Mercato EU - Guerra dei prezzi auto in Europa: Renault e Stellantis rispondono alla Cina
La guerra dei prezzi scoppia anche in Europa, con Renault e Stellantis che rompono gli indugi e rispondono alla sfida dei costruttori cinesi. La tregua dell'era postpandemia 2019, fatta di listini stellari e scorte ridotte per via della crisi dei chip e grazie a una forte domanda, è finita: i giganti si sfidano a colpi di sconti per difendere i volumi, sotto la sollecitazione del mandato elettrico europeo e dei rivali cinesi, in particolare BYD, Chery, Geely e MG (SAIC).Ma al contempo, è scattato l'allarme profitti. Renault parla di pressioneIl gruppo francese ha accusato un colpo da 733 milioni di euro nel 2025 (mancati ricavi), anche per l'elevata quota di auto elettriche a batteria vendute, annullando l'utile aggiuntivo ottenuto dall'azienda grazie all'aumento delle consegne e alla riduzione dei costi.C'è una maggiore pressione sui prezzi rispetto a tre anni fa. Non mi aspetto che diminuisca, ha dichiarato il CEO di Renault Franois Provost, che fa notare come i concorrenti tradizionali spingano forte anche sui canali tattici, ossia autoimmatricolazioni (km zero) e noleggio. Comunque, ha aggiunto il top manager, continuerò a dare priorità al valore rispetto al volume. Stellantis: maggiore aggressivitàDa parte sua, il responsabile di Stellantis Francia, Xavier Duchemin, è stato esplicito: Abbiamo deciso di essere più aggressivi commercialmente. Lo dimostra fra l'altro la sforbiciata del 24% per la versione base della Opel Corsa, scesa a 15.900 euro sul mercato transalpino, per rivaleggiare con la nuova Renault Clio, che parte da 19.900 euro. Di conseguenza, le performance finanziarie europee potrebbero risentirne quest'anno: Nelle nostre previsioni per il 2026, ci aspettiamo venti contrari sui prezzi in Europa, ha spiegato il CFO di Stellantis Joao Laranjo. Il rovescio della medagliaI tagli dei prezzi, per quanto teoricamente appetibili per la clientela, hanno anche dei risvolti negativi: per esempio, possono danneggiare i valori di rivendita dell'usato. Inoltre, c'è il rischio che la svalutazione precoce delle vetture di seconda mano faccia salire i tassi di leasing per i clienti di nuove auto. In questi casi, i costruttori nascondono gli sconti nei pacchetti finanziari: offrono tassi d'interesse bassi, includono servizi (assicurazione, manutenzione, estensione di garanzia), e aumentano la valutazione dell'usato dato in permuta, a beneficio del cliente. Le aziende preferiscono quindi far pagare il nuovo a prezzo pieno e includere finanziamento con diverse voci, piuttosto che abbassare il listino e il valore delle vetture.Infine, la sfida nell'attuale risiko automotive è reggere a lungo la pressione dei prezzi senza compromettere troppo la redditività, difendendo le quote e proteggendo occupazione e valore industriale in un'Europa stretta fra transizione elettrica e concorrenza cinese.
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Veicoli commerciali - Renault prende il controllo di Flexis: escono Volvo e Cma-Cgm
Renault, Volvo e Cma-Cgm hanno deciso di chiudere la loro collaborazione congiunta nel campo dei veicoli commerciali leggeri. A distanza di neanche tre anni, il costruttore di Boulogne-Billancourt ha signato un accordo per acquisire il 100% del capitale e quindi il pieno controllo di Flexis, la joint-venture fondata dalle tre aziende nel 2024 per creare una nuova generazione di furgoni elettrici. I termini dell'accordoLe tre società non hanno fornito indicazioni sui motivi che hanno portato alla prematura conclusione della loro alleanza. Tuttavia, negli ultimi mesi la stampa transalpina ha anticipato la fine della joint venture a causa di una serie di divergenze sui programmi produttivi. Gli attriti emersi nella seconda metà del 2025 fra i due soci principali avrebbero portato la Losanga a scegliere di interrompere la collaborazione e di proseguire nello sviluppo dei nuovi modelli senza i due partner.L'accordo, che prevede l'acquisizione da parte di Renault Group delle quote di partecipazione detenute da Volvo e da Cma-Cgm in Flexis (rispettivamente il 45% e il 10%), potrebbe entrare in vigore entro la fine del primo semestre 2026, previa approvazione delle autorità garanti della concorrenza. Programmi produttivi confermatiRenault ha spiegato che il cambiamento nella governance di Flexis "non ha impatto né sugli obiettivi in termini di prodotto né sul piano industriale iniziale che mira a fornire prodotti e servizi rivoluzionari nel segmento delle furgonette elettriche di medie dimensioni". "Il valore del progetto, le cui basi sono state gettate nel 2024, e le tecnologie sviluppate piattaforma unica skateboard, motore da 800V ed architettura SDV (Software Defined Vehicle) sono più che mai al passo con le sfide della logistica urbana e le crescenti esigenze di decarbonizzazione", hanno rimarcato da Boulogne-Billancourt, aggiungendo che"i team di Renault Group continueranno a perseguire questo progetto ambizioso, convinti del potenziale di questa nuova generazione di furgoni elettrici che inizierà con il lancio di Renault Trafic Van E-Tech Eletric a fine 2026".In Francia, sono circa 1.300 le persone addette al suo sviluppo in diverse sedi Renault dell'Ile de France (in particolare, il Technocentre di Guyancourt ed il centro di eccellenza Veicoli Commerciali di Villiers-Saint-Frédéric) fino all'industrializzazione nello stabilimento a Sandouville, in Normandia.Volvo Group esce dunque dalla joint venture, ma non romperà del tutto i legami: l'azieda svedese, tramite Renault Trucks, distribuirà i veicoli a partire dal 2027, garantendo continuità ai rapporti ormai datati tra Renault Group e Renault Trucks sui veicoli commerciali leggeri.Cma-Cgm, una delle maggiori compagnie di trasporto marittino al mondo, esce, invece, completamente dalla joint venture nonostante il sostegno garantito al progetto nella sua prima fase di sviluppo.
