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Fleet&Business - Scopri il numero di gennaio-febbraio

4 Ruote - Feb 03,2026
iniziata la spedizione ai fleet manager e a tutti i protagonisti del lato professionale dell'auto del primo fascicolo del 2026 di Quattroruote Fleet&Business, quello di gennaio-febbraio. I contenuti del periodico dell'Editoriale Domus dedicato ai veicoli corporate, al noleggio, alle nuove forme di mobilità e alle reti di distribuzione e assistenza è già consultabile in edizione digitale nell'area dedicata del sito. La copertina è riservata alla prova in anteprima assoluta della Kia EV5, la nuova suv di segmento C completamente elettrica che integra la gamma di vetture a corrente della Casa coreana già particolarmente folta, e che vedete protagonista anche di questo video. Nell'analisi delle sue attitudini come auto aziendale non mancano le rilevazioni delle prestazioni, e soprattutto dei consumi e dell'autonomia. Le scelte dell'EuropaFra i temi d'attualità, la nuova proposta della Commissione Europea sui vincoli minimi di immatricolazione di auto a basse o zero emissioni destinate alle grandi aziende, destinati a entrare in vigore nel 2030 e nel 2035. Un aspetto toccato anche da Italo Folonari, nuovo presidente dell'Aniasa, l'organizzazione degli operatori del noleggio e della nuova mobilità, nel corso di un'intervista esclusiva a Fleet&Business. Le difficoltà del mondo del Car sharing sono al centro di un ulteriore approfondimento, così come le grandi manovre di consolidamento nel mondo del noleggio, con l'acquisizione di Athlon da parte di Arval, che avvicina i numeri della flotta dell'operatore francese a quella dell'attuale leader europeo, Ayvens. Servizi per le aziende, test e opinioniI servizi di Quattroruote Professional per le flotte e i colloqui con l'amministratore delegato di Drivalia, Roberto Sportiello, e con il presidente di AsConAuto, Roberto Scarabel sono al centro delle pagine dedicate all'ecosistema dei servizi alle aziende. Ai gestori delle flotte è dedicata l'analisi del fenomeno delle nuove auto plug-in, supportata dai dati di tutti i modelli ibridi a ricarica esterna provati dal nostro Centro prove che hanno oltrepassato gli 80 chilometri di autonomia. Le anticipazioni sui modelli di auto e veicoli commerciali più indicati per le flotte completano un fascicolo ancora una volta ricco di informazioni per i fleet manager e le altre figure professionali del mondo dell'automotive. Per loro, come sempre, c'è la possibilità di ricevere gratuitamente la rivista e la newsletter settimanale, registrandosi nella homepage.
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Formula 1 - Partenza in salita per la Williams, per adesso c'è solo la livrea

4 Ruote - Feb 03,2026
Il 2026 della Williams parte in salita, ma parte. Dopo aver saltato i test di Barcellona per ritardi legati ai crash test e alla produzione di alcuni componenti, la squadra di Grove ha tolto i veli almeno digitalmente - alla livrea della nuova FW48, la monoposto affidata a Carlos Sainz e Alex Albon. L'assenza in pista aveva alimentato interrogativi e il team inglese ha scelto di sacrificare la presentazione fisica per cercare di recuperare altro tempo utile al lavoro sulla monoposto.Una livrea di continuitàLa FW48 resta fedele al blu scuro e al nero che negli ultimi anni hanno ricostruito l'identità visiva del team. A questi si aggiungono inserti bianchi e azzurri sulle pance e sull'ala posteriore, pensati per integrare i nuovi sponsor, Komatsu e Barclays, subentrato a Santander. Rimane Atlassian come main sponsor, mentre Duracell continua a caratterizzare l'airbox con un'integrazione grafica ormai distintiva. Un impianto cromatico coerente, che non rompe col passato ma lo rifinisce, cercando equilibrio tra tradizione e nuove esigenze commerciali.Il modello mostrato non è quello standard fornito dalla Federazione, ma un render sviluppato sulla base della FW48. Per le linee definitive della vettura servirà attendere il filming day in Bahrain, primo banco di prova prima dell'inizio dei test  Ritardi e test virtualiL'avvio complicato del programma 2026 pesa. Saltare la prima sessione di test in Spagna significa rinunciare a chilometri preziosi, soprattutto in un anno di forte transizione tecnica. Per compensare, il team ha intensificato il lavoro al simulatore attraverso un programma di VTT, concentrandosi su affidabilità e raffreddamento.Proprio il sistema di raffreddamento rappresenta uno dei punti di maggiore novità rispetto ad altre soluzioni condivise con i clienti Mercedes, e il tracciato di Sakhir offrirà indicazioni concrete sul comportamento della vettura in condizioni reali.Il riferimento ai dati raccolti dagli altri team motorizzati Mercedes potrà aiutare nella lettura delle performance, ma non sostituirà il tempo perso in pista. In un contesto regolamentare in evoluzione, ogni chilometro conta. Un passo alla voltaLa Williams arriva al 2026 dopo aver chiuso la stagione precedente al quinto posto nel mondiale costruttori, un buon risultato che dà slancio per questa nuova stagione sotto il profilo emotivo, ma che non garantisce nulla di più.James Vowles, al quarto anno alla guida del team, ha indicato nel 2026 un passaggio chiave nel percorso di ricostruzione verso il vertice. L'approccio è lucido: nessuna illusione di lottare per il titolo nell'immediato, ma la volontà di consolidare la struttura e spingere al limite delle possibilità tecniche.La top 5, soprattutto in avvio di stagione, si preannuncia estremamente compatta. Molto dipenderà dagli aggiornamenti portati fin dalle prime gare e dalla capacità di reagire in tempi rapidi a eventuali criticità. La curva di sviluppo della nuova generazione di monoposto è ripida per tutti. Per la Williams, lo è ancora di più, dopo questo avvio in salita. La FW48 svelata oggi rappresenta il primo tassello di questa nuova fase.
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Mercedes-Benz - La nuova Classe S arriva in Italia: ecco tutte le versioni e i prezzi

4 Ruote - Feb 03,2026
La Mercedes ha aperto gli ordini della nuova Classe S, l'ammiraglia presentata alla fine di gennaio e che si prepara ad arrivare sulle strade italiane nelle prossime settimane: quattro le motorizzazioni disponibili, con potenze comprese tra i 313 e 449 CV, tutte elettrificate. Quattro gli allestimenti, con prezzi a partire da 128.454 euro per la versione a passo corto, e da 135.427 euro per quella a passo lungo. Le motorizzazioniLa nuova Classe S, che per la prima volta ha anche la stella sul cofano illuminata, è commercializzata in quattro motorizzazioni, tutte a sei cilindri in linea da 3.0 litri, con trazione integrale e impianto mild hybrid a 48V:S 350 d 4Matic, turbodiesel da 313 CV e 650 NmS 450 d 4Matic, turbodiesel da 367 CV e 750 NmS 450 4Matic, turbobenzina da 381 CV e 560 NmS 500 4Matic, turbobenzina da 449 CV e 600 NmNel corso dell'anno la gamma si amplierà con la S 580 con il V8 biturbo da 537 CV e 750 Nm, e due plug-in, 450e e S 580e, con potenze combinate rispettivamente di 435 e 585 CV. Per le versioni più sportive firmate AMG e le più sontuose marchiate Maybach, invece, ci sarà da attendere ancora un po'. Dotazione iper-tecnologicaDi serie per tutta la gamma la nuova mascherina illuminata, cerchi di lega da 19" e ruote posteriori sterzanti. All'interno la plancia è dominata dallo schermo Mbux Superscreen, che integra il display da 14,4" dell'infotainment con lo schermo da 12,3" del passeggero. Il software gira sul nuovo sistema operativo MB.OS, un'architettura centralizzata che gestisce i sistemi di bordo e li collega ai server della Casa tedesca, e che integra ChatGPT, Google Gemini e Microsoft Bing.Ancora, il navigatore ha la realtà aumentata, ci sono le cinture di sicurezza e i braccioli anteriori riscaldati, la ricarica wireless per due dispositivi, il bagagliaio ad apertura elettrica, la chiave digitale e la guida assistita di livello 2 con monitoraggio dell'angolo cieco. Dietro diventa un ufficioTra le dotazioni (su richiesta o di serie) delle versioni più ricche segnaliamo il frigobox, la tendina parasole avvolgibile per il lunotto, l'impianto surround Burmester High End 4D con attuatori negli schienali, materiali pregiati come quercia o noce. Su richiesta ma senza sovrapprezzo, nell'allestimento Premium Plus della versione a passo lungo, il vano posteriore First Class, con schermi da 13,1", telecomandi touch e telecamere per videochiamate su Teams o Zoom. I prezzi di Mercedes Classe SS 350 d 4Matic Advanced: 128.454 euroS 350 d 4Matic Advanced Plus: 138.122 euroS 350 d 4Matic Premium: 143.567 euroS 450 d 4Matic Advanced: 134.240 euroS 450 d 4Matic Advanced Plus: 143.908 euroS 450 d 4Matic Premium: 149.353 euroS 450 4Matic Advanced: 138.941 euroS 450 4Matic Advanced Plus: 148.609 euroS 500 4Matic Premium: 154.054 euroS 500 4Matic Advanced: 147.630 euroS 500 4Matic Advanced Plus: 157.297 euroS 500 4Matic Premium: 161.549 euro I prezzi di Mercedes Classe S - Passo lungoS 350 d 4Matic Advanced: 135.427 euroS 350 d 4Matic Advanced Plus: 145.095 euroS 350 d 4Matic Premium: 150.540 euroS 350 d 4Matic Premium Plus: 169.035 euroS 450 d 4Matic Advanced: 141.060 euroS 450 d 4Matic Advanced Plus: 150.728 euroS 450 d 4Matic Premium: 156.173 euroS 450 d 4Matic Premium Plus: 174.668 euroS 450 4Matic Advanced: 145.914 euroS 450 4Matic Advanced Plus: 155.582 euroS 500 4Matic Premium: 161.027 euroS 500 4Matic Premium Plus: 179.522 euroS 500 4Matic Advanced: 154.602 euroS 500 4Matic Advanced Plus: 164.270 euroS 500 4Matic Premium: 168.521 euroS 500 4Matic Premium Plus: 187.018 euro
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McLaren - Artura Spider MCL39 Championship Edition: 10 esemplari per celebrare il Mondiale F1

