F.1, GP Brasile - Norris vince la Sprint, a muro Piastri
Lando Norris ha vinto la Sprint del Gran Premio di San Paolo, in Brasile, rafforzando così la propria leadership nel campionato piloti. Otto punti guadagnati sul suo compagno di squadra e rivale per il titolo. Oscar Piastri ha terminato anzitempo la sua corsa contro le barriere, all'uscita della esse di Senna, pizzicando un cordolo umido che ha tradito nello stesso momento sia la sua McLaren che la Sauber di Hulkenberg e la Alpine di Colapinto. Un triplo botto che ha portato la direzione gara a fermare la gara con la bandiera rossa, per recuperare le vetture e sistemare le barriere.Prime tre posizioni congelate. Alla ripartenza, Lando ha montato le gomme Soft e ha fatto il vuoto dietro di sé, ma sul finale ha dovuto gestire un arrembante Antonelli con una Mercedes particolarmente in palla. Alla fine, l'italiano non ha mai avuto una vera occasione per attaccare il rivale inglese della McLaren, ma ha ben figurato per tutto il weekend, anche nei confronti del ben più esperto compagno di squadra. Russell, terzo al traguardo, proprio alla ripartenza ha provato a beffare Kimi, che è però riuscito a contenere un attacco che sembrava ormai messo a segno, dando ulteriore dimostrazione del suo già noto talento. Più staccati gli altri. Solamente quarto Max Verstappen, passeggero di una Red Bull RB21 non propriamente competitiva a Interlagos. Il quattro volte campione del mondo è riuscito a mettere una pezza con il suo talento, sfruttando ogni occasione possibile per risalire, ma il quarto posto era il massimo che potesse ottenere oggi in queste condizioni. Alle sue spalle, quinto, troviamo Charles Leclerc: il monegasco ha battagliato con l'Aston Martin di Alonso fino alla fine, riuscendo a strappargli la posizione solo nelle fasi finali. Passo avanti anche per Hamilton: dopo essere partito undicesimo, Lewis ha sfruttato la sua esperienza per recuperare posizioni in partenza e mantenere poi il ritmo fino alla fine, tagliando il traguardo al settimo posto. La Ferrari però proverà a cambiare assetto per il resto del weekend, per cercare di ridare velocità alle due SF-25. L'ultimo punto di questa Sprint, quello che viene assegnato all'ottava posizione, se lo prende Pierre Gasly con la Alpine, grazie a un bel sorpasso ai danni della Aston Martin di Stroll.Gran botto per Bortoleto. La Sprint è terminata in regime di doppia bandiera gialla a causa di un incidente provocato dalla Sauber di Gabriel Bortoleto. L'idolo di casa, all'inizio dell'ultimo giro, ha perso la vettura poco prima della frenata di curva 1. Dopo essere andato a sbattere contro le barriere all'interno della curva, ha proseguito la sua corsa incontrollata dalla parte opposta per andare a sbattere con altrettanta violenza, spargendo detriti ovunque. Per fortuna, il pilota non ha riportato ferite, ma difficilmente i meccanici della Sauber potranno ricostruire la sua vettura per le qualifiche previste alle ore 19.I risultati completi della Sprint a Interlagos >>
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Monza Rally Show - Annullata l'edizione 2025
L'Autodromo Nazionale Monza ha annunciato l'annullamento dell'edizione 2025 del Monza Rally Show, originariamente in programma dal 5 al 7 dicembre. Una decisione che interrompe una tradizione lunga quasi mezzo secolo e chiude in anticipo la stagione sportiva del circuito brianzolo.Un arrivederci. Nel comunicato, il circuito ha spiegato che la cancellazione è dovuta a motivi organizzativi e logistici. Dietro le parole, si intravede una valutazione più ampia delle attuali dinamiche del settore e la necessità di pianificare al meglio gli interventi infrastrutturali previsti per il 2026, che interesseranno profondamente l'impianto. La decisione si legge nella nota è stata presa per non compromettere la qualità e il prestigio di un evento che, da sempre, rappresenta un punto di riferimento nel panorama motoristico nazionale e internazionale. Il Monza Rally Show 2025 avrebbe dovuto richiamare circa 100 equipaggi, tra auto moderne e storiche, impegnati in sette prove speciali per un totale di 130 chilometri cronometrati. Il clou, come da tradizione, sarebbe stato il Masters' Show della domenica, la sfida uno contro uno che negli anni ha messo a confronto campioni di diverse discipline e personalità del mondo dello spettacolo. Per gli appassionati sarebbe stato il consueto gran finale della stagione brianzola, capace di riempire le tribune anche nelle giornate più fredde di dicembre.Rimborsi. L'Autodromo ha espresso il proprio rammarico verso piloti, team, partner commerciali e appassionati che avevano già confermato la partecipazione o acquistato i biglietti, assicurando che le modalità di rimborso per chi ha acquistato tramite TicketOne, call center o punti vendita saranno comunicate nei prossimi giorni. Il 2025 segnerà dunque una pausa forzata, ma non certo un addio. L'intenzione è chiara: il Monza Rally Show tornerà, una volta completati i lavori che prepareranno il circuito a una nuova fase della sua storia.
