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Gucci in Formula 1: dal 2027 sarà Title Sponsor della Alpine

4 Ruote - Mag 27,2026
C'è un dato che, più di ogni altro, racconta cosa è diventata la Formula 1 nel 2026: in meno di dodici mesi, due colossi del lusso mondiale hanno deciso di legare il proprio nome al Circus. Prima LVMH, sponsor ufficiale del Mondiale grazie a un accordo decennale da oltre un miliardo di dollari. Ora Gucci, che dal 2027 sarà Title Sponsor della Alpine e darà il proprio nome alla scuderia francese: "Gucci Racing Alpine Formula One Team". la prima volta nella storia che una maison di moda di alta gamma assume questo ruolo in F1.L'operazione, annunciata con un accordo pluriennale i cui dettagli economici non sono stati ancora resi pubblici, segna anche la fine del contratto tra Alpine e BWT e con esso del celebre rosa che aveva caratterizzato la livrea negli ultimi anni. Al suo posto, i colori storici di Gucci, nero e oro, che andranno a caratterizzare la livrea della prossima vettura transalpina.I perché dell'operazioneLa logica industriale dietro questa partnership va oltre la mera sponsorizzazione. Da anni la Formula 1 è uscita dal perimetro stretto dello sport per diventare una piattaforma di contenuti globale, con un pubblico che le società di lusso fino a poco tempo fa potevano solo sognare: oltre un miliardo e mezzo di spettatori a stagione, una composizione demografica sempre più giovane e - dato cruciale per chi vende moda - sempre più femminile. il punto sottolineato da Luca de Meo, oggi alla guida del gruppo Kering (proprietario di Gucci) dopo una lunga carriera nell'automotive culminata con l'incarico di amministratore delegato di Renault. De Meo descrive la F1 come "una delle piattaforme di contenuti premium più influenti al mondo", non più solo un palcoscenico sportivo quindi, ma un canale di promozione su scala globale.Il ragionamento è semplice: il lusso ha bisogno di nuovi territori di racconto. Il calcio è saturo, il tennis è frammentato, il golf resta una nicchia. La F1, invece, combina audience televisiva massiccia, presenza in mercati strategici (USA, Medio Oriente, Far East), un calendario fisso e prevedibile, e un'estetica naturalmente compatibile con i codici del lusso: velocità, precisione, eccellenza tecnica, design.Nasce "Gucci Racing"L'accordo con la Alpine non si esaurisce nello sponsor visibile sulla vettura. Gucci ha contestualmente lanciato Gucci Racing, definita dalla maison come una piattaforma di business ed esperienze costruita "all'intersezione tra lusso e sport". In pratica: collezioni dedicate, abbigliamento ufficiale del team realizzato direttamente dalla casa fiorentina, attivazioni nei weekend di gara, contenuti editoriali. Una strategia che ricalca quella già sperimentata da LVMH con Louis Vuitton (i trofei consegnati ai vincitori sono custoditi in trunk firmati dalla maison parigina) ma con un coinvolgimento più verticale.Francesca Bellettini, Presidente e ceo di Gucci, ha sottolineato come la partnership rappresenti per il brand un "nuovo capitolo", definizione non casuale per una maison che negli ultimi due anni ha attraversato un riposizionamento strategico complesso, con cambi al vertice creativo e la necessità di rilanciare la desiderabilità presso un pubblico più giovane.Briatore, Benetton, Alpine: il cerchio si chiudeNon è un caso che l'operazione sia maturata sotto la gestione di Flavio Briatore, tornato in Alpine nel 2024 come consulente e oggi team principal. Il manager piemontese ha già dalla sua l'esperienza con Alessandro Benetton e l'ononima squadra, di cui l'Alpine è erede diretta attraverso la successiva metamorfosi in Renault F1 Team. Briatore ha parlato di "grandi risultati che potremo raggiungere insieme a livello globale", e ha ricordato come "il Team di Enstone ha già dimostrato in passato che la moda può arrivare anche in Formula Uno".
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Malya, lelettrica che usa il biometano quando serve

4 Ruote - Mag 27,2026
Malya è la nuova concept di auto elettrica presentata da Umberto Palermo Design, Federmetano e Reinova. Un progetto che risponde ai criteri per le E-Car fissate dall'Unione Europea: nasce come prodotto interamente made in Italy, dallo sviluppo alla produzione, passando per tutti i livelli della filiera. L'auto, pensata per un uso urbano e suburbano, è una crossover lunga meno di 4 metri, mossa da un'unità elettrica. Range extender a metano L'elemento più innovativo della Malya è la possibilità di ampliarne le possibilità di utilizzo grazie a un range extender alimentato a biometano, in cui il motore termico si occupa solo di caricare le batterie. Rimane comunque disponibile la ricarica da rete domestica e da colonnina pubblica. Lo stile è firmato da UP Design, mentre Reinova si occuperà dello sviluppo hardware e software del powertrain, studiando l'integrazione di motore elettrico e termico, batteria, unità di controllo e assale elettrificato; a Federmetano il compito di portare il know-how sui sistemi di stoccaggio bioCNG e la rete di distributori di gas naturale compresso e liquefatto. Non giga, ma nanofactory Il modello produttivo immaginato per Malya non è quello della gigafactory ma della nanofactory: produzioni mirate, mercati settoriali e flessibilità industriale. Un approccio che punta a dimostrare la sostenibilità economica di un'industria automobilistica italiana, su scala ridotta ma non per questo meno concreta.
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Tutti la criticano, ma a Roma la Ferrari Luce dal vivo è già sold out

4 Ruote - Mag 27,2026
La Ferrari Luce, presentata un paio di giorni fa, ha scatenato un vespaio di polemiche, infinite discussioni sui social e sui forum (anche i nostri), meme e parodie di ogni genere. Chi l'ha vista dice che è fondamentale averla davanti agli occhi per poter esprimere un giudizio più corretto e obiettivo sulla prima elettrica di Maranello. Anche qui in redazione le discussioni non sono mancate, e ci siamo seduti attorno a un tavolo proprio per discuterne assieme. E non a caso Ferrari ha organizzato per sabato 30 maggio, dalle 16:30 alle 22:30, un evento aperto al pubblico per poterla vedere dal vivo, presso la Vela di Calatrava, il palcoscenico dove è stata svelata la Luce. Evento che è andato sold out in pochissimo tempo. Segno che - nonostante le critiche - la curiosità per la prima Ferrari elettrica è davvero tanta. Alla Vela di Calatrava Costruita a Tor Vergata nel 2005 per la mai nata "Città dello sport", è rimasta per quindici anni pressoché abbandonata, simbolo di degrado urbano, e riqualificata negli anni scorsi grazie all'Agenzia del Demanio, Roma Capitale e Regione Lazio, trasformata in un'arena multifunzionale all'aperto, capace di accogliere fino a 15mila persone. In questo spazio, Ferrari ha deciso di presentare la Luce in un evento aperto al grande pubblico, gratuito, che si svolgerà sabato 30 maggio. L'esperienza Ferrari Luce I fortunati che sono riusciti a prenotare uno slot per l'evento potranno vivere quella che viene definita "esperienza immersiva", che prevede l'esposizione delle componenti tecnologiche e di design della Ferrari Luce, approfondimenti per conoscerne le caratteristiche uniche, e infine vedere dal vivo l'auto nella sua completezza, accanto ad altri modelli storici di Ferrari. L'evento si svolgerà dalle 16:30 alle 22:30 nella giornata di sabato 30 maggio. La partecipazione è gratuita, previa registrazione sul portale eventoferrariveladicalatrava.com. Dove, al momento, non ci sono più posti disponibili.
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Emissioni CO2, il conto delle multe: chi rischia miliardi e chi (come Tesla) guadagna

