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Aggiornato: 38 min 50 sec fa

Mercato italiano - Le 50 auto più vendute in Italia nel 2025

Gen 02,2026
I dati di vendita di dicembre 2025 segnano un +2,2% su base mensile e un calo del 2,1% dall'inizio dell'anno rispetto al 2024. Ma quali sono state le vetture preferite dagli automobilisti? Lasciamo a voi il piacere di scoprirle, limitandoci a evidenziare un solo dato: l'assenza, in questo elenco, di modelli esclusivamente full electric, che invece abbiamo trovato nelle ultime classifiche su base mensile. A sottolineare ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, l'impatto degli incentivi (arrivati a fine ottobre) sull'andamento del mercato. Di seguito, la classifica dei 50 modelli più venduti in Italia nel 2025. 1. Fiat PandinaLa numero uno è sempre lei, la piccola Panda (e che da qualche mese si chiama Pandina, per non confonderla con la Grande Panda): nel 2025 sono state 102.485 le nuove immatricolazioni. Disponibile con l'1.0 mild hybrid da 65 CV, la Pandina ha un listino che parte da 15.950 euro. 2. Dacia SanderoLa compatta della Casa di Mioveni si conferma tra le auto più amate dagli italiani: sono 49.445 gli esemplari immatricolati nel 2025. Da poco aggiornata nel look e nella dotazione, è disponibile con motori benzina e bifuel a Gpl: prezzi da 14.800 euro. 3. Jeep AvengerLa B-Suv americana si conferma uno dei modelli preferiti in Italia. Non a caso, la nostra penisola è il mercato più importante per la Jeep in Europa, il terzo al mondo per volumi. Nel 2025 la Avenger ha registrato 48.376 nuove immatricolazioni. Disponibile con motorizzazioni benzina, mild hybrid (anche integrale 4xe) ed elettrica, parte da 25.200 euro. 4. Citroën C3Costruita sulla stessa base della Fiat Grande Panda, la quattro metri francese è disponibile con motori benzina, mild hybrid ed elettrici, a partire da 16.400 euro. Nel 2025 sono state registrate 38.442 nuove immatricolazioni. 5. Toyota Yaris CrossAl quinto posto c'è la piccola Suv giapponese, immatricolata in 37.386 esemplari e costruita sullo stesso pianale della Yaris: questo modello è disponibile con powertrain full hybrid da 116 e 131 CV, anche a trazione integrale. Listino da 28.750 euro. 6. Toyota Yaris La compatta giapponese registra 33.846 nuove immatricolazioni: condivide con la Yaris Cross i motori, ma il listino parte da 24.550 euro. Per gli appassionati della guida sportiva c'è anche la GR Yaris, con l'1.6 turbobenzina da 280 CV e prezzi da 52.000 euro. 7. Dacia DusterLa Suv della Dacia conquista il 7 posto con le sue 33.573 nuove targhe. La gamma motori è appena stata aggiornata e comprende il bifuel a Gpl da 120 CV (anche con cambio automatico), un mild hybrid da 140 CV e il full hybrid da 155 CV. A trazione integrale l'1.2 mild hybrid bifuel a Gpl da 150 CV. Quattro allestimenti, prezzi da 19.900 euro. 8. Peugeot 208La piccola francese registra nel 2025 31.320 nuove targhe, ed è disponibile con powertrain benzina, mild hybrid (da 110 e 145 CV) ed elettrici, da 136 e 156 CV. Il listino di questo modello attacca a 22.000 euro. 9. Renault ClioLa sesta generazione della Clio è stata presentata qualche mese fa: i dati di vendita del 2025 (29.069 nuove immatricolazioni) fanno riferimento al modello precedente. Quella nuova offre motori benzina e full hybrid, con prezzi che partono da 18.900 euro. 10. MG ZSIn fondo alla top ten c'è la Suv anglo-cinese, che registra 28.988 nuove immatricolazioni. In Italia questo modello è disponibile con motori a benzina e full hybrid, con prezzi da 20.490 euro. 11. Volkswagen T-Roc - 27.18812. Ford Puma - 26.67613. Renault Captur - 25.86114. Toyota Aygo X - 24.70915. Volkswagen Tiguan - 24.02916. BMW X1 - 22.09217. Volkswagen T-Cross - 21.82418. Opel Corsa - 21.53119. Fiat 600 - 21.26620. Kia Sportage - 18.85821. Peugeot 2008 - 18.10022. Nissan Qashqai - 16.49223. Peugeot 3008 - 16.17324. Toyota C-HR - 15.40225. Audi A3 - 15.29426. BYD Seal U - 14.72327. Hyundai i10 - 14.68928. Alfa Romeo Junior - 14.17229. Volkswagen Golf - 14.12130. Kia Picanto - 14.00931. MG MG3 - 13.59032. Hyundai Tucson - 13.22633. Mercedes GLA - 12.77534. Nissan Juke - 11.82635. Suzuki Swift - 11.49736. Skoda Fabia - 11.25637. Fiat Grande Panda - 11.17738. Skoda Kamiq - 10.75339. Alfa Romeo Tonale - 10.72740. Audi Q3 - 10.57841. Suzuki Vitara - 10.54942. Ford Focus - 10.38843. Ford Kuga - 10.24844. Lancia Ypsilon - 9.70845. BMW Serie 1 - 9.62646. Audi A1 - 9.62247. BMW X3 - 9.02548. Cupra Formentor - 8.82849. DR 5.0 - 8.74350. Volvo XC40 - 8.647
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Mercato italiano - Le 50 auto più vendute d'Italia a dicembre

Gen 02,2026
Il mercato italiano dell'auto chiude il 2025 con il mese di dicembre in positivo, con un +2,2% rispetto allo stesso mese del 2024. Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, infatti, le nuove immatricolazioni di dicembre sono state 108.075 (a dicembre del 2024 il conteggio ammontava a 105.726).I risultati dell'ultimo mese confermano il trend negativo del 2025: le nuove targhe sono infatti 1.525.722, contro le 1.558.720 dell'anno scorso, per un calo del 2,12%.Anche a dicembre si vedono gli effetti degli incentivi statali nel segmento delle auto elettriche: con l'apertura delle nuove prenotazioni, dopo la scadenza della prima tornata di voucher, nell'ultimo mese dell'anno le vendite di Bev sono praticamente raddoppiate rispetto allo stesso periodo del 2024. Bene anche le plug-in, che continuano a guadagnare quote, registrando nel mese di dicembre un +174%. Per quanto riguarda invece il mercato nel suo complesso, ecco la classifica delle auto più vendute, a partire dalle prime dieci. Fiat PandinaLa citycar costruita a Pomigliano d'Arco rimane sempre la regina del mercato, anche a dicembre: gli esemplari di nuova immatricolazione sono stati 6.233. Dacia SanderoCon meno della metà delle targhe rispetto alla Pandina, ma pur sempre sul secondo gradino del podio, troviamo la compatta della Dacia, che a dicembre registra 2.880 nuove targhe. Toyota Yaris CrossLa Suv giapponese rimane tra le preferite degli automobilisti italiani, e anche a dicembre rimane sul gradino più basso del podio, con 2.796 nuove immatricolazioni. Jeep AvengerConferma il quarto posto la B-Suv della Casa americana, che rimane comunque una delle auto di maggior successo in Italia (è terza nella classifica da inizio anno): a dicembre ne sono state immatricolati 2.674 esemplari. Volkswagen T-RocLa compatta tedesca conquista il quinto posto della classifica, con 2.396 nuove immatricolazioni in tutta Italia. La seconda generazione è la protagonista della copertina di Quattroruote di gennaio 2026. Toyota Aygo XCon 2.289 nuove targhe, la citycar giapponese (appena rinnovata, con un nuovo powertrain full hybrid) si piazza al sesto posto della classifica di dicembre. Renault ClioIn attesa che la sesta generazione arrivi sulle nostre strade italiane, il modello uscente continua a riscuotere consensi: anche a dicembre ne sono state immatricolate 2.261 unità. Nella foto la quinta serie, cui si riferiscono i dati di vendita. Leapmotor T03La piccola elettrica cinese è anche l'unico modello esclusivamente a batteria di questa classifica: nel mese di dicembre ne sono stati immatricolati 2.218 esemplari. Renault CapturRimane nella top ten anche per il mese di novembre la crossover realizzata sulla base della Clio, disponibile anche con motorizzazioni full hybrid. Le nuove targhe di questo modello sono 2.159. Citroën C3Chiude la classifica di questo mese la best seller del Double Chevron, disponibile con motorizzazioni benzina, mild hybrid e full electric: le nuove targhe di dicembre sono 2.085. 11. Volkswagen Tiguan - 1.83512. BMW X1 - 1.77713. MG ZS - 1.74714. Toyota Yaris - 1.74615. Tesla Model 3 - 1.63616. Toyota C-HR - 1.59817. BYD Seal U - 1.56618. Ford Puma - 1.56419. Volkswagen T-Cross - 1.47520. Fiat Grande Panda - 1.22221. Peugeot 208 - 1.19322. Kia Sportage - 1.18523. Opel Corsa - 1.09624. BYD Dolphin Surf - 1.07625. Kia Picanto - 1.01526. Omoda 5 - 1.01427. Mercedes GLA - 1.00628. Volkswagen Golf - 99429. Hyundai Tucson - 98930. Cupra Leon - 98731. Audi A3 - 94732. Peugeot 3008 - 94333. Fiat 600 - 92934. Mercedes GLC - 91635. MG MG3 - 91536. Mini Countryman - 91037. Tesla Model Y - 85738. Cupra Formentor - 85439. Suzuki Vitara - 85240. Dacia Duster - 84641. Audi A5 - 84242. Audi Q3 - 82443. Skoda Fabia - 80944. Nissan Qashqai - 80445. Hyundai i10 - 79446. Alfa Romeo Junior - 79247. Audi Q5 - 79048. Suzuki Swift - 79049. Mini Cooper - 78050. Nissan Juke - 754  Gruppi e marchiPer quanto riguarda i costruttori, al primo posto troviamo sempre il gruppo Stellantis, che a dicembre ha immatricolato 25.608 veicoli, il 3,96% in più rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Tra i suoi tanti marchi cresce solo Fiat (+49,19%), mentre tutti gli altri brand sono in calo: Alfa Romeo (-19,26%), Citroën (-14,59%), DS (-40,42%), Jeep (-20,55%), Lancia (-15,57%), Maserati (-11,76%), Opel (-24,15%) e Peugeot (-35,46%). Nella galassia Stellantis - pur non facendo parte del gruppo - c'è anche Leapmotor, che l'anno scorso era appena arrivata sul mercato immatricolando 56 vetture e che anche per questo (ma pure grazie agli incentivi) segna un notevole +4.175% grazie a 2.394 targhe. Inverte rotta il gruppo Volkswagen, che a dicembre registra un +0,6%: le nuove targhe sono state 19.369, contro le 19.254 dello stesso mese dello scorso anno. Scendono il marchio principale (-17,04%) e Skoda (-22,31%), mentre crescono tutti gli altri: Audi (+52,22%), Cupra (+43,84%), Lamborghini (+187,50%) e Seat (+18,03%). In calo il gruppo Renault (9.837 targhe, -24,42%), con segno meno sia per il marchio della Losanga (-18,27%), sia per la Dacia (-30,62%).In forte crescita il gruppo BMW (+30,06%) grazie all'ottimo risultato della Mini (+111,49%) e della Casa dell'Elica (+15,52%). In calo invece Toyota (9.307 veicoli, -4,70%), Mercedes (4.754 immatricolazioni, -10,34%), Ford (2.923, -30,55%), MG (3.277, -5,97%), Nissan (1.679, -31,24%), Suzuki (2.042, -25,91%), Volvo (1.047, -32,01%), Mazda (924, -13,40%). Registrano un segno positivo tutti gli altri: Hyundai (3.082, +3,84%), Kia (2.981, +4,67%), il gruppo DR Automobiles (2.088, +1,75%), Tesla (2.519, +85,22%), Honda (658, +42,12%), il gruppo JLR (558, +12,27%), Porsche (809, +30,48%) e Ferrari (49, +188,24%), Subaru (239, +100,84%) e Mitsubishi (303, +42,92%).Continua l'avanzata dei gruppi cinesi, che aumentano la loro presenza sul mercato italiano: oltre a Leapmotor, l'Italia dà soddisfazioni a BYD (3.347, +427,92%), al gruppo Chery con Omoda e Jaecoo (2.164, +313,77%), a EMC (402, +302%) e a DFSK (109, +136,96%). Le alimentazioniAnche a dicembre le elettriche hanno giovato degli incentivi, con il rientro della disponibilità dei voucher scaduti il mese prima: nell'ultimo mese dell'anno le Bev guadagnano il 106,8% con 12.078 nuove immatricolazioni, a fronte delle 5.840 dello stesso mese del 2024. La quota di mercato su base mensile è dell'11% (più di un'auto nuova su dieci era elettrica), e del 6,2% su base annua. Nel frattempo, le plug-in proseguono il loro periodo d'oro: con 10.186 nuove targhe (contro le 3.709 di dicembre 2024) crescono del 174,6%, con una quota di mercato che passa dal 3,4% al 9,3% (e raddoppia su base annua, passando dal 3,3% del 2024 al 6,5% del 2025).Bene anche le ibride non ricaricabili: sono 46.950 le nuove immatricolazioni, con una crescita del +7,1% e una quota di mercato che ormai si è ampiamente assestata sopra il 40% (42,8% su base mensile, 44,4% su base annua). In calo, come prevedibile, le motorizzazioni tradizionali: -30,5% per la benzina, -29,3% per il gasolio e -4,7% per il metano.  Tutti i dati del mercato I commenti di Unrae e Motus-E L'Unrae, l'associazione delle Case estere, guarda con favore ai risultati di dicembre, in particolare per quanto riguarda le elettriche, ricordando che l'impatto degli incentivi proseguirà ancora per qualche mese: tuttavia, sussiste il rischio concreto che la domanda torni a fermarsi appena terminato questo effetto. Per quanto riguarda il piano Automotive presentato dalla Commissione Europea, il presidente di Unrae Roberto Pietrantonio ricorda che permangono criticità e aspetti da chiarire e migliorare per scongiurare effetti negativi su mercato, consumatori e competitività industriale, ma accogliamo con favore la riapertura del dialogo con il settore: un segnale necessario.I numeri del 2025 vanno letti con attenzione, sottolinea il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, osservando che la combinazione degli incentivi nell'ultima parte dell'anno e della crescente disponibilità di modelli elettrici mass market ha messo in luce un evidente interesse degli italiani per questa tecnologia. Anche per Motus-E, l'effetto dell'ecobonus si esaurirà in pochi mesi ed è essenziale pianificare le prossime mosse, per dare al mercato la continuità e la prevedibilità di cui hanno bisogno sia i consumatori che l'industria. Il rappresentante della filiera della mobilità elettrica ribadisce ancora una volta che una leva decisiva in questo senso può arrivare dalle flotte aziendali: riteniamo non più procrastinabile una profonda revisione della loro fiscalità, il cui impianto è sostanzialmente fermo agli anni 90.
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Mercato italiano - Cardinali (Unrae): con le accise il governo mette le mani nelle tasche degli automobilisti

