Subscribe to feed 4 Ruote
Aggiornato: 26 min 16 sec fa

Unione europea - Rischio di incendio: il gruppo Volkswagen richiama 94 mila elettriche per problemi alle batterie

32 min 31 sec fa
Il gruppo Volkswagen dovrà sottoporre a una campagna di richiamo oltre 94 mila veicoli elettrici in Europa, di cui oltre 28 mila nella sola Germania. Secondo il database dei richiami dell'Autorità federale tedesca per i trasporti (KBA-Kraftfahrt-Bundesamt), l'iniziativa riguarda 74.579 esemplari delle Volkswagen ID.3, ID.4, ID.5, ID.Buzz e ID.Buzz Cargo e 19.452 Cupra Born. Tutti i veicoli sono stati prodotti tra il 7 febbraio del 2022 e il 23 agosto del 2024 negli impianti tedeschi di Zwickau e di Hannover.  Problema alle batterieLa campagna è legata alla scoperta di un difetto agli accumulatori: i singoli moduli all'interno della batteria ad alta tensione potrebbero non essere conformi alle specifiche tecniche. Il problema potrebbe anche avere effetti innocui, come una riduzione dell'autonomia o l'accensione di una spia sul display. Tuttavia, la Kba segnala che "esiste anche un rischio di incendio". Dalla documentazione non è ancora chiaro come sia stato individuato il problema: a oggi non sono stati segnalati casi di incidenti o lesioni e, pertanto, il difetto potrebbe anche essere stato rilevato durante controlli interni e quindi segnalato all'autorità federale. La campagna di richiamo si concretizzerà, innanzitutto, in un aggiornamento del software di gestione della batteria, ma è prevista anche un'ispezione dei moduli e nella loro sostituzione nel caso risultino effettivamente non conformi alle specifiche.  
Categorie: 4 Ruote

Lutto nella musica - Alfa Romeo, Ferrari, Mini Cooper: le auto che raccontano la vita di Gino Paoli

1 ora 7 min fa
Gino Paoli se ne è andato all'età di 91 anni. Da Il cielo in una stanza a Sapore di sale, passando per La gatta, ha contribuito in modo decisivo a ridefinire il linguaggio della musica leggera, portandola su un piano più intimo e narrativo, in sintonia con i cambiamenti sociali e culturali dell'Italia del dopoguerra. Non solo: tra le tante cose, Paoli è stato anche un grande appassionato d'auto. Ed è così che lo vogliamo ricordare. Dalla Lambretta al sogno di un'autoMeno noto al grande pubblico, ma non meno autentico, il suo rapporto con l'automobile: una passione viscerale, coltivata fin dagli anni difficili. "Io ero senza macchina e finché ho lavorato come grafico, prima che ci fosse la svolta artistica come cantante, mi spostavo con la Lambretta", raccontava a La Repubblica. "Il sogno di avere un'automobile veniva da lontano ed è anche per questo che ne ho avute così tante quando potevo permettermelo. Ho speso davvero un sacco di soldi in macchine". I primi amoriLa prima vera conquista fu una Austin-Healey 3000 BT7 Mark II: Favolosa, ricordava. Un acquisto reso possibile dai primi diritti d'autore incassati con La gatta, ma durato poco: L'ho fusa poco dopo averla comprata. A conquistarne definitivamente il cuore fu però un'altra scoperta: l'Alfa Romeo Giulietta Spider. Rossa con interno nero, disegnata da Pininfarina, io ne ero innamorato come se fosse una donna, diceva. Era una di quelle macchine che restano sempre aperte, con la capote abbassata non ricordo di aver mai aperto la portiera. Le Ferrari e il rapporto con il DrakeNel tempo, i suoi garage si sono popolati di tante altre icone: dalla Ferrari 275 GTS alla più recente Ferrari 612 Scaglietti, passando per una 208 GTS Turbo. Un rapporto diretto anche con Enzo Ferrari, conosciuto a Maranello dopo l'interesse mostrato per una 250 GT Berlinetta passo corto: fu proprio il Drake a suggerirgli modelli e a coinvolgerlo, in un'epoca in cui l'automobile era ancora racconto, relazione, visione.Non mancano all'appello altre presenze significative: la Lamborghini Miura, una Lancia Flaminia GT Coupé Touring, una Triumph TR3, oltre a Porsche, BMW e numerose Mercedes-Benz - molte di queste con il motore M130 sotto il cofano, scelto per praticità durante i periodi più intensi di lavoro. La Mini Cooper elaborataEppure, tra tutte, l'auto che più lo rappresentava era forse la Mini Cooper. "Negli anni Sessanta non ne vedevi in Italia", ricordava. "Ce l'aveva un mio amico di Bologna, elaborata gli ho fatto la corte finché non me l'ha venduta. Piccola, scattante, elegante". Un oggetto fuori scala rispetto al resto della sua collezione, ma perfettamente coerente con il suo spirito: anticonvenzionale, ironico, essenziale.Ancora a 91 anni, Paoli non aveva perso quell'entusiasmo: "Le adoro", diceva. "Sono opere d'arte quando le ho raggiunte, le ho anche scassate". Come le sue canzoni, anche le sue auto non erano mai semplici oggetti: erano esperienze, simboli, frammenti di vita vissuta fino in fondo.
Categorie: 4 Ruote

Dakar 2026 - Defender Dakar D7XR: tripletta in Portogallo

2 ore 7 min fa
Più che una vittoria, quella in Portogallo, è una prova di maturità per il team Defender Rally. Infatti, dopo aver conquistato la Dakar 2026 nella categoria Stock, ossia per vetture derivate di serie, la squadra inglese domina anche la seconda difficile prova del campionato mondiale rally raid. Tre vetture al traguardo, con una tripletta che conferma l'affidabilità del progetto oltre che performance vicine ai prototipi Ultimate T1+. Superata a pieni voti la fase di sviluppoDopo aver visto da vicino il team all'opera durante questi cinque giorni di gara, possiamo già dire che il Defender Rally è una squadra di lavoro navigata: processi ben oliati tra piloti e meccanici e una struttura organizzata. E tutto ciò si può registrare anche nelle prove speciali, con le Defender Dakar D7XR che hanno ottenuto costantemente tempi vicini a quelli dei prototipi Ultimate. Un dettaglio non da poco: l'equipaggio inglese condivide tanti elementi strutturali con le auto di serie (ricordiamo che deriva dalla versione Octa) con un rapporto peso-potenza fissato da FIA di 6,5kg/CV mentre gli Ultimate possono contare su maggiore libertà per il reparto sospensivo e più potenza. Tenere il passo, in questi chilometri di supplizio meccanico, e in più alla seconda prova di campionato, non è niente male. I risultatiCon un tempo di 11:57:33 l'equipaggio formato da Stéphane Peterhansel e Mika Metge ha conquistato la vittoria di classe e il 16 posto nella classifica assoluta, con un distacco sotto l'ora dal vincitore Sébastien Loeb. Al secondo posto invece il compagno di scuderia Rokas Baciuska e Oriol Vidal (17 nella generale), mentre chiude il podio la statunitense da Sara Price con Sean Berriman. Lo stesso Mr.Dakar ha dichiarato: "La Dakar Rally è stata perfetta per il team, ma qui le condizioni del tracciato erano completamente diverse: più pioggia, più umidità, percorsi un po' più stretti. Il team ha fatto davvero un ottimo lavoro. per questo che sono davvero orgoglioso. Hanno adattato la vettura alle condizioni del percorso, e non è stato un compito facile. Hanno lavorato duramente per arrivare a questo. una grande soddisfazione per me, ma anche per l'intera squadra". Appuntamento ora dal 24 al 29 maggio per la terza prova in Argentina. Un rally che sarà completamente diverso, caratterizzato da velocità elevate e navigazione complessa. Un altro test per mettere alla prova questa "super Defender" da competizione.
Categorie: 4 Ruote

Bruxelles - Incidenti: in Italia le strade sono più sicure, ma la media europea resta lontana

