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Aggiornato: 2 ore 50 min fa

Geely punta su Milano: al centro italiano il design globale del gruppo

3 ore 47 min fa
L'asse automotive Cina-Milano si fa ancora più saldo: aperto nel 2023, il Geely Innovation Center Italia, nel capoluogo lombardo, assume la guida estetica internazionale del colosso automobilistico asiatico. Nella Torre Diamante di Porta Nuova, la multinazionale di Hangzhou fonda la propria filosofia di disegno industriale nel fulcro di un network creativo tra i più determinanti al mondo. L'ambizione è infatti quella di plasmare la mobilità di domani facendo dialogare l'approccio europeo, la spinta tecnologica e la vocazione globale.  Cinquina vincente La scelta del centro milanese come uno dei cinque hub della rete mondiale - con Shanghai, Ningbo, Göteborg e Coventry - è il risultato di una presenza in Europa sviluppata e rafforzata nel tempo: l'azienda cinese, proprietaria di Volvo Cars e Lotus, detiene il 50% di Smart ed è il principale azionista privato di Mercedes-Benz, senza contare Polestar e Lynk & Co. La sensibilità del Vecchio Continente diviene quindi un elemento dell'identità del gruppo, per costruire un linguaggio capace di generare connessioni tra culture differenti, prendendo spunto dalla Ripple Aesthetics, ispirata alle increspature del Lago Ovest di Hangzhou. Parola d'ordine, raffinatezza Fra i princìpi che guidano lo sviluppo, c'è la ricerca di un'estetica universalmente riconoscibile attraverso superfici pulite e raffinatezza: è qui che Milano assume un ruolo chiave. Tant'è vero che, alla Design Week 2026, Geely ha presentato Anima Mundi, installazione immersiva firmata dallo studio milanese Dotdotdot. Una scelta che conferma come l'hub milanese sia il motore pulsante di una strategia su vasta scala. 
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Fiat 127: lauto che ha cambiato per sempre lidea di utilitaria - VIDEO

3 ore 55 min fa
Quando arriva, nel 1971, la Fiat 127 segna un prima e un dopo. Non solo per la Casa torinese, ma per l'idea stessa di utilitaria, che diventa europea. E questo perché l'auto che raccoglie il testimone della 850 (oltre che il suo propulsore, derivato dalla Sport Coupé) viaggia su altre lunghezze d'onda. Anche per la configurazione meccanica: il quattro cilindri viene montato trasversalmente, davanti, insieme alla trazione anteriore (mutuata dalla 128). Il tutto in una macchina compatta che non si vergogna di esserlo.Ma la rivoluzione arriva l'anno dopo il debutto, quando spunta la terza porta e la 127 diventa una vera e propria hatchback. Dettaglio sostanziale, visto che la trasforma in un'icona di modernità, oltre che in una due volumi con tanto di schienale posteriore abbattibile. Il contesto storico degli anni Settanta e la maturità dell'autoTutto questo succede in quegli anni Settanta complessi, tesi e pure di piombo. Ma anche Figli delle stelle. E se nelle radio - oltre ad Alan Sorrenti - passano soprattutto Battisti e De André, Mina e Guccini, la gente la domenica va a ballare a suon di disco music. Le letture sono per lo più impegnate (La storia di Elsa Morante è il caso letterario del decennio), mentre la cronaca è decisamente pesante: Pasolini viene ritrovato morto a Ostia, Moro in un baule a Roma. Per non parlare degli attentati terroristici che punteggiano lo Stivale, da Piazza della Loggia a Brescia all'aeroporto di Fiumicino.Inevitabilmente, anche il prodotto automobile è figlio di questi tempi. E diventa più maturo, consapevole. Per necessità (c'è pure la crisi petrolifera) o virtù (deve costare meno e durare tanto). Il capolavoro di industrial design firmato Pio ManzùMa la 127 è anche qualcos'altro. Un vero e proprio monumento di industrial design firmato Pio Manzù. La carrozzeria di questa scultura semovente ha superfici pulite, inequivocabili. Il cofano a conchiglia è uno stilema che viene da lontano (gli anni 50): a metà tra la citazione colta e il dettaglio di classe (come dimostra la sua longevità nei decenni a venire).La 127 è compatta, solida, quasi monolitica. Ma le sue forme non puzzano di austerità. Profumano di funzionalità. Com'è consuetudine allora, anche la 127 costa un tanto al cc. Sì, perché ci sono stati anni in cui le auto venivano vendute ancora a peso: una 500 costava circa 500.000 lire e quindi una 127 (col suo bel 903 cm) viaggiava sulle 900.000. La conquista dello spazio e i motivi di un successo straordinarioMa al di là del prezzo, la 127 seduce per qualcos'altro: la conquista dello spazio. Perché la terza porta di cui sopra si spalanca su un baule che mette d'accordo famiglie e artigiani. E poi ci sono la manutenzione semplice e il comportamento stradale sincero (sospensioni a ruote indipendenti e freni a disco davanti). Morale, colpisce per la linea, ma fa innamorare per l'intelligenza. E tipi così, diciamocelo, non se ne incontrano spesso. Neanche oggi... Il successo del modello conferma che intuizioni e realizzazioni sono andate nella giusta direzione. Nel '72 è Auto dell'Anno e, dal '73 al '78, è la più venduta d'Europa. Sei anni che sanno di titolo costruttori. E per non perdere la priorità acquisita, Fiat introduce serie e restyling a più non posso: dalla Special alla Panorama (la station wagon a tre porte), passando per la Sport, con quei 70 CV (poi 75) e, soprattutto, spoiler e adesivi che la facevano andare forte anche nei parcheggi. Un'auto versatile che ha reso la modernità accessibile a tuttiDritta al punto, risponde a tutte le esigenze dell'automobilista moderno (e non solo a quello di allora). Per questo piace a tutta la famiglia. E se è l'onestà progettuale ad averla resa il successo che è stato, è quella sua forma aggraziata ad averla resa beniamina anche delle giovani automobiliste (mia mamma compresa). Insomma, con la Fiat 127 la modernità diventa per tutti e il design industriale fa sempre più rima con praticità, oltre che con originalità.
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Alfa Romeo, torna la Giulietta? Ma stavolta è una SUV

4 ore 47 min fa
Torna l'Alfa Romeo Giulietta. O meglio, torna un'Alfa Romeo di segmento C. Ad annunciarlo è stato il gruppo Stellantis che, durante la presentazione del suo nuovo piano industriale FaSTLAne, ha mostrato anche un'anteprima della vettura (foto sotto, mentre qui sopra c'è una nostra elaborazione). La nuova Alfa, però, non sarà una classica hatchback, ma adotterà forme rialzate, vicine a quelle di una crossover o SUV. Stile in evoluzione Lo stile evolve le attuali linee del marchio, con un frontale prominente che integra un'evoluzione del Trilobo. Il cofano, piuttosto lungo, dovrebbe ospitare una nuova gamma di motori multienergia: l'impiego di unità ibride è pressoché certo, così come il debutto di una versione elettrica. La vettura, attesa dopo il 2027, condividerà tecnologie che verranno introdotte da una Peugeot nello stesso periodo, probabilmente l'erede spirituale della 208, evolvendole per un segmento superiore.Per le versioni elettriche è prevista un'architettura in grado di supportare sistemi a 800 Volt, anche se non è scontato che la nuova segmento C Alfa Romeo utilizzi questa soluzione. Le batterie saranno LFP con struttura cell-to-body.La nuova Alfa Romeo Giulietta - se questo sarà il nome definitivo della segmento C attesa tra il 2027 e il 2028 - potrà inoltre integrare soluzioni come lo sterzo steer-by-wire, il sistema di infotelematica STLA SmartCockpit e le tecnologie di connettività e guida assistita STLA Brain.
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Stellantis: 60 nuovi modelli nel piano 2030, cosa cambia per Fiat e tutti gli altri brand

