Pirelli firma i "pneumatici" di Luna Rossa
Pirelli amplia la sua presenza sulle imbarcazioni di Luna Rossa, il team velistico che gareggerà alla prossima edizione dell'America's Cup, in programma tra la primavera e l'estate prossima a Napoli.Il logo dell'azienda della Bicocca, già Official Sponsor e Technical Partner, sarà visibile non solo sulla randa, ma anche sui foil e sul timone degli AC40 (il monoscafo foiling di 40 piedi utilizzato per gli allenamenti e le regate preliminari) e degli AC75 (l'imbarcazione di 75 piedi con cui Luna Rossa parteciperà alla 38esima America's Cup). Il contributo tecnologico di Pirelli Inoltre, proprio per le appendici che garantiscono il controllo dell'imbarcazione volante AC75, Pirelli ha fornito un contributo tecnologico al team di sviluppo di Luna Rossa, condividendo il proprio know-how su materiali innovativi. I foil generano la portanza necessaria a sollevare lo scafo sopra la superficie dell'acqua, consentendo all'imbarcazione di raggiungere le elevate velocità tipiche di questa tipologia di scafi. Pirelli ha messo le proprie competenze al servizio delle prestazioni idrodinamiche delle appendici dell'imbarcazione, contribuendo a ottimizzarne il comportamento nelle fasi più critiche della navigazione. La collaborazione nasce dal patrimonio di ricerca avanzata sui materiali maturato dall'azienda, lo stesso ambito da cui sono nate soluzioni come il PNCS (Pirelli Noise Cancelling System), la tecnologia che abbatte la rumorosità di rotolamento generata nella cavità interna del pneumatico. In sostanza, il know-how sviluppato in ambito automotive trova oggi nuove applicazioni, tra cui quella in corso di sviluppo insieme a Luna Rossa.
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Superare a destra è sempre vietato? No, facciamo chiarezza
Ha destato molto scalpore, nei giorni scorsi, l'ipotesi che con il Nuovo Codice della strada, se e quando entrerà in vigore, si potrà sorpassare a destra. Ma è veramente così? Non proprio. Vediamo perché. Il sorpasso a destra rimane vietato Sia l'attuale codice della strada, sia il nuovo testo-base su cui è stata aperta una pubblica consultazione stabiliscono, quando parlano della posizione dei veicoli sulla carreggiata, che quando una carreggiata è a due o più corsie per senso di marcia, il veicolo impegna la corsia più libera a destra; la corsia o le corsie di sinistra sono riservate al sorpasso. Entrambi i testi stabiliscono, quando parlano della manovra di sorpasso, che se la carreggiata o semicarreggiata è suddivisa in più corsie, il sorpasso è effettuato sulla corsia immediatamente alla sinistra del veicolo da superare. Chiarissimo e identico il concetto: il sorpasso, in autostrada, presuppone sempre un cambiamento di corsia, manovra che è vietato effettuare a destra e che continuerà a essere vietato effettuare a destra. ammesso il superamento E allora perché quasi tutti hanno parlato, impropriamente, di sorpasso a destra? Perché, ed è questa la novità, mentre il codice della strada attuale prevede la possibilità di marciare per file parallele in autostrada solo nella situazione di congestione del traffico, il testo-base del nuovo codice estende questa possibilità a tutte le situazioni, anche nella normale marcia. Ma solo nelle autostrade (e nelle strade extraurbane principali) con almeno tre corsie per senso di marcia. Dunque, quando la novità entrerà in vigore, sarà possibile superare (non sorpassare) a destra il veicolo che marcia sulla corsia a sinistra. E solo se la carreggiata ha tre o più corsie per senso di marcia. Superamento ammesso già adesso a determinate condizioni Peraltro, va detto, già adesso il superamento a destra è ammesso nelle situazioni in cui il conducente del veicolo che precede marciando su una corsia a sinistra si ostina a impegnarla impedendo, di fatto, il sorpasso. In questa situazione, la manovra di superamento non di sorpasso è ammessa se effettuata con la massima prudenza e adottando tutte le cautele.
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Arriva in Cina la Volkswagen ID. Era 5X, SUV elettrica da 211 CV
Sul sito del ministero cinese dei trasporti (Miit) è stata caricata la documentazione relativa alla nuova ID. Era 5X, primo modello completamente elettrico della gamma ID. Era di Saic Volkswagen, costruito sulla piattaforma CMP (China Main Platform). La 5X monta l'architettura elettronica CEA (China Electronic Architecture), sviluppata congiuntamente da Volkswagen e Xpeng, che aveva già debuttato a fine luglio sulla ID. Aura T6 di FAW Volkswagen. Linee pulite e moderne La Volkswagen ID. Era 5X è una SUV media a cinque posti, lunga 4.560 mm, larga 1.896, alta 1.630 e con un passo di 2.815 mm. Lo stile rimane quello di questa famiglia di modelli, già visto sulla ID. Era 8X con range extender e la ID. Era 9X: sottili fasce luminose anteriori e posteriori che collegano i gruppi ottici, paraurti con griglie attive e fiancate pulite, con protezioni in plastica per i passaruota e maniglie a incasso (quelle elettriche a scomparsa sono vietate). Guida (quasi) da sola Il motore elettrico, fornito da United Automotive Electronic Systems, ha una potenza di 155 kW (211 CV) ed è abbinato a una batteria al litio-ferro-fosfato della CATL, la cui capacità non è ancora stata comunicata. Ricca la dotazione di Adas, che prevede - su richiesta - un sensore LiDAR montato alla sommità del parabrezza, per la guida assistita evoluta in autostrada e nelle zone urbane.
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Linee pulite e un V12 aspirato: a Monterey arriva una nuova Gordon Murray
Gordon Murray ne ha fatta un'altra delle sue. Il 14 agosto al The Quail l'appuntamento più importante della Monterey Car Week per gli amanti di hypercar, restomod e supersportive, il poliedrico progettista svelerà con il suo marchio GMA una nuova sportiva, che promette di elevare ulteriormente il concetto di purezza meccanica.Le prime anticipazioni delineano una silhouette che richiama la S1 LM recentemente entrata nella storia delle aste con un prezzo di vendita record di 20,6 milioni di dollari, quasi 18 milioni di euro ma con un'identità stilistica propria. Il nuovo modello, di cui per ora è stato diramato solo un teaser, sembra distinguersi per un frontale inedito e gruppi ottici più tradizionali, inseriti in un corpo vettura che rifugge appendici aerodinamiche vistose: una linea pulita, scandita da prese Naca nelle portiere e un air-scoop sul tetto.Sebbene i dettagli tecnici restino riservati, il paragone con la S1 LM è inevitabile: nel cofano posteriore potrebbe trovare spazio un'evoluzione del V12 aspirato di 4.3 litri, che sulla LM è in grado di erogare 710 CV. A esso dovrebbe abbinarsi un cambio manuale a sei rapporti, mentre il peso della vettura potrebbe rimanere al di sotto della tonnellata.. A Monterey, questa nuova special sarà affiancata dalla Le Mans GTR, ora in veste di prototipo di sviluppo pienamente operativo, e da diverse T.50 dei clienti.
