Prima elettrica - Ferrari Luce, la NASA e la chimica dellaccelerazione perfetta: bruciante, ma non eccessiva
Ferrari Luce, la prima elettrica di Maranello, avrà una potenza stimata superiore ai 1.000 CV, erogati da quattro unità elettriche, una per ruota. Un mostro capace di accelerazioni brucianti. Forse troppo?In un'intervista ad Autocar India, il CEO di Ferrari, Benedetto Vigna, ha spiegato che uno dei principali limiti delle auto elettriche è la forte accelerazione lineare, che a volte è troppo diretta, disturba il nostro cervello e, di conseguenza, il piacere di guida. La collaborazione con la NasaPer tale motivo, Ferrari ha avviato una partnership con NASA, l'agenzia spaziale statunitense, per comprendere quale sia il livello di accelerazione che si rivela troppo fastidioso per le persone e individuare le curve di erogazione della potenza che permettano alla Luce di essere divertente da guidare, senza arrivare a creare problemi a pilota e passeggeri. Ecco a cosa servono le palette al volanteLe palette al volante della Ferrari Luce, che abbiamo visto in occasione della presentazione degli interni, svelati qualche settimana fa, servono anche a questo: modulare l'erogazione della coppia in tempo reale, adattandola alle richieste di chi guida (e non solo). I tasti fisici come elemento distintivoParlando degli interni della Luce, progettati da Jony Ive e svelati qualche settimana fa, Vigna ha rivendicato la scelta di prediligere i tasti fisici rispetto all'imperante dominio di touch screen e comandi a sfioramento (in calo quasi un po' ovunque, va detto)."I comandi touch sono progettati a vantaggio dei fornitori", ha aggunto il CEO di Maranello. "Realizzare un comando touch è più economico, più economico del 50% rispetto a pulsanti costruiti singolarmente". La Luce avrà un sound unicoPer quanto riguarda il suono allo scarico, che non potrà certo essere quello di un 12 cilindri, Ferrari ha già confermato che non ci sarà un sound generator che replica le timbriche di un motore termico, ma un amplificatore evoluto dei suoni elettrici.Un motore elettrico non è silenzioso, spiega Vigna. Il problema è che la maggior parte di noi associa quel suono ad alte frequenze spesso fastidiose. Esistono però anche frequenze più basse, e modi di raccogliere e amplificare questi due suoni in maniera autentica e originale, senza dare l'impressione di fare il DJ'.
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Motorsport - Fuori DS, dentro Opel: Stellantis riorganizza la strategia elettrica in Formula E
A poche ore dall'annuncio dell'uscita del marchio DS dalla Formula E, il Gruppo Stellantis ha chiarito la propria strategia nelle competizioni motoristiche, annunciando l'ingresso di Opel nel campionato delle monoposto a batteria a partire dalla stagione 2026-2027. Opel e il suo Dna sportivoL'avvicendamento tra i due brand è coerente con la strategia delle rispettive gamme prodotto, con DS che punta sempre di più su premium ed esclusività e che entrerà nel mondo della vela e del golf. Opel, invece, ha portato la gamma GSE sui modelli a batteria come la Mokka e la futura Corsa, dopo aver lanciato l'elettrico nei rally cinque anni fa con il debutto della Corsa nell'ADAC Opel Electric Rally Cup.La Casa tedesca vanta inoltre un importante passato nelle corse, tra rally, DTM e Formula 3, con numerosi successi a livello internazionale. GEN4 per la nuova stagioneL'Opel GSE Formula E Team ha siglato un accordo di quattro anni con gli organizzatori del Campionato Mondiale ABB FIA Formula E. La squadra, coordinata da Jörg Schrott, beneficerà di tutta l'esperienza accumulata da Stellantis Motorsport ed è già al lavoro sulle nuove monoposto.Il debutto di Opel coinciderà con il lancio delle monoposto GEN4. I nuovi bolidi a batteria offriranno prestazioni nettamente superiori rispetto all'attuale GEN3: con trazione integrale, potenze fino a 600 kW e una capacità di recupero d'energia fino a 700 kW, garantiranno sicuramente uno spettacolo ancora più elevato in pista.
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Cinema - Addio a Chuck Norris, luomo con le muscle car in garage e il volto sui furgoni Fiat
Chuck Norris ci lascia all'età di 86 anni, chiudendo una delle carriere più riconoscibili del cinema d'azione americano. Un'icona costruita su fisicità, disciplina e presenza scenica, ma anche su un paradosso poco raccontato: fuori dal set, una collezione di auto da far impallidire molti appassionati; sullo schermo, vetture quasi sempre marginali. Un garage "muscoloso"Nella vita privata, Norris ha coltivato una passione autentica per le quattro ruote, costruendo un garage coerente con il suo immaginario: potenza, solidità, meccanica senza filtri. Il cuore della collezione è profondamente a stelle e strisce, fatto di muscle car come Dodge Charger SRT Hellcat (nella foto sopra nell'allestimento Redeye lanciato nel 2022), Ford Mustang Boss 429 e Chevrolet Camaro ZL1. Otto cilindri a V di grande cubatura, numeri imponenti, ma soprattutto un'estetica precisa: quella della forza, più che della raffinatezza.Accanto a queste, una componente più pragmatica: pickup e SUV come Chevrolet Silverado e Toyota Land Cruiser, mezzi robusti, affidabili, decisamente operativi. Strumenti, a ben vedere, molto coerenti con il personaggio che Norris ha quasi sempre portato sullo schermo.E poi c'è l'eccezione che noi italiani preferiamo. Una Ferrari F8 Tributo (foto sotto), a rappresentare l'asincronia più evidente all'interno della collezione: oltre 700 CV, aerodinamica sofisticata, prestazioni da supercar senza discussioni. Probabilmente l'auto più esclusiva del suo garage, che racconta un'apertura verso un'idea di performance più tecnica e globale, quasi uno status symbol universale a sigillo di un'onoratissima carriera. Grande schermo, ma pochi effetti specialiQuesto universo, così definito nella realtà, non trova un equivalente diretto nella sua produzione cinematografica. Nei film che lo hanno reso celebre tra anni Ottanta e Novanta, l'auto non diventa mai un'estensione iconica del personaggio. Le tre eccezioni più emblematiche aiutano però a delineare il quadro.In Una magnum per McQuade, il pickup GMC è il mezzo più memorabile: ruvido, indistruttibile, perfettamente allineato al protagonista. In Delta Force, la motocicletta militare assume un valore simbolico, più operativo che spettacolare. Infine, in Walker, Texas Ranger, il Dodge Ram consolida un'immagine di solidità americana, senza però trasformarsi in oggetto di culto.Nei suoi lavori, il veicolo resta sempre funzionale: coerente, ma mai mitizzato. Una scelta che oggi appare controcorrente, in un panorama in cui l'auto è spesso coprotagonista. C'è però un'ulteriore eccezione: in Good Guys Wear Black (1979), Norris guida due Porsche 911, una bianca in pista e una nera su strada. Testimonial sì, ma per furgoniE poi c'è un dettaglio forse poco noto. Nel 2017, Norris è stato testimonial di una campagna pubblicitaria per Fiat Professional: una collaborazione inattesa, costruita sull'ironia del personaggio e sulla sua aura invincibile, applicata però a veicoli da lavoro. Non muscle car, non supercar: furgoni.Il paradosso si chiude qui. Chuck Norris non ha mai avuto bisogno delle auto per costruire il proprio mito sullo schermo. Ma nel suo garage, quel mito ha preso forma in modo estremamente concreto, tra V8 americani e una sola, significativa, scintillante eccezione italiana.
