Crisi Volkswagen, ridda di voci su tagli e chiusure: sindacati sul piede di guerra
La crisi della Volkswagen e le tante indiscrezioni di stampa sul nuovo piano di ristrutturazione dei vertici aziendali stanno accendendo gli animi dei sindacalisti tedeschi, ormai sul piede di guerra e pronti ad alzare le barricate.Diversi rappresentanti dei lavoratori hanno alzato la voce contro la mancanza di chiarezza e l'assenza di notizie ufficiali sulle strategie dell'amministratore delegato Oliver Blume e oggi, già prima della presentazione delle nuove misure di efficientamento al consiglio di sorveglianza e in concomitanza con diverse iniziative di mobilitazione in tutta la Germania (le foto in pagina sono state scattate dai rappresentanti dell'IG Metall in diversi impianti e sedi), hanno messo in chiaro le loro intenzioni bellicose. Tanto più che diverse testate hanno lanciato nuove ipotesi su tagli ancor più pesanti di quanto finora emerso. Tagli senza precedenti Partiamo proprio da queste nuove indiscrezioni. Lo Spiegel ha confermato i rumor di Manager Magazin sulla possibile chiusura di quattro fabbriche tedesche, ma ha aggiunto le tempistiche: Zwickau ed Emden chiuderebbero in cancelli entro cinque anni, Hannover nel 2032 e Neckarsulm nel 2034, il che si tradurrebbe nel taglio di circa 40 mila persone. Il gruppo avrebbe anche in programma una riduzione degli investimenti per circa 50 miliardi di euro (il ciclo di pianificazione per il quinquennio 2027-203 sarebbe sostenuto da 135 miliardi di euro e non più dai 180 miliardi del precedente) e di eliminare altri 50.000 posti di lavoro entro il 2030. A tal proposito, la Bild ha lanciato ulteriori indiscrezioni, secondo cui i tagli potrebbero anche essere più profondi e ampi. Il management, infatti, vorrebbe tagliare 120 mila posti di lavoro, 20 mila in più rispetto a quanto finora anticipato. In particolare, si tratterebbe di tagliare dai 55.000 ai 70.000 dipendenti, che si aggiungerebbero così ai circa 50.000 esuberi già previsti dagli accordi con i rappresentanti dei lavoratori (35 mila in capo a Vw e gli altri 15 mila a carico di Porsche e Audi).La riduzione dovrebbe avvenire principalmente attraverso pensionamenti anticipati, uscite volontarie, scorpori e società di ricollocazione. Inoltre, sarebbe prevista una revisione delle attuali garanzie occupazionali. Sindacati in massima allerta Tra le ipotesi allo studio vi sarebbe anche la riconversione di alcuni siti produttivi ad attività nel settore della difesa, sul modello dello stabilimento di Osnabrück, nonchè una profonda riorganizzazione del gruppo, con lo scorporo delle attività automobilistiche e della divisione componenti in società distinte e la trasformazione della holding Volkswagen in una struttura più snella, con l'obiettivo di accelerare i processi decisionali e ridurre i costi. In tal caso, si ridurrebbe il peso dei rappresentanti dei lavoratori nella governance del gruppo.Questa ipotesi, insieme a quella di una revisione delle attuali garanzie occupazionali, ha però scatenato le ire dei sindacalisti. Chi attacca i lavoratori e la gestione condivisa corre il rischio di scatenare un grande conflitto sociale, ha dichiarato Thorsten Groger, capo negoziatore per l'Ig Metall del contratto collettivo di lavoro. Resisteremo con tutte le nostre forze a qualsiasi attacco agli organici del gruppo Volkswagen e ai nostri stabilimenti. La comunicazione del consiglio di gestione è disastrosa. Lasciare i lavoratori in una situazione di tale incertezza è irresponsabile e vergognoso. I consiglieri più pagati del Paese dovrebbero essere ritenuti responsabili delle proprie parole: esistono soluzioni più intelligenti della chiusura degli stabilimenti, ha aggiunto Groger. Ferma opposizione a qualsiasi chiusura "Se i piani brutali della direzione dovessero concretizzarsi, ci opporremmo con tutte le nostre forze", ha dichiarato Christiane Benner, primo presidente dell'IG Metall, mentre è dura la posizione pure di Daniela Cavallo, presidente del consiglio di fabbrica: I rappresentanti sindacali sono pronti a rimettere al loro posto il Consiglio di gestione se necessario e, insieme ai lavoratori, a ricordargli le loro reali responsabilità. Chiunque metta in discussione anche solo uno di questi stabilimenti si scontrerà con la ferma resistenza di IG Metall e dei dipendenti. IG Metall, al fianco dei lavoratori, combatterà con tutte le sue forze ogni nuovo piano di riduzione del personale. Non accetteremo la chiusura degli stabilimenti, né in Sassonia né in nessun'altra località della Germania, ha aggiunto Jan Otto, direttore distrettuale di IG Metall per Berlino-Brandeburgo-Sassonia.Otto ha quindi rivolto un appello ai dirigenti: Smettetela di turbare migliaia di persone e le loro famiglie. Mettete fine agli attacchi contro i dipendenti, agli attacchi alla cogestione e al futuro dei nostri stabilimenti. I tagli al personale o addirittura la chiusura di interi impianti non risolvono alcun problema e non conducono l'azienda verso un futuro migliore, anzi, tutt'altro. I dipendenti non sono la causa della crisi; non sono responsabili dei problemi di vendita in Cina o di una strategia di prodotto errata. Assumetevi le vostre responsabilità e garantite prodotti e tecnologie competitivi. questo che assicura il futuro dell'azienda, non la continua eliminazione di sempre più posti di lavoro".