6 ore 22 sec fa
Nuovi modelli, razionalizzazione dei marchi e 60 miliardi di investimenti: è questo il nuovo piano strategico FaSTLAne che il gruppo Stellantis ha presentato ad Auburn Hills, a pochi chilometri da Detroit, sede americana del gruppo.Una delle novità più rilevanti è la piattaforma STLA One, una nuova architettura pensata per massimizzare sinergie e competitività. Proprio le sinergie saranno uno dei pilastri del futuro di Stellantis: il gruppo ha già stretto alleanze con altri colossi dell'auto, da Jaguar Land Rover a Dongfeng, fino a Leapmotor. L'obiettivo principale, a livello di prodotto, sarà quello di lanciare, da oggi al 2030, 60 nuovi modelli e 50 aggiornamenti significativi, per tutti i marchi. In totale, vedremo 39 veicoli con motori termici o mild hybrid, 24 ibridi, 15 ibridi plug-in o con range extender e 29 elettriche pure. Sono stati annunciati 23 lanci (12 nuovi modelli e 11 restyling) nei segmenti A e B per i marchi Fiat, Citroën, Jeep, Peugeot e Opel. Forte anche l'offensiva per il segmento C: entro il 2030 arriveranno 20 modelli dei marchi Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Jeep, Peugeot, Opel, Citroën e DS, di cui 11 modelli totalmente inediti e nove aggiornamenti di prodotti già esistenti.Nella nuova strategia sono previsti quattro brand globali cui dare precedenza: Fiat, Jeep, Peugeot e Ram. Più cinque marchi globali: Alfa Romeo, Citroën, Opel, Chrysler e Dodge.Gli altri brand finiranno sotto il controllo dei marchi principali: Fiat controllerà anche Lancia e Abarth, mentre la Citroën avrà sotto di sé DS. STLA One, la nuova architettura modulareIl pilastro tecnologico del nuovo corso industriale di Stellantis è rappresentato da STLA One, un'architettura globale modulare che debutterà nel 2027 con l'obiettivo di rivoluzionare i segmenti B, C e D.Progettata per accorpare cinque piattaforme in un'unica soluzione scalabile, STLA One punta a una riduzione dei costi del 20% e alla produzione di oltre 2 milioni di unità entro il 2035, arrivando a coprire più di 30 modelli.Questa strategia, definita "modular by design", introduce una flessibilità multi-energia senza compromessi in termini di efficienza tra i diversi powertrain e integra tecnologie annunciate già da anni ma mai arrivate in produzione, come STLA Brain, STLA SmartCockpit e il sistema steer-by-wire.Sul fronte dell'elettrificazione, l'architettura supporterà sistemi a 800 volt per ricariche rapide e adotterà batterie con chimica LFP (litio-ferro-fosfato) con struttura cell-to-body, soluzione che consente di ridurre costi e impiego di materie prime critiche.Entro il 2030, Stellantis prevede che il 50% dei propri volumi si baserà su sole tre piattaforme globali, con un riutilizzo dei componenti fino al 70%, rafforzando un ecosistema industriale semplificato e più competitivo rispetto ai principali rivali europei.La diffusione della piattaforma STLA One inizierà con un modello Peugeot, forse la nuova generazione della 208, per poi proseguire, nell'ordine, con Opel, Jeep e Alfa Romeo. L'obiettivo è di arrivare fino a un milione di vetture prodotte annualmente su questa base. FiatFiat sarà uno dei marchi più importanti per l'intero gruppo Stellantis. Nelle nuove logiche di razionalizzazione, il brand di Torino si è distinto per il suo alto potenziale di redditività e grazie alla sua presenza a livello quasi globale sarà uno dei marchi che guiderà il lancio delle nuove tecnologie e degli asset globali della nuova strategia. Fiat è stata infatti collocata al pari di Jeep, Peugeot e Ram: a questi quattro marchi (e a Pro One, per i veicoli commerciali) Stellantis dedicherà il 70% degli investimenti destinati ai marchi.In totale, la Fiat lancerà cinque nuovi modelli, tra cui una E-Car (che verrà presentata al Salone di Parigi per poi arrivare sul mercato nel 2029) e tre vetture SmartCar. Oltre alle già annunciate Fiat Grizzly e Fiat Grizzly Coupé (o Fastback), il marchio italiano punta a lanciare una serie di novità per la mobilità urbana. Sono infatti in arrivo una vettura di taglia simile alla 500 (forse la E-Car), rappresentata nelle slide come una futuristica concept, e una sorella maggiore della Topolino, con forme che rimandano a quelle della Fiat 600 Multipla, un modello già in passato citato da Olivier Franois come sogno nel cassetto da riportare in produzione. Sullo sfondo, i più attenti noteranno anche il tre ruote già lanciato dal marchio e, in mezzo al mare, una Fiat 500 anfibia. La E-Car sotto i 15 mila euroPer ampliare il proprio bacino di clienti, il gruppo Stellantis lancerà nel 2028 una nuova famiglia di compatte elettriche dal prezzo estremamente contenuto. L'obiettivo è quello di proporla sul mercato con un prezzo inferiore ai 15 mila euro, con l'inizio della produzione previsto tra due anni. Stellantis ha già annunciato che questa vettura 100% elettrica avrà dei prezzi di listino in tutto e per tutto paragonabili a quelli delle utilitarie Fiat e Citroën. La presentazione del modello di serie, o di una concept che ne anticiperà le forme, dovrebbe avvenire già dopo l'estate, al Salone di Parigi: la prima ad arrivare sul mercato, tra due anni, dovrebbe essere la E-Car Citroën, seguita nel 2029 dalla E-Car Fiat. AbarthSecondo la nuova strategia di Stellantis, d'ora in poi il marchio dello Scorpione sarà direttamente controllato dalla Fiat. Non sono stati invece fatti annunci riguardo a nuovi modelli o versioni. Alfa RomeoIl marchio del Biscione è stato indicato come uno dei marchi regionali più forti, alla pari di Opel, Citroën, Dodge e Chrysler. Come questi brand, anche l'Alfa Romeo beneficerà di una maggiore differenziazione rispetto agli altri marchi. Tuttavia, non dovrebbe ricevere per prima i nuovi "asset globali", che verranno inizialmente introdotti sui brand "core", con più altro potenziale di redditività: Fiat, Jeep, Peugeot e Ram.Al momento non si è ancora parlato del futuro di Giulia e Stelvio. MaseratiStellantis ha annunciato la propria intenzione di rafforzare la Maserati: al momento non è dato sapere se tramite partnership o con investimenti mirati, ma l'intenzione del gruppo è quella di rilanciare il marchio e ampliare la gamma con due nuovi modelli di segmento E, una berlina e una Suv. Per scoprire più dettagli sulla futura strategia del Tridente dovremo però aspettare ancora un po': a dicembre brand presenterà la sua roadmap dettagliata per il futuro durante un evento che si terrà a Modena. LanciaIl futuro di Lancia è assicurato da un riposizionamento del brand. Definito come "importante in Italia" (al pari di DS in Francia), lo storico brand piemontese verrà gestito direttamente da Fiat e verrà "sviluppato come marchio specializzato". JeepEntro il 2030, oltre a un complessivo aggiornamento della gamma, la Jeep lancerà anche un nuovo modello, la Wrangler Scrambler. Coperta da un telo sulle slide di presentazione, ha forme da pick-up ed è possibile che sia una sorta di sorella minore della Gladiator e derivata dalla Wrangler. PeugeotPeugeot, tra i marchi principali del nuovo piano, lancerà sette nuovi modelli nei prossimi quattro anni. Si tratterà di una nuova shooting brake di segmento D realizzata su base Dongfeng e di veicoli più piccoli. In arrivo ci sono infatti una Suv di segmento C e due modelli a ruote basse, tutti basati sula nuova piattaforma STLA One e dotati di motori multienergia. Novità anche per il segmento B, con due nuove piccole elettriche (sempre su STLA One) con carrozzeria hatchback e Suv.  CitroënCitroën riporterà in vita la 2CV (il teaser è qui sopra), che diventerà uno dei modelli chiave di questa nuova strategia e dovrebbe essere l'interpretazione francese della E-Car di Stellantis. In arrivo anche due Smart Car e altri quattro modelli, per un totale di sette nuove vetture entro il 2030. Si tratterà principalmente di Suv, di varie dimensioni, ma anche di una crossover con linee che ricordano quelle di una berlina/fastback, forse una riedizione della C5X o della C4X. DSAl pari di Lancia, DS è stata ridimensionata e verrà controllata da Citroën. Per il momento, tuttavia, non sono stati annunciati nuovi modelli. Articolo in aggiornamento
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Stellantis lancia FaSTLAne 2030: 60 miliardi di investimenti, nuova strategia su marchi e alleanze

