Vista da vicino - Tutta la Lancia Ypsilon foto per foto

4 Ruote - Ago 03,2022

La Lancia Ypsilon è stabilmente sul podio delle auto più vendute in Italia, anche perché negli anni si è affinata sotto diversi aspetti, senza mai rivoluzionarsi. questa - insieme a un prezzo interessante, 14.800 euro, e a dimensioni compatte - la forza della piccola italiana, che si è fatta amare dai clienti per il suo design fin da quando è arrivata sul mercato con l'attuale generazione, nell'ormai lontano 2011. E molti di quelli che l'hanno scelta quando è arrivata sul mercato l'hanno ricomprata negli ultimi anni, spinti anche dall'arrivo di un nuovo motore ibrido.

Due motori e dimensioni contenute. Lunga solo 3 metri e 84 centimetri, la Ypsilon è disponibile con un 1.0 benzina mild hybrid da 69 cavalli oppure con un 1.2 bifuel a Gpl di pari potenza. I consumi sono contenuti e la praticità è elevata: ci si può viaggiare comodi in quattro e il bagagliaio, da 245 litri, è sufficiente per una gita fuori porta. Ma la Ypsilon è molto apprezzata anche per altre sue caratteriscithe, come le finiture ricercate di sedili e interni, come potete vedere dalla gallery in cui abbiamo raccolto gli scatti più belli della nostra prova su strada, pubblicata su Quattroruote di luglio 2020.

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Ieri, oggi, domani - Nissan Micra, l'evoluzione continua: il futuro (elettrico) è garantito dall'Alleanza

4 Ruote - Ago 03,2022

Del doman non v'è certezza, verrebbe da dire guardando al futuro di quelle che una volta chiamavamo utilitarie: un termine che oggi suona riduttivo. Per dimensioni e contenuti, infatti, molti modelli di segmento B sono diventati delle prime auto fatte e finite. Ovviamente, sono anche più care: parliamo di listini che partono da almeno 17/18 mila euro, per garantire alle Case sufficienti margini da giustificare le spese di sviluppo e produzione di questi veicoli. Con l'elettrico, i costi crescono e, almeno per un po', cresceranno ancora, inevitabilmente. Risultato: alcune delle odierne compatte potrebbero non avere un'erede al termine del loro ciclo vita. Non la Micra, però. La Nissan ha già annunciato una nuova generazione, che dovrebbe affacciarsi sul mercato a metà della decade in corso. Andrà a corrente, si capisce, e presumibilmente sarà in molti aspetti diversa dal modello attuale, ma la giapponesina non tradirà la missione scritta nel suo dna e nella sua storia: ovvero, democratizzare la tecnologia.

Ieri. Piccola, lo dice anche il nome. Eppure capace di pensare in grande e di sfidare, senza complessi di inferiorità, le varie Opel Corsa, Peugeot 205, Ford Fiesta, ma anche Fiat Uno. Disegnata col righello, la prima serie della Micra (nome in codice: K10) è sbarcata in Europa nella prima metà degli anni 80. In Italia, però, questa Nissan non è entrata a listino prima della seconda metà del 1990, anticipando di pochissimo il ricambio generazionale. Perciò, ai nostri occhi la carriera della Micra è iniziata di fatto con la K11 del 1992, la prima costruita anche negli stabilimenti Europei (a Sunderland). Le sue linee tondeggianti ispiravano simpatia, le dotazioni (vetri elettrici, chiusura centralizzata, aria condizionata) facevano arrossire buona parte delle rivali. Venne da sé, dunque, il premio di Auto dell'anno del 1993, per la prima volta assegnato a una giapponese (a scapito della Fiat Cinquecento, seconda classificata). La terza serie (K12) si è fatta attendere praticamente un decennio: è arrivata nel 2003, la K12: una Micra ancor più paffutella, un po' più larga (da 1,59 metri era passata a 1,66) ma sempre compattissima (sui tre metri e settanta). Una serie aperta alle sperimentazioni. La più ardita è stata la versione C+C (Coupé-Cabrio), introdotta nel 2005 e non più riproposta nelle generazioni seguenti. Sul fronte motori, invece, a una gamma composta da quattro cilindri benzina o diesel con il restyling si andava ad aggiungere la variante bifuel benzina-Gpl (EcoRDS). E fu addirittura realizzata una versione speciale ad alte prestazioni, la Micra R, che montava un motore da 265 cavalli in posizione centrale. Nel 2010 è scattata l'ora della quarta serie, presentata al Salone di Ginevra. Una vettura globale, prodotta in vari Paesi, tra cui Cina e Thailandia, ma non più a Sunderland. Anche per questo era proposta solo a benzina, a tre cilindri, inizialmente solo in versione aspirata e poi anche sovralimentata (Dig-S). Lunga 3,78 metri, è stata l'ultima Micra degna di tale nome nel senso di piccola prima del salto quantico compiuto dalla quinta serie.

