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Dalla Seltos alla Ioniq 3: tutte le novità Kia e Hyundai per l'Italia

4 Ruote - Ago 20,2026
Kia e Hyundai si preparano a una seconda parte del 2026 ricca di novità.Tra modelli appena lanciati, restyling e nuove elettriche in arrivo nei prossimi mesi, i due marchi coreani rinnovano profondamente la propria offerta per l'Italia: nel dettaglio, i riflettori sono puntati sulle Hyundai Ioniq 3 e Ioniq 6 e sulle Kia XCeed, Seltos, Niro ed EV2 Long Range. In attesa della nuova Tucson, di cui sono state mostrate le prime foto ufficiali. Hyundai Ioniq 3 La Hyundai Ioniq 3 è una novità assoluta pensata per il mercato europeo e caratterizzata da forme sportive e anticonvenzionali, come ormai la Casa coreana ci ha abituato nel mondo delle elettriche. Con 4,15 metri di lunghezza e le proporzioni di una hatchback, la vettura porta al debutto il linguaggio stilistico Art of Steel, che punta su superfici essenziali e linee pulite, contribuendo a raggiungere un Cx di 0,26.La piattaforma è la nota E-GMP, condivisa con altri modelli elettrici del gruppo, con versioni a motore singolo da 135 e 147 CV e batterie da 42 e 61 kWh. L'autonomia massima dichiarata arriva fino a 490 km, mentre per il listino bisognerà attendere ancora qualche settimana. L'obiettivo dichiarato è mantenere il prezzo d'accesso sotto i 30.000 euro.Vendita: ottobrePrezzo: da definire Hyundai Ioniq 6 La Hyundai Ioniq 6 si presenta al pubblico con il restyling di metà carriera. Già ordinabile, la berlina elettrica è stata aggiornata soprattutto nel design, grazie a nuovi gruppi ottici e a un affinamento dei dettagli aerodinamici, ma non mancano novità anche nell'abitacolo, dove sono stati rivisti parte della plancia e alcuni comandi secondari.La gamma italiana punta decisamente sulle prestazioni. La scelta è infatti limitata alla N Line a doppio motore da 325 CV, equipaggiata con la batteria da 84 kWh e accreditata di 595 km di autonomia, e alla più estrema Ioniq 6 N da 650 CV, protagonista di una delle proposte sportive più radicali oggi disponibili nel panorama delle elettriche.Vendita: già disponibilePrezzo: a partire da 60.300 euro Kia XCeed Il restyling della XCeed rinnova in profondità il modello seguendo la filosofia stilistica Opposites United. Il frontale introduce i nuovi fari LED verticali già visti sugli ultimi modelli della gamma, mentre al posteriore spicca la firma luminosa continua. Anche l'abitacolo cambia sensibilmente grazie al nuovo doppio display orizzontale da 12,3 pollici.Sono stati inoltre affinati assetto e insonorizzazione per migliorare il confort di marcia. La gamma motori prevede il tre cilindri 1.0 benzina da 115 CV con cambio manuale o automatico mild hybrid e il più potente 1.6 da 150 CV con trasmissione automatica.Vendita: già disponibilePrezzo: da 27.450 euro Kia Seltos La Kia Seltos debutta in Europa nel competitivo segmento delle SUV compatte. Con una lunghezza di 4,43 metri offre 536 litri di capacità di carico e punta a distinguersi grazie a una dotazione particolarmente ricca e a uno stile moderno, caratterizzato da linee tese e da un abitacolo dominato dal doppio display orizzontale.La gamma è costruita attorno al motore 1.6 turbo benzina e comprende versioni da 180 CV con cambio manuale o automatico, una variante da 154 CV mild hybrid automatica e le rispettive configurazioni a trazione integrale 4WD ed e-AWD.Vendita: già disponibilePrezzo: da 31.500 euro Kia Niro Anche la Kia Niro beneficia di un aggiornamento particolarmente profondo, studiato per allineare il modello ai più recenti canoni stilistici del marchio. Cambiano frontale, posteriore e abitacolo, mentre cresce la dotazione tecnologica grazie a nuove funzioni dedicate a infotainment e ADAS.Le novità riguardano anche la gamma. Per il mercato italiano è stata infatti confermata una sola motorizzazione, il 1.6 full hybrid da 138 CV con cambio automatico e trazione anteriore. Escono invece dal listino, almeno per il momento, le varianti plug-in hybrid ed elettrica.Vendita: già disponibilePrezzo: da 34.250 euro Kia EV2 Long Range Con la EV2, Kia amplia l'offerta di elettriche introducendo un nuovo modello d'accesso alla gamma a batteria. La cinque porte lunga 4,06 metri propone un singolo motore elettrico e due differenti capacità di accumulo.Dopo il debutto della versione da 147 CV con batteria da 42,2 kWh e 317 km di autonomia, arriva ora la nuova Long Range, accreditata di 453 km con una carica grazie alla batteria da 61 kWh. Questa configurazione è disponibile esclusivamente negli allestimenti Earth e GT-Line.Vendita: settembrePrezzo: da 38.350 euro
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BMW taglia la gamma: dalla Z4 alla XM, le auto che non avranno eredi

4 Ruote - Ago 20,2026
BMW sta lavorando a una strategia di razionalizzazione della gamma, come confermato ai microfoni di Automotive News dal CEO Milan Nedeljkovic. Con la piattaforma Neue Klasse pronta a svolgere un ruolo centrale nei modelli in arrivo, alcuni prodotti non avranno eredi. Sono inoltre previsti anche tagli al personale per far quadrare i conti. BMW: i modelli che non avranno eredi Partiamo dalle uscite già ampiamente previste: la Serie 8 e la Z4 non avranno eredi a causa della contrazione di queste nicchie di mercato. Ora che BMW possiede Alpina, non è escluso che alcune sportive speciali possano tornare sotto un altro nome, come lasciato intendere dalla recente Vision Alpina.Meno prevedibile sembra invece il possibile addio della XM, prima SUV del reparto M sviluppata partendo da un foglio bianco. Per ragioni analoghe anche la X4 dovrebbe uscire di scena, mentre ci sono buone probabilità che lo stesso destino tocchi alla Serie 2 Active Tourer. Neue Klasse: la chiave per ii mercati globali Con la Neue Klasse, BMW cambia approccio. La nuova piattaforma standardizzata e multienergia consentirà infatti di rivedere le strategie commerciali nei vari mercati e di differenziare ulteriormente la gamma tra Europa, Cina e Stati Uniti, senza incidere in modo significativo sui costi di sviluppo.
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Tutti lo ricordano per il V6 Alfa Romeo, ma Giuseppe Busso aveva già fatto la storia - VIDEO

