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Il diesel continua a salire: cosa cè dietro i prezzi

1 ora 1 min fa
I prezzi del gasolio continuano a salire. Il motivo lo spiega Staffetta Quotidiana nelle sue rilevazioni giornaliere: i listini non hanno ancora recepito del tutto il rialzo delle accise in vigore da sabato 23 maggio. Infatti, tra il 22 e il 25 maggio la media nazionale dei prezzi in modalità self service è aumentata di 7,8 centesimi, a fronte di un incremento delle imposte di 10 centesimi (12,2 compresa l'Iva).Il ritardo nel processo di adeguamento dei prezzi è legato a due fattori. La testata specializzata cita l'effetto giacenze, in base al quale i distributori continuano a vendere i carburanti al prezzo precedente fino a esaurire le scorte, aggiornando i listini solo al momento del nuovo rifornimento gravato dall'aliquota aggiornata. A questo si aggiunge il calo delle quotazioni dei prodotti raffinati, a sua volta determinato dal ribasso del greggio in scia alle rinnovate speranze di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran: nelle ultime quattro sessioni di scambi, il gasolio ha perso circa sei centesimi al litro.In questo contesto, le rilevazioni indicano per questa mattina (26 maggio) la benzina self service sulla rete stradale a 1,967 euro/litro (-1 millesimo rispetto a ieri), il diesel a 2,057 euro (+11), il GPL a 0,802 euro (-1) e il metano a 1,566 euro/kg (+1). In autostrada, la verde al fai-da-te è a 2,060 euro (+3), il gasolio a 2,142 euro (+15), il GPL a 0,912 euro (+2) e il metano a 1,588 euro (invariato). Prezzi consigliati e praticati Sul fronte dei prezzi consigliati, Staffetta segnala le ultime decisioni dei maggiori marchi: Q8 e Tamoil hanno ridotto, rispettivamente, di tre centesimi al litro il gasolio e la verde.Quanto alla media dei prezzi praticati per modalità di vendita - rete stradale e autostradale - elaborata sulla base dei dati comunicati ieri 25 maggio dai gestori degli impianti all'Osservatorio del MIMIT, la benzina self service è a 1,971 euro (compagnie 1,977, pompe bianche 1,959) e il diesel a 2,048 euro (compagnie 2,061, pompe bianche 2,023). Al servito, la verde è a 2,107 euro (compagnie 2,150, pompe bianche 2,027), il gasolio a 2,181 euro (compagnie 2,228, pompe bianche 2,094), il GPL a 0,810 euro (compagnie 0,818, pompe bianche 0,800), il metano a 1,565 euro/kg (compagnie 1,565, pompe bianche 1,566) e il GNL a 1,452 euro/kg (compagnie 1,461, pompe bianche 1,446).Lo spaccato dei marchi vede Eni a 1,993 euro sulla benzina self service (2,197 al servito) e 2,046 sul gasolio (2,254); IP a 1,981 (2,146) e 2,070 (2,228); Q8 a 1,966 (2,129) e 2,067 (2,212); Tamoil a 1,955 (2,036) e 2,061 (2,134).
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310 km in elettrico e 1.845 totali: la BYD che cambia le plug-in

1 ora 33 min fa
BYD ha presentato per il mercato cinese il Model Year 2026 della SUV Sealion 06 DM-i, disponibile con prezzi che vanno da 129.900 yuan (circa 16.500 euro) a 159.900 yuan (poco più di 20.000 euro). Poche le novità visibili, mentre il powertrain adotta la quinta generazione della tecnologia Super Hybrid della Casa cinese, che porta a oltre 300 i chilometri che si possono percorrere in modalità solo elettrica.Fuori è sempre la stessa La BYD Sealion 06 DM-i è una SUV di segmento D lunga 4.775 mm, larga 1.890, alta 1.670 e con un passo di 2.765 mm. Il bagagliaio mette a disposizione 425 litri, che diventano 1.440 abbassando gli schienali della seconda fila. Il Model Year 2026 non presenta sostanziali novità nell'estetica, che continua a proporre l'originale design del frontale, con i sottili gruppi ottici su due livelli. In gamma entra una nuova colorazione, Glazed Silver, che si abbina ai rivestimenti in Twilight Blue dell'abitacolo.ADAS: c'è il God's Eye B Anche a bordo, la nuova Sealion 6 DM-i non cambia granché, limitandosi ad aggiungere fragranze gestite dall'infotainment, regolazioni elettriche (con memoria) e poggiagambe per il sedile del passeggero. Cambia leggermente la grafica dell'infotainment e, su richiesta, si può avere la nuova suite di Adas God's Eye B, con guida di livello 2 avanzata (DiPilot 300) per la città e l'autostrada: questo sistema riconosce i semafori e gestisce in autonomia le manovre nel traffico e nelle rotatorie. Quasi duemila km di autonomia La nuova generazione della tecnologia Super Hybrid di BYD mantiene il 1.5 benzina (aspirato e turbo) come unità termica, abbinato a uno o due motori elettrici. La versione a due ruote motrici ha una potenza combinata di 160 kW (218 CV), 300 Nm di coppia e scatta da ferma a 100 km/h in 8,5 secondi. La versione AWD arriva a 238 kW (324 CV) e 500 Nm, con uno 0-100 coperto in 5,9 secondi. La novità principale sta nella batteria Blade di maggiore capacità (non comunicata ufficialmente), che permette di percorrere - nel ciclo di omologazione CLTC, notoriamente più ottimistico del nostro WLTP - fino a 310 km in modalità solo elettrica, e di contare su ben 1.845 km di autonomia complessiva. Numeri che sulla carta impressionano, e che andranno confermati in Europa.Il listino per la Cina Sealion 6 DM-i Pilot Edition: 129.900 yuan (circa 16.500 euro)Sealion 6 DM-i Pilot Pro Edition: 139.900 yuan (circa 17.700 euro)Sealion 6 DM-i Voyage Edition: 149.900 yuan (circa 19.000 euro) Sealion 6 DM-i Flagship Edition: 159.900 yuan (circa 20.200 euro)
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Luce, la Ferrari elettrica che spiazza il mondo - VIDEO

