Subscribe to feed 4 Ruote
Aggiornato: 1 ora 4 min fa

Stellantis e leconomia circolare: a Casablanca apre il terzo centro di smontaggio

Mag 06,2026
Stellantis, tramite la divisione dedicata all'economia circolare SUSTAINera, ha inaugurato il primo centro di smontaggio dei veicoli nell'area Africa e Medio Oriente.Il polo, situato a Casablanca (Marocco), rientra nel piano di crescita regionale del gruppo e rappresenta un ulteriore segnale dell'impegno nel campo dell'economia circolare, leva fondamentale per estendere la vita utile dei veicoli e dei componenti, ridurre gli sprechi e ottimizzare l'impiego delle risorse lungo l'intera filiera automobilistica. Il terzo polo di smontaggioQuello di Casablanca è il terzo centro di smontaggio dopo quelli di Torino e San Paolo, in Brasile. Concepite come sito industriale, le attività principali includono l'approvvigionamento di veicoli a fine vita tramite compagnie assicurative, aste e canali specializzati, lo smontaggio dei mezzi, la vendita di componenti rigenerati e usati - anche tramite la piattaforma B-Parts - e la raccolta di componenti destinati al riciclo.Il centro, realizzato grazie a un investimento di 1,6 milioni di euro, si estende su 6.000 metri quadrati, impiega 150 addetti tra diretti e indiretti e ha una capacità di smontaggio di 10 mila veicoli l'anno.
Categorie: 4 Ruote

Nissan Ariya si aggiorna: nuovo look, infotainment Google e ADAS evoluti

Mag 06,2026
Nissan introduce in Italia il Model Year 2026 della Ariya. Il restyling della SUV elettrica ha debuttato in Giappone a fine 2025 ed è ora disponibile anche nel nostro Paese. L'aggiornamento interessa design, tecnologia di bordo e allestimenti, mentre restano invariati powertrain e autonomie. Ritocchi al design e nuove dotazioni tecnologicheIl frontale della Ariya è stato rivisto ed è subito riconoscibile per il nuovo disegno dei gruppi ottici e del paraurti. Inediti anche i cerchi di lega, disponibili nelle misure da 19 e 20 pollici.In abitacolo cambia la console centrale, ora più capiente, e debutta il caricatore wireless per smartphone. Il sistema di infotainment integra ora la suite di applicazioni Google, ampliando connettività e funzioni.Dal punto di vista tecnico, Nissan ha affinato l'assetto per migliorare confort e tenuta di strada. Per la ricarica sono confermati il sistema rapido in corrente continua da 130 kW e quello di bordo in corrente alternata da 11 kW, con funzione Vehicle-to-Load (V2L). La dotazione di ADAS è stata ulteriormente arricchita, con l'introduzione del controllo adattivo della distanza di sicurezza. Powertrain invariati e autonomie confermatePer il mercato italiano, la gamma replica le specifiche della versione precedente ed è articolata su tre varianti: Engage: motore singolo da 217 CV, batteria da 63 kWh e 404 km di autonomiaAdvance: 242 CV, batteria da 63 o 87 kWh e fino a 533 km di autonomiaEvolve: disponibili le versioni a due e quattro ruote motrici e-4ORCE, con 306 CV e fino a 509 km di percorrenzaPer il momento non è prevista l'introduzione della versione sportiva Nismo da 435 CV. Gli allestimenti disponibili per l'ItaliaL'Ariya Engage offre di serie cerchi da 19", interni in tessuto, doppio schermo da 12,3", funzione e-Pedal Step, retrocamera e pacchetto base di ADAS.La versione Advance aggiunge il pacchetto ProPILOT con Navi-Link, telecamere a 360 gradi, sedili e volante riscaldabili, portellone elettrico e vetri posteriori oscurati.Al vertice, l'Ariya Evolve include anche tetto panoramico, piantone dello sterzo elettrico, head-up display, ProPILOT Park e impianto audio Bose. 
Categorie: 4 Ruote

Toyota e lIA fatta in casa: "Aiuterà i dipendenti invece di sostituirli"

Mag 06,2026
Toyota vuole un'intelligenza artificiale tutta sua. Non è la prima Casa che pensa all'IA, ovviamente, ma mentre molte concorrenti basano i propri sistemi su modelli sviluppati da terzi, i nipponici hanno deciso di fare tutto internamente. Una strategia coraggiosa - e costosa in termini di tempo, investimenti e risorse - che riflette una politica sempre più diffusa tra le aziende: sviluppare sistemi proprietari consente di proteggere i dati e di creare modelli allineati alla filosofia aziendale. I posti di lavoro sono salviProprio su questo punto ha insistito Daisuke Toyoda, senior vice president di Woven by Toyota, la sussidiaria che si occupa delle tecnologie per la mobilità e dello sviluppo del software per i veicoli del marchio, dalla guida autonoma ai sistemi di sicurezza.Il manager ha ribadito la volontà di creare una piattaforma proprietaria per salvaguardare il knowhow produttivo, rispettare gli standard industriali dell'azienda e, soprattutto, mantenere il controllo delle scelte strategiche.Toyoda ha inoltre sottolineato che l'adozione dell'IA nelle fabbriche non comporterà tagli occupazionali. Al contrario, i sistemi intelligenti supporteranno i lavoratori nelle attività quotidiane, contribuiranno alla formazione delle nuove reclute e analizzeranno i flussi produttivi per migliorarne l'efficienza. L'IA è già all'operaL'iniziativa - dal costo non ancora annunciato - prenderà forma in un nuovo centro di ricerca a Woven City, la cittàlaboratorio realizzata da Toyota sul sito di una ex fabbrica. Popolata da Inventori (startup e istituti di ricerca) e da alcuni dipendenti dell'azienda con le loro famiglie, rappresenta l'ambiente in cui vengono testati veicoli e soluzioni di mobilità del futuro.Qui è già operativo il Woven City AI Vision Engine, un foundation model pensato per svolgere un'ampia gamma di compiti. Attraverso dati visivi, comportamentali e ambientali raccolti da telecamere, veicoli e utenti, il sistema consente alla città di interpretare il mondo reale in tempo reale, individuare potenziali rischi e coordinare la risposta dei diversi sistemi connessi.
Categorie: 4 Ruote