6 ore 26 min fa
Stellantis ha presentato ad Auburn Hills (Michigan) il nuovo piano strategico: si chiama FaSTLAne 2030 e prevede investimenti per 60 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.Il piano si basa sulla priorità di mettere il cliente al centro e su una maggiore disciplina nell'allocazione del capitale verso regioni e marchi in grado di generare i migliori rendimenti. FaSTLAne 2030 è il risultato di mesi di lavoro disciplinato in tutta l'azienda ed è progettato per guidare una crescita redditizia a lungo termine. Con il cliente al centro di tutto ciò che facciamo, il piano realizzerà il nostro obiettivo: consentire alle persone di muoversi con i brand e i prodotti che amano e di cui si fidano, sfruttando una combinazione unica di punti di forza, ha commentato l'ad Antonio Filosa.Abbiamo persone fantastiche, una scala globale, marchi capaci di connettere e ispirare, solide radici locali e una rete di concessionari partner attenta alle esigenze distintive dei clienti, oltre a un focus costante su innovazione ed eccellenza esecutiva, aggiunge Filosa. Questi elementi ci permettono di offrire valore, funzionalità e accessibilità, amplificando anche i benefici delle partnership strategiche 'win-win': abbiamo tutto ciò che serve per raggiungere gli obiettivi di FaSTLAne 2030. Oltre 60 nuovi modelli entro il 2030Il piano si fonda su sei pilastri strategici. Il primo riguarda una gestione dei marchi profondamente rivista: l'obiettivo non è solo massimizzare l'efficienza del capitale, ma anche evitare duplicazioni e sostenere la redditività.Stellantis punta così a lanciare entro il 2030 oltre 60 nuovi veicoli e circa 50 aggiornamenti rilevanti per tutti i marchi e le diverse alimentazioni. Nel dettaglio, 29 saranno elettriche, 15 plug-in hybrid o a autonomia estesa, 24 hybrid e 39 con motorizzazioni tradizionali o mild hybrid. Priorità a Jeep, Ram, Peugeot e FiatIl nuovo approccio individua quattro marchi globali prioritari per guidare lo sviluppo dei nuovi asset: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat. A questi sarà destinato circa il 70% degli investimenti legati a marchi e prodotti, insieme alla divisione Pro One per i veicoli commerciali.Accanto a loro opereranno cinque marchi regionali - Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo - che utilizzeranno asset globali mantenendo una propria distintività.DS e Lancia saranno invece gestiti rispettivamente da Citroën e Fiat, assumendo un ruolo più specializzato. Lo stesso vale per Abarth, destinata a passare sotto il marchio torinese. Maserati, sempre più lussoIl piano prevede anche un rafforzamento di Maserati, destinata a diventare un marchio sempre più focalizzato sul puro lusso. La gamma sarà ampliata con due nuovi modelli del segmento E, attesi nei prossimi anni. Piattaforme, motori e tecnologieUn altro capitolo del nuovo piano è dedicato a piattaforme, propulsori e tecnologie, su cui il gruppo investirà oltre 24 miliardi di euro (40% del totale stanziato) nei prossimi cinque anni. Le architetture saranno modulari, a partire dalla nuova Stla One, e dovranno esprimere il 50% dei volumi globali entro il 2030. Sul fronte motoristico è confermato il nuovo approccio "multi-energia": il gruppo ha in programma l'estensione dell'attuale offerta, "con nuovi ibridi, nuovi veicoli elettrici a batteria e motorizzazioni termiche ad alta efficienza. Entro il 2030, quasi il 50% dei volumi annuali globali sarà dotato di soluzioni di propulsione multiregionali, con flessibilità energetica integrata nel portafoglio prodotti", aggiunge il costruttore.Quanto all'ambito prettamente tecnologico, la strategia parte da un principio che si rifà a una famosa frase di Henry Ford: "La tecnologia conta solo se migliora la vita quotidiana dei clienti". A tal proposito, l'intelligenza artificiale sarà integrata in tutta la catena del valore e lo sviluppo di tecnologie globali avverrà "in collaborazione con partner di primo livello, da implementare poi localmente nei marchi e nei prodotti in ciascuna regione". Stellantsi fa riferimento tre specifiche architetture: STLA Brain, l'architettura software e di calcolo centrale scalabile; STLA SmartCockpit, un nuovo modo per i clienti di interagire con i propri veicoli; STLA AutoDrive, il sistema scalabile di guida autonoma". Tutte queste tecnologie saranno lanciate nel 2027 ed entro il 2030 dovranno coprire il 35% dei volumi annuali globali (la percentuale dovrà superare il 70% entro il 2035). Partnership "reciprocamente vantaggiose": c'è anche TataAltro capitolo riguarda l'avvio di "partnership reciprocamente vantaggiose". L'obiettivo è sviluppare e finanziare prodotti congiuntamente con altri costruttori per "accedere a nuovi mercati, ampliando le soluzioni tecnologiche, aumentando l'utilizzo della capacità produttiva e migliorando la competitività di approvvigionamento. A tal proposito si citano i recenti accordi con Leapmotor, il rilancio dell'alleanza con Dongfeng e la lettera d'intenti con Jaguar Land Rover.Inoltre, si cita anche un altro costruttore: "Con Tata, l'Azienda sta migliorando la sua competitività delle regioni Asia Pacifico, Medio Oriente e Africa, e Sud America, attraverso sinergie su produzione, fornitori, prodotti e tecnologie". E non mancano indicazioni sui vari partner su architettura informatica, software, ADAS, intelligenza artificiale e tecnologia delle batterie. Tra questi si menzionano Applied Intuition, Qualcomm, Wayve, Nvidia, Uber, Mistral AI e Catl. Tagli alla capacità europea per 800 mila unitàUn ulteriore pilastro verte sull'ottimizzazione dell'impronta industriale. Stellantis punta ad aumentare il tasso di utilizzo della capacità grazie al lancio di nuovi prodotti. Tuttavia non mancano specifiche misure in ambito regionale. In Europa, per esempio, la capacità dovrebbe essere ridotta di oltre 800 mila unità, attraverso la riconversione di alcuni impianti, come Poissy (Francia) e facendo leva sulle partnership (come a Madrid,  Saragozza e Rennes), con l'obiettivo di preservare i livelli occupazionali. L'utilizzo degli impianti aumenterà quindi dal 60% all'80% nel 2030. Negli Stati Uniti, l'incremento di produzione dovrebbe migliorare il tasso di saturazione all'80% nel 2030, mentre in Medio Oriente e Africa, il piano prevede la localizzazione di prodotti per raggiungere il pieno utilizzo della capacità. Il time-to-market dovrà scendere a 24 mesiFaSTLAne 2030 fornisce anche alcune indicazioni sul fronte della cosiddetta "execution". Tra le tante cose, è previsto che, nello sviluppo del prodotto, il time-to-market passi dai 40 mesi attuali a 24, mentre sul fronte dei costi è stato lanciato un programma (Value Creation Program) per generare 6 miliardi di euro di riduzione dei costi annuali entro il 2028.Inoltre, viene confermata una politica di maggior autonomia per ogni singola regione operativa. Anche con il nuovo piano ognuna potrà "definire e implementare piani su misura che si adattino meglio alle realtà dei mercati locali e alle preferenze distintive dei clienti". Più peso al Nord America L'autonomia si accompagna con tutta una serie di obiettivi. In Nord America, dove sarà destinato il 60% dei 36 miliardi di euro su marchi e prodotti, Stellantis punta a una crescita del fatturato del 25% e a un margine operativo dell'8-10%. A tal fine si dovrà espandere la copertura del mercato del 50% con 11 nuovi modelli e 35% dei volumi in più, aumentare l'offerta con 7 nuovi prodotti sotto i 40.000 dollari e 2 sotto i 30.000, migliorare la competitività di costo attraverso il VCP.Nell'Europa allargata gli opbiettivi di una crescita dei ricavi del 15% e un margine del 3-5% sarà raggiunto tramite una rifocalizzazione del portafoglio di marchi, una maggior differenziazione dei marchi e della copertura del mercato con un'offensiva del segmento C e la E-Car da produrre a Pomigliano d'Arco. In totale arriveranno 50 novità tra modelli inediti  (12 nei segmenti A e B, 11 in quello B) e aggiornamenti (rispettivamente 11 e 9).In Sud America, i ricavi dovrebbero crescere del 10% e il margine arrivare all'8-10% anche grazie a un'offensiva di prodotto in Brasile e Argentina e iniziative di crescita per altri Paesi. Per il Medio Oriente e l'Africa, Stellantis si è posta l'obiettivo di aumentare i, fatturato del 40% e di registrare un margine del 10-12% non solo localizzando prodotti, ma anche aumentando le importazioni dei partner asiatici. Infine, per l'area Asia-Pacifico è confermata la strategia "asset-light" incentata sulle partnership strategiche.
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F1, GP Canada: il primo vero esame della stagione, tra Sprint e aggiornamenti

