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309 CV e trazione integrale di serie: la nuova Suzuki Across si può ordinare, ecco i prezzi

4 Ruote - 1 ora 20 min fa
Suzuki ha aperto gli ordini della nuova Across Plug-in Hybrid, la SUV derivata dalla Toyota RAV4 con powertrain ibrido ricaricabile da 309 CV. Disponibile in un unico allestimento, costa 55.900 euro; fino alla fine di settembre il prezzo è scontato di 4.500 euro (a fronte di permuta o rottamazione), scendendo così a 51.400 euro. I dati tecnici della Across La nuova Suzuki Across è lunga 4.600 mm, larga 1.855 e alta 1.685, e ha un passo di 2.690 mm. Il bagagliaio ha una capacità dichiarata di 672 litri, che diventano 1.647 con i sedili posteriori abbattuti. Il powertrain ibrido plug-in si basa su un motore benzina da 2.5 litri abbinato a due unità elettriche, che assicurano la trazione su tutt'e quattro le ruote. La potenza combinata è di 309 CV: la SUV giapponese scatta da ferma a 100 km/h in 6,1 secondi e raggiunge la velocità massima di 180 km/h. La batteria ha una capacità di 22,7 kWh, ma l'autonomia in elettrico non è stata ancora comunicata. La dotazione di serie La Suzuki Across è disponibile nel solo allestimento Top che comprende: cerchi di lega da 18", fari full LED davanti e dietro, specchietti ripiegabili elettricamente, vetri posteriori oscurati e portellone ad apertura elettrica. In abitacolo c'è la strumentazione digitale da 12,3" abbinata all'infotainment connesso da 12,9" con Apple CarPlay e Android Auto wireless, l'head-up display, la piastra di ricarica a induzione, volante e sedili anteriori riscaldati (conducente a regolazione elettrica), la telecamera a 360, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, il cavo di ricarica domestica e il climatizzatore bizona. Sul fronte della sicurezza, accanto ai sette airbag c'è la guida assistita di livello 2 con monitoraggio degli angoli ciechi, anche in retromarcia. Il listino di Suzuki Across Suzuki Across Plug-in Hybrid 2.5 Top 4WD AT: 55.900 euro
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L'aftermarket cambia volto: a Latina il confronto europeo su dati, regole e competenze

4 Ruote - 1 ora 30 min fa
Il 17 e 18 giugno Latina ha ospitato l'assemblea generale 2026 di ADPA (Automotive Data Publishers' Association), l'associazione europea dei principali operatori indipendenti specializzati nella pubblicazione, organizzazione e distribuzione di dati tecnici automotive e informazioni per il settore.L'evento, organizzato presso la sede di Tekné Consulting, parte di Unit Holding, ha rappresentato un momento di confronto internazionale su alcuni dei temi più rilevanti per il futuro dell'aftermarket: accesso ai dati dei veicoli, digitalizzazione, mobilità connessa, concorrenza, sostenibilità, sicurezza e sviluppo di nuove competenze professionali. Il confronto con imprese, istituzioni e stakeholder La prima giornata si è aperta con l'accoglienza dei partecipanti e il saluto delle autorità locali. Sono intervenuti rappresentanti del Comune e della Provincia di Latina, che hanno sottolineato il valore dell'iniziativa per il territorio e l'importanza di occasioni capaci di connettere imprese locali, istituzioni e reti europee dell'innovazione.A seguire, i membri ADPA e gli ospiti hanno visitato la sede di Tekné Consulting e Unit Holding, approfondendo le attività del gruppo nell'ambito dei servizi tecnici, dei dati automotive, della formazione e delle soluzioni digitali a supporto degli operatori indipendenti dell'autoriparazione. Il programma è proseguito con la presentazione della storia di Tekné Consulting e Unit Holding, raccontando un percorso imprenditoriale nato dall'esperienza diretta nel settore dei ricambi e dell'autoriparazione e progressivamente evoluto verso servizi ad alto contenuto tecnico, digitale e formativo a disposizione dell'intera filiera aftermarket. Nasce l'Automotive Innovation Center In occasione dell'Assemblea Generale ADPA 2026 è stato inoltre presentato e inaugurato l'AIC - Automotive Innovation Center, nuovo polo dedicato alla formazione imprenditoriale e professionale avanzata nel settore automotive. Il progetto nasce per rispondere alla crescente richiesta di competenze specialistiche da parte del mercato e prevede un investimento di oltre 1,5 milioni di euro. L'obiettivo è creare a Latina un centro di riferimento per la preparazione di tecnici specializzati nelle nuove tecnologie della mobilità.L'AIC si propone come uno spazio di sviluppo e trasferimento di competenze capace di accompagnare l'evoluzione del settore, supportando la preparazione dei professionisti chiamati a operare sulle tecnologie che stanno trasformando la mobilità."L'autoriparatore del futuro non è più soltanto un meccanico - spiegano Fabrizio Olivier, titolare di Unit Holding, e Patrick Lo Pinto, CEO di Tekné Consulting - ma un imprenditore e professionista chiamato a operare su veicoli sempre più digitali, connessi e tecnologicamente avanzati. Per questo la formazione rappresenta un fattore decisivo per la competitività delle imprese". Il panel Il momento centrale della giornata è stato il panel "Challenges and opportunities in the aftermarket from Italian and European perspectives", dedicato alle sfide e alle opportunità del mercato indipendente dal punto di vista italiano ed europeo.Al confronto hanno preso parte Michael Pedersen, presidente ADPA e moderatore dell'incontro; Pierre Thibaudat, direttore generale ADPA; Carmine Fiorentino, CTO di Tekné Consulting; Carlo Siviero, Editoriale Domus, direttore Data Factory & Analisi di Mercato; Andrea Boni, ADIRA.Il dibattito ha affrontato il tema dell'evoluzione dell'aftermarket in un contesto caratterizzato dalla crescente integrazione tra tecnologia, dati e servizi digitali. In particolare, è stato evidenziato come la possibilità per gli operatori indipendenti di accedere a informazioni complete, aggiornate e utilizzabili rappresenti un presupposto essenziale per garantire concorrenza, qualità degli interventi, sicurezza stradale e libertà di scelta per automobilisti e imprese.Tra i temi emersi figurano anche il ruolo delle banche dati tecniche multibrand, la necessità di regole europee efficaci e tecnologicamente aggiornate, l'impatto della digitalizzazione sui processi di manutenzione e riparazione e il crescente fabbisogno di competenze qualificate per accompagnare la trasformazione del settore. L'assemblea La seconda giornata è stata dedicata ai lavori interni dell'Assemblea Generale ADPA, con un'agenda focalizzata sui principali dossier europei che incideranno sul futuro dell'aftermarket. Tra i temi affrontati: Type Approval Regulation, SERMI, Delegated Act, Motor Vehicle Block Exemption Regulation, Data Act, Digital Omnibus ed End-of-Life Vehicle Regulation.Si tratta di ambiti normativi centrali per definire l'equilibrio competitivo del settore nei prossimi anni. L'accesso ai dati generati dai veicoli, la disponibilità di informazioni tecniche, la regolazione dei rapporti tra costruttori e operatori indipendenti, la gestione del ciclo di vita dei veicoli e la sicurezza delle procedure digitali saranno infatti elementi determinanti per l'evoluzione del mercato europeo della manutenzione, riparazione e distribuzione di servizi automotive. Un settore strategico In sintesi, il confronto ospitato a Latina ha confermato come l'aftermarket non sia più soltanto un comparto di servizio, ma una componente strategica dell'intero ecosistema automotive europeo. La transizione digitale, l'evoluzione delle tecnologie di bordo e il quadro normativo europeo stanno modificando profondamente il modo in cui vengono prodotti, gestiti e utilizzati i dati tecnici. In questo scenario, il ruolo degli operatori indipendenti e dei data publisher diventa decisivo per assicurare un mercato aperto, innovativo e competitivo.In questo contesto, la nascita dell'Automotive Innovation Center rafforza ulteriormente il messaggio emerso durante le due giornate: il futuro dell'aftermarket si gioca non solo sul piano delle regole e dell'accesso ai dati, ma anche sulla capacità di formare nuove professionalità in grado di operare sulle tecnologie della mobilità di domani.L'Assemblea ADPA ha quindi rappresentato non solo un appuntamento associativo, ma anche un momento di confronto concreto sul futuro dell'automotive aftermarket europeo, con l'Italia e Latina al centro di un dialogo che coinvolge imprese, istituzioni, autoriparatori e consumatori.
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V8 da 612 CV e massaggi anche ai polpacci: il lusso della Mercedes-Maybach GLS