Gen 02,2026
L'aumento delle accise sul gasolio non è stato imposto dall'Unione europea, è una decisione del governo italiano, che così incassa un cospicuo extragettito dalle tasche degli automobilisti. Nel mercato, avverte Andrea Cardinali, direttore generale dell'Unrae, queste cose un effetto ce l'hanno. Positivo, invece, il giudizio sulla concorrenza nelle infrastrutture di ricarica elettrica, anche se, avverte il numero due dell'associazione delle Case estere in Italia, il mercato rischia di rimanere bloccato. E invece con più concorrenza i prezzi dell'energia potrebbero scendere.Iniziamo dal mercato. A dicembre le immatricolazioni sono aumentate del 2,2% ma il 2025 si chiude in calo del 2,1%. Che bilancio si può fare dell'anno appena concluso?Il 2025 si è chiuso in rosso, con sole 700 immatricolazioni al di sopra delle nostre previsioni, che parlavano di 1,525 milioni di targhe. Non si vedono tracce di particolari forzature a fine anno. A dicembre la quota di auto-immatricolazioni è in linea con dicembre 2024, e meno della metà rispetto al 2019. E il noleggio a lungo termine delle captive è arretrato di 1,2 punti percentuali di quota rispetto allo stesso mese dell'anno scorso.Le elettriche a dicembre hanno raddoppiato le immatricolazioni: da meno di 6 mila a poco più di 12 mila. Continua l'effetto incentivi?Sicuramente, nel breve periodo c'è stato. Ma serve sempre molta prudenza nel quantificare i volumi incrementali dovuti agli incentivi. Il cui scopo, ricordo, non era quello di rilanciare il mercato, ma solo di orientarlo. Peraltro, salta agli occhi, a dicembre, anche il balzo delle ibride plug-in, che non erano incentivate, ma solo in parte avvantaggiate dalle nuove aliquote fiscali sul fringe benefit. Sicuramente sono due fenomeni degni di nota.Tra l'altro la quota di mercato delle Phev ha superato quelle delle diesel e delle GplI decimali di un singolo mese lasciano sempre il tempo che trovano. Però osservo che alla fine è quasi sempre il portafogli a guidare le scelte d'acquisto. Vale per le elettriche incentivate. Vale per le diesel, che forse scontano anche l'aumento delle accise sul gasolio annunciato a metà ottobre. Vale per le Gpl, che mantengono stabile nel tempo una quota elevata perché col gas si risparmia quasi il 60% rispetto alla benzina, grazie anche ad accise ridottissime.A proposito di accise, una manovra che peserà 600 milioni di euro all'anno sul portafogli degli automobilistiGli italiani sono talmente assuefatti a questo tipo di manovre che non reagiscono nemmeno. Da noi i gilet gialli non si sono mai visti. Siamo sudditi, e i nostri governanti ne hanno sempre approfittato. Io, invece, ne approfitto per ricordare che questa manovra non è stata imposta dall'Ue, come molti hanno detto. Bruxelles non ha mai chiesto di alzare le accise sul gasolio, ma solo di allinearle con quelle sulla benzina.Anche perché in materia fiscale ogni Paese è sovranoAppunto. Il regolamento europeo si limita a fissare un livello minimo dell'accisa, che tutti i Paesi Ue superano abbondantemente, tranne un paio, e l'Italia è da sempre in cima alla classifica. Il riallineamento si poteva effettuare a gettito invariato, con un valore ponderato fra quelli di gasolio e benzina. Invece è stata scelta la media aritmetica, e - siccome i consumi di gasolio sono quasi tripli rispetto alla benzina - si incassa un cospicuo extragettito dalle tasche degli automobilisti. Una decisione italiana. Ma la narrazione dominante vuole che tutti i mali vengano da Bruxelles. L'Ue ha solo chiesto di eliminare il differenziale, sostenendo che era un sussidio ambientalmente dannoso. Il presupposto è che il gasolio sia più dannoso della benzina, anche se dall'Euro 6D non è più così. Certo, il paradosso è che l'accisa minima europea sul gasolio rimanga più bassa rispetto a quella sulla benzinaOk, ma il circolante a gasolio è composto prevalentemente da vetture ante Euro 6D, quindi nei fatti il gasolio inquina più della benzina in termini di NOx, SOx e PM.Nel terzo millennio, basterebbe installare sugli erogatori di carburante un sistema di lettura ottica della targa del veicolo, in grado di applicare di volta in volta un'accisa diversa in base alla classe Euro del motore. Ma nessuno ha mai preso in considerazione l'idea.Sta di fatto che la manovra costerà agli automobilisti oltre 600 milioni di euro all'annoMeno di un anno fa il governo aveva fatto un piano di convergenza con orizzonte al 2030. Poi ha visto che servivano dei soldi, che i prezzi industriali dei carburanti erano relativamente bassi, e probabilmente ne ha approfittato per accelerare, incassando tutto e subito. Nel mercato queste cose un effetto ce l'hanno. Chi ha un'auto a gasolio certamente non la userà di meno, ma chi deve comprare una macchina nuova forse non la sceglie col motore diesel.Un'ultima domanda. Nel ddl concorrenza il governo ha recepito le indicazioni dell'Antitrust sulle colonnine elettriche, un suo vecchio cavallo di battaglia. Come giudica l'impianto della norma?La comunicazione dell'Agcm del 24 dicembre 2024 ha finalmente trovato ascolto nella Legge annuale per la concorrenza. un segnale importante, perché per la prima volta il governo batte un colpo sulle infrastrutture di ricarica, un mercato con un altissimo livello di concentrazione degli operatori. Lo trovo estremamente positivo. Poi, certo, il limite del 40% in capo allo stesso gestore è altissimo, da posizione dominante a livello locale.Un numero che di fatto fotografa l'esistenteDirei di sì. In sostanza, non credo che penalizzerà gli operatori dominanti. La norma privilegia l'operatore entrante solo a parità di condizioni, ma quello dominante sarà sempre in grado di fare un'offerta migliore.Sì, ma questo non significa che l'operatore entrante non possa fare un'offerta migliore del dominante. Da sempre chi entra nel mercato deve sacrificare i margini per ritagliarsi spazio. vero, ma in questo mercato non ve ne sono di margini da sacrificare. Anzi. Chi ha le tasche profonde, perché appartiene a colossi e multinazionali dell'energia con profitti miliardari, può permettersi di lavorare in perdita in una piccola nicchia di mercato. Cosa che evidentemente non può fare un operatore indipendente, senza le spalle coperte.Dunque, secondo lei il mercato della ricarica resterà bloccato?Non credo cambierà la sostanza delle cose, anche perché la legge riguarda solo le nuove autorizzazioni, ma può essere un punto di partenza. Lo Stato comincia a porsi il problema della concentrazione nel mercato delle ricariche elettriche. Un settore in cui gli investimenti continuano a non ripagarsi a causa di un circolante inadeguato. Con più concorrenza i prezzi potrebbero scendere, innescando un circolo virtuoso sul mercato del nuovo e ingrossando il circolante. Nella situazione attuale, dubito che i prezzi calerebbero anche se scendesse il costo dell'energia all'ingrosso. Che notoriamente è un problema molto serio per tutto il Paese, famiglie e aziende, certo non solo per la mobilità elettrica.
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Suzuki - La Across cambia tutto e diventa compatta

Gen 02,2026
La Suzuki ha presentato in Africa la nuova Across, definendola un modello destinato a oltre 100 mercati del mondo, Europa inclusa. La Suv potrebbe quindi raggiungere anche l'Italia, ma a riguardo attendiamo conferme ufficiali. La Across attualmente a listino anche da noi è basata sulla Toyota RAV4 della serie uscente, mentre la nuova si rivolge a un pubblico diverso, anche perché cambia segmento, riducendo sensibilmente le dimensioni: la nuova misura infatti 4,36 metri, contro i 4,64 dell'attuale. L'auto su cui si basa è la Maruti Suzuki Victoris (a cui si riferiscono le foto di questo articolo), presentata in India nei mesi scorsi, dove ha già conquistato il titolo di Indian Car of the Year 2026. In India è mild hybrid o bifuel a metanoIl design segna un vero e proprio salto generazionale rispetto ai modelli precedenti e anche l'interno, come accaduto per la e Vitara, abbandona l'impostazione classica per passare al doppio schermo per strumentazione e infotainment, rispettivamente da 10,25 e 10,1 pollici. Le dimensioni compatte portano a una riduzione del vano bagagli (ora da 330 litri), mentre sul fronte powertrain viene proposto un 1.5 litri mild hybrid da 103 CV, abbinato a un cambio manuale o automatico. In India questo modello è disponibile anche in versione bifuel a metano, alimentazione che potrebbe potenzialmente interessare anche il mercato europeo.
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Auto in panne - Addio triangolo d'emergenza: in Spagna arriva il lampeggiante V16 con GPS, ecco come funziona