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Audi F1 - Wheatley lascia, Binotto assume il ruolo di team principal
Cambio al vertice dell'Audi in Formula 1: Jonathan Wheatley lascia con effetto immediato l'Audi Revolut F1 Team per ragioni personali, mentre Mattia Binotto aggiunge anche il ruolo di team principal alle funzioni che già ricopriva come responsabile del progetto Formula 1 del Costruttore dei Quattro Anelli. una mossa che cambia parecchio, perché fino a oggi il piano Audi era stato costruito su una divisione abbastanza netta dei compiti: da una parte Binotto, regista tecnico-industriale dell'operazione; dall'altra Wheatley, uomo di pista, figura di raccordo tra fabbrica, muretto e operatività del weekend. Adesso quella distinzione salta e il peso del progetto si concentra ancora di più sulle spalle dell'ingegnere e manager italiano.Un addio inaspettatoIl comunicato della Casa tedesca prova a tenere la barra dritta. Il ceo Audi Gernot Döllner ringrazia Wheatley per il contributo dato nella fase più delicata della costruzione della squadra e ribadisce che la rotta non cambia: l'obiettivo resta quello di modellare una struttura capace di lottare per il Mondiale entro il 2030.Wheatley era entrato nel progetto nell'aprile dello scorso anno e, insieme a Binotto, aveva preso parte alla costruzione del team nella base di Hinwil. Un passaggio chiave, perché Audi non sta semplicemente rilevando una struttura esistente, ma sta cercando di trasformarla in una squadra con ambizioni da vertice. Il fatto che, dopo il debutto stagionale e i primi punti conquistati, sia già arrivato un cambio di tale portata fa certamente riflettere. Possibile passaggio ad Aston MartinL'addio di Wheatley sembra essere collegato a un altro grande tema, quello dell'Aston Martin e di Adrian Newey, inevitabilmente catalizzatori di attenzioni ogni volta che si parla di equilibri da riscrivere. Però, almeno per ciò che emerge dalle dichiarazioni ufficiali, la Aston Martin ha voluto spegnere sul nascere le voci legate a Wheatley: Lawrence Stroll ha ribadito pubblicamente che Newey è un partner centrale del progetto, azionista e riferimento della leadership tecnica, chiarendo anche che la squadra non segue il modello classico del team principal. Come a dire, tra le righe, potrebbe anche arrivare un'altra persona ma non per sostituire Adrian.Questo non toglie che il domino delle figure chiave stia ridisegnando la mappa della Formula 1. E in questo momento Audi si ritrova davanti a una scelta tanto obbligata quanto significativa: accentrare. Binotto dovrà essere insieme architetto del progetto e capo visibile della squadra in pista. Una soluzione che, nel breve periodo, può garantire continuità decisionale; nel medio, però, rischia di appesantire ulteriormente una figura già chiamata a tenere insieme sviluppo tecnico, struttura industriale e ambizione sportiva.
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Mercato europeo - Leapmotor T03, il miracolo degli incentivi: ora è quarta nel gotha elettrico d'Europa
Con 6.119 nuove immatricolazioni, nel mese di febbraio la Leapmotor T03 è stata la quarta auto elettrica più venduta in Europa: un risultato sorprendente, considerato che nello stesso mese del 2025 gli esemplari venduti erano stati solo 770 (+694,7%), ma che configura comunque una sorta di miracolo italiano": la citycar del Gruppo Stellantis, infatti, è stata letteralmente proiettata nell'olimpo europeo delle elettriche grazie agli incentivi nostrani. Un "miracolo italiano"A guidare il piccolo miracolo è stata l'Italia, grazie agli incentivi statali dello scorso ottobre: il mese scorso sono state 4.778 le Leapmotor T03 immatricolate nel nostro Paese, che hanno permesso alla citycar elettrica cinese di balzare al 4 posto nella classifica di vendita mensile assoluta. Di fatto, sono state consegnate le vetture che erano state proprio ordinate col bonus.Un risultato reso possibile anche dalla politica di prezzo aggressiva del brand, che a un listino già molto competitivo (18.900 euro) ha aggiunto un forte sconto: con il massimo delle agevolazioni previste, la T03 arrivava a costare fino a 4.900 euro.Gli incentivi sono finiti, ma l'extra sconto di 3.000 euro della Casa è rimasto: oggi costa 15.900 euro. Le altre elettricheDa segnalare il ritorno in testa alla classifica europea della Tesla Model Y, che nei mesi scorsi ha visto la propria gamma ampliarsi con l'arrivo delle più economiche varianti Standard: a febbraio sono stati 10.844 gli esemplari immatricolati, con un incremento del 22% rispetto allo stesso mese del 2025. Ottimo secondo posto per la Skoda Elroq, l'ultima elettrica della Casa boema, che con 8.370 nuove targhe fa segnare un balzo del +443,2% su base annua. Rimane al terzo posto, ma in calo del 6,9%, la Tesla Model 3. La top ten delle elettricheEcco le 10 auto elettriche più vendute in Europa nel mese di febbraio 2025 (analisi Dataforce):Tesla Model Y: 18.844 (+22,1%)Skoda Elroq: 8.370 (+443,2%)Tesla Model 3: 6.443 (-6,9%)Leapmotor T03: 6.119 (+694,7%)Skoda Enyaq: 5.384 (+20%)Renault 5 ETech: 5.260 (-6,4%)Volkswagen ID.4: 5.233 (-15,4%)Volkswagen ID.3: 4.773 (-11,9%)Volkswagen ID.7: 4.180 (-23%)BMW iX1: 3.924 (-10,3%)
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Geely Auto Talks - Mobilità connessa, il paradosso italiano: cresce il mercato, ma mancano le competenze
La mobilità connessa corre a due velocità in Italia: a fine 2024 ha raggiunto un valore di 3,36 miliardi di euro, con una crescita del 16%, ma fa i conti con la cronica mancanza di competenze specializzate. quanto emerge dalla ricerca del Politecnico di Milano e dell'Università Federico II, presentata a Napoli durante il roadshow Geely Auto Talks. Infatti, il 75% delle aziende fatica a reperire profili idonei nei settori chiave per la transizione, ossia elettrificazione, intelligenza artificiale e sostenibilità. Dove si gioca la sfida del futuroIl cuore del cambiamento è nell'integrazione di veicoli, infrastrutture e dispositivi tramite rete internet e sensori, con lo scambio di informazioni per ottimizzare sicurezza, navigazione, gestione dei consumi e assistenza alla guida. Tra le professionalità introvabili spiccano i coordinatori di trasporto, i supervisori di flotta ed esperti in grado di elaborare una notevole mole di dati.La sfida è costruire le competenze necessarie per rendere concreta la mobilità del futuro, ha dichiarato Marco Santucci, Managing Director di Jameel Motors Italia per Geely e Zeekr. L'obiettivo del tour nazionale dell'azienda cinese è creare un dialogo permanente tra istituzioni, università e filiera produttiva, promuovendo azioni come il finanziamento di dottorati di ricerca e borse di studio. Per un Rinascimento tecnologico della mobilità che parte da Napoli, polo accademico, per diramarsi nel resto d'Italia.