4 Ruote - 1 ora 32 min fa
A poche settimane dal lancio del restyling dell'intera gamma, Mercedes presenta l'ammiraglia Mercedes-Maybach GLS. Le novità riguardano lo stile, le finiture, gli accessori e la dinamica di guida, con l'obiettivo di migliorare ulteriormente un prodotto già posizionato all'apice della sua categoria. Frontale ad hoc e nuovi cerchi Lo stile è stato affinato lavorando soprattutto sul frontale, che si distingue subito dalle altre GLS per la mascherina specifica e per la scritta Maybach illuminata, alla quale si aggiunge in alcuni mercati anche la stella a tre punte. I gruppi ottici presentano inoltre le luci diurne con doppia stella e finiture interne rose gold. Anche i cerchi in lega da 23 pollici, proposti in alternativa a quelli a 20 fori da 22 pollici, sono specifici e adottano le coppette centrali con stella autolivellante. Massaggia anche i polpacci Il ricco abitacolo, al quale si accede grazie alle pedane elettriche retrattili con illuminazione LED, è impreziosito da sedili ancora più confortevoli. Gli anteriori presentano una nuova funzione di massaggio pulsante, mentre quelli Executive posteriori estendono il trattamento persino ai polpacci. Il climatizzatore è inoltre dotato della filtrazione multi-stage, che rinnova l'aria interna ogni 90 secondi e cattura le polveri sottili. stato ulteriormente migliorato anche il confort acustico, mentre l'infotainment MBUX propone una grafica specifica Maybach e una serie di funzioni evolute, tra cui il Virtual Assistant con IA generativa. Il V8 ibrido da 612 CV Dentro il cofano la GLS in versione Maybach propone l'esclusivo V8 biturbo mild hybrid M177 EVO da 612 CV e 850 Nm, dotato di doppio albero di equilibratura e sistema ibrido a 48 Volt. Dal punto di vista dinamico, i tecnici Mercedes hanno modificato lo sterzo per renderlo più diretto e preciso, mentre le sospensioni Airmatic con E-Active Body Control sfruttano il cloud-based damping, che analizza la strada e prepara la vettura ad assorbire le sconnessioni. Nella modalità di guida Curve, il modello è in grado di contrastare il rollio inclinandosi verso l'interno della curva fino a tre gradi. Nuove personalizzazioni Fondamentali, come da tradizione della Casa, le personalizzazioni. Debuttano a listino le nuove varianti di verniciatura bicolore Dark Petrol pastello e Green Silver metallic, oltre alla tinta MANUFAKTUR Patagonia Red metallic. Per l'abitacolo arrivano invece la nuova pelle Maybach Exclusive Nappa Beech Brown e Macchiato Beige, le finiture della plancia in legno di noce V-Groove a poro aperto e il tessuto silver/black con cuciture diamond.
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Storydriver, le candidature sono chiuse: ora tocca a noi!

4 Ruote - 1 ora 56 min fa
Si sono chiuse le candidature per Storydriver, la talent academy di Quattroruote dedicata ai nuovi creator dell'automotive. La redazione ha ricevuto un numero di reel superiore alle attese: centinaia di candidati hanno inviato il proprio video di presentazione, mettendosi alla prova davanti alla telecamera per raccontare la loro affinità con il mondo dei motori. Inizia la selezione I giornalisti di Quattroruote stanno visionando ogni candidatura singolarmente, con l'obiettivo di individuare i profili più adatti al percorso. L'esito della selezione sarà comunicato ai partecipanti entro la prima settimana di settembre.  Chi verrà scelto riceverà la convocazione per il bootcamp dell'Academy, in programma a ottobre presso il nostro Centro prove di Vairano, con la collaborazione di Xpeng, che fornirà le vetture su cui i partecipanti si eserciteranno e il materiale formativo a supporto. Il percorso prevede masterclass e produzione di contenuti sul campo, affiancati dai giornalisti e dai collaudatori della testata, in collaborazione con il team del Digital Journalism Fest di Francesco Oggiano.
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C'è chi vende il diesel a 2,7 euro, i prezzi saliranno ma da Roma non arrivano segnali sulle accise

4 Ruote - 2 ore 5 min fa
Il mercato petrolifero lancia segnali di continuo peggioramento: Staffetta Quotidiana segnala come il Brent sia sempre più vicino ai 90 dollari al barile, mentre le quotazioni del gasolio raffinato sono in costante ascesa (per la benzina si registra invece un leggero arretramento). Ovviamente salgono anche i prezzi dei carburanti alla pompa: il diesel ha sfondato la soglia dei 2,1 euro al litro (secondo le segnalazioni, a Milano si arriva addirittura a 2,7) e la benzina è a soli due centesimi e mezzo dal massimo annuale toccato a maggio.Questa mattina, 21 luglio, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,942 euro al litro per la benzina (+7 millesimi rispetto a ieri), 2,107 per il gasolio (+16), 0,745 per il GPL (-2) e 1,576 euro/kg per il metano (+5). Sulla rete autostradale verde a 2,032 euro (+7), diesel a 2,181 (+17), GPL a 0,880 (invariato), metano a 1,591 (+1).Inoltre, non si vedono segnali di tregua né tantomeno di un'inversione di tendenza. Anzi, i prossimi giorni potrebbero essere caratterizzati da ulteriori rialzi. Staffetta Quotidiana segnala la decisione di Eni di aumentare di due centesimi al litro i prezzi consigliati del diesel e di IP di alzare di un centesimo benzina e gasolio, mentre Q8 ha optato per un aumento rispettivamente di due e quattro centesimi e Tamoil di due e tre centesimi. Modalità di vendita e marchi Quanto ai prezzi praticati per modalità di vendita, elaborati da Staffetta Quotidiana sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie (rete stradale e autostradale insieme) vedono la benzina self service a 1,938 euro (compagnie 1,943, pompe bianche 1,927) e il diesel a 2,093 (2,094; 2,092). Al servito, verde a 2,074 (2,115; 1,997), gasolio a 2,231 (2,267; 2,162), GPL a 0,755 (0,764; 0,745), metano a 1,570 (1,565; 1,575), GNL a 1,443 (1,449; 1,438).Lo spaccato dei principali marchi mostra Eni a 1,941 sulla benzina self service (2,149 al servito) e 2,075 sul gasolio (2,284); IP a 1,951 (2,118) e 2,103 (2,270); Q8 a 1,938 (2,100) e 2,094 (2,263); Tamoil a 1,936 (2,014) e 2,092 (2,174). Governo immobile I numeri confermano quindi un progressivo deterioramento dei prezzi. Diverse associazioni dei consumatori hanno chiesto al governo di intervenire come fatto quattro mesi fa con il primo taglio delle accise, un provvedimento più volte prorogato nel tempo. Peccato che lo sconto sia scaduto il 3 luglio scorso e da allora, complici le rinnovate tensioni tra Iran e Stati Uniti in Medio Oriente, i prezzi non abbiano fatto altro che salire rapidamente.Il Codacons, per esempio, ha denunciato i livelli raggiunti in alcune stazioni di servizio. Un distributore di Milano ha portato il gasolio, in modalità self service, a quasi 2,7 euro al litro. "Al di là dei casi limite registrati sulla rete urbana e su quella autostradale, i rincari dei listini alla pompa avranno effetti pesanti sulle vacanze estive degli italiani. In questo periodo dell'anno, infatti, aumentano gli spostamenti delle famiglie e i rifornimenti ai distributori", ha avvertito l'associazione, secondo cui "il governo deve intervenire con urgenza per calmierare i prezzi di benzina e gasolio, adottando un nuovo taglio delle accise da far valere fino a fine agosto, quando ci sarà il controesodo estivo".Per ora, però, a Roma non si registrano reazioni. Repubblica, per esempio, definisce "attendista" la posizione di Palazzo Chigi e, al momento, non si sta valutando un ripristino dello sconto. Tra l'altro, negli scorsi giorni il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha anche lanciato l'ipotesi di sostegni selettivi per imprese e famiglie a basso reddito, senza però ottenere il necessario via libera.In altre parole, l'esecutivo, a sua volta alle prese con le prime avvisaglie di crisi (si parla di un ritorno anticipato alle urne in autunno a causa della battaglia parlamentare sulla nuova legge elettorale), è immobile: si va avanti soltanto con il monitoraggio dei prezzi praticati alla pompa e della situazione nello Stretto di Hormuz. 
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Dall'unione di Notess e Auto No Problem nasce Fleet Specialist

