F1, Leclerc trionfa a Silverstone: è la 250 vittoria Ferrari
Silverstone diventa terra di conquista per la Ferrari: Charles Leclerc vince il Gran Premio di Gran Bretagna, firmando il nono successo della sua carriera e la 250 vittoria nella storia della Scuderia. Un traguardo arrivato al termine di un pomeriggio in cui la Rossa ha avuto ritmo, testa e fortuna dalla propria parte. una sensazione incredibile, ha detto Leclerc. Il finale forse non è stato quello che avevo sognato, ma vincere dopo gli ultimi weekend, che sono stati particolarmente difficili Ieri sentivo di aver trovato qualcosa tra la Sprint e le Qualifiche, e oggi il feeling era tornato dove volevo che fosse. Sono felice. Spero davvero di riuscire a mantenere questo slancio anche in futuro.Alle spalle del monegasco completano il podio George Russell su Mercedes e Lewis Hamilton con l'altra SF-26, autore di una domenica in salita ma capace di portare a casa il terzo gradino del podio. Il sette volte campione del mondo è stato convocato dai commissari per aver ignorato una bandiera gialla e ha risciato di perdere il podio, salvo poi ricevere dai commissari solo una reprimenda. Partenza fulminea e Ferrari subito davantiLeclerc ha costruito le fondamenta del successo già al via. Scatto perfetto del monegasco che, insieme al compagno Lewis Hamilton, si porta immediatamente davanti a Kimi Antonelli. Il giovane italiano della Mercedes riesce poi a recuperare la seconda posizione su Hamilton, ma Leclerc resta saldamente al comando, cedendo la testa della corsa soltanto al momento della sosta ai box.Il pit stop consegna momentaneamente la vetta ad Antonelli, che allunga il proprio stint prima di rientrare al 36 giro. L'italiano si lancia all'inseguimento di Leclerc, ma il suo Gran Premio si spezza al 41 passaggio: un problema tecnico della sua Mercedes, che il team riconduce al cedimento del deflettore della ruota anteriore sinistra, ne compromette la gara. Il crollo di Antonelli e la Safety Car per VerstappenDopo due soste ai box, Antonelli è riuscito a proseguire ma sprofondando in decima posizione, appesantito anche da cinque secondi di penalità per track limits. Il caos, però, non è finito: al 48 giro Max Verstappen finisce in testacoda nella ghiaia, provocando l'ingresso della Safety Car. in questa fase che si decide l'ordine del podio. Con la corsa che si chiude proprio dietro la vettura di sicurezza, Leclerc taglia il traguardo per primo. George Russell, rimanendo in pista mentre gli altri effettuavano la sosta durante il regime di Safety Car, scavalca Hamilton e conquista la piazza d'onore. Una seconda posizione conquistata anche grazie alla fortuna, se si considera che George aveva dovuto gestire una foratura lenta nel corso della gara: la Safety Car finale, arrivata al momento giusto.Ai piedi del podio chiude il beniamino di casa Lando Norris, quarto con la McLaren. Quinto posto per Isack Hadjar su Red Bull, davanti al duo Racing Bulls formato da Liam Lawson e Arvid Lindblad.Gabriel Bortoleto raccoglie punti preziosi per l'Audi in ottava posizione, mentre le Alpine di Franco Colapinto e Pierre Gasly completano la top 10. Fuori dai puntiResta a bocca asciutta Oscar Piastri, undicesimo: la giornata dell'australiano della McLaren si complica presto, con una sosta ai box per un danno già alla fine del primo giro. Fuori dai punti anche Carlos Sainz, dodicesimo nonostante un'ottima partenza con la Williams, seguito dalle Haas di Ollie Bearman ed Esteban Ocon, tredicesimo e quattordicesimo.Sergio Perez conquista il quindicesimo posto per Cadillac, mentre Antonelli viene classificato soltanto sedicesimo dopo l'applicazione dei cinque secondi di penalità. Completano l'ordine d'arrivo Valtteri Bottas su Cadillac e le Aston Martin di Fernando Alonso e Lance Stroll.Tre i piloti che non hanno visto la bandiera a scacchi: Verstappen, fuori dopo l'incidente nel finale; Alex Albon, che ritira la Williams dopo aver corso per raccogliere dati a seguito di un contatto iniziale con Bearman; e Nico Hulkenberg, fermato da un problema sull'Audi.I risultati del Gran Premio di Gran Bretagna 2026 >>
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F1, Antonelli in pole a Silverstone davanti alle due Ferrari
Andrea Kimi Antonelli ha conquistato la pole position del GP di Gran Bretagna, staccando nettamente le due Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. L'ultimo italiano a partire in pole a Silverstone era stato Alberto Ascari nel 1953. Una prova di forzaLa pole racconta di una Mercedes più incisiva rispetto a quanto visto nella qualifica della Sprint, dove le Frecce d'Argento avevano mostrato il fianco agli avversari. Oggi è arrivata la risposta nel modo più netto, almeno con Antonelli che non ha sbagliato nulla e, anzi, ha costruito la sua performance nel terzo settore della pista.Sul fronte del duello interno, invece, nessuna sorpresa: Antonelli comanda, Russell insegue. E il quarto posto del più esperto dei due, nel proprio giardino di casa, racconta di una sessione nata storta per George: un lungo in Q1 finito nella ghiaia contro il muro, il rientro fortunoso, la richiesta di cambiare il sedile in Q2. Tra i due, il divario dell'ultimo settore dice più di qualsiasi classifica. Ferrari, la scelta di Leclerc pagaLa Rossa si conferma seconda forza, ma con le gerarchie interne rimescolate rispetto al venerdì. Stavolta davanti c'è Charles Leclerc, e non per caso: dopo la Sprint il monegasco aveva imboccato una strada diversa sul setup, una vera e propria virata di filosofia. Il risultato è una prima fila conquistata a meno di due decimi da Antonelli, e la sensazione, parole sue, di aver ritrovato feeling con la macchina.Lewis Hamilton, terzo, resta più indietro: tre decimi e mezzo di distacco dal poleman sono frutto di un assetto più orientato al Gran Premio di domani che al giro singolo. Il sette volte iridato è uno di quelli da tenere d'occhio per la corsa di domani. Il resto della Top 10La lettura più gustosa della top ten sta nelle posizioni dispari. In quinta posizione c'è Isack Hadjar, sei decimi dalla pole ma soprattutto una posizione davanti a Max Verstappen: il francese si prende la scena, l'olandese si ferma al settimo posto. E in mezzo alle due Red Bull si infila Lando Norris, sesto, protagonista di una stagione più solida di quanto la classifica lasci intendere. Più attardato l'altro alfiere McLaren, Oscar Piastri, ottavo a nove decimi dal leader. A completare il gruppo dei dieci, le due Racing Bulls di Arvid Lindblad e Liam Lawson, ormai una presenza fissa nel cuore della griglia.A centro gruppoIl taglio della Q3 racconta la storia più interessante del centro gruppo. Audi ci arriva a un soffio: Gabriel Bortoleto resta fuori per 32 millesimi, su una pista dove la potenza del termico conta e dove quindi il risultato vale doppio. Un rammarico, ma di quelli che indicano comunque una direzione giusta.Dietro il brasiliano, il vuoto. Perché se Bortoleto sfiora la top ten, chi lo segue paga dazi ben più pesanti: Pierre Gasly, dodicesimo, è già a sei decimi dalla soglia; Nico Hulkenberg, tredicesimo, resta lontano pure dal proprio compagno. Oliver Bearman porta la prima Haas un gradino avanti rispetto a ieri ma la VF-26 sconta un ritardo di sviluppo che il solo talento non colma. Chiudono il quadro le Williams, con un Carlos Sainz capace di precedere il compagno pur bollando il proprio giro come "orrendo": a Grove il vero appuntamento è la pausa estiva, quando è attesa una vettura profondamente rivista. Nelle retrovieL'uscita di scena dei più lenti porta con sé i colpi di scena della giornata. Esteban Ocon rivive l'incubo del venerdì: eliminato di nuovo al primo taglio, stavolta per 42 millesimi cedendo ad Alex Albon, bravo a salvarsi in extremis con l'aggravante di una bandiera gialla che lo ha costretto ad alzare il piede sul più bello; magra consolazione, un feeling migliore con la macchina. Poco più indietro Valtteri Bottas, a quasi sei decimi dalla Q2, dentro un percorso di crescita Cadillac che procede a piccoli passi da quando il gap superava i due secondi.Ma l'immagine della prima manche è il testacoda di Franco Colapinto: l'argentino, in piena zona rossa, cercava il giro della salvezza quando nel secondo settore ha perso il retrotreno, scivolando sull'erba e staccandosi per un istante dal suolo. Danni contenuti, ma diciannovesima casella e domenica tutta in salita.Alle sue spalle la seconda Cadillac di Sergio Perez e le Aston Martin, con Lance Stroll davanti a Fernando Alonso di un decimo e mezzo: oltre due secondi dalla Q2, il conto di una monoposto a corto di potenza e in attesa della versione 2.0 promessa per l'Ungheria.I risultati delle Qualifiche del GP di Gran Bretagna >>