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SUV "punk" - Nuova Nissan Juke: o la ami, o la odi. E ora cambia tutto, dal design ai motori
Nel corso del 2026 la Nissan presenterà la nuova Juke, una delle sue best seller (in Europa è il secondo modello più venduto della Casa giapponese, dopo la Qashqai). Costruita sulla stessa piattaforma CMF-EV della nuova Leaf elettrica, si presenta ancora una volta come modello fuori dagli schemi: "O si ama, o si odia", ha dichiarato in un'intervista Guillaume Cartier, chief performance officer della Nissan.Il modello attuale, disponibile con motori benzina e full hybrid, rimarrà a listino ancora per qualche anno, per "accompagnare" la Juke EV nei mercati dove le elettriche fanno più fatica. Stile dirompenteCome si vede nella nostra ricostruzione, la nuova Nissan Juke manda in pensione le linee tondeggianti a cui siamo abituati, lasciando spazio a un nuovo look fatto di tagli netti e forme segmentate. Uno stile ispirato dalla concept Hyper Punk, che è stata presentata nel 2023 al Salone di Tokyo. La SUV giapponese dovrebbe guadagnare una decina di centimetri in lunghezza, e arrivare a circa 4,3 metri, sfruttati soprattutto per dar più spazio ai passeggeri che siedono dietro. Gli attuali fari tondi, uno degli elementi più caratteristici della Juke fin dal suo debutto, lasceranno spazio a proiettori di forma esagonale, anche a matrice di led negli allestimenti più ricchi. La griglia V Motion viene "spostata" nel cofano, più scolpito, integrando anche la firma luminosa a LED. Rimangono invece invariate le linee filanti del tetto e la linea di cintura alta, con finestrini abbastanza sottili, specialmente nella seconda fila. Dentro sarà più grandeLe prime foto spia dei muletti pizzicati in circolazione nei mesi scorsi mostrano un abitacolo che riprende quello già visto sulla nuova Nissan Leaf, con i due display del quadro strumenti e dell'infotainment affiancati: il primo con diagonale da 12,3", il secondo più ampio, da 14,3". La barra soft touch sottostante ospita i comandi a sfioramento per il climatizzatore. Al momento non ci sono dati o indicazioni sulla capacità del bagagliaio: considerato l'aumento delle dimensioni, è probabile che superi i 422 litri di quello attuale. I motori saranno condivisiCostruita sulla stessa piattaforma CMF-EV della Nissan Leaf, con ogni probabilità la Juke condividerà con la crossover giapponese anche i powertrain: questo vuol dire due motorizzazioni, da 177 e 218 CV, abbinate ad altrettanti tagli di batteria, da 52 e 75 kWh, per autonomie indicative di circa 400 e 600 chilometri. C'è spazio anche per la NismoLa Nissan ha dichiarato di voler ampliare nei prossimi anni la gamma di modelli ad alte prestazioni Nismo con sette nuove proposte. Tra queste, è molto probabile che possa arrivare anche una variante sportiva della Juke, con powertrain dual motor e trazione integrale. Al momento questa versione non è però stata confermata. Avrà sangue ingleseSarà costruita a Sunderland, nel Regno Unito, dove la Nissan ha investito miliardi per il rinnovamento dei propri stabilimenti, adeguandoli alle esigenze dei modelli a batteria: da qui uscirà anche la prossima generazione della Qashqai, anch'essa solo elettrica, prevista per il 2027. L'attuale Juke non andrà subito in pensione, e affiancherà la nuova arrivata ancora per qualche anno. La Nissan intende proporre la nuova Juke elettrica a prezzi vicini all'equivalente termica, o almeno ibrida: il prezzo di partenza (per il modello da 177 CV e batteria da 52 kWh) dovrebbe aggirarsi attorno ai 30.000 euro.
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Stati Uniti - Stop ai dazi di Trump, ma non a quelli sullauto: facciamo chiarezza
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato la politica commerciale al centro del secondo mandato immaginato da Donald Trump: i dazi reciproci introdotti lo scorso aprile non sono validi, mentre rimangono in vigore quelli su veicoli, componenti auto, acciaio, alluminio e rame. Secondo i giudici, Trump ha oltrepassato i limiti della propria autorità imponendo tariffe tramite l'International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) del 1977, una norma che secondo la Corte non conferisce al presidente il potere di imporre dazi.La decisione colpisce solo le misure introdotte tramite l'Ieepa. Ne facevano parte le tariffe reciproche a livello nazionale, con aliquote comprese tra il 10% e il 50%, e le tasse sull'importazione di merci provenienti da Canada, Messico e Cina, motivate dal tentativo di contrastare il traffico di fentanyl.I dazi sull'auto, invece, restano pienamente in vigore perché basati sulla Section 232, la legge che consente misure straordinarie in nome della sicurezza nazionale. Questa base normativa è considerata una sorta di corazza giuridica molto più difficile da contestare rispetto all'Ieepa e che, proprio per questo, non viene intaccata dalla sentenza. Perché i ricorrenti hanno vintoI ricorrenti hanno vinto facendo leva su un punto fondamentale della Costituzione USA: l'Articolo I, Sezione 8 stabilisce che solo il Congresso può imporre dazi. Trump aveva sostenuto che l'Ieepa gli permettesse di intervenire sulle importazioni in caso di emergenza, invocando due presunti pericoli, cioè il traffico di droga proveniente dai Paesi confinanti e i deficit commerciali considerati dannosi per la manifattura americana. Tuttavia, la Corte ha stabilito che l'Ieepa non menziona alcun potere tariffario e che il Congresso non ha mai delegato al presidente una facoltà tanto ampia. A indebolire ulteriormente la difesa trumpiana è stata la formula con cui venivano calcolati i dazi reciproci, basata sul rapporto fra deficit commerciale bilaterale e volume delle importazioni da ogni singolo Paese, una metodologia giudicata non coerente con il quadro normativo. C'è chi, come Stellantis, ha reagito investendoNel frattempo, molte aziende del settore automobilistico avevano scelto di reagire non sul piano legale, ma su quello industriale. Stellantis, guidata da Antonio Filosa, ha pianificato 13 miliardi di dollari di investimenti negli Stati Uniti, sospendendo momentaneamente la produzione nello stabilimento di Toluca in Messico per valutare l'impatto dei dazi e ricalibrando la produzione nordamericana per evitare penalizzazioni su modelli chiave.Il gruppo Volkswagen, particolarmente esposto a causa dell'alta percentuale di componenti importati dalla Germania, stava valutando di aumentare gli investimenti in USA e Messico. Nissan aveva già bloccato l'export verso gli Stati Uniti dei modelli Infiniti QX50 e QX55 prodotti ad Aguascalientes per evitare i dazi al 25%, mentre Volvo aveva incrementato la produzione nella fabbrica di Nuevo León subito dopo l'annuncio delle misure tariffarie. Anche Ford e General Motors avevano avviato dialoghi con l'amministrazione, valutando riallineamenti produttivi e nuove localizzazioni per ottenere crediti tariffari, esenzioni o riduzioni temporanee del carico daziario. Il piano B di TrumpAll'indomani della sentenza, Trump ha definito la decisione "una vergogna, assicurando di avere un piano B. Il verdetto non gli impedisce infatti di imporre dazi tramite altre leggi, anche se queste richiedono tempi più lunghi e prevedono limiti più severi rispetto all'Ieepa, riducendo la libertà d'azione che il tycoon aveva rivendicato. I soldi in palio: il capitolo rimborsiUn capitolo particolarmente delicato riguarda i rimborsi. Nessun presidente prima di Trump aveva invocato la legge sui poteri di emergenza per imporre dazi. Secondo uno studio della Tax Foundation, le tariffe reciproche avrebbero generato 1.500 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Con l'annullamento, però, le aziende che li hanno pagati potrebbero richiedere rimborsi per 133 miliardi di dollari. Sarebbe una doppia battuta d'arresto per Trump: la perdita di una misura economica simbolo della sua agenda e l'obbligo per lo Stato di restituire somme enormi raccolte in modo giudicato illecito.