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F.1, GP Brasile - Quali Sprint: Norris il più veloce
Lando Norris scatenato in quel di Interlagos. L'inglese della McLaren mette tutti in riga nelle Qualifiche Sprint del Gran Premio del Brasile, firmando una pole netta in 1'09243 e confermando lo stato di grazia del team di Woking su una pista dove equilibrio e trazione fanno la differenza. Alle sue spalle, a meno di un decimo, un sorprendente Kimi Antonelli: il giovane talento della Mercedes ha conquistato la prima fila dello schieramento, rovinando quello che sulla carta doveva essere un facile uno-due della McLaren. Piastri, alla fine, è terzo e con la sensazione di aver lasciato qualcosina in pista nel suo giro buono.Così in Top 10. George Russell chiude quarto e regala un altro segnale incoraggiante per la scuderia di Brackley. Bene anche l'Aston Martin, con Alonso quinto e Stroll settimo: la squadra di Silverstone torna nelle posizioni che contano, dopo mesi complicati. Tra le due Verdone, troviamo un Max Verstappen insolitamente cupo. Il quattro volte campione del mondo ha tagliato il traguardo scuotendo la testa: la RB21 non è sembrata mai a suo agio tra i saliscendi di San Paolo, e il sesto posto finale racconta un venerdì tutt'altro che brillante per la Red Bull. Anche la Ferrari ha tirato fuori una prestazione opaca. Charles Leclerc non è andato oltre l'ottavo tempo, mentre Lewis Hamilton non è riuscito a superare la tagliola della SQ2 e domani partirà dall'undicesima posizione. Il sette volte iridato dovrà anche rispondere a un'indagine per presunta inosservanza delle bandiere gialle, esposte dopo un testacoda proprio del compagno di squadra Leclerc. Chiudono la top ten di Isack Hadjar con la Racing Bulls e Nico Hülkenberg con la Kick Sauber, due exploit che aggiungono pepe a una Sprint che si preannuncia interessante.Sabato a rischio diluvio. Tutto l'interesse si sposta ora sulla giornata di domani a Interlagos: le previsioni meteo parlano chiaro, pioverà e lo farà intensamente. Il normale svolgimento della Sprint Race e delle successive qualifiche del Gran Premio potrebbero essere addirittura a rischio.I risultati delle Qualifiche Sprint a Interlagos >>
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Lutto nell'auto - Addio a Louis Schweitzer, ex numero uno della Renault
La Renault saluta uno dei dirigenti che più hanno segnato la sua storia recente. Si è spento, all'età di 83 anni, Louis Schweitzer, presidente e amministratore delegato della Losagna dal 1992 al 2005 e in tale veste artefice dell'Alleanza con la giapponese Nissan. Una carriera tra pubblico e privatoNato nel 1942 a Ginevra, Schweitzer si laurea nel 1970 all'cole nationale d'administration (ENA), la scuola nazionale di alta amministrazione da cui sono usciti tutti i più importanti manager pubblici e privati francesi. Inizia la sua carriera come ispettore delle finanze, un importante ruolo nell'alta amministrazione transalpina che gli apre le porte prima della politica e poi dell'industria. Infatti, dal 1984 al 1986 Schweitzer è il capo di gabinetto dell'allora primo ministro Laurent Fabius, mentre risale proprio al 1986 il suo approdo alla Renault: ne diventa direttore finanziario grazie al presidente Georges Besse, già sodale di Fabius. A Boulogne-Billancourt scala rapidamente le gerarchie aziendali e nel 1992 viene nominato presidente e amministratore delegato, succedendo a Raymond Levy. A lui si devono due fondamentali operazioni: la privatizzazione del 1996 e l'alleanza con la Nissan nel 1999. Sempre in questo anno fu anche l'architetto dell'acquisizione della Dacia. Nel 2005 lascia tutti i suoi incarichi. Il saluto dei verticiLa Renault non ha mancato di rendere omaggio a Schweitzer. Il presidente Jean-Dominique Senard parla di un "un leader visionario e audace, il cui impegno e i cui elevati standard hanno contribuito alla modernizzazione e all'internazionalizzazione del Gruppo" con lanci iconici come Twingo e Mégane, l'acquisizione di Dacia e la creazione dell'Alleanza strategica Renault-Nissan". L'ad Franois Provost ne sottolinea la "visione e determinazione: sotto la guida di Schweitzer, il Gruppo Renault ha vissuto grandi trasformazioni. L'evoluzione dell'azienda porta il segno della visione strategica da lui instillata". Quattroruote lo ricorda con l'intervista che Gian Luca Pellegrini gli fece due anni fa e che potete leggere qui.
