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Stanno arrivando 200 nuove auto: ecco cosa vedremo in Italia nei prossimi mesi - VIDEO

4 Ruote - 2 ore 36 min fa
Oltre 200 modelli sono pronti ad arrivare sul mercato italiano nei prossimi mesi: citycar, elettriche, ibride, sportive e proposte di fascia alta. Nel nuovo episodio del Quattroruote al bar, Alessandro Lago, Marco Rocca, Mirco Magni e Gabriele Vianelli anticipano i contenuti dello speciale QNovità Estate , allegato gratuito a Quattroruote di agosto 2026, dedicato alle novità in arrivo fino a fine anno.  Oltre 200 modelli sono pronti ad arrivare sul mercato italiano nei prossimi mesi: dalle citycar alle elettriche accessibili, dalle ibride alle sportive più esclusive. Nel nuovo episodio di Quattroruote al Bar, Alessandro Lago, Marco Rocca, Mirco Magni e Gabriele Vianelli accompagnano i lettori alla scoperta di QNovità Estate, l'allegato gratuito a Quattroruote di agosto 2026 che raccoglie e analizza tutte le novità attese da qui alla fine dell'anno. Un viaggio approfondito tra anteprime, indiscrezioni, debutti già confermati e modelli destinati ad arrivare anche nei primi mesi del 2027. I debutti più attesi passano dal Salone di Parigi (13-18 ottobre), che torna in scena con concept e modelli strategici per i costruttori europei: dalla nuova Citroën 2CV (in forma di concept) alla Dacia Spring completamente riprogettata. Si parla anche delle elettriche "a buon prezzo", con modelli come la Twingo e altre proposte che puntano a riportare la soglia sotto i 20 mila euro, tema centrale per un mercato che sta cercando di ribilanciare prezzi e contenuti. Nel video, particolarmente ricco di approfondimenti, si affronta anche il fenomeno dei super hybrid cinesi, sistemi plug-in hybrid ad alta autonomia che stanno conquistando spazio grazie al rapporto contenuti/prezzo. Una tecnologia che potrebbe diventare il "nuovo diesel" per chi cerca efficienza senza passare all'elettrico.Spazio anche alle sportive: dalla Ferrari 12Cilindri Manuale (con cambio manuale simulato), che ha acceso il dibattito tra gli appassionati, alle anticipazioni sulla futura Alpine A110 elettrica, progettata per mantenere leggerezza e agilità nonostante il passaggio alle batterie.Tutte le novità sono raccolte nello speciale QNovità Estate, 72 pagine che analizzano oltre 200 modelli organizzati per categoria e periodo di lancio. Nel video, la redazione approfondisce i temi più caldi del momento, dalle elettriche low cost ai super hybrid cinesi, dalle future sportive alle grandi novità attese al Salone di Parigi, offrendo una panoramica completa di ciò che arriverà sul mercato nei prossimi mesi. Guardate il video qui sopra e diteci cosa ne pensate.
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Multiplina o Quattrolino? Ecco il verdetto dei lettori sulla nuova Fiat

4 Ruote - 3 ore 55 min fa
Fiat Multiplina o Quattrolino? Qual è il nome della futura microcar elettrica a quattro posti che convince di più i lettori di Quattroruote? Alla domanda, lanciata direttamente dal ceo di Fiat Olivier Franois, avete risposto davvero in tanti.Il vincitore? Scopriamolo insieme. I risultati del sondaggio Il sondaggio è partito la scorsa settimana sul profilo Instagram di Quattroruote e sul sito web, raccogliendo in pochi giorni voti da tutta Italia. C'è anche un dato curioso: le percentuali registrate sui due canali sono risultate quasi identiche, praticamente sovrapponibili fino ai decimali.Ecco i risultati:Fiat Multiplina: 58,7%Fiat Quattrolino: 41,3%Il pubblico di Quattroruote ha quindi premiato il nome che richiama la storica 600 Multipla, ma anche la monovolume del 1998. Una scelta sulla quale Franois aveva espresso qualche perplessità, soprattutto in relazione alla riconoscibilità internazionale: la monovolume del 1998 è infatti rimasta un fenomeno prevalentemente italiano, come sembrano confermare proprio gli esiti del sondaggio.Quella di Multiplina non è comunque una vittoria schiacciante. Il vantaggio è di circa 15 punti percentuali, segnale che anche Quattrolino gode di un certo appeal. Il nome richiama infatti la Topolino, la microcar elettrica da cui deriva il progetto, e comunica subito la capacità di trasporto di quattro persone. Cosa succede adesso? I risultati del sondaggio arriveranno sulla scrivania di Olivier Franois, che insieme ai suoi collaboratori valuterà quale nome adottare definitivamente per la nuova microcar elettrica attesa sulle strade nel 2028. La nuova microcar di Fiat Il modello sarà più lungo della Topolino, così da poter ospitare altri due passeggeri. Le porte resteranno due, mentre i sedili anteriori si ribalteranno in avanti per facilitare l'accesso alla seconda fila.Come sulla Topolino e sulla cugina Citroën Ami, i vetri anteriori saranno fissi e si apriranno ribaltando la parte inferiore, mentre quelli posteriori saranno a compasso. Per garantire maggiore aerazione ai passeggeri è prevista anche una capote di tela, che da aperta si arrotola sopra il lunotto. Richiami al passato Le linee riprendono alcuni elementi della 600 Multipla, come i fari tondi anteriori e la cornice bianca del parabrezza, mentre altri dettagli si ispirano alla Topolino, a partire dal disegno dei gruppi ottici posteriori.La futura Multiplina (o Quattrolino) sarà certamente elettrica, ma Fiat non ha ancora comunicato specifiche ufficiali relative a motore e batteria. Considerata la stretta parentela con la Topolino e la configurazione a quattro posti, è plausibile che si tratti di un quadriciclo pesante L7e, con una potenza massima di 15 kW (20 CV) e una velocità massima di 90 km/h.La batteria, grazie al maggiore spazio disponibile sotto il pianale, dovrebbe offrire una capacità superiore ai 5,4 kWh della Topolino. Quest'ultima, secondo le rilevazioni del Centro Prove, garantisce un'autonomia di 53 chilometri.
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Da 11 miliardi di perdite a 705 milioni di utile: Renault dribbla la crisi

