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Aggiornato: 1 ora 28 min fa

Motor Valley, il rilancio di Ares entra nella fase operativa grazie a nuovi soci: ecco chi sono

2 ore 8 min fa
Torna a nuova vita Ares, marchio modenese specializzato nella personalizzazione di veicoli di lusso. Infatti, dopo diversi mesi di crisi, è stato annunciato un più ampio progetto di rilancio, con il coinvolgimento di importanti investitori e di un'azienda nota per uno dei salvataggi di maggior rilievo nell'automotive tedesco, la Recaro. Il progetto vede in prima fila, come azionista di maggioranza, Proma Group, società campana attiva nella progettazione, nello sviluppo e nella produzione di componentistica automotive con oltre 1 miliardo di euro di fatturato e più di 5.000 dipendenti. I numeri, però, si riferiscono al 2024 e non comprendono quindi il contributo del marchio tedesco, rilevato dall'amministrazione straordinaria all'inizio del 2024, e soprattutto l'importante commessa per i sedili dei modelli Grenadier. Nella nuova compagine sociale di Ares figura anche Boris Collardi: il suo nome dirà poco o nulla al grande pubblico, ma si tratta di un banchiere con un curriculum di tutto rispetto nel mondo delle gestioni patrimoniali (ha ricoperto ruoli di primissimo livello in Julius Baer e Pictet, due tra le maggiori realtà del settore). La gestione operativa della nuova Ares è stata affidata ad Antonio Trotta, ingegnere meccanico con un oltre 26 anni di esperienza nel mondo delle quattro ruote: ha lavorato per Bridgestone e poi per Bosch, dove ha assunto diversi ruoli nei settori manifatturiero e logistico e, in particolare, nel campo della gestione della qualità e nei rapporti con i fornitori. Nel 2016 diventa responsabile proprio della qualità della supply chain per Ferrari, mentre dal 2021 è responsabile degli acquisti per motori e propulsori elettrici. Il progetto di rilancioFondata da Dany Bahar e Waleed Al Ghafari, Ares è stata una delle "piccole" realtà della Motor Valley più in vista degli ultimi anni, al punto da attirare anche l'interesse di importanti investitori. Nel 2022 hanno affiancato i fondatori e l'imprenditore svizzero Philippe Gaydoul lo stesso Collardi, Marco Bizzarri, allora numero uno della maison fiorentina Gucci, e soprattutto Alfredo Altavilla, già braccio destro di Sergio Marchionne prima in Fiat e poi in FCA e oggi importante consulente della BYD. Negli anni successivi, però, la società modenese, allora denominata Ares Design, entra in una fase di difficoltà culminata con l'accesso allo strumento della liquidazione giudiziale.L'anno scorso, poi, è arrivata un'offerta di affitto del ramo d'azienda da parte di Ares Operations, veicolo creato da Trotta per rilanciare il marchio e individuare nuovi investitori. Ora, il progetto diventa più concreto ed entra nella fase operativa grazie al coinvolgimento di Proma e alla nuova compagine sociale, che dovrà garantire "una visione industriale di lungo periodo" alla nuova Ares Atelier.Trotta, nel ruolo di direttore generale, avrà il compito di sviluppare "un'organizzazione industriale solida, scalabile e coerente con gli standard qualitativi del marchio" modenese, preservando il legame con il territorio e "con le competenze tecniche e manifatturiere che ne hanno definito l'identità sin dalle origini". L'obiettivo rimane sempre lo stesso: sfornare vetture "concepite per esprimere unicità, ricerca tecnica e visione personale" e con un approccio incentrato su "design su misura, engineering avanzato, artigianalità e co-creazione". Ovviamente, non cambia il posizionamento nel segmento delle auto bespoke ultra-esclusive e ad alte prestazioni. A tal proposito sono già in fase di sviluppo diversi progetti sul piano industriale e di prodotto.
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Benzina ai massimi da ottobre 2023: il diesel torna a salire e sta per scadere lo sconto accise

3 ore 13 min fa
A pochi giorni dalla scadenza dello sconto sulle accise, continua a salire il prezzo medio della benzina, mentre il diesel vede i primi rialzi dopo una lunga fase ribassista durata quaranta giorni. A spingere i valori, secondo Staffetta Quotidiana, sono i mercati petroliferi internazionali, con le quotazioni dei prodotti raffinati che tra ieri e venerdì hanno messo a segno due forti aumenti.In particolare, il prezzo medio nazionale della benzina è arrivato al livello più alto dal 7 ottobre 2023, ma con l'accisa piena che, a legislazione corrente, rientrerà in vigore sabato 23 maggio, sarebbe a 2,012 euro al litro. Il gasolio, invece, salirebbe a 2,222 euro al litro. Rialzi sul prezzo consigliato: le rilevazioniStaffetta Quotidiana segnala anche la decisione di Eni e IP di aumentare di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Tamoil, invece, ha optato per un rialzo di due centesimi sulla verde e un ribasso di uno sul diesel.Tornando alle medie elaborate dalla testata specializzata, questa mattina 19 maggio la benzina self service sulla rete stradale è a 1,951 euro/litro (+8 millesimi rispetto a ieri), il gasolio a 1,978 euro (+1), il Gpl a 0,807 euro (-1) e il metano a 1,564 euro/kg (invariato). In autostrada, la verde fai-da-te è a 2,032 euro (+9), il diesel a 2,067 euro (+3), il Gpl a 0,915 euro (invariato) e il metano a 1,588 euro (invariato). I prezzi medi al "self" e al "servito"Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati sulla base di quanto comunicato ieri dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati vedono la benzina self service a 1,945 euro/litro (compagnie 1,949, pompe bianche 1,939) e il diesel a 1,979 euro (compagnie 1,982, pompe bianche 1,973). Al servito, verde a 2,081 euro (compagnie 2,121, pompe bianche 2,006), gasolio a 2,118 euro (compagnie 2,159, pompe bianche 2,042), Gpl a 0,815 euro (compagnie 0,826, pompe bianche 0,803), metano a 1,564 euro/kg (compagnie 1,564, pompe bianche 1,564) e Gnl a 1,455 euro/kg (compagnie 1,470 euro/kg, pompe bianche 1,443 euro/kg).
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Kia Niro, più tecnologia e addio all'elettrico: il restyling (solo ibrido) visto da vicino

3 ore 46 min fa
Pochi mesi fa, la Kia Niro aggiornata si presentava al mercato interno ed è già pronta per il debutto in Europa. Oltre a una bella rinfrescata per quanto riguarda il design, la grossa novità, per la Suv coreana, è l'abbandono della motorizzazione 100% elettrica: su quel fronte, infatti, la Kia punterà tutto sulla EV3, evitando quindi sovrapposizioni in gamma. E andrà all-in sul 1.6 aspirato full hybrid per quanto riguarda, invece, la Niro. Stile modernoIl facelift della Niro si concentra soprattutto nella zona anteriore: si avvicina agli ultimi stilemi del marchio, uniformandosi - un po' come è già successo a Picanto e Stonic - al design della gamma elettrica, caratterizzata da uno stile più fresco e moderno. Il frontale è ora più pulito e minimale, con una nuova firma luminosa caratterizzata da proiettori affilati.La Niro cambia anche dietro, riposizionando la targa sul paraurti e non più sul portellone del bagagliaio e mostrando nuovi elementi luminosi verticali dedicati a retromarcia e retronebbia. Si aggiornano anche i due inserti a forma di boomerang che trovano posto sul montante C e se ne aggiunge un terzo al centro, sotto il lunotto posteriore.Le dimensioni crescono leggermente: 4,43 metri di lunghezza (invece di 4,42 metri), mentre il passo di 2,72 metri rimane invariato. Parlando di efficienza, il coefficiente aerodinamico è pari a 0,28. Addio elettrico, ora è solo full hybridCome accennato, la Niro punta tutto sul full hybrid. Un powertrain che già conosciamo, composto da un quattro cilindri aspirato da 1.6 litri per la parte termica, da 102 CV, accoppiato a un'unità elettrica da 43 CV, per una potenza di sistema di 138 CV.Quanto a prestazioni, la velocità massima è di 170 km/h e lo 0-100 km/h avviene in 11,1 secondi. Quest'ibrido sfrutta un cambio automatico doppia frizione a sei rapporti.Infine, dovrebbe essere confermata anche per il restyling della Niro l'introduzione sul mercato italiano della versione Tri-Fuel, che aggiunge il GPL alla motorizzazione ibrida. Dentro più techCon il restyling, la Kia Niro si aggiorna notevolmente anche negli interni, mostrando una nuova plancia, in linea con quella proposta dagli ultimi modelli del gruppo Hyundai-Kia. Sul ponte di comando troviamo quindi uno schermo panoramico che integra due display da 12,3 pollici, rispettivamente per infotainment e strumentazione. Aggiornati i materiali e i rivestimenti, mentre non cambia il tunnel centrale, così come il selettore della trasmissione. Il layout è ordinato e c'è una dashboard touch per le scorciatoie dedicate alle impostazioni del clima o del navigatore.L'area tech si completa con dotazioni come la piastra di ricarica wireless, la connessione ai sistemi Apple CarPlay e Android Auto senza fili e l'head-up display. Alla già nota suite di Adas, che comprende la frenata di emergenza frontale, il mantenimento di corsia e la prevenzione delle collisioni negli angoli ciechi, Kia aggiunge ora l'Hands-On Detection (HOD), il sensore che rileva la presenza delle mani sul volante.
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Toyota bZ4X Touring: spazio, 380 CV e un'anima off-road, ma lautonomia...

