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Villa dEste Style Electric Yachting 2026: il futuro della nautica elettrica sul Lago di Como

Mag 05,2026
Sul Lago di Como, nella cornice senza tempo di Villa d'Este - e nel weekend che precede il Concorso d'Eleganza - la nautica elettrica abbandona definitivamente i panni della sperimentazione per mostrarsi in una fase di piena maturità. La sesta edizione di Villa d'Este Style Electric Yachting, in programma domenica 10 maggio, si conferma tra gli appuntamenti di riferimento in Italia per osservare l'evoluzione della mobilità sostenibile sull'acqua.Il legame con il territorio e la Fondazione Alessandro VoltaA fare da filo conduttore è il dialogo tra industria, ricerca e territorio, in un contesto che unisce tradizione e innovazione a pochi passi dalla città di Como, legata alla figura di Alessandro Volta. L'evento rinnova la collaborazione con la Fondazione a lui dedicata, impegnata nelle celebrazioni per il bicentenario. Protagonisti e innovazioni tecniche: Porsche, Frauscher e CandelaSul piano tecnico, l'edizione 2026 evidenzia un'offerta articolata. Tra i protagonisti spicca Frauscher che, insieme a Porsche, porta in acqua la 790 Spectre, sintesi tra know-how automotive e nautico.Accanto a questa, trovano spazio l'Ecolux 850 di Ecoline Marine, il Seal di Vita e le realizzazioni del Cantiere Ernesto Riva, tra cui ER Revolution ed E-Next Tender. Presente anche il Candela 7 di ABC Boat.A completare l'ecosistema arrivano tecnologie come le moto d'acqua di Taiga Motors e le infrastrutture di ricarica rapida di Aqua superPower, sempre più strategiche per una rete di navigazione elettrica diffusa. Il contributo accademico: Politecnico di Milano e TorinoDeterminante il contributo accademico: il Politecnico di Milano presenta il prototipo del Team Polimi Energy Boat, con Università di Bologna (Team Argonauts UniBo) e Politecnico di Torino (H2Fly). Presente anche l'Università di Trieste. Tech Talk e prove in acquaPiù che una vetrina, Villa d'Este Style Electric Yachting è una piattaforma: dai Tech Talk alle prove in acqua fino alla parata al Tempio Voltiano.A chiudere, lo Student Award premia i progetti più promettenti, confermando il ruolo delle nuove generazioni. Meno concept e più prodottiIn un settore giovane ma in rapida evoluzione, l'appuntamento fotografa il momento: meno concept e più prodotti, meno esercizi di stile e più soluzioni pronte all'uso.La transizione elettrica, anche sull'acqua, ha ormai una rotta definita.Informazioni e prenotazioniL'esperienza è aperta anche agli ospiti non residenti per la giornata di domenica - a pagamento - con posti limitati e prenotazione obbligatoria, scrivendo a marketing@villadeste.it o consultando il sito dell'Hotel.
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Flotte auto, Aniasa contro lobbligo elettrico di Bruxelles: Non funziona

Mag 05,2026
No al Green Corporate Vehicles - la proposta UE di elettrificazione forzata delle flotte - e, nella cornice della legge delega fiscale in scadenza ad agosto, una revisione della deducibilità dei costi delle auto aziendali e l'introduzione di un regime speciale per la tassa automobilistica e l'Imposta provinciale di trascrizione sui veicoli a noleggio. Questo, in estrema sintesi, l'appello alla politica comunitaria e nazionale del presidente di Aniasa, Italo Folonari, durante la presentazione a Milano del 25 Rapporto sul noleggio a breve e lungo termine e sul car sharing. Niente obblighi green per le flotte Ue e target nazionali Sul settore, ha avvertito il numero uno dell'associazione che in Confindustria rappresenta i servizi di mobilità, grava il possibile recepimento della proposta UE su quote obbligatorie di elettrico per flotte aziendali e società di noleggio: 45% delle immatricolazioni al 2030 e 80% al 2035. Un obbligo lontano dalle reali dinamiche di mercato, che dimostra, ha rimarcato, come la politica europea non abbia imparato dal recente passato.La richiesta di Aniasa è quella di adottare un approccio neutrale, flessibile e competitivo, sostituendo le quote obbligatorie con obiettivi raccomandati, introducendo target coerenti con le specificità nazionali e misure di sostegno per imprese e lavoratori, oltre alla tutela rispetto al rischio dei valori residui delle auto elettriche.  Revisione della deducibilità dei costi delle auto aziendali Sul fronte interno, la delega fiscale è vista come un'occasione da non perdere. Da qui la richiesta di evitare ulteriori rinvii sulla revisione della deducibilità dei costi delle auto aziendali, ferma al 1997, e di introdurre una riduzione al 10% dell'IVA per il noleggio a breve termine con finalità turistiche e per i servizi di car sharing.Proposta anche l'introduzione di un regime speciale per il noleggio, con un unico ente di riscossione per tassa automobilistica e IPT e la successiva definizione di criteri oggettivi di redistribuzione del gettito agli enti locali.  Tutti positivi i principali indicatori del 2025 Quanto al mercato, il noleggio - sia a breve sia a lungo termine - resta in buona salute, pur con alcune criticità, confermandosi motore della transizione: nel primo trimestre 2026 il 48% delle ibride plug-in e il 32% delle EV immatricolate in Italia sono a noleggio.Nel 2025, in un mercato automotive stagnante, il settore del noleggio veicoli ha proseguito la crescita, raggiungendo un giro d'affari di 17 miliardi di euro (+7,5%), con 13,2 miliardi dal lungo termine e 1,6 dal breve. La flotta circolante ha toccato 1,483 milioni di veicoli (+2,3%), mentre le immatricolazioni sono salite a 526.500 unità (+11%).Primo trimestre 2026: boom del rent a car, avanzano i brand cinesiIl primo trimestre 2026 conferma la crescita del lungo termine, ma con segnali di rallentamento: il fatturato sale (+5,6%) e la flotta raggiunge 1,337 milioni di veicoli (+3,2%), mentre le immatricolazioni calano (-4,3%), frenate dai rinvii dovuti alle nuove regole sui fringe benefit.Nel breve termine, invece, cresce il fatturato (+3,6%) insieme ai noleggi (+1,5%) e soprattutto alle immatricolazioni (+51%), a fronte però di un calo dei giorni di noleggio (-3%) e della flotta (-2,5%).Rilevante anche la crescita dei brand cinesi, arrivati al 12,4% delle immatricolazioni nel primo trimestre, con punte di una vettura su cinque nel breve termine.Rischio crisi irreversibile per il car sharingSul car sharing, Folonari parla apertamente di involuzione e di un settore che rischia una crisi irreversibile, anche alla luce delle prospettive legate alla guida autonoma e alla possibile entrata di operatori esteri.Le cause individuate sono cinque: scarso supporto delle istituzioni locali, regole non uniformi tra i comuni, fiscalità penalizzante, assenza di un adeguato quadro normativo e aumento dei costi legati a furti, danneggiamenti e truffe.  Primo trimestre 26: boom di targhe del rent a car, avanzano i cinesi Il primo trimestre dell'anno in corso ha confermato la crescita del long term, anche se con segnali di rallentamento, e un andamento altalenante del rent a car. In particolare, nel lungo termine alla crescita del giro d'affari (+5,6%) e della flotta, che ha raggiunto 1.337.000 veicoli (+3,2%), fa da contraltare il calo delle immatricolazioni (-4,3%), su cui, evidenzia l'Aniasa, pesano i numerosi rinvii dei rinnovi delle flotte decisi dalla clientela aziendale per evitare di incorrere nelle nuove penalizzanti regole sul fringe benefit. Il breve termine, invece, ha registrato uno sviluppo del fatturato (+3,6%), dei noleggi (+1,5%) e un incremento significativo delle immatricolazioni (+51%), ma, contestualmente, un calo dei giorni di noleggio (-3%) e della consistenza della flotta (-2,5%).E a proposito di flotta, ha raggiunto dimensioni rilevanti la presenza di vetture di brand cinesi, che, complessivamente, hanno raggiunto il 12,4% delle immatricolazioni nei primi tre mesi del 2026. Addirittura, sottolinea l'Aniasa, nel breve termine una vettura su cinque arriva dalla Cina. Rischio crisi irreversibile per il car sharing Per quanto riguarda, infine, il car sharing, Folonari non ha rivelato numeri, sottolineando unicamente che i dati 2025 non sono comparabili con il 2024. Ma ha parlato senza giri di parole di involuzione di un settore che, come accennato all'inizio, rischia una crisi irreversibile e che, nella prospettiva dell'evoluzione tecnologica (la guida autonoma, ndr) rischia di essere fagocitato da operatori esteri. I motivi di questo declino? Cinque, secondo Folonari: il mancato supporto delle istituzioni locali, le regole non uniformi tra i comuni, una fiscalità penalizzante, l'assenza di un adeguato impianto normativo e, infine, l'impennata dei costi provocati dalla piaga di furti, danneggiamenti e truffe.
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Ewiva lancia le tariffe dinamiche: ricarica ultraveloce da 0,77 /kWh fino a luglio