Oltre 100 mila euro di utile per auto: perché Ferrari può osare con la Luce

Mag 06,2026
Ferrari è una macchina da utili senza pari all'interno dell'industria automobilistica globale: neppure i diretti concorrenti riescono a raggiungere i livelli di redditività registrati a Maranello negli ultimi anni. Basta un dato per capirlo: la Casa emiliana guadagna oltre 100 mila euro su ogni singola vettura commercializzata. un indicatore chiave in vista di uno degli appuntamenti più delicati del prossimo futuro. Il 21 maggio 2026, a Roma, sarà svelata la Luce, la prima elettrica del Cavallino Rampante. Come ha spiegato l'amministratore delegato Benedetto Vigna, la nuova creatura "è molto più di un nuovo modello ed è molto più che elettrica". Ed è, probabilmente, la scommessa più impegnativa mai affrontata da Maranello, che però si basa su conti molto precisi. Più di 100 mila euro guadagnati per autoFerrari può permettersi di rischiare con la Luce proprio grazie a una redditività senza rivali. La società fornisce una ripartizione dei ricavi tra vendita di auto e ricambi, sponsorizzazioni e proventi commerciali, oltre ad altre attività come la gestione del circuito del Mugello o la fornitura di motori in Formula 1. Non è però noto il contributo di ciascuna voce alla redditività complessiva.Limitandosi alle attività operative, nel 2025 Maranello è riuscita ad aumentare l'utile per vettura da 137.289 a 154.692 euro, spinta dal continuo miglioramento dei prezzi medi e dal contributo crescente delle personalizzazioni. Non a caso, Ferrari è diventata un punto di riferimento per tutto l'alto di gamma.Guardando ai profitti netti, l'utile unitario ha raggiunto 117.302 euro, contro i 110.966 del 2024. Il trend è confermato anche nel primo trimestre dell'anno in corso: l'utile operativo per vettura è salito da 153.151 a 159.488 euro, mentre quello netto è passato da 116.417 a 120.198 euro. Numeri che raccontano più di qualsiasi slogan la forza del marchio Ferrari e la disponibilità della clientela a pagare.Il confronto con Lamborghini è emblematico: nel 2025, a livello operativo, il marchio di Sant'Agata Bolognese ha guadagnato 70.531 euro per vettura, meno della metà rispetto a Maranello. Perché Ferrari può osare: margini, clientela e prezziIn altre parole, Ferrari può contare su una base di clienti estremamente facoltosa e fedele, pronta a seguire il marchio anche su territori inesplorati. Ed è qui che entra in gioco la Luce, in un contesto di mercato che oggi appare tutt'altro che ricettivo verso le supercar elettriche, come dimostrano i rallentamenti di Lamborghini, Rimac o Bentley.Vigna, però, ha chiarito la visione: Noi siamo convinti che i leader restano tali solo se osano e usano la tecnologia nuova per generare emozioni nuove o diverse. Un messaggio netto: a Maranello non c'è alcuna intenzione di fare passi indietro.Anche il prezzo della Luce parla chiaro. Le indiscrezioni indicano una forbice tra tra 500 e 550 mila euro, poco sopra Purosangue, che parte da circa 445 mila euro ed è sold-out da mesi. Un risultato ottenuto nonostante lo scetticismo iniziale, poi smentito dai fatti.La Luce punta a creare un segmento a sé, oggi inesistente, rivolgendosi soprattutto a collezionisti e appassionati storici, disposti a tutto pur di guidare la prima elettrica Ferrari. Una scommessa commerciale e industrialeVigna ha parlato di oltre 60 brevetti legati alla Luce, dai motori elettrici agli inverter, dalla dinamica del veicolo all'integrazione delle batterie nel telaio, fino a volante, display e interfaccia utente. Non c'è una singola dimensione dell'auto che non sia stata ripensata in modo innovativo, ha sottolineato il CEO.I costi di sviluppo non graveranno solo sulla Luce, ma potranno essere ripartiti su futuri modelli, migliorando la redditività complessiva.Nel frattempo, Ferrari ha già ottenuto un risultato fondamentale: ha generato un hype enorme. L'attesa è altissima, come ha ammesso lo stesso Vigna parlando di grande curiosità da parte dei clienti, storici e potenziali.Sul piano finanziario, infine, Ferrari può contare su fondamenta solidissime. Nel 2025 i flussi di cassa operativi sono cresciuti da 1,03 a 1,54 miliardi di euro, a fronte di investimenti per 950 milioni. L'indebitamento industriale netto era di appena 32 milioni, nonostante riacquisti di azioni proprie e dividendi per oltre 1,3 miliardi.In buona sostanza, Ferrari ha risorse più che sufficienti per assorbire l'intera avventura della Luce, che si tratti o meno di una hit rivoluzionaria. E in caso di successo, gli effetti sul fronte finanziario potrebbero essere ancora più sorprendenti. Non ci vorrà molto sapere come andrà a finire: la Luce sarà svelata a Roma il prossimo 25 maggio.
Categorie: 4 Ruote

Motor Valley Fest: a Modena il futuro della mobilità per le nuove generazioni

Mag 06,2026
Non solo il festival della Terra dei Motori dell'Emilia-Romagna, ma anche un laboratorio di orientamento con incontri tematici, Talent Talk e progetti universitari: è Motor Valley Fest, in programma a Modena dal 28 al 31 maggio 2026. L'evento punta a fare anche da bussola per indicare alle nuove generazioni la strada verso le professioni della mobilità, in un mercato del lavoro in continua trasformazione, tra competenze emergenti e percorsi sempre più dinamici. Talent Talk: il dialogo tra giovani e aziendeL'appuntamento è per giovedì 28 maggio dalle 14.30 alle 18.30, e per venerdì 29 maggio dalle 10.30 alle 17.30 con i Talent Talk: 10 incontri sul palco del Teatro del Collegio San Carlo della città. A raccontare l'evoluzione delle professioni saranno Dallara, Ducati, Ferrari, Lamborghini e Pagani. Più le aziende HPE Group, Loccioni e Visa Cash App - Racing Bulls. Inoltre, gli incontri con la Muner (Motor Valley University of Emilia-Romagna) e Accenture permetteranno di approfondire il tema delle nuove competenze necessarie. Le iscrizioni - gratuite - sono aperte sul sito del festival. Formula SAE: la competizione universitaria internazionalePiazza Grande a Modena ospiterà anche i progetti di Formula SAE, la competizione universitaria internazionale di design ingegneristico di cui Dallara è partner chiave, sponsor tecnico e riferimento industriale: una possibilità di confronto tra 11 università italiane e 16 team impegnati nello sviluppo di prototipi, anche senza pilota.
Categorie: 4 Ruote

Audi Auto Union Lucca: la leggenda da 326 km/h torna in vita dopo 90 anni

Mag 06,2026
Audi Tradition ha presentato a Lucca una replica fedele della celebre Auto Union Typ B del 1935, realizzata sulla base di fotografie storiche e documenti d'archivio per celebrare una vettura da record della Casa dei Quattro Anelli, legata al nostro Paese per un gioco del destino.  A Lucca per casoLa vettura entrò nella storia a metà anni Trenta per aver percorso il chilometro in 11,01 secondi, con una velocità media sul miglio di 320,267 km/h e una punta di 326,975 km/h. L'Auto Union Typ B diventò così l'auto da corsa su strada più veloce del mondo, un risultato straordinario ottenuto sull'asfalto della FirenzeViareggio, nei pressi di Lucca, a seguito di un cambio di programma legato al meteo rispetto al piano originale che prevedeva l'Ungheria. Da allora, la vettura è informalmente ricordata con il nome della cittadina toscana che ha ospitato, per caso, l'impresa. Ricostruita con le foto dell'epocaIl progetto, realizzato interamente a mano, è durato oltre tre anni sotto la guida di Timo Witt, responsabile della collezione veicoli storici di Audi, ed è stato completato all'inizio del 2026. Il coefficiente aerodinamico rilevato in galleria del vento è pari a 0,43, un dato che testimonia quanto la carrozzeria in alluminio levigato, con coda a pinna e passaruota a goccia, fosse già un capolavoro di ingegneria del flusso d'aria. Soluzioni sofisticate che obbligarono i tecnici dell'epoca a compromessi significativi, come un angolo di sterzo molto limitato e un abitacolo compatto, in cui la temperatura per il pilota cresce rapidamente. Furia V16Dentro il cofano della replica trova posto un V16 sovralimentato di derivazione Auto Union Typ C 1936, portato a 6.005 cc per una potenza complessiva di 520 CV contro i 343 CV e i 4.951 cc dell'originale del 1935: una piccola licenza degli ingegneri di Ingolstadt. La nuova Auto Union Lucca arricchisce così la famiglia delle Frecce d'Argento della collezione storica Audi, accanto ad altre ricostruzioni che hanno contribuito a mantenere viva la memoria di un'epoca irripetibile. La Auto Union Lucca celebra l'avanguardia tecnica dei Quattro Anelli, ancora oggi evidente nelle competizioni. Un esempio è la monoposto R26 di Formula 1 affidata a Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto, con cui Audi Revolut F1 Team ha debuttato nel Mondiale, chiudendo idealmente un cerchio iniziato su un rettilineo toscano quasi un secolo fa: stessa spinta all'innovazione, stesso coraggio nel sfidare le convenzioni. Dopo la presentazione a Lucca, la vettura sarà protagonista al Festival of Speed di Goodwood (912 luglio).
Categorie: 4 Ruote