4 Ruote - Ago 20,2026
Se siete appassionati e a maggior ragione Alfisti sfegatati, il cognome Busso non ha certo bisogno di presentazioni. inevitabile associarlo al V6, il violino di Arese, ma ridurre Giuseppe Busso a quel motore sarebbe un errore. La sua carriera ha attraversato alcune delle pagine più importanti della storia dell'automobile italiana del dopoguerra, e a vent'anni dalla sua scomparsa abbiamo voluto ricordarlo dal nostro archivio. Dalla Fiat a Maranello Giuseppe Busso nasce a Torino nel 1913. Dopo il diploma di perito industriale, nel 1937 entrò in Fiat come calcolatore nel reparto motori aeronautici. Due anni più tardi arrivò per la prima volta all'Alfa Romeo, al Portello, dove approfondì la propria preparazione attraverso dispense e pubblicazioni del Politecnico che Orazio Satta Puliga, altra figura centrale della storia tecnica del Biscione, gli procurò. Busso diventò così un progettista qualificato, pur senza aver mai conseguito una laurea in ingegneria. Nel 1946 arrivò un'altra tappa fondamentale: Gioachino Colombo, suo ex collega, coinvolse un Busso appena trentenne nello sviluppo del V12 della 125 S, la prima vettura a portare il marchio Ferrari. La genesi delle Alfa moderne però con il ritorno in Alfa Romeo, nel 1948, che Busso lasciò un'impronta indelebile. Senza giri di parole, può essere considerato uno dei padri delle Alfa Romeo classiche del dopoguerra e soprattutto della Alfa Romeo 1900, la prima vettura del marchio con scocca portante. Una soluzione che, per alcuni aspetti e con le dovute differenze, era stata anticipata dalle ultime evoluzioni della 6C, ancora costruite attorno a un telaio separato ma caratterizzate da una crescente integrazione strutturale con la carrozzeria. Proprio con la 1900 arrivò uno dei nomi più importanti della storia tecnica del Biscione: il motore Bialbero. Il quattro cilindri adotta un monoblocco in ghisa e una testata in lega leggera, con albero motore forgiato, camere emisferiche e, naturalmente, doppio albero a camme in testa. Tutte soluzioni tecniche sofisticate per una berlina di quella categoria. La 1900 ebbe anche discrete fortune nelle competizioni, grazie a piloti del calibro di Taruffi o Fangio, e non a caso venne accompagnata dal celebre slogan la vettura di famiglia che vince le corse. Dalla 33 Stradale alla Montreal Il nome di Busso ricorre anche dietro alcune delle Alfa Romeo più affascinanti di sempre. Nel 1967 arrivò la Alfa Romeo 33 Stradale, disegnata da Franco Scaglione e considerata (a ragion veduta, nda) una delle automobili più belle della storia.Pochi forse ricordano che anche sotto il cofano c'è la mano di Busso, autore del progetto originario del raffinato V8 di 2 litri, poi sviluppato dall'Autodelta di Carlo Chiti. Il propulsore, interamente in lega di alluminio e magnesio, con doppia accensione e altre finezze tecniche, sviluppava 230 CV a 8.800 giri/min nella sua declinazione stradale. Significa 115 CV/litro, un valore ancora oggi eccezionale per un motore aspirato. Poco dopo Busso si occupò anche di un'altra icona anni '60 del Biscione: la Alfa Romeo Montreal. Nata come prototipo per l'Expo del 1967 e successivamente trasformata in modello di produzione, la Montreal adottò un V8 di 2,6 litri con iniezione SPICA, sviluppato sulla base dell'esperienza maturata con il propulsore della 33 Stradale. Il violino di Arese Alla fine degli anni Sessanta l'Alfa Romeo iniziò a pensare alla sostituta della 2600. Nasce così il progetto 119, da cui sarebbe nata una berlinona di rappresentanza con un V6 2.5 litri. Il progetto, però, si scontrò con una delle peggiori congiunture possibili: nel 1973 arrivò la guerra del Kippur, e con essa la crisi petrolifera. In un momento in cui consumi e austerità diventano parole chiave, un'automobile capace di percorrere circa 7 km con un litro di rossa non sembrò esattamente la risposta alle esigenze del mercato. Il progetto venne quindi accantonato e ripreso qualche anno più tardi. Nel 1979 nasce così l'Alfa 6, equipaggiata con il motore V6 Busso. Da quel momento il V6 venne sviluppato in numerose configurazioni: arrivarono il 3.0, il 2.0 turbo e le versioni 2.5 e 3.0 a 24 valvole, fino all'ultima evoluzione, il 3.2 aspirato. Il violino di Arese continuò ad evolvere, pur mantenendo il suo suono profondo e gutturale, l'elasticità e la personalità che tanto lo hanno reso famoso. Il V6 nelle competizioni Oltre ai quattro titoli della Alfetta GTV6 nel Turismo europeo, il V6 avrà anche una parentesi indiretta nel DTM. L'Alfa Romeo 155 V6 TI che trionfò nel DTM 1993 utilizzava infatti un V6 aspirato di 2,5 litri con angolo tra le bancate di 60 gradi, sviluppato dall'Alfa Corse per il regolamento di Classe 1. Del propulsore stradale rimaneva ben poco, praticamente solo l'angolo tra le bancate di 60 gradi: il motore da competizione aveva quattro valvole per cilindro, quattro alberi a camme comandati da ingranaggi ed erogava 420 CV a 11.800 giri/min. L'ultimo Busso La storia del V6 prosegue fino agli anni Duemila. Mentre la produzione delle automobili veniva progressivamente trasferita, il V6 rimase legato ad Arese fino alla conclusione della sua produzione, nel dicembre del 2005. Giuseppe Busso ci ha lasciato il 3 gennaio 2006, a pochi giorni dalla conclusione della produzione del V6 ad Arese. Una coincidenza, certo, ma troppo perfetta per essere ridotta a una drammatica serie di eventi. Non solo un V6 Giuseppe Busso non è stato soltanto il padre di motori iconici. stato un uomo, un progettista con un carattere forte, una grande severità e un rigore irreprensibile. Ha attraversato anni importantissimi per la storia dell'automobile italiana del dopoguerra lasciando un segno profondo ovunque sia stato. Dal Bialbero al V8 della 33 Stradale, fino al celebre V6 Alfa Romeo che porta il suo nome, il suo lavoro ha accompagnato generazioni di appassionati. La dimostrazione più evidente del legame creato con il pubblico arriva proprio dopo la sua morte. Alle esequie, fuori dalla chiesa, decine di appassionati si presentarono con le proprie Alfa Romeo e misero in moto i loro Bialbero o i loro V6 per salutarlo. Forse è questo il riconoscimento più significativo: vedere il suo lavoro continuare a vivere nelle automobili, nei ricordi e nella passione per il Biscione di persone che neanche lo hanno mai conosciuto personalmente.
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Quando partire per evitare il traffico del weekend 21-23 agosto

4 Ruote - Ago 20,2026
Weekend da bollino rosso per chi viaggia in autostrada. Tra venerdì 21 e domenica 23 agosto sono previsti traffico intenso e possibili rallentamenti lungo le principali direttrici della Penisola, con il controesodo protagonista. Ecco quando sono attese le maggiori criticità, gli orari da evitare e gli stop ai mezzi pesanti. Venerdì 21 agosto: traffico in aumento e stop ai mezzi pesanti Secondo Viabilità Italia (Ministero dell'Interno), nella prima parte della giornata è previsto un traffico scorrevole ma sostenuto lungo le principali direttrici autostradali. Nella seconda metà del giorno l'allerta aumenta, con spostamenti in forte crescita e criticità diffuse legate alle partenze del fine settimana. previsto il divieto di circolazione per i mezzi pesanti con massa superiore alle 7,5 tonnellate dalle 16 alle 22. Sabato 22 agosto: bollino rosso e traffico critico fin dal mattinoLa giornata si apre con un traffico particolarmente critico fin dalle prime ore del mattino, per gli ultimi consistenti flussi in uscita dai centri urbani. Contestualmente è in vigore lo stop alla circolazione dei mezzi pesanti dalle 8 alle 16. Nel pomeriggio e in serata il quadro migliora, con flussi ancora sostenuti ma in progressivo diradamento. Domenica 23 agosto: controesodo, bollino rosso e stop ai TIR Il fine settimana si chiude con una prima fase caratterizzata dal bollino giallo, seguita nel pomeriggio e in serata da un nuovo innalzamento dell'allerta a bollino rosso per i rientri verso le grandi città. Per favorire il controesodo, lo stop ai TIR resta attivo dalle 7 alle 22. Cantieri sulle autostrade: quali lavori vengono sospesi Gli enti proprietari e i concessionari stradali rimuovono i cantieri temporanei e riducono al minimo l'impatto sulla circolazione di quelli che non possono essere sospesi. Traffico in tempo reale: numeri utili, app e canali per gli aggiornamenti Le notizie aggiornate sul traffico sono disponibili attraverso i canali del Cciss (numero gratuito 1518, siti cciss.it e mobile.cciss.it), le trasmissioni di Rai Isoradio, i notiziari di Onda Verde sulle reti Radio Rai e il Televideo Rai. Anas mette inoltre a disposizione l'app VAI e il numero verde 800841148. Ulteriori informazioni sono disponibili attraverso i canali delle singole concessionarie e su www.aiscat.it.. Come si calcola la durata del viaggio con il simulatore Aspi Tra i principali gestori della rete, Autostrade per l'Italia mette a disposizione un simulatore che consente di stimare in pochi secondi la durata del viaggio lungo la rete autostradale. Basta selezionare casello di partenza, destinazione e orario per ottenere una previsione dei tempi di percorrenza, che può cambiare sensibilmente in base alla fascia oraria scelta. Per esempio, lungo l'A1 tra Milano e Napoli le simulazioni mostrano differenze di diversi minuti all'andata e di oltre un'ora nel viaggio di ritorno a seconda dell'orario di partenza. Le stime possono naturalmente variare in caso di traffico, incidenti, maltempo o soste lungo il percorso.
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Costava 4.900 euro: oggi la Leapmotor T03 domina la classifica delle elettriche

