Numismatica - La Ferrari 499P diventa una moneta doro: ecco quanto costa e quando si potrà comprare
Un tributo all'eccellenza italiana nella sua forma più alta: così l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha definito l'inserimento in catalogo della moneta d'oro dedicata alla Ferrari 499P, la hypercar ibrida che ha vinto il Mondiale Endurance nel 2025, e del trittico in argento ispirato alle vetture stradali F80 e 296 Speciale. La presentazione della Collezione Numismatica 2026 della Repubblica Italiana, alla quale sono intervenuti il ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il presidente e l'amministratore delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Perrone e Michele Sciscioli, e il comandante generale della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro, si è confermata un vero e proprio racconto dei valori, della storia e delle eccellenze del Paese. Tra queste eccellenze rientra la Casa di Maranello, definita come un'icona assoluta del Made in Italy, simbolo di innovazione tecnologica, fascino e competizione. In oro a tiratura limitataAl vertice della collezione si trova la moneta oncia d'oro dedicata alla 499P. La moneta sarà coniata in oro 999,9% e verrà emessa in tiratura limitata a 499 esemplari. Sul fronte comparirà la vettura con la scritta Campione del mondo Endurance 2025, mentre sul retro sarà presente il Cavallino Rampante. L'IPZS ha già condiviso diversi dettagli tecnici: finitura Reverse Proof, diametro di 28 mm, peso di 31,104 grammi, valore nominale di 100 euro e prezzo fissato a 4.450 euro. Le vendite partiranno il 4 giugno 2026. Un trittico in argentoAssieme ald altre due Ferrari, le supercar F80 e 296 Speciale, la 499P sarà inoltre protagonista di un trittico oncia d'argento con valore nominale di 6 euro per ciascuna moneta. Sul fronte sono raffigurate tre differenti prospettive delle vetture, mentre sul retro torna il Cavallino Rampante. Anche in questo caso la finitura sarà Reverse Proof, con peso identico di 31,104 grammi. Il diametro sale a 37,20 mm e la tiratura raggiunge i 5.000 esemplari. Il prezzo del trittico, in vendita dal 4 giugno, sarà di 350 euro. Non solo autoLa Collezione Numismatica 2026 dedica inoltre ampio spazio ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, con due monete in oro da 20 e 50 euro e una speciale moneta d'argento da 4 euro. Tra le prime emissioni da 2 euro Reverse Proof ci sarà quella dedicata all'800 anniversario della morte di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia, ricorrenza che dal 2026 diventerà festa nazionale.
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F1, Test Bahrain - McLaren davanti con Norris, Audi catalizza l'attenzione dei tecnici
La prima giornata di test in Bahrain si chiude con la McLaren davanti a tutti, ma come è giusto ricordare durante ogni sessione di prove, il singolo giro cronometrato dice meno di quanto sembri. Per onore di cronaca, Lando Norris ha firmato il miglior riferimento in 1'34669 nella sessione pomeridiana, primo a scendere sotto il muro dell'1'35 su una pista finalmente più gommata dopo una mattinata passata alle prese fra sabbia e grip precario. Dietro di lui Max Verstappen, staccato di 129 millesimi con la sua Red Bull. Terzo Charles Leclerc con la Ferrari, a mezzo secondo.Se si guarda al confronto con il passato, l'impressione è chiara: siamo ancora molto lontani dal vero potenziale delle monoposto 2026. La pole di Oscar Piastri lo scorso anno era stata un 1'29841: oggi parliamo di circa cinque secondi in più, con mappature motore conservative, tanto carburante a bordo e programmi diversi tra squadra e squadra. Ferrari: tanti giri e testa bassaIn casa Ferrari la giornata è stata costruita sull'accumulo di dati, più che sulla ricerca del giro secco. Leclerc ha chiuso terzo, ma il vero numero interessante è un altro: 80 giri per il monegasco, sommati ai 52 di Lewis Hamilton al mattino fanno oltre due gran premi sul tracciato di Sakhir.La SF-26, almeno in questa fase, ha girato in configurazione base. L'obiettivo dichiarato è capire prima la piattaforma, poi iniziare a stratificarci sopra aggiornamenti mirati. Hamilton in questo senso è stato chiaro: Con la vettura base stiamo ancora provando tante cose diverse, stiamo cercando di trovare la finestra in cui lavora meglio: come ottimizzare le gomme, il pacchetto aerodinamico, l'altezza da terra, il bilanciamento meccanico.La mattinata del sette volte iridato è stata tutt'altro che semplice: pista green, tanta sabbia, vento trasversale e persino un testacoda innocuo nelle prime ore di lavoro. In chiusura di turno Hamilton ha parlato di monoposto con molto meno carico aerodinamico, più corte e leggere, ma anche più divertenti da guidare, con un feeling che ha paragonato quasi a un rally per il modo in cui si muovono quando il retrotreno si slega. Audi R26 molto diversa da BarcellonaSe c'era una vettura che tutti volevano vedere da vicino oggi, quella era l'Audi R26. Non tanto per i tempi Nico Hulkenberg ha chiuso nono, a un decimo dall'Alpine di Gasly quanto per il pacchetto aerodinamico completamente nuovo rispetto allo shakedown di Barcellona.A Hinwil hanno portato un'interpretazione estremizzata del concetto zero pod lanciato dalla Mercedes nel 2022. Le bocche dei radiatori non sono più orizzontali e larghe, ma strette e verticali, aderenti al telaio. Il volume classico del sidepod, visto alla presentazione di Berlino, è stato letteralmente svuotato: lo spazio esterno è liberato spostando il cono antintrusione il più indietro possibile, come consentito dal regolamento. Da fuori si nota una fiancata che quasi scompare in corrispondenza degli specchietti, lasciando un canale pulito per l'aria diretta verso il retrotreno. una soluzione che va oltre quanto visto sulla Mercedes W13, sempre nella logica dell'effetto suolo, e che suggerisce un importante ripensamento del layout dei radiatori. Per ottenere una carrozzeria così rastremata, è verosimile che parte della massa radiante sia stata sagomata e collocata sopra il V6, con un packaging interno molto aggressivo. Il risultato è una fiancata sinuosa, dall'andamento inedito per una F1 moderna, quasi un omaggio aggiornato al 2026 a certe soluzioni a bocca verticale viste sulla Ferrari 640 di John Barnard nel 1989.L'Audi oggi ha messo insieme 122 giri complessivi, segnale importante dopo i problemi emersi allo shakedown. Hulkenberg ha però causato una delle due bandiere rosse di giornata, fermandosi alla penultima curva a inizio sessione pomeridiana. Power unit Ferrari, segnali incoraggiantiDietro a Leclerc, la quarta posizione di Esteban Ocon con la Haas dà un altro indicatore utile sul chilometraggio delle power unit Ferrari. Il francese ha messo insieme 115 giri, risultando uno dei maratoneti di giornata, mentre il totale conseguito dai propulsori di Maranello sale a 354 giri se si sommano anche quelli della Cadillac di Valtteri Bottas e Sergio Perez. Il messicano ha chiuso 14, il finlandese 16, con in mezzo l'Audi