4 Ruote - 3 ore 58 min fa
Renault argina gli effetti della crisi del settore con risultati finanziari del primo semestre in grande spolvero. La società francese, infatti, ha chiuso i primi sei mesi dell'anno con un fatturato in crescita, un ritorno all'utile sia operativo sia netto, nonché una generazione di cassa tornata positiva. Tutti i numeri del semestre In particolare, il fatturato del gruppo è cresciuto del 9,5% (+10,3% a tassi di cambio costanti) a 30,25 miliardi di euro, di cui 26,8 miliardi (+9,3%) generati dalle attività prettamente automobilistiche. Il Ramo Auto ha registrato un lieve calo dei volumi di vendita, ma ha beneficiato di una serie di fattori favorevoli, tra cui la riduzione delle scorte e un migliore mix di prodotto e prezzo, a sua volta legato a una maggiore esposizione verso canali e segmenti più redditizi e al lancio di nuovi modelli.Questi effetti sono stati ulteriormente sostenuti dai programmi di riduzione dei costi, in particolare sul fronte degli acquisti e delle garanzie. A pesare sono stati invece i cambi sfavorevoli, l'aumento degli oneri normativi e le maggiori pressioni commerciali in Europa. Il margine operativo lordo è così sceso da 1,65 a 1,57 miliardi di euro, con un'incidenza sul fatturato passata dal 6% al 5,2%, un livello comunque superiore agli obiettivi fissati dal gruppo.Il risultato operativo netto, invece, è passato da una perdita di 8,4 miliardi a un utile di 1,12 miliardi di euro, grazie al venir meno delle svalutazioni per 9,3 miliardi sulla partecipazione in Nissan dopo il cambiamento del trattamento contabile. Di conseguenza, il conto economico si è chiuso con un utile netto di 705 milioni di euro, contro il rosso di 11,18 miliardi registrato un anno fa.Positivi anche i flussi di cassa, tornati in territorio favorevole per 653 milioni di euro, rispetto ai 62 milioni negativi dello stesso periodo del 2025. La posizione finanziaria netta risulta inoltre a debito per 6,57 miliardi, in miglioramento rispetto ai 7,33 miliardi del 31 dicembre 2025. Prospettive e nuovi prodotti Il gruppo ha confermato le stime per l'intero 2026, nonostante "il contesto complesso", grazie a un solido portafoglio ordini in Europa, ai programmi di riduzione dei costi e ai benefici attesi dal lancio di nuovi prodotti. Il margine operativo lordo dovrebbe attestarsi intorno al 5,5%, mentre i flussi di cassa del Ramo Auto sono previsti positivi per circa 1 miliardo di euro."La qualità dei risultati conseguiti nel primo semestre, unita alla dinamica del piano prodotto e al proseguimento dell'attuazione del piano futuREady, ci infonde la fiducia necessaria per confermare le prospettive finanziarie del 2026", ha affermato l'amministratore delegato Franois Provost, sottolineando come il piano strategico abbia già iniziato a produrre "i primi risultati concreti, come dimostra l'aumento del 10% del fatturato".Provost ha quindi ribadito che nel secondo semestre la dinamica dei lanci "subirà un'accelerazione". Dopo l'arrivo delle nuove Clio e Twingo in Europa e di Boreal e Duster sui mercati internazionali, debutteranno il pick-up Niagara e la nuova Megane elettrica per Renault, oltre a Striker, Sandero hev e nuova Spring per Dacia.
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Tutti contro la Ferrari Luce, ma l'elettrica è già sold-out: ecco chi l'ha comprata

4 Ruote - 5 ore 10 min fa
Oggi pomeriggio, Ferrari diffonderà i dati del secondo trimestre e potrebbe anche commentare le ultime indiscrezioni sulla tanto discussa Luce. Secondo il Financial Times, a Maranello avrebbero già raggiunto il target di vendita del 2026 per la prima elettrica della Casa, grazie soprattutto alla domanda proveniente dalla Cina. Ferrari, come da tradizione, non ha fornito indicazioni sui target commerciali, ma secondo la testata britannica l'obiettivo era di vendere nel 2026 poco meno di 500 unità dell'elettrica. Già a luglio, cioè a meno di due mesi dal lancio, l'intero quantitativo sarebbe stato collocato sul mercato. In sostanza, la Luce sarebbe già "sold-out". Chi sta comprando la Ferrari Luce? Sempre secondo il Financial Times, la Ferrari avrebbe anche raggiunto l'obiettivo di conquistare una nuova generazione di acquirenti facoltosi, in particolare in Cina e nei grandi poli tecnologici come la Silicon Valley, dove la clientela è già abituata a guidare veicoli elettrici.Le fonti citate dal quotidiano londinese segnalano infatti un forte interesse da parte dei clienti cinesi e riscontri positivi tra gli imprenditori statunitensi del settore tecnologico. In altre parole, la Ferrari starebbe smentendo i detrattori e confermando le sue ormai note capacità commerciali. A questo proposito, il Financial Times riporta il parere di Scott Sherwood, analista indipendente specializzato nei marchi di lusso, secondo il quale la Casa emiliana ha avuto ragione nel rivolgersi a clienti ben precisi per la Luce: "Il marketing e la conoscenza del cliente di Ferrari sono di un livello superiore rispetto a molti dei suoi concorrenti", osserva Sherwood.Ora non resta che attendere un commento da Maranello, sia sulle indiscrezioni sia sugli obiettivi indicati dalla testata britannica. Oltre al target per quest'anno, il Financial Times cita infatti un traguardo di lungo periodo pari a circa 2.500 esemplari della Luce entro il 2030, ovvero circa 600 unità all'anno. Si tratta di una quota pari a circa il 5% delle vendite complessive del Cavallino Rampante, un risultato che molti analisti considerano già raggiungibile.
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Lo sconto sul diesel si sta già sciogliendo: il petrolio corre e tornano i rincari ai distributori

4 Ruote - 5 ore 43 min fa
Con le nuove tensioni in Medio Oriente, peggiora la situazione dei carburanti: i forti rialzi del petrolio e delle quotazioni dei prodotti raffinati hanno quasi del tutto annullato l'effetto benefico del taglio delle imposte sul diesel deliberato pochi giorni fa dal governo."Dopo un paio di giorni al ribasso, tornano a schizzare le quotazioni petrolifere, con il barile (Brent) di nuovo sopra i 90 dollari e la quotazione del gasolio oltre i mille euro per mille litri", scrive Staffetta Quotidiana nella sua consueta analisi giornaliera. "A spingere, ovviamente, è l'aggravarsi della crisi del Golfo, che ormai riguarda due stretti strategici per gli approvvigionamenti petroliferi e si unisce al blocco totale delle esportazioni dalla Russia"."Il risultato è che il prezzo della benzina continua ad aumentare e il taglio dell'accisa sul gasolio inizia a essere assorbito dal rialzo delle quotazioni: nei primi tre giorni di vigenza dello sconto, il prezzo medio nazionale del diesel è sceso di 12 centesimi (11,9 per la precisione), rispetto ai 17 attesi, e gli elementi a disposizione lasciano pensare che il calo sia tutto qui. Anche perché sui listini dei prezzi consigliati tornano a spron battuto gli aumenti", aggiunge la testata specializzata, segnalando la decisione di Eni di aumentare di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio, mentre IP e Q8 hanno ritoccato al rialzo il diesel rispettivamente di 4 e 2 centesimi. Prezzi, modalità di vendita e marchi In particolare, questa mattina, 30 luglio, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,989 euro al litro per la benzina (+3 millesimi rispetto a ieri), 2,066 per il gasolio (-8), 0,742 per il GPL (invariato) e 1,606 euro/kg per il metano (+1). Sulla rete autostradale, verde a 2,076 (+2), diesel a 2,165 (-4), GPL a 0,876 (invariato) e metano a 1,609 (invariato).Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati da Staffetta sulla base delle comunicazioni effettuate ieri dai gestori all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati tra rete stradale e autostradale vedono la benzina self service a 1,989 euro/litro (compagnie 1,992, pompe bianche 1,982) e il diesel a 2,176 (2,162; 2,104). Al servito, verde a 2,124 euro/litro (2,162; 2,052), gasolio a 2,223 (2,246; 2,181), GPL a 0,752 (0,761; 0,742), metano a 1,605 (1,595; 1,614), GNL a 1,445 (1,44; 1,444).Lo spaccato dei marchi mostra Eni a 1,981 sulla benzina self-service (2,189 il servito) e 2,025 sul gasolio; IP a 2,003 (2,169) e 2,081 (2,259); Q8 a 1,992 (2,151) e 2,068 (2,276); Tamoil a 1,988 (2,065) e 2,045 (2,149). Si muove Mr Prezzi Intanto, il fatto che lo sconto sul diesel non abbia trovato immediata applicazione sui listini ha fatto scattare l'allerta ai piani alti delle istituzioni. Il Ministero delle Imprese ha attivato il Garante per la sorveglianza dei prezzi, che a sua volta ha inviato l'elenco dei distributori a rischio alla Guardia di Finanza per le opportune verifiche. "Gli esiti degli accertamenti, corredati da un rapporto di analisi, saranno trasmessi dal Garante all'autorità giudiziaria", ha spiegato il Mimit.D'altro canto, stando a quanto riportato da diversi quotidiani, tra cui Repubblica, ieri pomeriggio lo stesso garante, noto anche come Mr Prezzi, ha scattato una fotografia dai contorni chiari: su 20.100 impianti, 2.484 (il 12,3%) hanno applicato gli stessi prezzi del 27 luglio, quando gli sconti non erano ancora entrati in vigore. Altri 684 (3,4%) hanno addirittura aumentato i listini.Le associazioni di rappresentanza, però, si difendono. Faib, Fegica e Figisc hanno inviato una lettera al ministro Adolfo Urso per mettere in chiaro che nessuna competenza e responsabilità può essere "efficacemente riscontrata e tantomeno contestata direttamente sul punto vendita che si limita a distribuire prodotto già immesso al consumo e a un prezzo determinato da soggetti a monte della filiera".Sul fronte opposto si muovono le associazioni dei consumatori, con il Codacons che ha depositato un esposto alla Procura di Roma e all'Antitrust per chiedere un'indagine per truffa aggravata e reati speculativi.
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Bonus furgoni bruciati in 50 minuti

