Bosch rilancia Bari: il diesel trova una seconda vita nel nuovo polo europeo
La Bosch di Bari è diventata un simbolo della crisi dell'industria automobilistica europea. Da punto di riferimento per i motori diesel grazie alla tecnologia del common rail, si è trasformata nell'ennesimo caso di progressiva dismissione delle attività, complice la demonizzazione dei propulsori a gasolio, le politiche comunitarie e l'incapacità - soprattutto italiana - di individuare strade alternative concrete e sostenibili.Basta un dato: oggi la forza lavoro conta poco più di 1.400 collaboratori, circa mille in meno rispetto al picco dell'epoca d'oro della produzione di componenti per motori diesel.L'azienda tedesca ha più volte cercato sbocchi alla crisi dell'impianto di Modugno, presentando progetti di riconversione con risultati limitati. Emblematico il caso della produzione di e-bike, mai realmente decollata. Ora, però, emerge un nuovo tentativo di rilancio, incentrato proprio sullo storico core business diesel. Il progetto di rilancioNel corso dell'ultimo anno è stato avviato un percorso di trasformazione dello stabilimento con l'obiettivo di sviluppare un hub europeo dedicato al remanufacturing di componenti automotive destinati all'aftermarket. In altre parole, il futuro dell'impianto punta sull'economia circolare, in linea con quanto sta avvenendo in altri siti automotive europei, tra cui Mirafiori, a Torino.La prima fase ha previsto il trasferimento a Bari delle attività di rilavorazione delle pompe di iniezione dallo stabilimento di Jihlava, in Repubblica Ceca, insieme alla definizione del layout produttivo, all'installazione dei macchinari e alla formazione del personale.Per ora le attività riguardano le pompe di iniezione, ma dal secondo semestre dell'anno il perimetro sarà esteso anche agli iniettori, ampliando le competenze tecnologiche e rafforzando il posizionamento nell'aftermarket europeo.Economia circolare e competenzePer Bosch, il progetto rappresenta una risposta concreta al calo dei volumi produttivi legati al primo equipaggiamento per motori endotermici. In questo contesto, l'economia circolare consente di valorizzare competenze industriali già presenti e orientarle verso attività aftermarket e di ricondizionamento, oggi in forte crescita per l'estensione del ciclo di vita dei prodotti.Il potenziale è sostenuto anche dall'evoluzione del parco circolante europeo, caratterizzato da veicoli sempre più longevi e da una domanda aftermarket destinata a rimanere centrale nei prossimi anni.Accanto agli aspetti ambientali e di mercato, il progetto ha un impatto rilevante sullo sviluppo delle competenze e sull'occupabilità. Le nuove attività richiedono infatti capacità produttive, tecniche e di controllo qualità, sviluppate attraverso percorsi di formazione dedicati, in particolare su diagnosi, revisione, rilavorazione e processi aftermarket.
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Volkswagen stoppa le voci sulle fabbriche: "Nessuna trattativa con costruttori cinesi"
Nelle ultime settimane sono circolate diverse indiscrezioni su possibili accordi tra Volkswagen e costruttori cinesi per la condivisione di capacità produttiva o la cessione di impianti. Rumor che hanno subito messo in allerta sindacati e lavoratori tedeschi.Per riportare calma e rassicurare un clima già teso è intervenuto proprio chi, in precedenza, aveva alimentato le speculazioni con aperture a eventuali negoziati. L'amministratore delegato Oliver Blume ha approfittato di un'assemblea dei lavoratori per chiarire la posizione del gruppo e scongiurare iniziative di protesta."Al momento non ci sono piani né discussioni in corso con produttori cinesi", ha assicurato Blume, spiegando che il gruppo sta valutando soluzioni per gestire la sovraccapacità produttiva in Europa. "Nei nostri stabilimenti europei e tedeschi abbiamo ancora capacità in eccesso. Dobbiamo affrontare questo problema per restare competitivi", ha aggiunto, ribadendo inoltre che la Casa non tornerà ai livelli di vendita pre-pandemia. Strategia industriale e siti a rischioSulla base dell'accordo siglato a fine 2024, Volkswagen si è impegnata a evitare licenziamenti su larga scala. L'intesa prevede però anche la dismissione di alcuni siti produttivi. Dresda ha già interrotto l'assemblaggio di auto pochi mesi fa, mentre per Osnabrück sono in corso trattative per la cessione a un gruppo della difesa, l'israeliana Rafael.Altri stabilimenti sono finiti al centro delle indiscrezioni proprio a causa delle precedenti dichiarazioni di apertura del management, alimentando ulteriormente l'incertezza tra i dipendenti.I sindacati: "Basta speculazioni"La presidente del consiglio di fabbrica, Daniela Cavallo, ha chiesto di mettere fine alle speculazioni sul futuro degli impianti tedeschi."Considerata l'immagine recente dell'azienda, non stiamo certo vincendo premi. Al contrario, si ha l'impressione che Volkswagen sia diventata un obiettivo di acquisizione e abbia bisogno di essere salvata", ha scritto in un messaggio ai dipendenti.La sindacalista ha quindi invitato la dirigenza a concentrarsi sullo sviluppo dei prodotti, evitando "l'ennesimo dibattito su presunte chiusure di stabilimenti o ipotetici colloqui con terze parti per utilizzi alternativi degli impianti".