4 Ruote - 2 ore 48 min fa
Il mercato del noleggio a lungo termine si arricchisce di un nuovo protagonista. Dalla fusione di Notess e Auto No Problem,due realtà attive nel brokeraggio e nell'intermediazione del noleggio a lungo termine, nasce Fleet Specialist.La nuova società nasce con la missione diaccompagnare piccole e medie imprese, professionisti e partite Iva nel passaggio dalla proprietà del veicolo a una mobilità più efficiente,offrendo un servizio di consulenza personalizzata e un'assistenza continua durante l'intero ciclo di vita del contratto di noleggio a lungo termine. L'obiettivo è semplificare la gestione della mobilità offrendo al cliente soluzioni costruite su misura, competenze specialistiche e un supporto costante, dalla scelta del veicolo fino alla gestione completa e quotidiana della flotta. I cardini del progetto  Fleet Specialist si fonda sull'esperienza ultraventennale maturata dalle due aziende fondatrici, che insieme possono contare già oggi su 3.350 clienti e 6.500 veicoli gestiti. A guidare Fleet Specialist sarà un consiglio di Amministrazione composto da Iacopo Chelazzi, Matteo De Bortoli, Tommaso De Bortoli e Andrea Dellabianca."Fleet Specialist nasce dalla volontà di unire competenze, esperienza e visione per offrire un modello di consulenza realmente orientato al cliente", commenta il presidenteTommaso De Bortoli. "Crediamo che oggi il mercato richieda non solo tecnologia ed efficienza, ma anche capacità di ascolto, competenze specialistiche e una presenza concreta sul territorio. Vogliamo essere un partner affidabile che accompagna imprese e professionisti nelle loro scelte di mobilità, costruendo relazioni di lungo periodo e offrendo un supporto costante."Un elemento distintivo del progetto sarà la collaborazione strategica con My Mobility, tech company specializzata nella gestione delle grandi flotte aziendali e nelle soluzioni di noleggio a medio termine. La sinergia tra le competenze consulenziali di Fleet Specialist e My Mobility consentirà di offrire un servizio specializzato nella gestione delle grandi flotte con più servizi, integrando innovazione tecnologica e assistenza personalizzata. Attraverso un team dedicato e la piattaforma tecnologica, i fleet manager potranno delegare la gestione operativa e monitorare in tempo reale tutte le attività legate al parco veicoli, gestendo in un unico ambiente digitale ordini, consegne, manutenzioni, rifornimenti, pedaggi, parcheggi, multe, chilometraggi, scadenze e tagliandi. Il sistema mette inoltre a disposizione strumenti evoluti di reportistica, gestione dei veicoli in pool e controllo dei costi, offrendo una visione completa delle performance della flotta.
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Sta tornando la 2CV, ma nei piani Citroën c'è anche un altro nome storico

4 Ruote - 3 ore 10 min fa
Come sarà la nuova 2CV elettrica? Il Double Chevron punta a tornare nel segmento delle monovolume con la Picasso? Quanti altri modelli arriveranno nei prossimi anni? Dalla presentazione del piano FaSTLAne 2030 presentato da Antonio Filosa è emerso il nuovo ruolo di Citroën come marchio regionale, ossia attivo solo in alcune aree geografiche come l'Europa. Le novità in arrivo, da qui al 2030, sono comunque parecchie: qui ve le presentiamo tutte. Si comincia con la 2CV La più attesa di tutte è lei, la 2CV elettrica, che richiama in tutto e per tutto lo spirito del modello originale, prodotto dal 1948 al 1990 in oltre cinque milioni di esemplari, con le sue doti di accessibilità, praticità e versatilità. La piccola francese verrà presentata come prototipo al prossimo Salone di Parigi di metà ottobre (e che vedete qui in una nostra ricostruzione), per arrivare sul mercato nel 2028. La nuova "due cavalli" fa parte della famiglia di E-Car di Stellantis, elettriche compatte a basso costo: per questi modelli, Stellantis si è prefissata l'obiettivo della parità di costo tra motorizzazioni termiche ed elettriche, con prezzi attorno ai 15 mila euro. Come l'omologo modello a marchio Fiat, di cui ancora non sappiamo il nome, verrà prodotta a Pomigliano d'Arco (con l'ipotesi di aggiungere un sito alternativo se la domanda dovesse essere molto alta, come si augurano i vertici Stellantis). Piccola quanto basta Il pianale E-Car sviluppato da Stellantis punta a ridurre i costi senza troppi fronzoli: come le altre piccole elettriche del gruppo, anche la nuova 2CV non avrà autonomie record né motori potenti, ma quanto basta per muoversi nel traffico cittadino con disinvoltura. Le dimensioni si collocheranno sotto quelle dell'attuale C3 (399 cm), superando però quelle della vecchia C1, che sfiorava i tre metri e mezzo. Basandoci sul teaser diffuso da Stellantis durante la presentazione del suo nuovo piano strategico, nella nostra ricostruzione la 2CV ha forme tondeggianti, fari a LED tonparzialmente integrati nel paraurti ma sporgenti nella parte superiore, e il logo Double Chevron di grandi dimensioni. C'è spazio per il ritorno della Picasso? Al momento non ci sono conferme ufficiali, ma alcune indiscrezioni circolate nelle scorse settimane lasciano immaginare un possibile ritorno della monovolume Picasso, con uno stile derivato dalla concept Elo, svelata lo scorso anno al Salone di Bruxelles: una monovolume lunga 410 cm capace di ospitare sei posti. Originale la disposizione, che con ogni probabilità non verrà replicata in un eventuale modello di serie: posto guida centrale, con due sedute laterali più piccole, e una seconda fila con tre sedili singoli. L'abitacolo è modulare, con portiere ad armadio e pavimento piatto (grazie all'architettura elettrica). Arriva anche l'erede della Ami Tra i progetti in cantiere in casa Citroën c'è anche l'erede della Ami, la microcar elettrica arrivata nel 2020 che ha scombussolato i canoni della mobilità cittadina. Per ora non ci sono informazioni sul nuovo modello: come sta facendo Fiat con la Topolino e la Multiplina, però, non è da escludere una variante più grande a quattro posti. Le altre novità da qui al 2030 In totale, il programma di Citroën prevede il lancio di sette modelli entro il 2030: tra questi, anche una crossover con linee filanti, da coupé (sulla falsariga di C4 X e C5 X) e almeno tre nuove SUV, di cui una di segmento D, nel quale la Casa francese non è presente da diversi anni.
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La Panda che non si chiamerà Panda: in Brasile arriva la Fiat Argo X