Gen 02,2026
La Spagna è il primo Paese ad adottare per legge un nuovo lampeggiante geolocalizzato in sostituzione del classico triangolo d'emergenza per le auto in panne. Questa soluzione risolve numerosi problemi di sicurezza: evita al guidatore di dover scendere dal veicolo per posizionare il triangolo a 50 metri di distanza, migliora la visibilità in caso di meteo avverso e identifica la posizione del veicolo per i soccorsi. Funziona anche in galleriaIl sistema, che costerà agli automobilisti circa 50 euro, è basato su un faro LED V16 omologato da applicare sul tetto. visibile da circa 1.000 metri di distanza e si collega automaticamente al DGT 3.0, ovvero alla Direzione Centrale del Traffico, che permette di rilanciare il messaggio di emergenza verso le infrastrutture e verso gli altri utenti della strada. L'ammodernamento delle strade spagnole consentirà inoltre di ricevere i dati GPS anche dalle gallerie e da zone prive di segnale telefonico.
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Ram - Tornano TRX e Power Wagon, i pick-up "bomba"

Gen 02,2026
  Il marchio Ram torna a proporre alcuni dei modelli più apprezzati dai clienti americani: dopo aver riportato il V8 da 5.7 litri Hemi con una clamorosa retromarcia, sono stati presentati i due allestimenti più sportivi TRX e Power Wagon, all'interno di una strategia di vendita chiamata Resurrection. Basati entrambi sul RAM 1500, i due modelli differiscono totalmente a livello meccanico, ma sono accomunati dal look aggressivo e dalla ricerca delle massime prestazioni nel rispettivo segmento di appartenenza. 777 CV per il V8 Hemi del Ram TRXIl Ram TRX è il primo presentato dal rinato reparto SRT, e si riappropria del titolo di pickup a benzina più potente al mondo. Il V8 6.2 Hemi con compressore volumetrico torna infatti sul mercato in una variante da 777 CV e 922 Nm di coppia, per spingere il TRX da 0 a 60 miglia orarie (96 km/h) in appena 3,5 secondi. Il cambio è il classico Torqueflite otto marce automatico, la trazione integrale è controllata dall'elettronica e l'assetto è basato sulla seconda generazione degli ammortizzatori attivi Bilstein Black Hawk e2. I pneumatici sono da 35 pollici ad alte prestazioni. Per i clienti più esigenti è stata creata anche la serie di lancio Bloodshot Night Edition, con una speciale livrea nera e rossa e finiture in carbonio. I prezzi partiranno da 99.995 dollari, con una dotazione che comprende anche gli Adas di livello 2+. 430 CV per il Power Wagon a gasolioDiscorso completamente diverso per il Ram Power Wagon, che ripropone un propulsore diesel molto apprezzato dagli appassionati di fuoristrada. Nel cofano troviamo una variante HO (High Output) del 6 cilindri in linea 6.7 litri Cummins da 430 CV e 1.457 Nm di coppia massima. Questa versione è capace di trainare fino a 9.000 kg, un valore da record per il settore. La versione Power Wagon, caratterizzata da un'estetica dedicata, offre di serie le sospensioni posteriori multilink, gli ammortizzatori Bilstein, i pneumatici da 34", i differenziali bloccabili, le protezioni del sottoscocca e l'assale posteriore con rapporto accorciato da 3.42 per ottimizzare il traino. In opzione sono disponibili le sospensioni posteriori ad aria autolivellanti. Il RAM Power Wagon sarà disponibile a partire da 88.470 dollari.
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Nuovo 4R - La prova della nuova Volkswagen T-Roc è su Quattroruote di gennaio - VIDEO

Gen 02,2026
Quattroruote di gennaio 2026, già disponibile in Digital Edition e in edicola dal 3 gennaio, dedica la copertina alla prova della nuova Volkswagen T-Roc: la best seller di Wolfsburg cresce in modo importante, pur senza rivoluzioni, rinuncia al TDI e punta sull'efficienza dell'ibrido, per ora leggero. Gennaio, poi, è il mese in cui si guarda avanti: e allora, non potete perdervi QNovità 2026, l'allegato gratuito con 72 pagine piene zeppe di auto nuove (quasi 200) in procinto di arrivare sul mercato o di essere presentate nel corso dell'anno. Volkswagen T-RocLunga 13 centimetri in più e cresciuta sull'evoluzione della piattaforma MQB, la Volkswagen T-Roc dice addio al gasolio e lo fa con motori soltanto ibridi benzina: abbiamo provato la 1.5 eTSI da 116 cavalli in allestimento base, il Life.La prima cosa da sapere è che, con questo turbobenzina dotato di mild hybrid a 48 volt, la T-Roc non esagera mai con il consumo: in media, il Centro prove ha rilevato una percorrenza di 16,3 km/l. Con prestazioni più che discrete (senza dosi massicce di brio, sia chiaro) e, soprattutto, un confort che convince. In una gran varietà di utilizzi.Il quadro si completa con un sistema di navigazione fresco e veloce a rispondere al tocco ci sono le connettività per Android Auto ed Apple CarPlay (senza cavo), il navigatore è a parte un po' più di spazio riservato a chi siede dietro e un bagagliaio soltanto leggermente più piccolo rispetto a prima. Ma non bisogna nemmeno dimenticare un impianto frenante decisamente a punto e una certa piacevolezza di guida. Honda PreludeNon si tratta semplicemente di rispolverare un nome famoso; piuttosto, l'esercizio è riaffermare il concetto di coupé. E la Honda, se si tratta di gran turismo, ha una lunga esperienza alle spalle. La Prelude ritorna dopo un quarto di secolo e lo fa giocando come sempre la carta dell'innovazione tecnologica: tempo fa erano il Vtec e le ruote posteriori sterzanti, oggi è l'ibrido full (lo stesso della Civic). Cioè 184 cavalli che, per esempio in città, bevono una quantità di benzina paragonabile a quella di un'utilitaria: 25,1 km/litro (rilevati dal Centro prove).Quello che non bisogna chiedere, alla Honda Prelude, è di essere estrema, in stile Civic Type R. Lo si capisce dalle prestazioni, piuttosto brillanti ma non esagerate e dalla messa a punto dell'assetto, che non spacca la schiena quando s'incontrano buche o asfalti rovinati. Ma rimane comunque godibile se vuoi goderti un tratto di curve. Insomma: siamo di fronte a una degna erede di un concetto, quello delle gran turismo, ormai quasi dimenticato.  Aston Martin VantageL'Aston Martin Vantage rimane la classica e immortale berlinetta che ha il compito di accarezzare il cuore più che impressionare il cronometro. Deve unire lusso e performance senza la perfezione che appartiene alla Porsche 911 Turbo S, la più credibile alternativa all'inglese assieme alla Mercedes-AMG GT e alla Ferrari Amalfi.Il nuovo frontale è decisamente più in linea con quegli esempi di bellezza assoluta e senza tempo che costellano la gamma, mentre gli interni sono stati rivisitati in modo profondo. Per dire: ora l'infotainment prevede la versione Ultra di Apple CarPlay. Ma non è da questo che si misura la caratura di un'Aston.Il V8 biturbo AMG ora arriva a 665 cavalli, con un balzo di ben 155 unità rispetto alla serie precedente, e fa di tutto per tentare di primeggiare sul resto. Però, avrebbe bisogno di un maggior allungo: a 6.000 giri ha già espresso tutta la sua potenza, con il limitatore che decreta la fine dei giochi a quota 7.000.I 1.800 chili abbondanti si sentono, ma la Vantage rimane sempre un animale abbastanza domestico, anche fra i cordoli. Audi A3Il fatto che sia allstreet, dunque strizza l'occhio alle Suv ed è un po' più alta del solito, non è la notizia più importante di questa A3. Semmai, lo è il fatto che il suo powertrain ibrido alla spina sia risultato uno dei più efficienti sul mercato. Già su molti altri modelli del gruppo VW, si tratta della seconda generazione dello schema plug-in per la piattaforma Mqb Evo, dove tutte le componenti sono state riviste o riprogettate: motore termico ed elettrico più efficienti, batteria più capiente, potenza di ricarica raddoppiata. Di fatto, il Phev 2.0 secondo i tedeschi.Il risultato è pregevole: caricandola nel box con l'energia domestica (requisito fondamentale per sfruttare al meglio una elettrica o una plug-in), si può viaggiare per quasi 150 km senza mai accendere il 1.5 turbobenzina. Ma anche una volta che il termico deve entrare in gioco, perché il livello di carica è basso, le percorrenze sono paragonabili a quelle di una ottima full hybrid: oltre 20 km/litro di media. Non bastasse, in tutto questo, con 204 cavalli ci si muove sempre in grande scioltezza. Un limite? Il baule piccolo causa batteria Geely StarrayLa ricetta è di quelle ormai note per le auto cinesi: interni curati (oltre che moderni e spaziosi) e un rapporto prezzo/dotazione che non ha uguali fra le concorrenti europee, giapponesi e coreane. Nel caso della Geely Starray EM-i, però, è arduo trovare delle rivali interessanti persino fra le connazionali: parliamo infatti di una Suv lunga 474 cm, ibrida ricaricabile proposta a 34.900 euro nella versione d'attacco Pro. La più ricca Launch Edition costerebbe tremila euro in più, ma grazie all'offerta lancio questa differenza si azzera. Fra l'altro, i primi mille clienti del marchio Geely (al debutto in Italia) vedono passare la garanzia da sei anni a vita.Con il supporto dei rilevamenti del nostro Centro prove, vi illustriamo nel dettaglio caratteristiche, pregi e difetti della D-Suv della Casa di Hangzhou. Senza anticipare troppo, possiamo dirvi che il confort è di buon livello (complice anche l'ottima abitabilità), come pure i consumi. Fra i punti da migliorare ci sono invece l'autonomia in EV, le potenze di ricarica e il comportamento dinamico (che comunque non pregiudica la sicurezza). Leapmotor C10Nel 2025 le plug-in hanno conosciuto una crescita senza precedenti nelle vendite (quasi raddoppiate). E pure nella tecnologia, negli ultimi anni, stanno facendo passi da gigante, a beneficio anche dell'autonomia in modalità elettrica.Sotto questo aspetto, fra le Phev provate da Quattroruote si è distinta la Leapmotor C10 Reev, con ben 146 km percorsi in media senza consumare un goccio di benzina. Per questo, le abbiamo dedicato un approfondimento nella rubrica (Ri)viste da vicino, esaminandone a fondo oltre ai consumi e alle prestazioni anche i costi di gestione.Nel servizio potete anche scoprire quanto questa Suv mantiene il suo valore negli anni, grazie alle proiezioni della nostra sezione Professional: così, con un quadro completo (che include pure una stima dei costi assicurativi e una valutazione precisa di quelli per i tagliandi) potrete fare le vostre scelte ragionate. In questo contesto vanno considerati anche la facilità dei piccoli controlli, come quello dell'olio o dei vari liquidi: un'analisi fatta con gli occhi dell'automobilista. Storie: Lancia Delta S4Questo mese, Davide Cironi prova per noi la Lancia Delta S4 Gruppo B, un'auto per cui non servono giri di parole: semplicemente, si tratta dell'oggetto da corsa più straordinario che si sia mai visto. Primo contattoQuesto mese i nomi dei primi contatti sono altisonanti: ci sono la Fiat 500 Hybrid, nata per fare volumi e ridare energia a Mirafiori; la sesta generazione della Renault Clio, rinnovata nello stile e anche nelle motorizzazioni con l'arrivo del nuovo full hybrid; e infine la BMW iX3, la promessa elettrica di Monaco dotata di una piattaforma tutta nuova, la Neue Klasse, e capace di guidare praticamente da sola in autostrada. Anteprime e AutonotiziePer la prima volta, il nostro allegato gratuito QNovità - con tutti i nuovi modelli in arrivo nei prossimi dodici mesi - ha trovato posto anche nelle pagine di Quattroruote: la sezione Autonotizie, infatti, si apre con un'infilata di 50 modelli che vedremo in concessionaria nel 2026. Dopo questo assaggio (su QNovità ci sono circa 200 modelli), troverete un'anteprima delle due nuove piccole Ford che la Casa lancerà su piattaforma Renault, sulle quali abbiamo intervistato il nuovo capo di Ford Europa, Jim Baumbick.E con il nuovo anno è il momento dei giochi da tavolo, che nel nostro caso diventano Il gioco dell'auto, con un percorso disegnato sulle nostre pagine per scoprire una cinquantina di modelli (oltre a fatti e personaggi) che nel 2026 festeggiano un compleanno con cifra tonda.Poi, un'infilata di servizi dedicati alle coupé sportive (come le Toyota GR GT e Lexus LFA), anche a quattro porte (come la nuova Jaguar elettrica) e a vetture più voluminose, dalla Kia Seltos alla Citroën Elo, fino ad arrivare all'Audi E7X e alla più filante Opel Astra restyling.Nella sezione Storie trovate un affondo sui ragazzi che hanno creato il Cyberpandino, una Fiat Panda ultratecnologica nata per il Mongol Rally, seguito da servizi sulla Dakar (e sui modelli che ne hanno scritto la storia) e sulla cinese Xpeng, con i suoi robot e veicoli volanti. Attualità e InchiesteDunque, il 2035 non esiste più. La Commissione europea, alla fine, ha rinunciato al dogma del tutto e solo elettrico, per aprire anche ad altre tecnologie: i motori termici, insomma, non sono più banditi, benché la loro sopravvivenza sia soggetta a molti limiti. Un passo più politico-simbolico che industriale. Ma ora, sul piano concreto, per gli automobilisti che cosa cambia? Rispondiamo a sette domande capitali nel servizio Tutte le risposte ai vostri dubbi, ma raccontiamo pure l'impatto del pacchetto automotive di Bruxelles sulle vetture aziendali nell'articolo L'affondo sulle flotte e analizziamo lo stato dell'arte della produzione industriale nelle quattro maggiori potenze dell'Unione: Francia, Germania, Italia e Spagna, con quest'ultima che sta pigiando sull'acceleratore dello sviluppo, lasciando gli altri indietro, nel servizio Tu chiamala se vuoi Unione. Con, in chiusura, il commento del direttore editoriale Automotive, Gian Luca Pellegrini (L'Europa salva la faccia, ma non il futuro).Oltre al rebus di come tenere assieme decarbonizzazione e competitività, il Vecchio Continente ha già davanti a sé un'altra sfida, la corsa alla guida autonoma, tornata d'attualità, e nella quale come spieghiamo nel servizio Lei va (da sola) e noi immobili - da un lato può vantare competenze e risorse scientifiche e dall'altro è penalizzata, tanto per cambiare, da una rigidità normativa che le impedisce di metterle a terra, mentre gli Usa, con la Tesla, ci superano a destra: Elon Musk ha messo sul mercato una Model 3 con il sistema Fsd (Full self driving) Supervised, un assaggio di livello 3 che aspetta solo il disco verde di Bruxelles per portarti (senza alcun tuo intervento sul volante o sui comandi) alla destinazione che imposti sul navigatore. Il direttore, Alessandro Lago, l'ha provata in anteprima e racconta quest'esperienza unica nell'articolo Europa, guarda: senza mani!Servono, invece, le mani, ma soprattutto i piedi e ancor più la testa per fermarsi alle strisce pedonali e dare la precedenza che spetta a chi va a piedi. Lo fanno relativamente in pochi come dimostra il test che abbiamo condotto in tre grandi città controllando centinaia di veicoli (non solo auto, ma anche moto, bici e monopattini). E così ci ritroviamo nel 2025 con l'inaccettabile dato di 20 mila pedoni feriti e 470 morti. Scoprite, allora, chi sono i più indisciplinati in Quante iene a caccia di zebre. Non è finita: Giorgio Terruzzi ci guida attraverso il cambio di regolamenti per la stagione 2026 della Formula 1, in Formula etica, dopo un ritratto molto umano di Lando Norris (Il campione imperfetto). Infine, se volete scoprire chi sia il regista, neppure tanto occulto, della corsa all'auto elettrica del continente africano, leggetevi Mal d'Africa in salsa cinese.  QNovità 2026Il 2026 sarà un anno ricchissimo di novità. In rampa di lancio ci sono tantissimi modelli in più rispetto a quelli presentati lo scorso anno e, come da tradizione, li abbiamo raccolti nel nostro allegato gratuito QNovità. Parliamo di 72 pagine piene zeppe di auto nuove (quasi 200) in procinto di arrivare sul mercato o di essere presentate. Da gennaio a dicembre, le abbiamo raccolte nelle ormai tradizionali sezioni Alte, Basse e Cattive, rispettivamente dedicate a SUV e crossover; hatchback, berline e wagon; e sportive di ogni forma. Su QNovità trovate anche i test che abbiamo effettuato con la Peugeot 308 e la Linktour Alumi, oltre all'immancabile Top 10 delle auto più attese di quest'anno, ricostruite con dei rendering basati su informazioni raccolte in prima persona, indiscrezioni e foto spia di muletti avvistati in tutto il mondo: quello che è appena iniziato sarà, finalmente, l'anno della Fiat Giga Panda (il cui nome è ancora da scoprire), che arriverà sul finire dell'anno insieme alla sorella Fastback. I costruttori italiani hanno in serbo anche tanti altri lanci, dall'arrivo in concessionaria delle Alfa Romeo Tonale restyling al debutto della nuova Lancia Gamma. Non mancheranno modelli economici (stranieri) dai prezzi particolarmente contenuti, come il trittico nippo-francese composto dalla Renault Twingo e dalle sue derivate a marchio Dacia e Nissan. O ancora il poker del gruppo Volkswagen, che quest'anno lancerà una nuova offerta di piccole elettriche dai listini molto concorrenziali. E poi ci sono le sportive, con modelli pronti a far sognare gli appassionati, e il calendario con tutte le novità in arrivo divise trimestre per trimestre. Insomma, ce n'è davvero per tutti: per scoprire tutti i dettagli sulle auto in arrivo nel 2026 non vi resta che fare un salto in edicola.L'allegato QNovità 2026 è proposto anche in Digital Edition, in coda al giornale, e inserito all'interno della voce Arretrati/Allegati. Come richiedere allegati e dossierChi è abbonato a Quattroruote può richiedere gli allegati e i dossier inviando un'email a uf.vendite@edidomus.it, oppure telefonando al numero 02.56568800 (da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 18).
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Vendite globali - Tesla perde il trono: BYD è il primo costruttore di auto elettriche

