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Le strategie - Renault stoppa il tutto elettrico, Dacia multi-energia, Alpine più esclusiva: i piani marchio per marchio

4 Ruote - 43 min 33 sec fa
Con il nuovo piano industriale "futuREady", il gruppo Renault ha delineato una strategia che conferma la parziale retromarcia sulla mobilità elettrica: le auto a batteria saranno affiancate dalle ibride e non solo. Infatti, se per la Losanga il futuro sarà all'insegna dell'elettrificazione, per Dacia la parola d'ordine è multienergia.La Renault dice addio al tutto elettricoEntriamo, comunque, nel dettaglio di ogni singola marca, partendo da quella principale. Renault punta a lanciare 12 nuovi prodotti entro il 2030 in Europa e 14 all'estero. L'obiettivo non è più il tutto elettrico, bensì un più ragionevole 100% di vendite con vetture elettrificate in Europa (50% all'estero).Al contempo, è prevista un'espansione dei volumi, con l'intento di commercializzare oltre 2 milioni di veicoli all'anno (50% al di fuori del Vecchio Continente). Il percorso verso tale obiettivo sarà sostenuto da un'offensiva di prodotto che riguarderà, innanzitutto, i segmenti A e B, dove la Losanga punta a rafforzare la sua posizione, facendo leva sulla Nuova Clio e sulle elettriche 5, 4 e Twingo.I segmenti C e D, che ormai rappresentano il 30% dei volumi, saranno invece interessati da una seconda ondata di novità, incentrata su un'inedita generazione di modelli sia elettrici sia ibridi. Ibrido anche dopo il 2030A proposito di motorizzazioni, Renault ha confermato l'intenzione non solo di mantenere nella gamma europea i propulsori Full Hybrid ETech anche dopo il 2030, ma anche di sviluppare la tecnologia con nuove versioni inferiori a 150 CV e di estenderne la diffusione al di fuori dell'Europa come alternativa ai motori diesel. Difatti, alcuni modelli saranno offerti con l'intero ventaglio di scelte propulsive.In ogni caso, nelle strategie della Losanga un ruolo centrale sarà giocato dall'elettrico puro. La prossima generazione di veicoli per i segmenti C e D si baserà sulla nuova piattaforma elettrica RGEV Medium 2.0. L'accelerazione sui mercati esteriL'accelerazione sui mercati esteriCentrale sarà anche l'espansione all'estero. Renault ha già in programma di lanciare otto nuovi prodotti al di fuori dell'Europa, tra cui Kardian, Duster, Grand Koleos, Boreal e Filante, ma ora intende accelerare il processo di crescita internazionale offrendo 14 ulteriori modelli entro il 2030, facendo leva sugli hub produttivi e commerciali in America Latina, Corea del Sud e India, oltre che sulle diverse partnership.A tal proposito, è stato confermato l'utilizzo della piattaforma multienergia GEA di Geely, mentre la sola India diventerà un polo di produzione anche per l'estero, con quattro nuovi modelli, pure elettrici e ibridi, progettati e assemblati nel Paese entro il 2030.Proprio in India sarà sviluppato il modello di serie anticipato dal prototipo Bridger: progettato sulla piattaforma modulare RGMP Small, sarà disponibile in versione termica, ibrida ed elettrica, in funzione dei mercati. La prima commercializzazione è prevista in India entro fine 2027, con una successiva e progressiva diffusione anche in altri mercati internazionali.Infine, durante la presentazione è stato svelato un nuovo prototipo: la Renault RSpace Lab, un laboratorio di innovazioni che anticipa i veicoli intelligenti che saranno lanciati nei prossimi anni.In altre parole, come ha affermato il responsabile del brand Fabrice Cambolive, la Losanga si è posta un obiettivo ambizioso e chiaro: rafforzare la nostra leadership in Europa, accelerare il processo di elettrificazione e svilupparci il più velocemente possibile sui mercati internazionali per consolidare la posizione di Renault come prima marca automobilistica francese nel mondo. Futuro multienergia anche per SanderoDacia non si discosterà dall'attuale impostazione strategica, incardinata sul concetto di un'offerta senza fronzoli, ma accelererà il processo di elettrificazione, puntando ai due terzi delle vendite con modelli ibridi o elettrici nel 2030 (oggi il peso è pari a un quarto).La Casa di Mioveni proseguirà anche l'offensiva nel segmento C, il cui peso dovrà salire da un quinto a un terzo delle vendite. A tal fine, dopo la Bigster arriveranno nuovi prodotti: il primo sarà la crossover Striker. Anche questa novità, che sarà prodotta in Turchia e proposta a un prezzo inferiore ai 25 mila euro, sarà multienergia, ossia offrirà motorizzazioni di ogni tipo per rispondere alle diverse esigenze della clientela. Dunque, ci sarà anche il GPL, un campo che Dacia non intende affatto abbandonare.E, tra l'altro, sarà multienergia anche la prossima generazione della Sandero.L'elettrico dovrà invece arrivare a un peso di almeno un quarto dell'intera gamma, anche grazie al lancio di quattro veicoli a batteria. Il primo arriverà già quest'anno nel segmento A: prodotto in Europa sulla base della piattaforma RGEV Small e sviluppato in meno di 16 mesi, sarà offerto a un prezzo inferiore ai 18.000 euro. Un'Alpine più esclusivaAlpine porterà avanti l'attuale strategia di crescita, ma con una novità chiave. Il management punta ad accrescere esclusività e personalizzazione, seguendo una prassi ormai consolidata nel mondo del lusso: sono già previste ulteriori serie limitate, sull'esempio della Alpine A110 R Ultime.Per rafforzare le attività del marchio di Dieppe, sarà sviluppata una specifica piattaforma, l'Alpine Performance Platform (APP). Il nuovo pianale sarà la base della prossima generazione della A110 (Offriremo al mercato la prima vera sportiva elettrica, fedele al DNA di Alpine e capace di superare le migliori sportive a combustione di oggi, ha garantito il responsabile del marchio Philippe Krief) e di altri modelli (coupé, spider e 2+2), che continueranno a essere sviluppati e prodotti presso la Manufacture Alpine Dieppe Jean Rédélé.La piattaforma sarà caratterizzata da diverse innovazioni, tra cui un'architettura a 800 V, un nuovo doppio motore elettrico posteriore 3in1 eaxle e inedite configurazioni di sospensioni interamente in alluminio.Ovviamente, oltre all'A110, si continuerà a puntare su A290 e A390 per attirare nuova clientela e soprattutto per sostenere l'ambizione, come ha spiegato Krief, di diventare il principale brand francese specializzato in auto sportive al mondo.
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Lamborghini - Miura, 60 anni da supercar: ecco la prima prova su strada (depoca) al mondo - VIDEO