Oggi. Introdotto nel 2017, il modello corrente è infatti un'auto di 4 metri di lunghezza per 1,74 di larghezza, con un passo di 2,53. Una vettura più strutturata, dunque, e anche molto diversa nello stile. Le linee morbide e rassicuranti delle vecchie Micra hanno lasciato spazio a pieghe e spigoli. Ma anche a interni più sportiveggianti e, in generale, a un look più personalizzabile. Altro aspetto importante, la produzione è tornata in Europa, nella fabbrica Renault di Flins, già dimora della Clio. Oggi la gamma motori non prevede più il diesel, proponendo varianti automatiche o manuali mosse da un tre cilindri da 92 cavalli, disponibile anche a Gpl. Al momento non sono previste delle Micra elettrificate, nemmeno mild hybrid.

Domani. La prossima Micra, invece, andrà all-in sull'elettrico e sarà un esempio plastico della rinnovata cooperazione interna all'alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. In buona sostanza, il peso dell'ingegnerizzazione ricadrà francesi, che forniranno la piattaforma Cmf-B EV (la stessa su cui verrà costruita la Renault 5); la Casa di Yokohama, invece, vestirà il tutto con un design e un fine tuning generale più allineato al marchio. Attesa per il 2024, l'erede della Micra avrà uno stile in certi tratti familiare a dell'Ariya e, per quanto si è visto nei primi teaser diffusi dalla Casa, forme più lineari e pulite rispetto al modello attuale. Nell'inquadratura di profilo si riconosce la parentela strutturale con la futura Renault 5 (almeno per come l'abbiamo vista da concept), mentre il frontale sfoggia fari tondi fortemente caratterizzanti. La produzione avverrà non più a Flins ma a Douai, nel Nord della Francia, sede del nuovo polo per l'elettrico della Régie. "Stiamo dando un'erede alla Micra in Europa perché vogliamo restare in uno dei segmenti più competitivi del mercato", ha detto nel gennaio scorso Ashwani Gupta, direttore operativo della Nissan, sottolineando inoltre l'importanza, per la sopravvivenza del modello, delle economie di scala rese possibili dalla piattaforma Renault. Quest'ultime dovrebbero garantire anche prezzi concorrenziali, e il perché lo ha spiegato, in passato, Luca De Meo, ceo del gruppo Renault: Abbiamo scelto un approccio smart per realizzare la Cmf B-EV a partire dalla Cmf B, utilizzando molte parti di Clio e Micra e riducendo così di molto i costi di sviluppo: il nostro ruolo sul mercato rimarrà quello di democratizzare la tecnologia".

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iXoost - Da Modena le casse audio dedicate alla AMG

4 Ruote - Ago 03,2022

Il fascino magnetico che esercita ogni supercar è un assioma, pertanto non discutibile. Se da un lato, d'impatto, ciò che colpisce chi ammira una fuoriserie è il fattore estetico legato al suo design e alla sua presenza scenica, dall'altro ciò che forse infiamma più violentemente le nostre sinapsi è il sound che queste vetture sono in grado di emettere. Al minimo come al massimo, in scalata prima di un tornante o durante un fly-by in pista. Ogni car lover sa bene quanto il suono di un motore specie quando si parla di V8, V10 e V12 sia unico e irriproducibile, una sinfonia distintiva che permette di riconoscere la vettura che la emette anche a grande distanza. Sonorità uniche, come quelle delle tracce musicali che più ci emozionano. Perché non unire, quindi, suono e meccanica in un oggetto di design che, proprio come le supercar più straordinarie, dialoga con tutti i nostri sensi?

Audio da Motor Valley. I diffusori audio creati da iXoost azienda con sede a Modena, nel cuore della Motor Valley nascono da un'intuizione molto semplice: far vibrare, ma con il sound inedito della vostra musica preferita, i terminali di scarico più blasonati. Con gli speaker iXoost ascoltare musica diventa un'esperienza che cattura vista, udito e tatto: è possibile ammirare e toccare con mano parti originali di vetture leggendarie, mettendosi in casa il design straordinario delle supercar più famose del pianeta e, allo stesso tempo, ascoltare la propria musica preferita con un'elevata qualità di riproduzione, grazie a un sistema integrato realizzato con cura artigianale.

Tutto originale. L'ultimo prodotto realizzato dal brand modenese, nato da un'intuizione dell'imprenditore e collezionista Matteo Panini, è l'AMG Performance Luxury Audio. Sostanzialmente ci sono 4 tweeter da 1, 2 woofer da 6 e un amplificatore da 250 W integrati in un oggetto di rara bellezza: un telaio monoscocca di fibra carbonio poggia su una base che sorregge la griglia frontale d'alluminio anodizzato e, nella parte posteriore, trova posto l'elemento finale dello scarico di una AMG GT. Niente di posticcio, tutto vero.

Qualità artigianale. Per darvi un'idea della qualità e di quelli che sono gli ingombri qualitativi di un pezzo del genere, sappiate che questo diffusore pesa circa 15 chilogrammi e misura 65x76x26 centimetri. Gli speaker iXoost vengono assemblati interamente a mano e sono non poteva essere altirmenti personalizzabili secondo le richieste specifiche di ogni (facoltoso) cliente.