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Mercato italiano - Cardinali (Unrae): "Gli incentivi non accenderanno la domanda di elettriche
Il mercato di ottobre si è chiuso proprio nel primo giorno di piena operatività della piattaforma per la validazione dei voucher erogati dopo il click day del 22 ottobre. Secondo Andrea Cardinali, direttore generale dell'Unrae, i primi effetti degli incentivi si vedranno a novembre ma l'iniziativa, che permetterà di immettere su strada circa 56 mila veicoli elettrici nell'arco di alcuni mesi, non basterà ad accendere definitivamente il mercato dell'auto elettrica in Italia. Il mercato ha chiuso per l'ennesima volta in rosso proprio nei giorni di post sbornia incentivi, con 595 milioni di euro bruciati in poche ore. Quanto può aver pesato questa iniziativa?Fino al 31 ottobre mattina ha pesato ancora, in negativo, l'attesa protrattasi per mesi. L'effetto positivo è iniziato alle ore 13, con la validazione dei bonus nelle concessionarie. Ma a fine giornata la quota di auto elettriche targate non era salita di molto: solo dal 4,8% al 5,0%. Gli incentivi hanno iniziato a materializzarsi, senza fare in tempo a dispiegare tutto il loro potenziale. Lo vedremo sicuramente a novembre, con le pronte consegne, e poi spalmato gradualmente nel corso dei mesi successivi. A diciassette giorni dall'avvio dell'iniziativa, quante delle 56 mila persone che hanno ottenuto il voucher sono andate nelle concessionarie a perfezionare un contratto?Al momento non sappiamo quanti dei quasi 56 mila voucher emessi tra il 22 e il 23 ottobre si siano già trasformati in ordini nelle concessionarie, e tantomeno sappiamo quanti lo faranno entro i 30 giorni di validità. Probabilmente al momento della loro scadenza avremo un'altra sorta di click day, e all'indomani il gestore della piattaforma saprà quanti di quei 595 milioni sono stati effettivamente spesi. Fino al 23 novembre è impossibile saperlo, poi mi auguro che il dato venga reso noto, magari con qualche dettaglio sulla ripartizione tra vetture e veicoli commerciali, per ISEE, per area geografica ecc. Mi sento solo di escludere fin d'ora che si tratti del 100%: qualcuno rinuncerà all'acquisto e si libereranno delle risorse. Così adesso c'è anche chi aspetta proprio quel momento... Il fatto che la piattaforma non abbia funzionato, dal lato della validazione dei voucher, per una decina di giorni potrebbe indurre il governo a prorogare il termine per la validazione?Non saprei proprio. Al momento non abbiamo ricevuto richieste in tal senso, ma potrebbero ancora arrivare. Com'è stato possibile essere costretti a spegnere la piattaforma per un giorno e mezzo dopo una settimana dal click day?Non è che non funzionasse, c'erano dubbi interpretativi su alcuni dettagli riguardo gli importi da inserire nella piattaforma. Il fatto è che rispetto alle tornate precedenti, che potevano contare su software e procedure molto rodati, stavolta era tutto nuovo. Soprattutto l'impostazione di fondo, che ha affidato la richiesta del bonus al cliente anziché al venditore. Qualche difficoltà iniziale era praticamente inevitabile. Secondo alcuni, però, è mancata un'adeguata fase di beta testing, necessaria proprio perché il sistema era completamente nuovo...Sarebbe stata opportuna, non c'è dubbio, ma avrebbe richiesto svariati giorni, e a quel punto probabilmente avremmo criticato l'ulteriore ritardo. L'avvio della piattaforma era assai urgente, si trattava di un'iniziativa annunciata da molti mesi. La richiesta ufficiale a Bruxelles di riallocare i residui