4 ore 58 min fa
In un mercato affollato di Suv elettriche, le auto pensate per fare davvero tutto sono ancora poche. Le wagon a batteria quasi non esistono, e quelle alte da terra ancora meno. La Toyota bZ4X Touring prova a colmare questo vuoto: più lunga, più spaziosa della versione standard e con ambizioni che vanno oltre la città. Non è "solo" un'altra variante, ma un cambio di prospettiva che punta su 380 CV e la trazione integrale. Basteranno i centimetri in più a sfidare il dominio della Tesla Model Y? L'abbiamo messa alla prova tra asfalto e fango. Design più robusto e passaruota scolpiti Iniziamo dagli esterni visto che, rispetto alla bZ4X normale, cambia anche lo stile. La Touring adotta paraurti specifici, passaruota più marcati, piastre protettive e cerchi neri fino a 20 pollici, con un look che strizza l'occhio al mondo outdoor. Rimane il family feeling Toyota dei modelli elettrici, ma con un'impronta più muscolosa.Dentro ritroviamo l'impostazione già vista sulla bZ4X, con il display della strumentazione alto davanti al guidatore e il grande schermo centrale da 14, facile da gestire e sempre connesso alla rete. I sedili - regolabili elettricamente - sono comodi da subito, senza bisogno di cercare troppo la posizione. Dietro si sta larghi, con spazio per le gambe e soprattutto per la testa, grazie alla linea del tetto meno inclinata. E poi c'è il tetto panoramico, che apre l'abitacolo e cambia l'aria a bordo: più luce, più respiro. Insomma, non è un interno che vuole stupire. uno di quelli in cui dopo cinque minuti ti senti a posto.  Confort da ammiraglia e qualche "ombra" ergonomicaSu strada, la bZ4X Touring si rivela una passista eccezionale. L'insonorizzazione è curatissima: anche a velocità autostradali, i fruscii aerodinamici sono ridotti al minimo, permettendo di godersi l'ottimo impianto audio o una conversazione tranquilla. L'assetto merita un plauso: la taratura delle sospensioni è equilibrata, capace di "digerire" con disinvoltura le buche e le asperità più secche senza mai risultare troppo cedevole in curva.Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica. Se dietro l'accoglienza è regale con sedili riscaldabili, bocchette d'aria dedicate e un pavimento che, a differenza di molte BEV rivali, non è eccessivamente rialzato (evitando la scomoda posizione "a gambe rannicchiate") davanti il posto guida fa discutere. La strumentazione alta, pensata per essere letta sopra il volante, soffre del tipico "effetto Peugeot": a seconda della statura, la corona del volante può coprire parte delle informazioni. Un dettaglio che verificheremo meglio quando l'avremo al Centro prove per il test strumentale. Pratica, invece, la chiave digitale via smartphone, che permette di lasciare il telecomando a casa. Al volante: spinta vigorosa, ma l'autonomia...Con i suoi 380 CV, la versione AWD è un piccolo mostro di coppia: ci sono a disposizione del piede destro 286 Nm per asse. Anche per questo lo scatto è bruciante 4,5 secondi per coprire lo 0-100 e la spinta è costante, quasi prepotente quando si affonda il pedale. Ma non fatevi ingannare dai numeri: la bZ4X Touring non nasce per correre, ma per viaggiare in souplesse.Il vero punto debole emerso dalla nostra prova sono i consumi: nonostante i dati ottimistici sulla carta, nel mondo reale non siamo mai riusciti a scendere sotto i 20 kWh/100 km. Facendo due conti, con la batteria da 74,7 kWh (71 netti), l'autonomia reale si attesterebbe intorno ai 330-340 km: valori lontani dai 528 dichiarati. Avventura vera: guadi e trainoDove la Toyota mette la freccia e sorpassa la concorrenza è nell'uso "rude". Mentre molte rivali si fermano davanti a una pozzanghera profonda, la bZ4X Touring vanta una capacità di guado di ben 50 cm e una protezione sottoscocca rinforzata per il pacco batteria. Interessante la capacità di traino della AWD: 1.500 kg. Per darvi un'idea, è un valore che la mette sullo stesso piano di una Volvo XC40 Recharge o di una Tesla Model Y, superando nettamente le coreane (Kia EV6 e Ioniq 5), che nelle versioni d'accesso si fermano a molto meno. l'auto giusta per chi ha un piccolo rimorchio o una barca e vuole passare all'elettrico senza rinunce o compromessi. Ricarica più rapida anche al freddoIn Toyota hanno lavorato anche sulla gestione termica della batteria. Il sistema di precondizionamento permette di passare dal 10 all'80% in circa 28 minuti con ricarica rapida DC da 150 kW. Anche con temperature di -20 C i tempi restano vicini alla mezz'ora. Interessante, a questo punto, fare un cenno anche lato garanzia: Toyota promette almeno il 70% della capacità della batteria fino a 10 anni o un milione di chilometri, con controlli annuali dedicati. Versioni e prezziLa gamma della bZ4X Touring è strutturata per rispondere a esigenze diverse:Touring Icon (FWD, 224 CV): proposta a 46.500 euro (con permuta/rottamazione Toyota). Offre un pacchetto già completo per chi cerca spazio ed efficienza.Touring Icon (AWD, 380 CV): il prezzo sale a 50.000 euro. Qui si aggiunge la trazione integrale X-Mode e la potenza record.Touring Premium (AWD, 380 CV): il top di gamma da 53.500 euro (con permuta). la versione più ricca: cerchi da 20", caricatore di bordo da 22 kW per ricariche AC rapide, sedili in pelle sintetica e un pacchetto ADAS ancora più evoluto per la massima sicurezza.
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Auto elettrica low cost, Stellantis: arriva la nuova city car prodotta in Italia

5 ore 14 min fa
Il gruppo Stellantis ha annunciato il via al primo progetto di una nuova E-Car: un'auto "elettrica, compatta ed economicamente accessibile" che verrà prodotta a partire dal 2028 nello stabilimento di Pomigliano d'Arco. Stando a quanto riferito dai sindacati, che hanno potuto visionare in anteprima il nuovo piano industriale di Stellantis, questo modello avrà "un target di prezzo di 15.000 euro".Un modello "di piccole dimensioni", "innovativo" sviluppato per rispondere alla sempre maggiore domanda di vetture piccole ed economiche, che andrà a inserirsi in un segmento "ad alto potenziale", ma che negli ultimi anni ha subito "una contrazione senza precedenti". La nuova E-Car, che risponde alle linee guida indicate dall'Unione Europea, giocherà un ruolo chiave nella diffusione dei veicoli 100% elettrici destinati all'uso urbano, ma non solo. Quella che nascerà all'interno del gruppo Stellantis sarà una vera e propria famiglia di modelli, che si "distingueranno per un design all'avanguardia", sviluppati con la collaborazione di "partner selezionati". "I clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche", spiega Antonio Filosa, ceo di Stellantis. "L'inizio della produzione è previsto nel 2028 nel nostro stabilimento di Pomigliano". La scelta del costruttore punta a rivitalizzare gli impianti campani (dove viene prodotta la Fiat Panda), in virtù del fatto che la nuova E-Car nasce con la "prospettiva di volumi produttivi significativi". La risposta dei sindacatiIn un comunicato congiunto, i sindacati Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr esprimono soddisfazione per la decisione di produrre a Pomigliano la nuova piattaforma di e-car, che si affianca alla attuale Fiat Pandina ibrida. "A regime questo dovrebbe consentirci di arrivare finalmente alla piena occupazione di tutto il personale, che resta il nostro obiettivo fondamentale", spiegano i sindacati, che chiedono però il "pieno coinvolgimento dei lavoratori, per poter affrontare tempestivamente qualsiasi sviluppo e implicazione, tanto più che i tempi di realizzazione sono purtroppo ancora lunghi", e le "incognite molteplici, soprattutto rispetto alle ricadute sull'indotto, che ha forte necessità di nuovi carichi di lavoro e di prospettive solide". Da qui la richiesta di un "confronto puntuale su ogni fase del progetto e sui suoi effetti occupazionali e industriali", anche sul futuro e il rilancio di tutti gli altri stabilimenti italiani, di cui "non accetteremo mai la dismissione".
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Tatuus: prodotta la 500 T-421, la monoposto su cui sono cresciute le stelle della F.1