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Formula 1 - Honda supporterà Red Bull fino al 2025

4 Ruote - Ago 02,2022

Sarà ancora Honda Racing Corporation a dare supporto tecnico alla Red Bull Powertrains fino al termine della stagione 2025. stato esteso il contratto tra la società costola della Red Bull Racing e la filiale di Honda responsabile delle attività di gara per poter gestire le attuali power unit di Formula 1.

Partner consolidata. Dopo il ritiro ufficiale della Honda dalla Formula 1 alla fine della passata stagione, il motorista giapponese ha ceduto al team di Milton Keynes la proprietà intellettuale della power unit e ha accettato di supportare tecnicamente la neonata Red Bull Powertrains per la loro gestione. L'accordo inziale sarebbe scaduto alla fine del 2023 ma è stato ora rinnovato fino alla fine del 2025, ossia l'ultimo anno che vedrà protagoniste queste power unit congelate nello sviluppo.

A breve un altro annuncio. Dal 2026 saranno introdotte nuove power unit, le cui caratteristiche tecniche sono in via di definizione da parte della FIA. L'annuncio di questa estensione contrattuale con la Honda è il primo passo nella definizione dei piani della squadra per il prossimo futuro. Si attende a giorni, infatti, la conferma della tanto chiacchierata partnership tecnica tra Red Bull e Porsche.

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Guida all'acquisto - Perché lei: Volkswagen Taigo 1.0 TSI DSG R-Line

4 Ruote - Ago 02,2022

Un trend sempre più popolare, una carrozzeria che sulla carta potrebbe non avere molto senso, ma che da quindici anni a questa parte trova sempre più sostenitori: stiamo parlando delle Suv-coupé, auto a ruote rialzate, ma con la linea del tetto discendente e il lunotto particolarmente inclinato ispirate al mondo delle auto più sportive. Per anni appannaggio della parte alta del mercato, ora esistono sempre più alternative e la Volkswagen per prima l'ha introdotta nel popolare segmento della crossover compatte di segmento B. Compatta compatta, a dir la verità, la Taigo non è, visto che la piattaforma Mqb-A0 (che condivide con Polo e T-Cross) è stata allungata fino a raggiungere una lunghezza di 4,27 m, ovvero ben 4 cm in più della sorella T-Roc. Tuttavia, anche grazie ai centimetri in più, il bagagliaio offre una capacità di carico simile a quella della più razionale Volkswagen T-Cross: 438 litri contro 455 e addirittura 148 litri in più abbattendo gli schienali, 1.437 contro 1.281.

Dinamica di guida e consumi. Leggera - pesa 1.260 chili - e con un baricentro più basso rispetto alla T-Cross, la Volkswagen Taigo si dimostra agile e pronta e facile da condurre anche nelle situazioni più critiche, grazie alla sua rapidità nei cambi di direzione. Certo, non stiamo parlando del comportamento di una sportiva, ma la Taigo vanta una buona dinamica di guida. E anche al capitolo confort, la crossover si distingue positivamente: è silenziosa e assorbe sufficientemente bene le buche, penalizzata soltanto da un asse posteriore un po' troppo rigido. Più votato alla guida turistica, il comparto motore e cambio della 1.0 TSI DSG qui presa in esame: il tre cilindri turbobenzina ha 110 CV e 200 Nm di coppia e garantisce un buon rapporto tra prestazioni e consumi, con questi ultimi che in base ai nostri rilevamenti si attestano sopra i 16 km/litro in media. Fluido il cambio automatico doppia frizione a 7 marce, ma un po' pigro quando gli si chiede di scalare, a meno di non passare alla più brillante modalità Sport.

Confort e abitabilità. Come già anticipato in fase di presentazione, le forme slanciate della Taigo non costringono a particolari sacrifici in termini di abitabilità di bordo: a disposizione dei passeggeri posteriori ci sono gli stessi centimetri di spazio per la testa offerti dalla T-Cross e quattro adulti viaggiano comodi. Un po' più stretta e rialzata, invece, la seduta per il quinto occupante. Aprendo il portellone, i litri di spazio per il bagagliaio non mancano (438 a divano in uso), ma la soglia un po' più alta da terra della media rende meno agevole il carico degli oggetti più pesanti. Pratico il fondo regolabile su due altezze. Ritornando alla parte anteriore, le sedute ben profilate sono comode, così come la posizione di guida ribassata. L'abitacolo ha uno stile rigoroso: gli accoppiamenti sono curati, ma diverse plastiche sono rigide al tatto e non sono presenti le bocchette del climatizzatore per i passeggeri posteriori.