Mag 05,2026
Al via la promozione di Ewiva, operatore di stazioni di ricarica ultraveloci del Gruppo Enel: un piano di tariffe dinamiche, differenziate in base alle fasce orarie e al giorno della settimana, valido fino al 31 luglio 2026. L'iniziativa riguarda i siti dotati di sistema di pagamento contactless che accettano carte (di credito, debito o prepagate) dei circuiti Mastercard, Visa, VPay e Maestro, oltre ad Apple Pay e Google Pay. Come funziona la promozione e i prezzi al kWhSe la tariffa standard è di 0,86 /kWh, quella dinamica funzionerà nel modo seguente: prezzo di 0,77 /kWh da lunedì a sabato nelle ore notturne dalle 21.00 alle 06.59 e tutta la domenica, e costo di 0,82 /kWh da lunedì a sabato dalle 07.00 alle 20.59. L'obiettivo della società (1.700 punti di ricarica da 100 kW a 400 kW in 480 stazioni nel nostro Paese) è anche quello di rendere il servizio più flessibile, soprattutto nei periodi di maggiore mobilità come i mesi estivi.
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Sunderland al 50%: Nissan taglia 900 posti, accorpa le linee e guarda a Chery

Mag 05,2026
Nissan estende all'Europa le misure di ristrutturazione varate esattamente un anno fa dall'amministratore delegato Ivan Espinosa. La Casa nipponica ha confermato le indiscrezioni del Financial Times su un riassetto delle attività in Europa che porterà al taglio di circa il 10% della forza lavoro: l'obiettivo è eliminare 900 posizioni sulle 9.300 attive."Nell'ambito del piano di ripresa Re:Nissan abbiamo intrapreso azioni decisive per migliorare le prestazioni e creare un'azienda più snella e resiliente, in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato", ha spiegato un portavoce. "Come parte di questo approccio, abbiamo avviato un dialogo con i dipendenti europei al fine di semplificare le strutture, ridurre la complessità e garantire un'operatività sostenibile e redditizia". Sunderland: una sola linea di montaggioI tagli riguardano per ora solo attività d'ufficio, ma la ristrutturazione coinvolge anche quelle industriali e logistiche. Nissan ha comunicato ai rappresentanti dei lavoratori dell'impianto inglese di Sunderland (foto sopra) l'intenzione di accorpare le linee di montaggio, passando da due a una sola.La decisione, almeno per ora, non comporterà licenziamenti tra i circa 6 mila addetti della fabbrica, già ridotti di 250 unità l'anno scorso. Resta però il segnale di una situazione complessa: Sunderland produce Qashqai, Juke e Leaf, ma lavora a circa il 50% della capacità produttiva, un livello lontano dai minimi necessari per la sostenibilità economica. Arriva Chery?Sunderland è finita al centro di indiscrezioni sulla possibile condivisione di spazi produttivi con un costruttore cinese. Negli ultimi giorni sono emerse voci sull'ipotesi di un accordo con Chery, proprietaria dei marchi Omoda e Jaecoo, in forte crescita sul mercato britannico.Alcune testate inglesi indicano come possibile un'intesa già nei prossimi mesi. L'accorpamento potrebbe infatti spianare la strada a un accordo utile a migliorare la saturazione dell'impianto. Lo fa capire lo stesso portavoce di Nissan: "Abbiamo annunciato che accorperemo la produzione da due linee a una sola presso il nostro stabilimento di Sunderland, nell'ambito della valutazione delle future opportunità per garantire il pieno utilizzo dell'impianto".In ogni caso, la ristrutturazione non riguarda solo Sunderland, ma anche altri siti: è prevista, per esempio, la chiusura parziale del magazzino ricambi di Barcellona. Inoltre, saranno liquidate tutte le filiali nei mercati del Nord Europa, che verranno presidiati tramite partner commerciali esterni, come già avvenuto in Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania.
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Ferrari Luce, lelettrica è una miniera di brevetti: "Ne abbiamo registrati più di 60"