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F1, Sprint Silverstone: Antonelli vince battendo Hamilton
Silverstone si inchina a Kimi Antonelli. Ventiquattro ore dopo essersi visto strappare la pole per appena 11 millesimi, il pilota italiano della Mercedes si prende una rivincita clamorosa: la prima vittoria in carriera in una Sprint. Un risultato che lo fa diventare il più giovane pilota di sempre a imporsi in una gara sprint di Formula 1 e che lo proietta nel ruolo di favorito per il Gran Premio di Gran Bretagna in programma domani.Duello serrato con Sir LewisAllo spegnimento dei semafori Antonelli si è accodato alla Ferrari del poleman Lewis Hamilton, ma ha dovuto fare i conti con lo scatto fulminante della McLaren di Lando Norris. Partito dalla sesta casella, il britannico si è subito lanciato all'attacco della seconda posizione, riuscendo a strappargliela in un paio di occasioni nei primi due giri.Proprio questa bagarre ha permesso a Hamilton di costruirsi un piccolo margine sugli inseguitori. Ma una volta regolata la pratica Norris e riconquistata la piazza d'onore, Antonelli si è rimesso negli scarichi della SF-26 già al quinto dei diciassette giri previsti sul leggendario tracciato inglese.Dopo qualche passaggio di studio, all'ottavo giro il baby fenomeno della Mercedes ha rotto gli indugi: sorpasso all'Hangar Straight e leadership conquistata. Hamilton ha provato a resistere il più a lungo possibile, ma nemmeno la comparsa di un accenno di graining sull'anteriore sinistra della Mercedes ha potuto fermare la fuga dell'italiano verso una vittoria meritatissima. I primi dieci giri con Lewis sono stati davvero divertenti, spingevamo entrambi al massimo, ha raccontato Antonelli. Quando ho avuto a disposizione l'Overtake Mode ho capito che era arrivato il mio momento: sono entrato alla Stowe e ho usato tutto quello che avevo per passarlo. Bicchiere mezzo pieno per HamiltonPer Hamilton resta finora un weekend da incorniciare. Silverstone era stata indicata come una pista sulla carta ostica per la Ferrari; invece, il sette volte campione del mondo è stato assolutamente protagonista, prima con la splendida pole di ieri e poi con un secondo posto solido. stata dura tenere dietro la Mercedes e con tutto questo vento oggi mi è sfilato via. Ho spinto più forte che potevo, ho dato tutto, ha spiegato il sette volte iridato. Le Mercedes sono particolarmente veloci fino alla curva 6, così ho dovuto usare il boost lì. Ma una volta che Antonelli ha avuto l'Overtake Mode non sono più riuscito a trattenerlo: sapevo che stava arrivando. Sprint positiva per il campione in caricaTerzo gradino del podio per Norris, bravo a capitalizzare l'ottima partenza. Mentre alle sue spalle infuriava la battaglia per la quarta posizione, il campione del mondo in carica ne ha approfittato per allungare e tenere a distanza George Russell nel finale. stata una Sprint molto positiva, sono davvero contento, ha detto Lando ai microfoni di David Coulthard, durante le interviste post-gara. Buon ritmo, buon primo giro. Pronto a rifare tutto domani. Ci sono un paio di cose che possiamo sicuramente fare meglio per la gara: George mi stava recuperando in fretta nel finale. Russell in difficoltà, Leclerc in ombraProprio Russell ha confermato nella Sprint le difficoltà già emerse in qualifica, sudando le proverbiali sette camicie per chiudere ai piedi del podio e vedere salire a 43 lunghezze il gap dal compagno Antonelli nella classifica iridata. Almeno il britannico ha avuto la meglio nella lotta per la "medaglia di legno", spuntandola su un Charles Leclerc ancora opaco, che ha pagato a caro prezzo una brutta partenza chiudendo solo quinto.Fino a due terzi di gara sono rimasti in scia anche Max Verstappen certamente deluso dal sesto posto dopo il terzo tempo in qualifica con la Red Bull - e Oscar Piastri, entrambi poi costretti ad arrendersi all'aumento progressivo del distacco.La sfida per l'ultimo punto disponibile è stata un affare interno Red Bull, con la Racing Bulls di Liam Lawson a spuntarla. Da discutere, però, il modo in cui il neozelandese ha chiuso in staccata alla Stowe la Red Bull di Isack Hadjar: un episodio finito sotto investigazione dei commissari, che potrebbe avere conseguenze.I risultati completi della Sprint del GP di Gran Bretagna >>
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Leva, frizione e cancelletto: la 12Cilindri Manuale reinterpreta il rito meccanico - VIDEO
L'ultima Ferrari stradale uscita da Maranello con il cambio manuale era la California. Correva il 2012, un'altra epoca: da allora nessun'altra auto del Cavallino (prodotta in serie) ha più montato il pedale della frizione. Sembrava una scelta definitiva, quasi ideologica. Poi qualcosa dev'essere cambiato nei corridoi del marketing e, soprattutto, nella testa degli ingegneri. Il vento è girato. Oggi Ferrari rimette in strada un manuale. O meglio: rimette in strada il gesto. La nuova Ferrari 12Cilindri Manuale non è un ritorno nostalgico al passato, ma una reinterpretazione moderna di un rito meccanico che sembrava destinato ai musei. Una soluzione inedita che promette di restituire il piacere della guida analogica senza rinunciare alla rapidità del cambio doppia frizione. Oggetto di cultoChi è cresciuto con il mito di una Ferrari degli anni 90 ricorda bene il rumore metallico del cancelletto. Quel "clack" secco che accompagnava ogni cambiata era molto più di un semplice innesto: era parte integrante dell'esperienza. Poi sono arrivate le palette al volante, i cambi robotizzati e infine il doppia frizione. Più veloci, più efficienti, semplicemente migliori. Al punto che il cambio manuale è progressivamente scomparso dai listini del Cavallino, diventando un oggetto di culto per collezionisti e puristi. Solo per 1.499 fortunati A sorpresa, però, Maranello ha deciso di riportarlo in vita. O almeno, di riportarne le sensazioni. Nasce così la Ferrari 12Cilindri Manuale, serie speciale limitata a 1.499 esemplari (da 590.000 euro) che prende come base la 12Cilindri e ne riscrive completamente il rapporto tra pilota e meccanica. Sotto il lungo cofano resta il V12 aspirato di 6,5 litri da 830 CV e 678 Nm, capace di arrivare a 9.500 giri/min, così come rimane il cambio doppia frizione a otto rapporti. La rivoluzione è tutta nell'interfaccia uomo-macchina. Quella leva che ragala emozioni Ferrari lo chiama Manuale by-wire e, almeno sulla carta, è qualcosa che non si è mai visto su un'auto di serie. Non esiste alcun collegamento meccanico tra leva e cambio, né tra pedale della frizione e pacco frizioni. Tutto passa attraverso sensori, centraline e attuatori elettronici. Eppure il lavoro degli ingegneri è stato quello di far dimenticare al pilota tutta questa elettronica. Un meccanismo complesso La leva, per esempio, non è un semplice joystick travestito da cambio manuale. Alla sua base trova posto un complesso cinematismo realizzato con componenti in acciaio ad alta resistenza lavorati dal pieno, progettati per ricreare fedelmente le resistenze, gli scatti e i carichi tipici di un cambio tradizionale