4 Ruote - 53 min 36 sec fa
Oggi, sessant'anni fa esatti, nasceva la prima supercar della storia: la Lamborghini Miura. Universalmente considerata tale, la Lamborghini a motore centrale debutta infatti il 10 marzo del 1966 al Salone di Ginevra, sebbene l'opera incompleta (ma tutt'altro che incompiuta) fosse già apparsa il 3 novembre del 1965 a Torino in un'insolita quanto attraente veste: soltanto un nudo rolling chassis, opera di Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani, in attesa che qualche carrozziere italiano si facesse avanti per vestirlo; fu Bertone, per la cronaca, attraverso la matita di Marcello Gandini. Fin qui, insomma, frammenti di storia dell'automobile già noti ai più. Per omaggiare una delle automobili più significative di sempre, nonché l'antesignana di tutte le moderne supersportive, vogliamo però parlare della Miura in maniera un po' diversa: un mese fa, in occasione del numero speciale per celebrare il 70 di Quattroruote, l'abbiamo portata in pista assieme alle sue eredi spirituali (la Ferrari F40 e la Pagani Utopia). Mentre oggi, nel giorno del suo sessantesimo compleanno, facciamo un altro tuffo nel passato proponendo alcuni estratti dalla prova su strada del novembre 1968, con Quattroruote quale prima rivista al mondo ad effettuare un vero e proprio test strumentale con la supercar di Sant'Agata Bolognese. L'oggetto in questione, all'epoca, era piuttosto dirompente: per le forme, per la meccanica e anche per il prezzo, con un listino di 7.700.000 lire nel 1968. Per inquadrarlo meglio, con poco più di 500 mila lire ci si portava a casa una Fiat 500L o un'Autobianchi Bianchina, mentre al livello della Lamborghini c'erano la Ferrari 365 GTB 4 (7,9 milioni di lire) o la Maserati Ghibli 4.7 (7,8 milioni), quando la vettura più costosa acquistabile in Italia era la Rolls Royce Silver Shadow per 15.650.000 lire. La prova Quattroruote del 1968Comunque, l'esemplare consegnato a Quattroruote per la prova (color Bianco Miura, motore n. 1641, telaio n. 3294, una delle ultime P400 thin chassis) venne subito definito così: Le idee che hanno presieduto alla sua costruzione erano idee d'avanguardia, di rottura La Miura si ispira ai prototipi da competizione e vuole dare al guidatore tutte le sensazioni che si provano al volante di tali vetture.Difatti va ricordato che ai tempi della Miura, per viaggiare con i cilindri dietro la testa, o eri un pilota di Formula 1 (la Cooper T47 Climax del 1957 è stata la prima monoposto a motore posteriore, layout poi abbracciato da tutti gli altri costruttori) oppure eri abbastanza fortunato da poterti permettere, appunto, questa Lamborghini.Fuori e dentro: una supercar senza compromessiCuriose, poi, le considerazioni sugli esterni e sugli interni: Una delle caratteristiche più evidenti della Miura è il suo minimo sviluppo in altezza (105 cm, ndr), tale da far sembrare a chi è seduto dentro quasi alte le piccole 500.E ancora sugli interni: I posti sono due, due e basta. questa una delle altre caratteristiche della Miura che la fanno unica nel suo genere Se confrontiamo la Miura con una Ford GT40 da competizione possiamo dire che è più comoda, mentre rispetto a una Gran Turismo tradizionale è più scomoda; però la Miura non è né l'una né l'altra. Velocità e rilevamenti strumentaliMa andiamo alla parte più interessante della prova, quella relativa alle impressioni e ai rilevamenti strumentali. Il costruttore dichiara una velocità massima di circa 300 km/h con rapporto al ponte di 4,09:1; la vettura data a noi per le prove era equipaggiata con il rapporto meno veloce, il 4,27:1, con punta massima dichiarata di 276 km/h. Nel corso delle nostre prove abbiamo raggiunto una media, tra i vari passaggi, di 269,352 km/h. Va segnalato, però, che nel corso della prova effettuata in ora notturna, per poter disporre della sede stradale libera e senza traffico, sono stati usati i fari (a scomparsa, ndr), che possono aver influito in maniera negativa sull'aerodinamica. Oltre i 200 km/h si richiedono riflessi e prontezza non comuni.Anche i nostri collaudatori, insomma, a loro modo erano degli eroi E poi altri encomi all'accelerazione, con quella rilevata sullo 0-100 di poco superiore ai 5 secondi: Il chilometro con partenza da fermo è stato percorso in 24,150 secondi (con 223,048 km/h di velocità d'uscita, ndr); è questo il miglior tempo da noi registrato al volante di vetture di normale produzione, si tratta veramente di un'accelerazione fulminante". Guidabilità e carattere da prototipoAncor più incisivi i giudizi in merito alla guidabilità: La tenuta di strada è un argomento difficile da affrontare quando si parla di queste vetture. Noi pensiamo che con tali vetture la tenuta dipenda dal guidatore. Ci spieghiamo: a basse e medie andature la Miura ha un comportamento neutro in curva, con un lieve accenno a sottosterzare, ma se si guida con maggior decisione essa diviene sovrasterzante chiaro che quando si dispone di potenze nell'ordine dei 350 cavalli occorre esperienza e attitudine: ciò va detto per chiarire che la Miura è una vettura di tutto affidamento e di completa sicurezza entro un certo limite; oltre, per guidarla e non farsi dominare dalla macchina, è decisamente impegnativa. Questo perché proprio per la disposizione dei pesi le sue reazioni si avvicinano molto di più a quelle che si verificano sui prototipi e sulle Formula 1 che non alle vetture ortodosse.E ancora: Il motore, eccellente, la riempie: è pronto, potente e anche elastico; il suo funzionamento è omogeneo, senza buchi o mancamenti la sua rumorosità è per i patiti una musica. L'eredità della MiuraAnche dalle parole di Quattroruote, insomma, si evince l'effetto dirompente che, sessant'anni fa, la Miura riuscì a produrre nel mondo dell'automobile. Un modello di rottura che ha tracciato il sentiero per tutte le altre supercar (la Ferrari sposò il layout a motore centrale solo nel 1973 con la 365 GT4 BB) e che ha definito il DNA della Lamborghini stessa.La produzione della Lamborghini Miura durò circa sette anni, dal 1966 al 1973, e dalle linee di Sant'Agata Bolognese uscirono 763 esemplari, con la prima consegna avvenuta il 29 dicembre 1966 a Milano. Di seguito, le caratteristiche principali delle evoluzioni della Miura. Le evoluzioni della Lamborghini MiuraLamborghini Miura P400 (1966-1969)V12 3.9 litri, 350 CV a 7.000 giri, 355 Nm a 5.000 giriVelocità massima: 280 km/h accelerazione 0-100 in 6,7 secondiPeso a vuoto: 945 kgIntroduce il layout a motore centrale trasversale fra le vetture stradali. 274 esemplari, valore 1,5-2 milioni di euro (fonte: Ruoteclassiche).Lamborghini Miura P400 S (1968-1971)V12 3.9 litri, 370 CV a 7.500 giri, 390 Nm a 5.500 giriVelocità massima: 280 km/h accelerazione 0-100 in 6,4 secondiPeso a vuoto: 1.180 kgCarreggiata più ampia, ammortizzatori Koni, freni a disco autoventilanti (dal telaio 501 in poi). 338 esemplari, valore 1,5-2 milioni di euro.Lamborghini Miura P400 SV (1971-1973)V12 3.9 litri, 385 CV a 7.850 giri, 388 Nm a 5.500 giriVelocità massima: oltre 290 km/h accelerazione 0-100 in 5,5 secondi
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futuREady - R-Space Lab, luce e versatilità: così Renault immagina labitacolo del futuro

4 Ruote - 1 ora 8 min fa
Insieme alla concept Bridger, che anticipa una nuova SUV da città in arrivo a giugno e destinata inizialmente al mercato indiano, la Renault ha svelato anche la R-Space Lab, veicolo-laboratorio concepito per "reinventare l'esperienza a bordo", fatto di interni modulabili e versatili, con possibilità di riconfigurarli in modo da adattarsi alle diverse necessità di tutti i giorni. Molte delle soluzioni presente sulla R-Space Lab diventeranno realtà sui prossimi modelli della Régie. Luce a bordoLunga 4,5 metri, alta 1,5 e con forme da monovolume, la Renault R-Space Lab nasce dal lavoro di Futurama, piano nato in seno alla Renaulution di Luca de Meo, sviluppato per produrre innovazione all'interno del gruppo francese. Caratterizzata da ampie superfici vetrate, con il parabrezza che si allunga e si fonde nel tetto, completamente, in vetro, con montanti sottili e le portiere senza telaio, R-Space Lab accoglie gli occupanti in un abitacolo particolarmente luminoso. Alcolock integrato nel volanteA bordo, la R-Space Lab amplifica a dismisura il concetto di multimedialità connessa, con un display curvo openR (con Android Automotive) che si estende per tutta la larghezza della plancia, con le informazioni sulla guida e sui contenuti multimediali. Al centro è comunque presente un display per l'infotaiment con una grande rotella fisica per controllarne le funzioni, e tasti fisici per il climatizzatore. Il volante, compatto e a forma di cloche, gestisce lo sterzo a comando elettronico (steer-by-wire). Originale il sensore touch sulla corona per il rilevamento del tasso alcolemico, mentre la AI di bordo si occuperà anche di assistere nella guida il conducente - se lo desidera - con raccomandazioni personalizzate. Puoi dormirci o portare una biciDavanti al passeggero non ci sono i tradizionali airbag, che sono invece integrati nel sedile, lasciando così spazio a un vano portaoggetti che può anche essere utilizzato come supporto per un tablet o come appoggio per i piedi per riposarsi. Chi siede dietro può contare sul pavimento piatto e sedute singole, sollevabili e con gli schienali reclinabili, per il massimo della versatilità nella gestione del carico: analogamente ai "sedili magici" della Honda, questa soluzione consente di caricare anche una bicicletta. Il carico è agevolato anche dalle porte posteriori che si aprono di 90.
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Showcar - Renault Bridger, sviluppo in tempi record: la nuova B-SUV progettata in India debutta nel 2027