Mag 05,2026
Benedetto Vigna torna a parlare di una delle novità più attese di Ferrari: la prima elettrica di Maranello. "La Ferrari Luce è molto più di un nuovo modello ed è molto più che elettrica", ha affermato l'amministratore delegato. " la perfetta concretizzazione dello scopo che ci motiva ogni giorno in Ferrari: ridefinire con audacia i limiti del possibile, fondendo tradizione e innovazione in modo unico. la convergenza di tantissime tecnologie straordinarie e della passione di tantissime persone"."Per Ferrari Luce abbiamo registrato oltre 60 brevetti in svariati ambiti, dai motori elettrici agli inverter, dalla dinamica del veicolo all'integrazione delle batterie nel telaio, dal volante ai display e a un'interfaccia utente più semplice, dai finestrini ai tergicristalli. Non c'è una singola dimensione dell'auto che non sia stata ripensata dal team in modo innovativo. Ancora qualche settimana di pazienza e poi sarà visibile a tutto il mondo", ha aggiunto Vigna, sottolineando che "anche la tecnologia più innovativa è priva di significato senza uno scopo. Il nostro è quello di creare emozioni. da qui che siamo partiti quando abbiamo immaginato per la prima volta Ferrari Luce e crediamo di esserci riusciti. C'è grande attesa e curiosità da parte dei clienti, sia storici sia potenziali. E non vediamo l'ora di iniziare questo nuovo capitolo alla fine del mese".La Luce sarà infatti presentata a Roma il 25 maggio prossimo. La corsa rallentaVigna ha parlato durante la conference call sui risultati di un primo trimestre non del tutto brillante, con diversi segnali di rallentamento della crescita, in particolare sul fronte della marginalità operativa, ma comunque indicativo della capacità di Ferrari di arginare le ripercussioni di problemi ormai comuni a tutti i costruttori. Le consegne, per esempio, sono scese del 4,4% a 3.436 unità a causa del "previsto cambio di modelli".La crescita delle famiglie 12Cilindri, Purosangue e SF90 XX e della F80 è stata accompagnata dal calo di 296 e Roma Spider, ormai prossime alla fine del loro ciclo di vita, mentre per 296 Speciale, Amalfi e 849 Testarossa le spedizioni ai clienti sono iniziate solo da poche settimane.Grazie alla flessibilità nell'allocazione geografica dei prodotti, Ferrari sottolinea di non aver risentito della crisi in Medio Oriente: le consegne sono rimaste stabili e le attività commerciali sono proseguite senza interruzioni. La contrazione delle spedizioni e l'impatto di un contesto valutario sfavorevole - particolarmente penalizzante per i costruttori più esposti al dollaro Usa e allo yen giapponese - sono stati compensati dal continuo arricchimento del mix di prodotto e dal rafforzamento delle personalizzazioni.Maranello è così riuscita a registrare una crescita dei ricavi del 3% a 1,848 miliardi di euro (+6% a cambi costanti), di cui 1,5 miliardi dalla vendita di automobili e parti di ricambio (+1%; +4% al netto dei cambi) e 218 milioni da sponsorizzazioni e altre attività (+14%). La redditivitàSulle principali voci reddituali hanno inciso diversi fattori. L'EBITDA, pari a 722 milioni, è cresciuto del 4%, per un margine del 39,1% (38,7% un anno fa), mentre l'utile operativo si è attestato a 548 milioni, con un aumento dell'1% (+8% a cambi costanti) e un'incidenza sul fatturato in lieve calo dal 30,3% al 29,7%.Le maggiori personalizzazioni e i mix geografico e di prodotto positivi - grazie alle Americhe, alla F80, alle Serie Speciali e alle attività racing - sono stati controbilanciati dall'aumento degli ammortamenti per l'avvio della produzione di nuovi modelli, dalle minori consegne, dal calo delle vendite della 499P Modificata, nonché da un aumento delle spese di marketing e dei dazi sulle importazioni negli Usa.L'utile netto è rimasto stabile a 413 milioni di euro, mentre risultano solide sia la generazione di cassa delle attività industriali, con flussi in crescita da 620 a 653 milioni, sia la posizione finanziaria netta, passata da un debito di 32 milioni al 31 dicembre a una liquidità di 388 milioni. Le prospettive per il 2026Nonostante un contesto operativo non del tutto favorevole, Ferrari ha confermato le previsioni per l'intero anno. La Casa emiliana punta su un ulteriore arricchimento del mix di prodotto e geografico per chiudere il 2026 in crescita rispetto all'anno scorso. Le stime indicano ricavi a 7,5 miliardi di euro, EBITDA a 2,93 miliardi, utile operativo a 2,22 miliardi, utile per azione a 9,45 euro e flussi di cassa per almeno 1,5 miliardi.Linee guida che, precisano da Maranello, si basano sulla visibilità attuale sugli effetti della crisi in Medio Oriente, che Ferrari sta gestendo attivamente."Il mix di prodotto ulteriormente arricchito e la domanda costante di personalizzazioni hanno contribuito ai solidi risultati del primo trimestre", aggiunge Vigna. "Con tali performance e con un portafoglio ordini che si estende ulteriormente verso la fine del 2027, confermiamo la nostra guidance per il 2026".L'amministratore delegato richiama infine i tre pilastri del modello Ferrari in una fase di forte volatilità: "Innanzitutto una chiara focalizzazione e una forte disciplina. In secondo luogo un approccio agile e flessibile. E in terzo luogo un team unito e coeso, con i piedi ben piantati per terra"."In tempi incerti le priorità possono cambiare rapidamente, con il rischio di perdere di vista ciò che conta davvero nel lungo termine. In Ferrari continuiamo ad agire secondo i nostri piani: che si tratti di lanciare un nuovo modello, aprire un nuovo negozio o gareggiare in pista, restiamo concentrati su ciò che rende il marchio più forte nel lungo periodo".
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Volkswagen Golf R 24H: la super hatchback per la 24 Ore del Nürburgring

Mag 05,2026
Volkswagen ha svelato le prime immagini della Golf sviluppata in vista della 24 Ore del Nürburgring 2027. Per celebrare i 25 anni del sub-brand sportivo R, nato nel 2002 con la Golf R32, il marchio tedesco ha deciso di dare vita alla Golf R 24H, che sarà portata in gara dal team Max Kruse Racing. Un'anticipazione del 2027La vettura è definita una showcar, segno che alcuni dettagli verranno ulteriormente affinati prima del debutto in pista. Già ora sono evidenti il pacchetto aerodinamico estremo, gli allargamenti della carrozzeria e i grandi sfoghi d'aria sul cofano.Il progetto deriva dalla Golf R stradale e mantiene la trazione integrale, un passaggio chiave dopo tre anni di competizioni con la versione a due ruote motrici basata sulla Golf GTI Clubsport. La Golf R 24H sarà mostrata al pubblico in occasione della 24 Ore del Nürburgring 2026 (dal 14 al 17 maggio), nel Ring Boulevard. La variante stradale da 270 km/hL'ultima Golf R di serie, presentata nel 2024, è la Golf più potente mai prodotta. Il 2.0 turbo benzina eroga 333 CV e 420 Nm, gestiti da cambio DSG doppia frizione e trazione integrale 4Motion con Torque Vectoring e modalità Drift, pensata per massimizzare la trazione sull'asse posteriore. Con il pacchetto R-Performance, di serie per il mercato italiano, la vettura è autolimitata a 270 km/h.
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Dalla Matta alla Gazzella: ecco il nuovo libro sui 75 anni di Alfa Romeo con i Carabinieri