4 Ruote - 5 ore 11 min fa
La Fiat Grande Panda, lo sappiamo, è un modello globale. nata in Italia, ma verrà venduta in tutto il mondo in versioni aggiornate secondo gli standard locali. Il primo modello derivato dalla segmento B si chiamerà Fiat Argo X e sarà destinato al Brasile, dove verrà prodotta. Al momento non è chiaro se si tratterà di una vera e propria evoluzione della Grande Panda o se sarà semplicemente una versione aggiornata nell'assetto per digerire meglio le sconnesse strade brasiliane. In entrambi i casi, dalle fiancate spariranno le scritte Panda e i motori si aggiorneranno per diventare bifuel, così da poter essere alimentati a benzina o bioetanolo. Il nome è stato svelato durante le celebrazioni per il mezzo secolo di attività della fabbrica di Betim da Herlander Zola, presidente di Stellantis per il Sudamerica. Cinquant'anni fa, infatti, questo stabilimento iniziava la sua storia industriale con la produzione della Fiat 147. Oggi il complesso si estende su 2,2 milioni di metri quadrati e si prepara a una nuova fase della sua evoluzione. Fiat Argo X: così la Grande Panda si adatta al Brasile La Fiat Argo X, il cui debutto produttivo è fissato per i prossimi mesi, non nasce per sostituire immediatamente l'attuale Argo, ma per affiancarla. La strategia di Fiat punta infatti a mantenere in commercio l'attuale generazione della compatta, che nel 2026 si conferma il quarto modello più venduto del mercato brasiliano, introducendo la variante "X" come una proposta inedita. L'obiettivo dichiarato è unire robustezza costruttiva e design efficiente, rispondendo alle esigenze di un mercato dove Fiat detiene la leadership assoluta: qui un'auto su cinque vendute è del Lingotto, mentre tra i pick-up uno su due porta il marchio italiano. Il ruolo strategico del Polo di Betim L'Argo X rappresenta il primo tassello concreto del piano d'investimento da 32 miliardi di Real (circa 5,3 miliardi di euro) che Stellantis ha stanziato per il Sudamerica fino al 2030. Di questa cifra, ben 14 miliardi di Real saranno concentrati esclusivamente sul Polo di Betim, confermando la centralità del sito nelle strategie globali del gruppo. Non si tratta di una scelta casuale: il mercato brasiliano è attualmente il primo al mondo per Fiat, con 270.955 unità immatricolate solo nel primo semestre del 2026, pari al 40% delle vendite mondiali del marchio.I dati relativi al Polo di Betim descrivono un asset industriale di proporzioni enormi: una capacità installata di 650.000 veicoli l'anno, oltre 19.000 collaboratori diretti e una filiera che conta più di 400 fornitori. Dalle sue linee di montaggio, dove oggi vengono prodotte la Pulse, la Fastback e la Fiat Strada (il veicolo più venduto in Brasile dal 2021), sono usciti oltre 18 milioni di veicoli in cinquant'anni, di cui 4 milioni destinati all'esportazione in 40 Paesi. Con l'arrivo dell'Argo X e la recente designazione dello stabilimento come Hub per il Centro di Expertise in Cybersicurezza di Stellantis, Betim evolve da centro produttivo a polo tecnologico avanzato.
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Volkswagen apre gli ordini della ID. Cross: i prezzi della nuova elettrica da oltre 400 km

4 Ruote - Lug 20,2026
Volkswagen ha aperto gli ordini della ID. Cross, SUV elettrica di segmento B costruita sulla nuova piattaforma MEB+, alla base della nuova famiglia di modelli a batteria del costruttore tedesco, dalla ID. Polo alla Cupra Raval alla Skoda Epiq. La ID. Cross è commercializzata in due allestimenti, Life e Style, con un listino che parte da 37.450 euro. Oltre 400 km di autonomia La Volkswagen ID. Cross è lunga 4.153 mm, alta 1.581 e larga 1.794, con un passo di 2.601 mm. Rispetto alla T-Cross, la B-SUV elettrica offre più spazio per passeggeri e bagagli: per questi ultimi c'è un vano da 475 litri (+20 rispetto alla termica) con un ampio doppiofondo, a cui si aggiunge il frunk anteriore da 25 litri. Una sola la motorizzazione per ora disponibile, da 155 kW (211 CV), abbinata a una batteria da 52 kWh, per un'autonomia di 427 chilometri. Tra la fine del 2026 e il 2027 la gamma si amplierà con modelli più accessibili, con powertrain meno potenti (85 kW/115 CV e 99 kW/135 CV) e batterie da 37 kWh. La dotazione della ID. Cross Life Il modello d'ingresso della gamma ID. Cross prevede di serie i cerchi di lega da 18", i fari a LED anteriori, i mancorrenti sul tetto e gli specchietti ripiegabili elettricamente. A bordo troviamo quadro strumenti da 10,25" e infotainment da 12,9" con connettività wireless per smartphone, luci ambientali, climatizzatore bizona, selezione del profilo di guida, telecamera posteriore e sensori di parcheggio davanti e dietro, ricarica a induzione e tecnologia V2L. Di serie anche la guida assistita di livello 2 con cruise control adattivo e mantenimento della traiettoria. La dotazione della ID. Cross Style La versione più ricca aggiunge i fari a matrice di LED, le luci ambientali in trenta colorazioni, l'antifurto volumetrico, l'ingresso e avviamento senza chiave, il rivestimento dei sedili in tessuto riciclato Seaqual, volante e sedute anteriori riscaldabili, vetri posteriori oscurati. Tanti pacchetti su richiesta Di serie la carrozzeria in Ascot Grey; il Pure White pastello costa 540 euro, mentre i metallizzati Celestial Blue, Deep Black, Dolomite Silver e Nori Green costano 715 euro. Il Kings Red costa invece 840 euro. Su richiesta cerchi di lega di maggiori dimensioni, tetto panoramico (1.200 euro), pompa di calore, navigatore connesso (780 euro), impianto audio Harman Kardon (705 euro). Sulla versione Style si possono avere i sedili anteriori regolabili elettricamente con memoria (780 euro). I prezzi di Volkswagen ID. Cross ID. Cross 211 CV 52 kWh Life: 37.450 euroID. Cross 211 CV 52 kWh Style: 40.400 euro
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Meno emissioni e conti record: il primo bilancio di sostenibilità di OMR