di Gabriel Bortoleto. Mercedes, profilo bassoIn casa Mercedes-AMG Petronas il cronometro racconta una storia lontana dalla realtà: George Russell è sesto a quasi un secondo e mezzo da Norris, Andrea Kimi Antonelli è 11 a quasi tre secondi. Il giovane italiano è sceso in pista solo nel finale di sessione pomeridiana, complice un problema individuato sulla W17 che ha ritardato il programma.La Mercedes sembra aver scelto un lavoro a basso profilo, verosimilmente orientato alla caratterizzazione del nuovo powertrain di Brixworth e a verifiche di base su raffreddamenti e gestione dell'energia. Nessun tentativo di tempo vero, nessuna ricerca del colpo a effetto. I riscontri arriveranno quando il team deciderà di alzare il livello delle mappature: per ora, l'impressione è quella di una squadra che preferisce nascondere le carte. A centro gruppoLa Top 10 si chiude con Alexander Albon e la Williams, forte di 145 giri complessivi: uno dei chilometraggi più robusti del gruppo, tanto più significativo se si considera che la squadra ha saltato lo shakedown di Barcellona senza apparenti contraccolpi. Carlos Sainz, al mattino, ha chiuso 13 su pista decisamente più sporca.Giornata a due facce per Racing Bulls: al mattino l'esordiente Arvid Lindblad ha completato 75 giri, praticamente un gran premio e mezzo, ma nel pomeriggio la VCARB03 non è più uscita dai box per un problema tecnico. Per Aston Martin la situazione è ancora più complicata: Lance Stroll ha chiuso con soli 36 giri, frenato da un guasto che ha interrotto il lavoro sulla nuova AMR26.La Alpine ha vissuto una giornata difficile: oltre alla bandiera rossa causata da Franco Colapinto fermo in pista al mattino per un problema tecnico e limitato a 28 giri la squadra ha visto Pierre Gasly chiudere ottavo, in mezzo alla Ferrari di Hamilton e all'Audi di Hulkenberg.
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Opel - La Zafira si aggiorna: arriva il nuovo diesel 2.2 da 180 CV, più efficiente e potente
La Opel aggiorna la monovolume Zafira rendendo disponibile il propulsore diesel aggiornato. Accanto alla versione Electric, il 2,2 litri a gasolio da 180 CV e 400 Nm con cambio automatico otto marce, il motore sostituisce il 2 litri offerto in passato, mantenendo così una opzione endotermica nella gamma. La stessa scelta tecnica è stata estesa ai gemelli per uso commerciale Vivaro Combi e furgone, dove viene però proposta anche una versione base da 150 CV con cambio manuale. Due lunghezze, nove posti e consumi ridottiLa Opel Zafira a gasolio è disponibile in Italia a partire da 43.250 euro. Il nuovo motore ha l'omologazione Euro 6e e dichiara emissioni ridotte fino al 13% rispetto al modello precedente, oltre a prestazioni brillanti: 10,6 secondi per toccare i 100 km/h da fermo e 185 km/h di punta massima. I clienti potranno scegliere la Zafira nelle varianti da 4,98 e 5,33 metri con spazio fino a nove persone oppure con un bagagliaio da 4.900 litri con i soli sedili anteriori.
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Francesi globali - Le 5 Renault (tutte Suv) che non vedremo in Italia: ecco dove sono vendute e perché
Negli ultimi anni Renault ha cambiato profondamente il proprio approccio alla produzione delle vetture. Accanto alla razionalizzazione della gamma europea, il costruttore francese ha rafforzato una strategia di internazionalizzazione basata su modelli sviluppati, prodotti e commercializzati localmente attraverso oltre 4.000 concessionari al di fuori del Vecchio Continente. Come ha spiegato più volte il CEO Fabrice Cambolive, l'obiettivo dell'International Game Plan è far crescere il marchio passando dal volume al valore, facendo leva su piattaforme modulari dedicate e su cinque hub industriali strategici: America Latina, Nord Africa, Turchia, India e Corea del Sud.Il risultato è una nuova generazione di vetture della Losanga pensate fin dall'inizio per essere globali, ma non europee: auto in alcuni casi interessanti per contenuti e design, che però non rispondono alle logiche del nostro mercato (almeno al momento) e che quindi non arriveranno in Italia. Ecco quali sono. Renault KardianLa Renault Kardian è il punto di partenza della strategia Renault fuori dall'Europa: un SUV compatto di segmento B a vocazione globale. Costruito inizialmente in Brasile, nello stabilimento di Curitiba, e in seguito anche in Marocco, nel sito di Casablanca, è venduto in America Latina, Nord Africa, India e Turchia. Presentato nel 2023, è stato il primo modello a utilizzare la nuova piattaforma modulare internazionale multi-energetica del costruttore. Il design adotta il linguaggio stilistico più recente del marchio, con un'impostazione robusta, mentre l'abitacolo privilegia funzionalità e connettività. La gamma motori prevede un 1.0 turbo benzina da 125 CV con cambio automatico a doppia frizione EDC. Renault DusterLa Renault Duster, arrivata alla seconda generazione, è pensata principalmente per l'India e prodotta nello stabilimento di Chennai. Lunga 4.343 mm, con un passo di 2.657 mm, offre un bagagliaio generoso da 518 litri. Gemella di pianale dell'omonimo modello Dacia, ne riprende l'architettura tecnica adattandola alle esigenze locali. La Renault Duster propone motorizzazioni benzina sovralimentate TCe 100 e TCe 160 e un sistema full hybrid E-Tech 160, con un assetto orientato al comfort per affrontare le strade extra-europee. Renault Grand KoleosPensata specificamente per il mercato coreano, la Renault Grand Koleos rappresenta l'interpretazione più sofisticata del DNA del marchio nei panni di un SUV di segmento D. Lunga 4,78 metri, la Grand Koleos è prodotta a Busan in collaborazione con Geely. L'abitacolo presenta una dotazione digitale avanzata con display panoramico OpenR composto da tre schermi. Dal punto di vista meccanico può fare affidamento sul powertrain full hybrid E-Tech da 245 CV e su un 2.0 turbo benzina da 211 CV, disponibile anche con trazione integrale. Renault FilanteLa Renault Filante è il modello più ambizioso del nuovo corso: un crossover di grandi dimensioni, lungo 4.915 mm, sviluppato con il partner cinese Geely e prodotto in Corea del Sud, dove debutta a inizio 2026. La Filante è in assoluto la Renault più grande mai realizzata, con una silhouette slanciata e una calandra luminosa tridimensionale. Basata sulla piattaforma CMA, adotta un sistema full hybrid E-Tech da 250 CV che abbina un 1.5 turbo benzina a due motori elettrici, privilegiando efficienza e immagine premium nei mercati asiatici e del Golfo. Renault BorealLa Renault Boreal è l'esempio più chiaro della gamma parallela extra-europea. Lungo 4.556 mm, è un SUV di segmento C prodotto in Brasile e in Turchia (Bursa) e commercializzato in oltre 70 Paesi. L'impostazione della Boreal è funzionale, con un bagagliaio da 586 litri e sospensioni studiate per fondi stradali difficili. Sul fronte meccanico è proposto con un motore 1.3 TCe turbo benzina, disponibile con vari livelli di potenza e abbinato alla trasmissione automatica EDC a sei rapporti.