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544 CV, 90 km in elettrico e telaio a longheroni: la Denza Bao 5 si prepara a sbarcare in Europa
Dopo la sportiva elettrica Z, Denza (marchio premium di BYD) ha presentato a Goodwood il secondo modello destinato al mercato europeo, la SUV di segmento D Bao 5 con propulsore ibrido plug-in DMO (Dual Mode Off-road), utilizzato anche per il pick-up BYD Shark. "Il segmento dei SUV premium è particolarmente rilevante per i clienti europei", spiega Stella Li da Goodwood, dove è stato presentata la Denza Bao 5. "E siamo convinti che questo modello saprà rispondere alle loro aspettative". Gli ordini per l'Europa apriranno nel corso dell'estate, con le consegne previste nell'ultimo trimestre del 2026. Anche in questo caso, prezzi non ancora annunciati. Linee (e meccanica) da vero fuoristrada Caratterizzata da linee massicce e squadrate, la Denza Bao 5 è lunga 4.888 mm (4.921 la versione Ultimate), larga 1.970 e alta 1.920, e ha un passo di 2.800 mm. La capacità del bagagliaio è di 475 litri, che diventano 1.736 abbassando gli schienali della seconda fila. Lo schema meccanico è quello di un fuoristrada tradizionale, con telaio a longheroni e tre differenziali elettronici autobloccanti. La più ricca versione Ultimate integra anche il sistema di controllo della carrozzeria DiSus-P, che aumenta l'altezza da terra di 90 mm (fino a 310 mm), con angoli di attacco e uscita rispettivamente di 39 e 34. Abitacolo di lusso... La vocazione premium dell'auto appare evidente appena si entra in abitacolo, dove dominano materiali pregiati, rivestimenti in pelle e finiture ricercate. L'impostazione rimane però quella di un fuoristrada, con maniglioni nella console centrale e tanti tasti fisici comodi da azionare. I sedili anteriori sono a regolazione elettrica con massaggio, mentre tutte le sedute possono contare sulla funzione di riscaldamento. Nella console centrale è presente anche un vano refrigerato e riscaldato da 4,5 litri, la cui temperatura (da -6 a 50) può essere gestita tramite la app dell'auto, da cui si controlla anche la chiave digitale, di serie. ... e con tanta tecnologia Tanta la tecnologia a bordo, dal quadro strumenti digitale da 12,3" abbinato a uno schermo centrale da 15,6" per l'infotainment. con Google integrato. Il conducente dispone di un head-up display, mentre il passeggero ha davanti a sé un terzo schermo dedicato. L'impianto audio, firmato Devialet, ha 18 altoparlanti, con diffusori integrati nei poggiatesta. Due le piastre di ricarica a induzione, cinque le porte USB. 544 CV con l'ibrido plug-in 90 km di autonomia in EV Il powertrain ibrido plug-in DMO (Dual Mode Off-road) prevede un quattro cilindri turbobenzina da 1.5 litri e 150 CV, abbinato a due motori elettrici, uno sull'asse anteriore e uno su quello posteriore, con potenze rispettivamente di 200 kW (272 CV) e 285 kW (388 CV). La potenza di sistema è di 544 CV e 760 Nm di coppia: la Bao 5 copre lo 0-100 km/h in 4,8 secondi e raggiunge la velocità massima di 180 km/h, limitata elettronicamente. La batteria Blade integrata nel telaio con la tecnologia Cell-to-Chassis ha una capacità di 31,8 kWh, per un'autonomia in elettrico di 90 km. Con il pieno di benzina e di elettroni, la Bao 5 percorre fino a 835 km. La potenza di ricarica in corrente continua è di 100 kW. Due versioni a listino La Denza Bao 5 sarà disponibile in due allestimenti: la Elegance, con cerchi di lega da 18", pedane laterali, barre portatutto sul tetto e tetto panoramico. All'interno troviamo le sedute e il volante riscaldato (quelle anteriori anche ventilate con massaggio) e luci ambientali personalizzabili. La versione Ultimate aggiunge le sospensioni intelligenti DiSus-P, i cerchi da 20", rivestimenti in pelle Nappa, i sedili posteriori ventilati, la copertura della ruota di scorta sul portellone e lo specchietto retrovisore digitale. La gamma di colori della carrozzeria comprende le tinte Shadow Black, Snowy White, Pinnacle Grey, Wagner Glacier Blue, Dolomite Green e Tarim Polar Gold (che vedete in queste immagini), a cui si aggiunge la tinta opaca Mineral Purple.
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Un abitacolo versatile e modulare: Xiaomi presenta SkyNomad, il suo terzo modello
Xiaomi alza l'asticella della sue ambizioni in campo automobilistico, ampliando la gamma con un terzo modello. Si chiama SkyNomad, e fa parte di una nuova famiglia di prodotti pensata con finalità completamente diverse da quelle della berlina SU7 e della SUV YU7.Infatti, queste due sono state progettate intorno al conducente e alle sue esigenze, mentre la SkyNomad ha il suo centro di gravità nell'abitacolo, pensato come uno "spazio abitativo che si adatta alle ore del giorno". E difatti, sulla base delle poche immagini finora diffuse, l'ultima creatura del colosso cinese è chiaramente un modello dalle dimensioni generose e dalle forme robuste e squadrate. Un abitacolo modulare e configurabile Del resto, la stessa Xiaomi pone l'accento sulle caratteristiche distintive dell'abitacolo, quantomeno rispetto a quanto oggi proposto dall'industria automobilistica cinese. "Grandi configurazioni da sei e sette posti e interni ricchi sono ormai comuni", sottolinea l'azienda, aggiungendo, però, che oggi "le priorità degli acquirenti stanno cambiando: sempre più il fattore decisivo non è se l'abitacolo sia grande o i sedili morbidi, ma se gli occupanti si sentano davvero a proprio agio al suo interno"."Questo cambiamento - prosegue Xiaomi - riflette il modo in cui le persone usano effettivamente le loro auto: spostarsi fino a due ore al giorno, riposarsi al posto di guida, lavorare da un'auto parcheggiata, portare la famiglia in un viaggio nel weekend o usare il veicolo come seconda casa durante il campeggio. Per questi proprietari, un'auto funziona non solo come veicolo, ma anche come un'estensione del loro spazio abitativo, in movimento. Questo principio - progettare un'auto costruita intorno a come le persone si sentono davvero al loro interno - è stato il punto di partenza per lo sviluppo di SkyNomad all'inizio del 2023". Basta guardare alcune foto schematiche per comprendere come l'abitacolo sia stato progettato all'insegna della modularità e della flessibilità: può, insomma, essere configurato in base a molteplici esigenze e finalità. A breve in Cina (e forse in Europa) La SkyNomad, sviluppata sulla base della nuova architettura Kunlun, sarà lanciata a breve sul mercato cinese, ma da tempo circola l'ipotesi che possa sbarcare l'anno prossimo anche in Europa. Per ora mancano dettagli sulle motorizzazioni: le indiscrezioni della stampa locale parlano di una propulsione elettrica con range extender, con i due motore elettrici dovrebbero assistiti da un turbo da 1.5 litri. Grazie anche a un pacco batterie di grandi dimensioni (si parla di oltre 70 kWh), la nuova Xiaomi dovrebbe garantire un'autonomia fino a 1.500 km: in modalità elettrica ci si aspetta percorrenze tra i 400 e i 500 chilometri.
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1.604 CV, ricarica in 9 minuti e quattro posti: la Denza Z reinventa le supercar elettriche
Denza, marchio premium di BYD, ha presentato al Goodwood Festival of Speed la sua prima supercar elettrica, chiamata Z. Quattro le varianti previste: Coupé, Spider, Racing e una Special Edition, che il prossimo autunno si cimenterà nel tentativo di battere il record al Nürburgring.Gli ordini delle prime tre versioni apriranno nel corso dell'estate, con le consegne previste entro la fine dell'anno. Prezzi non annunciati. Tre motori, più di 1.600 CV Il "cuore tecnico" della Denza Z è la piattaforma proprietaria e3 Sports Car Platform, che prevede un powertrain a tre motori, uno all'anteriore e due al posteriore (uno per ruota), con trazione integrale e una potenza combinata di 1.180 kW (1.604 CV) e 1.240 Nm di coppia. La Coupé copre lo 0-100 km/h in 2,25 secondi, lo 0-200 in 6,36 secondi, fino a toccare i i 300 km/h. La Racing, con pneumatici semi-slick (opzionali) scende fino a 1,96 e 6 secondi, e raggiunge i 350 km/h. Lo schema meccanico prevede sospensioni a doppio triangolo all'anteriore e multilink a cinque bracci al posteriore, con sofisticate sospensioni magnetoreologiche DiSus-M, impianto frenante carboceramico con pinze a sei pistoncini anteriori e quattro posteriori, e il sistema Vehicle Motion Control che si occupa di gestire frenata, sospensioni e sterzo. Ricarica completa in meno di 10 minuti La batteria montata a bordo è una Blade 2.0 da 76 kWh, integrata nella scocca con l'architettura Cell-to-Body 2.0: l'autonomia dichiarata nel ciclo Wltp è di 410 km per la Coupé, 400 km per la Spider e 380 km per la Racing. Come la Denza Z9GT, anche questa sportiva supporta la tecnologia di ricarica Flash Charging, capace di una potenza fino a 1.500 kW: la batteria passa dal 10% al 97% in 9 minuti, anche a temperature fino a -30C. Linee filanti e sportive Il design della Denza Z è firmato da Wolfgang Egger, in BYD dal 2016, che descrive la sportiva come una "scultura dinamica della velocità". L'auto è lunga 4.780 mm, larga 1.975 e alta 1.330 (1.350 la Spider), con un passo di 2.780 mm. Molto pronunciati i parafanghi, mentre il frontale integra una presa d'aria centrale con funzioni di raffreddamento e gestione dei flussi d'aria. La Racing, più lunga di 90 mm e larga di 15 mm, ha anche lo splitter anteriore in fibra di carbonio e l'alettone posteriore regolabile su tre posizioni. Interni di lusso (e spaziosi) Rara, per un'auto del genere, la configurazione a quattro posti dell'abitacolo, con gli schienali della seconda fila che possono essere abbattuti per ampliare la capacità del bagagliaio: da 250 a 550 litri (131 - 176 per la Spider). All'interno troviamo materiali pregiati e finiture di lusso, con tessuti in effetto velluto, dettagli in alluminio e fibra di carbonio. Al quadro strumenti da 8,9" si affianca l'infotainment da 12,8", con l'ecosistema software di Google e impianto audio Devialet con Dolby Atmos. Sul volante ci sono i tasti per richiamare le modalità Track e Boost: quest'ultima aumenta per 20% la coppia disponibile del 30%.