Mag 05,2026
Il racconto di un'alleanza che ha accompagnato l'evoluzione della società italiana e la modernizzazione delle Forze dell'ordine è al centro del nuovo volume dedicato allo storico legame tra l'Alfa Romeo e l'Arma dei Carabinieri. Il nuovo libro, Carabinieri e Alfa Romeo - Al servizio del Paese, è stato presentato al Museo di Arese: un'opera che ripercorre 75 anni di collaborazione, celebrati a febbraio a Selva di Val Gardena in compagnia di una Giulia Quadrifoglio in livrea istituzionale.Durante l'evento, che ha visto la partecipazione del comandante generale Salvatore Luongo e del CEO di Alfa Romeo e COO di Maserati Santo Ficili, è stato svelato il logo ufficiale dell'anniversario. Il simbolo integra il brand con la Fiamma dei Carabinieri, esprimendo valori condivisi come dedizione, coraggio e italianità. Dalla Matta alla GazzellaIl libro, pubblicato da Giunti e Giorgio Nada Editore con i testi di Danilo Moriero e Lorenzo Ardizio, è strutturato in cinque capitoli. Attraverso le vetture in dotazione, il racconto segue la trasformazione dell'Italia repubblicana e dei suoi apparati di sicurezza.Si parte dalla 1900 M Matta del 1951, simbolo della ricostruzione postbellica, passando per la Giulia Super del boom economico e l'Alfetta Protetta degli anni di piombo, fino ad arrivare ai modelli contemporanei come Tonale e Stelvio. Il legame tra le due istituzioni ha contribuito a dare forma al concetto di Gazzella con la Giulia, diventata icona del pronto intervento e della presenza dello Stato sul territorio.Grazie a un'attenta ricerca archivistica e a numerose testimonianze, il volume costruisce un racconto capace di parlare sia agli appassionati di storia dell'automobile sia a chi desidera approfondire il ruolo dell'Arma dei Carabinieri nella vita civile del Paese.
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Nate in Cina, vendute in Europa: l'idea Volkswagen per le nuove elettriche

Mag 05,2026
I cinesi hanno ormai assunto una posizione di leadership forse incontrastabile nella mobilità elettrica. A dimostrarlo è anche un'ipotesi produttiva che riguarda da vicino Volkswagen.Il costruttore di Wolfsburg ha da tempo messo in atto una strategia lineare: sfruttare i primati tecnologici raggiunti dai partner cinesi - come Saic e Xpeng - per produrre in Cina auto elettriche pensate su misura per i consumatori locali. La sintesi è racchiusa nello slogan in China for China. Tuttavia, non è escluso che i tedeschi decidano di importare in Germania tecnologie e competenze cinesi per difendere la propria competitività, accelerare i cicli di sviluppo e saturare capacità produttiva oggi inutilizzata. La nuova piattaforma con XpengIn sostanza, Volkswagen sta valutando se produrre in Europa modelli di nuova generazione inizialmente destinati alla Cina, qualora fossero ritenuti adatti anche ai gusti e alle esigenze degli europei.Quest'anno stiamo intensificando lo sviluppo della piattaforma CMP, il cui lancio in Cina è previsto per il 2027. Una volta completato il lavoro, potremo valutare le opzioni in Europa e verificare quali prodotti siano i più adatti, ha spiegato l'AD Oliver Blume, riferendosi alla Compact Main Platform sviluppata con Xpeng per i futuri modelli Volkswagen destinati proprio al mercato cinese.Blume ha quindi sottolineato come il Gruppo Volkswagen possa trarre vantaggio dall'innovazione, dalla velocità e dai processi industriali cinesi. A suo avviso, l'ecosistema del Dragone è ormai diventato un modello in termini di architetture. Anche il manager tedesco, dunque, riconosce la superiorità tecnologica cinese e la necessità, per i costruttori occidentali, di puntare su collaborazioni industriali e ingegneristiche, magari condividendo anche spazi produttivi in Europa. In questo senso, Blume ha confermato le indiscrezioni delle ultime settimane sulla disponibilità alla condivisione di capacità produttiva con Case cinesi. Quali modelli?Vale la pena ricordare che all'ultimo Salone di Pechino il gruppo tedesco ha presentato diverse novità nate secondo la logica Cina per la Cina, che ora potrebbero anche arrivare in Europa alla luce delle parole di Blume.Alla rassegna cinese, per esempio, è stata svelata la ID. Unyx 09, ammiraglia sviluppata con Xpeng e prodotta dalla joint venture Volkswagen Anhui (75% Wolfsburg, 25% Jac), una realtà che già oggi propone altri modelli: ID. Unyx 06, 07 e 08. A Pechino ha debuttato anche la ID. Era 9X, SUV elettrica di grandi dimensioni sviluppata e prodotta da Saic-Volkswagen. La ID. Aura T6, sempre un veicolo a ruote alte ma di taglia media, è invece assemblata dalla joint venture FawVw ed è stata sviluppata con Xpeng sulla piattaforma CEA 800V.Questo scenario riguarda il marchio Volkswagen e le sue tre joint venture, ma il Gruppo è presente in Cina anche con altri brand. Jetta, gestito da FawVolkswagen, era a Pechino con la X Concept, prototipo di una SUV elettrica lowcost che anticipa la transizione del marchio dalle motorizzazioni termiche alle elettriche di primo ingresso. Infine, c'è la E7X, secondo modello di AUDI, il brand riservato esclusivamente al mercato cinese e sviluppato in collaborazione con Saic.
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Google cambia le notizie in Italia: come scegliere le fonti e seguire Quattroruote

Mag 05,2026
Finalmente Google permette di scegliere le fonti di informazioni preferite anche in Italia. Chiamata appunto Fonti preferite, la nuova funzione consente di selezionare le testate che appariranno più frequentemente durante le proprie ricerche.Stando all'azienda, la probabilità che l'utente clicchi sulla fonte scelta raddoppia, permettendo di dribblare, se usata correttamente, siti poco attendibili o poco interessanti. Vediamo come farlo. Come aggiungere QuattroruoteIl funzionamento è semplice. Prima di tutto, andiamo su Google tramite il browser del computer o direttamente nell'app e cerchiamo una notizia d'attualità o un argomento correlato al presente come "prezzi benzina". Dato l'invio, vedremo comparire la sezione Notizie principali e, accanto ad essa, una stellina. questa la chiave del sistema.Basta infatti cliccarla (o toccarla) per selezionare una o più fonti da mettere nei preferiti. Scrivendo Quattroruote e selezionando il quadratino accanto al nome, la nostra testata verrà salvata tra le fonti preferite e apparirà più spesso tra i risultati, accanto ovviamente alle notizie degli altri siti.Va detto che non c'è limite alle fonti selzionabili ed esse compariranno anche nella nuova sezione Dalle tue fonti, la striscia posta subito sotto Notizie principali, che consente di avere sempre sott'occhio i contenuti dai siti che avremo scelto.
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BMW, 2 milioni di elettriche senza strappi: la neutralità tecnologica che salva business e lavoro

