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Mercato italiano - Le 50 auto più vendute d'Italia a gennaio

4 Ruote - Feb 02,2026
Il 2026 inizia in maniera molto positiva per il mercato del nuovo: nel primo mese dell'anno si registra un +6,2% rispetto a gennaio 2025. Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, le nuove immatricolazioni di gennaio 2026 sono state 141.980 (a gennaio 2025 erano state 133.721).L'onda lunga degli incentivi statali per le auto elettriche arriva a lambire anche il primo mese dell'anno: le vendite di Bev sono cresciute del 40,6% rispetto a gennaio 2025. A segnare il miglior risultato sono comunque le plug-in, come del resto negli ultimi mesi: anche a gennaio la crescita è a tre cifre, con un +152% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Segno più anche per le ibride, mentre le motorizzazioni tradizionali continuano a perdere consistenti quote di mercato (anche il Gpl perde oltre il 30%). Fiat PandinaInattaccabile la prima posizione della citycar costruita a Pomigliano d'Arco, che anche nel primo mese del 2026 si conferma la regina del mercato: gli esemplari di nuova immatricolazione sono stati 13.308, più del doppio di quelli della Avenger, piazzatasi al secondo posto. Jeep AvengerLa B-Suv americana parte bene per il 2026 conquistando il secondo posto, con 5.133 nuove targhe. Questo modello è disponibile con powertrain benzina, mild hybrid (anche 4xe a trazione integrale) e full electric. Citroën C3Al terzo posto la best seller del Double Chevron, che registra 3.516 nuove immatricolazioni nel mese di gennaio. Questa compatta cittadina è disponibile, come la Avenger, con motorizzazioni benzina, mild hybrid e full electric. Fiat Grande PandaEntra nella top ten la nuova segmento B della Fiat, che condivide la piattaforma con C3 e Avenger: a listino con motori benzina, mild hybrid ed elettrici, nel mese di gennaio ha registrato 3.299 nuove immatricolazioni. Toyota Aygo XCon 3.029 nuove targhe, la citycar giapponese (appena rinnovata, con un nuovo powertrain full hybrid) si piazza al quinto posto della classifica di gennaio. Dacia SanderoPer il mese di gennaio, la più venduta delle auto della Dacia conquista "solo" la sesta posizione, con 2.937 nuove immatricolazioni. Nelle scorse settimane è arrivato il restyling nelle concessionarie. Renault ClioIn queste settimane arriverà nelle concessionarie la sesta generazione della compatta francese, che anche con il modello uscente continua a riscuotere consensi: a gennaio ne sono state immatricolate 2.651. Nella foto la quinta serie, cui si riferiscono i dati di vendita. Toyota YarisIl "piccolo genio" giapponese conquista l'ottavo posto della classifica del mese di gennaio con 2.499 nuove immatricolazioni. Quest'auto è disponibile con powertrain full hybrid da 116 e 131 CV (oltre alla sportiva GR a benzina). Peugeot 208La francese, che presto arriverà anche nella versione GTi ad alte prestazioni (con motore elettrico) registra per il primo mese dell'anno 2.462 nuove immatricolazioni: per lei è il nono posto. Volkswagen T-RocLa nuova generazione della Suv media di Wolfsburg ha debuttato qualche mese fa, e piace agli automobilisti italiani: con 2.440 targhe conquista la decima posizione della top ten di gennaio. 11. Peugeot 3008 - 2.37812. Dacia Duster - 2.33713. MG ZS - 2.23914. Toyota Yaris Cross - 2.22815. Nissan Qashqai - 2.16016. Opel Corsa - 2.13717. Audi Q3 - 2.09118. BMW X1 - 2.08919. Ford Puma - 2.06920. Renault Captur - 2.06821. Volkswagen Tiguan - 1.97122. Toyota C-HR - 1.97023. BYD Seal U - 1.81924. Volkswagen T-Cross - 1.61625. Alfa Romeo Junior - 1.54326. Kia Sportage - 1.52827. MG MG3 - 1.37928. Kia Picanto - 1.36529. Peugeot 2008 - 1.34830. Hyundai Tucson - 1.30531. Mercedes GLA - 1.27532. Omoda 5 - 1.25833. Audi A3 - 1.18234. BMW X3 - 1.16735. Fiat 600 - 1.10736. Ford Tourneo Courier - 1.09037. Nissan Juke - 1.07338. Fiat 500 - 1.05939. Citroen C3 Aircross - 1.03040. Lancia Ypsilon - 1.02741. Suzuki Swift - 95142. Leapmotor T03 - 94943. Audi A1 - 91944. Skoda Kamiq - 87545. Suzuki Vitara - 86946. Mercedes Classe A - 86647. BYD Dolphin Surf - 85648. Volkswagen Golf - 85649. Ford Kuga - 83850. Audi Q5 - 832 Gruppi e marchiPer quanto riguarda i costruttori, al primo posto troviamo sempre il gruppo Stellantis, che a gennaio ha immatricolato 46.295 veicoli, il 10,97% in più rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, quando erano stati 41.720. In crescita quasi tutti i marchi: Citroën (+2,78%), DS (+13,29%), Fiat (+20,49%), Jeep (+1,34%), Lancia (+15,39%), Opel (+11,24%). In calo Alfa Romeo (-8,56%) e Maserati (-57,14%). Nella galassia Stellantis c'è anche Leapmotor, che lo scorso anno di questi tempi debuttava sul mercato, immatricolando 161 vetture: a gennaio 2026 sono invece 1.118, con un incremento del +594,41%.Segno positivo anche per il gruppo Volkswagen, che a gennaio registra un +5,11%: le nuove targhe sono state 21.290, contro le 20.255 dello stesso mese dello scorso anno. In crescita tutti i marchi principali: Volkswagen (+2,97%), Audi (+2,62%), Cupra (+51,77%), Lamborghini (+11,86%) e Skoda (+8,32%). In calo solo Seat (-35,09%). Perde quote di mercato il gruppo Renault (13.294 targhe, -24,42%): segno più per la losanga (+5,81%) e Alpine (+230%), scende la Dacia (-40,77%).Risultati positivi anche per il gruppo Toyota (10.696 targhe, +0,69%) e BMW (7.719 targhe, +5,55%), così come Mercedes-Benz (5.525 targhe, +27,66%). In crescita MG (4.240, +2,64%), Nissan (3.408, +8,60%), Volvo (1.279, +15,85%), Mazda (1.198, +24,66%), Honda (1.006, +51,96%), Tesla (713, +74,75%), Subaru (182, +63,96%), Lynk & Co. (111, +81,97%) e Ferrari (88, +1,15%). In calo tutti gli altri: Ford (4.901, -5,95%), Kia (3.677, -7,05%), Hyundai (3.583, -4,71%), Suzuki (2.204, -19,62%), il gruppo DR (2.111, -0,38%), Land Rover (627, -2,94%) e Porsche (395, -33,28%).I gruppi cinesi continuano a fare storia a sé con crescite a tre cifre: oltre alla già citata Leapmotor, ecco come sono andati gli altri: BYD (3.553, +329,63%), il gruppo Chery con Omoda & Jaecoo (2.496, +357,14%), EMC (399, +143,29%), DFSK (222, +149,44%) e KGM (143, +361,29%). Le alimentazioniIl mese di gennaio conferma l'effetto positivo degli incentivi per le auto elettriche, che anche nei primi trentuno giorni del 2026 registrano una forte crescita (anche se inferiore a dicembre): con 9.446 nuove immatricolazioni (contro le 6.718 del 2025) l'incremento è del +40,6%, per una quota di mercato che passa dal 5 al 6,6%.Non dà segni di arrestarsi neppure il successo delle ibride plug-in, che a gennaio registrano 12.502 nuove targhe, contro le 4.961 dell'inizio del 2025: l'incremento è del +152%, la quota di mercato arriva all'8,7% (era il 3,7% all'inizio del 2025). Per quanto riguarda le ibride non ricaricabili, le mild sono state 54.138 (+20,6%, quota di mercato 37,7%), mentre le full sono state 20.604 (+32,8%, 14,4% la quota di mercato).Calano vistosamente le motorizzazioni tradizionali, come da diversi mesi a questa parte: -25,4% per la benzina, -16,6% per il gasolio e -32,8% per il Gpl. Tutti i dati del mercato I commenti di Unrae e Motus-E L'Unrae saluta favorevolmente l'inizio positivo del 2026 anche se, ricorda, "il confronto con il periodo pre-pandemia resta penalizzante: rispetto a gennaio 2019 mancano ancora circa 23.300 unità (-14,1%)", e sulla chiusura dell'anno suggerisce cautela. L'associazione delle Case estere invita il governo a "velocizzare le procedure per il rimborso degli importi anticipati dai concessionari: il settore risulta esposto finanziariamente per oltre 300 milioni di euro, con il rischio che eventuali ritardi possano riflettersi anche sui tempi di immatricolazione delle vetture incentivate". Da ultimo, ricorda Roberto Pietrantonio, presidente dell'Unrae, "per colmare il divario con gli altri mercati europei servono strumenti concreti ed efficaci", a cominciare dalla "riforma mirata della fiscalità delle flotte aziendali, intervenendo su detraibilità dell'IVA, deducibilità dei costi e tempi di ammortamento".Per Motus-E, che rappresenta la filiera della mobilità elettrica, i numeri di gennaio vanno letti con cautela: "sul piano europeo, nel 2025 la quota di mercato delle auto elettriche ha raggiunto il 20,1% in Francia, il 19,1% in Germania, il 9% in Spagna e il 23,5% nel Regno Unito. Lo scorso anno la market share dei veicoli full electric in Italia si era attestata al 6,2%". "I primi mesi del 2026 continueranno a beneficiare della corsa agli incentivi di ottobre", ricorda il presidente di Motus-E Fabio Pressi, "ma in prospettiva il ritardo sulla mobilità elettrica dell'Italia rischia di tornare ad aumentare". L'invito quindi è riprendere le agevolazioni statali, "che sono state confermate in toto in mercati come Francia e Spagna, e reintrodotte in Germania", e che contribuiscono "in modo decisivo alla tenuta del mercato".
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Test al Polo - Jaguar Type 00: la super GT da 1.000 CV messa alla prova nei ghiacci