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W2RC Portogallo - Nella F1 delloffroad: la Defender Dakar D7XR e il suo team visti da vicino
Ciò che inizia alla Dakar non finisce alla Dakar. Dopo gli 8.000 km tra le dune del Quarto Vuoto saudita, gli equipaggi del campionato mondiale rally raid ripartono con la seconda tappa in Portogallo, tra il vento dell'Atlantico e il cuore delle foreste di querce da sughero. Oltre 2.000 km di rally su argilla, sabbia, fango e pioggia continua. Cinque giorni durissimi per piloti, meccanici e ingegneri, con il team Defender Rally che affronta gli stessi ostacoli dei prototipi T1+ con una vettura derivata dalla serie. Una breve infarinatura (W2RC)Nel campionato corrono le stesse categorie della Dakar: la classe Ultimate T1+ per i prototipi (Ford Raptor T1+, Dacia Sandrider, Toyota GR DKR Hilux), con leggende come Sébastien Loeb, Nasser AlAttiyah e Carlos Sainz Senior; la T2, cioè la Stock, per le vetture derivate di serie (qui corre la Defender Dakar D7XR e tra gli equipaggi c'è Mr. Dakar Stéphane Peterhansel); infine la T3 per buggy e challenger, oltre alle moto. I rally del campionato sono cinque: Dakar, Portogallo, Argentina, Marocco e Abu Dhabi. Fan zoneAvendo seguito più volte il mondiale WRC, posso dire che nel W2RC si respira un'atmosfera simile: pubblico a bordo strada, pioggia, picnic con grigliata e birre, motorsport d'altri tempi. E poi c'è il bivacco: un campo base itinerante in cui motorhome e assistenze si ritrovano per rimettere a nuovo le vetture in vista della prossima speciale. Qui, in Portogallo, per 2.200 km in 5 giorni. BackstageDa poco nel mondiale rally raid, ma già ben navigati: nel backstage ho osservato da vicino il team Defender Rally. Tre vetture al via, squadra di 40 persone, con 6 meccanici per ogni auto. Al seguito ci sono 5 camion con rimorchio per trasportare gomme da 35 pollici e ogni pezzo di ricambio: dalla rondella alla Loctite, fino a sospensioni, utensili, freni e perfino motori di scorta, tutto catalogato in un magazzino industriale su ruote. In più, sale assistenza dedicate sui rimorchi per la manutenzione degli ammortizzatori e la fisioterapia, oltre a due motorhome per ingegneri e ospiti. Senza mezzi termini: è la F1 dell'offroad. Il paddock si allestisce e smonta in circa 3 ore; a fine giornata servono in media 6 ore per rimettere a nuovo la vettura, praticamente tutta la notte. Desert stormLa protagonista, però, è lei: la Defender D7XR (basata sulla versione OCTA) ha modifiche ad hoc secondo standard FIA per correre nella categoria Stock e reggere le fatiche di un rally raid. Dentro il cofano c'è lo stesso V8 biturbo 4,4 litri della OCTA con 750 Nm di coppia, ma con potenza leggermente ridotta per rispettare il coefficiente FIA di 6,5 kg/CV. La monoscocca in alluminio resta quella della vettura stradale prodotta a Nitra, in Slovacchia, con interventi per migliorare angoli e sbalzi: 47,5 di angolo d'attacco (invece di 40,2) e 44,5 di angolo d'uscita (invece di 42,8). Escursione sospensioni di 370 mm, con ammortizzatori anteriori singoli a molla coassiale e doppi ammortizzatori paralleli posteriori Bilstein, che sostituiscono il sistema pneumatico 6D Dynamics. Il peso è di circa 3 tonnellate, considerando il serbatoio aggiuntivo da 550 litri e tre ruote di scorta complete di cerchio (circa 60 kg ciascuna). Inedita per la D7XR la flight mode, che gestisce l'erogazione per non danneggiare la trasmissione nei salti. Ottima la base di partenzaTrazione a palate e sospensioni da incorniciare. Durante la tappa W2RC Portogallo mi sono rinfrescato alla guida della OCTA per ricordare l'ottima base del progetto motorsport di Defender. L'ho a dura prova nella sabbia soffice e nel fango più viscido, con passaggi in ruts profondissimi. Mai un'esitazione: sembrava tutto troppo semplice per essere vero. E quando toccavo l'asfalto, con l'OCTA mode iniziava il divertimento: l'85% della coppia del V8 biturbo passa al posteriore, trasformando la Defender da nave del deserto a supercar ad alte prestazioni.
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Nomine - Lamborghini affida il Motorsport ad Andrea Reggiani: ecco chi guiderà la Squadra Corse
Andrea Reggiani è stato nominato nuovo Head of Motorsport di Lamborghini: sostituirà Maurizio Leschiutta, in carica dal 2025. L'italosvizzero riporterà direttamente al CTO Rouven Mohr e si occuperà di tutte le aree in cui Lamborghini è coinvolta nel mondo delle competizioni con la Squadra Corse: il Super Trofeo in Europa, Asia e Nord America, il programma GT3 Customer Racing con la Temerario e quello dedicato ai clienti della Essenza SCV12. Ferrari e Dallara nel passato di ReggianiNel corso della sua carriera, Reggiani ha ricoperto diversi ruoli nel mondo delle competizioni. In passato ha lavorato in Ferrari come Direttore del Motorsport per il Nord America, partecipando ai programmi Ferrari Challenge, F1 Clienti ed XX. Dal 2019 ha collaborato con Dallara come Chief Commercial Officer per il progetto della Stradale; inoltre, ha corso tra il 2012 e il 2014 in Formula Renault Asia e in Formula Master China.