4 Ruote - Ago 20,2026
La piccola Leapmotor T03 è stata l'auto elettrica più venduta in Italia nei primi sette mesi del 2026 e una delle bestseller del mercato europeo. Con 22.358 immatricolazioni e una quota del 25,7%, da sola rappresenta infatti più di una nuova elettrica su quattro immatricolate nel nostro Paese.A spingere il successo della citycar cinese hanno contribuito soprattutto gli incentivi dello scorso ottobre e una politica di prezzo particolarmente aggressiva: nelle condizioni più favorevoli si è arrivati a pagarla 4.900 euro, poco più di uno scooter e meno di molte e-bike di fascia alta. E i numeri del 2026 confermano tutto. Per capire la portata del risultato basta guardare la classifica: la T03 ha registrato volumi quasi quattro volte superiori a quelli della seconda classificata, la Dacia Spring, e oltre cinque volte quelli della Tesla Model Y. Ecco la top ten delle auto elettriche più vendute in Italia tra gennaio e luglio 2026. 1. Leapmotor T03  La citycar cinese registra, nei primi sette mesi dell'anno, 22.358 nuove immatricolazioni, contro le 1.529 dello stesso periodo del 2025. La sua quota di mercato è del 25,7%: una nuova elettrica su quattro. La T03 è lunga 3,62 metri, ha un passo di 2,4 metri e accoglie quattro persone. Ricca la dotazione di serie (ci sono anche i cerchi di lega e il tetto panoramico) e dicrete le finiture dell'abitacolo, quasi del tutto privo di comandi fisici, mentre il baule mette a disposizione 203 litri. Un solo motore, da 70 kW (95 CV) e 158 Nm, abbinato a una batteria da 37,3 kWh: l'autonomia, secondo i dati del Centro prove, è di 271 km.Quanto costa: da 18.900 euro 2. Dacia Spring Sono state 5.519 le nuove targhe dell'elettrica di Mioveni, di cui vedremo l'erede al prossimo Salone di Parigi: quasi il doppio rispetto allo scorso anno, quando erano state 2.796, e una quota di mercato pari al 6,3%. Imbattibile nel prezzo, nel periodo degli incentivi poteva arrivare a costare ancor meno di una Leapmotor: 3.900 euro. Svecchiata nel look con il recente restyling, la Spring è lunga 3,7 metri, con un passo di 2,4. Gli interni sono pratici, ma realizzati in economia: dietro si viaggia un po' sacrificati, ma nel baule ci sono 269 litri. Tanti i comandi fisici e chiara la strumentazione digitale da 7": sul modello base non c'è l'infotainment, solo il supporto per lo smartphone che si collega all'auto. Due i motori disponibili, da 70 e 100 CV, abbinati a una batteria da 24,3 kWh, per un'autonomia di circa 250 km. Quanto costa: disponibile solo a stock, da 17.900 euro 3. Tesla Model Y La grande SUV americana registra nei primi sette mesi dell'anno 4.256 nuove immatricolazioni, confermandosi tra le elettriche preferite dagli italiani, e conquistando il 4,9% del mercato delle auto a zero emissioni. Lunga 4,79 metri e con un passo di 2,89 metri, offre un'ottima abitabilità e una grande capacità di carico, con più di 500 litri misurati dal Centro Prove, a cui si aggiungono quelli del grande frunk. Praticamente assenti i comandi fisici, si gestisce tutto - o quasi - dallo schermo centrale dell'infotainment. Tre i modelli attualmente in gamma (compresa la più economica Standard), tutti con prestazioni di un certo rilievo, e autonomie che vanno da 525 a 609 km.Quanto costa: da 40.990 euro 4. Citroën C3 A ridosso del podio, con un centinaio di unità di distacco, anche la piccola elettrica francese, con 4.170 nuove targhe (4,8%). La C3 è lunga 4,02 metri, ha un passo di 2,54 e mette a disposizione tanto spazio per passeggeri e bagagli: 298 i litri misurati dal Centro prove. Originali gli interni, con alcune raffinatezze come il rivestimento di tessuto di parte della plancia. L'infotainment, con schermo da 10,2, nella versione d'attacco You è rimpiazzato da un supporto per smartphone. In gamma c'è una sola motorizzazione da 83 kW (113 CV), con batterie da 30 e 43,8 kWh, per autonomie di 204 e 320 km rispettivamente.Quanto costa: da 20.490 euro 5. BYD Dolphin Surf Da gennaio a luglio la citycar della BYD ha registrato 4.017 nuove immatricolazioni (4,6% del mercato dell'elettrico). Lunga 3,99 metri e con un passo di 2,5, la Dolphin Surf si distingue per le linee grintose e moderne, ma anche per l'abitacolo accogliente per quattro, mentre nel bagagliaio c'è spazio solo per 247 litri, compresi i 44 del doppiofondo per i cavi di ricarica. Disponibile in tre allestimenti, si può avere con motore da 88 o 156 CV, e con batterie LFP da 30 kWh (220 km) o 43,2 kWh (322 km). La versione più potente perde qualche chilometro di autonomia ma si rivela piacevole da guidare. Di serie su tutta la gamma la guida assistita di livello 2.Quanto costa: da 19.490 euro 6. Tesla Model 3 La berlina sportiva di Tesla registra per i primi sette mesi dell'anno 3.706 nuove immatricolazioni, che le permettono di detenere una quota di mercato - per le elettriche - del 4,3%. Nello stesso periodo dello scorso anno le targhe erano state 3.613. Tre le versioni in gamma, con autonomie da 534 a 750 km. La più potente Performance scatta da ferma a 100 km/h in 3,1 secondi e tocca i 262 km/h di velocità massima.Quanto costa: da 36.990 euro 7. BMW iX1 Questa SUV media è stata immatricolata 1.750 volte nel periodo da gennaio a luglio, 2% del mercato e una lieve flessione rispetto al 2025, quando gli esemplari targati sono stati 1.811. Due le motorizzazioni, da 150 kW (204 CV) e 230 kW (313 CV), con batteria da 65 kWh: l'autonomia dichiarata oscilla, in base alla versione e agli allestimenti, tra i 440 e i 475 km.Quanto costa: da 43.000 euro 8. Skoda Elroq La crossover elettrica di Skoda affianca in gamma, senza sostituirla, la Karoq, rispetto alla quale mantiene una differenza di prezzo molto contenuta. Nella prima metà dell'anno sono state 1.619 le nuove immatricolazioni, contro le 348 del 2025, pari all'1,9% del mercato delle elettriche. Quattro le motorizzazioni in gamma, da 170 a 340 CV (con trazione integrale) e batterie da 52 a 79 kWh: le percorrenze vanno dai 377 km del modello d'accesso ai 580 della 85 RWD.Quanto costa: da 34.500 euro 9. Leapmotor B10 Questa crossover media (è lunga 452 cm) è il secondo modello in classifica del costruttore cinese, che immatricola 1.441 esemplari dall'inizio dell'anno. Nel 2025 non era ancora commercializzata. Un solo motore a listino, da 160 kW (218 CV) e due tagli di batterie, da 56 e 67 kWh, per autonomie da 361 a 434 chilometri. Ricca la dotazione di serie, discrete le finiture.Quanto costa: da 29.900 euro 10. Ford Puma La piccola SUV dell'Ovale Blu segna 1.403 nuove immatricolazioni (1,6% del mercato dell'elettrico) e chiude la classifica dei dieci modelli a zero emissioni più venduti in Italia da gennaio a luglio 2026: nello stesso periodo dello scorso anno sono state 750. Tre allestimenti, ma un solo powertrain a listino: 124 kW (169 CV) e batteria da 46 kWh, per un'autonomia dichiarata di 417 km.Quanto costa: da 33.250 euro
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Meno patria, più Europa: l'auto cinese rallenta ancora in casa e vola all'estero

4 Ruote - Ago 20,2026
Si intensifica il paradosso dell'auto cinese. Mentre il mercato automobilistico interno continua a rallentare, i costruttori del Dragone accelerano sempre di più all'estero. I dati di luglio evidenziano un divario crescente tra domanda domestica ed export: da un lato le vendite interne sono scese del 20% su base annua, fermandosi a 1,47 milioni di unità e registrando il decimo mese consecutivo di flessione; dall'altro le esportazioni sono balzate dell'88%, raggiungendo quota 923.000 veicoli. Nel primo semestre del 2026 sono andati persi 2,3 milioni di immatricolazioni sul mercato interno, un volume equivalente all'intero mercato giapponese.A questo rallentamento della domanda domestica, legato anche al ridimensionamento degli incentivi statali e a un contesto economico meno brillante rispetto agli anni passati, fa da contraltare una strategia di espansione internazionale sempre più intensa. Nel primo semestre, l'incremento dell'export si è attestato al 71%, confermando il ruolo crescente dei mercati esteri nell'assorbire l'enorme capacità produttiva dell'industria automobilistica cinese. Auto cinesi: l'estero è sempre più una valvola di sfogo I mercati esteri rappresentano per i costruttori del Dragone uno sbocco fondamentale per assorbire l'eccesso di capacità produttiva. Con il rallentamento della domanda interna, l'internazionalizzazione assume un ruolo sempre più strategico. Solo in Europa, le consegne delle auto a nuova energia (NEV), ossia ibride plug-in (PHEV) ed elettriche, sono cresciute fino a conquistare circa il 16% del mercato complessivo, contro il 3% del 2022. Limitatamente alle vetture a batteria, i marchi cinesi sfiorano una quota del 25%.Una tendenza destinata ad accentuarsi, anche per la guerra dei prezzi in atto in Cina, con fortissimi sconti che comprimono i margini di profitto. In alternativa, i costruttori propongono finanziamenti di lunga durata e a condizioni particolarmente favorevoli.Le previsioni degli analisti per il 2030 convergono nella stessa direzione: il peso dei brand cinesi nel Vecchio Continente è destinato a crescere ulteriormente, soprattutto quello di Byd, Chery e Geely, con l'internazionalizzazione indicata come antidoto alla debolezza del mercato interno. Per superare la barriera dei dazi UE sulle elettriche Made in China e di eventuali misure analoghe sulle ibride plug-in, oltre a rafforzare la presenza locale, la tendenza è quella di produrre direttamente in Paesi europei con costi energetici competitivi. il caso soprattutto di Ungheria e Spagna, dove stanno nascendo sempre più modelli Made by China. Inarrestabile Pechino Sono note le armi dei costruttori cinesi: competenze nell'elettrificazione, tecnologie avanzate per le batterie, integrazione software e cicli di sviluppo particolarmente rapidi. Il tutto è sostenuto da una catena di approvvigionamento estremamente efficiente. Parallelamente cresce anche l'appeal delle auto cinesi, grazie a dotazioni tecnologiche sempre più sofisticate.Ma i dazi UE? "Le barriere possono rallentare la curva di crescita della Cina, ma non la invertiranno", ha affermato Abhilash Gupta, analista di ricerca presso Counterpoint Research. 
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F1, lOlanda si congeda con una Sprint e il rinnovo di Verstappen