Pirelli: la tecnologia Cyber Tyre sbarca negli Stati Uniti

Mag 06,2026
Pirelli ha annunciato nuovi investimenti nella fabbrica di Rome (Georgia) per rafforzare la presenza nel mercato chiave degli Stati Uniti. Il sito produttivo, già attivo nel Motorsport e nella produzione di pneumatici di alta gamma, sarà ampliato per costruire localmente anche soluzioni dotate della tecnologia Cyber Tyre. Investimenti per l'America e tecnologia MIRSL'annuncio è arrivato durante il SelectUSA Investment Summit, occasione in cui Pirelli ha presentato anche l'evoluzione più recente del pacchetto hardware e software Cyber Tyre. Nello stabilimento americano debutterà inoltre il sistema MIRS (Modular Integrated Robotized System), progettato per migliorare produttività, qualità e flessibilità, adattandosi in modo più efficace alla domanda del mercato.
Categorie: 4 Ruote

BMW frena: conti in calo tra dazi, Cina e cambi sfavorevoli

Mag 06,2026
Il primo trimestre non è stato facile per il gruppo BMW: i risultati finanziari hanno risentito di problemi ormai comuni a tutti i costruttori.A pesare sono stati diversi fattori estremamente sfavorevoli, come la volatilità dei cambi (in particolare dollaro USA e yuan cinese), i dazi statunitensi e il rincaro delle materie prime. I dati trimestraliIl gruppo ha chiuso il periodo con 565.780 veicoli consegnati, in calo del 3,5% rispetto a un anno fa. A incidere soprattutto sono stati il -4% nelle Americhe e il -10% della Cina, che hanno annullato la crescita del 3,1% in Europa.I ricavi, nonostante un mix di prodotto positivo (la gamma M, ad esempio, ha coperto circa un decimo delle vendite di BMW), hanno risentito sia della flessione dei volumi sia di altri elementi critici: la persistente e intensa concorrenza nel settore automobilistico, in particolare in Cina, oltre all'effetto dei cambi sfavorevoli. Il fatturato è così sceso dell'8,1% a 31 miliardi, mentre a cambi costanti la flessione è stata del 4,3%.Sul fronte della redditività, oltre al calo di vendite e prezzi, hanno inciso anche il rincaro delle materie prime e le conseguenze dei dazi USA. Il gruppo ha registrato un utile ante imposte di 2,35 miliardi (-24,6%), con un margine passato dal 9,2% al 7,6%, comunque in linea con il 7,7% dell'intero 2025. I profitti netti sono scesi del 23,1% a 1,67 miliardi.Nelle sole attività Automotive, l'utile operativo è calato del 33,5% a 1,345 miliardi, con un margine sceso dal 6,9% al 5%. Il dato resta all'interno delle previsioni (4-6%), ma sarebbe stato più elevato senza l'impatto dei dazi, quantificato in 1,25 punti percentuali, e gli oneri legati all'acquisizione del controllo della joint venture cinese BBA (-1,2 punti). Si conferma invece solida la generazione di cassa, con flussi in crescita da 413 a 777 milioni. Le prospettivePer i prossimi mesi, il gruppo punta a contenere gli effetti della crisi del settore e di un contesto macroeconomico complesso facendo leva sul proprio approccio tecnologicamente aperto e su un portafoglio ordini robusto, in particolare per le elettriche. Nei primi tre mesi dell'anno, le prenotazioni hanno raggiunto un massimo storico grazie a una crescita superiore al 60% in Europa.Ancora una volta, i nostri risultati del primo trimestre dimostrano il valore della coerenza strategica, della solidità operativa e di un elevato grado di flessibilità. Siamo ben posizionati per continuare a ottenere successi, nonostante le condizioni difficili, ha dichiarato l'AD Oliver Zipse, sottolineando come il punto di forza sia un'ampia gamma di prodotti in grado di coprire tutti i principali segmenti e offrire l'intera varietà di motorizzazioni.A Monaco di Baviera, tuttavia, non vengono nascosti i timori legati a un contesto economico in deterioramento. Il gruppo prevede un mercato globale in leggera contrazione, un elevato livello di volatilità legato ai dazi doganali, forte incertezza geopolitica in Medio Oriente e pressioni persistenti da cambi, materie prime e concorrenza.Nonostante ciò, vengono confermate le stime per l'intero anno: consegne attese stabili e margine operativo Automotive compreso tra il 4% e il 6%, grazie ai programmi di riduzione e controllo dei costi. I risultati effettivi, tuttavia, potrebbero discostarsi dalle previsioni in funzione dell'evoluzione del contesto politico e macroeconomico.
Categorie: 4 Ruote

Prezzi carburanti, ora il problema è la benzina: la verde tocca i record di ottobre 2023

Mag 06,2026
I prezzi della benzina non fermano la loro corsa al rialzo, mentre quelli del diesel restano sostanzialmente stabili. Come evidenzia Staffetta Quotidiana nella consueta rilevazione giornaliera, prosegue la salita della verde, spinta - oltre che dall'aumento delle accise - anche dalle quotazioni internazionali. Questa mattina il prezzo medio alla pompa ha raggiunto il livello più alto da oltre due anni e mezzo (11 ottobre 2023), mentre il gasolio si stabilizza su valori quasi invariati.In questo contesto, la testata specializzata segnala anche la decisione di Q8 di ridurre di due centesimi al litro i prezzi consigliati del diesel. Le rilevazioniNel dettaglio, oggi 6 maggio la benzina self service sulla rete stradale si attesta a 1,934 euro/litro (+8 millesimi), mentre il gasolio è a 2,042 euro/litro (-1). Il GPL è a 0,821 euro/litro (+1) e il metano a 1,572 euro/kg (-1).In autostrada, la verde al fai-da-te è a 1,989 euro/litro (+8), il diesel a 2,112 euro/litro (-2), il GPL a 0,928 euro/litro (+1) e il metano a 1,594 euro/kg (invariato).Lo spaccato per modalità di vendita, basato sui dati comunicati ieri mattina dai gestori all'Osservatorio del Mimit, indica la benzina self service a 1,928 euro/litro (compagnie 1,936; pompe bianche 1,912) e il diesel a 2,046 euro/litro (compagnie 2,050; pompe bianche 2,038).Al servito, la verde è a 2,060 euro/litro (compagnie 2,104; pompe bianche 1,978), il gasolio a 2,183 euro/litro (compagnie 2,225; pompe bianche 2,106), il GPL a 0,827 euro/litro (compagnie 0,840; pompe bianche 0,813), il metano a 1,573 euro/kg (compagnie 1,571; pompe bianche 1,574) e il GNL a 1,514 euro/kg (compagnie 1,530; pompe bianche 1,501).Infine, sul fronte dei principali marchi, Eni registra 1,950 euro/litro sulla benzina self service (2,152 al servito) e 2,045 sul gasolio (2,254); IP 1,936 (2,097) e 2,060 (2,228); Q8 1,936 (2,083) e 2,053 (2,219); Tamoil 1,935 (2,006) e 2,043 (2,125).
Categorie: 4 Ruote

Geely punta la fabbrica Ford di Valencia: ecco i modelli che produrrebbe in Spagna

