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MG monterà batterie allo stato solido su tre nuove SUV plug-in di segmento B, C e D

4 Ruote - 2 ore 51 min fa
Alla vigilia del Goodwood Festival of Speed dove svelerà due nuovi prototipi elettrici, MG ha annunciato le novità tecnologiche che saranno introdotte sui suoi modelli a partire dal prossimo anno. La più importante riguarda i sistemi ibridi plug-in, che diventeranno più efficienti grazie a nuovi motori, trasmissioni, e l'uso di batterie allo stato solido per la componente elettrica (che però arriveranno più avanti).Novità in arrivo anche nel comparto Adas con nuovi sistemi di parcheggio automatico e per la guida semiautonoma in autostrada, in arrivo sul primo modello di serie nel 2027. Last, but non least, il capitolo robotaxi... Nel 2027 arriva la MG ZS Plug-in Hybrid+ La definizione Hybrid+ non è nuova in casa MG. L'abbiamo ritrovata nei più recenti sistemi full hybrid del marchio inglese, apprezzandone la notevole efficienza: giusto per fare un esempio, nella nostra prova della MG3 abbiamo rilevato consumi medi di 20,3 km/litro (il riferimento nel settore delle utilitarie è la Toyota Yaris, con cui abbiamo misurato in media 19,9 km/litro).Dal 2027 arriveranno interessanti novità anche per i sistemi ibridi ricaricabili, che non a caso si chiameranno Plug-in Hybrid+. Si parla anzitutto di una nuova generazione di motori a benzina, 1.1 e 1.5 turbo, rispettivamente accreditati stando ai dati del Costruttore di un'efficienza termica del 42% e del 43%. Il 1.1 avrà una potenza massima di 73,2 kW (100 CV) e 175 Nm di coppia, mentre il 1.5 è accreditato di 120 kW (163 CV) e 255 Nm. Questi propulsori saranno abbinati a un nuovo sistema di trasmissione che applicherà due tecnologie chiave, denominate Power Split e Motor Decoupling. La prima permette di variare con continuità, in base alla situazione, l'apporto della componente termica o di quella elettrica, consentendo così alla prima di lavorare nelle condizioni ideali di efficienza. Con il Motor Decoupling, invece, viene scollegato il generatore che ricarica la batteria quando non necessario: se ne evita il trascinamento, a beneficio ancora una volta dei consumi. Il nuovo sistema ibrido plug-in consente anche importanti passi avanti sul fronte delle prestazioni: l'accelerazione da fermo a 100 km/h è coperta in meno di 6 secondi, mentre la ripresa da 80 a 120 km/h richiede solo 3,5 secondi. Altro vantaggio legato a questa tecnologia è la riduzione della rumorosità: la Casa parla di cinque decibel in meno in modalità EV. Queste tecnologie saranno introdotte nel 2027 a partire dalla nuova MG ZS Plug-in Hybrid+. In arrivo un nuovo full hybrid Senza spendersi in ulteriori dettagli, MG sta lavorando anche a un nuovo powertrain full hybrid con una batteria da 3,6 kWh (molto grande per questo genere di motorizzazioni) e una trasmissione del tutto nuova: a beneficio dell'efficienza e dei consumi. Si passa allo stato solido Se la MG4 Urban è di fatto la prima auto elettrica di ampia diffusione a utilizzare le batterie allo stato semisolido nelle sue versioni di punta (che da noi arriveranno a fine anno), le future plug-in della Casa britannica punteranno su accumulatori allo stato solido, sfruttandone i vantaggi in termini di picchi di potenza erogabile e stabilità delle prestazioni nelle varie condizioni di utilizzo e alle diverse temperature.Questa tecnologia verrà introdotta su tre nuove SUV di segmento B, C e D, i cui tempi di arrivo sul mercato non sono ancora stati comunicati. Guida autonoma anche in città In occasione della nostra visita al quartier generale londinese, MG Motor Europe ha annunciato interessanti novità anche sul fronte dei sistemi di assistenza alla guida: i sistemi di parcheggio automatico saranno arricchiti di nuove skill, come i parcheggi a pettine in avanti.Al tempo stesso, nell'uso in autostrada si potranno utilizzare funzioni come la guida assistita negli svincoli di accesso e di uscita, grazie al sistema Navigate On Autopilot. Questa tecnologia debutterà per la prima volta su un modello MG nel 2027.La tecnologia di guida assistita verrà successivamente evoluta per lavorare anche in scenari più complessi, come quelli urbani. E proprio a questi saranno dedicati i nuovi robotaxi attualmente in fase di sperimentazione in Germania, Medio Oriente e Cina.
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Sconti da 33.900 a 24.900 euro e garanzia estesa: la nuova strategia commerciale di Maxus in Italia

4 Ruote - 3 ore 37 min fa
Sconti sul listino e garanzia allungata fino a otto anni o 200 mila chilometri. In attesa di un ulteriore ampliamento della gamma, atteso per il 2027, la nuova gestione del marchio di veicoli commerciali Maxus in Italia, che dall'inizio del 2026 fa capo alla national sales company della capogruppo cinese Saic, sta consolidando la presenza sul mercato della gamma di furgoni e autotelai nella fascia fino a 3,5 tonnellate di peso totale.Mentre prosegue l'allargamento della rete dei punti di vendita e assistenza, arrivati già a una sessantina, la politica commerciale si fa più incalzante. Riduzioni anche per il medio e il pick-up  Nel corso della prova del modello di punta della gamma, il Deliver 9 (pubblicata sul numero di giugno di Quattroruote Fleet&Business), avevamo anticipato una promozione sul prezzo di listino, che da 33.900 euro (per il furgone a passo medio e tetto rialzato) si riduce a 24.900 Iva esclusa, compresa l'estensione della garanzia, normalmente proposta a 1.000 euro. Questa stessa garanzia è prevista anche per altri due modelli della gamma dei Maxus diesel, il furgone medio Deliver 7 e il pick-up T60 Max 4x4. 
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Addio ai grattini e agli scontrini sul cruscotto, ecco come cambia la sosta a Roma

4 Ruote - 3 ore 45 min fa
Allo scadere della mezzanotte del 30 giugno è scattato a Roma lo stop alla vendita dei cosiddetti "grattini" per il pagamento della sosta nelle strisce blu. Le schede cartacee, che potevano coprire fino a 8 ore di sosta continuativa, erano acquistabili nelle edicole e tabaccherie. Nessuno scontrino cartaceo La dematerializzazione dei titoli di sosta è tra i tasselli del processo di digitalizzazione avviato da Atac, l'azienda che a Roma gestisce il trasporto pubblico e più di 88.000 stalli di parcheggio a sosta tariffata. Con i nuovi sistemi di pagamento previsti dal programma "Tap&Park" - analogo al "Tap&Go" già presente su bus e metro - la sosta potrà essere pagata con carte di credito, di debito, prepagate e tramite cellulare. Senza necessità di stampare scontrini cartacei. La procedura di pagamento sarà possibile anche nei parcometri su strada e in tabaccheria. Targhe online in tempo reale La rivoluzione paperless prevista da Atac prevede che non sarà più necessario esporre le ricevute sul cruscotto della propria auto: la targa sarà inserita in tempo reale nel sistema di verifica, comparendo tra quelle in regola. Il sistema prevede che il prolungamento della sosta possa essere effettuato da qualunque altro parcometro, previo inserimento della targa. Anche a energia solare Il programma di ammodernamento dei parcometri (da aprile scorso ne sono già stati installati 250, in aggiunta ai 1.150 già esistenti) si concluderà nel secondo semestre 2027, quando l'intera dotazione su strada sarà di ultima generazione. Per una migliore gestione dell'autonomia energetica, i parcometri sono coperti con piccoli pannelli solari. Inoltre, sono dotati di uno schermo digitale touchscreen da 10", con menu dinamici per guidare l'utente, e possono inviare le ricevute dei pagamenti anche tramite email. "Grattini" utilizzabili per tutto il 2026 Lo stop alla vendita dei grattini prevede comunque un periodo di tolleranza per il loro utilizzo: chi ne fosse ancora in possesso potrà utilizzarli fino al 31 dicembre 2026.
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BYD Shark propone la sua ricetta per i pick-up: plug-in da 436 CV, 4x4, 90 km in elettrico