4 Ruote - 6 ore 4 min fa
Per i bonus furgoni si è trattato di un mezzogiorno di fuoco: scattati alle 12 di ieri, sono stati bruciati in 50 minuti da piccole e medie imprese in seguito al click day. Il fondo riservato dal ministero delle Imprese era di 40 milioni di euro, 16 dei quali per i veicoli commerciali elettrici e altri 24 indipendentemente dall'alimentazione per diverse classi di massa totale fino a 7,2 tonnellate. La scossa dei commerciali Protagonisti dell'iniziativa proprio i furgoni e gli autocarri leggeri a batteria, visto che in meno di un'ora sono stati ordinati molti più BEV di quelli immatricolati in tutta la prima metà del 2026. Un successo che fa seguito agli incentivi per le auto elettriche, andati esauriti in un giorno a ottobre 2025. Ecco perché Motus-E chiede al governo una pianificazione e un effettivo coordinamento di varie misure che riguardano bonus, fisco e prezzo dell'energia. In quest'ottica, sottolinea l'associazione per la mobilità green, sarebbe utile ripristinare il fondo del ministero dell'Ambiente dedicato alle infrastrutture di ricarica nelle aziende: strumento da 90 milioni di euro cruciale per autotrasporto e logistica, non utilizzato in precedenza a causa degli stringenti requisiti di accesso.
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Stellantis torna in utile: il Nord America traina i conti, ma l'Europa resta un problema

4 Ruote - 6 ore 7 min fa
Nelle ultime settimane, i francesi sono tornati a criticare l'ad di Stellantis, Antonio Filosa, per aver spostato il baricentro del gruppo sul Nord America e per aver "italianizzato" in modo eccessivo la prima fila manageriale. I nostri cugini sono tornati alla carica dopo l'ultimo grande addio, quello di Jean-Philippe Imparat. Ora, Filosa deve ancora dimostrare molto, ma i risultati sostengono le sue scelte commerciali e operative, a partire dall'abbandono di una strategia improntata alla ricerca spasmodica dei risparmi a discapito della qualità e delle richieste della clientela.Sono i numeri del secondo trimestre a dimostrare come la sua strategia stia producendo frutti decisamente migliori rispetto agli ultimi mesi del suo predecessore Carlos Tavares. Vendite e ricavi sono cresciuti a doppia cifra, mentre il conto economico è stato chiuso con il ritorno all'utile. Gran parte del merito, però, è da attribuire al cambio di passo in Nord America. In Europa, invece, i risultati sono ancora da migliorare e di molto, mentre il contributo delle altre regioni operative è sì positivo, ma accompagnato da diversi segnali negativi Vendite e ricavi in crescita a doppia cifra Partiamo dai risultati commerciali. Il gruppo ha chiuso i tre mesi da aprile a giugno con consegne in crescita del 10% a 1,597 milioni di unità. I forti miglioramenti del Nord America, dove le vendite sono aumentate del 38% anche grazie al lancio di diverse novità di prodotto, hanno più che compensato l'andamento, in parte negativo, delle altre regioni: +5% per l'Europa, -3% per il Medio Oriente e Africa, -3% in Sud America e risultati invariati nell'Asia-Pacifico.Ancor più marcata è stata la crescita dei ricavi, saliti del 13% a 43,5 miliardi di euro, grazie ancora una volta al traino del Nord America (+32%). La regione europea ha registrato invece una crescita di appena lo 0,2% a causa di un contesto prezzi sfavorevole, mentre il Sud America è migliorato del 6%. Medio Oriente, Africa e Asia-Pacifico hanno invece subito una contrazione rispettivamente del 4% e del 5%. In tutti i casi, il principale fattore di influenza, sia in positivo sia in negativo, è stato rappresentato dai tassi di cambio. Il ritorno all'utile Ancora più interessanti sono i numeri sul fronte della redditività e della generazione di cassa. L'utile operativo rettificato, ossia depurato dalle voci straordinarie, è passato da 213 a 773 milioni di euro, per un margine in aumento di 120 punti base all'1,8%. Anche in questo caso è il Nord America a fornire il contributo maggiore: l'aumento dei volumi, il miglioramento delle performance operative e il calo delle "spese normative" hanno compensato in parte il rincaro delle materie prime e la crescita degli oneri per i richiami, portando a un utile di 284 milioni di euro contro il rosso di 440 milioni registrato un anno fa.Male, invece, l'Europa, dove il profitto operativo è sì migliorato, ma è comunque rimasto negativo per 94 milioni di euro (-359 milioni un anno fa). In calo tutte le altre regioni, a partire dal Sud America: -49% a 402 milioni, anche a causa di un credito fiscale una tantum contabilizzato l'anno scorso.Il conto economico si è quindi chiuso con un utile netto di 293 milioni di euro, in deciso miglioramento rispetto alla perdita di 1,869 miliardi del secondo trimestre del 2025, quando il gruppo stava ancora assorbendo l'impatto del cambio di rotta deciso con la defenestrazione di Tavares. Il rendiconto finanziario mostra invece flussi di cassa delle attività industriali positivi per 1 miliardo di euro, contro i soli 31 milioni di dodici mesi fa, mentre la liquidità ammonta a 44,1 miliardi. La fiducia di Filosa In sintesi, Stellantis sembra aver imboccato la strada giusta per rimettere in carreggiata le proprie attività, anche se il lavoro da fare resta molto e il contesto operativo è tutt'altro che semplice.Filosa, però, non nasconde il suo ottimismo. "Il secondo trimestre - ha affermato - è stato caratterizzato da continui progressi, trainati dal Nord America e supportati da importanti contributi da tutte le altre regioni. Abbiamo migliorato le prestazioni di tutti i nostri principali indicatori finanziari, con ricavi netti, utile operativo e flusso di cassa industriale che mostrano incrementi significativi. Con il piano strategico FaSTLAne 2030 in piena fase di attuazione e gli entusiasmanti lanci di prodotto previsti per quest'anno che procedono secondo i piani, restiamo fiduciosi sulla guidance finanziaria per il 2026".In particolare, gli obiettivi annuali includono ricavi in crescita di circa il 5% e un margine operativo in aumento, anche se ancora sotto la soglia del 5%, mentre per i flussi di cassa è previsto un miglioramento nonostante i continui esborsi legati alle maxi svalutazioni decise in occasione del reset strategico di inizio anno. 
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Pirelli aumenta l'utile del 13,3% e conferma gli obiettivi per il 2026