4 Ruote - 1 ora 17 min fa
Durante la presentazione del piano strategico "futuREady", la Renault ha svelato la concept Bridger, vettura che anticipa una B-SUV urbana in arrivo nel 2027, con motorizzazioni termiche, ibride ed elettriche a seconda dei mercati. La commercializzazione di questo modello partirà dall'India, per espandersi gradualmente in altri territori. Al momento non sappiamo ancora se e quando la Bridger arriverà anche in Europa. Piccola ma spaziosaCostruita sulla piattaforma modulare multienergia del gruppo Renault, che assume la denominazione di RGMP Small (Renault Group Modular Platform), la Bridger sarà una SUV pensata per "diventare un nuovo punto di riferimento della mobilità urbana": lunga meno di quattro metri, metterà a disposizione un abitacolo e un bagagliaio molto spaziosi. Secondo la Renault, i centimetri a disposizione per le ginocchia sono 20, mentre la capacità del baule è di 400 litri. Sguardo aggressivoIl look è di quelli che non passano inosservati: frontale squadrato, cofano nero di forma incassata, la scritta Renault (illuminata) sulla calandra al posto della tradizionale losanga e una nuova firma luminosa su due livelli. Le linee sono tese e i volumi essenziali: inedito, rispetto alla gamma attuale, il disegno dei fari, specialmente quelli posteriori, di forma trapezoidale. Massicci i passaruota in plastica, che contrastano con la carrozzeria in Beige Dune Satin. La concept mostra inoltre alcuni tratti da fuoristradista che potrebbero trovare posto anche nel modello di serie: altezza da terra di 200 mm, cerchi da 18" e la ruota di scorta fissata al portellone, incernierato su un lato. Arriverà nel 2027La versione di serie della Bridger sarà sviluppata in India con un tempo inferiore ai 2 anni, in base ai nuovi standard che si è dato il gruppo Renault. Inizialmente venduta sul mercato locale a partire dalla fine del 2027, la nuova B-SUV francese verrà successivamente commercializzata anche in altri territori: sarà disponibile con motori termici, ibridi ed elettrici, a listino nei diversi paesi in base alle richieste dei clienti e alle sensibilità locali.
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Station wagon - Dacia Striker, la nuova crossover per famiglie: ibrida o a GPL, sotto i 25 mila euro

4 Ruote - 1 ora 31 min fa
Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, nella giornata di presentazione del piano strategico "futuREady" del gruppo Renault, la Dacia ha finalmente svelato la Striker, la nuova crossover di segmento C che affiancherà la Bigster nell'ampliamento dell'offerta per le famiglie. Questo modello, che verrà svelato interamente il prossimo giugno, sarà proposto a un prezzo inferiore ai 25.000 euro (invece dei 20.000 ipotizzati inizialmente). Arriverà anche a Gpl (per ora)La Dacia Striker, internamente conosciuta con il nome in codice C-Neo, è una crossover lunga 4,62 metri e introduce diverse novità, non solo stilistiche: sarà infatti disponibile con motorizzazioni elettrificate, anche a quattro ruote motrici, oppure bifuel a Gpl (almeno fino al 2030). Sullo stile si cambia rottaLe linee della Striker sono quelle di una station wagon con assetto rialzato (e una coda leggermente spiovente) per offrire "la praticità di una berlina spaziosa", "robusta e versatile" per le esigenze di una famiglia. Cambia il frontale, con il muso verticale, la calandra sottile e una nuova firma luminosa più moderna, che con ogni probabilità sarà adottata anche sui prossimi modelli della Dacia. Al posteriore i fari sono collegati da una inedita fascia nera in plastica Sparkle, con effetto "granulare" che contribuisce a rendere più avventuroso il look dell'auto.
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La roadmap francese - Renault futuREady, i piani di Provost: elettriche a 800 V, ibrido oltre il 2030 e 36 novità in arrivo

4 Ruote - 5 ore 14 min fa
Il Gruppo Renault ha presentato il suo nuovo piano strategico. Denominato futuREady, è stato elaborato dal nuovo amministratore delegato Franois Provost con l'obiettivo di proseguire lungo il percorso già tracciato dal suo predecessore Luca de Meo e, ancor di più, di preparare il costruttore transalpino ad affrontare un contesto caratterizzato, a livello globale, da una crescente volatilità e da una concorrenza sempre più intensa.A tal fine, uno dei pilastri delle nuove strategie è rappresentato da un'infornata di nuovi prodottiche cercherà di capitalizzare quanto fatto negli anni passati sul fronte della mobilità elettrica e, soprattutto, delle tecnologie ibride, destinate a rimanere nella gamma dei vari brand anche oltre il 2030.In particolare, il gruppo lancerà, fino al termine del decennio, 36 novità, di cui 22 in Europa (16 elettriche) e 14 sui mercati internazionali. La ripartizione conferma l'intenzione del costruttore di mantenere un forte radicamento in Europa e, al contempo, di imprimere un colpo di acceleratore all'estero, puntando innanzitutto su India, Sud America e Corea del Sud. La nuova piattaforma elettrica high-tech e taglia costiUn ruolo centrale nella nuova strategia lo giocheranno le tecnologie, a partire dalla nuova piattaforma elettrica RGEV Medium 2.0. Dotata di un'architettura a 800 volt, con ricarica rapida in 10 minuti nel 2030, coprirà i segmenti da B+ a D, con un particolare focus sulle future generazioni di veicoli elettrici del segmento C e sarà adattata a tutti i segmenti di carrozzeria: dalle berline ai SUV, fino alle monovolume.Inoltre, garantirà autonomie fino a 750 km (ciclo WLTP) per le elettriche pure e fino a 1.400 km nella versione Range Extender. La nuova piattaforma, sviluppata principalmente in Francia, consentirà di ridurre i costi del 40% rispetto all'attuale generazione di veicoli elettrici.Un ampio passaggio della presentazione ha riguardato le batterie: la gamma del gruppo potrà contare su chimiche ad alta densità energetica per i modelli ad elevata potenza e/o grande autonomia (le novità passeranno progressivamente all'architettura a 800 V già dal 2028, raggiungendo fino a 10 minuti di ricarica rapida), e su chimiche accessibili per le auto compatte e le versioni con autonomia standard (i veicoli dei segmenti A-B rimarranno a 400 V, con un tempo di ricarica di 20 minuti nel 2030).Sul piano dei motori, invece, il gruppo intende sviluppare una terza generazione di propulsori elettrici (EESM) con rotore avvolto e senza terre rare. Con un rendimento del 93% in autostrada e una potenza aumentata del 25%, il propulsore, sviluppato e prodotto internamente, avrà 275 CV e sarà disponibile con trazione anteriore e posteriore. Abbinato a un'elettronica di potenza denominata 7 in uno, consentirà un risparmio del 20% rispetto alla generazione precedente. Tutte le nuove tecnologie saranno sviluppate in Europa per i mercati europei.Per quanto riguarda i veicoli ibridi, Renault Group continuerà a sviluppare la tecnologia E-Tech oltre il 2030, con nuove versioni inferiori a 150 CV. Partnership e alleanze strategiche del Gruppo RenaultNon poteva mancare un passaggio sull'Alleanza con Nissan e Mitsubishi. In Europa, il Gruppo Renault manterrà la piena autonomia industriale e tecnologica e rimarrà aperto alla produzione di veicoli per altri costruttori automobilistici, come avvenuto di recente con Ford.Sui mercati internazionali, invece, l'India si trasformerà in un vero e proprio centro di produzione e approvvigionamento, in grado di servire sia i mercati locali sia quelli mondiali, producendo in particolare una gamma completa di modelli Nissan. In Corea del Sud e in America del Sud, si continuerà a fare affidamento sulla partnership con Geely.Nel complesso, il gruppo produrrà oltre 300.000 veicoli all'anno per questi cinque costruttori entro il 2030, su tre continenti. Ci saranno anche dei risparmi: ecco comeQuanto ai target finanziari, il gruppo ha confermato l'intenzione di registrare un margine operativo tra il 5% e il 7% del fatturato e flussi di cassa per il ramo auto pari ad almeno 1,5 miliardi di euro l'anno.Per raggiungere questi obiettivi, saranno attuate una serie di iniziative volte a migliorare le attività operative. Utilizzando in media il 30% in meno di componenti per veicolo, integrando 350 robot umanoidi di nuova generazione per i compiti più gravosi o a minimo valore aggiunto e sfruttando l'Intelligenza Artificiale nel monitoraggio delle fasi di produzione, il gruppo punta a dimezzare i tempi di interruzione dell'attività negli stabilimenti e a ridurre del 25% il consumo di energia, abbassando complessivamente i costi di produzione del 20%.Le spese saranno abbattute anche tramite una maggior velocità di sviluppo dei prodotti (ogni ciclo non dovrà superare i due anni), l'ottimizzazione dellasupply chain(l'obiettivo èridurre i costi logistici del 30%) e una forte attenzione alla produttività e alla qualità (si punta adimezzare gli incidenti fin dal primo anno di utilizzo e a ridurre di tre volte i reclami cliente in cinque anni).Il rigore operativo, secondo il management,permetterà di ridurre i costi variabili per veicolo di circa 400 euro all'anno in media e i "ticket di ingresso dei nuovi progetti" fino al 40% rispetto alla generazione precedente.
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Guerra in Iran - Petrolio sotto pressione, il G7 valuta luso delle riserve ma non interviene