Gen 02,2026
La Tesla perde lo scettro globale delle vendite di auto elettriche, sorpassata dalla cinese BYD. L'ufficialità dovrebbe arrivare in queste ore (i dati diffusi dalla Casa di Elon Musk sono ancora preliminari), ma le grandezze in campo sono tali da lasciare ben poche speranze nei colpi di scena.  Vendite giù per Elon MuskCome detto, la Tesla ha pubblicato una stima sulle consegne di veicoli elettrici per il periodo 2025-2029, compilata raccogliendo le previsioni di analisti finanziari del settore (ossia quello che viene tecnicamente definito delivery consensus). Nel 2025, il costruttore ha consegnato1.640.752 vetture: di queste, 1.583.359 sono Model 3/Y, le rimanenti 57.393 appartengono agli altri modelli (Model S/X, Cybertruck). Per l'ultimo trimestre del 2025, si parla di 422.850 unità, un dato inferiore alle stime di altri analisti (Bloomberg ipotizza 440 mila vetture).Tesla aveva previsto un calo di vendite soprattutto negli Stati Uniti, con il taglio degli incentivi federali voluto da Donald Trump; non a caso, nel terzo trimestre del 2025, l'ultimo in cui era possibile beneficiare dei 7.500 dollari di credito d'imposta, le vendite hanno segnato il picco annuale (497.099 consegne).Lastima al ribasso pubblicata dalla Tesla potrebbe aiutare a evitare contraccolpi sul mercato quando arriveranno i dati ufficiali, probabilmente anche inferiori alle aspettative. Il sorpasso della BYDCon questi numeri, per la Tesla si tratta del secondo anno di fila con il segno meno: nel 2023 le auto consegnate sono state 1,81 milioni, nel 2024 1,79 milioni. Si tratterebbe di un calo (stimato), rispetto al 2024, dell'8,4%. Di contro, nel 2025 la BYD ha venduto 2,26 milioni di veicoli elettrici, su un totale - contando anche le altre motorizzazioni - di 4.602.436 auto. Nelle prossime ore arriveranno le cifre ufficiali della Tesla: quand'anche i numeri definitivi dovessero risultare più alti di quanto anticipato, difficilmente supereranno il record del 2023, e senz'altro non basterebbero per superare la BYD. Che in questo modo si certifica, per il 2025, il primo costruttore di auto elettriche al mondo.
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Xpeng P7+ - L'ammiraglia con 500 CV e la ricarica ultra fast arriva in Europa

Gen 02,2026
A Guangzhou, Xpeng ha presentato in anteprima la versione 2026 dell'ammiraglia elettrica P7+, berlina cinque porte: l'auto aveva fatto capolino al Salone di Parigi nell'ottobre 2024 e adesso, dopo un aggiornamento nello stile e nei contenuti, sarà sullo stand del Salone di Bruxelles il 9 gennaio. Qui saranno annunciati tempi e prezzi della commercializzazione in Europa, a fianco delle Suv G6 e G9. Dimensioni e designLa rinnovata Xpeng P7+ è poco più lunga: 5,07 metri per una larghezza di 1,94 e un'altezza di 1,51. Vista da vicino, è un'auto davvero grande per le nostre strade, quanto bassa e filante (CX 0,21), con un'aria da coupé quattro porte se non fosse per il grande portellone sotto il quale c'è un bagagliaio con capacità di carico dai 573 ai 1.931 litri. Lo spazio a bordo è uno dei suoi punti di forza: con un passo di ben 3 metri, la P7+ è una comoda berlina per cinque persone - o Touring Fastback, nella definizione di Xpeng - con sospensioni indipendenti all'anteriore e multilink a cinque bracci al posteriore, cerchi da 19 o 20 pollici. Interni e tecnologiaAll'interno della P7+, troviamo materiali morbidi e rigidi trattati con cura, sedili ben imbottiti, ventilati, riscaldati e con funzione di massaggio, schermo da 15,6 pollici sulla plancia (più cruscotto digitale da 8,8) e due schermi da 8 per l'intrattenimento di chi siede dietro, porte Usb di tipo A e C sulle due file, sistema hi-fi con 20 altoparlanti, tetto in cristallo di serie, così come lo sono tutti gli Adas. Unici optional a pagamento: gancio traino e scelta fra quattro colori esterni, due interni. Versioni e prestazioniLa P7+ ha tre varianti: Standard e Long Range a trazione posteriore (con raggio di sterzata di 11,6 metri), Performance a trazione integrale. Batterie LFP per tutte: sulla prima la capacità è di 61,7 kWh, autonomia dichiarata in ciclo WLTP fino a 455 km; sulla seconda e sulla terza la batteria sale a 74,9 kWh con autonomia rispettivamente fino ai 530 e 500 km. Su Standard e Long Range, la potenza del motore elettrico è di 180 kW, cresce sulla Performance a 230 cui vanno aggiunti i 140 kW del motore elettrico all'anteriore per una potenza di sistema equivalente a 503 CV (0-100 km/h in 5,1 secondi, nonostante un peso di circa 2,5 tonnellate). L'auto nasce su una piattaforma a 800 volt realizzata in carburo di silicio. Per essere esatti, si tratta di carburo di silicio ibrido", ci ha spiegato a Guangzhou Jacky Gu, direttore tecnico di Xpeng. "Significa che combiniamo insieme carburo di silicio e chip di silicio e questo ci aiuta a ottenere prestazioni migliori in termini di coppia di potenza, riducendo il numero di chip da impiegare. Per noi è un nuovo equilibrio tra prestazioni e costi.Ricarica ultra fastIl pacco batterie della P7+ può essere ricaricato a casa, così come a una stazione ultra fast, accettando potenze fino a 470 kW che permettono, secondo gli ingegneri di Xpeng, di passare dal 10 all'80% in soli 12 minuti.  Guida assistita evolutaLa Xpeng P7+ è dotata di un avanzato sistema di guida assistita, basato su 11 radar a ultrasuoni, 3 a onde millimetriche, 12 telecamere e nessun Lidar (come Tesla). Il cuore del sistema è un insieme di intelligenza artificiale e chip proprietario di nuova generazione chiamato Turing.  
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Anteprima - Omoda & Jaecoo, le novità 2026: arrivano altre Super Hybrid e il marchio Lepas