4 Ruote - 4 ore 1 min fa
BYD ha presentato al Goodwood Festival of Speed lo Shark, il primo pick-up ibrido ricaricabile della Casa cinese, nonché il modello che porta al debutto sui mercati europei la tecnologia Super Hybrid DMO (Dual Mode Off-road), con la trazione integrale data da due motori elettrici. Il BYD Shark verrà commercializzato inizialmente nel Regno Unito, e dalla seconda metà dell'anno nel resto d'Europa, Italia inclusa. Un vero "shark nose" Il design dello Shark è ispirato allo squalo, da cui prende il nome, "simbolo di forza, agilità e capacità di adattamento", in particolare nel disegno dei gruppi ottici, collegati tra loro da una fascia luminosa alla base del cofano, e nella forma del paraurti anteriore. Il pick-up si distingue per le ampie protezioni in plastica sui passaruota, le pedane laterali e i cerchi da 18" con pneumatici maggiorati. Le misure dello SharkIl BYD Shark è lungo 5.457 mm, largo 1.971 e alto 1.925, con un passo di 3.260 mm. L'altezza da terra è di 210/230 mm a seconda dell'allestimento, con angoli di attacco e uscita rispettivamente di 31 e 19,3. Il cassone, di cui non sono state comunicate le misure, ha un volume utile di 1.200 litri e una portata di 790 kg, mentre la capacità di traino è di 2.500 kg. Cinque le tinte della carrozzeria: Atlantis Blue (di serie), Obsidian Black, Polar White, Grey Green e Sunrise Orange. A bordo, confort da berlina Lo Shark è pensato come mezzo da lavoro, senza rinunciare a tutto ciò che ci si aspetta da un'automobile oggi: l'abitacolo offre maniglie centrali di sostegno durante la guida, ma al tempo stesso materiali morbidi per plancia e console, sedili anteriori sportivi, riscaldati e ventilati. Il selettore del cambio è sul piantone del volante, mentre i principali comandi fisici, nel tunnel, sono pensati per essere azionati anche con i guanti da lavoro. Sul mercato inglese, lo Shark prevede di serie la strumentazione digitale da 10,25", abbinata a un infotainment da 15,6 con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, impianto stereo Dynaudio da 12 altoparlanti, head-up display, piastra di ricarica a induzione da 50W, sensori di parcheggio e telecamera a 360, accesso senza chiave. I passeggeri della seconda fila possono contare su un pavimento completamente piatto e tanto spazio per le gambe (circa 90 cm), con lo schienale reclinabile di 27. Comoda, per i professionisti, la funzionalità V2L fino a 6 kW di potenza, con due prese, di cui una nel cassone. Il powertrain DMO Il powertrain del BYD Shark combina due motori elettrici, uno per asse, da 170 kW (231 CV) e 150 kW (204 CV), con coppia rispettivamente di 310 e 340 Nm. La trazione integrale viene così ottenuta senza collegamenti meccanici tra gli assi, e lavora su differenti superfici grazie ad apposite modalità dedicate: sabbia, fango, neve e ghiaia. La potenza combinata del powertrain è di 436 CV, mentre la coppia massima è di 650 Nm: il pick-up scatta da fermo a 100 km/h in 5,7 secondi. Il motore termico è un 1.5 turbobenzina da 150 CV e 240 Nm che, come negli altri ibridi della Casa cinese, lavora principalmente come generatore per i motori elettrici o per gli accumulatori. Fino a 90 km in elettricoIntegrata nel telaio con tecnologia CTC (Cell-to-chassis), la batteria di tipo Blade ha una capacità di 32,2 kWh, per un'autonomia in modalità elettrica fino a 90 km. La percorrenza complessiva è di 675 km, con consumi nel ciclo Wltp di 3,5l/100 km (9,6 l/100 km a batteria scarica). Di serie la ricarica in corrente continua fino a 55 kW, per passare dal 30% all'80% in poco più di 20 minuti.
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Byd ha corteggiato Renault per due volte: sempre respinta senza remore

4 Ruote - 5 ore 21 min fa
L'indiscrezione ha del clamoroso, ma solo fino a un certo punto visto quanto i cinesi stiano facendo di tutto per rafforzare la loro presenza in Europa. La testata francese Les Echos scrive infatti che BYD avrebbe tentato di entrare nel capitale di Renault per ben due volte negli ultimi anni, ma in entrambi i casi la sua "proposta di matrimonio" è stata respinta senza remore da parte dei francesi.  I rumor non devono stupire più di tanto, perché il colosso di Shenzhen non ha mai fatto mistero delle sue ambizioni di crescita sul mercato europeo e della possibilità di perseguire qualsiasi strada per raggiungere i suoi obiettivi. L'azienda ha sempre dichiarato l'intenzione di rilevare qualche impianto automobilistico per aggirare i dazi europei sulle elettriche e, in prospettiva, per sfruttare i benefici dell'imminente Industrial Accelerator Act e del relativo "Made in Eu", senza escludere la possibilità di acquisire qualche marchio storico.  BYD è aperta a ogni opportunità e valuterà quali garantiscano i maggiori vantaggi, ha risposto il vice presidente Stella Li a una domanda dell'agenzia Bloomberg su possibili acquisizioni. Nel tempo si è vociferato della Maserati: la stessa manager cinese ha definito il marchio del Tridente come molto interessante, ma di recente ha escluso qualsiasi tipo di operazione con Stellantis. Due approcci e lo stesso due di picche Quello che stupisce delle indiscrezioni di Les Echos (che non hanno ricevuto commenti da parte degli interessati) è semmai quanto la BYD abbia alzato l'asticella delle sue ambizioni e quanto sia stata insistente con la Losanga, una realtà più piccola di colossi del calibro di Volkswagen e della stessa Stellantis, ma con un passato di tutto rispetto: è pur sempre uno dei grandi nomi dell'industria dell'auto europea.  Il primo tentativo risalirebbe a circa due anni fa, quando il timone della Renault era saldamente nelle mani di Luca de Meo e l'azienda francese era nel pieno delle trattative con un altro costruttore cinese, Geely, per ampliare l'alleanza avviata nel 2022 con la joint venture per i motori Horse. Il colosso di Shenzhen non puntava a un accordo di collaborazione su produzione o sviluppo, ma voleva diventare azionista della società di Boulogne-Billancourt. All'epoca, però, Renault non voleva concludere alcun accordo che riguardasse l'Europa perché stava concentrando le sue attenzioni proprio su Geely: nel novembre del 2025 è stato perfezionato l'accordo per replicare in Brasile l'operazione conclusa pochi anni prima per la Corea del Sud.   Il secondo approccio risalirebbe proprio allo scorso autunno e sarebbe avvenuto in seguito a un incontro tra Li e il presidente francese Emmanuel Macron. bene ricordare che Parigi detiene il 15% circa del capitale della Renault e il 30% dei diritti di voto, e ha quindi un peso dirimente nelle strategie della Losanga. In quel caso, BYD avrebbe proposto un accordo ad ampio spettro per condividere tecnologie, impianti e altro ancora. L'intesa avrebbe consentito a Renault di accedere alla tecnologia dei cinesi per i veicoli elettrici e plug-in e alla produzione di batterie. In cambio, Shenzhen avrebbe ottenuto parte della capacità produttiva degli stabilimenti europei della Losanga. Anche questo tentativo si sarebbe concluso con un nulla di fatto. 
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Euro NCAP, arrivano i primi test del 2026: 5 stelle per BMW iX3 e Zeekr 7GT