2 ore 8 min fa
Il 2025 si è chiuso con una nuova riduzione degli incidenti mortali sulle strade italiane. In particolare, secondo i dati preliminari diffusi dalla Commissione europea, il nostro Paese ha registrato l'anno scorso 49 morti ogni milione di abitanti, contro i 51 del 2024. Il calo annuale è del 4%, ma sale al 9% rispetto al 2019 e al 12% rispetto alla media del triennio 2017-2019, a conferma di un percorso di riduzione costante nel tempo. Il confronto europeoNel confronto con gli altri Paesi europei, l'Italia registra un tasso di declino migliore, ma in valori assoluti resta ancora distante dalla media. Nel blocco comunitario, il tasso di mortalità stradale si è attestato a 43 morti per milione di abitanti, il 3% in meno rispetto ai 45 del 2024. Anche il ritmo di riduzione europeo è più rapido: rispetto al 2019 la flessione è del 15%, mentre sulla media 2017-2019 arriva al 16%.Nel complesso, i decessi sono stati 19.400: 580 persone in meno hanno perso la vita rispetto al 2024, nonostante l'aumento dei veicoli e dei chilometri percorsi. I progressi, però, restano ancora lontani dai target comunitari. La strategia Vision Zero prevede l'azzeramento di decessi e feriti gravi sulle strade entro il 2050, con l'obiettivo intermedio del dimezzamento al 2030.I risultati variano sensibilmente tra i Paesi del blocco comunitario. Si registrano forti cali in Estonia (-38%), Grecia (-22%) e Slovacchia (-13%), ma anche preoccupanti aumenti in Cipro (+10%), Malta (+75%), Olanda e Austria (+13%), Slovenia (+37%) e Norvegia (+28%). Secondo la Commissione, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Polonia e Romania risultano sulla traiettoria per centrare il target al 2030, ma permangono ampie disparità: la stessa Romania, insieme a Bulgaria e Croazia, continua ad avere tassi di mortalità molto elevati, mentre Svezia e Danimarca si confermano tra i Paesi più sicuri, con 20 e 23 decessi per milione di abitanti. Le strade più pericoloseLa Commissione, oltre a stimare che per ogni vittima ci siano circa cinque feriti gravi (circa 100.000 persone ogni anno), ha fornito indicazioni anche sulle strade più pericolose: le rurali (53% dei decessi) precedono le urbane (38%) e le autostrade (8%). Nelle città le vittime sono in gran parte utenti vulnerabili, come pedoni, ciclisti e conducenti di veicoli a due ruote, che rappresentano il 70% dei decessi. Nel complesso, gli uomini costituiscono il 77% delle vittime.Preoccupa inoltre la quota elevata di giovani tra i 18 e i 24 anni e di over 65. Infine, conducenti e passeggeri hanno rappresentato il 44% dei decessi, gli utilizzatori di veicoli a due ruote a motore (motociclette e ciclomotori) il 21%, i pedoni il 18% e i ciclisti il 9%. Per quanto i mezzi di mobilità personale costituiscano solo l'1% del totale, il numero di decessi che coinvolgono soprattutto monopattini elettrici è aumentato in modo significativo tra il 2021 e il 2024.
Categorie: 4 Ruote

Markus Haupt - Cupra contro la concorrenza cinese: Non è equa. Raval chiave per centrare le norme UE

2 ore 27 min fa
Amiamo la concorrenza: non è certo una novità per noi. Tuttavia, ciò che conta davvero è che la concorrenza sia equa. Finché i cinesi producono tutte le loro auto in patria, con costi di produzione tipici di quel mercato, e poi si confrontano con noi, non potremo mai raggiungere quegli stessi livelli di costo: è semplicemente impossibile. Insomma, non rappresenta una competizione corretta.In questa chiacchierata nel contesto dell'EPrix di Formula E di Madrid, Markus Haupt, CEO Cupra, accende senza mezzi termini il dibattito sulle difficoltà dell'auto europea, evidenziando anche la stagnazione della politica: Quello che mi piace sottolineare quando mi confronto con il presidente spagnolo o con esponenti della politica europea è che dovremmo invitare i costruttori cinesi a fare ciò che, quarant'anni fa, è stato fatto con noi: creare joint venture, producendo in Europa con una quota di contenuti locali pari almeno al 50%. Solo così si può parlare di una competizione realmente equa, perché si opererebbe con la stessa struttura dei costi. E, tra l'altro, sarebbe anche un bene per l'economia europea. Elettrica "democratica"Dopo questo affondo nei confronti delle istituzioni, si è parlato del 2026 e di quanto sia un anno cruciale per Cupra. Dopo il profondo aggiornamento di design e interni della Born è il turno di scoprire l'attesa Raval, la nuova compatta elettrica del marchio spagnolo che punta a democratizzare la mobilità elettrica, rivolgendosi soprattutto ai giovani con un prezzo di partenza di 26.000 euro.A proposito della Raval, Markus Haupt fissa obiettivi ambiziosi: Puntiamo a più di 40.000 unità nel primo anno di commercializzazione, mentre negli anni successivi molto dipenderà dall'evoluzione dei mercati. Ma questa è l'auto con cui dobbiamo riuscirci. Ed è interessante perché, se guardiamo al segmento, il modello è destinato solo a crescere: oggi praticamente non esiste. Ci sono pochissime auto che ne fanno parte, forse alcune. E se si guarda alle dimensioni, in 4 metri di lunghezza abbiamo un'abitabilità posteriore paragonabile a quella delle Golf più recenti. Le dimensioni esterne, quindi, non corrispondono alla sensazione che si ha all'interno: è un'auto grande. Tutto sommato pensiamo di avere ancora più potenziale sul mercato. un segmento destinato a crescere. CO2, Europa ed E-CarInsieme a Haupt si è parlato anche delle regolamentazioni UE: Già l'anno scorso eravamo conformi ai limiti di CO2. una delle nostre priorità di business garantire questa conformità, altrimenti bisogna pagare multe all'Unione Europea. Fa parte della struttura della nostra strategia. E la Raval è un elemento chiave, perché sarà un'auto a volumi più elevati e rientra anche nel sistema dei supercrediti che l'Unione Europea introdurrà nei prossimi anni.E a proposito di ECar? La Raval rientra pienamente in questo quadro normativo e, in generale, siamo soddisfatti della regolamentazione, perché è necessario fare qualcosa per sostenere l'elettrificazione. Dal lato della CO2 otteniamo un vantaggio, con un fattore di 1,3.Il manager del marchio spagnolo aggiunge però una stoccata a Bruxelles: Non si può, da un lato, imporre solo limiti sulle emissioni di CO2 e, dall'altro, non supportare né il mercato né le infrastrutture. Servono costi dell'energia più bassi, una rete di ricarica adeguata e anche un minimo di incentivi. Credo che tra qualche anno le persone capiranno - soprattutto alla luce delle crisi attuali - che le auto elettriche possono risultare più economiche nell'uso rispetto a quelle con motore a combustione. un progetto così ampio che deve procedere di pari passo tra governi e costruttori: da soli non possiamo farcela. Noi possiamo offrire la tecnologia e le auto, ma anche i consumatori devono essere supportati. Ci piacerebbe poter offrire energia a basso costo, ma a nostra volta non la acquistiamo a prezzi bassi. Leon e Formentor mantengono il diesel La nostra chiacchierata si è poi chiusa parlando delle prossime novità in arrivo: Per quanto riguarda il diesel, lo abbiamo già nella nostra gamma e continueremo a mantenerlo così com'è per Formentor e Leon, e proprio su questi due modelli arriverà a breve il full hybrid del gruppo, fa parte della nostra strategia di elettrificazione. Mentre per il 5 cilindri (ritornato da poco in listino su 4.000 Formentor VZ5) non prevediamo ulteriori modelli.
Categorie: 4 Ruote

ForumAutomotive - Auto europea in coma vigile: imprenditori inermi tra regole UE e transizione fuori controllo