4 Ruote - Mar 09,2026
Massima allerta, ma per ora nessun intervento: i ministri delle Finanze del G7 monitorano con attenzione il mercato energetico, pronti a un eventuale rilascio congiunto delle riserve strategiche di emergenza di petrolio. Che resta l'opzione principale in risposta all'escalation del conflitto in Iran.L'obiettivo di una possibile immissione di scorte è stabilizzare il quadro economico: aumentando l'offerta di greggio, si punta a mitigare la pressione rialzista sui prezzi, frenando la spirale di aumenti che minaccia la crescita globale. La soglia insidiosa dei 100 dollari al barileL'intervento di Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti verrebbe coordinato dall'Agenzia internazionale per l'energia (IEA). Dopo il blocco dello Stretto di Hormuz e gli attacchi agli impianti dei Paesi del Golfo, il prezzo del greggio nelle scorse ore ha subìto forti scosse, sfondando la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, toccando i massimi da circa quattro anni.Il prezzo si è spinto fino a 119 dollari al barile, in ulteriore rialzo, per poi invertire il trend e chiudere la giornata sotto i 100 dollari. Non sarebbe la prima voltaIn passato, il rilascio delle riserve strategiche di petrolio è stato disposto solo in occasioni critiche: oltre ai due interventi decisi nel 2022 a seguito dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, la misura era stata adottata durante la Guerra del Golfo (1991), dopo l'uragano Katrina (2005) e nel pieno della crisi libica (2011). Quante riserve?Il sistema di sicurezza dell'IEA può contare su una dotazione di 1,2 miliardi di barili di scorte pubbliche di emergenza, più 600 milioni di barili detenuti dall'industria sotto obbligo governativo. Un cuscinetto per ammortizzare shock improvvisi nelle forniture globali.
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Stellantis - L'Alfa Romeo Junior sbarca in Messico con l1.2 ibrido da 145 CV e due allestimenti

4 Ruote - Mar 09,2026
Il gruppo Stellantis ha deciso di portare in Messico l'Alfa Romeo Junior: la B-Suv sarà commercializzata con l'1.2 ibrido da 145 CV, abbinato al cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti e alla trazione anteriore. I prezzi non sono ancora stati annunciati, ma le prenotazioni sono comunque aperte."La Junior rientra nella nuova strategia del marchio per il Messico, dove gli appassionati della Casa del Biscione troveranno capolavori in movimento, una solida rete di distributori e il miglior programma post-vendita per i marchi premium", spiega Jesús Rodríguez, vice presidente di Stellantis in Messico. Due allestimentiIl motore con cui la Junior arriva in Messico non è il più potente della gamma (al momento non è previsto l'arrivo della Veloce elettrica da 281 CV), ma la dotazione punta sull'aura sportiveggiante del modello: disponibile in due allestimenti, la Junior per il mercato messicano prevede di serie la strumentazione digitale da 10,25" e i sedili sportivi Sabelt.
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Orologi - TAG Heuer Connected Calibre E5: lo smartwatch ufficiale della Formula 1 2026

4 Ruote - Mar 09,2026
L'avvio della stagione 2026 di Formula 1 inaugurata lo scorso weekend con il primo appuntamento del mondiale ha portato con sé anche una novità tecnologica per il polso degli appassionati. TAG Heuer ha infatti presentato il nuovo Connected Calibre E5 Formula 1, edizione speciale del suo smartwatch pensata per seguire il Circus gara dopo gara, trasformando il calendario iridato in un'esperienza digitale.Come sappiamo, il legame tra la Maison svizzera e il motorsport affonda le radici nella storia stessa del marchio. Nel corso dei decenni i cronometri TAG Heuer hanno accompagnato alcune delle epoche più iconiche delle corse, dalle collaborazioni con team come Ferrari e McLaren fino alla partnership oggi in essere con Red Bull. Sul piano sportivo, il marchio è stato associato a campioni leggendari, da Ayrton Senna fino a protagonisti attuali come Max Verstappen.Oggi questo patrimonio si traduce anche in un ruolo nuovamente centrale nel campionato: TAG Heuer è tornata infatti Official Timekeeper della Formula 1, incarico già ricoperto tra il 1992 e il 2003. L'edizione speciale del Connected Calibre E5 nasce proprio per celebrare questa rinnovata presenza e per portare sul polso degli utenti l'atmosfera del weekend di gara. Caratteristiche tecniche e design racingLa cassa da 45 mm è realizzata in titanio grado 2 sabbiato e spazzolato con rivestimento DLC nero e accenti rossi che richiamano il mondo delle corse. Il cuore dell'esperienza è rappresentato da una serie di interfacce digitali dedicate: tra queste spicca il quadrante Race Track, che riproduce il tracciato dei 24 Gran Premi della stagione. Il display si aggiorna automaticamente a ogni gara, mostrando la sagoma del circuito insieme al nome del GP e alla bandiera del Paese ospitante. Un piccolo punto animato percorre la pista per indicare lo scorrere dei secondi, trasformando il quadrante in una mini pista in movimento.Accanto a questo, gli altri quadranti digitali sono stati ridisegnati riprendendo lo stile della nuova serie TAG Heuer Formula 1, creando un legame estetico diretto tra la collezione di orologi tradizionali del marchio e la sua interpretazione connessa. App Formula 1 e monitoraggio in tempo realeLo smartwatch integra inoltre la nuova app Formula 1, pensata per offrire una linea diretta con il campionato. Attraverso il menu dell'orologio è possibile consultare il calendario della stagione, gli orari delle sessioni, i risultati in tempo reale e le classifiche di piloti e costruttori, oltre a informazioni sui team e sui protagonisti del mondiale fornite direttamente dalla FIA.Sul piano tecnico, il Connected Calibre E5 mantiene l'architettura della generazione più recente dello smartwatch TAG Heuer: sistema operativo proprietario, notifiche intelligenti, funzioni di monitoraggio della salute attività fisica, sonno e frequenza cardiaca e localizzazione GNSS dual-band per le attività outdoor.Completano il quadro due cinturini intercambiabili: uno in pelle nera con motivo carbonio e cuciture rosse, l'altro in tessuto elastico con chiusura a strappo, più adatto alle attività sportive e al monitoraggio notturno. Anche la confezione strizza l'occhio al paddock, con superfici nere opache e motivi a scacchi che richiamano la bandiera del traguardo.Il risultato è un oggetto che prova a unire orologeria e tecnologia digitale con un filo diretto verso il campionato. Un modo, per i tifosi, di seguire ogni curva della stagione di Formula 1 non soltanto davanti alla televisione, ma anche direttamente al polso.
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PNRR - Enel completa 3.730 punti di ricarica veloce in Italia: ora punta a quota 4.930

4 Ruote - Mar 09,2026
Enel ha completato l'installazione di 3.730 punti pubblici di ricarica veloce previsti dal primo bando PNRR, consolidando la propria leadership nella mobilità elettrica in Italia. Con potenza fino a 90 kW, le nuove stazioni sono dislocate in cinque regioni (Campania, Lazio, Lombardia, Puglia e Sicilia) e 21 province. Seconda tranche futuraE sono in arrivo ulteriori 1.200 connettori (per un totale di 4.930) grazie ad altre due gare del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il programma di investimenti del nostro Paese per gestire i fondi del Next Generation EU (strumento introdotto dall'Unione Europea per rilanciare l'economia in era post Covid). In questo modo, Enel raggiungerà il 50% delle assegnazioni a oggi aggiudicate nei tre bandi PNRR per le infrastrutture di ricarica in contesto urbano. Il pieno facile anche con carte di debito e di creditoPer accedere al servizio delle 2.465 colonnine, ognuna con due punti di ricarica, sono disponibili l'app e la card Enel On Your Way, oltre a quelle degli oltre 160 Mobility Service Providers nazionali ed esteri interoperabili. inoltre possibile pagare direttamente alla stazione con carte di debito e di credito, tramite POS, così da rendere il rifornimento di elettroni un'esperienza più semplice.
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Patente - In Italia si può guidare unauto a 17 anni, ma quasi nessuno lo fa: ecco perché