4 Ruote - Feb 03,2026
All'alba dell'avvio del Mondiale Formula 1 2026, la McLaren celebra i successi della scorsa stagione presentando la Artura Spider MCL39 Championship Edition. La vettura sarà costruita in soli 10 esemplari per festeggiare il decimo titolo mondiale costruttori vinto nel 2025 dalla monoposto MCL39. La livrea della monoposto di Norris e PiastriSviluppata attraverso il programma di personalizzazione MSO (McLaren Special Operations), la Artura Spider MCL39 Championship Edition riprende la livrea della monoposto guidata da Oscar Piastri e Lando Norris con l'abbinamento tra Onyx Black e Myan Orange. La verniciatura è curata artigianalmente per garantire la massima qualità; inoltre, sono previste una serie di personalizzazioni dedicate: le pinze freno Myan Orange, i loghi neri dello Stealth Badge Pack, i cerchi in lega forgiati Dynamo in Gloss Black e lo scarico sportivo opzionale con terminale Stealth. Una placca per ricordare vittorie, pole position e giri velociL'abitacolo è caratterizzato dal numero 10 ricamato sui poggiatesta, dalle finiture del volante Myan Orange e dai sedili Performance in pelle Nappa e Alcantara neri con piping Vision Orange. Non mancano i battitacco in carbonio satinato con le firme dei piloti ufficiali e la targhetta celebrativa della serie limitata. Nel vano anteriore, inoltre, è presente una placca che riporta le vittorie, le pole position e i giri veloci ottenuti dalla MCL39 nella stagione 2025.
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Red Bull-Singer - Così le Porsche 964 decappottabili diventano più dinamiche

4 Ruote - Feb 03,2026
Il matrimonio è quantomeno curioso. Da una parte un marchio globale che tratta sofisticate soluzioni d'ingegneria, dall'altra un restauratore di Porsche d'epoca. Ma se la Red Bull Advanced Technologies e la Singer si sono trovate insieme, un motivo c'è: rendere le decappottabili del tuner californiano più dinamiche grazie a ingredienti moderni, frutto dell'expertise della società di consulenza ingegneristica nata dalla celebre scuderia di Formula 1. Tredici parti in fibra di carbonioCabriolet, targa e simili - specialmente le meno recenti - scontano un problema annoso: togliendo il tetto ti godi il vento nei capelli, lo stile magari ne guadagna, ma la precisione di guida perde qualcosa. Perché la rigidità torsionale, senza una parte così strutturale dell'automobile, non può essere la stessa di una coupé.E allora, come fare? La soluzione trovata da Red Bull per le costose Porsche di Singer (parliamo di prezzi intorno al milione di euro) consta di 13 strutture di rinforzo in fibra di carbonio, pensate per irrobustire i punti critici delle 964 Targa e Cabrio, integrate nel pieno rispetto del telaio originale e installate durante il processo di restauro.Il risultato, secondo Red Bull Advanced Technologies, è un incremento complessivo della rigidità torsionale del 175%, che si traduce in una maggiore maneggevolezza e un'esperienza di guida allineata a quella della coupé. I test al computerAl conteggio e all'integrazione delle parti speciali si è arrivati tramite un'attenta analisi computerizzata del modello di partenza. Il telaio della Porsche 964 è stato modellato digitalmente sulla base di dati ottenuti tramite scansioni e misurazioni manuali.Attraverso il software di analisi agli elementi finiti (modello FEA) è stata quindi calcolata la rigidità torsionale delle diverse varianti dell'auto, con e senza tetto. Il modello FEA è stato progressivamente affinato fino a far coincidere i valori previsti con quelli rilevati nei test fisici.In questo modo sono state individuate le aree maggiormente sollecitate nella struttura opentop e, su queste basi, progettate le 13 strutture di rinforzo in fibra di carbonio.
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Incentivi 2025 - Bonus auto elettriche, la grana dei rimborsi: "Possibili ritardi nelle consegne"

4 Ruote - Feb 03,2026
La burocrazia potrebbe giocare un brutto scherzo alle concessionarie e, di riflesso, a chi ha comprato un'auto elettrica con gli incentivi 2025: nella malaugurata ipotesi in cui lo Stato tardasse con gli indennizzi, il consumatore rischierebbe di rimanere in attesa della propria vettura, almeno fino a "liquidazione" degli importi da parte ministeriale. Qual è il meccanismo dei rimborsiLa più recente tornata di agevolazioni prevedeva che i venditori anticipassero di tasca propria l'importo dell'ecobonus di 9.000 o 11.000 euro, per poi essere rimborsati dallo Stato. Ora, l'Unrae sollecita la pubblica amministrazione a rispettare i tempi previsti per le procedure di ristoro, in quanto il settore è esposto finanziariamente per 300 milioni di euro. In caso di ritardo nella restituzione del dovuto, le immatricolazioni delle vetture potrebbero slittare: non tutti i venditori dispongono della liquidità necessaria per la registrazione immediata dei veicoli. Con beffa finale per i consumatori, che si vedrebbero consegnare la macchina solo a distanza di tempo. In attesa degli indennizziA fine 2025, è stata avviata la piattaforma informatica per consentire alle concessionarie di chiedere il rimborso dei bonus, con una procedura da terminare entro fine gennaio 2026: i primi indennizzi dovrebbero scattare in questi giorni.Non resta che attendere per capire se il flusso dei pagamenti sarà regolare o se si verificheranno blocchi nelle consegne auto.
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Repubblica Ceca - La Hyundai di Noovice supera i 5 milioni di auto: ecco chi è la regina