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Noleggio - Yoyomove, ricavi e clienti in crescita nel 2025. Nuove sedi in Belgio e Olanda
Yoyomove ha chiuso il 2025 con risultati in forte crescita. La startup torinese, specializzata nelle soluzioni di mobilità flessibile e nel noleggio a lungo termine, ha visto il fatturato aumentare del 64% a 6 milioni di euro. La crescita è da attribuire, principalmente all'ampliamento della base utenti: l'anno scorso sono stati 3.800 nuovi clienti, il 55% in più rispetto al 2024. Di particolare importanza, la domanda dei privati, che rappresentano il 78% del totale, ma una crescita costante caratterizza anche il segmento business, arrivato a coprire il restante 22%. L'espansione all'esteroLa crescita è riflessa anche nel rafforzamento della struttura operativa: la forza lavoro si è ampliata con l'assunzione di 47 collaboratori, arrivando a contare, al 31 dicembre scorso, 124 persone. Inoltre, la flotta circolante è composta da 6.864 veicoli. L'espansione è legata anche alle strategie di espansione all'estero della startup torinese. Proprio il 2025 è stato un anno importante nel percorso di internazionalizzazione. Grazie all'apertura di nuove sedi operative, l'azienda è oggi presente in sette Paesi europei: Belgio e Paesi Bassi si sono aggiunti a Italia, Spagna, Francia, Portogallo, e Lussemburgo. E quest'anno sarà la volta della Germania nel quadro di un piano di sviluppo che prevede il presidio di circa 30 mercati europei entro il 2030. Yoyomove non intende solo consolidare la propria presenza internazionale, ma ance ampliare progressivamente l'offerta di soluzioni dedicate sia ai privati sia alle imprese. Il 2025 è stato un anno di consolidamento e accelerazione per Yoyomove, commenta Giorgio Brizzo, CEO di Yoyomove. La crescita registrata dimostra come il mercato stia evolvendo verso modelli di mobilità sempre più flessibili e accessibili. Il nostro obiettivo è continuare a investire in tecnologia, servizio e presenza internazionale per rendere il noleggio un'esperienza semplice, trasparente e alla portata di un numero sempre maggiore di persone in Europa". Accanto alla crescita economica e geografica, l'azienda ha continuato anche a investire sull'esperienza cliente. A tal proposito, ha raggiunto un TrustScore di 4.9 punti su 5 su Trustpilot, un risultato che la colloca al primo posto nella categoria Agenzia di noleggio auto in Italia.
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Guerra e lusso - Bombardamenti e logistica bloccata: le supercar si fermano in Medio Oriente
L'escalation militare nel Golfo Persico sta già avendo effetti concreti sull'industria dell'auto: i grandi marchi del lusso hanno iniziato a sospendere o bloccare le spedizioni di vetture verso il Medio Oriente.Bentley, Ferrari, Maserati, Mansory sono solo alcune delle Case che sono uscite allo scoperto annunciando di aver imposto dei limiti alle loro attività commerciali nell'area per problemi logistici oppure per il semplice fatto che, in alcuni importanti centri urbani come Dubai o Abu Dhabi, le concessionarie hanno chiuso i battenti per evitare le conseguenze dei bombardamenti iraniani. Chi sta fermando le consegne e perchéLa Ferrari, per esempio, ha sospeso la maggior parte delle sue spedizioni in Medio Oriente, ma sta comunque cercando di soddisfare alcune richieste ricorrendo ai trasporti aerei. Stiamo monitorando attentamente gli sviluppi in Medio Oriente e le potenziali implicazioni per la nostra attività, hanno spiegato da Maranello all'agenzia di stampa Bloomberg, aggiungendo di essere riusciti a effettuare alcune consegne per via aerea.La Maserati, invece, ha deciso di fermare del tutto le consegne, quantomeno in via temporanea, a causa di problemi non solo logistici, ma anche di sicurezza delle spedizioni.Anche l'inglese Bentley ha preferito fermare le consegne. Per ora, stando al suo amministratore delegato FrankSteffen Walliser, il conflitto mediorientale non ha indotto a modificare i programmi produttivi, ma è stato comunque riscontrato un indebolimento della domanda, che ha spinto a rivedere le attività logistiche. Al momento non abbiamo ripercussioni sul fronte della produzione, ha dichiarato Walliser. Ma di sicuro, in Medio Oriente le persone hanno in questo momento ben altre priorità che acquistare una nuova Bentley.C'è poi Mansory: l'azienda tedesca specializzata nella personalizzazione di modelli di lusso di marchi come RollsRoyce e Ferrari non ha imposto un blocco generalizzato alle consegne, ma sta comunque valutando la situazione di ogni spedizione caso per caso, anche perché i costi del trasporto aereo sono circa tre o quattro volte superiori ai livelli normali e le opzioni via mare rimangono ovviamente limitate. Un mercato di nicchia, ma redditizioLe decisioni delle Case sono l'ennesima prova di quanto il comparto automobilistico possa subire pesanti ripercussioni dalla crisi mediorientale. E neanche i costruttori di auto di lusso o di supersportive sono immuni da rischi geopolitici che, nelle ultime tre settimane, hanno già generato un impatto importante soprattutto sul fronte della logistica.Detto questo, è il caso di evidenziare un aspetto rilevante per le aziende interessate. Il mercato delle vetture premium o superpremium in Medio Oriente non garantisce grandi numeri: siamo intorno al 5% delle vendite totali per realtà come Ferrari o Lamborghini. Tuttavia, i clienti locali hanno grandi disponibilità economiche e richieste spesso particolari: la maggior parte delle vetture è caratterizzata da un elevato livello di personalizzazioni, che spinge al rialzo i prezzi unitari e quindi la marginalità.I numeri sono quindi bassi e compensabili in un modo o in un altro, ma i profitti sono decisamente alti e questo aspetto non trova alternative in altre aree del mondo. In altre parole, il mercato sarà anche di nicchia, ma è estremamente redditizio.Non deve quindi stupire quanto affermato dal presidente e AD di Lamborghini, Stephan Winkelmann, durante una recente tavola rotonda con la stampa italiana. Winkelmann ha descritto la crisi in Medio Oriente come una nuova tegola per l'intero settore dopo il forte rallentamento del mercato del lusso in Cina o lo stop delle attività commerciali in Russia. Oggi è molto presto per dare un giudizio su quello che può succedere, ha aggiunto il manager, sottolineando che non c'è una nuova America in giro per il mondo come nuova sponda per incrementare i volumi.Dunque, è difficile fare una previsione su quali ricadute possa avere a livello locale, perché non sappiamo quanto durerà il conflitto. Winkelmann ha quindi ricordato il blocco della via d'accesso logistica e la chiusura della maggior parte dei concessionari. In sostanza, ha concluso il numero uno del Toro, se il Medio Oriente viene bloccato, c'è chiaramente un impatto negativo e faremo fatica sempre di più a trovare degli sbocchi in altri mercati. Non parlo solo per noi, ma per tutti i costruttori di vetture super sportive o di lusso.E le decisioni di Ferrari o Maserati confermano l'allarme di Winkelmann.