4 Ruote - Mar 09,2026
Uno dei miti sulla sicurezza stradale in Italia riguarda l'età: spesso si pensa erroneamente che, per guidare l'auto, sia necessario avere almeno 18 anni. In realtà, grazie alla Guida Accompagnata, ci si può mettere al volante già a 17 anni. Occorre tuttavia rispettare determinati requisiti e seguire alcuni corsi. Andiamo a scoprire i vantaggi di questa formula e i costi che i genitori dovranno sobbarcarsi. Cos'è la Guida Accompagnata e chi può guidare a 17 anniLa Guida Accompagnata autorizza i 17enni a guidare un'auto, solo in Italia (articolo 115 del Codice della strada): il minore farà esperienza con un esperto accanto fino al compimento dei 18 anni. Per ottenere il via libera, il minorenne deve avere la patente A1 per motocicli leggeri o la patente B1 per quadricicli non leggeri, e frequentare un corso di 10 ore. Ha diritto a tre accompagnatori, da segnalare alla Motorizzazione, in possesso di patente B o superiore da almeno 10 anni e con un'età massima di 60 anni. Dalla Guida Accompagnata alla patente B: cosa succede a 18 anniUna volta raggiunta la maggiore età, il giovane sarà davanti a un bivio. Entro 6 mesi, può iscriversi in autoscuola e superare solo l'esame pratico per conseguire la patente B: nessun obbligo di affrontare il test a quiz teorico né di fare le ore di guida certificate.In alternativa, passati i 6 mesi dal compimento dei 18 anni, può iscriversi in un'autoscuola: saranno necessarie le ore di guida certificate e, quindi, l'esame pratico. Quanto costa la Guida Accompagnata in autoscuolaLa formula, che riscuote scarso successo in Italia, prevede il pagamento in autoscuola. In un regime libero, ogni scuola guida può fissare una propria tariffa, che in genere è fra 400 e 900 euro, ma la cifra può variare sensibilmente. Le voci di spesa principali includono il corso pratico obbligatorio, l'iscrizione, la presentazione della domanda alla Motorizzazione e il rilascio dell'autorizzazione per il minore e per i tre accompagnatori designati. A queste si aggiungono il certificato anamnestico del medico di base e la visita medica legale (con relativa marca da bollo). Tutti i vantaggi della Guida AccompagnataChi completa il percorso di Guida Accompagnata ottiene la patente B superando solo l'esame pratico (se lo affronta entro 6 mesi dalla maggiore età), perché sono riconosciute le ore di teoria e le guide certificate già effettuate.Inoltre, a 17 anni, il giovane fa esperienza preziosa per un anno, monitorato costantemente da un esperto: un modo per interiorizzare i meccanismi di guida e la percezione del pericolo in un ambiente controllato. Perché la Guida Accompagnata non ha avuto successo?Introdotta nel 2012, la formula non ha avuto successo per vari motivi. Al di là dei costi, pesa il fatto che chi consegue la patente B a 18 anni deve comunque rispettare i tre anni di limiti di potenza.Tant'è vero che Confarca ha proposto una modifica alla normativa "per far scendere da tre a due anni il vincolo per le auto potenti ai maggiorenni che hanno usato la Guida Accompagnata: una seconda miglioria", spiega il presidente Paolo Colangelo, "sarebbe di natura assicurativa, con sconti sulla RCA per chi ha già guidato a 17 anni. Patente auto a 17 anni in Europa: cosa cambierà nei prossimi anniSe in Italia abbiamo la Guida Accompagnata, l'Unione Europea fa un passo in più. In futuro (presumibilmente entro fine 2029), la patente B sarà conseguibile a 17 anni, superando l'esame di teoria e quello pratico: chi si mette al volante dovrà essere accompagnato da chi abbia la patente da oltre 5 anni e un'età minima di 24 anni. Appena la patente UE per 17enni sarà operativa, scomparirà la Guida Accompagnata italiana.
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Nuova gamma - Cirelli 3punto3, 5punto5 e 7punto7: la Linea Silver debutta con due SUV e una berlina

4 Ruote - Mar 09,2026
Continua l'espansione della Cirelli Motor Company: dopo la presentazione della linea Gold, lo scorso novembre, l'importatore italiano (che assembla gli autoveicoli provenienti dalla Cina nelle sue sedi di Bergamo, Verona e Alessandria) lancerà il prossimo aprile anche la nuova Linea Silver, che sarà inizialmente costituita da tre modelli: le SUV 3punto3 e 5punto5 e la berlina di segmento D 7punto7. Tre linee di modelliLa linea Silver, caratterizzata dallo scudetto in color argento, si affianca a quelle già disponibili a listino, ossia Black e Gold, con l'obiettivo di "rafforzare la proposta complessiva attraverso contenuti mirati su stile, tecnologie e innovazione, aumentando la riconoscibilità dei prodotti e la chiarezza dell'offerta per il cliente finale", spiega la CMC in una nota stampa. La linea Black, con lo Scudetto nero, è composta da otto veicoli, disponibili anche nelle versioni Cross con assetto rialzato e protezioni per il fuoristrada leggero. Su alcuni modelli di questa linea (1, 3 e 6) è possibile la conversione per il biometano, in alternativa a quella a Gpl.La linea Gold, che si distingue per lo scudetto dorato, prevede tre modelli: le SUV 3zero3 e 5zero5, oltre alla grande berlina 7zero7. Questi ultimi sono offerti anche con powertrain Range Extender (REEV). I modelli della linea SilverIn attesa di vederli da vicino e scoprirli il prossimo aprile, i tre modelli della linea Silver saranno:Cirelli 3punto3: una SUV compatta con motore benzina 1.5 Turbo da 160 CV (118 kW) e 258 Nm, cambio automatico e trazione anteriore, disponibile anche con powertrain mild hybrid.Cirelli 5punto5: SUV dal carattere più sportivo con motorizzazioni turbo fino a 260 CV (182 kW) e 340 Nm, cambio automatico e trazione anteriore. Anche in questo caso è prevista una variante mild hybrid.Cirelli 7punto7: berlina di segmento D con motore ibrido 2.0 turbo da 218 CV (160 kW) e 340 Nm, con cambio automatico e trazione anteriore. Le prossime tappeNel corso del 2026 la Cirelli Motor Company proseguirà nell'ampliamento della propria struttura, oltre che di quello dell'offerta commerciale: sono previste nuove aperture di showroom e concessionari in diverse città italiane, l'aumento delle officine autorizzate e campagne di test drive per i nuovi clienti. In parallelo verrà migliorato il servizio di logistica sul territorio, con l'obiettivo di "contenere i tempi di fermo e valorizzare l'esperienza post-vendita".
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Mezzi fantasma - Auto con fermo amministrativo: chi decide la demolizione? Il nodo del Comune dopo la nuova legge

4 Ruote - Mar 09,2026
La telenovela burocratica della radiazione per demolizione delle auto con fermo amministrativo promette di essere lunghissima: una delle prossime puntate riguarda il Comune competente. Per spiegare meglio di che parliamo, iniziamo dalla novità di legge, per poi arrivare al dunque. La nuova legge sulla radiazione delle auto con fermo amministrativoLa legge 14 del 26 gennaio 2026, in vigore dal 20 febbraio, riguarda il destino delle auto fantasma e dei mezzi abbandonati. La chiave della nuova norma è che, ai fini della radiazione per demolizione di un veicolo fuori uso, non può essere opposta l'iscrizione del fermo amministrativo.L'attestazione di inutilizzabilità: cosa è certoAffinché scatti la radiazione per demolizione dei mezzi sui quali risulta iscritto un fermo amministrativo, serve l'attestazione di inutilizzabilità. altrettanto sicuro che questo documento va allegato al fascicolo della richiesta di cancellazione per demolizione del veicolo dal PRA (Pubblico registro automobilistico) e dall'ANV (Archivio nazionale veicoli). Il problema del Comune competenteEd eccoci al cuore della questione. I Comuni competenti al rilascio dell'attestazione di inutilizzabilità stabiliscono le modalità organizzative del servizio a domanda individuale, sottoposto a tariffe (il cittadino deve pagare). previsto un sopralluogo delle autorità competenti per accertare lo stato di inutilizzabilità del mezzo. Ma qual è il Comune competente?Due ipotesi in attesa delle istruzioni ministerialiLa legge non dice nulla: si attendono le istruzioni del ministero delle Infrastrutture.La prima ipotesi è che sia competente al rilascio dell'attestazione di inutilizzabilità il Comune di residenza del proprietario dell'auto, in base a un criterio soggettivo: si collega la vettura al suo titolare.La seconda ipotesi è che sia competente il Comune nel cui territorio si trova l'auto. Questa soluzione è in linea con la necessità del sopralluogo delle autorità sul posto, per accertare che in quel determinato luogo si trovi la vettura. Cosa può fare oggi il cittadinoIn attesa di istruzioni ufficiali a livello nazionale, chi desidera far demolire un'auto con fermo amministrativo per radiazione deve chiedere informazioni, per iniziare, al Comune di residenza, che potrebbe indirizzare al Comune in cui si trova la vettura. Sarà l'amministrazione competente a stabilire le procedure e il costo dell'operazione, interamente a carico del consumatore.Quando un'auto è davvero inutilizzabilePotrebbero sorgere controversie anche sulla inutilizzabilità dell'auto: quando una vettura è davvero inutilizzabile? Anche in questo caso, si attendono linee guida che stabiliscano criteri certi.
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Auto elettriche - Cina, arriva lanti Tesla Model 3: la nuova BYD Seal 07 ricarica 600 km in meno di 9 minuti