4 Ruote - Feb 03,2026
La fabbrica della Hyundai in Repubblica Ceca, in cui lavorano circa 2.900 persone, ha celebrato il traguardo dei 5 milioni di veicoli prodotti. La vettura del record è una Tucson Hybrid GO Czech, una serie speciale dedicata al mercato interno, ma lo stabilimento produce vetture che vengono esportate in oltre novanta paesi di tutto il mondo: Europa, Medio Oriente, Africa, Oceania e America Latina. La Tucson è il modello chiaveDal 2020 sono stati prodotti a Noovice 650.000 veicoli elettrificati, e la Kona EV ha totalizzato da sola 200.000 unità: nella fabbrica è presente un reparto di Hyundai Mobis dedicato all'assemblaggio delle batterie per auto elettriche, che a partire dal prossimo mese di giugno 2026 porterà la sua capacità produttiva a 450.000 unità annue. La Tucson rimane il modello più importante dell'impianto: della seconda generazione, prodotta dal 2015 al 2020, sono stati costruiti 1,1 milioni di esemplari, con la terza serie ormai vicina a raggiungere (e superare) questo traguardo. La Hyundai i30 ha totalizzato 1,5 milioni di unità dal 2008 a oggi. Metà delle auto prodotte sono elettrificatePer il 2026 la Hyundai prevede che la fabbrica raggiunga una produzione complessiva di circa 265.000 veicoli, la metà dei quali elettrificati: si tratta di un valore leggermente inferiore rispetto alle 276.175 unità del 2025, rappresentate per il 76% dalla Suv Tucson. Metà della produzione complessiva è stata esportata in Europa; i motori a benzina hanno pesato per l'80,7%, seguiti dalle versioni elettriche (12,7%) e da quelle a gasolio (6,6%).
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RCA - Polizze auto, stangata continua: il malus è un salasso e il bonus non basta

4 Ruote - Feb 03,2026
Ormai da marzo 2023 gli automobilisti italiani ricevono solo pessime notizie sul fronte assicurativo, caratterizzato da aumenti continui: il prezzo medio della Responsabilità civile obbligatoria a dicembre 2025 si è attestato a 489 euro per tutti i veicoli, con un +3,5% sullo stesso mese dell'anno scorso. Se proprio si vuole scovare un dato positivo fra quelli pubblicati dall'Ania (l'Associazione delle imprese assicuratrici), il rincaro rallenta leggermente rispetto ai livelli riscontrati in passato. Malus e prezzi: c'è molto di peggioLa media si basa sulle RCA versate da un campione rappresentativo degli assicurati con rinnovo della polizza: per chi ha causato un sinistro nella precedente annualità, venendo penalizzato di due classi di merito (malus), il rialzo tariffario è pesantissimo. Per gli altri, in assenza di incidenti e con miglioramento di una classe, ogni compagnia è libera di stabilire il prezzo: può anche darsi che, in presenza di un bonus, comunque l'automobilista subisca un rincaro sulla tariffa assicurativa. I perché della stangata e gli utili delle compagnieLa stangata si spiega con la maggiorazione delle principali voci dei risarcimenti. Nel periodo 2022-2025, a fronte di una crescita dell'inflazione del 17,2%, il costo dei pezzi di ricambio è cresciuto del 16,4%, mentre i danni alla persona sono stati rivalutati di oltre il 18%: la tariffa assicurativa media è salita del 16%, stima l'Ania. Va tuttavia ricordato che, secondo il report Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), gli utili complessivi delle compagnie hanno raggiunto i 10,5 miliardi di euro nel 2024, di cui 4,5 miliardi derivanti dalla gestione danni.
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Sabotaggi - Fleximan torna a colpire: altri due autovelox segati nella notte

4 Ruote - Feb 03,2026
Un 2026 all'insegna delle doppiette per Fleximan, che ha abbattuto due autovelox nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 febbraio a Rivalta (Torino): più esattamente, sul raccordo della Strada Provinciale 6 variante del Dojrone tra la rotonda delle camere mortuarie del San Luigi e la rotonda di via Aleramo. L'installazione da parte del Comune, d'intesa con la Città metropolitana di Torino proprietaria della strada, era avvenuta a luglio 2023, su un tratto con limite di velocità di 70 km/h. In precedenza, il misterioso autore (o chi ne segue le orme), nella notte tra il 13 e il 14 gennaio, se l'era presa con due strumenti tra Rosate e Gudo Visconti, nell'hinterland sud-ovest di Milano. Un modus operandi, quello di colpire due velox per volta, già utilizzato il 23 dicembre 2023, su un totale di 28 colpi. Come sempre, il "giustiziere" ha utilizzato un flessibile, commettendo un reato: danneggiamento aggravato di un bene pubblico, come previsto dall'articolo 635 del Codice penale. La rabbia del sindacoIl primo cittadino di Rivalta, Sergio Muro, condanna il gesto definendolo inqualificabile, commesso da persone che non hanno a cuore la sicurezza stradale. In quel tratto di strada, prima dell'installazione dei due velox, ci sono stati diversi incidenti, alcuni anche mortali, causati proprio dall'alta velocità. Incidenti drasticamente diminuiti da quando abbiamo deciso di installare le telecamere. La colpa, ha aggiunto, è anche di certe campagne stampa che hanno demonizzato gli autovelox, armando la mano di alcuni imbecilli. L'autovelox verrà ripristinato al più presto, ha concluso il sindaco.  I 28 attacchi Ecco la cronologia delle manomissioni, dall'esordio di metà 2023, nella quale non vengono conteggiati vari danneggiamenti né gli abbattimenti dei dissuasori, box di colore arancione o blu Velo Ok o Speed Check. 20231. 18-19 maggio 2023: Fleximan debutta in Veneto, a Bosaro (Rovigo), al chilometro 51 della Statale 16, mozzando il dispositivo entrato in funzione il 20 marzo. 2. 29 maggio: velox sulla Regionale 482 Altopolesana (ex Statale Ostigliese), a Baruchella (Rovigo), attivato il 12 aprile. 3. 19 luglio: di nuovo a Bosaro, con lo stesso modus operandi viene tranciato il dispositivo appena rimesso in sesto. Una sfida agli amministratori. 4. 6 agosto: cade lo strumento automatico sulla Provinciale 46 a Mazzorno Destro (Rovigo), a Taglio di Po. 5. 2 novembre: nuovo abbattimento chirurgico dell'occhio elettronico di Baruchella: una seconda provocazione. 6 e 7. 23 dicembre: vengono segati un velox e poi un altro sulla Tangenziale di Asti (Piemonte). 8. 24-25 dicembre: durante la notte, Fleximan torna a colpire a Taglio di Po (Rovigo). 9. 24 dicembre: nuovo colpo a Garzara (Corbola, Rovigo) sulla Regionale 495, ex Statale di Codigoro.  2024 10. 4 gennaio 2024: a Rosolina (Rovigo), sulla Romea, al chilometro 71,760. 11. 9 gennaio: sul Passo Giau (Comune di Colle Santa Lucia, Belluno), sopra Cortina, viene giù il rilevatore più redditizio d'Italia: è l'azione che scatena i tifosi nei social, che parlano (rischiando) persino di un Robin Hood. 12. 13 gennaio: prima azione in Emilia-Romagna, nella Bassa Reggiana, sempre nella notte. Ko uno speciale autovelox: un Tutor per il controllo della velocità media su un tratto di quattro chilometri della Cispadana, fra Boretto (Reggio Emilia) e lingresso del centro abitato di Gualtieri. 13. 14 gennaio: Fleximan arriva in Lombardia, a Cremona, e abbatte l'autovelox di Martignana di Po. 14. 19 gennaio: in quel di Padova (Carceri), si dà l'addio a un apparecchio collocato lungo la Strada regionale 10. 15. 21 gennaio: si torna in Lombardia, in provincia di Bergamo, per il taglio del palo del velox sulla Statale 42 ad Albano Sant'Alessandro. 16. 22 gennaio: Fleximan fa un salto nel Padovano, a Villa del Conte, e abbatte un dispositivo gestito dalla Polizia Locale della Federazione del Camposampierese. Non condivido questa giustizia fai da te, che però ci deve far riflettere in maniera seria, commenta Antonella Argenti, sindaco di Villa del Conte. 17. 24-26 gennaio: sul palo del rilevatore di via Bellucci a Ravenna, il vandalo piazza un cartello con la scritta in arrivo Fleximan; dopodiché, sega in due con un flessibile l'apparecchio di via Dismano, all'altezza di Osteria, verso San Zaccaria. Una provocazione bell'e buona. 18. 26-27 gennaio: il serial killer degli autovelox tira giù l'apparecchio di via Borello a Castel Bolognese, nel Ravennate. 19. 28-29 gennaio: di nuovo in Lombardia, una mano anonima tronca il palo di un autovelox a Guidizzolo (Mantova) e getta il rilevatore in un canale. 20. 29-30 gennaio: approfittando della nebbia, il Samurai col flessibile taglia il palo dell'autovelox sulla circonvallazione di Faenza (Ravenna), per poi farlo crollare nella scarpata. Si tratta di un Velocar, strumento sofisticato al centro delle polemiche dalla sua installazione (nel primo mese multe per un milione di euro). 21. 6 febbraio: alle porte di Spoleto (Umbria), sulla Statale 3 Flaminia, cade un velox. 22. 6-7 febbraio: incursione su via Mandriole a Sant'Alberto (Ravenna). 23. 23 febbraio: ad Asola (Mantova), cade un rilevatore di velocità sulla Provinciale tra Asola e Casalromano.  2025 24. 30 dicembre 2025: grazie alla nebbia, il vandalo abbatte un Velocar di Mezzano (Ravenna) alle due del mattino con un'azione fulminea e precisa.  202625 e 26. Nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2026, blitz del sabotatore su due strumenti tra Rosate e Gudo Visconti (hinterland sud-ovest di Milano). 27 e 28. Nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 febbraio, ha tagliato i pali di una coppia di rilevatori a Rivalta (Torino), sulla variante del Dojrone. 
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Boxster e Cayman - Contrordine Porsche: le 718 elettriche sono a rischio cancellazione