4 Ruote - Feb 02,2026
Prosegue il percorso di avvicinamento della Jaguar Type 00 verso il debutto sul mercato. La Casa inglese ha diffuso nuove immagini dei prototipi durante i test di sviluppo al Circolo Polare Artico, senza per il momento fornire ulteriori informazioni sulla data di presentazione ufficiale. La berlina elettrica rappresenta una scommessa totale per la Jaguar, che ha chiuso la carriera di tutti gli altri modelli endotermici per rilanciarsi esclusivamente nel segmento delle auto a batteria di lusso. Record di collaudi per il nuovo progettoLa super berlina a batterie, che abbiamo già potuto assaporare da passeggeri, è definita dalla stessa Jaguar come una GT a quattro porte. Trattandosi di un progetto nato dal foglio bianco, lo sforzo ingegneristico è stato elevatissimo: 150 prototipi hanno percorso milioni di chilometri per sviluppare al meglio tutti i componenti e trovare la messa a punto ideale per mantenere il DNA del marchio nell'era della mobilità elettrica. Powertrain su misura e piattaforma JEALa piattaforma sulla quale la GT è costruita è totalmente inedita e specifica per il marchio del Giaguaro. Lo schema tecnico prevede tre motori elettrici e oltre 1.000 CV di potenza massima, asse posteriore sterzante, sospensioni ad aria di ultima generazione e cerchi da 23" con pneumatici su misura. Non ci sono ancora informazioni ufficiali sulla capacità della batteria (si ipotizza l'unità da 118 kWh della Range Rover elettrica) e la Casa non ha per il momento confermato le indiscrezioni circa l'arrivo di una futura variante con Range Extender a benzina.
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Auto cinesi - Chery sbarca in Italia: gamma ibrida in arrivo, ecco quando

4 Ruote - Feb 02,2026
Il gruppo Chery si prepara ad arrivare anche in Italia, dopo aver firmato nei giorni scorsi un importante accordo di collaborazione con il gruppo DR Automobiles, che rinnova la ventennale partnership tra le due realtà e apre la strada al debutto del brand Chery sul nostro mercato. Il gruppo cinese è già presente con i marchi Omoda & Jaecoo, a cui nel corso dell'anno si affiancheranno anche Lepas e iCaur. I primi modelli a marchio Chery arriveranno in Italia entro giugno. La gamma della CheryLa Chery punterà principalmente su powertrain ibridi, in particolare full hybrid e plug-in, per arrivare ad avere - insieme agli altri brand - una gamma completa di New Energy Vehicles (Nev), in grado di "soddisfare le diverse esigenze dei consumatori italiani", ma al tempo stesso "consolidando la presenza strategica del gruppo in Europa". I modelli esatti non sono ancora stati comunicati, ma abbracceranno tutto il mercato, dalle compatte di segmento A fino alle multispazio a sette posti. L'impegno in Italia e in EuropaDa 23 anni il gruppo Chery è il principale esportatore di auto cinesi nel mondo: nel 2025 sono stati 1,34 milioni i veicoli che hanno lasciato la Cina per arrivare nel resto del globo. L'azienda possiede otto centri di ricerca e sviluppo tra Europa, Asia e America, e in Italia punta a diventare un player di primo piano grazie anche alla costruzione di una rete di vendita e assistenza dedicata. Un impegno che la Chery definisce "In Italy, For Italy, Be Italy".
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Test - Ferrari 849 Testarossa: librido che piace e ridefinisce la bella guida - VIDEO

4 Ruote - Feb 02,2026
Raccogliere un testimone importante come quello della SF90 Stradale è tutt'altro che semplice. Soprattutto se decidi anche di rispolverare un nome iconico dalle parti di Maranello. Ma la Ferrari non delude mai quando presenta una nuova stradale. E con la nuova 849 Testarossa il Cavallino è riuscito ad alzare ancora di più l'asticella delle prestazioni Ferrari, spostandola oltre quel limite che credi sia irraggiungibile, finché non ti metti al volante e capisci che gli uomini in rosso ce l'hanno fatta anche questa volta. Io l'ho scoperto sul circuito Monteblanco e nelle strade tra Valencia e Huelva, in Spagna. Dove ho vissuto un'esperienza paranormale per noi comuni mortali, ma che è la quotidianità (o quasi) di un cliente Ferrari. Testarossa l'abbiamo pensata per chi vuole girare in pista, farsi qualche giro al limite e poi tornare su strada e andare a fare shopping mi raccontano i ragazzi in rosso. Ha 1.050 cavalli, tre motori elettrici e un V8 biturbo (per i dettagli tecnici, vi rimando al nostro articolo dello scorso anno). Ciò nonostante, la cosa che più mi ha impressionato di lei è quanto sia facile da guidare. Tra i cordoli, sì, ma soprattutto fuori. Perché è vero, sullo scivolosissimo asfalto bagnato del Monteblanco, la Assetto Fiorano ha dimostrato doti di trazione quasi impensabili, portandomi a velocità folli con un'esuberanza esilarante. Ti stampa un sorriso sulla faccia a ogni uscita di curva, dopo che hai stretto i denti in staccata per sopportare l'elevatissima forza longitudinale che riescono a generare (anche in queste condizioni) gli enormi freni carboceramici sviluppati insieme alla Brembo. Che sono di tipo by-wire, ma ti raccontano con una precisione notevole come le pastiglie stanno mordendo i dischi e come le gomme afferrano l'asfalto. Per non parlare del blending pressoché perfetto tra frenata dissipativa (quella di dischi e pastiglie, appunto) e quella rigenerativa. Perché, qui, l'ibrido plug-in oltre a caricarsi col classico cavo, recupera (tanta) energia in frenata, oppure sfruttando il moto del V8 da 830 CV, riempiendo la batteria da 7,45 kWh in men che non si dica.Forse anche troppo rapidamente, almeno sugli esemplari di pre-serie che ho guidato: in condizioni di basso carico, lasciando scorrere la Testarossa accarezzando il gas, ho notato un leggerissimo effetto di tira e molla dovuto alla frenata rigenerativa, che entra in funzione per caricare le batterie ma poi si stacca, perché sente una piccolissima percentuale di acceleratore premuto. Un dettaglio difficile da percepire, che mi è parso l'unica nota leggermente stonata in una sinfonia pressoché perfetta. Storcere il naso per questo tipo d'elettrificazione è totalmente sbagliato: nessun termico puro potrebbe raggiungere questi livelli prestazionali garantendo al contempo una fruibilità quotidiana elevata: ed è proprio questo il punto di forza della 849 Testarossa. Su strada, se vuoi, è docile e pacata, con il V8 che si spegne molto spesso lasciando la scena alla parte elettrica, che ti porta a velocità sostenute con un'ottima progressione. E tra i cordoli, magari in modalità Qualify (la più estrema del nuovo eManettino touch) ti proietta a velocità inusitate, comunicandoti con anticipo quello che sta per fare. Tanto col Manettino (quello tradizionale, analogico) in Sport quanto in Race o, addirittura in CT Off, quando l'elettronica lascia al tuo piede destro la gestione (quasi) totale della trazione.Meravigliosamente semplice da capire, ha dei limiti molto elevati, che in qualche decina di giri è difficile raggiungere. Quello che posso dirvi, parlando della pura efficacia in pista, è però che di auto (stradali) così ne ho guidate davvero poche. L'assetto (passivo sulla Assetto Fiorano) ha una taratura ottimale per la pista: i movimenti del corpo vettura sono limitati allo stretto necessario, ma neppure sui cordoli ti dà la sensazione di essere troppo duro. L'erogazione del V8 è puro godimento quando ti avvicini agli 8.300 giri a cui è limitato, mentre sotto hai l'elettrico che sopperisce ai ritardi fisiologici dell'erogazione termica, tirandoti fuori dalle curve con precisione e rapidità disarmanti. E poi c'è quella posizione di guida magnifica, comoda e non troppo distesa, col volante bello verticale, collegata a uno sterzo che è pura poesia: a Maranello, sotto questo punto di vista non hanno rivali. Su una vettura integrale così, non me lo aspettavo: pensavo che la trazione all'avantreno inquinasse la purezza del comando come su altre vetture sportive, e invece la 849 Testarossa racconta alle tue mani una storia fatta di dettagli minimi, che ti fanno entrare in simbiosi con l'auto. Preciso, diretto, leggero il giusto: trovargli un difetto è difficile. Come lo è trovare una critica per questo modello. Se proprio dovessi appuntare qualcosa, direi che io (185 cm, ma con un busto lungo) non sono comodissimo con il casco indossato. Problema che non si pone su strada, che è il vero regno di questa sportiva. Tra le curve aperte al traffico vanta una docilità fuori dal comune, si lascia gestire come se avesse meno della metà dei suoi cavalli, ma è sempre pronta a scatenare tutta la potenza con un semplice movimento del tuo piede destro. confortevole, offre una buona visibilità anteriore (dietro, però, il punto cieco dei montanti è molto importante), fa duettare elettrico e termico con grande armonia ed è pure silenziosa. Forse anche troppo. Perché va bene avere l'elettrico che azzera il suono, ma il V8, purtroppo, ha una voce tappata dalle normative antinquinamento (anche acustico) volute dall'Unione Europea.A Maranello potrebbero farlo urlare come pochi, ma non possono. Dunque, hanno studiato uno scarico di Inconel pensato per accordare le note del quattro litri rendendole più piacevoli e coinvolgenti. Perché ok doversi piegare a Bruxelles, ma a Maranello comanda ancora la passione.
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Skoda - La Epiq è in arrivo: ecco le prime foto ufficiali dell'elettrica da 25 mila euro