4 Ruote - Mag 27,2026
Tutti i costruttori europei sono in attesa di comprendere cosa voglia fare l'Unione europea per risolvere diversi problemi che gravano sull'intera industria automobilistica europea. Uno è rappresentato dalle multe per le emissioni CO2: la Commissione Ue ha già allentato i vincoli normativi con un meccanismo di compliance triennale, ma al Parlamento europeo è arrivata anche una proposta per ampliare l'arco temporale a cinque anni.Detto questo, la domanda è quale sia l'ammontare delle sanzioni finora accumulate dai vari gruppi attivi sul mercato europeo. La risposta arriva da uno studio di Dataforce sugli effetti economici della normativa CAFE (Corporate Average Fuel Economy): Volkswagen, Stellantis, Mercedes-Benz, Nissan e Mazda rischiano le multe più pesanti, mentre altri produttori - Tesla e quattro gruppi cinesi - hanno accumulato enormi crediti.Attenzione, però. La società di consulenza mette in chiaro che lo studio è limitato alle sole autovetture e quindi non include i veicoli commerciali leggeri, che rappresentano la principale fonte di preoccupazione per tutte le aziende. Inoltre, le multe effettive andranno calcolate considerando l'eventuale ricorso allo strumento del pooling e, comunque, saranno pagate a consuntivo del triennio 2025-2027: eventuali anni a credito andranno a compensare quelli a debito. Il cortocircuito prodotto da Bruxelles Il corto circuito prodotto da BruxellesLo studio, basato su un calcolo dei debiti e dei crediti accumulati nell'intero 2025 e nei primi 4 mesi del 2026, fa riferimento alle due principali disposizioni della normativa: i target e le multe. A partire dal 2025, il limite medio di emissioni di CO2 per le nuove auto è fissato a 93,6 g/km: in caso di sforamento dei target specifici - ogni Casa ne ha uno diverso da quello medio europeo - i costruttori devono pagare 95 euro per ogni grammo in eccesso, moltiplicati per il numero di veicoli venduti.Dataforce mette in luce una delle principali distorsioni prodotte dai regolamenti comunitari. La normativa CAFE - sottolinea la società guidata in Italia da Salvatore Saladino - ha spinto i costruttori ad accelerare drasticamente la transizione verso le elettriche, molto più rapidamente di quanto il mercato sia oggi disposto ad assorbire. Il risultato è un aumento degli investimenti industriali necessari alla transizione, accompagnato da un forte ridimensionamento della produzione e dell'occupazione nel settore. Inoltre, per difendere i margini o prepararsi a scenari peggiori, i produttori hanno aumentato, anche in modo eccessivo, i prezzi delle auto.La situazione diventa ancora più paradossale se si considera che, quando il mercato non acquista i volumi di elettrico attesi dalla normativa, l'Ue impone ai costruttori pesanti sanzioni CO2 per non essere riusciti a vendere ciò che la politica industriale europea vorrebbe che il consumatore comprasse, avverte Dataforce, evidenziando un altro effetto già segnalato negli ultimi mesi dagli stessi gruppi, ossia il potenziale trasferimento miliardario di valore dall'industria automobilistica europea verso operatori extra-europei, in particolare Tesla e i gruppi cinesi più avanzati nell'elettrificazione. Chi vince e chi perde Dataforce indica quindi chi saranno i vincitori e i vinti e sottolinea un evidente paradosso per il gruppo con la multa più elevata. Volkswagen Group ha accumulato un debito di 2,3 miliardi di euro, la stessa cifra del credito raggiunto dal costruttore più virtuoso, ossia Tesla. Eppure, i livelli di vendita sono completamente differenti: circa 4 milioni di auto contro 260 mila. Le emissioni medie di Tesla sono pari a zero allo scarico, mentre il gruppo tedesco registra 100,7 g/km, con uno sforamento di poco più di 6 grammi rispetto al target di 94,6 g/km.Ecco un caso eclatante di costruttore che, nonostante sia stato uno dei gruppi che più ha accelerato la strategia di elettrificazione dopo il dieselgate, non è riuscito a convincere i suoi clienti ad acquistare i volumi richiesti dall'UE, sottolinea Dataforce. Nella Top 5 in passivo, al secondo posto si posiziona Stellantis: nei 16 mesi dello studio, ha immatricolato quasi 2,3 milioni di auto nuove, registrando emissioni medie per 102,1 g/km, circa 6 grammi in più del target di 96,2 g/km. Il debito è così pari a 1,25 miliardi. Seguono Mercedes-Benz (103,7 g/km, 800.000 immatricolazioni, 939 milioni di sanzioni), Nissan (121,7 grammi, 275.000 immatricolazioni, 726 milioni di multe) e Mazda (113,6 grammi, 168.000 immatricolazioni, 322 milioni).Tra i cinque più virtuosi, dopo Tesla si posizionano quattro gruppi cinesi: BYD (crediti per quasi 1,6 miliardi di euro), Geely (1,4 miliardi), Leapmotor (oltre mezzo miliardo di attivo, con appena 57.000 auto immatricolate) e Xpeng (250 milioni). Alimentazioni e Paesi Dataforce fornisce anche un'analisi per alimentazioni. Tra gennaio 2025 e aprile 2026 sono state immatricolate in Unione europea quasi 15 milioni di auto. Le elettriche a batteria (2,8 milioni) hanno generato crediti per 25,3 miliardi, mentre le ibride plug-in (1,4 milioni) per circa 8 miliardi.Tutte le altre alimentazioni hanno invece generato debiti: le ibride per quasi 2,7 miliardi, le diesel per 9,2 miliardi e le benzina per 24 miliardi. Il saldo negativo è quindi di quasi 5 miliardi. D'altro canto, 4,2 milioni di veicoli elettrificati non possono compensare 10,5 milioni di auto termiche e ibride che la Commissione europea ha deciso di proibire dal 2035. Senza fare nulla però su oltre la metà del parco circolante pre Euro 6, circa 140 milioni di autovetture. Una vecchia calcolatrice sarebbe stata utile durante la stesura della normativa CAFE, osserva con tono ironico la società di consulenza. Infine, emerge anche un'analisi su base nazionale, puramente teorica, dei debiti e dei crediti per indicare il peso dei vari Paesi nel bilancio della normativa. Ad oggi, l'Europa automobilistica ha accumulato 12,8 miliardi di debiti e 9,7 miliardi di crediti, per un saldo negativo di poco più di 3 miliardi. L'Italia è in prima posizione tra i debitori, con un deficit di 3,8 miliardi di euro e emissioni medie di 111,8 g/km, contro una media di 93,6. Seguono Germania (oltre 2,8 miliardi), Polonia (2,25 miliardi), Spagna (1,6 miliardi) e Repubblica Ceca (1,08 miliardi).Al contrario, i Paesi del Nord Europa dominano la classifica dei crediti. Paesi Bassi e Norvegia vantano quasi 1,9 miliardi ciascuno, ma la vera sorpresa è la Francia, unico grande mercato per volumi (2,2 milioni di immatricolazioni nei 16 mesi) a registrare un risultato positivo, con oltre 1,5 miliardi di euro. A seguire Danimarca (1,3 miliardi) e Svezia (1,25 miliardi).
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Ricarica elettrica, Italia oltre i 78.000 punti: cresce la velocità, ma restano i ritardi