Infotainment. Posizionato nella parte alta della plancia e leggermente inclinato verso il guidatore, il display del sistema multimediale ha una diagonale di 8 e dispone di Apple CarPlay e Android Auto di serie. Intuitivo e sufficientemente reattivo al tocco, può essere arricchito del navigatore per 670 euro. Il più completo sistema Discover Pro con schermo da 9,2 dotato di navigazione e servizi online costa, invece, 1.575 euro. Sempre di serie il cruscotto digitale da 10,3 ricco di informazioni e facilmente configurabile con un clic sulla razza del volante.

Sicurezza. Davvero completo l'equipaggiamento di serie offerto dalla Volkswagen sul fronte della sicurezza attiva: compreso nel prezzo di listino della Taigo in allestimento R-Line, ci sono la frenata automatica d'emergenza, il cruise control adattivo e il sistema di mantenimento della corsia. Dotazione che può ulteriormente essere arricchita dall'IQ Drive Assist (590 euro), che comprende il sistema di parcheggio automatico e il rilevamento degli angoli bui. A parte si pagano anche la retrocamera (310 euro) e i fari a matrice di Led, una rarità per questo segmento: costano 1.050 euro e permettono al fascio abbagliante di adattarsi continuamente e autonomamente alla strada e al traffico.

Modalità d'acquisto. La Volkswagen Taigo 1.0 TSI DSG R-Line parte da 28.750 euro. Con il finanziamento Progetto Valore Volkswagen, è offerta con un anticipo di 5.000 euro a 249 euro mensili per 35 rate (Tan 6,89%, Taeg 8,21%). Il valore futuro garantito (con 45.000 km di percorrenza), pari alla maxi rata finale, è di 14.550 euro.

PRO
Dotazione:
la tedesca in allestimento R-Line offre una ricca dotazione di serie e gli optional hanno costi relativamente contenuti.
Consumi: il tre cilindri turbobenzina da 110 CV è poco assetato in tutte le principali situazioni di guida.

CONTRO
Cambio: il DSG a sette marce è fluido, ma un po' pigro a scalare quando si cerca tutta la potenza, come per esempio nei sorpassi.
Accelerazione: nello scatto da fermo ci vogliono quasi 11 secondi per arrivare a 100 km/h.

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Suzuki Jimny - La serie speciale 4Sport è da patiti delloff-road

4 Ruote - Ago 02,2022

Mentre nel Vecchio Continente dobbiamo accontentarci della versione Pro a due posti, omologata come autocarro, in altre parti del mondo la Suzuki Jimny di ultima generazione può essere ordinata in diversi allestimenti, anche molto sfiziosi. L'ultimo esempio arriva dal Brasile, dove è appena stata lanciata la versione 4Sport della Jimny Sierra del perché in questo mercato la fuoristrada sia chiamata così parleremo a breve , un'edizione speciale della vettura con caratteristiche davvero grintose.

Dotazioni da raid. Prevista in soli 100 esemplari, quest'auto adotta il boccaglio per l'aspirazione, un caratteristico portapacchi da raid e le pedane laterali, oltre ai soliti grandi passaruota di plastica non verniciata. La tinta grigia e le grafiche specifiche rendono più riconoscibile questo modello, mentre i pneumatici tassellati Pirelli e gli anelli di ancoraggio azzurri accontenteranno i fuoristradisti più esigenti. All'interno troviamo lo stesso azzurro ripetuto su vari elementi a contrasto, come le cuciture della corona del volante e il logo della versione sui sedili.

Ancora in vendita. Come si accennava in apertura, in Brasile la generazione odierna della sfiziosa 4x4 viene proposta come Jimny Sierra. Questa scelta è stata dettata dalla necessità di distinguere su tale mercato l'attuale serie dalla precedente (JB), tuttora in vendita all'ombra del Cristo Redentore: qui viene proposta anch'essa in allestimenti molto sfiziosi, come lo stesso 4Sport e l'ancor più caratteristico Forest (nella foto). Del resto, parliamo di un mito apprezzato in tutte le sue generazioni.

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MG - Primo teaser della biposto elettrica che darà la scossa al marchio

4 Ruote - Ago 02,2022

un video arrivato dalla Cina ad accendere l'interesse per la nuova Roadster del marchio MG. Un modello spettacolare, che stacca parecchio dalle auto pratiche mostrate finora, annunciato circa un anno fa dal gruppo Saic, proprietario del brand, e anticipato dalla concept Cyberster, svelata al Shangai Auto show del 2021. Poco più di un minuto (lo potete vedere sotto), in cui la clip mostra la scoperta biposto full electric in una fase molto avanzata dello sviluppo, probabilmente molto vicina alla veste definitiva, che avrà poi in produzione. E questo farebbe intendere che la presentazione ufficiale del modello non sarebbe così lontana: magari la si potrebbe collocare tra la fine di quest'anno e l'inizio del 2023.

Prima in Cina Questo non vuol dire che l'interessante roadster a zero emissioni il cui nome definitivo non è stato ancora reso noto possa arrivare nei tempi appena citati anche in Europa. Potrebbe trattarsi, infatti, di una tempistica asiatica, mentre poi lo sbarco in Europa avverrebbe un po' più avanti, magari tra la fine del 2023 o l'inizio del 2024. Un anno speciale, quest'ultimo, perché verrà celebrato il centenario del glorioso marchio britannico.