Mag 25,2026
"Sembra una Toyota Prius!", "Oddio, che brutta", "Ma cos'è? Mica è una Ferrari!" questo il tenore medio dei commenti a caldo - scartando quelli più abbottonati, ma ugualmente perplessi - dei colleghi che hanno assistito insieme a me alla presentazione mondiale della Ferrari Luce. Vale a dire la Ferrari che non c'era e che nessuno si sarebbe mai immaginato così. La première si è svolta stanotte a Roma dentro la cornice (spettacolare) della Vela di Calatrava e in una data tutt'altro che casuale: il 25 maggio 1947 Ferrari vinse il Gran Premio alle Terme di Caracalla, la sua prima vittoria assoluta. Da oggi, quella data la ricorderemo anche per la nascita dell'auto più divisiva nella storia del Cavallino Rampante. E il fatto che sia elettrica è già passato in secondo piano. Per molti, anzi, la presenza della batteria sarà il male minore rispetto a queste forme da berlina che sembra uscire da un fumetto di fantascienza. Dunque sì, capire e accettare la Ferrari Luce sarà complicato un po' per tutti. Perché quest'auto rompe gli schemi: non solo come Ferrari, ma come automobile. Ma è proprio questo che rende il progetto affascinante. E per molti versi, folle. Ferrari sì, ma "Designed in California" Della Luce si parla da qualche mese. Delle sue caratteristiche tecniche già ufficializzate e del suo abitacolo minimale e materico, come un device Apple. E non è un caso, perché - lo ricordo a chi si fosse perso le puntate precedenti - quest'auto è stata disegnata a San Francisco dal collettivo LoveFrom, un'enclave di ex designer Apple capitanata da Jony Ive, colui che insieme a Steve Jobs inventò l'iPhone e l'iPad. Questa premessa è necessaria per dare una prima ragione all'impostazione dirompente della Luce, concepita da uno dei più grandi designer industriali della nostra epoca. Che, per inciso, fa un mestiere diverso rispetto ai colleghi di un centro stile automobilistico: loro inventano oggetti con una nuova funzione e una nuova tecnologia. E da Maranello hanno ricevuto un incarico preciso: reinventare l'automobile in quanto Ferrari elettrica. Tre volumi di efficienza Così le forme della Luce sono state ideate e disegnate in funzione della nuova meccanica a elettroni. Niente motore termico, dunque niente cofano lungo. Niente cambio o organi meccanici complicati, dunque un bagagliaio enorme (597 litri). Batteria integrata nel pianale, dunque la piattaforma ideale per l'abitacolo più spazioso della storia Ferrari. E un'auto elettrica da oltre 1.000 CV pensata per viaggiare, dunque da sviluppare aerodinamicamente per tagliare l'aria nel modo più efficiente possibile.Queste esigenze funzionali hanno plasmato la carrozzeria della Luce in tutto e per tutto, determinando una silhouette molto particolare, composta idealmente da due elementi: una sorta di conchiglia di vetro - Ferrari la chiama glass house - che racchiude l'abitacolo, e una fascia esterna che la circonda definendo la linea di cintura. L'auto è proiettata in avanti con uno spettacolare allineamento fra parabrezza e muso, che cela anche un'ala sospesa. I tergicristalli, per non disturbare i flussi d'aria, sono stati spostati ai lati del parabrezza in posizione verticale. Verso il posteriore, invece, la linea si alza chiudendosi con un accenno di terzo volume che incorpora un'ala a coda tronca. Una soluzione aerodinamica funzionale sulla carta, ma che appesantisce la coda, specialmente nella visione di tre quarti. Anche la reinterpretazione dei fanali circolari Ferrari, che sulla Luce si retroilluminano dietro il fascione, non convince un po' per come sono posizionati, un po' perché nell'insieme ricordano più un'auto giapponese (leggi Nissan Skyline). Notare i cerchi enormi, da 23 pollici davanti e da 24 pollici dietro. Quello con il disegno pieno, a turbina, ovviamente serve per pulire ulteriormente i flussi aerodinamici e migliora l'efficienza del 5%. La Ferrari bella dentro Apri la portiera e la storia cambia: tutto ciò che fuori divide, dentro unisce. A colpire è innanzitutto lo spazio, cinque posti veri e comodissimi. Il che non è solo merito diretto dell'architettura elettrica, ma della razionalità progettuale: sedili, pannelli porta, consolle, tasche. Forme semplici, geometriche e un minimo stondate dove serve per massimizzare, anche qui, la funzione (leggasi comodità). E poi c'è la strumentazione già svelata qualche mese fa. Ferrari e LoveFrom hanno fatto una scelta controcorrente rispetto alla moda dello schermo unico orizzontale che domina il mercato: qui la logica è opposta. I comandi sono raggruppati per funzione, i display sono più piccoli ma mirati, e il pezzo forte è il binnacle, un elemento autonomo davanti al pilota con tre quadranti circolari, ciascuno con ghiera in alluminio e vetro lavorato con precisione. Sembra un oggetto d'alta orologeria. Il quadrante centrale combina lancetta meccanica e visualizzazione digitale per velocità e livello batteria: analogico e digitale che convivono invece di combattersi, esattamente come in una buona interfaccia dovrebbe sempre accadere.I materiali sono l'altro fattore wow per qualità e consistenza: alluminio anodizzato riciclato, vetro Corning Gorilla, pelle italiana di qualità e soprattutto zero plastica a vista o quasi (la si trova solo nei portabicchieri). Anche la chiave è un oggetto di design in vetro con un display E Ink: è colorata di giallo quando la tieni in mano e si scurisce quando la inserisci nell'auto. Perché il giallo si trasferisce (letteralmente) nel colore del selettore del cambio per rappresentare l'accensione dell'auto.Il pannello centrale è orientabile e condiviso tra pilota e passeggero, con comandi fisici per le funzioni di uso quotidiano - clima, sedili, audio - e un touchscreen OLED per il resto. Nessuno schermo gigante, nessun menù annidato per abbassare il volume: ogni cosa al suo posto, accessibile senza togliere gli occhi dalla strada. Quattro motori, una sola logica Al posto della trasmissione transaxle ci sono due motori elettrici posteriori - più altri due all'anteriore, ci arriviamo - che dialogano come mai prima d'ora. E non parliamo della "semplice" gestione della coppia via torque vectoring. La Luce fa letteralmente parlare le due unità motrici posteriori, suddividendo tra loro il lavoro quando la richiesta di potenza è contenuta. Si chiama toggling: in modalità Range, quella che massimizza l'autonomia, il motore destro lavora mentre quello sinistro "riposa", e viceversa. Perché anche i motori elettrici hanno un range ottimale e rendono meglio quando operano nella loro finestra di efficienza: meglio sfruttare a fondo uno che usare a metà entrambi. I numeri che contano Scendiamo nei dettagli. La Ferrari Luce è lunga 5.026 mm, larga 1.999, alta 1.544, con un passo di 2.961 mm. Il peso in ordine di marcia è di 2.260 kg, ripartiti 47/53 tra anteriore e posteriore, per un rapporto peso/potenza di 2,16 kg/CV. La batteria strutturale da 800 V ha una capacità lorda di 122 kWh, supporta una ricarica fino a 350 kW e promette 530 km di autonomia WLTP. Non tantissimi, a dire il vero, considerata la capacità degli accumulatori - ma la stazza di questo veicolo è importante, e il Cx di 0,254 racconta quanto ogni millimetro di carrozzeria sia stato pensato per non sprecare energia.Le prestazioni, invece, non ammettono discussioni: 0-100 in 2,5 secondi, 0-200 in 6,8, velocità massima di 310 km/h. Merito di un powertrain quadrimotore da 1.050 CV e 990 Nm - che alle ruote diventano 11.150 Nm. All'anteriore, un assale di soli 65 kg che esprime 210 kW e 280 Nm. Al posteriore le unità più potenti: 129 kg di peso, 620 kW e 710 Nm, scaricati a terra dalle ruote con i cerchi più grandi mai montati su una Ferrari di serie - 24 pollici al posteriore, con pneumatici 315/30, e 23 pollici all'anteriore con 265/35.L'impianto frenante è altrettanto estremo: dischi carboceramici da 390 mm davanti e 372 mm dietro, entrambi da 34 mm di spessore. Ma la vera protagonista della frenata è la rigenerazione, che può assorbire fino a 500 kW con decelerazioni nell'ordine degli 0,68 g - il che significa che nella guida normale i freni tradizionali quasi non vengono coinvolti. A gestire tutto ci sono le paddle al volante: quella sinistra per modulare la decelerazione rigenerativa, quella destra per calibrare la risposta in accelerazione. Elettronica, sospensioni e il capitolo sound Particolare attenzione è stata dedicata alla sensazione di accelerazione: le EV ad alte prestazioni spesso spingono così forte da diventare quasi disorientanti, ma Ferrari ha calibrato l'erogazione per garantire una progressione fluida e leggibile. A vegliare sulla dinamica ci pensano il nuovo Side Slip Control X, il Ferrari Dynamic Enhancer+, il differenziale virtuale posteriore vDiff e il sistema FLOW, che ripartisce la coppia tra le ruote con una precisione irraggiungibile per qualsiasi differenziale meccanico.Tutta la parte elettrica è orchestrata dalla prima Vehicle Control Unit Ferrari, con una rete a tre linee: 800 V per i motori, 48 V per le sospensioni attive, 12 V per gli ausiliari. Le sospensioni attive - evoluzione di quelle già viste su F80 e Purosangue - lavorano in sinergia con l'asse posteriore sterzante (Passo Corto Virtuale 3.0) per coniugare sportività e confort, smorzando le vibrazioni in ingresso nell'abitacolo.Quelle stesse vibrazioni che, invece, vengono deliberatamente amplificate dal sistema audio della Luce - ma solo quelle "giuste". Funziona con una logica mutuata dalla chitarra elettrica: un accelerometro di precisione analizza le vibrazioni degli assali elettrici, filtra le componenti armonicamente nobili, le equalizza e le amplifica sia dentro sia fuori dall'auto. Il risultato cambia a seconda della modalità di guida e, stando agli uomini di Maranello, genera un'esperienza sonora inedita per una Ferrari elettrica. Ferrari Luce: il prezzo A questo punto, è chiaro che l'unicità della Ferrari Luce debba riflettersi anche sul prezzo, che parte da 550 mila euro. Sì, un punto di partenza: perché tra personalizzazioni, finiture su misura e dettagli unici, si può salire ben oltre.
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La Ferrari di Magnum P.I. rinasce in chiave rally: ecco la Maturo 308 Stradale