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Formula E - DS si ritira per passare alla vela
DS Automobiles lascerà la Formula E al termine della stagione. La conferma mette fine a mesi di indiscrezioni e chiude una delle storie più riconoscibili del campionato elettrico, perché il marchio francese era stato tra i primi a investire davvero nella categoria, ben prima che diventasse una categoria Mondiale targata FIA. Non sarà dunque della partita nella futura era Gen4, quella che promette un ulteriore salto prestazionale e tecnico per la serie. Detta così, sembrerebbe soltanto la cronaca di un ritiro. In realtà, l'uscita di DS potrebbe avere una lettura che va oltre la semplice scelta sportiva ed essere un tassello di una revisione più ampia all'interno di Stellantis.La novità è che DS non si limiterà a uscire dalla Formula E, ma concentrerà i propri sforzi su altri ambiti, come il golf e soprattutto la vela. La Formula E era stata il laboratorio perfetto per una Casa che voleva associarsi all'innovazione elettrica; la vela, invece, parla più di immagine, posizionamento, lifestyle e rappresentazione del lusso, temi che sono sempre stati molto cari all'idea di marchio premium francese quale aspira ad essere DS.Primi segnali di riorganizzazione dei brandIl ceo di Stellantis, Antonio Filosa, ha già fatto capire in più occasioni che la parola chiave del nuovo corso sarà riallineamento. Riallineamento al cliente, ai mercati, alle regioni, perfino alle attese realistiche sull'elettrificazione.Non è un dettaglio, perché tra le righe potrebbe essere spiegato il significato dell'addio di DS al Mondiale full electric. Filosa non ha ancora scoperto le carte del piano industriale, vincolato al massimo riserbo fino all'Investor Day del 21 maggio 2026, ma da quello che emerge il gruppo sta già correggendo impostazioni considerate poco efficaci o troppo distanti dalla realtà del mercato. La logica, in altre parole, non sembra più quella dell'occupazione simbolica di tutti i territori possibili, bensì quella di un uso più selettivo dei marchi e delle risorse.In questo senso pesa anche un altro passaggio. Filosa ha parlato apertamente di una sovrastima del ritmo della transizione energetica, spiegando che alcune decisioni hanno finito per allontanare il gruppo dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti clienti. Nello stesso quadro, Stellantis ha collegato parte rilevante delle recenti rettifiche industriali al riallineamento dei piani di prodotto, alle aspettative ridotte sui modelli Bev e al ridimensionamento di varie componenti della filiera elettrica. Sono parole che non riguardano direttamente il motorsport, ma aiutano a leggere il clima in cui maturano certe scelte.Verso il nuovo piano industrialeIl punto vero, allora, non è soltanto che DS lascia la Formula E. Il punto è che questa uscita arriva prima del piano di maggio e finisce per assomigliare a una prima anticipazione concreta del nuovo corso. Quando Filosa presenterà la sua strategia, sarà più facile capire se questa decisione rientra in una razionalizzazione limitata al motorsport o se, invece, è parte di una revisione molto più profonda del ruolo dei singoli marchi dentro Stellantis. Per ora una cosa è chiara: il marchio che per anni aveva usato la Formula E come vetrina della propria modernità ha deciso che quella vetrina non basta più. E che, nel nuovo ordine del gruppo, la sua immagine dovrà avere letteralmente - da un'altra rotta: quella della vela e della SailGP.
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Sicurezza - SullA4 nasce il nuovo presidio della Polizia Stradale: inaugurata la sede di San Donà di Piave
stata inaugurata la nuova sede del distaccamento della Polizia Stradale di San Donà di Piave, in provincia di Venezia, lungo l'autostrada A4 Venezia-Trieste. La struttura è inserita in un complesso e trafficato sistema di viabilità, al centro dei flussi veicolari tra Italia ed Europa.Cortese: essenziale avere presidi efficientiA fare gli onori di casa è stato il direttore centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, prefetto Renato Cortese, che ha presieduto la cerimonia sottolineando l'importanza, per gli operatori, di disporre di ambienti di lavoro funzionali. In un contesto di primaria rilevanza come l'A4 Venezia-Trieste - ha spiegato - la presenza di presidi efficienti è un elemento essenziale per assicurare elevati livelli di prevenzione e controllo.All'evento hanno partecipato il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha tagliato il nastro del nuovo distaccamento; il questore di Venezia, Antonio Sbordone; il direttore del Servizio Polizia Stradale, Santo Puccia; il presidente della Società Autostrade Alto Adriatico, Marco Monaco, e il sindaco di San Donà di Piave, Alberto Teso. Un tempo era il Convento delle ClarisseL'immobile che ospita il distaccamento deriva dal complesso edilizio del Convento delle Clarisse, costruito tra gli anni Sessanta e Settanta. Conclusa l'esperienza conventuale, lo stabile e l'area circostante subirono frazionamenti, con la suddivisione tra Polizia Stradale e Museo della Bonifica, oltre a cambi di proprietà. A fine 2017 l'immobile fu acquistato dall'allora S.p.A. Autovie Venete, cui è subentrata il 1 luglio 2023 la Società Autostrade Alto Adriatico, attuale proprietaria. Monaco: terza corsia in arrivo tra San Donà di Piave e PortogruaroProprio alla Società Autostrade Alto Adriatico, concessionaria delle tratte dell'A4 Venezia-Trieste, si deve l'impulso decisivo alla ristrutturazione, in un'ottica di sinergia richiamata dal presidente Marco Monaco: una collaborazione, ha spiegato, quanto mai fondamentale visto che nei prossimi mesi è previsto l'avvio dei lavori per il completamento della terza corsia nel tratto tra San Donà di Piave e Portogruaro. Nuovi alloggi e spazi comuniL'intervento è stato profondo e ha consentito una completa rimodulazione degli spazi interni, con lavori di adeguamento sismico ed efficientamento energetico.Al piano terra sono state ricavate due camere da due posti letto e uno spogliatoio per il personale femminile, oltre a un collegamento protetto con l'autorimessa per l'accesso al parco veicoli. Gli uffici sono stati riorganizzati in sette ambienti, tra cui sala riunioni, ufficio del comandante, cucina con ripostigli e locali archivio. Al primo piano sono state realizzate tre camere da due posti e due spogliatoi per il personale maschile. Le aree esterne sono state ripavimentate e la recinzione completamente sostituita con una nuova conforme alle specifiche tecniche della Polizia di Stato.