4 Ruote - 6 ore 59 min fa
Con i nuovi test del 2026, Euro NCAP ha introdotto una nuova serie di test e protocolli per valutare il grado di sicurezza delle auto vendute in Europa. Oggi, l'ente certificatore ha pubblicato i risultati delle prime due auto in esame con i nuovi parametri: la SUV BMW iX3 e la shooting brake elettrica Zeekr 7GT. I nuovi test di Euro NCAP I nuovi test dell'Euro NCAP si strutturano in quattro punti cruciali: tengono sempre in grande considerazione la protezione degli occupanti in caso di urto o incidente, ma introducono una maggior varietà di corporature e taglie, valutano di più l'efficienza e la facilità d'uso dei sistemi di assistenza alla guida, e i protocolli di sicurezza post-incidente. BMW iX3 Punteggio: 5 stelleSicurezza alla guida: 73%Prevenzione degli incidenti: 83%Protezione dagli urti: 86%Sicurezza post-incidente: 95% Zeekr 7GT Punteggio: 5 stelleSicurezza alla guida: 79%Prevenzione degli incidenti: 89%Protezione dagli urti: 93%Sicurezza post-incidente: 95%
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Bizzarrini Aperta Lusso, dopo oltre 60 anni il progetto perduto di Giugiaro diventa realtà

4 Ruote - 8 ore 19 min fa
Esistono auto che nascono da un foglio bianco e altre che, semplicemente, aspettano il momento giusto per essere costruite. La Bizzarrini Aperta Lusso appartiene a questa seconda categoria. Disegnata da Giorgetto Giugiaro nel 1964 e rimasta per oltre sessant'anni confinata in uno schedario, oggi vede finalmente la luce grazie alla rinascita del marchio Bizzarrini. Non si tratta di una reinterpretazione moderna, né di un esercizio nostalgico: la Aperta Lusso completa una storia rimasta incompiuta, riportando su strada una delle idee più affascinanti mai concepite durante l'età d'oro dell'automobile italiana. Ne saranno realizzati soltanto 10 esemplari, ciascuno costruito a mano e personalizzato secondo le richieste del proprietario. A lezione di storia Quando avvenne la celebre "congiura di palazzo" del 1961 a Maranello, Giotto Bizzarrini (uno dei principali artefici dello sviluppo della Ferrari 250 GTO) fu tra gli ingegneri costretti a lasciare la Ferrari. L'anno successivo iniziò a collaborare con Renzo Rivolta alla Iso Automobili, dando vita alla Iso Grifo A3/C Competizione. Il disegno portava la firma di un giovanissimo Giorgetto Giugiaro, allora in Bertone, sotto la supervisione di Bizzarrini. Fu una delle prime automobili progettate con un approfondito studio in galleria del vento, sotto la supervisione di Nuccio Bertone, una scelta rivoluzionaria per l'epoca. I risultati arrivarono presto: nel 1965 la Bizzarrini conquistò la vittoria di classe alla 24 Ore di Le Mans, dimostrando quanto l'aerodinamica potesse fare la differenza in un periodo in cui Enzo Ferrari guardava ancora con una certa diffidenza a questo approccio.Già nel 1962, inoltre, Giugiaro immaginò una versione aperta della vettura con un elegante arco strutturale e tetto asportabile. Il progetto non si concretizzò ma anticipò di fatto una soluzione che, dal 1965, sarebbe diventata celebre con il nome di Targa. Non chiamatela restomod Definire la Aperta Lusso un restomod sarebbe riduttivo. Non prende una 5300 GT esistente per aggiornarla con componenti moderni, né vuole reinterpretare liberamente un classico. Piuttosto, realizza oggi un progetto rimasto incompiuto. Per questo motivo Bizzarrini preferisce parlare di "Nuova Classica": una vettura costruita con tecnologie contemporanee ma fedele, nello spirito e nelle proporzioni, al progetto originale firmato da Giugiaro e Bizzarrini. La struttura riprende l'architettura della 5300 GT Revival, ma è stata profondamente rivista. L'assenza del tetto ha imposto un importante lavoro di irrigidimento del tunnel centrale e della scocca, permettendo di ottenere una rigidità torsionale addirittura superiore a quella della coupé originale. Il V8 resta protagonista Anche il motore rimane fedele alla filosofia dell'epoca. Sotto il lungo cofano trova posto uno V8 Small Block di origine Chevrolet da 5.3 litri, montato in posizione arretrata dietro l'asse anteriore secondo lo schema tanto caro a Giotto Bizzarrini. La prima accensione, in questo caso, è datata 1965. Più originale di così non si può.La potenza supera i 400 CV, ma la vera evoluzione è nascosta alla vista. I tradizionali carburatori Weber lasciano infatti spazio a un moderno impianto di iniezione elettronica, accuratamente mascherato per conservare l'aspetto del vano motore originale. La trasmissione è affidata a un cambio manuale Tremec a cinque marce, mentre l'impianto di scarico in Inconel promette un sound degno delle migliori sportive degli anni Sessanta. Carbonio fuori, anima anni Sessanta La carrozzeria è realizzata come un unico elemento in fibra di carbonio, una scelta che permette di ridurre il peso, aumentare la precisione costruttiva e mantenere inalterate le linee disegnate da Giugiaro oltre sessant'anni fa. Per compensare l'assenza del tetto, gli ingegneri hanno sviluppato rinforzi strutturali specifici che hanno permesso di superare la rigidità della coupé originale. Anche i due pannelli del tetto sono realizzati in carbonio e possono essere rimossi e riposti nel bagagliaio. Completano il quadro i cerchi Campagnolo in magnesio e l'assetto regolabile Koni. Tecnologia invisibile Le concessioni alla modernità sono poche, ma intelligenti. Troviamo fari posteriori a LED, climatizzatore, servosterzo elettroidraulico a intervento progressivo, finestrini senza cornice con guarnizioni moderne, impianto audio e un caricatore MagSafe integrato nella plancia, ispirata al mondo nautico. L'aspetto interessante è che nulla di tutto questo altera l'estetica dell'abitacolo. L'obiettivo era offrire il confort di una Gran Turismo contemporanea mantenendo intatta l'atmosfera di una sportiva italiana degli anni Sessanta. Per pochi eletti Della Bizzarrini Aperta Lusso saranno prodotti soltanto dieci esemplari. Ognuno verrà costruito interamente a mano e configurato insieme al cliente, rendendo ogni vettura un pezzo unico. La prima commissione porta il nome di La Dolce Vita, omaggio al film di Fellini. Verniciata nell'esclusiva tinta Azzurro Gaia, ispirata alle sfumature del Mar Ligure e dedicata alla figlia del proprietario, rappresenta perfettamente la filosofia del progetto.Non nasce per inseguire record in pista, ma per riscoprire il piacere della guida. L'idea del suo committente era semplice: lasciare alle spalle notifiche, riunioni e smartphone, mettersi al volante e percorrere le strade della Riviera italiana con l'unico obiettivo di guidare. La chiusura di un cerchio Più che una nuova supercar, la Bizzarrini Aperta Lusso è un esercizio di archeologia automobilistica. Non prova a reinventare un'icona né a modernizzarla secondo i canoni attuali. Fa qualcosa di più affascinante: completa un progetto autentico rimasto sospeso per più di 60 anni, facendo da ponte tra la serie Revival di Bizzarrini e la Giotto, la nuova supercar V12, e dimostrando che alcune idee non invecchiano mai. Anzi, a volte hanno semplicemente bisogno di sessant'anni per trovare il momento giusto in cui diventare realtà.
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Nuove tensioni in Medio Oriente: tornano a salire petrolio e prezzi dei carburanti