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Microcar, tutte le novità in arrivo entro la fine 2026: prezzi e modelli
Aixam Mega eScouty Evo L'e-Scouty Evo è un quadriciclo leggero 100% elettrico con linee da crossover. Espande l'offerta del brand Mega, offrendo un motore da 6 kW con batteria da 5,1 kWh (75 km dichiarati di autonomia urbana a 45 km/h). Di serie, tablet touch da 6,2", Bluetooth, porte Usb, finiture interne carbon look e cerchi di lega da 15". Quanto costa: da 13.999 euroQuando arriva: già disponibile Aixam City GTO Disponibile con motori diesel (con bicilindrico da 479 cm3) o elettrica (con batteria da 7,44 kWh e 113 km di autonomia dichiarata), la City GTO punta forte su stile (con cerchi diamantati da 16") e sulla tecnologia di bordo. La plancia, infatti, ospita un display touch da 10 pollici compatibile con Apple CarPlay e Android Auto in modalità wireless. Di serie anche sei altoparlanti. Quanto costa: da 17.999 euroQuando arriva: già disponibile Aixam Coupé La meccanica è la stessa della City GTO, ma è lo stile a fare la differenza. Il taglio della coda si ispira a quello delle SUV-coupé, per dare a questa microcar un aspetto più dinamico. A disposizione un infotainment con Apple CarPlay e Android Auto wireless, retrocamera e impianto audio a sei speaker. Quanto costa: da 18.999 euroQuando arriva: già disponibile Desner T30 La T30 è lunga 292 cm e, come le altre che trovate qui, può essere guidata già a 14 anni. Il motore elettrico è al posteriore, ed è abbinato a una batteria da 8 kWh, per un'autonomia (nel ciclo d'omologazione cinese) di 150 km. La velocità massima è di 45 km/h. Tanti gli optional disponibili, dai sedili lavabili in ecopelle all'airbag del guidatore, passando per infotainment e cerchi di lega da 13".Quanto costa: in promozione lancio da 13.300 euroQuando arriva: settembre Linktour Alumi Dopo essere stata annunciata negli scorsi mesi, arriva nelle concessionarie italiane la Linktour Alumi, un quadriciclo elettrico cinese con una monoscocca di alluminio che viene ricavata riciclando ben 7 mila lattine. Lunga 2,68 metri, è una due posti con 320 litri di bagagliaio ed è disponibile in due varianti: la prima è la L6e, guidabile da 14 anni con una batteria da 7,2 kWh per 120 km di range dichiarato e una velocità massima di 45 km/h; la seconda è la L7e, guidabile da 16 anni, con accumulatori da 13 kWh (180 km, 90 km/h). Quanto costa: da meno di 10 mila euroQuando arriva: settembre Per la mobilità urbana sono in arrivo tante nuove proposte, sia dai costruttori di automobili vere e proprie sia dai marchi specializzati in microcar. Tutti i modelli che vedete qui sotto, previsti entro la fine del 2026, sono omologati L6e: la velocità massima è limitata a 45 km/h e possono essere guidati dai 14 anni in poi, con patente AM. Fiat Topolino Sport Non è più veloce o potente della Topolino normale, ma vuole distinguersi con un look più grintoso. La Fiat Topolino Sport Special Edition introduce un'estetica specifica: gli esterni offrono quattro colorazioni con strisce a contrasto, badge dedicati sui passaruota, copricerchi e cornici dei fari in nero opaco. Nell'abitacolo si trovano la strumentazione digitale, sedili neri e il vano Dolcevita Box rivestito di vinile effetto carbonio. La dotazione integra inoltre gli altoparlanti Bluetooth Monsterlino. Ha un motore elettrico da anteriore da 8,2 CV e una batteria da 5,4 kWh per 75 km di autonomia dichiarata.Quanto costa: in promozione da 10.550 euroQuando arriva: già disponibile Fiat Topolino Vilebrequin Collector's Edition La serie limitata della microcar torinese nasce dalla rinnovata collaborazione con il brand francese di beachwear, e sarà prodotta in 200 esemplari. Questa versione speciale punta su una livrea bicolore bianco-blu, portapacchi posteriore cromato e un tetto apribile di tela beige. L'abitacolo, di ispirazione nautica, ospita sedili di ecopelle bianca. Invariato il powertrain: motore elettrico da anteriore da 8,2 CV e una batteria da 5,4 kWh da ricaricare con la presa Shuko.Quanto costa: da 13.490 euroQuando arriva: già disponibile Citroën Ami Per la sorella francese della Fiat Topolino (e della Opel Rocks Electric, meno diffusa in Italia) sono previsti entro la fine dell'anno diversi aggiornamenti che coinvolgono estetica e allestimenti. Accanto alle versioni attuali, che si caratterizzano per alcuni dettagli colorati, potrebbero arrivare - come sulla Topolino - carrozzerie di diverso colore. Invariata invece la meccanica, con il motore anteriore da 8,2 CV, la batteria da 5,4 kWh (per 75 km di autonomia dichiarata) e una velocità massima limitata, per legge, a 45 km/h. Quanto costa: da 8.490 euroQuando arriva: fine 2026 Aixam Easy Da oltre quarant'anni la Aixam produce quadricicli leggeri, e ha appena ampliato la sua gamma con la Easy, un modello lungo 2,80 metri guidabile con patente AM. Declinato negli allestimenti Access e Chic, integra fari LED, sedili monoscocca e cerchi fino a 14". I motori includono un diesel e un elettrico da 45 km/h di velocità massima. Le batterie da 5 o 7,5 kWh promettono un'autonomia fino a 113 km. Quanto costa: da 10.499 euroQuando arriva: già disponibile
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Marsien GT, la Porsche 911 Turbo S 992 da oltre 830 CV e 770.000 euro
Al Pebble Beach Concours d'Elegance, che si tiene nel corso della Monterey Car Week di questi giorni, Marc Philipp Gemballa ha presentato la Marsien GT, evoluzione stradale del programma Marsien. La produzione di questo modello è limitata a 30 esemplari, con un prezzo di partenza fissato in 770.000 euro (al netto di tasse, dazi e trasporto), e che non comprende la donor car. La produzione partirà nel 2027, con le prime consegne previste per la fine dell'anno. Si parte dalla 911 Turbo S 992 Ogni esemplare della Marsien GT nasce da una Porsche 911 Turbo S 992, a cui vengono sostituiti oltre 1.500 diversi componenti, progettati e realizzati appositamente per questo modello, con un risparmio di peso di 75 kg. La carrozzeria è interamente in fibra di carbonio, così come il fondo piatto, mentre l'aerodinamica sfrutta un sistema pneumatico che gestisce le feritoie sui parafanghi anteriori e un'ala posteriore che funge anche da freno aerodinamico. La presa d'aria sul tetto serve ad alimentare direttamente gli intercooler. L'altezza da terra è di 100 mm, ma è disponibile un sollevatore anteriore per guadagnare altri 60 mm. Arriverà anche la versione da 900 CV Il motore è il sei cilindri boxer biturbo rielaborato da RUF, capace di erogare oltre 830 CV e 930 Nm grazie alla presenza di turbine VTG maggiorate, nuove mappatura per centralina e trasmissione. L'atelier tedesco sta lavorando a una nuova versione da oltre 900 CV. La spec attuale permette alla Marsien GT di scattare da ferma a 100 km/h in 2,4 secondi, e di toccare i 330 km/h di velocità massima. Lo scarico in titanio è firmato Akrapovic, mentre le sospensioni KW adottano uno schema a doppio quadrilatero all'anteriore con ammortizzatori DDC V5 a controllo elettronico. Lussuosi interni in Alcantara In abitacolo, la console centrale rialzata ospita la targhetta numerata progressiva e la leva del cambio in alluminio ispirata alla Carrera GT: si può avere con pomello in fibra di carbonio, mogano, pelle o Alcantara. Il primo esemplare, esposto a Pebble Beach, è rifinito in Anniversary Liquid Champagne Gold, una tinta metallizzata a quattro strati creata appositamente per questo modello, con interni in Alcantara grigio scuro, sedili a guscio in carbonio e dettagli champagne su cuciture, cinture e quadranti.