4 Ruote - Feb 03,2026
Stando a quanto riferisce Bloomberg, la Porsche starebbe valutando una clamorosa marcia indietro sul progetto delle 718 elettriche, le eredi a batteria delle Boxster e Cayman. Destinate ad affiancare le controparti termiche, potrebbero diventare progetti troppo costosi per i volumi attesi. Almeno in un periodo in cui quasi tutti stanno rivalutando i propri piani sull'elettrico, Porsche compresa. Il dilemma di LeitersIl nuovo amministratore delegato della Porsche, Michael Leiters, sta esaminando il dossier delle 718 elettriche in un periodo non facile per Zuffenhausen, che nel 2025 ha registrato il suo anno peggiore dal 2009, con un calo di vendite del 10% e l'aumento dei costi operativi, legati anche agli investimenti sull'elettrico. Un risultato che sta spingendo la Casa a valutare misure drastiche per rimettere in sesto i bilanci. Tutto è ancora in forseIn ogni caso, finora la Porsche non ha rilasciato dichiarazioni sul futuro delle 718 elettriche, né commentato le indiscrezioni di Bloomberg, che ipotizza anche l'arrivo di un powertrain ibrido plug-in: una scelta che comporterebbe nuovi ritardi e, ancor più grave, un ulteriore aumento dei costi di sviluppo. Per ora, le informazioni in nostro possesso rimangono le stesse: le versioni elettriche di Cayman e Boxster dovrebbero essere presentate entro la fine dell'anno ed entrare in produzione nel 2027, per entrare a listino accanto alle versioni termiche. Vedremo se sarà davvero così.
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Mercato italiano - Auto a Gpl in crisi, lelettrico sorpassa: ecco i modelli che resistono al crollo

4 Ruote - Feb 03,2026
Il primo mese del 2026 ha visto risultati positivi per le auto elettriche (9.446 immatricolazioni, +40,6%) e addirittura eccellenti per le plug-in (12.502, +152%). Male invece è andata per le bifuel a Gpl, che hanno registrato 9.345 nuove targhe, contro le 13.907 dello stesso mese del 2025. Un calo del -32,8%, che porta la quota di mercato dal 10,3% al 6,5%. sicuramente presto per parlare di difficoltà strutturale del Gpl, ma si tratta di una tendenza in corso da qualche tempo. Nel 2025 le nuove targhe sono state 142.253, contro le 147.761 del 2024: un calo del -3,7%, che ha portato la quota di mercato su base annua dal 9,4 al 9,2%. I motivi per cui gli automobilisti italiani scelgono altre motorizzazioni sono numerosi, ma tra questi non va trascurata la crescente disponibilità di modelli elettrificati: è certamente un caso, ma è comunque significativo che le full hybrid, nel mese di gennaio, abbiano guadagnato il 32,8%, esattamente quanto perso dai modelli a Gpl. Gpl, un destino segnato?Nel resto d'Europa il Gpl vede aumentare le sue quote di mercato: nel 2025 le vendite dei modelli bifuel sono cresciute del 10%. Un risultato favorito dalla minor tassazione del carburante, e dalla riduzione di emissioni garantite da questo tipo di motorizzazione. " un'alternativa molto economica per ridurre le emissioni delle flotte", spiega Frank Marotte, responsabile vendite della Dacia, uno dei marchi che vende più auto a Gpl in assoluto. Ma non per molto: le nuove (e più severe) normative europee sulle emissioni potrebbero costringere i produttori al "phase-out" del Gpl e rinunciare a questo tipo di motorizzazione, privilegiando soluzioni a zero emissioni (auto elettriche) o con carburanti più sostenibili (ecofuel). Quella del Gpl - spiega Marotte - è una proposta "che non potrà andare oltre il 2030". Con i contraccolpi che questo comporterà alle vendite della Dacia. La top ten di gennaioDi seguito trovate la classifica dei dieci modelli a Gpl più venduti in Italia a gennaio. A dominare sono sempre i due modelli di punta della Dacia, la Sandero e la Duster, seguiti dalla Renault Captur e dalla Clio, tutti parte dello stesso gruppo, uno dei più impegnati nelle motorizzazioni bifuel. Non è un caso (questa volta per davvero) che nella classifica delle auto bifuel più vendute di tutto il 2025 occupassero le stesse posizioni. Dacia SanderoCon 2.538 nuove immatricolazioni, la compatta mantiene la prima posizione ma accusa il colpo: nel gennaio del 2024 erano state 4.402. Un risultato che si ripercuote anche nella classifica complessiva dei modelli più venduti, dove passa dal secondo al sesto posto. Del resto, delle 2.937 Sandero immatricolate a gennaio, ben l'86% sono a Gpl. Dacia DusterRisultati analoghi anche per la Suv di Mioveni, che nella motorizzazione a Gpl a gennaio ha registrato 1.636 nuove targhe, pari al 70% del totale (2.337). Renault CapturPer la B-Suv francese a gennaio sono stati immatricolati 896 esemplari a Gpl, contro i 1.548 dello stesso mese del 2025: la perdita è del 42,1%. Renault ClioPer la compatta francese i risultati sono invece abbastanza in linea con quelli dello scorso anno: 878 esemplari a Gpl contro gli 874 di gennaio 2025. Va però ricordato che la versione a Gpl della sesta generazione non è ancora ordinabile: i clienti potrebbero star aspettando quella. Evo 6Questa Suv media, derivata dalla Forthing Friday, registra 429 nuove immatricolazioni nella versione a Gpl. Le motorizzazioni Bifuel sono offerte su tutti i modelli a benzina del gruppo DR. Dacia BigsterSono 382 gli esemplari bifuel per la "sorella maggiore" della Duster, che a gennaio dello scorso anno non era ancora a listino. Questo modello è disponibile anche con powertrain mild e full hybrid di derivazione Renault. Dacia JoggerCon la naturale eccezione della citycar elettrica Spring, tutti i modelli della Dacia sono disponibili a Gpl, e tutti sono in questa classifica. La Jogger si piazza al settimo posto con 232 nuove immatricolazioni. Le alternative sono a benzina o full hybrid. DR 5All'ottavo posto la Suv media del gruppo DR, disponibile anche nel più ricco allestimento Collection, con motore 1.5 a benzina da 177 CV. Le immatricolazioni di gennaio sono 216. Tiger SixCon 212 targhe entra in classifica anche il nuovo brand del gruppo DR, presentato lo scorso anno. Anche in questo caso il motore è un 1.5 a benzina da 177 CV, trasformato a Gpl in Italia. Hyundai i20Chiude la classifica la compatta coreana: sono 184 gli esemplari a Gpl di nuova immatricolazione. Questo modello è disponibile anche con motori benzina da 79 e 100 CV, oppure mild hybrid da 100 CV.
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Nuova norma - Cina, stop alle maniglie a scomparsa: la sicurezza prima del design