Mag 05,2026
Il gruppo BMW sta riuscendo ad arginare gli effetti della crisi dell'auto europea con una strategia coerente da anni: i bavaresi stanno rafforzando il loro impegno nella mobilità elettrica, ma mantenendo aperte le porte a quelle tecnologie tradizionali che hanno posto le basi della loro affermazione sui mercati globali. L'ultima prova di questo approccio alla transizione tecnologicamente neutrale è arrivata con un comunicato dedicato proprio alla produzione di elettriche.Negli scorsi giorni, la fabbrica di Dingolfing, nella Baviera nordorientale, ha raggiunto il traguardo dei 2 milioni di veicoli elettrici a batteria prodotti, sfornando una BMW i5 M60 xDrive in versione berlina. L'esemplare, rifinito nell'esclusiva tinta blu Tansanit, è destinato a un cliente spagnolo. Strategia chiara e massima flessibilitàDingolfing ha avviato la produzione in serie di auto a batteria nel 2021 con la BMW iX e oggi assembla la gamma di elettriche più ampia del Gruppo BMW. Oltre a iX e i5 (berlina e Touring), dalle sue linee esce anche la BMW i7. Dal 2021 l'impianto ha prodotto oltre 320 mila elettriche, a conferma di un rapido aumento dei volumi negli ultimi anni. In sostanza, quasi un sesto dei due milioni di veicoli elettrici a batteria assemblati complessivamente dal gruppo proviene proprio da Dingolfing.Tuttavia, l'impianto non è dedicato esclusivamente alle elettriche: lo scorso anno tre quarti della produzione ha riguardato veicoli con motorizzazioni tradizionali, termiche o ibride. Alla base di questa impostazione c'è un approccio tecnologicamente aperto che trova applicazione nel progetto BMW iFACTORY: modelli con diverse motorizzazioni vengono prodotti in modo flessibile, attraverso un processo di assemblaggio misto su un'unica linea.Una strategia portata avanti da anni che genera benefici rilevanti, soprattutto sul fronte occupazionale. Oggi, infatti, ogni impianto tedesco del gruppo produce almeno un modello completamente elettrico sulla stessa catena di montaggio, potendo però adattare rapidamente il mix produttivo all'andamento della domanda. L'equilibrio che salva i posti di lavoroIn altre parole, la mobilità elettrica è diventata la nuova normalità nell'intera rete produttiva di BMW senza avere un impatto negativo sulla forza lavoro, al contrario di quanto sta accadendo presso concorrenti come Volkswagen, Audi o Porsche. Un approccio che contribuisce anche a tutelare l'industria automobilistica tedesca e, soprattutto, la posizione della Germania come secondo polo produttivo mondiale per le auto elettriche. Un esempio concreto di come la neutralità tecnologica possa generare benefici più ampi rispetto a politiche basate su divieti o limitazioni delle scelte dei consumatori.
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Carburanti, benzina oltre 1,9 euro: la verde torna ai massimi da due anni

Mag 05,2026
I prezzi alla pompa della benzina continuano a salire, superando quota 1,9 euro/litro per la prima volta da due anni (dall'11 maggio 2024), mentre il gasolio cala leggermente, restando comunque oltre i due euro con un margine di circa quattro centesimi. In aumento anche il GPL, arrivato a 82 centesimi al litro. questa la fotografia scattata da Staffetta Quotidiana nella consueta rilevazione giornaliera, che richiama l'andamento sfavorevole delle quotazioni petrolifere, con il Brent di nuovo sopra i 110 dollari al barile.La testata specializzata segnala inoltre la decisione di IP di aumentare di sei centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di ridurre di quattro centesimi quelli del gasolio. Q8, invece, ha applicato un ribasso di un centesimo sulla verde, mentre Tamoil ha limato di un centesimo il diesel. I prezzi mediI prezzi mediIn particolare, questa mattina 5 maggio, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,926 euro/litro (+27 millesimi rispetto a ieri), il gasolio a 2,043 euro/litro (-3). Il GPL si attesta a 0,820 euro/litro (+6), mentre il metano resta invariato a 1,573 euro/kg.In autostrada, la verde al fai-da-te costa 1,981 euro/litro (+14), il diesel 2,114 euro/litro (-2), il GPL 0,927 euro/litro (+3) e il metano 1,594 euro/kg (invariato).Quanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati sui dati comunicati ieri dai gestori di circa 20 mila punti vendita all'Osservatorio del MIMIT, le medie dei prezzi praticati vedono:benzina self service a 1,901 euro/litro (compagnie 1,916, pompe bianche 1,872)gasolio self a 2,049 euro/litro (compagnie 2,054, pompe bianche 2,040)Al servito, la benzina è a 2,024 euro/litro (compagnie 2,072, pompe bianche 1,936), il diesel a 2,187 euro/litro (compagnie 2,228, pompe bianche 2,108), il GPL a 0,821 euro/litro, il metano a 1,573 euro/kg e il GNL a 1,525 euro/kg.Infine, lo spaccato dei principali marchi vede:Eni a 1,944 euro/litro sulla benzina self (2,126 al servito) e 2,045 sul diesel (2,256)IP a 1,899 (2,056) e 2,070 (2,236)Q8 a 1,918 (2,042) e 2,053 (2,221)Tamoil a 1,923 (1,986) e 2,046 (2,129)
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Il mercato auto corre: ad aprile +11,6%, le elettriche raddoppiano grazie agli incentivi