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Chevrolet abbandona la Cina dopo 20 anni: vendite crollate del 99%
Arriva l'ennesima conferma delle difficoltà dei costruttori occidentali in Cina. La General Motors ha confermato le indiscrezioni di stampa degli ultimi mesi su una nuova strategia commerciale per il mercato cinese, che prevede l'addio alle attività di vendita del marchio Chevrolet. A pesare sulle fortune della Chevy sono stati fattori ormai noti come l'intensificazione della concorrenza dei marchi locali, ma anche decisioni interne, tra cui una controversa adozione di motori a tre cilindri e il mancato adeguamendo della gamma alla forte ascesa dei cosiddetti veicoli a nuova energia (Nev), ossia elettriche, ibride plug-in e altre motorizzazioni alternative. Una lenta agonia Il brand americano, presente in Cina dal 2005, è stato uno dei marchi occidentali di maggior successo tra i cinesi, con vendite annuali superiori a 700 mila unità. Tuttavia, gli ultimi tempi sono stati una lenta e continua agonia, con volumi mensili di poco superiori ai mille esemplari.Il picco delle vendite è stato raggiunto nel 2014 con circa 767 mila unità, grazie alla popolarità di modelli come la Cruze. Tuttavia, dal 2018 in poi, la Chevy non ha fatto altro che perdere terreno a rotta di collo: l'anno scorso ha venduto meno di 9 mila veicoli. Una nuova strategia L'addio della Chevrolet alla Cina rientra in una ben più ampia revisione delle strategie produttive e commerciali della General Motors in Cina. L'azienda di Detroit, che ha garantito i servizi post-vendita per gli oltre 7,5 milioni di veicoli Chevrolet ancora in circolazione sulle strade cinesi, continuerà a produrre in Cina modelli Chevy, ma li destinerà esclusivamente all'export verso i mercati internazionali (Stati Uniti esclusi). GM China ha spiegato che "la gamma di prodotti Chevrolet è ora più adatta a soddisfare le esigenze dei mercati di esportazione". Il presidente John Roth ha citato il Medio Oriente, l'Africa, il Sud America, il Messico e la regione Asia-Pacifico.La revisione strategica è legata anche al rinnovo fino al 2047 degli accordi alla base della joint venture tra GM e Saic. La partnership prevede il lancio di almeno 30 modelli Nev entro il 2030, ma per lo più per i marchi Cadillac e Buick.
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Fang Cheng Bao Ti 9, la nuova maxi SUV cinese da 6 posti e 310 km in elettrico
Il brand Fang Cheng Bao del gruppo BYD, che nei mesi scorsi ha presentato la gamma di modelli sportivi Formula, ha svelato la sua nuova ammiraglia a ruote alte, chiamata Ti 9, destinata per il momento al solo mercato cinese. Il suo arrivo, scrive la casa, è "imminente", senza però comunicare tempistiche precise o prezzi. Non teme gli sterrati La Fang Cheng Bao Ti 9 è lunga 5.270 mm, larga 1.999, alta 1.850 (o 1.880 mm in base all'allestimento) e ha un passo di 3.130 mm, per ospitare sei passeggeri con una configurazione 2+2+2. Questa grande SUV dispone di angoli di attacco e di uscita rispettivamente di 19 e 22 gradi. Con il gancio di traino elettrico a scomparsa (disponibile su richiesta), la Ti 9 può contare su una capacità di traino di 2 tonnellate. Imponente, ma non troppo Le linee sono squadrate e muscolose, con i gruppi ottici anteriori collegati tra loro da una fascia luminosa a LED a tutta larghezza che circonda il logo. Tante le protezioni per la carrozzeria, da quelle per la scocca ai passaruota in color nero lucido. Nel paraurti anteriore ci sono le prese d'aria attive per raffreddare il motore. I cerchi sono da 21 o 22", in base all'allestimento. Il portellone è diviso in due parti con ribaltina. Plug-in da 310 km di autonomia La Ti 9 ospita nel cofano un sistema ibrido plug-in composto da un 1.5 turbobenzina da 110 kW (150 CV) abbinato a due motori elettrici, uno per asse (la trazione è integrale), ciascuno dotato di una potenza di picco di 200 kW (272 CV). La batteria è una LFP da 66,5 kWh, che consente alla SUV un'autonomia a zero emissioni di 310 km. Maxischermo a bordo All'interno, la plancia è dominata da un enorme display che parte dal centro e arriva fin quasi alla portiera del passeggero, mentre per il conducente è disponibile un piccolo quadro strumenti dietro il volante e un head-up display. Di serie, per il mercato cinese, il sistema di guida assistita DiPilot 300 (God's Eye B) che sfrutta il LiDAR montato sul tetto, con funzioni di navigazione assistita in ambito urbano e autostradale.
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Aston Martin, tre DB12 S speciali per i 75 anni di Pebble Beach
Alla Monterey Car Week 2026 partecipa anche Aston Martin, che porta sui prati californiani tre DB12 S Coupé speciali, realizzate dalla divisione Q by Aston Martin, per rendere omaggio al 75esimo anniversario del Pebble Beach Concours d'Elegance. Le vetture si ispirano alle DB2 da corsa schierate nel 1951, riconoscibili per le targhe inglesi con la sigla "VMF" e le calandre di diverso colore. Tanti richiami alle DB2 storiche Le tre DB12 S riprendono la denominazione delle DB2 originali: VMF 63 con dettagli in Rosso Red, VMF 64 in Speed Yellow e VMF 65 in Ellwood Blue. Per tutte, carrozzeria Carbon Black con lamelle della calandra e strake lateriali verniciati, logo "75" sui parafanghi, lo spoiler posteriore in carbonio con una grafica che riprende la sagoma della DB2. All'interno troviamo cuciture a contrasto coordinate nei colori del modello (ripresi anche dal selettore start/stop e dalle palette al volante), con il ricamo della DB2 sugli schienali anteriori, le coccarde "75" su quelli posteriori e i battitacco specifici. Le altre Aston esposte Alla Monterey Car Week debutta inoltre la Vanquish 25 Special Edition, serie in tiratura limitata curata dal reparto Q by Aston Martin per i 25 anni del debutto della V12 Vanquish originale del 2001. All'interno della House of Aston Martin, allestita accanto al Poppy Hills Golf Course, saranno esposte la Valhalla e le varianti S della gamma della Casa di Gaydon: la DB12 S, la Vantage S e la DBX S.