Mag 25,2026
Sportiva elegante, protagonista anche sul piccolo schermo con Magnum P.I., la Ferrari 308 non si limitò a diventare una star del cinema. Anzi, le officine Michelotto di Padova ne intuirono il potenziale per gareggiare nei rally in configurazione Gruppo 4, dando vita a una parabola breve ma memorabile.La 308 non raggiunse mai i successi della Stratos: tuttavia, la sportiva di Maranello è tornata sotto i riflettori in questi anni, prima con Eugenio Amos - fondatore dell'omonima azienda - impegnato nell'East African Safari Classic Rally 2025, e ora con gli specialisti olandesi dellaMaturo, che hanno dato vita alla 308 Stradale. Fedele all'originale, con componentistica moderna Il progetto si basa su una Ferrari 308 completamente reingegnerizzata, ispirata alle vetture da rally Michelotto Gruppo 4. Il team olandese ha ripensato praticamente ogni aspetto cruciale della piattaforma: dalla rigidità del telaio alla geometria delle sospensioni, passando per la risposta dell'impianto frenante, l'affidabilità della trasmissione e l'ergonomia. Tutti interventi realizzati con materiali moderni, senza però snaturare il carattere inconfondibile dell'auto originale, arricchito da componenti di ultima generazione. Fatta a mano Fatta a manoCome ogni restomod di alto livello, il numero di telaio della donor car viene conservato. Il telaio è stato rinforzato, mentre la carrozzeria introduce passaruota posteriori allargati modellati a mano. A questi si aggiunge un roll cage su misura con oltre 150 saldature strutturali di rinforzo, pensato per migliorare rigidità, equilibrio e sicurezza.Il V8 è stato completamente ricostruito, con aggiornamenti al sistema di aspirazione e all'accensione, oltre a una revisione degli alberi a camme. Non manca uno scarico Capristo personalizzato. A seconda della configurazione scelta, la Maturo 308 Stradale può raggiungere fino a 400 CV. Meccanica da rally Le modifiche proseguono anche sul cambio manuale, rinforzato e caratterizzato da rapporti più corti per adattarsi all'uso rallystico. Esternamente, però, resta fedele all'originale, con la classica leva e la griglia aperta. Completa la configurazione un differenziale autobloccante.Il sistema di sospensioni, sviluppato insieme a Tractive, introduce una regolazione elettronica in grado di modificare la taratura in tempo reale - un ulteriore tocco di modernità. L'abitacolo è invece realizzato su misura, con ampia possibilità di personalizzazione tra fibra di carbonio, alluminio anodizzato, pelle e Alcantara, mentre risultano inediti il layout della plancia e il quadro strumenti.Il prezzo della Maturo 308 Stradale parte da 425.000 euro (IVA esclusa), senza includere la vettura donatrice.
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Auto usate, il mercato accelera: meno diesel e più ibride nei passaggi

Mag 25,2026
Dopo il ritorno alla crescita registrato a febbraio, il mercato dell'auto usata accelera anche a marzo. Secondo l'ultima analisi Unrae, i trasferimenti di proprietà raggiungono quota 535.547, in aumento del 5,6% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel dettaglio, le minivolture (244.078) salgono dell'8,5%, mentre i passaggi netti (291.469) crescono del 3,2%.Il primo trimestre si chiude così a 1.479.367 trasferimenti complessivi, con un incremento contenuto ma positivo pari allo 0,7%.Alimentazioni: benzina al vertice, cresce l'elettrificazioneTra le alimentazioni, la benzina si conferma al primo posto nei trasferimenti netti mensili, con una quota del 38,9% (38,5% un anno fa). Il diesel perde ulteriormente terreno, cedendo 4,9 punti e scivolando in seconda posizione.Prosegue invece la crescita delle motorizzazioni elettrificate: le ibride passano dal 9,5% al 12,5%, mentre il GPL sale dal 5% al 5,6% e il metano resta stabile al 2%. In aumento anche le ibride plug-in (dall'1,2% all'1,7%) e le elettriche, che salgono dall'1% all'1,4%, pur mantenendo una quota ancora limitata. Anzianità: aumenta il peso delle auto più recenti Sul fronte dell'anzianità, i trasferimenti netti di vetture con oltre 10 anni guadagnano 0,1 punti, arrivando al 47,9%. In calo invece la fascia tra 6 e 10 anni, che scende al 17,2% (-0,4 punti), e quella tra 4 e 6 anni, al 9,7% (-1,7 punti).Segnali positivi arrivano dai veicoli più recenti: la quota delle auto tra 2 e 4 anni sale al 12,5% (+0,3 punti), mentre quella tra 1 e 2 anni cala leggermente al 4,4% (-0,2). Cresce invece in modo più marcato la fascia fino a 1 anno, che raggiunge l'8,3% (+1,8 punti).Nel complesso, le vetture fino a 4 anni di anzianità coprono il 25,2% degli scambi netti, in aumento di 1,9 punti rispetto allo stesso mese del 2025. Minivolture: diesel in testa ma in calo, flotta più giovane Nel canale delle minivolture, il diesel mantiene la leadership, ma arretra di 3,5 punti, fermandosi al 40,8%. La benzina guadagna terreno, salendo al 32,6% (+0,7 punti).Tra le altre alimentazioni, il Gpl scende al 5,2%, il metano all'1,7%. Le ibride salgono al 15,2%, seguite dalle ibride plug-in al 2,3% e dalle elettriche al 2,1%.Dal punto di vista dell'anzianità, cresce la quota di vetture con oltre 10 anni (36%) e quella tra 6 e 10 anni (19,5%). In aumento anche la fascia tra 2 e 4 anni, che arriva al 18,1%. In calo invece le auto tra 4 e 6 anni (11,3%) e quelle tra 1 e 2 anni (5,7%), mentre la fascia fino a 1 anno sale al 9,2%.Nel complesso, le minivolture di vetture fino a 4 anni di anzianità rappresentano il 33% del totale, 0,9 punti in più rispetto allo stesso mese del 2025.
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Omoda 9: in Cina è già tempo di restyling

Mag 25,2026
Chery ha presentato in Cina il restyling della Exeed C9, venduta in Europa come Omoda 9. La SUV è stata aggiornata sotto il profilo stilistico e tecnico ed è già ordinabile sul mercato interno, mentre il suo debutto nel Vecchio Continente non è ancora stato confermato. D'altronde, la versione oggi disponibile in Europa è arrivata da meno di un anno.Gli interventi sulla carrozzeria sono mirati ma efficaci e contribuiscono a migliorare l'efficienza aerodinamica: il Cx scende a 0,30. L'impostazione dell'abitacolo resta invece sostanzialmente invariata, ma debutta un sistema di climatizzazione evoluto, progettato per aumentare la protezione da allergeni e odori provenienti dall'esterno. Struttura più rigida e sicurezza migliorata Le novità più rilevanti si concentrano sulla struttura. Il telaio è ora realizzato per l'85% con acciaio ad alta resistenza, con rinforzi specifici nella zona del tetto che migliorano la protezione in caso di incidente. Nella stessa logica è stato rivisto anche l'alloggiamento della batteria. Al contrario, almeno per il momento, spariscono le opzioni della trazione integrale e delle sospensioni a controllo elettronico. Motori - la plug-in perde la 4WD (per ora) In Cina la gamma prevede due powertrain. Il primo è un 2.0 turbo benzina da 261 CV abbinato a un cambio doppia frizione a sette marce. Il secondo è una plug-in hybrid con motore 1.5 turbo da 156 CV affiancato da un'unità elettrica da 204 CV, per una potenza complessiva di 360 CV.La batteria è una nuova unità LFP da 19,5 kWh, accreditata di 120 km di autonomia nel ciclo CLTC, con ricarica dal 30 all'80% in 17 minuti.In Italia, invece, resta a listino la versione plug-in 4WD da 537 CV con batteria da 34,46 kWh, capace di garantire fino a 145 km in elettrico, valore che arriva a 181 km in ambito urbano.
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Batterie allo stato solido, BYD accelera coi brevetti ma i test inizieranno nel 2027