4 Ruote - Mag 27,2026
Motus-E, l'associazione per la mobilità elettrica, ha pubblicato il consueto report trimestrale sulla crescita dell'infrastruttura di ricarica nel nostro paese. Nei primi tre mesi del 2026 sono stati installati 5.206 nuovi punti di ricarica, che porta a oltre 78.000 quelli complessivi (12.261 negli ultimi 12 mesi). Crescono le HPC Tra le nuove colonnine, sono in aumento in particolare quelle ad alta e altissima potenza: negli ultimi 12 mesi il 64% dei punti posati è di questo tipo, a fronte del 50% dell'anno precedente. Sempre più fornite le autostrade: qui le colonnine sono ormai 1.461, contro le 942 di marzo 2024 e le 559 del 2023), e di queste il 61% supera i 150 kW di potenza. Secondo Motus-E, ormai la metà delle aree di servizio è dotata di postazioni di ricarica. Sul territorio, la Lombardia rimane la regione con più colonnine (17.143, +3.837 negli ultimi 12 mesi), seguita da Piemonte (7.574, +1.223), Veneto (7.413, +1.382), Lazio (6.985, +945) ed Emilia-Romagna (6.366, +1.141). Calano le colonnine "spente" Diminuiscono anche le stazioni installate ma in attesa di collegamento alla rete elettrica: dal 14,9% scendono al 12,9%. "Un passo avanti importante", sottolinea l'associazione, che "non può tuttavia mettere in secondo piano l'urgenza di snellire le procedure autorizzative e di intervenire sui tempi di collegamento da parte dei distributori locali"."Pur in un contesto complicato, caratterizzato dal ritardo tutto italiano nell'adozione dei veicoli elettrici", osserva il presidente di Motus-E Fabio Pressi, "gli operatori della ricarica stanno portando avanti, sostanzialmente da soli, con responsabilità e impegno, un processo di infrastrutturazione strategico per il Paese. Un processo per il quale non è più rinviabile un reale coordinamento tra tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti". Pressi auspica quindi un "segnale da parte del presidente dell'ANCI, Gaetano Manfredi, per rilanciare la collaborazione con le amministrazioni locali"
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Bollo auto non pagato: la Puglia azzera le sanzioni

4 Ruote - Mag 27,2026
Novità per i residenti in Puglia che non hanno pagato uno o più bolli auto: il Consiglio regionale intende avviare una campagna di rottamazione. Il provvedimento passerà all'esame formale della commissione, e poi si procederà all'approvazione entro il 30 giugno 2026. In questo caso, sarebbe la prima Regione che aderisce alla mini-sanatoria, prevista dal decreto 38/2026, operativo dal 20 maggio. I proprietari delle vetture che accetteranno avranno modo di versare unicamente il bollo annuale, senza sanzioni né interessi. Sarà possibile chiedere la rateazione Si tratta della definizione agevolata dei carichi affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, che riguarda i debiti iscritti nei ruoli degli enti territoriali affidati al riscossore dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Mentre gli automobilisti avranno modo di chiedere di pagare tutti i debiti a rate, la Puglia riscuoterà crediti incagliati da 20 anni. Suggeriamo tuttavia di leggere con attenzione le clausole relative ai futuri accordi: le Regioni possono tutelarsi contro i morosi che saltano una o più rate, esigendo l'immediato versamento di tutto dovuto, più le sanzioni. 
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Renault trova lintesa in Spagna: 5 nuovi modelli e svolta elettrica negli stabilimenti

4 Ruote - Mag 27,2026
Renault ha risolto l'empasse che ha messo a rischio i suoi programmi produttivi per la Spagna. La Losanga, infatti, ha raggiunto un accordo preliminare sul nuovo contratto collettivo nazionale con i sindacati locali Ugt, Ccoo e Scp. I cardini dell'accordo L'intesa, come evidenzia la filiale iberica di Renault, avvicina l'assegnazione di cinque nuovi modelli agli stabilimenti spagnoli del gruppo e garantisce le condizioni necessarie per il futuro dello stabilimento di Valladolid e un cambio di paradigma nello stabilimento di Palencia. In particolare, l'azienda ha in programma di assegnare la nuova piattaforma per le elettriche RGEV Medium 2.0: presentata a marzo al Capital Markets Day sul piano strategico futuREady, consentirà la produzione di veicoli elettrici del Gruppo francese in Spagna per la prima volta nei 75 anni di presenza nella penisola iberica.Accogliendo le richieste dei sindacati e modificando l'ultima proposta del 7 maggio, l'azienda ha apportato miglioramenti alle condizioni salariali, agli orari di lavoro e alle misure di flessibilità, limitando per esempio il ricorso ai sabati lavorativi. Inoltre, è stato definito un protocollo per gestire le temperature nei luoghi di lavoro e introdurre altre modifiche alle condizioni lavorative generali. Il testo dovrà essere ratificato dalle assemblee dei lavoratori per poi essere firmato in via definitiva da tutte le parti in causa. Questo accordo garantisce il futuro degli oltre 6.000 posti di lavoro diretti del Gruppo Renault in Spagna, nonché dei molti altri che il Gruppo genera indirettamente, e rafforza il ruolo dei nostri stabilimenti nella transizione verso la mobilità elettrica, aggiunge il direttore delle risorse umane della filiale spagnola Reyes Torres.
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Alfa Romeo, partnership o sviluppo interno: il bivio sui modelli più grandi

4 Ruote - Mag 27,2026
Stellantis sta valutando diverse opzioni per sviluppare i futuri modelli Alfa Romeo di grandi dimensioni. "Ci sono un paio di possibilità, uno sviluppo interno o una partnership", ha spiegato il responsabile delle attività europee, Emanuele Cappellano, parlando con alcuni giornalisti durante una cena organizzata a pochi giorni dalla presentazione del piano strategico FaSTLane 2030. Piattaforma interna o partnership? A ogni modo, la questione è ancora nel pieno delle fasi di valutazione. Uno dei pilastri del piano è la nuova piattaforma STLA One: è stata sviluppata internamente, ma sarà dedicata a vetture dei segmenti B, C e D. Un'altra architettura, destinata ai modelli più grandi, è invece ancora sotto esame.  Quanto alle eventuali partnership, Cappellano non ha fornito un identikit dei potenziali partner industriali. Il manager ha comunque ribadito l'intenzione del gruppo di rinnovare l'intera gamma Alfa Romeo, anche attraverso il lancio delle possibili eredi di Giulia e Stelvio.
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Prezzi carburanti giù nonostante il Brent: quanto costano oggi benzina, diesel e Gpl

4 Ruote - Mag 27,2026
Questa mattina, 26 maggio, i prezzi dei carburanti alla pompa risultano in discesa, in scia al continuo calo delle quotazioni dei prodotti raffinati, nonostante l'inversione di marcia del Brent, di nuovo vicino ai 100 dollari al barile. In particolare, stando alle rilevazioni giornaliere di Staffetta Quotidiana, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,965 euro/litro (-2 millesimi rispetto a ieri), il gasolio a 2,052 euro (-5), il Gpl a 0,801 euro (-1) e il metano a 1,566 euro/kg (invariato). In autostrada, la verde al fai-da-te è a 2,062 euro (+2), il diesel a 2,137 euro (-5), il Gpl a 0,911 euro (-1) e il metano a 1,586 euro (-2).Inoltre, la testata specializzata segnala la decisione di Eni di ridurre di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di 4,2 centesimi quelli del gasolio, mentre IP ha optato per un ribasso di un centesimo su entrambi i carburanti. Tamoil, invece, ha abbassato di tre centesimi la verde e di un centesimo il diesel. Modalità di vendita e marchi Quanto ai dettagli per modalità di vendita, le medie dei prezzi praticati, elaborate da Staffetta sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, vedono la benzina self service a 1,970 euro/litro (compagnie 1,975, pompe bianche 1,960) e il diesel a 2,060 euro (compagnie 2,070, pompe bianche 2,040). Al servito, la benzina è a 2,107 euro (compagnie 2,149, pompe bianche 2,028), il gasolio a 2,196 euro (compagnie 2,243, pompe bianche 2,109), il Gpl a 0,809 euro (compagnie 0,817, pompe bianche 0,800), il metano a 1,565 euro/kg (compagnie 1,565, pompe bianche 1,566), il Gnl a 1,453 euro/kg (compagnie 1,463, pompe bianche 1,446).Lo spaccato per marchi mostra Eni a 1,993 euro/litro sulla benzina self service (2,197 al servito) e 2,066 sul diesel (2,275). IP è a 1,976 (2,142) e 2,077 (2,240), Q8 a 1,966 (2,129) e 2,068 (2,230), mentre Tamoil si posiziona a 1,954 (2,035) e 2,062 (2,140).
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Brado Carbon Buggy: il piccolo mostro in carbonio che dice no allelettronica