4 Ruote - 6 ore 27 min fa
Pirelli ha chiuso il primo semestre del 2026 con un utile netto di 299 milioni di euro, in crescita del 13,3% rispetto a un anno fa, mentre ricavi ed Ebit Adjusted sono rimasti sostanzialmente stabili. I risultati sono stati approvati a maggioranza dal Consiglio di amministrazione, con il voto contrario dei consiglieri Zhang Haitao, Xi Xiaohong e Wang Kun in relazione alla dichiarazione di controllo di MTP Spa citata nella relazione finanziaria.Nel primo semestre i ricavi si sono attestati a 3.494,5 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2025 (quando erano stati di 3.498,6 milioni), con una crescita organica del 2,5%, al netto degli effetti cambi/iperinflazione (-2,1%). L'Ebit Adjusted è rimasto sostanzialmente invariato a 557,8 milioni, con margine stabile al 16%. L'utile netto sale a 299 milioni, grazie soprattutto alla riduzione degli oneri finanziari, scesi a 94,1 milioni dai 122,7 dello stesso periodo 2025. I risultati commerciali Il segmento High Value dell'azienda milanese ha rafforzato ulteriormente il proprio peso, salendo all'82% delle vendite (dall'80% nel primo semestre 2025), con volumi Car e Moto in crescita del 3,5% e crescita delle quote di mercato in entrambi i segmenti. Nei primi sei mesi dell'anno sono state ottenute circa 200 nuove omologazioni con i principali costruttori premium e prestige, con oltre il 90% dei calettamenti da 19" in su: tra i modelli omologati ci sono la Ferrari Luce, la Rivian R2S e le nuove SUV Audi Q7 e Q9. Si registra invece una flessione dei volumi dell'8% nel segmento Standard, per via della strategia di selettività adottata dall'azienda, soprattutto in Sud America. La posizione finanziaria netta è migliorata a -1.915,9 milioni di euro, dai -2.678,7 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il contesto rimane difficile Pirelli ha confermato infine tutti gli obiettivi 2026 comunicati a maggio: ricavi tra 6,75 e 6,95 miliardi di euro, Ebit Adjusted attorno al 16%, investimenti per circa 450 milioni.Le stime sono comunque state aggiornate alla luce del contesto esterno, rivedendo al ribasso le previsioni sulla domanda globale di pneumatici auto, ora attesa tra -3% e -1% (contro il -2%/stabile indicato a maggio), a causa dell'impatto della crisi in Medio Oriente su inflazione e prezzi delle materie prime. L'effetto complessivo atteso sull'Ebit Adjusted resta comunque limitato, stimato in circa 20 milioni di euro, grazie alle misure di mitigazione già attivate.
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Più grande, elettrica o full hybrid: la Mercedes GLA evolve e punta in alto - VIDEO

4 Ruote - Lug 29,2026
Più grande, elegante, ibrida full ma anche elettrica, la Mercedes-Benz GLA evolve sfruttando l'architettura Mma (la stessa della CLA) e si inserisce nel competitivo segmento delle SUV premium di taglia media. L'arrivo nelle concessionarie è previsto tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027; in Germania i prezzi partono da 40.840 euro e arrivano a 48.600 euro. Nuova Mercedes-Benz GLA: più grande e spaziosa L'aumento delle dimensioni della Mercedes-Benz GLA è evidente: la lunghezza raggiunge i 457 cm, 14 in più rispetto al modello precedente, mentre il passo cresce di 6 cm, arrivando a quota 279. Incrementa anche la capacità del bagagliaio, che sale a 410 litri (+70). Sulla versione elettrica è inoltre disponibile un ampio frunk da 107 litri.Il design punta con decisione sul dinamismo, grazie anche a un'altezza ridotta di 2 cm e a una carreggiata posteriore allargata di 3. Particolarmente scenografica la griglia anteriore che, sulla variante elettrica, integra 158 LED luminosi capaci di illuminarsi insieme alla Stella nelle ore notturne. Mbux e più spazio per i passeggeri All'interno, la Mercedes-Benz GLA propone fino a tre maxischermi e il sistema Mbux nella sua configurazione più avanzata. Molte funzioni possono essere gestite semplicemente tramite comandi vocali.Migliora anche l'abitabilità, soprattutto per chi viaggia nella seconda fila, dove lo spazio per le gambe promette un sensibile passo avanti rispetto al passato. Le misurazioni precise arriveranno quando la vettura sarà sottoposta ai test del Centro Prove di Vairano. GLA elettrica: fino a 657 km di autonomia La Mercedes-Benz GLA elettrica sarà proposta in tre versioni: 200, con batteria LFP da 58 kWh e 224 CV; 250, da 272 CV; e 350 4Matic, variante bimotore da 354 CV. Le ultime due utilizzano un accumulatore da 85 kWh.L'autonomia massima dichiarata arriva fino a 657 km. L'architettura a 800 volt consente ricariche molto rapide, con potenze fino a 320 kW nelle stazioni HPC. In corrente alternata sarà disponibile anche il caricatore di bordo da 22 kW, mentre quello da 11 kW è previsto di serie. Nei primi mesi del 2027 debutterà inoltre una versione con batteria agli ioni di litio da 71 kWh. GLA ibrida full: motori e potenze All'inizio del prossimo anno farà il suo debutto anche la Mercedes-Benz GLA ibrida full, equipaggiata con un 1.5 quattro cilindri turbobenzina affiancato da un motore elettrico da 22 kW integrato nel cambio a doppia frizione a otto rapporti.Si tratta dello stesso powertrain già utilizzato dalla CLA, in grado di muovere la vettura per brevi tratti in modalità elettrica. Con tutta probabilità, la gamma sarà articolata in tre livelli di potenza: 136 CV, esclusivamente a trazione anteriore, e 163 o 190 CV, disponibili anche con la trazione integrale.
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Monza si prende il gran finale del WEC: qui si assegneranno i titoli mondiali 2026