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Stati Uniti, robotaxi bloccano ambulanze e pompieri: software sotto accusa
I robotaxi vanno in tilt alla vista di luci lampeggianti, razzi di segnalazione, fumo, fuoco e coni stradali: l'allarme arriva dalla Nhtsa, l'agenzia statunitense per la sicurezza stradale. Che ha documentato molteplici casi in cui le auto a guida autonoma hanno pericolosamente interferito con ambulanze e camion dei vigili del fuoco, ostacolando soccorsi e attività d'emergenza. Robotaxi non distinguono situazioni a rischio: quale soluzione? La Nhtsa ha quindi deciso di pianificare degli incontri con gli sviluppatori dei robotaxi entro fine luglio, con l'obiettivo di sollecitare soluzioni ai bug dei software. Per ora non trapela nessun nome, ma in Texas i media locali riferiscono che a maggio un mezzo della Waymo abbia bloccato una corsia utilizzata dai pompieri per raggiungere un edificio in fiamme. Non è certo la prima volta che i veicoli senza conducenti causano gravi problemi, ma l'incolumità pubblica rimane una priorità assoluta per le autorità americane.
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Polestar, record di vendite nel primo semestre: forte crescita anche in Italia
Polestar ha chiuso il primo semestre con il suo record storico di vendite: l'azienda svedese ha commercializzato 30.423 vetture (+0,4%), di cui 17.296 nel secondo trimestre (-4%). Raggiungere vendite record nel primo semestre dell'anno, nonostante le difficoltà normative e le sfide di mercato, rappresenta un risultato significativo. Continuiamo a registrare progressi su tutti i fronti, ottenendo una solida crescita in diversi mercati chiave, in particolare nel Regno Unito, in Germania, in Corea del Sud e nella regione Iberica", ha spiegato l'amministratore delegato Michael Lohsceller. Prosegue inoltre l'espansione della nostra rete di vendita al dettaglio, che oggi conta 235 punti vendita, con una crescita del 39% rispetto allo scorso anno. Restiamo concentrati sulla realizzazione dei nostril obiettivi di business, mentre ci avviciniamo a un'importante fase di lancio di nuovi modelli nei prossimi mesi. A breve inizieremo le prime consegne di Polestar 5, mentre la produzione di Polestar 4 SUV è già iniziata con le prime consegne previste nel corso del quarto trimestre". I risultati in Italia Quanto all'Italia, Polestar ha visto le vendite crescere del 58% rispetto allo stesso periodo del 2025. "Una performance che conferma il crescente interesse dei clienti italiani per la proposta di Polestar e il rafforzamento della presenza del brand sul territorio", spiega l'azienda.Per il direttore generale di Polestar Italia, Elettra Benelli, "la crescita registrata nel primo semestre del 2026 conferma il ruolo sempre più strategico dell'Italia all'interno del percorso di sviluppo di Polestar in Europa. L'incremento del 58% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno riflette la crescente fiducia dei clienti nel nostro brand. Design, tecnologia e sostenibilità sono gli elementi determinanti della crescita di Polestar".
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Dalla Goccia Ruggente del 1957 nasce il futuro stile MG: ecco la D-SUV Cyber
Si chiama Cyber, un nome che parla di futuro. Così si chiama il prototipo che traccia le linee del design MG per i prossimi anni. elettrica, a va sans dire, e ha una lunghezza stimabile in 470 cm, che la colloca nel segmento delle D-SUV. Le sue forme sinuose coniugano la muscolosità tipica delle SUV con il dinamismo, le prestazioni e l'efficienza nei consumi. Linee familiari A tratti, lo stile ricorda altri modelli a ruote alte ad alte prestazioni come la Ferrari Purosangue o la Xiaomi YU7, ma la verità è che affonda le sue radici in un progetto leggendario del passato. Mi riferisco alla EX181, il leggendario prototipo denominato Roaring Raindrop, la Goccia Ruggente che nel 1957, fra le mani di Stirling Moss, tocco la velocità di ben 395 km/h, anche grazie alle sue forme affusolate. Solo due anni dopo un altro pilota di Formula 1, Phil Hill, superò quel primato raggiungendo i 410 km/h. Proiettata nel futuro La MG Cyber punta su uno stile forte e personale, realizzato dal Design Centre di Londra sotto la guida di Carl Gotham, e anticipa la visione del futuro del brand del gruppo Saic. In questo prototipo, esposto al Goodwood Festival of Speed, gli interni non sono visibili: il team di Gotham ci sta ancora lavorando. Ma ci promettono che saranno accattivanti almeno quanto gli esterni. Nel frattempo, fra i dettagli aerodinamici possiamo apprezzare i montanti C che incorporano dei deviatori di flusso che raccordano l'aria nella parte posteriore, riducendo i vortici che peggiorano il Cx. Interessante anche l'uso di LED per il logo MG anche nelle fiancate, oltre che per il frontale e la coda. ancora presto per parlare di potenze, di prestazioni o di batterie, visto che per trasformare la MG Cyber in un modello di serie serviranno almeno un paio d'anni. Nel frattempo, possiamo però farci un'idea del futuro corso stilistico di MG. E voi che ne dite?