Ferrari. Ogni innesto genera una variazione di forza percepibile sulla mano, mentre un sistema di blocco impedisce fisicamente di inserire una marcia quando la frizione non è premuta o l'operazione non è consentita. Persino il rumore prodotto dalla leva durante il movimento è stato sviluppato ad hoc, perché anche il suono contribuisce alla percezione della meccanica.Per chi se lo stesse chiedendo: sì, il cancelletto è quello vero. E, come da tradizione, conserva i sei innesti più la retromarcia. In manuale, quindi, la settima e l'ottava spariscono (rimangono, invece, se si guida in modalità automatica). Una scelta inevitabile per mantenere la geometria classica del selettore Ferrari e restituire alla vista - e al tatto - esattamente ciò che ci si aspetta da una leva con griglia. Il peso della frizione Lo stesso approccio è stato adottato per la frizione. Anche qui non esiste un collegamento fisico con la trasmissione: il pedale dialoga con la centralina attraverso un sensore di posizione, che controlla l'apertura delle frizioni del cambio DCT. Sotto il piede, però, Ferrari ha voluto ricreare il classico punto di stacco grazie a un raffinato sistema composto da molle, camme e rulli, capace di riprodurre la progressione di carico tipica di una frizione tradizionale. Se sbagli si spegneIl risultato è un sistema che, almeno nelle intenzioni della Casa, non perdona completamente gli errori del guidatore. Se la sincronizzazione tra acceleratore, frizione e leva non è corretta, la cambiata può diventare meno fluida, generare piccoli strappi o addirittura provocare lo stallo del motore. Un comportamento volutamente distante da quello, quasi infallibile, dei moderni doppia frizione. Protagonista il mitico cancellettoAnche l'abitacolo è stato ridisegnato attorno a questa filosofia. Sul tunnel centrale torna protagonista il cancelletto metallico a sei marce con la retromarcia in alto a sinistra, reinterpretato con una struttura in acciaio e una scultura in alluminio anodizzato che integra anche la plancetta dei comandi. Il pomello sferico, anch'esso ricavato dal pieno, è retroilluminato (con un complesso passaggio di cavi) e indica sia i sei rapporti sia la modalità di funzionamento, manuale o automatica (in base al colore dell'illuminazione). La pedaliera a tre pedali completa un ambiente che, almeno visivamente, riporta indietro di qualche decennio, pur nascondendo sotto la pelle una delle trasmissioni più sofisticate oggi disponibili. anche automatica (ma senza i paddle)Naturalmente resta la possibilità di affidarsi alla modalità automatica, lasciando lavorare il doppia frizione come sulla normale 12Cilindri (i paddle non sono stati contemplati). Ed è forse questo l'aspetto più curioso dell'intero progetto: Ferrari non ha costruito un cambio manuale nel senso classico del termine, ma un sistema capace di evocarne sensazioni e ritualità sfruttando tutta la precisione dell'elettronica.Resta ora da capire se ci sia riuscita davvero. Perché la scheda tecnica racconta come funziona il sistema, ma solo la prova su strada dirà se quel "clack" metallico riuscirà ancora a regalare le stesse emozioni che hanno reso leggendarie le Ferrari con il cambio manuale. Di sicuro, il ritorno del manuale farà schizzare le quotazioni di questo modello così esclusivo.
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F1, Hamilton incanta Silverstone: è sua la pole Sprint
Davanti al suo pubblico in delirio, Lewis Hamilton firma a sorpresa la pole per la Sprint del Gran Premio di Gran Bretagna. Il sette volte campione del mondo della Ferrari precede Andrea Kimi Antonelli per appena 11 millesimi, con Verstappen, Leclerc, Russell e le due McLaren racchiuse in un fazzoletto alle loro spalle.Una pole che ribalta i pronosticiNelle interviste della vigilia, Hamilton non aveva nascosto i suoi timori: la preoccupazione era il gap della SF-26 sui rettilinei, con il rischio che potesse addirittura raddoppiare rispetto alle previsioni. Sui tratti in cui a fare la differenza resta soprattutto il motore termico, la Rossa parte ancora in svantaggio rispetto a Red Bull e Mercedes.Le paure si sono però dissolte in pista, almeno in questo venerdì. Sugli allunghi di Silverstone la Ferrari si è difesa bene e ha anzi mostrato i muscoli, cogliendo una pole tanto bella quanto inattesa proprio sul circuito di casa del suo pilota britannico. Hamilton ha centrato il miglior tempo battendo Antonelli per un soffio, nonostante nel finale la Mercedes abbia tirato fuori qualcosa in più sul fronte della potenza.A fine sessione, l'emozione di Hamilton era palpabile: "Adoro questo posto, adoro questo pubblico e non riesco a esprimere quanto sia grande il sogno che sto vivendo ancora oggi, la costruzione verso questa gara e il flusso che trovi quando azzecchi il set-up. Parlando della prestazione, ha sottolineato: La macchina è andata davvero bene oggi, quindi grazie ai ragazzi in factory. Sono davvero grato di aver conquistato la pole, ero veloce ma è stata questione di dieci millesimi o giù di lì, sono davvero al settimo cielo. Verstappen già oltre tre decimiTerza posizione per Max Verstappen con la Red Bull, ma qui il divario inizia già ad allargarsi oltre i tre decimi: l'olandese ha faticato con l'anteriore, soprattutto nel settore ricco di curve veloci, con gomme che non gli garantivano il grip e la fiducia sperati.Più staccata l'altra Ferrari, quella di Charles Leclerc, a ridosso di Verstappen ma a circa tre decimi dal compagno di squadra. Qualifica in salita anche per l'altro portacolori Mercedes, George Russell, solo quinto a tre decimi e mezzo. Seguono le due McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, separate da pochissimi millesimi: dal terzo al settimo posto, nello spazio di un decimo si sono concentrate cinque vetture, a conferma di quanto sia stata tirata questa Sprint Qualifying.A completare la top ten le due Racing Bulls che si confermano ancora una volta stabilmente nei primi dieci, come nei GP precedenti. Norris rischia, Gasly primo degli esclusiIl primo degli eliminati in SQ2 è stato Pierre Gasly con l'Alpine, rimasto fuori per circa un decimo da Norris, che a sua volta ha rischiato di non accedere all'ultima manche. L'inglese non aveva una vettura del tutto a posto in quella fase: appena rientrato ai box, i meccanici sono intervenuti immediatamente per gli ultimi aggiustamenti del caso.Seguono le due Audi di Gabriel Bortoleto e Nico Hulkenberg che, nonostante il deficit di potenza rispetto a Mercedes e Red Bull, hanno provato a giocarsi la top ten, mancata di pochi decimi. Franco Colapinto ha chiuso con il quattordicesimo tempo davanti alle due Williams, ancora appesantite oltre il limite FIA e attese a una versione B ricca di novità a Baku, nel tentativo di rendere più competitiva la seconda parte di stagione. Fino ad allora arriveranno solo piccoli affinamenti e interventi per alleggerire la vettura, nulla che possa incidere in modo drastico sulle debolezze, soprattutto nei curvoni veloci dove manca carico aerodinamico. Haas in difficoltà, Aston Martin nel baratroMomento nero per la Haas, fuori con entrambe le vetture già al termine della SQ1. La monoposto sembra aver smarrito il tocco magico di inizio stagione, quando era il riferimento del centro gruppo: gli aggiornamenti non hanno portato il passo sperato e la squadra americana paga anche sul piano della qualità dei componenti, con fondo e ali che hanno evidenziato differenze tra le varie unità.Oliver Bearman ha chiuso diciassettesimo, a soli 10 millesimi da Carlos Sainz. Più attardato il compagno Esteban Ocon, diciottesimo e staccato di circa sei decimi. Seguono le due Cadillac di Sergio Perez e Valtteri Bottas, con il finlandese ancora una volta sconfitto nel confronto interno. Chiudono il gruppo le due Aston Martin di Fernando Alonso e Lance Stroll, lontanissime, a quasi due secondi dal tempo utile per superare la SQ1.