4 Ruote - Mag 27,2026
Nasce a Parma Brado, un nuovo marchio della Motor Valley dedicato ai restomod artigianali in serie limitata. Il primo progetto dell'azienda è chiamato Carbon Buggy. La filosofia del marchio si riassume nell'espressione Luxury Fun: veicoli sviluppati per il puro piacere di guida, con un'attenzione speciale alla qualità, ai materiali e alla personalizzazione, senza ricorrere all'elettronica. Il fondatore Matias Mussetta Brado nasce dall'iniziativa del fondatore Matias Mussetta, italo-argentino con esperienze in Dallara, Lamborghini e Scuderia Toro Rosso e, nel 2023, parte della squadra che ha portato la Ferrari 499P alla vittoria a Le Mans. Per il progetto, Matias ha avviato una collaborazione con Andrea Mazzucca di Outlerman, specializzato in comunicazione internazionale nella cerchia più esclusiva di collezionisti. Lo stile di Juan Manuel Diaz e i motori boxer La Carbon Buggy, lunga 3,3 metri, è un veicolo adatto a ogni tipo di terreno che sfrutta il carbonio per ridurre al minimo il peso. Lo spirito è minimale e analogico e il design è frutto della matita di Juan Manuel Diaz, autore in passato di modelli iconici come l'Alfa Romeo 8C Competizione, la MiTo, l'Audi R8 Spyder e Audi RSQ e-tron Dakar.Gli interni propongono tessuti nautici, pellami su misura e carbonio colorato per creare un ambiente modellato sulle richieste del cliente. La monoscocca e la carrozzeria in carbonio sono abbinate a due powertrain boxer aspirati raffreddati ad aria a carburatori: un 1.8 da 85 CV o un 2.0 da 110 CV, entrambi rigorosamente con cambio manuale. Ogni esemplare sarà unico: le personalizzazioni Ogni esemplare sarà unico grazie a un ampio programma di personalizzazione. Sul sito ufficiale sono state fornite indicazioni su alcuni accessori disponibili: il kit aerodinamico Aero Disc, pneumatici off-road o stradali, carrozzeria in carbonio colorato con trama a vista, scarico sportivo, cerchi con tinte su misura abbinate agli interni o alla carrozzeria, tetto in tela smontabile e volante Nardi con finiture in legno, pelle o Alcantara.A questi si aggiungono la configurazione a due o quattro posti e la possibilità di personalizzare la trama dei tessuti degli interni, in linea con la filosofia su misura del progetto.
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Ferrari Luce e la Borsa: lamore non sboccia, ma Maranello può ignorarlo (per ora)