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Confort da SUV premium, ma il tre cilindri convince davvero? La prova della DS N7 Hybrid 145
La DS manda in pensione la DS 7 e inaugura una nuova fase con la N7. Cresce nelle dimensioni, debutta con una gamma elettrificata e punta ancora più in alto per qualità percepita e confort. Nel primo contatto su strada la Hybrid da 145 CV convince per silenziosità, assetto e finiture, ma il piccolo tre cilindri lascia aperta una riflessione su una vettura che vuole giocare nel campionato delle premium. Prima del motore c'è l'effetto wow Ci sono auto che raccontano subito quello che vogliono essere. La nuova DS N7 ci riesce ancora prima di partire. Apri la portiera, ti accomodi al volante e vieni accolto da un abitacolo che punta tutto sulla raffinatezza. Pelle (vera), Alcantara, inserti in alluminio o legno lavorati a laser, superfici morbide e una cura per i dettagli che ormai rappresenta il marchio di fabbrica della Casa francese. Più che stupire con schermi giganteschi o effetti speciali, la N7 cerca di trasmettere una sensazione di qualità attraverso materiali e lavorazioni. Poi premi il pulsante di avviamento. Ed è qui che arriva il primo contrasto. Sotto il cofano della versione che abbiamo guidato lavora il noto 1.2 turbo tre cilindri mild hybrid da 145 CV, già impiegato su numerosi modelli del gruppo Stellantis. Un propulsore che conosciamo bene e che, inevitabilmente, porta a una domanda: è davvero il motore giusto per una SUV che vuole sedersi al tavolo delle premium? Più elegante, senza rincorrere le mode La N7 raccoglie l'eredità della DS 7 senza rivoluzionarne l'impostazione. Piuttosto, la evolve. La lunghezza sale a 4,66 metri, il passo raggiunge i 2,79 metri e il design abbandona qualche eccesso stilistico del passato per adottare linee più pulite. Il nuovo frontale è dominato dalle sottili Light Blade verticali e dalla calandra illuminata, mentre il lavoro sull'aerodinamica ha permesso di raggiungere un Cx di 0,26, valore interessante per una SUV di queste dimensioni.Anche l'abitacolo cresce in maturità. Le superfici vetrate sono più ampie, il tetto panoramico lascia entrare più luce e il bagagliaio offre fino a 560 litri di capacità. Non cerca effetti scenografici, ma restituisce una sensazione di solidità e cura superiore rispetto al modello che sostituisce. Confort prima di tutto Dopo pochi chilometri è chiaro quale sia la filosofia della N7. Non è un'auto che cerca la guida sportiva, ma una vettura pensata per macinare chilometri nel massimo relax. Le sospensioni filtrano bene le asperità, lo sterzo è ben tarato tra le ragioni della facilità d'uso in città e una certa prontezza tra le curve. Piccola nota a margine, la configurazione a quattro razze a croce lascia un po' spaesati quando si cerca la classica (e corretta) posizione alle "nove e un quarto".L'aspetto che però convince maggiormente è l'insonorizzazione. Il lavoro svolto dai tecnici francesi è evidente. A velocità autostradali arrivano pochissimi fruscii aerodinamici e anche il rumore di rotolamento degli pneumatici è ben filtrato. L'ambiente resta ovattato e trasmette quella sensazione di tranquillità che rappresenta uno dei punti di forza della vettura. Il tre cilindri fa il suo dovere. Ma... Il 1.2 mild hybrid da 145 CV sorprende positivamente per fluidità. L'assistenza elettrica rende piacevoli le partenze, mentre il cambio automatico a doppia frizione privilegia il confort piuttosto che la rapidità delle cambiate. Nella guida rilassata il sistema convince: il cambio lavora bene, è dolce negli innesti e accompagna il motore senza attirare l'attenzione. Solo quando si richiede un'accelerazione più decisa emerge qualche limite: in alcune riprese o nei cambi di ritmo mostra una leggera esitazione prima di selezionare il rapporto corretto. Non è un comportamento che disturba realmente, ma ricorda come la priorità sia sempre il confort. Non tanto per le prestazioni e i consumi favorevoli all'utilizzo quotidiano, quanto per la percezione complessiva. Seduti in un abitacolo così ricercato, il piccolo tre cilindri sembra l'unico elemento che non riesce a trasmettere quella stessa sensazione di esclusività che invece emerge dal resto della vettura. L'elettrica sembra la scelta più coerente per questo motivo che le versioni 100% elettriche appaiono più in sintonia con la filosofia della N7. Non soltanto perché nella variante Long Range dichiara fino a 734 km di autonomia WLTP, ma soprattutto perché la silenziosità tipica della propulsione elettrica valorizza ulteriormente un abitacolo già eccellente sotto il profilo del confort acustico. Oltre al fatto che scatto e ripresa sono di un altro livello. una di quelle auto nelle quali l'assenza del motore termico sembra quasi completare il progetto. Gamma e prezzi della DS N7 Hybrid 145 CV (1.2 mild hybrid)N7:42.400 euroPallas:45.600 eurotoile:50.280 euroLa Première:56.280 euroE-Tense 230 CV (543 km WLTP)Pallas:49.840 eurotoile:54.520 euroLa Première:60.520 euroE-Tense Long Range 245 CV (734 km WLTP)Pallas:55.840 eurotoile:60.520 euroLa Première:66.520 euroE-Tense AWD Long Range 350 CV (679 km WLTP)Pallas:65.640 eurotoile:70.320 euroLa Première:76.320 euro
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100 Tridenti per i 100 anni nelle corse: Maserati presenta la Project GT4
La Maserati ha scelto il Goodwood Festival of Speed 2026 per svelare in anteprima mondiale la Project GT4, una vettura sviluppata dalla divisione Maserati Corse per portare in pista le specifiche stilistiche e ingegneristiche della nuova GranTurismo. "Project GT4 rappresenta un passaggio naturale nell'evoluzione del programma Maserati Corse e completa la nostra visione per il futuro delle competizioni GT. Forte dell'esperienza maturata con Maserati GT2, questo progetto nasce con l'obiettivo di portare nella categoria GT4 tutto il know-how tecnico, sportivo e operativo sviluppato in questi anni, mantenendo un forte legame con la Nuova GranTurismo da cui deriva", afferma Vincent Biard, responsabile di Maserati Corse. "Il nostro obiettivo - aggiunge - è chiaro: sviluppare una vettura competitiva, affidabile e accessibile ai team e ai piloti che scelgono Maserati. Il percorso di sviluppo è appena iniziato, ma stiamo già lavorando per arrivare alla stagione 2028 con una vettura in grado di competere ai massimi livelli e ambire al successo. In un anno in cui celebriamo i 100 anni del Tridente e 100 anni di Maserati nelle competizioni, Project GT4 rappresenta un ulteriore tassello della nostra strategia sportiva e conferma la volontà del marchio di continuare a investire nel motorsport internazionale". Tutti gli elementi distintivi La Project GT4 si affiancherà alla GT2, protagonista dal 2023 nelle competizioni a ruote coperte, in particolare nelle GT2 European Series, e alla MCXtrema, vettura destinata a pochi clienti esclusivi desiderosi di cimentarsi in pistaLa vettura beneficia delle migliorie tecniche e dell'evoluzione stilistica introdotte con la nuova GranTurismo ma con elementi distintivi, a partire dall'integrazione di componenti specifiche per le gare nel frontale per arrivare a elementi aerodinamici (spoiler, splitter e dive plane all'anteriore, minigonne, allettone posteriore solo per citarne alcuni), concepiti secondo criteri funzionali, ma anche in questo caso integrati in modo armonico nel design. Gli interni conservano gli elementi distintivi della plancia GT, ma ovviamente adottano una configurazione adeguata all'uso in pista. Dal punto di vista tecnico, la Project GT4 adotta il motore Nettuno V6 3.0 litri in posizione anteriore-longitudinale, con tecnologia di combustione a precamera derivata dalla Formula 1 e potenze superiori ai 700 CV. Tra le altre specifiche spiccano l'architettura a trazione posteriore, le sospensioni derivate direttamente dalla GranTurismo Trofeo, gli ammortizzatori e le barre antirollio regolabili e un peso inferiore di circa 400 kg rispetto alla vettura stradale.Tra le componenti racing dedicate figurano la configurazione aerodinamica ottimizzata per incrementare il carico verticale, il cofano con aperture specifiche, l'impianto frenante dedicato, roll cage, sedile e serbatoio omologati e cerchi da 18 pollici conformi ai regolamenti GT4. Una livrea speciale Infine, la Project GT4 è stata svelata con una livrea speciale per celebrare il centenario del marchio. Un grande Tridente attraversa la vettura, dal tetto alla parte posteriore, unitamente a 100 piccoli Tridenti blu, tono su tono. La fascia bianca anteriore richiama alcune tra le più iconiche vetture da competizione Maserati del passato, come la 420M/58 Eldorado, mentre il blu e il giallo ricordano la città di Modena.