Mag 06,2026
Dalla Spagna arrivano nuove indiscrezioni sull'arrivo dei costruttori cinesi all'interno di importanti fabbriche europee. Secondo diverse testate, tra cui La Tribuna de Automoción, Geely avrebbe già raggiunto un accordo con Ford per acquistare parte dell'impianto di Almussafes, alle porte di Valencia. Qualcosa si muovePer ora non ci sono né conferme né smentite ufficiali. Ford si è limitata a ribadire quanto affermato a febbraio in risposta a un articolo di Reuters su trattative proprio con Geely: Abbiamo colloqui continui con molte aziende su una varietà di argomenti. A volte si concretizzano, a volte no.Di certo, qualcosa si muove. Che i gruppi cinesi vogliano entrare in Europa acquisendo spazi produttivi sottoutilizzati è ormai noto: le indiscrezioni in merito si susseguono con regolarità. Tutti parlano con tutti e non sorprende che le voci coinvolgano gran parte dell'industria europea, con Stellantis, Volkswagen, Ford e Nissan al centro dei rumor su possibili partnership. Finora, però, non si sono concretizzati accordi ufficiali.Il quadro, tuttavia, potrebbe cambiare rapidamente: le indiscrezioni aumentano e le trimestrali dei grandi costruttori evidenziano la necessità di affrontare il problema della sovracapacità produttiva. Al momento, l'unica soluzione socialmente sostenibile rispetto alla dismissione degli impianti e al taglio di migliaia di lavoratori sembra arrivare proprio dai costruttori cinesi, spinti da forti ambizioni espansionistiche. Le Geely che nascerebbero in SpagnaNon mancano dettagli sui possibili piani del gruppo del Dragone. Geely avrebbe individuato, all'interno del complesso di Almussafes, la struttura che ospita il reparto di assemblaggio Body 3, oggi inattivo dopo l'addio alla piattaforma CD4 e ai modelli Mondeo, Galaxy e S-Max, trasferiti a Valencia nel 2015 dopo la chiusura dello stabilimento belga di Genk.Il Body 3 è il reparto più moderno e avanzato del complesso, ma attualmente sono operativi gli altri due: la Ford Kuga viene prodotta sulle linee del Body 2 e, in parte, su quelle del Body 1.L'operazione consentirebbe a Geely di sviluppare l'attività in autonomia rispetto a Ford, senza condividere la catena delle forniture. Allo studio ci sarebbe l'assemblaggio di un modello con tre varianti di motorizzazione - ibrida, ibrida plug-in ed elettrica - identificato internamente come progetto 135 e basato sulla piattaforma modulare multi-energia GEA (Global Intelligent Electric Architecture). Inoltre, sarebbero in corso valutazioni per produrre un modello Ford sulla stessa architettura.Tra le ipotesi sul tavolo c'è anche la Geely E2: diversi fornitori della Comunità Valenciana sarebbero già stati contattati per possibili contratti legati alla SUV compatta, in arrivo anche in Italia (l'abbiamo già testata: qui potete leggere il nostro primo contatto in Cina). Manca ancora il via libera definitivo al progetto, ma le trattative appaiono in fase avanzata: emergono già indicazioni su impatti occupazionali e produttivi. Secondo la stampa iberica, l'avvio delle attività di Geely ad Almussafes, insieme ai programmi Ford, potrebbe consentire allo stabilimento di recuperare nel medio termine i volumi pre-Covid, quando l'Ovale Blu produceva oltre 300.000 unità annue con cinque modelli.In questo scenario, non solo verrebbe preservata l'occupazione degli attuali oltre 4.000 lavoratori, ma si aprirebbe anche la strada a nuove assunzioni.
Categorie: 4 Ruote

Autovelox, conto alla rovescia: arriva il decreto che cambia multe e ricorsi

Mag 06,2026
Si è conclusa il 4 maggio, senza reazioni, la pubblica consultazione europea sul cosiddetto decreto omologazione autovelox, che l'Italia aveva trasmesso a Bruxelles il 3 febbraio scorso.In assenza di commenti e di pareri circostanziati della Commissione Ue e degli altri Stati membri - relativi a eventuali ostacoli alla libera circolazione delle merci o a difetti di conformità al diritto comunitario - il decreto può ora essere formalmente adottato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.Quando accadrà? Impossibile dirlo con certezza, anche se molti addetti ai lavori danno per imminente l'entrata in vigore delle nuove norme, così da arrivare ai grandi esodi estivi con un quadro regolatorio sui controlli elettronici della velocità più chiaro e meno esposto ai ricorsi. Fine del contenzioso?Che cosa cambierà dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto ministeriale sull'omologazione degli autovelox?Grazie alle nuove disposizioni, dovrebbe cessare il contenzioso sulle multe degli autovelox - fatti salvi i procedimenti già avviati - esploso negli ultimi anni dopo le ordinanze della Cassazione, secondo cui solo un dispositivo omologato - e oggi nessuno lo è formalmente - può costituire prova valida della multa per eccesso di velocità, come previsto dall'articolo 142 del Codice della strada. Una sanatoria per 15 dispositiviIl nodo più discusso riguarda la norma che di fatto omologa d'ufficio 15 apparecchiature già approvate in base al decreto del 13 giugno 2017, n. 282.Una vera e propria sanatoria per 15 dispositivi, ritenuta da alcuni giuristi illegittima: un decreto ministeriale può disciplinare le procedure di omologazione, ma non trasformare retroattivamente le approvazioni in omologazioni.Un possibile vulnus che potrebbe generare nuovo contenzioso davanti ai giudici di pace, ai tribunali e, in ultima istanza, alla Cassazione.Non solo: secondo alcuni operatori, la competenza sull'omologazione spetterebbe al ministero delle Imprese, in quanto autorità nazionale di riferimento in materia metrologica. Il fronte anti-autovelox, dunque, si prepara a nuove contestazioni.Corsia preferenziale per i dispositivi quasi in regolaIl decreto prevede anche una procedura semplificata per le apparecchiature approvate prima del provvedimento del 2017 ma già dotate di documentazione idonea su taratura e test di laboratorio.In questi casi, produttore o distributore possono ottenere l'omologazione integrando la documentazione già presentata. Il ministero dovrà esprimersi entro 60 giorni, adottando, in caso di esito positivo, il relativo decreto.Negli altri casi, invece, resta l'iter ordinario, più complesso. I 15 autovelox sanatiDal 15 giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale saranno considerati automaticamente omologati i seguenti autovelox:Marca e modelloDecreto dirig. di approvazioneAutovelox 106n. 476 del 09/12/2025Vrs-Evo-T12-5-Rn. 342 del 02/10/2025Velocar Red&Speed Evo-Rn. 342 del 02/10/2025Celeritas Mse 2021n. 401 del 19/08/2024Tutor 3.0n. 305 del 20/06/2024Vergilius Plusn. 149 del 27/03/2024Celeritas Mvd 2022n. 290 del 25/07/2023Vrs Evo 2n. 271 dell'11/07/2023T-Exspeedn. 236 del 05/06/2023K53800_Speedn. 549 del 21/12/2021Tcs - Traffic Control Systemn. 378 del 09/09/2021Autosc@N Speedn. 356 del 18/08/2021Celeritas Mvd 2020n. 349 del 16/08/2021Aguia Red & Speedn. 48 del 01/03/2021Velocar Red&Speed Evo Mn. 5240 del 31/08/2017
Categorie: 4 Ruote

Villa dEste Style Electric Yachting 2026: il futuro della nautica elettrica sul Lago di Como

