settimo anno consecutivo, ma l'utile operativo è crollato del 42,1% a 216 milioni, con un margine sceso all'8,3%. A pesare sono stati soprattutto la debolezza del mercato cinese, i dazi statunitensi e la volatilità dei tassi di cambio.
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Neue Klasse - BMW i3 non sarà solo berlina e Touring: dopo la station wagon tornano coupé, cabrio e Compact?
Durante la presentazione della BMW i3 Neue Klasse, il CEO della Casa tedesca Oliver Zipse ha confermato l'arrivo della versione Touring, anticipata da un brevissimo video teaser proiettato sui maxischermi alle sue spalle. Nel suo intervento, Zipse ha però lasciato intendere che in cantiere, oltre alla station wagon, ci sono altre varianti di modello La Touring è confermata, ma c'è dell'altroQuella che vedete oggi sul palco è solo una variante della nuova Serie 3, ha spiegato Zipse, ma questo modello è sempre stato molto di più di una berlina, e questo non cambierà in futuro. a questo punto che parte il breve video che mostra la silhouette della i3 Touring, caratterizzata da una fiancata muscolare, soprattutto in corrispondenza dei passaruota posteriori. Quali altre varianti arriveranno?, ha chiesto il CEO dell'Elica. Non voglio rivelare tutto oggi, ma c'è almeno un modello che sono lieto di poter confermare, ossia la Touring. Coupé, cabrio e poi?Non ci sono conferme ufficiali, ma le parole di Zipse lasciano immaginare l'arrivo, nei prossimi mesi, di ulteriori varianti della Serie 3, come già avvenuto nelle precedenti generazioni.La più probabile è la versione coupé a tre porte, ma non è da escludere neppure una cabrio, che diventerebbe la prima scoperta full electric della Casa tedesca. Meno probabili, ma non per questo da escludere, una cinque porte (come la Gran Turismo del 2013) e una hatchback a due volumi, che riporterebbe sulle strade la Serie 3 Compact prodotta negli anni a cavallo del XXI secolo.
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Allarme Siteb - Asfalto sempre più caro: lesplosione dei costi rischia di fermare i cantieri stradali
La manutenzione delle strade è diventata costosissima a causa della guerra in Iran, che fa volare i listini di petrolio e gas metano. L'associazione Siteb (Strade Italiane e Bitumi) lancia l'allarme, evidenziando il rischio che il settore si paralizzi, con il fermo degli impianti.Negli ultimi 20 giorni, la quotazione del bitume è aumentata fino a 200 euro a tonnellata, con un'impennata record del 47% rispetto a febbraio 2026, mentre è raddoppiato il costo dell'energia necessaria alla produzione dell'asfalto. In particolare, una tonnellata di gas metano, fondamentale per la produzione del conglomerato bituminoso, è schizzata da 2-3 euro a 6-7 euro, con un'incidenza che raggiunge 12-14 euro per metro cubo di conglomerato prodotto. Le richieste al governoEcco perché il presidente dell'associazione, Alessandro Pesaresi, ha inviato una lettera al ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, e alle istituzioni competenti: senza un aggiornamento degli elenchi prezzi da parte delle stazioni appaltanti, i rincari non potranno essere assorbiti integralmente dalle imprese esecutrici. Urgono misure, tra cui l'introduzione di un contributo straordinario per l'emergenza energetica, limitato alla durata dell'attuale fase economica e ai lavori già acquisiti.Sarebbero inoltre preziose la revisione delle soglie di alea nel meccanismo di compensazione per il caro materiali e l'adeguamento dei meccanismi di revisione prezzi. Utile, infine, il riconoscimento stabile degli oneri per conferimento e trasporto dei rifiuti, per rendere sostenibili i processi della green economy, che comportano per le imprese forti investimenti.