4 Ruote - Ago 20,2026
Dopo qualche settimana di pausa, la Formula 1 riparte dalle dune del Mare del Nord per l'ultima edizione del Gran Premio d'Olanda, dodicesimo appuntamento del Mondiale 2026.Le ostilità si riaprono con Andrea Kimi Antonelli al comando della classifica Piloti con 219 punti. Lewis Hamilton è il primo inseguitore a quota 169, seguito da George Russell con 160 e Charles Leclerc con 138. Più distante Verstappen, sesto con 109 punti. Tra i Costruttori, invece, la Mercedes guida con 379 punti, 72 in più della Ferrari. La McLaren è terza a 220, mentre la Red Bull occupa la quarta posizione con 177 punti.Zandvoort: curve sopraelevate, vento e sabbia Il circuito olandese misura 4.259 metri e presenta 14 curve. I suoi tratti più caratteristici sono le sopraelevate: la curva 3 raggiunge un'inclinazione di 19 gradi, mentre la curva 14 arriva a 18. Le monoposto richiedono un elevato livello di carico aerodinamico, simile a quello utilizzato all'Hungaroring, ma devono fare i conti con sollecitazioni verticali e laterali particolarmente intense.A complicare il lavoro dei tecnici contribuisce la posizione del circuito, stretto tra le dune e la costa del Mare del Nord. Il vento può cambiare rapidamente intensità e direzione, mentre la sabbia trasportata sull'asfalto modifica l'aderenza anche nel corso della stessa sessione. Con una sola ora di prove libere a disposizione, ogni minuto trascorso ai box peserà più del solito.Verstappen rinnova con la Red Bull fino al 2030 Mentre Zandvoort con questa edizione saluterà il circus, almeno per il momento, la Red Bull ha annunciato il prolungamento del contratto del quattro volte campione del mondo fino alla fine del 2030.Il nuovo accordo arriva in una fase molto diversa per il team di Milton Keynes. La Red Bull è quarta nel Mondiale Costruttori e sta attraversando una profonda riorganizzazione sotto la guida di Laurent Mekies. L'obiettivo dichiarato da Verstappen è tornare al vertice insieme alla squadra che considera una seconda famiglia.Hadjar infortunato, sarà sostituito da LawsonVerstappen avrà un compagno di squadra diverso per questo weekend. Isack Hadjar non potrà prendere parte al Gran Premio a causa di un infortunio al polso. Al suo posto correrà Liam Lawson.Per il neozelandese sarà un'occasione importante, anche se limitata al momento al solo weekend di Zandvoort. Il suo sedile in Racing Bulls verrà affidato a Yuki Tsunoda, che tornerà così a disputare un Gran Premio accanto ad Arvid Lindblad. Dove vedere il GP d'Olanda Sky Sport F1 e NOW trasmetteranno in diretta tutte le sessioni. Venerdì le Libere 1 inizieranno alle 12.30, mentre la Sprint Qualifying scatterà alle 16.30. Sabato appuntamento alle 12 con la Sprint e alle 16 con le qualifiche. Il Gran Premio prenderà il via domenica alle 15. Ecco il programma completo del weekend e gli orari delle differite per seguire l'evento anche sul digitale terrestre.Venerdì 21 agostoProve Libere 1 dalle 12.30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Sprint Qualifying dalle 16.30 in diretta su Sky Sport F1Sabato 22 agostoSprint Race dalle 12.00 in diretta su Sky Sport F1 e TV8Qualifiche dalle 16.00 in diretta su Sky Sport F1 e TV8Domenica 23 agostoGara dalle 15.00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 18.00
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Porte ad armadio e sedili girevoli: la Genesis GV90 sfida l'olimpo del lusso

4 Ruote - Ago 20,2026
Genesis presenta la GV90, l'attesa SUV elettrica a sette posti che proietta il marchio in un segmento finora inesplorato. Lusso ed esclusività sono le parole d'ordine, ma i prezzi non sono ancora stati comunicati: con 657 CV, 500 km di autonomia e una variante a quattro posti con porte ad armadio, la nuova ammiraglia coreana si colloca nella fascia più alta del mercato, dove Genesis non si era mai spinta prima. Arch Gate per quattro passeggeri Il design esterno della Genesis GV90, lunga ben 5,29 metri, riprende il linguaggio stilistico del marchio portandolo all'estremo. I gruppi ottici sdoppiati che si sviluppano fino alle fiancate rappresentano l'elemento distintivo del progetto, mentre i cerchi da 24 pollici mantengono proporzionata la vista laterale nonostante le dimensioni generose.Il modello sintetizza l'evoluzione stilistica del marchio premium del gruppo Hyundai e introduce soluzioni esclusive. La più caratteristica è senza dubbio quella delle portiere ad armadio prive di montante centrale, denominate Arch Gate e disponibili esclusivamente sulla versione Neolun. Quest'ultima può essere configurata anche come Executive Suite a quattro posti, con sedili anteriori rotanti di 180 gradi per trasformare l'abitacolo in un raffinato salotto mobile. Tra gli accessori più particolari spicca inoltre lo Smart Vision Roof, dotato di sei zone indipendenti che possono essere oscurate singolarmente. Lo schermo centrale si alza in ricarica La plancia introduce un'ulteriore innovazione. Al guidatore è dedicato un head-up display da 25 pollici, mentre al centro dell'abitacolo trova posto uno schermo OLED da 23,6 pollici che si solleva durante le soste di ricarica, raggiungendo i 24,6 pollici e offrendo ai passeggeri una nuova esperienza di intrattenimento.L'infotainment porta al debutto la piattaforma Pleos Connect basata su Android, mentre l'impianto audio Bang & Olufsen può contare su ben 25 diffusori. 657 CV e 500 km di autonomia Il powertrain elettrico bimotore, basato sulla piattaforma eMP, sviluppa 657 CV ed è abbinato a una batteria da 123,5 kWh, la più grande mai utilizzata dal marchio.L'autonomia dichiarata raggiunge i 500 km, mentre la ricarica fino a 350 kW promette soste molto rapide: bastano infatti 22 minuti per passare dal 10 all'80% della capacità.Per la prima volta Genesis adotta inoltre un differenziale autobloccante a controllo elettronico su ciascun asse. Completano la dotazione le sospensioni pneumatiche e l'asse posteriore sterzante, soluzioni pensate per coniugare comfort, prestazioni e maneggevolezza.
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Concorso Italiano e Monterey Motorsports Festival, il tricolore alla Car Week

4 Ruote - Ago 20,2026
Il sabato della Monterey Car Week 2026 ha avuto un accento marcatamente italiano, tra la giornata di Concorso Italiano e la notte del Monterey Motorsports Festival. Due appuntamenti che insieme raccontano bene la doppia anima della settimana californiana: quella più contemplativa del collezionismo e quella più popolare della festa a cielo aperto. Le meraviglie di Concorso Italiano Al Bayonet Black Horse Golf Course di Seaside, Concorso Italiano ha tagliato il traguardo della 41 edizione riunendo oltre 600 vetture italiane, da Alfa Romeo a Ferrari, da Lancia a Bizzarrini, Lamborghini e molti altri marchi tricolori, non soltanto automobilistici. La giornata ha intrecciato tre anniversari significativi: 100 anni di Ducati, 60 della Lamborghini Miura e altrettanti della Mangusta di De Tomaso. Anche Quattroruote ha preso parte alla celebrazione, con i nostri inviati a Monterey sul palco per la coincidenza tra i cent'anni del Tridente di Maserati e quelli della Route 66, in occasione della conclusione del viaggio di Cesare Gasparri Zezza lungo una parte della mother road a bordo di una Maserati GranCabrio Trofeo. Gli auguri a Duetto e Miura Per il compleanno della Miura il Concorso ha assegnato un trofeo speciale a forma del modello, realizzato a mano dall'artista italiano Donato Donno e arrivato appositamente dall'Italia per l'occasione: a consegnarlo come da tradizione Valentino Balboni, storico collaudatore Lamborghini che nel sabato della Car Week da anni premia la più bella tra le auto di Sant'Agata sul prato di Concorso.La stessa giornata ha ospitato anche l'apertura del Duetto Day, l'evento organizzato da Pininfarina per celebrare i sessant'anni dell'Alfa Romeo Spider: quasi cinquanta esemplari radunati in un'area dedicata, prima tappa di un percorso che si sarebbe concluso proprio la sera stessa al Monterey Motorsports Festival. Festa pop al calar del sole Finita la giornata di Concorso Italiano, il baricentro si è spostato ai Monterey County Fairgrounds, dove il Monterey Motorsports Festival ha chiuso il sabato con la formula più aperta dell'intera settimana: nessuna lista d'attesa, nessuna allocazione riservata, solo un biglietto d'ingresso per accedere a 22 acri di vetture custom, lowrider, JDM e fuoristrada, distribuiti attorno a due palchi musicali con quattro concerti in programma. Il momento clou della serata si è tenuto sul palco principale, con il debutto americano della Kimera K-39 stradale e con l'assegnazione al patron Luca Betti di un premio speciale del duPont Registry. Le sfaccettature della passione Tra il prato elegante di Seaside e il campo fieristico aperto a tutti della Fiera di Monterey, il sabato della Car Week ha dimostrato ancora una volta come la settimana californiana sappia tenere insieme registri opposti - quello riservato delle grandi collezioni e quello inclusivo della festa di piazza - senza che l'uno tolga nulla all'altro. E anche una buona alchimia e complementarità tra due eventi, Concorso con la sua presidente Tanya Kosta e MMF dell'italiano Paolo Manca, sulla carta concorrenti tra loro ma capaci di lavorare insieme per amore delle automobili e degli appassionati. 
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Un pieno da incubo: la benzina torna sopra i 2 euro e tra poco scade lo sconto sul gasolio

4 Ruote - Ago 20,2026
Un pieno di carburante da batticuore il 20 agosto 2026 in Italia. La benzina è tornata sopra quota 2 euro, una soglia che non superava dal 2022. Stamane un litro di benzina self sulle strade ordinarie costa in media 2,002 euro, in aumento di 5 millesimi rispetto a ieri, abbattendo così il muro psicologico di quota 2 (rilevazioni del Mimit). Quanto al diesel, il prezzo medio è di 2,116 euro, con un incremento di 9 millesimi, oltre la barriera di 2,1 euro al litro. Si versano lacrime ancora più amare in autostrada, dove la verde arriva a 2,077 euro e il gasolio a 2,186.Per giunta, il diesel beneficia fino al 25 agosto del taglio delle accise di 0,171 euro IVA inclusa deciso dal governo. Dal 26 agosto, in assenza di ulteriori provvedimenti dell'esecutivo e a parità di quotazioni, l'incubo gasolio potrebbe assumere la forma di quota 2,287 euro al litro. Benzina sopra i 2 euro: perché non siamo ancora ai record del 2022 Sebbene i confronti possano essere influenzati da differenti livelli di accisa, oggi benzina e diesel non hanno ancora raggiunto il record storico assoluto nel nostro Paese. Almeno per il momento, nonostante il progressivo deterioramento delle relazioni tra USA e Iran.Come ha calcolato la Figisc, la benzina aveva toccato il prezzo record self di 2,227 euro al litro il 16 marzo 2022, mentre il servito era salito a 2,339 euro il giorno successivo, prima del taglio delle accise deciso dal governo Draghi pari a 0,305 euro IVA inclusa. Dopo la riduzione della fiscalità, in piena guerra fra Russia e Ucraina, il self era sceso a 2,077 euro il 23 giugno e il servito a 2,218 euro il giorno seguente.Capitolo diesel. Il record del self resta pari a 2,230 euro al litro il 17 marzo 2022, mentre il servito aveva raggiunto quota 2,351 euro. Dopo il taglio delle accise, il self era sceso a 2,041 euro il 24 giugno 2022 e il servito a 2,189 euro due giorni più tardi.Va inoltre ricordato che il 27 luglio 2026, prima dell'introduzione dello sconto sulle accise del gasolio pari a 0,171 euro IVA inclusa, i prezzi medi erano i seguenti: 2,185 euro per il self e 2,320 euro per il servito, valori già molto vicini ai massimi storici registrati nel 2022.
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Tre nuove Bronco e una Mustang inedita: Ford cambia l'80% della gamma