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Piccola, sportiva e con un maxi spoiler: ecco la MG GO! che anticipa la prossima MG2
Si scrive MG GO!, ma fra le righe si legge MG2. Potrebbe essere questo il nome della piccola elettrica inglese che vedremo - nella sua veste definitiva - tra circa un anno. Nel frattempo il prototipo della MG GO! ne anticipa alcuni tratti. Tratti che sono decisamente sportivi e accattivanti, e che personalmente ricordano modelli compatti di altri marchi (leggasi Mini o Suzuki), ma che in realtà affondano le proprie radici nel passato del brand inglese. Come ci raccontano Jozef Kaba, vice presidente di Saic con delega al design, e Carl Gotham, direttore del centro stile di Londra, i fari tondi si ispirano alla MGB GT del 1965 disegnata da Pininfarina, e lo stesso dicasi per la linea di cintura, perfettamente orizzontale. La MGB GT era però una coupé, e per ricordarla la MG GO! mimetizza le porte posteriori. Il modello di serie potrebbe riprendere questo dettaglio celando le maniglie nelle cornici dei finestrini. Dettagli sportivi Nella parte posteriore, invece, la piccola elettrica si rifà ad altri due modelli storici del brand inglese, la MG Metro Turbo e la MG ZR, con i loro vistosi alettoni. Il prototipo è accompagnato da un estrattore che ne esalta la sportività, ma che difficilmente sarà presente nel modello di serie (insieme a numerosi altri elementi, dai ganci anteriori alle ruote 245/35 R20 con mozzo centrale, passando per l'assetto ribassato). Massimo riserbo sui powertrain Nessuna specifica, almeno per il momento, per quanto riguarda motori e autonomie. la MG2, derivata dalla MG GO!, sarà una full electric da città, e potrebbe essere costruita sull'architettura Modular Scalable Platform (Msp) già utilizzata per la MGS5 EV. Considerata la sua destinazione d'uso, potrebbe muoversi tranquillamente nel traffico urbano con una batteria di circa 40 kWh e un'autonomia di 300 chilometri. Dovrebbe stare sotto i 25.000 euro Come accennato, l'auto che arriverà nel 2027 si chiamerà probabilmente MG2, e avrà forme meno vistose. Mi garantiscono però i due designer che saranno "altrettanto ricche di personalità". Lunga intorno ai quattro metri, la MG2 sottolinea l'impegno della Casa anglo-cinese nella democratizzazione della mobilità elettrica, a cominciare dal listino, che dovrebbe partire da meno di 25.000 euro. Una strada già perseguita da altri costruttori cinesi con modelli di prossimo sbarco in Europa, dalla Geely E2 alla Leapmotor B03X. Richiami al passato
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La Cupra Leon e-Hybrid Racer stupisce a Goodwood con un powertrain inedito da 500 CV e cambio sequenziale
Come anticipato, Cupra arriva al Goodwood Festival of Speed 2026 con due modelli speciali, che affiancano il debutto della Cupra Raval con guida a destra, destinata al mercato inglese. Si comincia con la Leon da 500 CV La prima novità di quest'anno, impegnata nella salita della celebre collina inglese è la Cupra Leon VZ e-Hybrid Racer: molto originale il powertrain, che combina il motore elettrico della Raval, l'unità termica della Leon VZ e la batteria della Leon plug-in. La potenza di sistema è di 370 kW (503 CV), il cambio è un sequenziale a sei rapporti: questo prototipo scatta da fermo a 100 km/h in 3,8 secondi e raggiunge una velocità massima di 265 km/h. Torna la Formula E Il secondo modello speciale presentato da Cupra a Goodwood è la nuova monoposto di Formula E, nata dalla rinnovata collaborazione con Kiro Race Co. e sviluppata secondo le specifiche della nuova Gen4: presentata con la livrea "Energy Flow", debutterà nella stagione 13 del campionato. La potenza complessiva sale a 600 kW (816 CV) e arriva la trazione integrale: la monoposto scatta da ferma a 100 km/h in 1,8 secondi e tocca i supera i 335 km/h di velocità massima. La Raval debutta in UK In occasione dell'evento di Goodwood, il marchio spagnolo presenta anche la versione per il mercato inglese (quindi con la guida a destra) della Cupra Raval, la prima della nuova famiglia di elettriche del gruppo Volkswagen su piattaforma Meb+. Commercializzata a partire da 23.785 sterline (poco meno di 28 mila euro, mentre da noi il listino attacca a 35.950 euro), è disponibile anche nella versione VZ da 33.495 sterline (poco più di 39 mila euro, da noi 46.600 euro), con cerchi da 19", sedili sportivi a regolazione elettrica, fari a matrice di LED, sospensioni DCC Sport e differenziale elettronico a slittamento limitato.