4 Ruote - Lug 20,2026
OMR Automotive si racconta in modo trasparente e misurabile presentando il primo bilancio di sostenibilità della sua storia, relativo al 2025. L'azienda di Rezzato (Brescia), leader internazionale nella progettazione e produzione di componenti strutturali, ha scelto di anticipare gli obblighi previsti dalla normativa europea.Il gruppo ha registrato un margine operativo lordo di 58 milioni di euro, pari all'11% del fatturato, il valore più elevato dalla fondazione. L'utile netto è stato di 22 milioni, con un patrimonio di 295 milioni. Gli stabilimenti italiani hanno consumato 17.900 MWh di energia proveniente da fonti rinnovabili, di cui oltre 2.270 MWh generati attraverso impianti fotovoltaici, ottenendo una riduzione del 6% delle emissioni di CO2. Parola d'ordine, leggerezza Pilastro della strategia è lo sviluppo di tecnologie basate sull'alluminio, materiale che consente di alleggerire i componenti fino al 40-50% rispetto alle soluzioni tradizionali, contribuendo alla riduzione di consumi ed emissioni dei veicoli. Parallelamente, questa eccellenza italiana investe nell'economia circolare, valorizzando il recupero interno dei materiali. Le persone al centro Oggi l'azienda conta 4.000 collaboratori tra Europa, Nord America, Asia e Africa. Nel perimetro di rendicontazione ufficiale, che comprende 1.623 risorse, il 94% dei dipendenti è assunto a tempo indeterminato."La sostenibilità si misura anche attraverso la centralità delle persone - ha sottolineato il presidente di OMR Automotive, Marco Bonometti - abbiamo sempre scelto di tutelare il nostro capitale umano".
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In Brasile un'auto su 5 è Fiat: per i 50 anni arrivano Toro e Fastback Hybrid

4 Ruote - Lug 20,2026
Mezzo secolo di presenza industriale in un mercato strategico come quello brasiliano non rappresenta solo un traguardo cronologico, ma una conferma di leadership. Qui in Brasile, infatti, un'auto su cinque vendute ha il marchio Fiat. Per celebrare questo importante anniversario, il Lingotto ha lanciato le serie speciali 50 Years per due dei suoi modelli di punta: il pick-up Toro e la SUV-coupé Fastback.Entrambi saranno prodotti in una tiratura limitata di 550 unità ciascuno, puntando su una dotazione tecnologica superiore rispetto al resto della gamma e, soprattutto, sui motori mild hybrid. Toro 50 Years Il Fiat Toro 50 Years, basato sull'allestimento Volcano, è il primo pick-up prodotto in Brasile equipaggiato con un'architettura a 48 volt. Il 1.3 Turbo 270 Flex (176 CV e 270 Nm) lavora in sinergia con il sistema elettrico mild hybrid, promettendo una riduzione dei consumi di carburante fino al 12% e un calo delle emissioni di CO2 stimato intorno all'11%. L'estetica è caratterizzata dalla livrea esclusiva "Maximum Steel", dai cerchi e dalla calandra oscurati e dal badge commemorativo esterno. All'interno, l'abitacolo offre rivestimenti in suede con cuciture dedicate, un infotainment da 10 pollici e un pacchetto ADAS completo che include la frenata automatica d'emergenza e il monitoraggio dell'angolo cieco. Fastback 50 Years Parallelamente, la Fastback 50 Years nasce sulla versione Impetus e adotta il tre cilindri 1.0 turbobenzina T200 12V MHEV (130 CV quando alimentato a etanolo e 125 CV con la benzina). Sulla carta, Fiat parla di riduzioni dei consumi dovute alla presenza dell'elettrificazione nell'ordine dell'11,5% quando si marcia a benzina e del 9,8% con l'etanolo. Tra le dotazioni specifiche spiccano il tetto panoramico, il quadro strumenti digitale personalizzato con animazione di benvenuto esclusiva e il display dell'infotainment da 10,1 pollici con compatibilità wireless per smartphone. Entrambi i modelli presentano dettagli come la bandiera Fiat sul selettore del cambio e un badge numerato nell'abitacolo, che ne sottolinea l'esclusività.
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Grandine sulle auto, aumentano i danni: ecco le province dove si rischia di più

4 Ruote - Lug 20,2026
Si intensificano i fenomeni temporaleschi estremi, tra cui bombe d'acqua e grandine: da questo punto di vista il 2026 si preannuncia uno degli anni più "caldi" (se ci passate il gioco di parole), anche per quanto riguarda i danni provocati alle automobili. Un fenomeno in crescita Secondo i dati dell'Osservatorio Verti Movers, che ha analizzato oltre 300.000 polizze nel periodo 2021-2026, i primi mesi di quest'anno hanno già registrato 45 sinistri da grandine ogni 1.000 polizze, contro una media di 37 ogni 1.000 rilevata nel quinquennio precedente. Il dato è coerente con le osservazioni meteorologiche, che nei primi cinque mesi dell'anno hanno già censito 950 eventi di grandine distribuiti in 63 giornate distinte, prima ancora dell'inizio della stagione estiva, quando il fenomeno tende a intensificarsi. Dove si rischia di più Se lo scorso anno la provincia più colpita dalla grandine è stata Rimini (con oltre un'auto su due danneggiata), nel 2026 tocca al Nord Italia, con il primato - temporaneo - per Brescia, che registra 178 sinistri ogni 1.000 polizze, il valore più alto mai riscontrato nella provincia lombarda. A seguire ci sono Monza-Brianza (138), Pordenone (109), Como (88) e Verona (78). A Milano ci sono già 53 sinistri ogni 1.000 polizze. Si può essere avvisati via SMS Per venire incontro agli automobilisti, Verti ha lanciato un servizio di alert tramite SMS, che avvisa i propri assicurati in caso di fenomeni di grandine imminenti. possibile aggiornare il comune di riferimento o modificare i propri dati di contatto, utile nei periodi di ferie o di vacanze lontani dalla propria abitazione. "I dati del nostro Osservatorio confermano che la grandine non avvisa e non segue un calendario", spiega Marco Buccigrossi, Digital Business Director della società assicurativa. "Prevenzione significa farsi trovare pronti: valutare con attenzione le proprie coperture accessorie, conoscere il livello di esposizione della regione in cui si vive e non attendere che si verifichi l'evento per mettere la propria auto in un luogo protetto".
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Jeep e Ram hanno dei nuovi capi: chi sono Coté e VanDyke, le scelte di Filosa

4 Ruote - Lug 20,2026
Stellantis, guidata dal CEO Antonio Filosa, ha affidato due dei suoi marchi più importanti a due dirigenti con una lunga esperienza nel settore automobilistico. Branden Coté assumerà il 3 agosto prossimo il ruolo di amministratore delegato del brand Jeep, in sostituzione di Bob Broderdorf, che si prenderà un congedo per motivi di salute e, al suo rientro, assumerà un nuovo incarico dirigenziale all'interno dell'azienda. Matt VanDyke, invece, è stato nominato, con effetto immediato, nuovo responsabile del marchio Ram, una posizione finora ricoperta ad interim da Tim Kuniskis, da luglio 2025 a capo dei marchi americani, del marketing e della strategia di vendita al dettaglio per il Nord America. Veterani del settore Entrambi i dirigenti, che riporteranno direttamente a Tim Kuniskis, vantano lunghe carriere nel settore automobilistico. Coté entra a far parte di Jeep dopo vent'anni nella gestione delle attività di vendita al dettaglio, sia per costruttori sia per concessionari. Il suo ultimo incarico è stato quello di presidente del marchio AutoNation, una delle realtà più note del Nord America nella commercializzazione di veicoli. Nel suo percorso professionale figurano anche esperienze in Aston Martin, Canoo e Mercedes-Benz.Anche VanDyke può contare su una solida esperienza nel comparto automotive, avendo ricoperto, tra gli altri, il ruolo di presidente di Shift Digital, azienda leader nel marketing digitale che ha collaborato con alcuni dei marchi automobilistici più importanti al mondo. Prima di entrare in Shift, è stato CEO di FordDirect e ha ricoperto diverse posizioni in Ford Motor Company, tra cui responsabile marketing per gli Stati Uniti, vicepresidente marketing per Ford Europa e responsabile globale di marketing, vendite e assistenza per Lincoln.
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A Porto Cervo arriva il tempio delle Range Rover più esclusive