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Boom di nuovi marchi auto, quasi tutti cinesi: saranno 27 entro il 2028
Negli ultimi mesi, i principali costruttori europei hanno lanciato l'allarme su un'intensificazione delle pressioni commerciali. Il motivo è legato al dinamismo dei marchi cinesi, sempre più intenzionati a sbarcare nel Vecchio Continente anche per trovare un'alternativa alla guerra dei prezzi in corso sul mercato interno.I prossimi anni sono destinati a registrare un ulteriore aumento della competizione, a causa del crescente numero di marchi pronti a debuttare in Europa, Italia compresa. Secondo l'ultimo New Brand Observatory, presentato da Quintegia all'Automotive Dealer Day, sul nostro mercato sono già arrivati o arriveranno entro il 2028 ben 27 nuovi brand, per il 90% di origine o proprietà cinese. Non è dunque da escludere un ulteriore incremento della quota: quelli già presenti sfiorano il 6% (5,8% nel primo trimestre), contro lo 0,4% del 2021.L'appuntamento veronese ha visto anche il debutto di diversi nuovi marchi, tra cui Hongqi tramite EMC, Linktour e GAC Aion con ATFlow. Numeri, modelli, consumatoriL'espansione nel nostro Paese è per ora più contenuta rispetto ad altri mercati europei. Tra il 2021 e il 2024 in Italia sono entrati 18 marchi emergenti contro i 27 nei primi cinque mercati europei, mentre tra quest'anno e il 2028 ne sono attesi altri 9. Nei principali mercati Ue si arriverebbe così a un totale di 43 brand, contro i 27 italiani. Tuttavia, l'interesse cresce: il 49% dei concessionari (36% nel 2024) punta sui nuovi marchi nel prossimo futuro.Sul fronte dell'offerta, tra i marchi emergenti già presenti in Europa prevalgono modelli nei segmenti SUV C e SUV D: una decina per ciascuno in Italia e circa quindici in Europa. Più debole, invece, la presenza nei segmenti A e B, sempre meno presidiati anche dai costruttori tradizionali.L'arrivo dei nuovi brand sta influenzando anche le scelte dei consumatori. Secondo l'Automotive Customer Study 2025 di Quintegia, il 44% degli acquirenti si dichiara disposto a valutarli per un eventuale acquisto. La quota sale al 74% tra i giovani della Generazione Z. I marchi emergentiL'Osservatorio offre uno spaccato dei brand già presenti e di quelli in arrivo. In Italia, tra i più noti, spiccano MG di Saic, i marchi del gruppo DR (da Evo fino a Tiger), BYD, Omoda e Jaecoo di Chery, Lynk & Co e Polestar di Geely, EMC di Eurasia Motor Company con Intergea, Leapmotor con Stellantis, oltre ai marchi di matrice Dongfeng come DFSK. A questi si aggiungono realtà gestite da concessionari distributori o in private label.Tra i prossimi ingressi è attesa anche Denza di BYD. In Europa sono già presenti realtà non ancora operative in Italia come Nio - con i sub-brand Onvo e Firefly - oltre a marchi non asiatici come lo spagnolo Ebro, il vietnamita VinFast e il turco Togg. L'impatto sulla rete di venditaL'ingresso dei nuovi marchi sta già incidendo sulla rete distributiva. In Italia si contano oltre 800 punti vendita, mentre negli altri mercati europei si varia dai circa 300 della Germania agli oltre 400 della Gran Bretagna.Gli imprenditori concessionari coinvolti sono più di 400 e gestiscono portafogli multi-brand e multi-costruttore nel 75% dei casi. Un cambiamento evidente anche nella struttura della rete: se nel 2015 un concessionario rappresentava in media due marchi, nel 2025 si arriva a 3,5 brand per punto vendita. Inoltre, un concessionario su tre legato ai marchi tradizionali affianca anche brand emergenti.
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Hongqi debutta in Italia con EMC: arrivano le SUV a benzina HS3 e HS5
All'Automotive Dealer Day EMC Auto ha presentato i primi due modelli del marchio Hongqi che saranno disponibili in Italia a partire dal mese di settembre: la HS3 e la HS5. Motori 1.5 e 2.0 turbo per il debuttoIl brand di lusso di FAW debutta nel nostro Paese con due SUV a benzina, scegliendo una strategia diversa rispetto ai modelli elettriche proposti in altri mercati. La HS3, lunga 4,65 metri, è spinta da un 1.5 TGDI da 169 CV abbinato a un cambio doppia frizione a sette marce, mentre la HS5, lunga 4,78 metri, propone un 2.0 TGDI da 252 CV con trazione integrale e cambio automatico a otto marce. Hongqi: 68 anni di storiaFondata nel 1958, Hongqi è il primo storico fornitore delle auto di Stato cinesi. Nel 2025 ha venduto 460.000 veicoli, con una crescita dell'11,7% rispetto all'anno precedente, confermando un'espansione costante a livello globale. Il debutto europeo risale al 2021 e oggi è attivo anche un centro R&D a Monaco di Baviera.In altri Paesi dell'Unione sono già disponibili modelli non ancora annunciati per l'Italia, come la berlina EH7 e le SUV E-HS9 ed EHS7, anche in versione elettriche.
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Renault: qualità e velocità ai tempi della Twingo elettrica
La qualità non si sacrifica alla velocità. il messaggio che, dalla fabbrica di Novo Mesto, in Slovenia, Renault affida alla nuova Twingo ETech, la piccola elettrica in vendita da aprile e primo modello sviluppato in soli due anni grazie alla collaborazione con Geely. Sviluppo in un centro ricerca a Shanghai, design e produzione in Europa. Sulla qualità - ci dice Thierry Charvet, cui fa capo la divisione industria e logistica del gruppo Renault, nel corso di una visita allo stabilimento sloveno - puntiamo a diventare il costruttore punto di riferimento in Europa. Dove, entro la fine dell'anno, arriveranno la piccola Dacia elettrica e, a seguire, la sorellina Nissan a zero emissioni, costruite sulla stessa piattaforma. Il piano FutuREady e l'affidabilitàIl miglioramento della qualità dei veicoli è il nuovo mantra di Renault. Secondo i dati forniti dal costruttore, l'affidabilità delle vetture con la losanga è triplicata negli ultimi due anni, con un tasso di problemi dimezzato dopo 12 mesi di utilizzo grazie a un tempo di rilevazione ridotto da 30 giorni a 30 minuti. L'obiettivo dichiarato nel nuovo piano di crescita, chiamato FutuREady, è piuttosto ambizioso: garantire che dopo cinque anni l'auto venduta sia come nuova. Digitalizzazione e IA in fabbrica con GoogleCome? Il gruppo francese punta sulla digitalizzazione delle fabbriche insieme a Google, partner non solo dietro il sistema infotelematico di bordo ma anche primo partner industriale. Ancora numeri e fatti: sono 1.278 gli addetti dedicati alla qualità; 5 i miliardi di dati raccolti ogni giorno dagli impianti; 9 milioni di chilometri di test effettuati nel 2025; 1.000 controlli con l'intelligenza artificiale per veicolo previsti entro il 2027; 90% delle funzioni dei veicoli con software aggiornabili da remoto.La chiave di volta è l'utilizzo crescente - come nel resto del mondo - dell'IA in tutti i processi, che a Novo Mesto vediamo onnipresente lungo la linea della Twingo elettrica. Dal controllo finale del sottoscocca a quello degli sportelli, sui quali lavorano donne e uomini finché, al termine, un piccolo braccio meccanico con in testa due telecamere - sembra ET - gira intorno alla vettura per l'ispezione e dà l'ok, sempre che non rilevi problemi. Il fattore umano nella fabbrica definita dal software la fabbrica intelligente, necessaria a Renault come agli altri costruttori, nel momento in cui l'automobile viene definita sempre più dal software. Google fornisce al gruppo l'infrastruttura cloud per raccogliere e analizzare miliardi di dati industriali attraverso strumenti digitali di analisi in tempo reale. Resta ancora (per fortuna) un fattore umano che conta: La qualità non può essere imposta per decreto. Il concetto di zero difetti non esiste - dice Charvet - la qualità deve essere costruita ogni giorno, sul campo, dalla fase di progettazione e per tutto il ciclo di vita del veicolo.