4 Ruote - 8 ore 56 min fa
La crisi in Medio Oriente non è per nulla rientrata. La dimostrazione plastica è arrivata questa notte: gli Stati Uniti hanno condotto pesanti bombardamenti sull'Iran per rispondere alle azioni dei pasdaran contro alcune navi commerciali in transito nello stretto di Hormuz. A sua volta, Teheran ha colpito diverse installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait. In altre parole, la crisi si è riaccesa all'improvviso e proprio nel pieno delle trattative per definire nei dettagli l'accordo di pace di metà giugno.Immediate le conseguenze sui mercati petroliferi, con i principali indici del greggio in rialzo di oltre il 4%: il Brent sta risalendo verso quota 78 dollari, mentre il Wti ha superato i 73 dollari. Negli scorsi giorni, il trend ribassista sembrava presagire una discesa sui 70 dollari per entrambi gli indicatori.  Prezzi in risalita Ovviamente, le nuove tensioni si stanno riflettendo anche sulle quotazioni dei prodotti raffinati nell'area del Mediterraneo e quindi sui carburanti alla pompa. Questa mattina 8 luglio, come segnala Staffetta Quotidiana, il prezzo medio della benzina erogata in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,855 euro al litro (+3 millesimi rispetto a ieri) e quello del gasolio a 1,941 (+6), mentre il Gpl quota a 0,757 euro (-3) e il metano a 1,553 euro/kg (-1). Lungo la rete autostradale, verde a 1,945 euro (+5), gasolio a 2,023 (+11), Gpl a 0,884 (-1) e metano a 1,579 /kg (-6). Modalità di vendita e marchi Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati dalla testata specializzata in base a quanto comunicato ieri 7 luglio dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, la media dei prezzi praticati sulla rete stradale e autostradale vede la benzina self service a 1,854 euro (compagnie 1,859, pompe bianche 1,844) e diesel a 1,937 euro (1,943; 1,926). Al servito, verde a 1,991 euro (2,032; 1,914), diesel a 2,075 euro (2,118; 1,995), Gpl a 0,769 euro (0,780; 0,756) e  metano a 1,554 euro (1,553; 1,554), Gnl a 1,446 euro (1,455; 1,439). Lo spaccato dei marchi principali mostra Eni a 1,860 euro sulla benzina self service (2,069 al servito) e 1,952 sul gasolio (2,163); IP a 1,866 (2,033) e 1,947 (2,115); Q8 a 1,855 (2,015) e 1,934 (2,098); Tamoil a 1,855 (1,932) e 1,930 (2,013).
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Bruxelles impone dazi fino al 45% sui pneumatici che arrivano dalla Cina

4 Ruote - 9 ore 20 min fa
L'Unione europea continua ad alzare muri per arginare l'invasione di prodotti cinesi. Bruxelles ha già imposto pesanti dazi sulle auto elettriche "made in China", che, tra l'altro, potrebbero anche essere estesi alle ibride plug-in, ma ora è passata a un altro settore industriale direttamente legato al mondo delle quattro ruote: i pneumatici.In particolare, l'Unione europea ha stabilito tariffe doganali sulle importazioni dalla Cina fino al 45,3%. L'indagine e le conclusioni I dazi, in vigore da oggi 8 luglio e non retroattivi, sono stati definiti al termine di un'indagine anti-dumping avviata il 20 maggio 2025 in seguito a una denuncia presentata il 7 aprile dell'anno scorso dalla Coalition Against Unfair Tyre Imports (Coalizione contro le importazioni sleali di pneumatici). L'inchiesta ha riguardato il periodo compreso tra l'1 gennaio e il 31 dicembre 2024 e ha dimostrato che le importazioni cinesi nell'Ue sono aumentate di oltre 35 milioni di pezzi, portando la quota di mercato degli esportatori del Dragone dal 18% al 28%. Questa ascesa, secondo la Commissione europea, è stato determinata da "prezzi slealmente bassi" che hanno esercitato una "significativa pressione al ribasso sui prezzi" e ridotto la redditività e la quota di mercato dei produttori europei (scesa dal 60% al 53%). Le aziende interessate dovranno ora pagare dazi che vanno da un minimo del 4,3% a un massimo del 45,3%. Il Gruppo Hankook sarà sottoposto al dazio minimo, mentre le aziende che hanno collaborato all'indagine saranno oggetto di un dazio del 24,4%. L'aliquota massima sarà applicata a tutti gli altri operatori. Il nuovo regime riguarda pneumatici per autovetture, veicoli commerciali leggeri e autobus. La Commissione ritiene che i dazi contribuiranno a ripristinare una concorrenza leale, consentendo agli europei di competere in condizioni di parità.
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Goodwood Festival of Speed 2026: tutte le auto e i protagonisti