4 Ruote - Lug 20,2026
Range Rover sceglie Porto Cervo, in Sardegna, per creare un Bespoke Studio, seguendo l'esempio già sviluppato con successo a Cannes e Mykonos. Il marchio inglese ha scelto l'esclusiva area della Promenade du Port per realizzare uno spazio di 350 metri quadrati che, fino al 30 settembre, accoglierà su invito gli ospiti, guidandoli alla scoperta dei modelli e delle possibilità di personalizzazione. Un esemplare unico e un tour esclusivo Sarà inoltre esposta la Range Rover Bespoke Pearl of Tay, svelata alla Milano Design Week, che rappresenta al meglio le potenzialità del programma Bespoke. Alcuni esemplari della Range Rover saranno anche a disposizione dei clienti per percorrere itinerari panoramici in Costa Smeralda e scoprire tecnologia e confort dei modelli grazie alla presenza di istruttori professionisti. Il Waterfront pop-up e la collaborazione con lo Yacht Club Fino al 10 settembre sarà attivo anche un secondo spazio al Porto Cervo Waterfront, nel Porto Vecchio. L'installazione curata da Gio Pagani riprende il progetto presentato al Mastery Market di Londra, con tendaggi e composizioni floreali. Gli ospiti riceveranno inoltre in omaggio un bouquet personalizzato.Range Rover ha infine rinnovato la collaborazione con lo Yacht Club Costa Smeralda in qualità di partner, fornendo navette VIP per soci e ospiti e gestendo la Range Rover Boutique riservata al club privato.
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Smart #2, le foto dei test su strada: l'erede della fortwo è sempre più vicina

4 Ruote - Lug 20,2026
Smart ha pubblicato nuove immagini della #2, l'erede della fortwo attesa sul mercato nel 2027: l'elettrica verrà presentata nella sua forma definitiva al prossimo Salone di Parigi, che si terrà dal 12 al 18 ottobre. Gira in un fazzoletto Le fotografie diffuse oggi mostrano un prototipo impegnato nei test su strada, e confermano quanto già visto nella Concept #2: carrozzeria super compatta, ispirata alla fortwo, con sbalzi ridotti al minimo e ruote ai quattro angoli della carrozzeria, per mettere a disposizione il massimo dello spazio ai due passeggeri. La smart #2 dovrebbe avere una lunghezza massima inferiore ai 280 centimetri, con un diametro di volta di 6,95 metri: parcheggi e manovre nel traffico non saranno un problema. Accanto alla hatchback, la gamma andrà man mano arricchendosi con la variante cabrio (come per la fortwo, potrebbe avere i montanti del tetto smontabili) e Brabus ad alte prestazioni. Al posteriore non ci sarà il portellone unico visto nella concept, ma il lunotto che si apre separatamente dalla ribaltina inferiore. Dentro c'è un divano All'interno, una piccola (anche in senso letterale) rivoluzione: non ci saranno le tradizionali sedute separate, ma un'unica panchetta per conducente e passeggero, con un vano portaoggetti al centro, apribile tramite una maniglia di tessuto, e un bracciolo integrato nello schienale, reclinabile all'occorrenza. La plancia avrà linee pulite, con un andamento a forma di S e bocchette circolari per l'aria, che richiamano quelle della fortwo. Fino a 300 km di autonomia La smart #2 nasce sulla nuova piattaforma Eca (Electric Compact Architecture), sviluppata internamente dalla joint venture tra Geely e Mercedes-Benz: la sospensione posteriore ha uno schema multilink a cinque bracci, mentre la batteria dovrebbe avere una capacità di 35,7 kWh, sufficiente per assicurare un'autonomia di circa 300 km. In corrente continua, si passa dal 10% all'80% in meno di 20 minuti. Di serie la funzione vehicle-to-load, per alimentare dispositivi esterni. Rimane l'incognita prezzo Oltre ai dati tecnici dell'auto, al Salone di Parigi potrebbe essere finalmente svelato, se non il listino definitivo, almeno il range orientativo di prezzi per la nuova smart #2. Secondo le prime indicazioni, non confermate, si potrebbe partire da circa 20.000 euro, per arrivare ai 25.000 dell'allestimento più ricco, con l'obiettivo dichiarato di competere con modelli compatti come la Renault Twingo. Staremo a vedere.
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Drivalia lancia il nuovo abbonamento CarCloud 2027

4 Ruote - Lug 20,2026
Drivalia ha lanciato una nuova soluzione: si chiama CarCloud 2027 ed è un'evoluzione dell'attuale abbonamento mensile. Infatti, è pensato per consentire a privati e professionisti di pianificare in anticipo il rientro alla quotidianità post-estiva ed è stato sviluppato per unire flessibilità di utilizzo e accessibilità economica. Le caratteristiche del nuovo abbonamento In particolare,CarCloud 2027permette di prenotare oggi un abbonamento che diventerà operativo a settembre: l'utentesalta così i mesi estivi, ma blinda da subito le tariffe più vantaggiose. La nuova formula prevede infatti un costo d'iscrizione ridotto a 20 euro rispetto alla tariffa standard di 199 euro, a cui si aggiunge una riduzione di 20 euro sul canone mensile applicata per le prime tre mensilità (tutti gli importi sono Iva inclusa). Rimangono immutati i servizi e i vantaggi del programmaCarCloud: canone mensile fisso, copertura assicurativa completa (Kasko, furto, danni, RCA), pacchetto di 2.000 chilometri mensili (che diventano illimitati per le vetture 100% elettriche) e libertà di uscire dal programma, senza alcuna penale, a partire dal secondo mese.CarCloud 2027 si articola in 5 formule di abbonamento,:CarCloud City Planet 2027: l'accesso alla mobilità ibrida con Fiat Panda Hybrid, proposta a 389 euro/mese (409 euro dopo i primi tre mesi).CarCloud City 2027: il segmento urbano versatile (DR 4.0 GPL, DR 5.0 GPL, DR F35 GPL, Opel Corsa, Peugeot 208) a 419 euro/mese (439 euro).CarCloud Family 2027: spazio e comfort per la famiglia (EMC 6, Peugeot 2008, Ford Puma, Fiat 500X) a 499 euro (519 euro).CarCloud Electric 2027: auto a zero emissioni (Jeep Avenger, Peugeot e-208, Fiat 500e, Opel Corsa Electric, Skywell BE11) a 549 euro (569 euro).CarCloud SUV 2027: Suv per le lunghe percorrenze (Jeep Compass Phev, Jeep Renegade Phev, Ford Kuga Phev, DR 6.0 GPL, EVO 6 GPL, Sportequipe 6 GPL, Tiger Six GPL) a 599 euro (619 euro).
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Un solo chip, 75 kg e consumi record: Thunder, il nuovo cuore delle elettriche Geely