3 ore 2 min fa
Il mondo dell'auto lancia da mesi allarmi sulle conseguenze delle politiche europee. Ma in quali condizioni si trova davvero l'industria automobilistica continentale? Un quadro della situazione è stato tracciato da diversi rappresentanti della consulenza aziendale durante la seconda giornata del ForumAutomotive 2026. La sintesi è di Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company: Il settore è in uno stato di coma vigile.  Un clima di "depressione"Già nella prima giornata dell'evento era emerso uno scenario negativo: molti interventi hanno alimentato un clima di profonda depressione, dovuto soprattutto a una politica che non risponde alle istanze dell'industria e rimane sorda di fronte ad allarmi sempre più preoccupanti.Gli imprenditori sono depressi? Faccio fatica a dar loro torto perché sono depressi i margini reddituali, ha spiegato Di Loreto. Fare oggi l'imprenditore dell'auto è un ossimoro, perché la politica impone non solo gli obiettivi, ma anche le modalità per raggiungerli. Il rischio imprenditoriale si sta trasformando in una certezza per gli imprenditori senza, tra l'altro, avere utili in mano per ripagarlo, ha aggiunto il consulente, richiamando anche il peso delle tensioni geopolitiche.Non dissimile il parere di Dario Duse, Country Head Italy ed EMEA Leader Automotive and Industrials di AlixPartners: difficile trovare spunti di ottimismo nell'attuale contesto di grande competitività, mercato che non cresce e crescente concorrenza cinese. A questo si aggiungono una transizione più voluta che effettuata e, giusto per non annoiarci, anche la guerra in Iran. E meno male che l'industria dell'auto ha sempre dimostrato grande resilienza: altrimenti la situazione sarebbe ben peggiore di un semplice coma vigile. Una transizione "fuori binario"A tal proposito, Salvatore Saladino, Country Manager Italia di Dataforce, ha lanciato accuse dirette alle politiche UE, ricordando come la transizione sia stata impostata per abbattere le emissioni, ma l'auto europea conta per l'1% delle emissioni globali. Parliamo solo dell'1%, ma i costi occupazionali, industriali e sociali sono già effettivi. La transizione procede come un carro armato, ma le direttive sono fuori binario rispetto a ciò che gli operatori del settore automotive considerano azioni di buonsenso.Secondo Saladino, Bruxelles ha fatto l'opposto del progresso: prima si crea la domanda e poi si regolamenta. Nella UE, invece, si è prima regolamentato, senza creare fattori abilitanti per l'industria e gli investimenti.Su questo punto ha insistito anche Duse: Il regolamento dovrebbe fissare gli obiettivi e lasciare all'industria le migliori soluzioni tecnologiche. Invece ha impostato in modo discutibile una transizione che non sta avvenendo. E anche i costruttori hanno le loro responsabilità: pesano la macchia del Dieselgate, interessi disallineati e l'ingerenza della finanza. Tutti diamo addosso alla politica, ma gli amministratori delegati hanno cavalcato i rialzi di Borsa. E ora ne stanno pagando il conto, ha avvertito Saladino.Il riferimento allo scandalo delle emissioni resta centrale: stato creato da industrie che soffrivano la perdita di competitività dell'Europa nel diesel, il miglior motore del mondo. I tedeschi non sono meno furbi di noi, ma quando vengono scoperti devono lavare completamente le loro colpe: hanno acceso la lampadina dell'elettrico, che ora li sta facendo piangere. Un aspetto positivo forse c'èLe conseguenze di una transizione imposta dall'alto, ha ricordato Di Loreto, sono oggi visibili sul mercato finale: il forte rincaro dei listini e il fenomeno noto come effetto Cuba, con auto sempre più vecchie e obsolete. E pesa la scarsa attenzione verso gli automobilisti, ai quali nessuno chiede quale sia l'auto che vogliono davvero guidare. Il tema centrale oggi è la libertà di scelta: è facile parlare per gli automobilisti, ma nessuno parla agli automobilisti.Tuttavia, l'attuale situazione potrebbe rimettere al centro delle strategie aziendali proprio chi guida le auto. Per Duse, nella transizione in corso c'è un aspetto positivo: rimettere il consumatore al centro può riportare l'industria a focalizzarsi sugli aspetti fondamentali.
Categorie: 4 Ruote

Affalterbach - MercedesAMG svela la Black Series più estrema di sempre e una nuova GT3 radicale

3 ore 16 min fa
Mercedes-AMG ha presentato due nuovi modelli sportivi, costruiti sulla piattaforma tecnologica della Concept AMG GT Track Sport: si tratta della prossima GT3 e della GT Black Series. L'obiettivo che si sono posti da Affalterbach è chiaro: portare al massimo livello le prestazioni, sia in pista sia su strada, con la Black Series che servirà anche da base di omologazione per la GT3. I dettagli precisi di questi modelli verranno svelati più avanti. Sportività senza compromessiAlla base di questo progetto c'è la filosofia track-to-road, perseguita senza compromessi: la GT3 rappresenterà l'apice estremo del programma Customer Racing AMG, mentre la Black Series sarà la versione stradale più "radicale" mai costruita. I prototipi, che vediamo in queste immagini in forma camuffata, sono già stati impegnati sui circuiti di Bilster Berg, Immendingen e Portimo; in queste settimane ha preso il via una nuova serie di test al Nürburgring Nordschleife, che inaugura una nuova fase di sviluppo. "Stiamo sviluppando la Black Series più estrema di sempre. Allo stesso tempo, con la futura GT3 vogliamo stabilire un nuovo punto di riferimento nel motorsport", spiega il ceo di AMG Michael Schiebe. Identità visiva chiaraI due modelli sono ancora coperti da camuffature, che però anticipano un'identità visiva molto chiara: il rosso sarà l'elemento centrale della livrea della GT3, mentre il giallo-verde identificherà la GT Black Series. Questa denominazione è stata utilizzata per la prima volta nel 2006, con la SLK 55 AMG, e che da allora definisce le AMG più prestazionali ed evolute. Quel modello, conosciuto internamente con il nome "Track Sport", montava un V8 da 5.5 litri e 400 CV di potenza.
Categorie: 4 Ruote

Noleggio - Drivalia fornirà veicoli elettrificati all'Accademia di Francia a Roma

3 ore 17 min fa
Drivalia ha avviato una collaborazione con l'Accademia di Francia a Roma Villa Medici. In qualità di Mobility Partner, la società del Gruppo Crédit Agricole Auto Bank, supporterà le attività quotidiane e i progetti istituzionali della prestigiosa istituzione romana, mettendo a disposizione una flotta di veicoli elettrificati di ultima generazione. Le finalità dell'accordoI veicoli forniti da Drivalia garantiranno supporto logistico alle missioni di Villa Medici, un gioiello architettonico manierista, nonchè un centro vitale di creatività e ricerca: saranno, dunque, destinati all'ospitalità di artisti e ricercatori in residenza e alla conservazione del complesso architettonico e dei suoi sette ettari di giardini storici.La collaborazione con Villa Medici rappresenta per Drivalia un'opportunità per mettere le nostre soluzioni di mobilità al servizio di un'istituzione che è un punto di riferimento per la cultura europea. Il nostro obiettivo è fornire strumenti che rispettino il valore di contesti storici così prestigiosi, promuovendo una gestione operativa sempre più attenta all'ambiente e in linea con i valori di responsabilità del nostro Gruppo", spiega Roberto Sportiello, Ceo di Drivalia. "L'ingresso di Drivalia tra i partner dell'Accademia di Francia a Roma consolida un percorso di valorizzazione del nostro patrimonio. Il supporto di Drivalia ci permette di integrare soluzioni logistiche moderne e sostenibili all'interno delle nostre attività", aggiunge il direttore dell'accademia Sam Stourdzé. " un esempio virtuoso di come la sinergia tra istituzioni culturali e aziende possa favorire una visione del futuro radicata nella storia ma proiettata verso l'innovazione".
Categorie: 4 Ruote

Test - Leapmotor B10 REEV Hybrid: come funziona davvero la SUV con range extender