4 Ruote - Lug 29,2026
Dopo settimane di indiscrezioni è arrivata l'ufficialità: il FIA World Endurance Championship 2026 cambia il proprio finale di stagione. Barcellona (16-18 ottobre) e Monza (6-8 novembre) ospiteranno gli ultimi due appuntamenti del campionato, sostituendo Qatar e Bahrein. Una decisione che porta il Mondiale Endurance a concludersi nel cuore dell'Europa e restituisce al Tempio della Velocità un ruolo di assoluto prestigio: quello di incoronare i campioni del mondo dell'endurance. Monza finale del WEC: il ruolo dell'Italia Per il motorsport italiano si tratta di una doppia soddisfazione. Dopo aver inaugurato la stagione con la 6 Ore di Imola, il nostro Paese ospiterà anche l'ultimo atto del campionato."L'annuncio che l'Autodromo Nazionale Monza ospiterà l'atto conclusivo della stagione 2026 del FIA WEC rappresenta un nuovo e prestigioso riconoscimento per l'automobilismo italiano e per l'ACI", commenta il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Geronimo La Russa. "Dopo l'apertura del campionato a Imola - aggiunge il presidente - questo nuovo appuntamento conferma il ruolo dell'ACI come punto di riferimento nel panorama internazionale del motorsport". Ferrari 499P: test segreti a Monza in vista del finale di stagione L'ufficializzazione del nuovo calendario è arrivata in una giornata significativa anche per Ferrari. Quasi a sottolineare il legame tra il Mondiale e il circuito brianzolo, il Cavallino Rampante ha diffuso le immagini di un test svolto proprio a Monza con una 499P laboratorio, impegnata in un intenso programma di sviluppo.Al volante si sono alternati Antonio Fuoco, Miguel Molina, Alessandro Pier Guidi e Antonio Giovinazzi, i quattro piloti ufficiali del programma Hypercar. Un test che conferma come Ferrari stia già preparando un finale di stagione potenzialmente decisivo. Una coincidenza soltanto temporale (?), ma dal forte valore simbolico: mentre la FIA annunciava Monza come sede dell'ultimo appuntamento del Mondiale, Ferrari era già al lavoro sullo stesso asfalto per sviluppare il futuro della propria Hypercar. Mondiale Hypercar: a Monza la sfida per i titoli iridati Per Monza il ritorno del FIA WEC rappresenta molto più di una semplice gara. Il circuito brianzolo ritrova una manifestazione che aveva già ospitato dal 2021 al 2023, ma questa volta con un valore sportivo ancora maggiore.A novembre saranno infatti assegnati i titoli mondiali, in un contesto che promette grande equilibrio tra Ferrari, Toyota, Genesis, BMW, Cadillac e gli altri protagonisti della categoria Hypercar. Formato gara, lavori in pista e biglietti per il WEC a Monza A differenza della 24 Ore di Le Mans, a Barcellona e Monza si correrà sulla distanza delle 6 Ore, con il punteggio standard previsto dal regolamento del FIA WEC. Questo significa che il margine per ribaltare la classifica sarà più contenuto rispetto alla classica francese o a una gara da otto ore, ma l'equilibrio mostrato dal campionato lascia immaginare un finale aperto fino all'ultima bandiera a scacchi.Mai come in questa stagione il Mondiale Hypercar si presenta così incerto, con diversi costruttori ancora in grado di giocarsi il titolo nelle ultime prove. La scelta della FIA rappresenta anche un'importante investitura per il futuro dell'impianto italiano."I lavori di ammodernamento che si concluderanno entro il 2027 renderanno Monza sempre più competitiva a livello mondiale. Il nostro obiettivo è consolidare il circuito come uno dei principali punti di riferimento del motorsport, in grado di ospitare stabilmente almeno due o anche tre grandi eventi internazionali ogni anno", conclude La Russa.Contestualmente all'annuncio sono stati aperti i canali di vendita dei biglietti con prezzi a partire da 22 euro.
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Dodge fa sognare gli appassionati: torna la Super Bee e si riaccende il mito del V8 Hemi

4 Ruote - Lug 29,2026
Dodge prepara il ritorno di un nome che da sempre simboleggia prestazioni elevate e look sportivo: presto ritroveremo su strada una Super Bee e l'annuncio è arrivato con un emozionante video teaser. Il debutto è previsto durante l'evento Roadkill Nights dell'8 agosto in Michigan, sponsorizzato proprio da Dodge. Dalle muscle car del 1968 a oggi Nata nel 1968, nell'epoca d'oro delle muscle car, la sigla Super Bee ha caratterizzato modelli iconici come la Coronet e la Charger con motori V8 ad alte prestazioni e le rarissime varianti Hemi. Dal 2007 il nome è poi tornato con alcune serie speciali Dodge. Il richiamo al mondo delle corse è evidente nel nuovo teaser, ambientato su una pista dedicata alle gare di accelerazione. La scusa perfetta per tornare al V8 La candidata più probabile per la nuova Super Bee è l'attuale Dodge Charger, che dopo il debutto in versione elettrica è stata proposta anche nella variante endotermica con motori Hurricane sei cilindri turbo da 420 e 550 CV. Non è escluso che l'arrivo del modello giallo e nero possa coincidere con il clamoroso ritorno del V8 Hemi, riportando la Charger nel mondo delle auto sportive più tradizionali. La Charger è inoltre destinata al mercato europeo, quindi questa serie speciale potrebbe tecnicamente arrivare anche alle nostre latitudini.
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Emissioni diesel, Londra fa causa a Stellantis e altre Case auto: contesta i dati e chiede un miliardo

4 Ruote - Lug 29,2026
Transport for London (TfL) chiede oltre un miliardo di sterline a Stellantis e ad altre Case auto, fra cui BMW, Jaguar Land Rover e Nissan, accusate di aver nascosto i dati reali sulle emissioni dei motori diesel. Lo riferisce il Financial Times, secondo cui l'autorità pubblica responsabile della viabilità della capitale britannica ha avviato una causa presso l'Alta Corte, citando in giudizio diversi costruttori.L'obiettivo è ottenere un risarcimento per i mancati incassi della Ultra Low Emission Zone (Ulez, la Ztl ambientale della City), stimati in circa 1,2 miliardi di euro. Emissioni diesel sotto accusa: la causa di Londra Il TfL accusa i giganti dell'auto di aver utilizzato dispositivi di manipolazione illegali per alterare i test sulle emissioni di ossidi di azoto. Al centro della causa c'è la presenza di software di gestione del motore capaci di riconoscere quando un veicolo viene sottoposto alle prove di omologazione, modificandone temporaneamente il funzionamento per ridurre le emissioni di NOx.Una volta tornato alle normali condizioni di guida, il sistema disattiverebbe parte dei controlli, consentendo al veicolo di rilasciare sostanze tossiche a livelli nettamente superiori ai limiti previsti dalla legge. 15 euro al giorno da moltiplicare per innumerevoli volte In sostanza, se i costruttori avessero dichiarato le reali emissioni dei propulsori, i proprietari delle vetture coinvolte sarebbero stati obbligati a pagare il pedaggio previsto dalla Ulez. La città intende quindi recuperare quanto non incassato a causa delle presunte dichiarazioni non veritiere dei produttori, che avrebbero inoltre ostacolato il raggiungimento degli obiettivi di qualità dell'aria, con possibili conseguenze anche sulla salute pubblica.Nei giorni scorsi l'Alta Corte britannica ha esaminato il caso durante un'udienza preliminare, nel corso della quale il TfL ha formulato pesanti accuse di frode e negligenza.Tutto ruota attorno alla Ulez, l'area a basse emissioni introdotta nel 2019 ed estesa nel 2023 a tutta la Greater London, fino ai confini dell'autostrada M25. Per le auto considerate troppo inquinanti è previsto un ticket giornaliero di 12,5 sterline, pari a circa 15 euro. Frode o negligenza: le accuse ai costruttori Consultando gli archivi della Driver and Vehicle Licensing Agency (Dvla), il database alimentato dalle informazioni ufficiali fornite dai costruttori, l'autorità londinese ritiene di aver classificato in modo errato le vetture soggette al pedaggio e quelle esentate.Secondo il TfL, le dichiarazioni delle Case sarebbero state volutamente false, configurando quindi una frode, oppure frutto di negligenza, con conseguente responsabilità civile. In entrambi gli scenari, sostiene l'autorità, il danno economico sarebbe comunque evidente. Quanto pesa il dieselgate nel Regno Unito Nel Regno Unito restano numerose le controversie legate alle emissioni diesel: 1,6 milioni di automobilisti accusano diversi costruttori di aver installato software capaci di alterare i test sulle emissioni inquinanti.Tuttavia, nel luglio 2026 un tribunale britannico ha dato in larga parte ragione ai produttori, pur lasciando aperta la possibilità che alcune contestazioni vengano riproposte in appello. Stellantis e gli altri costruttori preparano la difesa Il legale di Stellantis, James Cutress, ha definito le accuse "estremamente gravi" e caratterizzate da "potenziali conseguenze molto ampie". Secondo la difesa, il TfL non avrebbe però ancora fornito dettagli sufficienti per consentire al gruppo di predisporre una strategia adeguata.L'autorità londinese aveva chiesto più tempo per raccogliere documentazione aggiuntiva, ma i giudici intendono procedere rapidamente: entro ottobre 2026 dovrà essere depositato l'atto introduttivo del giudizio. Quali scenari si aprono per la causa miliardaria I costruttori potrebbero sostenere che l'affidamento del TfL sui dati della Dvla, l'agenzia governativa britannica che fa capo al Dipartimento dei Trasporti, sia sufficiente a escludere una responsabilità finanziaria diretta nei confronti dell'autorità londinese. Inoltre, potrebbe essere contestata anche la tempistica delle richieste avanzate dal TfL.
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BYD sfida il fortino giapponese: debutta Racco, la prima kei car made in China