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Escalade, Tahoe, Silverado: i giganti USA di Cadillac e Chevrolet sbarcano in Italia
General Motors si prepara a tornare in Europa, Italia compresa, con una gamma di pick-up e SUV a marchio Chevrolet e Cadillac importati direttamente dagli Stati Uniti. L'operazione sarà gestita da GM Specialty Vehicles (GMSV), la divisione creata nel 2020 per raccogliere l'eredità di Holden dopo l'uscita di scena dello storico marchio in Australia e Nuova Zelanda. I modelli in arrivo Per la commercializzazione nel Vecchio Continente, GMSV si appoggerà a distributori locali, ai quali saranno affidate la vendita e l'assistenza post-vendita. L'obiettivo dichiarato è garantire ai clienti europei lo stesso livello di servizio offerto da General Motors sul mercato statunitense.I modelli attesi in EuropaIl piano di lancio previsto per il 2026 comprende alcuni dei modelli più rappresentativi dei marchi Cadillac e Chevrolet:Cadillac Escalade Premium Luxury PlatinumCadillac Escalade Sport PlatinumCadillac Escalade ESV Premium Luxury PlatinumCadillac Escalade ESV Sport PlatinumCadillac Escalade-VChevrolet Silverado 1500 LT Trail BossChevrolet Silverado 1500 ZR2Chevrolet Silverado 1500 High CountryChevrolet Suburban High CountryChevrolet Tahoe RSTChevrolet Tahoe High CountrySi tratta di una gamma composta quasi esclusivamente da grandi SUV e pick-up, un tipo di offerta finora poco presente sui mercati europei. Un piano di espansione più ampio Il ritorno di General Motors in Europa si inserisce all'interno di una strategia di espansione internazionale più articolata. Il gruppo è già presente in alcuni Paesi europei con la Chevrolet Corvette e negli ultimi anni ha avviato la commercializzazione di diverse elettriche Cadillac, tra cui Optiq e Lyriq, in mercati come Francia, Germania, Irlanda, Svezia e Svizzera.Le attività di GMSV prenderanno il via dal Regno Unito per poi estendersi progressivamente ad altri Paesi europei, tra cui Italia, Germania, Spagna, Olanda, Repubblica Ceca, Svizzera e Svezia. L'obiettivo è disporre di almeno un punto vendita ufficiale in ciascun mercato interessato.
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Stellantis, la ripresa accelera: Melfi e Mirafiori spingono, Cassino resta il nodo critico
Arrivano nuovi segnali di ripresa dalla rete produttiva italiana di Stellantis. Nel complesso, secondo l'ormai tradizionale report trimestrale della Fim-Cisl, gli impianti del gruppo hanno chiuso i primi sei mesi dell'anno con 252.223 auto e veicoli commerciali, registrando un aumento del 13,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.Il rilancio, accompagnato da un calo del 30% del ricorso agli ammortizzatori sociali, non solo prosegue, ma sembra anche accelerare: il primo trimestre si era infatti chiuso con un +9,5%. Va comunque ricordato che il 2025 è stato un anno particolarmente difficile per Stellantis in Italia e che l'attuale tasso di crescita beneficia anche di una base di confronto molto bassa.In ogni caso, gli attuali ritmi di recupero, insieme all'arrivo sulle linee produttive di alcune novità come la Lancia Gamma, spingono il sindacato a prevedere una chiusura d'anno poco sopra quota 500 mila veicoli. Un risultato nettamente migliore rispetto ai circa 380 mila dell'intero 2025, ma ancora lontano dall'obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere un milione di veicoli l'anno. Bene Melfi e Mirafiori, Cassino in crisi A sostenere la crescita del primo semestre è soprattutto il comparto delle vetture, che mette a segno un +27,7% con 158.193 unità prodotte. Restano invece in difficoltà i veicoli commerciali: ad Atessa sono usciti dagli impianti 94.030 mezzi da lavoro, in calo del 4%.Tra i modelli che stanno contribuendo maggiormente alla risalita, la Fim-Cisl segnala la Jeep Compass a Melfi e la Fiat 500 ibrida a Mirafiori. Il loro ingresso nelle linee di assemblaggio ha favorito una crescita significativa dei volumi, pur senza compensare completamente le perdite accumulate negli ultimi anni.Lo stabilimento lucano registra così un balzo dell'88,4%, con 35.920 veicoli assemblati. Il polo torinese, invece, segna una crescita ancora più marcata, pari al 135,4%. Tuttavia, le 36.048 unità prodotte alimentano ancora i timori sul mancato raggiungimento, entro fine anno, dell'obiettivo dei 100 mila veicoli complessivi.Pomigliano d'Arco si conferma ancora una volta il cuore della produzione italiana grazie all'inossidabile Fiat Pandina. Lo stabilimento campano, con 79.050 unità realizzate, mantiene sostanzialmente gli stessi volumi di un anno fa grazie al +6% della citycar, nonostante il calo del 18,6% dell'Alfa Romeo Tonale. Un discorso a parte riguarda Maserati a Modena: il trasferimento da Torino delle GranTurismo e GranCabrio ha determinato un'impennata produttiva, con 475 esemplari assemblati contro i 45 dello scorso anno.Resta invece critica la situazione dello stabilimento di Cassino, dove la produzione è crollata del 36,2% fermandosi a 6.700 unità. Di queste, 4.125 sono rappresentate dalle Alfa Romeo Giulia e Stelvio, mentre le restanti 2.575 sono Maserati Grecale." un dato che evidenzia la drammaticità della situazione produttiva dello stabilimento", ha affermato il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano. "La condizione del sito produttivo e dell'intero indotto, con questi numeri, è diventata insostenibile", ha aggiunto il sindacalista, ricordando che il 2025 si è chiuso con meno di 20 mila vetture prodotte e che le stime per il 2026 indicano un'ulteriore flessione, fino a circa 13 mila unità.
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Xpeng L03, prima foto della SUV-coupé attesa anche in Italia
Il prossimo 16 luglio, a Monaco di Baviera, Xpeng presenterà la nuova L03, di cui è stata svelata la prima foto (qui sopra). Questo modello, che segna l'ingresso del costruttore cinese nel segmento delle SUV-coupé, potrebbe essere prodotto negli stabilimenti austriaci di Magna Steyr e sarà commercializzato in 64 paesi. Tra questi anche l'Italia, con la distribuzione curata da ATFlow. In Cina, dove è venduto con il nome di Mona L03, sono già aperti i preordini con prezzi che partono da 143.800 yuan (poco più di 18.500 euro) fino a 165.800 yuan (circa 21.300 euro). Il design della L03 è europeo La L03 sarà lunga 4.650 mm, larga 1.920 e alta 1.600, con un passo di 2.850 mm. Le sue linee, filanti e muscolose, sono state disegnate dal team globale di Xpeng, capitanato da Juanma Lopez. Cinque le colorazioni previste per il nostro mercato: Phantom Purple, Arctic White, Midnight Black, Rock Gray e Silver Frost. Gli interni sono minimal, con una plancia lineare, dominata al centro dal grande schermo dell'infotainment da 15,6" e caratterizzata dall'assenza di comandi fisici. Nel mobiletto centrale sono presenti due piastre di ricarica wireless per gli smartphone. Di serie il tetto panoramico e il frunk anteriore da 102 litri. I motori per il mercato cinese In attesa di conoscere le motorizzazioni con cui arriverà in Italia, sul mercato cinese la Mona L03 è disponibile con powertrain full electric e range extender. La BEV monta un propulsore da 183 kW (249 CV) e 280 Nm di coppia, abbinato a batterie da 56 o 69 kWh, per un'autonomia rispettivamente di 525 e 625 km nel ciclo di omologazione cinese. La range extender, con un 1.5 da 95 CV che carica le batterie da 37,2 kWh, può percorrere fino a 315 km col motore spento e 1.330 senza mai fermarsi per un pieno o una ricarica.