4 Ruote - Feb 03,2026
Pechino ferma le maniglie a scomparsa. Il governo cinese ha introdotto una nuova regola che obbliga le Case automobilistiche a produrre auto e veicoli commerciali leggeri dotati di leve di apertura meccaniche visibili. L'obiettivo è aumentare la sicurezza di guidatore e passeggeri, rendendo più rapido ed efficace l'intervento dei soccorsi in caso di incidente. La decisione nasce da diversi episodi registrati nel Paese, dove in situazioni di incendio o perdita di potenza elettrica gli occupanti e persino i soccorritori hanno avuto difficoltà ad aprire le portiere: in alcuni casi la tecnologia, invece di aiutare, ha complicato l'uscita dal veicolo. Cambia tutto dal 2027La Cina ha pubblicato il nuovo standard nazionale GB 48001-2026 lo scorso 28 gennaio. Approvata dal Miit, la norma entrerà in vigore il 1 gennaio 2027, con un periodo di transizione pensato per permettere alle Case di adeguarsi gradualmente. Per i veicoli che richiederanno l'omologazione a partire dal 1 luglio 2025, il tempo a disposizione sarà di tredici mesi, mentre per i modelli già omologati l'obbligo scatterà definitivamente il 1 luglio 2027. Parola d'ordine: tutto facile e immediatoSecondo il regolamento, ogni portiera dovrà essere dotata di leve meccaniche accessibili sia dall'interno sia dall'esterno, così da garantire l'apertura anche in caso di emergenza, blackout o incidente. Lo standard definisce criteri chiari riguardo allo spazio operativo necessario e alla forza richiesta per azionare la maniglia. All'interno dell'abitacolo saranno inoltre presenti istruzioni permanenti ad alto contrasto, facilmente riconoscibili da chiunque. Le maniglie con attivazione elettrica dovranno includere anche collegamenti meccanici separati, progettati per resistere ad almeno 500 N di forza senza rompersi. Elettriche premium nel mirinoLa misura, valida per tutte le vetture, incide in modo particolare sul segmento delle auto elettriche premium, spesso caratterizzate da maniglie a scomparsa utilizzate per ragioni estetiche o aerodinamiche. Con questa scelta, la Cina diventa il primo Paese al mondo a introdurre una norma vincolante su questo elemento, creando un precedente che potrebbe influenzare i mercati internazionali e i futuri standard globali di sicurezza.
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Modellini - Renault Mégane Maxi Ottomobile: il mito del Rally di Sanremo 1998 in scala 1:18

4 Ruote - Feb 03,2026
Ottomobile presenta la Renault Mégane Maxi che partecipò al Rally di Sanremo nel 1998, vestendo l'iconica livrea giallo-blu Renault Sport dell'equipaggio Rowe-Ringer, riprodotta in scala 1:18. Sold out e strategie di pre-ordineIl capitolo più interessante riguarda il lancio commerciale di questo modello. Realizzata in 1.500 esemplari, la vettura è andata sold out in pochi giorni dall'apertura della prevendita sul sito ufficiale, confermando una tendenza chiara nel modellismo dinamico e statico contemporaneo: le serie limitate, specialmente se abbinate a soggetti iconici, non aspettano il collezionista indeciso. In questo contesto, il pre-ordine è una vera strategia per garantirsi il modello al prezzo di listino, evitando rincari sul mercato secondario. Recensione: estetica e fedeltà della carrozzeriaLe forme muscolose della carrozzeria sono state riprodotte con grande fedeltà: parafanghi pronunciati, minigonne generose e l'alettone posteriore che domina la vista. La verniciatura è lucida, con una separazione netta tra i colori. Le grafiche esterne riproducono fedelmente gli sponsor e le scritte celebrative del titolo britannico rally 1998. Curato il lavoro sui gruppi ottici e sulle sottili prese d'aria anteriori, elementi che mantengono profondità e realismo. La coda raccoglie i maggiori dettagli, con la tipica forma ovale sdoppiata dei fari riprodotta con ottime trasparenze. Interni e dettagli dell'abitacoloRealistico l'abitacolo spoglio da vera vettura da competizione di fine anni Novanta, con il roll-bar ben visibile, sedili racing con cinture e una plancia corretta nelle proporzioni. Lo sguardo cade inevitabilmente sulla postazione di guida, dove volante e strumentazione sono proporzionati e fedeli all'originale Renault Sport. Un modello da collezione e investimentoUn modello ben riuscito che può inserirsi in ampie collezioni tematiche, destinato a un'immediata rivalutazione vista la rapidissima reazione del mercato e l'esaurimento delle scorte ufficiali.
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Mercato italiano - Cardinali (Unrae): "Ora la riforma fiscale"

4 Ruote - Feb 03,2026
Dopo il tavolo automotive del 30 gennaio scorso, in cui il ministero delle Imprese ha annunciato un pacchetto di 1,6 miliardi in cinque anni di aiuti all'industria dell'auto e alla domanda, il direttore generale dell'Unrae, Andrea Cardinali, chiede al governo una sede operativa di confronto con le associazioni di settore per arrivare entro l'estate a una riforma della fiscalità dell'auto aziendale. Partiamo dal mercato. Una crescita tendenziale del 6% non si vedeva da marzo 2025 E per vedere un volume, nel primo mese dell'anno, superiore alle 143 mila unità di gennaio 2026 bisogna tornare a gennaio 2020. un dato molto positivo, ma la crescita sull'anno scorso è dovuta quasi interamente al noleggio a breve termine.Che ha quasi triplicato le immatricolazioni rispetto a gennaio 2025. Una quota superiore all'8% nel primo mese dell'anno non si vedeva dal 2020. Come si spiega? Il dato in sé è indubbiamente sorprendente, e andrebbe analizzato in profondità, ma non abbiamo ancora dettagli. So che è previsto un aumento della domanda, e penso che le olimpiadi invernali abbiano inciso. Può esserci anche un'anticipazione per la Pasqua relativamente bassa, ma al 5 aprile mancano ancora due mesi. Peraltro, il rent-a-car aveva registrato crescite significative già a novembre e dicembre, in bassa stagione.Dietro a questo boom potrebbero nascondersi forzature di qualche operatore? Impossibile dirlo, senza nemmeno un'analisi degli intestatari.Sulle alimentazioni spiccano due dati: il boom delle mild hybrid e l'ennesimo crollo delle diesel. Le ibride, mild e full, hanno superato per la prima volta il 50%. Insieme al crollo delle diesel, è un'indicazione precisa di come si sta orientando il mercato. possibile che sulla domanda di auto a gasolio abbia impattato l'aumento delle accise, nonostante il prezzo alla pompa sia lontano dai recenti massimi, ma credo che nell'immaginario collettivo il gasolio sia ormai spacciato.Le elettriche, invece, pur crescendo rispetto a gennaio 2025, rallentano nel confronto con i due mesi precedenti, in cui la quota di mercato delle Ev era stata a doppia cifra. L'onda lunga degli incentivi sta già finendo? L'onda è senz'altro in fase calante, però l'effetto incentivi non è finito considerando che i voucher erogati dal ministero dell'Ambiente sono stati quasi 56 mila. A novembre e a dicembre c'è stato il boom perché si è targato tutto l'arretrato disponibile in pronta consegna. Ora siamo entrati in una fase più normale, in cui man mano si immatricola quello che è stato ordinato nei mesi scorsi.A proposito di incentivi, venerdì scorso al tavolo automotive è stata annunciata la ripartizione di un fondo da 1,6 miliardi di euro in cinque anni, di cui 1,2 miliardi all'industria e 400 milioni alla domanda, da ripartire, quest'ultima somma, in cinque iniziative: veicoli commerciali, moto e ciclomotori, colonnine, retrofit a gas e noleggio sociale. Facendo la media, a ogni iniziativa andranno 16 milioni all'anno. Un po' poco per incidere, no? Sì. Oltretutto non sono una novità: si tratta dei residui del fondo automotive stanziato nel 2022 dal governo Draghi e destinato in parte alle stesse iniziative, mai decollate o neanche partite. Il noleggio sociale (50 milioni una tantum) e gli incentivi VCL (40 milioni l'anno) li attendiamo dal 7 agosto 2024. Vedremo se e quando saranno veramente disponibili queste risorse. Per ora si tratta dell'ennesimo annuncio.Peraltro il governo continua a convocare un tavolo che non è un tavolo, in cui non ci si confronta e non si decide A me il tavolo automotive sembra un rituale un po' stanco. Nell'ultima edizione, dopo una lunga parte monopolizzata dal Mimit e da Stellantis, a chi si era iscritto a parlare sono rimasti 60 secondi. Noi, come Unrae, nei nostri 60 secondi abbiamo chiesto al governo di far partire un tavolo per la riforma della fiscalità delle auto aziendali. Ma un tavolo che sia veramente operativo, ossia finalizzato a prendere decisioni, non a rilasciare dichiarazioni. Nella filiera c'è un consenso unanime sull'uso della leva fiscale, sia pur con diverse sfumature. Che non possono essere un alibi per non fare niente. I tavoli servono appunto a trovare un punto di sintesi. Ovviamente, dovrà essere un tavolo interministeriale con almeno Mef e Mimit, per assicurare il coordinamento delle politiche fiscali e industriali. E altri tavoli simili potrebbero nascere per affrontare altre questioni. Tutti tavoli da affiancare al tavolo automotive, senza la pretesa di sostituirlo.Anche perché siamo al terzo anno della delega fiscale, che scadrà ad agosto. Basteranno questi pochi mesi, ammesso che lo si voglia, per mettere a punto uno schema di riforma? Per un'iniziativa del genere sei mesi ci vogliono tutti. Quindi il tavolo dovrebbe partire entro marzo per non fallire. possibile che al governo, in realtà, non interessi affatto utilizzare la leva fiscale? Se in due anni e mezzo non è successo niente Non credo che non gli interessi. Il contesto non è semplice: da un lato c'è un problema cronico di risorse. E il 2026 non farà eccezione. Dall'altro c'è un problema di priorità, tra le quali la difesa. Diciamo che finora non c'è stata la volontà politica di affrontare questo tema e che i vincoli di bilancio non hanno dato al governo margini di manovra rispetto a temi ritenuti prioritari.Il fatto che ci si avvicini all'ultimo anno di legislatura potrebbe aiutare? Dubito che una riforma della fiscalità delle company car possa avere appeal in chiave elettorale. Ma il punto fondamentale è che un intervento del genere non sarebbe un provvedimento per gli operatori dell'auto, ma per la clientela: per le aziende che utilizzano vetture nuove e per i consumatori meno abbienti che le comprano usate. A beneficiarne, oltre all'ambiente, sarebbero innanzitutto le imprese, di qualunque settore. Che però su questo fronte non hanno mai fatto sentire la propria voce, lasciando la battaglia fiscale al mondo dell'auto.
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Giochi di Borsa - Elon Musk fonde SpaceX con xAi. Tesla sarà la prossima?