4 Ruote - 9 ore 57 min fa
Andrà in scena dal 9 al 12 luglio prossimi l'edizione 2026 del Goodwood Festival of Speed, l'evento del Sussex inglese che ogni anno riesce nella non facile impresa di alzare l'asticella dell'adrenalina e della passione per le quattro ruote. Anche per questa edizione sono attese tantissime novità dai quattro angoli del globo, dai principali costruttori mondiali ai piccoli atelier specializzati: anteprime statiche e dinamiche di modelli in arrivo nei prossimi mesi, ma anche parate e celebrazioni delle auto che hanno fatto la storia dell'automobilismo e del motorsport. Il contingente di Quattroruote sarà presente in forze, per raccontarvi dal vivo, anche sulle nostre pagine social, le giornate di Goodwood e le novità più attese. Che vi anticipiamo qui sotto. Alpine La Casa di Dieppe porterà a Goodwood il primo muletto della nuova A110, che anticipa il modello di serie della terza generazione della sportiva francese, per la prima volta completamente elettrica (ma non sono escluse varianti endotermiche). Accanto al prototipo saranno esposte le A290 e A390. Il 9 luglio si terrà la Brand Parade, che vedrà sfilare i modelli storici del marchio, compresa la F1 E20 del 2012. Aston Martin Gioca in casa, il costruttore inglese, che sulla collina di Goodwood porterà tutta la sua gamma di sportive, a cominciare dalla AMR25 di Formula 1 per arrivare alle stradali DB12 S, Vantage S e DBX S, la Vanquish, la nuova Valhalla a motore centrale e la hypercar Valkyrie. BMW La Casa tedesca festeggia a Goodwood i 40 anni della M3, che sarà protagonista con la M Concept Neue Klasse appena svelata a Le Mans accanto a M3 E30 e M3 GTS storiche. In esposizione anche le novità più recenti, come la M2 con Track Kit e la Serie 7 restyling, oltre a un nutrito parterre di vetture da corsa: M3 Touring 24H, Benetton B186, M3 GTR E46, M3 DTM E92 e la McLaren F1 GTR con motore BMW. BYD Il costruttore cinese arriva in forze, presentando l'area espositiva più grande di tutta la manifestazione: al suo interno sono attesi ben otto debutti tra tutti i marchi del gruppo. Tra questi, Denza presenterà la sportiva elettrica Z da 1.600 CV, nelle versioni Coupé e Racing, mentre Yangwang porterà la hypercar U9 Xtreme da quasi 500 km/h, oltre alla berlina U7 (con quattro motori elettrici) e la SUV U8. In mostra anche la SUV BAO 5, il pick-up plug-in Shark e la Dolphin G DM-i, da poco arrivata anche in Italia. Cupra Il brand spagnolo porterà al debutto nel Regno Unito l'elettrica compatta Raval. All'evento saranno presentate altre novità, di cui sapremo di più nei prossimi giorni, oltre a due modelli speciali che saliranno sulla pista del Sussex: potrebbero avere motorizzazioni elettriche oppure endotermiche. Ferrari Ferrari sale sulla collina di Goodwood con tre debutti dinamici: la Amalfi con motore V8 anteriore-centrale, la 296 Speciale A e la 849 Testarossa, ammiraglia da 1.050 CV. In pista anche le F80, Enzo 2004 e 12Cilindri, mentre nel paddock si celebrano i 20 anni del programma XX. Siamo però sicuri che l'attenzione sarà tutta per la Ferrari Luce, in esposizione statica. Gordon Murray A Goodwood, GMA di Gordon Murray svelerà la versione definitiva della T.50S Niki Lauda, hypercar prodotta in 25 esemplari, ognuno dedicato a una vittoria specifica di Murray in F1, insieme all'anteprima europea della S1 LM, one-off già battuto all'asta per oltre 20 milioni di dollari. La line-up è completata dalla T.33 Spider e dalla XP1. Hennessey A Goodwood debutta la Hennessey F5-M Roadster, serie limitata a 12 esemplari da 2,65 milioni di dollari: monta un V8 6.6 litri da 2.031 CV abbinato al cambio manuale a sei marce, che la rende l'auto stradale più potente al mondo con cambio meccanico. L'esemplare con telaio numero 1 "Maverick" sarà guidato da Martin Brundle. Honda Honda porta a Goodwood la versione di serie della piccola elettrica Super-N da 95 CV, destinata inizialmente al mercato inglese, accanto all'anteprima europea della Prelude HRC Concept. Per la parte "storica" si vedrà in azione la Williams Honda FW11 campione del mondo F1 1986, pilotata da Damon Hill e Ryo Michigami. Land Rover Accanto al nuovo allestimento Vertex della Defender, a Goodwood 2026 debutterà la Range Rover Electric nella sua versione di produzione, che sarà presentata entro la fine dell'anno. Allo stand della Casa inglese saranno esposte anche le serie London Edition (Westminster, Battersea, Belgravia, Hoxton), mentre sulla salita inglese correrà la Range Rover Sport SV Ultimate Edition. Maserati A Goodwood 2026 Maserati porta le versioni aggiornate di GranTurismo, GranCabrio e Grecale, con nuovi dettagli estetici, personalizzazioni Fuoriserie, modalità Country e powertrain rivisti (Folgore con più autonomia, V6 Nettuno più potente su entrambe le gamme). Le affiancano MC20 Cielo, GT2 Stradale e la MCXtrema da pista nel Supercar Paddock. McLaren A Goodwood 2026 McLaren svela un esemplare unico della M6GT, stradale ideata da Bruce McLaren e mai prodotta, ricostruita a mano da McLaren Special Operation seguendo i disegni originali: il motore è un V8 Small Block Chevrolet su telaio da competizione M6A, con livrea in Colnbrook White e interni verdi ispirati alla F1 M2B del 1966. MG C'è tanta attesa per le novità che la Casa anglo-cinese (di proprietà del gruppo Saic) porterà a Goodwood. La più attesa è la nuova elettrica di segmento B, che potrebbe chiamarsi MG2, modello di particolare rilevanza per il mercato europeo. Accanto a quest'auto dovrebbe essere presentata un'altra concept elettrica, che anticipa lo stile dei prossimi modelli a zero emissioni del marchio. Mini Per la Casa inglese, l'evento di Goodwood è l'occasione per presentare una nuova serie speciale della Mini, di cui saranno svelati i dettagli nei prossimi giorni. Nella Mini Street sono previsti spazi tematici e la Owners Lounge, mentre sulla salita inglese correrà la one-off Mini x Vagabund Countryman, insieme ai modelli sportivi di serie. Pagani A Goodwood debutta la Pagani Huayra 70 Derecho, secondo dei tre esemplari unici per festeggiare i 70 anni di Horacio Pagani. La novità tecnica principale è il cambio manuale a sette marce Xtrac, abbinato al V12 biturbo AMG da 864 CV. La salita inglese vedrà impegnate la Huayra Codalunga Speedster e la Huayra R con pacchetto Tempesta. Rolls-Royce La Casa inglese presenta per la prima volta la Phantom Extended "Regatta", one-off a tema nautico con livrea blu e bianca e dettagli ispirati al mondo delle barche a vela, con interni in stile yacht e un dipinto marino realizzato a mano sul cruscotto. Nelle prese d'aria sono nascoste le coordinate di Goodwood House e della sede di Rolls-Royce. Toyota La Casa giapponese porta a Goodwood, per la prima volta senza camuffature, le sue nuove sportive: la GR GT stradale, la sua derivata da corsa GR GT3, entrambe con telaio e motore V8 biturbo ibrido. Accanto a loro la Lexus LFA Concept, con motore 100% elettrico. All'evento saranno presenti anche la GR Yaris Rally, il DKR GR Hilux e la GR010 Hybrid reduce dalla vittoria a Le Mans.
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Crisi Volkswagen, il sindacato si mobilita: proteste in tutta la Germania

4 Ruote - 9 ore 59 min fa
Domani 9 luglio non sarà una giornata facile per l'amministratore delegato del gruppo Volkswagen, Oliver Blume. Il dirigente non dovrà solo svelare il tanto atteso piano di ristrutturazione al consiglio di sorveglianza, ma dovrà anche affrontare la possibile ira dei lavoratori. Infatti, l'IG Metall ha proclamato una giornata di mobilitazione con manifestazioni di protesta e sit-in informativi. "Alla luce delle recenti notizie sui massicci tagli al personale e degli attacchi alla partecipazione dei dipendenti da parte del consiglio di gestione di Volkswagen, i delegati sindacali e i membri del consiglio di fabbrica del sindacato IG Metall del Gruppo Volkswagen prendono posizione. Pertanto, giovedì 9 luglio si terranno manifestazioni in tutte le sedi del gruppo in Germania", ha annunciato la sigla sindacale.In particolare, tra la mattina e il primo pomeriggio si terranno iniziative di protesta di varia natura, che riguarderanno impianti e uffici della Volkswagen a Braunschweig, Emden, Hannover, Kassel, Salzgitter, Wolfsburg, Chemnitz, Dresda, Zwickau e Osnabrück. Inoltre, altre azioni coinvolgeranno le sedi di Audi a Ingolstadt e Neckarsulm, della Porsche a Weissach, Zuffenhausen e Lipsia e della Man Truck & Bus a Monaco di Baviera, Norimberga e Salzgitter. L'IG Metall promette "un'estate calda" Il sindacato ha tenuto a precisare l'intenzione di rispettare quanto stabilito dalle normative tedesche. Le iniziative, organizzate da rappresentanti sindacali e membri del consiglio di fabbrica, saranno per ora eventi informativi o di protesta e quindi non si tratta di scioperi di avvertimento. "Attualmente siamo vincolati dall'obbligo di silenzio previsto dal contratto collettivo aziendale di Volkswagen AG, nonché da quelli in vigore nei settori metallurgico ed elettrico", ha aggiunto ancora l'IG Metall.Tuttavia, è evidente che il sindacato è pronto a passare a una fase successiva e ad alzare le barricate contro l'attuale dirigenza. Infatti, secondo il presidente Christiane Benner, la mobilitazione deve essere intesa come un "segnale chiaro al consiglio di gestione". "I dipendenti hanno dato il loro contributo. Invece di scaricare la responsabilità dei fallimenti degli ultimi anni sulla forza lavoro, concentratevi sul potenziale di ottimizzazione tra i marchi e su una migliore cooperazione. Non accetteremo passivamente i continui attacchi ai diritti dei nostri colleghi. In questa difficile situazione, restiamo uniti e chiediamo all'azienda e ai politici: idee e piani su come utilizzare gli impianti al massimo della loro capacità e protezione dalla concorrenza sleale", aggiunge Benner.  E che la la situazione possa anche sfociare in un duro confronto tra dirigenza e rappresentanti dei lavoratori lo dimostra la decisione di Daniela Cavallo, presidente del consiglio di fabbrica, e di Thorsten Gröger, capo negoziatore di IG Metall per il contratto collettivo aziendale di Volkswagen, di organizzare una conferenza stampa.Insomma, la tensione sta iniziando a salire. Tuttavia, non è solo Wolfsburg a dover tenere in debita considerazione le istanze dei lavoratori. Pochi giorni fa, anche alla Mercedes è stata indetta una giornata di mobilitazione e la partecipazione è stata massiccia: oltre 33.000 dipendenti hanno marciato fino ai cancelli degli stabilimenti per protestare contro le misure annunciate dal management per ridurre i costi, tra cui un aumento delle ore lavorate e la sospensione dei bonus straordinari previsti dal contratto collettivo. L'IG Metall ha già promesso una dura battaglia, preannunciando "un'estate calda" per tutte le aziende dell'industria automobilistica tedesca. 
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La Defender si aggiorna per il 2027: allestimento Vertex e IA generativa a bordo