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Reti - Big integra Ecosistema
Big incorpora una delle sue società, la concessionaria di veicoli commerciali e industriali, allestimenti e rimorchi Ecosistema. Quest'ultimo marchio resterà, accentuando la sua specializzazione nella vendita e rafforzando comunque le sinergie con l'altro brand del gruppo, Mobilità, dedicato al noleggio a medio e lungo termine. E fornendo così pacchetti completi al mondo della logistica e delle consegne, sempre più interessato a ricevere servizi che vadano oltre la semplice fornitura dei mezzi. Il consolidamento arriva a dieci anni dalla creazione di Big, e quattro mesi dopo l'annuncio della collaborazione con Horizon Automotive. Il gruppo attivo in particolare nel Centro Italia, annuncia che l'integrazione in un'unica entità legale delle varie realtà non determinerà modifiche nelle relazioni con clienti e fornitori.
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Elettrica high-tech - La chiave cambia colore: ecco come funziona la meraviglia della Ferrari Luce
Una chiave Ferrari è un gioiello pensato anche per essere esibito. E sulla nuova Luce, la prima Ferrari elettrica, non è solo un semplice telecomando per aprire l'auto e avviarla: è un concentrato di tecnologia che riassume tutta la raffinatezza di questo progetto. Realizzata in Corning Gorilla Glass - il primo vetro automotive ingegnerizzato per avere un'elevatissima resistenza ai graffi a fronte di prestazioni visive eccellenti - mette insieme soluzioni derivate da Kindle ed ebook simili per dire addio ai cavi di ricarica. (Altre Case, come BMW, hanno schermi sulle loro chiavi, che necessitano però di essere ricaricate). Qui, invece, viene integrato un display a colori con il logo del Cavallino, che varia a seconda della sua posizione.Quando ce l'hai in tasca o sul tavolino del bar, mostra il classico simbolo giallo che ha reso famosa Maranello in tutto il mondo. Quando invece la inserisci nel suo alloggiamento sul tunnel centrale della Luce, diventa nera, fondendosi visivamente con il vetro delle superfici nelle quali si integra e lasciando a colori, in evidenza, solo la bandiera italiana.Ma come fa un oggetto così piccolo a offrire tutto questo? Inchiostro digitaleIl segreto è un display eink, in tutto e per tutto simile a quelli utilizzati dagli ebook reader, quei piccoli tablet con schermi monocromatici o a colori che servono per leggere libri digitali e che richiedono ricariche molto di rado, poiché hanno un bassissimo assorbimento di energia. Questo è possibile grazie a una trovata estremamente arguta, ripresa anche dalla chiave della Ferrari Luce.In pratica, questa carta elettronica utilizza un inchiostro elettroforetico che, a differenza dei classici display a cristalli liquidi (come quello che state utilizzando per leggere questo articolo), non ha bisogno di retroilluminazione per mostrare i pixel, ma li riflette direttamente grazie alla luce ambientale. Come funziona a livello tecnicoSe volete capire nello specifico come funziona, continuate a leggere; altrimenti, se i tecnicismi non vi interessano, potete saltare direttamente al paragrafo finale.I display eink della nuova chiave Ferrari si basano sul principio dell'elettroforesi, un processo elettrocinetico che sfrutta il movimento di ioni - particelle elettricamente cariche immerse in un fluido - per generare immagini quando viene applicato un campo elettrico. In pratica, queste particelle vengono attirate da un elettrodo con carica opposta alla loro per formare pixel e, conseguentemente, immagini. Il segreto sono le microsfereLa maggior parte dei display eink è realizzata tramite l'impiego di microsfere: ognuna di esse è per metà nera e per metà bianca. Queste capsule vengono gestite da piccolissimi elettrodi posti dietro lo schermo, girandosi in base alla carica elettrica per creare un'alternanza tra pixel neri e bianchi e disegnare così forme complesse. Una volta formate, rimangono stampate senza necessitare di un continuo approvvigionamento di corrente: l'energia serve solo quando si vuole modificare l'immagine. questo il vero punto di forza della tecnologia: consumi bassissimi e batterie che non devono essere ricaricate spesso.Per ottenere immagini a colori, come nel caso della Ferrari, alle microsfere viene sovrapposto uno strato aggiuntivo pensato per filtrare la luce riflessa, generando un colore. Ne esistono vari tipi, ma possono essere utilizzati solo per sistemi semplici come questo, che richiedono immagini fisse: il refresh rate non è abbastanza elevato per smartphone, TV o computer. Giallo perfettoL'iconico logo del Cavallino Rampante sulla chiave è in materiale cromato nero, creato tramite la tecnica della deposizione fisica da vapore (PVD). La fotoincisione, una tecnologia simile alla produzione di semiconduttori, è stata utilizzata per creare dettagli più piccoli di 300 micron, raggiungendo una precisione elevatissima.In Ferrari sono perfezionisti - ed è la loro forza - e non si sono accontentati di un giallo qualsiasi. Una parte significativa dello sviluppo è stata dedicata al perfezionamento dei colori, con l'obiettivo di ottenere il giallo Ferrari perfetto. Per trovare la tonalità corretta sono servite centinaia di prove, utilizzando un inchiostro speciale che fa apparire gialla la copertura di vetro.Nel suo stato bianco, la luce si riflette mostrando un giallo vibrante. Quando la chiave è nell'alloggiamento sul tunnel centrale, invece, il display eink diventa quasi nero, assorbendo la luce e creando un aspetto scuro. Rimangono visibili solo il Cavallino Rampante, la scritta Ferrari e - come unica nota di colore - la bandiera italiana.Il team guidato da Jony Ive ha voluto creare un effetto visivo che simboleggiasse un passaggio dalla chiave alla vettura: il giallo si trasferisce al selettore del cambio, dando vita all'auto.