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Francia - Ayvens accelera sul leasing dellusato: accordo con Renault per il ricondizionamento delle auto
Ayvens compie un nuovo, importante passo avanti nel leasing di lungo termine di veicoli usati, un business da molti considerato estremamente interessante per il futuro dell'intero settore del noleggio. L'azienda di fleet management, nata dalla fusione tra ALD Automotive e LeasePlan, ha avviato una collaborazione industriale con Renault per ricondizionare le auto al termine del contratto di locazione iniziale e quindi reimmetterle sul mercato. Le ambizioni di AyvensLa partnership servirà a sostenere gli obiettivi che Ayvens si è data con la sua offerta ReLease. Al momento, i contratti firmati ogni mese in Francia sono solo poche centinaia, rispetto ai circa 10 mila del nuovo. Tuttavia, la società punta ad arrivare a 10 mila locazioni all'anno entro tre anni. Solo per il 2026, l'obiettivo è la firma di 3.500 contratti di leasing sull'usato, rispetto ai 1.800 del 2025.Le ambizioni di crescita rendono quindi fondamentale utilizzare una struttura industriale in grado di movimentare e trattare un parco veicoli sempre più consistente, come nel caso della fabbrica Renault di Flins, a poco più di 40 chilometri da Parigi. L'impianto, aperto nel 1952, ha fatto la storia della Losanga: dalle sue linee sono uscite vetture iconiche come la Dauphine, la Renault 5 e la Clio, solo per citarne alcune. Tuttavia, dal 2020 è stato sottoposto a un programma di ristrutturazione e riorganizzazione che lo ha trasformato nella Refactory, un polo specializzato in attività di riciclo, smaltimento e riuso di tutte le componenti di un veicolo (di qualsiasi marca e tipologia) secondo i principi dell'economia circolare. L'importanza del ricondizionamentoTra l'altro, le due aziende collaborano già da tempo: negli ultimi mesi sono infatti transitati da Flins oltre 5 mila veicoli della flotta Ayvens. Ora, però, vetture e furgoni saranno ricondizionati anche per rinnovare i contratti di leasing. Tale formula è importante soprattutto per le auto elettriche. La loro rapida svalutazione ha determinato un crollo dei valori residui, che, a sua volta, ha generato pesanti ripercussioni sui bilanci delle società di noleggio.Una delle soluzioni per proteggersi dai rischi associati all'andamento del valore residuo è rappresentata dal leasing delle elettriche per periodi prolungati, tramite la sottoscrizione di più contratti anche dopo la fine del primo. I contratti di locazione hanno una durata che varia da un minimo di 24 mesi a un massimo di 60 mesi (solo in alcuni casi specifici possono arrivare fino a 84 mesi), ma nel canale dei privati si possono anche sottoscrivere per soli 12 mesi.Poter firmare più contratti consente alle società di sfruttare al massimo le auto ed evitare il problema maggiore legato al valore residuo: ritrovarsi, al termine del primo leasing, con veicoli che valgono poco o nulla quando vengono poi reimmessi sul mercato per un'eventuale vendita.
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ZTL - Zona 30 a Roma: prima ti avvisa, poi scattano le multe
Prima i display senza multare e poi gli autovelox con le contravvenzioni sul posto: nella ZTL del centro di Roma tutto procede come previsto. Dopo aver esteso a tutta l'area il limite massimo di 30 km/h il 15 gennaio 2026, il Comune comincia a installare gli indicatori di velocità.Sono gli infovelox, dispositivi che non scattano foto e non sanzionano: grazie ai sensori radar, misurano la velocità dei veicoli in avvicinamento e mostrano, tramite pannelli luminosi, se si è sotto il limite (verde) o sopra (rosso). Il tutto corredato spesso da un'iconica faccina sorridente nel primo caso, triste nel secondo. Autovelox mobili in arrivo nella Zona 30Il passo successivo saranno gli autovelox mobili: gli agenti della Polizia Locale fermeranno subito i trasgressori, contestando la violazione sul posto e sul momento, come a Bologna. Per migliorare la sicurezza stradale, e non per fare cassa, dicono le amministrazioni.In parallelo, nella Capitale, dove il limite è di almeno 50 km/h, continuano a operare i vecchi e nuovi autovelox fissi e automatici: senza Forze dell'ordine sul posto, la multa viene spedita a casa.