3 ore 56 min fa
La fluidità e la silenziosità della guida elettrica, senza (troppa) ansia da ricarica. Questa, in sintesi, la nuova Leapmotor B10 REEV Hybrid, sorella gemella della versione a batteria che abbiamo provato su Quattroruote di gennaio, ma dotata di un range extender a benzina per non dover dipendere unicamente dalla spina.Esteticamente identica all'elettrica, non c'è nemmeno un logo identificativo: la B10 REEV Hybrid si tradisce solo per la presenza del doppio sportellino per benzina e presa di ricarica. Come funziona il sistema REEVMa sotto, la musica è ben diversa: nella B10 REEV Hybrid la batteria da 56,2 o 67,1 kWh dell'elettrica lascia spazio a un accumulatore (sempre LFP) da 18,8 kWh, ed è presente un serbatoio da 50 litri. Il tutto serve ad alimentare il 4 cilindri 1.5 aspirato da 68 CV sotto il cofano anteriore, il cui compito è sempre e soltanto quello di fungere da generatore per la batteria.La trazione, infatti, è affidata unicamente all'unità elettrica posteriore da 218 CV. Quattro sono le modalità di guida: EV ed EV+, con funzionamento solo a batteria; poi Fuel e Power+, dove il generatore termico si accende per ricaricare o mantenere inalterato il SoC dell'accumulatore, nonché per disporre delle massime prestazioni.Con un pieno di energia, la Casa dichiara 86 km di autonomia elettrica, mentre quella totale ammonta a circa 900 km; a batteria scarica, il motore termico dichiara un consumo WLTP di 6,1 litri/100 km. Ricarica e utilizzo quotidiano: quando conviene davveroTuttavia, come tutte le plugin, anche la B10 REEV Hybrid è fortemente influenzata, nelle percorrenze, dallo stato di carica della batteria e dallo scenario di guida (con l'autostrada quale il più energivoro di tutti). Pertanto, vale il solito consiglio: meglio avere un punto di ricarica domestico, con una tariffa energetica conveniente, per trarne il massimo in termini di costi d'esercizio. E a proposito di ricarica, si sappia che la Leapmotor accetta 6,6 kW in corrente alternata e un picco di 46 kW in continua. Alla guida: un'elettrica con l'aiuto termico, ma solo quando serveSu strada, le differenze fra la B10 REEV Hybrid e la gemella 100% a batteria sono difficili da distinguere. Nelle due modalità elettriche, di fatto, parliamo della stessa macchina: fluida, con un'erogazione omogenea e una certa brillantezza (0100 dichiarato in 7,5 secondi).La vera differenza la fa il 4 cilindri aspirato quando entra in scena, ossia selezionando le altre due modalità che ne prevedono l'operato da generatore, oppure quando il SoC della batteria è molto basso per continuare a garantire le medesime prestazioni.Negli scenari urbani ed extraurbani, comunque, la presenza del motore è piuttosto discreta e quasi inavvertibile, a meno che non si tenda l'orecchio a cercarne la rumorosità; l'unica situazione in cui alza un po' la voce è in autostrada a velocità costante, dove il suo operato è più avvertibile. Tuttavia, l'ho trovato meno invadente rispetto a quello della più grande C10, probabilmente per una diversa regimazione del propulsore stesso.Il breve percorso affrontato non mi consente di tirare somme veritiere sui consumi: per quelli dovremo attendere la prova su strada completa, in arrivo a breve.Confort e assettoDel resto, il funzionamento della B10 REEV Hybrid ricalca in tutto e per tutto quello dell'elettrica. Apprezzabile il confort, dato dalla taratura soft degli ammortizzatori e dall'insonorizzazione curata, sebbene il rumore di rotolamento, su strade non perfette, sia piuttosto evidente.Il suddetto assetto non rende la B10 un riferimento di agilità se c'è da affrontare un percorso guidato (per inciso, lo sterzo continua a non brillare, ma ha un carico e un feedback migliorati rispetto all'elettrico). Tuttavia, la stabilità non è mai in discussione: la massa è ben distribuita e il comportamento sempre sano e omogeneo.Tra l'altro, il primo equipaggiamento di pneumatici prevede ora delle Hankook iON, in luogo delle meno performanti Linglong che equipaggiavano le prime B10 elettriche. Infotainment e ADAS: miglioramenti concreti e qualche limiteA livello di interfaccia uomomacchina, occorre invece prendere le misure: molte operazioni sono demandate allo schermo touch centrale, pertanto qualche distrazione è inevitabile.C'è di buono che con l'ultimo aggiornamento OTA (di cui beneficia anche la B10 BEV), oltre all'introduzione di Apple CarPlay e Android Auto, del massimo livello di rigenerazione per una guida one pedal e di molte altre migliorie, ora si può impostare il tasto personalizzabile sulla razza sinistra per accedere rapidamente alla disattivazione degli ADAS e alla regolazione degli specchi. Continua a essere una notevole lacuna, invece, l'assenza del tergilunotto. I prezzi della B10 REEV HybridMolto allettante, come sempre, il rapporto fra prezzo e contenuti della B10, considerando che si parla di una SUV di segmento C lunga 4,5 metri e con tanto spazio a bordo, specie ai posti posteriori, e una dotazione davvero ricca. Unica nota per quel che riguarda l'Hybrid: il baule, di 330 litri in totale, perde un centinaio di litri rispetto all'elettrica.Due sono gli allestimenti disponibili per la B10 REEV Hybrid: Life e il più ricco Design, proposti rispettivamente a 29.900 e 31.400 euro. Leapmotor prevede però uno sconto di 3.000 euro e, in caso di permuta o rottamazione, ulteriori 2.000 euro, con i listini che potenzialmente scendono a 24.900 e 26.400 euro.
Categorie: 4 Ruote

Sviluppo - DR Automobiles e Petronas, al via la partnership per i lubrificanti su misura

6 ore 31 min fa
Il gruppo DR Automobiles e la Petronashanno firmato un accordo di collaborazione strategica per lo sviluppo di lubrificanti destinati alle motorizzazioni di tutti i brand DR commercializzati sul mercato italiano. Da questa partnership è nato Selenia DR, lubrificante sintetico 5W30 specifico per i motori DR, in particolare quelli con alimentazione bifuel a GPL, che rappresentano circa l'80% delle immatricolazioni del gruppo molisano. Il prodotto è disponibile da marzo su tutto il territorio nazionale. Saranno di primo equipaggiamentoI nuovi lubrificanti sono il risultato del lavoro congiunto dei team tecnici delle due aziende. Petronas Lubricants International, in particolare, opera nel Global Research & Technology Centre di Santena, in provincia di Torino, centro d'eccellenza per la ricerca e lo sviluppo nel settore dei fluidi. I lubrificanti Petronas nati da questa collaborazione verranno utilizzati come primo equipaggiamento sui veicoli del gruppo DR. Realizzati su misura per i motori DR"Collaborare con un costruttore significa entrare nel cuore del motore", spiega Giuseppe Pedretti, responsabile EMEA di Petronas Lubricants International. "La partnership con DR Automobiles ci permette di lavorare in stretta sinergia con il costruttore per sviluppare lubrificanti e fluidi funzionali progettati sulle caratteristiche del motore, con l'obiettivo di garantire affidabilità, prestazioni e ridotte emissioni"."Il lavoro svolto con Petronas ci ha permesso di realizzare un prodotto sviluppato sulle caratteristiche delle nostre motorizzazioni e delle condizioni operative tipiche dei veicoli DR, con particolare attenzione ai propulsori alimentati a GPL, per garantire protezione dei componenti e continuità delle prestazioni nel tempo", aggiunge Antonio Marcantuono, direttore tecnico del gruppo DR.
Categorie: 4 Ruote

Videogiochi - Screamer è tornato: Milestone firma larcade di corse che sembra un anime anni 90