Mag 05,2026
Sul Lago di Como, nella cornice senza tempo di Villa d'Este - e nel weekend che precede il Concorso d'Eleganza - la nautica elettrica abbandona definitivamente i panni della sperimentazione per mostrarsi in una fase di piena maturità. La sesta edizione di Villa d'Este Style Electric Yachting, in programma domenica 10 maggio, si conferma tra gli appuntamenti di riferimento in Italia per osservare l'evoluzione della mobilità sostenibile sull'acqua.Il legame con il territorio e la Fondazione Alessandro VoltaA fare da filo conduttore è il dialogo tra industria, ricerca e territorio, in un contesto che unisce tradizione e innovazione a pochi passi dalla città di Como, legata alla figura di Alessandro Volta. L'evento rinnova la collaborazione con la Fondazione a lui dedicata, impegnata nelle celebrazioni per il bicentenario. Protagonisti e innovazioni tecniche: Porsche, Frauscher e CandelaSul piano tecnico, l'edizione 2026 evidenzia un'offerta articolata. Tra i protagonisti spicca Frauscher che, insieme a Porsche, porta in acqua la 790 Spectre, sintesi tra know-how automotive e nautico.Accanto a questa, trovano spazio l'Ecolux 850 di Ecoline Marine, il Seal di Vita e le realizzazioni del Cantiere Ernesto Riva, tra cui ER Revolution ed E-Next Tender. Presente anche il Candela 7 di ABC Boat.A completare l'ecosistema arrivano tecnologie come le moto d'acqua di Taiga Motors e le infrastrutture di ricarica rapida di Aqua superPower, sempre più strategiche per una rete di navigazione elettrica diffusa. Il contributo accademico: Politecnico di Milano e TorinoDeterminante il contributo accademico: il Politecnico di Milano presenta il prototipo del Team Polimi Energy Boat, con Università di Bologna (Team Argonauts UniBo) e Politecnico di Torino (H2Fly). Presente anche l'Università di Trieste. Tech Talk e prove in acquaPiù che una vetrina, Villa d'Este Style Electric Yachting è una piattaforma: dai Tech Talk alle prove in acqua fino alla parata al Tempio Voltiano.A chiudere, lo Student Award premia i progetti più promettenti, confermando il ruolo delle nuove generazioni. Meno concept e più prodottiIn un settore giovane ma in rapida evoluzione, l'appuntamento fotografa il momento: meno concept e più prodotti, meno esercizi di stile e più soluzioni pronte all'uso.La transizione elettrica, anche sull'acqua, ha ormai una rotta definita.Informazioni e prenotazioniL'esperienza è aperta anche agli ospiti non residenti per la giornata di domenica - a pagamento - con posti limitati e prenotazione obbligatoria, scrivendo a marketing@villadeste.it o consultando il sito dell'Hotel.
Categorie: 4 Ruote

Flotte auto, Aniasa contro lobbligo elettrico di Bruxelles: Non funziona

Mag 05,2026
No al Green Corporate Vehicles - la proposta UE di elettrificazione forzata delle flotte - e, nella cornice della legge delega fiscale in scadenza ad agosto, una revisione della deducibilità dei costi delle auto aziendali e l'introduzione di un regime speciale per la tassa automobilistica e l'Imposta provinciale di trascrizione sui veicoli a noleggio. Questo, in estrema sintesi, l'appello alla politica comunitaria e nazionale del presidente di Aniasa, Italo Folonari, durante la presentazione a Milano del 25 Rapporto sul noleggio a breve e lungo termine e sul car sharing. Niente obblighi green per le flotte Ue e target nazionali Sul settore, ha avvertito il numero uno dell'associazione che in Confindustria rappresenta i servizi di mobilità, grava il possibile recepimento della proposta UE su quote obbligatorie di elettrico per flotte aziendali e società di noleggio: 45% delle immatricolazioni al 2030 e 80% al 2035. Un obbligo lontano dalle reali dinamiche di mercato, che dimostra, ha rimarcato, come la politica europea non abbia imparato dal recente passato.La richiesta di Aniasa è quella di adottare un approccio neutrale, flessibile e competitivo, sostituendo le quote obbligatorie con obiettivi raccomandati, introducendo target coerenti con le specificità nazionali e misure di sostegno per imprese e lavoratori, oltre alla tutela rispetto al rischio dei valori residui delle auto elettriche.  Revisione della deducibilità dei costi delle auto aziendali Sul fronte interno, la delega fiscale è vista come un'occasione da non perdere. Da qui la richiesta di evitare ulteriori rinvii sulla revisione della deducibilità dei costi delle auto aziendali, ferma al 1997, e di introdurre una riduzione al 10% dell'IVA per il noleggio a breve termine con finalità turistiche e per i servizi di car sharing.Proposta anche l'introduzione di un regime speciale per il noleggio, con un unico ente di riscossione per tassa automobilistica e IPT e la successiva definizione di criteri oggettivi di redistribuzione del gettito agli enti locali.  Tutti positivi i principali indicatori del 2025 Quanto al mercato, il noleggio - sia a breve sia a lungo termine - resta in buona salute, pur con alcune criticità, confermandosi motore della transizione: nel primo trimestre 2026 il 48% delle ibride plug-in e il 32% delle EV immatricolate in Italia sono a noleggio.Nel 2025, in un mercato automotive stagnante, il settore del noleggio veicoli ha proseguito la crescita, raggiungendo un giro d'affari di 17 miliardi di euro (+7,5%), con 13,2 miliardi dal lungo termine e 1,6 dal breve. La flotta circolante ha toccato 1,483 milioni di veicoli (+2,3%), mentre le immatricolazioni sono salite a 526.500 unità (+11%).Primo trimestre 2026: boom del rent a car, avanzano i brand cinesiIl primo trimestre 2026 conferma la crescita del lungo termine, ma con segnali di rallentamento: il fatturato sale (+5,6%) e la flotta raggiunge 1,337 milioni di veicoli (+3,2%), mentre le immatricolazioni calano (-4,3%), frenate dai rinvii dovuti alle nuove regole sui fringe benefit.Nel breve termine, invece, cresce il fatturato (+3,6%) insieme ai noleggi (+1,5%) e soprattutto alle immatricolazioni (+51%), a fronte però di un calo dei giorni di noleggio (-3%) e della flotta (-2,5%).Rilevante anche la crescita dei brand cinesi, arrivati al 12,4% delle immatricolazioni nel primo trimestre, con punte di una vettura su cinque nel breve termine.Rischio crisi irreversibile per il car sharingSul car sharing, Folonari parla apertamente di involuzione e di un settore che rischia una crisi irreversibile, anche alla luce delle prospettive legate alla guida autonoma e alla possibile entrata di operatori esteri.Le cause individuate sono cinque: scarso supporto delle istituzioni locali, regole non uniformi tra i comuni, fiscalità penalizzante, assenza di un adeguato quadro normativo e aumento dei costi legati a furti, danneggiamenti e truffe.  Primo trimestre 26: boom di targhe del rent a car, avanzano i cinesi Il primo trimestre dell'anno in corso ha confermato la crescita del long term, anche se con segnali di rallentamento, e un andamento altalenante del rent a car. In particolare, nel lungo termine alla crescita del giro d'affari (+5,6%) e della flotta, che ha raggiunto 1.337.000 veicoli (+3,2%), fa da contraltare il calo delle immatricolazioni (-4,3%), su cui, evidenzia l'Aniasa, pesano i numerosi rinvii dei rinnovi delle flotte decisi dalla clientela aziendale per evitare di incorrere nelle nuove penalizzanti regole sul fringe benefit. Il breve termine, invece, ha registrato uno sviluppo del fatturato (+3,6%), dei noleggi (+1,5%) e un incremento significativo delle immatricolazioni (+51%), ma, contestualmente, un calo dei giorni di noleggio (-3%) e della consistenza della flotta (-2,5%).E a proposito di flotta, ha raggiunto dimensioni rilevanti la presenza di vetture di brand cinesi, che, complessivamente, hanno raggiunto il 12,4% delle immatricolazioni nei primi tre mesi del 2026. Addirittura, sottolinea l'Aniasa, nel breve termine una vettura su cinque arriva dalla Cina. Rischio crisi irreversibile per il car sharing Per quanto riguarda, infine, il car sharing, Folonari non ha rivelato numeri, sottolineando unicamente che i dati 2025 non sono comparabili con il 2024. Ma ha parlato senza giri di parole di involuzione di un settore che, come accennato all'inizio, rischia una crisi irreversibile e che, nella prospettiva dell'evoluzione tecnologica (la guida autonoma, ndr) rischia di essere fagocitato da operatori esteri. I motivi di questo declino? Cinque, secondo Folonari: il mancato supporto delle istituzioni locali, le regole non uniformi tra i comuni, una fiscalità penalizzante, l'assenza di un adeguato impianto normativo e, infine, l'impennata dei costi provocati dalla piaga di furti, danneggiamenti e truffe.
Categorie: 4 Ruote