6 ore 28 min fa
Dopo due settimane di pausa, la Formula 1 torna in pista al Gilles Villeneuve di Montreal con un fine settimana piazzato in un periodo del calendario completamente nuovo per l'evento canadese. I temi caldi sono principalmente due: il format Sprint - che riduce a una sola sessione il tempo utile per mettere a punto le monoposto - incrocia l'arrivo dei primi pacchetti aerodinamici significativi della stagione.Mercedes e McLaren tirano la prima vera lineaA Miami la Mercedes ha vinto la quarta gara su quattro con la W17 in versione standard, rimandando volutamente gli aggiornamenti proprio in vista del Canada. La logica di Brackley è chiara: portare a Montreal un pacchetto stimato in due-tre decimi su una pista dove il vantaggio della power unit di Brixworth, in particolare nella gestione dell'ibrido, è strutturalmente più alto.La McLaren, che a Miami ha già introdotto il 60% del proprio update, completa qui il restante 40%. Il gap dalla Ferrari, dopo il pessimo avvio, si è ridotto a 16 punti nel Costruttori. Non è un margine che lascia molta tranquillità a Maranello. Ferrari: Montreal come esame di riparazioneIl pacchetto di aggiornamenti portato a Miami (aerodinamica e meccanica) non ha reso quanto promesso in simulazione per il Cavallino. Nessuna parte è stata bocciata, ma il delta atteso non è arrivato. Montreal serve a capire se è un problema di sfruttamento di assetto, finestra gomma, condizioni o se la direzione di sviluppo è sbagliata.I dati raccolti nella due settimane di analisi raccontano due facce diverse: da una parte, una Ferrari ottima nei tratti guidati, dove la trazione resta un punto di forza, in difficoltà nei rettilinei per le note carenze di ricarica dell'ibrido. La SF-26 monta uno scarico soffiato, l'ala reverse e masse radianti ridotte grazie al 6 cilindri 067/6, un motore che lavora "caldo" per scelta progettuale. Tutto questo per compensare i 22-25 cavalli che il propulsore di Enrico Gualtieri paga a quello Mercedes in potenza massima, oltre al deficit di rigenerazione.L'altro nodo è la gomma. A Miami la rossa è uscita dalla finestra di funzionamento, in particolare con la Hard. Le scelte di assetto per Montreal sono state riviste, ma la verifica si farà in pista, nonostante la sola sessione di libere a disposizione. Se il lavoro al simulatore è stato fatto bene, il format Sprint può perfino diventare un vantaggio relativo. Se no, il weekend si complica in fretta. Pirelli, graining e la variabile meteoLa Pirelli porta le tre mescole più morbide della gamma - ossia C3, C4, C5 - su un asfalto rifatto nel 2024, liscio e poco abrasivo. L'usura fisica resterà contenuta; il degrado, invece, sarà guidato dalla gestione termica superficiale. Lo scorso anno il graining ha accompagnato gli pneumatici fino alla domenica: quest'anno, con la nuova generazione di gomme e l'evoluzione rapida della pista, il fenomeno dovrebbe attenuarsi già dopo il venerdì.Resta una variabile, quella delle temperature. L'anticipo di calendario potrebbe portare condizioni più rigide del solito, complicando il warm-up della gomma, soprattutto in qualifica. La Soft è la mescola con il riscaldamento migliore e resta la favorita per la Sprint del sabato; in gara, come visto a Miami, è probabile che i team tornino su un approccio conservativo, puntando alla singola sosta con le due mescole più dure. Solo un ritorno consistente del graining nelle prime fasi potrebbe forzare la doppia sosta.Antonelli leader, Russell sotto pressioneSul piano della classifica, il caso del weekend è interno alla Mercedes. Andrea Kimi Antonelli arriva a Montreal da leader del Mondiale, reduce da tre vittorie consecutive contornate da altrettante pole. George Russell, vincitore solo all'apertura in Australia, ha bisogno di un segnale forte: il duello interno è il sottotesto più interessante del fine settimana, soprattutto perché si corre su una pista dove non basta avere la macchina migliore per tagliare per primi il traguardo.  Orari TV: Sky, NOW e TV8Il weekend canadese si svolge, come detto, con il format Sprint. Su Sky Sport F1 e NOW la diretta integrale di tutte le sessioni; TV8 trasmette in chiaro qualifiche e gara, in differita Sprint Qualifying e Sprint Race. Ecco gli orari del fine settimana, già convertiti al fuso orario italiano.Venerdì 22 maggioProve Libere 1 dalle ore 18.30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1Sprint Qualifying dalle 22.30 in diretta su Sky Sport F1Sabato 23 maggioSprint Race alle 18:00 in diretta su Sky Sport F1 e TV8Qualifiche ore 22:00 in diretta su Sky Sport F1 e TV8Domenica 24 maggioGara, partenza alle 22 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 23.30
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Hyundai Dark Line: arrivano i20 e Bayon, cambia anche Tucson

8 ore 6 min fa
Hyundai rende disponibili in Italia i nuovi modelli della linea Dark Line. Dopo il debutto su l'Hyundai Tucson, ora aggiornata al Model Year 2027, questo allestimento arriva anche su l'Hyundai i20 e su l'Hyundai BAYON.La Hyundai i20 è proposta a partire da 19.900 euro con il motore 1.0 T-GDI da 90 CV e cambio manuale, mentre la Hyundai BAYON, con lo stesso powertrain, parte da 23.900 euro. La Hyundai Tucson si conferma infine con prezzi da 34.900 euro e motorizzazioni benzina e full hybrid. Le dotazioni di serie delle versioni Dark LineLe versioni Dark Line, sviluppate per il mercato italiano, offrono finiture dedicate e dotazioni più ricche.Su l'Hyundai i20 e su l'Hyundai BAYON, la dotazione di serie comprende finiture esterne con tetto Glossy Black, cerchi in lega da 16", rivestimenti interni scuri estesi anche al padiglione, sensori di parcheggio posteriori, Drive Mode Select, pacchetto ADAS SmartSense e doppio display da 10,25".La Hyundai Tucson Dark Line, con il nuovo Model Year, introduce anche i nuovi cerchi da 19" con finitura Satin Grey, oltre ai contenuti già disponibili.
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650 CV e 2,4 tonnellate: in pista la Bentayga Speed ribalta le aspettative

8 ore 9 min fa
Tra i saliscendi dell'Ascari Circuit, nel cuore dell'Andalusia, la Bentley Bentayga Speed appare quasi una provocazione tecnica. Portare in pista una SUV lunga oltre cinque metri, pesante più di 2,4 tonnellate e rifinita come un salotto inglese di alta gamma sembra poco sensato. Poi si indossa il casco, si esce dalla pit lane e si capisce subito dove Bentley ha concentrato il lavoro principale: non sulla semplice potenza, ma su come questa massa riesce a muoversi. Il comportamento dinamico in pistaCon asfalto in temperatura e condizioni ideali, la SUV taglia XL mostra come oggi la sfida non sia soltanto aumentare cavalli o velocità massima, ma controllare dimensioni e trasferimenti di carico con naturalezza e precisione. Il V8 4.0 biturbo da 650 CV e 850 Nm resta centrale: la spinta è poderosa, continua, lineare. I numeri parlano chiaro - 310 km/h di velocità massima e 0-100 km/h in 3,6 secondi.Il punto chiave è però il lavoro su telaio e integrazione elettronica. In pista sorprende per compostezza e facilità di guida. Lo sterzo è preciso, mai nervoso; l'ingresso in curva rapido considerando massa e dimensioni; la stabilità resta elevata anche aumentando il ritmo. Il merito è dell'integrazione tra sterzo integrale, gestione attiva del rollio a 48 volt, sospensioni pneumatiche evolute e controllo della dinamica. La Vehicle Motion Philosophy di BentleyQuesta tecnologia non cerca di mascherare il peso o trasformare la vettura in qualcosa che non è. La Bentayga resta una Bentley: progressiva, fluida, stabile. Qui emerge la Vehicle Motion Philosophy, la stessa base tecnica condivisa con Continental GT e Flying Spur.Si tratta di una gestione integrata di motore, trasmissione, telaio ed elettronica con un obiettivo preciso: prestazioni elevate sempre sfruttabili. Non il comportamento più estremo, ma la largest usage window - ovvero la massima ampiezza d'uso: confort nei lunghi viaggi, stabilità ad alta velocità, precisione nella guida veloce e facilità anche in condizioni difficili. Cambiano le architetture, ma la logica resta identica. Esperienza sensoriale e cura artigianaleIl V8 contribuisce anche all'esperienza sensoriale. Bentley riporta al centro il tema del sound: in accelerazione è pieno e profondo, in rilascio lo scarico offre un borbottio marcato ma naturale.Durante il TechDay gli ingegneri hanno spiegato come risposta del motore, sound, sterzo ed erogazione siano sviluppati insieme a telaio ed elettronica come parte di un'unica esperienza di guida.A bordo restano centrali pelle, cromature, assemblaggi e qualità percepita, elementi che confermano la cura artigianale di Crewe. Il punto chiave emerso all'Ascari è chiaro: la Bentayga Speed non vuole diventare una sportiva estrema, ma dimostra quanto telaio, software ed elettronica possano ampliare le capacità dinamiche senza compromettere confort, qualità e identità.
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AsConAuto, officine e ricambi: come cambia laftersales tra ADAS e connettività