4 Ruote - 10 ore 28 min fa
In occasione del debutto pubblico a Goodwood, Land Rover presenta la Defender Vertex, nuova versione che entra in gamma insieme agli aggiornamenti per il Model Year 2027: le novità per l'off-road inglese coinvolgono estetica, tecnologia e motorizzazioni. La nuova Defender Vertex La Vertex, che a listino affianca l'allestimento X, è disponibile per tutt'e tre le varianti di carrozzeria (90, 100 e 130) e si caratterizza per i nuovi paraurti anteriori e posteriori, la griglia anteriore di maggiori dimensioni in Shadow Atlas Matte, lo spoiler posteriore in nero lucido, le pinze freno gialle a contrasto e nuovi cerchi da 20 e 22". Il colore distintivo della Vertex è il Patagonia White Matte Wrap, che sarà disponibile anche sulle altre varianti; a listino entrano anche il nuovo Namib Orange e la Gloss Protective Film. Le novità per le motorizzazioni Con il MY2027 Land Rover razionalizza la gamma motori: debutta un nuovo benzina 3.0 sei cilindri P380 mild-hybrid con 550 Nm di coppia, mentre il 2.0 quattro cilindri P300 (dove disponibile) viene sostituito da un 3.0 sei cilindri da 470 Nm. Si aggiorna anche il V8 biturbo 4.4 della Octa che "perde" potenza, passando dagli attuali 635 a 540 CV, mantenendo però invariati i 750 Nm di coppia e lo 0-100 in 4,4 secondi. Come cambia la Defender MY2027 Le versioni attualmente in gamma non subiscono modifiche sostanziali, ma molte delle novità introdotte con la Vertex possono essere applicate sulle X-Dynamic SE, X-Dynamic HSE e V8, con il pacchetto Extended Exterior Pack: nuovi paraurti, spoiler posteriore e copriruota in tinta, con quattro scelte di cerchi. Per la Trophy Edition 110 arriva la colorazione Santorini Black (al posto del Keswick Green), mentre sulla Defender 110 arriva una nuova configurazione a sei posti, con due poltrone singole - chiamate Captain Chair - nella seconda fila, al posto della consueta panca. All'interno arriva infine un nuovo assistente vocale con intelligenza artificiale generativa, che si attiva con il comando "Hey Land Rover" e permette conversazioni in linguaggio naturale.
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NLT, Innova Semplice entra in Moovix: acquistato il 51%

4 Ruote - 11 ore 7 min fa
Innova Semplice Spa, società attiva nel campo dei servizi di utilità, finanziari e assicurativi e controllata dal fondo di investimenti mediorientale Investcorp, ha acquistato il 51% del capitale di Moovix, operatore specializzato nel Noleggio a Lungo Termine e nel fleet management, con circa 4.500 clienti, oltre 2.500 contratti NLT e più di 7.800 veicoli circolanti in Italia.L'operazione, di cui non sono stati rivelari i termini finanziari, è finalizzata a supportare la crescita e il percorso di sviluppo dell'azienda veronese: Innova Semplice metterà a disposizione nuove risorse, competenze digitali e capacità commerciale. Dal canto suo Moovix manterrà la propria autonomia operativa, il proprio posizionamento e la continuità dei rapporti con clienti, partner e società di noleggio. Un settore in profonda trasformazione L'investimento, definito "strategico", conferma l'interesse di Innova Semplice verso un settore in forte evoluzione: digitalizzazione, nuove abitudini di consumo e crescente attenzione alla gestione efficiente dei veicoli stanno trasformando il ruolo del noleggio a lungo termine per privati, professionisti e aziende. "Siamo molto lieti di aprire il segmento automotive con Moovix, che rappresenta per modalità operative, presenza di mercato e volumi il modello di ingresso ideale in un settore in forte crescita", afferma il fondatore e amministratore delegato Andrea Conte. "Siamo in perfetta sintonia sulla creazione di servizi innovativi per i clienti e sulla scale-up dell'iniziativa, sia sul mercato consumer che business, in coerenza con la strategia di diversificazione di mercati e canali distributivi che rende la piattaforma Innova Semplice la più completa e versatile del mercato.L'ingresso di Innova Semplice rappresenta un passaggio importante per Moovix. Ci permette di guardare al futuro con maggiore solidità, mantenendo al centro la nostra identità, il nostro team e il rapporto costruito nel tempo con clienti e partner", aggiunge Sergio Panarotto, presidente dell'operatore veneto. 
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60 anni dopo McLaren ricostruisce la M6GT, stradale mai nata di Bruce McLaren

4 Ruote - 11 ore 17 min fa
McLaren e il reparto MSO hanno realizzato un esemplare unico destinato a debuttare al Goodwood Festival of Speed 2026. Si tratta della M6GT, la prima auto stradale sviluppata da Bruce McLaren che non ha mai raggiunto ufficialmente la produzione di serie. La ricostruzione artigianale con motore V8 Small Block L'auto è stata ricostruita seguendo i disegni originali e gli stampi conservati dalla Casa inglese, ed entrerà a far parte della Heritage Collection. Il reparto Operazioni Speciali di Mclaren ha supervisionato tutto il processo unendo elementi restaurati e componenti nuovi, costruiti su misura. Il motore V8 è uno Small Block Chevrolet, coerente con l'epoca e con la medesima configurazione delle testate del progetto originale, mentre il telaio è quello di una M6A da competizione.La carrozzeria è stata costruita da zero, mentre la plancia originale è abbinata a supporto e impianto elettrico costruiti sulla base dei progetti dell'epoca e al pomello del cambio in legno creato dal pieno. Ogni piccolo dettaglio è stato curato con meticolosità artigianale e rispetto per la visione di Bruce McLaren. Omaggio a Colnbrook e alla storia di McLaren La tinta scelta per la carrozzeria è chiamata Colnbrook White, rendendo così omaggio alla fabbrica vicino all'aeroporto di Heathrow dove Bruce McLaren ha sviluppato il progetto della M6 GT. Gli interni sono rifiniti in verde e riprendono così la livrea della M2B del 1966, la prima Formula 1 della Casa: la stessa colorazione è stata utilizzata al Gran Premio di Silverstone sulle monoposto di Piastri e Norris a 60 anni di distanza.
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Fiat porta la Topolino negli Usa, ma per ora resta chiusa nei resort e nei campi da golf

4 Ruote - 11 ore 21 min fa
Come aveva promesso qualche mese fa, Fiat entra nel segmento della micromobilità americana con la Topolino. Un segmento che, pensando alle dimensioni medie di una macchina degli Stati Uniti, pare anche solo difficile da immaginare. La Casa torinese lo considera però un "settore in forte crescita", spiega il ceo Olivier Francois. "Con la Topolino portiamo un'emozione, uno stile di vita, un modo per ricordarci che la mobilità può anche essere divertente e semplice nella sua bellezza". La Topolino costerà 13.995 dollari (esclusa la destination fee), che al cambio attuale sono poco più di 12.250 euro. Arriva anche la Dolcevita Lunga 2,53 metri e larga 1,4, la Fiat Topolino arriva negli States nelle due versioni con cui ha debuttato anche da noi, ossia quella con carrozzeria chiusa e la Dolcevita senza portiere e con il tetto in tela. Il colore della carrozzeria è il Verde Vita, con cerchi da 14" e luci a LED. Invariato anche il powertrain, con un motore elettrico da 6 kW (8 CV) e una batteria da 5,4 kWh, ricaricabile esclusivamente da presa domestica, che assicura un'autonomia, rilevata dal Centro prove, di circa 53 km (quella dichiarata è di 75 km). Negli States la velocità è limitata a 19 mph (pari a poco più di 30 km/h). Ancora non può circolare su strada La Fiat Topolino può circolare liberamente nelle zone chiuse al traffico come resort, campi da golf e aree private. Entro la fine dell'estate Fiat metterà a disposizione un kit che porta la velocità massima a 25 miglia orarie (40 km/h), così che possa essere classificata come LSV (Low Speed Vehicle, veicolo a bassa velocità), categoria di veicoli che può circolare sulle strade con limiti di 35 mph (56 km/h).
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Meno di 25.000 euro per una SUV, una berlina e una wagon insieme: ecco la Dacia Striker