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Nuovi modelli, consegne e servizi più rapidi: i prossimi cinque anni di Stellantis per le flotte
Più modelli disponibili, a cominciare da Fiat Grizzly e Lancia Gamma fino alle E-Car, maggiori investimenti anche per sviluppare i canali di distribuzione e attenuare i tempi di attesa, rafforzamento dell'organizzazione dalle strutture centrali fino ai dealer. I riflessi del piano strategico quinquennale Fastlane sull'attività della divisione Stellantis Fleet&Business Solutions sono stati illustrati dai vertici della business unit per l'Italia nel corso dell'incontro annuale con clienti e noleggiatori, svoltosi a Bari dal 6 all'8 luglio e intitolato Further, faster, stronger. La fabbrica di Melfi in prima linea A sottolineare il ruolo strategico del prodotto anche nelle forniture aziendali e nelle nuove forme di mobilità, le ospiti d'onore della manifestazione presieduta da Fabio Mazzeo, Fleet & Business Solutions director di Stellantis Italia, sono state le nuove Fiat Grizzly Suv e Fastback e la Lancia Gamma. Gli invitati hanno potuto vederle in anteprima, nel caso della nuova Gamma anche durante una visita dello stabilimento di Melfi, dove la Suv Lancia, che sarà svelata il prossimo autunno, sarà assemblata accanto ad altri modelli che nascono sulla stessa piattaforma, le DS N7 e N8, la Jeep Compass e, dal 2028, una inedita Alfa Romeo. L'offerta da Leapmotor a Maserati Entro il 2030, ha rimarcato Marco Becchero, capo Marketing e operations della divisione per l'Italia, Stellantis intende arrivare a coprire il 99% del mercato b2b grazie anche alle novità dei dieci marchi, da Citroën a Maserati e da Opel ad Alfa Romeo (molte delle quali basate sull'architettura Stla One), con alimentazioni dal mild hybrid all'elettrico puro e dal full al plug-in hybrid, comprese le ricaricabili con range extender portate in dote dalla partnership con la cinese Leapmotor. Ottanta centri fleet by dealer Andrea Croce (vendite corporate e noleggio a lungo termine) ha illustrato i principali punti del rafforzamento degli organici e delle risorse della business unit, indirizzato in particolare a sviluppare le relazioni con le società di noleggio emergenti e le intermediarie, alla migliore integrazione dei concessionari nel business delle aziende. Le attività fleet by dealer gestiranno a regime un'ottantina di punti di contatto specializzati. Sul fronte post-vendita, saranno le tecnologie a garantire uno snellimento delle procedure per permettere di massimizzare la disponibilità in servizio dei veicoli. Nicola Pumilia (vendite flotte e gare) ha invece toccato il tema delicato dei tempi di consegna descritto gli interventi strutturali che hanno portato in pochi mesi a una riduzione degli stock da 72 mila a 63 mila veicoli, dal cambio di fornitori, all'estensione degli orari di attività dei piazzali, alla messa in servizio di ulteriori navi, treni e bisarche. Ci vuole una riforma fiscale Il tema delle prospettive del mercato è stato affrontato da Fabio Mazzeo in un incontro con i giornalisti- Il direttore della business unit ha detto di attendersi che, superata l'impasse causata dalle ripetute modifiche alla disciplina dei fringe benefit, nel resto del 2026 e nel corso del 2027 il settore si rafforzerà, specie se interverranno auspicate modifiche organiche dell'intero comparto fiscale. Una crescita più graduale riguarderà il mercato dei veicoli commerciali, le cui difficoltà attuali, secondo Mazzeo, sono anche dovute al ritorno alla normalità dopo un ritmo di immatricolazioni che, fino all'anno scorso, è stato sostenuto da gare di enti particolarmente corpose. Credo che il segmento C-Suv continuerà a essere premiato dalle aziende, ha aggiunto Mazzeo, e noi continueremo a rafforzare l'offerta. Ma il capo delle Fleet & Business Solutions arriva a ipotizzare che una leva per la definitiva diffusione delle formule alternative all'acquisto dell'auto anche fra la clientela più sensibile ai costi - i privati e le famiglie - potrà essere la nuova generazione delle future E-Car compatte dei marchi generalisti del gruppo. All'estremo opposto, il consolidamento del segmento D vedrà in campo Alfa Romeo e Maserati.
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Union Jack, Union Jack ovunque: la Oxford Edition celebra i 25 anni della Mini
Al Goodwood Festival of Speed Mini celebra i 25 anni della nuova serie, che ha debuttato nel 2001, presentando la Cooper Oxford Edition, serie speciale esclusiva per la versione a tre porte, disponibile nelle varianti Cooper C e Cooper S. Al momento non ci sono informazioni circa le tempistiche di arrivo sul mercato e sui prezzi a cui verrà proposta. Tutto a tema Union Jack Il nome di questo allestimento richiama in maniera diretta lo stabilimento di Oxford, dove veniva prodotta la prima Mini di Sir Alec Issigonis, e dove dall'inizio del 21esimo secolo viene prodotto il modello attuale. All'esterno, la nuova Mini Cooper Oxford Edition si presenta con il tetto bianco con lo Union Jack della bandiera inglese, abbinato a tre colorazioni per la carrozzeria: Chili Red, Indigo Sunset Blue e Blazing Blue. Bianche le calotte degli specchietti retrovisori, mentre i cerchi da 18" Slide Spoke bicolore hanno dettagli dedicati su mozzi e tappi valvola. C'è anche l'abbigliamento In abitacolo il tema della Union Jack torna anche con la bandiera stampata sul volante, a ore sei, nei tappetini con grafica a bandiera circolare dal lato del guidatore e con la bandiera a scacchi per il passeggero, oltre ai battitacco dedicati. Di impatto anche la grafica dell'infotainment a OLED, con la bandiera del Regno Unito come sfondo. Insieme all'auto, Mini ha presentato anche la Oxford Capsule, collezione lifestyle che comprende borsa da viaggio, t-shirt, cappellino, adesivi e l'ombrello a bastone, con finiture in blu scuro coordinate alla colorazione Indigo Sunset Blue.
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Kia Seltos, come va e quanto consuma la SUV che rende democratico lo spazio
Il gioco è noto: prendi una base tecnica già presente in gamma e ci costruisci sopra una SUV a cavallo fra i segmenti B e C, quelli che tirano di più. La Kia Seltos fra l'altro già una realtà da anni in altri angoli del globo è il prodotto di questo sensatissimo ragionamento: una gran quantità di spazio in 4,43 metri di lunghezza, prezzi a partire da 31.500 euro, motori termici (o ibridi full: la Seltos 1.6 Hev che abbiamo già guidato), trazione anteriore o integrale, cambi manuali o a doppia frizione. Spazio per tutti Un bel melting pot, insomma. Con spazio da vendere: dentro, anche cinque passeggeri viaggiano senza grosse difficoltà. C'è agio per le gambe e per la testa, si può pure regolare l'inclinazione del divano. Dietro non mancano le bocchette, due prese Usb, si possono avere le sedute riscaldabili (e quelle davanti ventilate). Finitura più che discreta, materiali rigidi ma ben assemblati. Vani portaoggetti? Numerosi, anche se non tutti sono rivestiti di fondo morbido. Di livello anche la capacità del vano bagagli: fanno 536 litri, che verificheremo come al solito quando la macchina arriverà al Centro prove. Quattro cilindri di sostanza Per questo primo contatto scelgo la Kia Seltos 1.6 T-GDI da 180 CV, con trazione anteriore (l'integrale è del tipo a inserimento automatico, con possibilità di bloccaggio tramite un tasto sul volante) e cambio a doppia frizione a 7 rapporti. A listino figura pure una versione con il cambio manuale che, però, non rientrava nella rosa di questo primo test. Il percorso tutto asfaltato - nei dintorni di Francoforte (una quarantina di chilometri) è misto, con tanti rettilinei, un po' d'autostrada e pochi tratti urbani. Il quattro cilindri turbobenzina ha la birra che serve. Complice il doppia frizione, riprendere velocità non è mai un problema e, con tutta probabilità, nemmeno la marcia a pieno carico lo spaventa. Ha soltanto un gran vocione e una certa ruvidezza, che fanno compagnia in abitacolo quando si preme l'acceleratore a tavoletta. Il consumo? Ho visto oscillare il computer di bordo dai 7 ai 9 l/100 km. Impronta comoda Alla Kia giurano di aver modificato il comportamento dinamico in chiave europea: le sensazioni sono giustamente turistiche, ma l'impressione è che la Seltos riesca a contenere in modo più che dignitoso il rollio, anche se si affrontano le curve con un certo piglio. Qualche fruscio alle velocità autostradali emerge, mentre non so dirvi molto sull'assorbimento, perché le strade tedesche incontrate nel test erano lisce come tavoli da biliardo. Tenete comunque presente che le Seltos 2WD prevedono sospensioni posteriori a ruote interconnesse, mentre quelle a trazione integrale montano un più pregevole schema multilink.