Opel Corsa GSE: comè fatta la hot hatch elettrica da 281 CV

Mag 05,2026
Per chi ha qualche anno di passione sulle spalle, GSi - ovvero Grand Sport Injection - non è una sigla qualsiasi. un richiamo diretto a un'epoca in cui Opel sapeva essere leggera, irriverente e molto coinvolgente. Dalla Kadett E GSi alla Corsa A GSi, passando per la Astra F GSi, siamo nei primi anni '90 e la ricetta era tanto semplice quanto efficace: poco peso e tanto carattere. Poi il tempo è passato, le sigle si sono moltiplicate, le regole del gioco sono cambiate e quel mondo sembrava destinato a restare nei ricordi. Elettrica, sì. Ma con lo spirito giustoLa nuova Opel Corsa GSE - ora Grand Sport Electric - prende quel DNA e lo proietta nel 2026, con una ricetta inevitabilmente diversa, ma non meno ambiziosa. Qui non c'è più benzina né cambio manuale, ma 281 CV, 345 Nm e uno 0-100 km/h in 5,5 secondi. Numeri importanti, soprattutto considerando che resta una trazione anteriore.Il cuore del sistema è la batteria da 54 kWh (51 utilizzabili), accompagnata da una gestione termica studiata per reggere anche quando il piede destro diventa più pesante. C'è una modalità Sport che libera tutta la cavalleria e una Eco più rilassata, con velocità limitata a 150 km/h. Non solo numeriEd è qui che la nuova Opel Corsa GSE prova a cambiare passo. Non è solo questione di accelerazione: sotto la carrozzeria ci sono un differenziale autobloccante Torsen, un assetto ribassato, ammortizzatori specifici e un impianto frenante a quattro pistoni.Tradotto: non punta solo sullo scatto al semaforo, ma prova a costruirsi una credibilità anche tra le curve. Per questo sono stati rivisti anche sterzo e risposta dei pedali, con l'obiettivo di renderla più diretta e meno filtrata. Si fa riconoscere, ma non esageraEsteticamente resta una Corsa - ed è una scelta voluta. Alcuni dettagli, però, alzano il tono: paraurti più aggressivi, cerchi da 18 con pneumatici Michelin Pilot Sport 4S 215/40, pinze freno in evidenza e contrasti in nero sempre efficaci, soprattutto sulla vernice bianca come in foto.Dentro, invece, l'atmosfera cambia in modo più deciso: Alcantara, sedili molto profilati e accenti gialli, per ribadire che non si tratta della versione tranquilla. Per i prezzi bisogna aspettareAlla fine la domanda resta sempre quella: ha senso una hot hatch elettrica? La risposta di Opel è chiara: sì, se riesce ancora a strapparti un sorriso quando affondi il piede.Per capire se ci è riuscita davvero bisognerà aspettare di provarla. Intanto resta un ultimo dettaglio: il prezzo, che sarà comunicato più avanti.
Categorie: 4 Ruote

Ewiva lancia le tariffe dinamiche: ricarica ultraveloce da 0,77 /kWh fino a luglio

Mag 05,2026
Al via la promozione di Ewiva, operatore di stazioni di ricarica ultraveloci del Gruppo Enel: un piano di tariffe dinamiche, differenziate in base alle fasce orarie e al giorno della settimana, valido fino al 31 luglio 2026. L'iniziativa riguarda i siti dotati di sistema di pagamento contactless che accettano carte (di credito, debito o prepagate) dei circuiti Mastercard, Visa, VPay e Maestro, oltre ad Apple Pay e Google Pay. Come funziona la promozione e i prezzi al kWhSe la tariffa standard è di 0,86 /kWh, quella dinamica funzionerà nel modo seguente: prezzo di 0,77 /kWh da lunedì a sabato nelle ore notturne dalle 21.00 alle 06.59 e tutta la domenica, e costo di 0,82 /kWh da lunedì a sabato dalle 07.00 alle 20.59. L'obiettivo della società (1.700 punti di ricarica da 100 kW a 400 kW in 480 stazioni nel nostro Paese) è anche quello di rendere il servizio più flessibile, soprattutto nei periodi di maggiore mobilità come i mesi estivi.
Categorie: 4 Ruote

Sunderland al 50%: Nissan taglia 900 posti, accorpa le linee e guarda a Chery

Mag 05,2026
Nissan estende all'Europa le misure di ristrutturazione varate esattamente un anno fa dall'amministratore delegato Ivan Espinosa. La Casa nipponica ha confermato le indiscrezioni del Financial Times su un riassetto delle attività in Europa che porterà al taglio di circa il 10% della forza lavoro: l'obiettivo è eliminare 900 posizioni sulle 9.300 attive."Nell'ambito del piano di ripresa Re:Nissan abbiamo intrapreso azioni decisive per migliorare le prestazioni e creare un'azienda più snella e resiliente, in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato", ha spiegato un portavoce. "Come parte di questo approccio, abbiamo avviato un dialogo con i dipendenti europei al fine di semplificare le strutture, ridurre la complessità e garantire un'operatività sostenibile e redditizia". Sunderland: una sola linea di montaggioI tagli riguardano per ora solo attività d'ufficio, ma la ristrutturazione coinvolge anche quelle industriali e logistiche. Nissan ha comunicato ai rappresentanti dei lavoratori dell'impianto inglese di Sunderland (foto sopra) l'intenzione di accorpare le linee di montaggio, passando da due a una sola.La decisione, almeno per ora, non comporterà licenziamenti tra i circa 6 mila addetti della fabbrica, già ridotti di 250 unità l'anno scorso. Resta però il segnale di una situazione complessa: Sunderland produce Qashqai, Juke e Leaf, ma lavora a circa il 50% della capacità produttiva, un livello lontano dai minimi necessari per la sostenibilità economica. Arriva Chery?Sunderland è finita al centro di indiscrezioni sulla possibile condivisione di spazi produttivi con un costruttore cinese. Negli ultimi giorni sono emerse voci sull'ipotesi di un accordo con Chery, proprietaria dei marchi Omoda e Jaecoo, in forte crescita sul mercato britannico.Alcune testate inglesi indicano come possibile un'intesa già nei prossimi mesi. L'accorpamento potrebbe infatti spianare la strada a un accordo utile a migliorare la saturazione dell'impianto. Lo fa capire lo stesso portavoce di Nissan: "Abbiamo annunciato che accorperemo la produzione da due linee a una sola presso il nostro stabilimento di Sunderland, nell'ambito della valutazione delle future opportunità per garantire il pieno utilizzo dell'impianto".In ogni caso, la ristrutturazione non riguarda solo Sunderland, ma anche altri siti: è prevista, per esempio, la chiusura parziale del magazzino ricambi di Barcellona. Inoltre, saranno liquidate tutte le filiali nei mercati del Nord Europa, che verranno presidiati tramite partner commerciali esterni, come già avvenuto in Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania.
Categorie: 4 Ruote