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Stati Uniti - Rivian R2: la nuova Suv elettrica è pronta al debutto. Ecco le foto degli ultimi test
L'americana Rivian ha diffuso nuove immagini dei prototipi della R2 durante gli ultimi collaudi su strada. La Suv elettrica, che è stata sottoposta ad estenuanti test in tutte le condizioni climatiche, sarà svelata in versione definitiva il 12 marzo e verrà inizialmente presentata nella più ricca variante a trazione integrale da circa 650 CV, a cui seguiranno anche modelli entry level a motore singolo. Compatta e leggera rispetto alla R1SLa R2 si posiziona a livello di prezzo e dimensioni al di sotto dell'attuale R1S, dalla quale però riprende alcuni elementi stilistici entrati nel DNA del giovane marchio americano. Lunga 4,17 metri con un passo di 2,93 metri, la R2 adotta una piattaforma totalmente nuova che sarà condivisa anche con le piccole R3 ed R3X e promette circa 500 km di autonomia anche per i modelli più economici da meno di 50.000 dollari. La differenza con la R1S è sostanziale: quest'ultima è basata sul telaio a longheroni condiviso con il pickup R1T, mentre la R2 ha una scocca portante decisamente più leggera. stata comunque progettata per offrire altezza da terra e angoli d'attacco adatti al fuoristrada leggero, seguendo l'impostazione da Suv del progetto.
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EMB - La Cina accelera sui freni del futuro: la sfida con l'Occidente è appena iniziata
I sistemi frenanti elettromeccanici potrebbero rappresentare la nuova frontiera tecnologica per l'industria auto cinese, affiancando i progressi nel campo delle batterie e delle interfacce digitali. Parliamo di dispositivi a secco, privi di olio e tubazioni, in cui attuatori elettrici sulle pinze generano la forza frenante. Senza componenti idrauliche di sicurezza, l'elettronica comanda la frenata. Novità a Pechino: cosa dice la legge sugli EMBLa spinta verso gli Electro-Mechanical Braking arriva dalla svolta normativa cinese. In vigore dal 1 gennaio 2026, il nuovo standard obbligatorio stabilisce i requisiti minimi per garantire la sicurezza stradale, riporta Carnewschina. A determinate condizioni, la legge consente l'omologazione di sistemi senza backup idraulico, cosa fino a ieri vietata. Ultra competizione d'OrienteSiamo solo all'inizio della gara tecnologica, che però già scatena gli appetiti delle aziende cinesi. Il gruppo Chery ha tenuto a precisare che la sua Exeed EX7 (i freni nella foto) è il modello d'esordio nella produzione di massa dell'EMB: usa l'architettura Flying Fish 3.0, per integrare i freni elettromeccanici col resto della dinamica del veicolo. Una risposta alla connazionale Li Auto che, con la L9, rivendica l'uso dell'Electro-Mechanical Braking come primo al mondo. Potenziali vantaggiPerché la corsa verso questa tecnologia? In assenza di tubi e liquidi, il sistema frenante elettromeccanico sarebbe meno pesante rispetto a quello idraulico: un'auto elettrica più leggera avrebbe un'autonomia chilometrica superiore. La mancanza di olio freni semplificherebbe inoltre la manutenzione, riducendo l'impatto ambientale del veicolo. Grazie al software, il conducente avrebbe poi modo di calibrare su misura la frenata. Resta da capire se i tempi di risposta più rapidi dell'elettronica si traducano, nella pratica su strada, in spazi d'arresto inferiori. Possibili problemiMa esistono anche criticità da gestire. In un sistema privo di legame fisico, un guasto (errori software, interruzioni di alimentazione o interferenze elettromagnetiche) potrebbe compromettere la capacità frenante. Per prevenire guai, il sistema utilizza la ridondanza elettrica: componenti duplicati garantiscono la frenata anche se uno dovesse fallire. Necessaria anche un'architettura a 48V (anziché 12V) per gestire i picchi di assorbimento dei micromotori. Inoltre, il sistema dovrebbe essere in grado di resistere a temperature elevate, vibrazioni costanti e sollecitazioni di ogni genere senza perdere efficacia. Gli investimenti sarebbero così pesanti da confinare la tecnologia ai modelli premium, almeno nel breve periodo. Sfide costoseIn questo scenario, la corsa cinese agli EMB si inserisce in una competizione diretta con colossi europei del calibro di Bosch, Brembo, Continental e ZF, che da decenni dominano il comparto. Una sfida ad alta intensità di capitale: chissà se il governo di Pechino entrerà in azione a supporto dell'industria, come ha già fatto per l'auto elettrica.
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Nomine - Geronimo La Russa si è insediato alla presidenza dellACI
Geronimo La Russa si è insediato oggi alla presidenza dell'Automobile Club d'Italia. Si conclude così l'intero processo che ha portato La Russa a sostituireAngelo Sticchi Damiani al timone dell'Aci. Arrivata anche la ratifica del ParlamentoL'insediamento è arrivato in seguito al completamento dell'iter di ratifica parlamentare partito successivamente all'assemblea dei soci dell'Aci del 9 luglio scorso: con il 78% dei voti favorevoli (2.112 i presenti all'assise), La Russa ha vinto la corsa alla presidenza, battendo la concorrenza della direttrice di Aci Roma, Giuseppina Fusco.Il neo presidente, nato a Milano nel 1980 e già titolare delle cariche di presidente dell'Automobile Club di Milano e vice presidente della stessa Aci, succede così a Sticchi Damiani (foto sopra), dichiarato decaduto dal ruolo di presidente poco dopo la sua quarta elezione consecutiva a causa delle disposizioni di legge sui limiti dei tre mandati per figure apicali in istituzioni con natura pubblica come, per l'appunto, l'Automobil Club.