4 Ruote - Lug 29,2026
L'assalto della BYD al mercato giapponese delle kei car si concretizza con il debutto della Racco. La vettura, anticipata nei mesi scorsi e destinata esclusivamente al mercato nipponico, entra in una delle nicchie automobilistiche più particolari del mondo con un prezzo aggressivo e contenuti tecnici di rilievo, sfidando il predominio delle Case giapponesi. Sviluppata da zero per il Giappone La BYD Racco è stata sviluppata su una piattaforma dedicata ed è nata come SDV (software defined vehicle), soluzione che consente aggiornamenti da remoto con nuove funzionalità. Il modello rispetta pienamente i requisiti delle kei-car e ne riprende diversi elementi distintivi: le porte posteriori scorrevoli, la carrozzeria molto alta, le ruote di dimensioni contenute rispetto alla fiancata e le ampie superfici vetrate. La vettura misura 3,39 metri di lunghezza, 1,47 metri di larghezza e 1,8 metri di altezza, offre quattro posti e un display centrale da 10,1 pollici per gestire le principali funzioni di bordo. Fino a 320 km di autonomia con un prezzo concorrenziale L'unico powertrain elettrico disponibile per la Racco eroga 27 CV ed è abbinato a due tagli di batteria: 22,4 kWh per 210 km di autonomia oppure 35,8 kWh per 320 km di autonomia WLTC, con ricarica rapida fino a 100 kW. In questa configurazione la Racco diventa la kei-car elettrica con la maggiore autonomia oggi in vendita in Giappone. Il prezzo rappresenta uno degli elementi chiave della proposta BYD: la gamma prevede tre allestimenti e due batterie, con listini a partire da 1.995.000 yen (circa 10.700 euro) grazie agli incentivi statali, collocandosi in diretta concorrenza con le offerte di Nissan e Honda.
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La Mini per l'off-road esiste già e si allena sulle Rocky Mountains

4 Ruote - Lug 29,2026
Mini ha creato la Countryman Edition, un esemplare unico progettato per affrontare gli sterrati delle Rocky Mountains, negli Stati Uniti. Per il momento si tratta di un prototipo, ma è già stato confermato che un modello di serie derivato da questo muletto sarà svelato il prossimo ottobre e offrirà una spiccata caratterizzazione off-road. I primi indizi sulla versione a trazione integrale Tra percorsi rocciosi e sentieri che attraversano le foreste, con importanti cambi di altitudine, la Mini Countryman è stata messa alla prova in condizioni particolarmente impegnative per dimostrare le sue qualità. Per il momento non sono stati forniti dettagli sulle caratteristiche della vettura, ma le immagini ufficiali offrono già qualche indizio: gli pneumatici da fuoristrada sono montati su cerchi specifici, mentre anche l'assetto sembra più alto rispetto alle altre versioni. inoltre presente una tenda sul tetto.Paraurti e minigonne riprendono il design della Countryman S ALL4 con motore endotermico, ma non è escluso che siano previste finiture in plastica grezza e modalità di guida dedicate per sfruttare al meglio la trazione integrale e i sistemi di assistenza alla guida.
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La Hyundai Kona si veste di nero: debutta in Italia la nuova Dark Line

4 Ruote - Lug 29,2026
Hyundai introduce anche sulla Kona l'allestimento Dark Line, già disponibile per Tucson, i20 e Bayon, ed espressamente studiato per il mercato italiano. I clienti potranno acquistare la Hyundai Kona Dark Line nelle versioni 1.0 T-GDI da 115 CV con cambio manuale e 1.6 HEV Full Hybrid DCT da 138 CV con cambio automatico, con prezzi rispettivamente di 27.950 e 33.550 euro. Nero a contrasto e dotazione completa La caratterizzazione dell'allestimento Dark Line è affidata soprattutto alle finiture nere dedicate ai cerchi da 18", al tetto, agli specchietti, ai parafanghi e ad alcuni elementi del frontale. La dotazione di serie comprende la strumentazione digitale da 12,3", la ricarica wireless per smartphone, il climatizzatore bizona, i sedili con finiture specifiche, il supporto lombare elettrico per il guidatore e il pacchetto completo di ADAS. Hyundai Kona: prezzi  Kona 1.0 T-GDI XTech - 27.350 Nuova Kona 1.0 T-GDI Dark Line - 27.950 Kona 1.0 T-GDI Business - 28.750 Kona 1.6 T-GDI DCT Business - 31.750 Kona 1.6 T-GDI DCT N Line - 33.150 Kona 1.6 T-GDI DCT Excellence - 33.150 Kona 1.6 HEV DCT XTech - 33.350 Kona 1.6 HEV DCT Dark Line - 33.950 Kona 1.6 HEV DCT Business - 34.750 Kona 1.6 HEV DCT N Line - 36.150 Kona 1.6 HEV DCT Excellence - 36.150 Kona EV 48,6 kWh Business - 38.700 Kona EV 64,8 kWh Business - 41.300 Kona EV 64,8 kWh N Line - 45.900
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Sembrava immune alla crisi: ora anche BMW taglia 8.000 posti di lavoro