8 ore 50 min fa
I mutamenti tecnologici legati ad ADAS e connettività stanno ridisegnando l'attività quotidiana delle autofficine italiane. In uno scenario affascinante ma ancora ricco di incognite, AsConAuto intende confermarsi punto di riferimento per officine autorizzate e riparatori indipendenti.A fotografare la situazione è stato, durante l'Automotive Dealer Day 2026 (Verona, 19-21 maggio), Roberto Scarabel, presidente dell'associazione che riunisce i concessionari italiani e promuove la distribuzione dei ricambi originali sul territorio nazionale."L'aftersales vive una trasformazione profonda: venditori e autoriparatori devono confrontarsi con vetture sempre più tecnologiche, nuovi modelli di mobilità, le esigenze delle flotte e clienti molto più attenti a qualità del servizio e trasparenza. Mettiamo a disposizione strumenti, competenze e servizi capaci di accompagnare l'evoluzione del settore". In continua evoluzioneAsConAuto supporta 23 mila professionisti della riparazione attraverso una distribuzione rapida di ricambi originali multimarca, effettuata con una flotta di proprietà di 600 veicoli. A questo si aggiungono accesso alle informazioni tecniche, un ampio portafoglio di servizi e programmi di formazione specialistica. partita inoltre la fase di test dell'integrazione tra ARiA (area riservata alle officine del network) e partslink24: gli affiliati possono accedere ai ricambi originali di 52 marchi inserendo numero di telaio o targa, velocizzando il processo di ordine. Già oggi, l'82% delle consegne avviene in meno di cinque ore, con una forte riduzione degli errori di identificazione.Noleggio a lungo termine, comparto chiaveAsConAuto mette a disposizione del noleggio a lungo termine sia ricambi originali sia componenti rigenerati, offrendo ai provider la possibilità di scegliere tra primo impianto e ricondizionato, senza rinunciare a qualità e rapidità di consegna.Indagine: poca trasparenza sui ricambiLuca Montagner, Senior Advisor di AsConAuto Academy, ha illustrato i risultati di un'indagine condotta a gennaio 2026 su 1.000 automobilisti italiani che si sono rivolti a officine indipendenti.Due su tre non vengono coinvolti nella scelta dei ricambi per manutenzione e riparazione. Anche quando la scelta viene proposta, solo il 10% dichiara di aver ricevuto spiegazioni dettagliate."I consumatori nutrono un buon livello di fiducia nelle officine indipendenti, ma serve lavorare su comunicazione, trasparenza e cultura della manutenzione, coinvolgendo le Case". Bilancio positivo e prospettiveAsConAuto ha chiuso il 2025 con un giro d'affari di 1,175 miliardi di euro. Nei primi tre mesi del 2026 la crescita è stata del 2,1%, a quota 308 milioni.In Europa, con circa 350 milioni di veicoli tra auto e commerciali leggeri, il mercato dell'aftermarket vale 270 miliardi di euro. In Italia si attesta a 36 miliardi ed è in aumento, sostenuto anche dall'invecchiamento del parco circolante, che ha raggiunto un'età media vicina ai 13 anni.Prossimo appuntamento il 15 e 16 ottobre con il Service Day, evento dedicato all'aftermarket nato da un'idea dell'associazione.
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Bosch rilancia Bari: il diesel trova una seconda vita nel nuovo polo europeo

9 ore 13 min fa
La Bosch di Bari è diventata un simbolo della crisi dell'industria automobilistica europea. Da punto di riferimento per i motori diesel grazie alla tecnologia del common rail, si è trasformata nell'ennesimo caso di progressiva dismissione delle attività, complice la demonizzazione dei propulsori a gasolio, le politiche comunitarie e l'incapacità - soprattutto italiana - di individuare strade alternative concrete e sostenibili.Basta un dato: oggi la forza lavoro conta poco più di 1.400 collaboratori, circa mille in meno rispetto al picco dell'epoca d'oro della produzione di componenti per motori diesel.L'azienda tedesca ha più volte cercato sbocchi alla crisi dell'impianto di Modugno, presentando progetti di riconversione con risultati limitati. Emblematico il caso della produzione di e-bike, mai realmente decollata. Ora, però, emerge un nuovo tentativo di rilancio, incentrato proprio sullo storico core business diesel. Il progetto di rilancioNel corso dell'ultimo anno è stato avviato un percorso di trasformazione dello stabilimento con l'obiettivo di sviluppare un hub europeo dedicato al remanufacturing di componenti automotive destinati all'aftermarket. In altre parole, il futuro dell'impianto punta sull'economia circolare, in linea con quanto sta avvenendo in altri siti automotive europei, tra cui Mirafiori, a Torino.La prima fase ha previsto il trasferimento a Bari delle attività di rilavorazione delle pompe di iniezione dallo stabilimento di Jihlava, in Repubblica Ceca, insieme alla definizione del layout produttivo, all'installazione dei macchinari e alla formazione del personale.Per ora le attività riguardano le pompe di iniezione, ma dal secondo semestre dell'anno il perimetro sarà esteso anche agli iniettori, ampliando le competenze tecnologiche e rafforzando il posizionamento nell'aftermarket europeo.Economia circolare e competenzePer Bosch, il progetto rappresenta una risposta concreta al calo dei volumi produttivi legati al primo equipaggiamento per motori endotermici. In questo contesto, l'economia circolare consente di valorizzare competenze industriali già presenti e orientarle verso attività aftermarket e di ricondizionamento, oggi in forte crescita per l'estensione del ciclo di vita dei prodotti.Il potenziale è sostenuto anche dall'evoluzione del parco circolante europeo, caratterizzato da veicoli sempre più longevi e da una domanda aftermarket destinata a rimanere centrale nei prossimi anni.Accanto agli aspetti ambientali e di mercato, il progetto ha un impatto rilevante sullo sviluppo delle competenze e sull'occupabilità. Le nuove attività richiedono infatti capacità produttive, tecniche e di controllo qualità, sviluppate attraverso percorsi di formazione dedicati, in particolare su diagnosi, revisione, rilavorazione e processi aftermarket.
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Volkswagen stoppa le voci sulle fabbriche: "Nessuna trattativa con costruttori cinesi"

9 ore 18 min fa
Nelle ultime settimane sono circolate diverse indiscrezioni su possibili accordi tra Volkswagen e costruttori cinesi per la condivisione di capacità produttiva o la cessione di impianti. Rumor che hanno subito messo in allerta sindacati e lavoratori tedeschi.Per riportare calma e rassicurare un clima già teso è intervenuto proprio chi, in precedenza, aveva alimentato le speculazioni con aperture a eventuali negoziati. L'amministratore delegato Oliver Blume ha approfittato di un'assemblea dei lavoratori per chiarire la posizione del gruppo e scongiurare iniziative di protesta."Al momento non ci sono piani né discussioni in corso con produttori cinesi", ha assicurato Blume, spiegando che il gruppo sta valutando soluzioni per gestire la sovraccapacità produttiva in Europa. "Nei nostri stabilimenti europei e tedeschi abbiamo ancora capacità in eccesso. Dobbiamo affrontare questo problema per restare competitivi", ha aggiunto, ribadendo inoltre che la Casa non tornerà ai livelli di vendita pre-pandemia. Strategia industriale e siti a rischioSulla base dell'accordo siglato a fine 2024, Volkswagen si è impegnata a evitare licenziamenti su larga scala. L'intesa prevede però anche la dismissione di alcuni siti produttivi. Dresda ha già interrotto l'assemblaggio di auto pochi mesi fa, mentre per Osnabrück sono in corso trattative per la cessione a un gruppo della difesa, l'israeliana Rafael.Altri stabilimenti sono finiti al centro delle indiscrezioni proprio a causa delle precedenti dichiarazioni di apertura del management, alimentando ulteriormente l'incertezza tra i dipendenti.I sindacati: "Basta speculazioni"La presidente del consiglio di fabbrica, Daniela Cavallo, ha chiesto di mettere fine alle speculazioni sul futuro degli impianti tedeschi."Considerata l'immagine recente dell'azienda, non stiamo certo vincendo premi. Al contrario, si ha l'impressione che Volkswagen sia diventata un obiettivo di acquisizione e abbia bisogno di essere salvata", ha scritto in un messaggio ai dipendenti.La sindacalista ha quindi invitato la dirigenza a concentrarsi sullo sviluppo dei prodotti, evitando "l'ennesimo dibattito su presunte chiusure di stabilimenti o ipotetici colloqui con terze parti per utilizzi alternativi degli impianti".
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Boom di nuovi marchi auto, quasi tutti cinesi: saranno 27 entro il 2028