4 Ruote - Ago 20,2026
Ford sta preparando una vera e propria ondata di novità negli Stati Uniti, con l'obiettivo di rinnovare l'80% della gamma nell'arco di tre anni. Grazie alle informazioni raccolte da Automotive News possiamo fare il punto sulle uscite previste: oltre al già annunciato pick-up elettrico da meno di 30.000 dollari, denominato ufficialmente Fathom, la Casa dell'Ovale Blu ha in programma una versione pick-up della Bronco, un allestimento lussuoso firmato Lincoln dello stesso modello e un'inedita Mustang a quattro porte. Il tutto si accompagna alla già prevista revisione delle strategie di elettrificazione, con un ritorno verso le motorizzazioni endotermiche e ibride, oltre all'introduzione di varianti elettriche con tecnologia range extender. Tre nuove Bronco Per quanto riguarda il progetto Bronco, Ford ha previsto tre evoluzioni: una versione ibrida al debutto già nel 2027, una SUV lussuosa firmata Lincoln per competere a circa metà prezzo con la Mercedes Classe G e un pickup inedito verso la fine del decennio, destinato a richiamare lo spirito originario della prima serie della Bronco del 1965. La Mustang Mach-4 La Mustang amplierà invece i propri orizzonti con una variante a quattro porte: secondo le indiscrezioni, l'auto sarebbe già stata mostrata ai concessionari e dovrebbe quindi debuttare entro pochi mesi. Alcune fonti hanno fatto trapelare il nome Mach-4 e l'ipotesi più plausibile è che il modello utilizzi meccanica e piattaforma della coupé tradizionale, replicando la strategia adottata da Dodge con la Charger, senza alcun legame con la Mustang Mach-E elettrica. I dubbi su Kuga, Ranger e sui SUV Full-Size Tra le numerose anticipazioni emerge anche una possibile erede della Escape, destinata a essere prodotta in Messico con meccanica ibrida e prezzi competitivi: per gli europei si tratterebbe, di fatto, dell'erede della Kuga. Restano, invece, alcuni interrogativi sul futuro del Ranger: il modello non ha al momento un successore designato né uno stabilimento produttivo confermato, ma rappresenta uno dei pilastri commerciali del marchio insieme alla Serie F e difficilmente uscirà dai radar a livello globale. Lo stesso vale per i modelli più grandi, Expedition ed Excursion, che secondo la fonte potrebbero tornare soltanto con varianti EREV quando il mercato sarà pronto ad accoglierle.
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Auto a 7 posti: dalla Fiat Grizzly all'Audi Q9, tutti i modelli in arrivo

4 Ruote - Ago 20,2026
Pur se meno diffuse di un tempo, quando monovolume e station wagon erano molto più numerose, le auto a sette posti continuano a rappresentare una soluzione spesso imprescindibile per chi ha bisogno di accogliere tante persone a bordo. Nei prossimi mesi, tra il 2026 e il 2027, arriveranno sul mercato italiano diverse proposte dedicate alle famiglie numerose, dai modelli più compatti alle maxi-SUV premium.Salite a bordo, che c'è - letteralmente - spazio per tutti: dalla prossima Fiat Grizzly alla enorme Audi Q9, passando per le soluzioni full electric di Skoda e Kia, ma anche le proposte cinesi di Cirelli, DFSK e Chery. Ecco tutte le novità attese in Italia. Audi Q7 Della nuova Audi Q7 è stata presentata da poco la terza serie: è lunga 5,06 metri e, accanto alle tradizionali versioni a cinque e sette posti, introduce per la prima volta anche una configurazione a sei posti, con due poltrone separate per la seconda fila di sedili. Tanta la tecnologia a bordo, con quadro strumenti da 12,3", un infotainment centrale da 14,5" e uno schermo per il passeggero (su richiesta). Il nuovo infotainment è mosso da Android Automotive con ChatGPT. Il bagagliaio ha una capacità da 581 a 1.980 litri, mentre l'accesso alla terza fila è facilitato dal sistema che fa avanzare e reclinare automaticamente le sedute della seconda fila. Al debutto la nuova SUV di Ingolstadt sarà disponibile con due V6 3.0 TDI mild hybrid a 48 Volt, da 245 e 299 CV, abbinati al cambio tiptronic e alla trazione integrale quattro. Il sistema ibrido utilizza una batteria LFP da 1,7 kWh e un powertrain generator capace di aggiungere fino a 24 CV. La gamma si amplierà a partire dalla prima metà del prossimo anno, quando arriveranno le versioni plug-in con V6 a benzina e una mild hybrid a benzina.Quando arriva: settembre 2026Quanto costa: da 87.150 euro Audi Q9 La nuova Audi Q9, presentata a fine luglio, diventerà la SUV più grande di Ingolstadt: è lunga 5,31 metri, ha un passo di 3,14 metri e nasce per sfidare "colossi" come BMW X7 e Mercedes GLS. L'abitacolo sarà disponibile nelle configurazioni a sei e sette posti, con una terza fila progettata per offrire maggiore spazio grazie alla coda squadrata. Tra le soluzioni più particolari della Q9 troviamo le portiere elettriche automatiche, il sistema audio 4D Bang & Olufsen e il tetto panoramico elettrocromatico. Al lancio la Audi Q9 punterà sul diesel V6 3.0 TDI mild hybrid a 48V (già visto sulla Q7) nelle varianti da 245 CV e 299 CV, entrambe con cambio tiptronic a 8 rapporti e trazione integrale quattro. Di serie su tutta la gamma sette modalità di guida, sospensioni pneumatiche adattive di serie, quattro ruote sterzanti e freni con dischi da 400 mm anteriori e 350 mm posteriori a sei pistoncini. Più avanti arriverà anche la sportiva SQ9, non prevista per l'Italia, almeno inizialmente.Quando arriva: 2027Quanto costa: da circa 100.000 euro Chery Tiggo 9 La Chery Tiggo 9 è una SUV di segmento D a sette posti lunga 4.810 mm e con un passo di 2.800 mm. Notevole la versatilità per le persone e i bagagli: le sedute della seconda fila scorrono di 26 cm, e nella configurazione a due posti si arriva a uno spazio utile di 2.065 litri. Di serie il quadro strumenti da 10,25" e l'infotainment da 15,6", mentre il passeggero può contare su una seduta reclinabile che la Casa chiama "Queen Seat". Per il confort durante i viaggi c'è l'impianto audio Sony a 14 altoparlanti con cancellazione attiva del rumore. In Italia la Tiggo 9 arriverà con un powertrain ibrido plug-in Super Hybrid da 254 CV, a trazione prevalentemente elettrica con il motore termico dedicato alla ricarica della batteria e a fornire potenza quando necessario. I dati tecnici completi non sono ancora stati comunicati, ma la Casa dichiara consumi di 1,7 l/100 km, autonomia elettrica urbana di 140 km e complessiva di 1.050 km.Quando arriva: fine 2026Quanto costa: prezzi non dichiarati Cirelli 7 A metà strada tra una crossover e una multispazio, la Cirelli 7 è una 7 posti da 4,85 metri che strizza l'occhio alle famiglie, con tanto spazio a bordo e una ricca dotazione di serie: tettuccio panoramico, display widescreen 4K, cambio automatico DCT a sette rapporti a doppia frizione, Android Auto e Apple CarPlay, cerchi da 18", climatizzatore automatico e sedili ventilati e riscaldabili per tutti i passeggeri. In base alla configurazione dei posti a sedere, il bagagliaio mette a disposizione tra i 234 e i 2.032 litri. A breve arricchirà la propria proposta con la Hybrid, che andrà ad ampliare l'offerta del marchio, caratterizzata dalla forte presenza nella gamma del bifuel. Con l'arrivo dell'ibrida, la motorizzazione benzina-Gpl non sparirà: rimarrà un'opzione per coloro che vogliono puntare sulla versatilità della doppia alimentazione e sui risparmi alla pompa garantiti dal gas. La variante Cross aggiunge cerchi da 19" e assetto rialzato.Listino da: 29.900 euroQuando arriva: novembre DFSK E5 Plus La DFSK E5 Plus (versione aggiornata della E5 attualmente a listino) è una SUV cinese di segmento D lunga 4,76 metri, che arriverà in Italia dopo l'estate. Molto ricca la dotazione di serie, che prevede per tutta la gamma sedili e plancia rivestiti in pelle, quadro strumenti digitale da 8,8", infotainment da 15,6", tetto panoramico, telecamera a 360 e guida assistita di livello 2. Con tutti i posti in uso rimangono 187 litri utili per i bagagli, che salgono a 465 abbattendo la terza fila. La E5 Plus monterà un powertrain plug-in composto da due motori elettrici a magneti permanenti, capaci di una potenza di 160 kW (214 CV), abbinati a un'unità termica da 1.5 litri da 95 CV e 135 Nm di coppia e un cambio automatico e-Cvt. L'auto copre lo 0-100 km/h in 8 secondi e raggiunge la velocità massima di 180 km/h. La batteria da 25,3 kWh consente di muoversi a zero emissioni per 120 km, mentre l'autonomia complessiva dovrebbe superare i 1.200 km. Sofisticata la meccanica, con sospensioni MacPherson all'anteriore e multilink al posterioreQuando arriva: dopo l'estateQuanto costa: circa 35.000 euro Fiat Grizzly La nuova Fiat Grizzly è uno dei modelli più attesi del prossimo autunno: debutterà ufficialmente al Salone di Parigi di ottobre in due varianti: la SUV, disponibile anche a sette posti, e la Fastback, più filante e proposta con un abitacolo a cinque posti. Questa SUV di segmento C nasce sulla piattaforma Smart Car di Stellantis, condivisa con Citroën C3 Aircross e Opel Frontera. Lunga circa 4,5 metri, nasce per diventare "nuovo riferimento in termini di praticità, offrendo uno spazio interno eccezionale e una capacità di carico ai vertici della categoria", spiega Olivier Franois, CEO della Fiat. Come le cugine di piattaforma, anche la Grizzly sarà proposta con una gamma multienergia che comprende motori termici a benzina, ibridi e full electric: in attesa delle specifiche definitive, è plausibile che l'offerta riprenda le principali motorizzazioni già utilizzate sulle altre vetture della piattaforma Smart Car, come l'1.2 benzina da 101 CV, l'1.2 ibrido da 145 CV e l'elettrico da 83 kW (113 CV) con batteria da 44 e 54 kWh, per autonomie che sfiorano i 400 km.Quando arriva: fine 2026 / inizio 2027Quanto costa: da meno di 20.000 euro Kia PV5 Passenger La Kia PV5 Passenger amplia la propria gamma con una versione a sette posti (nella configurazione 2+2+3), adatta alle esigenze delle famiglie numerose quanto di taxi, navette aeroportuali e transfer. Invariate le dimensioni del modello già in commercio: 4.695 mm di lunghezza, 1.895 di larghezza e 2.995 di passo. L'accesso alla terza fila di sedili è facilitato dalle porte laterali scorrevoli. Nella configurazione a sette posti il bagagliaio ha una capacità di 318 litri, che diventano 785 abbassando gli schienali della terza fila.  Il powertrain della Kia PV5 eroga una potenza di 120 kW (163 CV) e 250 Nm, ed è abbinato a una batteria da 71,2 kWh, con un'autonomia che arriva a sfiorare i 400 km. La ricarica in corrente continua arriva a 150 kW di potenza, per passare dal 10 all'80% in meno di mezz'ora. Quando arriva: autunno 2026Quanto costa: 44.000 euro Mercedes GLB La nuova Mercedes GLB mantiene una delle caratteristiche distintive della precedente generazione, ossia dimensioni contenute e la possibilità dei sette posti. Il nuovo modello cresce un po', arrivando a 4,73 metri da un paraurti all'altro: nella configurazione a cinque posti mette a disposizione 480 litri di bagagliaio, a cui si aggiungono i 127 del frunk. Come gli ultimi modelli della Stella, anche la nuova GLB è costruita sulla piattaforma multienergia MMA a 800 Volt. In gamma ci sono le versioni elettriche GLB 250+ da 272 CV e GLB 350 4Matic da 354 CV, entrambe con batteria da 85 kWh, per autonomie rispettivamente di 631 e 615 km. A queste si aggiungono le motorizzazioni mild hybrid, basate su un 1.5 quattro cilindri con impianto a 48 Volt da 156, 184 e 211 CV, con la possibilità della trazione integrale 4Matic sulle più potenti. Quando arriva: autunno 2026Quanto costa: 49.516 euro Skoda Peaq La Skoda Peaq è la nuova ammiraglia a ruote alte della Casa boema. Questa SUV elettrica, lunga 4.874 mm e con un passo di 2.965 mm, mette a disposizione sette posti veri in una carrozzeria relativamente compatta. Il bagagliaio ha una capacità di 299 litri con tutti i sedili in uso, 890 litri con cinque posti e 2.075 litri abbattendo anche la seconda fila. Davanti c'è anche un ulteriore vano da 37 litri. Tante le soluzioni inedite per la Casa: maniglie a filo carrozzeria, tetto elettrocromico (diviso in nove sezioni regolabili in opacità) e l'infotainment a sviluppo verticale da 13,6". La gamma attuale comprende due versioni: la Peaq 60, con motore posteriore da 204 CV e batteria da 59 kWh, e la 90x Dual Motor, con trazione integrale, 300 CV e batteria da 86 kWh, per un'autonomia di circa 610 km. La ricarica in corrente continua raggiunge potenze di 165 kW sulla 60 e 200 kW sulla 90x.Quando arriva: ottobre 2026Quanto costa: 49.950 euro Gli altri modelli in arrivo (forse) Completiamo questa rassegna con un rapido elenco dei modelli a sette posti che sono stati annunciati nelle scorse settimane/mesi, ma che ancora non sappiamo con sicurezza se - e quando - arriveranno in Italia. La MG S9, già in vendita nel Regno Unito, è una SUV lunga quasi cinque metri, con un powertrain ibrido plug-in da 272 CV e una batteria da 24,7 kWh (100 km di autonomia in EV). BYD ha annunciato lo scorso aprile la Denza D9, grande monovolume da 5,25 metri con powertrain ibrido plug-in da 353 CV, 210 km di autonomia in elettrico grazie alla batteria da 58,9 kWh, e una dotazione davvero ricca (Denza è il marchio premium del costruttore cinese). Sempre a proposito di premium, Lexus ha presentato la SUV elettrica TZ, destinata ai "principali mercati globali", lunga 5,1 metri e con un powertrain dual motor da 408 CV. La batteria da 96 kWh dovrebbe garantire fino a 530 km di percorrenza. I problemi finanziari di Porsche hanno gettato invece un'ombra di incertezza sul destino della K1 (nome in codice), grande SUV elettrica che in gamma si dovrebbe posizionare sopra la Cayenne.
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La prossima Tesla si potrà comprare? Non è detto: tutte le incognite del Cybercab