dei fondi PNRR originariamente previsti per le infrastrutture di ricarica risale al 21 marzo. I fondi vanno erogati entro il 30 giugno 2026, che è quindi il termine tassativo per perfezionare le vendite: ogni differimento avrebbe compresso la finestra temporale utile, ridotta ormai a otto mesi, e non si prevedeva che i fondi sarebbero durati due giorni. Al di là dei problemi iniziali, restano le domande sul senso di un'ennesima iniziativa spot arrivata dopo poco più di un anno dal click day del giugno 2024... questo il vizio più grave della politica di incentivazione in Italia: il fatto che non vi sia mai stata una misura strutturale, o almeno una misura pluriennale stabile e adeguatamente finanziata, senza gli innumerevoli stop & go che abbiamo visto fin dal 2020. Che, oltretutto, hanno alimentato negli italiani la convinzione che comunque, finita una tornata di incentivi, prima o poi ne arriva un'altra. Che impatto ha sul mercato questa convinzione? impossibile dirlo. In sette anni, da quando furono lanciati i primi incentivi con la finanziaria 2019, non vi sono state certezze. Non ne hanno avute né gli operatori né i clienti. Ogni anno è stata modificata qualche variabile dello schema, dai plafond alle esclusioni, dalle fasce di emissioni all'entità dei bonus. In passato è accaduto anche più volte nel corso dello stesso anno. E non dimentichiamo che dodici mesi fa il governo aveva detto: Mai più incentivi... Tornando al click day, questa iniezione di 56 mila veicoli elettrici che nell'arco delle prossime settimane/mesi arriveranno sulle nostre strade potrebbe essere la scintilla in grado di far partire il mercato delle auto elettriche anche in Italia, oppure si rivelerà semplicemente come l'ennesima corsa ad accaparrarsi un maxi sconto?Per far partire il mercato delle elettriche la variabile prezzo è importante ma è solo una delle tante, insieme alla capillarità dell'infrastruttura e alle tariffe di ricarica. Con la fine degli incentivi fatico a pensare che il mercato possa mettersi in moto, considerando che gli altri fattori abilitanti continuano a essere di ostacolo. Se non si allineano tutti i pianeti, il mercato non decolla. Sul terzo fronte, oltre al problema di fondo del costo dell'energia in Italia, il recente Osservatorio Adiconsum - un lavoro molto ben fatto e dettagliato sulle tariffe di ricarica - mette chiaramente in evidenza che abbiamo un problema ulteriore, dimostrando che queste sono totalmente scollegate dall'andamento del PUN, il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica. Qualcuno candidamente ammette che le tariffe attuali riflettono anche il costo di realizzazione delle infrastrutture, da ripagare su un circolante esiguo. Capisco le esigenze degli operatori, ma non mi sembra corretto scaricare sui primi clienti la creazione di una rete che avrà tempi di esercizio lunghissimi. come se agli albori delle ferrovie il biglietto del treno nei primi anni avesse incorporato il costo della loro costruzione. Secondo lei è possibile che qualcuno dei 56 mila che hanno ottenuto il voucher si sia orientato sull'auto elettrica solo a causa dell'effetto saldo, diciamo così, su alcuni modelli?In una galassia di 56 mila persone ci può stare di tutto, ma non mi focalizzerei sull'aneddotica. Escluderei l'acquisto fine a sé stesso, magari finalizzato a una rivendita dopo due anni. Qualcuno potrebbe aver prenotato il voucher per un calcolo sul mero prezzo d'acquisto, senza aver ponderato a sufficienza altri fattori. Ma se anche così fosse, vorrei considerarlo una sorta di test drive di massa che potrebbe far scoprire vantaggi e qualità delle auto elettriche a chi non le conosce. Ciò detto, resta evidente una cronica criticità degli incentivi italiani, mai parametrati al prezzo dell'auto. stato fatto solo per i veicoli commerciali (come per mille tipi di bonus in altri settori): una percentuale del prezzo, con un tetto all'importo del bonus anziché del prezzo stesso, senza escludere nessun modello.