9 ore 26 min fa
Negli ultimi mesi, i principali costruttori europei hanno lanciato l'allarme su un'intensificazione delle pressioni commerciali. Il motivo è legato al dinamismo dei marchi cinesi, sempre più intenzionati a sbarcare nel Vecchio Continente anche per trovare un'alternativa alla guerra dei prezzi in corso sul mercato interno.I prossimi anni sono destinati a registrare un ulteriore aumento della competizione, a causa del crescente numero di marchi pronti a debuttare in Europa, Italia compresa. Secondo l'ultimo New Brand Observatory, presentato da Quintegia all'Automotive Dealer Day, sul nostro mercato sono già arrivati o arriveranno entro il 2028 ben 27 nuovi brand, per il 90% di origine o proprietà cinese. Non è dunque da escludere un ulteriore incremento della quota: quelli già presenti sfiorano il 6% (5,8% nel primo trimestre), contro lo 0,4% del 2021.L'appuntamento veronese ha visto anche il debutto di diversi nuovi marchi, tra cui Hongqi tramite EMC, Linktour e GAC Aion con ATFlow. Numeri, modelli, consumatoriL'espansione nel nostro Paese è per ora più contenuta rispetto ad altri mercati europei. Tra il 2021 e il 2024 in Italia sono entrati 18 marchi emergenti contro i 27 nei primi cinque mercati europei, mentre tra quest'anno e il 2028 ne sono attesi altri 9. Nei principali mercati Ue si arriverebbe così a un totale di 43 brand, contro i 27 italiani. Tuttavia, l'interesse cresce: il 49% dei concessionari (36% nel 2024) punta sui nuovi marchi nel prossimo futuro.Sul fronte dell'offerta, tra i marchi emergenti già presenti in Europa prevalgono modelli nei segmenti SUV C e SUV D: una decina per ciascuno in Italia e circa quindici in Europa. Più debole, invece, la presenza nei segmenti A e B, sempre meno presidiati anche dai costruttori tradizionali.L'arrivo dei nuovi brand sta influenzando anche le scelte dei consumatori. Secondo l'Automotive Customer Study 2025 di Quintegia, il 44% degli acquirenti si dichiara disposto a valutarli per un eventuale acquisto. La quota sale al 74% tra i giovani della Generazione Z. I marchi emergentiL'Osservatorio offre uno spaccato dei brand già presenti e di quelli in arrivo. In Italia, tra i più noti, spiccano MG di Saic, i marchi del gruppo DR (da Evo fino a Tiger), BYD, Omoda e Jaecoo di Chery, Lynk & Co e Polestar di Geely, EMC di Eurasia Motor Company con Intergea, Leapmotor con Stellantis, oltre ai marchi di matrice Dongfeng come DFSK. A questi si aggiungono realtà gestite da concessionari distributori o in private label.Tra i prossimi ingressi è attesa anche Denza di BYD. In Europa sono già presenti realtà non ancora operative in Italia come Nio - con i sub-brand Onvo e Firefly - oltre a marchi non asiatici come lo spagnolo Ebro, il vietnamita VinFast e il turco Togg. L'impatto sulla rete di venditaL'ingresso dei nuovi marchi sta già incidendo sulla rete distributiva. In Italia si contano oltre 800 punti vendita, mentre negli altri mercati europei si varia dai circa 300 della Germania agli oltre 400 della Gran Bretagna.Gli imprenditori concessionari coinvolti sono più di 400 e gestiscono portafogli multi-brand e multi-costruttore nel 75% dei casi. Un cambiamento evidente anche nella struttura della rete: se nel 2015 un concessionario rappresentava in media due marchi, nel 2025 si arriva a 3,5 brand per punto vendita. Inoltre, un concessionario su tre legato ai marchi tradizionali affianca anche brand emergenti.
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Hongqi debutta in Italia con EMC: arrivano le SUV a benzina HS3 e HS5

10 ore 26 min fa
All'Automotive Dealer Day EMC Auto ha presentato i primi due modelli del marchio Hongqi che saranno disponibili in Italia a partire dal mese di settembre: la HS3 e la HS5. Motori 1.5 e 2.0 turbo per il debuttoIl brand di lusso di FAW debutta nel nostro Paese con due SUV a benzina, scegliendo una strategia diversa rispetto ai modelli elettriche proposti in altri mercati. La HS3, lunga 4,65 metri, è spinta da un 1.5 TGDI da 169 CV abbinato a un cambio doppia frizione a sette marce, mentre la HS5, lunga 4,78 metri, propone un 2.0 TGDI da 252 CV con trazione integrale e cambio automatico a otto marce. Hongqi: 68 anni di storiaFondata nel 1958, Hongqi è il primo storico fornitore delle auto di Stato cinesi. Nel 2025 ha venduto 460.000 veicoli, con una crescita dell'11,7% rispetto all'anno precedente, confermando un'espansione costante a livello globale. Il debutto europeo risale al 2021 e oggi è attivo anche un centro R&D a Monaco di Baviera.In altri Paesi dell'Unione sono già disponibili modelli non ancora annunciati per l'Italia, come la berlina EH7 e le SUV E-HS9 ed EHS7, anche in versione elettriche.
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Renault: qualità e velocità ai tempi della Twingo elettrica

10 ore 38 min fa
La qualità non si sacrifica alla velocità. il messaggio che, dalla fabbrica di Novo Mesto, in Slovenia, Renault affida alla nuova Twingo ETech, la piccola elettrica in vendita da aprile e primo modello sviluppato in soli due anni grazie alla collaborazione con Geely. Sviluppo in un centro ricerca a Shanghai, design e produzione in Europa. Sulla qualità - ci dice Thierry Charvet, cui fa capo la divisione industria e logistica del gruppo Renault, nel corso di una visita allo stabilimento sloveno - puntiamo a diventare il costruttore punto di riferimento in Europa. Dove, entro la fine dell'anno, arriveranno la piccola Dacia elettrica e, a seguire, la sorellina Nissan a zero emissioni, costruite sulla stessa piattaforma. Il piano FutuREady e l'affidabilitàIl miglioramento della qualità dei veicoli è il nuovo mantra di Renault. Secondo i dati forniti dal costruttore, l'affidabilità delle vetture con la losanga è triplicata negli ultimi due anni, con un tasso di problemi dimezzato dopo 12 mesi di utilizzo grazie a un tempo di rilevazione ridotto da 30 giorni a 30 minuti. L'obiettivo dichiarato nel nuovo piano di crescita, chiamato FutuREady, è piuttosto ambizioso: garantire che dopo cinque anni l'auto venduta sia come nuova. Digitalizzazione e IA in fabbrica con GoogleCome? Il gruppo francese punta sulla digitalizzazione delle fabbriche insieme a Google, partner non solo dietro il sistema infotelematico di bordo ma anche primo partner industriale. Ancora numeri e fatti: sono 1.278 gli addetti dedicati alla qualità; 5 i miliardi di dati raccolti ogni giorno dagli impianti; 9 milioni di chilometri di test effettuati nel 2025; 1.000 controlli con l'intelligenza artificiale per veicolo previsti entro il 2027; 90% delle funzioni dei veicoli con software aggiornabili da remoto.La chiave di volta è l'utilizzo crescente - come nel resto del mondo - dell'IA in tutti i processi, che a Novo Mesto vediamo onnipresente lungo la linea della Twingo elettrica. Dal controllo finale del sottoscocca a quello degli sportelli, sui quali lavorano donne e uomini finché, al termine, un piccolo braccio meccanico con in testa due telecamere - sembra ET - gira intorno alla vettura per l'ispezione e dà l'ok, sempre che non rilevi problemi. Il fattore umano nella fabbrica definita dal software la fabbrica intelligente, necessaria a Renault come agli altri costruttori, nel momento in cui l'automobile viene definita sempre più dal software. Google fornisce al gruppo l'infrastruttura cloud per raccogliere e analizzare miliardi di dati industriali attraverso strumenti digitali di analisi in tempo reale. Resta ancora (per fortuna) un fattore umano che conta: La qualità non può essere imposta per decreto. Il concetto di zero difetti non esiste - dice Charvet - la qualità deve essere costruita ogni giorno, sul campo, dalla fase di progettazione e per tutto il ciclo di vita del veicolo.
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BMW Italia, ritorno al vertice: Sergio Solero nuovo CEO dal 1 luglio