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Modelli a gasolio - Dentro i motori diesel Stellantis: come sono fatti e perché stanno tornando sulle auto
Additati dalla politica come problema, con il rallentamento della transizione i motori diesel stanno tornando a essere una soluzione ben tollerata dalle Case. Che in alcuni casi, come in Stellantis, lo difendono e continuano a spingerlo. Riportandolo nella gamma di diversi modelli, come abbiamo già visto, per via delle sue insite doti d'efficienza e di riduzione delle emissioni di anidride carbonica (normate per le famose "multe" sulla media emissiva della gamma dei costruttori) rispetto ai tradizionali motori a benzina. Per prima cosa, bisogna capire che i diesel di oggi non sono quelli di ieri: tra filtri antiparticolato, catalizzatori sempre più efficienti e sistemi di trattamento dei gas di scarico, le emissioni inquinanti sono state drasticamente ridotte rispetto al passato. In più, i motori diesel Stellantis (come quelli di tanti altri costruttori) possono essere alimentati con nuovi carburanti, come i diesel HVO, per ridurre (compensandole) le emissioni di anidride carbonica fino al 90% durante l'intero ciclo di vita dell'auto. Nel caso di Stellantis, nella gamma "passenger car" resteranno principalmente tre propulsori a gasolio, che verranno affiancati da un'altra unità (2.2) per le vetture di derivazione commerciale. Si tratta dei 1.5 BlueHDi montati su modelli come le Peugeot 308, Opel Astra e DS N4, del 1.6 MultiJet impiegato sull'Alfa Romeo Tonale e dei 2.2 MultiJet delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio. Motori con diversi anni sulle spalle, ma che hanno ancora molto da dire per via di soluzioni tecniche raffinate, che vi spieghiamo nei prossimi paragrafi. Il 1.5 BlueHDiProposto sui modelli ex-PSA (marchi Citroën, DS, Opel e Peugeot), il 1.5 BlueHDi a gasolio del gruppo Stellantis è proposto in una versione da 131 cavalli, che equipaggia modelli medio-piccoli come le Opel Astra e Peugeot 308.La nomenclatura interna è PSA DV5, con questo 1.499 cm3 che deriva da un progetto Ford, il DLD-415 (impiegato da modelli come la Focus, la EcoSport e la B-Max), dal quale si distacca per svariati affinamenti tecnici, a partire dal monoblocco in alluminio, come la testa.L'alesaggio è di 75 mm e la corsa di 84,8 mm, mentre la distribuzione bialbero prevede quattro valvole per cilindro. A comandare i due assi a camme è presente una cinghia, con punterie idrauliche e bilancieri a rullo.Quattro iniettori piezoelettrici arrivano ad alimentare il propulsore a una pressione di 2.000 bar (common rail a iniezione diretta) e si abbinano a un turbocompressore a geometria variabile: la potenza massima di questa unità è di 131 CV a 3.750 giri/min con 300 Nm di coppia a 1.750 giri.Trattandosi di un motore BlueHDi, nella linea di scarico è presente un sistema SCR con AdBlue affiancato da un filtro antiparticolato, che abbatte le emissioni inquinanti.A seconda del modello, consumi ed emissioni variano leggermente, attestandosi comunque sotto i 5 l/100 km e 130 g/km di CO. Il 1.6 diesel Alfa RomeoLa gamma Alfa Romeo Tonale comprende un propulsore diesel con valori simili a quelli del motore exPSA, 131 CV e 320 Nm, pur senza alcuna parentela tecnica. Si tratta di un 1.598 cm MultiJet, una tecnologia che incrementa il numero delle iniezioni nella camera di combustione rispetto al common rail tradizionale, migliorando prestazioni ai bassi regimi e riducendo rumorosità ed emissioni.Le origini risalgono al 2008, con il debutto sulla Fiat Bravo. Da allora il motore ha subito vari aggiornamenti fino all'attuale versione Euro 6e. Presenta un rapporto di compressione 16,5:1, alesaggio da 79,5 mm e corsa da 80,5 mm, con turbina a geometria variabile e basamento in ghisa. La distribuzione adotta un doppio albero a camme con quattro valvole per cilindro, comandata da una cinghia, mentre il peso complessivo è di circa 150 kg.La potenza massima è di 131 CV a 5.500 giri/min con 320 Nm a 1.500 giri, permettendo alla Tonale di raggiungere 194 km/h e coprire lo 0100 in 10,9 secondi. Il motore è abbinato esclusivamente a un cambio automatico TCT a 6 rapporti con trazione anteriore. I consumi si attestano tra 5,5 e 5,7 l/100 km, con emissioni di circa 140 g/km di CO.Con l'introduzione delle norme Euro 6, sono state apportate migliorie per ridurre consumi ed emissioni, adottando inizialmente un catalizzatore LNT, poi sostituito da un più efficiente SCR con AdBlue. Il 2.2 diesel Alfa RomeoDalla stessa famiglia B del 1.6 MultiJet deriva anche il 2.2 MultiJet II, installato su Alfa Romeo Giulia e Stelvio. un quattro cilindri da 2.184 cm, sviluppato per sostituire il 2.0 MultiJet e migliorare la prontezza ai bassi regimi. Debuttò nel 2015 sulla Jeep Cherokee, arrivando nel 2016 sulla Giulia, dove la cubatura fu leggermente ridotta a 2.143 cm (alesaggio 83 mm, corsa 99 mm), mantenendo il rapporto di compressione a 15,5:1.Il basamento, la testa e la coppa dell'olio sono in alluminio, una soluzione inedita per i diesel FCA. Anche i pistoni sono in alluminio con rivestimento in grafite. Le quattro valvole per cilindro sono comandate da due alberi a camme, con una cinghia dentata che muove l'albero di scarico, mentre quello d'aspirazione è azionato da ruote dentate.La turbina è a geometria variabile con cuscinetti a sfera, riducendo il ritardo di risposta rispetto alle bronzine tradizionali. Sono presenti contralberi di equilibratura per migliorare la fluidità di funzionamento.Durante i suoi dieci anni di carriera il motore è stato offerto in vari livelli di potenza, da 136 fino a oltre 200 CV. Oggi è disponibile con 160 CV (450 Nm) o 210 CV (470 Nm), in entrambi i casi con coppia massima a 1.750 giri/min, abbinato al cambio automatico a 8 rapporti e trazione posteriore o integrale.
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Il lancio - Nuova Mazda CX6e, aperti i preordini: tutto su prezzi e consegne della Suv elettrica
Con l'apertura dei preordini della nuova CX-6e, la Mazda aggiunge un ulteriore tassello nella propria strategia di elettrificazione. La Suv, proposta con prezzi a partire da 46.750 euro (dalla prossima settimana arriveranno nuove promozioni), si presenta con un look coerente con i canoni di design del marchio giapponese, tra pulizia delle linee e soluzioni come le portiere con cristalli senza cornice e le maniglie a scomparsa, che contribuiscono a migliorare l'efficienza aerodinamica. Le prime consegne sono previste in estate. Oltre 250 CV e tanta autonomiaSotto il profilo tecnico, la Mazda CX-6e adotta un'architettura a trazione posteriore, una scelta che riflette la volontà di mantenere un'impronta dinamica precisa e un bilanciamento dei pesi ottimale. Il propulsore elettrico sviluppa una potenza di 258 CV ed è alimentato da un pacco batterie da 78 kWh che la Casa definisce Standard Range, per autonomie fino a 484 km. Di serie è prevista la pompa di calore, una soluzione fondamentale per preservare l'autonomia nei climi invernali, mentre per il rifornimento si può sfruttare un caricatore di bordo trifase da 11 kW, oppure collegarsi a colonnine a corrente continua sfruttando una potenza massima di 195 kW, per ripristinare dal 30 all'80% dell'autonomia in 15 minuti. Interni raffinatiL'ambiente interno è dominato da un display centrale da 26,45 pollici, abbinato a un Head-Up Display: di serie è prevista anche la compatibilità wireless per i vari smartphone. L'impianto audio prevede 23 altoparlanti, mentre il sistema di climatizzazione è un bi-zona dotato di purificatore d'aria con filtro 2.5 PM e ionizzatore. A seconda dell'allestimento, la dotazione include svariate tecnologie votate alla sicurezza, come i retrovisori esterni e interni di tipo digitale e il monitor a 360 con funzione See-Through View, per vedere anche al di sotto dell'auto. Mazda CX-6e: i prezziLa versione d'ingresso, denominata Takumi, è proposta a 46.750 euro, mentre la variante Takumi Plus, che arricchisce l'offerta con cerchi da 21 pollici e interni di pelle artificiale bicolore, parte da 49.750 euro.