7 ore 16 min fa
Lo studio milanese Milestone, che realizza il videogame ufficiale della Moto GP, ma anche la serie motociclistica Ride e quella di Hot Wheels, ha riportato in auge il gioco con cui ha debuttato nel 1995, quando ancora si chiamava Graffiti. Del videogame originale è rimasto praticamente solo il nome: il nuovo Screamer è un arcade di corse, frenetico e molto originale, collocato nel punto di intersezione tra un anime giapponese degli anni Novanta e - per quanto possa sembrare impossibile - un picchiaduro stile Street Fighter. Screamer è disponibile dal 26 marzo per PC (Steam), PlayStation 5 e Xbox Series X. Un anime in forma di videogameAmbientato in un futuro distopico pescato dall'immaginario degli anime giapponesi degli anni Ottanta e Novanta, il gioco racconta di un torneo di corse tra diverse squadre. La campagna principale si snoda attraverso una serie di "episodi" raccontati come un anime giapponese, con sequenze animate d'intermezzo che fanno da preludio alle gare vere e proprie, legate agli snodi narrativi. Ed è questo il primo, grande elemento di distacco del nuovo lavoro di Milestone dal resto dei giochi arcade, che tipicamente si muovono su binari privi di contesto narrativo: in Screamer ogni squadra ha una storia alle sue spalle, motivazioni che la spingono a partecipare al torneo, ogni partecipante sviluppa il proprio arco narrativo nel corso del gioco, tra litigi e vendette, colpi di scena e redenzioni, in un intreccio a volte involuto ma molto ben raccontato. Personaggi e sequenze animate sono stati disegnati dallo studio d'animazione giapponese Polygon Pictures (tra cui i lavori ci sono Ghost in the Shell 2, la serie di Big Hero 6 e alcuni episodi di Love, Death & Robots). Per gli amanti del genere, questo elemento da solo potrebbe valere il prezzo del biglietto. Una Babele di personaggiOgni pilota del torneo parla la lingua del suo paese originale: italiano, inglese, spagnolo, francese, giapponese... All'interno del mondo di Screamer tutti si capiscono perfettamente grazie a un fantomatico traduttore che supera le barriere linguistiche, ma questa scelta artistica ha permesso agli attori di lavorare al meglio nel proprio idioma. Tra le "voci" celebri va citata quella di Troy Baker, il misterioso Mr. A che organizza il torneo. Si corre con dieci ditaQuando si scende in pista per correre, l'aspetto che colpisce immediatamente di Screamer è il sistema di handling, che al tradizionale stick sinistro del joypad per controllare lo sterzo si aggiunge anche quello destro (che di solito si usa per controllare la visuale) per far intraversare l'auto e affrontare driftando i velocissimi curvoni dei tracciati. E questo è solo l'inizio: il fulcro del combattimento ruota attorno all'Echo, un sistema piuttosto complesso che permette di accumulare energia da utilizzare per attivare i boost di velocità, gli attacchi contro gli altri avversari e gli scudi con cui proteggersi da quelli altrui. L'energia si carica sfruttando il cambio semiautomatico delle auto, che va fatto al momento giusto (indicato dal suono del motore, ma soprattutto dal feedback aptico del pad); il boost di velocità, se ben temporizzato, è più potente e dura più a lungo. Quando si caricano tutte le barre di boost e di scudi si può attivare un potere ancora più forte che permette di colpire gli avversari per un periodo di tempo piuttosto lungo, al termine del quale però l'auto diventa molto fragile, ed esplode al primo contatto con il tracciato (in quel caso si viene rimessi in gara qualche posizione più indietro). Per vincere serve metterci la testaQuello di Screamer è un modello di guida che richiede di impratichirsi con le diverse dinamiche di gioco, introdotte gradualmente nella modalità Torneo con una serie di obiettivi da portare a termine, e che rendono le gare più impegnative di un tradizionale arcade: si deve scendere in pista concentrati, prestare attenzione ai momenti giusti in cui premere i tasti giusti, gestire contemporaneamente frenate, drift, cambiate e accelerazioni. A tutto questo si aggiunge il fatto che ogni personaggio è al volante di auto che si guidano in maniera molto diversa tra loro, con caratteristiche peculiari, e dispone di abilità attive e passive che aggiungono un ulteriore livello di profondità al gioco. Una volta presa la giusta confidenza con i comandi le gare diventano frenetiche, veloci e coinvolgenti: serve andare veloce ma anche usare la testa per gestire le barre di energia e sfruttare al meglio le abilità di ogni personaggio. Non è immediato arrivarci: l'impatto iniziale può lasciare interdetti, ma la progressione è evidente e tangibile, e nonostante alcuni momenti in cui la difficoltà non è tarata al meglio, quando si prende il controllo dell'auto e delle dinamiche di guida, il gioco sa regalare momenti di vero divertimento. Un piccolo gioiello di originalitàDa questo punto di vista, Screamer è senza dubbio il videogame più originale prodotto da Milestone negli ultimi anni. Sicuramente il più coraggioso. Un titolo che riesce a portare una ventata di novità in un genere che, ultimamente, sembrava non aver più niente da dire, e che invece si riscopre capace di regalare emozioni e coinvolgimento.Oltre al torneo, comunque abbastanza lungo da completare, Screamer mette a disposizione modalità single player nelle quali affrontare diverse tipologie di gare, il gioco online (anche crossplay, tra piattaforme diverse) e quello con schermo condiviso, fino a quattro giocatori. Pollice su anche per il riuscito design delle automobili, a metà tra lo sci-fi e il cyberpunk del 20esimo secolo, ispirate alle icone dell'automobilismo moderno (come la Honda NSX) ma trasformate in splendidi mezzi futuristici. e che possono ulteriormente essere personalizzati nel garage con i componenti che si sbloccano giocando. Dove comprarlo e quanto costaScreamer è disponibile dal 26 marzo nei negozi di videogiochi, sui canali di vendita online e sugli store delle piattaforme per cui è disponibile: PC (Steam - 59,99 euro), PlayStation 5 e Xbox Series X (69,99 ). La versione Digital Deluxe costa 10 euro in più e contiene personalizzazioni estetiche per le auto dei team protagonisti del gioco.
Categorie: 4 Ruote

Diesel e benzina - Carburanti, il petrolio risale e brucia il taglio delle accise

7 ore 23 min fa
Aumentano anche oggi i prezzi dei carburanti alla pompa, con le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati che annullano parzialmente il taglio delle accise del 19 marzo. Queste sono le medie elaborate da Staffetta Quotidiana, rilevate alle 8 di ieri mattina su 20 mila impianti: benzina self service a 1,724 euro/litro (+5 millesimi, compagnie 1,718, pompe bianche 1,736), diesel self service a 1,987 euro/litro (+8, compagnie 1,985, pompe bianche 1,991).Per quanto riguarda il servito, benzina a 1,861 euro/litro (+6, compagnie 1,888, pompe bianche 1,809), diesel a 2,120 euro/litro (+9, compagnie 2,151, pompe bianche 2,062). GPL servito a 0,665 euro/litro (invariato, compagnie 0,670, pompe bianche 0,658), metano servito a 1,531 euro/kg (+1, compagnie 1,531, pompe bianche 1,531), GNL a 1,246 euro/kg (+1, compagnie 1,252 euro/kg, pompe bianche 1,242 euro/kg).Sulle autostrade, benzina self service a 1,788 euro/litro (servito 2,038), gasolio self service a 2,055 euro/litro (servito 2,306), GPL a 0,775 euro/litro, metano a 1,548 euro/kg, GNL a 1,295 euro/kg. Prezzi e accise, cosa succedeIl taglio delle accise risale al 19 marzo. Dal picco di quel giorno (1,887 euro/litro per la benzina e 2,125 euro/litro per il gasolio), le medie nazionali sono scese fino a sabato mattina, per poi tornare a salire. L'effetto sui prezzi alla pompa è stato un calo di 17,2 centesimi sulla benzina e di 15,7 centesimi sul gasolio, a fronte di una riduzione delle tasse di 20 centesimi al litro che, aggiungendo l'IVA, diventano 24,4 centesimi.L'incompleto trasferimento del taglio sui prezzi è dovuto al fatto che, nei giorni a cavallo della riduzione delle aliquote, le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati sono aumentate: la benzina dell'equivalente di 5,2 centesimi al litro, il gasolio di 17,4 centesimi. In ogni caso, ogni compagnia si è mossa in modo diverso: se Eni ha riproposto gli scontoni del 2012, con un calo di 21,2 centesimi sulla benzina e di 21,1 sul gasolio, IP non è mai scesa sotto i due euro/litro sul gasolio self service, con un calo netto di 16,2 centesimi sulla verde e di 12,5 centesimi sul diesel. E nei prossimi giorni?Trump ha accennato a conversazioni in corso con le autorità iraniane per una totale risoluzione delle ostilità: sulla scorta di queste parole, le quotazioni dei prodotti raffinati scivolano. Resta però un'incertezza assoluta, anche per l'imprevedibilità del presidente USA.
Categorie: 4 Ruote

Semiconduttori - Tesla sempre più oltre lauto elettrica: Terafab e lasse con SpaceX per i chip AI