Gen 02,2026
Il gruppo Chery continua anche per il 2026 ad ampliare la sua presenza in Italia: accanto ai marchi Omoda e Jaecoo, che proporranno nuovi modelli e motorizzazioni Super Hybrid per le auto già in gamma, a partire dalla metà del prossimo anno arriverà da noi anche il nuovo brand Lepas, con Suv pensate per chi cerca vetture spaziose, ben rifinite e con prezzi abbordabili. Ecco tutte le novità, le date e i prezzi. Omoda 4Questa crossover compatta da circa 4,4 metri di lunghezza si caratterizza per lo stile di rottura, con un design futuristico ispirato ai robot giapponesi, fatto di linee nette e angoli vivi. Un'impostazione originale che si ritrova anche in abitacolo, con lo schermo dell'infotainment a sviluppo verticale, i pulsanti a forma romboidale e il comando d'avviamento protetto da uno sportellino rosso, come sui jet (ma anche sulle Huracán e Aventador). Sul nostro mercato la Omoda 4 arriverà inizialmente con motorizzazioni benzina (da 147 CV) e full hybrid (da 204 CV) e poi con altre due proposte, l'ibrido plug-in e l'elettrico puro. Nella versione a batteria dovrebbe raggiungere un'autonomia di circa 400 km, grazie a una batteria da 67 kWh.Quando arriva: settembre 2026Motorizzazione: benzina, full hybrid, plug-in, elettricaQuanto costerà: prezzi non dichiarati Omoda 7A metà strada tra la 5 e la 9 già in vendita qui da noi, la Omoda 7 è una sport utility lunga 4,62 metri, mossa dal powertrain ibrido plug-in SHS-P del gruppo Chery. Considerando la batteriada 18,3 kWh e il serbatoio, quest'auto promette un'autonomia extralarge. Avveniristico l'infotainment, basato su uno schermo da 15,6" capace di traslare dal centro della plancia al lato del passeggero (e viceversa) con un semplice swipe.Quando arriva: febbraio 2026Motorizzazione: plug-inQuanto costerà: da circa 35/40.000 euro Jaecoo 8 SHS-PLa nuova ammiraglia a ruote alte del brand cinese è un'auto a sette posti dalle dimensioni generose: 482 cm di lunghezza, 193 di larghezza e 171 di altezza, con un passo di 282 cm e un bagagliaio che mette a disposizione fino a 2.021 litri. Il powertrain è lo stesso plug-in AWD della Omoda 9 da 537 CV, con il 4 cilindri abbinato a tre motori elettrici e il cambio automatico a tre rapporti, abbinato a sospensioni attive regolabili in tempo reale tramite 15 sensori.Quando arriva: febbraio 2026Motorizzazione: plug-inQuanto costerà: da circa 50.000 euro Jaecoo 5 SHS-HQuesta Suv media, già disponibile con motorizzazioni a benzina e full electric, arriva con un nuovo powertrain full hybrid da 204 CV che promette consumi interessanti. Dentro, tanta tecnologia, tra Adas evoluti e un infotainment da 13,2 pollici.Quando arriva: marzo 2026Motorizzazione: full hybridQuanto costerà: da circa 30.000 euro Jaecoo 7 SHS-HAccanto ai powertrain a benzina da 147 CV e plug-in da 347, anche per la Suv di segmento C del gruppo Chery arriva un nuovo propulsore full hybrid (la potenza non è ancora stata confermata), abbinato al cambio automatico e a una ricca suite di aiuti alla guida.Quando arriva: 2026Motorizzazione: full hybridQuanto costerà: da circa 35.000 euro Lepas 8Il nome Lepas del nuovo marchio del gruppo Chery è la contrazione di Leap e Passion. Il primo modello ad arrivare sulle nostre strade sarà la grande Suv L8, lunga 4,7 metri e con un bagagliaio da 500 litri dichiarati. All'inizio sarà commercializzata con powertrain ibridi (derivati dai Super Hybrid delle Omoda e Jaecoo) ed elettrici. L'ibrida ricaricabile può contare su 279 CV complessivi e una batteria da 18 kWh per un'autonomia in elettrico di 90 chilometri, e una complessiva (tra benzina e corrente) di oltre 1.300 chilometri.Quando arriva: giugno 2026Motorizzazione: full hybrid, plug-inQuanto costerà: prezzi non dichiarati Lepas L6 ed L4Entro la fine dell'anno, dopo la L8 sarà la volta delle più piccole L4 ed L6: quest'ultima è poco più lunga di 4,5 metri, con linee morbide che richiamano quelle della sorella maggiore, tanta tecnologia a bordo e powertrain plug-in e full electric. La L4 sarà invece una B-Suv più compatta, lunga all'incirca 4,3 metri, con powertrain elettrificati di cui non sono ancora stati comunicati i dettagli.Quando arrivano: fine 2026Motorizzazioni: elettrica, plug-inQuanto costeranno: prezzi non dichiarati
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2026 - Quando l'automobile entra nel panettone

Dic 31,2025
Non avevo mai sentito litigare di automobili davanti a una fetta di panettone. accaduto durante queste feste: fra un brindisi e l'altro, ho visto persone accendersi sul futuro dell'automobile.Attenzione: non erano appassionati o addetti ai lavori, ma amici e parenti che di auto normalmente non parlano mai. Forse per deformazione professionale sono più sensibile al fenomeno, ma se l'auto arriva a dividere più della politica, allora il problema non è l'auto. il modo in cui ne parliamo.Se l'automobile fosse una persona, per il nuovo anno le augurerei di smettere di essere il terreno di scontro di tutti. troppo tempo che discutiamo con la logica del contro: termica contro elettrica, Europa contro Cina, passato contro futuro. Come se per andare avanti servisse sempre un nemico o qualcuno da colpevolizzare.Ma il punto non è scegliere un vincitore (e uno sconfitto), che tanto non esiste nella realtà. Il punto è capire come tenere insieme tutto: esigenze delle persone, competitività industriale, riduzione dei prezzi, impatto ambientale, regole di mercato, passione e cultura dell'automobile.Trovare la quadra è difficilissimo, certo. Ma diventa impossibile se continuiamo a restare schiacciati nella contrapposizione. Perché la contrapposizione crea l'illusione che i problemi complessi si risolvano sconfiggendo qualcosa o qualcuno.E allora credo sia importante smettere di litigare e passare a un confronto che produca soluzioni: mettere a fattor comune idee, sensibilità e saperi diversi, e provare a spiegare la complessità invece di semplificarla per farla tornare comoda.Non è la via più facile, ma è l'unica in cui credo. E Quattroruote farà la sua parte, creando nuovi spazi in cui questo confronto possa accadere.Sarà questo il nostro buon proposito per il 2026.
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Auto e portafoglio - Dal 1 gennaio stangata per chi guida: pedaggi, diesel e polizze più cari

Dic 31,2025
Per chi ha un'auto, sono tre le novità nel 2026. Una riguarda l'aumento dei pedaggi autostradali, mentre due (variazione delle accise sui carburanti e rincaro delle tasse sulle assicurazioni) sono legate alla legge di Bilancio 2026-2028, approvata dal Parlamento il 30 dicembre 2025. Che prevede un intervento di 22 miliardi di euro: al di là delle misure sull'auto, stando al governo, pone al centro i redditi più bassi, mentre riduce le tasse per famiglie, lavoro dipendente e ceto medio, affiancando interventi mirati a sostegno delle imprese.  Pedaggi: rincari per quasi tutte le tratte Il 1 gennaio saliranno dell'1,5% i pedaggi di gran parte delle autostrade italiane: lo ha comunicato il ministero delle Infrastrutture. L'adeguamento tariffario, pari all'indice di inflazione programmata per l'anno prossimo, riguarderà le concessionarie per le quali è in corso la procedura di aggiornamento dei piani economico-finanziari. Stando alla nota del dicastero, il governo ha cercato di congelare i pedaggi fino alla definizione dei nuovi piani: sforzo vanificato dalla sentenza contraria della Corte Costituzionale. A ottobre 2025, infatti, la Consulta ha determinato la legittimità degli aumenti tariffari più volte bloccati dall'esecutivo: le disposizioni che hanno rinviato i termini per l'adeguamento dei pedaggi per gli anni 2020, 2021, 2022 e 2023, in attesa dell'aggiornamento dei piani, sono costituzionalmente illegittime. Ecco le variazioni in dettaglio:  Ivrea-Torino-Piacenza (Tronco A5): -1,35% Autostrade per l'Italia: +1,5% Brennero: +1,46% Brescia - Padova: +1,5% Autovia Padana: +1,5% Salt - Tronco Autocisa: +1,5% Concessioni del Tirreno (Tronco A10): -3,61% Concessioni del Tirreno (Tronco A12): -6,3% Consorzio Autostrade Siciliane: +1,5% Autostrade Alto Adriatico: 0% Milano Serravalle: +1,5% Tangenziale di Napoli: +1,5% Rav: +1,5% Sat: +1,5% Salerno - Pompei - Napoli: +1,925% Satap A4: +1,5% Ivrea-Torino-Piacenza (Tronco A21): -8,03% Sav: +1,5% Sitaf: +1,5% Fiori - Tronco A6: +1,5% Cav: +1,5% Strada dei Parchi: 0% Asti - Cuneo: +1,5% CAL  Pedemontana Lombarda: +1,5% TE: +1,5% Brebemi: +1,5%   Accise: giù la benzina, su il diesel L'1 gennaio entreranno in vigore le disposizioni in materia di accise sui carburanti per autotrazione. previsto l'allineamento delle tasse su benzina e gasolio, fissate a 672,9 euro per 1.000 litri. Questo comporterà una riduzione di 4,05 centesimi di euro al litro sulla verde, che diventano 4,94 centesimi con Iva 22%. In parallelo, scatterà un aumento di 4,05 centesimi sul diesel, ossia 4,94 centesimi con Iva. Lo ha deciso il governo, dietro pressione dell'Unione europea, che intende eliminare i sussidi ambientalmente dannosi: tradotto, basta con le agevolazioni a favore del gasolio. Si avrà così la parità a 67,29 centesimi. Non un gioco a somma pari, perché in Italia circolano circa 15 milioni di auto a gasolio contro 14 milioni a benzina. Le diesel percorrono 12.640 km/anno (commerciali e flotte sfondano i 20.000 km), mentre quelle a benzina si fermano a 7.000 km/anno. Polizze assicurative: più tasse La Manovra 2026 tocca anche due polizze accessorie facoltative, che sono un'aggiunta eventuale alla RC Auto obbligatoria: le tasse sull'assicurazione Infortuni del conducente salirebbero dal 2,5% al 12,5%, e quelle sull'Assistenza stradale dal 10% al 12,5%. 
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Governo - Bollo e superbollo: cosa cambia davvero nel 2026?