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BMW Italia, ritorno al vertice: Sergio Solero nuovo CEO dal 1 luglio
Sergio Solero assumerà dal 1 luglio la carica di presidente e amministratore delegato di BMW Italia. Per il manager si tratta di un ritorno al vertice della filiale italiana del costruttore bavarese, dove è già stato numero uno dal 2014 al 2019, nonché in Italia.Negli ultimi sette anni ha ricoperto diverse posizioni in Casa madre: vicepresidente Sales Steering and Marketing Aftersales and Customer Support, poi vicepresidente Retail Development e, più recentemente, president e CEO di BMW Switzerland.Solero sostituisce Massimiliano Di Silvestre che, dopo sette anni alla guida, ha lasciato l'azienda per affrontare nuovi incarichi professionali. Gli elogi a Di SilvestreBMW Italia saluta dunque Di Silvestre e non mancano gli elogi per il suo operato. Bernhard Kuhnt, responsabile della regione Europa, cita "alcune pietre miliari".Per esempio, BMW Italia ha conquistato per la prima volta nella sua storia la leadership del mercato premium nel 2024, mantenendola anche nel 2025, mentre la divisione motociclistica ha più volte registrato record di vendite.Inoltre, l'Italia è stata tra i primi tre mercati a lanciare il modello di agenzia per il brand Mini e ha completato l'implementazione del progetto Retail Next, dedicato alla trasformazione della rete dei concessionari.
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Benzina e diesel allo stesso prezzo: ora tutto si gioca tra accise e Hormuz
I prezzi medi della benzina continuano a salire, mentre scendono quelli del gasolio. L'andamento, come segnala Staffetta Quotidiana, ha portato i due carburanti quasi alla parità: ormai li separano poco più di pochi centesimi.La notizia, però, è un'altra. La testata specializzata evidenzia infatti ribassi sui prezzi consigliati dei principali marchi, sulla scia del calo delle quotazioni petrolifere. Il motivo? I segnali dei primi passaggi di petroliere nello Stretto di Hormuz, con una progressiva riapertura di un bacino da cui transita circa il 20% del greggio mondiale. Indicazioni positive, che rafforzano le speranze di un accordo sulla crisi in Medio Oriente.Nel dettaglio, Eni ha ridotto di 2 centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio, mentre Q8 e Tamoil hanno applicato un ribasso di 1 centesimo sulla benzina. Le rilevazioniSecondo i dati aggiornati al 21 maggio, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,965 euro/litro (+4 millesimi), mentre il gasolio è a 1,978 euro/litro (-2). Il GPL si attesta a 0,806 euro/litro (-1), il metano a 1,565 euro/kg (invariato).In autostrada, la benzina self service sale a 2,049 euro/litro (+5), il diesel a 2,068 euro/litro (-2), il GPL a 0,912 euro/litro (-2) e il metano resta stabile a 1,588 euro/kg.Per quanto riguarda le modalità di vendita, le medie elaborate sui dati comunicati al Mimit mostrano:Benzina self service: 1,963 euro/litro (compagnie 1,970, pompe bianche 1,949)Diesel: 1,982 euro/litro (compagnie 1,987, pompe bianche 1,971)Al servito:Benzina: 2,098 euro/litro (compagnie 2,142, pompe bianche 2,016)Diesel: 2,121 euro/litro (compagnie 2,165, pompe bianche 2,039)GPL: 0,814 euro/litro (compagnie 0,825, pompe bianche 0,802)Metano: 1,565 euro/kg (compagnie 1,566, pompe bianche 1,564)GNL: 1,453 euro/kg (compagnie 1,464 euro/kg, pompe bianche 1,444 euro/kg)Tra i principali marchi:Eni: 1,985 euro/litro benzina self (2,189 servito), 1,993 diesel (2,205)IP: 1,970 (2,135) e 1,999 (2,166)Q8: 1,961 (2,120) e 1,977 (2,147)Tamoil: 1,967 (2,043) e 1,972 (2,057) Accise: cosa succede oraSi avvicina la scadenza del taglio delle accise. Il 21 maggio è prevista una riunione tecnica in vista del consiglio dei ministri del 22 maggio.Il governo è pronto a varare un decreto per prorogare lo sconto:6,1 centesimi/litro sulla benzina24,4 centesimi/litro sul gasolio (Iva inclusa)La proroga dovrebbe arrivare fino all'8 o 9 giugno, ma non si esclude un'estensione ulteriore, legata alle coperture disponibili grazie all'extragettito Iva.