4 Ruote - Feb 02,2026
La Skoda ha pubblicato le prime foto ufficiali della Epiq, mostrando un esemplare camuffato con una coloratissima livrea. Le differenze con la concept svelata all'IAA di Monaco del 2025 sono minime e non resta che attendere l'ormai imminente debutto sul mercato. Lo stile è quello della conceptLa cinque porte elettrica si pone alla base dell'offerta elettrica della Skoda a un prezzo di circa 25.000 euro. Il modello è stato sviluppato sulla medesima piattaforma MEB+ della Cupra Raval e delle Volkswagen ID. Polo e ID. Cross. Lo stile è figlio del completo rinnovamento del design della Casa boema: nel frontale troviamo i gruppi ottici sdoppiati e otto grandi feritoie verticali, mentre la mascherina chiusa è ancora parzialmente coperta dalle pellicole. La fiancata presenta parafanghi allargati e maniglie tradizionali, mentre la coda riprende i fari Led a forma di T. Elettrica da 420 km di autonomiaIn attesa di conoscere i dati tecnici definitivi, facciamo riferimento a quelli della concept: 4,1 metri di lunghezza, 475 litri di capienza del bagagliaio e powertrain elettrico con un singolo motore anteriore. Poiché la cugina ID.Cross dichiara 211 CV e 420 km di autonomia, è molto probabile che lo stesso schema tecnico sia stato scelto anche per la piccola Skoda Epiq.
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Nuova elettrica - MG4 Urban, nel Regno Unito si parte da 27 mila euro: a breve i prezzi per l'Italia

4 Ruote - Feb 02,2026
La MG ha aperto nel Regno Unito le prenotazioni dell'elettrica MG4 Urban, che al momento affiancherà a listino l'attuale MG4, a sua volta oggetto di un (piccolo) aggiornamento e una sforbiciata alla gamma. La MG4 Urban sarà disponibile in due allestimenti, Comfort e Premium, con prezzi che partono da 23.495 sterline, pari a poco più di 27 mila euro. Questo modello arriverà anche in Italia nella prima metà dell'anno: specifiche tecniche e prezzi non sono ancora stati annunciati, ma il listino inglese ci permette di farci un'idea di quanto costerà anche da noi. Due motori, due batterieLa MG4 Urban guadagna una decina di centimetri sulla "sorella" MG4 (4,39 metri contro 4,29), e ha un passo di 2,75 metri (+45 mm). Nell'abitacolo la plancia è dominata da un grande schermo dell'infotainment da 15,6", con un software sviluppato in collaborazione con la Oppo, che sfrutta il potente microprocessore Qualcomm Snapdragon 8155. La versione meno potente monta un'unità elettrica da 110 kW (150 CV), abbinata a una batteria da 43 kWh, per un'autonomia dichiarata di 323 chilometri; la più potente ha un motore da 118 kW (160 CV) e accumulatori da 53,9 kWh, per una percorrenza di 415 chilometri. I prezzi della MG4 UrbanEcco il listino completo della gamma della MG4 per il Regno Unito:MG4 Urban Comfort Standard Range: 23.495 (circa 27.100 euro)MG4 Urban Comfort Long Range: 25.495 (circa 29.500 euro)MG4 Urban Premium Long Range: 27.995 (circa 32.300 euro) MG4 EV MY26 Premium Long Range: 29.995 (circa 34.600 euro)MG4 EV MY26 Premium Extended Range: 32.995 (circa 38.100 euro)MG4 EV MY26 XPower: 33.995 (circa 39.200 euro)
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Olimpiadi invernali - Le gomme dei Giochi: Pirelli equipaggia la flotta di Milano Cortina 2026

4 Ruote - Feb 02,2026
In qualità di Olympic and Paralympic Partner di Milano Cortina 2026, la Pirelli equipaggerà la flotta ufficiale dei giochi olimpici che prenderanno il via il prossimo 6 febbraio. Saranno circa tremila le auto impegnate a vario titolo nell'evento: Abarth, Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Maserati. Tutte, però, monteranno i pneumatici winter e all season dell'azienda milanese. A livello operativo il supporto sarà garantito dalla rete di rivenditori Pirelli, tramite un servizio di assistenza dedicato. Le gomme dei giochiLa flotta monterà prodotti di punta della gamma Pirelli, tra cui il Cinturato Winter 3, pneumatico ad alte prestazioni per berline e crossover che ha ottenuto il primo posto nei test di frenata, trazione e handling su neve condotti da Dekra e TV. Ci saranno poi lo Scorpion Winter 2 e il P Zero Winter 2 per i modelli più sportivi, affiancati dal Cinturato All Season SF3 per la gamma quattro stagioni, tutti caratterizzati da elevate prestazioni su neve e bagnato. Su alcuni pneumatici è disponibile anche la tecnologia Elect, sviluppata per veicoli elettrificati per migliorare autonomia, confort acustico e comportamento dinamico grazie a mescole specifiche, strutture rinforzate e resistenza al rotolamento ridotta fino al 10%.
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Porsche - I segreti della Cayenne elettrica: viaggio nella fabbrica robotizzata che produce le batterie

4 Ruote - Feb 02,2026
Varcando la soglia dello Smart Battery Shop Porsche di Horná Streda, dopo aver indossato camice e copriscarpe per non contaminare l'ambiente, la prima cosa che sorprende è la scarsa presenza umana. Sparse su 41.100 metri quadrati di superficie, le linee scorrono praticamente da sole, tra 369 robot degni di un film di fantascienza, celle impilate con precisione millimetrica e schermi che mostrano in tempo reale lo stato di ogni singolo processo. Ogni ora vengono prodotti 132 moduli batteria da 113 kWh ed è qui, a poco più di un'ora da Bratislava, che inizia il percorso industriale della nuova Porsche Cayenne elettrica, destinata a segnare una tappa chiave nella strategia verde del costruttore tedesco. Una fabbrica digitale e sostenibileLo stabilimento slovacco è stato concepito come una fabbrica completamente digitalizzata. Un digital twin replica in tempo reale ogni fase della produzione e interviene immediatamente in caso di criticità. Con lo Smart Battery Shop abbiamo messo insieme decenni di esperienza nell'industrializzazione, sposando le tecnologie più avanzate nella produzione delle batterie, spiega Stefanie Fischer, responsabile del progetto. L'impianto utilizza energia rinnovabile, con il supporto di impianti fotovoltaici e sistemi a pompa di calore, puntando a un'elevata autosufficienza e riducendo l'impronta di CO. Flessibilità e tracciabilità in cloudLa flessibilità è uno degli aspetti chiave dell'impianto. Lo Smart Battery Shop non è stato pensato esclusivamente per la Cayenne: la sua architettura è già predisposta per adattarsi a volumi diversi e per realizzare in futuro moduli batteria differenti. Tutti i dati vengono raccolti e archiviati in cloud, garantendo una tracciabilità completa nel tempo e la possibilità di analizzare ogni modulo anche a distanza di anni grazie all'intelligenza artificiale. L'assemblaggio a Bratislava: dove l'uomo incontra la macchinaDal silenzio quasi asettico di Horná Streda si passa al ritmo della fabbrica Volkswagen di Bratislava, dove la Cayenne elettrica prende forma. Su una linea lunga 523 metri vengono costruite insieme le versioni ibride attuali e le nuove varianti elettriche. Qui la presenza degli operatori è costante in tutte le fasi di montaggio e controllo qualità. Il SUV elettrico Porsche può essere configurato con un'ampia gamma di personalizzazioni, dai colori speciali ai materiali su misura, unendo efficienza industriale e cura quasi artigianale. Il futuro della mobilità PorscheLa nostra forza è riuscire a combinare flessibilità produttiva e competenze delle persone sulla linea, sottolinea Alexander Eckert, responsabile produzione e logistica Porsche a Bratislava. Il percorso della Cayenne elettrica parte da una batteria realizzata internamente in un contesto fortemente digitalizzato e si completa su una linea dove l'automazione convive con il contributo umano. Su questo equilibrio tra innovazione e tradizione, Porsche costruisce la propria visione per un futuro a zero emissioni.
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Febbraio 2026 - Quattroruote compie 70 anni con la prova della Fiat 500 Hybrid e un'intervista esclusiva a Giugiaro