Dic 31,2025
Il 2025 si è chiuso senza che nessuna delle due riforme fiscali annunciate dal governo o da alcuni dei suoi massimi esponenti abbia visto la luce. Per il bollo e il superbollo, però, il 2026 potrebbe davvero essere l'anno buono. Vediamo perché e quando potrebbe accadere.  Bollo: una bozza di riforma è già nero su biancoLa riforma messa a punto dal governo la scorsa estate avrebbe dovuto entrare in vigore il 1 gennaio 2026. E invece qualcosa, nel meccanismo di approvazione dello schema di decreto di cui parlammo lo scorso giugno, si è inceppato. Il Parlamento, infatti, non ha mai ricevuto il necessario parere preliminare della cosiddetta Conferenza unificata, l'organismo in cui lo Stato si confronta con le Regioni e con gli enti locali sulle norme di comune interesse.Il mancato esame della Conferenza, pur sorprendente, non ha però fatto decadere lo schema di decreto, dato che il governo, nel frattempo, ha chiesto e ottenuto una proroga di un anno alla delega fiscale, che sarebbe scaduta lo scorso agosto, e nel cui perimetro rientra anche la riforma del bollo. Insomma, nel 2026, salvo clamorose retromarce da parte dell'esecutivo, la riforma dovrebbe essere approvata per poi entrare in vigore nel 2027. Non è detto però che corrisponda esattamente al testo licenziato nel giugno del 2025 dal governo, visto che il Parlamento, oltre che la Conferenza unificata, deve ancora dire la sua. Superbollo: l'abolizione è improbabileMeno probabile è, invece, la più volte annunciata abolizione del superbollo sulle auto potenti con meno di venti anni di età, qualche mese fa derubricata a una meno impegnativa riforma di cui però, anche in questo caso, si sono perse le tracce. Nel 2026, però, qualcosa potrebbe effettivamente accadere proprio in considerazione del fatto che negli ultimi anni la Lega ne ha fatto uno dei propri cavalli di battaglia.Accantonata, almeno temporaneamente, l'abolizione tout court in considerazione di un buco di oltre 200 milioni di euro all'anno che la sua scomparsa provocherebbe nelle casse dello Stato, è però effettivamente possibile che si approdi a una miniriforma basata, in prima battuta, su un innalzamento della soglia di potenza oltre la quale scatta la tassa. L'ipotesi più probabile è che dagli attuali 185 kW si torni agli originari 225 kW previsti dalla prima versione della norma introdotta dal governo Berlusconi nel 2011. Si vedrà.
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Anteprima - BYD 2026: le novità in arrivo, dalla Atto 3 restyling alla Sealion 5 DM-i

Dic 31,2025
Dopo il grande ampliamento della gamma dello scorso anno, che ha visto arrivare numerosi modelli anche in Italia, per la BYD il 2026 sarà soprattutto un anno di consolidamento, con il restyling della Atto 3, il primo modello commercializzato da noi, l'arrivo nelle concessionarie della Atto 2 plug-in e il MY 2026 della Seal U. Nel corso dell'anno arriveranno anche la nuova D-Suv Sealion 5 DM-i, a cui potrebbe affiancarsi la versione ibrida alla spina della Dolphin DM-i. BYD Sealion 5 DM-iLa nuova Suv di segmento D della Casa cinese si colloca a ridosso della Seal U e della Sealion 7: è lunga 4,74 metri, larga 1,86 e ha un passo di 2,71 metri, con un bagagliaio da 463/1.410 litri. Nell'abitacolo, curato e tecnologico come sempre, un display da 8,8 per la strumentazione digitale e lo schermo (rotante di 90) da 12,8 per l'infotainment. Di serie per tutta la gamma il portellone elettrico, la telecamera a 360 e la guida assistita di livello 2.  Il powertrain plug-in DM-i è composto da un 1.5 a benzina e un motore elettrico, per una potenza combinata di 156 kW (212 CV). Due i tagli di batteria, in base all'allestimento: il base Comfort ha accumulatori da 13 kWh, per un'autonomia in elettrico di 62 chilometri, mentre la top di gamma Design ha batterie da 18,3 kWh e 86 km di autonomia in EV. Con il pieno di corrente e di benzina, secondo la Casa si percorrono rispettivamente 992 e 1016 chilometri. Di serie la funzione Vehicle-to-Load che mette a disposizione una presa da 3,3 kW per caricare dall'auto altri dispositivi (e-bike, fornelletti da campeggio ecc.).Quando arriva: autunno 2026Motorizzazione: plug-inQuanto costerà: da circa 40.000 euro BYD Atto 2 DM-iAl di fuori del powertrain, la BYD Atto 2 DM-i cambia poco rispetto alla versione elettrica: leggermente diverso il frontale, con mascherina e paraurti specifici, invariate le dimensioni e l'abitacolo, con lo schermo da 12,8' a centro plancia. Il powertrain Super Hybrid della Casa cinese è disponibile in due livelli di potenza, da 166 o 212 CV e altrettanti tagli di batteria, da 7,8 e 18 kWh, per un'autonomia in elettrico che arriva fino a 90 km. Quella complessiva, dichiarata dalla casa, tra benzina e corrente, è di oltre mille chilometri.Quando arriva: inizio 2026Motorizzazione: plug-inQuanto costerà: da 29.800 euro BYD Atto 3La Suv cinese, arrivata in Italia nel 2023, si appresta al restyling di metà carriera: presentato a febbraio in Cina, l'aggiornamento accosterà il modello al look della recente sorella minore Atto 2, soprattutto nel frontale, e potrebbe portare qualche novità tecnica anche sia sul fronte della batteria sia del powertrain.Quando arriva: marzo 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 38.000 euro BYD Seal U Questa grande Suv (è lunga 4,79 metri) è disponibile in versione full electric e con il powertrain plug-in da 218 e 320 CV, nella versione a quattro ruote motrici. La versione MY 2026 porterà lievi modifiche estetiche, materiali più curati all'interno e una maggiore efficienza di tutte le motorizzazioni.Quando arriva: estate 2026Motorizzazione: plug-inQuanto costerà: da circa 40.000 euro
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Addii eccellenti - Dalla Fiat Tipo alla BMW Z4, le auto che ci lasciano nel 2026

Dic 31,2025
Anno nuovo, modelli nuovi: ne arriveranno tanti, e già da diversi giorni ve li stiamo anticipando, marchio per marchio. Sullo sfondo, però, ci sono anche le auto arrivate ai saluti. Addii, o forse solo arrivederci: fatto sta che molte vetture importanti hanno smesso di essere prodotte negli ultimi mesi, o usciranno di scena nel corso del 2026. In attesa di un rimpiazzo, oppure no.E se di questi tempi nulla è da escludere, perfino le retromarce improvvise, per alcune auto il destino appare scritto. L'ultima a congedarsi è stata la Jaguar F-Pace, che ha chiuso l'era endotermica di Gaydon. Nelle schede qui sopra, trovate altri dieci modelli che sono usciti - o si preparano a uscire - di scena. Lasciando il posto, si spera, a degni eredi.
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Anteprima - Volkswagen 2026: le novità in arrivo, dalla Golf full hybrid alla ID. Tiguan

Dic 31,2025
Per la Volkswagen inizia un 2026 ricco di novità, in particolare per quanto riguarda la gamma elettrica: arrivano due compatte a batteria, la ID. Cross e la ID. Polo, che fanno parte della nuova famiglia di Bev accessibili del gruppo tedesco (insieme a Cupra Raval e Skoda Epiq). Successivamente, toccherà alla più grande ID. Tiguan (restyling della ID.4 che affiancherà l'omologa versione termica), a un nuovo aggiornamento della ID.3 e all'arrivo delle prime motorizzazioni full hybrid per la Golf. Infine, nelle prime settimane del 2026 arriverà nelle concessionarie italiane la terza generazione della T-Roc, già ordinabile. Volkswagen ID. CrossCostruita sulla piattaforma Meb+, evoluzione di quella attualmente utilizzata per le elettriche di Wolfsburg, la prima B-Suv elettrica della Volkswagen inaugura il linguaggio stilistico Pure Positive, fatto di linee semplici e pulite. anche il primo modello della Casa tedesca ad abbandonare le denominazioni numeriche ma a richiamare le versioni termiche a cui si affianca in gamma (in questo caso, la T-Cross). Le immagini di queste pagine anticipano il modello di serie, da cui non dovrebbe distaccarsi troppo. Lunga 4,16 metri, promette interni molto spaziosi: ai 450 litri del bagagliaio si aggiungono i 25 del frunk. L'abitacolo ha un'impostazione minimal, con un infotainment da 13 e il ritorno dei comandi fisici per controllare le principali funzioni dell'auto. Il powertrain è condiviso con gli altri modelli della nuova famiglia di compatte a batteria del gruppo Volkswagen, dalla Cupra Raval alla Skoda Epiq: motore da 211 CV di potenza e un'autonomia di circa 420 km.Quando arriva: autunno 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 25.000 euro Volkswagen ID. PoloSi chiamerà come l'utilitaria che ha contribuito a scrivere gli ultimi cinquant'anni di storia della Volkswagen, con il prefisso "ID" che ne rivela la natura elettrica. Fedele a livello stilisticoall'equilibrio della precedente Polo, verrà offerta in quattro livelli di potenza, da 116 a 226 cavalli. Due i tagli di batteria (37 o 52 kWh), per autonomie che arrivano a 425 chilometri. Rispetto alla termica le dimensioni della ID. Polo non cambieranno molto: sarà lunga 4,05 metri.Quando arriva: settembre 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 25.000 euro Volkswagen ID. TiguanCon il suo primo aggiornamento, la Suv elettrica ID.4 cambia nome, riprendendo quello dell'omologa termica e diventando così ID. Tiguan. Come per tutti i restyling, le proporzioni rimarranno pressoché invariate mentre verrà profondamente rivisto il frontale, come si può vedere dalla nostra ricostruzione. Attese parecchie novità all'interno dell'abitacolo così come sottopelle, dove probabilmente troveranno posto batterie di maggiore capacità e motori elettrici più efficienti, per raggiungere livelli d'autonomia superiori rispetto agli attuali.Quando arriva: fine 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da 40.000 euro Volkswagen ID.3Ormai una "veterana" della mobilità a corrente, la Volkswagen ID.3 va incontro a un profondo restyling, che ne avvicinerà l'estetica a quella di ID. Polo e alle altre nuove arrivate. Sotto, la piattaforma Meb si evolverà, con powertrain più potenti, batterie più efficienti e freni a disco su tutte le ruote. Quando arriva: settembre 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 35.000 euro Volkswagen GolfDopo il lancio sulla T-Roc, il sistema full hybrid della Volkswagen si appresta a sbarcare sulla Golf. In assenza di dettagli ufficiali, è lecito supporre che le sue caratteristiche ricalcheranno quelle della crossover: sulla T-Roc, il powertrain elettrificato dovrebbe essere offerto in due varianti di potenza, da 136 e 170 CV, entrambi in grado di erogare 306 Nm di coppia e di proporre consumi contenuti. Per il resto, la gamma della hatchback più famosa d'Europa non dovrebbe andare incontro ad altre novità significative, almeno fino alla prossima generazione, che punterà anche sull'elettrico e che dovrebbe vedere la luce tra il 2027 e il 2028.Quando arriva: autunno 2026Motorizzazione: full hybridQuanto costerà: prezzi non dichiarati Volkswagen T-RocProssima all'arrivo nelle concessionarie, la nuova generazione della C-Suv tedesca è cresciuta nelle dimensioni (437 cm) e ora è soltanto ibrida, con motori 1.5 mild hybrid da 116 e 150 CV. Nel corso dell'anno arriveranno anche i propulsori full hybrid da 136 o 170 CV, e il 2.0 quattro cilindri a trazione integrale da 204 CV. All'interno sfoggia una nuova plancia, con strumentazione digitale da 10" e infotainment che, a seconda delle versioni, ha un touch screen da 10,4 o 12,9".Quando arriva: già disponibileMotorizzazione: mild hybridQuanto costerà: da 33.900 euro
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Sabotaggi - Un altro autovelox segato: è tornato Fleximan?