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Carburanti - Diesel e benzina, il boom del petrolio si sta già mangiando lo "sconto" delle accise
Il taglio delle accise inizia a determinare l'auspicata riduzione dei prezzi dei carburanti, ma la situazione dei mercati petroliferi rischia di annullare completamente i benefici del provvedimento governativo."Cominciano a vedersi questa mattina gli effetti del taglio delle accise sui prezzi dei carburanti alla pompa, dopo che ieri i prezzi sono invece aumentati a seguito del balzo delle quotazioni internazionali", scrive Staffetta Quotidiana nella sua consueta rilevazione giornaliera, sottolineando però che la continua "corsa dei mercati petroliferi internazionali rischia di mangiarsi lo sconto, almeno in parte". Le medie del MimitTornando al taglio delle accise, le compagnie hanno adeguato i listini alle nuove aliquote tra ieri pomeriggio (19 marzo) e questa mattina (20 marzo): Eni, IP, Q8 e Tamoil hanno ridotto di 24,4 centesimi (l'importo esatto del taglio dell'accisa più l'Iva) i prezzi consigliati di benzina e gasolio e di 12,2 centesimi quelli del GPL. Si è così concretizzato l'auspicato calo dei prezzi.A tal proposito, le medie nazionali elaborate proprio questa mattina dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano il gasolio self service a 1,978 euro/litro, contro i 2,123 euro/litro di ieri (-14,5 centesimi). La benzina scende di 15,1 centesimi, da 1,885 euro/litro a 1,734 euro/litro. In autostrada il diesel è a 2,048 euro/litro (-14,2 centesimi) e la verde a 1,812 euro/litro (-14,5 centesimi). Le rilevazioni di Staffetta QuotidianaLe medie elaborate dalla testata specializzata sulla base dei prezzi comunicati ieri mattina mostrano, ovviamente, valori più alti: al self-service, benzina a 1,887 euro/litro (+18 millesimi rispetto a mercoledì), diesel a 2,125 euro/litro (+20).Al servito, verde a 2,018 euro/litro (+17), gasolio a 2,256 euro/litro (+20), GPL a 0,706 euro/litro (invariato), metano a 1,510 euro/kg (+3) e GNL a 1,237 euro/kg (+2).Lungo le autostrade, benzina a 1,967 euro/litro (2,218 al servito), diesel a 2,190 euro/litro (2,441), GPL a 0,837 euro/litro, metano a 1,545 euro/kg e GNL a 1,310 euro/kg.
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Noleggio - Ad Alphabet Italia la medaglia d'oro di EcoVadis per l'impegno nella mobilità sostenibile
Alphabet Italia ha conquistato la Gold Medal di EcoVadis per il suo impegno nel campo della mobilità sostenibile. La società di noleggio a lungo termine del gruppo BMW ha ottenuto un punteggio di 85/100, posizionandosi così nel top 5% delle migliori aziende valutate a livello globale negli ultimi 12 mesi. Cosa significa il premio per AlphabetPer Alphabet Italia, il premio "non rappresenta soltanto un traguardo numerico, ma la certificazione di un percorso strutturato e coerente verso un modello di business sempre più responsabile, trasparente e orientato al lungo periodo". L'azienda, infatti, aveva già ottenuto la medaglia d'argento, ma ora è riuscita a raggiungere il livello Gold grazie a un miglioramento significativo in tutti i 21 criteri di sostenibilità analizzati. La valutazione EcoVadis si fonda su quattro pilastri strategici Ambiente, Lavoro e Diritti Umani, Etica e Acquisti Sostenibili e misura la capacità delle organizzazioni di integrare concretamente la sostenibilità nei processi aziendali, nella governance e nella gestione della filiera. "In ciascuna di queste aree, Alphabet Italia ha rafforzato politiche, procedure e sistemi di controllo, consolidando un approccio che coniuga performance economica e responsabilità sociale", aggiunge la società."Il conseguimento della Gold Medal EcoVadis è per noi motivo di grande orgoglio, evidenzia il presidente e amministratore delegato Marco Girelli (foto sopra). "Questo riconoscimento premia un percorso costruito nel tempo e conferma la solidità della nostra strategia ESG. Desidero ringraziare tutte le colleghe e tutti i colleghi che, grazie a un eccellente lavoro di squadra, hanno reso possibile questo successo. la dimostrazione che la sostenibilità non è un obiettivo isolato, ma un impegno condiviso che guida ogni nostra scelta".
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Concept - La cabrio Alfa Romeo mai vista: disegnata nel 2008, aveva il motore centrale e voleva sfidare la Porsche Boxster
Dopo la "Alfona" Tipo 941 e la MiTo CrossCoupé, il designer Juan Manuel Díaz, ex progettista Alfa Romeo che ha firmato la MiTo, ha pubblicato sul suo profilo Instagram un altro progetto mai entrato in produzione, questa volta per una sportiva compatta a motore centrale. Un'auto che, secondo il designer, nasceva per competere direttamente con "la bellezza e la precisione della Porsche Boxster". Un'idea che ha anticipato la 4CIl progetto di questo modello risale al 2008. Nei bozzetti pubblicati da Díaz si intravedono alcuni elementi che sarebbero poi stati utilizzati cinque anni più tardi sulla Alfa Romeo 4C (a sua volta anticipata dalla concept del 2011), dal cofano con le nervature a V che confluiscono nel trilobo alle prese d'aria laterali. Anche i gruppi ottici sono molto simili, soprattutto dietro: piccoli, di forma circolare, incastonati in una coda inclinata. "Per me", spiega il designer, "è stato più che un semplice esercizio di design. stata l'occasione di ripensare a cosa potrebbe essere un'Alfa Romeo sportiva moderna: compatta, leggera, che punta in maniera incondizionata sull'emozione di guida". Un modello che poteva cambiare la storia del BiscioneOltre l'auto in sé (che pure un suo fascino ce l'aveva, diciamocelo), la parte interessante che racconta Díaz è il pensiero che aveva portato alla sua ideazione, "la visione più ampia" che stava dietro. "L'idea", spiega il designer, "era posizionare Alfa Romeo come un competitor di Audi e Porsche nel segmento delle compatte sportive premium: auto veloci, emozionali e dal forte design". Al tempo stesso, questa scelta avrebbe permesso a "Maserati di concentrarsi su modelli più grandi ed esclusivi, di fascia alta, rafforzando una più chiara separazione strategica tra i due brand".
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Stellantis - Leapmotor B03 2027 al Salone di Parigi: la nuova elettrica sfida le compatte europee
Leapmotor ha confermato la sua presenza al Salone di Parigi, all'interno dello stand del gruppo Stellantis. Oltre ai modelli in arrivo sul mercato europeo nel 2026, la joint venture cinese porterà a Versailles anche la nuova B03, compatta elettrica di segmento B commercializzata in Cina con il nome A05: la nuova arrivata arriverà nel 2027 e dovrà farsi strada in un settore sempre più affollato, tra nomi consolidati come Renault 5 e Fiat 500e, e le novità in arrivo come Volkswagen ID. Polo e Cupra Raval. Forme da cittadinaLunga 4,2 metri, la Leapmotor B03 è alta 1,56 metri e ha un passo di 2,61 metri: lo spazio a bordo dovrebbe essere più che abbondante, in particolare per chi siede sulla seconda fila di sedili.Il frontale e il taglio dei gruppi ottici (sia anteriori sia posteriori) riprendono lo stile della B03X, con la quale condivide l'architettura Leap 3.5. Rispetto alla B-SUV, la B03 perde le protezioni in plastica, adotta un parabrezza più inclinato, ruote più piccole (da 16" invece che 18") e una coda meno imponente. Sarà solo elettricaPer quanto riguarda i powertrain, i piani di Leapmotor per la B03 prevedono al momento solo versioni full electric, con potenze da 94 e 121 CV.L'ipotesi di una variante con range extender è stata al momento scartata e rimandata a modelli di maggiori dimensioni, come le B10 e C10 già a listino e l'imminente media B05.Le batterie saranno al litio-ferro-fosfato, con capacità ancora non dichiarate. Per avere un riferimento, la B03X (nella foto sopra) dovrebbe garantire un'autonomia di circa 500 km (nel ciclo di omologazione cinese).