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Prezzi e versioni - Volvo EX60 Cross Country: ordini aperti per la SUV elettrica da 510 CV e 640 km di autonomia
Presentata alla fine di gennaio, la Volvo EX60 arriva ufficialmente in Italia con il debutto presso il Volvo Studio, in centro a Milano, a pochi giorni dalla decisione della Casa svedese di aumentare i volumi di produzione per il 2026, in virtù del grande quantitativo di ordini ricevuti nelle prime settimane, "notevolmente superiori" alle previsioni iniziali. Per l'occasione, la Volvo ha aperto gli ordini della variante Cross Country, disponibile in due allestimenti e prezzi a partire da 71.450 euro. Le consegne inizieranno nel 2027. 510 CV e 640 km di autonomiaLa Volto EX60 Cross Country è disponibile nella versione P10 AWD, con powertrain dual motor da 375 kW (510 CV) e 710 Nm di coppia, che fanno scattare la SUV svedese da ferma a 100 km/h in 4,7 secondi, fino alla velocità massima autolimitata a 180 km/h (come su tutte le Volvo). La batteria ha una capacità lorda di 95 kWh (91 kWh netti), per un'autonomia dichiarata di 640 chilometri. La ricarica in corrente continua accetta potenze fino a 370 kW. A differenziarla dalla versione normale ci sono cerchi specifici, piastre di protezione in acciaio spazzolato davanti e dietro, passaruota allargati e un assetto rialzato di 20 mm (che può essere abbassato o aumentato di altri 20 mm con le sospensioni pneumatiche di serie). Esclusiva per la CC anche la tinta Frost Green per la carrozzeria. I prezzi della EX60 Cross CountryEX60 Cross Country Plus First Edition: 71.450 euroEX60 Cross Country Ultra First Edition: 78.400 euro
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Noleggio - Drivalia amplia lofferta degli abbonamenti mensili CarCloud
Drivalia amplia l'offerta di CarCloud, l'abbonamento mensile all'auto che ha già conquistato oltre 45.000 utenti in Italia: vengono, infatti, rinnovati, i pacchetti City e New Arrivals e viene introdotta l'inedita formula City Planet. Le nuove offerteIn particolare, City e New Arrivals vengono rinnovati, con una forte impronta GPL, per ottimizzare i costi di gestione. Il primo, ideale per gli spostamenti urbani conDR4, DR5 e DRF35, è disponibili a un canone di 439 euro al mese (IVA inclusa), mentre il secondo, dedicato a chi opta per una Suv o un crossover comeDR6, Tiger Six, Evo 6 e SportEquipe 6, ha un costo mensile di 599 euro.Per entrambe le soluzioni va aggiunto il costo di iscrizione al servizio CarCloud, attualmente in promozione a 99,50 euro.Fa inoltre il suo debuttoCarCloud City Planet. L'abbonamento includeFiat Pandina 1.0 Hybrid (65 CV)con un canone mensile di369 euro,che comprendeun pacchetto di servizi completo(assicurazione, bollo e manutenzione) e un costo di iscrizione sempre di 99,50 euro.Infine, per chi intende abbracciare la transizione energetica, Drivalia conferma ilcanone di599 euro (oltre alla quota di iscrizione) sulla gamma di veicolielettrici, tra cuiPeugeot e-208, Opel Corsa-e, MG4, Jeep Avenger e Skywell.CarCloud si rivolge aprivati, liberi professionisti e aziende, non prevedealcun anticipoe può essere rinnovato mensilmente fino a un massimo di un anno. Con una durata minima di 30 giorni, l'abbonamento può essere disdetto in ogni momento senza penali.Per abbonarsi, basta acquistare il voucher e convertirlo sul sito di CarCloud. Una volta attivato, sarà possibile prenotare il veicolo, ritirarlo o cambiarlo con un preavviso di 48 ore lavorative. Tra i servizi sono inclusi2.000 km di percorrenza al mese, lapolizza RC Autocon coperture Kasko e furto, l'assistenza per lamanutenzione sia ordinaria sia straordinaria e24 ore al mese di accesso alcar sharing elettrico E+Share Drivalia pertre mesi a Torino e Lione.