4 Ruote - Ago 19,2026
Il robotaxi con cui Tesla vuole cambiare il trasporto urbano si avvicina al debutto, ma sul Cybercab continuano a esserci più domande che risposte. Tra test ad Austin, ipotesi sul modello di business e un video che fa discutere, il progetto di Elon Musk resta avvolto nel mistero.Tesla Cybercab: cosa sappiamoDi certo, si tratterà di un veicolo elettrico a due posti con porte ad ali di gabbiano, il primo di Tesla costruito senza volante né pedali. La vettura utilizzerà un sistema di guida autonoma che la Casa non ha ancora distribuito su larga scala senza supervisione a bordo. Da remoto, gli operatori possono monitorare i veicoli e fornire assistenza in caso di necessità. Cybercab ad Austin: gli indizi Per il resto, ci si muove nel campo delle indiscrezioni. Tesla avrebbe comunicato ai dipendenti di prepararsi al debutto del Cybercab ad Austin già questo mese. La prima fase prevederebbe corse riservate al personale sulle strade pubbliche, seguite dall'inserimento della vettura nel servizio Robotaxi della città. Nelle scorse settimane sarebbero stati inoltre organizzati test su percorsi privati e attività di formazione con i soccorritori locali. Tesla non ha confermato ufficialmente questi dettagli.Un altro indizio arriva dalla Casa. Tesla sta promuovendo un evento di lancio del Cybercab ad Austin: chi effettua una corsa Robotaxi tra il 17 e il 23 agosto può partecipare all'estrazione degli inviti. L'iniziativa conferma l'organizzazione dell'evento, ma non chiarisce quando la vettura entrerà stabilmente nel servizio commerciale. Robotaxi Tesla: i numeri del servizio Nel rapporto sugli utili di luglio, Tesla ha dichiarato 380.000 miglia percorse dal servizio Robotaxi, oggi basato sulle Model Y. Un dato ancora molto distante dagli oltre 220 milioni di miglia interamente autonome accumulate da Waymo fino alla fine di marzo 2026.L'estensione reale della flotta priva di supervisore a bordo rimane però poco trasparente e può cambiare rapidamente. Inoltre, l'assenza di un addetto nell'abitacolo non esclude il monitoraggio o l'assistenza da remoto. Il Cybercab si potrà comprare? Musk ha presentato il Cybercab nell'ottobre 2024 come un'auto dal prezzo inferiore ai 30.000 dollari. Al momento, però, Tesla non ha aperto gli ordini né comunicato le condizioni di vendita per i privati.Resta da chiarire anche dove un veicolo senza volante né pedali potrà circolare. Negli Stati Uniti, i mezzi che non rispettano tutti gli standard previsti per le auto tradizionali possono richiedere specifiche esenzioni. Il costruttore deve comunque dimostrare un livello di sicurezza equivalente e l'interesse pubblico dell'operazione.Il quadro normativo sui veicoli progettati esclusivamente per la guida automatizzata si sta evolvendo, ma questo non equivale a un'autorizzazione generale per il Cybercab. Il modello dei ricavi resta un'incognita Il Cybercab potrebbe essere acquistato per un utilizzo particolare: una sorta di car sharing remunerato, scenario rilanciato nelle scorse ore sui social.La rete dei robotaxi Tesla potrebbe basarsi su un sistema di condivisione dei ricavi. Il proprietario metterebbe la vettura a disposizione del servizio di trasporto nelle ore in cui non la utilizza, mentre Tesla tratterrebbe una commissione per la piattaforma.Si tratta però di uno scenario ancora privo di condizioni pubbliche. Non sono note la tariffa applicata ai passeggeri, la quota destinata al titolare del veicolo e le regole relative a elettricità, manutenzione, assicurazioni, responsabilità e risarcimenti. Il robotaxi contro un paletto Sui social è intanto comparso un video registrato da un passeggero di un robotaxi Tesla Model Y, seduto sul lato anteriore destro.Il filmato mostra l'auto mentre percorre una corsia chiusa al traffico ad Austin e urta un "bollard", un paletto flessibile che delimita un'area vietata ai veicoli. Non è possibile stabilire dal video se la vettura fosse assistita da remoto.La Model Y rileva gli ostacoli, effettua alcune manovre e infine attraversa la fila dei paletti con un tonfo udibile. Nessuno è rimasto ferito. Non è inoltre possibile ricostruire come il veicolo sia finito in quella zona né stabilire come si sarebbe comportato in presenza di barriere rigide.Il filmato è emerso a poche settimane dalle rassicurazioni di Tesla su un livello di sicurezza definito "impeccabile", con zero incidenti dichiarati. Il singolo episodio non consente di formulare valutazioni generali sull'affidabilità del servizio, ma mostra quanto la gestione degli imprevisti urbani resti uno dei passaggi più delicati per i sistemi senza conducente. Il fattore Musk resta decisivo Musk potrebbe ancora una volta sorprendere il mercato, come già accaduto con prodotti che hanno lasciato il segno nell'industria automobilistica.Non sono mancati risultati commerciali inferiori alle aspettative, come nel caso del Cybertruck. Resta la capacità dell'imprenditore di alimentare un'enorme attenzione attorno alle proprie promesse tecnologiche prima ancora che i prodotti siano pienamente maturi.
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Lo sconto sta per finire: quanto costerà il gasolio senza il taglio delle accise?