4 Ruote - Mar 09,2026
Dopo aver svelato nei giorni scorsi le batterie Blade di seconda generazione e la tecnologia Flash Charging da 1.500 kW (pari a 1,5 MW), la BYD ha presentato la versione aggiornata della berlina elettrica Seal 07, primo modello di serie a montare i nuovi accumulatori e a supportare la ricarica ultra-veloce. Al momento questo modello è disponibile solo sul mercato cinese, con un prezzo di partenza di 169.900 yuan (poco più di 21 mila euro). Per fare un paragone, la versione d'attacco della Tesla Model 3 parte da 235.500 yuan (circa 29.500 euro). Ricarica 600 km in 9 minutiLa Seal 07 è lunga 4.995 mm, larga 1.910, alta 1.495 e ha un passo di 2.900 mm. Rispetto al modello precedente, che montava il powertrain ibrido plug-in DM-i, questa tre volumi elettrica cambia soprattutto nel frontale, con paraurti e gruppi ottici di nuovo disegno. Sotto il pianale trova posto una batteria da 69 kWh, per un'autonomia dichiarata, nel ciclo di omologazione cinese, di 705 chilometri. Il dato più impressionante, però, riguarda la ricarica: come si vede nel video qui sotto, l'auto arriva a una colonnina Flash Charging con il 10% di autonomia, e una volta collegata raggiunge il 70% in 4 minuti e 51 secondi, per fermarsi al 97% in otto minuti e 44 secondi. Più di 600 km aggiunti in meno di nove minuti. Berlina high-techLa BYD Seal 07 prevede anche la suite di Adas che la Casa cinese chiama "God's Eye" (l'occhio di dio), con un sensore Lidar sopra il parabrezza e guida assistita di livello 2 avanzato. Ricca come sempre la dotazione tecnologica, che prevede la chiave digitale sullo smartphone, la modalità "pet", funzione di massaggio per i sedili anteriori e un comparto refrigerato. Le telecamere leggono anche le asperità della strada e regolano di conseguenza gli ammortizzatori a controllo elettronico.
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Auto in prova - Quattroruote cè: a marzo i test drive Honda full hybrid con Jazz MY2026, HRV e Z

4 Ruote - Mar 09,2026
Torna anche per il mese di marzo l'iniziativa "Quattroruote c'è", che nelle precedenti edizioni ha riscosso grande successo tra i lettori di Quattroruote. Il prossimo appuntamento è per il primo giorno di primavera, sabato 21 marzo, per conoscere più da vicino i modelli full hybrid della Honda, la piccola Jazz MY2026 e le SUV HR-V e ZR-V. Insieme ai nostri Expert Driver avrete modo di scoprire le auto, capire meglio come funzionano i powertrain ibridi della Casa giapponese, scoprire il diverso carattere di ciascun modello e avere l'opportunità di provarle di persona con un test drive su strada. Appuntamento in concessionariaSegnatevi la data sul calendario: l'appuntamento per scoprire (e provare) la gamma della Honda è fissato per sabato 21 marzo, in concomitanza con l'inizio della primavera. Per scoprire dove si svolgono i test drive organizzati da Quattroruote potete consultare la nostra pagina dedicata all'iniziativa. Le prove su strada possono essere prenotate anche tramite il sito ufficiale Honda; in questa iniziativa sono coinvolte le principali concessionarie della Casa giapponese, dislocate in tutto il territorio nazionale.PRENOTA IL TUO TEST DRIVE Quali auto si possono provarePresso tutte le concessionarie Honda coinvolte nell'iniziativa Quattroruote c'è sarà possibile conoscere più da vicino e provare alcuni modelli full hybrid della Casa giapponese: la Jazz MY2026, la HR-V e la ZR-V. Honda JazzLa quarta generazione della compatta giapponese è una crossover di segmento B con forme quasi da monovolume, che la rendono particolarmente spaziosa, ed esaltano spazio e luminosità dell'abitacolo. C'è anche in versione Crosstar, con assetto rialzato di 3 cm, protezioni in plastica su paraurti, passaruota e parti basse della fiancata. In abitacolo prevalgono razionalità e robustezza, con assemblaggi inappuntabili ma plastiche rigide (e, nel caso della Crosstar, sedili rivestiti di tessuto impermeabile), e un infotainment da 9" semplice da utilizzare. Comoda per i viaggi, offre i pratici Sedili Magici: la seduta del divano posteriore si può sollevare separatamente, liberando una buona quantità di centimetri. Il bagagliaio mette a disposizione 261 litri, misurati dal Centro prove. Il powertrain full hybrid da 122 CV della Honda Jazz fa lavorare quasi sempre l'unità elettrica, lasciando al quattro cilindri a benzina di svolgere il lavoro di generatore d'energia. Alle andature costanti più sostenute è il motore a benzina a incaricarsi della propulsione: una frizione si chiude e lo collega alle ruote. A guadagnarne è soprattutto l'efficienza: la media generale rilevata dal Centro prove è di 20 km/l, che in città diventano addirittura 25,8 km/l, per un'autonomia di oltre 1.000 km con un pieno. Honda HR-VLa B-SUV giapponese, lunga 4,34 metri, è stata aggiornata a inizio 2025 con diverse novità soprattutto per quanto riguarda la tecnologia di bordo. L'abitacolo è ben fatto e spazioso, e pur con dimensioni compatte offre centimetri da segmento superiore. La plancia è minimalista, ma con un numero adeguato di tasti fisici, tutti ben disposti. Il sistema multimediale non ha un maxi-schermo ma è semplice e intuitivo da utilizzare, con connettività per Apple CarPlay e Android Auto. Nel bagagliaio c'è spazio per 305 litri, misurati dal Centro prove. Anche qui ci sono i Sedili Magici, che all'occorrenza possono essere sollevati e bloccati in posizione verticale, così da far spazio a oggetti ingombranti (come una bicicletta). La Honda HR-V offre un powertrain full hybrid da 131 CV, fluido nell'erogazione e con consumi decisamente interessanti: nei rilevamenti del Centro prove, la media è di 16,8 km/l, che diventano 20,8 se ci si muove in città, terreno d'elezione per questo veicolo. Piacevole da guidare e ben piantata fra le curve, la Honda HR-V mette a disposizione la guida assistita di livello 2 nella suite Honda Sensing, di serie su tutta la gamma. Honda ZR-VCostruita sullo stesso pianale della Civic, questa SUV media accoglie i passeggeri in un abitacolo ben curato e con materiali di buona fattura. La posizione di guida è alta, e le ampie regolazioni della poltrona permettono a tutti di trovare la corretta posizione al volante. Lineare e pulita la plancia, con una originale console centrale a ponte dove è alloggiato anche il selettore delle marce, un infotainment da 9" e tanti comandi fisici. Più che discreto lo spazio per chi siede dietro, mentre il bagagliaio ha una capacità, rilevata dal Centro prove, di 363 litri complessivi (con uno spazio da 15 litri sotto il piano di carico per piccoli oggetti). Nella Honda ZR-V trova posto un powertrain ibrido da 184 CV che, come per la Jazz e la HR-V, privilegia il funzionamento in modalità elettrica, lasciando che il motore lavori come generatore di corrente, e che contribuisca alla marcia solo alle alte velocità e quando serve un maggiore spunto. Il risultato è una grande efficienza complessiva, che si misura nei consumi rilevati dal Centro prove: 18,4 km/l di media, con una punta di 27,5 km/l in città. La ZR-V è una SUV sempre piacevole da guidare, con prestazioni di tutto rispetto e una notevole sensazione di dinamismo. Di serie anche qui la suite Honda Sensing con la guida assistita di livello 2.
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Modellini - Koenigsegg Jesko Absolut: il mostro da 530 km/h diventa un capolavoro in scala 1:18