6 ore 12 min fa
Se c'è un settore in cui il Made in Italy detiene ancora il monopolio è sicuramente il motorsport. Solo qualche mese fa abbiamo fatto il nostro viaggio dietro le quinte della Tatuus (e qui vi proponiamo il video con il nostro Ing. Andrea Cartapani) dove abbiamo conosciuto tutte le fasi di produzione delle monoposto propedeutiche alla Formula 1: tutti i piloti attualmente in griglia (tranne Alonso, ma per motivi di anagrafe, perché all'epoca non esisteva ancora la categoria F4) hanno infatti corso su una vettura Tatuus.La numero 500Già qui si pongono le basi per definirla di diritto un'azienda leader nel mondo delle corse. E se ciò non bastasse arrivano anche i numeri: la T-421 è a oggi la monoposto Formula 4 più impiegata al mondo, in un totale di 16 campionati tra Europa, Americhe, Asia e Oceania, e proprio in queste ore la seconda generazione della vettura ha raggiunto quota 500 unità, in soli cinque anni. Numeri pazzeschi per questo mondo, che non si fermano qui, perché se dovessimo considerare anche la prima generazione della T-421 arriveremmo a sfiorare gli 800 esemplari. Griglie da 50 vettureUn successo non solo per l'azienda, ma per tutto il movimento motorsport, che sembra  almeno per quanto riguarda questi campionati   scacciare la crisi, così come racconta il ceo del Gruppo Korus (a capo della Tatuus) Giovanni Delfino: Con la Formula 4, sin dalla prima generazione nel 2014, la FIA ha dato vita a un nuovo modello di passaggio tra karting e monoposto che ha garantito ai piloti di arrivare sempre più preparati alle categorie superiori. Un modello che è andato affermandosi nel corso di anni di grande sviluppo per il motorsport, nei quali tanti campionati sono nati e cresciuti fino a raggiungere, con la seconda generazione che oggi celebriamo, griglie che sfiorano le 50 vetture per round. Numeri che erano difficili da immaginare all'inizio di questo cammino ma che oggi determinano la meravigliosa quotidianità di tante delle aziende che compongono il gruppo Korus.I prossimi obiettivi?La Tatuus però non intende fermarsi e punta al traguardo delle 1.000 monoposto, sfiorando la costruzione dei diversi modelli Formula Renault dei primi anni Duemila, un obiettivo decisamente ambizioso considerando un'altra epoca dal punto di vista economico. Un traguardo però non impossibile da raggiungere: la produzione della T-421, infatti, proseguirà fino al 2028, anno in cui è prevista secondo i regolamenti FIA la nascita della vettura di generazione 3, al cui sviluppo il gruppo Korus sta già lavorando .  
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Audi a Fuoriconcorso: il motorsport come forma d'innovazione tecnologica

Mag 18,2026
La prima volta dell'Audi al FuoriConcorso di Como non è stata soltanto una passerella di modelli da corsa. A Villa Sucota, il baricentro dell'evento si è spostato dalla pura esposizione statica al racconto vivo di chi quelle macchine le ha portate al limite. Nel weekend del Concorso d'Eleganza Villa d'Este si è infatti tenuto anche il talk "Autenticità e avanguardia", dove tre leggende del motorsport Dindo Capello, Tom Kristensen e Allan McNish hanno tracciato la rotta che unisce le corse d'altri tempi alla sfida odierna dei Quattro anelli in Formula 1.Il messaggio arrivato da Como è chiaro: la tecnologia non è un fine, ma il risultato di una visione strategica che vede nel pilota il primo dei collaudatori. Allan McNish, oggi Racing Director del progetto F1, ha subito inquadrato l'approccio necessario per competere ai massimi livelli: Tecnologia e sport seguono strade parallele. necessario capire che spesso non si tratta di correre una gara sprint, bensì una maratona. Devi fare il tuo lavoro oggi, ma devi tenere gli occhi puntati sull'obiettivo futuro. Un concetto che trova riscontro nel legame tra chi siede nell'abitacolo e chi progetta nei laboratori di Ingolstadt. Tom Kristensen, plurivincitore della 24 Ore di Le Mans, ha spiegato come questo travaso non sia solo teorico: Le auto da corsa Audi sono dotate di tecnologie che trovano ampia applicazione anche su strada. Per questo il lavoro del pilota spesso si intreccia con quello dell'ingegnere. La velocità è una conseguenza di molteplici fattori che trovano espressione finale nell'essere umano che porta al limite vettura e soluzioni tecniche.A chiudere il cerchio della filosofia Audi è stato Dindo Capello, sottolineando che la prestazione pura è una dote quasi scontata in certi contesti, mentre la differenza la fa il metodo costruttivo: La velocità è solo l'ultima parte del nostro lavoro, perché quando vieni coinvolto in un team di alto livello come quello Audi è perché la velocità è qualcosa che devi avere naturalmente. Tutto il resto devi costruirlo lavorando insieme, fianco a fianco con chi progetta e sviluppa la vettura. Questa "cultura di team" si rifletteva nelle undici Audi esposte, capitoli di una storia fatta di intuizioni. Dalla Sport quattro del 1984, che ha imposto la trazione integrale nei rally, alla R18 e-tron quattro del 2013, pioniera dell'ibrido endurance. Oggi, questa eredità si materializza nella monoposto R26 per la Formula 1 e nella nuova Audi RS 5, la prima plug-in hybrid di Audi Sport con 639 CV, che porta su strada il sistema Dynamic Torque Control derivato direttamente dalle gare. L'appuntamento lariano ha confermato che l'innovazione tecnologica, per essere autentica, non può prescindere da una stratificazione di esperienza. In un panorama automobilistico in rapida trasformazione, la pista resta l'unico laboratorio in grado di validare le idee prima che diventino uno standard quotidiano.
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ComoNExT: la mobilità sostenibile cerca la scossa giusta

Mag 18,2026
L'acronimo ComoNExT è eloquente: per proiettarsi nel futuro contiene la parola inglese Next, che qui si legge "Nuove Energie per il Territorio". Infatti, stamane, nell'ambito della manifestazione 8 Lago di Como Ecogreen si è svolto, presso l'Auditorium Innovation Hub di Lomazzo, il primo Smart Evolution Forum sull'innovazione nella mobilità sostenibile. L'iniziativa, organizzata dall'ACI della città lariana col patrocinio della Fondazione Alessandro Volta, ha rappresentato un momento di confronto fra istituzioni, mondo della ricerca e imprese. Gli impegniAperto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'innovazione tecnologica, Alessio Butti, che ha illustrato i progetti governativi legati al trasporto pubblico integrato (car sharing, bici condivise e altri servizi dentro un unico canale digitale), l'evento ha visto gli interventi di Enrico Gelpi e Roberto Conforti (ACI Como) e la presentazione di progetti innovativi come RicaricAci di Carolina Marchini (Atlante). Da parte sua, il presidente dell'Automobile Club di Como, Enrico Gelpi, ha evidenziato l'impegno strategico di ACI nel dotare la provincia di infrastrutture di ricarica elettrica e nel promuovere comportamenti di guida sostenibili. Mentre il presidente di ComoNExT, Enrico Lironi, ha sottolineato che le start-up locali dimostrano come l'ecosistema stia già generando soluzioni concrete con impatti reali per cittadini e imprese. Una gara di regolarità per elettriche, ibride e bi-fuelIl confronto ha rappresentato l'occasione per presentare la gara di regolarità riservata a veicoli elettrici, ibridi e bi-fuel valida per il Campionato italiano energie alternative, in programma il 29 e 30 maggio sulle strade del Comasco. Nel corso del forum, spazio a start-up (tra cui Volta Structural Energy Srl, Elevate Srl, Storaltil Srl e Social Self Driving Srl) su nuove soluzioni per la mobilità del futuro. In chiusura dei lavori, una challenge tra i 900 knowledge worker delle aziende della Community di ComoNExT con veicoli elettrici.
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Suzuki Jimny, ritorno in Europa da elettrica? Un designer Ford la immagina così