4 Ruote - Feb 02,2026
Quattroruote compie 70 anni.Tanto è passato da quando, nel febbraio del 1956, arrivò in edicola il primo numero del nostro mensile, fondato da Gianni Mazzocchi. Poco dopo, in aprile, si aggiunse un sottotitolo profetico: Rivista mensile per gli automobilisti di oggi e di domani. Quel domani, è il caso di dirlo, è andato molto lontano. E noi lo celebriamo con un numero speciale, in edicola dal 3 febbraio e già disponibile in Digital Edition, in cui ripercorriamo sette decenni d'auto (e di italiani): una sezione che trovate anche sul nostro sito e che verrà arricchita nel corso del 2026 con nuovi contenuti.Nel frattempo, vi proponiamo le interviste a Giorgetto Giugiaro, uno dei più grandi designer del '900, e ad Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, che ci ha concesso un colloquio esclusivo sul presente e sul futuro del gruppo.E non è finita qui: nel suo editoriale, il nostro direttore Alessandro Lago vi fa una domanda: che auto desiderate - anzi, desideriamo - davvero? Proprio così: nel nostro settantesimo anno abbiamo deciso di dare nuovo spazio alla voce di chi, nel dibattito attuale, si sente troppo poco ascoltato. E cioè a chi l'auto la deve comprare e usare ogni giorno. E dunque: che auto desiderate? Quanto siete disposti a spendere? Cosa ritenete indispensabile e cosa superfluo? Quali tecnologie vi convincono e quali vi lasciano perplessi? Cosa oggi riesce ancora a emozionarvi in un'automobile e cosa, invece, sentite mancare? Rispondeteci partecipando al nostro sondaggio e aiutandoci a rendervi un servizio e un'informazione sempre migliori. Bastano due minuti!         Prove su strada Fiat 500 HybridLa Fiat 500 che nacque soltanto elettrica diventa, finalmente, anche ibrida. Torna coi piedi per terra, insomma, per assecondare le richieste del mercato e le carte in regola per ripetere i successi che le appartengono ci sono tutte: design fra i più riusciti in assoluto, piattaforma più moderna (Adas e Infotainment al passo coi tempi) e un'abitabilità superiore al modello datato 2007, almeno ai posti anteriori perché dietro, e nel baule, resta come prima.L'unico aspetto che non fa segnare miglioramenti è proprio il motore ibrido, il noto 3 cilindri 1.0 aspirato che aveva fatto il suo debutto nel 2020 con Panda e 500. Per adeguarsi alla Euro 6bis, la 500 Hybrid perde cinque cavalli (da 70 a 65) e aumenta di peso, per cinquanta chili circa. Risultato: c'è meno sprint. All'atto pratico, però, in ambito cittadino non si patisce più di tanto, occorre soltanto darsi da fare con il cambio manuale per tenere bello vispo il 3 cilindri. Il comportamento dinamico è più che buono: a prova di neopatentato. La prova della 500 Hybrid è su Quattroruote di febbraio 2026 e nella sezione QPremium. Audi Q3 SportbackAnche la terza serie dell'Audi Q3 ripropone la variante Sportback. Esteticamente più dinamica, con la coda spiovente, non costringe a grandi rinunce in termini di spazio rispetto alla sorella: il passo è lo stesso - 268 centimetri - e, dietro, se ne perdono soltanto tre in senso verticale. Facile entrare in confidenza con l'infotainment Mmi, anche se in questa versione è un po' più semplice - nelle grafiche e nelle funzionalità - rispetto a ciò cui Audi ci ha abituato. In ogni caso, oltre agli schermi di generose dimensioni (12,3") di serie ci sono il navigatore con aggiornamento del traffico in tempo reale e le connettività wireless per Android ed Apple, piastra di ricarica (ventilata) inclusa. L'Audi Q3 Sportback oggetto della prova punta tutto sull'immarcescibile 2.0 TDI, qui senza alcun tipo di elettrificazione (c'è soltanto il classico start & stop), con 150 cavalli, trazione anteriore e cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti. Così, la Q3 Sportback non è brillantissima nello scatto, ma i 360 Nm e la fluidità della trasmissione gestiscono bene i cambi di passo. In sintesi parliamo di una buona globetrotter, comoda, con tanta autonomia (secondo il Centro prove, 834 km in media, più di 800 in autostrada). Ciò detto, si meriterebbe un affinamento nell'assetto.  Toyota Aygo XL'avevamo già accarezzata sul finire dello scorso anno, ma adesso finalmente abbiamo il verdetto dei numeri: la nuova Toyota Aygo X, grazie al powertrain full hybrid ereditato dalla Yaris, fa un enorme balzo in avanti in termini di prestazioni e consumi. Ecco un paio di numeri per inquadrare meglio la situazione: 26 km/litro reali in città e una media di 21,7, pari a quasi il 30% di miglioramento rispetto al precedente 3 cilindri 1.0 termico. Stessa musica sul fronte delle prestazioni: l'accelerazione 0-100 scende da 16,1 a 9,6 secondi, una vita.Il resto, nel complesso, resta allineato a prima, data la medesima struttura di base. Il comportamento della Aygo X Hybrid è agile e sicuro, anche nelle manovre d'emergenza, e il confort discreto, oltretutto leggermente migliorato. L'abitacolo garantisce spazio a sufficienza davanti, mentre dietro e nel baule occorre sacrificarsi un poco. Più moderno il comparto multimediale: strumenti digitali, infotainment connesso, piastra di ricarica wireless. Leapmotor B10Già sulla carta promette bene: una C-Suv da 4 metri e mezzo di lunghezza, spaziosissima e straordinariamente accessoriata, proposta a circa 30 mila euro. Ed è elettrica! La Leapmotor, startup cinese gestita (in Europa) da Stellantis, è aggressiva coi prezzi e con i contenuti tecnici. Lo dimostra la B10, che ha raccolto subito parecchi consensi fra coloro che sono alla ricerca di un'auto a batteria adatta alla famiglia. La prova del nove, sulla pista di Vairano, conferma le buone doti del prodotto: la B10 spicca in termini di confort, di spazio per passeggeri e bagagli ed è un buon compromesso fra prestazioni ed efficienza. Con la batteria più grande (65 kWh netti) garantisce un'autonomia adeguata (circa 350 km in media, che salgono a quasi 450 in città) e la velocità di ricarica presso le Hpc, durante i viaggi, è piuttosto rapida, sebbene la curva sia molto altalenante. Qualche riserva, invece, sull'interazione uomo-macchina, ancora acerba come del resto la maggior parte dei prodotti cinesi. Migliorata quella, la strada è giusta.  Primo contattoQuesto mese abbiamo guidato la nuova Jeep Compass con l'atteso powertrain full hybrid; il prototipo della Volkswagen ID. Polo, elettrica compatta che verrà proposta dopo l'estate a partire da 25 mila euro; e infine la BYD Atto 2, una plug-in hybrid da 1.000 km di autonomia complessiva. Anteprime e AutonotizieNel 2027, la Peugeot 208 avrà un'erede che punterà forte sul design e sull'innovazione, anche all'interno dove debutterà un nuovo volante con sistema steer-by-wire: l'abbiamo ricostruita con dei rendering esclusivi che trovate nella sezione Anteprime, insieme alla nuova Mercedes-AMG Suv. Molto più presto, invece, debutteranno modelli che abbiamo visto al Salone di Bruxelles: tante le nuove vetture presentate, tra cui le Kia EV2, Volvo EX60 e Mazda CX-6e. Non mancano le nostre rubriche Hanno detto che, con il numero uno di Nvidia e i suoi annunci al Ces di Las Vegas, e la retrospettiva dedicata alle copertine storiche. A chiudere la sezione, la Dakar vinta dalla Dacia e le Finali Mondiali di Gran Turismo a Fukuoka: siamo andati in Giappone per seguire queste gare di simracing, scoprendo un mondo che solo in parte ci si può immaginare da casa. Attualità e InchiesteChe cosa avrebbero potuto sognare gli automobilisti italiani per il nuovo anno? Magari una boccata di ossigeno sui prezzi di listino, sulle tasse, sul caro-polizza e sui carburanti. Invece, il 2026 si è aperto con una serie di aumenti. Se vi sentite tartassati non perdete il servizio "Quattro bastonate e una caramella". In "La versione di Antonio" invece, il nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, spiega in un'intervista esclusiva la sua visione strategica alla vigilia del piano industriale. Vi raccontiamo anche perché Trump vuole la Groenlandia e dedichiamo ampio spazio allo Speciale 70 di Quattroruote: un viaggio temporale nell'Italia che si è trasformata, con i ricordi di Giovanna Mazzocchi e un'intervista a Giorgetto Giugiaro focalizzata sul domani dietro l'angolo. Come richiedere allegati e dossierChi è abbonato a Quattroruote può richiedere gli allegati e i dossier inviando un'email a uf.vendite@edidomus.it, oppure telefonando al numero 02.56568800 (da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 18).
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Economia circolare - Svolta BMW: arriva il riciclo diretto delle batterie senza trattamenti chimici o termici