Carrozzeria a effetto. La clip, intitolata Il Ritorno della leggenda, mostra una scoperta sinuosa, con cofano spiovente, porte infulcrate in avanti e gruppi ottici di forma allungata. La capote di tessuto, dotata di movimento elettrico, una volta abbassata viene alloggiata dietro il guidatore e il passeggero, protetti dai rispettivi rollbar. In coda, il cofano del bagagliaio termina con un profilo, mentre svettano inedite luci a freccia, avvolte da cornici luminose. All'interno, potrebbero esserci un'elevata digitalizzazione e, forse, anche un volante di tipo aeronautico. Insomma, il team di design della MG non ha mancato di offrire soluzioni spettacolari, con il contributo di quello europeo che ha base a Londra.

Potenza elettrica. Già, perché, almeno a giudicare dai numeri della concept Cyberster, la nuova roadster della MG promette scintille: realizzata, molto probabilmente, sulla nuova piattaforma modulare Msp e dotata del nuovo tipo di batterie ultrasottili, irrinunciabili su una sportiva, il prototipo già vantava un'autonomia elettrica dichiarata di 800 chilometri e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di tre secondi. A riprova che il powertrain, di cui per ora non si conoscono i particolari, dovrebbe essere molto prestante. Almeno sulla concept, erano della partita anche la guida assistita di livello 3 e l'interconnettività 5G. Non resta che attendere che cosa ci riserverà poi il modello di produzione.  

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Alfa Romeo - Nel 2023 sarà svelata una supersportiva

4 Ruote - Ago 02,2022

L'Alfa Romeo ha in programma di svelare già l'anno prossimo il primo risultato di un progetto per la realizzazione di una supersportiva. A rivelarlo è stato l'amministratore delegato Jean-Philippe Imparato, nel corso di una tavola rotonda con la stampa internazionale, senza, però, fornire dettagli sullo stile e le forme del nuovo modello. Imparato non si è sbilanciato su eventuali rimandi alla T33 Stradale o alla Duetto, né tantomeno sull'ipotesi che sia solo un prototipo, ma ha sottolineato che il nuovo prodotto sarà fedele al Dna e alla storia del Biscione. Dunque, il progetto rimane ancora avvolto nel mistero e lo dimostra anche la decisione del manager di non rispondere con chiarezza alla domanda su quali saranno i motori e su un'eventuale scelta tra propulsori elettrici o endotermici: Posso solo dire che sarà molto emozionante, molto selettiva e molto costosa".

L'E-Suv. Sempre sul fronte prodotto, Imparato è tornato anche sulla nuova Suv elettrica per il segmento E, destinata a essere sviluppata negli Stati Uniti in modo da soddisfare, innanzitutto, la domanda del mercato nordamericano. Anche in questo caso l'ad ha voluto sottolineare la fedeltà alla tradizione del marchio e l'intenzione di progettare un modello che rappresenti un'evoluzione dell'attuale concetto di Sport Utility Vehicle. Di sicuro, non andrà a sostituire la Giulia perché Imparato è stato sempre chiaro sulla necessità di rispettare una storia incentrata sulle berline e la sportività. Dunque, la tre volumi prodotta a Cassino avrà una sua erede anche quando il marchio si dedicherà esclusivamente all'elettrico dal 2027 in poi.  

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Ferrari - Vigna: "Nessun intoppo, la Purosangue debutta a settembre"

4 Ruote - Ago 02,2022

Il programma procede come previsto: sarà presentata a settembre e le consegne partiranno all'inizio del prossimo anno, come abbiamo già annunciato. sulla strada giusta e non c'è nulla di negativo di cui parlare. Con queste parole Benedetto Vigna, amministratore delegato della Ferrari, ha confermato le tempistiche per la presentazione e il lancio commerciale della Purosangue, il primo modello a ruote alte nella storia della Casa di Maranello.

La prima EV? Una vera Ferrari. Vigna, nel corso di una conference call sui risultati trimestrali, è intervenuto anche sulla prima elettrica, confermando, pure in questo caso, la tempistica di lancio. "Sveleremo nel 2025 la nostra prima Ferrari 100% elettrica. Avrà diverse caratteristiche uniche, sarà una sportiva come ogni Ferrari e garantirà un'esperienza di guida come una vera Ferrari. Non vorrei essere troppo specifico, ma offrirà qualcosa di davvero unico, ha messo in chiaro l'amministratore delegato, ricordando come l'elettrica sarà una delle 15 novità previste dal piano industriale al 2026. Tra queste ha proseguito  ci sarà anche la tanto attesa, nuova supercar che sarà un capolavoro di innovazione, design e performance.  Vigna ha quindi evidenziato i progressi dell'azienda emiliana nel suo viaggio per l'elettrificazione e il suo posizionamento molto buono per affrontare la transizione tecnologica. L'elettrificazione rappresenta per noi una grande opportunità per rispondere alle esigenze dei clienti e per continuare a realizzare Ferrari uniche, ha aggiunto il manager, ricordando, ancora una volta, come la Casa abbia intrapreso la strada per l'elettrificazione già nel 2009 con la Formula 1. Successivamente è arrivata la prima ibrida, la LaFerrari, e oggi la nella gamma del Cavallino ci sono quattro modelli con propulsori elettrificati. 