4 Ruote - Mag 27,2026
Tutto si può dire della Ferrari Luce, ma una cosa è certa: in un modo o nell'altro la Casa di Maranello ha colpito nel segno, facendo parlare tutto il mondo di un prodotto che già oggi è divisivo e controverso come pochi nella storia dell'industria delle quattro ruote.Rimangono la delusione degli appassionati, i commenti caustici di personaggi di peso e, soprattutto, la reazione della Borsa. Ieri, 26 maggio, le azioni Ferrari hanno chiuso gli scambi a Piazza Affari in ribasso dell'8,37% a 284,05 euro. Si tratta della peggior seduta dal Capital Markets Day dello scorso ottobre. In entrambi i casi la colpa del crollo azionario è stata attribuita al tema dell'elettrico, ma in realtà c'è anche altro e non è di certo da legare alle parole di Luca Cordero di Montezemolo o di altri osservatori.Se dovessi dire quello che penso farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito, mi dispiace moltissimo. Spero che si tolga il cavallino, almeno, da quella macchina. Questa sicuramente è una macchina che almeno i cinesi non ci copieranno", ha affermato l'ex presidente a margine dell'assemblea annuale di Confindustria. Identico il commento di Flavio Briatore ("La Luce ha un grande vantaggio: i cinesi non ce la copiano). Ancor più caustico il leader di Azione, Carlo Calenda (è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari"). La reazione della Borsa Insomma, Ferrari ha premuto l'interruttore dell'elettrico, ma non ha acceso la luce. A Piazza Affari, poi, sembra ci sia stato un black-out totale. Eppure, quanto avvenuto lo scorso autunno dovrebbe far riflettere. Il mercato, infatti, vive di logiche tutte sue, che spesso e volentieri non si combinano né con quanto dicono gli appassionati né con le logiche industriali di imprese come Ferrari né tantomeno con i commenti a caldo di osservatori vari ed eventuali.Quattroruote lo ha scritto chiaramente in occasione del Capital Markets Day, quando il crollo azionario è iniziato in concomitanza non con le previsioni del management sull'elettrico o sul taglio degli obiettivi di vendita, bensì quando sono state diffuse le stime di medio termine per l'intero gruppo. E gran parte delle perdite sono state determinate da prese di beneficio. Gli operatori di Borsa lavorano secondo la regola sempre valida del buy the rumor, sell the news (compra sulle voci, vendi sulle notizie), ossia intensificano la loro operatività sui titoli sulla base di eventuali speculazioni e poi vendono a man bassa quando arrivano conferme ufficiali.E difatti basta guardare l'andamento delle azioni (nel grafico qui sopra) tra il minimo mensile di 277 euro, registrato il 17 maggio, e il massimo di 310 euro raggiunto alla vigilia della presentazione della Luce. Il rialzo è di quasi il 12%. E oggi? Il titolo ha iniziato la giornata in rialzo dello 0,99% a 286,85 euro, per poi accelerare e superare i 290 euro. Il rimbalzo, per quanto contenuto, rafforza quanto affermato da Gabriel Debach, analista di eToro, secondo il quale attribuire il crollo di ieri a un'unica causa sarebbe semplicistico. La questione dei volumi In sostanza è stata una combinazione di fattori a determinare la freddezza con la quale è stata accolta la Luce. Per esempio, i diversi analisti citati negli articoli di varie agenzie di stampa, specializzate e non (Ansa, Radiocor, Bloomberg, Reuters, MF-News), puntano l'attenzione sulle potenziali vendite e sul prezzo. Equita, per esempio, ha espresso la propria delusione per l'assenza di indicazioni sui volumi nonostante la Luce non sia un modello a tiratura limitata, ma ha anche previsto vendite su livelli tali da non determinare un impatto consistente sui risultati finanziari. Noi restiamo dell'idea che un modello elettrico con prezzo elevato non genererà volumi elevati, evidenziano gli analisti. Non riteniamo che i volumi di questo modello siano determinanti nell'influenzare i risultati di gruppo, ma trattandosi di un primo modello con una nuova motorizzazione è importante preservare l'immagine di qualità e performance.Non è dissimile il commento degli esperti di Mediobanca: Prevediamo che la Luce rimarrà un'offerta di nicchia all'interno del portafoglio, rappresentando circa l'1% dei volumi totali di Ferrari. Anche gli analisti di Intesa Sanpaolo stimano volumi di vendita bassi e soprattutto concentrati su una nuova tipologia di clienti. A tal proposito, dalla maggior banca italiana ricordano l'intervista concessa a Repubblica dall'amministratore delegato Benedetto Vigna. Ci saranno ferraristi che oggi non la vogliono e magari domani cambieranno idea. Ci saranno clienti che hanno già elettriche di altri marchi e vogliono passare a Ferrari. E ci saranno persone che entreranno per la prima volta a Maranello proprio attraverso un'elettrica. già quello che stiamo vedendo, ha risposto il manager alla domanda su chi comprerà la Luce. Dei 1.200 clienti che in questi giorni verranno a vedere e a prenotare la vettura, il 50% è nuovo. Di solito questa quota è del 10%, ha precisato Vigna.Rincara la dose Intermonte: Come la società aveva lasciato intendere, il veicolo si inserisce nel mondo GT (non sport) e si rivolge a una clientela prevalentemente nuova rispetto a quella tradizionale, proprio grazie alla motorizzazione elettrica. Non deve stupire più di tanto. L'obiettivo di Maranello è sempre stato chiaro: aprire nuovi sbocchi di mercato. Il "problema" del prezzo Di sicuro, il prezzo della Ferrari Luce dice molto del posizionamento della Luce e delle strategie di Ferrari. Equita evidenzia come i 550 mila euro del costo base siano superiori al prezzo di vendita medio di gruppo che nel 2025 si è attestato intorno a 440 mila euro. Mediobanca, invece, aggiunge che è ben al di sopra del modello più costoso attualmente in gamma, ossia la 849 Testarossa con i suoi 460.000 euro.Abbastanza ovvie le conseguenze finanziarie. Per Intermonte, il tema dei prezzi è sempre delicato, ma il track record di Ferrari è invidiabile. Pertanto il prezzo, ancor di più considerando le personalizzazioni (supera i 700 mila euro), andrà a migliorare ulteriormente la media dei ricavi unitari. E, di riflesso, una redditività estremamente elevata, come da nostri recenti calcoli. A tal proposito, è emblematica l'analisi di Banca Akros: Sebbene i veicoli elettrici tendano a diluire i margini per le case automobilistiche, riteniamo che il prezzo record elevatissimo compensi ampiamente tale diluizione, con la Luce che dovrebbe essere già redditizia. Inoltre, la prima elettrica di Maranello consentirà di portare il fatturato unitario fino a 460 mila euro nel 2026 anche con volumi limitati e fino a 480 mila euro nel 2027.Detto questo, però, non manca qualche timore. Intermonte, segnalando la sua fiducia nella capacità di Ferrari di produrre il veicolo con i massimi standard di qualità e di gestire il rapporto tra domanda e offerta, lancia un chiaro monito a Maranello. In tal senso, è abbastanza negativa l'opinione di Pierre-Olivier Essig, capo della ricerca di Air Capital, secondo il quale la nuova Ferrari sembra "un mix tra Honda Accord EV e una Tesla Model 3. "Siamo persi nella traduzione della nuova strategia di Ferrari che cerca di emulare il design di Apple", afferma Essig a Bloomberg, dicendo di preferire "vetture cinesi o giapponesi con lo stesso look e simili performance per una frazione del prezzo".Negativo anche il commento di Oddo BHF, che non solo si aspetta un impatto modesto sulle vendite, "una potenziale diluizione dei margini, dati gli elevati costi di sviluppo, e una minore dinamica del valore residuo nei veicoli elettrici" nonostante la garanzia di otto anni su componenti elettrici e batterie (sempre sostituibili), ma soprattutto cita le prime reazioni "in gran parte negative tra i fan più appassionati di Ferrari, a causa delle preoccupazioni relative all'allontanamento della tradizione del marchio". In tal senso Oxcap afferma che "l'estetica della Luce è probabilmente difficile da digerire per molti. La grande scommessa A chiudere il cerchio sulle ragioni alla base della freddezza degli investitori ci pensa Debach. L'elettrica non sarà la Ferrari accessibile, ma una Ferrari ancora più esclusiva, che conferma la volontà di stare in alto, di tutelare esclusività e margini verso i clienti più esigenti. Focus sul valore più che sui volumi. Una scelta coerente, non un azzardo, avverte Debach, aggiungendo che il vero tema è il design, non tanto il motore o la tecnologia, perché nel lusso estremo l'estetica non accompagna il prodotto. il prodotto. la capacità di far innamorare al primo sguardo. E oggi quel colpo di fulmine, per molti, non è scoccato.Attenzione, però: un prodotto esteticamente divisivo non è necessariamente un prodotto sbagliato. Anche la Purosangue divise l'opinione, ma è andata sold-out. Tuttavia, quando si toglie il rombo di un V8 o di un V12, il design deve caricarsi di tutto il peso emozionale che il motore portava da solo. E su questo Ferrari affronta una sfida reale, non solo percettiva. Debach fa poi il paragone con il caso Harley-Davidson: Con la LiveWire elettrica il problema non fu tanto la tecnologia, quanto l'assenza dell'elemento emotivo che definiva il brand, quel rombo che era identità e appartenenza prima ancora che prestazione. La situazione Ferrari è strutturalmente diversa, ma il nodo emozionale è lo stesso: cosa rimane del brand quando togli il suono e la sua silhouette?.Una Luce che divide. Per alcuni è innovativa, per altri è troppo distante dal DNA Ferrari. Ferrari probabilmente ha fatto tutto ciò che aveva senso fare dal punto di vista industriale e strategico. Pricing alto, produzione controllata, approccio multi-energy, tutela dell'esclusività. Il vero verdetto però non arriverà dalla seduta odierna, ma dai depositi. Se le liste d'attesa si formano, il mercato avrà semplicemente avuto torto per qualche mese. Se stentano, allora il crollo di Borsa sarà stato solo il primo segnale, avverte l'analista di eToro, chiudendo con una frase che sintetizza tutto: Nel segmento supercar non basta innovare. Devi emozionare.Probabile, però, che a Maranello ne abbiano tenuto in debito conto, preferendo imboccare la stessa strada del rischio intrapresa con Purosangue. Del resto, basta leggere le dichiarazioni di alcuni mesi fa di Vigna: I leader sono e continuano a essere tali solo se osano e cercano di usare la tecnologia nuova, qualunque essa sia, per destare nuove emozioni o emozioni diverse. Del resto è chiaro come la Luce sia anche qualcosa che va al di là del semplice prodotto: è una scommessa industriale sul futuro di Ferrari (gli investimenti hanno, per esempio, portato ad almeno 60 brevetti che saranno usati su altre creature, con la relativa spalmatura dei costi di sviluppo), ma non è dirimente. Vigna ha sempre parlato di un modello aggiuntivo alla gamma, non sostitutivo. Serve, insomma, a intercettare nuovi clienti. La scommessa è grande, il rischio enorme. Se la Luce andrà bene, la scommessa avrà pagato. In caso contrario, Ferrari può reggere benissimo le conseguenze finanziarie, ma non le ripercussioni sull'immagine e la sua storia.
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Le Volvo si ricaricano ai Supercharger Tesla: svolta anche in Italia