Dic 31,2025
Botto di fine 2025 per Fleximan, che torna protagonista delle strade italiane dopo quasi due anni di silenzio dalla precedente azione, datata 23 febbraio 2024. Il misterioso autore (o chi ne segue le orme) ha segato in due l'autovelox (un Velocar) sulla Statale 16 Adriatica a Mezzano, nel Ravennate, alle due di notte fra il 29 e il 30 dicembre. Per abbattere il palo che sorreggeva il dispositivo, il giustiziere dei velox ha utilizzato come sempre un flessibile, ossia un apparecchio portatile che taglia pietre e metalli mediante un disco di materiale abrasivo. Un colpo messo a segno anche con l'aiuto della nebbia, che ha permesso al sabotatore di non dare nell'occhio lungo l'arteria. Carabinieri e Polizia Locale stanno indagando per individuare il responsabile. Tutti i "colpi" di FleximanCon questo autovelox, siamo arrivati a 24 strumenti tagliati dallo Zorro degli automobilisti, fra emuli e fan. Per ognuno dei pali troncati, è stato commesso un reato (danneggiamento aggravato di un bene pubblico), punibile in base all'articolo 635 del Codice penale: Chi volontariamente distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.Ecco la cronologia delle manomissioni, dall'esordio di metà 2023, nella quale non vengono conteggiati vari danneggiamenti né gli abbattimenti dei dissuasori, box di colore arancione o blu Velo Ok o Speed Check.1. 18-19 maggio 2023: Fleximan debutta in Veneto, a Bosaro (Rovigo), al chilometro 51 della Statale 16, mozzando il dispositivo entrato in funzione il 20 marzo.2. 29 maggio: velox sulla Regionale 482 Altopolesana (ex Statale Ostigliese), a Baruchella (Rovigo), attivato il 12 aprile.3. 19 luglio: di nuovo a Bosaro, con lo stesso modus operandi viene tranciato il dispositivo appena rimesso in sesto. Una sfida agli amministratori.4. 6 agosto: cade lo strumento automatico sulla Provinciale 46 a Mazzorno Destro (Rovigo), a Taglio di Po.5. 2 novembre: nuovo abbattimento chirurgico dell'occhio elettronico di Baruchella: una seconda provocazione.6 e 7. 23 dicembre: vengono segati un velox e poi un altro sulla Tangenziale di Asti (Piemonte).8. 24-25 dicembre: durante la notte, Fleximan torna a colpire a Taglio di Po (Rovigo).9. 24 dicembre: nuovo colpo a Garzara (Corbola, Rovigo) sulla Regionale 495, ex Statale di Codigoro.10. 4 gennaio 2024: a Rosolina (Rovigo), sulla Romea, al chilometro 71,760.11. 9 gennaio: sul Passo Giau (Comune di Colle Santa Lucia, Belluno), sopra Cortina, viene giù il rilevatore più redditizio d'Italia: è l'azione che scatena i tifosi nei social, che parlano (rischiando) persino di un Robin Hood.12. 13 gennaio: prima azione in Emilia-Romagna, nella Bassa Reggiana, sempre nella notte. Ko uno speciale autovelox: un Tutor per il controllo della velocità media su un tratto di quattro chilometri della Cispadana, fra Boretto (Reggio Emilia) e lingresso del centro abitato di Gualtieri.13. 14 gennaio: Fleximan arriva in Lombardia, a Cremona, e abbatte l'autovelox di Martignana di Po.14. 19 gennaio: in quel di Padova (Carceri), si dà l'addio a un apparecchio collocato lungo la Strada regionale 10.15. 21 gennaio: si torna in Lombardia, in provincia di Bergamo, per il taglio del palo del velox sulla Statale 42 ad Albano Sant'Alessandro.16. 22 gennaio: Fleximan fa un salto nel Padovano, a Villa del Conte, e abbatte un dispositivo gestito dalla Polizia Locale della Federazione del Camposampierese. Non condivido questa giustizia fai da te, che però ci deve far riflettere in maniera seria, commenta Antonella Argenti, sindaco di Villa del Conte.17. 24-26 gennaio: sul palo del rilevatore di via Bellucci a Ravenna, il vandalo piazza un cartello con la scritta in arrivo Fleximan; dopodiché, sega in due con un flessibile l'apparecchio di via Dismano, all'altezza di Osteria, verso San Zaccaria. Una provocazione bell'e buona.18. 26-27 gennaio: il serial killer degli autovelox tira giù l'apparecchio di via Borello a Castel Bolognese, nel Ravennate.19. 28-29 gennaio: di nuovo in Lombardia, una mano anonima tronca il palo di un autovelox a Guidizzolo (Mantova) e getta il rilevatore in un canale.20. 29-30 gennaio: approfittando della nebbia, il Samurai col flessibile taglia il palo dell'autovelox sulla circonvallazione di Faenza (Ravenna), per poi farlo crollare nella scarpata. Si tratta di un Velocar, strumento sofisticato al centro delle polemiche dalla sua installazione (nel primo mese multe per un milione di euro).21. 6 febbraio: alle porte di Spoleto (Umbria), sulla Statale 3 Flaminia, cade un velox.22. 6-7 febbraio: incursione su via Mandriole a Sant'Alberto (Ravenna).23. 23 febbraio: ad Asola (Mantova), cade un rilevatore di velocità sulla Provinciale tra Asola e Casalromano.24. 30 dicembre 2025: grazie alla nebbia, il vandalo abbatte un Velocar di Mezzano (Ravenna) alle due del mattino con un'azione fulminea e precisa.
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Volkswagen - Unocchiata agli interni della nuova ID. Polo

Dic 31,2025
Dopo aver saggiato le doti dinamiche della nuova Volkswagen ID. Polo, attraverso la prova, è finalmente arrivata l'ora di scoprirne gli interni. Se invece siete curiosi di togliere il velo alla carrozzeria dovrete portare ancora un po' di pazienza, perché da Wolfsburg fanno sapere che solo ad aprile, a ridosso dell'apertura degli ordini (con prezzi da circa 25.000 euro e un'ampia scelta di motori), potranno accontentarci. Nel frattempo, quel che posso dirvi essendo salito su un esemplare quasi definitivo è che l'abitacolo è all'insegna dello spazio e della praticità, oltre che dello stile e della sostenibilità dei materiali: il team guidato da Andreas Mindt ha lavorato senza trascurare nessuno di questi aspetti, come potete vedere anche dal video. Doppio schermoSalendo a bordo della nuova Volkswagen ID. Polo l'occhio cade immediatamente sulla plancia che abbina al generoso display centrale da 12,9 un cruscotto di dimensioni più grandi rispetto a quelli degli altri modelli ID a cui siamo abituati: parliamo infatti di uno schermo da 10,3, ampiamente configurabile. Fra le varie modalità di visualizzazione ce n'è anche una denominata Retro, che rievoca la strumentazione della Golf prima serie restyling. Un vezzo, che fa da contraltare ai tanti aspetti pratici che dominano l'abitacolo. Qualche esempio? I tasti sul volante tornano ad essere fisici (addio ai comandi a sfioramento degli altri modelli), come pure i comandi del climatizzatore e degli alzavetro nel bracciolo (che ospita anche una maniglia di apertura ripresa dalla nuova T-Roc), entrambi ben rifiniti. All'insegna della praticità anche la rotella nel tunnel per gestire il volume della radio e scorrere le stazioni radio (o i brani musicali della propria playlist). E poi ci sono il supporto del cellulare, anch'esso nella consolle centrale, che consente di mettere lo smartphone in verticale e ha un foro per il passaggio di eventuali cavetti, in modo da collegarsi facilmente alle due prese Usb sottostanti (due anche quelle per i passeggeri posteriori). Parola d'ordine, ricicloAl capitolo materiali troviamo ampie zone in tessuto per la parte superiore della plancia. Materiale ricavato da plastiche riciclate per tutte le versioni, ma non per questo poco gradevole al tatto, anzi. Per gli allestimenti più ricchi (in totale dovrebbero essere quattro le versioni) altre porzioni di plancia e pannelli porte, oltre che i sedili, saranno in Seaqual, un tessuto derivante in buona parte dalle plastiche recuperate nei mari e negli oceani. Il tutto condito da parti in polimero, anch'esso ovviamente con una elevata percentuale di materiali riciclati. Se gli ecologisti possono stare tranquilli, anche l'occhio è appagato da forme armoniose e pulite. A impreziosire l'abitacolo della nuova Volkswagen ID. Polo le luci d'ambiente configurabili che si prolungano sulle porte, mentre una striscia di Led poco più in alto serve per gli allarmi legati agli Adas (che saranno tanti per una compatta, inclusa la segnalazione dei semafori e degli stop). Tanto spazio, anche dietroL'aumento di passo di cinque centimetri arrivando a 260 cm rispetto alle Polo termiche (che resteranno a listino ancora per parecchi anni) consente di migliorare l'abitabilità posteriore. Se a questo si aggiunge il pavimento piatto sotto cui sono nascoste le batterie, da 37 o 52 kWh netti, si può intuire i vantaggi per chi siede sul divano. Uno dei tecnici Volkswagen mi fa notare anche un altro particolare: lui è alto 197 cm, e la sagomatura del tetto in corrispondenza dei poggiatesta posteriori fa proprio al caso suo, permettendogli di non toccare il soffitto. Il modello su cui siamo saliti, fra l'altro, è dotato di un ampio tetto in vetro, altra chicca che dona ariosità all'abitacolo. Difetti? Sicuramente l'assenza di maniglie d'appiglio per i posti dietro, mentre davanti ce ne sono due, come se il guidatore potesse usarne una mentre guida Accogliente con i bagagliIl mio primo appuntamento con la Volkswagen ID. Polo si conclude con un'occhiata al baule, che è davvero ampio: la casa parla di 435 litri (valore che ovviamente verificheremo in occasione di una prova completa), contro i 351 di una Polo termica. Al di là dei numeri la sensazione è che lo spazio sia tanto per un'auto lunga appena 405 cm. Non mancano neppure soluzioni pratiche come il piano regolabile su due livelli o un bel doppiofondo dove riporre il cavo di ricarica. Non è invece previsto un frunk, ossia un vano anteriore: davanti si trovano motore, convertitori e presa di ricarica (quest'ultima davanti alla porta lato passeggero).
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Centro prove - Le 10 supercar più veloci a Vairano: chi domina il nostro tracciato?