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F1, Test Bahrain - Ferrari chiude con il miglior tempo nell'ultimo giorno di prove
Nell'ultima giornata di test in Bahrain Charles Leclerc è stato il più veloce di tutti. Un riferimento utile, ma non definitivo, come spesso accade quando i test finiscono e le risposte vere restano volutamente avvolte in un alone di mistero. La Ferrari ha però lasciato il deserto di Sakhir con segnali concreti e la situazione appare ben diversa rispetto a un anno fa: continuità di programma, pochi intoppi e una SF-26 che, almeno per ora, non sembra chiedere compromessi estremi per andare forte.Leclerc ha lavorato per l'intera giornata, mettendo insieme 132 giri, abbassando progressivamente il riferimento fino all'1'31992, miglior tempo non solo del venerdì ma dell'intera sessione di test. Un crono segnato nel pomeriggio, quando la pista ha iniziato a offrire condizioni più rappresentative.Programmi diversi, letture complesseAlle spalle della Ferrari si è inserita la McLaren, con Lando Norris secondo a quasi nove decimi. Un distacco ampio, che però racconta più la differenza di programmi che una reale gerarchia. Woking ha diviso il lavoro tra mattina e pomeriggio, dedicando ampio spazio a verifiche tecniche sulla MCL40 prima di concedere a Norris una finestra per spingere.Terzo tempo per Max Verstappen, con una Red Bull Racing apparsa meno appariscente rispetto al recente passato, ma fedele alla propria filosofia: pochi giri da copertina e molta sostanza nascosta nelle simulazioni. Il passo gara resta il vero metro di giudizio, e come spesso accade Milton Keynes sembra aver preferito non mostrarlo.Mercedes punta a migliorare l'affidabilitàGiornata solida anche per la Mercedes, quarta con George Russell, chiamato a macinare chilometri dopo lo stop mattutino del rookie Kimi Antonelli per un problema tecnico. Nessun acuto oggi, ma un lavoro metodico che era l'obiettivo principale di questo venerdì. Alle spalle dei top team si è messa in evidenza anche la Alpine, con Pierre Gasly quinto. Un risultato che conferma una vettura costante, qualità rara in questa fase.Se c'è un dato che vale più del miglior giro, è il numero di tornate. In questo senso, il venerdì di Sakhir ha premiato chi ha potuto lavorare senza interruzioni: Arvid Lindblad ha chiuso con il maggior numero di giri di giornata, mentre Carlos Sainz ha continuato a costruire feeling con la Williams, sperimentando anche la C5 nel finale.Più complicato, invece, il venerdì della Aston Martin: Lance Stroll ha percorso pochi giri non cronometrati a causa dei problemi alla batteria che avevano già limitato il lavoro di Fernando Alonso il giorno precedente. Il team non ha potuto fare molto oggi, perché aveva finito i pezzi di ricambio e ha terminato la giornata con molto anticipo rispetto a tutti gli altri.Verso MelbourneI test finiscono qui, come sempre lasciando più domande che certezze. Mercedes e McLaren sembrano le favorite, almeno in vista di Melbourne, con Ferrari e Red Bull poco lontane. Il prossimo cronometro, quello che conterà davvero, scatterà con il Gran Premio d'Australia in programma dal 6 all'8 marzo. E allora sì, i riferimenti di Bahrain smetteranno di essere ipotesi.
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Istat - Sempre di più e sempre più vecchie: le auto in Italia sono 700 ogni 1.000 abitanti, è record europeo
Che sia amore per l'auto o dipendenza forzata per mancanza di una valida alternativa, un punto è certo: l'Italia sfonda il muro delle 700 vetture ogni 1.000 abitanti, facendo il vuoto dietro di sé nel Vecchio Continente. Basti dire che la media dell'Unione Europea si ferma a 578, con Germania, Francia e Spagna rispettivamente a 590, 579 e 544, come recita il report Istat 2024 appena reso noto. Più mezzi, più vecchiMentre nel resto dell'UE la curva della mobilità privata si stabilizza, da noi si impenna. In Italia, che si conferma leader di questa classifica, il tasso di motorizzazione cresce del 4,5% dal 2020, ma il parco circolante invecchia: due auto su tre hanno almeno otto anni, e una su quattro è over 20, con ripercussioni negative su ambiente, sicurezza stradale, prezzi assicurativi RCA e costi sociali dei sinistri. Dove ci sono più autoAl di là dei fattori culturali e sociali, l'Istat rileva che i tassi di motorizzazione più bassi si trovano dove il servizio di mezzi pubblici è più abbondante (come nei grandi capoluoghi del Nord). Al contrario, nel Mezzogiorno e nelle isole, l'auto diventa una scelta obbligata per garantirsi la mobilità quotidiana, portando ai picchi del Sud, con Catania da primato a 824 veicoli ogni 1.000 abitanti. Dando invece un'occhiata al numero di auto per km quadrato dei Comuni capoluogo, Napoli comanda con 7.500, seguita oltre quota 6.000 da Catania, Milano, Palermo e Torino.
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Monte Bianco - La chiusura del Traforo può causare uno shock economico da 11 miliardi
Uno choc economico per l'Italia nord-occidentale: ecco cosa potrebbero rappresentare le chiusure programmate di cinque anni del Traforo del Monte Bianco per manutenzione. Senza lo snodo tra Italia e Francia, secondo le stime della Confindustria, il rischio è che si generino perdite fino a 11 miliardi di euro al 2054. Scenario grigio anche se la chiusura fosse di cinque mesi l'anno per 30 anni: il danno ammonterebbe a 7,8 miliardi di euro.Parliamo infatti di un'infrastruttura strategica per la Valle d'Aosta e per il Nord-Ovest, considerando l'export verso la Francia e l'import di merci francesi tramite i TIR, e i flussi turistici (bus e auto) provenienti dalla stessa nazione transalpina e dalla Svizzera. Soluzioni insoddisfacentiL'alternativa del Frejus e quella del Gran San Bernardo non compensano lo stop al Monte Bianco, spiega Confindustria, generando maggiori costi logistici con allungamento dei tempi, che si traducono in riduzione di competitività per imprese e operatori turistici. Un precedente significativoNel 2019, ultimo anno pre-pandemico senza chiusure, si sono registrati 1,96 milioni di transiti (fra 1,3 milioni di veicoli leggeri e 649 mila mezzi pesanti): con la chiusura 1999-2002, a seguito dell'incendio nel tunnel, il PIL regionale ha registrato uno scostamento del -5,1% rispetto alla dinamica nazionale, conclude Confindustria.L'associazione propone di costruire una seconda canna, che permetterebbe di effettuare interventi di manutenzione senza interruzioni e di incrementare significativamente i livelli di sicurezza.
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Serie speciale - Jeep Gladiator Whitecap: il pick-up si veste di bianco per gli 85 anni del marchio
Dopo la Wrangler, i festeggiamenti per gli 85 anni della Jeep arrivano anche per il pick-up: la Casa americana ha infatti presentato il Gladiator Whitecap, seconda versione speciale della gamma Convoy ispirata ai modelli storici del marchio. Elementi bianchi a contrastoL'allestimento Whitecap inoltre la stessa filosofia della variante proposta sulla Wrangler, ed è disponibile in combinazione con le versioni Sahara, Rubicon, Rubicon X, Mojave e Mojave X con un sovrapprezzo di 495 dollari (tasse escluse). La personalizzazione comprende la verniciatura Bright White del tetto, dei montanti posteriori e della griglia frontale, oltre all'applicazione di adesivi personalizzati Bright White. Non sono previste modifiche agli accessori dei rispettivi allestimenti.