Mag 04,2026
Il mercato italiano dell'auto continua a mostrare segnali di vitalità. Ad aprile, secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti, le immatricolazioni sono state 155.210, in crescita dell'11,6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.A trainare la domanda sono il canale del noleggio e, soprattutto, l'onda lunga degli incentivi per le elettriche, che continua a sostenere le targhe dei veicoli alla spina: lo scorso mese, secondo le elaborazioni Unrae, le elettriche hanno registrato un balzo del 98,6%.Il buon andamento dei primi mesi dell'anno si riflette anche sui dati cumulati del primo quadrimestre: le immatricolazioni raggiungono quota 641.772, in aumento del 10,05% sullo stesso periodo del 2025. Si riduce inoltre il divario rispetto ai livelli prepandemici del 2019, ora pari a -9,9%. Le Top 50 in Italia ad aprile 2026 Fiat PandinaCon 8.571 esemplari targati, la citycar prodotta a Pomigliano d'Arco si conferma la regina del mercato italiano. Rimane ampio il distacco dalle inseguitrici: le targhe sono sempre almeno il doppio rispetto alla seconda in classifica.  Jeep AvengerSecondo posto per la Suv compatta: sono 4.350 gli esemplari immatricolati ad aprile. Leapmotor T03Rimane sul podio la citycar a batteria del marchio cinese: lo scorso mese ne sono state registrate 4.090 unità.  Dacia SanderoAi piedi del podio si conferma anche la berlina compatta, con 4.054 esemplari targati. MG ZSIl mese di aprile riserva la sorpresa della SUV del marchio anglo-cinese: con 3.742 immatricolazioni, la MG ZS sale ai piani alti della graduatoria mensile.   Fiat Grande PandaAnche ad aprile la Grande Panda si conferma tra i modelli di maggior successo sul mercato italiano: lo scorso mese ne sono stati immatricolati 3.704 esemplari.  Peugeot 208Con 3.558 targhe, la piccola francese riesce a conquistare il settimo posto in classifica.  Citroën C3In ottava posizione troviamo un altro modello del gruppo Stellantis (nella top ten sono ben sei): ad aprile, le immatricolazioni della C3 ammontano a 3.505 esemplari.  Toyota Aygo XCon 3.372 immatricolazioni, la piccola SUV del marchio giapponese si piazza al nono posto. Volkswagen T-RocLa top ten si chiude con la compatta di Wolfsburg: sono 3.074 le immatricolazioni mensili.  11. Toyota Yaris Cross: 2.92112. Renault Clio: 2.76213. Toyota Yaris: 2.63314. Renault Captur: 2.59215. Volkswagen T-Cross: 2.55616. Ford Puma: 2.50917. Opel Corsa: 2.46818. Peugeot 2008: 2.12819. Dacia Duster: 2.08120. Fiat 600: 2.02921. Kia Sportage: 2.01122. Jeep Compass: 1.96023. Audi Q3: 1.93624. BMW X1: 1.92825. Volkswagen Tiguan: 1.86226. Citroën C3 Aircross: 1.69627. BYD Seal U: 1.59028. BYD Atto 2: 1.55729. Toyota C-HR: 1.54430. Omoda 5: 1.51931. Fiat 500: 1.49232. Kia Picanto: 1.45033. Volkswagen Golf: 1.30634. Peugeot 3008: 1.26535. Mercedes GLA: 1.22436. Ford Kuga: 1.22037. Hyundai Tucson: 1.21938. MG3: 1.19839. Nissan Qashqai: 1.18640. BMW X3: 1.14341. Jaecco 7: 1.11642. Suzuki Swift: 1.08443. Omoda 5: 1.38844. Alfa Romeo Tonale: 1.06845. Alfa Romeo Junior: 97046. Lancia Ypsilon: 92547. Volvo XC40: 89248. Audi Q2: 88849. Mercedes GLC: 88750. Audi Q5: 848
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Stop alla pubblicità di carne, voli e auto a benzina: ad Amsterdam scatta il giro di vite

Mag 04,2026
Lotta dura ad Amsterdam contro le pubblicità di crocchette di pollo, SUV a benzina o diesele vacanze low cost. Dal 1 maggio, al termine di un iter politico avviato anni fa e legato al regolamento urbano, la capitale dei Paesi Bassi ha vietato le inserzioni negli spazi pubblici di carne, voli, crociere e auto termiche, come riporta la BBC.Spariscono così da cartelloni stradali, fermate del tram e stazioni della metro gli annunci legati a consumi considerati ad alto impatto climatico. La misura non vieta i prodotti, ma la loro promozione negli spazi collettivi. Un iter promosso dai VerdiSi tratta di "un passaggio culturale", spiegano i Verdi: ciò che non viene più pubblicizzato è destinato, nelle intenzioni del legislatore, a smettere progressivamente di essere percepito come normale. Rimuovere questo costante stimolo visivo può ridurre gli acquisti d'impulso e segnala che la carne a basso prezzo e i viaggi ad alto consumo di combustibili fossili "non sono più scelte di vita ambite". O così, almeno, ritiene il partito.Per rendere più chiaro il messaggio, i promotori fanno un parallelo con il tabacco: in passato era lecito pubblicizzare le sigarette, nonostante i rischi per la salute. Il dibattito sulla libertà di sceltaSoddisfatti i movimenti ambientalisti, tra cui Reclame Fossielvrij, che ha guidato la campagna nei Paesi Bassi e ha rilanciato la decisione del Consiglio comunale di Amsterdam.La crisi climatica è molto urgente, dice Anneke Veenhoff del Partito dei Verdi. Se si vuole essere all'avanguardia nelle politiche climatiche e poi si affittano spazi pubblicitari per promuovere l'opposto, cosa si sta facendo? Il valore simbolico e gli obiettivi per il 2030Nei Paesi Bassi, le pubblicità su combustibili fossili e viaggi ad alte emissioni rappresentano il 4% del totale, mentre quelle sulla carne lo 0,1%. Il divieto ha quindi soprattutto un valore simbolico e rientra in un progetto più ampio dell'amministrazione di Amsterdam.Due gli obiettivi principali: portare entro il 2030 il 60% del consumo di proteine verso fonti vegetali e raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. L'onda green investe le città europeeHaarlem, Utrecht e Nimega hanno già introdotto misure simili negli ultimi anni, mentre Genova e Firenze sembrano intenzionate a muoversi nella stessa direzione.E Milano? Nel 2020 ha equiparato la pubblicità delle auto a categorie sensibili negli spazi pubblici: un precedente che la avvicina al dibattito europeo sulle restrizioni climatiche.Bistecche e SUV dovranno convincere da sole, senza il supporto della pubblicità negli spazi pubblici: utopia o distopia?
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McLaren torna a Le Mans con la MCLHY. Arriva la GTR da 730 CV per pochi eletti

Mag 04,2026
McLarenha presentato la MCLHY destinata al Mondiale WEC 2027. Nell'occasione ha svelato anche la cugina MCLHY GTR, che i clienti più esclusivi potranno guidare in eventi dedicati, replicando la stessa strategia già adottata con successo da Ferrari con la 499P Modificata. Telaio Dallara e specifiche tecniche LMDhIl progetto della MCLHY nasce su telaio Dallara e segue il regolamento Hypercar LMDh, valido sia per il WEC sia per l'IMSA. Il motore è un V6 3.0 biturbo costruito da ATM - Autotecnica Motori, abbinato al sistema ibrido standard Bosch.Nei prossimi mesi la vettura sarà messa alla prova in vista dell'omologazione e del debutto nella prossima stagione. Il team United Autosports ha già confermato i piloti titolari: Mikkel Jensen, Grégoire Saucy, Richard Verschoor e Ben Hanley. La MCL-HY GTR per i clienti "vip"Accanto alla HY, McLaren ha presentato anche la MCLHY GTR, variante da pista riservata ai clienti privati, che potranno partecipare a iniziative speciali.La vettura, che per la prima volta vede collaborare McLaren Racing e McLaren Automotive, riprende numerose soluzioni della HY ed è dotata del V6 senza restrizioni, privo della componente ibrida, capace di erogare circa 730 CV.Il programma dedicato, denominato Project: Endurance, prevede sei eventi sulle piste più iconiche del mondo, oltre ad appuntamenti all'interno dei trackday PURE McLaren e accessi VIP alla 24 Ore di Le Mans 2027 e ad altre iniziative della squadra ufficiale.Ogni partecipante avrà a disposizione un coach esperto, un team di meccanici e ingegneri e un servizio allinclusive per le giornate in pista con il proprio esemplare.
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Brembo Sensify entra in produzione: frenata by-wire e obiettivo zero incidenti