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Ganasce fiscali - Bollo Lombardia, scattano i fermi amministrativi: cosa rischia chi non ha pagato nel 2020
Ganasce fiscali in arrivo nella Regione Lombardia. Nei mesi scorsi, infatti, l'ente locale ha inviato il preavviso di fermo amministrativo a chi non ha pagato il bollo auto (la tassa di proprietà) 2020. Lunedì 16 febbraio 2026, il passaggio finale: verranno iscritti i fermi amministrativi a carico dei proprietari di auto che non hanno ancora regolarizzato la propria posizione. Possibili contestazioniIl titolare del mezzo ha il diritto di contestare il fermo per quattro motivi. Anzitutto, se ci sono errori materiali sull'anagrafica dell'atto. In secondo luogo, se il veicolo costituisce bene strumentale per l'attività d'impresa o professionale. E ancora, se si beneficia dell'esenzione dal pagamento del bollo auto per una condizione di disabilità grave, o se il mezzo risulta cointestato. Comunque, quando il debito fiscale rimane, la Regione può prima procedere all'iscrizione del fermo su un altro veicolo indicato nel preavviso, se disponibile, di proprietà o in utilizzo di uno dei debitori. E poi affidare all'Agenzia delle Entrate Riscossione il recupero coattivo del credito. Guai a chi viaggia col fermoSe il veicolo sottoposto a ganasce fiscali circola abusivamente, il titolare subisce una multa di 1.984 euro, più la revoca della patente, più la confisca del mezzo: provvedimento definitivo per cui si perde per sempre la proprietà dell'auto. Infine, l'organo di polizia dispone la rimozione del veicolo e il suo trasporto con spese a carico dell'automobilista (articolo 214 del Codice della strada). Come regolarizzare la posizioneIn questa pagina web del portale della Lombardia, è disponibile una guida per regolarizzare online i preavvisi di fermo amministrativo e gli eventuali fermi amministrativi del bollo auto 2020. Per altre informazioni, si può chiamare il call center a pagamento 0283908383 (da lunedì a venerdì, festivi esclusi, dalle 9 alle 18) o rivolgersi a una delle sedi territoriali prendendo un appuntamento qui.
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Suv sportiva - Mercedes-AMG GLC 53 4MATIC+, la grinta ha sei cilindri (e non si ricarica)
La Mercedes ha presentato la versione sportiva della Suv GLC, firmata AMG e disponibile anche in versione coupé, che abbandona i quattro cilindri del modello precedente in favore di un sei cilindri in linea da 3.0 litri, con impianto mild hybrid a 48V. Una scelta in controtendenza rispetto a quanto visto da altre parti, con le Audi e le BMW più sportive che si affidano ai powertrain ibridi plug-in. 449 CV e 640 Nm di coppiaNel cofano della MercedesAMG GLC 53 4MATIC+ c'è un sei cilindri in linea con doppia sovralimentazione, tramite turbocompressore a gas di scarico e compressore elettrico ausiliario, capace di erogare 449 CV (330 kW) e una coppia massima di 600 Nm (che diventano 640 Nm con l'overboost, per 10 secondi). Il cambio è l'automatico AMG Speedshift 9G, con palette al volante, abbinato alla trazione integrale. La Suv tedesca scatta da ferma a 100 km/h in 4,2 secondi (con la funzione Race Start del pacchetto AMG Dynamic Plus), mentre la velocità massima è limitata a 250 km/h. Con il pacchetto AMG Driver's Package il limite viene portato a 270 km/h. Sound inconfondibileL'unità termica è stata rivista in numerosi punti, dai condotti di aspirazione e scarico ottimizzati al nuovo turbocompressore. L'impianto ibrido a 48V, integrato nel cambio, lavora durante le cambiate, nelle fasi di coasting, nello start & stop, ma fornisce se necessario anche un boost temporaneo di potenza (17 kW e 205 Nm). Nuovo anche l'impianto di scarico, dotato di risonatori che amplificano il sound del motore; su richiesta c'è il pacchetto AMG Real Performance Sound, con impianto di scarico a farfalla regolabile manualmente. Volendo, può anche driftareIl sistema AMG Performance 4Matic+ gestisce il passaggio dalla trazione posteriore a quella integrale in tempo reale e in modo continuo, in base alle condizioni di guida e della strada; queste ultime determinano anche la regolazione automatica delle sospensioni adattive AMG Ride Control, che possono essere regolate su tre livelli, da Comfort a Sport+. Il pacchetto AMG Dynamic Plus (disponibile su richiesta) aggiunge un nuovo differenziale a slittamento limitato a controllo elettrico e la modalità Drift, che trasferisce tutta la potenza all'asse posteriore a qualsiasi velocità. Di serie l'asse sterzante posteriore (fino a 2,5 gradi), così come i freni da 390 ventilati all'anteriore e da 360 al posteriore. C'è anche la versione dorataDi serie su questo modello l'AMG Night Package, con dettagli nero lucido per le calotte degli specchietti e le cornici dei finestrini, le maniglie delle portiere e i terminali in dark chrome. Il pacchetto AMG Design Plus prevede inoltre paraurti anteriore con splitter maggiorato e spoiler sul letto (o sul portellone per la coupé) in tinta carrozzeria. Per il primo anno dal lancio della Mercedes-AMG GLC 53 4MATIC+ sarà possibile ordinare il pacchetto Golden Accents, che prevede carrozzeria in ossidiana black metallizzato o graphite grey magno, abbinata a numerosi dettagli in Techgold e il logo AMG sulla fiancata. Esclusivi anche i cerchi da 21" in nero opaco a razze incrociate, con pinze freno in nero lucido e logo AMG bianco. Il tappo del serbatoio è in cromo argento. All'interno, i sedili sportivi sono rivestiti in pelle nera con cuciture a contrasto in color oro e inserti in fibra di carbonio sulla plancia.
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Colonnine di ricarica - Ewiva porta la ricarica ultraveloce sull'Autostrada dei Fiori
Il gestore di infrastrutture di ricarica Ewiva (joint venture di Enel X e Volkswagen Group) realizzerà una stazione di colonnine ad alta potenza presso l'area di servizio Rio dei Cocchi, sulla A6 Torino-Savona, al chilometro 10+800 dell'Autostrada dei Fiori. La struttura avrà un'infrastruttura da 400kW con due punti di ricarica, una pensilina con illuminazione integrata, videosorveglianza e posizionamento vicino al bar della stazione di servizio. C'è anche il Plug & ChargeL'impianto supporterà le più diffuse modalità di pagamento disponibili: Pos integrato contactless con carte di credito, debito e sistemi digitali come Apple Pay e Google Pay, le applicazioni dei principali fornitori di servizi integrati, tessere Rfid e tecnologia Plug&Charge. Fino a questo momento Ewiva ha costruito oltre 1.600 punti di ricarica ad alta potenza, da 100 a 400 kW, dislocati in 450 stazioni su tutto il territorio nazionale, dalle aree urbane ai tratti autostradali.