4 Ruote - Ago 19,2026
Le tensioni in Medio Oriente continuano a far lievitare i prezzi dei carburanti. Oggi, in self-service sulla viabilità ordinaria, un litro di benzina costa 1,997 euro, contro i 2,107 euro del gasolio, in aumento rispettivamente di 0,003 e 0,008 euro. Solo il diesel beneficia fino al 25 agosto del taglio delle accise di 17 centesimi IVA inclusa: senza un nuovo intervento e a parità delle altre componenti del prezzo, dal 26 agosto il listino potrebbe teoricamente salire a 2,277 euro. Le strategie del governo e i vincoli europei Quale strategia adotterà l'esecutivo? Per ora non è trapelato nulla. Di certo, il governo non può sfruttare la flessibilità sui conti concessa dall'Unione Europea per ridurre le accise sul gasolio: la misura europea è destinata a investimenti capaci di rafforzare la sicurezza energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, non a sovvenzionarne il consumo. Tra gli interventi ammissibili rientrano anche nuove colonnine di ricarica per le auto elettriche. Il nodo delle risorse e i vincoli di bilancio La coperta finanziaria, però, resta corta. Il nodo risiede nella sostenibilità economica della misura: sterilizzare i rincari energetici azzerando o riducendo temporaneamente le accise richiede ingenti risorse pubbliche, che devono essere reperite senza compromettere i conti pubblici e nel rispetto dei vincoli di bilancio europei.
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Negli USA la Fiat Topolino ha clienti insospettabili. Ma non si usa in città

4 Ruote - Ago 19,2026
Una soluzione per la mobilità urbana a corto raggio, ma anche un'alternativa chic alle golf cart: ecco cosa può rappresentare la Fiat Topolino negli USA. La microcar elettrica italiana lunga 2,5 metri (13.995 dollari) sta suscitando l'interesse di clienti facoltosi in Florida, Minnesota e Michigan, alla ricerca di un mezzo distintivo per brevi spostamenti quotidiani sui green americani o all'interno di comunità chiuse, resort e campus universitari. Fiat Topolino da resort negli States Parliamo di un mercato che vale un miliardo di dollari, con almeno 2,3 milioni di utilizzatori di golf cart, riferisce Bloomberg. La Topolino può inoltre contare sul richiamo di un design sfizioso, ispirato alle linee della storica 500 degli anni Cinquanta.Disponibile anche in versioni personalizzate, come la Gran Premio, il veicolo è limitato a una velocità di 19 miglia orarie negli esemplari già consegnati, ma sarà dotato di un kit di conversione che consentirà di raggiungere le 25 miglia orarie, ottenendo così l'omologazione per la circolazione su strade pubbliche. Per molti clienti si tratta di un secondo o terzo veicolo, scelto soprattutto per il piacere di guidare qualcosa di diverso dal solito. Resta da vedere quale sarà l'accoglienza del pubblico americano quando il quadriciclo elettrico leggero entrerà nel pieno della sua commercializzazione su larga scala. 
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Code e cantieri in autostrada? Ecco come chiedere il rimborso del pedaggio

4 Ruote - Ago 19,2026
Da quest'anno, gli automobilisti hanno il diritto di essere risarciti in caso di cantieri autostradali o di traffico bloccato: il rimborso del pedaggio è proporzionato al disagio subìto. Ma quali sono i passi da compiere per ottenere il bonifico rapportato al tempo perso? E quanto spetta al consumatore? Ecco una guida pratica per ottenere quanto dovuto, in base alla delibera 211/2025 dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti, che modifica e integra la disciplina precedente. Rimborso pedaggi: quando scatta il diritto all'indennizzo Lo diciamo in premessa: fra soglie minime, eccezioni e vincoli sui percorsi, ottenere il rimborso non è una passeggiata. Anche perché bisogna verificare tratta, durata del ritardo e modalità di pagamento prima di fare richiesta.Per iniziare, il diritto al rimborso, totale o parziale, del pedaggio scatta in due situazioni. La prima è quella più frequente, legata ai cantieri. La seconda riguarda il traffico bloccato, cioè una circolazione paralizzata per almeno 60 minuti. Rimborso per cantieri autostradali: requisiti e soglie di ritardo L'automobilista ha diritto al rimborso se il percorso insiste interamente su tratte gestite dallo stesso concessionario. Sotto i 30 km, il ristoro è automatico; tra 30 e 50 km occorre un ritardo superiore a 10 minuti, mentre oltre i 50 km la soglia sale a 15 minuti. Traffico bloccato in autostrada: quanto spetta di rimborsoCon la circolazione paralizzata per almeno un'ora, l'indennizzo è proporzionale alla durata del fermo: 50% del pedaggio con stop tra 60 e 119 minuti, 75% tra 120 e 179 minuti e 100% da tre ore in su. Quando il rimborso del pedaggio non spetta Sono numerosi i casi che non danno diritto al rimborso. L'esclusione riguarda soprattutto i cantieri emergenziali, per esempio quelli conseguenti a incidenti, eventi meteo o idrogeologici straordinari e imprevedibili oppure attività di soccorso. Nessun rimborso neppure per i cantieri mobili nella fase iniziale di applicazione della misura.Sotto 0,10 euro non spetta alcun importo. Le somme pari o superiori a 0,10 euro vengono invece accumulate fino al raggiungimento di almeno 1 euro, soglia oltre la quale scatta l'erogazione. Come viene calcolato il ritardo effettivoIl parametro è il tempo di riferimento, cioè il tempo teorico di percorrenza calcolato su distanza e velocità media. Su questo valore viene misurato il ritardo effettivo. Rimborso pedaggi: come funziona con i singoli concessionariIn attesa dell'app unica che armonizzi i sistemi, ogni concessionario ha predisposto proprie modalità di gestione. Analizziamo il caso del primo gestore, Autostrade per l'Italia.Il rimborso da cantiere vale per tratte interamente gestite da società dello stesso gruppo, mentre quello per traffico bloccato si applica anche su percorsi che coinvolgono più concessionari. Il sistema copre i cantieri programmati e i blocchi della circolazione. Sono invece esclusi i disagi legati al traffico intenso, quelli dovuti alle condizioni atmosferiche, salvo i casi disciplinati come traffico bloccato, e le altre cause non riconducibili a queste categorie. Come richiedere il rimborso del pedaggioLa richiesta può essere effettuata tramite il sito di Autostrade per l'Italia o con l'app Muovy Cashback.Con registrazione, è possibile associare il dispositivo di telepedaggio o la targa e ricevere i rimborsi automaticamente, indicando un IBAN per l'accredito. I tempi del bonifico dipendono dai cicli di fatturazione. Il servizio consente di ottenere in automatico il rimborso per i transiti rilevati dal sistema.Senza registrazione, la ricevuta va conservata; bisogna attendere almeno quattro ore dopo il ritiro al casello e inserirla nella procedura online. A quel punto si riceve via email un codice per monitorare la richiesta. L'esito arriva entro sette giorni e si ha tempo fino a 12 mesi dal viaggio per presentare la domanda. Come si calcola l'importo del rimborso Per il ritardo da cantieri, l'importo si compone di una quota base legata ai lavori in corso e di un'eventuale quota aggiuntiva per il ritardo.Se lungo il percorso sono presenti più cantieri, i rimborsi si sommano ma non possono superare il valore del pedaggio. Per il traffico bloccato viene invece applicata una percentuale sul pedaggio della tratta interessata, fino a un massimo del 100%.In presenza di più eventi, gli importi si accumulano. E se nello stesso viaggio si verificano sia cantieri sia blocchi della circolazione? Viene riconosciuto l'importo più favorevole per l'automobilista. Rimborsi autostradali: criticità e possibili sviluppi Il nuovo meccanismo di rimborso dei pedaggi autostradali rappresenta una novità importante per gli automobilisti, ma non è privo di criticità. La procedura prevede infatti soglie, condizioni e modalità di calcolo che possono rendere non immediato l'accesso al rimborso, soprattutto nei casi in cui il viaggio coinvolga più concessionari o più eventi.Anche l'entità dei rimborsi è stata oggetto di discussione, perché l'impatto economico per gli automobilisti potrebbe risultare contenuto.La disciplina, inoltre, è destinata a essere accompagnata da un processo di armonizzazione dei sistemi dei diversi concessionari. L'obiettivo è arrivare a modalità di gestione più uniformi, anche attraverso l'app unica prevista dalla regolazione, così da rendere più semplice verificare gli eventi e ottenere quanto dovuto.
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Quattro posti in 3 metri: come sarà la Dacia elettrica da 15.000 euro