4 Ruote - Mar 09,2026
Fronti-Art ha riprodotto in scala 1:18 l'ossessione tecnica di potenza estrema creata da Christian von Koenigsegg: la Jesko Absolut, un mostro da 1600 CV capace in teoria di percorrere un ipotetico rettilineo Milano-Roma in un'ora grazie alla sua velocità di punta fissata a 530 km/h. La livrea Carbon Purple è frutto di un lavoro maniacale sull'intero modello; l'effetto che simula la fibra di carbonio lasciata a vista sotto un trasparente viola è un esercizio modellistico che pochi sono in grado di replicare. Design e dettagli esterniRealizzata in resina non apribile, scelta che consente proporzioni affilate, spigoli netti e dettagli sottili, si presenta con un frontale rasoterra; i gruppi ottici sembrano diamanti incastonati in un diadema. Il profilo laterale è un unico arco che culmina nella coda allungata, elemento distintivo della versione Absolut. Le pinne verticali posteriori sono sottili, ben integrate e credibili nella loro funzione aerodinamica. Il retrotreno è forse la parte più complessa del modello: l'estrattore domina la scena, mentre lo scarico centrale è rifinito con un effetto metallico realistico. Le ruote con il particolare disegno dei cerchi "lenticolari" montano pneumatici dalle dimensioni realistiche e scolpiti con cura. Interni e abitacolo aerospazialeAll'interno si notano soluzioni più aerospaziali che automobilistiche: la plancia in carbonio, il volante dettagliato e i sedili dal design futuristico, in un abitacolo necessariamente claustrofobico. Edizione limitata e collezionismo di fascia altaViene consegnata su una base in carbonio con la numerazione della tiratura incisa e il certificato di originalità, tutto protetto da una teca di eccellente trasparenza. Sono 100 gli esemplari realizzati; i fortunati collezionisti che ne entreranno in possesso noteranno subito la presenza scultorea di volumi esagerati, capaci di imporsi anche nelle esposizioni più prestigiose. Sul sito del produttore si trova un'intera scuderia di modelli assemblati a mano con rigore ingegneristico, composti da numerose parti curate singolarmente, elementi che giustificano il costo richiesto (sopra i 500,00 ) e garantiscono una lenta e costante rivalutazione come la maggior parte delle edizioni limitate nel collezionismo di fascia alta.
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Guerra in Iran - Crisi in Medio Oriente, economia globale in ginocchio: chi pagherà di più tra Europa, Stati Uniti e Asia?

4 Ruote - Mar 09,2026
La crisi in Medio Oriente, con i suoi riflessi sui mercati energetici, non potrà non avere un impatto sull'economia globale. Ma tra le varie aree geografiche ci sono differenze sostanziali. Chi ne pagherà di più le conseguenze? L'Europa, gli Stati Uniti o l'Asia?"Se l'aumento del costo dell'energia fosse limitato nel breve termine - spiega Marco Vailati, responsabile Ricerca e Investimenti della società di private banking Cassa Lombarda -, il suo impatto sull'economia sarebbe trascurabile. Viceversa, se i prezzi di petrolio e gas restassero a valori più elevati per un periodo esteso, avremo una riduzione della crescita, pur senza parlare di recessione, e un aumento dell'inflazione. L'incidenza di questi impatti sarebbe maggiore in Europa che negli Stati Uniti perché più vicina geograficamente e più dipendente per l'energia dalle aree coinvolte dal conflitto". L'impatto su petrolio e gasRimane comunque centrale il tema dell'energia anche per il ruolo dell'area sul mercato petrolifero. Secondo l'analista, il conflitto "impatta il mercato dell'energia sia perché l'Iran è un importante produttore con una quota di circa il 4% del petrolio mondiale, sia perché gli scontri limitano la fruibilità dello stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% del petrolio e il 15% del gas consumati al mondo"."Al momento non ci sono state importanti distruzioni degli impianti petroliferi dei paesi dell'area, ma il traffico attraverso lo stretto si è già quasi azzerato a fronte delle minacce iraniane di bloccarlo. In tempo di guerra, abbiamo molto da temere, compresa la paura stessa. Questo rischio aumenta il costo di assicurare le spedizioni, che viene ribaltato sul prezzo del prodotto trasportato e venduto", avverte Vailati, sottolineando che "il prezzo del petrolio aumenta anche per la riduzione della disponibilità in una logica di equilibrio domanda-offerta. Sebbene in prospettiva l'offerta resti superiore alla domanda, nel breve periodo può valere l'opposto qualora il blocco dei transiti superi le tre settimane che le scorte attuali possono coprire, dato che distribuzioni alternative via oleodotti sono possibili solo in minima parte".Quanto al gas, il prezzo è destinato ad aumentare "in maniera analoga al petrolio". Su questo fronte, l'esperto ricorda la vulnerabilità del Vecchio Continente: "Per il gas la dipendenza europea dalla zona in questione è anche maggiore e, anche se la stagionalità non è quella dei maggiori consumi, attualmente le scorte sono a livelli inferiori alle medie stagionali e ci avviciniamo al periodo in cui vengono riaccumulate. Attualmente l'Europa importa già il 60% del suo gas dagli Stati Uniti. Un aumento della percentuale è prevedibile, ma non può essere immediato e neanche economico, data la concomitante richiesta di altri compratori penalizzati dal blocco delle forniture provenienti dallo stretto di Hormuz". Le conseguenze per l'automotiveLe conseguenze per l'automotiveDetto questo, non si può non affrontare la questione dell'impatto della crisi sul mondo delle quattroruote. Il quadro delineato da Vailati non è certo positivo: "Il conflitto rende più difficile l'arena competitiva perché l'incertezza e l'aumento dei costi trattengono i compratori e le distruzioni fisiche, reali o anche solo temute, fanno aumentare i prezzi e riducono le disponibilità delle materie prime necessarie alla produzione: energia per il funzionamento degli impianti ma anche, per esempio, alluminio, che passa in grandi percentuali da Hormuz ed è rilevante nella costruzione di auto".La conseguenza è un mercato che si stringe. E per il responsabile Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda, "a soffrirne maggiormente sono i produttori con minor appeal e minor forza contrattuale, che non possono o non riescono a scaricare su clienti e fornitori gli aumenti dei costi e ne patiscono in redditività". "Viceversa, potrebbero beneficiarne, almeno in parte, i produttori con catene di approvvigionamento più flessibili e meno dipendenti dalla zona del conflitto. Europa ed Asia sono più esposte degli Stati Uniti a un aumento del costo dell'energia", aggiunge Vailati, escludendo infine un ultimo aspetto: "Dato che l'aumento del costo dei carburanti e dell'energia elettrica viaggiano in parallelo, non vedo diversi impatti per auto termiche e auto elettriche".
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Formula 1 - Leclerc e Hamilton con caschi LEGO Ferrari: lidea che ha conquistato Melbourne

4 Ruote - Mar 09,2026
Nel paddock del Gran Premio d'Australia, a Melbourne, tra hospitality scintillanti e monoposto pronte per il debutto stagionale, due dettagli hanno catalizzato l'attenzione di fotografi e tifosi. Charles Leclerc e Lewis Hamilton si sono presentati davanti alle telecamere indossando caschi decisamente insoliti: non in carbonio e kevlar come quelli da gara, ma costruiti interamente con mattoncini Lego. Una trovata scenografica per i nuovi setUna trovata scenografica per presentare i nuovi set dedicati ai caschi dei piloti della Scuderia Ferrari, sviluppati dal gruppo Lego in occasione dell'avvio della stagione 2026 di Formula 1. Per l'evento i due caschi indossati dai piloti, dal peso di quasi tre chili, erano composti da oltre 3.500 elementi ciascuno e costruiti dal Lego Certified Professional Ryan The Brickman McNaught con il suo team. Il set dedicato a Charles LeclercDa quell'idea spettacolare nascono i set destinati agli appassionati. Il modello dedicato a Charles Leclerc riproduce la livrea utilizzata dal pilota monegasco nella stagione 2025 ed è composto da 886 pezzi. Non mancano elementi distintivi come il numero di gara 16, il cavallino rampante Ferrari e alcuni riferimenti personali alla famiglia e a Jules Bianchi. Il set include anche una minifigure Lego del pilota. Il set dedicato a Lewis HamiltonIl casco dedicato a Lewis Hamilton segue la stessa impostazione: 884 pezzi, il numero 44 ben visibile e una targhetta con la firma del sette volte campione del mondo. Anche in questo caso è presente una minifigure che raffigura il pilota con la tuta rossa Ferrari, dettaglio che segna simbolicamente l'inizio della sua nuova avventura con la Scuderia. Il valore del casco in Formula 1In Formula 1 il casco ha sempre avuto un valore particolare. uno degli elementi più personali dell'equipaggiamento di un pilota e nel tempo è diventato un vero e proprio segno distintivo. Prima ancora dei numeri di gara o delle livree delle monoposto, spesso sono proprio i colori del casco a permettere agli appassionati di riconoscere immediatamente chi è al volante. Collezionismo e identità visivaNon sorprende quindi che le repliche dei caschi siano da anni tra gli oggetti più ricercati nel mondo del collezionismo legato alla Formula 1. Modelli in scala, versioni firmate o pezzi utilizzati in gara fanno parte di un mercato molto vivo, alimentato dalla forte identità visiva che ogni pilota costruisce nel corso della propria carriera. Oggetti da esposizione per il motorsportI nuovi caschi Lego si inseriscono proprio in questa tradizione. Non sono pensati come giocattoli, ma come oggetti da esposizione capaci di raccontare, in forma diversa, uno dei simboli più riconoscibili del motorsport moderno.Perché in fondo il casco è il volto di un pilota quando il volto non si vede. Ed è forse per questo che, anche trasformato in mattoncini, continua a raccontare la stessa storia di velocità e passione.
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Guerra in Iran - Accise mobili, benzina e diesel ai massimi: cosa può cambiare già da domani