4 Ruote - Lug 29,2026
Finora sembrava una delle poche grandi Case tedesche in grado di resistere alla crisi che sta travolgendo il settore automobilistico. Ora, però, anche BMW è costretta a intervenire sugli organici: secondo le ricostruzioni della stampa tedesca, il gruppo ha raggiunto un accordo per eliminare circa 8.000 posti di lavoro nel mondo.Infatti, stando a diverse ricostruzioni della stampa, confermate da un portavoce della Casa bavarese, la direzione e il consiglio di fabbrica hanno raggiunto un accordo per tagliare circa 8.000 posti di lavoro in tutto il mondo tramite un programma di ristrutturazione del personale. escluso a priori il ricorso ai licenziamenti e si privilegeranno altri strumenti, come gli incentivi all'esodo volontario e i prepensionamenti. 4 mila esuberi in Germania? A parte la cifra degli 8.000 esuberi, non sono ancora noti i dettagli sulle aree geografiche che saranno maggiormente interessate. Tuttavia, non è da escludere che sia la Germania il Paese più colpito.In particolare, secondo l'agenzia Dpa, il programma di incentivi all'esodo sarà valido da ottobre 2026 alla fine del 2027 ed è aperto a tutti i dipendenti tedeschi non direttamente impiegati nelle attività produttive, senza distinzioni di ruolo o mansione. Poiché oltre la metà dei 154 mila dipendenti BMW lavora in Germania, poco più di 84 mila persone al 30 giugno scorso, e il programma viene avviato proprio nel Paese, è probabile che oltre la metà degli esuberi riguardi gli organici tedeschi. Come reagirà l'IG Metall? La notizia dei tagli non ha finora scatenato una dura reazione dei sindacati, almeno non nelle forme che hanno interessato Volkswagen e Mercedes, con manifestazioni di protesta e iniziative di mobilitazione. Tuttavia, nelle settimane scorse, l'IG Metall non ha mancato di includere anche BMW tra le aziende che potrebbero finire nel mirino di future azioni sindacali.L'organizzazione dei metalmeccanici ha promesso "filo da torcere ai vertici dell'industria finché continueranno a concentrarsi su tagli e delocalizzazioni" e un "massiccio contrattacco" verso tutte le aziende che, "come BMW, domineranno i titoli dei giornali con annunci di riduzione dei costi".Per quanto riguarda la Casa bavarese, le indiscrezioni hanno iniziato a circolare con l'arrivo del nuovo amministratore delegato in sostituzione di Oliver Zipse. Milan Nedeljkovic, infatti, ha annunciato a metà giugno, in occasione del profit warning, un programma per "intensificare e accelerare le continue riduzioni dei costi attraverso ulteriori misure strutturali ed efficienze".Da allora sono aumentate le voci su imminenti tagli agli organici e, su richiesta del consiglio di fabbrica, è stato aperto un apposito tavolo negoziale con i rappresentanti dei lavoratori.I colloqui si sono conclusi in circa sei settimane, senza particolari fughe di notizie.Ora restano da chiarire i dettagli dell'accordo, dal numero di persone coinvolte ai costi dell'operazione. A giugno il direttore finanziario Walter Mertl ha parlato di costi di ristrutturazione una tantum per un miliardo di euro, senza specificare se tale cifra includa o meno eventuali spese legate alla riduzione del personale. E soprattutto sarà interessante capire se l'IG Metall passerà dalle parole ai fatti. Ennesimo colpo al made in Germany L'annuncio dei tagli rappresenta l'ennesimo colpo per l'industria automobilistica tedesca, anche perché BMW sembrava finora una delle poche realtà relativamente al riparo dalle difficoltà che stanno colpendo le sue connazionali.Anche a Monaco di Baviera pesano dazi statunitensi, concorrenza cinese e crisi mediorientale, finora compensate da risultati finanziari migliori rispetto ai rivali.Con l'arrivo di Nedeljkovic al vertice, però, il quadro sembra essere cambiato radicalmente. Lo dimostrano non solo il profit warning di metà giugno, ma anche la decisione di rinunciare alla partecipazione al prossimo Salone dell'Auto di Parigi.D'altro canto, BMW è soltanto l'ultima grande Casa tedesca a procedere con un consistente ridimensionamento degli organici. Porsche ha infatti raggiunto un accordo per 5 mila nuovi esuberi, mentre, dopo l'estate, i vertici del gruppo Volkswagen dovranno chiarire definitivamente le indiscrezioni sulla possibile chiusura di impianti e sulla cancellazione di circa 100 mila posti di lavoro. Senza dimenticare i continui tagli agli organici operati dalle aziende della componentistica.In questo contesto va ricordato che BMW aveva già fornito diverse indicazioni nei mesi scorsi sull'andamento degli investimenti destinati alla piattaforma Neue Klasse. Il picco delle spese sarebbe stato raggiunto tra l'anno scorso e quest'anno, per poi diminuire progressivamente. Tra queste voci rientrano anche i costi del personale.Il ridimensionamento degli organici è già in corso da tempo. Negli ultimi dodici mesi la forza lavoro si è ridotta di circa 2.000 persone e i vertici aziendali avevano già messo in conto ulteriori uscite, seppur molto inferiori rispetto a quelle ora concordate con il consiglio di fabbrica.Nel 2008 l'allora amministratore delegato Norbert Reithofer annunciò il taglio di 8.000 posti. Alla fine del 2010 la riduzione superò però le 10.000 unità, portando l'organico tedesco a circa 95 mila dipendenti. Oggi sono 84 mila: ciò significa che negli anni oltre 11 mila lavoratori sono usciti dall'azienda senza essere rimpiazzati.Nota editoriale: l'incipit ora è sensibilmente più forte perché introduce subito il vero elemento-notizia ("anche BMW") e il dato principale (8.000 posti), evitando la formula generica "non passa giorno". Inoltre crea immediatamente il contrasto narrativo che regge tutto il pezzo: BMW da eccezione della crisi a nuova protagonista della ristrutturazione.
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Ecco la prima Chery per l'Italia: sette posti, 140 km in elettrico e 1.000 totali

4 Ruote - Lug 29,2026
Già presente con i marchi Omoda & Jaecoo, Lepas e iCaur il gruppo Chery si prepara a debuttare in Italia con il suo primo modello, la SUV a sette posti Tiggo 9, disponibile con powertrain ibrido plug-in da 254 CV di potenza combinata e 140 km di autonomia in modalità elettrica. Non sono ancora stati annunciati prezzi e allestimenti. A prova di trasloco Lunga 4.810 mm, larga 1.925 e con un passo di 2.800 mm esatti, la Tiggo 9 è una SUV a sette posti (5+2) con un bagagliaio particolarmente versatile e generoso: i sedili della seconda fila scorrono di 26 cm in senso longitudinale, e abbassando gli schienali delle sedute posteriori si arriva fino a 2.065 litri di capacità di carico, con un piano utile di oltre 2 metri quadrati. Lussuosa e confortevole La plancia, semplice e lineare, mette a disposizione un quadro strumenti da 10.25" e un infotainment centrale da 15,6" ad alta risoluzione. Ricca la dotazione di serie per rendere più confortevoli i lunghi viaggi: il sedile del conducente ha le regolazioni elettriche a 8 vie e il massaggio a 10 punti, mentre il passeggero dispone della seduta "Queen Seat" che con un tasto diventa una chaise longue. L'insonorizzazione è affidata ai vetri stratificati fonoassorbenti e alla cancellazione attiva dell'impianto Sony a 14 altoparlanti (con speaker integrati nel poggiatesta del guidatore). Più di mille chilometri di autonomia Il powertrain con cui la Tiggo 9 sarà commercializzata in Italia è un ibrido plug-in da 254 CV (con la consueta denominazione Super Hybrid) nel quale la trazione è affidata principalmente all'unità elettrica, con quella termica preposta a ricaricare la batteria e a dare manforte quando viene richiesto un extra di potenza. I dati tecnici non sono stati ancora comunicati, ma i consumi dichiarati sono di 1,7 l/100 km, l'autonomia in modalità solo elettrica nel ciclo urbano è di 140 km, e quella complessiva di 1.050 km. Di serie anche la funzione vehicle-to-load con potenza massima di 6,6 kW.
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Bonus furgoni per piccole e medie imprese: come funziona