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Usa-Ue, accordo sui dazi più vicino: le auto europee evitano la stangata
L'UE fa un altro passo verso l'atteso accordo commerciale con gli Stati Uniti. Parlamento e Consiglio europei hanno infatti annunciato di aver raggiunto un accordo provvisorio su due atti legislativi che attuano gli impegni previsti dalla dichiarazione congiunta dello scorso agosto.L'intesa rafforza diversi elementi delle proposte della Commissione e consente ai Paesi del blocco comunitario di evitare le nuove ritorsioni minacciate dal presidente statunitense. Donald Trump ha infatti avvertito della possibilità di introdurre nuovi dazi fino al 25%, in particolare su beni strategici come quelli automobilistici, in assenza di un accordo entro il 4 luglio prossimo, giorno dell'Independence Day. I cardini dell'accordoLa dichiarazione congiunta della scorsa estate prevedeva una serie di modifiche all'attuale regime doganale. Tra queste spiccava un dazio massimo del 15% sulla gran parte delle esportazioni UE, comprese categorie strategiche come veicoli e componenti, farmaci, semiconduttori e legname, oltre all'azzeramento delle tariffe europee sulle importazioni statunitensi, incluse anche le auto.Parlamento e Consiglio hanno ora modificato l'accordo preliminare introducendo diverse clausole di salvaguardia, note come le cinque S (Steel solution, Sunset clause, Standstill, Safeguard e Suspension). In questo modo Bruxelles potrà rispettare il patto di Turnberry senza vincoli eccessivamente rigidi. Le cinque clausoleLa Sunset clause stabilisce che i regolamenti principali su importazioni industriali e agroalimentari scadano il 31 dicembre 2029. Entro tale data la Commissione dovrà condurre una valutazione degli effetti su industria, agricoltura e PMI, con la possibilità di proporre una proroga.La Steel solution introduce invece la possibilità di sospendere il meccanismo preferenziale a favore degli Stati Uniti qualora, entro il 31 dicembre prossimo, Washington continui ad applicare tariffe superiori al 15% sui derivati di acciaio e alluminio.La clausola di Suspension prevede uno stop al trattamento preferenziale anche nel caso in cui gli USA non rispondano ai dubbi di Bruxelles sulle esportazioni che fino al 24 febbraio scorso hanno beneficiato del tetto del 15%. stato inoltre introdotto un meccanismo di salvaguardia nel caso in cui il trattamento di favore provochi un aumento delle importazioni tale da causare gravi danni all'industria e all'agricoltura europee. In questo contesto, la Commissione sarà tenuta ad avviare indagini e a fornire aggiornamenti trimestrali su volumi e valori degli scambi. I prossimi passiPer l'adozione definitiva saranno necessarie ancora poche settimane. L'iter prevede che il Comitato per il commercio internazionale organizzi una riunione straordinaria - probabilmente il 2 giugno - per votare il testo provvisorio, dopo aver ricevuto la conferma del Coreper.I documenti saranno poi sottoposti al voto del Parlamento in seduta plenaria (15-18 giugno). Il testo finale tornerà quindi al Consiglio UE per l'approvazione conclusiva. Il regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE.
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Test a Vairano - Lexus, abbiamo provato in pista il volante a cloche della RZ: ecco perché batte lo yoke - VIDEOTesla
Giusto pochi mesi fa vi abbiamo raccontato le nostre prime impressioni sulla versione aggiornata della Lexus RZ, la SUV elettrica del marchio giapponese. Un volante molto particolare, perché al posto della classica corona circolare ha una cloche ispirata al mondo aeronautico. La stessa tipologia di comando che la Cina vorrebbe proibire e che in questi giorni è sulla bocca di tutti. Questa soluzione, che Lexus chiama One Motion Grip, ricorda lo yoke (traduzione letterale giogo) già adottato da Tesla, con una differenza fondamentale: nelle berline e crossover della Casa americana resta un collegamento meccanico fra quest'ultimo e il volante (solo il Cybertruck adotta un sistema steer-by-wire, come la Lexus RZ), con una demoltiplicazione molto spinta che può portare a un'eccessiva sensibilità, soprattutto nelle manovre in velocità.Nella D-SUV giapponese tutto è gestito dall'elettronica e i movimenti delle ruote rispetto al volante sono affidati ad attuatori elettromeccanici. Quale miglior modo, quindi, di testarne la validità, se non in pista? E non in una qualunque: abbiamo infatti provato la BEV premium del gruppo Toyota proprio da noi, sul circuito di Vairano. Ospiti in casa nostraA onor del vero non si è trattato di un test con i collaudatori del nostro Centro Prove, ma dell'evento di lancio della nuova Lexus RZ in Italia, che il marchio ha voluto organizzare proprio sulla nostra pista, invitando media, concessionarie e gestori di flotte aziendali.Quello che mi interessava verificare erano le sensazioni nella guida al limite, sia in termini di facilità di inserimento e percorrenza di curva, sia nel feeling restituito dal volante, per esempio quando si sale sui cordoli. In entrambi i casi il giudizio è più che positivo, anche con la pioggia che ha accompagnato il test. Le reazioni sono molto naturali e ci si abitua subito a gestire, con piccoli angoli del volante, anche curve molto strette.Al contempo, in velocità il comando non risulta eccessivamente sensibile. In realtà è l'elettronica ad adattare la demoltiplicazione in base alla velocità e ad altri parametri monitorati in tempo reale, quali l'accelerazione laterale o l'angolo di imbardata. Come funziona?Per trasmettere il movimento dal volante alle ruote, il sistema One Motion Grip sfrutta sensori che rilevano i movimenti del primo e attuatori che, in base alle elaborazioni di una centralina dedicata, agiscono sulla cremagliera dello sterzo.Vale però anche il viceversa, perché lo yoke deve trasmettere al guidatore il feeling di quanto la vettura sta facendo, risultando più o meno pesante e seguendo il movimento delle ruote. In questo, l'assenza di collegamenti meccanici è un plus, perché consente all'elettronica di filtrare i disturbi (come le piccole irregolarità dell'asfalto o le vibrazioni eccessive sui cordoli), restituendo attraverso un motorino elettrico solo le informazioni realmente utili alla guida. Quanto è sicuro?L'altro dubbio, più che lecito, riguarda la sicurezza dello steer-by-wire. Detto in altri termini: cosa succede se un attuatore si rompe o se l'elettronica va in blackout? La risposta viene dall'aeronautica, a cui il sistema One Motion Grip si ispira: tutti i componenti sono ridondanti.Se quindi quello principale dovesse rompersi, il suo compito verrebbe svolto da un gemello. Per scongiurare eventuali problemi di alimentazione elettrica, è inoltre presente una seconda batteria a 12 volt, più piccola, pensata per superare l'emergenza e consentire di gestire la vettura in sicurezza. Quanto costa?Il sistema è di serie sulla Lexus RZ 550e F-Sport (408 CV e trazione integrale), con un listino di 75.900 euro. Ed è proprio questa la versione che ho guidato sul circuito di Vairano, provando per curiosità anche la funzione Interactive Manual Drive: si attiva premendo il tasto M sulla console e simula la presenza di un cambio a otto marce, con tanto di finto contagiri e limitatore che impedisce fuorigiri, ovviamente virtuali (come il finto rombo che accompagna la guida). Le cambiate si gestiscono in punta di dita tramite i piccolissimi paddle dietro al volante. Effetto wow garantito. Reale utilità? L'effetto di freno motore in scalata, associato a una maggiore rigenerazione a gas rilasciato.Tornando allo steer-by-wire, apprezzabile anche nelle prove di slalom e in manovra, è disponibile al prezzo di 2.300 euro anche per l'allestimento intermedio 500e Luxury (380 CV, trazione integrale e prezzo di 69.900 euro), mentre la versione d'accesso Executive (224 CV, trazione anteriore e 59.900 euro di listino) non può averlo.Per tutte le versioni la batteria è da 77 kWh lordi (72,5 kWh netti), con percorrenze dichiarate da 450 km (F-Sport) a 568 km (Executive). Al lancio è prevista una promo di 10.000 euro, oltre alla wallbox per la ricarica domestica o aziendale, all'antifurto satellitare LoJack e a tre tagliandi in omaggio.