4 Ruote - Feb 03,2026
Dopo diversi giorni di indiscrezioni di stampa e speculazioni di mercato, Elon Musk ha formalizzato una delle operazioni finanziarie di maggior portata per la grande finanza americana. L'imprenditore ha annunciato la fusione tra due delle sue aziende più in vista: SpaceX ha acquisito xAI per dare vita al più ambizioso motore di innovazione verticalmente integrato sulla Terra (e non solo).Per ora non sono confermati i rumor sulla possibilità che anche un altro gioiello finanziario dell'uomo più ricco al mondo, Tesla, entri in gioco in una riorganizzazione più ampia del suo impero. L'operazione annunciata rappresenta però un nuovo passo nel tentativo di mettere ordine nelle sue proprietà, e non è da escludere che la società texana possa un giorno confluire in un nuovo colosso tecnologico dalle valutazioni ancor più trilionarie di quelle attuali. La visione "fantascientifica" di MuskLa transazione annunciata durante la notte italiana vede SpaceX acquisire xAI e mettere insieme attività che spaziano dai vettori aerospaziali alle telecomunicazioni satellitari, dall'intelligenza artificiale alla piattaforma di social network X (l'ex Twitter). L'obiettivo, come spiegato dallo stesso Musk, è creare un operatore verticalmente integrato in grado di sfruttare tutte le nuove tecnologie a disposizione, tra cui innanzitutto l'IA, per rafforzare le ambizioni di esplorazione nello spazio più volte indicate dall'imprenditore, ma anche per molto altro ancora.Musk ha infatti tratteggiato un quadro al limite del fantascientifico, parlando di grandi data center orbitali, in grado di sfruttare l'energia solare e risolvere la fame di energia dell'intelligenza artificiale. Secondo lui, gli attuali progressi nell'IA dipendono da grandi data center terrestri che richiedono enormi quantità di energia e raffreddamento, e la domanda globale di elettricità per queste tecnologie non può essere soddisfatta con soluzioni terrestri senza imporre difficoltà alle comunità e all'ambiente. Da qui l'idea di creare una costellazione di satelliti capaci di sfruttare direttamente l'energia solare pressoché costante con costi operativi e di manutenzione ridotti e trasformare radicalmente le capacità di scalare i sistemi di calcolo. Luna, Marte e l'UniversoMusk non si limita a immaginare un milione di satelliti che operano come data center orbitali, ma fornisce cifre ancora più estreme. La sua intenzione è lanciare ogni anno satelliti per un carico complessivo di un milione di tonnellate quando l'attuale record non supera le 3.000 per portare in orbita dispositivi in grado di generare una potenza di calcolo di 100 kW per tonnellata, ottenendo così 100 gigawatt di capacità IA aggiuntiva. In definitiva, esiste una strada per lanciare 1 terawatt all'anno dalla Terra, ha aggiunto.A suo avviso, entro 2 o 3 anni il modo più economico per generare elaborazione di intelligenza artificiale sarà nello spazio. , secondo Musk, il primo passo verso una civiltà di livello Kardashev II, un metodo che classifica le civiltà in base al progresso tecnologico. E nella visione dell'imprenditore c'è anche la possibilità di sbarcare sulla Luna per stabilire una presenza permanente per attività scientifiche e produttive, con fabbriche di satelliti da inviare nello spazio con una capacità da 500 a 1000 TW/anno. Le capacità che sbloccheremo rendendo realtà i data center spaziali afferma finanzieranno e consentiranno la creazione di basi autosufficienti sulla Luna, un'intera civiltà su Marte e, in ultima analisi, l'espansione nell'Universo. Gli scenari di Borsa e la TeslaNell'operazione SpaceXxAI non c'è solo fantascienza. Sul piano finanziario, la fusione ha risvolti molto concreti. Da mesi circolano indiscrezioni su un possibile sbarco a Wall Street di SpaceX, con una valutazione vicina ai 1000 miliardi di dollari. L'anno scorso la società spaziale ha venduto azioni sulla base di una valutazione totale di 800 miliardi, mentre xAI è stata valutata recentemente 230 miliardi, raccogliendo 20 miliardi da investitori del calibro di Nvidia, Cisco e Qatar Investment Authority. Anche Tesla ha partecipato alla provvista, investendo 2 miliardi nell'ambito delle sue strategie sull'IA e sulla guida autonoma.Oggi circolano valutazioni per la società risultante dalla fusione di circa 1.250 miliardi di dollari, un valore prossimo alla capitalizzazione di mercato di Tesla, pari a 1.320 miliardi. E qui si aprono ulteriori scenari. La fusione rientra in un progetto più ampio di riordino delle partecipazioni di Musk. Le sue aziende fanno capo direttamente a lui: non esiste una holding come nel caso della Exor della famiglia Agnelli o della Fininvest degli eredi Berlusconi. Tuttavia, questo non è il primo passo della riorganizzazione: X.com, la piattaforma ex Twitter, è già stata inglobata in xAI.Non è dunque da escludere che in futuro anche altre attività vengano fuse, a partire proprio da Tesla, vista la vicinanza dei valori che renderebbe più semplice una fusione alla pari e soprattutto gli ultimi sviluppi strategici. Con l'addio a Model S e Model X, Musk ha chiarito che il futuro della società di Austin non è più incentrato sul mondo tradizionale dell'auto: Tesla guarda alla robotica, all'intelligenza artificiale e ai sistemi energetici, gli stessi ambiti su cui punta la nuova SpaceX. Inoltre, le divisioni dedicate al fotovoltaico e all'accumulo energetico si inseriscono perfettamente nel progetto di infrastrutture basate sull'energia solare.In altre parole, ci sono segnali concreti che indicano un possibile futuro di Tesla all'interno di un conglomerato tecnologico e industriale senza precedenti, quantomeno sul piano dei numeri e dell'integrazione tra spazio, energia e intelligenza artificiale.
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Gernot Döllner - Audi fa mea culpa: Cambiare nome allA4 è stato un errore. Lo correggeremo"