Mag 04,2026
Anche l'Italia recita un ruolo chiave nel futuro dell'automotive digitale: la bergamasca Brembo ha annunciato che Sensify, il nuovo standard della frenata intelligente, è entrato in produzione per un costruttore globale. Si tratta di sistemi con tecnologia by-wire basati su software, pensati per applicazioni chiave a beneficio della sicurezza stradale.L'architettura è priva di fluido e ripartisce il controllo su ciascuna ruota, eliminando circuiti idraulici e sistemi di attuazione centralizzati: si ottiene così una modulazione precisa e continua della frenata, con un comportamento del veicolo più stabile e controllato anche nelle condizioni di guida più complesse e variabili. Obiettivo zero incidentiViene tradotta in realtà industriale la nostra visione di una piattaforma di frenata integrata, ha dichiarato Daniele Schillaci, amministratore delegato del gruppo. Progettato per orchestrare l'intero ecosistema del lato ruota, Sensify apre la strada alla prossima generazione di veicoli software-defined, in linea con l'obiettivo di lungo periodo di contribuire a una mobilità senza incidenti.La società, che ha già firmato ulteriori contratti con nuovi clienti, prevede di equipaggiare centinaia di migliaia di veicoli all'anno.
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Robotaxi, svolta in California: le multe ora le pagano le aziende

Mag 04,2026
Dal 1 luglio 2026, in California scatteranno le multe anche per le auto senza conducente che violano le norme del Codice della strada: sarà l'azienda produttrice del sistema di guida autonoma a dover pagare il verbale. In pratica, nel caso specifico, Waymo e Tesla saranno ritenute responsabili dell'infrazione.Le nuove disposizioni, varate dal Dipartimento dei veicoli a motore (DMV), colmano un vuoto normativo che finora impediva alle Forze dell'ordine di sanzionare le self-driving in caso di comportamenti irregolari, come il passaggio con il semaforo rosso.La Polizia emetterà un avviso di non conformità (Notice of AV Noncompliance) indirizzato al costruttore, dando il via a un'indagine del DMV che potrà richiedere la correzione del difetto software. Nei casi più gravi, o se l'azienda non interverrà, il dipartimento potrà limitare, sospendere o revocare i permessi operativi della flotta, riporta la BBC. Pochi secondi per le emergenzeLe direttive impongono tempistiche rigide per l'interazione con i servizi di emergenza: le aziende dovranno garantire una risposta alle chiamate entro 30 secondi e, nelle situazioni più critiche, i veicoli dovranno lasciare le aree interessate entro due minuti. Dopo il blackout serve fare luceLa normativa arriva dopo un'inversione a U vietata effettuata da un robotaxi Waymo a settembre 2025 a San Francisco. Ma soprattutto dopo il blackout elettrico di fine 2025: per ore, nella città della baia, decine di navette autonome dell'azienda del gruppo Alphabet rimasero immobili in contemporanea, paralizzando il traffico.Bloccati agli incroci, fermi in mezzo alla strada, con un ingorgo surreale che mise in evidenza la fragilità dei sistemi complessi. La causa? Un'interruzione di corrente che, nel Golden State, spense gran parte delle infrastrutture urbane, a partire da semafori e sistemi di gestione del traffico, elementi essenziali per il funzionamento delle auto a guida autonoma.Non ultimo, i Vigili del fuoco hanno più volte segnalato le criticità create dalle vetture senza conducente durante le operazioni di emergenza. La nuova stretta punta quindi a responsabilizzare i produttori e garantire maggiore sicurezza sulle strade.
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Renault, Senard lascerà nel 2027: si apre la partita per la successione

Mag 04,2026
Si apre un nuovo dossier per la governance del gruppo Renault: a pochi mesi dal completamento dell'avvicendamento tra Luca de Meo e Franois Provost al timone del costruttore transalpino, il nuovo fronte "caldo" riguarda la presidenza."Sono ormai sette anni che ho l'onore di presiedere il gruppo Renault. Mi resta un anno per completare il mio mandato, ma non ne farò uno di troppo e mi impegnerò affinché la successione avvenga con un unico obiettivo: la difesa degli interessi dell'azienda e dei suoi team", ha dichiarato l'attuale presidente Jean-Dominique Senard agli azionisti riuniti in assemblea. Parte il processo di successioneNei prossimi mesi è quindi atteso un tourbillon di indiscrezioni sull'erede del manager cui si devono decisioni cruciali per il rilancio del gruppo. Al momento è difficile indicare chi possa raccoglierne il testimone alla scadenza dell'attuale mandato, fissata nel 2027. Di certo, lo Stato francese, grazie alla sua partecipazione (15% del capitale) e alla sua influenza, avrà un ruolo determinante nella scelta del nuovo presidente.Del resto fu proprio Parigi a chiamare Senard, all'inizio del 2019, alla guida di Renault per affrontare le conseguenze della traumatica uscita di scena di Carlos Ghosn. La scelta del governo transalpino ricadde su un dirigente con solidi legami con l'alta finanza francese e, soprattutto, con le grandi imprese statali che rappresentano l'ossatura del tessuto economico nazionale e il trait d'union tra pubblico e privato.Senard, figlio di un diplomatico con trascorsi anche a Roma, ha lavorato per il colosso petrolifero Total, per il gruppo industriale Saint-Gobain e per il gigante dell'alluminio Pechiney, prima di approdare alla multinazionale dei pneumatici Michelin, dove dal 2005 al 2019 ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità fino alla presidenza.Senard, anche grazie a scelte rilevanti come l'ultima parola sulla nomina di Luca de Meo ad amministratore delegato, lascerà un'azienda sostanzialmente rinata o comunque riportata in carreggiata dopo la profonda crisi seguita all'addio di Ghosn. "Al culmine della crisi del 2019 dissi che un giorno il gruppo avrebbe riconquistato il posto che gli spettava: forse c'era molta autopersuasione da parte mia, ma il talento e la resilienza dei team, così come la solidità della governance nonostante le difficoltà, alla fine mi hanno dato ragione, a beneficio di tutti", ha affermato Senard, non senza manifestare "un po' di orgoglio" per i risultati raggiunti e assicurando il massimo impegno per preparare la successione entro la fine del mandato.
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Benzina, scatto delle accise: +18 cent al litro, ecco i nuovi prezzi alla pompa