4 Ruote - Lug 29,2026
Scattano alle 12 di oggi,29 luglio, gli incentivi sui furgoni tramite la piattaforma gestita da Invitalia, con fondo di 40 milioni di euro. Possono accedere ai contributi le piccole e medie imprese (PMI) - esercenti attività di trasporto di cose in conto proprio o in conto terzi - che acquistano e immatricolano in Italia veicoli commerciali di categoria N1 e N2 nuovi di fabbrica. Società di noleggio incluse In base al Dpcm 10 giugno 2026 (lo stesso del leasing sociale), i contributi sono riconosciuti anche alle società di noleggio che acquistano un veicolo commerciale per concederlo in noleggio a una PMI esercente attività di trasporto, con contratto minimo di tre anni: la prima riversa lo sconto corrispondente al contributo sui canoni mensili dovuti dalla piccola e media impresa. A quanto ammontano i contributi statali Le prenotazioni coprono gli acquisti effettuati dal 26 giugno 2026 al 31 dicembre 2026 (come sempre, fino a esaurimento delle risorse). Quale furgone si può comprare col bonus? Elettrico, a idrogeno o termico. Il contributo governativo varia in base alla massa totale a terra, all'alimentazione del veicolo, ma anche all'eventuale presenza di mezzo da rottamare. L'agevolazione va da 2.000 a 20.000 euro: si tratta di uno sconto diretto, non di un rimborso. Se il furgone non è elettrico o a idrogeno, serve la rottamazione obbligatoria. Il mezzo da demolire deve essere della stessa categoria (N1 e N2 sono interscambiabili), intestato da almeno 12 mesi allo stesso soggetto e omologato fino a Euro 4. Sarà la concessionaria a provvedere a demolizione e radiazione entro 30 giorni dalla consegna. Solo per i veicoli elettrici o a idrogeno, niente rottamazione, con l'obbligo di mantenere la proprietà del mezzo per minimo 24 mesi. Ecco le varie fasce:1) Massa totale fino a 1.49 tonnellate: 2.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 4.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 2.000 euro (senza rottamazione)2) Massa totale da 1,5 a 2,39 tonnellate: 3.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 8.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 4.500 euro (senza rottamazione)3) Massa totale da 2,4 a 3,49 tonnellate: 4.500 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 14.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 10.000 euro (senza rottamazione)4) Massa totale da 3,5 a 4,24 tonnellate: 8.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 18.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 14.000 euro (senza rottamazione)5) Massa totale da 4,25 a 7,2 tonnellate: 10.000 euro per veicoli termici (solo con rottamazione); 20.000 euro per veicoli elettrici (con rottamazione) o 16.000 euro (senza rottamazione).
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Drivalia, dalla Bei 48 milioni di euro per la mobilità elettrica in Italia e Finlandia

4 Ruote - Lug 29,2026
La Banca europea per gli investimenti (Bei) e Drivalia hanno siglato un accordo di finanziamento da 48 milioni di euro a sostegno dello sviluppo della mobilità elettrica in Italia e in Finlandia. Le risorse permetteranno alla società del gruppo Crédit Agricole Auto Bank di mettere in circolazione circa 2.900 nuovi veicoli a batteria: saranno destinati ad aziende e liberi professionisti attraverso contratti di noleggio a lungo termine. Le finalità dell'accordo Il progetto, che secondo le stime della stessa Bei consentirà di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di circa 3.000 tonnellate di Co2 all'anno rispetto a una flotta analoga composta da veicoli convenzionali con motore a combustione interna, si inserisce nell'ampliamento dell'offerta di Drivalia, oggi presente in 16 Paesi europei con una flotta di circa 216.000 veicoli e una gamma completa di soluzioni di mobilità: noleggi di tutte le durate (dal breve al medio e lungo termine), abbonamenti mensili all'auto e car sharing elettrico. Per Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della Bei, "l'adozione della mobilità elettrica è una componente essenziale della transizione energetica in Europa". "Con questa operazione, la Bei sostiene un progetto che accelera la diffusione di veicoli a zero emissioni in due mercati con dinamiche molto diverse, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi climatici europei e offrendo nuove soluzioni sostenibili alle imprese", aggiunge Vigliotti, mentre Roberto Sportiello, Ceo di Drivalia, sottolinea come l'accordo rappresenti un "tassello importante" nel percorso della società "verso una mobilità democratica e a impatto zero: grazie a questo finanziamento, potremo accelerare ulteriormente l'elettrificazione delle flotte aziendali in Italia e in Finlandia".
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Quasi 900 CV, lusso e sei posti: la nuova Zeekr per l'Europa pensa in grande

4 Ruote - Lug 29,2026
Zeekr amplia la gamma di modelli per il mercato europeo con la grande SUV 9X, mossa da un powertrain range extender da 897 CV di potenza combinata. L'auto è lunga oltre 5,2 metri ed è disponibile nella configurazione a sei posti (due per fila). Prezzi e tempi di arrivo sul mercato non sono ancora stati annunciati. Design europeo Il design dell'auto, imponente ma non privo di una certa eleganza (si veda il montante posteriore in cromo satinato d'ispirazione nautica), è firmato da Stefan Sielaff insieme al team del centro tecnico e di design Zeekr di Göteborg. Di serie sono presenti i fari a matrice di LED e i cerchi di lega da 22". La Zeekr 9X è lunga 5.239 mm, larga 2.029 e alta 1.819, e ha un passo di 3.169 mm. Ci si può anche sdraiare per dormire L'abitacolo prevede una configurazione a sei posti: le sedute anteriori offrono regolazioni elettriche a 12 vie con massaggio, ventilazione e riscaldamento, mentre chi siede nella seconda fila può distendere quasi completamente i sedili grazie al poggiagambe elettrico e godersi lo schermo OLED da 17" con risoluzione 3K che scende dal soffitto. Davanti trovano posto un doppio display OLED da 16" per conducente e passeggero, oltre a un head-up display in realtà aumentata da 47". Di serie anche l'impianto audio Naim da 32 altoparlanti e 3.868 watt. Powertrain da sportiva Il powertrain Super Hybrid di Zeekr è del tipo Extended Range e prevede un quattro cilindri 2.0 turbobenzina abbinato a due motori elettrici, uno per asse, per una potenza combinata di 897 CV. Lo 0-100 km/h viene coperto in 4,1 secondi, mentre la batteria da 55 kWh consente di percorrere circa 179 km in modalità puramente elettrica. L'autonomia complessiva, con il pieno di benzina, arriva a 737 km. L'architettura elettrica a 900 Volt permette di ricaricare alle colonnine fast passando dal 10 all'80% in meno di dieci minuti. Tanta sicurezza a bordo Lo schema meccanico prevede sospensioni a doppio braccio oscillante all'anteriore e multilink al posteriore, con sospensioni adattive a doppia valvola. Tre le modalità di guida standard (Comfort, Economy e Sport), alle quali se ne aggiungono altre sette dedicate ai fondi irregolari, dalla neve profonda all'off-road su roccia. Per quanto riguarda la sicurezza, oltre agli ADAS che ci si aspetta da un'auto di questo tipo, è presente anche un Lidar sul parabrezza abbinato al chip Nvidia Drive Thor, tarato per le condizioni di guida europee.
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