4 Ruote - Lug 07,2026
Nel corso degli anni il termine "crossover" ha acquisito varie sfaccettature di significato. Nel caso della Dacia Striker, questo concetto si estende a tre modi diversi di intendere l'automobile: coniugare l'altezza di guida e la robustezza tipiche di una SUV con l'efficienza aerodinamica di una berlina due volumi e la praticità di una station wagon. Un approccio che si riflette anche nelle proporzioni: lunga 4,62 metri, ma alta appena 1,53 metri, mantiene un'altezza da terra fino a 20 cm senza rinunciare a una silhouette più filante rispetto alle SUV di pari categoria. Essenziale e originale L'abitacolo segue la filosofia dell'essenziale, molto cara al marchio, ma introduce soluzioni inedite. Ad esempio, di serie si trovano il display centrale da 10,1" e la strumentazione digitale da 7", caratterizzata da un particolare effetto di profondità tridimensionale. Non mancano accorgimenti pratici come il passacavo integrato nella plancia e un vano di carico che raggiunge i 600 litri (dichiarati), tra i migliori della categoria. Interessante anche il portellone con apertura automatica intelligente, che si attiva rilevando la presenza della chiave senza richiedere movimenti con il piede. Le motorizzazioni della Striker Sul fronte tecnico, la Dacia Striker sarà disponibile esclusivamente con motorizzazioni elettrificate:Hybrid-G 140: 1.2 tre cilindri mild hybrid benzina/GPL da 140 CV con cambio manuale a 6 marce di serie e automatico come optionalHybrid 155: 1.8 quattro cilindri full hybrid da 155 CV e cambio automatico Multi-ModeHybrid 150 4x4: 1.2 tre cilindri da 150 CV a trazione integrale, che abbina un motore termico anteriore a un'unità elettrica dedicata all'asse posteriore, con la trazione integrale senza collegamento meccanico tra i due assiL'obiettivo dichiarato è contenere costi di esercizio ed emissioni, anche grazie a un'aerodinamica particolarmente curata (Cx di 0,29) e a una massa che parte da circa 1.400 kg. La gamma e i prezzi Dacia punta inoltre su una gamma semplificata, articolata nei quattro allestimenti Essential, Expression, Extreme e Journey. Il listino completo è ancora in via di definizione, ma la Casa di Mioveni ha fissato un punto fermo, su cui è parsa irremovibile: il prezzo di partenza sarà inferiore ai 25.000 euro. Un posizionamento che lascia intuire la volontà del costruttore di proporre una nuova interpretazione del segmento C, mantenendo come riferimento il rapporto tra contenuti e costo d'acquisto. Il giudizio sul comportamento su strada, naturalmente, è rimandato alla prova dinamica nei prossimi mesi: la Striker arriverà sul mercato tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027.
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Pagani Huayra 70 Derecho, 864 CV e cambio manuale per i settant'anni di Horacio

4 Ruote - Lug 07,2026
Il Reparto Grandi Complicazioni della Pagani ha sviluppato la Huayra 70 Derecho, che debutterà in anteprima mondiale al Goodwood Festival of Speed 2026. Si tratta del secondo dei tre esemplari creati per i 70 anni di Horacio Pagani, dopo la Trionfo svelata a gennaio. Design esterno e finiture esclusive degli interni La Huayra 70 Derecho è caratterizzata dalla carrozzeria in carbonio a vista con finitura Pearl Orange e Inky Blue e dagli elementi in alluminio anodizzato con finitura Glossy Titanium. Gli interni sono rivestiti invece in pelle Ceramic White e Tricolore Blue con cuciture a contrasto, rifiniti con particolari Pearl Orange per volante e leva del cambio. Cambia il cambio (manuale) del V12 AMG La base meccanica della serie speciale 70 Derecho è quella della Huayra, ma l'elemento tecnico fondamentale è quello della trasmissione: il V12 biturbo AMG da 864 CV e 1.100 Nm è infatti abbinato al cambio manuale sette marce sviluppato da Xtrac. La velocità massima è autolimitata a 350 km/h. Pagani a Goodwood Nello stand Pagani la Huayra 70 Derecho sarà esposta insieme alla Zonda F Roadster e alla Utopia Roadster, mentre sulla salita di Goodwood saranno impegnate la Huayra Codalunga Speedster e la Huayra R con pacchetto Tempesta.
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Fino a 650 CV e 561 km di autonomia: la Genesis GV60 apre gli ordini in Italia

4 Ruote - Lug 07,2026
Genesis ha aperto ufficialmente gli ordini della GV60, il modello con cui il brand di lusso della Hyundai torna in Italia, insieme alla più grande Electrified GV70 e all'ammiraglia Electrified G80. La Genesis GV60 monta powertrain a uno o due motori, con potenze fino a 490 CV e batterie da 84 kWh: tre gli allestimenti, con prezzi che partono da 56.400 euro. Volendo, la SUV coreana è disponibile anche nella versione sportiva Magma da 650 CV. Non mancano, in questa fase di lancio, offerte per soluzioni di finanziamento e noleggio a lungo termine. Genesis GV60 Pure L'allestimento di attacco della gamma prevede un powertrain single motor a trazione posteriore da 229 CV, abbinato a una batteria da 84 kWh, per un'autonomia che raggiunge i 561 km nel ciclo di omologazione Wltp. L'architettura a 800 Volt permette, in corrente continua di sfruttare colonnine ad alta potenza e passare dal 10% all'80% in meno di 20 minuti. Di serie per questo modello i cerchi di lega da 19", il portellone elettrico, i proiettori anteriori MicroLens Array, i vetri posteriori oscurati, gli specchietti ripiegabili elettricamente e la carrozzeria in tinta pastello. In abitacolo spicca il Connected Car Integrated Cockpit, display widescreen continuo Oled da 27 che integra il quadro strumenti digitale e l'infotainment: di serie offre la connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, l'assistente vocale evoluto e gli aggiornamenti over-the-air. Di serie anche il modulo per la purificazione dell'aria e la guida assistita di livello 2. Genesis GV60 Premium Questo allestimento è disponibile con il powertrain dual motor da 318 CV con trazione integrale. La dotazione si arricchisce con il volante riscaldabile, le luci ambientali personalizzabili, sensori di parcheggio perimetrali, tecnologia V2L e di assistenza alle manovre. La dinamica di guida si arricchisce di sospensioni predittive che "leggono" il fondo stradale e regolano di conseguenza lo smorzamento. Genesis GV60 Luxury L'allestimento top di gamma offre una motorizzazione AWD più potente, da 490 CV di potenza massima, abbinata a un differenziale autobloccante a gestione elettronica e alle sospensioni ECS con taratura specifica. Di serie cerchi da 21", fari a matrice di LED, rivestimenti interni in pelle Nappa con finiture scamosciate, dettagli della plancia in alluminio spazzolato e pedaliera in metallo. Sul fronte della sicurezza si aggiunge la visualizzazione delle telecamere che monitorano l'angolo cieco direttamente nel quadro strumenti, l'head-up display, la telecamera a 360 e la guida assistita di livello 2 avanzata. Su richiesta sono disponibili pacchetti tecnologici che comprendono la dash cam, i retrovisori digitali e lo sblocco tramite riconoscimento facciale. Il listino della Genesis GV60 Genesis GV60 RWD Pure: 56.400 euroGenesis GV60 AWD Premium: 66.300 euroGenesis GV60 AWD Luxury: 76.500 euroGenesis GV60 AWD Magma: 88.400 euroNel prezzo dell'auto sono compresi cinque anni di manutenzione senza limiti di chilometraggio e con ricambi originali. In questa fase di lancio è previsto un finanziamento che, nel caso della GV60 Pure, porta il prezzo a 51.888 euro: anticipo di 12.050 euro, 47 rate da 399 euro e maxirata finale di 25.380 euro (TAN 2,95% e TAEG 3,55%). Nel caso del noleggio a lungo termine con Hyundai Renting, l'offerta prevede un canone mensile di 449 euro per 36 mesi /100.000 km.
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Porsche 911 GT3 S/C, senza tetto il 4.0 aspirato (manuale) è una libidine - VIDEO