Mag 04,2026
Le nuove accise su benzina e GPL si fanno sentire sui prezzi dei due carburanti alla pompa, mentre il gasolio è in lieve calo. Da venerdì 2 maggio, ricorda Staffetta Quotidiana nella sua consueta rilevazione giornaliera, l'accisa sulla benzina è salita di 15 centesimi al litro (18,3 centesimi IVA compresa), quella del GPL di 4,1 centesimi (5 centesimi IVA compresa).Questa mattina, 4 maggio, i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa risultano dunque in forte aumento sulla benzina e sul GPL e in lieve calo sul gasolio: la verde al self service sulla rete stradale quota a 1,899 euro/litro (+14,5 centesimi rispetto a giovedì) e il gasolio a 2,047 euro/litro (-5 millesimi). Il GPL è a 0,814 euro/litro (+1,9), il metano a 1,573 euro/kg (-0,3). In autostrada, la benzina self è a 1,967 euro/litro (+16,6 centesimi), il diesel a 2,116 euro/litro (+2), il GPL a 0,924 euro/litro (+2,4) e il metano a 1,594 euro/kg (-0,3).Intanto, sabato Eni ha aumentato di 18,3 centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina, applicando le nuove aliquote. Per IP e Q8 (che ha ridotto di un centesimo il diesel) il rialzo è di 18 centesimi e per Tamoil di 20,3 centesimi. Le rilevazioniQuanto ai dettagli per modalità di vendita, elaborati sulla base di quanto comunicato ieri mattina dai gestori degli impianti all'Osservatorio del Mimit, le medie dei prezzi praticati vedono la benzina self service a 1,892 euro/litro (compagnie 1,907, pompe bianche 1,860) e il diesel a 2,049 euro/litro (compagnie 2,054, pompe bianche 2,040). Al servito, verde a 2,008 euro/litro (compagnie 2,054, pompe bianche 1,922), gasolio a 2,187 euro/litro (compagnie 2,229, pompe bianche 2,108), GPL a 0,819 euro/litro (compagnie 0,831, pompe bianche 0,807), metano a 1,573 euro/kg (compagnie 1,573, pompe bianche 1,573) e GNL a 1,525 euro/kg (compagnie 1,541 euro/kg, pompe bianche 1,513 euro/kg).Lo spaccato dei marchi principali vede Eni a 1,940 euro/litro sulla benzina self service (2,105 al servito) e 2,046 euro/litro sul diesel (2,258); IP a 1,886 (2,038) e 2,071 (2,237); Q8 a 1,910 (2,025) e 2,054 (2,221); Tamoil a 1,919 (1,975) e 2,046 (2,129).
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Zero stipendio ma 158 miliardi in palio per Musk: la maxi scommessa di Tesla

Mag 04,2026
Oggi Elon Musk prende zero da Tesla. Ma nel 2025 potrebbe puntare a una remunerazione potenziale da 158 miliardi di dollari. Il maxi-pacchetto scatta solo in azioni e solo se centra una serie di obiettivi estremamente ambiziosi.Secondo documenti depositati giovedì scorso presso le autorità di regolamentazione degli USA, l'azienda texana ha stimato questa potenziale remunerazione da 158 miliardi di dollari, pari a poco meno di 135 miliardi di euro al cambio attuale. Promesse e traguardi bene ricordare che si tratta di una sorta di "promessa", anzi di una scommessa sulle capacità di Musk di mettere a terra obiettivi estremamente ambiziosi. L'imprenditore riceverà la cifra solo sotto forma di azioni e soltanto nel caso vengano raggiunti diversi traguardi, tra cui capitalizzazione a 8.500 miliardi di dollari, margine operativo lordo a 100 miliardi, dieci milioni di abbonamenti alla guida autonoma, almeno un milione di taxi autonomi, un milione di robot Optimus e 20 milioni di veicoli l'anno.In tal caso, gli saranno assegnate 423 milioni di azioni in dieci tranche annuali. Se, invece, non riuscirà a raggiungere i target, allora non riceverà alcun compenso, anche se il pacchetto remunerativo, approvato dall'ultima assemblea dei soci nonostante l'opposizione dei grandi investitori istituzionali, prevede comunque una serie di compensazioni. Musk, infatti, otterrà oltre 50 miliardi di dollari di titoli in caso di progressi solo parziali nel percorso decennale.Sono inoltre previste deroghe in caso di disastri naturali, guerre, modifiche alle normative statunitensi e internazionali o altri eventi con impatti significativi sull'operatività di Tesla. In altre parole, l'imprenditore potrebbe non incassare cifre astronomiche, ma difficilmente resterebbe a mani vuote.
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Skoda Epiq: interni minimalisti e prezzo da 25 mila euro. La nuova elettrica punta al cuore del mercato

Mag 04,2026
Dopo il debutto alla Milano Design Week, Skoda torna a parlare della Epiq. Se all'evento italiano abbiamo potuto ammirare per la prima volta le forme della carrozzeria, è ora il momento di scoprire i bozzetti degli interni della SUV elettrica compatta. La presentazione ufficiale è fissata per il 19 maggio. Minimalismo al potere e filosofia Modern SolidPer disegnare l'abitacolo della Epiq, Skoda ha preso spunto dai modelli attuali ed ha evoluto ulteriormente la filosofia Modern Solid sviluppata per lo stile esterno. La nuova SUV è quindi la prima a seguire questo percorso progettuale, che trova nel minimalismo la sua chiave principale.La plancia è costituita da un unico elemento orizzontale con un portaoggetti aperto, mentre nella console centrale troviamo la piattaforma di ricarica wireless. Lo schermo centrale touch è abbinato ad alcuni comandi fisici nella parte inferiore, mentre davanti alla guidatrice e al guidatore si trova un secondo schermo più piccolo per la strumentazione.Sono presenti le bocchette di aerazione tradizionali, ma non ci sono altri elementi oltre a questi segni stilistici principali, aumentando così la sensazione di spazio e pulizia formale. Piattaforma MEB+, batterie e autonomiaLa Epiq, che abbiamo già potuto guidare in anteprima, ha un prezzo d'attacco previsto di circa 25.000 euro e misura 4,17 metri. La piattaforma MEB+ è quella comune alla nuova ID.Polo e alla attesa ID.Cross, mentre le opzioni per le batterie prevedono unità da 37 kWh o 51,7 kWh netti, con autonomie dichiarate comprese fra 310 e 430 km.
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