Aston Martin DB12 S, oltre la granturismo: 700 CV e un carattere inatteso

Mag 05,2026
Il nome stesso nasce da una vittoria: quella di Martin alla cronoscalata di Aston Clinton. l'imprinting genetico di un marchio che ha sempre visto nelle competizioni il proprio banco di prova. Ma è nel 1947 che Aston Martin diventa davvero Aston Martin. L'imprenditore David Brown acquista infatti l'azienda per 20.500 sterline, dando inizio all'era delle leggendarie sigle "DB". La DB2 e, soprattutto, la DB5 del 1963 - resa immortale dal sodalizio cinematografico con James Bond - proiettano il marchio nell'olimpo del lifestyle globale. Oggi la stirpe delle DB giunge al dodicesimo capitolo, che non rinuncia alla lettera S e che abbiamo messo alla prova sulle strade della Provenza. Più aggressiva, più funzionaleQuesta prova non può che iniziare con qualche minuto di autentica adorazione per il lavoro dei designer, che hanno reso la Aston Martin DB12 S uno spettacolo da ammirare. L'impatto estetico della versione "S" si distingue immediatamente per un'aggressività più marcata, derivata da un pacchetto aerodinamico discreto ma funzionale.Il frontale è dominato da un nuovo splitter a doppio elemento che, oltre ad abbassare visivamente il baricentro, svolge una funzione chiave nella gestione dei flussi: convoglia l'aria verso i passaruota anteriori per ridurre la portanza e stabilizzare l'avantreno, un aspetto fondamentale quando le velocità possono superare i 320 km/h.Sopra, il cofano introduce nuove feritoie pensate per facilitare l'estrazione del calore dal V8 biturbo, completando un look che richiama modelli iconici del recente passato, come le DBS Superleggera o le Vantage S V12.Il posteriore chiude il cerchio con uno spoiler fisso che integra il sistema Aeroblade, fondamentale per incrementare la stabilità nei curvoni veloci. Interni e personalizzazione: lusso su misuraCon il debutto della versione "S", la Super Tourer britannica evolve verso un livello più profondo di personalizzazione, non solo all'esterno ma anche nell'abitacolo. Oltre alle finiture di lusso, la firma stilistica della DB12 S è la trapuntatura "S Herringbone", arricchita da micro-perforazioni che migliorano la ventilazione dei sedili e creano un motivo dinamico anche a vettura ferma.Il programma Q by Aston Martin amplia ulteriormente le possibilità, offrendo combinazioni cromatiche quasi infinite, dall'eleganza tono su tono a soluzioni più audaci.L'attenzione al dettaglio si riflette anche nei comandi fisici: il selettore rotativo delle modalità di guida riceve un trattamento in metallo zigrinato con finitura anodizzata rossa. La qualità percepita è elevata, pur non raggiungendo i livelli di Ferrari, Bentley o Mercedes.Buona invece l'integrazione dello schermo dell'infotainment, discreta e poco invasiva, in linea con un design che privilegia eleganza e pulizia formale. Motore e sound: 700 CV e una voce raraDal 2013 Aston Martin e Mercedes-AMG collaborano strettamente. Sotto il cofano troviamo quindi il noto 4.0 V8, qui portato a 700 CV - 20 in più rispetto alla DB12 - con 800 Nm disponibili tra 2.800 e 6.000 giri/min.Il nuovo scarico sportivo in acciaio enfatizza le frequenze medio-basse, mentre con l'impianto opzionale in titanio si guadagnano 1,5 dB e si risparmiano 11,7 kg. Il risultato è una sonorità distintiva, sempre più rara oggi.All'avviamento, il V8 si fa sentire con decisione, mentre in marcia costruisce un crescendo sonoro che accompagna la guida: dai toni pieni ai regimi bassi fino a quelli più acuti verso la zona rossa. un'esperienza sorprendente per una granturismo: meno filtrata, più viscerale. Su strada: meno GT, più sportivaAnche la dinamica segue questa filosofia. L'assetto è tonico, lontano dall'effetto tappeto volante: la DB12 S privilegia il coinvolgimento, ristabilendo un legame diretto tra pilota e strada.Le sospensioni adottano una nuova taratura per gli ammortizzatori adattivi Bilstein DTX, con interventi su rollio e beccheggio. Una barra antirollio posteriore più rigida e la revisione delle geometrie completano il quadro.Il layout transaxle garantisce una ripartizione dei pesi 47:53, contribuendo a un avantreno preciso e a un posteriore ben ancorato. Il risultato è un'agilità sorprendente, capace di mascherare le dimensioni della vettura.A gestire la trazione interviene l'Electronic Rear Differential (E-diff), mentre il sistema Corner Braking Control (CBC) ottimizza stabilità e traiettoria anche nelle fasi più delicate, come il trail braking.La dinamica beneficia inoltre dei freni carboceramici di serie: oltre alla resistenza all'affaticamento, la riduzione di 27 kg di masse non sospese migliora la precisione dello sterzo.Il tutto è supportato dagli pneumatici Michelin Pilot Sport 5 S, sviluppati specificamente per il modello.
Categorie: 4 Ruote

Ferrari Luce, lelettrica è una miniera di brevetti: "Ne abbiamo registrati più di 60"