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Eccentrica V12 Roadster: senza tetto è ancora più emozionante
In un mercato delle supercar oggi saturo di performance imbrigliate dall'elettronica, la Eccentrica punta tutto sull'esperienza di guida analogica, senza filtri. E dopo la V12 derivata dalla Lamborghini Diablo, alla Monterey Car Week è arrivato il momento di alzare l'asticella delle emozioni al volante, togliendo il tetto al mito di Sant'Agata per rendere ancora più coinvolgente l'esperienza di guida. La Eccentrica V12 Roadster evolve i concetti della sorella, portando questo raffinatissimo restomod al livello superiore: sarà realizzata in soli 19 esemplari, tutti personalizzati secondo le specifiche richieste dei clienti. Dodici cilindri e tanto carbonio Sotto la carrozzeria di fibra di carbonio interamente ridisegnata per affilare le superfici e migliorare l'efficienza aerodinamica c'è un telaio che ha poco a che fare con gli standard produttivi degli anni Novanta. Lo space frame originale di tubi d'acciaio è stato irrigidito con rinforzi strutturali di carbonio, un intervento indispensabile per garantire la necessaria rigidezza torsionale a una vettura da oltre 330 km/h che ha rinunciato alla protezione del tetto. Questo lavoro di ingegneria progettato e realizzato dall'italiana Podium Advanced Engineering in collaborazione con il marchio sanmarinese Eccentrica ha portato allo sviluppo di oltre 3.500 componenti dedicate, inclusi i montanti e i bracci delle sospensioni a doppio quadrilatero, ora ricavati dal pieno per assicurare una maggiore robustezza. Il cuore resta il V12 aspirato di 5.7 litri (5.707 cm3), un propulsore con bancate inclinate di 60 che mantiene la sequenza di accensione originaria (1-7-4-10-2-8-6-12-3-9-5-11), garanzia di un timbro metallico inconfondibile, che senza il tetto si può apprezzare ancora di più. Grazie a una nuova calibrazione della centralina, all'ottimizzazione dei flussi d'aria e a una gestione termica rivista, questo dodici cilindri arriva a erogare 550 CV a 7.000 giri/min e una coppia massima di 600 Nm a 6.500 giri/min. Con una massa a vuoto di 1.540 kg, il rapporto peso/potenza di questa roadster è di 2,91 kg/CV: per lo 0-100 km/h bastano 3,8 secondi e la velocità massima è di 335 km/h. Puro piacere di guida analogico Ma i numeri, per quanto rilevanti, non riescono a spiegare fino in fondo la dinamica di questo veicolo, che secondo i suoi costruttori è in grado di toccare accelerazioni laterali fino a 1.2 g. Gran parte del merito va alla nuova geometria delle sospensioni con ammortizzatori semi-attivi e allo sterzo a cremagliera che conserva la servoassistenza idraulica per non filtrare le informazioni trasmesse dalle Pirelli Trofeo R (255/30 R19 davanti e 325/30 R19 dietro). Come sulla sorella che l'ha preceduta, il cambio è un manuale a sei rapporti con marce ravvicinate e la classica griglia metallica a vista, con un pulsante per innestare la retromarcia (le Diablo avevano un cambio a cinque marce e ora, nel selettore ad H, al posto della retro c'è la sesta). Presentata durante la Monterey Car Week, la Eccentrica V12 Roadster rivela uno studio aerodinamico approfondito: nonostante l'assenza del tetto, il lavoro tramite Cfd ha permesso di ottenere un Cx di 0,31, ottimizzando i flussi dallo splitter anteriore all'estrattore posteriore per ridurre le turbolenze nell'abitacolo. Internamente, la Roadster rifiuta la logica dei display per concentrarsi sulla tattilità di materiali come pelle Connolly, Alcantara e alluminio anodizzato.
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Monterey Car Week 2026, tutti gli appuntamenti da non perdere
Proseguendo un trend che si ripete da anni, a Monterey è già iniziata con qualche giorno di anticipo la girandola di appuntamenti che ogni ferragosto porta migliaia di appassionanti e collezionisti nella penisola resa celebre dal Concorso di Eleganza di Pebble Beach e dal circuito di Laguna Seca. Il fermento tra Monterey, Pebble Beach e Carmel-by-the-Sea è già salito oltre i livelli di guardia durante lo scorso weekend, ma è nella seconda parte di questa settimana che si entrerà nel vivo con i grandi appuntamenti in cartellone. Tra concorsi d'eleganza, aste milionarie, novità per pochi e - per fortuna - anche qualche parentesi più goliardica. La ricerca del lusso a Motorlux e The Quail La settimana si apre nel segno dell'esclusività con Motorlux, che quest'anno metterà in mostra sei collezioni tematiche curate dai padroni di casa di Hagerty, da un omaggio a Bugatti ai V12 italiani, fino ai classici giapponesi, tra jet privati e anticipazioni dei lotti che finiranno sotto il martello del banditore di Broad Arrow Auctions nei giorni successivi. Ma è venerdì, sul prato del Quail Lodge, che l'esclusività raggiungerà la vetta più alta: le vetture d'epoca in mostra al concorso di eleganza di The Quail saranno circondate da tante auto da sogno al debutto, il vero motivo per cui addetti ai lavori e appassionati da ogni dove tengono d'occhio questo prato. Attese nuove creazioni dagli atelier più esclusivi, anche nostrani, (Touring Superleggera ed Eccentrica su tutti); quest'anno dovrebbe esserci anche la prima uscita americana della Brabus Bodo e l'ennesima risurrezione del marchio Spyker con la C8 Preliator, oltre a un paio di anteprime mondiali a marchio Porsche. Sembra già tanto, ma non è che la punta dell'iceberg. Il rigore di Laguna Seca e l'irriverenza dei Limoni A Laguna Seca la Car Week ha il suo sfogo pistaiolo, su un tracciato che ha consacrato tante storie di motorsport: per la prima volta nel 2026 un tributo interamente dedicato al motorsport giapponese poterà fianco a fianco la Mazda 787B e la Toyota TS050 Hybrid, le uniche vetture nipponiche ad aver conquistato, davanti a tutti gli altri, la bandiera a scacchi a Le Mans. Ma non di soli record sportivi e vetture da sogno vive l'appassionato, ed è così che il sabato mattina di Seaside, poco più in là, vedrà ripetersi il contraltare ironico delle rarità di Monterey: il Concours d'Lemons, dove premio va alla "peggiore" auto in mostra. Perché di esagerato, qualche volta, ci può essere anche la bruttezza. Il sabato italiano Il sabato della Car Week è anche la festa del tricolore. Concorso Italiano festeggia i 41 anni giocando con gli anniversari di casa Ducati e Vespa, tra le moto, oltre ai primi sessant'anni dell'Alfa Romeo Duetto. Lo spettacolo sarà, come sempre, una celebrazione a tutto tondo dell'Italia dei motori. Al calar della sera avrà luogo una singolare staffetta tra l'evento e il Monterey Motorsports Festival, nel 2026 uniti in una inattesa collaborazione che porta la firma di Raffaello Porro. A dimostrare, ancora una volta, che l'Italia dei motori alla Car Week è tutt'altro che timida. Tantomeno al Monterey Motorsport Festival, dove la cornice più pop occhieggia a un pubblico giovane e meno compassato rispetto agli appuntamenti più istituzionali. Domenica a Pebble Beach Italia in bella mostra anche al Concorso di Eleganza di Pebble Beach, con un tributo alle vittorie di Maranello a Le Mans e alle vetture della NART di Luigi Chinetti, mentre il carrozziere celebrato nel 2026 sarà Vignale. Anche la Casa del Toro sarà protagonista: sul terzo fairway del Pebble Beach Golf Links saranno esposte 40 Lamborghini Miura riunite per il 60 anniversario del modello, che faranno compagnia alle due novità su base Revuelto che saranno svelate al The Quail un paio di giorni prima.Monterey è sempre un piatto molto ricco, e il 2026 non fa eccezione. Quattroruote seguirà da vicino tutti gli appuntamenti principali della settimana, con aggiornamenti e approfondimenti sul sito e sui canali social.