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Test su strada - Tesla Model 3 Standard: rinuncia a qualcosa, ma non al piacere di guida
La nuova Tesla Model 3 Standard diventa la vera porta d'ingresso alla gamma elettrica di Elon Musk: costa meno (si parte da 36.990 euro), rinuncia a parte della dotazione premium ma conserva piattaforma digitale, efficienza e qualità dinamiche della sorella Long Range. L'autonomia arriva fino a 534 km WLTP e la guida resta sempre equilibrata e confortevole. Ecco come va su strada. Non sembra una "base"La strategia è chiara: rendere più accessibile la berlina Tesla senza stravolgerne identità e tecnologia. Dal punto di vista estetico, la Model 3 Standard si distingue poco dalle versioni superiori: i cerchi specifici da 18 sono l'unico indizio evidente. Per il resto, linee, gruppi ottici e proporzioni restano quelli della Model 3 aggiornata, con un impatto visivo sempre pulito e moderno.Si riduce invece la palette colori: il bianco resta incluso nel prezzo, mentre le uniche alternative sono Grigio Stealth e Nero Diamante, entrambe a 1.300 euro. Il vero contenimento dei costi, però, si concentra soprattutto in abitacolo. Interni: meno raffinati, ma l'esperienza Tesla restaRispetto alla Long Range RWD, la Standard rinuncia ad alcune dotazioni percepite come più di rappresentanza. I sedili passano dalla pelle vegana al tessuto, quelli anteriori sono meno profilati e dietro spariscono sia il riscaldamento sia lo schermo posteriore da 8 pollici. Addio anche all'illuminazione ambientale e alle regolazioni elettriche di volante e specchietti.Quello che resta, però, è ciò che definisce davvero una Tesla - radio compresa, che inizialmente sembrava destinata a sparire - e soprattutto l'intero ecosistema digitale:schermo centrale da 15,4 con app e funzioni remote;pianificatore di viaggio intelligente;Modalità Sentinella e Dog Mode;comandi vocali con sistema AI Grok;Autopilot di serie;aggiornamenti OTA;doppia ricarica wireless;fari adattivi e telecamera frontale di ultima generazione.In sostanza, cambia il confort percepito, non la struttura: l'ossatura tecnologica resta intatta. Su strada: fluida e piacevoleAl primo contatto emerge subito una caratteristica chiara: la Model 3 Standard non punta a stupire, ma a convincere. La spinta del motore è immediata ma progressiva, meno spettacolare rispetto alle versioni più potenti, ma estremamente fluida nell'uso reale.In città e nel traffico l'erogazione è facile da modulare; fuori porta la ripresa resta pronta, senza mai diventare brusca. quel che serve per muoversi con disinvoltura e per affrontare un sorpasso dell'ultimo secondo con naturalezza.L'assetto continua a essere uno dei punti forti della Model 3 aggiornata. Il baricentro basso e la buona rigidità della scocca garantiscono stabilità nei cambi di direzione, mentre la taratura delle sospensioni privilegia il confort senza perdere controllo sui movimenti di cassa.Sulle sconnessioni l'assorbimento è convincente; nei curvoni veloci l'auto resta molto composta, trasmettendo una sensazione di sicurezza che cresce con l'aumentare della velocità. E tra le curve in collina si viaggia che è un piacere. Efficienza prima di tutto: autonomia in crescitaCome da tradizione Tesla, la capacità della batteria non viene dichiarata (parliamo di circa 60 kWh), ma i numeri sull'efficienza parlano chiaro: la Model 3 Standard RWD dichiara 534 km WLTP, con un consumo medio di 13 kWh/100 km.Le prestazioni restano coerenti con la filosofia dell'auto: 0-100 km/h in 6,2 secondi, più che adeguato nell'uso quotidiano (circa un secondo in più rispetto alla Long Range RWD). Quest'ultima mantiene un vantaggio nei viaggi lunghi, grazie alla batteria più capiente, ma la Standard punta tutto su equilibrio e razionalità. Spazio e praticità: nulla è sacrificatoIl taglio di prezzo non intacca la funzionalità. Il bagagliaio posteriore resta molto capiente: 682 litri, che diventano 1.659 litri abbattendo i sedili. A questi si aggiungono 88 litri del vano anteriore (meno curato nelle finiture, come sulla Model Y).Sono numeri che confermano la Tesla Model 3come una delle elettriche più sfruttabili anche in chiave familiare.I prezzi della Tesla Model 3 in ItaliaModel 3 Standard RWD: 36.990 Model 3 Premium Long Range RWD: 42.690 Model 3 Premium Long Range AWD: 48.790 Model 3 Performance: 57.490 Fino al 31 marzo 2026, la Standard beneficia di un bonus diretto di 2.975 euro, che porta il prezzo a 34.015 euro. In alternativa, sono disponibili leasing allo 0,99% e finanziamenti all'1,99%, con rate a partire da 299 euro.
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Test a Vairano - Lexus, abbiamo provato in pista il volante a cloche della RZ: ecco perché batte lo yoke Tesla
Giusto pochi mesi fa vi abbiamo raccontato le nostre prime impressioni sulla versione aggiornata della Lexus RZ, la SUV elettrica del marchio giapponese. Un volante molto particolare, perché al posto della classica corona circolare ha una cloche ispirata al mondo aeronautico. La stessa tipologia di comando che la Cina vorrebbe proibire e che in questi giorni è sulla bocca di tutti. Questa soluzione, che Lexus chiama One Motion Grip, ricorda lo yoke (traduzione letterale giogo) già adottato da Tesla, con una differenza fondamentale: nelle berline e crossover della Casa americana resta un collegamento meccanico fra quest'ultimo e il volante (solo il Cybertruck adotta un sistema steer-by-wire, come la Lexus RZ), con una demoltiplicazione molto spinta che può portare a un'eccessiva sensibilità, soprattutto nelle manovre in velocità.Nella D-SUV giapponese tutto è gestito dall'elettronica e i movimenti delle ruote rispetto al volante sono affidati ad attuatori elettromeccanici. Quale miglior modo, quindi, di testarne la validità, se non in pista? E non in una qualunque: abbiamo infatti provato la BEV premium del gruppo Toyota proprio da noi, sul circuito di Vairano. Ospiti in casa nostraA onor del vero non si è trattato di un test con i collaudatori del nostro Centro Prove, ma dell'evento di lancio della nuova Lexus RZ in Italia, che il marchio ha voluto organizzare proprio sulla nostra pista, invitando media, concessionarie e gestori di flotte aziendali.Quello che mi interessava verificare erano le sensazioni nella guida al limite, sia in termini di facilità di inserimento e percorrenza di curva, sia nel feeling restituito dal volante, per esempio quando si sale sui cordoli. In entrambi i casi il giudizio è più che positivo, anche con la pioggia che ha accompagnato il test. Le reazioni sono molto naturali e ci si abitua subito a gestire, con piccoli angoli del volante, anche curve molto strette.Al contempo, in velocità il comando non risulta eccessivamente sensibile. In realtà è l'elettronica ad adattare la demoltiplicazione in base alla velocità e ad altri parametri monitorati in tempo reale, quali l'accelerazione laterale o l'angolo di imbardata. Come funziona?Per trasmettere il movimento dal volante alle ruote, il sistema One Motion Grip sfrutta sensori che rilevano i movimenti del primo e attuatori che, in base alle elaborazioni di una centralina dedicata, agiscono sulla cremagliera dello sterzo.Vale però anche il viceversa, perché lo yoke deve trasmettere al guidatore il feeling di quanto la vettura sta facendo, risultando più o meno pesante e seguendo il movimento delle ruote. In questo, l'assenza di collegamenti meccanici è un plus, perché consente all'elettronica di filtrare i disturbi (come le piccole irregolarità dell'asfalto o le vibrazioni eccessive sui cordoli), restituendo attraverso un motorino elettrico solo le informazioni realmente utili alla guida. Quanto è sicuro?L'altro dubbio, più che lecito, riguarda la sicurezza dello steer-by-wire. Detto in altri termini: cosa succede se un attuatore si rompe o se l'elettronica va in blackout? La risposta viene dall'aeronautica, a cui il sistema One Motion Grip si ispira: tutti i componenti sono ridondanti.Se quindi quello principale dovesse rompersi, il suo compito verrebbe svolto da un gemello. Per scongiurare eventuali problemi di alimentazione elettrica, è inoltre presente una seconda batteria a 12 volt, più piccola, pensata per superare l'emergenza e consentire di gestire la vettura in sicurezza. Quanto costa?Il sistema è di serie sulla Lexus RZ 550e F-Sport (408 CV e trazione integrale), con un listino di 75.900 euro. Ed è proprio questa la versione che ho guidato sul circuito di Vairano, provando per curiosità anche la funzione Interactive Manual Drive: si attiva premendo il tasto M sulla console e simula la presenza di un cambio a otto marce, con tanto di finto contagiri e limitatore che impedisce fuorigiri, ovviamente virtuali (come il finto rombo che accompagna la guida). Le cambiate si gestiscono in punta di dita tramite i piccolissimi paddle dietro al volante. Effetto wow garantito. Reale utilità? L'effetto di freno motore in scalata, associato a una maggiore rigenerazione a gas rilasciato.Tornando allo steer-by-wire, apprezzabile anche nelle prove di slalom e in manovra, è disponibile al prezzo di 2.300 euro anche per l'allestimento intermedio 500e Luxury (380 CV, trazione integrale e prezzo di 69.900 euro), mentre la versione d'accesso Executive (224 CV, trazione anteriore e 59.900 euro di listino) non può averlo.Per tutte le versioni la batteria è da 77 kWh lordi (72,5 kWh netti), con percorrenze dichiarate da 450 km (F-Sport) a 568 km (Executive). Al lancio è prevista una promo di 10.000 euro, oltre alla wallbox per la ricarica domestica o aziendale, all'antifurto satellitare LoJack e a tre tagliandi in omaggio.