Mag 18,2026
Il successo della Suzuki Jimny non accenna a diminuire, nonostante la quarta generazione sia sul mercato dal 2018: in molti sperano in un suo ritorno dopo che la piccola 4x4 ha smesso di essere importata in  Europa (come passenger car) a causa dei regolamenti sulle emissioni. In attesa di un'iniziativa ufficiale della Casa giapponese, Christopher Giroux, senior car designer alla Ford, ha immaginato un modello totalmente nuovo dell'iconica fuoristrada compatta. Forme inedite e carrozzeria intercambiabilePartendo dalla volontà di creare un modello esclusivamente elettrico a trazione integrale, Giroux ha immaginato un veicolo compatto con carrozzeria modulare a due porte. Il segreto è tutto nella sezione posteriore, che può essere sostituita per creare un tetto fisso, un cassone oppure un piccolo camper.Le forme sono più generose rispetto al modello attuale, ma gli sbalzi ridottissimi risultano ideali per la guida lontano dall'asfalto, rafforzando la vocazione off-road della Jimny. In Europa con l'elettrico?Il designer di Ford Europe ha voluto dire la sua in maniera professionale, con ricostruzioni digitali molto accurate e stilemi inediti per Suzuki, che sfociano in gruppi ottici LED molto compatti e grandi loghi del modello con il font tradizionale.Un modello come questo, dotato di powertrain elettrico a batteria, potrebbe riportare la Jimny sul mercato europeo: oggi Suzuki ha dovuto limitare le importazioni per il tema delle emissioni, proponendo in alcune aree il modello soltanto come autocarro.
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Renault Niagara, il pick-up debutta il 10 settembre: le ultime sul nuovo modello per il Sudamerica

Mag 18,2026
Si ispira alla concept Niagara presentata nel 2023 il nuovo pick-up di Renault destinato ai paesi dell'America Latina, che di quel modello mantiene anche il nome. Il Renault Niagara, che sarà prodotto nello stabilimento di Cordoba, in Argentina, verrà presentato ufficialmente il prossimo 10 settembre e commercializzato entro la fine dell'anno. 14 nuovi modelli per i mercati emergentiIl Renault Niagara rientra nel piano strategico futuREady, presentato a inizio marzo, che prevede per i mercati emergenti la presentazione e la commercializzazione di 14 nuovi modelli entro il 2030. Tra questi, anche la crossover compatta Kardian, la SUV Boreal, svelata la scorsa estate, e la grande SUV Filante. Il pick-up Niagara, di cui al momento è disponibile solo una prima immagine teaser con il nome modello sulla ribaltina del cassone, sarà un mezzo dal "design possente", "versatile, confortevole e con tanta tecnologia".
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ZTL Roma: pass 1.000 euro auto elettriche da luglio 2026: la guida

Mag 18,2026
Il Comune di Roma aggiorna le regole per l'accesso alle Zone a traffico limitato. La novità è che dal 1 luglio 2026 anche i proprietari delle auto elettriche (e di quelle a idrogeno) non residenti nella singola ZTL pagheranno per accedere: il pass costerà 1.000 euro l'anno. Si tratta di un importo inferiore rispetto a quello che i titolari delle vetture termiche dovranno versare, spiega la nota del Campidoglio, senza dire altro. Addio quindi per le BEV alla semplice registrazione della targa a costo zero come avverrà sino a fine giugno.  Pass 1.000 euro auto elettriche: come fare Il permesso resterà gratuito per i residenti. Dal 16 giugno, i non residenti potranno chiedere il pass di un anno, che avrà la durata di cinque anni per chi ha un Isee inferiore a 15 mila euro. Autorizzazione gratuita invece per i domiciliati nelle ZTL di San Lorenzo e Testaccio; a pagamento per i domiciliati delle ZTL Centro e Trastevere, con importi differenziati. Pass gratuito inoltre per il primo permesso degli artigiani con laboratorio in ZTL, per il transito scolastico, per i medici convenzionati e per i lavoratori notturni (con settore e con orario).  Invariate le modalità di richiesta per gli utenti che hanno già diritto al permesso ZTL ordinario. Per tutti gli altri, la richiesta va presentata tramite lo sportello online di Roma Servizi per la Mobilità, con Spid o carta d'identità elettronica. La registrazione della targa tramite lo sportello online su romamobilita.it resta valida fino al 30 giugno: poi, avrà effetto ai soli fini della sosta gratuita nelle aree tariffate. Ai nuovi permessi rilasciati dal 16 giugno al 30 giugno sarà assegnata validità dal 1 luglio: in questa data, sarà obbligatorio il nuovo permesso per accedere e circolare nelle ZTL. La modalità della registrazione resterà valida solo come autorizzazione per la sosta gratuita nelle strisce blu.  Le esenzioni Chi non paga il pass di 1.000 euro auto elettriche? Taxi, Noleggio con conducente, Forze di Polizia in servizio di ordine pubblico (escluse targhe civili). E titolari di CUDE, ovvero il contrassegno disabili, in corso di validità, previa segnalazione delle targhe nell'elenco dei mezzi associati al permesso. Esenti anche mezzi di soccorso o emergenza (con scritte identificative), segnalando le targhe attraverso lo specifico servizio online. Niente tassa neppure per servizi di car sharing. Idem motocicli, ciclomotori e quadricicli.  Auto elettriche: una benedizione, ma I veicoli elettrici sono una benedizione' per l'ambiente e per l'aria che respiriamo, ma il numero di autoveicoli elettrici che entrano nella ZTL è aumentato in maniera esponenziale: 75 mila le autorizzazioni in corso di validità, con effetti sull'occupazione degli spazi di sosta e sulla congestione del traffico, giustifica la misura il Comune. Pertanto, si mira a ridurre i livelli di congestione da traffico, gestire la significativa crescita degli autoveicoli elettrici già autorizzati all'ingresso, mantenere un accesso regolato tramite tariffe agevolate e differenziate per specifiche categorie.  
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DFSK E5 Plus arriva in Italia: 7 posti, 214 CV e 1.200 km di autonomia tra elettrico e benzina

Mag 18,2026
In occasione dell'Automotive Dealer Day 2026 di Verona, China Car Company ha presentato la nuova SUV plug-in DFSK E5 Plus, che arriverà in Italia dopo l'estate, con un prezzo ancora non comunicato, ma che viene definito dal distributore italiano "molto competitivo" per il segmento. Powertrain da 214 CVLunga 4.760 mm, larga 1.865, alta 1.710 e con un passo di 2.785 mm, la E5 Plus è una SUV di segmento D a sette posti. Sofisticata la meccanica, con sospensioni MacPherson all'anteriore e multilink al posteriore. Di serie i cerchi di lega da 19". A muovere questa SUV cinese pensa un powertrain composto da due motori elettrici a magneti permanenti, capaci di una potenza di 160 kW (214 CV), abbinati a un'unità termica da 1.5 litri da 95 CV e 135 Nm di coppia e un cambio automatico e-Cvt. La E5 Plus accelera da ferma a 100 km/h in 8 secondi e raggiunge la velocità massima di 180 km/h. Percorre 1.200 km senza fermarsiLa batteria ha una capacità di 25,3 kWh, che consente alla E5 Plus di muoversi a zero emissioni per 120 chilometri; l'autonomia combinata supera invece i 1.200 chilometri. In corrente continua, la batteria si ricarica dal 30% all'80% in meno di mezz'ora. Le modalità di funzionamento del powertrain possono essere selezionate dal conducente, e oltre alle consuete eco, sport e comfort ci sono anche quelle che privilegiano la modalità elettrica oppure l'autonomia complessiva. Dotazione full optionalGli interni sono curati e ricchi: di serie i rivestimenti in pelle di sedili e plancia, infotainment da 15,6" e quadro strumenti digitale da 8,8", abbinati al climatizzatore automatico, connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto e tetto panoramico elettrico. Le sedute della seconda fila sono scorrevoli e hanno lo schienale reclinabile su diverse posizioni. Per privilegiare il carico è possibile abbattere gli schienali dei posti dietro e ottenere un piano di carico piatto lungo 1,9 metri. Il bagagliaio, con portellone ad apertura elettrica, che mette a disposizione 187 litri con tutti gli occupanti a bordo, e 465 nella configurazione a cinque posti. Di serie la telecamera a 360, la modalità "telaio trasparente" per vedere eventuali ostacoli sotto l'auto e la guida assistita di livello 2 con monitoraggio degli angoli ciechi. Sei le tinte disponibili per la carrozzeria: Midnight Black, Moonlight silver, Nebula White, Lunar Grey, Aurora Green e Sand Grey. Come per tutti gli altri modelli della gamma DFSK, anche la E5 Plus ha una garanzia di 5 anni o 100.000 km.
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Stellantis accelera sulla produzione con AI e gemelli digitali: partnership con Accenture e Nvidia