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Toyota - Il pick-up Hilux sarà anche elettrico
Il pick-up Toyota Hilux si rinnova completamente per la nona generazione, entrando ufficialmente nell'era dell'elettrificazione. La Casa giapponese ha infatti annunciato per il suo storico mezzo da lavoro l'arrivo, entro il 2028, di modelli ibridi diesel mild hybrid, elettrici e fuel cell, offrendo così una scelta più ampia possibile in base alle esigenze dei vari mercati. Lo stile cambia in base al motoreIl design del nuovo Hilux si ispira alla Land Cruiser, e cambia in base al powertrain, in particolare con la versione 100% elettrica (nelle foto di questo articolo) caratterizzata dalla mascherina chiusa. I gruppi ottici sono divisi su due livelli e trasformano il frontale, mentre nella fiancata e nella coda spiccano le nuove pedane per accedere all'abitacolo e al cassone. Solo a doppia cabinaTutte le varianti del Toyota Hilux adotteranno la doppia cabina. Gli interni sono stati completamente ridisegnati, ispirandosi anche in questo caso alla grande fuoristrada Land Cruiser: troviamo tanti comandi fisici, ma anche il doppio display da 12,3" e - per la sola versione elettrica - uno switch digitale che sostituisce la leva del cambio tradizionale. Di serie su tutta la gamma il pacchetto di Adas Toyota T-Mate di ultima generazione, con aggiornamenti over-the-air. Attraverso l'app MyToyota sarà inoltre possibile gestire i veicoli in remoto con funzioni specifiche per le flotte. 240 km di autonomia per l'elettricoIl powertrain dell'Hilux full electric prevede due unità elettriche, una per asse, che assicurano la trazione integrale permanente: la Toyota non ha specificato la potenza massima, limitandosi a dire che la coppia erogata all'anteriore è di 205 Nm, e quella al posteriore di 269 Nm. La batteria da 59,2 kWh permette, sempre secondo la Casa giapponese, un'autonomia di circa 240 km. Sono 715 i chilogrammi di portata utile, e 1.600 quelli trainabili. Di serie il sistema Multi-Terrain Select che ottimizza le prestazioni del veicolo in base alle condizioni del terreno, gestendo freno e coppia come su un fuoristrada con motore termico. Arriverà anche il mild hybrid diesel 48VNella primavera del 2026 arriverà sul nuovo Hilux il propulsore turbodiesel mild hybrid a 48V introdotto in gamma la scorsa primavera: si tratta del quattro cilindri 2.8 da 204 CV e 500 Nm già montato anche sulla Land Cruiser. La batteria agli ioni di litio da 48V, alloggiata sotto i sedili posteriori, attiva il motogeneratore elettrico e il convertitore DC-DC. Invariata, per questa motorizzazione, la capacità di carico di una tonnellata e di traino a 3,5 tonnellate. Le componenti del sistema ibrido sono state progettate per non ridurre le doti fuoristradistiche dell'Hilux: il motogeneratore, in particolare, è collocato nella parte alta del motore per far sì che il pick-up giapponese mantenga la sua capacità di guado di 700 mm.Nel corso del 2028 verrà invece lanciata la motorizzazione a celle a combustibile, con l'obiettivo di valorizzare l'idrogeno come fonte di energia pulita, contribuendo allo sviluppo e alla diffusione di ecosistemi e infrastrutture dedicate all' idrogeno in Europa.
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