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Crisi Volkswagen, di chi è la colpa? Ce lo siamo chiesti al bar e l'Europa non è l'unica risposta - VIDEO
C'è una frase che circola in questi giorni tra i vertici della Volkswagen, e non l'abbiamo scritta noi: "Ci sono aziende che vanno in crisi e aziende che vanno in crisi esistenziale". A dirlo è stato lo stesso management del gruppo, in un sondaggio interno che avrebbe dovuto restare riservato. Non è il solito allarme per un trimestre andato male. la fotografia di un colosso che si guarda allo specchio e non si riconosce più.Nella nuova puntata di Quattroruote al Bar, Alessandro Lago, Gian Luca Pellegrini, Davide Comunello e Rosario Murgida si siedono per provare a rispondere a una domanda che sembra semplice e non lo è: di chi è la colpa della crisi Volkswagen? Nessuna scorciatoia verso la prima risposta comoda, quella che va per la maggiore nei bar veri e in quelli virtuali dei social: colpa dell'Europa, colpa della Cina, colpa di questo o quel manager. Noi mettiamo in fila i pezzi, uno dopo l'altro, e alla fine il quadro che emerge è più scomodo - e più interessante - di quello riconducibile a un singolo colpevole.C'è la Cina, certo: Volkswagen vendeva 4,3 milioni di auto nel Paese nel 2019, oggi non arriva a 2 milioni. Ma dietro quel numero c'è una previsione sbagliata di dieci volte: un milione di elettriche promesse in Cina per il 2025, contro le 115.000 vendute sul serio.C'è la governance tedesca, un sistema che per decenni ha garantito stabilità sociale e che ora, di fronte a un'emergenza che richiederebbe decisioni nel giro di settimane, si muove con i tempi della mediazione permanente. Un meccanismo nel quale un singolo Land può bloccare tutto grazie a un potere di veto previsto dalla legge. C'è una generalizzata perdita di competitività del tessuto industriale tedesco, a causa di diversi errori politici del passato: dalle politiche di austerity del governo Merkel, in particolare in campo infrastrutturale, agli errori in campo energetico fino all'eccessiva dipendenza dalla Cina.C'è Porsche, il marchio che per anni ha fatto da bancomat al resto del gruppo e che adesso pesa da sola per due punti di margine in negativo. E c'è un amministratore delegato che, per una parte della propria carriera, ha guidato contemporaneamente due aziende con obiettivi opposti.Infine - e per forza - c'è l'Europa, il bersaglio preferito di molte critiche. Ma la sua responsabilità va misurata, non gridata: un continente disunito che chiede decarbonizzazione con la voce di ventisette Paesi diversi, ciascuno con i propri interessi industriali, e che si ritrova stretto tra un'America che si è blindata e una Cina che ha smesso di comprare le auto che un tempo acquistava. Quello che emerge alla fine dei 35 minuti è che chi cerca un solo colpevole sta semplificando un problema fatto di livelli che si sommano: scelte industriali sbagliate, una struttura di comando che rallenta le correzioni e un mercato cambiato più in fretta di quanto la più grande azienda automobilistica d'Europa fosse pronta ad ammettere.La puntata non vi consegna una risposta facile, ma vi aiuta a porvi la domanda giusta: guardate il video qui sopra e diteci cosa ne pensate.
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Toyota e Venezia rinnovano il car sharing KINTO fino al 2030
Toyota rinnova l'accordo con il Comune di Venezia per il servizio di car sharing. KINTO sarà infatti il partner ufficiale della città fino al 2030 e fornirà una flotta di 50 vetture full hybrid, plug-in hybrid, elettriche e a celle a combustibile alimentate a idrogeno. I numeri e la nuova flotta elettrificata Dal 2018 a oggi sono stati registrati 7.500 utenti e 75.000 viaggi, per un totale di circa 3,5 milioni di chilometri percorsi. Il rinnovo dell'accordo coincide con l'aggiornamento della flotta, che può contare ora su 40 Toyota Aygo X full hybrid, 5 Toyota C-HR plug-in hybrid, 3 Toyota Mirai a idrogeno e 2 Toyota Proace Verso elettriche.Il Comune di Venezia ha inoltre previsto nuovi parcheggi per ottimizzare l'utilizzo dei veicoli e ha rivisto l'offerta commerciale. I clienti possono usufruire del servizio con una tariffa oraria a partire da 3,5 euro più 0,7 euro al chilometro, oppure scegliere formule giornaliere da 49 euro con 50 km inclusi e settimanali da 250 euro con 350 km inclusi. In tutti i casi, il costo del carburante è compreso.
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Evitano gli incidenti in auto ma finiscono nei missili: perché la difesa vuole i chip degli ADAS
L'elettronica di una SUV progettata per prevenire incidenti mortali fa gola all'industria della difesa americana. Le startup statunitensi legate al settore militare, infatti, stanno attingendo a piene mani da comparti civili come l'automotive, il settore farmaceutico e il fracking (tecnica per estrarre gas naturale e petrolio da rocce profonde): una strategia per produrre armi più rapidamente e a costi inferiori. Auto come ossigeno per i razzi La necessità di ripensare i flussi logistici nasce da una pressione senza precedenti sui depositi militari. Dal 2022, tra il supporto fornito all'Ucraina nella guerra contro la Russia e i recenti attacchi statunitensi in Iran, Washington ha consumato circa 50.000 munizioni tra razzi e missili.Di fronte a questo boom della domanda, colossi come Lockheed Martin, Boeing e RTX devono fare i conti con la scarsità di motori a razzo a propellente solido. Tanto che il governo degli Stati Uniti ha stanziato 53 miliardi di dollari per sbloccare la produzione missilistica nazionale, semplificando le regole degli appalti. Per le aziende che collaborano con il Pentagono si aprono opportunità enormi, grazie a contratti con un'agenzia governativa che dispone di un budget annuale di circa mille miliardi di dollari. La Silicon Valley delle armi ipersoniche in questa nicchia di mercato che si inseriscono aziende come la startup californiana Castelion, specializzata in armi ipersoniche (superiori a Mach 5, oltre cinque volte la velocità del suono): ha sostituito i rari componenti elettronici di livello aerospaziale con processori ADAS e con quelli ad alte prestazioni utilizzati dalle auto elettriche.I chip vengono ottenuti in tempi sei volte più rapidi e a un decimo del costo rispetto alle alternative tradizionali della difesa, secondo Reuters. Aziende come Anduril cercano una scalabilità di stampo fordista per produrre armamenti con la stessa velocità con cui una catena di montaggio realizza SUV.I processori delle auto, impiegati per gestire la frenata automatica d'emergenza o il mantenimento della corsia, si rivelano adatti anche ai sistemi di guida dei missili ipersonici, dimostrando quanto l'elettronica di bordo delle vetture moderne abbia raggiunto livelli di calcolo e affidabilità un tempo riservati al settore aerospaziale. Dall'auto al drone militare: che succede in Europa Il legame tra industria automobilistica e difesa è presente anche nel Vecchio Continente. Secondo alcune indiscrezioni, il gruppo Volkswagen sarebbe in trattative con l'israeliana Rafael Advanced Defense Systems per riconvertire parzialmente lo stabilimento tedesco di Osnabrück. In Francia, invece, Renault ha confermato un piano per produrre fino a 600 droni militari al mese nello stabilimento di Le Mans.Il confine tra industria civile e militare si assottiglia, aprendo un dibattito che va oltre l'efficienza produttiva. La crescente interdipendenza tra i due settori solleva interrogativi di natura industriale, geopolitica ed etica ed è destinata a far discutere.
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In Italia circolano 9 milioni di veicoli senza assicurazione: il governo si attiva
Su 47 milioni di veicoli in Italia, 9 milioni non hanno la copertura obbligatoria RC Auto: a rilanciare l'allarme rosso di un fenomeno noto da anni è il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, citando dati del Centro elaborazione della Motorizzazione.Si schizza addirittura al 40% di macchine che viaggiano senza la polizza in determinate Province (il vicepremier non le nomina, ma è probabile che si tratti di alcune zone del Sud, dove le tariffe raggiungono picchi astronomici). In quanto al milione di mezzi pesanti, ben 300 mila risultano privi della garanzia necessaria per legge. Evasione RCA, numeri in crescita Difficile fare un paragone coi numeri del passato, elaborati dall'ANIA, l'Associazione delle imprese assicuratrici. Comunque, già nel 2024 le auto senza RCA erano volate a 2,9 milioni, ossia il 6,1% di 47,8 milioni di veicoli, contro il 6% del 2023. Niente polizza auto? Quanti pericoli Si tenga presente che il proprietario della vettura, se causa un incidente, deve pagare di tasca propria i danni (per le lesioni fisiche gravi, si può arrivare a centinaia di migliaia di euro). Ecco perché spesso quel guidatore è indotto alla fuga dopo l'impatto, trasformandosi in un pirata della strada.Da parte sua, chi viene coinvolto senza colpa in un sinistro causato da una di queste mine vaganti deve rivolgersi al Fondo vittime per ottenere il rimborso dei danni, con una procedura lunga e complessa. Salvini promette novità Il vicepremier annuncia che il governo provvederà a limitare la piaga dell'evasione assicurativa. In che modo? Lo scorso marzo, Salvini aveva annunciato che era allo studio un sistema di telecamere per snidare automaticamente le auto senza RCA. Tuttavia, autovelox, Tutor e varchi elettronici delle ZTL andrebbero omologati per essere operativi, mentre oggi possono solo rilevare le infrazioni per cui sono stati installati. In passato, già altri esecutivi avevano promesso un meccanismo analogo: intenzioni rimaste tali dal 2014.