Mag 18,2026
Nuova fase della trasformazione industriale di Stellantis, che punta sull'intelligenza artificiale e sui gemelli digitali, repliche virtuali delle fabbriche reali. In collaborazione con Accenture e Nvidia, il gruppo automobilistico vuole rendere la produzione più efficiente e flessibile grazie a modelli che simulano e ottimizzano ogni processo in tempo reale. La società punta a creare un circolo virtuoso in cui i sistemi manifatturieri virtuali e fisici si informano a vicenda, migliorando di continuo. Obiettivi e roadmapI target? Migliorare la qualità dei veicoli, ridurre i costi e accelerare l'innovazione, integrando AI avanzata e tecnologie di simulazione nelle catene produttive del futuro, unendo l'esperienza industriale di Stellantis, le competenze di Accenture nell'ambito della physical AI, oltre alle tecnologie di accelerated computing e alle librerie Omniverse di Nvidia.Si parte da progetti pilota in Nord America previsti quest'anno, con implementazioni avviate in stabilimenti selezionati, per valutarne l'impatto in termini di creazione di valore e scalabilità sull'intera rete industriale globale.
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Itala 35, lo storico marchio torinese riparte da una Suv: motore cinese, stile Italdesign

Mag 18,2026
Prende il via dal Mauto di Torino il progetto Historic Italian Brands (HIB), nato dalla mente di Massimo Di Risio, già fondatore del gruppo DR Automobiles, e che punta alla rinascita e al rilancio di due marchi storici dell'automobilismo italiano, ossia Itala e Osca, anche sui mercati internazionali (e questo spiega la scelta del nome inglese per questo progetto). Il primo modello a firma Itala ad arrivare sui mercati, il prossimo settembre, sarà la SUV media 35, venduta a 35.000 euro. Il progetto Fabbrica ItaliaA sostenere questa operazione c'è il progetto industriale Fabbrica Italia, neocostituita società che si occuperà di gestire i due nuovi impianti che sorgeranno a Macchia d'Isernia, in Molise, dedicati esclusivamente alla preparazione delle auto firmate Itala e Osca: in questa prima fase sono già previsti sei modelli del marchio torinese e due per quello fondato dai fratelli Maserati. Il piano prevede investimenti per 50 milioni di euro e 500 assunzioni dirette. Il primo stabilimento, in fase di completamento, verrà inaugurato il prossimo settembre: realizzato interamente con il lavoro di aziende italiane, avrà un'alta flessibilità operativa, che permette di riconfigurare le linee in poche ore, così da adattarle in tempo (quasi) reale alla domanda della rete commerciale.A questo proposito, il primo dealer per Itala e Osca ha sede proprio a Torino, in via Bologna: uno showroom gestito dal Gruppo Biauto nel quale sono esposti attualmente tre prototipi di Itala 35 e una vettura storica della Osca. Entro la fine del 2026 HIB punta ad aprire 50 showroom sul territorio nazionale, per poi dedicarsi ai mercati esteri. Il look è firmato ItaldesignPer quanto riguarda il marchio Itala, la base di partenza dei modelli in arrivo - a cominciare dalla Itala 35 - sarà fornita dal gruppo cinese Gac (telaio e powertrain), mentre la parte stilistica è stata assegnata a Italdesign. Internamente saranno invece curati gli interni, l'elettronica, l'infotaiment, le sospensioni e l'impianto frenante, con il coinvolgimento di altre realtà italiane dell'automotive, coordinate da Roberto Fedeli, ex Ferrari, Maserati e Aston Martin. Itala 35Il primo modello del marchio Itala richiama la storica 35/45HP, vincitrice della Parigi-Pechino del 1907, ma è una più tradizionale SUV media, lunga 4.410 mm, larga 1.850, alta 1.600 e con un passo di 2.650 mm. Cinque i posti a sedere, con un bagagliaio che mette a disposizione 341 litri (1.271 con gli schienali della seconda fila abbassati). A muoverlo un 1.5 turbo benzina a iniezione diretta da 170 CV e 270 Nm di coppia, abbinato a un cambio a doppia frizione a sette rapporti e la trazione anteriore. La Itala 35 scatta da ferma a 100 km/h in 7,5 secondi e raggiunge la velocità massima di 190 km/h, con un consumo medio dichiarato di 6,8 l/100km, pari a 14,7 km/l. Una crossover di carattereL'Itala 35 si distingue per uno stile aggressivo, a cominciare dal frontale con gruppi ottici sottili e la firma digitale composta da due elementi triangolari. Grande la calandra, nera con inserti cromati, mentre la fiancata è solcata da numerosi "tagli" che conferiscono dinamicità alla fiancata. Nel terzo montante è presente un inserto nero lucido con il logo Itala, che chiude idealmente le linee dei finestrini, mentre al posteriore gli elaborati fari a LED hanno un disegno trapezoidale. Il tetto nero a contrasto è di serie. Eleganti gli interni, dove spiccano inserti in Alcantara su plancia, pannelli porta e sedili, abbinati a pellami di origine italiana. Davanti al conducente, sotto una piccola palpebra, la strumentazione digitale da 7" affiancata al display da 10,25" dell'infotainment. Sarà solo full optionalLa dotazione della Itala 35 sarà completa: cerchi da 20" con pneumatici Pirelli Zero, tetto panoramico apribile elettricamente, vetri posteriori oscurati, climatizzatore automatico, connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, sedile guida regolabile elettricamente e ventilato, luci ambientali, portellone e specchietti elettrici, ricarica wireless per gli smartphone, telecamera a 360, parcheggio automatico e guida assistita di livello 2. I clienti potranno solo scegliere la tinta della carrozzeria (anche con wrapping su misura) e la combinazione di colori e materiali per gli interni. I prossimi modelliNel corso dei prossimi mesi Itala presenterà altri cinque modelli, tutti con powertrain elettrificati: plug-in, full hybrid, range-extender e 100% elettrici. Le prime ad arrivare, dopo la Itala 35, saranno altre due SUV: la Itala 56, lunga 4,68 metri, con motore da 170 CV e tecnologia range extender, e la Itala 61, ibrida plug-in da 4,98 metri e 231 CV di potenza. Più avanti sarà poi la volta di una compatta lunga 3,9 metri, "raffinata ed elegante, perfetta per la mobilità urbana".
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BRABUS Bodo: svelata sul Lago di Como la Hyper-GT da 1.000 CV e oltre 1 milione di euro

Mag 18,2026
Con una sontuosa anteprima mondiale a FuoriConcorso sul Lago di Como, la BRABUS ha presentato la Bodo. Si tratta di una coupé che sarà prodotta in 77 esemplari, con un prezzo di listino di oltre 1 milione di euro, e che per la prima volta porta il costruttore tedesco verso un prodotto fatto su misura, piuttosto che una rivisitazione di un modello di serie. La produzione sarà limitata a 10-15 unità all'anno. Base Aston Martin, ma il design è originaleLa Bodo, il cui nome rende omaggio al fondatore Bodo Buschmann, viene definita dalla BRABUS come Hyper-GT, riassumendo così il contrasto tra le prestazioni di livello assoluto e l'impostazione da coupé elegante e sportiva.La due porte tedesca è infatti costruita in carbonio e alluminio, con cerchi Monoblock da 21", pneumatici Continental sviluppati su misura e un'ala posteriore attiva che si regola in base alla velocità.L'abitacolo tradisce in alcuni elementi la derivazione Aston Martin: è infatti previsto il sistema di infotainment con Apple CarPlay Ultra, ma tutte le superfici sono state rifinite su misura con soluzioni uniche e totalmente personalizzabili. 360 km/h senza elettrificazione: il motore V12 biturboCome da tradizione BRABUS, il nero è il colore dominante (anche se ogni cliente potrà configurare l'auto secondo i propri gusti), ma il vero protagonista è sotto il cofano: il motore è infatti il V12 5.2 litri biturbo, privo di elettrificazione e di derivazione Aston Martin, che su questa vettura raggiunge quota 1.000 CV e 1.200 Nm.Nonostante i 1.900 kg di peso, la Bodo tocca i 100 km/h in 3 secondi netti e non si ferma prima dei 360 km/h autolimitati.
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Ford, addio al full electric in Europa: cinque novità entro il 2029, tra cui la Bronco fatta in Spagna