In F.1 si lotta ancora per il titolo. Vigna ha inoltre escluso ipotesi di guida autonoma e ha espresso grande fiducia per il 2022 e gli anni successivi anche grazie a una raccolta ordini record in tutto il mondo e a prova di cancellazioni e nonostante un contesto reso difficile da numerose problematiche. A tal proposito, uno dei temi più caldi è rappresentato dall'aumento dei costi energetici: C'è un impatto, ma siamo agili a sufficienza per reagire ai costi aggiustando la nostra offerta in termini di prezzo, ma al momento non ci sono particolari preoccupazioni per l'approvvigionamento energetico". Anche perché la Ferrari sta mettendo in atto una serie di misure per ridurre i rincari, come dimostrato da un dato: il fabbisogno di energia per la produzione di una singola auto è stato ridotto del 3% e l'obiettivo è arrivare alla fine dell'anno a un -5%. Sempre sul fronte produttivo, Vigna ha chiarito come il secondo semestre vedrà una crescita dei volumi inferiore ai primi sei mesi per ragioni legate anche al minor numero di giorni lavorativi. Stessa previsione riguarda la produzione programmata per il 2023: Sarà inferiore a quella del 2022. Infine, un passaggio sulla Formula 1 e sulle tante occasioni di vittoria andate perse, come all'ultimo gran premio d'Ungheria. La Formula 1 è nel nostro Dna. Significa che dobbiamo prestare attenzione a tutti i dettagli, è una continua occasione per imparare. Continuiamo a lottare per la vittoria del campionato, ha concluso.

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Ferrari - La corsa del Cavallino non si ferma: nuova trimestrale record

4 Ruote - Ago 02,2022

La Formula 1 è quest'anno una fonte di magre soddisfazioni per la Ferrari, ma a Maranello possono brindare con l'ennesimo di bilancio ai massimi storici. La Casa emiliana, infatti, ha aggiornato i suoi record con l'ennesima crescita a doppia cifra per tutte le principali componenti del conto economico, dai ricavi fino ai profitti passando per la marginalità operativa.

Ricavi e consegne. Nel secondo trimestre, le consegne hanno raggiunto le 3.455 unità, con un incremento del 28,7% sul pari periodo dell'anno scorso dovuto, soprattutto, al traino della Portofino M e della famiglia F8 e, in termini geografici, delle Americhe (+62,2%) e dell'area cinese (+115,7%). La crescita dei volumi ha spinto i ricavi a migliorare del 24,9% a 1,291 miliardi, con la componente Auto e ricambi in salita del 25% a 1,1 miliardi. La vendita di motori è, invece, scesa dell'8,5% a 41 milioni di riflesso alla flessione delle consegne alla Maserati, mentre dalle sponsorizzazioni e altre aree di business come la Formula 1 sono arrivati 117 milioni (+29,5%).

La marginalità. In crescita anche l'Ebitda: è salito del 15,5% a 446 milioni ma l'incidenza sui ricavi è scesa dal 37,4% al 34,6%. Bene pure l'utile operativo, con un incremento del 17,8% a 323 milioni e un margine del 25%, in peggioramento rispetto al 26,5% un anno fa. La contrazione dei due margini è stata attribuita alla variazione negativa del mix di prezzo, legata per lo più al mix prodotti meno favorevole rispetto all'anno precedente per effetto del minore contributo delle Monza SP1 e SP2 e della maggiore incidenza della Portofino M. In ogni caso, i profitti sono aumentati del 21,6% a 251 milioni, per un utile per azione in salita da 1,11 euro a 1,36, mentre i flussi di cassa sono diminuiti da 113 milioni a 79 milioni anche per il pagamento di interessi e imposte per 162 milioni e altri fattori negativi. L'indebitamento è, invece, aumentato dai 136 milioni al 31 marzo a 387 milioni soprattutto per il pagamento di dividendi per 250 milioni.