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Lexus RZ - Il pacchetto One Motion Grip sbarca in Italia con lo steerbywire e il volantecloche - VIDEO
Mentre dalla Cina arrivano le prime avvisaglie di un possibile divieto per i volanti a forma di cloche, che da noi sono arrivati per primi sui modelli più prestazionali della Tesla, la Lexus introduce in Italia il comando in stile aeronautico e la tecnologia steer-by-wire. Il sistema è disponibile di serie sulla versione più potente della grande Suv elettrica RZ (e che abbiamo già provato qualche mese fa), ossia la 550e F-Sport con trazione integrale.Su richiesta, il pacchetto One Motion Grip con "yoke" e steer-by-wire si può avere anche sulla RZ 500e Luxury, al prezzo di 2.300 euro. Come funziona lo steer-by-wireLa tecnologia utilizzata dalla Lexus non è come quella della Tesla: non prevede un tradizionale collegamento meccanico (e la conseguente demoltiplicazione), ma una centralina elettronica che riceve gli input di sterzata del conducente e li invia direttamente alle ruote.Lo sterzo ruota nelle due direzioni di 200, adeguando l'angolo di volta in base alla velocità (maggiore in manovra e alle basse andature, minore quando si va più veloce). Sparisce quasi del tutto la necessità di incrociare le mani, ma gli ostacoli provenienti dalla strada vengono comunque trasmessi al volante tramite l'elettronica, così da non perdere la percezione di quello che si trova sotto le ruote. Il volante sembra una clocheCome detto, il volante della Lexus RZ assomiglia in tutto e per tutto alla cloche di un aereo o, se preferite, a un volante da corsa, privo della parte superiore, i tasti nelle due razze e le palette per regolare l'intensità della frenata rigenerativa. In caso di guasto, il sistema dispone di un backup che interviene immediatamente per garantire che lo sterzo continui a funzionare senza interruzioni.
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MyLojack, lapp totale
LoJack, la società del gruppo CalAmp specializzata nelle soluzioni telematiche per l'automotive, ha presentato all'Automotive Dealer Day 2026 in corso a Verona un'ulteriore evoluzione delle proprie applicazioni, l'app MyLoJack. Fra le sue funzionalità c'è la possibilità di ricevere informazioni aggiornate in tempo reale sulla vettura come il chilometraggio e l'elenco dei viaggi effettuati, con la possibilità di filtrare le informazioni per intervalli di tempo. Ma anche la ricezione di notifiche personalizzabili su superamento dei limiti di velocità, uscita della vettura da un perimetro, da una fascia oraria o da un livello di carica della batteria stabiliti, in funzione di prevenzione di furti o di verifica dell'utilizzo di utenti al di fuori di quelli abituali. In caso di sottrazione, MyLoJack aiuta il proprietario anche nelle procedure di denuncia e, ovviamente, attiva le ricerche. Anche il concessionario, però, già prima dell'entrata in servizio del mezzo nuovo o usato -, ne può verificare la posizione, lo stato della batteria ed eventuali anomalie attraverso il portale web SmartDealer; e, una volta che l'auto è stata consegnata, monitorarne il funzionamento per anticipare le necessità manutentive del cliente con i suoi suggerimenti.
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Con Atflow arrivano in Italia le elettriche di GAC Aion: si parte con una hatchback e una Suv
All'Automotive Dealer Day 2026 la ATFlow, società del gruppo Autotorino che si occupa di importazione e distribuzione di nuovi marchi sul territorio italiano (come Xpeng, Ineos e KGM), ha annunciato l'ingresso nel nostro mercato dei brand cinesi Linktour e GAC Aion: il primo, con la sua linea di quadricicli elettrici, si concentra soprattutto sulla mobilità urbana sostenibile, mentre il secondo punta a conquistare la clientela più giovane con vetture accessibili ma dall'alto contenuto tecnologico. Linktour Alumi: c'è spazio nella microcarRealizzati con l'alluminio recuperato dal riciclo delle lattine, i quadricicli Alumi (L6e) e Alumi Elite (L7e) sono lunghi 2,68 metri e mettono a disposizione un abitacolo comodo anche per i più alti e 320 litri di bagagliaio. Quasi automobilistici anche gli interni, con sedili regolabili elettricamente, cruscotto digitale da 5" e, su richiesta, anche l'infotainment da 10,25" e il climatizzatore. Due i tagli di batteria in base al modello, da 7,2 e 13 kWh, per autonomie rispettivamente di 120 e 180 chilometri. GAC Aion UT e Aion V: due modi di essere EVIl brand del gruppo Cinese è già presente sui mercati internazionali dal 2022, e si prepara ad arrivare in Italia con due modelli 100% elettrici, entrambi prodotti in Austria: il primo è la Aion UT, hatchback lunga 4,27 metri, con motore da 204 CV e batteria da 60 kWh, per un'autonomia dichiarata di 430 km. Generoso il passo di 2,75 metri, per offrire abbondante spazio anche a chi siede dietro. Il prezzo di vendita dovrebbe partire da 27.990 euro. Più avanti arriverà anche la Aion V, SUV elettrica di segmento D.