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Stati Uniti - La nuova Toyota Highlander è elettrica: design rivoluzionato, 7 posti e 500 km di autonomia
La Toyota presenta negli Stati Uniti la nuova Highlander in versione esclusivamente elettrica. La quinta generazione della Suv sette posti, basata sulla piattaforma TNGA-K, rappresenta la quarta elettrica del marchio nei listini USA e la prima costruita in territorio americano. Un modello strategico per il mercato statunitense: in 26 anni ha conquistato 3 milioni di clienti e già nel 2005 aveva adottato con anticipo rispetto ai concorrenti la tecnologia hybrid. Più recentemente, la Grand Highlander è diventata la scelta preferita in assoluto negli USA, superando il modello globale venduto anche in Europa. Oltre 5 metri con stile di ultima generazioneIl design segue il nuovo corso stilistico del marchio giapponese, con una firma luminosa LED sottile a sviluppo orizzontale, ormai estesa a tutti i modelli più recenti. Lo stesso approccio moderno si ritrova negli interni, dove spiccano i display da 12,3" e 14", un infotainment con connettività 5G, i comandi fisici sul volante e la doppia piastra di ricarica wireless posizionata nella console centrale.Sono disponibili configurazioni a 6 o 7 posti, con la possibilità di avere i sedili riscaldabili in seconda fila e quelli anteriori ventilati. Il comfort per passeggeri e bagagli è garantito dal passo extralarge da 3,05 metri, abbinato a una lunghezza complessiva di 5,04 metri. Oltre 500 km di autonomiaLa nuova Highlander EV offre due powertrain, a trazione anteriore o integrale, con batterie da 77 kWh o 95,8 kWh e potenze rispettivamente di 221 CV e 338 CV. L'autonomia stimata varia tra 432 e 512 km, in attesa dei dati omologati definitivi.Le versioni AWD integrano il sistema MultiTerrain Select, mentre l'intera gamma include gli Adas Toyota Safety Sense 4.0. La batteria, prodotta nel nuovo stabilimento TBMNC in North Carolina, supporta lo standard di ricarica NACS e necessita di circa 30 minuti per passare dal 10 all'80%, anche grazie al precondizionamento.
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Stati Uniti - Ford travolta da elettriche, dazi e alluminio: è la peggior perdita dalla recessione del 2009
Continuano ad arrivare segnali preoccupanti sui bilanci dei grandi gruppi automobilistici occidentali. Dopo il "profit warning" lanciato da Stellantis, tocca a Ford fornire indicazioni estremamente negative sulle sue performance finanziarie. L'Ovale Blu, infatti, ha chiuso il quarto trimestre del 2025 con una perdita netta di 11,1 miliardi di dollari, la peggiore dai 15 miliardi bruciati nel 2009 a causa della Grande Recessione scatenata dalla crisi dei mutui subprime, che portò al fallimento delle connazionali Chrysler e General Motors.Inoltre, il bilancio annuale mostra un rosso di 8,2 miliardi, il terzo peggior risultato nella storia della Casa di Dearborn. E così la Ford ha chiuso il terzo anno in perdita degli ultimi sei. Il motivo? Le forti svalutazioni legate alle attività della divisione elettrica Model e, l'impatto dei dazi americani, il contesto valutario volatile e i problemi causati da un incendio presso una fabbrica di alluminio del fornitore Novelis lo scorso settembre. La stangata delle svalutazioniA ogni modo, i conti sono stati pesantemente influenzati dalle maxi svalutazioni decise nel quadro di una più ampia revisione delle strategie sull'elettrico. Solo nel quarto trimestre, gli oneri legati alla cancellazione dei programmi per le auto a batteria (su tutti l'addio all'F-150 Lightning, nella foto sopra) e alle rettifiche sulle attività di Model e si sono attestati a 10,7 miliardi di dollari, mentre la chiusura della joint venture con SK BlueOval è costata 3,2 miliardi e l'abbandono di un Suv elettrico di grandi dimensioni altri 800 milioni.Il totale delle rettifiche arriva quindi a 14,7 miliardi nel trimestre e a circa 15,5 miliardi nel consuntivo annuale (la restante parte dei 20 miliardi annunciati a dicembre sarà contabilizzata tra quest'anno e il prossimo).La conseguenza è una perdita di 11,1 miliardi, a fronte dell'utile di 1,8 miliardi registrato un anno fa. Altri fattori negativi, come i problemi della supply chain e i cambi sfavorevoli, hanno pesato sulle consegne (-9% a 1,083 milioni) e quindi sui ricavi, in calo del 5% a 45,9 miliardi. In flessione anche l'utile operativo depurato dalle voci straordinarie: più che dimezzato da 2,1 a 1 miliardo.L'unico miglioramento arriva dai flussi di cassa, saliti da 3 a 3,9 miliardi grazie alla riduzione degli investimenti nei programmi cancellati. evidente il peso del quarto trimestre sul bilancio annuale: chiuso con ricavi in crescita dell'1% a 187,3 miliardi, a fronte di consegne in calo del 2% a 4,395 milioni. L'utile operativo, penalizzato dagli ultimi tre mesi, è sceso da 10,2 a 6,8 miliardi, mentre il rosso finale di 8,1 miliardi si confronta con i 5,9 miliardi di profitti del 2024. L'elettrico? Un bagno di sangueAltri dati confermano come il bilancio sia stato sostenuto quasi esclusivamente dalle attività tradizionali: la divisione Ford Blue, dedicata ai veicoli endotermici, e Ford Pro, dedicata alle flotte e ai commerciali.La divisione elettrica Ford Model e ha registrato una perdita operativa di 4,8 miliardi, poco sotto i 5,1 miliardi del 2024, nonostante ricavi in crescita da 3,9 a 6,7 miliardi.Ford Blue ha visto i ricavi calare dell'1% a 101 miliardi, mantenendo però un utile operativo positivo di 3,02 miliardi (5,27 nel 2024).Ford Pro ha contribuito con 66,3 miliardi di ricavi (66,9 miliardi un anno fa) e 6,84 miliardi di utile operativo (9 miliardi). La divisione finanziaria Ford Credit, infine, ha migliorato l'utile del 55% arrivando a 2,6 miliardi.In altre parole, l'elettrico continua a essere un bagno di sangue per Ford (nella foto sopra la sede di Dearborn, alle porte di Detroit) e le prospettive non sono rosee: Model e è in perdita sin dalla sua creazione nel 2022 e dovrebbe rimanere in rosso almeno per i prossimi tre anni.Per il 2026, per esempio, i vertici aziendali si aspettano una perdita operativa tra 4 e 4,5 miliardi, a fronte degli andamenti positivi delle altre divisioni: Ford Pro tra 6,5 e 7,5 miliardi, Ford Blue tra 4 e 4,5 miliardi, Ford Credit intorno ai 2,5 miliardi.Il totale, comprensivo degli effetti di riconciliazione, dà una cifra tra 8 e 10 miliardi. Salvo ulteriori sorprese, ovviamente.