4 Ruote - Feb 02,2026
Il gruppo BMW ed Encory hanno inaugurato a Salching, in Bassa Baviera, l'impianto Cell Recycling Competence Center (CRCC), che si occupa di riciclo diretto delle batterie. Questa tecnologia, sviluppata internamente dalla Casa tedesca, consente lo smontaggio dei materiali residui della produzione di celle per batterie, eliminando le tradizionali fasi di trattamento chimico o termico, con gli annessi (ed elevati) consumi energetici. Le materie prime così recuperate vengono reintrodotte direttamente nel ciclo produttivo, senza necessità di essere riportate allo stato originario. Tonnellate da riciclare ogni annoIl centro, realizzato in un capannone di 2.100 m con impianti fotovoltaici sul tetto, è gestito dalla joint venture Encory (partecipata al 50% da BMW Group e Interzero Group), impiega circa 20 addetti e conta di riciclare diverse decine di tonnellate di batterie all'anno, riutilizzate per la produzione di altri accumulatori nello stabilimento di Parsdorf, portando così avanti la strategia del Gruppo BMW per l'introduzione di soluzioni di economia circolare lungo tutta la filiera delle batterie.
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Mercato Italia - Il diesel è morto? No: nell'usato domina e i costruttori non lo abbandonano

4 Ruote - Feb 02,2026
Chi ha detto che il diesel è morto? Certo, nelle concessionarie è buio pesto, ma nel mercato dell'usato le cose non vanno poi così male. E, al contrario di quello che comunemente si pensa, l'industria europea, soprattutto quella tedesca, non ha ancora mollato la tecnologia che dai tempi del Dieselgate è sul banco degli imputati.Non ci credete? Armatevi di pazienza e seguiteci in questa incursione nei numeri. Che, ovviamente, non hanno la pretesa di essere validi sempre, ovunque e per chiunque, come sempre succede quando si parla di dati medi. Nel nuovo è un bagno di sangueIniziamo dalle auto nuove, Nel 2025 le immatricolazioni diesel sono crollate: -31,46% per le macchine alimentate solo a gasolio e -23,62% per le diesel nel loro complesso, ibride mild e full comprese. Certo, come si può vedere dallo specchietto qui sotto, le hybrid hanno tenuto, ma si tratta di una fetta di mercato piccola, inferiore persino a quella che nel 2025 si sono ritagliate le elettriche (6,21%). Il risultato è che, in termini di quota di mercato, il diesel in senso lato ha perso quasi 4,3 punti scendendo al 15% (nel 2018, per dire, era al 51%...). Gasolio leader nell'usatoNell'usato, però, il gasolio appare tuttora sotto un'altra luce. Certo, l'arretramento c'è stato anche lì (la quota gasolio nei passaggi di proprietà è diminuita di 2,6 punti), ma il solo diesel la fa ancora da padrone nei piazzali dell'usato e nelle compravendite tra privati, con il 40,8% dei passaggi di proprietà netti registrati al Pra nel 2025 rispetto al 36,6% delle auto solo a benzina (rispettivamente 42,7% e 46% includendo le rispettive ibride). Le quotazioni e il valore residuo non crollanoSi dirà: ok, gli acquisti di macchine usate tengono grazie all'enorme circolante a gasolio accumulato negli anni in cui questa alimentazione ha dominato le immatricolazioni, i prezzi, peròE invece no. Premesso che, in generale, nel 2025 è proseguito il calo delle quotazioni dopo i forti rialzi registrati negli anni post Covid, il valore residuo medio del gasolio non ha registrato particolari scossoni. Anzi. A fronte di un arretramento medio complessivo di 4,75 punti percentuali del superindice dell'usato di Quattroruote Professional, tra gennaio 2025 e gennaio 2026 il diesel (Hev e Mhev comprese) ha perso solo 3,89 punti, in linea con il dato medio delle auto a benzina (-3,80). Insomma, non è vero, statistiche alla mano, che l'usato a gasolio è diventato invendibile, come sostiene qualcuno. In un anno l'offerta non è cambiataAnche perché l'industria nel diesel sembra credere ancora. Secondo la Banca dati di Quattroruote Professional, a gennaio 2026 risultano in vendita in Italia 113 modelli (il 14,4% del totale) con almeno una versione a gasolio (ibride mild e full comprese, plug-in escluse). Complessivamente, le versioni diesel sono ben 1215, il 22,5% di tutte quelle a listino. La cosa un po' sorprendente è che l'offerta non è cambiata rispetto a gennaio 2025 (anche se, va detto, si era sensibilmente ridotta nel corso del 2024). Ormai è un affare della GermaniaMa quali Case offrono tuttora versioni a gasolio? Secondo Quattroruote Professional, 24 su 75, una su tre. La maggior parte dei modelli con almeno una versione diesel, però, è presente nei listini di solo quattro brand: Mercedes-Benz, BMW, Audi e Volkswagen offrono attualmente il 57% di tutti i modelli in vendita (il 55% un anno fa) e il 70% di tutte le versioni (il 71% un anno fa). Insomma, il diesel, oggi, parla quasi solo tedesco.
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Flotte e professionisti - Cupra lancia l'allestimento Business per Formentor, Terramar e Leon Sportstourer

4 Ruote - Feb 02,2026
La Cupra ampia l'offerta di Formentor, Terramar e della Leon Sportstourer (la versione station wagon della compatta spagnola) con l'allestimento Business, dedicato alle flotte e ai professionisti, ma disponibile anche ai clienti privati. Già ordinabile, arricchisce le versioni d'attacco con il pacchetto Edge e dotazioni specifiche per i diversi modelli. Cupra Terramar BusinessLa Suv Terramar rende disponibile l'allestimento Business per le motorizzazioni mild hybrid da 150 CV, ibrida plug-in da 204 CV e benzina da 204 CV con trazione integrale 4Drive. La dotazione si arricchisce del pacchetto Edge, che comprende climatizzatore a tre zone, illuminazione ambientale Smart Wraparound, accesso e avviamento senza chiave, portellone elettrico, volante riscaldato, specchietti ripiegabili elettricamente, vetri posteriori oscurati, cavo di ricarica Mode 3 (per la plug-in) e cruise control adattivo. Di serie anche la vernice metallizzata nei colori Timanfaya Grey, Cosmos Blue, Midnight Black e Glacial White e i cerchi di lega da 18.Terramar 1.5 Hybrid DSG Business: 43.900 euroTerramar 1.5 e-Hybrid DSG Business: 49.100 euroTerramar 2.0 TSI DSG 4Drive Business: 47.900 euro Cupra Formentor BusinessLa Formentor Business è disponibile per tutte le motorizzazioni in gamma, eccezion fatta per le versioni VZ ad alte prestazioni: la mild hybrid da 150 CV, la benzina da 150 e 204 CV, la diesel da 150 CV e la plug-in da 204 CV. Come la Terramar, viene aggiunto il pacchetto Edge con l'illuminazione ambientale Smart Wraparound, l'accesso senza chiave Keyless Advanced, la videocamera posteriore e il portellone elettrico. Di serie anche i cerchi da 18" e la vernice metallizzata nei colori Midnight Black, Glacial White e Magnetic Tech.Formentor 1.5 TSI Business: 38.500 euroFormentor 1.5 Hybrid DSG Business: 42.150 euroFormentor 2.0 TDI DSG Business: 43.050 euroFormentor 2.0 TSI 4Drive DSG Business: 45.350 euroFormentor 1.5 e-Hybrid DSG Business: 48.000 euro Leon Sportstourer BusinessLa Leon Sportstourer Business, versione station wagon della hatchback spagnola, è disponibile con le motorizzazioni mild hybrid da 150 CV, la benzina da 150 e 204 CV, la diesel da 150 CV e la plug-in da 204 CV. Anche in questo caso, il pacchetto Edge aggiunge l'accesso senza chiave Keyless Advanced, l'illuminazione ambientale Smart Wraparound, la videocamera posteriore, l'antifurto e il portellone elettrico, cerchi di lega da 18" e vernice metallizzata nei colori Midnight Black, Glacial White e Magnetic Tech.Leon Sportstourer 1.5 TSI Business: 35.700 euroLeon Sportstourer 1.5 Hybrid DSG Business: 39.500 euroLeon Sportstourer 2.0 TDI DSG Business: 40.000 euroLeon Sportstourer 2.0 TSI 4Drive DSG Business: 43.050 euroLeon Sportstourer 1.5 e-Hybrid DSG Business: 45.950 euro
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Stati Uniti - Ford-Xiaomi, retroscena e smentite: la vera partita potrebbe giocarsi in Europa