4 Ruote - Lug 07,2026
Togliere il tetto alla regina di Zuffenhausen, la GT3, m'è sembrata una trovata di marketing. Una di quelle cose fatte più per attirare l'attenzione che per fare un regalo agli appassionati. Perché l'essenza delle GT della Cavallina è la rigidità del telaio e togliere un elemento fondamentale come il tetto mi sembrava un'eresia. Almeno non chiamatela GT3 ho pensato quando hanno presentato la Porsche 911 GT3 S/C. E come un moderno San Tommaso del cordolo, son voluto andare a guidarla in anteprima, per capire quanto effettivamente quella S/C fosse una GT3. Non è che sono arrivato a Stoccarda scettico, ma un po' di dubbi li avevo. E mi sono dovuto ricredere fin dal primo chilometro. Fatta per "suonare" bene Il telaio è lo stesso della S/T, così come il gruppo motopropulsore flat six 4.0 aspirato, 510 CV, cambio manuale a sei marce con rapporti corti e, ovviamente, trazione posteriore pura e l'assenza del tetto non intacca quel sapore di auto da corsa addomesticata per la strada che da sempre ha contraddistinto le GT di Stoccarda. Su strada non senti praticamente differenze rispetto ai modelli chiusi (su pista, forse, ma non ne sono sicuro: ve lo dirò quando potrò guidarla tra i cordoli), a parte un dettagli: il suono. Quel clamoroso canto che solo i flat six aspirati più sportivi riescono a regalarti. Note metalliche, acute, arrivano dritte ai tuoi timpani, praticamente senza filtri. Con la capote aperta senti il sound con una nitidezza inarrivabile dalle coupé: lo percepisci ancora più vicino, potente. E ti strega con una sinfonia che riesce a coinvolgerti come nessun'altra aveva mai fatto dalle parti di Stoccarda, portandoti a scalare marcia e a far girare quei sei pistoni forgiati il più vicino possibile. Fino ad arrivare a svegliare il limitatore, che a nove mila giri ti ricorda che, forse, stai chiedendo un po' troppo ed è il momento di ingranare un rapporto più alto. Apoteosi della bella guida Nelle accelerazioni, ti spinge in avanti con grinta: è molto progressiva, rotonda, rapida. Ma non è brutale come potrebbe esserlo un'ibrida o una sovralimentata: lei va davvero forte, con un'esuberanza tutta sua, da auto da corsa. Non è un dragster da 0-100 (che completa in 3,9 secondi), ma un'auto da godersi tra le curve. Tutto è alleggerito (1.497 kg a secco) per renderla agile e reattiva, tanto nelle accelerazioni longitudinali, quanto in quelle laterali. Il carbonio è usato per molte parti della carrozzeria, i cerchi sono di magnesio (-9 kg l'uno) e i freni sono carboceramici di serie, per ridurre le masse non sospese e migliorare la dinamica, e il piacere, di guida. In più, l'asse anteriore vanta un'architettura a doppio quadrilatero totalmente inedita per le Porsche con tetto apribile. Un dettaglio che, da solo, dona all'avantreno una precisione e una stabilità imparagonabili a quelle del classico MacPherson che equipaggia tutta la gamma non-GT. Questo perché la gomma mantiene sempre il massimo dell'impronta a terra, massimizzando la tenuta e rendendo l'auto più stabile e reattiva. Lo noti subito appena cambi direzione: lo sterzo è pura magia diretto, rapido e comunicativo , ma l'assetto ci mette del suo, dandoti una sensazione di sicurezza, di grip meccanico, impossibile da trovare con altre tipologie di sospensioni. Piacere onirico Poi potrei parlarvi di come l'assetto a controllo elettronico filtri comunque in maniera buona le asperità della strada, o di come bastino 12 secondi per aprire, o chiudere, quella capote di tela con componenti di magnesio. O, ancora, di come il frangivento elimini gran parte dei fruscii in abitacolo in soli 2 secondi. Ma l'essenza di questa S/C è un'altra cosa. quel piacere di guida che pochi modelli al mondo riescono a darti, unito a un sound più potente e avvolgente che mai. Guidarla è un'esperienza onirica, che ti fa quasi dimenticare quelle piccole imperfezioni che la rendono unica. Vedi i tre pedali, leggermente disassati per via dell'ingombro del passaruota sinistro (la frizione è praticamente al centro, con freno e acceleratore spostati a destra). O i sedili a guscio di fibra di carbonio, che praticamente si regolano solo in altezza e profondità, ma hanno lo schienale fisso (sono a richiesta, di serie ci sono sedute tradizionali con più regolazioni). O e questo è l'ultimo difetto che sono riuscito a trovare il prezzo, che è davvero per pochissimi: si parte da 280 mila euro, più optional e personalizzazioni. Ma, fidatevi, se li avessi, li spenderei a occhi chiusi per mettermela in garage. Me la vedo già lì, bella bella, ad affiancare la mia 992 GT3 (non RS) e a lasciarmi l'amletico dubbio su quale prendere tra le due pochi secondi prima di svegliarmi.   
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Dalle officine alla Formula 1: Confartigianato Motori torna con la 44esima edizione

4 Ruote - Lug 07,2026
Torna anche per il 2026 Confartigianato Motori, il premio promosso da APA Confartigianato Imprese che premia le eccellenze del motorsport, e che giunge quest'anno alla sua 44esima edizione: l'appuntamento più importante in calendario è fissato per il 4 settembre prossimo, all'Autodromo Nazionale di Monza, durante il primo giorno di prove libere del Gran Premio di Formula 1. "Confartigianato Motori non è soltanto un premio: è un modo per dire che dietro ogni grande risultato ci sono competenze, responsabilità e lavoro ben fatto", spiega Giovanni Mantegazza, Presidente di APA Confartigianato Imprese. Nel corso della giornata verrà assegnato, tra i tanti riconoscimenti in scaletta, il Premio Confartigianato Motori BCC Carate e Treviglio (che sono anche main sponsor dell'iniziativa), vinto lo scorso anno dal pilota di F1 Nico Hülkenberg. Alla rete di partner storici (STT, Giardina Group, 3Centex, Euroscatola, Adamas) si aggiungono quest'anno Infostudi e Lombarda Motori, mentre Quattroruote si conferma media partner della manifestazione. Si comincia giovedì 9 luglio Giovedì 9 luglio si svolgerà la serata "Aspettando Confartigianato Motori" nella sede APA di Monza, che vedrà ospiti il direttore generale di ACI Sport Mario Isola, il giornalista sportivo Roberto Chinchero e la general manager di Romeo Ferraris (nonché ex pilota) Michela Cerruti, per un confronto su Formula 1, ruolo di Monza e rapporto tra competenza tecnica e cultura d'impresa. Il bando è ancora aperto C'è tempo fino al prossimo 31 luglio per partecipare al bando Confartigianato Motori - Categoria "Aziende", rivolto alle imprese dell'autoriparazione: autoriparatori, carrozzieri, meccatronici e specialisti della componentistica possono candidare la propria storia imprenditoriale o un progetto innovativo, nelle categorie Premio alla Storia d'Impresa e Premio Innovazione e Giovani Imprese. I vincitori saranno premiati il 4 settembre in Autodromo.
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