4 Ruote - Ago 19,2026
Lunga appena 3 metri, omologata per quattro persone e attesa con un prezzo di circa 15.000 euro: la Dacia Hipster prende forma nelle nostre ricostruzioni grafiche, che anticipano l'aspetto del modello destinato alla produzione. La sfida della prima elettrica low cost europea, altresì nota come E-Car, non ha colto di sorpresa la Casa del Gruppo Renault, che ha già posto le basi per un prodotto economico e anticonformista destinato a debuttare entro breve tempo. Molto dipenderà però anche dall'evoluzione della normativa europea sulle omologazioni.  Dacia Hipster: tutto in 3 metri I render partono dal prototipo della Hipster, mostrato a sorpresa nell'ottobre del 2025: con pochi ritocchi ai paraurti e ai gruppi ottici, necessari per l'omologazione, la Hipster sembra già pronta per la strada. Le proporzioni sono inedite, con il frontale cortissimo, gli sbalzi quasi azzerati e un abitacolo dalla forma rettangolare, ma tutto è stato progettato in funzione dello spazio interno. In appena 3 metri di lunghezza e 1,55 metri di larghezza trovano posto quattro adulti e un bagagliaio da 70 litri, espandibile fino a 500. Plancia destrutturata Gli interni della concept, qui sopra, sono un concentrato di idee innovative: poggiatesta posteriori che si piegano lateralmente per facilitare il carico dei bagagli, portellone diviso in due elementi che funge anche da copertura dei fari, sedili a panchetta, plancia con 11 YouClip per gli accessori e sistema di infotainment sostituito dallo smartphone del guidatore. Secondo Dacia, lo spazio a disposizione dei passeggeri anteriori è paragonabile a quello della Sandero. Con 800 kg l'autonomia ci guadagna L'omologazione specifica e una serie di soluzioni studiate per contenere i costi dovrebbero consentire, nonostante l'alimentazione, di restare entro gli 800 kg di peso. Un valore fondamentale per ridurre i consumi, anche se al momento non si conoscono né la potenza del motore né la capacità della batteria. Essendo la Hipster una citycar elettrica pensata soprattutto per l'ambito urbano, è probabile che gli accumulatori siano di dimensioni contenute e relativamente economici, con un'autonomia adeguata all'impiego cittadino.
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Le SUV Dongfeng puntano sull'autonomia: Mage e Huge diventano plug-in

4 Ruote - Ago 19,2026
Dongfeng ha scelto di entrare nel mercato europeo dalla porta principale con un centro stile a Monaco di Baviera e otto modelli diversi in gamma. Dopo il debutto nel nostro paese al Salone di Torino 2025 e la partnership con Stellantis per i modelli premium Voyah, arrivano aggiornamenti per due modelli già in vendita: si tratta delle Suv Mage e Huge con powertrain plug-in hybrid, che saranno disponibili a partire da ottobre in Italia. La Mage PHEV è già ordinabile La Dongfeng Mage misura 4,65 metri ed è già disponibile in versione benzina e full hybrid. La novità riguarda l'arrivo del modello plug-in hybrid che affianca un 1.5 quattro cilindri all'elettrico per una potenza totale di sistema di 360 CV. L'autonomia totale raggiunge quota 1.200 km, di cui 89 in modalità elettrica grazie alla batteria da 17 kWh e la promozione per l'avvio delle vendite prevede uno sconto da 39.900 a 33.900 euro.Quando arriva: ottobre 2026Quanto costa: da 33.900 euro La Huge PHEV da 185 km in elettrico Anche la sorella maggiore Huge da 4,72 metri sarà aggiornata: oltre a un leggero restyling, la SUV dopo il debutto della Full Hybrid sarà affiancata da una versione plug-in hybrid. Il powertrain potrebbe essere lo stesso della Mage con una batteria più capiente, ma i dati tecnici e i prezzi non sono stati ancora resi noti.Quando arriva: entro fine 2026Quanto costa: da definire
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Targhe polacche al capolinea: l'Rc auto italiana diventerà obbligatoria

4 Ruote - Ago 19,2026
Anche le macchine con targa estera che circolano stabilmente in Italia dovranno essere assicurate con una compagnia italiana o autorizzata a operare in Italia. E, quindi, soggette alle tariffe e alle imposte italiane. La clamorosa novità anti-elusione è contenuta nel testo-base del nuovo Codice della strada, sul quale le associazioni di settore sono chiamate a esprimere proposte entro il 13 settembre. L'elusione di tasse, imposte e multe L'obiettivo dei ministeri dell'Interno e dei Trasporti è chiaro: mettere la parola fine al fenomeno dell'esterovestizione di vetture immatricolate in Italia - le cosiddette targhe polacche (ma in passato erano state le targhe bulgare e ancor prima quelle tedesche) - finalizzato non solo a eludere i costi, le imposte e le tasse a cui sono soggetti i veicoli immatricolati in Italia, ma anche a sfruttare l'inerzia di molti comandi di polizia locale nella notifica delle multe all'estero.Una prassi, quella dell'esterovestizione fittizia di auto italiane, che secondo alcune stime riguarderebbe alcune decine di migliaia di veicoli che circolano stabilmente in Italia - in particolare in provincia di Napoli, un territorio dove il costo delle assicurazioni è particolarmente alto - grazie alla presunta possibilità di risparmiare "oltre il 70% dei costi", come recita un sito internet specializzato. Dopo l'Ipt tocca all'Rc auto Dopo l'introduzione, il 25 maggio scorso, dell'obbligo di pagamento dell'Ipt al momento dell'iscrizione al Reve, il Registro dei veicoli esteri gestito dall'Aci sul quale dal 2022 devono essere obbligatoriamente annotati i mezzi immatricolati all'estero nella disponibilità di persone fisiche residenti in Italia o di persone giuridiche con sede legale in Italia, tra qualche mese toccherà all'assicurazione: "dopo l'iscrizione nel registro", si legge nel testo-base del nuovo Codice della strada, "l'obbligo di copertura assicurativa è assolto mediante la stipula di un contratto con un'impresa di assicurazione autorizzata in Italia ovvero un'impresa di assicurazione italiana". Aperti i collegamenti con le banche dati polacche E a proposito di targhe polacche, il fatto che il fenomeno sia diventato un'emergenza è testimoniato da una circolare che il 13 agosto scorso il ministero dell'Interno ha inviato, tra gli altri, ai ministeri dei Trasporti e della Giustizia, alle prefetture, alle questure, ai comandi generali dei Carabinieri e della Guardia di finanza per informare tutti i soggetti direttamente o indirettamente coinvolti nella circolazione stradale che "la Direzione centrale per la polizia criminale ha condiviso i collegamenti telematici ai portali governativi della Repubblica di Polonia che consentono l'acquisizione in tempo reale delle informazioni relative alle carte di circolazione dei veicoli, alla copertura assicurativa Rca e alle patenti di guida rilasciate nel medesimo Paese".In pratica, da qualche giorno le forze di polizia italiane possono accedere alle banche dati polacche per controllare in tempo reale se un veicolo con targa polacca è assicurato e immatricolato e se i dati tecnici e amministrativi riportati sulla carta di circolazione corrispondono a quelli presenti nella banca dati della motorizzazione polacca. Un passo in avanti, ma la vera svolta arriverà tra qualche mese, quando anche le auto con targa polacca iscritte al Reve dovranno essere assicurate in Italia.
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Hyundai rivoluziona la Tucson: la nuova generazione rompe con il passato

4 Ruote - Ago 19,2026
Hyundai pubblica le prime immagini della quinta generazione della Tucson e conferma un deciso cambio di passo stilistico rispetto al passato. La SUV coreana, che già si distingueva dalla concorrenza per un design fuori dagli schemi, cambia completamente direzione fuori e dentro, seguendo il linguaggio stilistico Art of Steel introdotto dalla Ioniq 3. Crescono anche le dimensioni, mentre per il momento non sono state diffuse informazioni tecniche. Il debutto è previsto nel 2027. Nuova Tucson: 4,7 metri scolpiti La carrozzeria della Tucson diventa più squadrata e massiccia e cambia completamente a livello dei gruppi ottici. All'anteriore e al posteriore troviamo una firma luminosa con un elemento LED orizzontale e due elementi verticali, mentre i passaruota allargati, estesi posteriormente fino oltre la maniglia della portiera come sull'attuale modello, dominano la fiancata. Il montante posteriore propone un inserto argentato a contrasto e una superficie vetrata ascendente che modificano profondamente le proporzioni rispetto alla generazione attuale.Con 60 mm in più di lunghezza (di cui 30 mm nel passo), la Tucson raggiunge i 4,7 metri, ma aumentano anche le altre quote: 40 mm in larghezza, fino a 1,9 metri, e 20 mm in altezza, fino a 1,68 metri. Nelle foto ufficiali si intravede però una seconda variante che potrebbe avere dimensioni differenti: si tratta della probabile XRT, maggiormente votata all'off-road. Gli interni della nuova Tucson L'abitacolo è forse ancora più innovativo della carrozzeria. Hyundai riprende i concetti delle ultime elettriche della gamma e abbandona la disposizione tradizionale per adottare un grande schermo centrale, affiancato da un piccolo display dedicato al guidatore. Il volante è ora compatto e squadrato, i comandi fisici sono stati ridotti al minimo e la plancia è stata semplificata al massimo. Nuovi ibridi, ma il diesel è in bilico Secondo le informazioni in nostro possesso, la gamma della Tucson dovrebbe continuare a prevedere motorizzazioni elettrificate a benzina, mentre resta in bilico il diesel. Hyundai dovrebbe infatti introdurre un inedito full hybrid di nuova generazione da affiancare alla plug-in hybrid, con le relative versioni a trazione integrale che potrebbero differenziarsi a livello tecnologico sfruttando, su alcuni modelli, un motore elettrico al posteriore senza collegamento fisico con l'unità endotermica.
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