4 Ruote - Mag 27,2026
A partire dal prossimo inverno, i possessori di una Volvo elettrica potranno effettuare la ricarica anche presso le stazioni Supercharger di Tesla in tutta Europa.Per accedere alle colonnine della Casa americana sarà sufficiente utilizzare la app Volvo Cars, senza necessità di creare un account Tesla. La rete Supercharger copre in modo capillare 29 Paesi europei, Italia compresa. A beneficiare di questa novità sono tutti i modelli della gamma full electric di Volvo: l'EX30, l'EX40, l'EC40, l'EX60, l'EX90 e l'ES90. Aggiornamenti anche per l'Asia Per quanto riguarda i mercati asiatici, Volvo aggiornerà alcuni modelli venduti in Giappone e Corea del Sud con lo standard NACS (North American Charging System) entro il 2029, così da consentire l'accesso alla rete Supercharger anche in questi territori. Stiamo accelerando il percorso verso la piena elettrificazione e il nostro obiettivo è rendere la ricarica semplice e agevole grazie a un ecosistema perfettamente integrato, spiega Alejandro Castro Pérez, responsabile Energy Solutions di Volvo Cars.
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Dai meme sulla Multipla alla furia di Montezemolo: la Ferrari Luce è già fenomeno di massa

4 Ruote - Mag 26,2026
Se l'intento era sorprendere e far discutere, Ferrari può considerare l'obiettivo centrato: la nuova Luce ha infiammato il dibattito pubblico e i social, invasi da critiche, reazioni ironiche e - ovviamente - anche apprezzamenti. Nei commenti dei detrattori più moderati si parla di un design di rottura", altri sono irriferibili e non sono mancati commenti di figure note e notissime (come Luca Cordero di Montezemolo), affiancati da una pioggia di GIF, meme e paragoni con modelli storicamente divisivi come la Fiat Multipla.Insomma, la prima elettrica di Maranello, disegnata dalla LoveFrom di Jony Ive, sta generando un'ondata di contenuti che va ben oltre il tradizionale dibattito automobilistico. I meme più divertenti Anche grazie alla diffusione degli strumenti di AI generativa, i social sono stati rapidamente popolati da reinterpretazioni grafiche, alcune giocose, altre più sofisticate, che amplificano il carattere polarizzante del progetto. Ne è nata una vera produzione spontanea di immagini e suggestioni visive: una dinamica che contribuisce a trasformare il debutto della Luce in un caso mediatico a tutti gli effetti. I commenti dei lettori di Quattroruote Non sono mancate critiche anche da parte dei nostri lettori: "Ferrari Buio", "la Mondial non è più la Ferrari più brutta della storia", "se fai un'auto ci devi mettere i tergicristalli". E non mancano nemmeno i richiami calcistici: Da italiano pensavo che per il 2026 la delusione per la terza mancata qualificazione al Mondiale fosse abbastanza, e invece. C'è anche chi la reinterpreta I social sono anche pieni di possibili reinterpretazioni della Ferrari Luce: basta scorrere un feed qualsiasi per imbattersi in render realizzati da utenti con prompt molto semplici, ma anche in elaborazioni più curate, realizzate da realtà affermate come Avarvarii (foto sotto). "Stavolta i cinesi non ci copieranno" Come detto, la prima elettrica di Maranello è stata ferocemente criticata da Montezemolo. In un'intervista dopo la presentazione dell'auto, l'ex presidente e ad della Ferrari non è andato per il sottile: "Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari, si rischia la distruzione di un mito [...]. Spero che si tolga il Cavallino almeno da quella macchina [...], sicuramente è un'auto che i cinesi non ci copieranno".Affilato anche Carlo Calenda, leader di Azione, che in Ferrari ha lavorato per diversi anni e proprio alle dipendenze di Montezemolo: "La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari", ha attaccato il politico.  Un fenomeno culturaleLe reazioni di queste ore, anche quando arrivano da nomi pesanti, sono solo il primo livello di un dibattito che durerà a lungo. Perché oltre al rumore, ai meme e alle dichiarazioni a caldo, resterà una domanda di fondo: la Ferrari Luce avrà davvero aperto una strada nuova, o sarà un esperimento isolato? Nel frattempo, una cosa è certa: la prima elettrica di Maranello è già un fenomeno culturale, prima ancora che industriale. 
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Mercato auto europeo: in aprile è ancora boom di elettriche e plug-in, volano le cinesi

4 Ruote - Mag 26,2026
Il mercato europeo dell'auto si conferma su un percorso di ripresa. Ad aprile, secondo i dati Acea, sono state immatricolate nell'area che comprende Unione europea, Efta e Regno Unito 1.152.315 vetture, il 7% in più rispetto allo stesso mese del 2025.La crescita mensile, seppur a un ritmo inferiore rispetto a marzo (+11,1%), è trainata ancora una volta dal boom delle vetture elettrificate, con le elettriche in primo piano.Il primo quadrimestre si chiude con 4.672.775 targhe e un aumento del 4,8%. Mercati: il Regno Unito guida la crescitaLa suddivisione geografica evidenzia un'Unione europea in miglioramento del 5,1% ad aprile, mentre i Paesi Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera) registrano un calo del 2,1%. Il Regno Unito, invece, mette a segno un deciso +24%.Tra i principali mercati europei, è l'Italia a distinguersi con la crescita più sostenuta (+11,6%). Positiva anche la Spagna (+8,4%) e in progresso, seppur più contenuto, la Germania (+2,7%), mentre la Francia resta leggermente negativa (-0,3%). Alimentazioni: è ancora boom per le elettriche Come detto, a sostenere il mercato sono ancora le elettrificate e, in particolare, le EV, che da mesi beneficiano di diversi fattori: la pressione delle Case sugli obiettivi di emissione, il ritorno degli incentivi in Germania e una crescente attenzione dei consumatori verso soluzioni capaci di garantire risparmi in un contesto di carburanti cari.Le elettriche pure registrano un +38,3%, mentre le plug-in hybrid segnano un +20,3% e le ibride crescono del 12,7%. In netto calo, invece, benzina e diesel, rispettivamente a -14,8% e -17,3%.Limitando l'analisi alla sola Unione europea, le elettriche avanzano del 37,7%, portando la quota di mercato del quadrimestre al 19,7%, oltre quattro punti percentuali in più rispetto al 15,3% dei primi quattro mesi del 2025. Positive anche le plug-in hybrid (+16,4%), mentre le ibride, con un +12%, si confermano la prima scelta degli automobilisti con una quota del 38,2% nel cumulato annuo.Benzina e diesel, in forte contrazione (rispettivamente -16,3% e -17,1% ad aprile), scendono al 30,2% del mercato nel quadrimestre, contro il 38,1% di un anno fa. I gruppi: volano tutte le cinesi, Chery guida la pattuglia Tra i costruttori, il Gruppo Volkswagen resta al comando in Europa con 308.332 immatricolazioni e un +3,5%. Tra i marchi spicca Skoda (+10,8%), mentre Volkswagen segna un -0,9% e Audi cresce del 9,9%. Cupra è in lieve progresso (+0,6%), Seat cala (-1,1%) e Porsche arretra del 16%.Prosegue il recupero di Stellantis, che conta 176.859 vetture e una crescita del 6,7%, sostenuta soprattutto da Fiat (+23%), Opel (+22,9%), Opel/Vauxhall (+16,2%), Citroën (+8,4%) e Peugeot (+1,9%). In difficoltà, invece, Jeep (-3,9%), Alfa Romeo (-33,4%), DS (-24,8%) e Lancia (-10,9%).Il Gruppo Renault si ferma a 106.484 immatricolazioni (-3,6%). In lieve calo anche Toyota (-0,8%) e Hyundai/Kia (-1,3%), mentre crescono BMW (+2,4%) e Mercedes-Benz (+7%).Alle loro spalle si mettono in evidenza i costruttori cinesi, tutti in forte espansione: Geely (+9,1%), Saic Motor (+35,3%), BYD (+114,5%), Chery (+322,3%) e Leapmotor (+403,7%). In recupero anche Tesla, che segna un +46,5%. La classifica dei costruttori (in ordine di nuove immatricolazioni) Gruppo Volkswagen (+3,5%)Gruppo Stellantis (+6,7%)Gruppo Renault (-3,6%)Gruppo Hyundai/Kia (-1,3%)Gruppo BMW (+2,4%)Gruppo Toyota (-0,8%)Mercedes-Benz (+7%)Gruppo Geely (+9,1%)Ford (-13,2%)Saic (+35,3%)BYD (+114,5%)Chery (+322,3%)Nissan (-9,8%)Suzuki (-9,1%)Mazda (+20,9%)Tesla (+46,5%)Jaguar Land Rover (-7,3%)Leapmotor (+403,7%)Honda (+15,8%)Mitsubishi (-53,2%)
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La Lotus Emira più leggera e potente ha il tetto smontabile ispirato alla Esprit