10 ore 53 min fa
Sergio Solero assumerà dal 1 luglio la carica di presidente e amministratore delegato di BMW Italia. Per il manager si tratta di un ritorno al vertice della filiale italiana del costruttore bavarese, dove è già stato numero uno dal 2014 al 2019, nonché in Italia.Negli ultimi sette anni ha ricoperto diverse posizioni in Casa madre: vicepresidente Sales Steering and Marketing Aftersales and Customer Support, poi vicepresidente Retail Development e, più recentemente, president e CEO di BMW Switzerland.Solero sostituisce Massimiliano Di Silvestre che, dopo sette anni alla guida, ha lasciato l'azienda per affrontare nuovi incarichi professionali. Gli elogi a Di SilvestreBMW Italia saluta dunque Di Silvestre e non mancano gli elogi per il suo operato. Bernhard Kuhnt, responsabile della regione Europa, cita "alcune pietre miliari".Per esempio, BMW Italia ha conquistato per la prima volta nella sua storia la leadership del mercato premium nel 2024, mantenendola anche nel 2025, mentre la divisione motociclistica ha più volte registrato record di vendite.Inoltre, l'Italia è stata tra i primi tre mercati a lanciare il modello di agenzia per il brand Mini e ha completato l'implementazione del progetto Retail Next, dedicato alla trasformazione della rete dei concessionari.
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Benzina e diesel allo stesso prezzo: ora tutto si gioca tra accise e Hormuz

11 ore 33 sec fa
I prezzi medi della benzina continuano a salire, mentre scendono quelli del gasolio. L'andamento, come segnala Staffetta Quotidiana, ha portato i due carburanti quasi alla parità: ormai li separano poco più di pochi centesimi.La notizia, però, è un'altra. La testata specializzata evidenzia infatti ribassi sui prezzi consigliati dei principali marchi, sulla scia del calo delle quotazioni petrolifere. Il motivo? I segnali dei primi passaggi di petroliere nello Stretto di Hormuz, con una progressiva riapertura di un bacino da cui transita circa il 20% del greggio mondiale. Indicazioni positive, che rafforzano le speranze di un accordo sulla crisi in Medio Oriente.Nel dettaglio, Eni ha ridotto di 2 centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio, mentre Q8 e Tamoil hanno applicato un ribasso di 1 centesimo sulla benzina. Le rilevazioniSecondo i dati aggiornati al 21 maggio, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,965 euro/litro (+4 millesimi), mentre il gasolio è a 1,978 euro/litro (-2). Il GPL si attesta a 0,806 euro/litro (-1), il metano a 1,565 euro/kg (invariato).In autostrada, la benzina self service sale a 2,049 euro/litro (+5), il diesel a 2,068 euro/litro (-2), il GPL a 0,912 euro/litro (-2) e il metano resta stabile a 1,588 euro/kg.Per quanto riguarda le modalità di vendita, le medie elaborate sui dati comunicati al Mimit mostrano:Benzina self service: 1,963 euro/litro (compagnie 1,970, pompe bianche 1,949)Diesel: 1,982 euro/litro (compagnie 1,987, pompe bianche 1,971)Al servito:Benzina: 2,098 euro/litro (compagnie 2,142, pompe bianche 2,016)Diesel: 2,121 euro/litro (compagnie 2,165, pompe bianche 2,039)GPL: 0,814 euro/litro (compagnie 0,825, pompe bianche 0,802)Metano: 1,565 euro/kg (compagnie 1,566, pompe bianche 1,564)GNL: 1,453 euro/kg (compagnie 1,464 euro/kg, pompe bianche 1,444 euro/kg)Tra i principali marchi:Eni: 1,985 euro/litro benzina self (2,189 servito), 1,993 diesel (2,205)IP: 1,970 (2,135) e 1,999 (2,166)Q8: 1,961 (2,120) e 1,977 (2,147)Tamoil: 1,967 (2,043) e 1,972 (2,057) Accise: cosa succede oraSi avvicina la scadenza del taglio delle accise. Il 21 maggio è prevista una riunione tecnica in vista del consiglio dei ministri del 22 maggio.Il governo è pronto a varare un decreto per prorogare lo sconto:6,1 centesimi/litro sulla benzina24,4 centesimi/litro sul gasolio (Iva inclusa)La proroga dovrebbe arrivare fino all'8 o 9 giugno, ma non si esclude un'estensione ulteriore, legata alle coperture disponibili grazie all'extragettito Iva.
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Usa-Ue, accordo sui dazi più vicino: le auto europee evitano la stangata

11 ore 25 min fa
L'UE fa un altro passo verso l'atteso accordo commerciale con gli Stati Uniti. Parlamento e Consiglio europei hanno infatti annunciato di aver raggiunto un accordo provvisorio su due atti legislativi che attuano gli impegni previsti dalla dichiarazione congiunta dello scorso agosto.L'intesa rafforza diversi elementi delle proposte della Commissione e consente ai Paesi del blocco comunitario di evitare le nuove ritorsioni minacciate dal presidente statunitense. Donald Trump ha infatti avvertito della possibilità di introdurre nuovi dazi fino al 25%, in particolare su beni strategici come quelli automobilistici, in assenza di un accordo entro il 4 luglio prossimo, giorno dell'Independence Day. I cardini dell'accordoLa dichiarazione congiunta della scorsa estate prevedeva una serie di modifiche all'attuale regime doganale. Tra queste spiccava un dazio massimo del 15% sulla gran parte delle esportazioni UE, comprese categorie strategiche come veicoli e componenti, farmaci, semiconduttori e legname, oltre all'azzeramento delle tariffe europee sulle importazioni statunitensi, incluse anche le auto.Parlamento e Consiglio hanno ora modificato l'accordo preliminare introducendo diverse clausole di salvaguardia, note come le cinque S (Steel solution, Sunset clause, Standstill, Safeguard e Suspension). In questo modo Bruxelles potrà rispettare il patto di Turnberry senza vincoli eccessivamente rigidi. Le cinque clausoleLa Sunset clause stabilisce che i regolamenti principali su importazioni industriali e agroalimentari scadano il 31 dicembre 2029. Entro tale data la Commissione dovrà condurre una valutazione degli effetti su industria, agricoltura e PMI, con la possibilità di proporre una proroga.La Steel solution introduce invece la possibilità di sospendere il meccanismo preferenziale a favore degli Stati Uniti qualora, entro il 31 dicembre prossimo, Washington continui ad applicare tariffe superiori al 15% sui derivati di acciaio e alluminio.La clausola di Suspension prevede uno stop al trattamento preferenziale anche nel caso in cui gli USA non rispondano ai dubbi di Bruxelles sulle esportazioni che fino al 24 febbraio scorso hanno beneficiato del tetto del 15%. stato inoltre introdotto un meccanismo di salvaguardia nel caso in cui il trattamento di favore provochi un aumento delle importazioni tale da causare gravi danni all'industria e all'agricoltura europee. In questo contesto, la Commissione sarà tenuta ad avviare indagini e a fornire aggiornamenti trimestrali su volumi e valori degli scambi. I prossimi passiPer l'adozione definitiva saranno necessarie ancora poche settimane. L'iter prevede che il Comitato per il commercio internazionale organizzi una riunione straordinaria - probabilmente il 2 giugno - per votare il testo provvisorio, dopo aver ricevuto la conferma del Coreper.I documenti saranno poi sottoposti al voto del Parlamento in seduta plenaria (15-18 giugno). Il testo finale tornerà quindi al Consiglio UE per l'approvazione conclusiva. Il regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE.
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Test a Vairano - Lexus, abbiamo provato in pista il volante a cloche della RZ: ecco perché batte lo yoke - VIDEOTesla