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RC Auto, il solito salasso per gli automobilisti: spesi 15 miliardi nel 2025
Cresce l'esborso degli italiani per l'assicurazione obbligatoria RC Auto: nel 2025,in base a un recente report dell'Ania, la Confindustria delle compagnie, è arrivato a14,9 miliardi di euro, coprendo 45 milioni di mezzi in circolazione. Una spesa superiore di 0,3 miliardirispetto a quella del 2024, quando però viaggiava un milione di veicoli in meno. Dove finisce la montagna di soldi per l'RCA Le imprese assicuratrici utilizzano 4,9 miliardi per riparare i veicoli danneggiati, e altri 4,5 miliardi per risarcire le persone ferite. Quindi, 2,5 miliardi per indennizzare le famiglie delle vittime di incidenti mortali, mentre 3 miliardi vengono impiegati per la gestione delle compagnie. Campania da incubo: che differenza rispetto al resto d'Italia Il rischio di incidenti non è uguale in tutta Italia: cambia da zona a zona sia per frequenza sia per costo dei danni, e questo spiega perché i premi assicurativi possono variare tra i diversi territori.Facendo una media, nel 2025 la RCA ammonta a 423 euro con 5.795 euro di risarcimento, rispettivamente in rialzo del 4% e del 4,4%, con 4,8 incidenti ogni 100 vetture assicurate. Ma, come detto, la tariffa varia in base a mille fattori, fra cui il rischio di incidente nella Provincia di residenza e il costo dei danni. In Campania, il record con la RCA di 527 euro e 5.282 euro di rimborso (circa +3% in entrambi i casi), mentre il numero di sinistri ogni 100 macchine è di 6,3. All'estremo opposto la Basilicata, con la polizza a 326 euro. Assicurazioni accessorie: milioni di garanzie Spulciando fra le coperture facoltative in più rispetto alla RCA obbligatoria, i dati parlano di 10,2 milioni di auto con la polizza Furto e incendio, con un indennizzo di 456 milioni. Anche in questo caso, notevole la differenza a livello territoriale, con circa 3 veicoli colpiti su 1.000 assicurati al Nord Est, contro 12 nell'area Sud e Isole. In più, 10,2 milioni di vetture hanno la garanzia Cristalli, mentre sono 7,3 milioni con gli Eventi atmosferici e gli Atti vandalici, oltre a 3,7 milioni di Kasko di varia natura. I danni pagati dalle compagnie per le polizze accessorie? Circa 1,9 miliardi. Una mappa del rischio e dei costi che evidenzia come la protezione di auto e persone (fra RCA e facoltative) rappresenti una voce di spesa sempre più gravosa per le famiglie. Un problema sempre pesante Resta da capire se l'incremento delle tariffe, trainato dall'inflazione, possa trovare in futuro un punto di equilibrio in grado di alleggerire la pressione sui bilanci degli automobilisti italiani. Il tutto monitorando gli effetti collaterali di varia natura, come gli automobilisti non assicurati con la RCA che scappano dopo un incidente, trasformandosi in pirati, e come le truffe delle garanzie temporanee. l'eterna questione assicurativa italiana.
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Tesla ha una nuova elettrica per le famiglie: negli USA arriva la Model Y L a sei posti
Chiusa la produzione della Model X, Tesla ha presentato il suo nuovo modello per famiglie numerose: si tratta della Model Y L, versione a passo lungo della popolare SUV elettrica. Misura 498 cm, 19 in più della Model Y standard e arriverà a ottobre, per ora solo negli Stati Uniti, dove viene venduta a 61.990 dollari (pari a poco più di 54 mila euro). Al momento non sappiamo ancora se - e quando - questo modello arriverà anche in Europa. Fa più di 500 km con un pieno Come sempre, Tesla non comunica i dati tecnici dei suoi modelli, limitandosi alle prestazioni. La nuova Tesla Model Y L ha un powertrain dual motor con trazione integrale: accelera da ferma a 100 km/h in 4,4 secondi, e con la batteria da 88 kWh ha un'autonomia di 523 chilometri (con i cerchi da 19", con quelli da 20" scende a 515). La potenza di ricarica massima in corrente continua è di 250 kW. Di serie la funzionalità Vehicle-to-Load. La dotazione della Model Y L La configurazione dell'abitacolo è su tre file, per sei posti complessivi: i sedili della prima e della seconda fila (singoli) sono riscaldati e ventilati, quelli della terza possono contare su portabicchieri, bocchette dell'aria dedicate sui montanti posteriori e due luci LED sul soffitto. Le sedute della seconda e della terza fila sono ripiegabili elettricamente. Di serie lo schermo centrale da 16" e quello da 8" per chi siede dietro, così come la doppia piastra di ricarica wireless per gli smartphone, lo stereo da 18 altoparlanti, le luci ambientali e i vetri insonorizzati. Arriva con la serie speciale Launch La Model Y L è disponibile al momento nella serie speciale Launch Edition, che comprende badge dedicati, tappetini, luci di cortesia, inserti in Alcantara su plancia e battitacco. Inclusi anche un anno di Full-Self Driving (Supervised), un anno di cariche ai Supercharger e di Premium Connectivity. A scelta del cliente anche la tinta carrozzeria (Stealth Gray, Diamond Black, Pearl White, Marine Blue, Ultra Red e il nuovo Cosmic Silver), degli interni (Black e Zen Gray) e dei cerchi.
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L'Alpine A110 elettrica esce allo scoperto: le prime foto e cosa nasconde sotto la carrozzeria
Si chiama A110 Future ed è il muletto di Alpine che correrà tutti i giorni al Goodwood Festival of Speed, in programma dal 9 al 12 luglio: dopo le immagini dello chassis, la Casa di Dieppe ne ha svelato per la prima volta le sue forme, pubblicando due foto. Questo prototipo, coperto da un adeguato numero di camuffature, anticipa il modello di serie della terza generazione della Alpine A110, che per la prima volta sarà completamente elettrica. La prima "vera sportiva elettrica" Costruita sulla nuova architettura Alpine Performance Platform (APP), la prossima Alpine A110 sarà la "prima vera sportiva elettrica", spiega la Casa in una nota, progettata per "rimanere fedele al DNA Alpine" e, al tempo stesso, "battere tutte le sportive con motore a combustione di oggi". Il telaio sarà in alluminio, così come le nuove sospensioni, mentre i pacchi batteria saranno due e disposti in modo da rispettare il bilanciamento dei pesi del modello attuale: 40% sull'avantreno e 60% sul retrotreno. Gli accumulatori adotteranno una tecnologia a 800 V con struttura cell-to-pack. Il powertrain, del quale non sono ancora stati comunicati i dati di potenza e coppia, prevede due motori elettrici sull'asse posteriore, uno per ciascuna ruota. Le altre Alpine a Goodwood Accanto alla A110 Future, della quale sarà possibile scoprire ulteriori dettagli direttamente a Goodwood, sulla celebre collina inglese correranno anche gli altri due modelli attualmente presenti in gamma: l'A290, "gemella" della Renault 5, e l'A390, la fastback equipaggiata con un powertrain a tre motori da 470 CV.Il 9 luglio si svolgerà inoltre la brand parade di Alpine, con tutte le vetture del marchio e una monoposto di Formula 1 guidata da Pierre Gasly e Franco Colapinto, attualmente impegnati nel campionato 2026. Insieme a loro saranno presenti anche Nina Gademan, membro dell'Alpine Academy, oltre a Paul Aron e Alex Dunne.