4 Ruote - Feb 03,2026
Ilcambio di nome da A4 ad A5 è stato "un errore". Un errore che potrebbe essere corretto in tempi relativamente brevi. A dirlo è nientemeno che l'amministratore delegato dell'Audi,Gernot Döllner:parlandocol magazine australiano Drive, il top manager ha fatto intuire che la berlina di Ingolstadt potrebbe tornare alla denominazione originale, usata con successo per trent'anni. Tempo di ripensamentiNel 2024 la Audi aveva annunciato una nuova strategia di naming dei propri modelli, per differenziare le motorizzazioni termiche da quelle elettriche: numeri dispari per i motori tradizionali, numeri pari per le Bev. La nuova A5, erede della A4, è stata la prima Audi a rientrare in questo nuovo piano (anche se la A4 elettrica ancora non si è vista), che ha coinvolto anche le station wagon e le sportive S5, a cui presto si uniranno anche le RS5. L'idea, però, non è piaciuta ai clienti e già per la A6 la Casa tedesca ha fatto marcia indietro: la nuova berlina non si è chiamata A7, come avrebbe dovuto, ma è rimasta A6, tanto nella versione termica quanto in quella elettrica, che si distingue per la denominazione e-tron. Il ritorno dell'A4Audi ha già detto che le ultime mosse sul naming non hanno avuto l'esito previsto e lo stesso Döllner lo ha ribadito: " stato un errore e lo correggeremo, torneremo alla vecchia nomenclatura. 'A' per i modelli con il pianale ribassato, 'Q' per le Suv, con i numeri che definiscono la dimensione o il segmento dell'auto. Punto". Su queste premesse si fonda quindi l'ipotesi di un'ulteriore marcia indietro in occasione del primo aggiornamento della A5: "Sì, pensiamo che si possa fare", ha concluso Döllner. Per l'A4, un ritorno al futuro. 
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Stati Uniti - Arriva unaltra Tesla Model Y low cost: più sprint, meno autonomia e niente guida assistita

4 Ruote - Feb 03,2026
La Tesla ha inserito nella gamma per il mercato americano una seconda Model Y Standard a trazione integrale, che affianca la variante più economica della Suv elettrica americana, presentata lo scorso ottobre e disponibile anche in Italia. Possiamo immaginare che questa nuova Model Y arrivi anche da noi nelle prossime settimane, ma al momento non c'è nulla di confermato. Il nuovo modello costa 41.990 dollari (tasse escluse), duemila in più della versione a trazione posteriore. Va più veloce, ma si ferma primaLa Tesla non comunica i dati tecnici dei suoi powertrain, ma la nuova Model Y AWD Standard monta due motori elettrici, che le permettono di avere prestazioni superiori: lo 0-60 mph (96 km/h) è coperto in 4,6 secondi, contro i 6,8 della versione single motor a trazione posteriore. La velocità massima di 125 mph (201 km/h) è la stessa per entrambi i modelli. Non dovrebbe essere cambiata la batteria: la Model Y AWD Standard ha un'autonomia dichiarata di 294 miglia, pari a 473 chilometri; la meno potente RWD ne dichiara 321 (516 km). Meno aiuti alla guidaAnche la nuova Model Y AWD Standard ha una dotazione meno ricca delle versioni Premium, rispetto alle quali perde le barre luminose davanti e dietro, il tetto panoramico, i vetri doppi e lo schermo touch per la seconda fila di sedili, rivestiti in pelle sintetica e non più ventilati. Più piccolo lo schermo anteriore, così come i cerchi di lega (da 18), con gli ammortizzatori a smorzamento passivo.Sul fronte della sicurezza non è più prevista la guida assistita di Livello 2, ma solo il cruise control adattivo. La suite più evoluta Fsd è disponibile sia in abbonamento (99 dollari al mese) sia come optional, a 8.000 dollari. E dal 14 febbraio non sarà più possibile acquistarla.
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Mercato italiano - Le 50 auto più vendute d'Italia a gennaio

4 Ruote - Feb 02,2026
Il 2026 inizia in maniera molto positiva per il mercato del nuovo: nel primo mese dell'anno si registra un +6,2% rispetto a gennaio 2025. Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, le nuove immatricolazioni di gennaio 2026 sono state 141.980 (a gennaio 2025 erano state 133.721).L'onda lunga degli incentivi statali per le auto elettriche arriva a lambire anche il primo mese dell'anno: le vendite di Bev sono cresciute del 40,6% rispetto a gennaio 2025. A segnare il miglior risultato sono comunque le plug-in, come del resto negli ultimi mesi: anche a gennaio la crescita è a tre cifre, con un +152% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Segno più anche per le ibride, mentre le motorizzazioni tradizionali continuano a perdere consistenti quote di mercato (anche il Gpl perde oltre il 30%). Fiat PandinaInattaccabile la prima posizione della citycar costruita a Pomigliano d'Arco, che anche nel primo mese del 2026 si conferma la regina del mercato: gli esemplari di nuova immatricolazione sono stati 13.308, più del doppio di quelli della Avenger, piazzatasi al secondo posto. Jeep AvengerLa B-Suv americana parte bene per il 2026 conquistando il secondo posto, con 5.133 nuove targhe. Questo modello è disponibile con powertrain benzina, mild hybrid (anche 4xe a trazione integrale) e full electric. Citroën C3Al terzo posto la best seller del Double Chevron, che registra 3.516 nuove immatricolazioni nel mese di gennaio. Questa compatta cittadina è disponibile, come la Avenger, con motorizzazioni benzina, mild hybrid e full electric. Fiat Grande PandaEntra nella top ten la nuova segmento B della Fiat, che condivide la piattaforma con C3 e Avenger: a listino con motori benzina, mild hybrid ed elettrici, nel mese di gennaio ha registrato 3.299 nuove immatricolazioni. Toyota Aygo XCon 3.029 nuove targhe, la citycar giapponese (appena rinnovata, con un nuovo powertrain full hybrid) si piazza al quinto posto della classifica di gennaio. Dacia SanderoPer il mese di gennaio, la più venduta delle auto della Dacia conquista "solo" la sesta posizione, con 2.937 nuove immatricolazioni. Nelle scorse settimane è arrivato il restyling nelle concessionarie. Renault ClioIn queste settimane arriverà nelle concessionarie la sesta generazione della compatta francese, che anche con il modello uscente continua a riscuotere consensi: a gennaio ne sono state immatricolate 2.651. Nella foto la quinta serie, cui si riferiscono i dati di vendita. Toyota YarisIl "piccolo genio" giapponese conquista l'ottavo posto della classifica del mese di gennaio con 2.499 nuove immatricolazioni. Quest'auto è disponibile con powertrain full hybrid da 116 e 131 CV (oltre alla sportiva GR a benzina). Peugeot 208La francese, che presto arriverà anche nella versione GTi ad alte prestazioni (con motore elettrico) registra per il primo mese dell'anno 2.462 nuove immatricolazioni: per lei è il nono posto. Volkswagen T-RocLa nuova generazione della Suv media di Wolfsburg ha debuttato qualche mese fa, e piace agli automobilisti italiani: con 2.440 targhe conquista la decima posizione della top ten di gennaio. 11. Peugeot 3008 - 2.37812. Dacia Duster - 2.33713. MG ZS - 2.23914. Toyota Yaris Cross - 2.22815. Nissan Qashqai - 2.16016. Opel Corsa - 2.13717. Audi Q3 - 2.09118. BMW X1 - 2.08919. Ford Puma - 2.06920. Renault Captur - 2.06821. Volkswagen Tiguan - 1.97122. Toyota C-HR - 1.97023. BYD Seal U - 1.81924. Volkswagen T-Cross - 1.61625. Alfa Romeo Junior - 1.54326. Kia Sportage - 1.52827. MG MG3 - 1.37928. Kia Picanto - 1.36529. Peugeot 2008 - 1.34830. Hyundai Tucson - 1.30531. Mercedes GLA - 1.27532. Omoda 5 - 1.25833. Audi A3 - 1.18234. BMW X3 - 1.16735. Fiat 600 - 1.10736. Ford Tourneo Courier - 1.09037. Nissan Juke - 1.07338. Fiat 500 - 1.05939. Citroen C3 Aircross - 1.03040. Lancia Ypsilon - 1.02741. Suzuki Swift - 95142. Leapmotor T03 - 94943. Audi A1 - 91944. Skoda Kamiq - 87545. Suzuki Vitara - 86946. Mercedes Classe A - 86647. BYD Dolphin Surf - 85648. Volkswagen Golf - 85649. Ford Kuga - 83850. Audi Q5 - 832 Gruppi e marchiPer quanto riguarda i costruttori, al primo posto troviamo sempre il gruppo Stellantis, che a gennaio ha immatricolato 46.295 veicoli, il 10,97% in più rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, quando erano stati 41.720. In crescita quasi tutti i marchi: Citroën (+2,78%), DS (+13,29%), Fiat (+20,49%), Jeep (+1,34%), Lancia (+15,39%), Opel (+11,24%). In calo Alfa Romeo (-8,56%) e Maserati (-57,14%). Nella galassia Stellantis c'è anche Leapmotor, che lo scorso anno di questi tempi debuttava sul mercato, immatricolando 161 vetture: a gennaio 2026 sono invece 1.118, con un incremento del +594,41%.Segno positivo anche per il gruppo Volkswagen, che a gennaio registra un +5,11%: le nuove targhe sono state 21.290, contro le 20.255 dello stesso mese dello scorso anno. In crescita tutti i marchi principali: Volkswagen (+2,97%), Audi (+2,62%), Cupra (+51,77%), Lamborghini (+11,86%) e Skoda (+8,32%). In calo solo Seat (-35,09%). Perde quote di mercato il gruppo Renault (13.294 targhe, -24,42%): segno più per la losanga (+5,81%) e Alpine (+230%), scende la Dacia (-40,77%).Risultati positivi anche per il gruppo Toyota (10.696 targhe, +0,69%) e BMW (7.719 targhe, +5,55%), così come Mercedes-Benz (5.525 targhe, +27,66%). In crescita MG (4.240, +2,64%), Nissan (3.408, +8,60%), Volvo (1.279, +15,85%), Mazda (1.198, +24,66%), Honda (1.006, +51,96%), Tesla (713, +74,75%), Subaru (182, +63,96%), Lynk & Co. (111, +81,97%) e Ferrari (88, +1,15%). In calo tutti gli altri: Ford (4.901, -5,95%), Kia (3.677, -7,05%), Hyundai (3.583, -4,71%), Suzuki (2.204, -19,62%), il gruppo DR (2.111, -0,38%), Land Rover (627, -2,94%) e Porsche (395, -33,28%).I gruppi cinesi continuano a fare storia a sé con crescite a tre cifre: oltre alla già citata Leapmotor, ecco come sono andati gli altri: BYD (3.553, +329,63%), il gruppo Chery con Omoda & Jaecoo (2.496, +357,14%), EMC (399, +143,29%), DFSK (222, +149,44%) e KGM (143, +361,29%). Le alimentazioniIl mese di gennaio conferma l'effetto positivo degli incentivi per le auto elettriche, che anche nei primi trentuno giorni del 2026 registrano una forte crescita (anche se inferiore a dicembre): con 9.446 nuove immatricolazioni (contro le 6.718 del 2025) l'incremento è del +40,6%, per una quota di mercato che passa dal 5 al 6,6%.Non dà segni di arrestarsi neppure il successo delle ibride plug-in, che a gennaio registrano 12.502 nuove targhe, contro le 4.961 dell'inizio del 2025: l'incremento è del +152%, la quota di mercato arriva all'8,7% (era il 3,7% all'inizio del 2025). Per quanto riguarda le ibride non ricaricabili, le mild sono state 54.138 (+20,6%, quota di mercato 37,7%), mentre le full sono state 20.604 (+32,8%, 14,4% la quota di mercato).Calano vistosamente le motorizzazioni tradizionali, come da diversi mesi a questa parte: -25,4% per la benzina, -16,6% per il gasolio e -32,8% per il Gpl. Tutti i dati del mercato I commenti di Unrae e Motus-E L'Unrae saluta favorevolmente l'inizio positivo del 2026 anche se, ricorda, "il confronto con il periodo pre-pandemia resta penalizzante: rispetto a gennaio 2019 mancano ancora circa 23.300 unità (-14,1%)", e sulla chiusura dell'anno suggerisce cautela. L'associazione delle Case estere invita il governo a "velocizzare le procedure per il rimborso degli importi anticipati dai concessionari: il settore risulta esposto finanziariamente per oltre 300 milioni di euro, con il rischio che eventuali ritardi possano riflettersi anche sui tempi di immatricolazione delle vetture incentivate". Da ultimo, ricorda Roberto Pietrantonio, presidente dell'Unrae, "per colmare il divario con gli altri mercati europei servono strumenti concreti ed efficaci", a cominciare dalla "riforma mirata della fiscalità delle flotte aziendali, intervenendo su detraibilità dell'IVA, deducibilità dei costi e tempi di ammortamento".Per Motus-E, che rappresenta la filiera della mobilità elettrica, i numeri di gennaio vanno letti con cautela: "sul piano europeo, nel 2025 la quota di mercato delle auto elettriche ha raggiunto il 20,1% in Francia, il 19,1% in Germania, il 9% in Spagna e il 23,5% nel Regno Unito. Lo scorso anno la market share dei veicoli full electric in Italia si era attestata al 6,2%". "I primi mesi del 2026 continueranno a beneficiare della corsa agli incentivi di ottobre", ricorda il presidente di Motus-E Fabio Pressi, "ma in prospettiva il ritardo sulla mobilità elettrica dell'Italia rischia di tornare ad aumentare". L'invito quindi è riprendere le agevolazioni statali, "che sono state confermate in toto in mercati come Francia e Spagna, e reintrodotte in Germania", e che contribuiscono "in modo decisivo alla tenuta del mercato".
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Test al Polo - Jaguar Type 00: la super GT da 1.000 CV messa alla prova nei ghiacci