4 Ruote - Feb 02,2026
Negli ultimi due giorni, il Financial Times ha riportato di nuovo l'attenzione sulle mire espansionistiche dei costruttori cinesi: la Ford, secondo la testata finanziaria britannica, avrebbe intrattenuto colloqui con Xiaomi per costituire una joint venture per la produzione di veicoli elettrici negli Stati Uniti.Le indiscrezioni sono state seccamente e prontamente smentite da entrambe le aziende, ma riaccendono comunque le attenzioni sulle strategie delle Case del Dragone e, ancor di più, sui primati raggiunti nel campo delle auto a batteria: gli occidentali, volenti o nolenti, devono purtroppo affidarsi ai loro rivali orientali se vogliono veramente puntare sull'elettrico. Non a caso, negli Stati Uniti la stessa Ford è finita nel tritacarne delle polemiche politiche per altre indiscrezioni di stampa: i presunti colloqui con un altro colosso cinese, BYD, per la produzione proprio di accumulatori. I riflessi della "geopolitica"Vediamo dunque cosa sta succedendo oltreoceano, perché quello che avviene in giro per il mondo ha riflessi anche in Europa, uno dei mercati maggiormente messi nel mirino dai cinesi negli ultimi anni. In tal senso, sono ormai note le conseguenze delle politiche protezionistiche americane, che stanno spingendo le aziende cinesi a individuare nuovi sbocchi commerciali per i loro prodotti: di recente, per esempio, la Chery ha acquistato la fabbrica della Nissan a Rosslyn, in Sudafrica, mentre non si contano le operazioni di sbarco dei costruttori del Dragone nel Sud-est asiatico o in America Latina.In questo quadro, la vicenda tutta italiana della Pirelli, con lo stallo sulla governance tra Camfin e il management da una parte e la Sinochem dall'altra, riassume bene quanto sia importante tenere in debita considerazione quanto avviene negli USA: i vincoli introdotti dall'ex amministrazione Biden (non quella attuale di Trump) all'uso di software e hardware di Paesi ostili come, per l'appunto, la Cina rischiano di limitare le attività della società della Bicocca in uno dei suoi maggiori mercati al mondo. Cosa sta succedendo in UsaTorniamo indietro di qualche giorno per riepilogare la vicenda. Sabato scorso il Financial Times, sulla base di fonti a conoscenza del dossier, scrive di colloqui tra Ford e Xiaomi per una partnership nel campo delle elettriche, incentrata su una joint venture per la produzione di auto a batteria negli Stati Uniti.Immediate le smentite. Un portavoce dell'Ovale Blu ha bollato l'articolo come completamente falso. Xiaomi ha aggiunto l'azienda cinese non vende i suoi prodotti e servizi negli Stati Uniti e non sta negoziando per farlo.Detto questo, non va dimenticato il contesto: i colloqui, infatti, sarebbero avvenuti in un quadro di crescenti tensioni commerciali tra Pechino e Washington. Inoltre, l'amministrazione Trump ha tagliato i sostegni alle elettriche, spingendo le Big Three di Detroit a ridurre drasticamente il loro impegno sull'elettrificazione. il caso della stessa Ford, costretta a contabilizzare una svalutazione multimiliardaria delle sue attività su elettriche e batterie.L'amministratore delegato Jim Farley non ha mai fatto mistero della sua ammirazione per i risultati raggiunti dai cinesi, ma nell'attuale quadro politico è difficile pensarlo attivo in discussioni con operatori che rischiano di essere osteggiati dall'attuale governo statunitense: l'inquilino della Casa Bianca ha sì aperto alla possibilità di investimenti cinesi in fabbriche di auto negli USA, ma al contempo l'amministrazione sta minacciando chiunque faccia affari con la Cina (per esempio, il Messico avrebbe bloccato i progetti di espansione della BYD proprio a causa delle pressioni di Washington legate a nuovi dazi).In altre parole, è elevato il rischio di un contesto instabile e incerto. Del resto, basta leggere le cronache politiche successive all'ipotesi di una partnership tra Ford e BYD. I politici statunitensi, infatti, continuano a esprimere timori sull'ingresso negli Stati Uniti di case automobilistiche e produttori di batterie sostenuti dal governo cinese.Pochi giorni fa, il presidente repubblicano di una commissione della Camera, John Moolenaar, ha inviato una lettera a Farley per chiedere chiarimenti sulla presunta joint venture con BYD e mettere in guardia sui potenziali rischi: La Cina ha già dimostrato negli ultimi mesi di poter utilizzare la catena di approvvigionamento automobilistica come un'arma. Si tratta di una vulnerabilità seria che peggiorerebbe ulteriormente se Ford dovesse stringere una nuova partnership con BYD. Non sono mancati neppure dubbi sul progetto Ford per produrre batterie con tecnologie CATL. Le conseguenze per l'EuropaIn sintesi, l'espansione dei cinesi negli Stati Uniti continua a essere frenata dai dazi e dalle ragioni geopolitiche. Tuttavia, i costruttori del Dragone devono diversificare urgentemente le loro fonti di reddito: l'intensificazione della concorrenza interna e la sovracapacità produttiva rendono cruciale l'espansione nei mercati esteri.In tal senso BYD è tra le più attive, anche perché subisce gli effetti delle sue stesse politiche aggressive in Cina: il taglio continuo dei listini ha generato risposte analoghe da parte della concorrenza. Ora la società di Shenzhen ne paga le conseguenze con un rallentamento delle vendite (a gennaio 30,11% sul 2025 e 50,04% su dicembre). Tuttavia l'azienda brilla in altre aree: nel 2025 ha registrato una crescita delle esportazioni del 140%.In Europa le immatricolazioni della BYD sono balzate di quasi il 230%, contribuendo all'ascesa cinese nel Vecchio Continente: il Dragone ha ormai raggiunto una quota del 10%, attirando consumatori con prodotti accessibili e tecnologici. Sull'affidabilità la strada è ancora lunga, ma i costruttori cinesi hanno dimostrato una rapidità senza precedenti nell'aggirare ostacoli, come nel caso dei dazi UE, spostando l'offerta su motorizzazioni termiche e soprattutto ibride plug-in.Anche Xiaomi ha rivisto i propri piani: inizialmente prevedeva di sbarcare in Europa nel 2030, ma l'interesse dei consumatori ha accelerato tutto. Il debutto è ora previsto già nel 2027.Resta il nodo dei dazi europei. E qui sorge una domanda: non è che i colloqui con Ford riguardino l'Europa, più che gli Stati Uniti?
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Szeged - BYD accende lEuropa: operativa la mega-fabbrica in Ungheria

4 Ruote - Feb 02,2026
La BYD ha avviato le operazioni nella sua prima fabbrica europea in Ungheria. La produzione di veicoli inizierà effettivamente nel corso del secondo trimestre dell'anno e alcune strutture sono ancora in fase di completamento: a confermarlo non è la Casa cinese, ma la comunità locale dove sorge la struttura attraverso il sindaco László Botka. In Ungheria fino a 200.000 veicoli all'annoLa fabbrica di Szeged potrà contare inizialmente su 960 operai (contro i 2.000 previsti a regime) e la sua apertura è stata ritardata rispetto ai piani iniziali: per la BYD si tratta di una soluzione fondamentale per evitare i dazi di importazione imposti dalla UE alla fine del 2024. La struttura, costruita su 300 ettari grazie a un accordo con la comunità locale, ha una capacità di 200.000 veicoli all'anno. Tuttavia, la BYD sta già pensando di aprire altre fabbriche in Turchia e in Spagna, con una potenziale opzione anche per l'Italia. In Ungheria dal 2017 con i busLa BYD aveva pianificato di aprire una fabbrica in Europa già alla fine del 2023, annunciando l'avvio della produzione per il 2025. Nella sede ungherese sarà attivo anche un centro di ricerca e sviluppo che contribuirà alla nascita della nuova generazione di modelli elettrici. Non è la prima volta che il colosso cinese collabora con l'Ungheria: nel 2017 era stata aperta una fabbrica per costruire autobus a batteria a Komárom e recentemente sono stati annunciati investimenti per circa 100 milioni di euro per triplicare la capacità produttiva.
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Guida autonoma - Robotaxi Tesla, incidenti quattro volte più frequenti rispetto ai guidatori umani