4 Ruote - Lug 20,2026
Geely ha svelato un powertrain elettrico di nuova generazione denominato Thunder. La particolarità di questa tecnologia è la compattezza e la leggerezza del pacchetto, che riunisce in un unico elemento 12 componenti hardware e quattro sistemi software per un peso complessivo di 75 kg, in media il 15% in meno rispetto a una struttura tradizionale. Il sistema debutterà entro la fine dell'anno in Cina sulla Geely Galaxy TT e sulla Lynk & Co 02 aggiornata. Un unico chip per tutte le funzioni Il motore, l'inverter, la trasmissione, il caricabatteria di bordo e tutti i sistemi legati alla conversione della corrente e alla distribuzione dell'energia sono integrati in un unico elemento, soluzione che garantisce ingombri ridotti e una maggiore libertà nella progettazione dei veicoli. Tutte le funzioni sono inoltre gestite da un unico chip, rendendo più semplice la programmazione e la condivisione dei dati e riducendo la latenza da 40 a 2 millisecondi. Ingombri ridotti e raffreddamento potenziato Sulle vetture a trazione anteriore ciò si traduce anche in un maggiore spazio per i bagagli: il frunk può guadagnare fino a 28 litri di capacità. L'estrema compattezza del sistema pone però alcune sfide dal punto di vista della gestione termica. Per questo Geely ha sviluppato un sistema di raffreddamento a 54 canali che consente di abbassare di 15 gradi le temperature medie di funzionamento. Al momento sono previste due varianti del powertrain Thunder: quella a motore singolo da 333 CV e quella bimotore da 578 CV. Efficienza record e Guinness World Record nel drift Secondo i primi dati di omologazione CLTC, il powertrain Thunder raggiunge un'efficienza del 93,8%, mentre i primi test su strada con un prototipo basato sulla berlina Galaxy TT hanno evidenziato un consumo medio di 8,2 kWh/100 km. Geely è voluta andare oltre registrando anche un record: la vettura ha percorso 46,094 km in sbandata controllata, entrando così nel Guinness World Record.
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Che fine faranno Giulia e Stelvio? Tutti i modelli Alfa Romeo in arrivo entro il 2030

4 Ruote - Lug 20,2026
Che fine faranno Giulia e Stelvio? Tornerà davvero la Giulietta? E quale modello raccoglierà l'eredità della Tonale? Il piano FaSTLAne 2030 presentato da Antonio Filosa offre le prime indicazioni sul futuro di Alfa Romeo e sulle novità che vedremo arrivare nei prossimi anni. Dalla nuova compatta che potrebbe riportare in vita il nome Giulietta alla SUV destinata a sostituire la Tonale, fino ai dubbi ancora aperti sui modelli di segmento D, ecco tutti i progetti del Biscione da qui al 2030. Il futuro di Giulia e Stelvio Su web e sui social ci sono tante indiscrezioni che si rincorrono, con chi si affretta a dare per "morti" i due modelli di segmento D della Casa di Arese. La verità è che per il momento il loro futuro è assolutamente incerto. Posto che le attuali Stelvio e Giulia rimarranno in produzione ancora per un po' (almeno un paio d'anni, senza restyling o aggiornamenti che esulino dai normali Model Year), Alfa Romeo ha tutte le intenzioni di rimanere nel segmento D: quello che ancora non si sa è come vorrà essere presente. Sono sicuramente allo studio uno o più modelli di grandi dimensioni, previsti non prima del 2028, ma ancora non si sa se saranno una SUV e una berlina, come nel caso di Stelvio e Giulia, o se solo uno dei due, se manterranno gli stessi nomi o se i vertici del marchio opteranno per qualcosa di diverso. Si parte con la SUV di segmento C La novità più attesa di Alfa Romeo è una nuova SUV di segmento C, costruita sulla piattaforma Stla Medium (già usata per la nuova Jeep Compass, la Lancia Gamma e molti altri modelli a ruote alte del gruppo Stellantis), prevista tra la fine del prossimo anno e il 2028, destinata a prendere il posto della Tonale. Come anticipato nella nostra ricostruzione, la nuova SUV del Biscione avrà un cofano lungo con il frontale prominente, con gruppi ottici molto sottili e una nuova evoluzione del Trilobo. La gamma di motorizzazioni seguirà con ogni probabilità quanto già visto su altri modelli del gruppo, ossia versioni full electric seguite da quelle ibride. Trattandosi di un'Alfa Romeo, non possiamo escludere l'arrivo di una Quadrifoglio ad alte prestazioni. Le varianti a zero emissioni potrebbero avere un'architettura a 800 Volt (che consente ricariche più rapide in corrente continua) e batterie al litio-ferro-fosfato, con struttura cell-to-body. L'erede della Giulietta Accanto alla nuova SUV di segmento C, la novità più attesa dagli alfisti è la nuova hatchback media realizzata sulla nuova piattaforma STLA One. Linee affusolate e sportive, con forme rialzate, vicine a quelle di una crossover. Il cofano è scolpito, e punta deciso verso il basso, con i gruppi ottici affusolati che rendono particolarmente "aggressivo" lo sguardo dell'erede della Giulietta. Per le motorizzazioni vale lo stesso discorso della SUV: arriverà una gamma multienergia che prevede unità ibride e full electric, con architettura a 800 V e batterie LFP con struttura cell-to-body. Su questi due modelli non è da escludere la presenza di soluzioni high-tech come lo sterzo steer-by-wire, il nuovo sistema di infotainment STLA SmartCockpit e le tecnologie di connettività e guida assistita dell'architettura software STLA Brain. La sportiva di Bottega Fuoriserie Oltre ai modelli destinati a grandi volumi, la Casa di Arese non dimentica la sua tradizione di auto sportive: dalla Bottega Fuoriserie nascerà infatti un secondo modello speciale, che segue la 33 Stradale. Ancora presto per sapere quali forme e quali motorizzazioni avrà questa nuova vettura d'altissima gamma, ma le aspettative sono - compresibilmente - altissime. E c'è chi azzarda anche il nome di Giulia Coupé... Alfa Romeo Junior La B-SUV della Casa di Arese per ora è destinata a rimanere al suo posto, con le motorizzazioni ibride (anche integrale con la versione Q4) ed elettriche, compresa la Veloce da 281 CV. A cavallo tra il 2026 e il 2027 dovrebbe arrivare il primo restyling, per aggiornare un modello che ha debuttato nel 2024.
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Come affrontare il cambiamento nella gestione delle flotte