Mag 18,2026
La Ford scommette ancora sul mercato europeo, ma con una profonda revisione delle sue strategie produttive e commerciali: l'Ovale Blu abbandona l'obiettivo del "tutto elettrico" per lanciare prodotti multi-energia prodotti in Europa per l'Europa, tra cui una versione della Bronco che sarà assemblata a Valencia e sarà una delle cinque novità al debutto entro il 2029. Dalla Bronco "spagnola" alle nuove elettricheLa Bronco spagnola, che sarà prodotto dal 2028 ad Almussafes (l'impianto dove dovrebbe entrare la cinese Geely), confermerà le caratteristiche dell'omonima famiglia di fuoristrada, ma con alcune caratteristiche distintive: sarà una Suv compatta e, per l'appunto, contraddistinta da una certa robustezza. Alla Bronco si aggiungerà una piccola compatta elettrica: durante la presentazione del nuovo piano, il management ha spiegato che combinerà un design distintivo con le dinamiche tipiche di guida delle Ford nel segmento B. Inoltre, è prevista una Suv compatta, sempre elettrica, che condenserà un linguaggio di design e dinamiche di guida derivate dal mondo dei rally in un formato adatto alla città. Queste tre novità saranno poi affiancate da due crossover multi-energia derivate dal mondo dei rally entro la fine del 2029.La berlina e la Suv compatte saranno realizzate su un piattaforma di Ampere, in forza dell'accordo di collaborazione firmato pochi mesi fa con la Renault, e quindi saranno prodotte in Francia. Christian Weingaertner, reponsabile Passenger Vehicles di Ford Europe, ha comunque garantito che avranno diverse caratteristiche e specifiche "fedeli allo stile Ford". Per le altre due crossover, invece, "non è stata ancora presa una decisione definitiva su quale piattaforma usare: stiamo valutando diverse opzioni, ma possiamo essere certi che tutte avranno lo stesso spirito, lo stesso Dna". Oltre alle cinque novità, ci saranno nuovi arrivi anche dalla divisione per i veicoli commerciali Ford Pro, uno dei pilastri delle attività europee dell'azienda americana. La gamma sarà ampliata con due nuovi veicoli: il Ranger Super Duty e il Transit City. Fiesta e Focus "non possono morire"L'offensiva di prodotto che non esclude la possibilità di un rilancio di Fiesta e Focus, più che altro come denominazioni (non possiamo lasciarli morire, ha affermato il presidente di Ford Europe, Jim Baumbick, mentre Weingaertner ha spiegato che non "è stata presa alcuna decisione" e ha ricordato i motivi del loro addio, di natura sia tecnologica che normativa e, soprattutto, la grande storia dei due modelli) sarà accompagnata dalla conferma di una strategia industriale all'insegna delle partnership strategiche, ritenute fondamentali per la capacità competitiva di Ford in Europa, in quanto accelerano lo sviluppo, consentono di raggiungere economie di scala e generano valore sia nel segmento commerciale che in quello passeggeri.Non si tratta solo di accordi. Sono leve strategiche, ha affermato Baumbick, ricordando gli accordi di collaborazione con Volkswagen, gruppo Koc, Renault e, per i commerciali, Jiangling Motors. Collaboriamo con i migliori per muoverci con rapidità e su larga scala e ci dedichiamo con passione al prodotto per offrire veicoli Ford inconfondibilmente esclusivi.Solo in questo modo è possibile per Ford affrontare le sfide di una delle regioni più competitive al mondo e, ancor di più, le pressioni commerciali generate dai marchi cinesi. Sono sincero: non è un periodo facile, ha affermato Baumbick, aggiungendo al contesto competitivo altre problematiche come il quadro regolatorio e le criticità economiche e geopolitiche".Tra l'altro non sono da escludere nuovi partner in futuro. Weingaertner non ha voluto commentare le indiscrezioni sulla Geely e l'impianto alle porte di Valencia, ma ha evidenziato i colloqui in corso "con tutti i principali attori del settore: parliamo con Volkswagen, con la famiglia Koch, con Renault, ma anche con una serie di altri costruttori e potenziali partner". L'obiettivo è cercare efficienze ed economie di scala, nonchè condividere sovraccapacità produttiva e piattaforme. Ma tutti dipende dai segmenti e da altri fattori operativi, tra cui le tempistiche di lancio di un determinato progetto. "Stiamo parlando con diversi attori sul mercato e, al momento, non c'è nulla che possiamo impegnarci a comunicare in alcun modo. Tutti parlano con tutti, questa è più o meno la situazione attuale", ha garantito il manager. L'attacco alla UEA proposito di contesto normativo, Baumbick ha più volte rimarcato l'impegno della Ford nei confronti del mercato europeo e il sostegno ai clienti nel percorso verso un futuro a zero emissioni, ma ha chiarito quanto gli obiettivi di riduzione delle emissioni siano scollegati dalla realtà della domanda. Le conseguenze sono controproducenti: gli acquirenti tendono a conservare più a lungo veicoli più vecchi e con maggiori emissioni, e la redditività degli investimenti industriali viene compromessa.Inoltre, per Ford le normative  "Made in Europe" devono riflettere la realtà delle catene di approvvigionamento regionali integrate e l'importante ruolo di partner come Turchia, Marocco e Regno Unito nell'ecosistema industriale: per la Casa americana, escludere o limitare questi mercati comprometterà la competitività europea e, in definitiva, aumenterà i costi per i consumatori.Ford, al pari di buona parte della filiera continentale, rimarca quindi l'urgente necessità di un quadro normativo che allinei gli obiettivi alle scelte dei consumatori e fornisca un orizzonte di pianificazione realistico e affidabile. L'Ovale Blu auspica un approccio incentrato sul cliente, con obiettivi sulla CO realistici: devono rispecchiare la reale domanda dei consumatori e la situazione infrastrutturale attuale, perché imporre una transizione più rapida di quanto il mercato possa sostenere rischia di rallentare il tasso di rinnovo dei veicoli, un fattore critico per la riduzione delle emissioni.  Riportate il cliente al centroEcco perché Ford parla di una nuova strada da intraprendere, ossia una legislazione che sostenga e incentivi tecnologie elettrificate come gli ibridi plug-in e i veicoli elettrici ad autonomia estesa (EREV).Non costruiamo veicoli per soddisfare i requisiti normativi; li costruiamo per le persone, ha affermato Baumbick. La strada più rapida verso le zero emissioni è quella che i clienti sceglieranno effettivamente. Possiamo accelerare la riduzione delle emissioni già oggi con le tecnologie ibride che consentono ai clienti di guidare in elettrico ogni volta che è possibile.Dobbiamo garantire libertà di scelta ai consumatori, ha ribadito il manager. E tutto ciò spiega il nuovo obiettivo di Ford: Riportate il cliente al centro: uno slogan ormai comune a tutta l'industria automobilistica europea.    
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Prezzi carburanti, benzina verso i 2 euro e sorpasso sfiorato col diesel (giù): ecco quanto costa fare il pieno

Mag 18,2026
Anche nel fine settimana è proseguito il movimento di avvicinamento tra i prezzi della benzina e del gasolio, ormai sempre più vicini. Intanto, tornano a correre le quotazioni dei prodotti raffinati, segnale che potrebbe pesare sui prossimi aggiornamenti.Questa mattina, 18 maggio, la benzina self service sulla rete stradale sale a 1,943 euro/litro (+4 millesimi rispetto a venerdì), mentre il gasolio scende a 1,977 euro/litro (-6), riducendo ancora il divario. Il Gpl è a 0,808 euro/litro (-1), il metano a 1,564 euro/kg (-1). Quanto costa fare il pieno in autostradaIn autostrada i prezzi restano più alti: benzina self a 2,023 euro/litro (+6), diesel a 2,064 euro (-4), Gpl a 0,915 euro (-1) e metano a 1,588 euro/kg (-3). Secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana, arriva un segnale al ribasso dal mercato: Tamoil ha infatti ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati del gasolio. Benzina oltre i 2 euro al servitoGuardando al dettaglio delle medie nazionali, basate su circa 20 mila impianti dell'Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, si conferma un quadro di sostanziale stabilità ma con differenze marcate tra compagnie e pompe bianche.Queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta:- benzina self service a 1,945 euro/litro (compagnie 1,948, pompe bianche 1,938),- diesel self service a 1,980 euro/litro (compagnie 1,983, pompe bianche 1,974).- benzina servito a 2,080 euro/litro (compagnie 2,121, pompe bianche 2,006).- diesel servito a 2,119 euro/litro (compagnie 2,160, pompe bianche 2,042).- Gpl servito a 0,815 euro/litro (compagnie 0,827, pompe bianche 0,803).- metano servito a 1,564 euro/kg (compagnie 1,565, pompe bianche 1,563).- Gnl 1,455 euro/kg (compagnie 1,470 euro/kg, pompe bianche 1,443 euro/kg). I prezzi delle principali compagnieSulla benzina self service Eni è a 1,954 euro/litro (2,159 il servito); IP a 1,946 (2,113 servito); Q8 a 1,952 (2,112 servito); Tamoil a 1,939 (2,018 servito); sul gasolio self service Eni è a 1,980 (2,193 servito); IP a 1,991 (2,159 servito); Q8 a 1,984 (2,154 servito) e Tamoil a 1,970 (2,056 servito).
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Quanto è importante l'olio in Formula 1? Viaggio dentro Motul e McLaren