7 ore 32 min fa
Elon Musk ha svelato il suo nuovo progetto industriale chiamato Terafab, che sorgerà ad Austin, in Texas: un gigantesco complesso dedicato alla produzione di semiconduttori avanzati basati sull'intelligenza artificiale, composto da due fabbriche. La novità risiede nella gestione operativa del sito, che vedrà per la prima volta una collaborazione tra Tesla e SpaceX: le due aziende uniranno risorse e competenze per produrre chip AI di ultima generazione. Chip per la guida autonomaL'obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza dai fornitori esterni, garantendo una catena di approvvigionamento per la guida autonoma e la navigazione spaziale. Musk si è detto grato agli attuali fornitori di chip, citando Samsung, TSMC e Micron, ma ha ribadito che la domanda delle sue aziende finirà per superare la produzione globale. Specificando inoltre che una linea di processori verrà utilizzata nei prossimi veicoli di Tesla e nei robot umanoidi Optimus (i quali hanno già scalzato Model S e X dalle linee), mentre l'altra sarà progettata per i satelliti AI che andranno nello spazio. Programma ambiziosoIl Terafab, ha spiegato Musk, produrrà un terawatt di capacità di calcolo l'anno, rispetto ai 0,5 terawatt generati complessivamente negli Stati Uniti. Sarà un polo d'eccellenza dove l'integrazione tra hardware e software raggiungerà nuovi livelli: la produzione si concentrerà su architetture a basso consumo energetico ed elevata potenza di calcolo, elementi fondamentali sia per l'intelligenza artificiale delle Tesla sia per le costellazioni di satelliti Starlink e le missioni di SpaceX, che si starebbe preparando a una quotazione in Borsa con una valutazione attorno a 1,75 trilioni di dollari, equivalenti a circa 1.509 miliardi di euro. La nuova frontiera di MuskQuesta mossa segna un cambio di passo definitivo nella visione di Musk: se in passato l'auto elettrica è stata il fulcro del suo ecosistema, lo scenario attuale è mutato. Con un mercato sempre più affollato e margini messi sotto pressione dall'aggressiva concorrenza cinese, l'imprenditore sposta il baricentro del proprio business, scommettendo sulla capacità di calcolo e sull'infrastruttura hardware per l'intelligenza artificiale, le vere nuove frontiere del suo impero tecnologico.
Categorie: 4 Ruote

Test - Cupra Raval VZ Extreme: in pista con la hot hatch elettrica del 2026

7 ore 45 min fa
Il 2026 è decisamente un anno importante per Cupra, perché segnerà il debutto su strada della Raval. Come confermato dallo stesso CEO, Markus Haupt, la Raval sarà un modello centrale per la strategia di elettrificazione del marchio: ha le misure giuste, un prezzo abbordabile, risponde alla regolamentazione europea delle E-Car e promette il coinvolgimento di guida necessario per attrarre i giovani e, perché no, anche i palati fini rimasti orfani delle hot hatch. Manca poco al debuttoQuesto è il mio secondo appuntamento con la Cupra Raval VZ Extreme: dopo averla provata per la prima volta in versione preserie sulle strade alle porte di Barcellona, oggi posso finalmente spremerla tra le curve sinuose e i saliscendi del Circuito di Jarama. Ancora coperta dalla livrea camouflage (la vedremo senza veli il prossimo aprile), posso però raccontarvi di più sulle sensazioni di guida in pista.Anche sull'asfalto viscido, la Raval mostra un comportamento sincero e preciso: insomma, ti fa davvero gustare le curve. A questo contribuisce l'ottima taratura del differenziale a controllo elettronico a slittamento limitato VAQ, mentre il buon passo (pari a 2,60 metri, poco meno di quello della Leon) in rapporto alla lunghezza del veicolo (4 metri) favorisce la stabilità. Cosa ci aspettaAbitacolo e design degli esterni sono ancora da svelare completamente, ma la Cupra Raval ha già fatto parlare di sé per le caratteristiche tecniche. Sarà infatti la prima di una famiglia di quattro elettriche del Gruppo Volkswagen basata sull'inedita piattaforma MEB+. prevista una struttura a skateboard, con la batteria sotto l'abitacolo e tutta l'elettronica concentrata all'anteriore insieme al motore.La Raval adotterà freni a disco su entrambi gli assi con impianto brakebywire. Per la VZ Extreme, la versione più prestazionale, sono previste carreggiate allargate di 10 mm, ESC disinseribile, differenziale a controllo elettronico VAQ e fusi sportivi a snodo, progettati per compensare le modifiche al baricentro. Le versioni al lancioIl modello d'ingresso della Cupra Raval avrà un prezzo di partenza di circa 26.000 euro, ma al momento del lancio saranno disponibili solo le versioni più performanti:Dynamic: 210 CV e circa 450 km di autonomia.Dynamic Plus: stessa potenza e autonomia, con fari a matrice di LED, sedili sportivi bucket e impianto audio Sennheiser Mobility.VZ Extreme: 226 CV, 290 Nm e autonomia di circa 400 km.
Categorie: 4 Ruote

Coupé sportive - Nissan Z Nismo 2027: il cambio manuale torna al posto giusto

8 ore 11 min fa
Stati Uniti: la Nissan Z Nismo 2027 riporta il cambio manuale a sei marce sulla versione più estrema, affiancandolo all'automatico a 9 rapporti. Il V6 3.0 biturbo sale a 420 CV e circa 520 Nm, mentre arrivano aggiornamenti a freni, assetto e sterzo. Migliorie anche per le versioni Sport e Performance. In un mercato sempre più povero di coupé a sei cilindri, resta una delle poche rimaste. E sì, tramite importatori si potrebbe avere anche in Italia. Il manuale che cambia tuttoL'arrivo del cambio manuale sulla Nissan Z Nismo sembrava una chimera (non c'era scelta, solo automatico), ma alla fine è arrivato. Nissan ha ascoltato gli appassionati e lo ha introdotto nuovamente in gamma. La Z Nismo manuale sarà leggermente meno veloce nello 0-100 (circa 4,1 secondi), ma qui il punto è proprio un altro: più coinvolgimento, meno filtro tra pilota e auto. Più spintaIl V6 3.0 biturbo sale a 420 CV e circa 520 Nm. Non è una rivoluzione, ma è quel tipo di incremento che al volante riesci a cogliere. Soprattutto perché, a detta degli uomini del reparto sportivo Nismo, insieme ai numeri cambia anche la risposta: più pronta, più diretta, con una messa a punto specifica per il manuale che rende tutto più meccanico, anche nel suono. Freni e assetto: lavoro di finoLe novità non si fermano al cambio. Davanti arrivano nuovi freni derivati dalla GTR: dischi a due pezzi (ferro e alluminio), più leggeri di circa 9 kg complessivi e meglio raffreddati. Tradotto: meno surriscaldamento quando si spinge davvero. Anche le sospensioni anteriori sono state riviste per adattarsi alla riduzione di peso e garantire maggior feeling alla guida, mentre un nuovo sterzo promette più precisione e fiducia tra le curve. Anche le normali miglioranoMa nella Nissan Z 2027 non c'è solo solo Nismo. Anche le versioni Sport e Performance ricevono aggiornamenti mirati: il serbatoio del carburante è stato ridisegnato per evitare cali di alimentazione nelle curve lunghe e veloci, mentre la Performance monta nuovi ammortizzatori monotubo più grandi, per ridurre quel leggero galleggiamento avvertito nella guida più spinta dai clienti più smaliziati. Prezzi e scenarioLa produzione della Nissan Z 2027 parte a breve, con le prime consegne previste in estate. I prezzi non sono ancora ufficiali, ma l'obiettivo è restare in linea con il modello attuale: circa 43.000 dollari per la base e oltre 65.000 per la Nismo. Nel frattempo, il panorama cambia: con l'uscita di scena della Toyota GR Supr dopo il 2026, la Z resta una delle ultime coupé giapponesi a sei cilindri turbo. Non ufficialmente importata in Italia, è vero. Ma attraverso alcuni dealer indipendenti, anche da noi si può mettere in garage. E a questo punto, la tentazione cresce parecchio.
Categorie: 4 Ruote

Salone di Pechino - La MG 4X si mostra in Cina: foto e primi dati della nuova CSUV elettrica