Mag 25,2026
Il costruttore cinese BYD ha depositato un brevetto relativo alla membrana dell'elettrolita per le batterie a stato solido, una tecnologia che, secondo la Casa, potrebbe contribuire a migliorare la conducibilità ionica e la resistenza meccanica del componente. Nel documento, tuttavia, non si fa riferimento a parametri chiave come la densità energetica, i tempi di ricarica, i cicli di vita o i costi di produzione di queste batterie. Uno scenario ancora complessoLo scorso aprile il responsabile tecnologico di BYD, Lian Yubo, ha dichiarato che lo sviluppo delle batterie a stato solido dell'azienda è entrato in una fase di svolta cruciale. Restano però diversi colli di bottiglia: tra questi, la stabilità dell'interfaccia tra anodo e catodo solidi, le dispersioni durante le fasi di ricarica e la complessità ingegneristica dell'intero sistema. BYD prevede comunque l'avvio dei primi programmi pilota entro il 2027. Nello stesso periodo dovrebbero partire anche le sperimentazioni degli altri principali player impegnati su questa tecnologia, tra cui Calb, Chery, Catl e Gac.
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Il governo sblocca il Fondo Automotive: 1,34 miliardi alla filiera e incentivi per i veicoli commerciali

Mag 25,2026
Il governo ha sbloccato il tanto atteso decreto dedicato all'industria automobilistica. Via libera al DPCM Automotive, ha annunciato sabato mattina il ministero delle Imprese, precisando che le risorse sono destinate al sostegno delle imprese della filiera per investimenti produttivi, ricerca, sviluppo e innovazione.In particolare, il plafond ammonta a 1,343 miliardi di euro, circa 250 milioni in più rispetto agli stanziamenti inizialmente previsti a inizio anno. Tuttavia, il ministro Adolfo Urso ha garantito una rapida ricostituzione dei fondi: Al CdM di ieri (venerdì 22, ndr) abbiamo inoltre raggiunto l'intesa di ripristinare, già nel prossimo mese di luglio, le risorse pari a 251 milioni di euro che sono state destinate, per esigenze di bilancio, alla copertura del decreto-legge per contrastare il caro carburanti e a sostegno delle imprese dell'autotrasporto. Le nuove risorse, già individuate, si aggiungeranno quindi a quanto destinato al comparto con questo provvedimento, aumentandone l'importo complessivo, ha aggiunto Urso. Alla filiera oltre il 70% delle risorse Oltre il 70% alla filiera industriale stata confermata la ripartizione dei fondi con un focus marcato sull'industria: oltre il 70% delle risorse è destinato ad Accordi per l'innovazione, Contratti di sviluppo e al nuovo strumento dei Mini Contratti di sviluppo. La restante parte finanzierà incentivi mirati per la mobilità sostenibile - tra cui bonus per colonnine, leasing sociale, retrofit a gas, ciclomotori, motocicli e quadricicli - e il rinnovo del parco circolante dei veicoli commerciali.Per Urso, il decreto, insieme al relativo finanziamento del Fondo Automotive, fornirà una grande spinta alla ricerca e all'innovazione nelle nuove tecnologie della mobilità e quindi agli investimenti produttivi, contribuendo ad affrontare la transizione industriale ed energetica in una fase in cui le case automobilistiche stanno rivedendo i propri piani per rispondere alla concorrenza asiatica. Il ministro ha inoltre ricordato che le risorse si aggiungono a quelle già destinate al Piano Transizione 5.0, che dispone di una dotazione triennale di 9,8 miliardi di euro per l'innovazione digitale e l'efficientamento energetico del sistema industriale.
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Diesel sopra i due euro: il taglio dello sconto pesa subito al distributore

Mag 25,2026
La decisione del governo di rimodulare ancora una volta il taglio delle accise produce un effetto immediato sui prezzi medi del diesel. Palazzo Chigi ha ridotto lo sconto da 20 a 10 centesimi (12,2 considerando l'IVA) e il gasolio è tornato sopra i 2 euro al litro. La benzina, invece, rimane sostanzialmente stabile.In particolare, stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, tra sabato e domenica i quattro principali operatori della distribuzione hanno applicato ai prezzi consigliati l'aumento delle accise in vigore da sabato 23: +10,2 centesimi al litro per Eni, +10 centesimi per IP, +12 centesimi per Q8 e Tamoil, che ha anche ridotto di un centesimo al litro il prezzo della benzina.In questo quadro, la testata specializzata evidenzia anche una serie di sviluppi sul mercato petrolifero internazionale. Le quotazioni dei prodotti raffinati continuano a scendere, mentre i principali indici del greggio risultano in forte ribasso, sostenuti dalle rinnovate speranze su un accordo tra Stati Uniti e Iran: il Brent scambia sotto i 100 dollari al barile e il WTI si avvicina ai 90. Le rilevazioni Tornando alle rilevazioni di Staffetta Quotidiana, questa mattina 25 maggio la benzina self service sulla rete stradale è a 1,968 euro/litro (+2 millesimi rispetto a venerdì), mentre il gasolio sale a 2,046 euro/litro (+72). Il GPL si attesta a 0,803 euro/litro (-2), il metano a 1,565 euro/kg (-1). In autostrada, la benzina al self è a 2,057 euro/litro (+6), il diesel a 2,127 euro/litro (+63), il GPL a 0,910 euro/litro (-1) e il metano a 1,588 euro/kg (invariato).Analizzando le modalità di vendita, sulla base dei dati comunicati dai gestori all'Osservatorio del Mimit, la media dei prezzi praticati tra rete stradale e autostradale vede la benzina self service a 1,970 euro/litro (compagnie 1,976, pompe bianche 1,959) e il gasolio a 2,040 euro/litro (compagnie 2,052, pompe bianche 2,016). Al servito, la benzina arriva a 2,107 euro/litro (compagnie 2,150, pompe bianche 2,026), mentre il diesel è a 2,170 euro/litro (compagnie 2,216, pompe bianche 2,084). Il GPL si posiziona a 0,810 euro/litro (compagnie 0,819, pompe bianche 0,800), il metano a 1,565 euro/kg (compagnie 1,566, pompe bianche 1,565) e il GNL a 1,453 euro/kg (compagnie 1,461, pompe bianche 1,446).Lo spaccato per marchi evidenzia Eni a 1,992 euro/litro sulla benzina self service (2,197 al servito) e 2,037 euro/litro sul gasolio (2,240 al servito); IP a 1,980 (2,146) e 2,057 (2,219); Q8 a 1,966 (2,129) e 2,062 (2,198); Tamoil a 1,955 (2,033) e 2,057 (2,119).
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Nuova Panda, mini Multipla e lelettrica low cost: i piani Fiat per la città