Mag 18,2026
Quando pensiamo alla complessità di una Formula 1, l'olio non è probabilmente il primo elemento che viene in mente. Eppure, i fluidi lubrificanti sono vera e propria linfa vitale per i motori e per le trasmissioni: basti pensare che, solo nel cambio, un olio di scarsa qualità potrebbe far perdere fino a una decina di cavalli, trasformati in calore (e quindi persi) dagli attriti. Questo calore in eccesso richiederebbe di conseguenza un radiatore del cambio di dimensioni maggiori, rovinando ulteriormente l'efficienza dell'auto. Ce ne ha parlato Rob Marshall, Direttore Tecnico di McLaren F1 Team, dopo che abbiamo avuto la preziosa opportunità di visitare i laboratori di ricerca e sviluppo di Motul, partner di McLaren per la fornitura dell'olio del cambio e del differenziale per la monoposto MCL40. "Con il campionato appena iniziato e il nuovo regolamento si vedono grosse differenze fra i vari team", spiega Marshall. "Si possono ancora trovare soluzioni che danno un grande vantaggio. Se vogliamo essere competitivi nel lungo termine, però, dobbiamo lavorare su tutte quelle aree che faranno la differenza quando basterà qualche decimo per passare dalla prima all'ultima fila". Un compito difficileIl ruolo dei lubrificanti nel mondo delle corse è particolarmente delicato: il compito principale è ovviamente la protezione dall'usura di ingranaggi e parti in movimento. Per questo scopo, una viscosità elevata sarebbe la scelta perfetta; al tempo stesso, però, la necessità di ridurre la dispersione di potenza richiederebbe olii molto fluidi.Entrambi gli aspetti sono resi ancor più critici dalle caratteristiche delle nuove power unit: la scarsità di energia a disposizione impone di ridurre al massimo gli sprechi in erogazione, mentre le continue rigenerazioni da parte del motore elettrico (durante le quali la potenza passa al contrario dalle ruote al motore) sollecitano il cambio in maniera molto intensa, con repentine inversioni di spinta. Tutto ciò in una trasmissione che nonostante le potenze in gioco è estremamente ridotta in dimensioni per risparmiare peso. Le singole ruote dentate fanno impressione da quanto sono sottili: tutto questo si traduce in pressioni di contatto fra gli ingranaggi che possono arrivare nell'ordine dei gigapascal (il pascal è l'unità di misura per lo sforzo meccanico). Per di più un cambio compatto significa anche poco volume a disposizione per l'olio. Se aggiungiamo la necessità di lavorare a temperature di esercizio che possono raggiungere facilmente i 150 C, si inizia a intuire perché la formulazione del liquido per cambio e differenziale della Formula 1 abbia richiesto nove intensi mesi di sviluppo e la validazione attraverso più di 40 differenti test. La formula... segretaLa ricetta parte da un mix di olii di base, ognuno con proprietà specifiche differenti. Si va da frazioni molto viscose, che visivamente ricordano quasi il miele, ad altre che sembrano quasi acqua in quanto a fluidità. A queste poi si aggiunge una serie di additivi come modificatori di attrito, anti usura, anti schiuma, detergenti Si arriva facilmente a una ventina di componenti che vengono testati in decine di combinazioni diverse per trovare la formulazione migliore. Arrivano i testLe analisi partono dalla validazione chimico-fisica dell'olio, per certificarne la resistenza alle alte temperature, all'ossidazione e la compatibilità con ogni materiale presente nel cambio. Si passa poi alle prove tribologiche, in cui appositi macchinari sfregano fra di loro sfere o dischi metallici (realizzati esattamente nello stesso materiale e con gli stessi rivestimenti presenti nella trasmissione), dopo averli immersi nell'olio, per misurare i coefficienti di attrito e l'eventuale usura al variare di carico, velocità e durata delle sollecitazioni. Motul ha così selezionato le opzioni migliori per sottoporle a McLaren. A sua volta, il team inglese utilizza un banco apposito in cui il cambio viene collegato a un motore elettrico da 1.100 CV, in grado di simulare perfettamente l'erogazione della power unit, con altri due motori elettrici collegati ai semiassi per replicare le forze trasmesse dalle ruote. Si può così mettere alla prova la trasmissione per percorrenze di centinaia di chilometri, replicando esattamente le sollecitazioni di diversi tracciati. Misurando poi coppia in ingresso e in uscita, ma anche temperature e pressioni in diversi punti della trasmissione è possibile valutare l'efficacia del lubrificante fino all'ottenimento del comportamento migliore possibile. Anche nel WECUn volta definita la formulazione, lo sviluppo continua ininterrottamente per trovare possibili margini di miglioramento. Dall'anno prossimo, poi, Motul fornirà a McLaren anche l'olio motore per l'Hypercar che correrà nel WEC (spinta dal V6 biturbo sviluppato dall'italiana Autotecnica Motori), andando così ad arricchire ulteriormente il massiccio impegno dell'azienda nel motorsport a due e quattro ruote. E per quanto pista e strada siano mondi completamente diversi per requisiti, volumi e costi, l'ambizione è sempre quella di poter portare le innovazioni provate nelle competizioni nei prodotti disponibili al pubblico.
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Villa dEste 2026, trionfa la BMW 328, Coppa d'Oro a una Mercedes: tutti i premi assegnati

Mag 18,2026
Anche quest'anno il Concorso d'Eleganza Villa d'Este ha confermato il proprio status di riferimento assoluto nel panorama internazionale degli eventi dedicati all'automobile storica. Insieme al Pebble Beach Concours d'Elegance rappresenta il vertice mondiale del collezionismo d'eccellenza, pur vantando una tradizione ancora più antica: la manifestazione sul Lago di Como affonda infatti le proprie radici nel 1929, oltre vent'anni prima della nascita dell'evento californiano.Come da tradizione, collezionisti, restauratori, designer, storici dell'automobile e protagonisti dell'alta società internazionale si sono ritrovati nei giardini del Grand Hotel Villa d'Este per celebrare alcune tra le vetture più rare, significative ed eleganti mai costruite. A fare da sfondo, l'inconfondibile atmosfera della storica dimora rinascimentale voluta dal cardinale Tolomeo Gallio, trasformata per un fine settimana nel palcoscenico più esclusivo del motorismo mondiale, sotto il patrocinio di BMW Group. Il debutto della Vision BMW AlpinaVenerdì. La giornata inaugurale del venerdì è stata dedicata agli ultimi arrivi delle vetture in concorso e alle prime valutazioni della giuria internazionale, chiamata a esaminare oltre cinquanta automobili suddivise in otto classi tematiche; in serata sono stati tolti i veli dalla Vision BMW Alpina, studio di design che anticipa il futuro del marchio di Buchloe dopo il suo ingresso ufficiale nell'universo BMW. La granturismo a motore V8, lunga oltre cinque metri, reinterpreta in chiave contemporanea i valori storici di Alpina velocità, comfort e raffinatezza attraverso un linguaggio stilistico essenziale e sofisticato, pensato per inaugurare una nuova era del brand bavarese. Il pubblico premia la  300 SL RoadsterSabato. Il sabato, tradizionalmente riservato agli ospiti accreditati e ai collezionisti, ha visto invece l'assegnazione della prestigiosa Coppa d'Oro Villa d'Este, attribuita tramite referendum pubblico all'auto più apprezzata della manifestazione. A conquistare il riconoscimento è stata una Mercedes-Benz 300 SL Roadster, tra gli ultimi esemplari prodotti del celebre modello tedesco, consegnata al primo proprietario nel maggio del 1963. La vettura si distingue per lo straordinario stato di conservazione completamente originale: dalla verniciatura bianca con cui uscì dalla fabbrica agli interni in pelle nera, passando per i freni a disco e l'hard top originale, anch'esso nero. Prima di essere trasferita negli Stati Uniti nel 2025, l'auto aveva avuto soltanto altri due proprietari, entrambi residenti a Reutlingen, in Germania. La BMW 328 Bügelfalte che corse la Mille Miglia del 1940Domenica. Ieri sera è stata infine annunciata l'auto vincitrice del Trofeo BMW Group Best of Show, il premio più ambito dell'intera manifestazione, assegnato dalla giuria alla BMW 328 Bügelfalte del 1937. La vettura, giunta fino ai giorni nostri conservando pressoché intatte tutte le sue componenti originali, fa parte del quintetto di 328 che prese parte alla Mille Miglia del 1940, dove la Casa dell'Elica riuscì a piazzare quattro vetture nelle prime sei posizioni, aggiudicandosi anche la vittoria assoluta. Al via c'erano due 328 berlinette e tre spider: l'esemplare premiato è l'unica delle tre spider a non essere stata carrozzata dalla Touring di Milano, bensì realizzata internamente a Monaco di Baviera. Nelle mani di Wenscher e Scholz concluse la corsa al sesto posto assoluto. Di seguito, tutti i trofei, i premi di classe e i premi speciali assegnati:Trofeo BMW Group Best of ShowBMW 328 Bügelfalte (1937)Trofeo BMW Group Best of Show Honorary AwardFerrari 250 GT (1957)Classe A Automotive Tailoring: The Decade of Opulence, 1924-1934Delage D8 (1931)Menzione d'onore: Cadillac V-16 (1930)Classe B Future Couture: Dressed For Speed, 1935-1939BMW 328 Bügelfalte (1937)Menzione d'onore: Mercedes-Benz 540 K (1937)Classe C Viva Villa d'Este: Extravagant 1950s StyleFerrari 212 Coupé Speciale (1952)Menzione d'onore: Cadillac Eldorado Brougham (1957)Classe D The Top Goes Down, The Price Goes Up: Selling SunshineBMW 507 (1958)Menzione d'onore: Ferrari 400 Superamerica SWB (1960)Classe E They Earned Their Names: Enzo's Endurance LegendsFerrari 250 GT (1957)Menzione d'onore: Ferrari 250 GTO (1962)Classe F Every Scratch Tells A Story: Ageing Gracefully Without RestorationDe Tomaso Mangusta (1969)Menzione d'onore: Mercedes-Benz 300 SL (1963)Classe G From Carnaby Street To The Autostrada: The Swinging GT DriverLamborghini Miura SV (1971)Menzione d'onore: Ferrari 275 GTB (1965)Classe H The Pace Race: The Supercar Comes of AgeVolkswagen W12 Nardò (2000)Menzione d'onore: Bugatti EB110 GT (1992)Trofeo BMW Group RagazziBugatti Type 37 (1928)Concorso d'Eleganza Design Award for Concept Cars & Prototypes scelta del pubblicoKimera Automobili K-39 (2026)Trofeo del Presidente della GiuriaFerrari Testarossa (1986)Trofeo del PresidenteBugatti 57C (1939)Coppa d'Oro Villa d'Este Best of Show, scelta del pubblicoMercedes-Benz 300 SL (1963)Trofeo BMW Group Classic il restauro più incredibileFerrari 250 GTO (1962)Trofeo Vranken Pommery l'auto più iconicaCadillac Eldorado Brougham (1957)Trofeo ASI l'auto post-war meglio conservataFiat 8V Zagato (1954)Trofeo Auto & Design design più iconicoFerrari F40 (1989)Trofeo Il Canto del MotoreFerrari 375 MM (1954)Trofeo Automobile Club Como l'auto arrivata da più lontanoFerrari 275 GTB (1965)Trofeo Schedoni Modena gli interni in pelle meglio conservatiBMW M1 (1980)
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24 ore del Ring, finale amaro per la Mercedes di Max Verstappen