4 Ruote - Feb 02,2026
Il servizio di robotaxi della Tesla continua a procedere lungo una strada piuttosto dissestata: secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Nhtsa, l'ente statunitense per la sicurezza stradale, le auto a guida "autonoma" di Elon Musk sono coinvolte in incidenti - più o meno gravi - molto più spesso degli automobilisti in carne e ossa. Tra luglio e novembre i robotaxi della Tesla impiegati a Austin, in Texas, sono stati coinvolti in nove incidenti di varia natura, dall'investimento di animali a collisioni con altri veicoli. In questi cinque mesi, stando ai dati pubblicati dalla Casa americana, la flotta di robotaxi ha percorso circa 500.000 miglia, per un incidente ogni 55.000 miglia. Secondo i dati della Nhtsa, un automobilista americano è coinvolto in un incidente ogni 200.000 miglia, quattro volte meno spesso delle Model Y a guida (quasi) autonoma. C'è una persona a bordoVa infatti ricordato che, per ora, i robotaxi della Tesla sono in fase di test e non sono completamente autonomi: a bordo c'è il cosiddetto "safety monitor", una persona che può intervenire in qualsiasi momento, proprio per cercare di evitare incidenti. Le auto della Waymo, per contro, che hanno percorso 127 milioni di miglia in autonomia, sono coinvolte in molti meno sinistri di un automobilista in carne e ossa. Il problema della trasparenzaC'è poi il problema di capire le dinamiche degli incidenti. molto probabile che non tutti siano da imputare alla Tesla. Anzi, per quanto ne sappiamo potrebbero essere tutti causati da altri. Purtroppo, nei report consegnati alla Nhtsa la Casa americana non spiega mai cos'è successo, limitandosi alla frase [Redacted, may contain confidential business information] [informazioni cancellate, potrebbero contenere informazioni aziendali sensibili]. Altri servizi di robotaxi, come la già citata Waymo, riportano invece una descrizione completa di ogni incidente, che permette di farsi un'idea più precisa dei motivi che l'hanno causato. Periodo difficilePer la Teslaè un periodo complesso: il 2026 è iniziato con il calo delle vendite (anche in Europa, dove nel 2025 ha perso il 40%), la perdita del primo posto come produttore di auto elettriche, sottratto dalla cinese BYD, il servizio di guida assistita Full Self-Driving che diventa solo su abbonamento, e le ammiraglie Model S e Model X sono state sacrificate sull'altare dei robot umanoidi, una delle scommesse su cui Elon Musk si sta giocando tutto. Insieme ai robotaxi, presto incarnati dai Cybercab.
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L'editoriale - Che auto desideriamo davvero? Partecipa al sondaggio di Quattroruote

4 Ruote - Feb 02,2026
Settant'anni sono un traguardo importante per qualunque storia condivisa. Per una rivista che si occupa di automobili, però, sono anche il racconto di un mondo che è cambiato più volte, spesso in modo radicale. L'auto degli anni 50 non è quella degli anni 80, non è quella dei Duemila e certamente non è quella che abbiamo davanti oggi.Ma c'è una differenza rispetto al passato: parlare di automobili senza essere fraintesi è diventato difficile. Non per capriccio, ma perché l'automobile stessa come oggetto e come simbolo è diventata qualcosa di diverso. Più difficile da capire, da scegliere, persino da desiderare.Chi la compra si trova davanti a prezzi sempre più elevati, dimensioni crescenti, un'offerta che spesso non intercetta i bisogni reali. Motorizzazioni che scompaiono, altre che vanno bene alle normative ma non alle persone. E poi basta elencare le tipologie di automobili ibride per andare in confusione: mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid, super hybrid, range extender.Chi l'auto la produce è stretto tra vincoli normativi, pressioni economiche, trasformazioni industriali e scenari geopolitici che cambiano di continuo. Per questo tutti sono disorientati. Lo registriamo nei vostri commenti, nelle email che riceviamo, attraverso il sito, il magazine, i social.La sensazione condivisa è che l'automobile giusta sia sempre più difficile da trovare. A volte perché manca qualcosa, altre perché è troppo complicata, altre ancora perché sembra non esistere.A questo si aggiunge il modo in cui oggi si parla dell'automobile. Il dibattito pubblico riduce problemi articolati a contrapposizioni semplici, trasforma ogni scelta tecnologica in una bandiera ideologica, rende difficile qualsiasi ragionamento che non sia schierato. Viviamo in un'epoca che tollera poco le sfumature. Si cercano colpevoli e soluzioni immediate.Ma l'automobile, proprio per la sua natura industriale, tecnologica e sociale, è fatta di compromessi e contraddizioni. Raccontarla per quello che è significa, spesso, scontentare qualcuno. In settant'anni di storia, Quattroruote ha attraversato crisi energetiche, rivoluzioni tecnologiche, cambiamenti sociali e industriali profondi. Non per dare sempre risposte definitive, ma per continuare a fare da ponte: tra chi l'auto la progetta e la costruisce e chi quell'auto la deve scegliere, usare, vivere. E se c'è una lezione che questi decenni ci hanno insegnato è questa: le certezze facili sono quasi sempre sbagliate.Continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: testare, misurare, confrontare, spiegare. A mettere in relazione i fatti con i numeri del nostro Centro Prove. Anche quando la spiegazione è meno comoda della bandiera, anche quando le risposte non sono né semplici né rassicuranti. Ma nel nostro settantesimo anno abbiamo deciso di dare un nuovo spazio alla voce di chi nel dibattito attuale si sente troppo poco. E cioè a voi, che l'auto la dovete comprare e utilizzare ogni giorno.La domanda che vi facciamo è semplice: che auto desiderate davvero? Quanto siete disposti a spendere? Che cosa ritenete indispensabile e che cosa superfluo? Quali tecnologie vi convincono, quali vi lasciano perplessi? Che cosa oggi riesce ancora a emozionarvi in un'automobile, e che cosa invece sentite mancare?Vogliamo raccogliere il punto di vista di tutti voi che l'auto la comprate o la vorreste comprare per necessità o per passione. E trasformare questo ascolto in dati, riflessioni e contenuti che pubblicheremo e che continueranno a guidare il nostro lavoro nei mesi a venire.Perché Quattroruote, a settant'anni dalla sua nascita, non vuole limitarsi a raccontare l'automobile che cambia. Vuole continuare a stare, con metodo e indipendenza, dalla parte di chi quell'automobile la deve scegliere, pagare e guidare per davvero.
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Autovelox - La mossa del ministero: subito omologato un dispositivo su quattro

4 Ruote - Feb 02,2026
Un autovelox su quattro, anzi di più, regolarizzato automaticamente: sarà questo l'effetto del nuovo decreto sull'omologazione degli strumenti per il controllo della velocità, predisposto dal ministero delle Infrastrutture un anno dopo il precedente tentativo, naufragato dopo cinque giorni tra le polemiche.In base al nuovo schema di decreto, e con riferimento ai circa 3.800 autovelox censiti nel nuovo archivio nazionale (qui potete consultare la mappa completa, regione per regione), risulta che poco più di mille rientrano automaticamente nei requisiti di omologazione in fase di adozione. Gli altri, per poter essere utilizzati, dovranno essere omologati, ossia sottoposti alle nuove procedure tecniche e amministrative previste dal provvedimento. Al via la pubblica consultazioneLo schema di decreto, che Piazza di Porta Pia ha già trasmesso al ministero delle Imprese (competente per la metrologia e la normativa tecnica) e al Consiglio superiore dei lavori pubblici, massimo organo tecnico consultivo del dicastero, sarà notificato nei prossimi giorni a Bruxelles, al Tris, il sistema europeo di informazione sulle regolamentazioni tecniche da cui devono passare tutte le norme emanate dai Paesi Ue che hanno un diretto impatto sul mercato, al fine di consentire a tutti i soggetti potenzialmente interessati ossia imprese, associazioni di consumatori e altri Stati di esprimere le loro valutazioni, osservazioni e richieste. A maggio la pubblicazione sulla Gazzetta UfficialeSolo dopo questa fase di pubblica consultazione, che durerà tre mesi, lo schema di decreto potrà essere pubblicato eventualmente con le modifiche richieste sulla Gazzetta Ufficiale italiana. E solo a quel punto finirà, dopo 33 anni di polemiche, ricorsi, tribunali e sentenze, la telenovela dell'omologazione degli autovelox, deflagrata nell'aprile del 2024 dopo la prima ordinanza con cui la Corte di Cassazione stabilì, in buona sostanza, che solo le apparecchiature debitamente omologate possono essere considerate prova della violazione dei limiti di velocità.
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The I.C.E. 2026 - Ghiaccio rovente sul lago di St. Moritz

4 Ruote - Feb 02,2026
Nell'ultimo weekend di gennaio, cinquanta vetture tra le più preziose e significative della storia dell'automobile si sono date appuntamento per l'edizione 2026 dell'I.C.E. St. Moritz, sulla superficie ghiacciata del lago dell'Engadina, affacciata sulla rinomata cittadina svizzera, richiamando collezionisti, addetti ai lavori e appassionati da ogni continente. Venerdì 30 gennaioLa prima giornata si è aperta con il tradizionale parc fermé, occasione privilegiata per osservare da vicino capolavori assoluti di design e tecnica immersi nello scenario alpino. Un contesto quasi irreale, dove il tempo sembra sospeso e le automobili diventano sculture dinamiche, capaci di raccontare epoche, stili e visioni diverse dell'eleganza meccanica. Il livello delle vetture in concorso ha reso particolarmente impegnativo il lavoro della giuria internazionale, chiamata a selezionare le Best in Class. Nella categoria Legendary Liveries si è imposta la Lancia Stratos in livrea Alitalia del 1976; tra le Open Wheels ha vinto la Maserati 4CLT del 1949. Per la classe Birth of the Hypercar è stata premiata la Jaguar XJ220 del 1993. La Ferrari 750 Monza del 1955 ha conquistato la categoria Barchettas on the Lake, mentre tra le Icons on Wheels ha brillato la Talbot-Lago T150C SS Teardrop Coupé del 1937. Novità di quest'anno, il Best Sound Award by Bang & Olufsen: durante le valutazioni i motori sono stati avviati e il riconoscimento è andato alla Pontiac Vivant del 1965, scelta per il timbro sonoro più suggestivo. Sabato 31 gennaioIl giorno successivo il lago si è trasformato in un palcoscenico dinamico. Gli attesissimi giri liberi hanno permesso ai collezionisti di guidare i propri capolavori sulla pista innevata, offrendo al pubblico uno spettacolo unico, dove eleganza e movimento si sono fusi in una coreografia irripetibile. Al termine della giornata è stato annunciato il premio più ambito, il Best in Show, rappresentato dal trofeo disegnato da Sir Norman Foster. A conquistarlo è stata proprio la Talbot-Lago T150C SS Teardrop Coupé del 1937, carrozzata Figoni & Falaschi e appartenente a Fritz Burkard, celebre per la sua Pearl Collection. Una silhouette che incarna l'aerodinamica come espressione artistica, tra le forme più sensuali e armoniche mai concepite. Per Burkard si tratta della terza consacrazione sul ghiaccio di St. Moritz, dopo i successi del 2022 e del 2023.A completare il quadro dei riconoscimenti, due premi speciali: lo Spirit of St. Moritz Award, firmato da Rolf Sachs, assegnato alla Ferrari Dino 206 S, e l'Hero Below Zero, scelto dal pubblico, andato alla McLaren F1 GTR.
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Anteprima - Xpeng 2026: tutte le novità in arrivo, dalle berline P7 alla monovolume X9