Mag 25,2026
La gamma Fiat è destinata ad ampliarsi in modo significativo, bon soltanto per l'arrivo delle nuove SUV della famiglia Grizzly, ma anche per una serie di modelli pronti a ridefinire la mobilità urbana. Tra questi, la nuova E-Car che sarà prodotta in Italia, nello stabilimento di Pomigliano, e l'inedita Quattrolino.Dopo gli annunci del piano industriale FaSTLAne 2030, è il momento di fare chiarezza sui modelli in arrivo, a cominciare dalla nuova Panda, o Pandina. L'attuale generazione, come indicato lo scorso anno da Stellantis, resterà in produzione almeno fino al 2030. Jean-Philippe Imparato aveva infatti collocato proprio all'inizio del prossimo decennio il debutto di una nuova Panda. Oggi, però, lo scenario è cambiato e alcune certezze sembrano meno solide. Pomigliano sarà la "casa" delle E-CarLo stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano d'Arco attualmente produce la Fiat Panda (dal 2012) e l'Alfa Romeo Tonale (dal 2022). La prima dovrebbe rimanere sulle linee ancora per diversi anni, sfruttando la sua motorizzazione ibrida per rimanere saldamente l'auto più venduta d'Italia. Sulla seconda, invece, non vi sono particolari certezze.Nel piano industriale FaSTLAne 2030 è stata annunciata una nuova SUV di segmento C, che per taglia potrebbe andare a sovrapporsi alla Tonale, ma che dalla prima immagine mostrata ha un'impostazione più da crossover, quasi da hatchback. Un'eventuale uscita di scena della Tonale libererebbe aree produttive utili a ospitare le linee della nuova piattaforma elettrica nata per le E-Car, anche se per i volumi attesi a questa nuova famiglia di modelli potrebbe servire molto più spazio.Pomigliano, infatti, è stata indicata dal gruppo Stellantis come nuova casa del progetto E-Car, l'automobile "europea" - da qui la lettera "E" nel nome - pensata per risollevare, almeno in parte, le sorti dell'industria automobilistica continentale. L'obiettivo è lanciare vetture di vari marchi, anche extra Stellantis, con prezzi contenuti.Per il momento i modelli che verranno prodotti qui sono due, la Citroën 2CV e la sua sorella a marchio Fiat. Della quale non si conosce ancora il nome, anche se alcuni hanno già iniziato a chiamarla - forse erroneamente, è ancora presto per dirlo - Pandina. Ma lei non sarà una vera e propria erede della Panda, pur avvicinandosi a lei per dimensioni: il modello attuale, come detto, dovrebbe sopravvivere nella sua versione ibrida all'avvento di questa nuova piccola elettrica, che potrebbe affiancarla in attesa del lancio di una nuova generazione della Panda vera e propria. La E-Car si ispirerà alla Ippo? La E-Car Fiat sarà svelata al Salone di Parigi in programma a metà ottobre - Olivier Franois, parlando di lei, ha detto che vorrebbe presentarla lì - per poi entrare in produzione nel 2028. Per il momento il gruppo Stellantis l'ha raffigurata con il prototipo Ippo, presentato dalla Fiat alla Milano Design Week e creato dall'ISIA Roma Design.Le forme sono molto particolari, ma non è detto che non prefigurino dettagli del modello di serie. Il gruppo Stellantis ci ha ormai abituato a presentare concept dalle forme ardite che poi vengono riprese in maniera abbastanza fedele, seppur con addolcimenti vari, dai modelli di serie, vedi la Citroën Oli e la nuova C3. La Ippo ha forme squadrate e dettagli tondeggianti, che ricordano lo "squircle" - crasi di square e circle - tanto caro alla Fiat Panda, ma con un'impostazione molto più basica rispetto a quella della segmento A. D'altronde, la E-Car avrà un prezzo attorno ai 15 mila euro e pensare a qualcosa di lussuoso sarebbe paradossale.Di questo concept sicuramente non sopravviveranno le ruote, che non potranno essere così sporgenti, mentre altri dettagli, come il tetto, il frontale e i fari potrebbero trovare un'evoluzione di serie. La sorella francese, infatti, avrà fanali che sporgono dalla carrozzeria per richiamare la 2CV originale e quei due quadrati quadripartiti che sbucano dal frontale della Ippo potrebbero non essere poi così impossibili da vedere nella versione di produzione.Così come quel corpo vettura, semplice e con forme levigate, o quel tetto che quasi non sembra quello di un'automobile vera. Ma la E-Car non sarà una microcar, a differenza di un altro modello in arrivo nei prossimi anni, la Quattrolino. La Fiat QuattrolinoUn nome estremamente particolare pensato per indicare due concetti: lo spazio per quattro persone a bordo e l'appartenenza alla famiglia Topolino. Annunciata da Olivier Franois e accompagnata da una prima immagine mostrata nelle slide del nuovo piano industriale, la vettura è una sorta di Fiat 600 Multipla dei giorni nostri.Un modello, quest'ultimo, di cui il manager francese ha parlato più volte, descrivendolo come un suo sogno nel cassetto da riportare in gamma. E con la prima Multipla, la Quattrolino avrà in comune anche l'elevata spaziosità interna in relazione alle dimensioni: non sono da escludere future evoluzioni pensate per il trasporto commerciale in ambito cittadino, né varianti particolari, come già visto con la Topolino.
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F1, GP Canada: Antonelli fa poker, secondo Hamilton. Si ritira Russell

Mag 25,2026
Andrea Kimi Antonelli centra la quarta vittoria consecutiva e lo fa sul circuito Gilles Villeneuve di Montreal, dove dodici mesi fa aveva conquistato il suo primo podio in Formula 1. Dopo Cina, Giappone e Miami, l'italiano della Mercedes mette in fila un altro successo e, complice il ritiro di George Russell, porta il vantaggio in classifica oltre i quaranta punti sul compagno di squadra.Duello Mercedes interrotto dalla power unitAllo spegnimento dei semafori Russell ha perso subito la prima posizione, superato sia da Antonelli sia da Lando Norris, partito con un azzardo tattico su pneumatici intermedi su una pista in realtà già asciutta. Una scelta che ha costretto la McLaren a un pit-stop anticipato, compromettendo la gara del campione in carco, poi ritiratosi per un problema di affidabilità.Tra Antonelli e Russell il duello è stato acceso fin dai primi giri, con sorpassi e contro-sorpassi e qualche episodio al limite. Su tutti, una staccata in curva 13 in cui Antonelli ha superato il compagno dopo essere finito lungo nella via di fuga: il muretto Mercedes ha chiesto al pilota italiano di restituire la posizione. La battaglia si è interrotta al trentesimo giro, quando un guasto alla power unit ha costretto Russell al ritiro. George, comprensibilmente furioso, ha lanciato il poggiatesta in pista durante il rientro ai box: gesto che gli è valso un'indagine che porterà probabilmente a una multa - da parte della Direzione Gara. Da quel momento, Antonelli ha gestito senza patemi fino alla bandiera a scacchi. Hamilton torna a sorridereAlle spalle dell'italiano, il secondo posto è andato a Lewis Hamilton, autore del weekend più convincente da quando veste i colori Ferrari. Dopo una qualifica di buon livello, proprio sulla pista dove ci si aspettava la SF-26 più in difficoltà, il sette volte iridato è riuscito a capitalizzare in gara, nonostante un lungo a metà corsa che lo aveva fatto scivolare a circa quattro secondi da Verstappen.Il sorpasso decisivo sull'olandese è arrivato a pochi giri dal termine, alla staccata di curva 1, sfruttando la crisi di gomme della Red Bull. Verstappen aveva accusato graining sulle anteriori già nel primo stint e nel secondo, giro dopo giro, ha visto il distacco da Hamilton ridursi inesorabilmente. Per la Ferrari è il secondo podio stagionale di Hamilton dopo la Cina; un risultato che il sette volte iridato ha costruito con un passo gara superiore a quello del rivale.Più complicato il weekend di Charles Leclerc, quarto ma a quasi mezzo minuto dal compagno di squadra e protagonista di un quasi testacoda all'uscita dell'ultima curva. Il monegasco non ha mai trovato la fiducia necessaria con la SF-26 per spingersi al limite, confermando l'impressione di una Ferrari ancora a due velocità tra i suoi due piloti. Per Verstappen arriva il primo podio stagionalePer Max Verstappen il terzo posto rappresenta il primo podio del 2026, in una stagione che la Red Bull ha iniziato sotto le proprie aspettative a causa di un progetto aerodinamicamente nato male. Lo stesso pilota olandese aveva ammesso, già nella giornata di sabato, di non aver trovato un setup ideale. Eppure, la RB22 ha mostrato a Montreal piccoli ma concreti segnali di crescita. Bene anche il suo compagno di squadra Hadjar che, nonostante abbia raccolto più di una penalità, è riuscito a portare la sua vettura al traguardo al quinto posto.Il resto della Top 10Sesta posizione per un coriaceo Franco Colapinto con l'Alpine: per l'argentino, dopo Miami, un altro fine settimana davvero interessante. Chiudono la zona punti Liam Lawson (Racing Bulls), che non aveva nemmeno girato nelle libere per un problema tecnico, Pierre Gasly (Alpine), Carlos Sainz (Williams) e Oliver Bearman (Haas). Ritirato Lando Norris per un problema di affidabilità, dopo che la scelta della McLaren di partire su intermedie lo aveva già relegato nelle retrovie.I risultati completi del GP del Canada >>
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F1, la Mercedes monopolizza la prima fila del GP del Canada: Russell in pole