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Stellantis - Fiat 600 a benzina: arriva il nuovo motore 1.2 Turbo 100 CV con cambio manuale
Fiat presenta la 600 a benzina con cambio manuale, priva di elettrificazione. Si tratta della nuova entry level della gamma, che adotta l'1.2 tre cilindri da 100 CV, appena presentato su Peugeot 208 e 2008 e destinato gradualmente a tutti i modelli compatti del Gruppo Stellantis. Il nuovo motore, dotato di iniezione diretta, turbina a geometria variabile e catena di distribuzione, è abbinato esclusivamente alla trasmissione manuale a sei marce. Entro breve tempo, la Casa italiana comunicherà prezzi e dettagli tecnici della vettura. Al debutto con la versione speciale StreetLa Fiat 600 a benzina, che sarà offerta in tutti gli allestimenti già noti, affianca le versioni Hybrid ed elettriche e, per il suo debutto, è stata realizzata anche una serie speciale denominata 600 Street, che sarà prodotta in soli 2.000 esemplari.La Street è caratterizzata dalla livrea bicolore con loghi, finiture e cerchi in lega neri; inoltre, il tema scuro prosegue nell'abitacolo, con il nero scelto per padiglione, plancia e sedili, impreziositi da dettagli bianchi a contrasto.
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Immagini ufficiali - Nuovo look per Volkswagen Multivan e Caddy: le prime foto dei restyling 2026
Volkswagen ha diffuso le prime informazioni relative all'aggiornamento dei modelli Multivan e Caddy. Il debutto è previsto nella seconda parte del 2026: la Casa tedesca ha mostrato la prima immagine ufficiale del nuovo Multivan e un render del Caddy. Per quest'ultimo le informazioni complete saranno diffuse in un secondo tempo. Le novità del MultivanL'aggiornamento del Multivan riguarda principalmente il design del frontale, ma include anche nuove opzioni per i cerchi di lega (da 17 a 19 pollici) e per le tinte della carrozzeria, che per la prima volta sarà offerta anche in variante opaca.Nella parte anteriore troviamo nuovi gruppi ottici LED, abbinati a mascherina e paraurti ridisegnati: elementi ora più allineati con il DNA stilistico degli altri modelli del marchio di ultima generazione. Per offrire ulteriori possibilità di personalizzazione, Volkswagen ha previsto anche tre nuove verniciature bicolore.Il restyling arriva in un momento molto positivo per il modello: nel 2025 le vendite del Multivan hanno raggiunto il record di 38.700 unità, in crescita del 31% rispetto all'anno precedente.
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Cina - Nuova Xiaomi SU7, l'elettrica premium a prezzi da compatta: interni sofisticati, più cavalli e autonomia
Xiaomi ha presentato il primo aggiornamento della berlina sportiva SU7, che si rinnova soprattutto all'interno, dove arrivano materiali e lavorazioni più pregiate, che puntano a un posizionamento premium di questo modello. Crescono anche cavalli e autonomia: 690 i cavalli della versione più potente, 902 i chilometri di percorrenza massima della più efficiente, ovviamente nel permissivo ciclo locale CLTC.La nuova SU7 è già ordinabile in Cina, in tre diversi allestimenti: Standard, Pro e Max, con prezzi che partono da 219.900 yuan (circa 27.800 euro), 249.900 yuan (31.600 euro) e 303.900 yuan (circa 38.500 euro) rispettivamente.Al momento non è ancora confermata una data di arrivo in Europa: le incertezze che hanno travolto il mondo dell'auto negli ultimi mesi, a cominciare dai dazi di Trump, hanno convinto il colosso cinese a rinviare tutto al 2027. Fuori cambia pocoInvariate le dimensioni (5 metri di lunghezza e 3 di passo) così come i gruppi ottici, anteriori e posteriori. L'unica, quasi impercettibile differenza rispetto al modello precedente è il disegno della parte bassa del paraurti, con gli elementi a C in color carrozzeria di maggiori dimensioni e una presa d'aria più grande, che integra anche il radar anteriore. Debuttano in compenso nuove colorazioni per la carrozzeria: accanto a quelle già disponibili in precedenza (Mineral Gray, Pearl White, Brilliant Magenta e Radiant Purple) arrivano l'Obsidian Black, già visto sulla Xiaomi SU7 Ultra, il Dawn Pink della SUV Xiaomi YU7 e tre tinte inedite, ossia Coastal Blue, Blazing Red e Viridian Green. Nuovi anche i sei disegni dei cerchi di lega, con dimensioni da 19" a 21". Davanti c'è il frunk elettricoIn linea con il look premium della nuova SU7, arriva anche il frunk elettrico da 105 litri: il portello anteriore può essere aperto in ben otto modi diversi: tramite un tasto esterno, dal display centrale, dalla app, dal widget per lo smartphone, dal telecomando, avvicinando lo smartphone oppure con i comandi vocali, sia dentro che fuori dall'auto. Interni: un balzo in avantiCome dicevamo, le novità più importanti sono concentrate all'interno dell'abitacolo, disponibile in quattro colorazioni differenti: le Twilight Red e Mist Purple già disponibili in precedenza, a cui si aggiungono le nuove Midnight Black e Cream Beige. Il tunnel centrale è stato completamente ridisegnato: spariti i tasti fisici dal lato del conducente, ora ci sono solo due portabottiglie e altrettante piastre di ricarica per gli smartphone.Tutte le superfici con cui si può entrare in contatto sono morbide al tatto, il volante ha finiture cromate e i pulsanti lucidi hanno lavorazioni utilizzate in gioielleria. Migliorati anche i rivestimenti di sedili e pannelli porta, mentre le casse hanno griglie in metallo. Le nuove luci ambientali, strutturate su tre livelli di illuminazione e capaci di sincronizzarsi con la musica e le modalità di guida, sono lunghe 3,64 metri e avvolgono l'intero abitacolo. Ancora più intelligentePer quanto riguarda il software di bordo, la nuova SU7 porta in dote un infotainment più veloce, con un assistente vocale potenziato dalla AI in grado di memorizzare le conversazioni e riprendere "discussioni" interrotte in precedenza, la funzione "trasparenza" durante le manovre (per vedere sotto il cofano) e una suite di aiuti alla guida ancora più completa ed efficiente, in particolare nel traffico, grazie ai sensori lidar, i radar a onde corte, quelli a ultrasuoni e le telecamere ad alta definizione. Si viaggia in prima classeDi serie su tutta la gamma riscaldamento e ventilazione dei sedili anteriori. Quello del conducente è dotato di regolazioni elettriche a 18 vie: oltre a quelle già