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Abbiamo provato il volante della prossima Peugeot 208: ecco come cambia la guida - VIDEO
Il percorso di evoluzione dell'interfaccia di guida intrapreso da Peugeot i-Cockpit nel 2012 si appresta a compiere un salto generazionale nel 2027. L'obiettivo del costruttore rimane la ridefinizione dell'ergonomia del volante, ma con il nuovo dispositivo Hypersquare l'attenzione si sposta dall'impostazione della plancia alla tecnologia che governa la guida. Al centro di questa trasformazione c'è lo steer-by-wire, una soluzione che elimina il collegamento meccanico tra volante e ruote, finora confinata ai segmenti premium e che il marchio punta ora a democratizzare su larga scala. Manifesto programmatico di questa strategia per il segmento B è la Peugeot Polygon Concept. Presentata alla fine del 2025 e attualmente impegnata nella tappa italiana del suo tour europeo, anticipa le soluzioni tecniche e stilistiche della futura generazione della 208. Abbiamo avuto l'opportunità di valutare efficacia e caratteristiche di questo sistema di sterzo digitale nel corso di una prima sessione dimostrativa. Come funziona il sistema steer-by-wire di Peugeot Dal punto di vista dinamico, l'assenza di un rinvio meccanico modifica radicalmente il feedback percepito rispetto a un piantone tradizionale. Il vantaggio principale risiede nella variazione continua del rapporto di sterzo. Alle basse andature, il sistema riduce la demoltiplicazione al minimo: sono sufficienti appena 90 gradi di rotazione della cloche per completare un'inversione a U, rendendo la guida nel misto stretto e nelle manovre estremamente agile.Con l'aumentare della velocità, la risposta diventa più progressiva e il carico sul volante cresce per garantire la necessaria precisione nei curvoni autostradali. Chi guida deve abituarsi a un feedback artificiale, generato da attuatori elettronici che simulano la resistenza degli pneumatici e i limiti di aderenza, oltre che alla rapidità della risposta iniziale. Tra i benefici strutturali spicca il filtraggio totale delle imperfezioni stradali, poiché contraccolpi e vibrazioni non vengono più trasmessi alle mani. L'abitacolo cambia con Hypersquare L'integrazione di Hypersquare con l'architettura interna prefigura una profonda riorganizzazione dell'abitacolo. L'eliminazione dei vincoli fisici ha consentito di ridurre i volumi della plancia sulla Polygon Concept, sfruttando un parabrezza esteso come principale superficie di proiezione delle informazioni di marcia.Sul prototipo oggetto del nostro contatto, l'abbinamento tra il comando quadrangolare e la strumentazione in posizione rialzata tipica dell'i-Cockpit risulta visivamente naturale, sebbene per un giudizio definitivo sull'ergonomia dei comandi secondari occorrerà attendere la configurazione di serie della 208, attesa per il prossimo anno. Sicurezza e affidabilità della tecnologia elettronica La transizione verso una tecnologia interamente elettronica su modelli destinati a grandi volumi commerciali impone la massima attenzione sul fronte della sicurezza per conquistare la fiducia del mercato generalista. L'approccio tecnico segue i rigorosi standard dell'ingegneria aerospaziale, dove i sistemi fly-by-wire rappresentano da decenni il riferimento.La sicurezza dell'impianto è garantita da un'architettura a tolleranza d'avaria dotata di moduli ridondanti, pronti a subentrare istantaneamente in caso di anomalie del circuito principale. I primi riscontri evidenziano che i vantaggi in termini di agilità urbana e flessibilità d'uso superano le riserve legate al necessario periodo di adattamento, anche se un verdetto completo sulla precisione dinamica richiederà una prova approfondita su strada. Per la clientela non ancora pronta a rinunciare alle sensazioni classiche, Peugeot manterrà comunque in gamma una variante di sterzo tradizionale con collegamento meccanico.
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Scatta l'esodo estivo e luglio è già in rosso: previste 12 giornate critiche
Ancora poche ore e scatterà il grande esodo estivo su strade e autostrade. Viabilità Italia, il centro di coordinamento nazionale presieduto dal direttore della Polizia Stradale, ha diffuso le proprie previsioni con la consueta bollinatura del traffico. Quattro weekend con possibili criticità Quattro weekend con possibili criticitàI primi quattro fine settimana di luglio saranno caratterizzati da ben 12 bollini rossi per "traffico intenso con possibile criticità". In pratica, le stime prevedono condizioni identiche nei weekend:da venerdì 3 a domenica 5 luglio;da venerdì 10 a domenica 12 luglio;da venerdì 17 a domenica 19 luglio;da venerdì 24 a domenica 26 luglio.In ciascuno dei quattro venerdì si attendono mattinate da bollino giallo per "traffico intenso", con flussi in uscita dalle grandi città e diretti verso le località di villeggiatura. Gli stessi flussi si intensificheranno nel pomeriggio, con il bollino che passerà al rosso e resterà tale anche nella mattinata di ciascuno dei quattro sabati.Il traffico sarà in lieve attenuazione, con ritorno al bollino giallo, nel pomeriggio dei sabati e nelle mattinate delle domeniche. Infine, è previsto un consistente aumento della circolazione nel pomeriggio delle quattro domeniche, quando tornerà il bollino rosso in direzione delle grandi città per i flussi di rientro. Fine luglio da bollino rosso tra esodo e controesodo Più complesso il quadro per l'ultimo fine settimana di luglio, quando è previsto il tradizionale intreccio tra esodo e controesodo. Sono già stati indicati bollini rossi per "traffico intenso con possibile criticità" nel pomeriggio di giovedì 30 e per l'intera giornata di venerdì 31 luglio.Più avanti, nel corso del mese, Viabilità Italia comunicherà anche le previsioni relative ad agosto con le rispettive bollinature. Attenzione ai cantieri inamovibili Particolare attenzione sarà riservata ai lavori in corso. Gli enti proprietari e i concessionari provvederanno alla rimozione dei cantieri temporanei e adotteranno tutte le misure necessarie per ridurre l'impatto di quelli non rimovibili, con l'obiettivo di massimizzare la sicurezza e garantire la fluidità della circolazione. Numerosi stop ai mezzi pesanti Il calendario diffuso da Viabilità Italia comprende anche le tradizionali limitazioni alla circolazione fuori dai centri abitati per i veicoli con massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate.Le limitazioni prevedono il divieto di circolazione ogni sabato, dal 4 al 25 luglio, dalle 8 alle 16. Lo stop sarà replicato ogni domenica, dal 5 al 26 luglio, dalle 7 alle 22.In considerazione dell'aumento di traffico previsto per venerdì 24 e venerdì 31 luglio, nelle due giornate sarà inoltre in vigore un divieto supplementare per i mezzi pesanti dalle 16 alle 22.
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Consumi reali auto: tutti i rilevamenti del Centro prove di Quattroruote
Quando si sceglie un'auto, i consumi sono tra gli aspetti più importanti da valutare. L'aumento dei prezzi dei carburanti e il costo dell'energia rendono ancora più utile conoscere quanto consuma davvero ogni modello nell'utilizzo reale.In questa pagina trovate i consumi reali delle auto più richieste sul mercato, rilevati con la metodologia e gli strumenti del Centro prove di Quattroruote. Benzina, diesel, mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid ed elettriche: per ogni modello sono disponibili dati misurati per aiutare a confrontare le diverse soluzioni e scegliere l'auto più adatta alle proprie esigenze. Consumi reali: tutti i modelli testati dal Centro Prove di Quattroruote Dacia Duster Hybrid 155 Una delle SUV di maggior successo in Italia, spaziosa e pratica, con la motorizzazione più efficiente in gamma: nelle nostre prove, la percorrenza media rilevata è di 17,4 km/l. Toyota Aygo X Hybrid 115 La piccola citycar giapponese si è aggiornata, prendendo il powertrain full hybrid della sorella maggiore Yaris: rispetto al "vecchio" tre cilindri benzina, i consumi sono migliorati di quasi il 30%. La media rilevata dal Centro prove è di 21,7 km/l.