Mag 23,2026
Sessantotto millesimi. Esattamente gli stessi che, ventiquattro ore prima, avevano separato George Russell da Andrea Kimi Antonelli nella Sprint Qualifying. La Q3 del Gran Premio del Canada ha riproposto fotogramma per fotogramma il duello tutto Mercedes che sta caratterizzando questo weekend di Montréal e, ancora una volta, è l'inglese a uscirne davanti. Pole position per Russell che ha fermato il corno sull'1'12"578: dopo l'introduzione del nuovo pacchetto aerodinamico, le Frecce d'Argento sono tornate a essere il riferimento prestazionale in pista. comunque il diciannovenne bolognese a raccontare la storia più interessante. Antonelli arriva in Canada da leader del Mondiale piloti, reduce da tre vittorie consecutive, con la Mercedes saldamente in testa anche fra i costruttori. In gara Sprint era stato l'italiano ad avere il passo migliore - Russell lo aveva ammesso a denti stretti - ma sul giro secco è il compagno di squadra a fare la differenza. Antonelli ha provato a strappare il tempo nei minuti finali, ha cercato di ricucire decimi nel terzo settore, non ci è riuscito. Per la seconda volta in due giorni, stesso scarto, stesso risultato.Russell, dopo la prova, ha lasciato intendere di aver lavorato sull'assetto pensando soprattutto alla possibile pioggia di domenica. Una scelta che, in caso di gara asciutta, potrebbe spostare gli equilibri verso il compagno di squadra. La sensazione è che il duello fra i due non sia ancora entrato nel vivo, nonostante le sportellate del pomeriggio odierno. La seconda fila è papayaLando Norris e Oscar Piastri occupano rispettivamente la terza e quarta casella, divisi da appena 52 millesimi. La McLaren cresce con costanza dopo le novità portate fra Miami e Montréal e si conferma il terzo incomodo nel duello fra Mercedes e Ferrari per il vertice del campionato.E proprio sulla Ferrari arriva la nota più amara del sabato canadese. Lewis Hamilton, che con Montréal ha sempre avuto un feeling speciale, riesce a contenere i danni piazzando la SF-26 al quinto posto, a 290 millesimi da Russell. Va peggio a Charles Leclerc, ottavo, alle spalle delle due Red Bull di Max Verstappen e di un sorprendente Isack Hadjar. Il monegasco ha faticato per tutto il weekend a trovare il bilanciamento giusto e la qualifica non è stata da meno: nessun giro davvero pulito, sensazioni contrastanti via radio, una distanza dal compagno di squadra che non passa inosservata. Per la Scuderia di Maranello è un bilancio negativo.Chiudono la top ten Arvid Lindblad - autentica sorpresa del weekend con la Racing Bulls, nono - e Franco Colapinto, decimo con la prima Alpine. L'argentino conferma il momento di forma che lo sta facendo crescere agli occhi del paddock. A centro gruppoFuori dalla Q3 per soli 29 millesimi Nico Hulkenberg, undicesimo con l'Audi. La R26 ha una base solida ma paga ancora un deficit di potenza che diventa pesante sui rettilinei di Montréal. Tredicesimo Gabriel Bortoleto, anche questo weekend meno incisivo del compagno tedesco sul giro secco. Fra le due Audi si è inserito Liam Lawson con la Racing Bulls, che continua a non avere il ritmo dell'esordiente Lindblad. Weekend complicato anche per Pierre Gasly: quattro decimi presi da Colapinto sono un margine importante, e raccontano di un'Alpine ancora da decifrare nelle mani del francese.Carlos Sainz si ferma in quindicesima posizione, ma può consolarsi battendo il compagno Alexander Albon, eliminato già in Q1. Il madrileno paga il sovrappeso noto della Williams ma resta più a suo agio del thailandese, la cui monoposto sembra non aver mai trovato la quadra dopo l'incidente nelle Libere 1. Oliver Bearman, sedicesimo, ha vissuto un Q2 sfortunato: la Haas ha perso i deviatori di flusso sul lato sinistro della VF-26, compromettendo l'aerodinamica nei giri buoni.In Q1 le due eliminazioni inattese sono state proprio quelle di Albon e di Esteban Ocon. Il francese della Haas ha pagato la decisione di montare il pacchetto aggiornamenti direttamente in qualifica, senza un riferimento dalle libere, una scelta che il team dovrà rivedere. Diciottesimo Fernando Alonso, davanti alle due Cadillac di Sergio Perez e Lance Stroll, e a Valtteri Bottas che chiude il gruppo.I risultati completi delle Qualifiche di Montreal >
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Russell vince la Sprint di Montreal dopo un duro scontro con Antonelli

Mag 23,2026
La fotografia della Sprint del GP del Canada dice Mercedes-McLaren-Mercedes, con George Russell che taglia per primo il traguardo e Lando Norris a chiudere il sandwich tra le due Frecce d'Argento. Ma la storia vera della Sprint canadese non è nei distacchi finali - tutti racchiusi in poco più di un secondo sui primi tre - bensì nei team radio incandescenti che Toto Wolff si è ritrovato a gestire.Andiamo con ordine. Russell scatta dalla pole con la migliore partenza delle prime due file e, nelle tornate iniziali, sembra che la Mercedes abbia trovato la combinazione giusta: lui e Antonelli costruiscono in pochi giri un margine di oltre due secondi su Norris, lasciando intuire una Sprint a senso unico. L'impressione, però, dura solo sei giri.Curva 2, curva 8 e il nervo scopertoAl sesto passaggio Antonelli decide di rompere gli indugi. Il diciannovenne italiano prova l'affondo all'esterno di curva 2, ma Russell non concede un centimetro e accompagna il compagno sull'erba. Via radio Antonelli chiede a gran voce l'intervento dei commissari: la direzione gara non apre nemmeno l'inchiesta, l'episodio resta fra le mura di Brackley.Pochi istanti dopo, ancora animato dalla bagarre, l'italiano ci riprova in staccata di curva 8. Stavolta arriva lungo da solo, finisce di nuovo nella via di fuga e questa volta paga doppio: rischia di compromettere il fondo della W17 e soprattutto regala a Norris la seconda posizione. Da quel momento la gara di Antonelli diventa un inseguimento amaro che non avrà nessun risvolto.  L'italiano chiude terzo ma il podio è l'ultimo dei suoi pensieri: nel debrief davanti a Wolff la discussione si annuncia lunga.Così nei primi ottoQuattro monoposto motorizzate Mercedes nelle prime quattro posizioni: Piastri raccoglie il quarto posto sfruttando l'errore decisivo di Leclerc. Il monegasco chiude così con il quinto posto, davanti a un Hamilton che ha vissuto due sprint in una.Il sette volte iridato ha tenuto il quarto posto per quasi tutta la mini-gara, dimostrando un passo superiore a quello del compagno di squadra, finché a poche tornate dal termine non ha trovato il celebre muro dei campioni, quello stesso che in passato ha tradito Schumacher, Hill e Villeneuve. Il contatto gli costa prima la posizione su Piastri, poi quella su Leclerc. Ed è stato già tanto riuscire a portare la vettura al traguardo.Verstappen settimo, mai realmente competitivo con i top team in questa fase del weekend, mentre Arvid Lindblad porta a casa il punticino dell'ottavo posto con la Racing Bulls.I risultati completi della Sprint di Montreal >
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Prima fila Mercedes nella Sprint del Canada, Russell davanti