8 ore 12 min fa
Il sito del ministero dell'Industria cinese ha pubblicato le prime immagini e le specifiche tecniche della crossover MG 4X, ottenute durante le fasi di omologazione per il mercato locale. Presentato all'inizio del mese di marzo, questo modello dovrebbe montare le batterie a stato semi-solido già utilizzate per la MG4 Urban. La MG 4X potrebbe essere svelata ufficialmente al prossimo Salone di Pechino, che si svolgerà nella capitale cinese alla fine di aprile: in quell'occasione sapremo se è previsto un suo sbarco in Europa, dove potrebbe giocarsela con altre C-SUV elettriche come la BYD Atto 3 e la Leapmotor B10. Avrà maniglie tradizionaliSecondo il Miit, la MG 4X è lunga 4,5 metri, larga 1,85 e alta 1,62, con un passo di 2,74 metri. Dotata di angoli di ingresso e uscita di 18 e 24, dovrebbe pesare (in base agli allestimenti) tra i 2.076 e i 2.191 kg, mentre le ruote di serie montano cerchi di lega da 18". Lo stile dell'auto richiama i modelli più recenti di MG, compreso il logo illuminato e la firma luminosa dei fari anteriori. Le maniglie delle portiere sono di tipo tradizionale, mentre l'infotainment di bordo è sviluppato con la collaborazione del colosso della tecnologia Oppo. L'auto sarà disponibile in tre allestimenti, con il tetto panoramico su richiesta. Due motorizzazioniLa versione d'ingresso della MG 4X monterà un motore elettrico da 125 kW (170 CV), prodotto dalla United Automotive Electronic Systems (UAES), joint venture tra Bosch e Saic, il gruppo cinese che possiede MG. La crossover elettrica sarà disponibile anche nella variante più potente da 150 kW (204 CV). La capacità delle batterie al litio-ferro-fosfato non è stata comunicata ufficialmente, ma e dovrebbe consentire un'autonomia di circa 500 km nel ciclo Cltc.
Categorie: 4 Ruote

Mercati globali - UE e Australia firmano il libero scambio: cosa cambia davvero per lauto europea

8 ore 37 min fa
La Commissione europea aggiunge l'Australia al crescente elenco di Paesi con forti legami strategici. Il presidente Ursula von der Leyen e il primo ministro australiano Anthony Albanese hanno sottoscritto un accordo ad ampio spettro: le parti hanno annunciato un partenariato per la sicurezza e la difesa, l'avvio di negoziati formali per l'adesione dell'Australia al programma di ricerca Horizon Europe e, soprattutto, la conclusione delle trattative per un accordo di libero scambio con effetti diretti sul settore automobilistico europeo. Cosa prevede l'accordo di libero scambio?L'accordo, che segue quelli con Indonesia, India e Mercosur, punta ad aprire il mercato australiano alle imprese europee e a rendere più agevole la loro presenza in un Paese caratterizzato da una rapida crescita economica e da un'ampia disponibilità di materie prime critiche, fondamentali per rendere le catene di approvvigionamento dell'UE più resilienti agli shock geopolitici. Secondo le stime della Commissione, le esportazioni europee potrebbero crescere fino al 33% nel prossimo decennio, raggiungendo 17,7 miliardi di euro l'anno, grazie anche al forte potenziale del comparto automobilistico, per il quale l'export è visto in aumento del 52%.Per gli esportatori europei è previsto un accesso privilegiato al mercato australiano, con la rimozione di oltre il 99% dei dazi (restano esclusi alcuni prodotti siderurgici), l'apertura dei mercati dei servizi finanziari e delle telecomunicazioni, un maggiore accesso agli appalti governativi e garanzie sugli approvvigionamenti di materie prime strategiche. Sono inoltre previsti strumenti per sostenere le PMI europee e per agevolare il lavoro dei professionisti nel Paese. Cosa cambia per l'auto europea?Un capitolo chiave riguarda il mondo dell'auto, non solo per l'accesso alle materie prime necessarie alla transizione. L'accordo è ancora in forma di bozza e dovrà seguire il consueto iter di approvazione: la Commissione presenterà il testo al Consiglio UE, quindi al Parlamento UE per l'avvio della ratifica. Una volta firmato, l'Australia liberalizzerà immediatamente l'accesso al mercato per tutte le autovetture e i veicoli a motore, a eccezione dei camion, per i quali l'eliminazione dei dazi sarà graduale ma in tempi brevi.Non solo dazi. Oggi Canberra applica una tassa sulle auto di lusso per i veicoli che superano una determinata soglia di prezzo. L'Australia ha accettato di innalzare il limite per i modelli a batteria a 120.000 dollari australiani (oltre 72 mila euro al cambio attuale): in questo modo, circa il 75% dei veicoli elettrici sarà esentato dal prelievo.
Categorie: 4 Ruote

Test - Cupra Leon Sportstourer Tribe Edition: a tu per tu con la familiare in serie limitata

Mar 23,2026
Il 2026 è un anno ricco di novità per Cupra: se da un lato procede a passi spediti la strategia di elettrificazione con una compatta elettrica "democratica", la Raval, sul fronte dei modelli termici si punta a conferme ed edizioni speciali. Infatti, oltre alla prosecuzione delle motorizzazioni a gasolio in gamma, il CEO Markus Haupt ha ribadito l'arrivo nel prossimo futuro del full hybrid per Leon e Formentor. E per il pubblico in cerca di carattere, non manca in concessionaria la serie limitata Tribe Edition. Esclusività al posto giustoHo potuto toccare con mano la Cupra Leon Sportstourer Tribe Edition: la serie limitata si riconosce subito dalla verniciatura Sulfur Green, un verde salvia satinato che sposa bene le forme della carrozzeria familiare e ne risalta le linee. Insomma, appaga l'occhio. La tinta è accoppiata a cerchi da 19 pollici dal design specifico, realizzati con il 20% di materiali riciclati. Abitacolo sostenibile, ma che non annoiaIl tema della sostenibilità caratterizza anche gli interni: la Tribe Edition utilizza fino al 30% di materiali riciclati nelle plastiche, mentre per elementi chiave come la console centrale e la cornice interna dei diffusori d'aria è stata scelta la nuova vernice Sulfur Green, formulata con il 15% di materiali a base biologica. Rivestimenti che, al contrario di altri, non inficiano la qualità percepita.Per le sedute dei sedili anteriori e posteriori è stata introdotta la tecnologia di lavorazione a maglia 3D: rivestimenti in materiale riciclato al 100%, con zero sprechi per cucitura e taglio. Al tatto ricordano il tessuto dell'attrezzatura tecnica da montagna; se siete appassionati di sport, vi sentirete a vostro agio. La formula dell'equilibrioIn un listino quasi monopolizzato dalle SUV, le familiari disponibili si possono ormai contare sulle dita di una mano. La Cupra Leon Sportstourer può quindi essere la soluzione giusta per chi cerca spazio senza rinunciare a una guida che convince e dà soddisfazione.Il ventaglio di motorizzazioni della Leon Sportstourer Tribe Edition è ampio: 1.5 TSI (manuale o automatico), 1.5 Hybrid da 150 CV, ibrido plugin da 204 CV o 272 CV, a cui si aggiungono le versioni 4Drive da 204 o 333 CV con il 2.0 TSI. Per gli habitué dell'autostrada non manca il 2.0 TDI da 150 CV. Il listino della Leon Sportstourer Tribe Edition1.5 TSI 150 CV: 37.850 euro1.5 Hybrid 150 CV: 41.650 euro2.0 TDI 150 CV: 42.150 euro2.0 TSI 4Drive 204 CV DSG: 45.200 euroeHybrid 204 CV DSG: 48.100 euroeHybrid 272 CV DSG: 52.700 euro2.0 TSI 4Drive 333 CV DSG: 55.350 euro
Categorie: 4 Ruote

Dati Unrae - Auto usate, brusca frenata nel 2026: gennaio segna il peggior calo degli ultimi 40 mesi