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Nuovo codice della Strada e multe per eccesso di velocità: ecco cosa cambia nella realtà, facciamo chiarezza
Una delle modifiche più significative contenute nel testo-base del Nuovo Codice della strada su cui il ministero delle Infrastrutture ha aperto una pubblica consultazione con le associazioni di settore che si concluderà il 13 settembre è la completa revisione delle sanzioni per chi viola i limiti di velocità. Il nuovo testo mette finalmente ordine in un articolo, il 142 del Codice attuale, che negli ultimi trent'anni è stato più volte modificato, spesso in maniera disordinata e incoerente. Arriva la multa progressiva Per quanto riguarda le multe, di fatto si passa da uno schema basato su quattro fasce a un sistema basato su una progressività lineare, in cui la sanzione principale aumenta, correttamente, in base ai km/h in più rispetto al limite.Un concetto, quello della progressività lineare, che per sua stessa natura determinerà inevitabilmente alcune situazioni vantaggiose e altre svantaggiose rispetto a quanto accade adesso. Alleggerite le sanzioni accessorie Lo schema per fasce, opportunamente rivisto, viene invece mantenuto sulle sanzioni accessorie. Ossia sui punti e sulla sospensione della patente, che si chiamerà divieto di guida. In questo ambito, però, la proposta di modifica è piuttosto generosa rispetto al severo schema attuale, soprattutto sul divieto di guida, drasticamente abbattuto nella maggior parte delle situazioni anche nell'attuale ipotesi di sospensione minima. Va detto, di contro, che con la riforma la sospensione scatterebbe, in autostrada, già oltre i 20 km/h in più. Ciò premesso, vediamo nel dettaglio come potrebbe cambiare la norma e cosa succederebbe rispetto a ora, in alcune situazioni reali. La norma attuale Iniziamo dalla norma attuale. Limitandosi al caso generale ossia senza considerare la maggiorazione di un terzo prevista quando la violazione avviene nelle ore notturne (tra le 22 e le 7), il raddoppio quando il conducente è alla guida di veicoli particolari (autocarri oltre 3,5 tonnellate, camion, autobus eccetera) o la reiterazione della violazione in un biennio, che nei casi più gravi prevede un aumento sensibile della sospensione della patente l'attuale schema, sostanzialmente indipendente dal tipo di strada, prevede quattro fasce: Fino a 10 km/h in più rispetto al limite multa di 42 euroOltre 10 km/h ma non oltre 40 km/h in più Multa di 173 euro- 3 puntiOltre 40 km/h ma non oltre 60 km/h in più Multa di 543 euro- 6 puntisospensione della patente da 1 a 3 mesiOltre 60 km/h in piùMulta di 845 euro- 10 puntiSospensione della patente da 6 a 12 mesi La proposta di modifica Nel testo-base del Nuovo Codice della strada cambia tutto. Come detto, si introducono i criteri della progressività e della proporzionalità lineare (ma solo sulla multa), con diversificazione delle sanzioni anche in base alla tipologia di strada e in base al tipo di veicolo utilizzato.Per semplicità, consideriamo solo il caso generale e le due situazioni più frequenti: autovettura guidata da un normale conducente in orario diurno su strada urbana con limite di 50 km/h e in autostrada con limite fino a 130 km/h. Strada urbana con limite fino a 50 Km/h Fino a 20 km/h in più 5 euro per ogni km/h oltre il limiteOltre 20 km/h in più fino a 40 km/h in più 10 euro per ogni km/h oltre il limite- 2 puntiOltre 40 km/h in più fino a 60 km/h in più 10 euro per ogni km/h oltre il limite- 4 puntiDivieto di guida per 15 giorniOltre 60 km/h in più - 6 punti10 euro per ogni km/h oltre il limiteDivieto di guida per 30 giorniIn pratica, ecco cosa potrebbe accadere, rispetto a ora, in alcune situazioni in cui la velocità accertata, ossia detratto il 5% con un minimo di 5 km/h rispetto a quella rilevata dallo strumento, sia superiore al limite di 50 km/h.Velocità accertataSanzioni attualiSanzioni future55 km/h (+5 km/h) 42 2565 km/h (+15 km/h) 173, 3 punti 7575 km/h (+25 km/h) 173, 3 punti 250, 2 punti85 km/h (+35 km/h) 173, 3 punti 350, 2 punti95 km/h (+45 km/h) 543, 6 punti,1-3 mesi* 450, 4 punti, 15 giorni**105 km/h (+55 km/h) 543, 6 punti,1-3 mesi* 550, 4 punti, 15 giorni**115 km/h (+65 km/h) 845, 10 punti,6-12 mesi* 650, 6 punti, 30 giorni***Sospensione stabilita dal prefetto** Divieto di guida automatico a carico del trasgressore Autostrada con limite fino a 130 km/hFino a 20 km/h in più 10 euro per ogni km/h oltre il limiteOltre 20 km/h in più fino a 40 km/h in più 10 euro per ogni km/h oltre il limite- 4 puntiDivieto di guida per 15 giorniOltre 40 km/h in più fino a 60 km/h in più 10 euro per ogni km/h oltre il limite- 6 puntiDivieto di guida per 30 giorniOltre 60 km/h in più - 8 punti10 euro per ogni km/h oltre il limiteDivieto di guida per 90 giorniEcco cosa potrebbe accadere in alcune situazioni in cui la velocità accertata, ossia detratto il 5% con un minimo di 5 km/h rispetto a quella rilevata dallo strumento, sia superiore a quella indicata dalla segnaletica.Velocità accertataSanzioni attualiSanzioni future135 km/h (+5 km/h) 42 50145 km/h (+15 km/h) 173, 3 punti 150155 km/h (+25 km/h) 173, 3 punti 250, 4 punti, 15 giorni**165 km/h (+35 km/h) 173, 3 punti 350, 4 punti, 15 giorni**175 km/h (+45 km/h) 543, 6 punti,1-3 mesi* 450, 6 punti, 30 giorni**185 km/h (+55 km/h)543 euro, 6 punti,1-3 mesi* 550, 6 punti, 30 giorni**195 km/h (+65 km/h)845 euro, 10 punti,6-12 mesi* 650, 8 punti, 90 giorni***Sospensione stabilita dal prefetto** Divieto di guida automatico a carico del trasgressore
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JAS Tensei, primo sguardo allo stile e agli interni della supercar ispirata alla Honda NSX