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Volvo EX60, l'intelligenza artificiale (di Google Gemini) ti aiuta a trovare parcheggio
Durante la conferenza Google I/O dedicata alla presentazione delle novità del colosso di Mountain View, Volvo ha presentato l'integrazione dell'intelligenza artificiale Gemini con la telecamera di bordo della SUV elettrica EX60, che permette di analizzare in tempo reale tutto quanto si trova attorno all'auto, e agire di conseguenza. Come funziona l'IA a bordoSfruttando le immagini delle telecamere dell'auto, Gemini analizza e legge in tempo reale la segnaletica stradale (orizzontale e verticale), interpreta i cartelli di parcheggio - con le relative tariffe e restrizioni, se presenti - e fornisce informazioni sui punti di interesse nelle vicinanze. Il sistema è attivo solo previo consenso del conducente, ed è gestito dal Neural Processing Engine integrato nell'hardware montato a bordo della EX60, che lavora con la AI di Google Gemini. Arriverà anche la navigazione intelligenteNei prossimi mesi l'integrazione con l'ecosistema di Google proseguirà con quella che la Casa svedese definisce Navigazione immersiva all'interno di Google Maps: l'itinerario verrà visualizzato in 3D, con un rendering realistico di palazzi, edifici, gallerie e cavalcavia, con l'aggiunta di indicazioni vocali che utilizzano punti di riferimento reali. Per esempio, "svolta a sinistra subito dopo il ristorante cinese all'angolo". Questa tecnologia sarà resa disponibile sui modelli EX60, EX90 ed ES90.
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Nuovo Toyota Hilux, aperti gli ordini del pick-up: l'elettrico è allo stesso prezzo dell'ibrido a gasolio
Toyota ha aperto gli ordini della versione elettrica della nona generazione dell'Hilux, il mezzo da lavoro della Casa giapponese, già disponibile a gasolio con impianto mild hybrid a 48 V, 204 CV e 500 Nm di coppia. La variante a zero emissioni monta un powertrain dual motor da 140 kW (196 CV) di potenza combinata. La batteria, integrata all'interno del telaio, ha una capacità di 59,2 kWh: l'autonomia dichiarata è di 257 chilometri, che diventano 380 in città. La ricarica in corrente continua arriva fino a 150 kW, per passare dal 30 all'80% di carica in circa 30 minuti. L'Hilux Full Electric mantiene le stesse caratteristiche per l'off-road della versione con motore termico: 212 mm di altezza da terra, angoli di attacco e uscita di 29 e 25 e una profondità di guado di 700 mm. La capacità di traino è di 1.600 kg, mentre la portata del cassone è di 750 kg. Due versioni, Icon e PremiumIl modello d'attacco Icon prevede di serie cerchi di lega da 17", selettore Multi-Terrain con assistenza alla guida in discesa, quadro strumenti e infotainment da 12,3" con connettività Apple CarPlay e Android Auto senza fili, telecamera posteriore, sedili anteriori riscaldabili, controllo di stabilità per il rimorchio e guida assistita di livello 2. La più ricca versione Premium completa la dotazione con la telecamera a 360, i fari full LED, i rivestimenti in pelle, il sedile lato guida regolabile elettricamente, la ricarica wireless per gli smartphone e l'impianto audio con otto altoparlanti. Il listino di Toyota Hilux ElettricoHilux Icon 59 kWh: 58.000 euroHilux Premium 59 kWh: 61.000 euroPrezzi IVA e messa su strada escluse L'offerta di lancioIn questa prima fase di arrivo sul mercato, Toyota propone la versione elettrica allo stesso prezzo della mild hybrid, ossia 41.500 euro (IVA esclusa), con uno sconto secco di 16.500 euro. In alternativa è possibile averlo con finanziamento, tasso 5,99% e rata mensile di 299 euro (329 euro per la Premium). La soluzione di noleggio a lungo termine Kinto prevede infine una rata di 569 euro al mese (IVA esclusa) per 48 mesi.
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BYD in visita a Cassino? L'azienda smentisce: ecco chi c'era nella fabbrica di Stellantis
Il futuro degli impianti automobilistici di Stellantis sta scatenando un vespaio di indiscrezioni e dichiarazioni. Le ultime riguardano l'impianto di Piedimonte San Germano, alle porte di Cassino, e il presunto sopralluogo da parte di alcuni rappresentanti della BYD: il costurttore cinese intende allocare altre produzioni in Europa ed è al centro di rumors che riguardano gli stabilimenti italiani di Stellantis."Una delegazione del colosso automobilistico cinese visita i capannoni dello stabilimento Stellantis di Cassino", ha affermato lunedì 18 maggio il sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi, facendo riferimento a non meglio precisate fonti sindacali.Tuttavia, passate poche ore è arrivata la smentita secca dell'azienda cinese: "In relazione a quanto riportato pochi minuti fa su alcuni organi di stampa, BYD smentisce quanto dichiarato dal sindaco di Piedimonte San Germano su indiscrezioni sindacali in relazione a una visita dell'azienda presso lo stabilimento di Cassino nella giornata di ieri. Non vi è stata alcuna visita", si legge nella nota ufficiale. Chi ha visitato Cassino? Non BYD, ma...La presunta visita ha ovviamente generato delle reazioni a livello locale, anche perché sono recenti le dichiarazioni del vice presidente della BYD, Stella Li, su valutazioni in corso per l'acquisto di fabbriche sottoutilizzate in Europa, Italia inclusa. "Stiamo parlando non solo con Stellantis, ma anche con altre aziende", ha affermato Li al Future of the Car Summit del Financial Times. Non solo. La dirigente ha parlato della Maserati come un "marchio molto interessante".Facile, dunque, associare le sue dichiarazioni su fabbriche italiane e Maserati proprio a Cassino: l'impianto sforna le Maserati Grecale, oltre che le Alfa Romeo Giulia e Stelvio, ma i volumi sono limitatissimi. In altre parole, è è più fermo che operativo e le conseguenze le stanno pagando gli operai con un continuo ricorso alla cassa integrazione.Tuttavia, la presa di posizione della BYD è troppo netto per non meritare credito. Detto ciò, come si suol dire, una domanda sorge spontanea: chi ha visitato l'impianto lunedì scorso? Secondo quanto ricostruito da Quattroruote, una visita c'è stata, ma non da parte di rappresentanti della BYD, bensì di un fornitore, sempre cinese, e comunque non legato all'azienda di Shenzhen. Una posizione di natura politica?Tra l'altro, in questa faccenda non manca chi ha espresso stupore per l'uscita del sindaco di Piedimonte San Germano. Ma quali sono, allora, i motivi di queste dichiarazioni, oltremodo improvvide vista la delicata situazione del sito e l'imminente presentazione del nuovo piano industriale di Stellantis? probabile che Ferdinandi abbia voluto assumere una posizione di natura politica.Non a caso, il giorno dopo le sue affermazioni (ieri 19 maggio) si è tenuta una riunione straordinaria del Consiglio regionale del Lazio sulla situazione dello stabilimento. I consiglieri hanno approvato all'unanimità un ordine del giorno unitario per sostenere il rilancio produttivo, la tutela dei livelli occupazionali e il rafforzamento del comparto automotive del territorio, nonché per impegnare "formalmente la Giunta regionale ad analizzare in modo rigoroso il piano industriale" di Stellantis e a valutare "tutte le iniziative necessarie per garantire una interlocuzione forte" con il gruppo.Non è da escludere neanche l'ipotesi che il sindacato abbia voluto lanciare una provocazione per far uscire allo scoperto Stellantis. Tutto è possibile, a patto di non giocare sulle speranze dei lavoratori.