4 Ruote - Lug 20,2026
Maurizio Capogrosso, Presidente dell'Osservatorio Top Thousand, che riunisce i fleet manager delle imprese italiane con le flotte più grandi, interviene sull'evoluzione del ruolo dei gestori di parchi di veicoli da personale operativo a figure strategiche. L'intervento completo su Quattroruote Fleet&Business di luglio-agosto. Benessere e sicurezza al centro Il mondo del lavoro cambia rapidamente, trasformando la gestione dei mezzi aziendali. Il ruolo del fleet e del mobility manager si è evoluto da una funzione puramente logistica e di controllo operativo a una figura strategica e complessa. Oggi, chi gestisce la flotta deve integrare aspetti cruciali come la sostenibilità ambientale, il controllo dei costi e l'adozione di nuove tecnologie (es. veicoli elettrici e sistemi telematici), collaborando in sinergia con altre funzioni chiave: Risorse Umane, IT, Acquisti e Finanza. L'obiettivo è creare sistemi intelligenti che migliorino la mobilità aziendale riducendo consumi ed emissioni.Il benessere e la sicurezza dei dipendenti sono centrali nella car policy. Guidare in modo sicuro e responsabile riflette la cura dell'azienda per le persone. Attraverso corsi di eco-driving e guida sicura, organizzati con le Risorse Umane, l'azienda ottiene benefici economici concreti (meno incidenti, riparazioni e assenze) e aumenta la soddisfazione dei lavoratori. Inoltre, una gestione sostenibile della flotta comunica all'esterno i valori dell'impresa, migliorandone la reputazione e l'attrattività per i talenti sensibili alla responsabilità sociale e ambientale. La rivoluzione dell'IA Le scelte del fleet manager influiscono direttamente sul bilancio di sostenibilità e sulle valutazioni ESG, parametri ormai decisivi per gli investimenti e i rapporti commerciali. In questo contesto, l'intelligenza artificiale (IA) emerge come un alleato fondamentale. L'IA permette di ottimizzare i percorsi dei veicoli commerciali, gestire la manutenzione predittiva, migliorare lo stile di guida e supportare le decisioni strategiche come la pianificazione della flotta. Nonostante le sfide legate alla privacy, alla complessità tecnologica e alla formazione, l'IA promette di rivoluzionare il settore.L'innovazione tecnologica deve tradursi in utilità reale. Tecnologie avanzate, come i sistemi di ricarica ultrarapida (per esempio il BYD Flash Charger in grado di ricaricare dal 10 al 97% in nove minuti), dimostrano che l'efficienza pratica conta più delle contrapposizioni ideologiche. Il dibattito sulla mobilità del futuro deve quindi focalizzarsi su soluzioni concrete, accessibili ed efficienti. Saranno il mercato, l'esperienza degli utenti e lo sviluppo tecnologico a determinare il ritmo e la velocità della transizione verso una mobilità elettrica e connessa.
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La crisi Volkswagen coinvolge l'Italia: ecco perché i problemi tedeschi sono anche i nostri

4 Ruote - Lug 20,2026
Il gruppo Volkswagen è finito al centro dell'attenzione per il piano di ristrutturazione che potrebbe portare alla chiusura di diverse fabbriche e a migliaia di esuberi. Ma il caso del costruttore di Wolfsburg è solo la parte più visibile di un problema più ampio: l'intera industria automobilistica tedesca sta mostrando segnali di difficoltà. E la questione riguarda da vicino anche l'Italia, perché tra i due Paesi esistono legami economici e industriali molto più stretti di quanto si possa immaginare.Ne abbiamo parlato da poco in Quattroruote al bar, ma è utile riprendere alcuni dati utilizzati durante l'ultima puntata per mettere in chiaro un aspetto: chiunque pensi che la crisi della Volkswagen sia una vicenda tutta tedesca e solo tedesca si sbaglia di grosso.Vediamo dunque quali sono i numeri in gioco, con un'avvertenza: sul piatto ballano cifre miliardarie e, di conseguenza, il destino di tanti lavoratori italiani. Il peso della Germania sull'automotive italiano A tal fine useremo i dati dell'associazione nazionale della filiera automobilistica, Anfia, e in particolare i rapporti sull'andamento dell'interscambio di autoveicoli (dalle autovetture ai mezzi industriali) e componenti.L'anno scorso, la nostra industria ha importato veicoli per 36,4 miliardi di euro (-1,4% sul 2024), di cui 32 miliardi di vetture (-1,7%). Il valore dell'export, invece, si è attestato a 16,1 miliardi (-11%), con le sole automobili a 11,4 miliardi (-9,6%). Il saldo è stato dunque negativo per ben 20 miliardi, in aumento rispetto ai 19 miliardi di deficit del 2024, soprattutto per effetto delle autovetture. In questo caso ha pesato la crisi delle produzioni Stellantis, con volumi tornati ai livelli di quasi 70 anni fa.La componentistica automotive è invece in forte surplus. A fronte di un import pari a 17,3 miliardi (-1,4%), l'export è aumentato dello 0,3% a 24,7 miliardi. Pertanto, il saldo è stato positivo per 7,4 miliardi (7 miliardi nel 2024).Detto questo, sono particolarmente interessanti i dati sull'origine delle importazioni e sulla destinazione delle esportazioni. Partiamo dagli autoveicoli. La sola Germania pesa per ben il 30% sull'import, tre volte più della Spagna (11%) e quasi quattro rispetto alla Francia (6,2%). Berlino ha inoltre il peso maggiore anche sull'export con il 17,2%, contro il 16,2% degli Stati Uniti e il 12,1% della Francia.Lo stesso discorso vale, pur con le dovute differenze, per la componentistica: i tedeschi rappresentano il 23,9% delle importazioni e il 20,2% delle esportazioni. E questo senza considerare quanto sia articolata la filiera. Molti nostri prodotti possono, per esempio, essere inviati in Francia per poi essere integrati in soluzioni destinate alla Germania. Inoltre, non va dimenticata l'ampia rete produttiva dei costruttori tedeschi al di fuori dei confini nazionali. Non ci sono dettagli precisi, ma una parte, anche consistente, delle nostre esportazioni verso la Spagna è probabilmente destinata ai vari impianti locali dei gruppi Volkswagen e Mercedes o dei loro fornitori. Perché la crisi tedesca può avere effetti anche sull'Italia  Tutto ciò serve a comprendere quanto siano stretti i legami tra l'automotive italiano e quello tedesco. Se però si amplia lo sguardo, le cifre in gioco crescono ulteriormente e dimostrano quanto Italia e Germania siano legate a doppia mandata.Durante la puntata abbiamo citato un'elaborazione della Camera di Commercio Italo-Germanica su dati Istat. Nel 2025 l'interscambio commerciale tra Italia e Germania ha raggiunto i 157,8 miliardi di euro, tornando a crescere dopo due anni di calo: +1,2% sul 2024 e terzo valore più alto mai registrato.Di particolare rilievo è l'inversione di tendenza dell'export italiano, salito da 71 a 72,2 miliardi dopo due anni di contrazione. L'import dalla Germania, invece, si è mantenuto sostanzialmente stabile, passando da 85 a 85,6 miliardi.La Germania si conferma così il primo partner commerciale dell'Italia, mentre Roma mantiene il sesto posto tra gli interlocutori economici di Berlino. Tra i settori di riferimento dell'interscambio, la Camera di Commercio cita agroalimentare, elettrotecnico-elettronico, macchinari e, naturalmente, l'automotive.Non solo. Sul piano territoriale, le prime cinque regioni italiane per valore dell'interscambio registrano tutte variazioni positive. La Lombardia continua a rappresentare l'hub più rilevante, con circa un terzo dei flussi complessivi, pari a 52,5 miliardi (+1%). Seguono il Veneto, in crescita del 2,6% per un totale di 23,9 miliardi, l'Emilia-Romagna (+6,5%) con 19,8 miliardi, il Piemonte (+1,4%) con 14,3 miliardi e il Lazio (+7,1%) con 9 miliardi.E quando si parla di Lazio non si può non fare riferimento a un comparto con un peso elevato per la nostra economia: il turismo. Secondo i dati presentati dall'Enit all'Itb di Berlino, la Germania è il primo mercato per arrivi turistici in Italia. Nei primi nove mesi del 2025, 11,1 milioni di tedeschi hanno scelto di soggiornare nel nostro Paese (+4,9% rispetto al 2024), con una spesa complessiva di 7,5 miliardi di euro (+1,7%).Per il 2025 non mancano inoltre segnali di ulteriore crescita, nonostante l'economia tedesca non sia nella migliore forma possibile. Ecco perché le difficoltà della Germania ci riguardano da vicino e molto più di quanto si pensi.
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