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Stellantis - Fiat Topolino: tutte le versioni, serie speciali e oneoff della microcar elettrica
La Topolino è la microcar elettrica della Fiat, costruita sulla base della Citroën Ami: un quadriciclo elettrico leggero, guidabile a partire dai 14 anni di età. Da quando è arrivata sul mercato, ormai nel 2023, ha conquistato per lo stile riuscito e sbarazzino, con qualche richiamo allo storico "Cinquino", ma anche per le sue dimensioni lillipuziane (e conseguente facilità di parcheggio). La Fiat Topolino è commercializzata in tre versioni, ma non sono le uniche in circolazione. Le cose che hanno in comuneLa Fiat Topolino è lunga 2,53 metri (poco di più rispetto alla Ami) e mette a disposizione due posti a sedere disassati: in questo modo, le spalle e le braccia degli occupanti non si danno fastidio a vicenda. Interni spartani, con un piccolo schermo dietro il volante e un supporto per attaccare il proprio smartphone. Il motore elettrico (montato all'anteriore) ha una potenza di 8,2 CV e permette di raggiungere la velocità massima - imposta per legge - di 45 km/h. La batteria agli ioni di litio da 5,4 kWh assicura un'autonomia dichiarata di 75 km (il nostro Centro prove ne ha rilevati 53). La ricarica si effettua in qualche ora sfruttando una presa domestica a 2,3 kW grazie al cavo integrato con presa Schuko. Topolino Verde VitaLa prima ad arrivare sul mercato, e ovviamente la più diffusa: la colorazione è il verde acqua che abbiamo imparato a riconoscere sulle nostre strade. Come tutte le Topolino in commercio, è possibile arricchirne la dotazione con alcuni accessori tra cui tappetini, portapacchi, speaker wireless e coprisedili (che all'occorrenza si trasformano in telo mare). Il prezzo? 9.890 euro. Topolino CoralloPresentata qualche giorno fa, introduce una nuova colorazione rosso brillante, che la Fiat chiama Corallo, ottenuta miscelando la tinta direttamente nell'impasto plastico della carrozzeria. In questa versione arriva anche un quadro strumenti digitale più grande (5,7" contro i 3,5" della Topolino Verde Vita), con grafica più nitida e intuitiva. Costa 100 euro in più: 9.990 euro. Topolino DolcevitaLa versione "scoperta" della microcar torinese nasce per muoversi nelle località di villeggiatura: ha il tetto apribile in tela, i tappetini in stile nautico e, al posto delle portiere, dei cordoni che si agganciano alla carrozzeria. Il prezzo è lo stesso della versione chiusa: 9.890 euro. Topolino CarabinieriForse non ha l'appeal di una berlina Alfa Romeo o le prestazioni di una Maserati, ma la piccola Topolino in divisa permette di svolgere operazioni di pattuglia in zone poco accessibili dalle auto più tradizionali, dalle stradine della Costiera Amalfitana e delle isole di Capri e Ischia, ai vicoli del centro storico di Roma. La livrea è inconfondibile, con il blu metallizzato, le scritte di riconoscimento su fiancate, cofano e portellone e i lampeggianti a led blu. Topolino one-off e serie specialiLe versioni speciali della Topolino sono innumerevoli, e non è difficile immaginare il perché: simpatica, sbarazzina, le sue forme si prestano a personalizzazioni e colorazioni insolite. La one-off dell'artistaAlla fine dello scorso anno, all'Art Week di Miami, l'artista Romero Britto, fondatore del movimento Happy Art, ha portato una one-off coloratissima e vivace, per celebrare l'imminente debutto della microcar elettrica negli Stati Uniti. Le cinque firmate CavazzanoPer festeggiare i 100 anni della Disney, la Fiat ha commissionato cinque one-off disegnate dai designer del Centro Stile con la partecipazione del maestro Giorgio Cavazzano. Quelle della GalloIn occasione della Milano Design Week 2025, l'azienda tessile Gallo ha realizzato quattro livree per altrettanti esemplari, utilizzati per circolare durante la settimana meneghina. La "spiaggina" in serie limitataLa scorsa estate la Fiat ha presentato una serie limitata della Dolcevita sviluppata in collaborazione con il brand francese Vilebrequin, ispirata al mondo della nautica, in livrea bianca e blu, proposta a 13.490 euro. La "spiaggina" customLa Carrozzeria Castagna ha invece realizzato due interpretazioni della spiaggina, corta e lunga, con nuovi elementi della carrozzeria stampati in 3D, ampio uso di legno e materiali nautici, con prezzi da 25 mila euro a salire (auto esclusa). Chi la può guidareLa Fiat Topolino è un quadriciclo elettrico leggero, e come tale può essere guidata (senza passeggeri) a partire dai 14 anni, ma solo dopo aver conseguito la patente AM. Con lo stesso permesso di guida, dai 16 anni in poi si può trasportare un passeggero. Chi possiede la patente B, quella per guidare le automobili, non ha limitazioni specifiche. Quanto costa la Fiat TopolinoA parte le one-off e le edizioni speciali che non sono in commercio, e al netto di incentivi e promozioni, la Fiat Topolino ha i seguenti prezzi di listino:Fiat Topolino Verde Vita: 9.890 euroFiat Topolino Corallo: 9.990 euroFiat Topolino Dolcevita: 9.890 euro
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Tesla - Il Cybertruck è un flop: Musk taglia i listini, arriva un nuovo modello base"
Nel tentativo di risollevare le vendite del Cybertruck ("la miglior Tesla mai prodotta", secondo Elon Musk), Tesla ha introdotto negli Stati Uniti una nuova versione a trazione integrale da 59.990 dollari: si tratta di una nuova "base", che supera per dotazioni e prestazioni la più costosa variante a trazione posteriore, uscita dai listini.Il nuovo allestimento offre di serie le sospensioni attive, la copertura elettrica del vano posteriore, il Powershare V2X e dichiara 520 km di autonomia. Nonostante massa e dimensioni, accelera da fermo fino a 60 miglia orarie (96 km/h) in 4,1 secondi. Vendite al 10% delle previsioniLe vendite del pick-up elettrico (che abbiamo provato anche in Italia) sono nettamente al di sotto delle aspettative, attestandosi a circa il 10% dei volumi previsti, mentre lo stock di veicoli disponibili ha raggiunto numeri molto elevati.Annunciato nel 2019 con prezzi a partire da 40.000 dollari, il modello ha debuttato sul mercato solo nel 2023, con versioni comprese tra 70.000 e oltre 100.000 dollari.Tesla ha inoltre ritoccato il prezzo del top di gamma Cyberbeast, riducendolo di 15.000 dollari, riportandolo così ai livelli della primavera scorsa.