4 Ruote - Mag 26,2026
L'annunciata versione speciale della Lotus Emira è pronta per il debutto. In attesa di salutare i motori AMG e Toyota e accogliere le unità firmate Horse, Lotus presenta la Emira 420 Sport, la più leggera e potente nella storia della biposto. Sarà proposta in Europa con un prezzo indicativo di 129.900 euro, poi adeguato in base alle tassazioni nazionali.420 CV, assetto regolabile e kit aerodinamico La sigla 420 Sport riassume i due elementi chiave: la Emira raggiunge quota 420 CV e 500 Nm grazie al 2.0 turbo modificato, mentre l'allestimento aggiornato e l'arrivo di accessori inediti hanno permesso di ridurre di 25 kg la massa totale e di aggiungere 25 kg di downforce. Nel dettaglio, troviamo lo scarico in titanio, la batteria al litio, le sospensioni Multimatic regolabili a due vie con altezza da terra ridotta di 5 mm, gli pneumatici ad alte prestazioni e nuovi elementi aerodinamici in fibra di carbonio inclusi nel kit opzionale. Con il cambio automatico a otto marce, dotato di nuovi paddles in carbonio, la Emira è in grado di toccare i 100 km/h da fermo in 3,9 secondi. Il tetto asportabile stile Esprit Lotus ha scelto il debutto della Emira 420 Sport per presentare anche il nuovo tetto in vetro smontabile ispirato alla Esprit: si tratta di un elemento più grande di un classico tetto apribile, che può essere rimosso e riposto dietro ai sedili in una borsa protettiva. Sarà disponibile come optional su tutte le varianti insieme ad ulteriori possibilità di personalizzazione: il configuratore include nove disegni e finiture dei cerchi in lega, 16 tinte esterne e la speciale verniciatura Tangelo Orange, specifica per la 420 Sport, abbinabile anche al Carbon Fibre Pack e all'Hand Painted Pack per gli interni.
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Microcamere e auricolari agli esami patenti: 106 indagati in Veneto

4 Ruote - Mag 26,2026
Scandalo patenti truccate in Veneto con 106 indagati e due presunti gruppi criminali nel mirino: la Procura di Trieste ha coordinato un'attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato per sgominare un possibile sistema illecito, in piedi dal 2023. La truffa ipotizzata riguarda i candidati che, durante la sessione di teoria per ottenere la licenza, si mettevano in contatto con compari esterni tramite sistemi di ricetrasmissione sofisticati. Ossia microtelecamere nascoste nei bottoni delle camicie per inquadrare i videoterminali e auricolari per ricevere le risposte corrette ai quiz. Quiz patente truccati: a caccia di prove L'analisi degli smartphone sequestrati e l'acquisizione dei tabulati telefonici hanno consentito agli investigatori di ricostruire numerose frodi: fra i reati contestati agli indagati, la falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Proprio per arginare il business delle truffe - con compensi alla banda organizzatrice da 1.000 a 7.000 euro - il ministero delle Infrastrutture intende consentire alle Motorizzazioni l'uso di dispositivi in grado di analizzare e bloccare le frequenze sospette durante le sessioni, così da alzare il livello di sicurezza informatica.
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Amina: I broker da semplici intermediari a protagonisti della nuova mobilità

4 Ruote - Mag 26,2026
Secondo i dati dell'Aniasa, l'associazione degli operatori del noleggio, i broker gestiscono, insieme ai concessionari, circa il 50% dei contratti a lungo termine, alimentando così il cosiddetto canale indiretto della locazione. Si tratta infatti di operatori indipendenti sia dall'industria automotive sia dalle società di noleggio, che attraverso di loro propongono i loro servizi giovandosi della loro diffusa presenza territoriale. Questa caratteristica rende gli intermediari del noleggio interlocutori privilegiati di privati e piccole-medie aziende, proprio nel momento in cui aumenta l'interesse di queste categorie verso le nuove soluzioni di mobilità. L'Associazione mediatori italiani del noleggio auto, Amina, sottolinea l'evoluzione della figura del broker: Negli ultimi anni, sostiene Jacopo Chelazzi, presidente dell'organizzazione, i broker hanno avuto un ruolo decisivo nell'espansione del noleggio verso nuovi clienti: aziende, professionisti, partite IVA e sempre più privati scelgono oggi formule flessibili che consentono di superare il concetto tradizionale di proprietà dell'auto.Semplificazione e soluzioni su misuraA fronte di una crescita enorme della varietà di servizi, formule contrattuali e soluzioni disponibili, prosegue il presidente,il cliente ha bisogno di qualcuno che lo aiuti a orientarsi tra canoni, servizi inclusi, alimentazioni, tempi di consegna e opportunità di mercato. Il broker svolge proprio questa funzione: semplificare la complessità e costruire soluzioni su misura, garantendo supporto durante tutto il ciclo del contratto. Amina sottolinea inoltre l'importanza di valorizzare la professionalità del settore attraverso formazione continua, standard qualitativi condivisi e un dialogo costante con tutti gli attori della filiera automotive e della mobilità.
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Mercedes-AMG GLC 53: come cambia la guida col nuovo sei cilindri in linea