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Tutte le Yaris Cross del mondo nascono qui: viaggio nella fabbrica francese della Toyota
Parla francese la Yaris Cross, una Toyota un po' atipica, giapponese di passaporto ma nata per l'Europa, dove viene anche prodotta, a Valenciennes, nel nord della Francia, sede dello stabilimento Toyota Motor Manufacturing France (TMMF). Ora che il restyling è in rampa di lancio - i primi esemplari usciranno dal sito transalpino il 20 luglio per arrivare nelle concessionarie italiane a settembre - abbiamo visitato i luoghi d'origine di questa SUV compatta full hybrid. Prima di essere ritoccata nello stile, in punta di matita, ha chiuso il 2025 come bestseller del segmento delle B-SUV, con oltre 200 mila consegne nel mercato europeo, apprezzata soprattutto dai clienti italiani (18%) e francesi (16%). Nasce a Valenciennes con la Yaris berlina Toyota Motor Manufacturing France ha aperto nel 2001 come casa della Toyota Yaris, che qui viene ancora prodotta, ma soltanto in alcune varianti. E, soprattutto, in volumi ridotti rispetto a quanto oggi avviene a Kolín, nella Repubblica Ceca, dove Toyota assembla anche la piccola Aygo X. Da qualche anno, il sito di Valenciennes si identifica soprattutto con la sorella a ruote alte: da qui provengono tutte le Toyota Yaris Cross vendute nel mondo, comprese le poche unità esportate oltre i confini europei.Qualche numero? Solo lo scorso anno ne sono uscite dalle linee 212.539, su un totale di 283.465 vetture prodotte complessivamente dalla fabbrica. Circa un milione, invece, sono le Yaris Cross assemblate fino a oggi, contribuendo in modo significativo all'output complessivo dello stabilimento, che punta ormai verso quota sei milioni di veicoli prodotti. Il 55% delle componenti made in France TMMF è un complesso relativamente compatto (18 ettari), che impiega circa 5.000 dipendenti su tre turni e produce oltre 1.250 veicoli al giorno. Dalla bobina d'acciaio al prodotto finito, occorrono 14 ore per realizzare una Toyota Yaris Cross.Abbiamo seguito il processo dal vivo attraversando diversi reparti della fabbrica, dall'officina di stampa, dove l'acciaio grezzo prende forma nei pannelli della carrozzeria, fino alle aree dedicate a saldatura, verniciatura e lavorazione delle plastiche. Proprio l'internalizzazione della produzione dei componenti stampati e delle plastiche permette a Toyota di mantenere un controllo più diretto su qualità e costi.La produzione conserva inoltre uno stretto legame con il tessuto industriale francese: oltre la metà dei materiali che compongono la Yaris Cross (55%) ha origine locale, mentre elementi strategici come batteria e motori arrivano rispettivamente dal Giappone e dalla fabbrica polacca di Wabrzych. Produzione sostenibile e obiettivo zero emissioni Lo stabilimento di Valenciennes ha implementato un sistema di riciclo dei materiali e delle risorse produttive finalizzato a ridurre l'impatto ambientale. L'obiettivo dichiarato è raggiungere le zero emissioni di CO entro il 2030.Fra le iniziative adottate figurano sistemi avanzati per il trattamento delle acque reflue - riutilizzate o reimmesse nell'ambiente dopo la depurazione - l'ottimizzazione dei processi energetici e di riscaldamento e un recupero estremamente accurato dei materiali di scarto, inclusi i rifiuti ordinari. In un contesto simile, per produrre un'automobile occorre circa un metro cubo d'acqua, il 30% della quale viene recuperato e riutilizzato. Il restyling alza il tiro (e il prezzo) Curiosità: anche la Toyota Yaris Cross restyling contribuirà a migliorare ulteriormente i processi produttivi e a ridurre la carbon footprint. Uno degli effetti dell'aggiornamento, concentrato sul nuovo frontale con motivo a nido d'ape e mascherina in tinta carrozzeria, è infatti la semplificazione della parte anteriore. Le componenti del fascione passano da 10 a 7, con benefici sia per la catena produttiva sia per la logistica.L'aggiornamento della B-SUV non introduce invece modifiche sostanziali agli interni, al sistema infotainment o al powertrain full hybrid. In Italia, Toyota ha deciso di proporre esclusivamente la versione 1.5 full hybrid da 131 CV, disponibile con trazione anteriore o integrale, eliminando la precedente variante da 115 CV.Questa scelta, insieme a un aumento delle dotazioni di serie negli allestimenti Base, Icon, Premium e GR Sport, porta il listino della Toyota Yaris Cross restyling da 29.600 a 36.750 euro.
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Toyota Aygo X, i consumi reali del Centro Prove Quattroruote
La nuova Toyota Aygo X è una citycar lunga 378 cm: con l'ultimo restyling è cresciuta di quasi 8 cm per far posto al powertrain full hybrid della Yaris, che sostituisce il "vecchio" tre cilindri a benzina. Si fa più moderno lo stile del frontale e si rinnova la dotazione tecnologica di bordo, anche per la sicurezza. L'abitacolo è rimasto invariato: lo spazio risente del design originale della carrozzeria, in particolare per chi siede dietro, che ha a disposizione pochi centimetri per la testa e finestrini a compasso. Modesta anche la capacità del bagagliaio: 196 litri misurati dal Centro prove, con una soglia di carico molto alta (81 cm da terra). Toyota Aygo X: il motore Il full hybrid da 116 CV della Aygo X prevede un 1.5 tre cilindri abbinato a due motori elettrici e una batteria agli ioni di litio, alloggiata sotto i sedili posteriori. Per il segmento delle citycar è una prima assoluta, che si apprezza soprattutto nei consumi, ma anche nelle prestazioni: lo scatto da ferma a 100 km/h scende da 14,9 a 9,2 secondi. Una bella differenza, nel traffico cittadino. Migliora anche il confort di bordo: dal momento che si viaggia spesso con l'unità termica spenta, il tre cilindri si fa vivo molto meno di prima. Solo quando gli si chiede il massimo, la trasmissione a variazione continua CVT torna a farsi sentire, con l'effetto "slittamento" ben noto dei full hybrid Toyota. Toyota Aygo X: i consumi reali *Prezzo della benzina al 02/07/2026: 1,804 /litro Nella Prova su strada, pubblicata su Quattroruote di febbraio 2026, la Toyota Aygo X ha ottenuto 5 stelle su 5 alla voce consumi. Il passaggio alla motorizzazione full hybrid, rispetto alla precedente versione con il 3 cilindri 1.0 non elettrificato, ha portato a un miglioramento nei consumi del 28%: si viaggia spesso col termico spento (per il 30% del tempo in ambito urbano). Le percorrenze garantite da questa piccola citycar sono elevatissime in ogni condizione, meglio di qualunque altra rivale della classe. Toyota Aygo X: gamma e allestimenti La Toyota Aygo è disponibile in quattro allestimenti, da quello base con denominazione modello alla più aggressiva GR Sport, con dettagli sportivi (compresi i cerchi da 18") e regolazioni specifiche per sterzo, molle e ammortizzatori. Su tutte troviamo la telecamera posteriore, il freno di stazionamento elettrico, il climatizzatore automatico, la strumentazione digitale da 7" e l'infotainment da 9" con Apple CarPlay e Android Auto wireless. Con la Icon arrivano i sensori luci e pioggia, la ricarica a induzione e i cerchi di lega da 17". La Premium aggiunge il clima bizona, l'infotainment da 10,5" con navigatore connesso e i cerchi da 18". Su richiesta, questo allestimento può avere il tetto in tela apribile elettricamente, nel Look Pack (1.850 euro). Di serie per tutta la gamma la suite Toyota Safety Sense, con la guida assistita di livello 2. Toyota Aygo X: i prezzi Toyota Aygo X Hybrid 115: 20.850 euroToyota Aygo X Hybrid 115 Icon: 23.350 euroToyota Aygo X Hybrid 115 Premium: 24.950 euroToyota Aygo X Hybrid 115 GR Sport: 25.950 euro
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