12 ore 21 min fa
Giusto pochi mesi fa vi abbiamo raccontato le nostre prime impressioni sulla versione aggiornata della Lexus RZ, la SUV elettrica del marchio giapponese. Un volante molto particolare, perché al posto della classica corona circolare ha una cloche ispirata al mondo aeronautico. La stessa tipologia di comando che la Cina vorrebbe proibire e che in questi giorni è sulla bocca di tutti. Questa soluzione, che Lexus chiama One Motion Grip, ricorda lo yoke (traduzione letterale giogo) già adottato da Tesla, con una differenza fondamentale: nelle berline e crossover della Casa americana resta un collegamento meccanico fra quest'ultimo e il volante (solo il Cybertruck adotta un sistema steer-by-wire, come la Lexus RZ), con una demoltiplicazione molto spinta che può portare a un'eccessiva sensibilità, soprattutto nelle manovre in velocità.Nella D-SUV giapponese tutto è gestito dall'elettronica e i movimenti delle ruote rispetto al volante sono affidati ad attuatori elettromeccanici. Quale miglior modo, quindi, di testarne la validità, se non in pista? E non in una qualunque: abbiamo infatti provato la BEV premium del gruppo Toyota proprio da noi, sul circuito di Vairano. Ospiti in casa nostraA onor del vero non si è trattato di un test con i collaudatori del nostro Centro Prove, ma dell'evento di lancio della nuova Lexus RZ in Italia, che il marchio ha voluto organizzare proprio sulla nostra pista, invitando media, concessionarie e gestori di flotte aziendali.Quello che mi interessava verificare erano le sensazioni nella guida al limite, sia in termini di facilità di inserimento e percorrenza di curva, sia nel feeling restituito dal volante, per esempio quando si sale sui cordoli. In entrambi i casi il giudizio è più che positivo, anche con la pioggia che ha accompagnato il test. Le reazioni sono molto naturali e ci si abitua subito a gestire, con piccoli angoli del volante, anche curve molto strette.Al contempo, in velocità il comando non risulta eccessivamente sensibile. In realtà è l'elettronica ad adattare la demoltiplicazione in base alla velocità e ad altri parametri monitorati in tempo reale, quali l'accelerazione laterale o l'angolo di imbardata. Come funziona?Per trasmettere il movimento dal volante alle ruote, il sistema One Motion Grip sfrutta sensori che rilevano i movimenti del primo e attuatori che, in base alle elaborazioni di una centralina dedicata, agiscono sulla cremagliera dello sterzo.Vale però anche il viceversa, perché lo yoke deve trasmettere al guidatore il feeling di quanto la vettura sta facendo, risultando più o meno pesante e seguendo il movimento delle ruote. In questo, l'assenza di collegamenti meccanici è un plus, perché consente all'elettronica di filtrare i disturbi (come le piccole irregolarità dell'asfalto o le vibrazioni eccessive sui cordoli), restituendo attraverso un motorino elettrico solo le informazioni realmente utili alla guida. Quanto è sicuro?L'altro dubbio, più che lecito, riguarda la sicurezza dello steer-by-wire. Detto in altri termini: cosa succede se un attuatore si rompe o se l'elettronica va in blackout? La risposta viene dall'aeronautica, a cui il sistema One Motion Grip si ispira: tutti i componenti sono ridondanti.Se quindi quello principale dovesse rompersi, il suo compito verrebbe svolto da un gemello. Per scongiurare eventuali problemi di alimentazione elettrica, è inoltre presente una seconda batteria a 12 volt, più piccola, pensata per superare l'emergenza e consentire di gestire la vettura in sicurezza. Quanto costa?Il sistema è di serie sulla Lexus RZ 550e F-Sport (408 CV e trazione integrale), con un listino di 75.900 euro. Ed è proprio questa la versione che ho guidato sul circuito di Vairano, provando per curiosità anche la funzione Interactive Manual Drive: si attiva premendo il tasto M sulla console e simula la presenza di un cambio a otto marce, con tanto di finto contagiri e limitatore che impedisce fuorigiri, ovviamente virtuali (come il finto rombo che accompagna la guida). Le cambiate si gestiscono in punta di dita tramite i piccolissimi paddle dietro al volante. Effetto wow garantito. Reale utilità? L'effetto di freno motore in scalata, associato a una maggiore rigenerazione a gas rilasciato.Tornando allo steer-by-wire, apprezzabile anche nelle prove di slalom e in manovra, è disponibile al prezzo di 2.300 euro anche per l'allestimento intermedio 500e Luxury (380 CV, trazione integrale e prezzo di 69.900 euro), mentre la versione d'accesso Executive (224 CV, trazione anteriore e 59.900 euro di listino) non può averlo.Per tutte le versioni la batteria è da 77 kWh lordi (72,5 kWh netti), con percorrenze dichiarate da 450 km (F-Sport) a 568 km (Executive). Al lancio è prevista una promo di 10.000 euro, oltre alla wallbox per la ricarica domestica o aziendale, all'antifurto satellitare LoJack e a tre tagliandi in omaggio.
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Lexus RZ - Il pacchetto One Motion Grip sbarca in Italia con lo steerbywire e il volantecloche - VIDEO

12 ore 38 min fa
Mentre dalla Cina arrivano le prime avvisaglie di un possibile divieto per i volanti a forma di cloche, che da noi sono arrivati per primi sui modelli più prestazionali della Tesla, la Lexus introduce in Italia il comando in stile aeronautico e la tecnologia steer-by-wire. Il sistema è disponibile di serie sulla versione più potente della grande Suv elettrica RZ (e che abbiamo già provato qualche mese fa), ossia la 550e F-Sport con trazione integrale.Su richiesta, il pacchetto One Motion Grip con "yoke" e steer-by-wire si può avere anche sulla RZ 500e Luxury, al prezzo di 2.300 euro. Come funziona lo steer-by-wireLa tecnologia utilizzata dalla Lexus non è come quella della Tesla: non prevede un tradizionale collegamento meccanico (e la conseguente demoltiplicazione), ma una centralina elettronica che riceve gli input di sterzata del conducente e li invia direttamente alle ruote.Lo sterzo ruota nelle due direzioni di 200, adeguando l'angolo di volta in base alla velocità (maggiore in manovra e alle basse andature, minore quando si va più veloce). Sparisce quasi del tutto la necessità di incrociare le mani, ma gli ostacoli provenienti dalla strada vengono comunque trasmessi al volante tramite l'elettronica, così da non perdere la percezione di quello che si trova sotto le ruote. Il volante sembra una clocheCome detto, il volante della Lexus RZ assomiglia in tutto e per tutto alla cloche di un aereo o, se preferite, a un volante da corsa, privo della parte superiore, i tasti nelle due razze e le palette per regolare l'intensità della frenata rigenerativa. In caso di guasto, il sistema dispone di un backup che interviene immediatamente per garantire che lo sterzo continui a funzionare senza interruzioni.
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MyLojack, lapp totale

Mag 20,2026
LoJack, la società del gruppo CalAmp specializzata nelle soluzioni telematiche per l'automotive, ha presentato all'Automotive Dealer Day 2026 in corso a Verona un'ulteriore evoluzione delle proprie applicazioni, l'app MyLoJack. Fra le sue funzionalità c'è la possibilità di ricevere informazioni aggiornate in tempo reale sulla vettura come il chilometraggio e l'elenco dei viaggi effettuati, con la possibilità di filtrare le informazioni per intervalli di tempo. Ma anche la ricezione di notifiche personalizzabili su superamento dei limiti di velocità, uscita della vettura da un perimetro, da una fascia oraria o da un livello di carica della batteria stabiliti, in funzione di prevenzione di furti o di verifica dell'utilizzo di utenti al di fuori di quelli abituali. In caso di sottrazione, MyLoJack aiuta il proprietario anche nelle procedure di denuncia e, ovviamente, attiva le ricerche. Anche il concessionario, però, già prima dell'entrata in servizio del mezzo nuovo o usato -, ne può verificare la posizione, lo stato della batteria ed eventuali anomalie attraverso il portale web SmartDealer; e, una volta che l'auto è stata consegnata, monitorarne il funzionamento per anticipare le necessità manutentive del cliente con i suoi suggerimenti.
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