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Infotainment - Apple CarPlay si apre alle altre AI: ChatGPT e Gemini arrivano in auto con iOS 26.4
La Apple è pronta a introdurre l'intelligenza artificiale di terze parti anche sulle auto tramite il protocollo Apple CarPlay. La prossima release 26.4 del sistema operativo iOS, prevista in primavera, renderà infatti possibile utilizzare ChatGPT, Gemini e altri sistemi all'interno dei dispositivi di Cupertino, integrandosi con l'infotainment di bordo e offrendo così un'alternativa a Siri. Dialogo naturale anche in autoTrattandosi di assistenti virtuali, l'interfaccia sarà quella vocale, fondamentale per la sicurezza durante la guida. Stando alle indicazioni inviate agli sviluppatori dalla Apple, dovrebbe essere prevista anche una schermata di feedback in cui l'utente può valutare la qualità dell'interazione con la AI. La stessa fonte specifica anche che l'IA non potrà controllare il veicolo o il telefono durante la guida. Apple Intelligence collabora già con GoogleLa Apple ha recentemente aperto a integrazioni esterne anche nel mondo degli smartphone e dei computer: a gennaio è stato infatti annunciato l'arrivo di Apple Intelligence, che evolve Siri grazie alla collaborazione con Google per l'uso dei modelli di Gemini sui prodotti di ultima generazione.
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Gruppo Volkswagen - Scout Motors rinvia SUV e pick-up elettrici: luscita slitta al 2028 per problemi tecnici
La Scout Motors, storico marchio statunitense rilevato dal gruppo Volkswagen, avrebbe dovuto lanciare i suoi primi modelli, una SUV e un pick-up, nel 2027. Stando a quanto riferisce il giornale tedesco Der Spiegel, l'azienda si è imbattuta in non meglio precisati problemi tecnici, che potrebbero posticipare l'avvio della produzione all'estate del 2028.A questo si aggiungono le questioni finanziarie del gruppo tedesco che, seppur non responsabili del ritardo, di certo non aiutano. I modelli in arrivo (nel 2028)La SUV Traveler e il pick-up Terra saranno costruiti su una piattaforma body-on-frame proprietaria da 800 V e potranno montare powertrain full electric (con autonomie fino a 560 chilometri) oppure con range extender (fino a 800 km), in configurazione dual motor con trazione integrale e fino a 1.300 Nm di coppia. Il posizionamento del marchio è rivolto agli appassionati dell'off-road premium, che troveranno soluzioni specifiche per il fuoristrada, ma anche interni minimalisti e lussuosi.
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Stellantis - Peugeot 2026: le novità in arrivo, dalle 308 e 408 restyling alla 208 GTi elettrica
La Peugeot apre il 2026 portando nelle concessionarie una delle sue best seller, la rinnovata 308, oggetto di restyling lo scorso anno (la terza generazione ha debuttato nel 2021). Alla fine dell'estate arriverà anche la nuova 408, che si rinnova senza snaturare il modello del 2022.Entro la fine dell'anno (ma non è confermato) potremmo vedere la Peugeot 208 GTi, che riporta in auge un modello iconico degli anni Ottanta, mentre gli appassionati di videogiochi possono scoprire in anteprima su Fortnite la concept che anticipa la nuova serie della compatta francese, con il volante Hypersquare (che abbiamo provato). Peugeot 408La crossover francese (ma anche un po' berlina e un po' fastback) si aggiorna per il 2026, in particolare per quanto riguarda il frontale: qui cambiano alcuni dettagli della calandra e della firma luminosa, ora posta su due livelli, in linea con quanto visto sulla 308. Al posteriore debutta per la prima volta su una Peugeot la scritta illuminata al centro del portellone. Nessuna novità all'interno, dove rimane il sistema multimediale da 10" (aggiornato nella grafica, così come la strumentazione). Lunga 4,70 metri, la nuova 408 continua a offrire un bagagliaio da 536 litri, che arrivano a oltre 1.600 con i sedili reclinati. Per quanto riguarda le motorizzazioni, la Casa del Leone punta sempre sull'elettrificazione. In gamma troviamo il benzina mild hybrid da 145 CV, abbinato al cambio automatico a sei marce, seguito dal plug-in hybrid da 240 CV (con la nuova batteria da 17,2 kWh, per un'autonomia elettrica di 85 km) con un nuovo cambio a doppia frizione. Infine c'è la versione 100% elettrica da 156 CV, con batteria da 58,4 kWh e autonomia fino a 450 km, e che porta in dote anche la funzione V2L per alimentare dispositivi esterni.Quando arriva: settembre 2026Motorizzazione: ibrida, elettricaQuanto costerà: da circa 38 mila euro Peugeot 308A più di quattro anni dal suo debutto la media francese si aggiorna con ritocchi che coinvolgono soprattutto il frontale, con i nuovi fari sdoppiati, le luci diurne in alto e i proiettori più in basso. Inedita anche la firma luminosa, accompagnata dal logo illuminato e da una sequenza di led che unisce visivamente la parte alta. Dietro, la grafica 3D dei fari a led diventa di serie per tutta la gamma. Invariati gli interni, che mantengono il buon livello di qualità percepita del modello precedente. Aggiornata solo la grafica del quadro strumenti digitale. La Peugeot 308 è disponibile come sempre in versione berlina e station wagon, che ha un bagagliaio a prova di trasloco: da 598 a 1.487 litri. Sul fronte delle motorizzazioni, c'è la mild hybrid da 145 CV con il cambio automatico a sei marce, la plug-in da 195 CV complessivi e batteria da 17,2 kWh, per percorrere 85 km a motore termico spento. C'è l'elettrica da 156 CV con batteria da 58,4 kWh (450 km di autonomia) e la turbodiesel con il 1.5 da 131 CV e 300 Nm, abbinato al cambio automatico a 8 rapporti.Quando arriva: febbraio 2026Motorizzazione: ibrida, gasolio, elettricaQuanto costerà: da 34.140 euro Peugeot E-208 GTiDella versione "cattiva" della Peugeot 208 elettrica non abbiamo ancora una data di arrivo sul mercato: presentata lo scorso giugno, potrebbe venir svelata ufficialmente prima della fine dell'anno. Le tre lettere rimandano subito all'icona degli anni Ottanta, ma questa volta è tutta elettrica. Il powertrain e le novità meccaniche sono le stesse della Ypsilon HF: motore elettrico da 280 CV e 345 Nm di coppia, un differenziale autobloccante all'anteriore, telaio ribassato di 30 mm e carreggiate allargate di 56 mm davanti e di 27 dietro, dove c'è anche una barra antirollio. I numeri? 0-100 in 5,7 secondi e velocità massima di 180 km/h. La batteria da 54 kWh, con un sistema di raffreddamento ad hoc per questo modello, dovrebbe assicurare un'autonomia di 350 km nel ciclo WLTP. Caratterizzata da un colore rosso brillante, fuori si riconosce subito per i passaruota allargati, i nuovi spoiler frontale inferiore e diffusore, i cerchi con le pinze freno colorate. Dentro abbondano i dettagli sportivi: cinture di sicurezza rosse, sedili anteriori avvolgenti con poggiatesta integrati, dettagli rossi su rivestimenti, fianchetti porta, plancia e corona del volante, con finiture in pelle e Alcantara.Quando arriva: presentazione nel 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da 50.700 euro
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Anfia - Auto UE, lallarme Anfia: 250 mila posti di lavoro a rischio se Bruxelles non cambia le regole
La deindustrializzazione del comparto auto europeo è una realtà certificata dai numeri: 100.000 licenziamenti negli ultimi 15 mesi nel settore diretto (230.000 considerando anche l'indotto), più una previsione di altri 250.000 tagli in quattro anni, se Bruxelles non dovesse cambiare le regole della transizione elettrica.A fornire l'istantanea alla Camera è stato il presidente dell'Anfia, Roberto Vavassori, durante l'audizione sul Pacchetto Automotive di Bruxelles.Il pasticcio della Commissione UEIl numero uno dell'Associazione nazionale filiera industria automobilistica critica la proposta della Commissione UE (obiettivo CO tagliata del 90% anziché del 100% nel 2035 sul 2021): un pasticcio, un'occasione mancata", ha detto Vavassori. "Chiediamo uno sforzo di comprensione delle nostre richieste, sintetizzabili nell'adozione del principio di neutralità tecnologica.Altrimenti, dice l'Anfia, si rischia un'ondata di licenziamenti, non dovuti solo alla regolamentazione UE. L'esecutivo comunitario può fare molto: da Bruxelles promana il 95% della legislazione del nostro settore. L'accrocchio messo assieme della finta apertura del 10%, prosegue il presidente dell'Anfia, viene compensato con strumenti arbitrari come il 7% di acciaio verde: c'è da mettersi le mani nei capelli. In quanto al 3% di biocarburanti, è in realtà solo l'1%.Inoltre, oggi otto consumatori su 10 in Europa non scelgono un'auto elettrica: è giusto dare loro la possibilità di libera scelta. Il Vecchio Continente è l'unica regione al mondo ad aver perso tre milioni di veicoli rispetto al periodo preCovid, presi' dalla Cina, che esporta in Europa quasi solo vetture termiche: l'85%. Attivarsi subitoChiediamo all'UE che i biocarburanti vengano utilizzati da subito", ha concluso Vavassori. "E che i veicoli prodotti dai costruttori di nicchia siano esentati per sempre dalle regolamentazioni CO, perché irrilevanti nel numero e nelle emissioni rispetto agli scopi delle normative europee: il riferimento è alle auto che nascono nella Motor Valley.Secondo l'Anfia, insomma, il futuro del settore automotive europeo dipenderà dalla capacità di Bruxelles di ascoltare la filiera, salvaguardando occupazione, competitività e libertà di scelta.