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Carburanti - Diesel verso 2,1 euro al litro, benzina a 1,86: svanisce anche lo sconto pompe bianche
La corsa dei prezzi dei carburanti è letteralmente senza freni, in scia alle conseguenze della guerra in Iran sui mercati petroliferi. Il quadro tratteggiato da Staffetta Quotidiana, nella sua consueta rilevazione giornaliera, è a tinte sempre più fosche: i rincari dei listini consigliati dai maggiori marchi stanno infatti spingendo a nuovi massimi i prezzi praticati alle pompe di servizio.La media nazionale del gasolio erogato in modalità self service è a un passo dai 2,1 euro al litro (il picco dal 22 marzo 2022), mentre la benzina va sempre più verso 1,86 euro/litro (livello raggiunto a fine luglio 2024). Del resto, nonostante le quotazioni dei prodotti raffinati siano in lieve calo, il Brent, l'indice di riferimento per il petrolio, rimane per il quarto giorno consecutivo sopra i 100 dollari al barile. Azzerato lo sconto delle pompe biancheIn tale quadro, la testata specializzata segnala anche un altro fenomeno allarmante per le tasche degli automobilisti, per quanto ampiamente previsto: "Si è praticamente azzerato lo sconto delle pompe bianche, ovvero la differenza di prezzo che corre storicamente tra le stazioni di servizio delle compagnie e i punti vendita indipendenti di marchi minori, scrive Staffetta. Negli ultimi anni il differenziale si è aggirato intorno ai due centesimi al litro, in questi giorni è ridotto a pochi millesimi". I nuovi rincari e le medieStaffetta Quotidiana dà conto anche dei nuovi rincari consigliati dalle maggiori compagnie: Q8 ha aumentato di sei centesimi al litro i prezzi della benzina e di uno quelli del gasolio, mentre Tamoil ha optato per un rialzo di quattro centesimi sulla benzina e di due sul gasolio. Tali decisioni si riverseranno, ovviamente, solo domani 19 marzo sulle medie nazionali.Quelle di oggi sono elaborate sulla base di quanto comunicato ieri 17 marzo dai gestori di circa 20 mila impianti al relativo Osservatorio del MIMIT e quindi non includono gli ultimi rincari. In particolare, la benzina self service quota 1,855 euro/litro (+13 millesimi) e il diesel 2,089 euro/litro (+18).Al servito, benzina a 1,988 euro/litro (+13), gasolio a 2,221 euro/litro (+18), GPL a 0,705 euro/litro (invariato), metano a 1,506 euro/kg (+5) e GNL a 1,233 euro/kg (-1).Quanto alla differenza tra major e reti indipendenti, la benzina al faidate va da 1,858 euro/litro delle compagnie a 1,849 delle pompe bianche e il diesel da 2,090 a 2,087. Al servito, invece, benzina tra 2,026 e 1,918, gasolio tra 2,256 e 2,156, GPL tra 0,715 e 0,694, metano tra 1,507 e 1,505, GNL tra 1,239 e 1,229.Infine, lungo le autostrade, il prezzo medio della benzina al self service è di 1,940 euro/litro (2,190 al servito), quello del gasolio di 2,148 euro/litro (2,397), del GPL di 0,836 euro/litro, del metano di 1,538 euro/kg e del GNL di 1,295 euro/kg.