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Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa: test a Balocco per il kit aerodinamico - VIDEO
Dopo il debutto a sorpresa al Salone di Bruxelles, l'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Luna Rossa è scesa in pista a Balocco per una sessione di test volta a definire gli ultimi dettagli della messa a punto. In questa occasione è stato realizzato un suggestivo video; inoltre, la Casa italiana ha confermato che la vettura sarà esposta fino al 24 maggio in occasione della Preliminary Regatta Sardinia nel Golfo degli Angeli, a Cagliari, evento che segna l'inizio della fase di avvicinamento all'edizione numero 38 della Louis Vuitton America's Cup. 10 esemplari "Fuoriserie": questione di downforceQuesta versione a tiratura limitata, da appena 10 esemplari con potenza portata a 520 CV, è stata sviluppata attraverso Bottega Fuoriserie, grazie all'inedita collaborazione tra Luna Rossa e Alfa Romeo.Rispetto alla Quadrifoglio di serie, è stata modificata con lo sviluppo di un inedito kit aerodinamico che genera 140 kg di downforce a 300 km/h, un valore pari a cinque volte superiore rispetto alla configurazione base: questo ha richiesto uno sviluppo dedicato in pista per verificare tutti i dati già testati virtualmente.Oltre all'ala posteriore sdoppiata, sono presenti elementi anteriori, minigonne ridisegnate e speciali profili nel sottoscocca; inoltre, la vettura offre in esclusiva la tinta cangiante con cofano e tetto nero e grigio, i loghi rossi e finiture interne specifiche con elementi derivati dalle vele dell'imbarcazione, inseriti nella plancia.
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Bestune T77 e Joy EE07: arrivano in Italia due nuove Suv cinesi (benzina e plug-in)
China Car Company, già importatore e distributore di diversi marchi automobilistici cinesi (tra cui DFSK e Astraux per le microcar elettriche), ha annunciato all'Automotive Dealer Day 2026 un nuovo accordo con il gruppo Fawcar per la commercializzazione in Italia delle Suv Bestune T77 Premium e Bestune Joy EE07 Luxury. Questi due modelli sono già ordinabili presso la rete di vendita di China Car Company. Bestune T77 PremiumLa Bestune T77 è una Suv compatta, lunga 4.505 mm, larga 1.840, alta 1.615 e con un passo di 2.680 mm. A muoverla un quattro cilindri turbobenzina da 1.5 litri, con una potenza di 160 CV (118 kW) e una coppia di 258 Nm, abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti. Trazione anteriore, velocità di punta di 181 km/h, consumo medio dichiarato (nel ciclo di omologazione Wltp) di 7,1 l/100 km, pari a 14,1 km/l. Ricca la dotazione di serie, che prevede cerchi di lega, tetto panoramico, fari anteriori e posteriori a LED, specchietti esterni richiudibili elettricamente, mancorrenti sul tetto e vetri posteriori oscurati. All'interno, strumentazione digitale da 8" e infotainment da 12,3", sedili rivestiti in pelle (anteriori a regolazione elettrica), divano posteriore frazionato 60/40, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, telecamera a 360, climatizzatore automatico, accesso e avviamento senza chiave, guida assistita di livello 2. Bestune Joy EE07 LuxuryLa seconda proposta del gruppo Fawcar è una Suv di segmento D (lunga 4.745 mm, larga 1.880, alta 1.710, passo di 2.772 mm) dalle linee filanti, con il frontale chiuso, sottili gruppi ottici anteriori e un originale profilo cromato che corre lungo la cornice dei finestrini e termina nel montante posteriore. Il powertrain è composto da un motore elettrico da 168 kW (228 CV) abbinato a un 1.5 turbobenzina da 150 CV (110 kW): la Joy EE07 scatta da ferma a 100 km/h in 7,5 secondi e raggiunge i 180 km/h di velocità massima. La batteria al litio-ferro-fosfato ha una capacità di 30,9 kWh: l'autonomia in elettrico, nel ciclo Wltp, è di oltre 160 km, mentre la potenza di ricarica in corrente continua è di 67 kW. La percorrenza massima combinata supera i 1.300 chilometri. Praticamente full optional la dotazione di serie dell'unico allestimento disponibile per l'Italia. Di serie c'è praticamente tutto: tetto panoramico con tendina elettrica, climatizzatore bizona, infotainment da 12,6" con head-up display, telecamera a 360, portellone elettrico, sedili in microfibra (anteriori a regolazione elettrica con memoria, riscaldati e ventilati), ricarica wireless per gli smartphone e funzione V2L, oltre alla guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco.
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Fiat Grizzly, la "sorellona" della Grande Panda è in arrivo: ibrida, elettrica, anche a 7 posti
Proseguono senza sosta i test su strada della nuova SUV Fiat derivata dalla Grande Panda, come dimostrano le foto spia che vi proponiamo oggi. Sul nome non ci sono ancora conferme ufficiali, anche se Grizzlysembra essere in pole position rispetto a Giga Panda; inoltre è probabile che il debutto avvenga a ottobre al Salone di Parigi. Il design e la coda della GrizzlyNelle ultime immagini scattate possiamo vedere la Suv inquadrata solamente di fianco e di tre quarti posteriore. Del resto, altri scorci della vettura li ha già mostrati la stessa Fiat attraverso i teaser. Le camuffature di questi prototipi sono molto pesanti, tanto da coprire il design dei cerchi in lega multirazza e la reale forma del portellone, ma le proporzioni e le dimensioni generali sono già percepibili. Proprio in coda potrebbero esserci elementi di design originali che doneranno personalità alla vettura, ma le forme dovranno comunque tener conto della terza fila di sedili, che dovrebbe essere presente come sulle omologhe Citroën C3 Aircross e Opel Frontera, nate sulla medesima architettura. Al pari della Fiat Fastback, che invece avrà una carrozzeria in stile suvcoupé. Tutta una questione di centimetri: motori e dimensioni sulla piattaforma Smart CarLa piattaforma comune alla Grizzly e alla Fastback è la Smart Car, che può accogliere motori endotermici, ibridi ed elettrici, oltre a varianti con cambio manuale e automatico. L'offerta sarà dunque articolata su numerose configurazioni, capaci di assecondare la domanda di mercati diversi fra loro. Rimane il nodo delle dimensioni: la lunghezza potrebbe essere di circa 4,4 metri, considerando che la cugina C3 Aircross misura 4,39 metri e la Opel Frontera 4,38 metri. Per offrire sette posti servono centimetri, mentre la Grande Panda si ferma a 3,99 metri contro i 3,69 metri della Pandina.