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Prezzi alla pompa in salita per benzina e diesel, schizzano greggio e prodotti raffinati
I carburanti tornano a diventare un grande problema per gli automobilisti e, ovviamente, l'economia nazionale. Negli ultimi giorni si sta palesando un trend rialzista per benzina e diesel dall'esito imprevedibile. La causa è legata, ancora una volta, alle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran, che ieri hanno riportato gli indici principali del petrolio a toccare di nuovo gli 80 dollari al barile. Staffetta Quotidiana, nella sua consueta rilevazione giornaliera, segnala non solo l'aumento dei prezzi alla pompa, ma anche altri effetti. Infatti, il deterioramento della crisi in Medio Oriente sta facendo "schizzare" le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati: il gasolio è salita di quasi dieci centesimi al litro e la benzina di quasi quattro. "L'effetto sui prezzi alla pompa si vedrà compiutamente a partire da domani" 10 luglio, aggiunge la testata specializzata.Intanto, questa mattina 9 luglio il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,858 euro al per la benzina (+3 millesimi rispetto a ieri), 1,946 per il gasolio (+5), 0,755 per il Gpl (-2) e 1,553 per il metano (invariato). Sulla rete autostradale, la verde al fai-ta-te è 1,951 euro (+6), il diesel a 2,033 (+10), il Gpl a 0,884 (invariato) e il metano a 1,579 (invariato). Prezzi consigliati e praticati Staffetta Quotidiana segnala anche la decisione di Tamoil di aumentare di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina.Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati dalla testata sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati vedono la verde self service a 1,857 euro (compagnie 1,862, pompe bianche 1,848) e il diesel a 1,944 (1,950; 1,932). Al servito, benzina a 1,994 (2,034; 1,918), gasolio a 2,083 (2,126; 2,002), Gpl a 0,766 (0,776; 0,754), metano a 1,554 (1,553; 1,555), Gnl a 1,442 (1,451; 1,435).Lo spaccato dei marchi mostra Eni a 1,860 euro/litro sulla verde self service (2,069 al servito) e 1,959 sul diesel (2,171); IP a 1,871 (2,039) e 1,954 (2,123); Q8 a 1,856 (2,019) e 1,940 (2,104); Tamoil a 1,858 (1,935) e 1,937 (2,020.
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788 CV e 200 esemplari: la McLaren 788HS è il canto del cigno della 720S
La Casa inglese McLaren, tramite il reparto Special Operations, ha presentato al Goodwood Festival of Speed la 788HS, variante più estrema che chiude il ciclo della famiglia 720S/750S. Diversamente dalle Longtail che l'hanno preceduta, questa 788HS adotta la denominazione High Sport, già usata su few-off come la MP4-12C HS e la 675LT MSO HS. La produzione di questo modello sarà meno esclusiva: sono previsti 200 esemplari, divisi tra coupé e Spider. la più potente della famiglia 720S La McLaren 788HS monta una versione potenziata del V8 biturbo 4.0 litri M840T, capace di 788 CV e 800 Nm di coppia, 37 CV in più rispetto alla 750S e 22 CV in più della 765LT, guadagnati utilizzando nuovi turbocompressori a bassa inerzia, una doppia pompa del carburante e pistoni forgiati. La sportiva inglese accelera da ferma a 100 km/h in 2,8 secondi e arriva a toccare una velocità massima di 330 km/h. Il rapporto peso/potenza è di 1,61 kg/CV, con un peso a secco di 1.265 kg: sono 36 kg in più rispetto alla 765LT, dovuti principalmente ai nuovi elementi aerodinamici, come lo spoiler posteriore attivo e il cofano con S-duct e il diffusore derivato dalla Formula 1. La taratura delle sospensioni idrauliche è specifica per questo modello, con altezza da terra ridotta di 5 mm rispetto alla 750S. Abbondanza di carbonio Di serie anche i freni carboceramici con pinze anteriori monoblocco a sei pistoncini e cerchi forgiati con mozzo centrale. All'interno, di serie sono previsti i sedili in fibra di carbonio (che sulla 750S sono solo su richiesta), così come la console centrale nello stesso materiale.
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La Rina diventa Coupé: Automobili Mignatta svela i bozzetti a Goodwood
Automobili Mignatta porta al Goodwood Festival of Speed i primi bozzetti della Rina in versione coupé, che arriverà nel 2027. Questa variante di carrozzeria affianca la barchetta con un nuovo profilo, più aerodinamico e slanciato, la coda tronca con doppi fari circolari e il tetto con le doppie gobbe che rimanda agli anni Sessanta. All'evento inglese sarà anche esposta una Rina barchetta in una inedita colorazione chiara, pensata come omaggio ai "battilastra" che negli anni Sessanta modellavano a mano le lastre di alluminio, con dettagli in carbonio forgiato utilizzato per deflettori e fascioni sottoporta. Costruita a mano in Piemonte La Rina è costruita attorno a un telaio monoscocca in fibra di carbonio rinforzata in kevlar, con carrozzeria realizzata nel medesimo materiale. Il motore è un V8 aspirato da 5.0 litri capace di erogare circa 500 CV, abbinato a un cambio manuale transaxle a 6 rapporti e a un differenziale posteriore autobloccante. Il peso a vuoto si attesta attorno alla tonnellata, distribuito al 50% tra i due assi. Ogni esemplare della Rina è costruito a mano, su indicazioni del committente, nello stabilimento di Valfenera d'Asti.
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Due batterie, un solo obiettivo: rendere emozionante la nuova Alpine A110 elettrica
Il problema delle sportive elettriche non è la potenza: quella ormai non manca a nessuno. La vera sfida è il peso e, soprattutto, il piacere di guida. da qui che nasce la Alpine Performance Platform (APP), una nuova architettura sviluppata dagli ingegneri di Dieppe e destinata esclusivamente ai futuri modelli del marchio sportivo francese. L'obiettivo? Fare in modo che anche la prossima A110 elettrica continui a comportarsi come una vera Alpine. Le sportive elettriche hanno ormai dimostrato di poter essere velocissime. Accelerano come poche altre auto al mondo e, spesso, mettono in crisi anche le supercar più blasonate. Eppure, tra gli appassionati, continua a rimanere una domanda: possono essere davvero coinvolgenti da guidare? Il debutto della APP Secondo Alpine sì. Ma la risposta non passa soltanto da motori più potenti o batterie più evolute. La vera novità, presentata in occasione del suo Tech Day, è laAlpine Performance Platform (APP), un'architettura completamente nuova che farà da base alla futura A110 elettrica e agli altri modelli del cosiddettoDream Garage. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti:non si tratta di una piattaforma Renault adattata alle esigenze di Alpine, ma di un progetto sviluppato internamente dal marchio francese esclusivamente per le proprie sportive. 2WD, 4WD a seconda delle necessitàPiù che una semplice piattaforma, la APP è una dichiarazione d'intenti. stata progettata per vetture ad alte prestazioni, con una struttura modulare che permette di variare passo, carreggiate e configurazione della trasmissione, dalla trazione posteriore a quella integrale, senza perdere di vista l'obiettivo principale: il piacere di guida. Batteria sdoppiata Il tema, del resto, è sempre lo stesso: il peso. Una batteria impone inevitabilmente compromessi, ma gli ingegneri francesi hanno lavorato per limitarne gli effetti attraverso una distribuzione delle masse ottimizzata, un baricentro il più basso possibile e un controllo estremamente raffinato della dinamica del veicolo.Alpine ha scelto una soluzione controcorrente:due batterie, una anteriore e una posteriore, con una distribuzione dei pesi che cambia da modello a modello (nella A110 Future è al 40% sull'avantreno e 60% sul retrotreno), e che può arrivare al25% davanti e 75% dietro.L'obiettivo è riuscire a mantenere invariata l'altezza del tetto della A110 attuale e garantire una posizione di guida bassa e sportiva. La compattezza è fondamentale Il pacco batteria è stato progettato per essere il più compatto possibile. Usa la tecnologia celltopack, cioè le celle sono integrate direttamente nel pacco senza moduli intermedi: questo permette di risparmiare spazio e peso. In più, la struttura è su due livelli, come se fossero piani sovrapposti, con l'involucro esterno realizzato in alluminio pressofuso ad alta pressione. Questa scelta non serve solo a proteggere le celle: contribuisce anche a irrigidire l'intera scocca dell'auto, migliorando la precisione di guida. 45.000 km al simulatore Un simulatore non serve soltanto a verificare il comportamento della vettura: accompagna l'intero progetto, dalle prime fasi di sviluppo fino alla validazione finale in pista, permettendo agli ingegneri di affinare sterzo, sospensioni, impianto frenante, pneumatici e controlli elettronici ancora prima che venga costruito un prototipo fisico. anche un laboratorio per sviluppare nuove funzioni, come l'aerodinamica attiva, i sistemi di controllo del telaio e le future tecnologie dedicate alle sportive del marchio. I numeri raccontano bene quanto questo approccio sia ormai centrale: dal 2025 il simulatore è utilizzato in maniera intensiva e ha già permesso di percorrere oltre 45.000 chilometri virtuali sui diversi progetti Alpine. Il risultato è una riduzione dei tempi di sviluppo, del numero di prototipi necessari e dei costi, oltre alla possibilità di definire con maggiore precisione le specifiche dei fornitori prima ancora dei test fisici. Costruire un'elettrica veloce oggi non è più un problema. Costruirne una che sappia trasmettere la leggerezza, la precisione e il coinvolgimento della A110 è una sfida decisamente più complessa. La sfida è lanciata, e a questo punto siamo già curiosi di metterci al volante (ahimè però ancora a data da destinarsi).