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Berlina a batteria - BMW i3 Neue Klasse, la nuova Serie 3 elettrica promette 900 km di autonomia - VIDEO
Dopo la SUV, ecco la berlina: BMW presenta la nuova i3. Si tratta del secondo modello elettrico basato sulla piattaforma Neue Klasse, ovvero la sorella a tre volumi della iX3. Per il momento la vettura debutta nella versione 50 xDrive, alla quale seguiranno altre varianti. inoltre già chiaro che alla berlina seguirà una Touring e che anche la Serie 3 endotermica proseguirà la sua carriera. Lo stile inaugura una nuova eraIl design della carrozzeria e degli interni nasce dallo stesso approccio scelto per la iX3 e porta nelle concessionarie il linguaggio stilistico anticipato dalla Vision Driving Experience e dai Concept precedenti. Ritroviamo quindi la nuova impostazione dei gruppi ottici e del doppio rene anteriore, insieme all'innovativo Panoramic iDrive, che unisce lo schermo centrale da 17,9" alla fascia Panoramic Vision sotto al parabrezza e all'head-up display 3D, offrendo ai passeggeri tutte le informazioni necessarie. Per la presentazione è stata scelta una livrea capace di esaltare le potenzialità di personalizzazione: la i3 è infatti allestita nella inedita tinta M Le Castellet Blue metallic, con cerchi da 21" e M Sport Package, mentre l'abitacolo è rifinito in Veganza Digital White con dettagli Atlas Grey. Unico anche il volante: un quattro razze con disposizione a croce, identico a quello della iX3, progettato senza vincoli di visibilità. La strumentazione, infatti, si osserva al di sopra della corona e non attraverso il volante stesso. Fino a 900 km di autonomia WLTPLa versione 50 xDrive, con doppio motore elettrico, mette a disposizione 469 CV e 645 Nm di coppia massima: valori identici a quelli della SUV, ma la migliore aerodinamica consente un'efficienza superiore. Questo si traduce in 900 km di autonomia stimata nel ciclo WLTP (contro gli 805 km della iX3).Sul fronte della ricarica, la i3 supporta potenze fino a 400 kW, permettendo di recuperare 400 km di percorrenza in 10 minuti e di passare dal 10 all'80% in 21 minuti. In alternativa, è possibile utilizzare una wallbox in corrente alternata ed è prevista anche la ricarica bidirezionale.Le prestazioni dichiarate parlano di una velocità massima di 200 km/h e di uno 0-100 km/h in 4,7 secondi. già confermata una variante meno potente, denominata 40 xDrive, oltre a una futura entry level della quale, per ora, non sono state comunicate le caratteristiche. Dinamica di guida unica, aspettando la MLa dinamica di guida della i3 è uno dei temi su cui BMW ha concentrato maggiore attenzione. Fin dalle prime Concept, il messaggio è stato chiaro: la controparte elettrica della Serie 3 deve preservare il DNA sportivo del marchio.A rendere possibile questo obiettivo contribuisce la centralina di controllo denominata Heart of Joy, che lavora insieme al BMW Dynamic Performance Control, gestendo powertrain, freni, ricarica, recupero dell'energia e sterzo. Una soluzione destinata a diventare centrale con l'arrivo della variante M della i3, già annunciata come una pietra miliare per la Casa tedesca: grazie a quattro motori elettrici e a una potenza complessiva stimata oltre i 1.000 CV, promette prestazioni di assoluto riferimento. stato comunque confermato che l'arrivo della i3 M non segnerà la fine della M3 endotermica, che continuerà la propria carriera insieme alla nuova generazione della Serie 3, attesa nel 2027.