Jas Motorsport e Pininfarina hanno svelato il design definitivo della Tensei, la supercar dell'azienda di Arluno ispirata alla prima serie della Honda NSX. L'esemplare 001 sarà il suo debutto al Salone di Parigi, in programma dal 12 al 18 ottobre all'Expo di Versailles: sarà esposto nell'Ultimate Supercar Garage accanto alla Prelude HRC Concept. Si parte dalla NSX originale Della donor car su cui viene costruita la Tensei rimangono solo il telaio in alluminio, il parabrezza e i finestrini laterali: tutto il resto è realizzato ex novo, a partire dalla carrozzeria in fibra di carbonio, disegnata da Pininfarina. Rispetto all'originale la Tensei guadagna 2 cm in lunghezza (arriva a 4,42 metri), 19 in larghezza (2 metri) e 6 nel passo (2,59 metri). Ridisegnati il lunotto e l'alettone posteriore, così da aumentare il carico al retrotreno. I cerchi da 15" lasciano il posto a ruote monodado da 19" all'anteriore (245/35) e 20" al posteriore (285/30), con l'obiettivo di rimanere sotto i 1.200 kg in ordine di marcia. Abitacolo by Pininfarina Svelato per la prima volta l'abitacolo, anch'esso disegnato da Pininfarina, con uno stile molto tradizionale e tanti dettagli in rosso: sotto la grande palpebra dietro il volante c'è la strumentazione digitale (con una grafica che richiama i quadranti analogici della NSX originale), mentre il resto dei comandi è accesibile dalla console centrale, che separa il pilota dal passeggero. Le uniche concessioni alla modernità sono l'infotainment con supporto per Apple CarPlay e Android Auto e la piastra di ricarica wireless. Nel cofano c'è un V6 da 425 CV Il V6 aspirato da 3.5 litri ha pistoni forgiati, albero motore ricavato dal pieno e sei corpi farfallati, per una potenza massima di 425 CV (limitatore a 8.500 giri/min) e 350 Nm di coppia. Il cambio è un manuale a sei rapporti (uno in più dell'originale, che ne aveva cinque) con volano alleggerito e differenziale autobloccante. Le sospensioni adottano ammortizzatori KW a regolazione elettronica con sollevatore dell'asse anteriore e braccetti specifici. L'impianto frenante - con ABS - è firmato Brembo, e abbina pinze a sei pistoncini e dischi da 380x28 mm all'anteriore, quattro pistoncini e 345x28 mm al posteriore. Ci vuole un anno per averla La produzione della Jas Tensei è fissata in 35 esemplari, al costo di 880.000 euro ciascuno, a cui va aggiunto il costo della donor car (che può essere reperita anche dalla stessa Jas) e di eventuali optional. Ogni cliente potrà sbizzarrirsi con le centinaia di combinazioni di personalizzazione possibili, sia per quanto riguarda i materiali che le colorazioni: il processo richiede fino a 12 mesi, durante i quali è possibile seguire lo stato d'avanzamento dei lavori della propria vettura direttamente in fabbrica.
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Torna la Dodge Charger Super Bee: 600 CV e 11,8 secondi sul quarto di miglio
Torna all'interno della gamma Dodge la storica denominazione Super Bee, riservata alla Charger Super Bee Launch Edition da 600 CV, presentata in occasione del sessantesimo anniversario della muscle car americana. Questo modello sarà prodotto in serie limitata nello stabilimento di Windsor: il prezzo non è ancora stato comunicato, ma sappiamo che debutterà sul mercato americano a metà del prossimo anno. Copre il quarto di miglio in meno di 12 s Il motore è la versione High Output del sei cilindri in linea 3.0 biturbo Sixpack, con la potenza portata a 600 CV e 720 Nm di coppia, ottenuti soprattutto grazie ai turbocompressori Garrett maggiorati da 56 mm e a un sistema di raffreddamento potenziato. La Dodge Charger Super Bee scatta da ferma a 60 miglia orarie (circa 97 km/h) in 3,6 secondi, e copre il quarto di miglio in 11,8 secondi: fa meglio di quasi un secondo rispetto alla precedente Super Bee del 2023, che montava il V8 Hemi da 485 CV. La trazione è integrale di serie, ma un pulsante dedicato sul volante consente di passare al 100% posteriore in qualsiasi momento Per la prima volta i freni Brembo I turbo maggiorati permettono di ottenere oltre 30 psi di sovralimentazione, con il picco di coppia disponibile già a 3.000 giri/min, e mantenuto fino a 5.900. Agli angoli del paraurti anteriore sono stati inseriti dei radiatori ausiliari per il raffreddamento, mentre la nuova aerodinamica del frontale genera oltre 45 kg di carico aerodinamico aggiuntivo a 240 km/h. L'impianto frenante prevede, per la prima volta su una Charger Sixpack, dischi Brembo autoventilanti da 16" con pinze fisse a sei pistoncini all'anteriore e quattro al posteriore. Sulle ruote da 20" sono montati pneumatici Goodyear Eagle F1 Supercar 3 305/35ZR20. Registra la telemetria Dal punto di vista tecnico le sospensioni introducono ammortizzatori adattivi CDC a doppia valvola, con boccole anteriori irrigidite del 25% e 50%, molle più rigide del 12% all'anteriore e del 6% al posteriore, e la barra antirollio posteriore più rigida del 20%. Di serie il Drive Experience Recorder di Cosworth, un sistema integrato che elabora in tempo reale la telemetria dell'auto e la sincronizza con video Full HD e audio registrato in abitacolo. Colori "pungenti" La Dodge Charger Super Bee Launch Edition è disponibile in tre colorazioni: Sucker Punch giallo-verde, Shady grigio e Diamond Black, tutte arricchite da grafiche specifiche, cerchi in color nero lucido, pinze freno in Hyper Lime e il logo Super Bee che richiama un'ape e un turbocompressore. All'interno troviamo sedili sportivi con poggiatesta integrato (e il logo ricamato), cuciture a contrasto gialle per sedute, volante, plancia e pannelli porta.