Migliorano le prospettive. La Ferrari afferma l'amministratore delegato Benedetto Vigna - prosegue una fase di forte crescita, con risultati trimestrali record in termini di ricavi, Ebitda ed Ebit. La qualità dei primi sei mesi e la robustezza del nostro business ci permettono di rivedere al rialzo la guidance per il 2022 su tutte le metriche. Infatti, la Casa di Maranello ha deciso di alzare i target annuali per tener conto di tutta una serie di fattori favorevoli, tra cui una raccolta ordini a un nuovo livello record nel trimestre, un consuntivo semestrale con tutti gli indicatori in crescita (+23% per le consegne a 6.706 unità, +21% per i ricavi a 2,477 miliardi, +14% per l'Ebitda a 869 milioni, +17% per l'utile operativo a 630 milioni e +19% per i profitti a 490 milioni), un contributo sempre più forte delle personalizzazioni e un effetto positivo dei cambi. Dunque, la stima sui ricavi sale da 4,8 a 4,9 miliardi, quella sull'Ebitda da 1,67/1,7 miliardi a 1,7/1,73 miliardi, sull'utile operativo da 1,1/1,15 miliardi a 1,15/1,18 miliardi, sull'utile per azione da 4,55/4,75 a 4,8/4,9 euro e sui flussi di cassa da almeno 600 milioni a oltre 650 milioni.

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Mercato italiano - Le 10 auto più vendute a luglio - FOTO GALLERY

4 Ruote - Ago 02,2022

Piccoli segnali di ripresa sul mercato italiano dell'auto, che, pur restando in negativo, a luglio ha limitato le perdite allo 0,8% rispetto allo stesso mese del 2021, per un totale di 109.580 immatricolazioni. Dopo due cali consecutivi del 15%, questo risultato potrebbe far pensare a una ripresa. In realtà, la domanda resta in crisi, anche considerando che, per la fascia di emissioni più richiesta, gli incentivi statali sono già terminati. Non a caso, il consuntivo da gennaio è di 793.856 esemplari, il 20,3% in meno rispetto ai primi sette mesi dello scorso anno.

I modelli più venduti. Nelle infografiche qui in alto si può vedere la top 10 delle immatricolazioni da inizio anno, con le posizioni di testa che si stanno pian piano consolidando. Dal sesto al decimo posto, invece, le distanze sono minime e ogni mese si assiste a sorpassi e controsorpassi. Rispetto a giugno, per esempio, la Fiat 500X, compie un salto in avanti andando a occupare la sesta piazza (dalla decima). Arretrano, invece, Dacia Duster e Ford Puma.

Sfoglia la nostra fotogallery per scoprire la classifica del mese di luglio, dalla decima alla prima posizione.

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Lamborghini - Per il quarto modello si pensa a una granturismo crossover

4 Ruote - Ago 02,2022

Il proposito della Lamborghini di ampliare la sua gamma con un quarto modello non è più un mistero da tempo. Di dettagli, però, ce ne sono ancora ben pochi, anche perché si tratta di un progetto destinato a concretizzarsi verso il 2028. Lo scorso marzo, il presidente e amministratore delegato Stephan Winkelmann aveva svelato il suo sogno: una coupé 2+2 rialzata da terra. Ora, lo stesso Winkelmann è andato oltre, fornendo ulteriori dettagli, ribadendo come il nuovo modello sarà il primo elettrico nella storia dell'azienda emiliana. In sostanza, a Sant'Agata Bolognese stanno valutando una granturismo 2+2 in stile crossover, quindi con un'altezza da terra superiore a quella delle attuali Aventador o Huracán ma, probabilmente, inferiore alla Urus.

Manca solo il via libera. Nulla, comunque, è stato deciso in via definitiva anche se sembra esserci un adeguato consenso ai piani alti della Casa madre Volkswagen. Non c'è ancora l'approvazione, ma all'interno del gruppo il progetto è noto ha spiegato il manager durante una tavola rotonda con la stampa italiana - e, dal punto di vista della tipologia di prodotto, è visto come molto adeguato e coerente con il Dna e la strategia della Lamborghini perché oggi una GT non l'abbiamo in gamma. Inoltre, nel mondo del lusso e delle supersportive, la maggior parte dei nostri concorrenti ha delle GT. Quindi, anche secondo il gruppo, sarebbe un addendum più che benvenuto. Un ulteriore ampliamento della gamma, invece, è escluso, quantomeno nel breve e medio termine: Oggi non abbiano nessun programma per fare un quinto modello né tantomeno un'altra Suv, ma io, in campo automobilistico, ho imparato che la regola più importante è mai dire mai'. Oggi non lo vedo e mi sento di metterci la firma, ma non posso dire che in futuro, magari tra 10 o 15 anni, e se l'azienda si sviluppa, non possano emergere opportunità (di espansione della gamma, ndr) che oggi io non vedo.

Le strategie odierne. D'altro canto, al momento, le priorità sono altre. La Lamborghini, infatti sta, lavorando al facelift' della Urus, che sarà svelato a metà agosto a Pebble Beach, mentre a fine anno arriverà l'ultima versione della Huracán con motore a combustione interna. Poi, tra il 2023 e il 2024, ci sarà la nostra rivoluzione ibrida, ha ricordato Winkelmann. Dunque, nel 2023 è previsto il debutto della nuova Aventador e nel 2024 quello delle nuove Urus e Huracán. Il rinnovo della gamma all'insegna dell'ibridazione consentirà, quindi, alla Lamborghini di arrivare nel 2025 con un abbattimento della CO2 di almeno il 50% rispetto al portafoglio attuale, mantenendo la promessa di avere più performance. Per il futuro si punta sull'ibrido, ma, anche alla luce del recente cambio della guardia al vertice del gruppo di Wolfsburg, non è esclusa la possibilità di guardare ad altre alternative come sta facendo la consociata Porsche con i carburanti sintetici.