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Restomod - Totem Automobili Zeal01: il cliente numero 18 della GT ha scelto lelettrico
La Totem Automobili ha presentato la Zeal01, esemplare numero 18 del programma GT Series, costruita su commissione di un cliente californiano. La piattaforma scelta per questo modello è la Electric, quindi con un powertrain da 590 CV, capace di scattare da ferma a 100 km/h in 2,9 secondi, e di percorrere circa 500 km con un "pieno" di corrente. In alternativa c'è anche la Super, con un V6 Turbo di 2.8 litri da 640 CV e 700 Nm, con cambio manuale transaxle, capace di toccare i 100 km/h in 3,2 secondi.Ignoto il prezzo della Zeal01, ma si sa che una GT Electric costa circa 500.000 euro prima delle personalizzazioni. Costruita su misuraCome tutti gli esemplari prodotti dalla Totem Automobili, anche questo nasce con la stretta collaborazione del cliente, con il quale viene definito ogni singolo dettaglio. Il colore della carrozzeria è stato sviluppato appositamente per questo modello: è una variante di "Azzurro Pervinca", verniciatura metallizzata triplo strato realizzata a mano, che "richiama le tonalità luminose e mutevoli delle coste della California". La configurazione esterna è completata da numerosi elementi e dettagli in color oro satinato: i cerchi di alluminio, il trilobo e le cornici dei fari e quelle dei finestrini, il tappo del serbatoio (pardon, della presa di ricarica), le maniglie a scomparsa, le calotte degli specchietti e persino i tergicristalli. Interno bicoloreLa medesima colorazione ritorna anche nell'abitacolo, che per la prima volta presenta una tonalità bicolore, con rivestimenti in pelle Nappe blu e crema, con cuciture a contrasto e un tessuto piedde-poule realizzato solo per questo modello, con la collaborazione di una piccola impresa artigianale fiorentina. Tra le richieste del cliente, le pinze freno Brembo in colore blu con la scritta in oro, il rivestimento in pelle delle mostrine laterali dei sedili Sabelt in fibra di carbonio, pannelli porta trapuntati e cielo rivestito in pelle. La Zeal01 monta infine sospensioni elettroniche della Oram, per regolare in maniera indipendente quelle anteriori e posteriori, privilegiando confort oppure prestazioni.Le immagini di questo articolo sono state scattate da Lorenzo Marzola a Treviso, dove ha sede la Totem Automobili.
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Mimit - Incentivi 2026 per microcar e quadricicli elettrici al via: come prenotare lecobonus fino a 4.000 euro
Il 18 marzo alle 12 scattano gli incentivi statali per comprare veicoli di categoria Le elettrici o ibridi: i venditori possono prenotare gli incentivi ecobonus tramite il portale dedicato del Mimit. Procedura classica e facilePensa a tutto il venditore. infatti lui, previa verifica della disponibilità dei fondi sul portale del ministero delle Imprese, a prenotare il contributo, erogato sotto forma di riduzione del prezzo d'acquisto.Bisogna solo recarsi in concessionaria, con gli eventuali documenti del veicolo da rottamare (se c'è), e firmare il contratto.Meglio affrettarsi: può darsi che ci sia un click day, con i fondi destinati a esaurirsi in fretta. Per intenderci, è una procedura classica, come quella dei vecchi incentivi: non c'è la trafila burocratica prevista per i più recenti incentivi alle auto elettriche. A quanto ammonta l'incentivoIl contributo è rivolto a chi acquista un veicolo elettrico o ibrido nuovo di fabbrica delle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e, L7e. calcolato sulla percentuale del prezzo di acquisto:30% per gli acquisti senza rottamazione, fino a 3.000 euro40% per gli acquisti con rottamazione, fino a 4.000 euro Il veicolo da comprareL1e (ciclomotore a due ruote)L2e (ciclomotore a tre ruote)L3e (motociclo a due ruote)L4e (motociclo con sidecar)L5e (triciclo)L6e (quadriciclo leggero)L7e (quadriciclo non leggero)Il mezzo deve essere nuovo, acquistato o preso in leasing, e tenuto per almeno 12 mesi. Il mezzo da rottamare (di categoria L) deve invece essere di proprietà da almeno 12 mesi e di classe ambientale da Euro 0 a Euro 3, inclusi. Si resta in attesa di informazioni ufficiali più precise.
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