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MG monterà batterie allo stato solido su tre nuove SUV plug-in di segmento B, C e D
Alla vigilia del Goodwood Festival of Speed dove svelerà due nuovi prototipi elettrici, MG ha annunciato le novità tecnologiche che saranno introdotte sui suoi modelli a partire dal prossimo anno. La più importante riguarda i sistemi ibridi plug-in, che diventeranno più efficienti grazie a nuovi motori, trasmissioni, e l'uso di batterie allo stato solido per la componente elettrica (che però arriveranno più avanti).Novità in arrivo anche nel comparto Adas con nuovi sistemi di parcheggio automatico e per la guida semiautonoma in autostrada, in arrivo sul primo modello di serie nel 2027. Last, but non least, il capitolo robotaxi... Nel 2027 arriva la MG ZS Plug-in Hybrid+ La definizione Hybrid+ non è nuova in casa MG. L'abbiamo ritrovata nei più recenti sistemi full hybrid del marchio inglese, apprezzandone la notevole efficienza: giusto per fare un esempio, nella nostra prova della MG3 abbiamo rilevato consumi medi di 20,3 km/litro (il riferimento nel settore delle utilitarie è la Toyota Yaris, con cui abbiamo misurato in media 19,9 km/litro).Dal 2027 arriveranno interessanti novità anche per i sistemi ibridi ricaricabili, che non a caso si chiameranno Plug-in Hybrid+. Si parla anzitutto di una nuova generazione di motori a benzina, 1.1 e 1.5 turbo, rispettivamente accreditati stando ai dati del Costruttore di un'efficienza termica del 42% e del 43%. Il 1.1 avrà una potenza massima di 73,2 kW (100 CV) e 175 Nm di coppia, mentre il 1.5 è accreditato di 120 kW (163 CV) e 255 Nm. Questi propulsori saranno abbinati a un nuovo sistema di trasmissione che applicherà due tecnologie chiave, denominate Power Split e Motor Decoupling. La prima permette di variare con continuità, in base alla situazione, l'apporto della componente termica o di quella elettrica, consentendo così alla prima di lavorare nelle condizioni ideali di efficienza. Con il Motor Decoupling, invece, viene scollegato il generatore che ricarica la batteria quando non necessario: se ne evita il trascinamento, a beneficio ancora una volta dei consumi. Il nuovo sistema ibrido plug-in consente anche importanti passi avanti sul fronte delle prestazioni: l'accelerazione da fermo a 100 km/h è coperta in meno di 6 secondi, mentre la ripresa da 80 a 120 km/h richiede solo 3,5 secondi. Altro vantaggio legato a questa tecnologia è la riduzione della rumorosità: la Casa parla di cinque decibel in meno in modalità EV. Queste tecnologie saranno introdotte nel 2027 a partire dalla nuova MG ZS Plug-in Hybrid+. In arrivo un nuovo full hybrid Senza spendersi in ulteriori dettagli, MG sta lavorando anche a un nuovo powertrain full hybrid con una batteria da 3,6 kWh (molto grande per questo genere di motorizzazioni) e una trasmissione del tutto nuova: a beneficio dell'efficienza e dei consumi. Si passa allo stato solido Se la MG4 Urban è di fatto la prima auto elettrica di ampia diffusione a utilizzare le batterie allo stato semisolido nelle sue versioni di punta (che da noi arriveranno a fine anno), le future plug-in della Casa britannica punteranno su accumulatori allo stato solido, sfruttandone i vantaggi in termini di picchi di potenza erogabile e stabilità delle prestazioni nelle varie condizioni di utilizzo e alle diverse temperature.Questa tecnologia verrà introdotta su tre nuove SUV di segmento B, C e D, i cui tempi di arrivo sul mercato non sono ancora stati comunicati. Guida autonoma anche in città In occasione della nostra visita al quartier generale londinese, MG Motor Europe ha annunciato interessanti novità anche sul fronte dei sistemi di assistenza alla guida: i sistemi di parcheggio automatico saranno arricchiti di nuove skill, come i parcheggi a pettine in avanti.Al tempo stesso, nell'uso in autostrada si potranno utilizzare funzioni come la guida assistita negli svincoli di accesso e di uscita, grazie al sistema Navigate On Autopilot. Questa tecnologia debutterà per la prima volta su un modello MG nel 2027.La tecnologia di guida assistita verrà successivamente evoluta per lavorare anche in scenari più complessi, come quelli urbani. E proprio a questi saranno dedicati i nuovi robotaxi attualmente in fase di sperimentazione in Germania, Medio Oriente e Cina.
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Sconti da 33.900 a 24.900 euro e garanzia estesa: la nuova strategia commerciale di Maxus in Italia
Sconti sul listino e garanzia allungata fino a otto anni o 200 mila chilometri. In attesa di un ulteriore ampliamento della gamma, atteso per il 2027, la nuova gestione del marchio di veicoli commerciali Maxus in Italia, che dall'inizio del 2026 fa capo alla national sales company della capogruppo cinese Saic, sta consolidando la presenza sul mercato della gamma di furgoni e autotelai nella fascia fino a 3,5 tonnellate di peso totale.Mentre prosegue l'allargamento della rete dei punti di vendita e assistenza, arrivati già a una sessantina, la politica commerciale si fa più incalzante. Riduzioni anche per il medio e il pick-up Nel corso della prova del modello di punta della gamma, il Deliver 9 (pubblicata sul numero di giugno di Quattroruote Fleet&Business), avevamo anticipato una promozione sul prezzo di listino, che da 33.900 euro (per il furgone a passo medio e tetto rialzato) si riduce a 24.900 Iva esclusa, compresa l'estensione della garanzia, normalmente proposta a 1.000 euro. Questa stessa garanzia è prevista anche per altri due modelli della gamma dei Maxus diesel, il furgone medio Deliver 7 e il pick-up T60 Max 4x4.
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