4 Ruote - Mar 09,2026
La crisi in Medio Oriente continua a produrre pesanti effetti sulle quotazioni del petrolio e quindi sui prezzi di benzina e diesel. A tal proposito, Staffetta Quotidiana segnala come gli ultimi attacchi israeliani ai depositi di carburanti in Iran abbiano ulteriormente fomentato il panico sui mercati petroliferi internazionali.In particolare, all'apertura dei mercati asiatici, il Brent è schizzato sopra i 100 dollari al barile, sfiorando i 119, per poi assestarsi intorno ai 108 dollari in scia alle indiscrezioni del Financial Times su una riunione d'emergenza dei ministri delle finanze dei Paesi del G7 (sotto una foto della loro riunione all'ultimo vertice in Italia) per procedere con un rilascio comune e coordinato delle riserve strategiche per un ammontare tra 300 e 400 milioni di barili.Intanto, le quotazioni dei prodotti raffinati hanno raggiunto nuovi picchi venerdì scorso anche per effetto dell'indebolimento dell'euro sul dollaro: il gasolio è al massimo dal 16 novembre 2022 e la benzina dal 12 luglio 2024.In tale quadro, Staffetta evidenzia anche la continua corsa dei prezzi dei carburanti alla pompa, con la benzina al massimo da quasi un anno (dal 16 marzo 2025) e il gasolio da oltre tre anni e mezzo, dal 10 luglio 2022, quando era ancora in vigore lo sconto sull'accisa introdotto dal governo Draghi il 22 marzo 2022 e mantenuto fino a fine anno. Rilevazioni e medieStando alla consueta rilevazione giornaliera di Staffetta Quotidiana, Q8 ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di dieci centesimi quelli del gasolio, e Tamoil di sei centesimi sulla verde e di quattordici sul diesel. Salgono anche i prezzi del Gpl, con aumenti tra uno e due centesimi di euro al litro.Quanto alle medie, elaborate sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori di circa 20 mila impianti all'Osservatorio prezzi del Mimit, al self service la benzina quota 1,782 euro/litro (+38 millesimi sulla precedente rilevazione di venerdì scorso) e il diesel 1,965 euro/litro (+98).Al servito, verde a 1,917 euro/litro (+38), gasolio a 2,091 euro/litro (+95), Gpl a 0,702 euro/litro (+5), metano a 1,475 euro/kg (+30) e Gnl a 1,232 euro/kg (+3).Lungo le autostrade, benzina a 1,867 euro/litro (2,124 al servito), gasolio a 2,017 euro/litro (2,276), Gpl a 0,835 euro/litro, metano a 1,524 euro/kg e Gnl a 1,291 euro/kg.Una settimana di rialziDetto questo, è interessante notare il rimbalzo dei prezzi in poco più di una settimana. L'1 marzo scorso, il giorno dopo il primo attacco all'Iran da parte di Israele e Stati Uniti, la benzina self service quotava, in media, 1,673 euro al litro. Rispetto agli 1,782 odierni, l'incremento è di ben 6,5%.Per il diesel, il rialzo da 1,728 a 1,965 euro/litro implica un aumento del 13,7%. Al servito, la verde ha subito un incremento del 5,74% e il gasolio del 12,12%.Tuttavia, c'è anche da dire che i due carburanti sono da mesi entrati in una fase di costante rialzo. Se si allarga l'analisi a inizio anno, la crescita dei listini è ben più consistente, in particolare per il diesel.L'1 gennaio, quando è scattato l'allineamento delle accise, la benzina quotava al faidate 1,671 euro/litro, mentre il gasolio, pur in rimbalzo, si fermava a 1,645 euro/litro, un valore inferiore di oltre il 16% rispetto ai livelli attuali. Arrivano le accise mobili?Detto della situazione, Staffetta Quotidiana dà conto anche del dibattito politico scatenato dalla corsa dei listini. Nel fine settimana sia la segretaria del PD, Elly Schlein, sia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (sopra durante un intervento video) si sono dette favorevoli all'applicazione dell'accisa mobile.A tal proposito, il ministero dell'Economia sta studiando la misura da qualche giorno e non è da escludere un intervento già domani, 9 marzo: il Consiglio dei ministri potrebbe infatti varare uno specifico decreto.Per ora non si conosce il possibile contenuto della misura. Staffetta Quotidiana ricorda che lo sconto applicato dal governo Draghi nel 2022 era un'attuazione della norma sull'accisa mobile (introdotta con la legge finanziaria per il 2008), rinforzata però dai fondi provenienti dalla tassa sugli extraprofitti applicata alle società del settore energetico.Le accise furono così tagliate di 25 centesimi al litro (30 con l'Iva). Ancor prima, tra aprile e maggio 2008, l'allora governo Prodi decise per un'applicazione di appena un mese e per un importo di due centesimi al litro.La norma, ricorda ancora la testata specializzata, è stata comunque modificata nel 2023 dal governo Meloni per renderla di più immediata attuazione: il ministero dell'Economia può intervenire con decreto per ridurre le accise e compensare le maggiori entrate Iva derivanti dall'aumento del prezzo del petrolio.Il decreto può essere adottato se il prezzo del Brent aumenta, sulla media del mese precedente, rispetto al valore di riferimento, espresso in euro, indicato nell'ultimo Documento di economia e finanza. Il documento indica per il 2026 un prezzo del Brent di 66,1 dollari al barile, con un cambio euro/dollaro a 1,2, quindi un valore di 55,1 euro/barile.A gennaio in media il Brent si è attestato proprio a 55,1 euro/barile. A febbraio si è saliti a 58,7 euro/barile. Nei primi due giorni di marzo siamo a 72. Volendo, dunque, le condizioni ci sono, conclude Staffetta Quotidiana.
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Mercedes-AMG - Svelati gli interni della Mercedes-AMG GT Coupé 4 porte, la nuova sportiva da 8.000 giri

4 Ruote - Mar 09,2026
La Mercedes-Benz ha pubblicato le immagini ufficiali degli interni della nuova Mercedes-AMG GT Coupé 4 porte. Si tratta di un'importante anteprima dopo quella fornita alla fine del 2025 sulla carrozzeria della nuova sportiva quattro porte. Stile dedicato e plancia disegnata intorno al pilotaIl design dell'abitacolo della GT, che vanta quattro sedute singole ad alto contenimento o la scelta del divano posteriore, unisce l'impostazione di ultima generazione con il triplo schermo per strumentazione (10,2"), infotainment (14") e passeggero (14") a soluzioni tipiche dei modelli più sportivi: la plancia parzialmente rivolta verso il guidatore, i comandi sulla console centrale e le bocchette di aerazione circolari in metallo con illuminazione integrata.Il tetto panoramico SKY CONTROL consente infine di gestire individualmente quattro zone, modificando elettricamente la trasparenza, oppure può proiettare loghi e disegni a tema motorsport. Il controllo della dinamica e l'infotainmentL'AMG RACE ENGINEER nella console centrale consente di controllare hardware e software del veicolo per modificare la dinamica di guida. Nella console centrale sono presenti tre controlli rotanti che gestiscono il Response Control per la risposta del powertrain, l'Agility Control per l'assetto e il Traction Control.Altri comandi si trovano invece sui controlli con display sul volante AMG. L'infotainment MBUX, basato sul nuovo MB.OS, offre una completa integrazione con il veicolo e una gestione su cloud dei dati. AMG ha ulteriormente personalizzato il sistema lavorando su grafiche e funzioni specifiche, come le quattro modalità AMG Style per la grafica delle schermate e l'AMG TRACK PACE per la telemetria. ancora endotermicaLa GT Coupé 4 porte richiama a livello stilistico la Concept XX elettrica svelata nel 2025, ma le immagini degli interni mostrano un classico contagiri scalato fino a 8.000: questo significa che la vettura adotterà un powertrain endotermico, magari ibrido e condiviso con la GT due porte, mentre la XX elettrica avrà una variante specifica.
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