Mag 23,2026
A Montreal le previsioni si avverano fin dal sabato mattina. La Mercedes era considerata la favorita per il fine settimana canadese e la Sprint Qualifying ha confermato i pronostici nel modo più netto possibile: prima fila tutta in nero-grigio, con George Russell davanti ad Andrea Kimi Antonelli.Russell ha fermato il cronometro sull'1'12"965, unico pilota a scendere sotto il muro dell'1'13". Una prestazione che gli vale la Sprint Pole e che rappresenta la risposta più diretta possibile alle tre vittorie consecutive ottenute di recente proprio dal compagno di box. Gli serviva, se non altro per dare una risposta in primis a sé stesso, più che al resto del paddock. Nonostante non sia stata una sessione facile per Antonelli, l'italiano ha chiuso la sua qualifica ad appena 77 millesimi dal compagno di squadra. Una prestazione costruita quasi interamente nel terzo settore, dove la W17 nelle sue mani ha fatto la differenza.L'introduzione dei nuovi aggiornamenti portati in Canada ha riconsegnato alla Mercedes quella che sembrava la vettura di riferimento di inizio anno. E lo ha fatto con un margine che, sul giro secco, è imbarazzante per chi sta dietro.McLaren a tre decimi, Ferrari subito dietroSeconda fila per la McLaren, con Lando Norris davanti a Oscar Piastri per appena 19 millesimi. Le due MCL40 hanno però accusato oltre tre decimi di ritardo dalle Mercedes: un divario consistente, che ridimensiona le ambizioni di Woking per la Sprint di domani.La terza fila è interamente Ferrari, ma con un asterisco importante. Le SF-26 hanno faticato più del previsto con le gomme Soft nel turno decisivo, eppure il distacco dalle McLaren è minimo: Lewis Hamilton, oggi davvero in palla, ha chiuso a 27 millesimi da Piastri. Più indietro Charles Leclerc, sesto e staccato di 84 millesimi dal compagno di squadra. Il sette volte campione del mondo, in Canada, sembra aver ritrovato un feeling che gli mancava da settimane.Verstappen giù, Red Bull lontanaMax Verstappen non è andato oltre il settimo tempo, a oltre mezzo secondo da Russell. L'olandese ha lamentato un posteriore troppo nervoso, incapace di offrirgli il supporto necessario per spingere sui cordoli del tracciato canadese. Il fatto che il compagno Isack Hadjar sia immediatamente alle sue spalle, a un solo decimo, racconta che il problema è più della macchina che del pilota. Va ricordato che Verstappen arriva a Montreal dopo aver corso la 24 Ore del Nürburgring nel weekend precedente: un impegno che, per quanto svolto per passione e in un contesto completamente diverso, qualche scoria fisica potrebbe averla lasciata.I sorprendenti, gli sfortunati e gli assentiIn quinta fila brillano due nomi inattesi. Arvid Lindblad ha portato la Racing Bulls al nono posto, mentre accanto a lui scatterà Carlos Sainz, unico Williams a essersi qualificato per la SQ3. Lo spagnolo ha estromesso per 48 millesimi un ottimo Nico Hulkenberg, a conferma che l'Audi - pur con i noti limiti sulla power unit - ha costruito una R26 con un telaio interessante. Anche Gabriel Bortoleto, l'altro pilota della casa di Ingolstadt, è rimasto a un soffio dalla top ten.Più indietro la prima Alpine di Franco Colapinto (tredicesimo), seguita dalle due Haas di Esteban Ocon e Oliver Bearman, in difficoltà rispetto agli standard recenti. Da segnalare invece il sorprendente passo avanti della Cadillac: Sergio Perez è rimasto fuori dalla SQ2 per appena 130 millesimi, mentre il compagno Valtteri Bottas è ventesimo a otto decimi. Un segnale che le novità tecniche introdotte stanno funzionando, almeno nelle mani del messicano.Capitolo a parte per gli incidenti. Fernando Alonso ha chiuso anzitempo la sua qualifica con un contatto contro le barriere a 1'46" dal termine della SQ1: l'AMR26 era riuscita a passare il taglio, ma lo spagnolo non ha potuto prendere parte alla SQ2 e domani partirà sedicesimo. La bandiera rossa innescata dal suo incidente ha fatto un'altra vittima eccellente, Pierre Gasly: l'Alpine lo ha mandato in pista nel momento peggiore e il francese è rimasto fuori, diciannovesimo.Infine, due assenti. Alexander Albon non ha disputato la sessione: la Williams non è riuscita a riparare in tempo i danni dell'incidente delle Libere 1, quando il thailandese aveva colpito una marmotta all'uscita di curva 7. E Liam Lawson, fermato la mattina da un problema tecnico sulla sua Racing Bulls, chiuderà la griglia in ultima posizione.La fotografia per doman è chiara: Mercedes avrà un margine importante, McLaren e Ferrari raggruppate a contendersi il podio. Ma una gara sprint su un tracciato come Montreal può sempre riscrivere tutto. 
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Caro carburanti, il governo conferma il taglio delle accise fino a inizio giugno

Mag 22,2026
Nel Consiglio dei ministri che si è svolto oggi, il governo ha prorogato per la quarta volta il taglio delle accise su benzina e gasolio. La misura a tutela degli automobilisti è contenuta nel nuovo decreto legge recante "disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi e di sostegno alle attività economiche per il protrarsi della crisi dei mercati internazionali". Le misure del decreto leggeIl provvedimento estende per altri 15 giorni, quindi fino al prossimo 8 giugno, il taglio delle accise, mantenendo lo sconto differenziato tra benzina e gasolio: rispettivamente, 6,1 e 24,4 centesimi al litro (IVA inclusa). Il taglio costa alle casse dello stato circa 1 miliardo di euro al mese, ed è finanziato con l'extragettito IVA, con le sanzioni dell'Antitrust e altri tagli. Secondo il ministro Giorgetti, se la situazione in Iran non dovesse migliorare e lo stretto di Hormuz riaprire, la misura "potrebbe essere prorogata". Annullato lo sciopero degli autotrasportatoriNell'incontro con gli autotrasportatori svoltosi nel pomeriggio, il Governo ha anticipato alcune misure per il settore, inserite nel decreto legge approvato in serata, tra cui un credito d'imposta per un circa 300 milioni di euro, la compensazione del rimborso accise trimestrale a 30 giorni e la possibilità di dilazionare il pagamento delle imposte. Le associazioni di categoria si sono dette soddisfatte dell'accordo raggiunto e hanno deciso di "sospendere il fermo nazionale dell'autotrasporto" che era in programma dal 25 al 29 maggio.
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Altro che stop: Giulia e Stelvio vanno avanti, Alfa Romeo prepara anche hatchback e C-SUV

Mag 22,2026
A poche ore dalla pubblicazione del nostro articolo che smentiva le indiscrezioni circolate online sulla cancellazione dei progetti delle nuove Giulia e Stelvio, Alfa Romeo è intervenuta con una nota ufficiale per fare chiarezza. Come anticipato da Quattroruote, nei prossimi anni sono previste nuove evoluzioni dell'attuale gamma, oggi composta proprio da Giulia e Stelvio. Alfa Romeo si legge nel comunicato sta studiando soluzioni per continuare a competere nel segmento D con nuove interpretazioni della propria gamma, restando fedele al DNA orientato alle prestazioni e adattandosi all'evoluzione del mercato. Il marchio farà leva su piattaforme flessibili per introdurre progressivamente soluzioni multi-energia, incluse motorizzazioni ibride ed elettriche. Maggiori dettagli saranno comunicati in una fase successiva. Ma le "future evoluzioni" delle due segmento D (cruciali per un mercato come quello statunitense che il marchio vuole continuare a presidiare), non sono l'unico annuncio di Alfa Romeo. Nella nota sono infatti indicate ben due vetture di segmento C: una basata su piattaforma STLA One, una sorta di erede della Giulietta (la Casa parla di "continuità con Giulietta e 147") che abbiamo ricostruito nei rendering qui sopra, e una C-Suv di cui finora nessuno aveva mai parlato. Questa sport utility verrà prodotta in Italia con motorizzazioni multienergia su piattaforma STLA Medium. Non avrà dunque nulla a che fare con la nuova cinque porte a ruote basse ed è un fulmine a ciel sereno per il marchio di Arese: nulla ripetiamolo era stato detto sul suo conto durante la presentazione del piano FaSTLAne 2030.
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Bugatti EB110 e Campogalliano, la storia diventa film: cosa racconta Rasòun dèser

Mag 22,2026
Per Matteo Esposito e Leonardo Gatto, oggi studenti universitari, tutto è iniziato con il modellino della Bugatti EB110 nella loro cameretta. Negli anni la passione e la curiosità nei confronti di una delle più straordinarie e amate supercar italiane sono cresciute, fino a concretizzarsi in Rasòun d'èser, film che racconta una delle storie più affascinanti della Motor Valley italiana. Il racconto di un'impresa Realizzato con la collaborazione dell'Associazione Storico Culturale Bugatti Automobili Campogalliano, il film unisce immagini di repertorio, video provenienti dalle VHS di quegli anni e filmati dietro le quinte, a testimonianze dirette di chi ha vissuto in prima persona quegli anni, quell'esperienza e quel progetto. Una vera e propria "ragion d'essere" che, come sottolinea Gatto, "restituisce il valore più profondo di quella stagione: il fattore umano". A testimoniare ancora una volta che la vera "eccellenza della Motor Valley, prima ancora che nelle super sportive, sta nella passione instancabile di chi, con le proprie mani, contribuisce per renderle realtà".Nel film sono stati intervistati: Romano Artioli, Giampaolo Benedini, Loris Bicocchi, Dieter Gass, Maurizio Reggiani, Pavel Rajmis, Oliviero Pedrazzi, Tiziano Benedetti, Achille Bevini, Wanni Albertini, Lorena Dondi, Daniele Golinelli, Ezio Pavesi, Claudio Carretti, Stefano Bruni, Paolo Risi, Andrea Stenico, Enrico Pavesi, Tim Bravo e Mate Rimac.Come vedere il film Il film verrà proiettato il prossimo 29 maggio, durante il Motor Valley Fest 2026, al cinema Raffaello di Modena. La proiezione inizierà alle 20:30. L'ingresso è gratuito, ma occorre prenotarsi scrivendo a bugattiautomobilicampogalliano@gmail.com e indicando il numero di persone che verranno. Disponibilità fino a esaurimento posti. 
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Hypercar, parate e robotaxi: perché il Motor Valley Fest 2026 è da non perdere