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Auto e moto - Targhe storiche anche per i veicoli ante 1952: arrivano le nuove repliche modello 1927
Anche i veicoli costruiti prima del 1952 potranno avere le targhe storiche in vigore all'epoca della loro produzione. Le nuove riproduzioni (il cosiddetto modello 1927) sono identiche alle originali dal punto di vista del design e dei materiali, rispettando rigorosamente l'autenticità di auto e moto d'epoca. Lo stabilisce la circolare 33941 del 20 novembre 2025 del Ministero delle Infrastrutture, che definisce le modalità operative assieme a Motorizzazione, Aci e Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, col supporto degli enti certificatori (Asi, Fmi, nonché Registri Storici Alfa Romeo, Fiat e Lancia). Fedeltà assolutaLe targhe realizzate adesso per i veicoli storici, fedeli in tutto e per tutto a quelle pre-1952, hanno piena efficacia ai fini dell'identificazione e della circolazione: repliche conformi agli originali, certificate in fede pubblica. Più facileVengono inoltre ridotti i tempi di inibizione alla circolazione dei veicoli durante il periodo necessario alla consegna delle targhe d'epoca, mitigando i disagi recati all'utenza dal fermo temporaneo del mezzo. Per i veicoli già immatricolati (ma privi di targhe e libretto originali), l'assegnazione della targa storica è possibile anche senza presentare il libretto fisico: è sufficiente che il numero di targa sia reperibile dai registri ufficiali o da documentazione storica certificata dagli enti preposti. Novità che tutelano un patrimonio culturale italiano.
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La Cina in Europa - Le Dongfeng del futuro saranno disegnate a Monaco di Baviera
A Monaco di Baviera apre l'ennesimo centro stile di un costruttore cinese, a dimostrazione di quanto sia ancora attrattivo l'ecosistema automobilistico del capoluogo bavarese. Dongfeng Motor, infatti, ha inaugurato il suo nuovo Styling Design Center proprio nella città tedesca, seguendo così l'esempio di altre Case connazionali come Nio, Xpeng o Xiaomi. Le strategie della DongfengL'apertura del centro stile a Monaco di Baviera rientra in una ben precisa strategia di espansione internazionale dell'azienda di Wuhan, che intende sviluppare veicoli coereti con le esigenze degli utenti locali e potenziare le proprie capacità all'estero tanto nello stile quanto nella ricerca e sviluppo. Monaco è stata scelta per la sua importanza nella filiera tedesca ed europea: la città è sede non solo della BMW, ma anche di numerosi componentisti e di importanti istituzioni e atenei (la Technische Universität München su tutti). Inoltre, è al centro di una rete industriale che include land tedeschi limitrofi, a partire dal Baden-Württemberg dove hanno sede Mercedes-Benz e Porsche, gli Stati dell'Europa centrale e orientale e il Nord Italia. L'apertura del centro è quindi un passo ulteriore nell'implementazione della strategia di Dongfeng denominata Tre Paesi, sei sedi: sei strutture tra Asia ed Europa ruotano intorno al fulcro rappresentato dal Wuhan Global Design Center. Lo Styling Design Center di Monaco è stato ora incaricato "di fornire un supporto creativo internazionale per tutti i marchi del gruppo (Dongfeng, Voyah e M-Hero), sfruttando i vantaggi geografici offerti dall'Europa centrale nel campo del design automobilistico per migliorare il proprio linguaggio stilistico". Inoltre, dovrà essere "un ponte per l'integrazione delle culture del design cinese e di quello tedesco" e collaborare con tutti gli altri centri, tra cui lo Shanghai Zero One dedicato allo studio delle preferenze dei giovani, "per garantire coerenza" nello stile dall'ideazione fino alla produzione in serie.
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Ricarica domestica - Green'Up Home, la wallbox di BTicino si gestisce tramite app
La BTicino ha presentato le nuove wallbox domestiche Green'Up Home, che possono essere collegate alla rete domestica tramite cavo o connessione wi-fi, per poter esser così gestite tramite la app per la domotica Home + Control, all'interno dell'ecosistema della casa connessa, così da pianificare la ricarica dell'auto direttamente dal proprio smartphone. Lavora anche col fotovoltaicoGrazie alla gestione e al controllo dei consumi in tempo reale, il sistema può inoltre modulare l'erogazione dell'energia in base ai consumi istantanei in casa, senza rischi di picchi o esuberi di potenza, integrandosi anche con la produzione di un eventuale impianto fotovoltaico. Le wallbox Green'Up sono disponibili con potenze da 7,4 monofase a 22 kWh trifase, possono essere installate all'interno o all'esterno, a parete o a pavimento, con la presa oppure con un cavo integrato da 5 metri (volendo, anche con una presa dedicata per e-bike e monopattini).
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Renault - Arriva in Italia la Twingo Evolution, l'elettrica da meno di 20 mila euro
La Renault ha aperto gli ordini per la Twingo Evolution, confermando la strategia annunciata con un prezzo al di sotto dei 20 mila euro. Il nuovo allestimento d'attacco è infatti proposto con prezzi a partire da 19.500 euro e affianca la versione Techno già disponibile da novembre a partire da 21.100 euro.Stesso powertrain, meno accessori La Twingo E-Tech Electric Evolution adotta lo stesso powertrain della Techno: motore da 80 CV e batterie LFP da 27,5 kWh per 263 km omologata nel ciclo Wltp. La dotazione di serie della versione Evolution include i cerchi da 16" d'acciaio, il pacchetto base di Adas, il climatizzatore manuale, il display della strumentazione da 7", l'infotaimment da 10,1" con OpenR link, i retrovisori a regolazione elettrica e i rivestimenti di tessuto nero. Mancano invece l'Adaptive Cruise Control con Stop&Go, il clima automatico, la guida one-pedal, l'assistente virtuale Reno, la retrocamera e gli interni premium in tessuto, che sono di serie sulla Techno.