Mar 23,2026
Dopo la nota positiva con cui si è concluso il 2025, il mercato dell'usato inizia il 2026 con il segno meno: a gennaio è stato registrato un calo del 6,7%, il peggiore degli ultimi 40 mesi. I trasferimenti sono stati 438.975, contro i 470.308 dello stesso mese dell'anno precedente. Rispetto al 2019, l'anno prima della pandemia, il calo è del 9,9%. In flessione sia i trasferimenti netti (255.625, -7,3%) sia le minivolture (183.350, -5,8%). Trasferimenti netti: diesel e benzina alla pariNei passaggi mensili si registra a gennaio il pareggio tra diesel e benzina, al primo posto a pari merito con il 39,2% dei contratti. Cresce la benzina (dal 38,6% del 2025), mentre scende il diesel (dal 43,1%). In aumento, prevedibilmente, le ibride (all'11,2% dall'8,9% dello scorso anno), le plugin (dall'1,1% all'1,5%) e le elettriche (dallo 0,8% all'1,1%). Sale leggermente anche il GPL (dal 5,1% al 5,7%), stabile il metano (2,1%).Per quanto riguarda l'anzianità delle vetture, continua ad ampliarsi il divario tra le giovanissime (01 anno, dal 6,5% al 7,4%) e quelle con oltre dieci anni (dal 48,6% al 49,8%). Stabili le auto da 6 a 10 anni (17,4%), mentre calano quelle tra 1 e 6 anni. Nel complesso, quasi un'auto su quattro (23%) ha fino a 4 anni di anzianità. Tra le minivolture diesel ancora leaderPer quanto riguarda le minivolture, le auto a diesel restano le più scambiate: perdono 4,2 punti rispetto all'anno precedente, ma mantengono il primo posto con il 41%. Crescono le benzina (32,8%), sale leggermente il GPL (5,4%) e scende il metano (dal 2,1% all'1,8%). In aumento anche ibride (dal 12,4% al 15%), plugin (dall'1,6% al 2,1%) ed elettriche (dall'1,2% all'1,9%).Anche tra le minivolture cresce la quota delle vetture con più di 10 anni, che arrivano al 37,1% del totale, 0,5 punti in più rispetto a gennaio 2025. Cala dello 0,1% la fascia da 6 a 10 anni (19,1%) e perde 2,5 punti quella da 4 a 6 anni, al 10,9%. Nel complesso, le minivolture di vetture fino a 4 anni coprono il 32,9% a gennaio, 2,1 punti in più rispetto allo stesso mese del 2025. Al primo posto la LombardiaNel primo mese del 2026 la Lombardia concentra il 16,1% degli scambi, seguita da Lazio (9,6%) e Campania (9,3%). Al quarto posto risale la Sicilia, stabile all'8,3%, davanti al Veneto (8,2%).
Categorie: 4 Ruote

ForumAutomotive - La filiera auto chiede una svolta immediata a Bruxelles: si rischia il disastro

Mar 23,2026
Il mondo dell'auto lancia l'ennesimo allarme sul futuro dell'industria europea e dell'intera filiera automotive. Al ForumAutomotive 2026, l'ormai tradizionale evento organizzato dal giornalista Pierluigi Bonora, diversi rappresentanti del settore, politici, esperti e sindacalisti non hanno mancato di avvertire dei rischi di una crisi che rischia di produrre pesanti ripercussioni, anche - se non soprattutto - sul fronte occupazionale. Un mercato stagnante, un'industria a rischioL'evento si è aperto con una rapida disamina della situazione da parte di Emanuele Cordone, partner della practice Automotive di AlixPartners. Il consulente ha ricordato i volumi stagnanti in Europa e in flessione in Italia nel 2025 e la previsione di una crescita solo modesta fino al 2030, per lo più guidata dai costruttori cinesi.Proprio i produttori del Dragone, che guadagneranno sempre più quote a discapito degli europei, hanno registrato una crescita costante nel 2025, arrivando a raddoppiare la penetrazione in Paesi come Italia, Spagna e Regno Unito.La minaccia cinese si inserisce in un contesto industriale caratterizzato da una persistente sovracapacità produttiva: il tasso di saturazione è al 55%, contro il 75-80% necessario affinché un sito sia minimamente redditizio e sostenibile. Inoltre, i costruttori si trovano ad aver sostenuto ingenti costi di sviluppo per l'elettrico, ma a doverli ammortizzare su volumi bassi, con pesanti effetti sulla redditività. Lo dimostra il crollo dei margini nei bilanci 2025.Aumenta anche la pressione competitiva sulla filiera: Al 2030 sono previste 19 fabbriche in più rispetto al 2019 di fornitori cinesi e un calo di 36 per quelli europei, con chiusure soprattutto in Germania. L'allarme della filieraIl quadro tratteggiato dai rappresentanti della filiera intervenuti all'evento è improntato al pessimismo. Il commento più caustico è arrivato da Marco Bonometti, presidente del gruppo Omr Automotive, secondo il quale o la politica europea decide di mantenere la manifattura oppure sarà il disastro, perché il Green Deal, ideologizzato dai partiti solo per raccogliere consenso, è stato un fallimento: i presupposti sono nobili, ma i metodi di applicazione sono completamente sbagliati.Per l'imprenditore lombardo, dunque, va tolto il Fit for 55 e va consentito l'utilizzo di tutte le tecnologie, altrimenti l'Europa rischia di diventare la cenerentola del mondo. Non si sta facendo nulla. Invece, servono decisioni drastiche e immediate. O c'è un cambiamento o decretiamo la fine del settore dell'auto.Stiamo affrontando una transizione senza strumenti industriali adeguati e con costi energetici fuori controllo. In queste condizioni, la competitività delle imprese europee è seriamente compromessa, ha proseguito Bonometti, sottolineando che dall'approvazione del Green Deal oltre 100.000 posti di lavoro sono già stati persi nella filiera automotive europea, con la previsione di altri 400.000 nei prossimi mesi, in particolare nella componentistica. Casi industriali come Volkswagen confermano un trend di progressivo indebolimento della base produttiva europea. Non si tratta più di singoli episodi, ma di un fenomeno strutturale che rischia di diventare irreversibile. La posizione del sindacatoL'allarme di Bonometti è stato condiviso da Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim-Cisl. Siamo al punto di non ritorno. Lo dicono i numeri: in Italia siamo tornati a quando si iniziavano a costruire le autostrade, ha affermato il sindacalista, facendo riferimento al crollo dei volumi produttivi italiani su livelli visti solo agli albori del Miracolo economico.C'è bisogno di un quadro normativo che tenga conto anche della situazione economica, è necessario smontare il quadro regolatorio, ha aggiunto Uliano, chiedendosi perché l'Unione Europea abbia deciso deroghe al Patto di Stabilità per favorire gli investimenti nella Difesa e non abbia fatto lo stesso per l'auto. Fortissima la preoccupazione per i posti di lavoro: Se in Italia non c'è una carneficina occupazionale, lo dobbiamo allo strumento della cassa integrazione in deroga. Il fronte politicoLa richiesta di un cambiamento è stata condivisa anche da Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia e membro dell'Automotive Regions Alliance. C'è poca consapevolezza istituzionale, politica e perfino industriale dell'attuale situazione, ha avvertito Guidesi, parlando di un rischio evidente: se perdiamo questo settore, perdiamo la capacità europea di produrre e di avere influenza tecnologica su altri comparti.Non si tratta soltanto di un problema di produttività e di una transizione impostata in modo sbagliato, ma anche di una vera e propria colonizzazione industriale da parte dei cinesi. Se non si interviene quanto prima, si creerà un problema notevole, ha concluso.Allarmi analoghi sono stati lanciati anche da Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d'Italia all'Europarlamento, e dall'eurodeputato Paolo Borchia. I dati preoccupanti di AssogommaIl Forum è stato anche l'occasione per Assogomma di fornire un quadro delle conseguenze della guerra in Iran: il 63% delle imprese del settore gomma segnala aumenti dei prezzi delle materie prime già dal 28 febbraio, con rialzi compresi fra +3% e +10% e punte fino a +50% su alcuni materiali sintetici (Nbr, Polibutadiene). Dal primo aprile sono previsti ulteriori aumenti di maggiore entità.I numeri raccolti sono realmente allarmanti. L'incertezza è il peggior nemico che le imprese devono fronteggiare in questo momento, ha spiegato il direttore Fabio Bertolotti. L'aspetto più preoccupante ha osservato è che quasi la metà dei fornitori non comunica prezzi e tempi di consegna, né accetta ordini.Le cause principali sono le oscillazioni petrolifere, i problemi logistici, i costi energetici e la scarsità di materie prime di base. Questi aumenti prescindono da quelli attesi per il costo dell'energia e dei trasporti, che contribuiranno ad accrescere ulteriormente il prezzo dei prodotti. Circa la metà delle segnalazioni geografiche riguarda forniture europee, che subiscono l'impatto dei rincari in prima battuta, ha concluso Bertolotti.
Categorie: 4 Ruote