Dic 30,2025
Correva l'anno 2020 quando ci siamo resi conto che a certe macchine, il nostro tracciato di handling, stava un po' stretto. Powertrain sempre più potenti, bodykit aerodinamici sempre più spinti; serviva qualcosa che rendesse giustizia alle supercar in continua crescita prestazionale.Ecco allora che nasce il VairanoPro, ossia il layout di pista che dedichiamo unicamente agli hot laps delle vetture più performanti. Di fatto, al nostro tradizionale handling abbiamo aggiunto, collegandolo al rettifilo di alta velocità e a uno dei due cappi di ritorno, circa un chilometro d'asfalto che include quel tanto che basta per dar sfogo alla cavalleria sul dritto e un paio di pieghe velocissime per comprendere più a fondo l'operato dell'aerodinamica, in termini di deportanza e bilanciamento.Da allora, abbiamo visto diverse supersportive alternarsi in vetta alla classifica. Ecco le dieci più veloci. 10. Lamborghini Huracán STO 1'23874In attesa di provare a fondo la Temerario, la Lambo più veloce è ancora lei, persino più della Revuelto (circa mezzo secondo). Il body kit di carbonio ispirato alle Super Trofeo da corsa aggiunge la deportanza necessaria per rendere la STO più efficace delle Huracán standard; rapida e precisa (di avantreno e sterzo), bilanciata (dà fiducia alle andature elevate) e con freni pazzeschi (Brembo CCM-R), paga soltanto una scelta di gomma che privilegia la durata al puro grip, scelta peraltro condivisibile. Sempre tonico, e dalla voce entusiasmante, il V10 aspirato da 640 CV. 9. Chevrolet Corvette Z06 1'23729La Corvette che ha cambiato religione (dopo sessant'anni passa dal motore anteriore a quello posteriore-centrale) non se la cava affatto male in pista. Proprio grazie al nuovo layout tecnico, ha un buon bilanciamento generale (le Michelin Cup 2 R aiutano in questo) ed è rapida e precisa negli inserimenti. Paga però un po' troppo sovrasterzo in uscita di curva e lungo certi appoggi veloci, cosicché non si riescono a sfruttare appieno i 670 CV del suo V8 ad albero piatto. Bene anche i freni (potenti e ben modulabili) e il cambio (rapido sia in salita sia in scalata), mentre lo sterzo meriterebbe una maggior prontezza. 8. Maserati GT2 Stradale 1'23565Il tempo sul giro non è da pole position, ma la piacevolezza di guida sì. La versione più sportiva della ex-MC20, ispirata alla GT2 da corsa, grazie alle mirate modifiche telaistiche e aerodinamiche è davvero uno spasso: facile da decifrare, sincera, ottimamente bilanciata, con quel pizzico di sottosterzo sul veloce che dà sicurezza e un sano accenno di sovra in uscita per godere. Forse un po' sottodimensionato il V6 Nettuno alla luce dell'intero pacchetto tecnico, ma nel complesso funziona. Da rivedere, però, la modulabilità del freno, che non aiuta a sfruttare appieno la potenza dell'impianto nelle staccate più impegnative. 7. Porsche 992.1 GT3 1'22792Con la 992, la GT3 ha compiuto un salto di qualità notevolissimo rispetto a tutte le serie precedenti, grazie soprattutto alle modifiche telaistiche che hanno introdotto, per la prima volta su una noveundici, i quadrilateri anteriori. Che dire: l'arma definitiva da trackday è sempre lei. Perché l'armonia fra tutte le componenti meccaniche, capaci di lavorare sempre all'unisono senza alcuna stonatura, la rendono uno degli strumenti più efficaci e soddisfacenti del panorama. La testimonianza di ciò arriva dal fatto che, con un numero relativamente contenuto di cavalli (510), questa Porsche riesce a mettersi alle spalle sportive ben più potenti. 6. Porsche 992.2 GT3 Weissach Package 1'21892Una promessa fatta dal reparto GT di Flacht, di solito si trasforma in certezza. Difatti, quel piccolo incremento prestazionale annunciato durante il passaggio da 992.1 a 992.2, l'abbiamo riscontrato anche sulla nostra pista di Vairano. A parità di potenza (ma col motore più strozzato, due catalizzatori in più, compensato dal finale del cambio accorciato dell'8%), la 911 GT3 ha limato 1,1 secondi grazie a piccoli e grandi affinamenti telaistici e aerodinamici, per esempio un avantreno rivisto che garantisce maggior precisione, un effetto anti-dive in frenata e una miglior capacità di digerire i cordoli. Il boxer aspirato e il Pdk continuano a essere straordinari: 9.000 giri di pura goduria il primo (ma avaro di coppia in basso) e sempre preciso e puntuale il secondo. 5. Ferrari SF90 Stradale 1'21716La ibrida da mille cavalli di Maranello impressiona, più di tutto, per la facilità di gestione di una quantità tale di potenza e coppia sin dal primo giro. Ogni componente è perfettamente integrato e questo permette di avere sempre sotto controllo la vettura anche nelle condizioni più difficili. In curva il comportamento è leggermente sottosterzante in ingresso e percorrenza, mentre in uscita il sovrasterzo emerge a tuo piacimento, nel senso che la calibrazione dell'acceleratore è talmente raffinata che la puoi gestire in facilità come vuoi tu. Ottima la modulabilità del freno, eccellente la resa dello sterzo. L'unica nota dolente è il peso, che si fa sentire soprattutto nei cambi di direzione dove ci sono vetture più rapide ed efficaci. 4. Mercedes-AMG GT Black Series 1'20926Tempo di assoluto rilievo considerato che si tratta dell'unica sportiva a motore anteriore che è riuscita a entrare in top 10. Aerodinamica da corsa, pneumatici specialistici (Cup 2 R, addirittura con due scelte di mescola) e un'elettronica finemente tarata (traction control regolabile in svariate posizioni), rendono la AMG GT Black Series una delle vetture più appaganti ed efficaci per la guida in pista. letteralmente incollata al suolo, sempre, con un grip meccanico e aerodinamico impressionante. Più a suo agio sul veloce che nel misto, nel comportamento la Black Series ricorda una GT3 da corsa, sebbene il peso non l'aiuti. Il powertrain, pur avendo ben 730 CV e 800 Nm, meriterebbe un po' di allungo in più; e il cambio, seppur rapido, presenta sempre leggeri slittamenti fra un rapporto e l'altro, oltre al problema che non bisogna raggiungere mai il limitatore di giri altrimenti il rapporto successivo arriva con grande ritardo. 3. Ferrari 296 GTB Assetto Fiorano - 1'20925Entriamo nella zona calda della classifica, sul gradino più basso del podio, con la 296 GTB in configurazione Assetto Fiorano. Una delle migliori sportive mai sfornate a Maranello, ancorché fra le più emozionanti da guidare in pista. Tutto è perfettamente accordato e amalgamato nel miglior modo possibile, il che rende ogni metro d'asfalto una vera goduria. Il V6 biturbo ibrido con 830 CV totali, nel suo insieme è incredibile: sound pazzesco, progressione infinita e fulmineo nella risposta. Come pure il cambio, talmente rapido e impeccabile che ti viene da utilizzare i paddle anche quando, in realtà, non sarebbe strettamente necessario. Lo sterzo, seppur sempre un po' leggero, è straordinariamente rapido e preciso. E anche frenare diventa una sfida alla ricerca del limite, perché la potenza dell'impianto è impressionante e si può staccare fin dentro alla curva, con la 296 non fa una piega. 2. Pagani Huayra Roadster BC - 1'20707Con lei abbiamo inaugurato il VairanoPro e ne ha detenuto il record assoluto per tre quattro anni. Qui siamo a cavallo fra la hypercar e l'opera d'arte, a partire dal suo V12 di origine Mercedes-AMG che con 802 CV e 1.050 Nm dispensa libidine a non finire, per spinta propulsiva, erogazione e sound. All'altezza della situazione anche l'impianto frenante, per potenza e modulabilità. Mentre i due elementi che cedono un po' il passo alla concorrenza sono il cambio (un po' lento) e il traction control, che tende a castrare un po' troppo; meglio senza, dosando col proprio piede, ma sempre con cautela 1. Porsche 992.1 GT3 RS 1'19881La regina è lei, l'unica a sfondare il muro dell'1'20 e mettendosi dietro hypercar con quasi il doppio dei cavalli. Con la GT3 RS, serie 992.1, la Porsche ha superato sé stessa ed è riuscita a realizzare l'oggetto stradale più vicino a una vettura da corsa che esista (al netto di produzioni semi-artigianali o troppo estreme per la strada). Per apprezzarla appieno occorre cultura: mi riferisco agli innumerevoli settaggi on board per estensione e compressione degli ammortizzatori, differenziale autobloccante e controllo di trazione; e va detto che, queste funzioni, non sono meramente invenzioni di marketing, ma strumenti realmente utili. Mostruosa per grip meccanico e aerodinamico, solida e bilanciata anche dopo lunghi stint di guida, intuitiva e facile anche se, per trovare il limite, serve competenza. Motore e cambio di assoluta eccellenza, come sempre, sebbene telaio e aerodinamica li surclassino. 
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Anteprima - Jeep 2026: tutte le novità in arrivo, dalla Avenger MY26 alla Wagoneer S

Dic 30,2025
La Jeep è uno dei brand più importanti del gruppo Stellantis, soprattutto in Italia: qui la Casa americana rappresenta il primo mercato d'Europa, il terzo al mondo per volumi. Nel 2026 la Jeep punterà molto su modelli elettrici di grandi dimensioni, con due proposte di segmento D pensate per pubblici molto diversi tra loro: l'aggressiva e robusta fuoristrada Recon da una parte, la più elegante e lussuosa Wagoneer S dall'altra.Nei prossimi dodici mesi si amplierà anche la gamma di motorizzazioni della nuova Compass e verrà introdotto un aggiornamento MY26 per la best seller Avenger. Ecco tutte le novità in arrivo, con date, motorizzazioni e prezzi. Jeep ReconAnnunciata nel 2023, questa fuoristrada elettrica è finalmente pronta per arrivare anche in Italia. Due motori, per 650 CV e 840 Nm di coppia, gestiti dal sistema Selec-Terrain con modalità di guida pensate specificamente per la guida in off-road, ma anche per scatenare tutta la sua potenza sull'asfalto, dove per scattare da 0 a 100 km/h le basteranno 3,6 secondi. La batteria, a 400 volt, avrà una capacità di 100 kWh, ma vista la sua mole (e le sue forme), l'autonomia non oltrepasserà di molto i 400 chilometri. La Recon è l'unica Suv elettrica della Casa americana a potersi fregiare del badge Trail Rated, riservato ai modelli con maggiori capacità di guida in fuoristrada. Gli angoli caratteristici sono: attacco 34, uscita 34,5, dosso 23,5. Il portellone è incernierato sul lato destro ed è possibile rimuovere le portiere, il vetro del portellone e i finestrini posteriori in pochi istanti, senza dover usare attrezzi. L'abitacolo, in materiale antigraffio, non manca di tecnologia e tocchi premium come l'impianto stereo firmato Alpine (le casse sono sotto i sedili, così da funzionare anche senza le portiere).Quando arriva: fine 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: prezzi non dichiarati Jeep Wagoneer SNegli Stati Uniti è già una realtà, ormai dal 2024. Per l'Europa, invece, i tempi potrebbero essere maturi verso fine anno, quando questa grande Suv elettrica dovrebbe finalmente andare in vetrina. Le sue caratteristiche sono note: basata sulla piattaforma Stla large, la Wagoneer S è offerta al lancio in una versione unica, bimotore, da 600 cavalli e 800 Nm. La batteria da 100 kWh promette fino a 480 chilometri di autonomia, anche grazie a un design che asseconda l'efficienza aerodinamica. Tanti i dettagli di lusso, dentro e fuori l'abitacolo, come le sette feritoie della griglia illuminate.Quando arriva: fine 2026Motorizzazione: elettricaQuanto costerà: da circa 80.000 euro Jeep CompassCon la nuova generazione (che come la precedente sarà prodotta in Italia, nello stabilimento di Melfi), la Jeep Compass è diventata multienergia. E dopo aver dato l'addio ai motori a gasolio, cuore della sua gamma italiana, si appresta a una nuova era fatta di full hybrid e plug-in, oltre che di elettrico puro. Accanto alle motorizzazioni già disponibili (mild hybrid e full electric), nel corso del 2026 arriverà l'ibrida alla spina da 195 CV, seguita dall'elettrica Long Range da 231 CV a due ruote motrici. Più avanti sarà la volta della bimotore a trazione integrale, che prenderà il nome di 4xe. Avrà un'impostazione più orientata al fuoristrada e metterà sul piatto ben 375 cavalli.Quando arriva: primavera 2026Motorizzazione: benzina, mild hybrid, plug-in, elettricaQuanto costerà: da 39.900 euro Jeep Avenger 2026La più piccola delle Suv della Casa americana, best seller qui in Italia, nei prossimi mesi verrà aggiornata al Model Year 2026: i ritocchi saranno minimi e interesseranno allestimenti interni, infotainment, paraurti e l'articolazione interna della fanaleria. Possibile qualche miglioria ai motori, alla ricerca di una maggiore efficienza.Quando arriva: autunno 2026Motorizzazione: benzina, mild hybrid, elettricaQuanto costerà: da circa 25.000 euro
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