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Leapmotor prepara l'assalto al segmento B: due nuovi modelli elettrici entro il 2026
Presente in Italia ormai da qualche anno, Leapmotor si prepara a chiudere il 2026 con due importanti novità di segmento B, già annunciate nei mesi scorsi, ma che arriveranno finalmente nelle concessionarie italiane. Stiamo parlando della hatchback elettrica B03, prevista entro la fine dell'anno, affiancata dalla versione a ruote alte B03X, le cui consegne inizieranno già dalla fine dell'estate. Andiamo a scoprirle più da vicino. Leapmotor B03X In Cina si chiama A10, ed è uno dei modelli più importanti di Leapmotor per il mercato italiano, dove arriverà a settembre. Lunga 4.270 mm, larga 1.810, alta 1.635, la B03X ha un passo di 2.605 mm e un bagagliaio da 510 litri (più 105 litri nel GigaBox sotto il pianale), che diventano 1.545 abbattendo gli schienali. Ben proporzionata nella linea, ha gruppi ottici affusolati con tre elementi a LED e i montanti posteriori in colore nero. In città fa più di 500 km Minimalisti gli interni, con il quadro strumenti da 8,9" e l'infotainment da 14,6" a centro plancia con il sistema operativo Leap OS 4.0. Come per gli altri modelli della Casa cinese, anche sulla B03X scarseggiano i comandi fisici, mentre nel tunnel centrale si trova la piastra di ricarica wireless per smartphone. Costruita sulla piattaforma Leap 3.5 della B10, è disponibile con un motore da 145 kW (197 CV) e 200 Nm, abbinato a batterie LFP da 39,8 kWh (292 km, 416 in città) o 53 kWh (382 km, 554 in città), con ricarica DC rispettivamente fino a 100 o 133 kW. Con le offerte si parte da meno di 20.000 euro Il listino parte da 24.900 euro, che con le promozioni di lancio scende fino a 19.900. Di serie fin dall'allestimento base Life i fari full LED, i mancorrenti sul tetto, il climatizzatore automatico, la connettività wireless per dispositivi iOS e Android, e la guida assistita di livello 2. La versione Design, con batteria più grande, aggiunge sedili in ecopelle elettrici e riscaldabili, telecamera a 360, sensori di parcheggio anteriori e cerchi da 18". Quanto costerà: già ordinabile, da 24.900 euroQuando arriva: settembre 2026 Leapmotor B03 Con la B03 (venduta in Cina con il nome di A05), Leapmotor lancia la sfida alle elettriche europee di segmento B come Renault 5, Fiat 500e, Volkswagen ID. Polo e Cupra Raval. Rivolta ai consumatori più giovani, ha uno stile "simpatico", ripreso dal modello a ruote alte, con gruppi ottici sottili ed elementi a LED che sembrano disegnare un sorriso, griglia anteriore chiusa, maniglie a filo carrozzeria e fari posteriori squadrati. Pratica e spaziosa L'auto, che promette un'abitabilità superiore alla media, è lunga 4.175 mm (quasi 10 cm in meno della B-SUV), larga 1.790 mm, alta 1.560 mm e ha un passo di 2.605 mm (lo stesso della B03X). L'abitacolo è dominato dal quadro strumenti digitale da 8,9" affiancato a un infotainment da 14,6". Pochi i comandi fisici. Curata la praticità a bordo: i sedili offrono diverse configurazioni, tra cui quella denominata "letto matrimoniale", e per la seconda fila ci sono anche i tavolinetti reclinabili. Il bagagliaio ha una capacità di 474 litri (1.308 abbattendo gli schienali). Due motori, fino a 510 km di autonomia Costruita sulla piattaforma Leap 3.5 utilizzata anche per la B03X, sarà disponibile con due powertrain, da 70 kW (95 CV) e 90 kW (122 CV), con batterie LFP e autonomie dichiarate rispettivamente di 405 e 510 km (ciclo cinese). In Cina è previsto anche un sistema LiDAR opzionale, integrato alla base del parabrezza.Quanto costerà: da circa 20 mila euroQuando arriva: dicembre 2026
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Stellantis vuole azzerare il turbo lag: ecco come funziona il nuovo compressore - VIDEO
C'è poco da fare: se vuoi che un turbo soffi tanta aria, e quindi generi tanta potenza, devi scendere a patti col turbo lag. O almeno, devi farlo se ti affidi ai soli gas di scarico per muoverlo. Il gruppo Stellantis ha trovato una soluzione alternativa (con uno schema diverso rispetto ai turbo "elettrici" già proposti sui modelli di serie di altri costruttori) per garantire un'elevata portata d'aria e l'azzeramento del ritardo di risposta all'acceleratore. Questa nuova tecnologia, chiamata eBoost Air, prevede un sistema di sovralimentazione elettrica separato dalla turbina, pensato per "muoverla" nelle fasi di carico parziale, migliorando così la risposta all'acceleratore e, conseguentemente, le prestazioni. L'eBoost Air non è destinato a rimanere un esercizio di stile: nei prossimi mesi potremmo già vederlo nei cofani di alcuni modelli americani e in futuro, perché no, anche su vetture dei marchi europei. Come funziona Le turbine di grande diametro, indispensabili per generare pressioni di sovralimentazione consistenti, soffrono di un'elevata inerzia rotazionale, manifestando un ritardo di erogazione (il famigerato turbo lag) finché i gas di scarico non raggiungono l'energia cinetica sufficiente per portare la girante del turbocompressore al suo regime di funzionamento ottimale. La divisione Street and Racing Technology (SRT) di Stellantis ha affrontato questa criticità con il concept eBoost Air, un sistema di sovralimentazione elettrica che mira a linearizzare la curva di coppia senza sacrificare i picchi di potenza. L'architettura proposta, testata sul 3.0 sei cilindri in linea Hurricane High Output, si discosta, come detto, dalle soluzioni integrate adottate da altri costruttori. Se brand come Mercedes-Benz o Porsche hanno puntato su motori elettrici calettati direttamente sull'albero del turbocompressore, la SRT ha optato per un compressore elettrico posizionato a monte delle turbine vere e proprie. Addio al turbo lag Questa scelta tecnica offre una flessibilità applicativa superiore, poiché permette di intervenire su sistemi di sovralimentazione esistenti senza richiedere una riprogettazione integrale del gruppo turbocompressore. Il funzionamento del sistema eBoost Air è regolato da una valvola di bypass a controllo elettronico: quando il conducente richiede coppia immediata a regimi prossimi al minimo, il flusso d'aria viene deviato verso il compressore elettrico. Quest'ultimo genera una pressione positiva istantanea che non solo alimenta direttamente i cilindri, ma accelera la rotazione delle turbine principali prima che i gas di scarico siano in grado di farlo autonomamente. Una volta raggiunto il regime di rotazione ottimale, la valvola di bypass reinserisce il percorso standard, escludendo il modulo elettrico. Il risultato è una risposta dell'acceleratore simile alla progressione di un V8 sovralimentato tramite compressore volumetrico, garantendo una spinta costante lungo tutto l'arco di rotazione. Oltre alle prestazioni pure, il progetto eBoost Air dimostra la capacità di SRT di operare come incubatore tecnologico: il sistema è passato dalla fase di progettazione a quella di prototipo funzionante in poche settimane, sfruttando metodologie di sviluppo rapido.
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Smart #1, arriva (in Cina) l'architettura a 800 Volt: 333 CV e 535 km di autonomia
Dopo la pubblicazione delle specifiche tecniche della smart #2 per il mercato cinese, il brand controllato da Geely e Mercedes ha aggiornato la #1 venduta in Cina, dove viene proposta in due nuovi allestimenti, 535 Max e 535 Ultra, con prezzi che oscillano tra i 152.900 e i 172.900 yuan (circa 20.000 - 22.160 euro). Al momento non sappiamo se il restyling della SUV elettrica arriverà anche in Europa, e con quali tempistiche. Arriva la piattaforma a 800 V La novità principale della nuova smart #1 per il mercato cinese è il debutto dell'architettura a 800 Volt, abbinata a un nuovo powertrain "16 in 1" di Geely, con il motore posteriore che eroga 245 kW (333 CV) e 320 Nm, per uno 0-100 km/h coperto in 6,7 secondi e una velocità massima di 200 km/h. La batteria è una LFP da 61,5 kWh, che nel ciclo di omologazione cinese dovrebbe assicurare un'autonomia di 535 km. La ricarica in corrente continua permette di passare dal 10 all'80% di carica in 12 minuti (contro i 30 del modello precedente). Scompaiono le maniglie... a scomparsa Pressoché invariati gli esterni, che mantengono lo stile della #1 attualmente in gamma, con i fari a LED a sviluppo orizzontale e la grande calandra anteriore. Debutta un nuovo sensore LiDAR montato sulla sommità del lunotto, sensori più aggiornati sui parafanghi anteriori e le maniglie a incasso a filo carrozzeria, adottate in conformità alle nuove normative cinesi che vietano quelle ad apertura elettrica. Interni più tecnologici In abitacolo arriva un quadro strumenti da 10,2 pollici (prima era da 9,2") e lo schermo centrale dell'infotainment da 15,4" (contro i 12,8") con risoluzione a 2.5K, gestito da un chip con assistente basato su intelligenza artificiale. Su richiesta un impianto audio Sennheiser da 13 altoparlanti. Il pacchetto di aiuti alla guida, affidato ai chip Nvidia Orin Y, permette di muoversi senza mappe in ambito urbano e autostradale.