4 Ruote - Mag 26,2026
Davanti a me, in questo momento, c'è il cofano aperto di una GLC. Per fortuna non a causa di un guasto meccanico, ma per osservare una delle novità più recenti della gamma Mercedes-AMG. Abbandonando la precedente architettura, la GLC abbraccia un pacchetto tecnico imperniato sul nuovo motore a sei cilindri in linea di 3.0 litri, l'unico oggi disponibile in gamma.Le proporzioni muscolose, la griglia Panamericana a listelli verticali e i passaruota allargati - che ospitano cerchi di lega leggera fino a 21 pollici - chiariscono subito le intenzioni. Ma è sottopelle che si trova la parte più interessante, perché non può che nascere curiosità nel capire come un'auto di queste dimensioni e peso possa risultare così efficace tra le curve. Telaio e dinamica di guidaIn un terreno storicamente ostico per le SUV, a fare la differenza sono soluzioni sofisticate. L'asse posteriore sterzante, di serie, si rivela un alleato prezioso nei tratti guidati e nei tornanti più stretti, mentre lo sterzo a rapporto variabile consente di migliorare la precisione di guida senza perdere efficacia in fatto di sensazioni al volante. A completare il quadro, la trazione integrale 4MATIC+ lavora dietro le quinte per mettere a terra la potenza - con risultati ancora migliori scegliendo il pacchetto opzionale AMG DYNAMIC PLUS, che aggiunge il differenziale posteriore a slittamento limitato e i supporti motore attivi.Le sospensioni AMG RIDE CONTROL con ammortizzazione adattiva gestiscono rimbalzo e compressione in tempo reale, garantendo agilità in curva senza rinunciare al confort. L'impianto frenante, adeguato alle prestazioni, monta dischi da 390x36 mm con pinze fisse a quattro pistoni all'anteriore e 360x26 mm con pinze flottanti al posteriore.Con la GLC 53 ci si ritrova a solcare in comodità le vie glamour del centro come a percorrere strade tortuose a velocità considerevoli. Questo ampio spettro d'uso è, del resto, ciò che ha decretato il successo delle vetture a guida alta sugli altri tipi di carrozzeria. In particolare, la Mercedes-AMG GLC 53 rende semplice la vita in città senza tirarsi indietro quando lo si desidera: a rendere possibile questo cambio d'abito sono i cinque programmi dell'AMG DYNAMIC SELECT - Slippery, Comfort, Sport, Sport+ e Individual - che modificano con un solo pulsante la risposta di motore, cambio, telaio e sterzo. Con l'AMG DYNAMIC PLUS Package opzionale si aggiunge il programma RACE e si sblocca il Drift Mode, che concentra la trazione esclusivamente al posteriore sull'intera gamma di velocità. Motore e tecnicaIl vero protagonista di questa versione, però, è il motore. C'è già stato un 3.0 sulla Mercedes-AMG GLC, ma in quel caso la versione era identificata con il numero 43 e l'architettura era a V. Ora il 3.0 litri a sei cilindri ha la configurazione in linea. Nel dettaglio, troviamo la doppia sovralimentazione: il turbo è ottimizzato per una pressione di 1,5 bar, garantendo coppia abbondante anche ad alto regime, mentre il compressore elettrico ausiliario interviene quasi continuamente e con una potenza aumentata da 5,0 a 7,5 kW, colmando i vuoti di risposta nei transitori.La coppia massima in esercizio continuo è di 600 Nm, che salgono a 640 Nm in overboost per un massimo di dieci secondi. A completamento c'è il sistema ibrido a 48 Volt con motorino elettrico integrato (ISG), alloggiato nella campana del cambio. Oltre a svolgere la funzione di generatore, eroga fino a 17 kW e 205 Nm di coppia in boost, recupera energia in decelerazione e garantisce un riavvio pressoché impercettibile nelle fasi di start-stop.Quanto alla metà termica, beneficia di un aggiornamento significativo: nuova testata con condotti di aspirazione e scarico rivisti, albero a camme di aspirazione inedito, collettore di aspirazione a volume maggiore e intercooler ottimizzato. Il risultato è una risposta al pedale pressoché priva di ritardo: in modalità Sport+, al primo affondo sull'acceleratore la risposta è immediata, seguita da una progressione vigorosa e costante sostenuta da ben 449 CV - contro i 391 della precedente generazione - e da una coppia che in overboost tocca i 640 Nm per 10 secondi.A gestire tutto questo è il cambio a nove rapporti AMG SPEEDSHIFT TCT 9G, fulmineo nelle cambiate e gratificante nelle scalate, accompagnate dalla doppietta automatica e dalle note cupe del nuovo impianto di scarico. I prezziIl listino della Mercedes-AMG GLC 53 parte da 92.883 euro, ma basta qualche click al configuratore per far lievitare il prezzo rapidamente nel campo delle sei cifre.
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Dopo la Luce elettrica c'è tanta benzina: Ferrari registra i nomi di 10 modelli speciali

4 Ruote - Mag 26,2026
Dopo lo shock per il debutto della Ferrari Luce, tutto il mondo automotive sta discutendo le decisioni strategiche della Casa di Maranello, ma alcune indiscrezioni molto circoscritte riaprono i temi più cari agli appassionati del marchio - i modelli endotermici, le serie limitate e le varianti da pista. F80, 12Cilindri e 296 si evolveranno Secondo quanto riportato da CarBuzz, Ferrari avrebbe infatti depositato i diritti per le sigle di 10 nuovi modelli, tra cui spiccano nomi illustri che anticipano l'arrivo di progetti già oggetto di rumor, foto spia e anticipazioni. Parliamo delle varianti Targa e Roadster della F80, degli allestimenti da pista F80XX e FXX80, della 12Cilindri declinata come MM, MM Aperta e GTO e delle 296 Challenge Stradale, Challenge Evo e CS. Tutto secondo il copione a benzina Nessuna di queste potenziali novità rappresenta una vera sorpresa ed è molto più in linea con la naturale evoluzione della gamma Ferrari rispetto alla Luce. Dopo il successo della LaFerrari Aperta, l'arrivo di una F80 con tetto aperto appare infatti piuttosto logico, così come lo sviluppo di una nuova XX destinata ad affiancare le versioni ormai più datate.Anche per la 12Cilindri, un modello stradale estremo chiamato GTO proseguirebbe il filone già tracciato da F12 TDF e 812 Competizione, mentre la sigla MM potrebbe indicare qualcosa di ancora più elitario e legato ai programmi Tailor Made.La 296, invece, è forse l'unica a lasciare qualche interrogativo: una Challenge Stradale rischierebbe infatti di sovrapporsi all'attuale Speciale, che ha però scelto un approccio meno estremo rispetto alle V8 del passato, lasciando spazio a una possibile interpretazione più radicale, una sorta di GT3 RS in chiave Ferrari.
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Locauto torna a investire nel noleggio a lungo termine

4 Ruote - Mag 26,2026
Locauto Group torna a investire nel noleggio a lungo termine con la creazione di un'apposita divisione. Il timone della business unit è stato affidato a Pasquale Scognamiglio, che, nella veste di Head of Long Term Rental Division, riporterà all'amministratrice delegata del gruppo Raffaella Tavazza."Mi piace ricordare che il noleggio a lungo termine è parte della nostra storia e che da lì tutto è cominciato. Tornare a investire oggi in questo segmento rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di sviluppo di Locauto, per rispondere a un mercato e a comportamenti di consumo profondamente cambiati. Vogliamo confermarci come il punto di riferimento per la mobilità delle persone a 360 gradi", commenta Tavazza.  Reti e servizi Per il suo ritorno nel noleggio lungo termine Locauto farà leva, innanzitutto, sulla sua rete:glioltre 110 uffici di noleggioin tutta Italia rappresentano già oggi una piattaforma operativa cruciale per garantire prossimità, continuità e qualità del servizio.Alla rete siaffianca poi un sistema di oltre 6.000 centri di assistenza convenzionati (officine, carrozzerie, gommisti e centri cristalli) già attivi nella manutenzione della flotta circolante per il noleggio a breve termine."La business unit dedicata al noleggio a lungo termine non nasce per caso, ma come evoluzione naturale delle competenze maturate e consolidate nel tempo nel settore della mobilità", affermaScognamiglio. "Il nostro sarà un approccio basato su un modello che unisce esperienza, presidio territoriale, orientamento ad un servizio di qualità e flessibilità nell'adattarsi ai cambiamenti del mercato. In questo contesto, la complementarità con il noleggio a breve termine, unito allo sviluppo di soluzioni commerciali nuove e dedicate ai clienti Locauto, rappresenteranno per noi un vantaggio competitivo reale che ci permetterà di accompagnare con attenzione e continuità coloro che si affideranno a noi in ogni esperienza di noleggio". Un'apposita offerta  Reti e servizi non possono non essere accompagnati da specifici prodotti. Il primo èLocauto One+:dedicato a privati e Partite Iva, èpensato per rendere il noleggio a lungo termine più accessibile e flessibile rispetto agli standard di mercato.L'offerta, attiva dal prossimo 24 giugno, prevede una durata contrattuale iniziale fissata a 60 mesi, un pacchetto di servizi e condizioni standard e due profili di percorrenza, da 15.000 e 30.000 km l'anno, in base alle diverse esigenze di utilizzo. inoltre prevista la possibilità, per i clienti, di interrompere il contratto ogni 12 mesi, con costi di uscita chiaramente definiti sin dall'inizio e calcolati in funzione dell'effettivo periodo di utilizzo.
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