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Stellantis: anche Jaguar Land Rover tra i possibili partner: firmato un memorandum d'intesa per gli Usa
Spunta un inedito nome tra i possibili partner industriali di Stellantis. Questa volta non è cinese, bensì britannico, e la regione di riferimento della potenziale alleanza sono gli Usa. Si tratta, infatti, del gruppo Jaguar Land Rover.In particolare, i due costruttori hanno firmato un Memorandum d'intesa (MoU) per valutare opportunità di collaborazione nello sviluppo prodotto negli Stati Uniti. I cardini del memorandumIl memorandum, per ora non vincolante, prevede che le parti valutino possibili sinergie nello sviluppo di prodotti e tecnologie, facendo leva su competenze di ciascuna azienda ritenute complementari.Collaborando con i nostri partner per sviluppare sinergie in aree chiave come prodotto e tecnologia, possiamo creare valore per entrambe le organizzazioni, restando pienamente focalizzati nell'offrire ai nostri clienti i prodotti che amano, commenta l'ad di Stellantis, Antonio Filosa, mentre il suo omologo alla Jaguar Land Rover, PB Balaji, aggiunge che nel percorso di evoluzione di JLR verso il futuro, la collaborazione sarà un elemento fondamentale per cogliere nuove opportunità.La partnership con Stellantis ci consente di valorizzare competenze complementari nello sviluppo di prodotti e tecnologie, a supporto dei nostri piani di crescita di lungo termine nel mercato statunitense, conclude PB Balaji.
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Skoda punta sull'Italia: l'obiettivo è vendere 50.000 auto entro due anni
Il dibattito sul mercato dell'auto in Europa ruota quasi interamente attorno all'avanzata dei costruttori cinesi. Eppure, mentre l'attenzione è altrove, un marchio del Gruppo Volkswagen sta silenziosamente riscrivendo la propria posizione competitiva: nel primo trimestre del 2026 Skoda è diventata il secondo brand automobilistico più venduto in Europa, superando addirittura Toyota, BMW e Renault. Cinque anni fa era dodicesima. E non è solo una questione di volumi: nello stesso trimestre il marchio boemo ha registrato un ritorno sulle vendite dell'8,3%, vale a dire più del doppio del margine operativo del Gruppo Volkswagen nel suo complesso, fermo al 3,3%.Lubo Vlek (foto sotto), direttore vendite Europa, ha quindi colto l'occasione della presentazione in Svizzera della nuova Suv Epiq per tracciare davanti alla stampa le ambizioni del marchio nel nostro mercato. Un problema di percezione del marchioL'Italia vale oggi oltre 35.000 immatricolazioni l'anno, ma è in costante crescita: nel primo trimestre del 2026 le targhe sono cresciute del 16% a 11.641, mentre la quota di mercato è pari al 2,4%. L'obiettivo dichiarato è salire a 40.000 unità nel 2026 e a 50.000 entro due anni. "Non voglio fare business con picchi e cadute", ha detto Vlek. "Voglio una crescita solida, che faccia bene ai clienti, ai concessionari e all'importatore".Il nodo principale, secondo lo stesso Vlek, non è commerciale ma di percezione: "Il portafoglio prodotti è solido. La sfida principale per il team italiano è migliorare la notorietà e l'immagine del marchio". Skoda ha costruito la sua penetrazione in Italia soprattutto sui segmenti piccoli - Fabia e Kamiq insieme coprono il 50% delle vendite locali - e il lavoro sul brand è considerato prioritario quanto quello sui volumi.Una sfida raccolta da Andrea Calcagni, direttore di Skoda in Italia, che ha puntato sulla Milano Design Week. Quest'anno con Epiq - ancora camuffata, in collaborazione con lo studio Ulisse - l'installazione ha attirato circa 60.000 visitatori e vinto il Fuorisalone Award. "Il cliente italiano ama il design", ha riconosciuto Vlek. "Noi a volte siamo troppo cauti. Dobbiamo capire meglio la vostra filosofia". Il post vendita che fidelizza clientiSul posizionamento di prezzo il messaggio è netto: "Non saremo mai il marchio economico. Vogliamo essere value for money - qualità del prodotto, affidabilità, assistenza". Il customer care, in questa visione, è un elemento distintivo, non accessorio. Vlek individua nel post-vendita uno dei terreni su cui Skoda intende differenziarsi con più decisione. A supporto di questa strategia, Skoda Italia cita un tasso di fidelizzazione tra i più alti del mercato: sei clienti su dieci, al momento dell'acquisto successivo, scelgono ancora il marchio.Sulla regolamentazione europea, Vlek non nasconde le difficoltà: "Abbiamo bisogno di chiarezza. Non parliamo di milioni di euro di investimento, ma di miliardi. Ed è difficile pianificare senza una direzione definita". Il riferimento è al quadro normativo sull'elettrificazione, che Skoda, come altri costruttori, considera ancora troppo incerto per consentire una pianificazione industriale di lungo periodo. "I clienti ci chiedono di tutto: diesel, benzina, ibrido, plug-in, elettrico puro. Servono indicazioni chiare, non ambiguità".La Epiq (foto sopra) si inserisce in questo quadro come modello di volume per il segmento elettrico: prezzo di attacco sotto i 27.000 euro (qui trovate i dettagli), dimensioni comprese tra Fabia e Kamiq, pensata per intercettare la domanda di elettrico accessibile nel mercato. Una sfida non banale considerando la diffidenza degli italiani nei confronti delle auto a batteria.
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