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Svezia - Pazzie sul ghiaccio: abbiamo guidato una Mini cabrio a -18 gradi sul lago resjön
Le mani scorrono veloci sullo sterzo, l'acceleratore - che prima veniva dosato con attenzione - adesso scende con un pizzico di spavalderia in più. Mentre l'auto è di traverso e lo sguardo mira ad anticipare la traiettoria, la coda scivola Fin qui tutto normale, se non fosse che siamo a bordo di una Mini cabrio, sulla superficie gelata dell'resjön, davanti al centro di re, in Svezia, con la colonnina del termometro a -18.Qui ricordano spesso un antico detto sami: non esiste cattivo tempo, solo cattivi vestiti. Così, ben coperti, abbassiamo la cappotta, inseriamo la marcia e partiamo. Direzione: lago ghiacciato. Benvenuti a Mini on Ice. Non un semplice corso di guida, ma un'esperienza sensoriale completa. Il freddo, in realtà, resta fuori dall'abitacolo grazie all'aria calda che si diffonde dalle bocchette, dai sedili e dalla corona del volante riscaldati. Il vero paradosso è un altro: guidare open air mentre una nuvola di neve, sollevata dalle ruote, si alza tutt'intorno e ricade dentro l'abitacolo, imbiancandolo. Per un attimo mi sento come uno di quei pupazzi natalizi nelle sfere di vetro che vengono shakerate per far cadere la neve.La giornata comincia con esercizi mirati. Prima il controllo del sottosterzo e del sovrasterzo su un grande bastone ricavato sulla lastra ghiacciata, poi la prova dell'alce, fondamentale per capire la reazione della vettura nei cambi di direzione improvvisi su fondi a bassissima aderenza. Infine il momento più atteso: un tracciato disegnato sul lago, dove inanellare loop lavorando quasi esclusivamente di sterzo e acceleratore, senza toccare i freni.Guidare su una superficie a coefficiente di aderenza minimo consente di ricreare situazioni che su strada si verificherebbero a velocità ben più elevate, ma senza rischi reali.Una volta prese le misure, con il DSC su off, le piccole di Oxford mostrano tutto il loro carattere. Protagoniste assolute della giornata sono le versioni Convertible delle Cooper S e John Cooper Works. Motori benzina brillanti, risposta pronta, assetto che invita a osare. La JCW, con oltre 230 CV, è una piccola belva anche su fondo scivoloso: precisa all'anteriore, comunicativa al posteriore, sempre sincera nei movimenti. Guidare open air amplifica tutto: il rumore, le sensazioni, la velocità percepita. Anche quando si va piano, sembra di andare forte.La sorpresa più grande, però, arriva dall'elettrico. Mini Countryman SE ALL4 e la nuova Mini Aceman SE dimostrano quanto la trazione elettrica possa essere divertente ed efficace in condizioni di scarsa aderenza. La coppia immediatamente disponibile consente di lavorare di fino con l'acceleratore, modulando il sovrasterzo con naturalezza. In questo contesto l'erogazione istantanea diventa un alleato prezioso, non un limite.Alla fine degli esercizi arriva una nevicata leggera, quasi cinematografica. Il corso termina e il tempo viene dedicato all'assaggio di alcuni piatti locali, tra sapori nordici e atmosfera raccolta, prima di salire a bordo di motoslitte elettriche per esplorare i boschi.Quando il motore si spegne e il lago torna silenzioso, resta addosso una sensazione precisa. Il freddo sulla faccia, il volante ancora caldo tra le mani, la neve che smette di muoversi. re non è stata solo uno sfondo, ma parte del viaggio. E guidare una Mini cabrio open air, qui, è sembrato naturale.
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Mercato immobiliare - Box e posti auto, i prezzi volano: le città coi rincari più forti
La fame di parcheggi in Italia continua a produrre effetti. Nel primo semestre 2025, secondo i dati del Ufficio Studi Tecnocasa, i prezzi dei box e dei posti auto sono aumentati rispettivamente del 2% e dell'1,2% sullo stesso periodo del 2024, confermando una tendenza in atto da anni nelle grandi città: lo rivela una ricerca della Tecnocasa. Su 10 acquirenti dei mini garage privati, sei comprano per utilizzarli come ricoveri notturni delle vetture nello stesso condominio in cui abita o nelle vicinanze (entro i 500 metri), e quattro per dare lo spazio in affitto (poche spese di manutenzione e rendimenti garantiti). il risultato di vari fattori, fra cui la riduzione dei posti auto in strada dovuta a nuove piste e corsie ciclabili, aree pedonali e lavori per le tramvie, senza contare l'ondata di stalli blu a pagamento anche in zone periferiche. Tutto questo spinge i residenti a cercare soluzioni private, facendo lievitare i prezzi per eccesso di domanda. Le dimensioni contanoConsiderando le dimensioni maggiorate delle macchine moderne, non è così facile trovare un box adatto: serve spazio anche per fare manovra, magari con un angolo riservato a una wallbox, la ricarica domestica dell'auto elettrica. Basti pensare ai box realizzati nei decenni passati con metrature standard sui 14 mq, stretti per le SUV che possono superare i cinque metri di lunghezza e i due metri di larghezza (specchietti inclusi). Servono metrature dai 18 mq insù. Il problema è più sentito nei palazzi storici dove, quando possibile, si realizza un cambio d'uso dei locali commerciali non più utilizzati, con soffitti alti e superfici più ampie e modulabili. L'oro di NapoliA Napoli si registra il rialzo maggiore del prezzo medio del box, con un +3,3% nel primo semestre 2025, contro il +2,7% di Roma e Firenze, e il +2,5% di Torino, mentre Milano e Palermo salgono del 2,2%. Tra città che riducono gli spazi di sosta pubblica e auto extralarge, il garage si è trasformato da bene accessorio a investimento strategico: il nuovo oro immobiliare. Prezzi dei box: il mercato degli estremiPremesso che una media su un'intera città sarebbe inattendibile e fuorviante per la frammentarietà del mercato, possiamo comunque fornire una forbice dei prezzi dei box oggi. A Milano si trovano soluzioni da 16.000 euro nelle aree più decentrate, fino a 120.000 euro per i contesti più esclusivi.Ancora più forte il divario a Roma: qui si registra la soglia d'ingresso più bassa, 8.500 euro, a fronte di picchi che toccano i 200.000 euro nelle zone ad alta densità monumentale. Anche Napoli conferma questa forte polarizzazione, coi costi che oscillano tra 10.000 e 140.000 euro.Differenze dovute a vari motivi: se in periferia, fra l'altro, i prezzi restano contenuti per la maggiore disponibilità di parcheggi di superficie, nei centri storici il box diventa un bene di lusso a causa della scarsità di offerta e dei vincoli architettonici.
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