Una finestra sugli e-fuel. A tal proposito, Winkelmann è stato abbastanza chiaro: Noi abbiamo sempre detto che ci piacerebbe continuare il più possibile con l'ibridazione delle supersportive Huracán e Aventador di nuova generazione, anche dopo il 2030, con la benzina sintetica, e ci piacerebbe andare sull'elettrico con Urus e il quarto modello. La Casa del Toro vuole dunque mantenere aperte le porte a qualsiasi evoluzione tecnologica anche se Winkelmann ha tenuto a precisare quanto i tempi siano stretti. Il Parlamento europeo ha spiegato ha preso una decisione molto importante con il bando delle endotermiche al 2035 e la deroga per i piccoli produttori al 2036, quindi 12 mesi in più, ma a noi i 12 mesi non interessano perché noi facciamo piani più che decennali e i 12 mesi non ci cambiano la vita. Vedremo come andrà perché anno dopo anno ci saranno delle verifiche sulla possibilità di mettere in opera il bando totale. Noi abbiamo ancora qualche anno per decidere. Dopo il 2025/26 dobbiamo decidere sulla prossima generazione di prodotto. A noi il sintetico piacerebbe ma so anche che molte grandi città, prima del 2030, abbatteranno di molto le soglie di ingresso e bloccheranno la circolazione. Dunque, a noi importa di più avere un'armonizzazione delle regole a livello globale perché produciamo auto che devono essere omologate ovunque nel mondo. Dobbiamo stare attenti a fare le scelte giuste nel momento giusto, ha sintetizzato Winkelmann. A ogni modo, abbiano ancora una finestra di tempo per capire se la benzina sintetica abbia un futuro o meno.

Conti eccezionali. La tavola rotonda è stata l'occasione anche per avere uno sguardo sulle performance commerciali e finanziarie della Casa del Toro. Malgrado le continue incertezze, la Lamborghini ha chiuso il primo semestre con risultati definiti eccezionali. Le consegne hanno raggiunto il nuovo record delle 5.090 unità (+4,9% sul pari periodo del 2021), mentre il fatturato è cresciuto addirittura del 30,6% a 1,332 miliardi di euro. Il dato per noi più impressionante è però quello della profittabilità, ha chiarito Winkelmann. L'utile operativo, infatti, è balzato del 69,6% a 425 milioni, superano i 393 milioni registrati nell'intero 2021: si tratta di un risultato veramente importante per noi perché la pandemia e la guerra in Ucraina hanno portato ulteriori rischi e pericoli come l'aumento dei costi, delle materie prime, dell'energia, dell'inflazione. Alla base della crescita della redditività c'è non solo un favorevole cambio euro/dollaro, ma anche fattori strutturali, non contingenti, come il mix di prodotto e le personalizzazioni. Inoltre, l'azienda non ha pagato dazio alla crisi dei chip perché, grazie ai bassi volumi e agli alti margini, ha ottenuto dal gruppo Volkswagen una precedenza nelle forniture rispetto ad altri marchi. 

Gli obiettivi. Per il futuro, la Lamborghini può contare su un portafoglio ordini solido, che copre 18 mesi di produzione e su una specifica tendenza di mercato: la crescente richiesta proprio di personalizzazioni e di modelli di alta gamma. Il trend dovrebbe aiutare l'azienda emiliana a raggiungere obiettivi ambiziosi principalmente sul fronte reddituale. La Lamborghini non punta a superare le 10 mila unità vendute (vogliamo una crescita controllata e fisiologica) anche se Winkelmann non ha escluso il target quando la gamma sarà rinnovata e ampliata: dal 2025 in poi possiamo pensare a una crescita più elevata ma dobbiamo vedere anche come si sviluppano il mercato e l'economia. Non si guarda neanche a superare la soglia dei 3 miliardi di fatturato: Non ci interessa, a noi interessa il Ros, il Return-on-sales, che l'anno scorso era al di sopra del 20% e che noi vogliano si attesti in un corridoio tra il 22% e il 25%. Nei prossimi anni, per noi è più importante del fatturato perché dà valore all'azienda. Valore non significa valorizzazione, magari tramite uno sbarco in Borsa. Non sta a me deciderlo ha puntualizzato Winkelmann ma le notizie che ho io sono che non è prevista attualmente una quotazione della nostra azienda. Il numero uno di Sant'Agata Bolognese ha quindi ribadito l'intenzione di puntare su sistemi di guida assistita per l'Urus e il quarto modello, soprattutto per affrontare condizioni di traffico congestionato, e ha, infine, escluso categoricamente qualsiasi velleità di entrare in Formula 1.

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