Mag 22,2026
Anche per il 2026 Modena torna a essere la capitale della Motor Valley per l'ottava edizione del Motor Valley Fest, che si svolgerà dal 28 al 31 maggio prossimi. Quattro giorni di eventi diffusi nel centro storico della città emiliana, con oltre 50 appuntamenti e 200 speaker internazionali. Supercar (e robotaxi) in mostra Come sempre, il Motor Valley Fest è un'ottima occasione per ammirare tante super e hypercar: quest'anno saranno presenti, tra le tante, la Ferrari Amalfi Spider, la Lamborghini Urus SE "Tettonero" Capsule, la Pagani Utopia Roadster, la Maserati MC Pura Cielo e - per gli amanti delle due ruote - le Ducati Superleggera. In Piazza Torre sarà possibile vedere in azione il robotaxi Zoox, del gruppo Amazon. Per tutti i giorni della manifestazione si svolgeranno anche le gare di Formula SAE in Piazza Grande, competizione tecnico-sportiva che coinvolge gli studenti di ingegneria provenienti da undici università italiane, organizzati in 16 team. Il programma principale 28 maggio: apertura dei lavori al Teatro Storchi, Motor Valley Top Table con i ceo di Dallara, Ducati, Ferrari, Lamborghini, Pagani e Maserati, parata auto storiche ASI e del Circolo della Biella28 - 29 maggio: Talent Talk al Teatro del Collegio San Carlo con Dallara, Ducati, Ferrari, Lamborghini, Pagani, Maserati e partner, convegni su Industry & Technology, Innovation & Finance, Talent & Society, Experience & Lifestyle29 maggio: Driving Innovation Hackathon Grand Finale, Motorsport Club al Laboratorio Aperto, Cinema in Atelier al Museo Pagani (Rush)30 maggio: Raduno De Tomaso Reloaded, sfilata Club Motori di Modena; parata "Rosse e non solo" (17.00-18.00), Moto&Supercars Parade con 100 supercar e 150 moto (19.00-22.30), Cinema in Atelier (Le Mans 24 Ore) e apertura straordinaria del Museo Enzo Ferrari fino a mezzanotte31 maggio: Motors & Coffee Modena, raduno Mini e Abarth, proclamazione "Best of Show" del Concours d'légance Trofeo Salvarola Terme
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La BMW M3 E30 diventa Lego: così rinasce un mito degli anni 80

Mag 22,2026
Il gruppo BMW e Lego festeggiano i primi quarant'anni della M3 E30 con un set della serie Speed Champions dedicato proprio alla sportiva bavarese. Per questo progetto i team di design delle due aziende hanno lavorato assieme per disegnare l'inedita livrea dell'auto, applicata tanto al modello di mattoncini quanto a una vera M3 E30, che accompagnerà il lancio del set, previsto per il prossimo 1 agosto. La Lego Speed Champions BMW M3 E30 è già disponibile in pre-ordine sul sito lego.com e i principali retailer online a 27,99 euro.358 pezzi (e c'è anche la maglietta) Il set è composto da 358 pezzi, per un modello lungo 17 cm e largo 7 che riprende tutti i dettagli caratteristici della prima generazione di M3, dai fari rotondi al doppio rene anteriore, i passaruota maggiorati e il grande alettone posteriore. La minifigure abbinata all'auto indossa una t-shirt firmata BMW M, che sarà disponibile anche come capo d'abbigliamento, in cotone organico, nelle concessionarie della Casa bavarese.Nata per vincere Nata per vincereLa BMW M3 E30 è stata prodotta dal 1986 al 1991, con l'obiettivo di omologare la berlina per le competizioni turismo. La prima M3 ha conquistato titoli nel Deutsche Tourenwagen Meisterschaft e nel Campionato del Mondo Turismo, affermandosi come uno dei modelli più vincenti nella storia del marchio, con oltre 1.500 vittorie e più di 50 titoli internazionali. Nel corso della sua carriera ha ottenuto anche numerosi successi nelle grandi classiche dell'endurance, tra cui la 24 Ore del Nürburgring e la 24 Ore di Spa.Costruita nello stabilimento di Garching anche nella variante cabrio, la versione stradale della M3 E30 monta un quattro cilindri da 2.3 litri e 200 CV, portati a oltre 300 nelle varianti da gara. Il cambio era un Getrag manuale a cinque rapporti.
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Poca nostalgia, prezzi bassi: il ritorno della Citroën 2CV è elettrico ed essenziale

Mag 22,2026
Dopo tanti rumor e indiscrezioni, ora è ufficiale: torna la Citroën 2CV. Verrà probabilmente presentata in veste prototipale al Salone di Parigi, in programma a metà ottobre, per poi arrivare sul mercato nel 2028. Sarà elettrica, ma incarnerà appieno lo spirito della 2CV originale: avrà un prezzo accessibile e farà della semplicità il suo mantra.Il ritorno della Citroën 2CVDalla nuova 2CV dobbiamo aspettarci soluzioni ingegneristiche molto particolari, proprio come quelle che hanno caratterizzato la prima serie della francese, e una versatilità fuori dal comune. Le forme dovrebbero evolvere quelle del modello degli anni Quaranta e quasi certamente verrà riproposta quella particolarissima capote di tela arrotolabile sul retro.Annunciata durante la presentazione del piano FaSTLAne 2030, la nuova deux chevaux sarà la versione francese della E-Car di Stellantis. Il gruppo, infatti, lancerà una nuova famiglia di elettriche compatte dal costo molto contenuto - si parla di prezzi in linea con le omologhe termiche, attorno ai 15 mila euro - che dovrebbe nascere proprio con questa francesina.La sorella italiana sarà prodotta nello stabilimento campano di Pomigliano d'Arco e, a quanto pare, pure la transalpina nascerà qui: i primi modelli usciranno dalle linee di produzione nel 2028. Il progetto verterà su una piattaforma semplificata, ma con tutto quello che serve per la mobilità urbana: non ci si attendono autonomie particolarmente elevate, né motori potenti, ma la leggerezza costruttiva dovrebbe consentire di avere comunque prestazioni adatte a un utilizzo quotidiano.Per il momento sono stati svelati pochissimi dettagli sul progetto, ma Citroën ha già comunicato che non si tratterà di un progetto nostalgia. La nuova 2CV si ispirerà allo spirito del modello originale, incarnando quei valori che hanno fatto scegliere la due cavalli da più di 5 milioni di clienti - è rimasta in produzione per più di 40 anni, dal 1948 al 1990 -: accessibilità, leggerezza, praticità, versatilità e un carattere tutto suo.Quella che, a tutti gli effetti, diventerà la nuova porta d'accesso alla gamma Citroën, non dovrebbe arrivare alle dimensioni della C1 (347 cm), ma si porrà comunque al di sotto dell'attuale C3 (399 cm), forse attorno ai 370 cm, nonostante i limiti previsti per le E-Car prevedano una lunghezza massima di 420 cm.La prima immagine della vettura, in penombra, mostra forme tondeggianti come quelle del modello originale, ma senza quei passaruota anteriori così marcati e quelle luci totalmente separate dalla carrozzeria, due dettagli che verranno comunque ripresi, ma aggiornati in chiave moderna. Il nuovo modello avrà fari a LED integrati parzialmente nel paraurti ma comunque sporgenti nella parte superiore, proprio come le luci tonde del modello del '48 e abbinati a un logo del Double Chevron molto grande, che ammicca a quello della serie originale. Le altre novità Citroën La nuova 2CV fa parte di un piano che entro il 2030 vedrà il lancio di sette nuovi modelli con marchio Citroën, di cui quattro SUV e una sorta di crossover con coda da coupé, sulla scia delle C4 X e C5 X. L'ultima vettura, invece, sarà una supercompatta a quattro posti imparentata con la Ami e con la stessa meccanica che farà da base anche alla nuova Fiat Quattrolino.
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