Mag 17,2026
Edizione numero 54 per la mitica 24 ore del Nürburgring, una delle gare più dure al mondo e allo stesso tempo una delle più inclusive con vetture di diverse categorie (al top le varie GT3 della classe SP9 Pro), che si affrontano lungo i 25,378 km del leggendario tracciato tedesco.La differenza di prestazioni porta nell'arco di pochi giri all'inizio dei doppiaggi da parte dei team di testa, a favore dello spettacolo e del numeroso pubblico sulle tribune e nei boschi a bordo pista: le statistiche parlano di oltre 60.000 sorpassi nell'arco delle 24 ore.Quest'anno sono oltre 350.000 gli spettatori accorsi per il weekend di gara. Alcuni di questi arrivano a campeggiare a negli spazi tutt'intorno alla pista addirittura per una settimana arrivando in anticipo per prendere i posti migliori e, di conseguenza, lasciando solo un paio di giorni dopo la fine della gara, disallestendo i vari palchetti autocostruiti con l'unico limite della fantasia e delle braccia a disposizione. Direttamente dalla Formula 1Fra gli elementi aggiuntivi di interesse nell'edizione 2026 la presenza di Max Verstappen con un proprio team a bordo della Mercedes-AMG numero 3. Alla vigilia, il quattro volte campione di Formula 1 ha dichiarato La 24 ore del Nürburgring è da tempo nella mia lista dei desideri. Da lui ci si aspettava la pole position, che invece non è arrivata. A dire il vero, nell'ultima sessione delle qualifiche c'era uno dei suoi compagni di team, lo spagnolo Daniel Juncadella. A strappare il tempo migliore è stata la Lamborghini Huracan numero 84, per l'occasione guidata dal tedesco Luca Engstler, dalla gemella numero 130, in Q3 nelle mani dello svizzero Marco Mapelli. Ma la gara è lunga, e tutto può succedere. Il pubblico è caldo e caloroso, nonostante le temperature quest'anno siano particolarmente rigide: di notte si è arrivati a 4 gradi L'entusiasmo non cala e alle 15 del sabato tutti gli occhi sono puntati sulle 161 vetture al via. La mia esperienza dai boxLa gara è ricca di colpi di scena, influenzata anche dalle condizioni meteo che continuano a cambiare: si passa da un acquazzone e un pallido sole, con le strategie dei team continuamente rimesse in discussione. Seguo gli sviluppi dal box dedicati alle Porsche 911 numero 44 e 17  dei  team Falken Motorsport e Dunlop Motorsport.Per quest'ultimo si tratta di un debutto, dopo che la divisione pneumatici per auto di Dunlop è confluita in toto nel gruppo Sumitomo (ve ne avevamo parlato un paio di mesi fa in occasione del lancio del Blue Response TG), mentre la Falken, da anni di proprietà del gruppo giapponese, è ormai una veterana della 24 ore, nonché uno degli sponsor della gara: se guardate bene, su tutte le vetture sopra il passaruota c'è il suo adesivo, al di là della marca che potete leggere sul pneumatico effettivamente montato.Fra le forniture ufficiali del costruttore tedesco ci sono, oltre alla Porsche 911 #44, diverse altre vetture, fra cui le Volkswagen Golf GTI Clubsport 24h che celebrano i 50 anni del logo GTI. A proposito, al Ring il pubblico ha potuto anche assistere alla presentazione all'interno del Ring Boulevard della ID. Polo GTI, che portare il mondo delle hot hatch elettriche fra gli appassionati di cilindri e pistoni.Anche la Dunlop dal canto suo fornisce alcune vetture e lo stesso accade per gli altri più importanti costruttori di pneumatici: nessuno si vuol perdere questo palcoscenico e severo banco di prova per i proprio prodotti sportivi.All'interno del box, dedicato a quattro vetture, le fasi di lavoro sono concitate e i meccanici di team avversari lavorano spalla a spalla, sempre con la massima attenzione al cronometro e a non ostacolarsi a vicenda nei pit-stop. Gli ingegneri di pista monitorano la telemetria e le condizioni meteo per tirare fuori dal cilindro ogni volta la soluzione giusta. Come, per esempio, intagliare le gomme slick quando sul tracciato non piove abbastanza per montare delle rain.  Colpo di scena per Max e il suo teamTornando alla corsa, le emozioni non sono mancate, con una serie di sorpassi mozzafiato da parte dei leader della corsa, che spesso nei primi giri si sono scambiati di posizione, ma anche di incidenti.Fra questi, l'uscita di scena dopo meno di quattro ore di gara - della Porsche 911 del team Manthey con alla guida Kevin Estre, un veterano del Ring e candidato alla vittoria, tradito, in occasione di un doppiaggio, dal fondo reso scivoloso dalla pioggia che in diverse fasi della gara si è alternata a momenti soleggiati.Stessa sorte per la Ferrari 296 GT3 Evo24 #45 che aveva ben figurato nelle qualifiche e per la Porsche 911 GT3 R del team Falken Motorsport che ha dovuto interrompere la sua avventura nell'Inferno vedere dopo 9 ore di gara (dopo essere risalita fino al terzo posto), seguita dopo due ore dalla vettura gemella del team Dunlop Motorsport.Il passo impresso dalla Mercedes-AMG GT3 del team di Max Verstappen è impressionante e per buona parte di questa massacrante corsa è loro la prima posizione. A circa tre quarti della gara il colpo di scena, con la coupé tedesca costretta a fermarsi per un problema alla trasmissione. Inutili i tentativi dei meccanici ai box.   Verstappen ci riproverà nel 2027Alla fine, dopo 128 giri alla media di oltre 164 km/h, la vittoria è andata all'altra Mercedes-AMG GT3, la #80 della Winward Racing con i piloti Maro Engel, Luca Stolz, Fabian Schiller e Maxime Martin, che partiva in griglia dalla 25esima posizione.Sul podio, con oltre due minuti di ritardo, anche la Lamborghini Huracán #84, partita in pole position e scivolata nelle retrovie nel corso della gara, seguita dalla Aston Martin Vantage AMR GT3 Evo #34 (partita 11esima).Sfiora il podio la BMW M4 GT3 Evo #99 del team Rowe, gemella della vincitrice dell'edizione 2025, quest'ultima costretta al ritiro nella notte per un tamponamento l'autore della pole.Del resto, in 24 ore se ne sono viste di tutti i colori qui nell'Inferno verde dell'Eifel, con 111 vetture all'arrivo sulle 161 partite. Nel frattempo, Max Verstappen ha già detto che l'anno prossimo vuole provarci di nuovo. Compatibilmente con il suo lavoro, ovviamente.
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