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1.560 CV e 0-100 in meno di 2 secondi: solo 5 esemplari per la Rezvani Beast X
Rezvani presenta la sua nuova hypercar, la Beast X, che si potrà ammirare dal vivo nel corso della Monterey Car Week. Prodotta in soli cinque esemplari (che si possono già prenotare con una piccola caparra di 1,5 milioni di dollari), monta un V8 biturbo da 6.2 litri da 1.560 CV e 1.735 Nm di coppia, abbinato a un cambio a doppia frizione a otto rapporti. La velocità massima non è dichiarata, ma la Beast X scatta da ferma a 60 mph (circa 97 km/h) in 1,9 secondi. Può andare anche su sabbia e roccia Dal punto di vista meccanico, la Beast X ha la trazione integrale, abbinata a una insolita - almeno per una hypercar - selezione di modalità di guida, che oltre a quella su strada normale prevedono sabbia, fango, neve, roccia e Baja. Le sospensioni sono a doppio quadrilatero con taratura adattiva, mentre i cerchi in magnesio riducono le masse non sospese di circa 3,2 kg per ruota. I pneumatici sono da 275/30 ZR20 all'anteriore e 345/25 ZR21 al posteriore. Tutta in fibra di carbonio La Rezvani Beast X è lunga 4.818 mm, larga 2.177, alta 1.234 e ha un passo di 2.723 mm. La carrozzeria è totalmente in fibra di carbonio, materiale utilizzato anche per i gusci dei sedili. Eleganti le portiere che si aprono ad ala di gabbiano, e che introducono a un abitacolo curato, con tanti rivestimenti in pelle e alcantara, e che non rinuncia alla sua impronta sportiva (derivato dalla Beast), con il volante aperto nella parte superiore e la strumentazione rivolta verso il pilota.
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Carburanti, prosegue la lenta discesa di benzina e gasolio
I prezzi dei carburanti alla pompa continuano a scendere, anche se nel fine settimana il ritmo del calo è rallentato parecchio rispetto ai giorni precedenti, anche per le incertezze prodotte sui mercati petroliferi dalle continue tensioni in Medio Oriente. In particolare, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio del Mimit, questa mattina 10 agosto, il prezzo medio della benzina in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è di 1,985 euro al litro (-1 millesimo rispetto a ieri e -5 millesimi rispetto a venerdì scorso), mentre per il gasolio è a 2,076 (-1 millesimo e -8 millesimi)Lungo la rete autostradale, verde a 2,056 euro (-1 millesimo e -9 millesimi) e diesel a 2,151 (-1 millesimo e -8 millesimi). I controlli della GdF Intanto, laGuardia di finanza ha pubblicato il bilancio dei controlli eseguiti negli ultimi cinque mesi, anche in collaborazione con il Garante per la sorveglianza prezzi. Le Fiamme Gialle hanno intensificato l'azione di vigilanza con diversi obiettivi tra cui il contrasto a "ogni fenomeno illecito in grado di alterare la concorrenza e incidere sulla corretta formazione dei prezzi".L'attività, che ha riguardato l'intera filiera distributiva, si è concretizzata in1.371 interventi in materia di accise sui prodotti energetici, che hanno portato alla denuncia all'autorita' giudiziaria di 265 persone, al sequestro di oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici e all'accertamento di consumi in frode per oltre 6,5 milioni di chilogrammi.Sul fronte della trasparenza, sono stati eseguiti 3.428 interventi nei confronti degli impianti di distribuzione stradale, con 2.279 violazioni contestate a 937 operatori. In particolare, sono state accertate irregolarità relative alla mancata esposizione dei prezzi e alla difformità tra i valori comunicati e quelli effettivamente praticati. Al contempo, la GdF ha rafforzato il presidio lungo la catena di approvvigionamento, sottoponendo ad approfondimento oltre 400 contesti tra depositi fiscali, depositi commerciali e altri operatori del settore.
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Batterie per auto, oltre metà del mercato mondiale è controllato da Catl e BYD
Che i cinesi abbiano una posizione dominante nel campo delle batterie per autoveicoli è noto da ormai diverso tempo, ma fa sempre specie leggere i numeri del loro predominio. Secondo l'ultima analisi della società sudcoreana SNE Research, nei primi sei mesi dell'anno la domanda globale di celle per batterie per veicoli elettrici, ibridi plug-in e ibridi convenzionali è cresciuta del 20% a 608,5 GWh. Oltre il 50% di questa cifra fa capo alle cinesi Catl e BYD. Dominio cinese In particolare, Contemporary Amperex Technology Co. Limited si è confermata leader di mercato, con 242,7 GWh consegne di celle, il 25,3% in più sul 2025, e una quota del mercato globale salita dal 38,2% al 39,9%. Segue a grande distanza il colosso di Shenzhen, sostanzialmente fermo a 87,7 GWh. Le sue consegne, infatti, sono cresciute di appena l'1,6% e pertanto la sua penetrazione è scesa dal 17% al 14,4%.In ogni caso, le due aziende hanno in mano il 54,3% del mercato globale delle batterie.Al terzo posto della classifica elaborata da SNE Research si trova la prima azienda non cinese. Si tratta della LG Energy Solution: ha consegnato 52,6 GWh, con un aumento dell'8,4%, ma una quota in contrazione di 1 punto percentuale all'8,6%.Il quarto e il quinto posto tornano a parlare cinese con Calb, capace di crescere del 39,5% a 31,2 GWh e di salire dal 4,4% al 5,1% del mercato, e con Gotion. Quest'ultima, con 28GWh, ha messo a segno un +43,3%, salendo dal 3,9% al 4,6%. Un mercato altamente concentrato La sesta posizione è in mano alla giapponese Panasonic, con 22,7 GWh, una crescita del 10,2% e una quota in discesa dal 4,1% al 3,7%, mentre al settimo si piazza un'altra cinese, EVE, che mette a segno la miglior crescita percentuale con un +51,7% a 20,9 GWh (la sua penetrazione sale dal 2,7% al 3,4%).All'ottavo posto troviamo l'unico produttore in calo, la coreana SK ON:i 19 GWh di celle consegnate implicano una flessione del 6,7%, il che porta la quota a contrarsi 4% al 3,1%.Infine, la classifica si chiude con altre due cinesi, Svolt (+40,9% a 15,7GWh e un peso salito dal 2,2% al 2,6%) e Sunwoda (+13,7% a 14,5 GWh, quota dal 2,5% al 2,4%).La ricerca mette in risalto anche la forte concentrazione dell'industria delle batterie: i primi dieci produttori controllano quasi il 90% del mercato. Al di fuori della top ten, infatti, ci sono realtà capaci di sfornare appena 73,3 GWh di celle: sono cresciuti del 26,6%, ma la loro quota è di appena il 12,1%, per quanto in aumento rispetto all'11,4% di un anno fa.Non solo. Come si vede dalle performance di coreani e giapponesi, il mercato si sta concentrando in poche mani, per lo più di origine cinese.
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