Mag 05,2026
Benedetto Vigna torna a parlare di una delle novità più attese di Ferrari: la prima elettrica di Maranello. "La Ferrari Luce è molto più di un nuovo modello ed è molto più che elettrica", ha affermato l'amministratore delegato. " la perfetta concretizzazione dello scopo che ci motiva ogni giorno in Ferrari: ridefinire con audacia i limiti del possibile, fondendo tradizione e innovazione in modo unico. la convergenza di tantissime tecnologie straordinarie e della passione di tantissime persone"."Per Ferrari Luce abbiamo registrato oltre 60 brevetti in svariati ambiti, dai motori elettrici agli inverter, dalla dinamica del veicolo all'integrazione delle batterie nel telaio, dal volante ai display e a un'interfaccia utente più semplice, dai finestrini ai tergicristalli. Non c'è una singola dimensione dell'auto che non sia stata ripensata dal team in modo innovativo. Ancora qualche settimana di pazienza e poi sarà visibile a tutto il mondo", ha aggiunto Vigna, sottolineando che "anche la tecnologia più innovativa è priva di significato senza uno scopo. Il nostro è quello di creare emozioni. da qui che siamo partiti quando abbiamo immaginato per la prima volta Ferrari Luce e crediamo di esserci riusciti. C'è grande attesa e curiosità da parte dei clienti, sia storici sia potenziali. E non vediamo l'ora di iniziare questo nuovo capitolo alla fine del mese".La Luce sarà infatti presentata a Roma il 25 maggio prossimo. La corsa rallentaVigna ha parlato durante la conference call sui risultati di un primo trimestre non del tutto brillante, con diversi segnali di rallentamento della crescita, in particolare sul fronte della marginalità operativa, ma comunque indicativo della capacità di Ferrari di arginare le ripercussioni di problemi ormai comuni a tutti i costruttori. Le consegne, per esempio, sono scese del 4,4% a 3.436 unità a causa del "previsto cambio di modelli".La crescita delle famiglie 12Cilindri, Purosangue e SF90 XX e della F80 è stata accompagnata dal calo di 296 e Roma Spider, ormai prossime alla fine del loro ciclo di vita, mentre per 296 Speciale, Amalfi e 849 Testarossa le spedizioni ai clienti sono iniziate solo da poche settimane.Grazie alla flessibilità nell'allocazione geografica dei prodotti, Ferrari sottolinea di non aver risentito della crisi in Medio Oriente: le consegne sono rimaste stabili e le attività commerciali sono proseguite senza interruzioni. La contrazione delle spedizioni e l'impatto di un contesto valutario sfavorevole - particolarmente penalizzante per i costruttori più esposti al dollaro Usa e allo yen giapponese - sono stati compensati dal continuo arricchimento del mix di prodotto e dal rafforzamento delle personalizzazioni.Maranello è così riuscita a registrare una crescita dei ricavi del 3% a 1,848 miliardi di euro (+6% a cambi costanti), di cui 1,5 miliardi dalla vendita di automobili e parti di ricambio (+1%; +4% al netto dei cambi) e 218 milioni da sponsorizzazioni e altre attività (+14%). La redditivitàSulle principali voci reddituali hanno inciso diversi fattori. L'EBITDA, pari a 722 milioni, è cresciuto del 4%, per un margine del 39,1% (38,7% un anno fa), mentre l'utile operativo si è attestato a 548 milioni, con un aumento dell'1% (+8% a cambi costanti) e un'incidenza sul fatturato in lieve calo dal 30,3% al 29,7%.Le maggiori personalizzazioni e i mix geografico e di prodotto positivi - grazie alle Americhe, alla F80, alle Serie Speciali e alle attività racing - sono stati controbilanciati dall'aumento degli ammortamenti per l'avvio della produzione di nuovi modelli, dalle minori consegne, dal calo delle vendite della 499P Modificata, nonché da un aumento delle spese di marketing e dei dazi sulle importazioni negli Usa.L'utile netto è rimasto stabile a 413 milioni di euro, mentre risultano solide sia la generazione di cassa delle attività industriali, con flussi in crescita da 620 a 653 milioni, sia la posizione finanziaria netta, passata da un debito di 32 milioni al 31 dicembre a una liquidità di 388 milioni. Le prospettive per il 2026Nonostante un contesto operativo non del tutto favorevole, Ferrari ha confermato le previsioni per l'intero anno. La Casa emiliana punta su un ulteriore arricchimento del mix di prodotto e geografico per chiudere il 2026 in crescita rispetto all'anno scorso. Le stime indicano ricavi a 7,5 miliardi di euro, EBITDA a 2,93 miliardi, utile operativo a 2,22 miliardi, utile per azione a 9,45 euro e flussi di cassa per almeno 1,5 miliardi.Linee guida che, precisano da Maranello, si basano sulla visibilità attuale sugli effetti della crisi in Medio Oriente, che Ferrari sta gestendo attivamente."Il mix di prodotto ulteriormente arricchito e la domanda costante di personalizzazioni hanno contribuito ai solidi risultati del primo trimestre", aggiunge Vigna. "Con tali performance e con un portafoglio ordini che si estende ulteriormente verso la fine del 2027, confermiamo la nostra guidance per il 2026".L'amministratore delegato richiama infine i tre pilastri del modello Ferrari in una fase di forte volatilità: "Innanzitutto una chiara focalizzazione e una forte disciplina. In secondo luogo un approccio agile e flessibile. E in terzo luogo un team unito e coeso, con i piedi ben piantati per terra"."In tempi incerti le priorità possono cambiare rapidamente, con il rischio di perdere di vista ciò che conta davvero nel lungo termine. In Ferrari continuiamo ad agire secondo i nostri piani: che si tratti di lanciare un nuovo modello, aprire un nuovo negozio o gareggiare in pista, restiamo concentrati su ciò che rende il marchio più forte nel lungo periodo".
Categorie: 4 Ruote

Volkswagen Golf R 24H: la super hatchback per la 24 Ore del Nürburgring

Mag 05,2026
Volkswagen ha svelato le prime immagini della Golf sviluppata in vista della 24 Ore del Nürburgring 2027. Per celebrare i 25 anni del sub-brand sportivo R, nato nel 2002 con la Golf R32, il marchio tedesco ha deciso di dare vita alla Golf R 24H, che sarà portata in gara dal team Max Kruse Racing. Un'anticipazione del 2027La vettura è definita una showcar, segno che alcuni dettagli verranno ulteriormente affinati prima del debutto in pista. Già ora sono evidenti il pacchetto aerodinamico estremo, gli allargamenti della carrozzeria e i grandi sfoghi d'aria sul cofano.Il progetto deriva dalla Golf R stradale e mantiene la trazione integrale, un passaggio chiave dopo tre anni di competizioni con la versione a due ruote motrici basata sulla Golf GTI Clubsport. La Golf R 24H sarà mostrata al pubblico in occasione della 24 Ore del Nürburgring 2026 (dal 14 al 17 maggio), nel Ring Boulevard. La variante stradale da 270 km/hL'ultima Golf R di serie, presentata nel 2024, è la Golf più potente mai prodotta. Il 2.0 turbo benzina eroga 333 CV e 420 Nm, gestiti da cambio DSG doppia frizione e trazione integrale 4Motion con Torque Vectoring e modalità Drift, pensata per massimizzare la trazione sull'asse posteriore. Con il pacchetto R-Performance, di serie per il mercato italiano, la vettura è autolimitata a 270 km/h.
Categorie: 4 Ruote

Dalla Matta alla Gazzella: ecco il nuovo libro sui 75 anni di Alfa Romeo con i Carabinieri

Mag 05,2026
Il racconto di un'alleanza che ha accompagnato l'evoluzione della società italiana e la modernizzazione delle Forze dell'ordine è al centro del nuovo volume dedicato allo storico legame tra l'Alfa Romeo e l'Arma dei Carabinieri. Il nuovo libro, Carabinieri e Alfa Romeo - Al servizio del Paese, è stato presentato al Museo di Arese: un'opera che ripercorre 75 anni di collaborazione, celebrati a febbraio a Selva di Val Gardena in compagnia di una Giulia Quadrifoglio in livrea istituzionale.Durante l'evento, che ha visto la partecipazione del comandante generale Salvatore Luongo e del CEO di Alfa Romeo e COO di Maserati Santo Ficili, è stato svelato il logo ufficiale dell'anniversario. Il simbolo integra il brand con la Fiamma dei Carabinieri, esprimendo valori condivisi come dedizione, coraggio e italianità. Dalla Matta alla GazzellaIl libro, pubblicato da Giunti e Giorgio Nada Editore con i testi di Danilo Moriero e Lorenzo Ardizio, è strutturato in cinque capitoli. Attraverso le vetture in dotazione, il racconto segue la trasformazione dell'Italia repubblicana e dei suoi apparati di sicurezza.Si parte dalla 1900 M Matta del 1951, simbolo della ricostruzione postbellica, passando per la Giulia Super del boom economico e l'Alfetta Protetta degli anni di piombo, fino ad arrivare ai modelli contemporanei come Tonale e Stelvio. Il legame tra le due istituzioni ha contribuito a dare forma al concetto di Gazzella con la Giulia, diventata icona del pronto intervento e della presenza dello Stato sul territorio.Grazie a un'attenta ricerca archivistica e a numerose testimonianze, il volume costruisce un racconto capace di parlare sia agli appassionati di storia dell'automobile sia a chi desidera approfondire il ruolo dell'Arma dei Carabinieri nella vita civile del Paese.
Categorie: 4 Ruote