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BYD Atto 3 Evo - La Suv elettrica nata per l'Europa con ricarica ultra-rapida e 449 CV
La nuova BYD Atto 3 Evo segna uno scarto netto rispetto a quanto mostrato finora dal costruttore cinese in Europa: non si tratta di un semplice aggiornamento, bensì del primo modello espressamente pensato per il nostro mercato in termini di abitabilità, dinamica e tempi di ricarica Nata per l'EuropaAlla guida, la prima sensazione è quella di un'auto solida, silenziosa e pronta nelle risposte, con una piattaforma che sembra nata per sostenere potenze importanti senza scomporsi. Ma al di là delle impressioni dinamiche, la Atto 3 Evo colpisce per ciò che rappresenta: non più un modello cinese adattato per il Vecchio Continente, ma un'auto progettata fin dall'inizio per parlare il nostro linguaggio e rispondere alle nostre esigenze. Ed è proprio questo il segnale più forte dello switch di BYD in Europa. Tanto che per in futuro è previsto anche l'arrivo di una versione ibrida plug-in DM-i. Design ed esterni: aerodinamica e Dynasty SeriesLe proporzioni restano quelle di una C-SUV compatta 4,46 metri di lunghezza, 2,72 di passo, 1,61 di altezza ma il design della Dynasty Series viene affinato: griglia anteriore attiva a lamelle, cerchi inediti più chiusi per favorire l'aerodinamica e fiancate ripulite. Dietro, gruppi ottici più marcati e un nuovo estrattore rendono il posteriore più personale. Il bagagliaio varia da 490 a 1.360 litri, a cui si aggiunge il frunk anteriore da 101 litri. Numeri e prestazioni: piattaforma Cell-to-BodySotto la carrozzeria c'è la struttura CTB (Cell-to-Body), con la batteria parte integrante della scocca. La trazione può essere posteriore o integrale con gestione elettronica iTAC. I numeri sono da segmento superiore: 312 CV per la versione a motore singolo (0-100 km/h in 5,5 secondi) e fino a 449 CV per la Dual Motor (0-100 km/h in 3,9 secondi). L'autonomia Wltp arriva fino a 510 km grazie alla batteria da 74,8 kWh. Alla spina: architettura a 500V e Flash Charging soprattutto la ricarica a spostare l'asticella. L'architettura a 500V consente di passare dal 10 all'80% in 25 minuti (fino a 220 kW in DC). BYD introduce anche il Flash Charging: 402 km di autonomia in soli 5 minuti con colonnine ultra-fast. Un dato che racconta l'investimento massiccio del brand sul fronte infrastrutturale. Interni e tecnologia: realtà aumentata e Google GASL'abitacolo cambia radicalmente con un nuovo tunnel e selettore del cambio al volante. Lo schermo centrale da 15,6 si affianca a un display guidatore da 8,8 e a un head-up display da 12 con realtà aumentata. A bordo troviamo Google GAS nativo (Google Automotive Services), Apple CarPlay e Android Auto. Gli Adas di livello 2 comprendono svariati sistemi avanzati di monitoraggio. Allestimenti e prezzi per l'ItaliaLa BYD Atto 3 Evo è già ordinabile, con consegne dal prossimo mese. Due gli allestimenti: Design a 43.800 euro ed Excellence a 46.800, con prezzi di lancio rispettivamente di 37.600 e 45.100 euro. La versione Design include: strumentazione digitale da 8,8, infotainment touchscreen da 15,6, quattro porte USB-C (2 da 60W e 2 da 18W), ricarica wireless con raffreddamento integrato, sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamere a 360, tecnologia Vehicle-to-Load, pompa di calore, cerchi di lega da 18, sedili anteriori regolabili elettricamente e riscaldati, e illuminazione ambientale. La versione Excellence, oltre alla trazione integrale e alle prestazioni superiori (powertrain bimotore da 449 CV), aggiunge head-up display, sedili posteriori riscaldati e tetto panoramico apribile con tendina elettrica.
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Europa - Stop ai dazi sulla Cupra Tavascan
L'ipotesi circolava da ormai diversi mesi: la Commissione Europea ha approvato la richiesta del gruppo Volkswagen di esentare la Cupra Tavascan dal pagamento dei dazi comunitari sulle elettriche prodotte in Cina. Il via libera, rivelato dall'ultima edizione della Gazzetta ufficiale Ue, è però soggetto ad alcune condizioni: un prezzo minimo di importazione, quote massime e perfino un impegno a investire nelle produzioni europee. Esenzione in cambio di impegniLa Tavascan è prodotta in Cina dalla joint venture Volkswagen (Anhui) Automotive Co ed è gravata da una dazio complessivo del 30,7% (il 20,7% imposto in seguito all'indagine anti-dumping del 2024 si aggiunge al 10% da sempre in vigore). Lo scorso autunno, la joint venture ha avviato delle trattative con gli uffici della Commissione Ue per ottenere un'esenzione in base a quanto disposto dai regolamenti comunitari: ogni singolo costruttore può, infatti, negoziare delle deroghe per singoli modelli a batteria importati dalla Cina. Volkswagen (Anhui) Automotive e l'importatore ufficiale della Tavascan, la Seat, hanno quindi ottenuto l'esenzione, in cambio di specifiche condizioni, tra cui un contingente annuo, un prezzo minimo all'importazione, il rispetto di requisiti formali come l'uso esclusivo di un unico importatore (individuato proprio nella Seat), la presentazione di relazioni dettagliate sulle vendite, l'accettazione di visite di verifica e l'impegno a investire nella produzione di auto elettriche nella Ue. Nessun dettaglio su prezzi e quoteTuttavia, i dettagli su quote e prezzi non sono noti e non sono stati rivelati neanche nella Gazzeta Ufficiale, nonostante una specifica richiesta in tal senso da parte delle Camera di Commercio Cinese per l'Importazione e l'Esportazione di Macchinari e Prodotti Elettronici (CCCME): le parti hanno concordato di mantenere confidenziali i termini dell'accordo. Il documento specifica solo che il prezzo minimo è stato stabilito "sulla base di un prezzo non sovvenzionato", utilizzando "i dati relativi al costo di produzione di un veicolo elettrico a batteria comparabile fabbricato dal gruppo Volkswagen nell'Unione, più un margine di profitto ragionevole. I prezzi sono stati poi "adeguati per tenere conto delle differenze fisiche dovute alle caratteristiche di progettazione degli esterni e degli interni e a determinati equipaggiamenti".Seat si è inoltre impegnata ad applicare una politica uniforme sui prezzi di rivendita e su eventuali sostegni monetari a favore dei concessionari e a garantire una "chiara tracciabilità" della documentazione di ogni singolo veicolo. Il tutto vale anche per le flotte aziendali. Infine, la Casa di Martorell si è assunta determinati obblighi di comunicazione e consultazione pubblica sui progetti di investimento in auto a batteria nel territorio Ue.
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