4 Ruote - Feb 02,2026
Prosegue il percorso di avvicinamento della Jaguar Type 00 verso il debutto sul mercato. La Casa inglese ha diffuso nuove immagini dei prototipi durante i test di sviluppo al Circolo Polare Artico, senza per il momento fornire ulteriori informazioni sulla data di presentazione ufficiale. La berlina elettrica rappresenta una scommessa totale per la Jaguar, che ha chiuso la carriera di tutti gli altri modelli endotermici per rilanciarsi esclusivamente nel segmento delle auto a batteria di lusso. Record di collaudi per il nuovo progettoLa super berlina a batterie, che abbiamo già potuto assaporare da passeggeri, è definita dalla stessa Jaguar come una GT a quattro porte. Trattandosi di un progetto nato dal foglio bianco, lo sforzo ingegneristico è stato elevatissimo: 150 prototipi hanno percorso milioni di chilometri per sviluppare al meglio tutti i componenti e trovare la messa a punto ideale per mantenere il DNA del marchio nell'era della mobilità elettrica. Powertrain su misura e piattaforma JEALa piattaforma sulla quale la GT è costruita è totalmente inedita e specifica per il marchio del Giaguaro. Lo schema tecnico prevede tre motori elettrici e oltre 1.000 CV di potenza massima, asse posteriore sterzante, sospensioni ad aria di ultima generazione e cerchi da 23" con pneumatici su misura. Non ci sono ancora informazioni ufficiali sulla capacità della batteria (si ipotizza l'unità da 118 kWh della Range Rover elettrica) e la Casa non ha per il momento confermato le indiscrezioni circa l'arrivo di una futura variante con Range Extender a benzina.
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Auto cinesi - Chery sbarca in Italia: gamma ibrida in arrivo, ecco quando

4 Ruote - Feb 02,2026
Il gruppo Chery si prepara ad arrivare anche in Italia, dopo aver firmato nei giorni scorsi un importante accordo di collaborazione con il gruppo DR Automobiles, che rinnova la ventennale partnership tra le due realtà e apre la strada al debutto del brand Chery sul nostro mercato. Il gruppo cinese è già presente con i marchi Omoda & Jaecoo, a cui nel corso dell'anno si affiancheranno anche Lepas e iCaur. I primi modelli a marchio Chery arriveranno in Italia entro giugno. La gamma della CheryLa Chery punterà principalmente su powertrain ibridi, in particolare full hybrid e plug-in, per arrivare ad avere - insieme agli altri brand - una gamma completa di New Energy Vehicles (Nev), in grado di "soddisfare le diverse esigenze dei consumatori italiani", ma al tempo stesso "consolidando la presenza strategica del gruppo in Europa". I modelli esatti non sono ancora stati comunicati, ma abbracceranno tutto il mercato, dalle compatte di segmento A fino alle multispazio a sette posti. L'impegno in Italia e in EuropaDa 23 anni il gruppo Chery è il principale esportatore di auto cinesi nel mondo: nel 2025 sono stati 1,34 milioni i veicoli che hanno lasciato la Cina per arrivare nel resto del globo. L'azienda possiede otto centri di ricerca e sviluppo tra Europa, Asia e America, e in Italia punta a diventare un player di primo piano grazie anche alla costruzione di una rete di vendita e assistenza dedicata. Un impegno che la Chery definisce "In Italy, For Italy, Be Italy".
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