4 Ruote - Feb 01,2026
I primi modelli della Xpeng hanno raggiunto le concessionarie alla fine di dicembre: si tratta delle Suv elettriche G6 e G9, a cui nell'arco dei prossimi mesi si aggiungeranno altri modelli della Casa cinese, che punta molto su tecnologia, integrazione con l'intelligenza artificiale e un elevato rapporto qualità/prezzo. Per rafforzare le sue strategie di espansione in Europa, oltre a produrre i suoi veicoli nello stabilimento austriaco di Magna a Graz, la XPeng aprirà nei prossimi mesi un centro di ricerca e sviluppo a Monaco, per occuparsi principalmente all'adattamento della gamma per il mercato europeo.Per quanto riguarda i modelli veri e propri, la prima novità arriverà in primavera, ed è la grande berlina elettrica P7+, a cui nel corso dell'anno si affiancheranno anche la Next P7, dalla vocazione ancor più sportiva, la monovolume elettrica X9 (ma non sono esclusi powertrain Extended Range) e la Suv M03, versione a ruote alte di una berlina già in vendita in Cina. Xpeng P7+Linee filanti e dimensioni abbondanti: la P7+ è lunga 5,07 metri, larga 1,94, alta 1,51 e ha un Cx di 0,21. Nonostante le linee da coupé, questa berlina ha un portellone che si apre su un bagagliaio da 573 / 1.931 litri. Il "+" nel nome indica un'evoluzione del modello precedente (non venduto in Italia) che integra la AI per migliorare l'esperienza di guida, analizzando abitudini e preferenze di chi sta al volante per creare un ambiente più personalizzato, dalle luci ambientali alle impostazioni dell'elettronica di bordo. Lussuoso l'abitacolo, con sedili ben imbottiti, ventilati, riscaldati e con funzione di massaggio, schermo da 15,6 pollici sulla plancia, impianto audio con 20 altoparlant Tre le varianti di powertrain previste: Standard e Long Range a trazione posteriore, con potenze di 180 kW (245 CV), e Performance a trazione integrale da 370 kW (503 CV), capace di uno 0-100 in 5,1 secondi. Le batterie sono al litio-ferro-fosfato, con capacità di 61,7 e 74,9 kWh, per autonomie che vanno da 455 a 530 chilometri. L'architettura a 800 Volt permette potenze di ricarica fino a 470 kW, per passare dal 10 all'80% in 12 minuti.Quando arriva: primavera 2026Motorizzazione: elettrica e termicaQuanto costerà: da circa 45.000 euro Xpeng Next P7Presentata al Salone di Monaco dello scorso anno, questa berlina elettrica è lunga 5,01 metri e ha un passo di tre metri esatti: con la P7+ condivide il Cx di 0,21, ma le linee sono più futuristiche, in particolare nel disegno dei gruppi ottici. All'interno i rivestimenti sono in arancione e grigio, con elementi in fibra di carbonio su plancia e nel tunnel centrale, sedili sportivi in Dinamica e battitacco nero lucido. Il powertrain della Next P7 è composto da due motori, uno per asse, e scarica sulle quattro ruote motrici 594 CV, per un'accelerazione da ferma a 100 km/h in 3,7 secondi, con una velocità massima di 230km/h. La batteria da 92,2 kWh dovrebbe assicurare un'autonomia (nel ciclo Cltc) di 820 km.Quando arriva: 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: prezzi non dichiarati Xpeng X9La gamma europea della Xpeng dovrebbe ampliarsi nel corso dell'anno con questa monovolume elettrica a sette posti, un segmento nel quale non mancano proposte da parte di diversi costruttori. Lo stile è personale, quasi futuristico, specialmente nel frontale, con il parabrezza allineato al corto cofano, e nel taglio della coda. La X9 è lunga 5,29 metri, e il passo da 3,19 metri offre spazio in abbondanza per i passeggeri, grazie anche al pavimento completamente piatto. Nella configurazione a sei posti i sedili singoli della seconda fila si reclinano completamente. Per sopperire ai problemi derivanti dalle dimensioni extralarge, specialmente in città, la Casa ha previsto l'asse posteriore sterzante su tutta la gamma, abbinato alle sospensioni pneumatiche. Sul mercato cinese sono disponibili le versioni Pro e Max: la prima offre autonomie di 610 e 702 km (nel ciclo cinese Cltc), mentre la seconda prevede anche un powertrain dual motor ad alte prestazioni, capace di toccare i 200 km/h di velocità massima e di passare da ferma a 100 km/h in 5,7 secondi. In Cina c'è anche una versione Range Extender con batterie più piccole e un motore termico che si occupa di ricaricarle: visto l'interesse per questo genere di motorizzazioni anche da noi, non è escluso che possa arrivare anche in Europa, magari il prossimo anno.Quando arriva: 2026Motorizzazione: elettrica, ErevQuanto costerà: circa 62.000 euro Xpeng Mona 03 SuvIn Europa potrebbe chiamarsi solo M03, ed è la versione a ruote alte di una berlina presentata in Cina nei mesi scorsi. Le dimensioni dovrebbero avvicinarla alla Model Y (circa 4,7 metri di lunghezza), con un bagagliaio molto capiente e processori Qualcomm Snapdragon per l'infotainment di bordo. I powertrain, solo elettrici, hanno potenze fino a 160 kW (218 CV) e autonomie fino a 620 km (nel più generoso ciclo di omologazione cinese).Quando arriva: inverno 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: prezzi non dichiarati
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I bonus del governo - Arrivano gli incentivi per colonnine, impianti Gpl e quadricicli: escluse le nuove auto

4 Ruote - Gen 30,2026
Il governo apre nuovamente i cordoni della borsa in favore del comparto dell'auto, ma per ora niente incentivi all'acquisto di macchine nuove. Sul tavolo ci sono circa 1,6 miliardi di euro del cosiddetto fondo automotive quello che è rimasto del piano Draghi del 2022 e che era stato definanziato dal governo Meloni nell'autunno del 2024 da spalmare nel quinquennio 2026-2030.Solo un quarto di questa somma, ossia 400 milioni, è destinata ai cittadini, come ha spiegato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il tavolo automotive del 30 gennaio. Il grosso, 1,2 miliardi, finirà invece all'industria dell'auto e della componentistica. Colonnine, noleggio, trasformazione a gas, quadricicli e VclI 400 milioni destinati alla domanda saranno ripartiti tra cinque diverse iniziative:Bonus colonnine: contributo per l'acquisto di infrastrutture di ricarica elettrica per privati;Leasing sociale: contributo al noleggio a lungo termine di veicoli elettrici per i privati;Retrofit a gas: contributo alla trasformazione a GPL e metano di auto a benzina già immatricolate, per cui sarebbero disponibili 21 milioni di euro;Incentivi ciclomotori e motocicli: inclusi i quadricicli elettrici;Ecobonus veicoli commerciali leggeri (VCL). All'industria andranno 1,2 miliardiIl grosso del fondo automotive andrà invece al sostegno delle imprese, ripartito in:750 milioni alla ricerca e allo sviluppo nell'ambito degli accordi per l'innovazione;450 milioni ai Contratti di sviluppo per gli investimenti produttivi. Quando partiranno le misureNon si sa ancora quando partirà l'iniziativa, che sarà disciplinata da un Dpcm a cui il governo sta lavorando. L'auspicio è che non si ripetano i ritardi del 2024, quando gli incentivi arrivarono mesi dopo l'annuncio ufficiale. Il bonus quadricicliResta ancora congelato il fondo di 30 milioni di euro per ciclomotori e motocicli già previsto per il 2026 ma che, come anticipato da Quattroruote il 23 gennaio scorso, sarà modificato e rifinanziato con una parte dei 400 milioni destinati ai privati.
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