disponibili prima, tra cui l'angolo del poggiatesta e il supporto lombare, arrivano anche quelle per lunghezza della seduta (+60 mm) e dei fianchetti laterali. Per il passeggero, su richiesta, la configurazione "zero gravity" con modalità di massaggio dedicate. Migliorano anche le imbottiture dei sedili posteriori, che si possono reclinare fino a 121.Tutte e quattro le portiere hanno vetri fonoassorbenti, che lavorano insieme alla cancellazione attiva del rumore: il silenzio a bordo, afferma Xiaomi, è da "berlina di lusso di segmento D". Il tetto in vetro può essere oscurato in maniera indipendente per i passeggeri anteriori e posteriori; sui modelli per cui è previsto, il piccolo frigorifero di bordo (che contiene fino a 6 lattine, con apertura a cassetto per la seconda fila), ha un compressore dedicato che funziona con tre modalità di lavoro differenti. Debutta infine un nuovo sistema che si occupa del profumo in abitacolo, con tre diverse scelte: Woodland Bloom, Alpine Breeze e Cedar Mist. Aumentano CV e autonomiaL'architettura della nuova SU7 si chiama Xiaomi Smart Chassis 2.0, e offre numerosi aggiornamenti dal punto di vista tecnologico e delle prestazioni. Tutti i modelli montano le nuove unità elettriche V6s Plus, con potenze che vanno da 320 CV per la Standard ai 690 CV per la Max: quest'ultima scatta da ferma a 100 km/h in 3,08 secondi e raggiunge la velocità massima di 265 km/h. Le versioni Standard e Pro della SU7 hanno un'architettura a 752 V, mentre la Max lavora a 897 V, a tutto vantaggio della potenza di ricarica: 12 minuti per passare dal 10 all'80%. La capacità delle batterie non è stata dichiarata, ma nel ciclo di omologazione cinese la Standard percorre 720 km la Max 835, mentre la Pro arriva a ben 902 km.Di serie le sospensioni adattive a doppia camera, dotate di tre modalità di funzionamento: Comfort, Sport e Sport+, con un'escursione in altezza di 50 mm (-20 e +30), per potersi muovere su terreni diversi. Tra le altre migliorie della nuova SU7 c'è il nuovo impianto frenante, con pinze anteriori a quattro pistoncini per tutta la gamma e software di gestione preso dalla supersportiva SU7 Ultra, così come quello che regola lo sterzo.
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Fuoristrada - Festa del Papà in offroad: ho portato mio figlio di 9 anni su una Ineos Grenadier
Ci sono esperienze che immagini complicate da spiegare a un bambino di nove anni. L'offroad, di sicuro, è una di queste. Poi ti capita di salire su una Ineos Grenadier e capisci che, forse, non serve spiegare molto: basta partire insieme. Una Festa del Papà... diversaPer chi se lo stesse domandando, siamo a Novara, presso l'area offroad G04. Niente buoni regalo, niente cofanetti benessere. Ineos ha deciso di prendere una strada diversa, decisamente meno convenzionale. Per i nuovi proprietari della Grenadier, infatti, il regalo è un'esperienza: un corso di guida offroad per due persone. Ma andiamo con ordine, visto che per un giorno mi sono finto proprietario di una Grenadier.All'inizio è tutto nuovo, per mio figlio. L'altezza da terra, la visuale sul cofano piatto, quella postura da camion che più che intimorire, incuriosisce. Lui osserva il terreno, fa domande. Tante. E io provo a rispondere, anche se la verità è che stiamo imparando entrambi.Il mezzo, del resto, non ha bisogno di presentazioni. La Grenadier è uno di quei fuoristrada che parlano da soli: essenziale, concreto, costruito per andare ovunque. Poca elettronica, tanta meccanica. Un approccio analogico, pensato per chi il fuoristrada lo vuole vivere davvero. Tecnica, quella veraArriva la prima salita: ripida e interamente ricoperta di fango. Inserisco le ridotte, il cambio automatico ZF a 8 rapporti fa il resto e il sei cilindri BMW diesel spinge con una progressione calma. La Grenadier, qui, gioca in casa.Telaio a longheroni, assali rigidi Carraro e trazione integrale permanente con tre blocchi dei differenziali. Non è una soluzione raffinata: è robusta, pensata per lavorare. E infatti funziona. Senza effetti speciali. Solo sostanza. La sorpresaLa sorpresa più grande, però, è del bambino. Dopo i primi metri di silenzio arrivano gli occhi sgranati, le risate quando l'auto si inclina, le mani aggrappate alla maniglia. Ogni ostacolo diventa un evento. Anche una discesa, affrontata lasciando lavorare il freno motore, sembra enorme.E quando gli spieghi che possiamo attraversare quasi un metro d'acqua, ti guarda come se stessi esagerando. Poi magari ci provi davvero, e cambia tutto. Capire come funzionaNel frattempo inizi anche a guidare meglio. La Grenadier incassa tutto, ma ti fa sentire cosa succede sotto le ruote. Capisci dove mettere le gomme, quando rallentare, quando lasciare fare alla meccanica.Gli angoli caratteristici aiutano - 35,5 in attacco e 36,1 in uscita - ma colpisce la naturalezza con cui supera gli ostacoli. Non sembra mai in difficoltà, e questo abbassa anche la tua. Curiosità da fuoristradaPoi ci sono i dettagli. I comandi sul tetto, ispirati agli aerei. I pulsanti grandi e fisici, pensati per essere usati anche con i guanti. E una struttura progettata per essere riparata facilmente, con soluzioni volutamente semplici. Non perché manchi tecnologia, ma perché l'obiettivo è arrivare sempre a destinazione. Quello che restaAlla fine scendiamo entrambi con lo stesso sorriso, ma per motivi diversi. Io per com'è andata. Lui perché non se lo aspettava così. E forse è questo il punto: non solo l'offroad, non solo la tecnica, ma la scoperta.Far vedere a tuo figlio qualcosa di completamente nuovo e accorgerti che, per una volta, sei tu a guardarlo mentre impara. Il resto - dati, meccanica, Grenadier - rimane sullo sfondo. Ma quella faccia stupita vale più di qualsiasi specifica. Corso per dueEsperienze così non restano isolate. Chi sceglie la Grenadier, dal 19 marzo al 30 aprile 2026, ha anche la possibilità di tornare in offroad con un corso pensato per due persone con il proprio Grenadier.Secondo Nicholas Vagliviello, responsabile di ATflow, il corso offroad è solo l'inizio. L'obiettivo è costruire un rapporto più stretto con la community 4x4, con nuove iniziative previste per l'estate 2026. La direzione è chiara: creare un gruppo di utenti, non solo clienti, attorno al marchio e alla Grenadier.
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